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Il carcinoma squamocellulare della testa e del collo (internazionalmente conosciuto con Head and Neck Squamous Cell Carcinoma – HNSCC), e di cui il cancro della bocca rappresenta oltre il 90% dei riscontri diagnostici, è tuttora una malattia largamente e frequentemente sconosciuta. Nonostante ciò, il cancro della bocca è nella realtà dei fatti un reperto piuttosto frequente nella pratica clinica e non può pertanto essere considerato alla stregua di una malattia rara.

Ma il clinico, e in particolar modo l’odontoiatra, quando deve preoccuparsi per una lesione che riguarda le mucose orali? Bisogna in realtà preoccuparsi sempre, finché non si ha una certezza diagnostica. L’obiettivo, infatti, è sempre quello di arrivare a una diagnosi. Con “preoccupazione” ovviamente non si intende semplicemente lo stato emotivo ansioso, ma ci si rivolge più che altro a tutte quelle procedure che devono essere utilizzate per arrivare a una diagnosi. È necessario in prima battuta, saper porre le giuste domande al paziente: Quando è insorta la lesione? Si è modificata nel corso del tempo? Ci sono dei sintomi? Possono poi ovviamente essere di notevole aiuto eventuali esami strumentali o di immagine”.

Ci sono lesioni che possono preoccupare più di altre: è il caso di lesioni che perdurano nel tempo e che tendono a peggiorare nel corso di poche settimane o mesi. Un fatto molto importante è che il turnover della mucosa orale è molto rapido, intorno ai 14 giorni.

Esiste quindi una regola chiamata dei 14 giorni secondo la quale si può a buona ragione avere il sospetto di una lesione maligna se dopo 14 giorni dalla rimozione di eventuali fattori traumatici e/o opportuno trattamento terapico della lesione non si sono avuti miglioramenti significativi.

Si tratta ovviamente di una regola molto semplice, che non sempre viene seguita alla lettera. Lesioni che clinicamente presentano un aspetto indicativo di una possibile neoplasia possono essere immediatamente sottoposte a un’indagine strumentale, nella fattispecie la biopsia, in particolare la biopsia incisionale che ha uno scopo prettamente diagnostico.

Esiste solo un tipo di biopsia?

“No, oltre alla biopsia incisionale, tramite la quale viene raccolta una porzione della lesione che viene poi analizzata dall’anatomopatologo, esiste poi anche un altro tipo di biopsia, quella escissionale, che svolge un duplice ruolo, diagnostico e terapeutico. “Questa tipologia di biopsia deve però essere effettuata quando si è certi che la terapia corretta sia l’escissione chirurgica.

L’odontoiatra ha un ruolo fondamentale nella diagnosi delle neoplasie del cavo orale. È fondamentale quindi che i professionisti del cavo orale siano adeguatamente formati sotto questo aspetto, in quanto spesso sono i primi a intercettare eventuali quadri di malignità. E’ necessario che l’odontoiatra, oltre a saper fare diagnosi, poi debba essere anche in grado di comunicarla e di indirizzare il paziente nell’iter che dovrà seguire successivamente.

Il trattamento di lesioni maligne del cavo orale (e del distretto testa-collo in generale) è infatti di tipo multidisciplinare, andando a coinvolgere diversi professionisti, quali anatomopatologi, oncologi, chirurghi maxillo-facciali oppure otorinolaringoiatri e radioterapisti. A tal proposito il “Gruppo Oncologico Interdisciplinare” (GOI) dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano settimanalmente riunisce diversi specialisti, odontoiatri compresi, per discutere il trattamento dei casi più complessi.

Ma la diagnosi di una lesione maligna non è l’unico ruolo che spetta all’odontoiatra.

Terminate le terapie necessarie alla risoluzione del caso gli specialisti del cavo orale (odontoiatri ma anche igienisti dentali) svolgono infatti un’importante funzione in relazione al mantenimento della salute – e quindi della qualità di vita – dei soggetti che sono stati trattati per neoplasie del distretto-testa collo.

Risulta quindi di fondamentale importanza una formazione e un aggiornamento continuo, perché l’odontoiatra non si deve occupare solo degli elementi dentari ma anche di tutto ciò che sta loro intorno.

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Un giovane paziente di 10 anni si presenta in visita per la valutazione della lesione presente nella foto.

La lesione, comparsa circa un mese prima, è asintomatica, di aspetto liscio, sessile, non erosa nè ulcerata.

Il piccolo paziente nega traumi pregressi a livello della zona incisale e all’esame obiettivo non si evidenziano tragitti fistolosi.

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SDB - Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/01

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Un uomo di 56 anni giunge all’osservazione dei clinici, inviato dal proprio odontoiatra, con diagnosi di ulcera localizzata a livello del palato duro di sinistra.

Il paziente riferisce che circa 10 giorni prima era comparsa una tumefazione dolente a livello palatale, per la quale aveva assunto antibiotici e antidolorifici per una settimana. La tumefazione però era aumentata progressivamente e da circa 2 giorni appariva ulcerata.

Allarmato per la rapida evoluzione della lesione, il paziente si era recato dall’odontoiatra di fiducia che aveva richiesto un’ortopantomografia, risultata negativa per lesioni a carico delle ossa mascellari.

Clinicamente la lesione si presenta come tumefazione del diametro di circa 2 cm avente al centro un’ulcera circolare crateriforme di circa 1 cm a margini netti e rilevati.

Al momento della visita il paziente riferisce solo un lieve fastidio in assenza di parestesia.

Non sono presenti altre lesioni a carico delle mucose del cavo orale.

L’anamnesi esclude recenti traumi meccanici e termici a livello del palato.

[Soluzione]

SDB - Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/02

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SDB - Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/03

Caso di un paziente di 23 anni, in terapia ortodontica, che è stato riferito all’ambulatorio di Medicina Orale per la comparsa di ulcere orali multiple associa­te a sintomatologia algica.

Il paziente riferisce che tali lesioni so­no comparse da circa tre giorni. Un episodio simile era insorto circa due mesi prima e si era risolto spontaneamente nell’arco di due settimane. Il paziente presenta un buono stato di salute genera­le e in anamnesi non sono riportate patologie sistemiche né al­lergie. Il paziente nega l’assunzione di farmaci e nega la com­parsa di pregressi episodi di herpes simplex orale (HSV-1). Rife­risce di essersi sottoposto a bandaggio ortodontico, ri­spettivamente superiore e poi inferiore, due settimane prima dell’insorgenza di entrambi gli episodi All’esame obiettivo ex­tra-orale si rilevano lesioni crostose a carico dei vermigli labiali superiore e inferiore. Sono inoltre presenti lesioni cuta­nee multiple, a carico delle dita delle mani, con aree eritematose ad andamento concentrico e aspetto “a bersaglio” della dimen­sione di circa 5-6 mm. Non si evidenziano linfoadenopatie late­ro-cervicali

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/04

Paziente di 22 anni, riferito all'ambulatorio di Patologia Orale per una neoformazione gengivale.

Il paziente è in apparenti buone condizioni di salute, non assume farmaci e non dichiara malattie sistemiche pregresse.

Riferisce, tuttavia, di essere un forte fumatore e di avere subìto in passato intervento di chirurgia maxillo-facciale per frattura mandibolare.

Riferisce inoltre esfoliazione spontanea, avvenuta circa 2-3 mesi prima, di un elemento dentario nella zona in cui successivamente si è sviluppata la neoformazione.

Tale lesione risulta asintomatica e presente da alcune settimane, mostrando un progressivo accrescimento.

All'esame extra-orale non si apprezzano linfoadenopatie latero-cervicali, mentre all'esame intra-orale si riscontra una neoformazione di circa 2 cm di asse maggiore in corrispondenza della sella edentula in zona 46

La lesione si presenta sessile, di colore eritroleucoplasico e aspetto granuleggiante, di consistenza molle.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/05

Giovane paziente, 19 anni, riferito su indicazione del curante presso il reparto di Medicina Orale per la valutazione di una neoformazione ulcerata della lingua presente da almeno un mese. Il paziente, in apparenti buone condizioni di salute generale, riferisce di fumare 10 sigarette al giorno da circa 3 anni, bere alcol saltuariamente e soffrire di episodi asmatici acuti associati ad allergie stagionali, per i quali è oggi in terapia con salbutamolo. A livello intraorale si evidenzia una neoformazione ulcerata, avente diametro maggiore di 12 mm, localizzata al terzo anteriore del margine linguale destro. Alla palpazione la consistenza è morbida e i margini della lesione non appaiono induriti. Il paziente non lamenta alcun fastidio indotto dalle manovre cliniche utili all’ispezione. Le restanti mucose orali di rivestimento appaiono indenni da lesioni.

  • Richiedereste/eseguireste qualche esame o approfondimento diagnostico specifico?
  • Consigliereste un trattamento farmacologico?

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/06/Soluzione

Un uomo di 56 anni, fumatore, giunge all’osservazione dei clinici dopo aver notato (circa tre mesi prima) la comparsa di una tumefazione a livello del margine linguale destro.

All’esame anamnestico non si rilevano patologie o terapie in corso.

La lesione era inizialmente indolore. Tuttavia, nell’ultimo periodo il paziente lamenta difficoltà di deglutizione e di articolazione della parola, oltre all’insorgenza di sintomatologia algica localizzata soprattutto nella parte posteriore della lingua.

All’esame clinico non erano presenti linfonodi palpabili nel collo o in sede sottomandibolare.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/07/Soluzione

Una donna di 44 anni si presenta all’osservazione dei clinici per una tumefazione dura e fissa dei tessuti profondi della guancia sinistra, ricoperta da mucosa del vestibolo orale e tessuti molli della guancia mobili e integri.

La neoformazione si mostra modicamente dolente e dolorabile alla pressione.

Alla radiografia ortopanoramica (OPT) della regione e alla tomografia computerizzata a fascio conico (Cone Beam Computed Tomography, CBCT) del mascellare superiore è evidente una lesione osteolitica a margini netti, bilobata, circostante agli apici del secondo premolare e del primo molare superiore, peraltro integri e senza segni di riassorbimento

Il contenuto appare dell’opacità del parenchima e non chiaramente liquido. I contorni della lesione appaiono netti, senza segni di infiltrazione o di franca erosione dell’osso circostante, che risulta piuttosto dilatato e sostituito.

Il test di vitalità degli elementi dentari coinvolti risulta dubbio e non discriminante.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/08/Soluzione

Di cosa si tratta?

A quale patologia è legato questo quadro clinico?

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/09/Soluzione

Una paziente di anni 59 viene riferita all’Ambulatorio di Medicina Orale per una neoformazione gengivale del mascellare superiore destro.

In anamnesi viene riportata la pregressa diagnosi, avvenuta nel 2013, di un carcinoma adenoideo-cistico (ACC) del pavimento e della fossa nasale destra, con coinvolgimento del seno mascellare omolaterale

La paziente ha subìto un intervento chirurgico di exeresi della neoformazione neoplastica che ha successivamente esitato in un’ampia comunicazione oro-nasale in sede palatale para-mediana destra.

A seguito dell’intervento chirurgico la paziente è stata sottoposta ad adroterapia adiuvante (68.8 Gy) a livello del seno mascellare destro. Nel 2014, a seguito di tomografia a emissione di positroni (PET), sono state rilevate due lesioni iper-captanti a livello polmonare trattate con radioterapia stereotassica corporea (SBRT) nel 2015 e successivamente nel 2018.

La paziente riferisce un lento e progressivo aumento della neoformazione gengivale nel corso degli ultimi mesi. Le dimensioni della lesione hanno infine impedito il corretto inserimento della protesi mobile che la paziente utilizzava come otturatore palatale. All’esame extra-orale non si evidenziano linfoadenopatie latero-cervicali. All’esame obiettivo intra-orale si rileva, in sede mascellare destra, un’estesa lesione gengivale multi-lobulata di consistenza morbida e colore rosso-roseo.

La neoformazione ha determinato dislocamento vestibolare dell’elemento 13 e mobilità di terzo grado di tutti gli elementi dentari coinvolti.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico/10/Soluzione

Il caso clinico riguarda una paziente di 70 anni inviata presso il reparto di Chirurgia orale per la presenza di una neoformazione di grosse dimensioni a livello gengivale.

L’anamnesi patologica remota e farmacologica della paziente è negativa.

In prima visita la paziente è asintomatica.

All’esame obiettivo intraorale si evidenziano importanti accumuli di placca e tartaro, un’estesa neoformazione di circa 10x8 cm, multilobulata, peduncolata, ricoperta da mucosa avente aree eritematose alternate ad aree di colorito fisiologico.

Si evidenziano, inoltre, elementi dentari compromessi, con lesioni cariose, mobili e fratturati.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 11

Una paziente di anni 83, già nota presso il reparto per storia di gengivite desquamativa diagnosticata istologicamente come lichen planus orale, giunge in urgenza lamentando notevole riacutizzazione della sintomatologia a livello delle mucose orali.

La paziente, non fumatrice e astemia, segue una dieta mista con consumo quotidiano di frutta e verdura.

L’anamnesi medica risulta positiva per osteoporosi, in terapia con denosumab.

All’esame obiettivo intraorale si evidenziano numerose papule biancastre, confluenti a formare placche, in corrispondenza di fornice e gengiva vestibolare dell’arcata superiore, terzo posteriore delle mucose geniene e fornice inferiore.

La paziente riferisce di avere iniziato da circa 4 settimane ad applicare clobetasolo 0,05% gel sulle gengive e identifica in questa terapia la causa dell’esacerbazione della sintomatologia orale.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 12 - Soluzione

Una paziente di anni 21 giunge all’attenzione dei clinici, inviata dal proprio odontoiatra, al fine di indagare una particolare condizione ricorrente nel cavo orale da circa 3 mesi.

L’anamnesi medica evi­denzia una bassa sideremia (38 mcg/dL) con alterazioni del volu­me di distribuzione eritrocitaria, riportata dagli ultimi esami emato­chimici effettuati nel mese precedente alla visita.

All’anamnesi odontoiatrica la paziente riferisce l’insorgenza da circa 3 mesi di piccole bolle ripiene di sangue a carico di ventre linguale, pavi­mento orale e mucosa delle guance.

Tali bolle comparivano in special modo durante l’assunzione dei pasti, assumevano una grandezza di qualche millimetro e nel giro di qualche ora o giorno scomparivano spontaneamente o si aprivano in seguito al trauma masticatorio riversando il loro contenuto ematico in cavità orale. Non riferisce bruciori o dolori a carico delle stesse.

La frequenza di presentazione delle lesioni risultava varia e non prevedibile anche se nell’ultimo periodo la paziente riferiva di sviluppare tali bolle sempre più frequentemente e di dimensioni sempre più piccole.

Al momento della prima visita non si osservavano le formazioni ema­tiche riferite dalla paziente e non è stato perciò possibile effettuare una diagnosi seppur escludendo gravi patologie. È stato perciò chiesto alla paziente di tornare in visita al momento della manife­stazione delle lesioni.

Quattro giorni dopo la paziente tornava in re­parto mostrando la comparsa di 3 piccole lesioni: si osservavano una vescicola ematica di 2,5 mm di diametro di colore rosso scu­ro presente sul margine laterale destro della lingua nella regione di confine tra ventre e dorso e altre due piccole vescicole lo­calizzate rispettivamente sul ventre sinistro e sul pavimento orale.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 13 - Soluzione

Una signora di 58 anni si presenta all’osservazione dei clinici, inviata dal proprio medico curante a causa di una pigmentazione gengivale di recente insorgenza.

La paziente riferisce che la lesione è comparsa improvvisamente ed è andata incontro a un cambiamento di colore, diventando progressivamente più scura.

L’anamnesi evidenzia l’assenza di patologie sistemiche.

La paziente riferisce di non aver mai fumato e di non assumere alcun farmaco, a eccezione dell’utilizzo sporadico di ipnoinducenti.

All’esame obiettivo si riscontra la presenza di una pigmentazione maculare color marrone scuro del diametro di circa 0,8 cm a livello della gengiva aderente mascellare, sul versante vestibolare, in corrispondenza della zona tra i due incisivi centrali. I bordi della lesione sono lievemente irregolari e il colore e omogeneo.

La superficie non presenta segni di ulcerazione e la pigmentazione è completamente asintomatica.

All’ispezione del resto del cavo orale si osserva la presenza di lesioni pigmentate clinicamente simili, bilaterali, diffuse, a livello delle mucose geniene, del palato molle e in misura minore a livello del labbro inferiore.

Come reperto occasionale, si osservano strie marroni longitudinali a livello del letto ungueale (melanonichia) dei pollici.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 14 - Soluzione

Una paziente di 26 anni si presenta ai clinici lamentando forte fastidio e intenso bruciore alla lingua e la presenza di lesioni ulcerative a carico del dorso, del ventre linguale e sul pavimento orale comparse da circa 2 giorni

La paziente riferisce, inoltre, difficoltà ad alimentarsi e a parlare per la severa sintomatologia. L’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

La paziente non riferisce l’assunzione di farmaci nel periodo precedente alla comparsa delle lesioni.

All’esame obiettivo si rileva la presenza di piccole ulcerazioni confluenti, circondate da un alone eritematoso, diffuse al bordo, al dorso e al ventre linguale, nonché al pavimento orale.

Il dorso linguale appare, inoltre, rivestito da una patina bianca asportabile ascrivile a deposito di placca, quale risultato della scarsa igiene orale per il quadro clinico in atto

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 15 - Soluzione

Un paziente maschio, di 76 anni, è stato inviato presso il servizio di medicina orale dell’Ospedale San Paolo di Milano per la presenza di una lesione radiotrasparente a livello dell’angolo mandibolare sinistro, riscontrata tramite ortopantomografia.

All’anamnesi il paziente riferisce pregresso carcinoma prostatico, trattato con chirurgia nel 2004 e con radioterapia nel 2005.

Dagli esiti degli esami eseguiti il valore del PSA risulta normale fino a gennaio 2016, nel febbraio dello stesso anno risulta lievemente incrementato.

Il paziente non riferisce particolari sintomi di interesse odontoiatrico, ma lamenta una lieve alterazione della sensibilità a livello del labbro inferiore sinistro.

All’esame obiettivo del cavo orale non si rilevano lesioni dei tessuti molli né problemi a carico degli elementi dentari.

All’esame CBCT si evidenzia lesione radiotrasparente di circa 2 cm di asse maggiore, con margini sfumati a livello dell’angolo mandibolare di sinistra.

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Patologia orale - Odontoiatria33

Test diagnostico 16 - Soluzione

Un paziente maschio di 47 anni giunge all’attenzione dei clinici per una neoformazione gengivale del terzo quadrante ampliatasi rapidamente nel corso di 3 settimane.

In anamnesi viene riportata ipertensione essenziale e utilizzo saltuario di sigaretta elettronica (ex-fumatore di circa 10 sigarette/die per molti anni)

Il paziente riferisce di essere già in follow-up da circa 3 anni per un quadro di leucoplachia proliferativa verrucosa (LPV).

I precedenti esami istologici hanno mostrato displasia epiteliale di basso grado e risultavano negativi per 41 genotipi di HPV.

All’esame obiettivo si evidenziano lesioni bianche localizzate a livello della gengiva aderente e del fornice di entrambe le arcate, estese anche lingualmente e palatalmente. Si rileva una neoformazione proliferativa, asintomatica, di colore eritroleucoplasico disomogeneo che, a partenza dalla zona interprossimale di 36-37, si è estesa verso il fornice in poche settimane.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 17 - Soluzione

Un paziente di sesso maschile di anni 25 richiede una consulenza odontostomatologica per la persistenza in arcata di tre dei quattro canini decidui con annessa mancata eruzione dei corrispondenti permanenti

Ottenuto il consenso informato si esegue un’ortopantomografia (OPT) che evidenzia, oltre all’inclusione di 2.3, 4.3 e 1.3, la presenza di lesioni multiple radiopache e radiotrasparenti.

Come esame di secondo livello si richiede una tomografia computerizzata (TC cone beam) che conferma e definisce meglio le lesioni evidenziate dall’OPT.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 18 - Soluzione

Giunge all’osservazione dei clinici una paziente di 66 anni inviata dall’odontoiatra curante per un consulto specialistico in merito a una lesione asintomatica a livello del palato.

La paziente, non fumatrice e astemia, segue una dieta variata con consumo quotidiano di frutta e verdura fresca.

L’anamnesi medica risulta positiva per una lieve forma di ipertensione arteriosa attualmente non in terapia farmacologica, e per tiroidectomia totale, in terapia medica con levotiroxina sodica.

All’esame obiettivo intraorale si evidenzia una neoformazione sottomucosa di colorito bluastro, forma ovalare e dimensioni di 11 x 7 mm circa, in corrispondenza della porzione posteriore del palato duro, in posizione paramediana destra.

Alla palpazione non si apprezzano indurimenti dei tessuti; la neoformazione risulta di consistenza teso-elastica, fluttuante, non dolente né pulsante. Alla vitropressione non si osservano variazioni cromatiche.

La mucosa sovrastante non presenta segni di significato patologico e le restanti mucose del cavo orale appaiono indenni da lesioni.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 19 - Soluzione

Il paziente ha 44 anni, gode di un buono stato di salute generale ed è stato inviato dal suo medico curante per neoformazione a livello della mucosa labiale superiore. Il paziente riferisce la presenza di tale lesione da circa 5-6 anni, durante i quali la neoformazione ha mostrato una crescita lenta e progressiva. Il principale sintomo riferito dal paziente risulta essere il dolore alla palpazione. Il paziente non riferisce alcun trauma pregresso in corrispondenza dell’area interessata e afferma che l’insorgenza della lesione non è correlabile a trattamenti odontoiatrici o terapie mediche effettuati in passato. All’esame obiettivo extraorale si evidenzia una tumefazione che modifica il profilo estetico del labbro superiore. A livello intraorale si rileva una neoformazione localizzata completamente nel contesto del labbro superiore, mobile rispetto ai piani ossei sottostanti e in corrispondenza del frenulo incisivo. Tale lesione si presenta di consistenza duro-elastica, sessile, di circa 3 cm di diametro, e appare di colorito roseo, senza particolari alterazioni del colore rispetto alla mucosa labiale sana circostante.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 20 - Soluzione

Una paziente di sesso femminile viene inviata presso l’ambulatorio di Medicina e patologia orale della Clinica odontoiatrica di Trieste per la valutazione di un corpo estraneo intensamente radiopaco presente nel seno mascellare destro.

La paziente non aveva mai avuto alcun sintomo. Tuttavia, durante una prima visita eseguita presso la Clinica odontoiatrica di Trieste, alla quale si era presentata con un’ortopantomografia recente, l’odontoiatra aveva ritenuto opportuno riferirla all’ambulatorio di Medicina e patologia orale per un approfondimento, vista anche l’intensa reazione infiammatoria visibile radiograficamente

La paziente, in buona salute, non assumeva alcun farmaco e riferiva solo di essere allergica al tramadolo.

L’arcata mascellare destra appariva parzialmente edentula, con assenza degli elementi da 1.4 a 1.8 e presenza di un impianto osteointegrato in sede edentula 1.4.

Durante la prima visita in patologia orale è stata eseguita una radiografia endorale in sede 1.4, dalla quale non si è riscontrata alcuna lesione. Clinicamente, la zona edentula era rosea, priva di soluzioni di continuo o lesioni.

Vista la situazione clinica, l’età e la buona salute della paziente, si è deciso di intervenire con la rimozione chirurgica del corpo estraneo in anestesia locale.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 21 - Soluzione

Una paziente di 11 anni, inviata dalla propria pediatra, si presenta all’attenzione dei clinici per una lesione gengivale mascellare insorta circa 2 mesi prima e aumentata rapidamente di dimensioni La bambina appariva in buona salute e non lamentava alcun fastidio, eccetto l’impossibilità di spazzolare correttamente i denti parzialmente ricoperti dalla neoformazione. La lesione si estendeva a livello della gengiva vestibolare dal margine distale dell’elemento 2.1 alla porzione mediale dell’elemento 2.4. La superficie esterna presentava un aspetto finemente acciottolato, prevalentemente rosa e con alcuni punti di colore rosso vivo. Alla palpazione la consistenza era simile a quella della gengiva circostante. Con l’ausilio di una sonda parodontale era possibile sospettare che la base d’impianto, non valutabile all’ispezione, fosse notevolmente più piccola rispetto alla superficie esterna. Gli elementi dentari da 1.1 a 2.5 risultavano vitali e non presentavano mobilità. All’esame obiettivo non si riscontravano altre lesioni a livello della mucosa orale e della cute periorale. La pediatra, per escludere una manifestazione periferica di una patologia ematologica, aveva già richiesto degli esami ematochimici (emocromo, elettroforesi proteica, funzionalità epatica e renale) che erano risultati nella norma. Le radiografie fatte dall’odontoiatra curante escludevano alterazioni patologiche a livello dell’osso alveolare e delle radici degli elementi dentari.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 22 - Soluzione

Un paziente di anni 79 giunge all’osservazione dei clinici lamentando difficoltà nell’utilizzo della protesi dell’arcata superiore a causa di un aumento di volume della gengiva.

L’anamnesi sistemica evidenzia una cardiopatia ischemica associata a ipertensione in trattamento farmacologico. All’esame obiettivo il paziente è edentulo sia all’arcata superiore che inferiore.

A livello dell’arcata superiore la mucosa della cresta edentula del settore frontale presenta un’ipertrofia plurimammellonata, fissa, di consistenza parenchimatosa, non dolente con macule a margini irregolari pigmentate brunastre e aree disepitelizzate. Le restanti mucose appaiono integre e non sono evidenti altre lesioni ulcerative o eritroplasiche.

Alla palpazione labbra, guance e pavimento orale non evidenziano neoformazioni. La mobilità linguale è conservata e i dotti salivari sono pervi. I linfonodi laterocervicali e pre-auricolari non evidenziano significativi incrementi dimensionali. Non sono evidenti fistole. Si esegue indagine radiografica che non evidenzia lesioni a carico dei mascellari.

Il paziente è portatore di una protesi totale superiore mai sottoposta a rivalutazione da oltre dieci anni; posizionato nel cavo orale il manufatto appare instabile e incongruo.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 23 - Soluzione

Un paziente di 24 anni giunge all’attenzione dei clinici, riferito dal proprio odontoiatra curante. Il paziente stava assumendo una terapia antibiotica e antinfiammatoria (amoxicillina 875 mg + acido clavulanico 125 mg; ibuprofene 600 mg) da circa 2 mesi, per la presenza di un gonfiore a livello della regione geniena e zigomatica sinistra, diagnosticato come ascesso odontogeno a partenza dall’elemento 2.8 vestibolarizzato, tuttavia senza alcun miglioramento clinico. All’anamnesi il paziente ha negato patologie specifiche, allergie o assunzione di farmaci. Ha riferito inoltre assenza di dolore, iperpiressia, essudato purulento o sanguinamento a carico della massa prossimale all’elemento 2.8. All’esame obiettivo si evidenziava una lievissima asimmetria extraorale, associata alla presenza di una tumefazione intraorale esofitica, dura, immobile sui piani sottostanti e a eritema ed ectasia del dotto di Stenone. A livello genieno il paziente presentava un’ulcerazione fibrotica a margini netti, probabilmente causata dal contatto cronico con l’elemento 2.8. Al contrario, non si rilevavano linfoadenopatia né anomalie radiografiche. Data la consistenza della massa e, soprattutto, la persistenza da circa 2 mesi, è stata immediatamente disposta una biopsia incisionale, previo consenso informato del paziente. Dopo 2 giorni l’anatomopatologo ha diagnosticato la presenza di una “lesione fibromatosa”. Vista la piccola dimensione dello specimen, al fine di ottenere una diagnosi di certezza l’anatomopatologo ha consigliato di eseguire una nuova biopsia, questa volta escissionale, in considerazione dell’aspetto clinico di demarcabilità e dell’ipotizzata natura benigna. Durante il secondo intervento si è mostrata la natura peduncolata della lesione, così come si è evidenziato che la stessa si approfondiva nel tessuto muscolare.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 24 - Soluzione

Un paziente di 60 anni in buone condizioni di salute generale viene visitato presso il Servizio di Patologia e Chirurgia Orale dell’Unità Operativa di Odontostomatologia II dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano.

L’anamnesi medica rileva una lieve ipertensione arteriosa e un diabete mellito di tipo II in cura rispettivamente con telmisartan 20 mg e metformina 500 mg. Il paziente, non fumatore, lamenta la presenza di una tumefazione non dolente a crescita lenta e continua in corrispondenza del versante mucoso dell’emilabbro inferiore di sinistra.

Non sono presenti alterazioni cutanee di colore o temperatura. La palpazione esterna evidenzia una consistenza di tipo elastico in corrispondenza dell’area della lesione. Negativa la palpazione dei linfonodi laterocervicali omolaterali.

A livello intraorale si osserva un rigonfiamento sessile con diametro di circa 2 cm, tondeggiante, ricoperto da mucosa di aspetto simile a quella circostante e di colorito roseo-giallastro.

Alla palpazione la consistenza è elastica e la lesione è mobile al di sotto del piano mucoso. Non si apprezzano altre alterazioni di forma o colore delle mucose intraorali.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 25 - Soluzione

Un uomo di 65 anni giunge in visita per algia persistente a carico del corpo linguale.

Il paziente, affetto da mieloma multiplo, è stato sottoposto a due trapianti autologhi di cellule staminali ematopoietiche, rispettivamente 7 e 5 anni prima, e a un trapianto allogenico 3 anni prima.

In anamnesi viene riportata ipertensione e bronchite cronica asmatica.

Il paziente risulta in terapia con: desametasone, darbepoetina alfa, acido zoledronico, furosemide, bisoprololo, ramipril, sulfametoxazolo/trimetoprim, acyclovir, allopurinolo, omeprazolo e acido folico.

Gli esami ematochimici recenti mostrano una trombocitopenia severa (33.000/mm3), linfocitopenia (440/mm3) e anemia (3,2 milioni/mm3).

Il paziente risulta inoltre affetto, da circa due anni, da graft versus host disease (GVHD) cronica delle mucose orali ed è stato trattato fino a ora, presso altra struttura, tramite l'applicazione di steroidi topici.

All'esame extra-orale non si rileva alcuna linfoadenopatia latero-cervicale.

All'esame intra-orale si apprezzano aree eritematose e lesioni ulcerative multiple ricoperte da fibrina a carico della mucosa geniena sinistra e palatale. La superficie ventrale sinistra della lingua presenta un'ulcera di aspetto granuleggiante, dolente alla palpazione e con margini induriti.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 26 - Soluzione

Un uomo di 43 anni si presenta all’osservazione dei clinici, inviato dal proprio odontoiatra curante, per la valutazione di episodi di tumefazione e dolore nella regione sottomandibolare sinistra durante i pasti.

L’anamnesi patologica remota era negativa così come l’anamnesi allergica e farmacologica.

L’esame obiettivo intraorale rivelava una massa dura, non dolente nè dolorabile, a livello del pavimento orale in corrispondenza del dotto di Wharton sinistro. Non erano presenti lesioni cariose a livello dell’arcata dentale superiore nè inferiore.

Il paziente non lamentava al momento della visita dolore a livello del cavo orale; si mostrava preoccupato della possibile evoluzione del quadro clinico, in considerazione del progressivo ravvicinarsi degli episodi di tumefazione in regione sottomandibolare sinistra.

Si richiedeva una TC Cone Beam per poter approfondire al meglio il quadro clinico-patologico.

La TC Cone Beam mostrava una massa radiopaca singola, allungata nella regione del pavimento orale/sottomandibolare sinistra estesa per circa 3 cm nella porzione sinistra del pavimento orale.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 27 - Soluzione

Un paziente di sesso maschile di 36 anni, in buono stato di salute generale, giunge all’osservazione dei clinici. Il paziente richiede una consulenza odontostomatologica in quanto riferisce da circa un anno la ricorrenza di episodi ascessuali in regione mandibolare destra, trattati sempre con terapia antibiotica Il paziente riferisce di non essersi sottoposto a visita odontoiatrica e ad accertamenti radiografici da molti anni. Ottenuto il consenso informato si sottopone il paziente a esame clinico; già a livello extraorale si evidenzia una tumefazione nella regione dell'angolo mandibolare destro. L'esame ispettivo del cavo orale risulta assai difficoltoso per la presenza di un trisma dei muscoli masticatori correlato all'episodio infettivo in fase acuta. Si prescrivono una terapia antibiotica ad ampio spettro e una terapia antinfiammatoria, si richiede un'ortopantomografia (OPT) come indagine strumentale di primo livello e si rinvia il paziente a un controllo a 24 ore. L'OPT mostra la presenza di un'ampia lesione osteolitica multiloculare a margini netti, circondata da un orletto radiopaco di osso corticalizzato. La lesione coinvolge gli elementi 4.7 e 4.8, che risultano inclusi, e determina un'alterazione del profilo osseo mandibolare; i margini ben definiti e sclerotici inducono a pensare a una lesione a crescita lenta e sono dunque evocativi di una probabile natura benigna della lesione stessa.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 28 - Soluzione

Giunge all’attenzione dei clinici una paziente di 35 anni per la presenza, da qualche mese, di una lesione bianca non dolente a livello linguale La paziente riferisce, inoltre, la contestuale comparsa di lesioni pruriginose a livello degli arti superiori. L’esame clinico evidenzia sul dorso linguale un’ampia placca bianca non asportabile per sfregamento; oltre alla lesione principale sono evidenti sempre sul dorso linguale, lesioni satelliti con le medesime caratteristiche ma di dimensioni minori. A livello di avambracci e mani si evidenziano inoltre lesioni papulari e macule di colore tendente al rosso per la valutazione delle quali la paziente è in attesa di consulenza dermatologica. Ottenuto il consenso informato si richiedono alla paziente esami ematochimici di controllo e si programma l’esecuzione di una biopsia incisionale della lesione principale per l’effettuazione di un esame istologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 29 - Soluzione

Una paziente di 67 anni si rivolge ai clinici per la presenza di una tumefazione mucosa a livello della commissura labiale sinistra.

La lesione è presente da anni, ma è divenuta soggetta a traumatismo masticatorio per via di un aumento delle dimensioni a cui è andata incontro.

L’esame clinico rileva la presenza di una lesione esofitica sessile ad ampia base d’impianto e di consistenza elastica; l’epitelio che la riveste appare parzialmente ipercheratosico.

La paziente assume antiaggreganti piastrinici. Ottenuto il consenso informato, si programma l’exeresi della lesione che sarà sottoposta a esame istologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 30 - Soluzione

Un paziente maschio di 22 anni si presenta per valutare la possibile estrazione degli ottavi inferiori.

Dall'OPT si evidenzia la presenza di una lesione in sede apicale agli elementi 3.4 e 3.5.

Inoltre, in seguito alla richiesta di un esame di secondo livello (TC Dentascan mandibolare), si evidenzia lo stretto rapporto della neoformazione con il nervo mandibolare.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 31 - Soluzione

Un paziente maschio di 32 anni è inviato ai clinici dal proprio curante per una lesione mandibolare destra.

L’anamnesi medica è negativa per qualsiasi tipo di patologia, non si apprezzano deformazioni del viso, non è riferita alcuna sintomatologia e a livello intraorale non si apprezzano lesioni mucose.

La radiografia panoramica e la tomografia computerizzata mostrano un’ampia radiopacità irregolare che sovrasta l’elemento 4.8.

Il terzo molare inferiore di destra è in inclusione ossea totale con il terzo medio e apicale delle radici in stretto contatto con il fascio vascolo-nervoso inferiore.

Il canale mandibolare risulta fortemente compresso e deviato in senso apicale in corrispondenza dell’elemento ritenuto, passando fra le due radici mesiali.

La massa radiopaca, che sovrasta la corona, si estende superiormente per circa 1 cm fino al margine coronale della corticale ossea e distalmente occupa lo spazio fra la corona del terzo molare e la corticale del canale mandibolare.

Attorno alla lesione è presente una sottile area radiotrasparente che crea una separazione netta dal tessuto osseo circostante.

Il paziente non ha altri esami radiografici precedenti alla visita che possano permettere di apprezzare nel tempo il grado di crescita della lesione.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 32 - Soluzione

Si presenta all’osservazione una paziente di 11 anni inviata dalla propria pediatra per una lesione gengivale mascellare insorta circa 2 mesi prima e aumentata rapidamente di dimensioni.

La bambina appariva in buona salute e non lamentava alcun fastidio, eccetto l’impossibilità di spazzolare correttamente i denti parzialmente ricoperti dalla neoformazione.

La lesione si estendeva a livello della gengiva vestibolare dal margine distale dell’elemento 2.1 alla porzione mediale dell’elemento 2.4. La superficie esterna presentava un aspetto finemente acciottolato, prevalentemente rosa e con alcuni punti di colore rosso vivo.

Alla palpazione la consistenza era simile a quella della gengiva circostante.

Con l’ausilio di una sonda parodontale era possibile sospettare che la base d’impianto, non valutabile all’ispezione, fosse notevolmente più piccola rispetto alla superficie esterna.

Gli elementi dentari da 1.1 a 2.5 risultavano vitali e non presentavano mobilità.

All’esame obiettivo non si riscontravano altre lesioni a livello della mucosa orale e della cute periorale.

La pediatra, per escludere una manifestazione periferica di una patologia ematologica, aveva già richiesto degli esami ematochimici (emocromo, elettroforesi proteica, funzionalità epatica e renale) che erano risultati nella norma.

Le radiografie fatte dall’odontoiatra curante escludevano alterazioni patologiche a livello dell’osso alveolare e delle radici degli elementi dentari.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 33 - Soluzione

Un giovane paziente maschio di 22 anni giunge all’osservazione dei clinici, invia­to dal proprio medico curante a seguito del riscontro di una lesio­ne linguale persistente.

L’anamnesi risulta negativa per patologie attuali o pregresse.

Il pa­ziente riferisce di essere un forte fumatore da 5 anni (circa 20 siga­rette al giorno) e di consumare moderatamente alcol in modo occa­sionale.

Lamenta sintomatologia urente a carico della mucosa lin­guale, con andamento altalenante e presente da circa 2 settimane.

All’esame extra-orale non si riscontrano tumefazioni e alla palpa­zione non si rilevano linfoadenopatie latero-cervicali.

All’esame obiettivo del cavo orale si evidenzia un buon livello di igiene orale con assenza di patologie odontoiatriche in atto.

Si rileva la presen­za di una lesione di circa 2 cm di estensione longitudinale a carico del margine linguale destro. Tale lesione appare eritroleucoplasica di forma non omogenea e margini irregolari.

Considerando la lesio­ne nel dettaglio, la porzione posteriore risulta eritroplasica, lieve­mente indurita e dolente alla palpazione, mentre la porzione ante­riore appare leucoplasica e disomogenea.

Le restanti mucose ora­li appaiono nel complesso normo-trofiche e normo-idratate.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 34 - Soluzione

Un paziente maschio, di anni 60, si sottopone a visita lamentando la presenza di una neoformazione biancastra e rilevata localizzata nel ventre anteriore destro della lingua.

Riporta, inoltre, di avere notato un lento ma progressivo aumento delle dimensioni della lesione in oggetto.

L’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

All’esame obiettivo la lesione si presenta come un’escrescenza rilevata biancastra di circa 0,5 cm con evidenti digitazioni lunghe e papillari.

La lesione appare ben delimitata dai tessuti circostanti e il passaggio tra mucosa linguale sana e lesione è assolutamente netto.

Visto l’aspetto della lesione, si opta per una biopsia escissionale con asportazione della lesione in toto.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 35

Un paziente di 58 anni si presenta presso il reparto di chirurgia del­la clinica universitaria ASST Santi Paolo e Carlo, Presidio Ospeda­liero San Paolo, Università degli studi di Milano, inviato dal proprio odontoiatra per la valutazione di una tumefazione a livello del pavi­mento orale di destra. Il paziente non riferisce sintomatologia algi­ca e l’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

All’esame obiettivo del cavo orale si evidenzia­no depositi di placca e tartaro e tumefazione del pavimento orale di destra, con apparente aumento di volume della ghiandola sotto­mandibolare. Le mucose appaiono normo-idratate ma lievemente iperemiche specie a livello dello sfintere del dotto di Wharton.

Alla palpazione si riscontra la presenza di una neoformazio­ne di consistenza dura, mobile rispetto ai piani sottostanti a livello del pavimento orale di destra, in corrispondenza del terzo anteriore del dotto escretore della ghiandola sottomandibolare. Si decide pertanto di procedere a inquadramento diagnostico mediante in­dagini strumentali.

Alla TC Cone Beam si osserva la presenza di una lesione radiopaca, di forma cilindrica, di asse maggiore di circa 3 cm, localizzata a livello del terzo anteriore del dotto di Warthon.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 36

Una donna di 57 anni giunge all’attenzione dell’ambulatorio di medicina e patologia orale dell’Ospedale San Paolo di Milano riferendo la presenza di una neoformazione a livello della guancia sinistra presente da circa due mesi.

In anamnesi patologica remota non risultano patologie sistemiche attuali o pregresse.

La paziente, non fumatrice, non riferisce dolore nella sede interessata dalla lesione.

All’esame extra-orale non sono evidenziabili tumefazioni e alla palpazione non si rilevano linfoadenopatie latero-cervicali.

All’esame obiettivo del cavo orale si osserva una neoformazione nodulare, esofitica, sessile, non mobile rispetto ai piani sottostanti, localizzata a livello del terzo anteriore della mucosa geniena di sinistra.

La lesione, che mostra complessivamente un diametro di circa 1 cm, appare rivestita da mucosa di aspetto fisiologico e alla palpazione è possibile apprezzare una consistenza marcatamente dura e fibrosa. La paziente non è portatrice di protesi mobili e non sono rilevabili fattori traumatici ascrivibili alla presenza di tale condizione.

La paziente riferisce un lento e progressivo aumento della neoformazione in oggetto, pertanto si decide di eseguire una biopsia diagnostica incisionale.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 37

Paziente femmina, di anni 40, giunge presso il Pronto Soccorso Odontoiatrico dell’Ospedale SS. Paolo e Carlo, dell’Università degli studi di Milano, riferendo la presenza di una tumefazione palatale da tempo imprecisato.

L’anamnesi patologica remota risulta negativa e non sono riferite allergie né terapie farmacologiche in atto.

All’esame obiettivo del cavo orale si riscontra la presenza di una tumefazione sottomucosa di diametro maggiore di circa 2,5 cm, ricoperta da mucosa di aspetto e colore fisiologici, localizzata all’emipalato di sinistra.

Alla palpazione la lesione si presenta non dolente e di consistenza duro-elastica.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 38

Nel gennaio 2015 giunge in visita una paziente di anni 67. Riferisce diversi episodi ascessuali a livello del mascellare superiore sinistro, trattati con terapia antibiotica.

L’anamnesi medica evidenzia fibrillazione atriale in terapia con dicumarolici e terapia antipertensiva. Non sono riferite allergie. All’esame obiettivo del cavo orale sono presenti le radici degli elementi 14, 12, 21 e 22. Le mucose non mostrano alterazioni significative di forma o colore. I dotti salivari sono pervi e la mobilità linguale è conservata. Alla palpazione nel contesto di guance, labbra, lingua e pavimento orale non sono apprezzabili alterazioni. A livello cutaneo, in corrispondenza del solco naso-genieno sinistro, è presente una piccola area arrossata e rilevata con una depressione centrale. Alla palpazione la lesione non è dolente, è fissa ai piani profondi ma limitata nell’estensione. A livello della depressione centrale è apprezzabile un’invaginatura sondabile con un accesso ai piani sottostanti. Non si osserva alcun drenaggio.

La paziente riferisce che tale lesione è comparsa da diversi mesi. L’indagine radiografica con ortopantomografia pone in evidenza i residui radicolari e un’alterazione con lieve radiotrasparenza all’apice dell’elemento 22.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 39

Giunge alla nostra osservazione un paziente maschio di anni 43, lamentando la presenza di un’escrescenza gengivale tondeggiante nella zona anteriore del mascellare superiore.

Il paziente riferisce di aver notato la lesione già da parecchio tempo (qualche anno) e di non essersi recato a visita specialistica per incuria e per sopraggiunta sintomatologia depressiva. Riporta inoltre di aver notato un lento ma progressivo aumento delle dimensioni della lesione in oggetto.

All’esame obiettivo intraorale la lesione si presenta come una tumefazione di diminuita consistenza, di colorito rosaceo uniforme, ben delimitata dai tessuti sani circostanti e associata agli elementi 1.2 e 1.3. Le dimensioni sono di circa 1 cm e non vi sono segni né di ulcerazione né di essudazione purulenta.

L’esame radiografico endorale permette altresì di escludere qualsiasi coinvolgimento dei tessuti duri sottostanti e, insieme alle caratteristiche cliniche, consente di presumere l’assoluta benignità della lesione.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 40

Giunge alla nostra osservazione una paziente di anni 41, per consulto specialistico in merito a neoformazione a livello del labbro superiore. La paziente, non fumatrice e astemia, segue una dieta mista con consumo quotidiano di frutta e verdura.

L’anamnesi medica risulta positiva per allergia agli acari della polvere e diabete di tipo 2, in terapia medica con metformina. La paziente riferisce la comparsa da circa 3 mesi di neoformazione asintomatica a livello del labbro superiore.

All’esame obiettivo intraorale si evidenzia una lieve tumefazione in corrispondenza della porzione destra della mucosa labiale superiore, che si rende più evidente in seguito all’eversione dell’area interessata.

Alla palpazione si apprezza una neoformazione di consistenza teso-elastica, diametro circa 5-6 mm, contenuta in profondità nello spessore del labbro superiore e mobile rispetto ai piani sottostanti e sovrastanti. La mucosa di rivestimento non presenta segni di significato patologico e le restanti mucose del cavo orale appaiono indenni da lesioni.

Extraoralmente, il piano cutaneo in corrispondenza della neoformazione si presenta di aspetto fisiologico.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 41

Un uomo di 43 anni si presentava alla nostra osservazione inviato dal proprio odontoiatra curante per la valutazione di episodi di tumefazione e dolore nella regione sottomandibolare sinistra durante i pasti. L’anamnesi patologica remota era negativa così come l’anamnesi allergica e farmacologica.

L’esame obiettivo intraorale rivelava una massa dura, non dolente nè dolorabile, a livello del pavimento orale in corrispondenza del dotto di Wharton sinistro. Non erano presenti lesioni cariose a livello dell’arcata dentale superiore nè inferiore.

Il paziente non lamentava al momento della visita dolore a livello del cavo orale; si mostrava preoccupato della possibile evoluzione del quadro clinico, in considerazione del progressivo ravvicinarsi degli episodi di tumefazione in regione sottomandibolare sinistra.

Si richiedeva una TC Cone Beam per poter approfondire al meglio il quadro clinico-patologico. La TC Cone Beam mostrava una massa radiopaca singola, allungata nella regione del pavimento orale/sottomandibolare sinistra estesa per circa 3 cm nella porzione sinistra del pavimento orale.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 42

Aumento di volume localizzato sul versante vestibolare mascellare

Una paziente di 35 anni si presenta presso il Dipartimento di Pa­tologia e Chirurgia orale del Centro universitario di Odontoiatria di Parma a causa di un aumento di volume localizzato, monola­terale, sul versante vestibolare mascellare di destra, presente da circa sei mesi. La paziente non è fumatrice e non riporta presen­za di patologie sistemiche. All’esame obiettivo si evidenzia un aumento di volume, sessile, di circa 2 cm di diametro, rotondeg­giante e dai margini ben definiti, a livello vestibolare superiore destro, in corrispondenza in zona 1.4 (mancante).

Si ri­scontrano, inoltre, pigmentazioni diffuse a livello vestibolare gengivale compatibili con la diagnosi clinica di pigmentazioni fi­siologiche. Alla palpazione la neoformazione appare di consi­stenza duro-lignea e non è mobile sui piani sottostanti. La pa­ziente non riferisce sintomatologia algica. Si effettua un esame radiografico (ortopantomografia) che mette in evidenza, in corri­spondenza della lesione clinica, un’area di leggera radiopacità, dai margini netti e ben definiti.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 44

Un paziente di sesso maschile di anni 25 richiede una consulenza odontostomatologica per la persistenza in arcata di tre dei quattro canini decidui con annessa mancata eruzione dei corrispondenti permanenti.

Ottenuto il consenso informato si esegue un’ortopantomografia (OPT) che evidenzia, oltre all’inclusione di 2.3, 4.3 e 1.3, la presenza di lesioni multiple radiopache e radiotrasparenti.

Come esame di secondo livello si richiede una tomografia computerizzata (TC cone beam) che conferma e definisce meglio le lesioni evidenziate dall’OPT.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 45

Un paziente di 58 anni si presenta ai clinici, inviato dal proprio odontoiatra, per la valutazione di una tumefazione a livello del pavi­mento orale di destra.

Il paziente non riferisce sintomatologia algi­ca e l’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse All’esame obiettivo del cavo orale si evidenzia­no depositi di placca e tartaro e tumefazione del pavimento orale di destra, con apparente aumento di volume della ghiandola sotto­mandibolare. Le mucose appaiono normo-idratate ma lievemente iperemiche specie a livello dello sfintere del dotto di Wharton.

Alla palpazione si riscontra la presenza di una neoformazio­ne di consistenza dura, mobile rispetto ai piani sottostanti a livello del pavimento orale di destra, in corrispondenza del terzo anteriore del dotto escretore della ghiandola sottomandibolare.

Si decide pertanto di procedere a inquadramento diagnostico mediante in­dagini strumentali. Alla TC Cone Beam si osserva la presenza di una lesione radiopaca, di forma cilindrica, di asse maggiore di circa 3 cm, localizzata a livello del terzo anteriore del dotto di Warthon.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 46

Un paziente di 47 anni in buone condizioni di salute generale viene visitato presso il Servizio di Medicina orale dell’Unità ope­rativa di Odontostomatologia II dell’ASST Santi Paolo e Carlo. L’anamnesi medica è negativa per patologie croniche, terapie mediche e allergie.

Il paziente, asintomatico, riferisce riscontro occasionale da par­te del proprio odontoiatra di una neoformazione della mucosa gengivale in corrispondenza del tuber mascellare di destra, comparsa da circa 1 mese.

All’esame obiettivo intraorale la neoformazione appare roton­deggiante, di colore disomogeneo (rosa-rosso-violaceo), pe­duncolata con larga base di impianto. La lesione presenta le di­mensioni di circa 2,5 cm di diametro maggiore. Alla pal­pazione risulta di consistenza diminuita, asintomatica e facile al sanguinamento. Non si apprezzano altre alterazioni di forma o colore delle mucose orali.

Alla radiografia endorale si evidenzia area di lieve erosione os­sea del tuber mascellare, distale all’elemento 2.7.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 47

Riferita dal suo dentista, si rivolge alla nostra osservazione una paziente di 76 anni che ha notato da circa un mese la comparsa di una lesione sul dorso della lingua.

L’esame clinico rivela la presenza di una neoformazione esofitica sessile, arrotondata, a margini ben delimitati, di colore rosso vermiglio. La paziente riferisce che la lesione è cresciuta in modo rapido e che è preoccupata che possa trattarsi di una malattia di natura maligna.

L’anamnesi medica rivela una diagnosi di mieloma multiplo risalente a circa 18 mesi fa per la quale la paziente è stata trattata con chemioterapici non meglio specificati, corticosteroidi e antibiotici. Al momento, la paziente assume solamente una terapia antipertensiva.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 48

Un paziente maschio di 12 anni, in buone condizioni di salute generale, giunge presso l’ambulatorio di Medicina e patologia orale, ASST Santi Paolo e Carlo - UO Odontostomatologia II.

L’anamnesi medica è negativa per patologie croniche, terapie mediche e allergie. Il paziente riferisce la comparsa, a seguito di un accidentale evento traumatico, di una neoformazione a livello del terzo an­teriore della mucosa geniena destra. Tale lesione si presenta asintomatica e ha mostrato una rapida e progressiva crescita dal momento della sua insorgenza, avvenuta circa un mese addietro.

All’esame obiettivo intra-orale la neoformazione appare roton­deggiante, multilobata, di colore rosso-roseo disomogeneo, a base peduncolata con stretta superficie di impianto. La lesione presenta un diametro di circa 2 cm e mostra una consistenza te­so-elastica alla palpazione.

Non si apprezzano altre alterazioni di forma o colore a carico delle restanti mucose orali.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 49

Paziente donna di 31 anni, giunta in prima visita presso il Repar­to di Patologia e Oncologia orale del CIR Dental School di Torino per la presenza di lesione di consistenza aumentata, presente da almeno due mesi, su mucosa labiale inferiore.

L’anamnesi patologica remota risulta positiva per storia di trauma acuto al labbro inferiore, risalente all’infanzia. Non sono riferite terapie farmacologiche in atto.

All’ispezione, si manifesta come una le­sione in eccesso del versante mucoso labiale, dai confini irrego­lari, rivestita da mucosa integra, di colorito grigiastro.

Al­la palpazione, si presenta come di consistenza teso-elastica, non dolente né dolorabile.

L’esame obiettivo rivela questa come unica lesione presente.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 50

Si rivolge all’attenzione dei clinici una paziente di 28 anni per la presenza di un’intensa sintomatologia dolorosa nella regione posteriore dell’emimandibola destra. All’esame clinico si rileva la presenza di una tumefazione dolente, di verosimile origine ascessuale, che interessa il versante vestibolare del processo alveolare in corrispondenza dell’elemento dentario 4.6, che presenta un’estesa ricostruzione conservativa con evidenti segni di infiltrazione cariosa. L’elemento dentario sottoposto al test di stimolazione termica con spray al cloruro di etilene risulta non vitale. Viene eseguita un’ortopantomografia, che evidenza una lesione radiopaca circondata da un alone radiotrasparente in continuità con la radice mesiale del 4.6. La paziente viene sottoposta a terapia antibiotica con amoxicillina clavulanata. Ottenuto il suo consenso informato, si esegue l’apertura della camera pulpare dell’elemento necrotico per favorire il drenaggio della raccolta ascessuale programmandone l’estrazione con contemporanea rimozione della lesione periradicolare che verrà sottoposta a esame istologico.

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Una paziente di 33 anni si presenta in Studio per una seduta di igiene orale semestrale di routine. L’igienista dentale (ID Balasso Alice) nota una lesione rilevata, biancastra e arrotondata sul lato destro del dorso linguale. La lesione è indolore, tanto che la Paziente non ne era a conoscenza. All’esame anamnestico non si rilevano patologie o terapie in corso. All’esame obiettivo intraorale non si rilevano altre particolarità se non una patina bianca estesa su tutta la superficie del dorso linguale. La lesione è stata fotografata per documentazione clinica. Alla Paziente è stato consegnato collutorio contenente Clorexidina 0,20%. Fra 14 giorni è previsto un secondo esame obiettivo e relativa valutazione terapeutica.

Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 51

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 52

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 53

Giunge all’attenzione un paziente di 69 anni, riferito dall’odontoiatra curante per valutazione specialistica in merito ad una lesione a livello della gengiva aderente linguale del III quadrante, presente da tempo imprecisato. Il paziente, fumatore, in buone condizioni di salute generale, nega assunzione di farmaci e allergie

All’esame obiettivo si osserva una neoformazione sessile a carico della gengiva aderente linguale all’elemento 37, di dimensioni 1 x 2 cm circa. La lesione appare dello stesso colore della mucosa sana circostante, fatta eccezione per la superficie inferiore che presenta un'area grigio-brunastra molto sfumata. Il paziente non riferisce alcuna sintomatologia, né spontanea, né esacerbata dalla palpazione della neoformazione.

Sulla base delle caratteristiche cliniche la neoformazione è stata posta in diagnosi differenziale con il fibroma traumatico, il granuloma periferico a cellule giganti e il nevo orale e, in accordo con il paziente, si è proceduto all'esecuzione di una biopsia incisionale (fig.2). Il campione prelevato è stato successivamente sottoposto a valutazione istopatologica, che ha rivelato una “proliferazione nevica nel chorion sottomucoso, superficialmente pigmentata” compatibile con una diagnosi di nevo intramucoso. Solo in seguito alla conferma istologica si è proceduto all’asportazione chirurgica dell’intera lesione.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 54

Giunge all’osservazione dei clinici un paziente di 83 anni, edentulo nell’arcata inferiore, inviato dal dentista curante per un’ulcerazione della gengiva sottostante alla protesi mobile, area molare sinistra, permanente da alcune settimane senza remissione nonostante l’applicazione di antisettici locali e la saltuaria rimozione del manufatto protesico.

Dalla soluzione di continuo della gengiva trasparivano spicole di osso in evidente stato di sofferenza vascolare. Dalla radiografia OPT si evidenziava area di irregolare radiotrasparenza nella suddetta area.

Al paziente erano stati applicati 7 anni prima nella medesima sede anatomica 2 impianti che successivamente erano stati rimossi a due e cinque anni per fenomeni ricorrenti di perimplantite.

Il paziente era in terapia da 10 anni con cortisone e metotrexate per morbo di Addison e artrite reumatoide. La lesione era mediamente sintomatica da circa due anni (motivo per cui era stato rimosso anche il secondo impianto), non si rilevava tumefazione intra o extraorale ed erano assenti fenomeni parestesici.

Diagnosi - Effettuata la biopsia, il responso del patologo è stato di carcinoma squamo cellulare diffuso all'interno della compagine ossea

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 55

Un paziente di 66 anni si rivolge ai clinici, lamentando algia alla masticazione in sede mandibolare destra.

Il paziente, portatore di protesi rimovibile, era incapace di indossarla a causa del dolore. Nonostante il consulto con il proprio odontoiatra, il quale aveva molato e ribasato la potesi inferiore per due volte, il dolore persisteva da più di un mese.

La raccolta dell’anamnesi patologica ha svelato una storia clinica di pregressi carcinoma della prostata nel 2010, del polmone nel 2011 e della tiroide nel 2012, tutti risolti dopo terapia combinata chirurgica e chemioterapica.

Il paziente negava di avere allergie o altre comorbidità ma riferiva di assumere quotidianamente i seguenti farmaci: Pregabalin, Liotironina Sodica, Colecalciferolo, Tramadolo.

All’esame obiettivo, il paziente risultava edentulo, con importante atrofia sia mascellare che mandibolare, tuttavia senza alcuna lesione nè discontinuità mucosa.

I linfonodi laterocervicali omolaterali al dolore riferito, risultavano ingrossati e di consistenza aumentata. Dopo accurata palpazione della cresta edentula del quarto quadrante, che scatenava importante dolore al paziente, si percepiva un’irregolarità dell’osso.

Dopo l’esecuzione di una radiografia ortopanoramica, si è riscontrata un’ampia lesione radiotrasparente a margini irregolari in sede quarto quadrante, accompagnata da una piccola lesione osteolitica controlaterale.

L’esame istopatologico è risultato compatibile con la

diagnosi di metastasi da carcinoma tiroideo.

Caso clinico

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 56

Il referto istopstologico documenta la presenza di acini ghiandolari di cui alcuni atrofici e pseudocapsula con parete formata da tessuto di granulazione con infiltrato infiammatorio costituito prevalentemente da neutrofili e macrofagi, contenente al suo interno materiale mucoide e un infiltro flogistico aspecifico è confermato così il sospetto diagnostico di mucocele ( cisti da stravaso mucoso).

Il termine generico mucocele identifica due distinte lesioni a origine dalle ghiandole salivari minori: le cisti da stravaso mucoso e le cisti da ritenzione mucosa. Clinicamente simili si presentano come tumefazioni di diametro variabile da pochi mm a qualche cm. La rottura della mucosa che le ricopre o il riassorbimento della mucina possono far si che queste lesioni diminuiscano di dimensioni fino a scomparire, la successiva riproduzione di mucina può determinarne la ricomparsa. Le cisti da stravaso mucoso rappresentano l'80 % dei mucoceli e sono causate da un trauma che causa rottura del dotto escretore di una ghiandola salivare minore con fuoriuscita di mucina nello stroma connettivale e conseguente reazione infiammatoria. Più frequenti in soggetti giovani, si localizzano prevalentemente a livello del labbro inferiore. Si tratta di pseudo-cisti in quanto la parete della lesione, manca del rivestimento epiteliale tipico delle cisti. La cisti da ritenzione mucosa è dovuta ad una ostruzione del dotto escretore da parte di un calcolo,di tessuto cicatriziale o di una neoplasia. Colpisce in genere soggetti di età più avanzata, originando più spesso dal lobo superficiale della parotide, o dalle ghiandole salivari accessorie del palato. Istologicamente la raccolta mucosa è circondata da epitelio di derivazione del dotto salivare (cellule cuboidali o colonnari).

Il mucocele va posto in diagnosi differenziale con angiomi, lipomi, neurofibromi, cistoadenolinfomi o altri tumori salivari.

La rimozione chirurgica della lesione con gli acini ghiandolari dai quali trae origine è in genere il trattamento risolutivo

Un paziente di sesso maschile di anni 27 in buono stato di salute riferisce la presenza da alcuni mesi di una tumefazione circoscritta non dolente a livello del labbro inferiore.

All'esame clinico si rileva la presenza di una lesione tondeggiante di circa un cm di diametro, fluttuante alla palpazione, coperta da una mucosa integra di colorito traslucido a margini iperemici.

Ottenuto il consenso informato del paziente si programma la rimozione della lesione e l'esecuzione di esame istologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 57

Si rivolge alla nostra attenzione una paziente di anni 75 che presenta, nell'arcata superiore, una protesi mobile completa di tipo overdenture stabilizzata su quattro impianti. La paziente riferisce il perdurare, da circa 15 giorni, di una sintomatologia caratterizzata da bruciore orale. All'anamnesi emerge che è affetta da artrite reumatoide trattata con metotrexato.

Ottenuto il consenso informato si sottopone la paziente a esame clinico che evidenzia la presenza - a livello gengivale, palatale, della mucosa alveolare e del fornice superiore - di una diffusa lesione non rilevata di colore bianco-giallastro asportabile per strofinamento. Una volta rimossa, si rivela un'area sottostante francamente eritematosa.

L'aspetto clinico orienta verso la natura infettiva della lesione, pertanto si esegue un tampone orale per esame colturale microbiologico.

L'esame microbiologico risulta positivo per Candida albicans. La paziente viene trattata con successo con fluconazolo per via sistemica.

Sulla base dell'esame clinico e microbiologico viene formulata la diagnosi di candidosi acuta pseudomembranosa.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 58

Si rivolge alla nostra attenzione un paziente di sesso maschile di 57 anni non fumatore in buono stato di salute generale con una arcata superiore totalmente edentula riabilitata mediante protesi mobile completa, e parzialmente edentulo a livello dell'arcata inferiore. Il paziente riferisce di aver notato la presenza di macchie multiple di colore bruno in diversi punti della mucosa orale e di non sapere da quanto esse siano presenti. Le presunte lesioni risultano totalmente asintomatiche. L' esame obiettivo evidenzia la presenza di macule multiple a livello gengivale nella sella edentula dell'emiarcata inferiore sinistra, a livello dei tessuti molli del solco sottolinguale di sinistra e a livello dei tessuti gengivali del tuber maxillae di destra. Ricevuto il consenso informato del paziente si esegue il prelievo di una losanga di tessuto gengivale comprendente una delle macule localizzate nella sella edentula dell'emiarcata inferiore sinistra.

Il tessuto prelevato, fissato in formalina, viene inviato all'anatomopatologo per l'esecuzione dell'esame istologico. Il referto evidenzia una estesa sclerosi del chorion con presenza di cospicuo pigmento di origine esogena verosimilmente derivante da materiali odontoiatrici. Siamo di fronte in altre parole a dei tatuaggi da amalgama dentario.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 59

Si presentava alla nostra osservazione la Sig.ra T.S. di anni 63 per una lesione ulcerata a livello del palato. La paziente riferiva di essersi accorta del problema circa 6 mesi prima notando un moderato fastidio alla deglutizione. Era seguita una visita otorinolaringoiatrica in cui era emersa la presenza, al confine fra palato duro e molle, di un'ulcera di circa 2 cm che all'esame istologico presentava un quadro aspecifico di flogosi cronica del chorion. La persistenza del disturbo aveva preoccupato la signora che, temendo si trattasse di una lesione maligna, aveva deciso di richiedere il parere di altri specialisti. All'esame clinico si osservava un'area ulcerata di forma ovalare, circondata da sottili strie biancastre disposte a raggiera a livello del palato. Non erano presenti altre lesioni a livello delle mucose né a livello cutaneo. La paziente era in buona salute, non riferiva disturbi oculari, genitali, gastrointestinali e non assumeva alcun farmaco.

Per l'approfondimento diagnostico, dopo aver ottenuto il consenso informato, si richiedevano delle valutazioni ematologiche fra le quali emocromo con formula leucocitaria, velocità di eritrosedimentazione (VES), anticorpi anti-nucleo (ANA), anticorpi anti-nucleo estraibili (ENA), anticorpi anti-cute, anticorpi antifosfolipidi, anticorpi anti DNA nativo (anti-dsDNA), test di laboratorio per la ricerca di malattie veneree (VDRL) e si procedeva ad effettuare una nuova biospia incisionale.

La persistenza della lesione da più di sei mesi in assenza di fattori irritativi escludeva una potenziale origine traumatica e il precedente prelievo biotico non aveva evidenziato aspetti neoplastici, senza tuttavia indirizzare verso una diagnosi specifica.

Fra le diagnosi di lavoro erano state considerate una lesione lichenoide, la manifestazione orale di lupus eritematoso e un'ulcera ad eziologia infettiva (tubercolosi, sifilide terziaria, micosi profonda). Gli esami ematologici richiesti erano risultati tutti negativi. A livello istopatologico si osservava un intenso infiltrato infiammatorio linfocitario perivasale e a livello della lamina propria. La membrana basale si presentava regolare mentre era evidente un ispessimento delle pareti dei vasi.

L'anatomo patologo, corroborato dalle informazioni cliniche, poneva diagnosi lupus eritematoso discoide. Il lupus eritematoso (LE) rappresenta una disordine eterogeneo caratterizzato dallo sviluppo di una autoimmunità nei confronti dei nucleosomi e di ribonucleoproteine.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 60

Un uomo di 63 anni, è stato inviato dal dentista curante al Centro di Chirurgia Orale Laser e Medicina Orale dell'Università di Parma, per stomatite aftosa non rispondente alle normali terapie. Le ulcerazioni orali multiple della mucosa orale, modestamente dolenti, erano localizzate ai pilastri palatini, alle gengive, ai margini e al dorso della lingua e ricoperte da indurito simil-fibrinoso. Le lesioni erano presenti da oltre due mesi e si erano dimostrate resistenti a terapie locali con antisettici e farmaci favorenti la ri-epitelizzazione.

Il paziente passava diversi mesi all'anno da alcuni anni in Sud America per ragioni lavorative e l'anamnesi patologica remota evidenziava diabete e ipertensione compensati farmacologicamente e negava la pregressa presenza di lesioni genitali, salvo episodi di emorroidi. Il paziente riferiva contestualmente alle ulcerazioni febbricola e malessere generale e problemi cutanei con arrossamento diffuso al tronco. Il medico di base aveva richiesto alcuni esami ematochimici che evidenziavano: VES 49 mm/h, PCR 59 mg/dl, globuli rossi 4.2 X 106/µl, emoglobina 12,90 gr/dl, ematocrito 32,90%, glicemia 129 mg/dl.

Sulla base del quadro clinico i sospetti diagnostici erano: sindrome di Bechet, sindrome di Reither, sifilife, vasculite e granulomatosi di Wegener.

Dopo aver raccolto il consenso informato, il paziente è stato sottoposto a biopsia incisionale di una delle lesioni linguali e contestualmente sono stati richiesti esami specifici per l'isolamento di spirochete. L'esame istologico rivelava la presenza d'infiltrato infiammatorio prevalentemente plasmacellulare con distribuzione peri-vascolare e l'immunoistochimica con specifici anticorpi mostrava la presenza massiva di Treponema pallidum nel contesto dell'epitelio e del connettivo

Gli esami ematochimici confermavano il sospetto diagnostico di sifilide secondaria.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 61

Un uomo di 86 anni è stato inviato al Centro di Chirurgia Orale Laser e Medicina Orale dell'Università di Parma, per una tumefazione vestibolare a livello della regione anteriore dell'emi-mandibola edentula di destra, visibile anche sul piano cutaneo. La lesione era presente da circa un mese ed era stata precedentemente inquadrata come ascesso e trattata con antibiotici senza successo.

Il paziente aveva riportato la presenza, nelle ultime tre settimane, di dolore e parestesia del labbro inferiore.

La storia anamnestica generale aveva messo in evidenza un infarto miocardico acuto, la presenza di polipi vescicali e una recente frattura della testa del femore, che l'ortopedico aveva tentato, senza successo, di ridurre chirurgicamente. L'ortopantomografia (OPT) non aveva evidenziato alcun segno specifico, mentre la tomografia computerizzata (TC) mostrava una lesione osteolitica di circa 1,5 cm di diametro nell'osso spongioso, che si estendeva alla corticale vestibolare, coinvolgendo l'area del forame mentoniero.

Dopo aver raccolto il consenso informato del paziente, sono stati eseguiti un prelievo del contenuto della lesione mediante ago-aspirato e, per completezza diagnostica, una biopsia incisionale mediante bisturi a risonanza quantica molecolare.

L'analisi istopatologica e la tipizzazione immunoistochimica avevano mostrato la presenza di un carcinoma di verosimile derivazione uroteliale.

Di conseguenza, sono state effettuate ulteriori indagini per completare il quadro (p.e. TC total body, tomografia ad emissione di positroni - PET). Tali valutazioni avevano dimostrato la presenza di un esteso processo neoplastico a livello vescicale associato a lesioni metastatiche ossee nella testa del femore e nella mandibola.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 62

Si rivolge alla nostra attenzione una paziente di 78 anni parzialmente edentula e riabilitata con una protesi combinata superiore, per eseguire la periodica seduta di controllo e igiene professionale. Ottenuto il consenso informato, si sottopone la paziente a esame clinico nel corso del quale si evidenzia la presenza di numerose lesioni maculari puntiformi di colore rosso, concentrate nelle zone di mucosa sulle quali poggia la protesi scheletrata superiore, in particolar modo sulla mucosa gengivale delle selle edentule e sulla mucosa palatale. La paziente riferisce di non essersi accorta del problema e dunque non sa dire da quanto tempo tali lesioni siano presenti. La signora non riferisce alcun sintomo specifico. Si presuppone un'origine vascolare o emorragica per tali lesioni. La diascopia eseguita con la semplice manovra della vitropressione risulta negativa. All'anamnesi medica la paziente riferisce di assumere ansiolitici, ipoglicemizzanti orali, diuretici e betabloccanti per il controllo dell'ipertensione, bifosfonati orali per il trattamento dell'osteoporosi e dicumarolici per la prevenzione della trombosi venosa profonda. Si prescrivono esami ematochimici di controllo: emocromo, PT, PTT, INR, fibrinogeno, azotemia, creatininemia, ferritina, transferrina, bilirubina (totale e coniugata), transaminasi (GOT e GPT), gamma-GT, glicemia ed emoglobina glicata. Si rinvia a visita dopo 2 giorni.

Al controllo la paziente presentava ancora le lesioni e lo screening ematologico al quale era stata sottoposta metteva in evidenza un'importante alterazione dei parametri coagulativi: tempo di protrombina (PT) o tempo di Quick e rapporto internazionale normalizzato (INR) risultavano essere, rispettivamente, 30 s e 5,41 s. Le lesioni presentate dalla paziente erano dunque petecchie, piccoli stravasi ematici larghi alcuni millimetri che non scompaiono alla vitropressione (a differenza delle lesioni di origine vascolare come varici, angiomi e teleangectasie con le quali vanno poste in diagnosi differenziale), localizzate nelle aree in cui il carico masticatorio determinava un traumatismo del dispositivo protesico rimovibile sui tessuti molli sottostanti.

La sospensione e il successivo aggiustamento della TAO hanno consentito il ripristino dei valori di INR in un range terapeutico in cui si ottiene il massimo beneficio dal trattamento e il minimo rischio di complicanze emorragiche. Alle visite di controllo successive all'aggiustamento della terapia le petecchie non erano più presenti.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 63

Paziente maschio, di anni 41, viene inviato dall'odontoiatra curante per la presenza di un'area radiotrasparente, asintomatica, localizzata al di sotto del canale mandibolare in zona 3.7, riscontrata casualmente dopo un esame radiografico di routine (ortopantomografia).

Complessivamente buono lo stato di salute generale, il paziente non assume farmaci e non ricorda eventi traumatici di rilievo nel distretto oro-facciale. All'esame obiettivo non risultano evidenti tumefazioni, ulcerazioni mucose, tragitti fistolosi nell'area molare inferiore sinistra a livello del fornice vestibolare né in corrispondenza del pavimento orale; la palpazione permette di apprezzare una normoconformazione ossea. Nessuna sintomatologia evocata durante la manovra.

L'esame radiografico rileva una lesione radiotrasparente uniloculare, ovoidale, unilaterale, a margini netti, del diametro di circa 1,5 cm.

La tomografia computerizzata (TC) del massiccio facciale permette di apprezzare l'integrità della corticale vestibolare, mentre il versante linguale risulta discontinuo.

Nel caso in esame, le caratteristiche della lesione hanno indotto a ipotizzare che si trattasse di pseudocisti o lacuna di Stafne.

Descritta da Stafne per la prima volta nel 1942, più che un reperto patologico è da considerarsi un'anomalia di sviluppo che si manifesta con una depressione del versante linguale del corpo mandibolare, contenente tessuto salivare ectopico in continuità con la ghiandola sottomandibolare.

La lacuna di Stafne è una formazione benigna, pertanto non si rende necessario alcun trattamento.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 64

Una paziente di 59 anni giunge all’osservazione dei clinici riferendo la comparsa di una lesione bianca presente sulla lingua da diversi mesi.

All’anamnesi, la paziente risulta essere HIV sieropositiva, HCV positiva e in terapia con antiretrovirali da diversi anni.

Affetta da gravi difficoltà nel deambulare, riferisce di essere in attesa di un intervento ginecologico a causa di una displasia uterina.

Riporta inoltre di essere una fumatrice (circa un pacchetto al giorno da oltre 20 anni) e di assumere farmaci antidepressivi, antipertensivi e ipoglicemizzanti orali per una forma di diabete tipo 2.

All’esame obiettivo si evidenziano una lesione bianca a placca, di modeste dimensioni, localizzata a livello del margine-ventre linguale sinistro e anche una estesa area eritematosa, ad aspetto vellutato, che interessa il palato molle destro, estendendosi verso la faringe.

La paziente, che si era accorta solo della lesione linguale, riferisce assenza di sintomatologia a livello di entrambe le lesioni.

Soluzione del caso

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 65

Si presenta alla nostra osservazione la signora C.R., di anni 51, inviata dall'odontoiatra curante per alterazioni ossee mandibolari bilaterali evidenziate in ortopantomografia (OPT). Nel corso della visita la paziente racconta che circa un mese prima aveva avuto episodi ravvicinati come di paralisi all'emivolto destro, della durata di qualche minuto. Preoccupata per queste manifestazioni a cui non riusciva a trovare una spiegazione, si era recata dal proprio medico curante, il quale le aveva consigliato una visita odontoiatrica per escludere una possibile disodontiasi dei terzi molari. L'odontoiatra, dopo aver prescritto l'OPT, aveva riscontrato alterazioni ossee mandibolari bilaterali e indirizzato la paziente presso il nostro centro. Le lesioni erano in corrispondenza delle aree periradicolari degli elementi 47 e 36-37 e interessavano il corpo mandibolare superiormente al canale del nervo alveolare. Si trattava di lesioni tondeggianti dall'aspetto radiopaco; a destra la lesione era circondata da un orletto radiotrasparente ben definito, non presente a sinistra.

Clinicamente non si riscontra alcuna alterazione a livello mandibolare, alla palpazione non si apprezzano tumefazioni e la mucosa di rivestimento appare assolutamente normale. La paziente non lamenta al momento alcun sintomo, ma durante la visita manifesta un episodio di afasia della durata di circa un minuto durante il quale non è in grado di pronunciare alcuna parola.

Soluzione

Sulla base delle caratteristiche radiologiche, associate all'assenza di alterazioni clinicamente rilevabili e di sintomatologia, il sospetto diagnostico è di un disordine appartenente al gruppo delle lesioni fibro-ossee delle ossa mascellari. Tali lesioni, però, difficilmente possono spiegare la sensazione di paralisi al volto lamentata dalla paziente e, soprattutto, l'episodio di afasia registrato durante la visita. Per questo, oltre a una Tomografia Computerizzata (TC) mandibolare, si richiede una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) dell'encefalo per indagare eventuali patologie a livello centrale. La definizione "lesioni fibro-ossee" indica genericamente un gruppo di disordini mascellari caratterizzati dalla sostituzione di osso con una matrice di tessuto connettivo di natura benigna. La TC conferma la presenza di aree lobulate di osteosclerosi periradicolari,

Il riscontro di lesioni multiple radiopache ben definite sopra il canale mandibolare, circondate in parte da un orletto radiotrasparente, in una paziente in età adulta è compatibile con la diagnosi di displasia cemento-ossificante. Tale disordine, assolutamente benigno, non richiede di norma alcun tipo di trattamento. Di ben diversa gravità è l'esito della RMN: si evidenzia, infatti, una formazione tondeggiante nella circonvoluzione inferiore di sinistra del diametro di 35 mm È ragionevole pensare che tale lesione abbia causato una sofferenza all'area di Broca nell'emisfero cerebrale sinistro, con conseguente disturbo del linguaggio interpretato dalla paziente come paralisi. La lesione è risultata essere un tumore della serie gliale a basso grado di malignità.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 66

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 67

Il signor DM, di 48 anni, è giunto alla nostra osservazione inviato dai colleghi del reparto di Accettazione, che avevano individuato una lesione biancastra nel cavo orale, presente e immodificata da oltre 10 anni, in corrispondenza del fornice vestibolare inferiore e della gengiva aderente degli elementi dentari 3.7-3.8. L'anamnesi patologica remota era negativa per la presenza di condizioni patologiche sistemiche e per l'assunzione di farmaci. Il paziente negava allergie di sorta ad alimenti o materiali odontoiatrici. Dichiarava, inoltre, di fumare circa 12 sigarette al giorno da 15 anni. All'esame obiettivo extraorale non si notavano modificazioni di sorta della simmetria o dei profili. All'esame obiettivo intraorale si evidenziava la presenza di una placca biancastra, a margini irregolari, rilevata sul piano mucoso, con asse maggiore di circa 2,5 cm, grossolanamente ellittica, estesa dal versante distovestibolare dell'elemento dentario 3.7 alla faccia distale dell'elemento 3.8, peraltro completamente erotto in arcata. La lesione aveva superficie corrugata ed era non asportabile, di consistenza duro-elastica, non dolente alla palpazione e fissa sui piani sottostanti. La palpazione non rivelava interessamento dei linfonodi locoregionali. L'elemento 3.8 presentava un'otturazione di I Classe in amalgama d'argento. All'ortopanoramica, eseguita per completare il quadro diagnostico, il dente 3.8 presentava, al di sotto delle radici, piccole aree di radiotrasparenza circoscritte, presumibilmente legate a un quadro di parodontite apicale cronica granulomatosa localizzata. A conferma di ciò, il test di vitalità pulpare dell'elemento 3.8 risultava negativo.

Sulla base della valutazione istopatologica viene posta diagnosi di xantoma verruciforme, lesione benigna non comune.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 68

Lesione ulcero-crostosa del labbro inferiore

Si presenta alla nostra osservazione il signor R.D. di anni 73, inviato dal proprio medico di base per una lesione del labbro inferiore scoperta circa un anno prima. Il paziente, di professione agricoltore, riferiva di essere in buona salute, di aver smesso di fumare circa 15 anni prima e di bere mezzo bicchiere di vino rosso a pasto. Dall'anamnesi medica il paziente risultava in terapia per ipertensione arteriosa e riferiva di aver subito in passato l'asportazione di un carcinoma a cellule basali insorto sulla cute del naso. All'ispezione la lesione, delle dimensioni di circa 1 cm, appariva come un'erosione a livello mediano del vermiglio del labbro inferiore ulcerata in alcuni punti e con aspetti crostosi in altri. Alla palpazione non si rilevavano indurimenti. Il paziente non riferiva particolare sintomatologia se non una lieve sensazione di bruciore e fastidio. L'utilizzo di burro di cacao, creme emollienti e antimicotici topici non aveva portato ad apprezzabili miglioramenti clinici. Il paziente, inoltre, non riferiva pregressi o recenti traumatismi nella zona.

La persistenza della lesione da almeno un anno, la localizzazione sul labbro inferiore, l'aspetto ulcero-crostoso, la prolungata esposizione alla componente ultravioletta della luce solare per motivi professionali sono tutte caratteristiche clinico-anamnestiche coerenti con la diagnosi di cheilite attinica o cheratosi solare. Per confermare il sospetto diagnostico e per escludere la presenza di un carcinoma si è deciso di effettuare una biopsia incisionale della lesione. L'esame istologico ha evidenziato iperplasia dell'epitelio squamoso con alterata cheratinizzazione, infiltrato infiammatorio cronico ed elastosi del connettivo sottostante. Il quadro istopatologico presentava aspetti di displasia moderata ed era coerente con l'indirizzo diagnostico di cheilite attinica.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 69

Soluzione del quesito diagnostico

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 70

Soluzione del quesito diagnostico

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 71

Il paziente MM di anni 32 viene inviato dalla dentista curante che aveva iniziato le terapie da circa un mese ed aveva notato in prima visita una lesione a carico della gengiva sul versante linguale di 4.6. Nonostante le terapie locali proposte (clorexidina in gel e steroidi locali) la patologia non regrediva.

Al momento della nostra osservazione, si apprezzava un'area grigiastra avascolare di circa 8 mm, demarcata da gengiva mediamente infiammata a circa 1 cm dal margine coronale di restauro in ceramica effettuato all'età di 16 anni.

La dentatura del paziente era sana con scarse otturazioni e assenza di corone protesiche fisse (a parte quella dell'elemento coinvolto). La manifestazione era scarsamente sintomatica con un fastidio esacerbato dalla stimolazione meccanica successivo al quale si notava modesto stillicidio ematico. Il paziente era omosessuale e sieropositivo per HIV in terapia antiretrovirale, ma in buona salute generale, effettuava regolarmente sport tre volte alla settimana (nuoto) ed era in terapia con psicofarmaci per un intenso periodo di stress lavorativo.

Diagnosi

La lesione era dovuta a una reazione da corpo estraneo per l'inserimento casuale di qualche goccia di materiale da impronta nella gengiva.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 72

Giunge all'attenzione degli autori una ragazza di 13 anni inviata dal proprio odontoiatra per la valutazione di una tumefazione di consistenza dura-lignea a carico della regione mascellare destra, lentamente progressiva in questo ultimo anno.

L'esame clinico intraorale e la palpazione manuale dimostravano la presenza di una massa dura, di consistenza simil-ossea, associata all'assenza dell'elemento dentale 1.6 a livello del mascellare destro.

La giovane paziente si presentava in ottime condizioni cliniche, negativa l'anamnesi farmacologica e patologica remota. Gli unici disturbi riferiti erano collegati alla tumefazione presente a livello del cavo orale.

La paziente portava in visione rx ortopanoramica mostrante un'area radiopaca ben definita a livello mascellare presso la regione dell'elemento 1.6, in inclusione totale, e un'area radiotrasparente similcistica mandibolare posta tra gli apici degli elementi dentali 4.4 e 4.5.

L'esame radiologico in associazione all'anamnesi poneva l'indicazione a procedere con l'iter diagnostico mediante esame TC senza m.d.c. delle arcate superiori e inferiori.

SOLUZIONE

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 73

Un paziente maschio di 47 anni viene riferito al nostro ambulatorio di patologia orale per una neoformazione gengivale del terzo quadrante ampliatasi rapidamente nel corso di 3 settimane. In anamnesi viene riportata ipertensione essenziale e utilizzo saltuario di sigaretta elettronica (ex-fumatore di circa 10 sigarette/die per molti anni). Il paziente riferisce di essere già in follow-up da circa 3 anni per un quadro di leucoplachia proliferativa verrucosa (LPV). I precedenti esami istologici hanno mostrato displasia epiteliale di basso grado e risultavano negativi per 41 genotipi di HPV.

All’esame obiettivo si evidenziano lesioni bianche localizzate a livello della gengiva aderente e del fornice di entrambe le arcate, estese anche lingualmente e palatalmente. Si rileva una neoformazione proliferativa, asintomatica, di colore eritroleucoplasico disomogeneo che, a partenza dalla zona interprossimale di 36-37, si è estesa verso il fornice in poche settimane.

SOLUZIONE

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 74

Erosioni multiple del cavo orale

Paziente maschio di 43 anni, giunto in prima visita presso il Reparto di Patologia e Oncologia orale del CIR Dental School di Torino per la presenza di ulcerazioni diffuse nel cavo orale, insorte da almeno quattro mesi, e immutate nonostante precedente terapia antimicotica topica mediante sciacqui con nistatina e antivirale sistemica con aciclovir.

In anamnesi, il paziente riferisce di essere fumatore di 10 sigarette al giorno, di non avere mai sofferto di aftosi ricorrente e di non assumere alcun farmaco.

L’esame obiettivo mostra diffuse erosioni sul labbro inferiore destro, bordo/pelvi linguale anteriore destro, pilastro palatino destro.

Una precedente visita otorinolaringoiatrica poneva il sospetto di lichen planus orale/malattia bollosa e il paziente arrivava alla nostra attenzione sotto terapia corticosteroidea sistemica.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 75

Lesione esofitica della mucosa orale

Si rivolge alla nostra attenzione una paziente di 67 anni per la presenza di una tumefazione mucosa a livello della commissura labiale sinistra. La lesione è presente da anni ma è divenuta soggetta a traumatismo masticatorio per via di un aumento delle dimensioni a cui è andata incontro.

L’esame clinico rileva la presenza di una lesione esofitica sessile ad ampia base d’impianto e di consistenza elastica; l’epitelio che la riveste appare parzialmente ipercheratosico.

La paziente assume antiaggreganti piastrinici. Ottenuto il consenso informato, si programma l’exeresi della lesione che sarà sottoposta a esame istologico.

Soluzione

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 76

Giunge alla nostra attenzione un paziente di 10 anni per consulenza specialistica riguardo all’insorgenza, da circa un mese, di una lesione asintomatica sita sul ventre linguale. Il paziente riferisce cicliche variazioni dimensionali della lesione, con alternanza di periodi di remissione e ricomparsa.

L’anamnesi patologica remota risulta negativa per patologie e allergie. All’esame obiettivo intraorale è possibile apprezzare una neoformazione sessile, cupoliforme, a localizzazione sottomucosa, di circa 10 mm di diametro, di colore traslucido, situata in posizione mediana sul ventre linguale. La mucosa sovrastante appare di aspetto fisiologico.

Alla palpazione la neoformazione si presenta di consistenza diminuita, mobile rispetto ai piani sottostanti e non dolente. Anche il resto delle mucose orali risulta indenne da lesioni di significato patologico.

Tumefazione del ventre linguale

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 77

Lesione esofitica della mucosa labiale

Si rivolge alla nostra attenzione una paziente di 56 anni in buono stato di salute che riferisce la presenza a livello labiale inferiore di una tumefazione non dolente che a causa di un aumento di dimensioni è divenuta soggetta a traumatismo masticatorio.

L’esame clinico evidenzia la presenza a livello del bordo vermiglio del labbro inferiore di una tumefazione a margini netti di diminuita consistenza coperta da mucosa integra.

Ottenuto il consenso informato della paziente, si programma la rimozione chirurgica della neoformazione che verrà sottoposta a esame istologico per il corretto inquadramento diagnostico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 78

Giungeva alla nostra osservazione un paziente maschio di 37 anni, lamentando la presenza di una massa asintomatica a livello dell’emipalato di destra.

Il paziente, fumatore e bevitore occasionale, riferiva all’anamnesi medica solo rinite allergica (febbre da fieno) e negava l’assunzione di farmaci in maniera regolare. Il paziente riferiva che la lesione si era formata lentamente, nell’arco di circa 10 anni, senza che questo fosse accompagnato da alcun sintomo.

L’esito degli esami che recava con sé (OPT e TC cone beam) non evidenziava alcun riassorbimento osseo nella zona interessata dalla lesione. All’esame obiettivo intraorale si evidenziava una massa ferma, di consistenza aumentata, che interessava tutta la zona molare del mascellare superiore di destra, ricoperta da una normale mucosa orale con presenza di aree di colore più scuro.

Gli elementi dentari risultavano tutti vitali. La lesione non risultava dolente alla palpazione e non mostrava particolari segni di infiammazione o infezione.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 79

Neoformazione dura disepitelizzata del dorso linguale

Quesito diagnostico

Un paziente maschio di anni 34 giunge all’attenzione del Repar­to di Chirurgia orale e Maxillo-facciale dell’Università di Bologna inviato dal proprio odontoiatra al fine di indagare un’area di dise­pitelizzazione del dorso linguale insorta da una settimana. Non ricorda di avere subito traumi meccanici o termici a carico della zona e riferisce un lieve bruciore all’assunzione di cibi caldi e aci­di.

L’esame obiettivo evidenziava un’area non epitelizzata ben circoscritta e delimitata sulla linea mediana del dorso linguale di 2x3 mm, compatibile con una lesione traumatica o termica. Si è quindi consigliato al paziente di tornare in visita a distanza di 10 giorni. Al controllo la lesione risultava ingrandita (10x6 mm), pal­pabile e con consistenza dura. Si osservava, inoltre, un alone biancastro ai margini della lesione con una vasta area periferica di disepitelizzazione. Si associava, inoltre, un ingrossa­mento dei linfonodi latero-cervicali del collo che risultavano mo­bili e dolenti. Non era presente piressia.

Preoccupato dalla rapi­dità di insorgenza, dalla grandezza della lesione e dalla compar­sa di un ingrossamento linfonodale inguinale nell’ultima settima­na, il paziente riferiva di essersi rivolto anche al proprio medico curante che lo indirizzava per una visita specialistica dermatolo­gica.

Esprimeva, inoltre, il desiderio di eradicare totalmente la le­sione linguale in quanto causa di forte stress e preoccupazione per il rischio che si potesse trattare di un carcinoma.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 80

Ulcerazione di palato molle e orofaringe a rapida crescita

Paziente di 60 anni, maschio, giunge all’osservazione dei clinici per la presenza di un’ulcerazione su palato molle e orofaringe sinistra, insorta poco più di un mese prima. L’anamnesi patologica remota risulta negativa e non sono riferite terapie farmacologiche in atto. All’esame obiettivo del cavo orale si riscontra la presenza di un’estesa ulcerazione a tratti granuleggiante, a tratti dotata di atteggiamento infiltrante, estesa su emipalato molle sinistro, pilastri palatini anteriore e posteriore omolaterali, orofaringe sinistro. Alla palpazione, la lesione risulta particolarmente dolente e dolorabile.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 81

Lesione gengivale mandibolare in corrispondenza di impianto dentale

D.G., di anni 74, si presentava alla nostra osservazione inviato dal proprio odontoiatra curante per neoformazione a livello della cresta edentula mandibolare in zona paramediana de­stra. Il paziente riferiva che la lesione era presente da 4 mesi e l’aumento progressivo delle dimensioni comportava fastidio nel portare la protesi totale mobile inferiore, ad ancoraggio im­plantare.

All’anamnesi il paziente riferiva di essere affetto da morbo di Par­kinson (trattato con selegilina cloroidrato 5 mg e levodopa e ben­serazide cloroidrato 250 mg) e di assumere i seguenti farmaci: tamsulosina cloridrato 0,4 mg per iperplasia prostatica benigna, ramipril 2,5 mg, escitalopram 10 mg e bromazepam. Il paziente riportava come ultimo intervento odontoiatrico l’inserimento di 2 impianti mandibolari tre anni prima.

All’esame obiettivo la lesione si presentava come massa esofiti­ca, sessile e non dolente. Il diametro era di 4 cm circa con margi­ni netti e intensa flogosi del tessuto perilesionale.

La massa si estendeva dalla linea mediana mandibolare alla su­perficie mesiale dell’impianto di destra; la mucosa circostante ri­sultava infiammata ed era apprezzabile lo stampo della protesi mobile inferiore.

La TC dentalscan pre-operatoria mostrava un’area di osteolisi di 10,05x20,64 mm estesa alla corticale vestibolare.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 82

Tumefazione palatale

Il paziente AB, maschio di anni 46, giunge alla nostra osservazione lamentando un aumento di volume a livello palatale da circa un mese. L’anamnesi sistemica evidenzia una modica astenia e ipertensione in trattamento farmacologico. Il paziente fuma 10 sigarette al giorno.

All’esame obiettivo le mucose appaiono integre, non sono evidenti lesioni ulcerative o eritroplasiche. L’igiene orale è scarsa ed è presente tartaro pigmentato. Sono presenti carie destruenti di 17-23-26-27-37-46.

L’elemento 23 ha vitalità positiva. È presente una parodontite da moderata a severa generalizzata. Alla palpazione labbra, guance e pavimento orale non evidenziano neoformazioni. La mobilità linguale è conservata e i dotti salivari sono pervi. I linfonodi latero-cervicali e pre-auricolari non evidenziano significativi incrementi dimensionali.

A livello palatale è presente una tumefazione bilobata che coinvolge quasi tutto l’emi-palato sinistro. La mucosa è iperemica e alla palpazione la neoformazione è soffice-parenchimatosa. Non è presente nessuna sintomatologia né spontanea né alla palpazione della lesione. Non sono evidenti fistole.

Si esegue indagine radiografica che consente di evidenziare lesioni periapicali di 24-25-26-27. La presenza di numerose potenziali cause infettive odontogene pone come ipotesi iniziale una lesione reattiva infettivo-infiammatoria, ma la diagnosi differenziale deve far considerare anche patologie sistemiche quali quelle ematologiche od oncologiche sia primarie che secondarie del cavo orale.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 83

Lesione nodulare della mucosa geniena

Una donna di 57 anni giunge all’attenzione dell’ambulatorio di medicina e patologia orale dell’Ospedale San Paolo di Milano riferendo la presenza di una neoformazione a livello della guancia sinistra presente da circa due mesi. In anamnesi patologica remota non risultano patologie sistemiche attuali o pregresse.

La paziente, non fumatrice, non riferisce dolore nella sede interessata dalla lesione.

All’esame extra-orale non sono evidenziabili tumefazioni e alla palpazione non si rilevano linfoadenopatie latero-cervicali. All’esame obiettivo del cavo orale si osserva una neoformazione nodulare, esofitica, sessile, non mobile rispetto ai piani sottostanti, localizzata a livello del terzo anteriore della mucosa geniena di sinistra.

La lesione, che mostra complessivamente un diametro di circa 1 cm, appare rivestita da mucosa di aspetto fisiologico e alla palpazione è possibile apprezzare una consistenza marcatamente dura e fibrosa. La paziente non è portatrice di protesi mobili e non sono rilevabili fattori traumatici ascrivibili alla presenza di tale condizione.

La paziente riferisce un lento e progressivo aumento della neoformazione in oggetto, pertanto si decide di eseguire una biopsia diagnostica incisionale.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 84

Ampia neoformazione dell’emipalato di destra

Giungeva alla nostra osservazione presso il Servizio di patologia e chirurgia orale dell’Unità operativa di odontostomatologia II dell’ASST Santi Paolo e Carlo un paziente maschio di 37 anni, lamentando la presenza di una massa asintomatica a livello dell’emipalato di destra.

Il paziente, fumatore e bevitore occasionale, riferiva all’anamnesi medica solo rinite allergica (febbre da fieno) e negava l’assunzione di farmaci in maniera regolare. Il paziente riferiva che la lesione si era formata lentamente, nell’arco di circa 10 anni, senza che questo fosse accompagnato da alcun sintomo.

L’esito degli esami che recava con sé (OPT e TC cone beam) non evidenziava alcun riassorbimento osseo nella zona interessata dalla lesione. All’esame obiettivo intraorale si evidenziava una massa ferma, di consistenza aumentata, che interessava tutta la zona molare del mascellare superiore di destra, ricoperta da una normale mucosa orale con presenza di aree di colore più scuro.

Gli elementi dentari risultavano tutti vitali. La lesione non risultava dolente alla palpazione e non mostrava particolari segni di infiammazione o infezione.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 85

Processo diagnostico di una lesione orale inusuale

Un paziente di 24 anni di sesso maschile è stato riferito dall’odontoiatra curante all’Ambulatorio di Medicina e Patologia Orale della Clinica Odontostomatologica di Trieste. Il paziente stava assumendo una terapia antibiotica e antinfiammatoria (amoxicillina 875 mg + acido clavulanico 125 mg; ibuprofene 600 mg) da circa 2 mesi, per la presenza di un gonfiore alla regione geniena e zigomatica sinistra diagnosticato come ascesso odontogeno a partenza dall’elemento 2.8 vestibolarizzato, tuttavia senza alcun miglioramento clinico. All’anamnesi il paziente ha negato patologie specifiche, allergie o assunzione di farmaci. Ha riferito inoltre assenza di dolore, iperpiressia, essudato purulento o sanguinamento a carico della massa prossimale all’elemento 2.8. All’esame obiettivo si evidenziava una lievissima asimmetria extraorale, associata alla presenza di una tumefazione intraorale esofitica, dura, immobile sui piani sottostanti e a eritema ed ectasia del dotto di Stenone. A livello genieno il paziente presentava un’ulcerazione fibrotica a margini netti, probabilmente causata dal contatto cronico con l’elemento 2.8. Al contrario, non si rilevavano linfoadenopatia né anomalie radiografiche.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 86

Esteso odontoma complesso del mascellare superiore in una giovane ragazza

Giunge all'attenzione degli autori una ragazza di 13 anni inviata dal proprio odontoiatra per la valutazione di una tumefazione di consistenza dura-lignea a carico della regione mascellare destra, lentamente progressiva in questo ultimo anno.

L'esame clinico intraorale e la palpazione manuale dimostravano la presenza di una massa dura, di consistenza simil-ossea, associata all'assenza dell'elemento dentale 1.6 a livello del mascellare destro.

La giovane paziente si presentava in ottime condizioni cliniche, negativa l'anamnesi farmacologica e patologica remota. Gli unici disturbi riferiti erano collegati alla tumefazione presente a livello del cavo orale.

La paziente portava in visione rx ortopanoramica mostrante un'area radiopaca ben definita a livello mascellare presso la regione dell'elemento 1.6, in inclusione totale, e un'area radiotrasparente similcistica mandibolare posta tra gli apici degli elementi dentali 4.4 e 4.5.

L'esame radiologico in associazione all'anamnesi poneva l'indicazione a procedere con l'iter diagnostico mediante esame TC senza m.d.c. delle arcate superiori e inferiori.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 87

Escrescenza papillare bianca nel ventre linguale

Un paziente maschio, di anni 60, si sottopone a visita lamentando la presenza di una neoformazione biancastra e rilevata localizzata nel ventre anteriore destro della lingua. Riporta, inoltre, di avere notato un lento ma progressivo aumento delle dimensioni della lesione in oggetto. L’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

All’esame obiettivo la lesione si presenta come un’escrescenza rilevata biancastra di circa 0,5 cm con evidenti digitazioni lunghe e papillari. La lesione appare ben delimitata dai tessuti circostanti e il passaggio tra mucosa linguale sana e lesione è assolutamente netto.

L’aspetto peculiare dell’escrescenza fa ipotizzare con assoluta sicurezza per una neoplasia benigna a origine infettiva e si opta per una biopsia escissionale con asportazione della lesione in toto.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 88

Un vecchio nemico mai realmente sconfitto

Un paziente di 45 anni, maschio caucasico, si presenta alla nostra osservazione nell’ambulatorio di patologia orale per la valutazione di un’ipercheratosi diffusa a carico delle mucose dei bordi laterali e dei relativi versanti ventrali della lingua.

Le lesioni, presenti da circa 6 mesi, sono aumentate di dimensione nel corso del tempo, pur rimanendo confinate esclusivamente alla lingua. Il paziente riferisce una moderata sensazione di bruciore, ma non assume farmaci e la sua anamnesi patologica è negativa.

All’esame obiettivo locale si evidenzia la presenza, bilaterale e simmetrica, di lesioni bianche con aspetto rilevato sui bordi laterali della lingua.

Di interesse clinico risultano subito importanti due aspetti: il paziente non è fumatore, non ha mai fumato in passato, e non consuma nessun tipo di alcolico; in secondo luogo, a un’osservazione visiva più attenta e ingrandita si evidenzia un aspetto corrugato della lesione, con accentuazione delle strie e dei solchi verticali del margine laterale della lingua in seguito al fenomeno di ipercheratosi marcata (aspetto “a fisarmonica”).

In accordo con il paziente, si procede a biopsia incisionale e a successivo esame istopatologico per la formulazione della diagnosi.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 89

Lesione bianca della mucosa geniena

Giunge alla nostra osservazione un paziente di 30 anni inviato dal dentista curante per una lesione bianca della guancia. All’esame obiettivo si rilevava una singola placca rotondeggiante ipercheratosica, di aspetto non omogeneo di circa due centimetri di diametro della mucosa geniena destra, in corrispondenza dell’ultimo molare ricostruito con amalgama d’argento.

La lesione era stata osservata casualmente dal dentista curante nel corso di una visita di controllo periodica circa un mese prima, risultava asintomatica e percepita dal paziente solo come area più consistente e più ruvida rispetto all’altra mucosa circostante.

L’igiene orale appariva buona, così come lo stato delle cure odontoiatriche risultava efficiente: era presente una corona fusa in lega aurea, applicata da due anni, con buona integrità e precisione dei margini del manufatto e assenza di flogosi gengivale. Il paziente non risultava affetto da patologie sistemiche, non assumeva farmaci e non era fumatore né bevitore.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 90

Ampia tumefazione sul tuber mascellare destro

Un paziente di 47 anni in buone condizioni di salute generale viene visitato presso il Servizio di medicina orale dell’Unità ope­rativa di odontostomatologia II dell’ASST Santi Paolo e Carlo. L’anamnesi medica è negativa per patologie croniche, terapie mediche e allergie.

Il paziente, asintomatico, riferisce riscontro occasionale da par­te del proprio odontoiatra di una neoformazione della mucosa gengivale in corrispondenza del tuber mascellare di destra, comparsa da circa 1 mese.

All’esame obiettivo intraorale la neoformazione appare roton­deggiante, di colore disomogeneo (rosa-rosso-violaceo), pe­duncolata con larga base di impianto. La lesione presenta le di­mensioni di circa 2,5 cm di diametro maggiore. Alla pal­pazione risulta di consistenza diminuita, asintomatica e facile al sanguinamento. Non si apprezzano altre alterazioni di forma o colore delle mucose orali.

Alla radiografia endorale si evidenzia area di lieve erosione os­sea del tuber mascellare, distale all’elemento 2.7.

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Lesione eritroleucoplasica del margine linguale in un giovane paziente

Un giovane paziente maschio di 22 anni giunge alla nostra atten­zione invia­to dal proprio medico curante a seguito del riscontro di una lesio­ne linguale persistente.

L’anamnesi risulta negativa per patologie attuali o pregresse. Il pa­ziente riferisce di essere un forte fumatore da 5 anni (circa 20 siga­rette al giorno) e di consumare moderatamente alcol in modo occa­sionale.

Lamenta sintomatologia urente a carico della mucosa lin­guale, con andamento altalenante e presente da circa 2 settimane.

All’esame extra-orale non si riscontrano tumefazioni e alla palpa­zione non si rilevano linfoadenopatie latero-cervicali.

All’esame obiettivo del cavo orale si evidenzia un buon livello di igiene orale con assenza di patologie odontoiatriche in atto. Si rileva la presen­za di una lesione di circa 2 cm di estensione longitudinale a carico del margine linguale destro. Tale lesione appare eritroleucoplasica di forma non omogenea e margini irregolari.

Considerando la lesio­ne nel dettaglio, la porzione posteriore risulta eritroplasica, lieve­mente indurita e dolente alla palpazione, mentre la porzione ante­riore appare leucoplasica e disomogenea. Le restanti mucose ora­li appaiono nel complesso normo-trofiche e normo-idratate.

Patologia orale - Odontoiatria33

Test diagnostico 91 - Soluzione

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Ulcerazione di palato molle e orofaringe

a rapida crescita

Paziente di 60 anni, maschio, giunge in prima visita presso il Reparto di patologia e oncologia orale del CIR Dental School di Torino, per la presenza di un’ulcerazione su palato molle e orofaringe sinistra, insorta poco più di un mese prima.

L’anamnesi patologica remota risulta negativa e non sono riferite terapie farmacologiche in atto.

All’esame obiettivo del cavo orale si riscontra la presenza di un’estesa ulcerazione a tratti granuleggiante, a tratti dotata di atteggiamento infiltrante, estesa su emipalato molle sinistro, pilastri palatini anteriore e posteriore omolaterali, orofaringe sinistro.

Alla palpazione, la lesione risulta particolarmente dolente e dolorabile.

Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 92

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Pseudomembrane diffuse a estensione dento-alveolare

Si presenta alla nostra attenzione un paziente di 59 anni inviato dall’odontoiatra curante per la valutazione di una gengivite ulcero-necrotica resistente al trattamento convenzionale. Il paziente riferisce di aver manifestato tale problematica circa 7 mesi prima, risoltasi spontaneamente per poi ripresentarsi nell’ultimo mese mantenendosi tale sino al momento della visita. Lamenta un modesto fastidio durante la funzione. Riferisce inoltre di patine sulle superfici dentali particolarmente cospicue al mattino che, se rimosse, tendono a riformarsi rapidamente. Dichiara altresì di aver portato a termine da pochi giorni, ma senza effettivi benefici, una terapia a base di amoxicillina e metronidazolo, come da prescrizione dell’odontoiatra.

L’analisi clinica evidenzia un quadro di parodontite generalizzata di grado lieve con scarso controllo di placca e diffuso sanguinamento al sondaggio. Si rileva inoltre la presenza di pseudomembrane coprenti i tessuti molli del processo alveolare e parte delle superfici dentali. Le stesse appaiono di colore giallo opalescente con venature rosso vermiglio.

La loro rimozione causa una lieve dolenzia di tipo urente che tende ad alleviarsi dopo poco. Non si evidenziano ulcerazioni sottostanti se non l’infiammazione della gengiva marginale. La palpazione extraorale evidenzia una chiara linfoadenopatia del distretto cervicale.

L’anamnesi medica mostra positività per leucemia linfatica cronica e cardiomiopatia lieve con assunzione di bisoprololo, furosemide, canrenone e warfarin sodico.

Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 93

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Erosioni multiple del cavo orale

Paziente maschio di 43 anni, giunto in prima visita presso il Reparto di patologia e oncologia orale del CIR Dental School di Torino per la presenza di ulcerazioni diffuse nel cavo orale, insorte da almeno quattro mesi, e immutate nonostante precedente terapia antimicotica topica mediante sciacqui con nistatina e antivirale sistemica con aciclovir.

In anamnesi, il paziente riferisce di essere fumatore di 10 sigarette al giorno, di non avere mai sofferto di aftosi ricorrente e di non assumere alcun farmaco.

L’esame obiettivo mostra diffuse erosioni sul labbro inferiore destro, bordo/pelvi linguale anteriore destro, pilastro palatino destro.

Una precedente visita otorinolaringoiatrica poneva il sospetto di lichen planus orale/malattia bollosa e il paziente arrivava alla nostra attenzione sotto terapia corticosteroidea sistemica.

Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 94

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Lesioni bianche bilaterali della mucosa orale e della lingua

Presentazione del caso

Un uomo di 48 anni giungeva alla nostra attenzione lamentando la presenza di lesioni orali modestamente sintomatiche, comparse nel cavo orale da alcuni mesi. Il paziente, omosessuale e sieropositivo per HIV da 16 anni, era in terapia antiretrovirale da 6 anni. Si era accorto casualmente dell'esistenza di lesioni biancastre finemente reticolari bilateralmente sui margini della lingua e sulle guance. Il paziente, saltuario fumatore, era in buona salute e in ottima forma fisica: effettuava regolari controlli presso il Centro di Malattie Infettive e svolgeva regolare attività sportiva partecipando agli allenamenti di calcio con una squadra locale. Il medico curante aveva prescritto per alcuni mesi cicli di collutori alla clorexidina e nistatina in sospensione orale, ma senza ottenere un apprezzabile risultato.

Diagnosi e cura

All'esame obiettivo si rilevava la concomitanza tra le sopraindicate lesioni e vasti restauri in amalgama d'argento presenti sui molari mandibolari. Essendo il paziente sieropositivo per HIV, la bilateralità delle lesioni linguali avrebbe potuto indurre il sospetto di una leucoplachia villosa orale (forma legata, nei soggetti immunodepressi, a infezione da virus di Epstein-Barr), ma il suo soddisfacente stato di salute, l'aspetto reticolare, la presenza di simili lesioni sulla guancia e la relazione spaziale con i restauri metallici orientavano verso una forma lichenoide.

Le lesioni lichenoidi orali (LLO) sono manifestazioni simili al lichen planus orale, ma se ne distinguono perché non soddisfano completamente i criteri clinici e istopatologici necessari per la diagnosi. Oltre alle LLO idiopatiche sono descritte forme farmacoindotte in cui vengono compresi, tra gli altri, gli antiretrovirali, gli antinfiammatori non steroidei, i sali d'oro, gli antibiotici. Esiste un gruppo fondamentale, definito "LLO da contatto", in cui il rapporto con specifici materiali odontoiatrici risulta essere il fattore scatenante. Generalmente la diagnosi è clinica, non esistendo esami completamente attendibili per dimostrare un'effettiva relazione patogenetica, e si basa su due elementi: il rapporto topografico con il restauro e la scomparsa della lesione dopo la sostituzione del materiale.

Nello specifico caso il paziente veniva sottoposto alla sostituzione delle vecchie e inefficienti otturazioni con resine composite e dopo 3 mesi si otteneva la regressione subtotale delle lesioni.

Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 95

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 96

Neoformazione gengivale

Un paziente di anni 79 giunge all’osservazione dei clinici lamentando difficoltà all’utilizzo della protesi dell’arcata superiore a causa di un aumento di volume della gengiva. L’anamnesi sistemica evidenzia una cardiopatia ischemica associata a ipertensione in trattamento farmacologico.

All’esame obiettivo il paziente è edentulo sia all’arcata superiore che inferiore. A livello dell’arcata superiore la mucosa della cresta edentula del settore frontale presenta un’ipertrofia plurimammellonata, fissa, di consistenza parenchimatosa, non dolente con macule a margini irregolari pigmentate brunastre e aree disepitelizzate. Le restanti mucose appaiono integre e non sono evidenti altre lesioni ulcerative o eritroplasiche. Alla palpazione labbra, guance e pavimento orale non evidenziano neoformazioni. La mobilità linguale è conservata e i dotti salivari sono pervi. I linfonodi laterocervicali e pre-auricolari non evidenziano significativi incrementi dimensionali. Non sono evidenti fistole.

Si esegue indagine radiografica che non evidenzia lesioni a carico dei mascellari. Il paziente è portatore di una protesi totale superiore mai sottoposta a rivalutazione da oltre dieci anni; posizionato nel cavo orale il manufatto appare instabile e incongruo. Pertanto nella diagnosi differenziale vengono considerate il traumatismo protesico, lesioni vascolari, pigmentazioni melanotiche o da materiale esogeno fino a lesioni complesse quali il melanoma o il sarcoma di Kaposi.

Si concorda con il paziente di evitare l’utilizzo della protesi e si programma un controllo dopo 15 giorni. Al controllo la lesione non presenta significativi miglioramenti. Vengono pertanto eseguiti, previo consenso del paziente, prelievi bioptici multipli in anestesia locale. Visto lo scarso sanguinamento non vengono applicati punti di sutura ma viene mantenuto un tamponamento locale con garza imbevuta di acido tranexamico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 97

Neoformazione cutanea

Nel gennaio 2015 giunge in visita una paziente di anni 67.

Riferisce diversi episodi ascessuali a livello del mascellare superiore sinistro, trattati con terapia antibiotica.

L’anamnesi medica evidenzia fibrillazione atriale in terapia con dicumarolici e terapia antipertensiva. Non sono riferite allergie.

All’esame obiettivo del cavo orale sono presenti le radici degli elementi 14, 12, 21 e 22. Le mucose non mostrano alterazioni significative di forma o colore. I dotti salivari sono pervi e la mobilità linguale è conservata. Alla palpazione nel contesto di guance, labbra, lingua e pavimento orale non sono apprezzabili alterazioni. A livello cutaneo, in corrispondenza del solco naso-genieno sinistro, è presente una piccola area arrossata e rilevata con una depressione centrale. Alla palpazione la lesione non è dolente, è fissa ai piani profondi ma limitata nell’estensione. A livello della depressione centrale è apprezzabile un’invaginatura sondabile con un accesso ai piani sottostanti. Non si osserva alcun drenaggio.

La paziente riferisce che tale lesione è comparsa da diversi mesi. L’indagine radiografica con ortopantomografia pone in evidenza i residui radicolari e un’alterazione con lieve radiotrasparenza all’apice dell’elemento 22.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 98

Ampia neoformazione dell’emipalato di destra

Si presenta all’osservazione dei clinici un paziente maschio di 37 anni, lamentando la presenza di una massa asintomatica a livello dell’emipalato di destra.

Il paziente, fumatore e bevitore occasionale, riferiva all’anamnesi medica solo rinite allergica (febbre da fieno) e negava l’assunzione di farmaci in maniera regolare.

Il paziente riferiva che la lesione si era formata lentamente, nell’arco di circa 10 anni, senza che questo fosse accompagnato da alcun sintomo.

L’esito degli esami che recava con sé (OPT e TC cone beam) non evidenziava alcun riassorbimento osseo nella zona interessata dalla lesione.

All’esame obiettivo intraorale si evidenziava una massa ferma, di consistenza aumentata, che interessava tutta la zona molare del mascellare superiore di destra, ricoperta da una normale mucosa orale con presenza di aree di colore più scuro.

Gli elementi dentari risultavano tutti vitali.

La lesione non risultava dolente alla palpazione e non mostrava particolari segni di infiammazione o infezione.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 99

Un paziente di 23 anni, in terapia ortodontica per seconda clas­se scheletrica iperdivergente, giunge in visita per la comparsa di ulcere orali multiple associa­te a sintomatologia algica.

Il paziente riferisce che tali lesioni so­no comparse da circa tre giorni; un episodio simile era insorto circa due mesi prima, risoltosi spontaneamente nell’arco di due settimane.

Il paziente presenta un buono stato di salute genera­le e in anamnesi non sono riportate patologie sistemiche né al­lergie. Il paziente nega l’assunzione di farmaci e nega la com­parsa di pregressi episodi di herpes simplex orale (HSV-1).

Rife­risce, inoltre, di essersi sottoposto a bandaggio ortodontico, ri­spettivamente superiore e poi inferiore, due settimane prima dell’insorgenza di entrambi gli episodi.

All’esame obiettivo ex­tra-orale si rilevano lesioni crostose a carico dei vermigli labiali superiore e inferiore; sono, inoltre, presenti lesioni cuta­nee multiple, a carico delle dita delle mani, con aree eritematose ad andamento concentrico e aspetto “a bersaglio” della dimen­sione di circa 5-6 mm. Non si evidenziano linfoadenopatie late­ro-cervicali.

A livello intra-orale si apprezzano ulcere diffuse a carico di entrambe le mucose geniene, dell’emi-pavimento ora­le di destra e della mucosa labiale inferiore e superiore.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 100

Lesione angiomatosa, di crescita progressiva, sul dorso della lingua in una paziente anziana

Riferita dal suo dentista, si rivolge all’osservazione dei clinici una paziente di 76 anni che ha notato da circa un mese la comparsa di una lesione sul dorso della lingua. L’esame clinico rivela la presenza di una neoformazione esofitica sessile, arrotondata, a margini ben delimitati, di colore rosso vermiglio. La paziente riferisce che la lesione è cresciuta in modo rapido e che è preoccupata che possa trattarsi di una malattia di natura maligna. L’anamnesi medica rivela una diagnosi di mieloma multiplo risalente a circa 18 mesi fa per la quale la paziente è stata trattata con chemioterapici non meglio specificati, corticosteroidi e antibiotici. Al momento, la paziente assume solamente una terapia antipertensiva.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 101

Lesione radiopaca associata a radice dentaria di molare mandibolare

Si rivolge alla nostra attenzione una paziente di 28 anni per la presenza di un’intensa sintomatologia dolorosa nella regione posteriore dell’emimandibola destra.

All’esame clinico si rileva la presenza di una tumefazione dolente, di verosimile origine ascessuale, che interessa il versante vestibolare del processo alveolare in corrispondenza dell’elemento dentario 4.6 che presenta un’estesa ricostruzione conservativa con evidenti segni di infiltrazione cariosa.

L’elemento dentario sottoposto al test di stimolazione termica con spray al cloruro di etilene risulta non vitale. Viene eseguita un’ortopantomografia che evidenza una lesione radiopaca circondata da un alone radiotrasparente in continuità con la radice mesiale del 4.6. La paziente viene sottoposta a terapia antibiotica con amoxicillina clavulanata.

Ottenuto il suo consenso informato, si esegue l’apertura della camera pulpare dell’elemento necrotico per favorire il drenaggio della raccolta ascessuale programmandone l’estrazione con contemporanea rimozione della lesione periradicolare che verrà sottoposta a esame istologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 102

Una lesione arancione sulla gengiva di un bambino

Un giovane paziente di 10 anni, maschio caucasico, si presenta all’osservazione dei clinici per la valutazione di una lesione papulare di circa 5 mm di diametro sul versante vestibolare della gengiva aderente e marginale in corrispondenza dell’elemento 2.1.

La lesione, di colore rosso-arancione, è comparsa spontaneamente da circa un mese, è asintomatica, di aspetto liscio, sessile, non erosa e non ulcerata. Inoltre, a maggior ingrandimento è possibile osservare una trama papillare della lesione. Un lieve accenno di eritema rosso-arancio è presente anche sulla gengiva marginale dell’elemento 1.1. L’indagine anamnestica del paziente è negativa; il piccolo, in fase di dentizione mista, non riferisce traumi sportivi di alcun tipo nel settore incisivo. All’esame obiettivo locale, inoltre, non sono evidenziabili tragitti fistolosi. L’indagine radiografica endorale non evidenzia segni di osteolisi periapicale, fratture corono-radicolari o sofferenza parodontale. Sono presenti, tuttavia, depositi di placca sopragengivale con sovrapposto quadro di gengivite diffusa. Alla rivalutazione, dopo le dovute procedure di igiene orale, tuttavia, mentre il quadro infiammatorio gengivale si è risolto, si nota il persistere della lesione papulare senza segni di miglioramento. Viene pertanto concordato con il paziente e con i suoi genitori di procedere a escissione chirurgica della lesione stessa e al suo esame istopatologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 103

Un paziente di 45 anni, maschio caucasico, si presenta all’osservazione dei clinici per la valutazione di un’ipercheratosi diffusa a carico delle mucose dei bordi laterali e dei relativi versanti ventrali della lingua.

Le lesioni, presenti da circa 6 mesi, sono aumentate di dimensione nel corso del tempo, pur rimanendo confinate esclusivamente alla lingua. Il paziente riferisce una moderata sensazione di bruciore, ma non assume farmaci e la sua anamnesi patologica è negativa.

All’esame obiettivo locale si evidenzia la presenza, bilaterale e simmetrica, di lesioni bianche con aspetto rilevato sui bordi laterali della lingua.

Di interesse clinico risultano subito importanti due aspetti: il paziente non è fumatore, non ha mai fumato in passato, e non consuma nessun tipo di alcolico; in secondo luogo, a un’osservazione visiva più attenta e ingrandita si evidenzia un aspetto corrugato della lesione, con accentuazione delle strie e dei solchi verticali del margine laterale della lingua in seguito al fenomeno di ipercheratosi marcata (aspetto “a fisarmonica”).

In accordo con il paziente, si procede a biopsia incisionale e a successivo esame istopatologico per la formulazione della diagnosi.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 104

Lesione osteolitica in paziente oncologico

Un paziente maschio, di 76 anni, è sottoposto all’attenzione dei clinici per la presenza di una lesione radiotrasparente a livello dell’angolo mandibolare sinistro, riscontrata tramite ortopantomografia.

All’anamnesi il paziente riferisce pregresso carcinoma prostatico, trattato con chirurgia nel 2004 e con radioterapia nel 2005. Dagli esiti degli esami eseguiti il valore del PSA risulta normale fino a gennaio 2016, nel febbraio dello stesso anno risulta lievemente incrementato.

Il paziente non riferisce particolari sintomi di interesse odontoiatrico, ma lamenta una lieve alterazione della sensibilità a livello del labbro inferiore sinistro.

All’esame obiettivo del cavo orale non si rilevano lesioni dei tessuti molli né problemi a carico degli elementi dentari.

All’esame CBCT si evidenzia lesione radiotrasparente di circa 2 cm di asse maggiore, con margini sfumati a livello dell’angolo mandibolare di sinistra.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 105

Neoformazione sottomucosa del labbro inferiore

Paziente donna di 31 anni, giunta in prima visita presso il Repar­to di patologia e oncologia orale del CIR Dental School di Torino per la presenza di lesione di consistenza aumentata, presente da almeno due mesi, su mucosa labiale inferiore.

L’anamnesi patologica remota risulta positiva per storia di trauma acuto al labbro inferiore, risalente all’infanzia. Non sono riferite terapie farmacologiche in atto.

All’ispezione, si manifesta come una le­sione in eccesso del versante mucoso labiale, dai confini irrego­lari, rivestita da mucosa integra, di colorito grigiastro.

Al­la palpazione, si presenta come di consistenza teso-elastica, non dolente né dolorabile. L’esame obiettivo rivela questa come unica lesione presente.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 106

Neoformazione ulcerata della mucosa orale

Un paziente di 68 anni giunge alla nostra osservazione per avere notato da circa 15 giorni una neoformazione del cavo orale. L’anamnesi medica evidenzia ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia in trattamento farmacologico, diabete mellito non insulino-dipendente in terapia con metformina.

All’esame obiettivo il paziente presenta una neoformazione esofitica rosea, peduncolata, tondeggiante, molle alla palpazione, dolente, del diametro di circa 1 cm a livello della mucosa geniena destra. Il versante inferiore della neoformazione presenta un’area ulcerata. Le restanti mucose orali appaiono indenni da lesioni di significato patologico.

Alla palpazione labbra e pavimento orale non presentano neoformazioni. L’igiene orale è scarsa con placca e tartaro diffusi, alcuni elementi dentali sono parodontalmente compromessi. Si rileva la frattura coronale dell’elemento 48.

L’anamnesi patologica prossima correla l’inizio della sintomatologia algica del settore posteriore del IV quadrante con la frattura del terzo molare inferiore di destra.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 107

Escrescenza papillare bianca nel ventre linguale

Un paziente maschio, di anni 60, si sottopone a visita lamentando la presenza di una neoformazione biancastra e rilevata localizzata nel ventre anteriore destro della lingua. Riporta, inoltre, di avere notato un lento ma progressivo aumento delle dimensioni della lesione in oggetto. L’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

All’esame obiettivo la lesione si presenta come un’escrescenza rilevata biancastra di circa 0,5 cm con evidenti digitazioni lunghe e papillari. La lesione appare ben delimitata dai tessuti circostanti e il passaggio tra mucosa linguale sana e lesione è assolutamente netto.

L’aspetto peculiare dell’escrescenza fa ipotizzare con assoluta sicurezza per una neoplasia benigna a origine infettiva e si opta per una biopsia escissionale con asportazione della lesione in toto.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 108

Il caso clinico riguarda una paziente di 70 anni inviata presso il reparto di chirurgia orale dell’Ospedale San Paolo di Milano per la presenza di una neoformazione di grosse di­mensioni a livello gengivale. L’a­namnesi patologica remota e far­macologica della paziente è negati­va. In prima visita la paziente è asin­tomatica. All’esame obiettivo intrao­rale si evidenziano importanti accu­muli di placca e tartaro, un’estesa neoformazione di circa 10x8 cm, multilobulata, peduncolata, ricoper­ta da mucosa avente aree eritema­tose alternate ad aree di colorito fi­siologico. Si evidenziano, inoltre, ele­menti dentari compromessi, con le­sioni cariose, mobili e fratturati. La paziente èstata sottoposta a quattro sedute di igiene orale professionale a distanza di una settimana l’una dall’altra. In seguito è stata trattata con l’escissione completa della neo­formazione tramite tecnica tradizio­nale con bisturi a lama fredda. Il di­fetto derivato da tale procedura è stato trattato con lembo palatino ruotato nella sua variante a pedun­colo mesiale, in modo da garantire una quantità e qualità di tessuto suf­ficienti a ottenere una buona guari­gione del sito di intervento. Al termi­ne dell’intervento chirurgico sono stati somministrati 100 mg di nime­sulide e 2 g di amoxicillina, sono state fornite le consuete istruzioni post-operatorie ed è stata prescritta una copertura antibiotica con amo­xicillina 1 g ogni 8 ore per 6 giorni.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 109

Bolle ematiche ricorrenti sulla mucosa orale

Una paziente di anni 21 giunge alla nostra attenzione inviata dal proprio odontoiatra al fine di indagare una particolare condizione ricorrente nel cavo orale da circa 3 mesi. L’anamnesi medica evi­denzia una bassa sideremia (38 mcg/dL) con alterazioni del volu­me di distribuzione eritrocitaria, riportata dagli ultimi esami emato­chimici effettuati nel mese precedente alla visita.

All’anamnesi odontoiatrica la paziente riferisce l’insorgenza da circa 3 mesi di piccole bolle ripiene di sangue a carico di ventre linguale, pavi­mento orale e mucosa delle guance. Tali bolle comparivano in special modo durante l’assunzione dei pasti, assumevano una grandezza di qualche millimetro e nel giro di qualche ora o giorno scomparivano spontaneamente o si aprivano in seguito al trauma masticatorio riversando il loro contenuto ematico in cavità orale. Non riferisce bruciori o dolori a carico delle stesse.

La frequenza di presentazione delle lesioni risultava varia e non prevedibile anche se nell’ultimo periodo la paziente riferiva di sviluppare tali bolle sempre più frequentemente e di dimensioni sempre più piccole. Al momento della prima visita non si osservavano le formazioni ema­tiche riferite dalla paziente e non è stato perciò possibile effettuare una diagnosi seppur escludendo gravi patologie.

È stato perciò chiesto alla paziente di tornare in visita al momento della manife­stazione delle lesioni.

Quattro giorni dopo la paziente tornava in re­parto mostrando la comparsa di 3 piccole lesioni: si osservavano una vescicola ematica di 2,5 mm di diametro di colore rosso scu­ro presente sul margine laterale destro della lingua nella regione di confine tra ventre e dorso e altre due piccole vescicole lo­calizzate rispettivamente sul ventre sinistro e sul pavimento orale.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 110

Tumefazione del ventre linguale

Giunge alla nostra attenzione un paziente di 10 anni per consulenza specialistica riguardo all’insorgenza, da circa un mese, di una lesione asintomatica sita sul ventre linguale. Il paziente riferisce cicliche variazioni dimensionali della lesione, con alternanza di periodi di remissione e ricomparsa.

L’anamnesi patologica remota risulta negativa per patologie e allergie.

All’esame obiettivo intraorale è possibile apprezzare una neoformazione sessile, cupoliforme, a localizzazione sottomucosa, di circa 10 mm di diametro, di colore traslucido, situata in posizione mediana sul ventre linguale. La mucosa sovrastante appare di aspetto fisiologico.

Alla palpazione la neoformazione si presenta di consistenza diminuita, mobile rispetto ai piani sottostanti e non dolente. Anche il resto delle mucose orali risulta indenne da lesioni di significato patologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 111

Un paziente maschio, di anni 92, giunge all’osservazione dei clinici riferendo la presenza da circa una settima­na di dolore e gonfiore a livello della gengiva inferiore.

L’anam­nesi patologica remota risulta positiva per osteoporosi primaria in terapia con clodronato, ipertensione arteriosa e ipertrofia pro­statica benigna.

All’esame obiettivo del cavo orale si riscontra la presenza di una neoformazione, esofitica, sessile, di colore ros­so-bluastro, di diametro maggiore di circa 2,5 cm, localizzata a livello della sella edentula in regione corrispondente all’elemen­to 41.

Si riscontra, inoltre, un quadro di parodontopatia diffusa, con abbondanti depositi di placca e tartaro e numerosi elementi dentari mancanti. In seguito a un’attenta valutazione clinica si evidenzia mobilità patologica degli elementi 42 e 43.

Tutti gli elementi dell’arcata inferiore risultano vitali a eccezione dell’elemento dentario 42. Tale elemento si presenta, inoltre, do­lente alla percussione.

Si decide di eseguire un’ortopantomo­grafia delle arcate dentarie e una rx endorale periapicale dalle quali è possibile rilevare un diffuso riassorbimento osseo oriz­zontale generalizzato e una radiotrasparenza apicale dell’ele­mento 42 estesa anche alla base della neoformazione.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 112

Si rivolge all’attenzione dei clinici una paziente di 56 anni, in buono stato di salute, che riferisce la presenza a livello labiale inferiore di una tumefazione non dolente che a causa di un aumento di dimensioni è divenuta soggetta a traumatismo masticatorio.

L’esame clinico evidenzia la presenza a livello del bordo vermiglio del labbro inferiore di una tumefazione a margini netti di diminuita consistenza coperta da mucosa integra.

Ottenuto il consenso informato della paziente, si programma la rimozione chirurgica della neoformazione che verrà sottoposta a esame istologico per il corretto inquadramento diagnostico.

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Asportazione di un fibroma da trauma. DENTAL ACADEMY. 10 giu 2024

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 113

Giunge alla attenzione dei clinici una paziente di 35 anni per la presenza, da qualche mese, di una lesione bianca non dolente a livello linguale; la paziente riferisce, inoltre, la contestuale comparsa di lesioni pruriginose a livello degli arti superiori.

L’esame clinico evidenzia sul dorso linguale un’ampia placca bianca non asportabile per sfregamento; oltre alla lesione principale sono evidenti sempre sul dorso linguale, lesioni satelliti con le medesime caratteristiche ma di dimensioni minori.

A livello di avambracci e mani si evidenziano inoltre lesioni papulari e macule di colore tendente al rosso per la valutazione delle quali la paziente è in attesa di consulenza dermatologica.

Ottenuto il consenso informato si richiedono alla paziente esami ematochimici di controllo e si programma l’esecuzione di una biopsia incisionale della lesione principale per l’effettuazione di un esame istologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 114

Lesioni ulcerative linguali

Una paziente di 26 anni si presenta alla nostra attenzione presso il pronto soccorso odontoiatrico della clinica Universitaria lamentando forte fastidio e intenso bruciore alla lingua e la presenza di lesioni ulcerative a carico del dorso, del ventre linguale e sul pavimento orale comparse da circa 2 giorni.

La paziente riferisce, inoltre, difficoltà ad alimentarsi e a parlare per la severa sintomatologia. L’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

La paziente non riferisce l’assunzione di farmaci nel periodo precedente alla comparsa delle lesioni.

All’esame obiettivo si rileva la presenza di piccole ulcerazioni confluenti, circondate da un alone eritematoso, diffuse al bordo, al dorso e al ventre linguale, nonché al pavimento orale.

Il dorso linguale appare, inoltre, rivestito da una patina bianca asportabile ascrivile a deposito di placca, quale risultato della scarsa igiene orale per il quadro clinico in atto.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 115

Tumefazione monolaterale del pavimento orale

Un paziente di 58 anni viene inviato dal proprio odontoiatra per la valutazione di una tumefazione a livello del pavi­mento orale di destra. Il paziente non riferisce sintomatologia algi­ca e l’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

All’esame obiettivo del cavo orale si evidenzia­no depositi di placca e tartaro e tumefazione del pavimento orale di destra, con apparente aumento di volume della ghiandola sotto­mandibolare. Le mucose appaiono normo-idratate ma lievemente iperemiche specie a livello dello sfintere del dotto di Wharton.

Alla palpazione si riscontra la presenza di una neoformazio­ne di consistenza dura, mobile rispetto ai piani sottostanti a livello del pavimento orale di destra, in corrispondenza del terzo anteriore del dotto escretore della ghiandola sottomandibolare. Si decide pertanto di procedere a inquadramento diagnostico mediante in­dagini strumentali.

Alla TC Cone Beam si osserva la presenza di una lesione radiopaca, di forma cilindrica, di asse maggiore di circa 3 cm, localizzata a livello del terzo anteriore del dotto di Warthon.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 116

Un giovane paziente maschio di 22 anni viene riferito ai clinici per una neoformazione gengivale.

Il paziente è in apparenti buone condizioni di salute, non assume farmaci e non dichiara malattie sistemiche pregresse.

Riferisce, tuttavia, di essere un forte fumatore e di avere subito in passato intervento di chirurgia maxillo-facciale per frattura mandibolare.

Riferisce inoltre esfoliazione spontanea, avvenuta circa 2-3 mesi prima, di un elemento dentario nella zona in cui successivamente si è sviluppata la neoformazione. Tale lesione risulta asintomatica e presente da alcune settimane, mostrando un progressivo accrescimento.

All'esame extra-orale non si apprezzano linfoadenopatie latero-cervicali, mentre all'esame intra-orale si riscontra una neoformazione di circa 2 cm di asse maggiore in corrispondenza della sella edentula in zona 46.

La lesione si presenta sessile, di colore eritroleucoplasico e aspetto granuleggiante, di consistenza molle.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 117

Un paziente di 38 anni giunge alla osservazione dei clinici, per la valutazione di una lesione sospetta sul versante vestibolare del mascellare superiore.

All’esame obiettivo si nota una neoformazione di circa 20 mm di diametro, sessile, di consistenza elastica, non dolente nè spontaneamente nè alla palpazione.

Il paziente riferisce solo di aver notato una dislocazione degli elementi 26 e 27.

Le scansioni tomografiche mostrano una lesione a contenuto disomogeneo, rotondeggiante, a stretto contatto con gli elementi 26 e 27.

Ottenuto il consenso del paziente, i clinici eseguono una biopsia incisionale, con l’ausilio di un bisturi circolare…

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 118

Un paziente di anni 74 si presenta all’osservazione dei clinici, inviato dal proprio odontoiatra curante, per neoformazione a livello della cresta edentula mandibolare in zona paramediana de­stra. Il paziente riferiva che la lesione era presente da 4 mesi e l’aumento progressivo delle dimensioni comportava fastidio nel portare la protesi totale mobile inferiore, ad ancoraggio im­plantare.

All’anamnesi il paziente riferiva di essere affetto da morbo di Par­kinson (trattato con selegilina cloroidrato 5 mg e levodopa e ben­serazide cloroidrato 250 mg) e di assumere i seguenti farmaci: tamsulosina cloridrato 0,4 mg per iperplasia prostatica benigna, ramipril 2,5 mg, escitalopram 10 mg e bromazepam.

Il paziente riportava come ultimo intervento odontoiatrico l’inserimento di 2 impianti mandibolari tre anni prima.

All’esame obiettivo la lesione si presentava come massa esofiti­ca, sessile e non dolente. Il diametro era di 4 cm circa con margi­ni netti e intensa flogosi del tessuto perilesionale.

La massa si estendeva dalla linea mediana mandibolare alla su­perficie mesiale dell’impianto di destra; la mucosa circostante ri­sultava infiammata ed era apprezzabile lo stampo della protesi mobile inferiore.

La TC dentalscan pre-operatoria mostrava un’area di osteolisi di 10,05x20,64 mm estesa alla corticale vestibolare

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 119

Un paziente di anni 46 giunge all’osservazione dei clinici, lamentando un aumento di volume a livello palatale da circa un mese.

L’anamnesi sistemica evidenzia una modica astenia e ipertensione in trattamento farmacologico. Il paziente fuma 10 sigarette al giorno.

All’esame obiettivo le mucose appaiono integre, non sono evidenti lesioni ulcerative o eritroplasiche. L’igiene orale è scarsa ed è presente tartaro pigmentato. Sono presenti carie destruenti di 17-23-26-27-37-46.

L’elemento 23 ha vitalità positiva. È presente una parodontite da moderata a severa generalizzata. Alla palpazione labbra, guance e pavimento orale non evidenziano neoformazioni. La mobilità linguale è conservata e i dotti salivari sono pervi. I linfonodi latero-cervicali e pre-auricolari non evidenziano significativi incrementi dimensionali.

A livello palatale è presente una tumefazione bilobata che coinvolge quasi tutto l’emi-palato sinistro. La mucosa è iperemica e alla palpazione la neoformazione è soffice-parenchimatosa. Non è presente nessuna sintomatologia né spontanea né alla palpazione della lesione. Non sono evidenti fistole.

Si esegue indagine radiografica che consente di evidenziare lesioni periapicali di 24-25-26-27. La presenza di numerose potenziali cause infettive odontogene pone come ipotesi iniziale una lesione reattiva infettivo-infiammatoria, ma la diagnosi differenziale deve far considerare anche patologie sistemiche quali quelle ematologiche od oncologiche sia primarie che secondarie del cavo orale.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 120

Si presenta all’osservazione dei clinici una paziente di 11 anni, inviata dalla propria pediatra, per una lesione gengivale mascellare insorta circa 2 mesi prima e aumentata rapidamente di dimensioni.

La bambina appariva in buona salute e non lamentava alcun fastidio, eccetto l’impossibilità di spazzolare correttamente i denti parzialmente ricoperti dalla neoformazione.

La lesione si estendeva a livello della gengiva vestibolare dal margine distale dell’elemento 2.1 alla porzione mediale dell’elemento 2.4.

La superficie esterna presentava un aspetto finemente acciottolato, prevalentemente rosa e con alcuni punti di colore rosso vivo.

Alla palpazione la consistenza era simile a quella della gengiva circostante. Con l’ausilio di una sonda parodontale era possibile sospettare che la base d’impianto, non valutabile all’ispezione, fosse notevolmente più piccola rispetto alla superficie esterna.

Gli elementi dentari da 1.1 a 2.5 risultavano vitali e non presentavano mobilità. All’esame obiettivo non si riscontravano altre lesioni a livello della mucosa orale e della cute periorale.

La pediatra, per escludere una manifestazione periferica di una patologia ematologica, aveva già richiesto degli esami ematochimici (emocromo, elettroforesi proteica, funzionalità epatica e renale) che erano risultati nella norma.

Le radiografie fatte dall’odontoiatra curante escludevano alterazioni patologiche a livello dell’osso alveolare e delle radici degli elementi dentari.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 121

Si presenta alla attenzione dei clinici, inviata dal dermatologo curante, una paziente di 13 anni ispanica (Ecuador), per la presenza di neoformazioni multiple del cavo orale, asintomatiche, insorte da parecchi mesi. Le lesioni erano comparse inizialmente a livello del labbro inferiore e la madre non vi aveva prestato particolare attenzione, nella convinzione che potesse trattarsi di herpes labiale. Quando però le lesioni si erano diffuse anche ad altre mucose, la madre - preoccupata per la manifestazione insolita - si era rivolta a uno specialista. Sebbene asintomatiche, la ragazza riferisce il ripetuto trauma durante la masticazione. Inoltre, prova disagio con le coetanee per motivi estetici. La paziente gode di buona salute e l’anamnesi non riferisce nulla di rilevante All’esame obiettivo si evidenziano a carico delle mucose geniene, dei margini linguali e delle mucose labiali superiore e inferiore delle neoformazioni multiple, appiattite, di dimensioni variabili, del colore della mucosa integra.

Non si evidenziano lesioni a carico della cute. Dal punto di vista odontoiatrico, la paziente non manifesta particolari problematiche e il grado di igiene orale è più che soddisfacente.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 122

Giunge all’attenzione dei clinici una paziente di 35 anni per la presenza, da qualche mese, di una lesione bianca non dolente a livello linguale; la paziente riferisce, inoltre, la contestuale comparsa di lesioni pruriginose a livello degli arti superiori.

L’esame clinico evidenzia sul dorso linguale un’ampia placca bianca non asportabile per sfregamento; oltre alla lesione principale sono evidenti sempre sul dorso linguale, lesioni satelliti con le medesime caratteristiche ma di dimensioni minori. A livello di avambracci e mani si evidenziano inoltre lesioni papulari e macule di colore tendente al rosso per la valutazione delle quali la paziente è in attesa di consulenza dermatologica.

Ottenuto il consenso informato si richiedono alla paziente esami ematochimici di controllo e si programma l’esecuzione di una biopsia incisionale della lesione principale per l’effettuazione di un esame istologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 123

Un paziente maschio di 47 anni viene riferito ai clinici per una neoformazione gengivale del terzo quadrante ampliatasi rapidamente nel corso di 3 settimane.

In anamnesi viene riportata ipertensione essenziale e utilizzo saltuario di sigaretta elettronica (ex-fumatore di circa 10 sigarette/die per molti anni).

Il paziente riferisce di essere già in follow-up da circa 3 anni per un quadro di leucoplachia proliferativa verrucosa (LPV). I precedenti esami istologici hanno mostrato displasia epiteliale di basso grado e risultavano negativi per 41 genotipi di HPV.

All’esame obiettivo si evidenziano lesioni bianche localizzate a livello della gengiva aderente e del fornice di entrambe le arcate, estese anche lingualmente e palatalmente. Si rileva una neoformazione proliferativa, asintomatica, di colore eritroleucoplasico disomogeneo che, a partenza dalla zona interprossimale di 36-37, si è estesa verso il fornice in poche settimane.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 124

Un paziente di anni 79 giunge all’osservazione dei clinici lamentando difficoltà all’utilizzo della protesi dell’arcata superiore a causa di un aumento di volume della gengiva.

L’anamnesi sistemica evidenzia una cardiopatia ischemica associata a ipertensione in trattamento farmacologico.

All’esame obiettivo il paziente è edentulo sia all’arcata superiore che inferiore.

A livello dell’arcata superiore la mucosa della cresta edentula del settore frontale presenta un’ipertrofia plurimammellonata, fissa, di consistenza parenchimatosa, non dolente con macule a margini irregolari pigmentate brunastre e aree disepitelizzate.

Le restanti mucose appaiono integre e non sono evidenti altre lesioni ulcerative o eritroplasiche.

Alla palpazione labbra, guance e pavimento orale non evidenziano neoformazioni. La mobilità linguale è conservata e i dotti salivari sono pervi. I linfonodi laterocervicali e pre-auricolari non evidenziano significativi incrementi dimensionali. Non sono evidenti fistole.

Si esegue indagine radiografica che non evidenzia lesioni a carico dei mascellari.

Il paziente è portatore di una protesi totale superiore mai sottoposta a rivalutazione da oltre dieci anni; posizionato nel cavo orale il manufatto appare instabile e incongruo.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 125

Un giovane paziente maschio di 22 anni giunge all’osservazione dei clinici, invia­to dal proprio medico curante, a seguito del riscontro di una lesio­ne linguale persistente.

L’anamnesi risulta negativa per patologie attuali o pregresse. Il pa­ziente riferisce di essere un forte fumatore da 5 anni (circa 20 siga­rette al giorno) e di consumare moderatamente alcol in modo occa­sionale

Lamenta sintomatologia urente a carico della mucosa lin­guale, con andamento altalenante e presente da circa 2 settimane.

All’esame extra-orale non si riscontrano tumefazioni e alla palpa­zione non si rilevano linfoadenopatie latero-cervicali.

All’esame obiettivo del cavo orale si evidenzia un buon livello di igiene orale con assenza di patologie odontoiatriche in atto.

Si rileva la presen­za di una lesione di circa 2 cm di estensione longitudinale a carico del margine linguale destro.

Tale lesione appare eritroleucoplasica di forma non omogenea e margini irregolari.

Considerando la lesio­ne nel dettaglio, la porzione posteriore risulta eritroplasica, lieve­mente indurita e dolente alla palpazione, mentre la porzione ante­riore appare leucoplasica e disomogenea. Le restanti mucose ora­li appaiono nel complesso normo-trofiche e normo-idratate.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 126

Un uomo di 65 anni giunge in visita per algia persistente a carico del corpo linguale. Il paziente, affetto da mieloma multiplo, è stato sottoposto a due trapianti autologhi di cellule staminali ematopoietiche, rispettivamente 7 e 5 anni prima, e a un trapianto allogenico 3 anni prima.

In anamnesi viene riportata ipertensione e bronchite cronica asmatica. Il paziente risulta in terapia con: desametasone, darbepoetina alfa, acido zoledronico, furosemide, bisoprololo, ramipril, sulfametoxazolo/trimetoprim, acyclovir, allopurinolo, omeprazolo e acido folico

Gli esami ematochimici recenti mostrano una trombocitopenia severa (33.000/mm3), linfocitopenia (440/mm3) e anemia (3,2 milioni/mm3). Il paziente risulta inoltre affetto, da circa due anni, da graft versus host disease (GVHD) cronica delle mucose orali ed è stato trattato fino a ora, presso altra struttura, tramite l'applicazione di steroidi topici.

All'esame extra-orale non si rileva alcuna linfoadenopatia latero-cervicale.

All'esame intra-orale si apprezzano aree eritematose e lesioni ulcerative multiple ricoperte da fibrina a carico della mucosa geniena sinistra e palatale. La superficie ventrale sinistra della lingua presenta un'ulcera di aspetto granuleggiante, dolente alla palpazione e con margini induriti.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 127

Un paziente di 60 anni, in buone condizioni di salute generale, viene visitato dai clinici per la presenza di una tumefazione non dolente a crescita lenta e continua in corrispondenza del versante mucoso dell’emilabbro inferiore di sinistra.

L’anamnesi medica rileva una lieve ipertensione arteriosa e un diabete mellito di tipo II in cura rispettivamente con telmisartan 20 mg e metformina 500 mg

Non sono presenti alterazioni cutanee di colore o temperatura. La palpazione esterna evidenzia una consistenza di tipo elastico in corrispondenza dell’area della lesione. Negativa la palpazione dei linfonodi laterocervicali omolaterali.

A livello intraorale si osserva un rigonfiamento sessile con diametro di circa 2 cm, tondeggiante, ricoperto da mucosa di aspetto simile a quella circostante e di colorito roseo-giallastro.

Alla palpazione la consistenza è elastica e la lesione è mobile al di sotto del piano mucoso. Non si apprezzano altre alterazioni di forma o colore delle mucose intraorali.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 128

Paziente di 60 anni, maschio, giunge all’attenzione dei clinici per la presenza di un’ulcerazione su palato molle e orofaringe sinistra, insorta poco più di un mese prima.

L’anamnesi patologica remota risulta negativa e non sono riferite terapie farmacologiche in atto.

All’esame obiettivo del cavo orale si riscontra la presenza di un’estesa ulcerazione a tratti granuleggiante, a tratti dotata di atteggiamento infiltrante, estesa su emipalato molle sinistro, pilastri palatini anteriore e posteriore omolaterali, orofaringe sinistro.

Alla palpazione, la lesione risulta particolarmente dolente e dolorabile.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 129

Un paziente maschio di 32 anni è inviato ai clinici dal proprio curante per una lesione mandibolare destra.

L’anamnesi medica è negativa per qualsiasi tipo di patologia, non si apprezzano deformazioni del viso, non è riferita alcuna sintomatologia e a livello intraorale non si apprezzano lesioni mucose.

La radiografia panoramica e la tomografia computerizzata, in possesso del paziente al momento della prima visita, mostrano un’ampia radiopacità irregolare che sovrasta l’elemento 4.8. Il terzo molare inferiore di destra è in inclusione ossea totale con il terzo medio e apicale delle radici in stretto contatto con il fascio vascolo-nervoso inferiore.

Il canale mandibolare risulta fortemente compresso e deviato in senso apicale in corrispondenza dell’elemento ritenuto, passando fra le due radici mesiali. La massa radiopaca, che sovrasta la corona, si estende superiormente per circa 1 cm fino al margine coronale della corticale ossea e distalmente occupa lo spazio fra la corona del terzo molare e la corticale del canale mandibolare.

Attorno alla lesione è presente una sottile area radiotrasparente che crea una separazione netta dal tessuto osseo circostante. Il paziente non ha altri esami radiografici precedenti alla visita che possano permettere di apprezzare nel tempo il grado di crescita della lesione.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 130

Un giovane di 19 anni si presenta ai clinici, su indicazione del curante, per la valutazione di una neoformazione ulcerata della lingua presente da almeno un mese.

Il paziente, in apparenti buone condizioni di salute generale, riferisce di fumare 10 sigarette al giorno da circa 3 anni, bere alcol saltuariamente e soffrire di episodi asmatici acuti associati ad allergie stagionali, per i quali è oggi in terapia con salbutamolo.

A livello intraorale si evidenzia una neoformazione ulcerata, avente diametro maggiore di 12 mm, localizzata al terzo anteriore del margine linguale destro.

Alla palpazione la consistenza è morbida e i margini della lesione non appaiono induriti. Il paziente non lamenta alcun fastidio indotto dalle manovre cliniche utili all’ispezione. Le restanti mucose orali di rivestimento appaiono indenni da lesioni.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 131

Un paziente di 23 anni, in terapia ortodontica per seconda clas­se scheletrica iperdivergente, viene riferito ai clinici per la comparsa di ulcere orali multiple associa­te a sintomatologia algica. Il paziente riferisce che tali lesioni so­no comparse da circa tre giorni; un episodio simile era insorto circa due mesi prima, risoltosi spontaneamente nell’arco di due settimane.

Il paziente presenta un buono stato di salute genera­le e in anamnesi non sono riportate patologie sistemiche né al­lergie. Il paziente nega l’assunzione di farmaci e nega la com­parsa di pregressi episodi di herpes simplex orale (HSV-1). Rife­risce, inoltre, di essersi sottoposto a bandaggio ortodontico, ri­spettivamente superiore e poi inferiore, due settimane prima dell’insorgenza di entrambi gli episodi.

All’esame obiettivo ex­tra-orale si rilevano lesioni crostose a carico dei vermigli labiali superiore e inferiore; sono, inoltre, presenti lesioni cuta­nee multiple, a carico delle dita delle mani, con aree eritematose ad andamento concentrico e aspetto “a bersaglio” della dimen­sione di circa 5-6 mm. Non si evidenziano linfoadenopatie late­ro-cervicali.

A livello intra-orale si apprezzano ulcere diffuse a carico di entrambe le mucose geniene, dell’emi-pavimento ora­le di destra e della mucosa labiale inferiore e superiore.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 132

Un paziente di 47 anni in buone condizioni di salute generale viene visitato dai clinici, inviato dal proprio odontoiatra curante, per la presenza di una neoformazione della mucosa gengivale in corrispondenza del tuber mascellare di destra, comparsa da circa 1 mese.

All’esame obiettivo intraorale la neoformazione appare roton­deggiante, di colore disomogeneo (rosa-rosso-violaceo), pe­duncolata con larga base di impianto. La lesione presenta le di­mensioni di circa 2,5 cm di diametro maggiore.

Alla pal­pazione risulta di consistenza diminuita, asintomatica e facile al sanguinamento. Non si apprezzano altre alterazioni di forma o colore delle mucose orali.

Alla radiografia endorale si evidenzia area di lieve erosione os­sea del tuber mascellare, distale all’elemento 2.7.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 133

Un raro caso di cistoadenoma del labbro superiore

Obiettivi

L’obiettivo di questo lavoro è descrivere un caso di neoformazione delle ghiandole salivari minori richiamando l’attenzione sulla diagnosi differenziale delle neoplasie benigne di queste strutture anatomiche.

Materiali e metodi

Una paziente di 49 anni si è presentata per una neoformazione alla mucosa labiale superiore asintomatica ma di dimensioni crescenti negli ultimi 2 mesi. Dopo la valutazione clinico-anamnestica e radiografica viene eseguita una biopsia incisionale della neoformazione. Dopo la diagnosi istologica di benignità si è proceduto a una biopsia escissionale dell’intera neoformazione. La paziente è tuttora inserita in un programma di follow-up trimestrale.

Risultati

L’esame istopatologico del prelievo incisionale ha posto diagnosi di cistoadenoma papillare. L’analisi sull’intera neoformazione ha confermato la diagnosi di cistoadenoma papillare delle ghiandole salivari minori del labbro superiore. Successivamente all’asportazione, è stata registrata una parestesia del labbro superiore parte destra non compromettente funzione ed estetica; la parestesia locale è regredita completamente nei 2 mesi successivi.

Conclusioni

Data la notevole varietà dei comportamenti istopatologici delle neoplasie delle ghiandole salivari minori diventa importante la diagnosi differenziale del cistoadenoma papillare con l’adenocarcinoma e gli altri tumori benigni delle ghiandole salivari (in particolar modo il tumore di Warthin). Di pari passo l’importanza di un’attenta asportazione chirurgica della neoformazione nel rispetto delle strutture anatomiche adiacenti.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 134

Una donna di 40 anni si presenta all’osservazione dei clinici, inviata dal proprio odontoiatra curante, con una storia clinica di presenza di una neoformazione dura, indolente, a lenta crescita progressiva, con una superficie non ulcerata, in corrispondenza dell’emipalato destro, a livello del tuber maxillae.

La paziente riferisce che la lesione è presente da 6 anni e che l’aumento progressivo delle dimensioni comporta fastidio nell’eloquio e nell’alimentazione.

L’anamnesi patologica remota della paziente è negativa, così come l’anamnesi allergica e farmacologica.

All’esame obiettivo la lesione si presenta come una massa liscia, sessile e non dolente, di aspetto mucoso a livello della porzione posteriore dell’emipalato destro. Alla palpazione, la massa era di consistenza solida, con colore roseo e superfici non ulcerate. Le dimensioni della formazione erano di circa 2 cm.

Non era presente flogosi. Gli elementi dentari adiacenti risultavano vitali, asintomatici e non erano dislocati.

La TC cone beam non mostrava alterazioni ossee, nè lesioni odontogene.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 135

Un paziente di 58 anni si presenta presso ai clinici, inviato dal proprio odontoiatra, per la valutazione di una tumefazione a livello del pavi­mento orale di destra.

Il paziente non riferisce sintomatologia algi­ca e l’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

All’esame obiettivo del cavo orale si evidenzia­no depositi di placca e tartaro e tumefazione del pavimento orale di destra, con apparente aumento di volume della ghiandola sotto­mandibolare. Le mucose appaiono normo-idratate ma lievemente iperemiche specie a livello dello sfintere del dotto di Wharton.

Alla palpazione si riscontra la presenza di una neoformazio­ne di consistenza dura, mobile rispetto ai piani sottostanti a livello del pavimento orale di destra, in corrispondenza del terzo anteriore del dotto escretore della ghiandola sottomandibolare.

Si decide pertanto di procedere a inquadramento diagnostico mediante in­dagini strumentali.

Alla TC Cone Beam si osserva la presenza di una lesione radiopaca, di forma cilindrica, di asse maggiore di circa 3 cm, localizzata a livello del terzo anteriore del dotto di Warthon.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 136

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 137

Un giovane paziente di 10 anni si presenta alla osservazione dei clinici per la valutazione di una lesione papulare di circa 5 mm di diametro sul versante vestibolare della gengiva aderente e marginale in corrispondenza dell’elemento 2.1.

La lesione, di colore rosso-arancione, è comparsa spontaneamente da circa un mese, è asintomatica, di aspetto liscio, sessile, non erosa e non ulcerata. Inoltre, a maggior ingrandimento è possibile osservare una trama papillare della lesione. Un lieve accenno di eritema rosso-arancio è presente anche sulla gengiva marginale dell’elemento 1.1.

L’indagine anamnestica del paziente è negativa; il piccolo, in fase di dentizione mista, non riferisce traumi sportivi di alcun tipo nel settore incisivo.

All’esame obiettivo locale, inoltre, non sono evidenziabili tragitti fistolosi.

L’indagine radiografica endorale non evidenzia segni di osteolisi periapicale, fratture corono-radicolari o sofferenza parodontale. Sono presenti, tuttavia, depositi di placca sopragengivale con sovrapposto quadro di gengivite diffusa.

Alla rivalutazione, dopo le dovute procedure di igiene orale, tuttavia, mentre il quadro infiammatorio gengivale si è risolto, si nota il persistere della lesione papulare senza segni di miglioramento.

Viene pertanto concordato con il paziente e con i suoi genitori di procedere a escissione chirurgica della lesione stessa e al suo esame istopatologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 137

Un giovane paziente di 10 anni si presenta alla osservazione dei clinici per la valutazione di una lesione papulare di circa 5 mm di diametro sul versante vestibolare della gengiva aderente e marginale in corrispondenza dell’elemento 2.1.

La lesione, di colore rosso-arancione, è comparsa spontaneamente da circa un mese, è asintomatica, di aspetto liscio, sessile, non erosa e non ulcerata. Inoltre, a maggior ingrandimento è possibile osservare una trama papillare della lesione. Un lieve accenno di eritema rosso-arancio è presente anche sulla gengiva marginale dell’elemento 1.1.

L’indagine anamnestica del paziente è negativa; il piccolo, in fase di dentizione mista, non riferisce traumi sportivi di alcun tipo nel settore incisivo.

All’esame obiettivo locale, inoltre, non sono evidenziabili tragitti fistolosi.

L’indagine radiografica endorale non evidenzia segni di osteolisi periapicale, fratture corono-radicolari o sofferenza parodontale. Sono presenti, tuttavia, depositi di placca sopragengivale con sovrapposto quadro di gengivite diffusa.

Alla rivalutazione, dopo le dovute procedure di igiene orale, tuttavia, mentre il quadro infiammatorio gengivale si è risolto, si nota il persistere della lesione papulare senza segni di miglioramento.

Viene pertanto concordato con il paziente e con i suoi genitori di procedere a escissione chirurgica della lesione stessa e al suo esame istopatologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 138

Giunge alla osservazione dei clinici una paziente di anni 41, per consulto specialistico in merito a una neoformazione a livello del labbro superiore.

La paziente, non fumatrice e astemia, segue una dieta mista con consumo quotidiano di frutta e verdura. L’anamnesi medica risulta positiva per allergia agli acari della polvere e diabete di tipo 2, in terapia medica con metformina.

La paziente riferisce la comparsa da circa 3 mesi di una neoformazione asintomatica a livello del labbro superiore.

All’esame obiettivo intraorale si evidenzia una lieve tumefazione in corrispondenza della porzione destra della mucosa labiale superiore, che si rende più evidente in seguito all’eversione dell’area interessata.

Alla palpazione si apprezza una neoformazione di consistenza teso-elastica, diametro circa 5-6 mm, contenuta in profondità nello spessore del labbro superiore e mobile rispetto ai piani sottostanti e sovrastanti. La mucosa di rivestimento non presenta segni di significato patologico e le restanti mucose del cavo orale appaiono indenni da lesioni.

Extraoralmente, il piano cutaneo in corrispondenza della neoformazione si presenta di aspetto fisiologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 139

Soluzione

Una paziente di anni 40 giunge all’osservazione dei clinici, riferendo la presenza di una tumefazione palatale da tempo imprecisato.

L’anamnesi patologica remota risulta negativa e non sono riferite allergie né terapie farmacologiche in atto

All’esame obiettivo del cavo orale si riscontra la presenza di una tumefazione sottomucosa di diametro maggiore di circa 2,5 cm, ricoperta da mucosa di aspetto e colore fisiologici, localizzata all’emipalato di sinistra.

Alla palpazione la lesione si presenta non dolente e di consistenza duro-elastica.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 140

Si presenta all’osservazione un paziente maschio di anni 56, inviato dal proprio odontoiatra con diagnosi di ulcera al palato duro di sinistra.

Il paziente riferisce che circa 10 giorni prima era comparsa una tumefazione dolente a livello palatale, per la quale aveva assunto antibiotici e antidolorifici per una settimana.

La tumefazione però era aumentata progressivamente e da circa 2 giorni appariva ulcerata. Allarmato per la rapida evoluzione della lesione si era recato dall’odontoiatra di fiducia che aveva richiesto un’ortopantomografia, risultata negativa per lesioni a carico delle ossa mascellari.

Clinicamente la lesione si presenta come tumefazione del diametro di circa 2 cm avente al centro un’ulcera circolare crateriforme di circa 1 cm a margini netti e rilevati. L’ulcera è ricoperta da un materiale simile alla fibrina.

Al momento della visita il paziente riferisce solo un lieve fastidio in assenza di parestesia.

Non sono presenti altre lesioni a carico delle mucose del cavo orale.

L’anamnesi esclude recenti traumi meccanici e termici a livello del palato, mentre è positiva per la comparsa periodica di afte, soprattutto a livello del labbro inferiore e della mucosa geniena, che solitamente si risolvono spontaneamente in una settimana.

Non vengono riportati episodi simili che possano essere posti in relazione con la comparsa della lesione palatale.

Il paziente riferisce di essere un forte fumatore e di assumere cardioaspirina, in seguito a un episodio di angina pectoris risalente a 3 anni prima, e simvastatina, per il trattamento di un’ipercolesterolemia.

Le recenti valutazioni ematochimiche generali non evidenziano valori anomali.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 141

Un paziente di 71 anni giungeva alla nostra attenzione presentando, all’esame obiettivo intraorale, una tumefazione a carico della gengiva aderente del settore anteriore superiore (II sestante), sia vestibolare che palatale, di consistenza diminuita e di colore leggermente più chiaro rispetto alla controparte fisiologica. La lesione non era dolente alla palpazione e si estendeva dal fornice vestibolare fino a coprire circa la metà delle corone degli incisivi centrali superiori.

Al di sotto degli strati epiteliali superficiali risultava evidente una ricca vascolarizzazione.

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Si rivolge all’attenzione dei clinici una paziente di 67 anni per la presenza di una tumefazione mucosa a livello della commissura labiale sinistra.

La lesione è presente da anni ma è divenuta soggetta a traumatismo masticatorio per via di un aumento delle dimensioni a cui è andata incontro.

L’esame clinico rileva la presenza di una lesione esofitica sessile ad ampia base d’impianto e di consistenza elastica; l’epitelio che la riveste appare parzialmente ipercheratosico.

La paziente assume antiaggreganti piastrinici.

Ottenuto il consenso informato, si programma l’exeresi della lesione che sarà sottoposta a esame istologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 143

Giunge all’attenzione dei clinici una paziente di 35 anni per la presenza, da qualche mese, di una lesione bianca non dolente a livello linguale; la paziente riferisce, inoltre, la contestuale comparsa di lesioni pruriginose a livello degli arti superiori.

L’esame clinico evidenzia sul dorso linguale un’ampia placca bianca non asportabile per sfregamento; oltre alla lesione principale sono evidenti sempre sul dorso linguale, lesioni satelliti con le medesime caratteristiche ma di dimensioni minori.

A livello di avambracci e mani si evidenziano inoltre lesioni papulari e macule di colore tendente al rosso per la valutazione delle quali la paziente è in attesa di consulenza dermatologica.

Ottenuto il consenso informato si richiedono alla paziente esami ematochimici di controllo e si programma l’esecuzione di una biopsia incisionale della lesione principale per l’effettuazione di un esame istologico.

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Un paziente di anni 46 giunge all’attenzione dei clinici, lamentando un aumento di volume a livello palatale da circa un mese.

L’anamnesi sistemica evidenzia una modica astenia e ipertensione in trattamento farmacologico. Il paziente fuma 10 sigarette al giorno.

All’esame obiettivo le mucose appaiono integre, non sono evidenti lesioni ulcerative o eritroplasiche. L’igiene orale è scarsa ed è presente tartaro pigmentato. Sono presenti carie destruenti di 17-23-26-27-37-46. L’elemento 23 ha vitalità positiva. È presente una parodontite da moderata a severa generalizzata. Alla palpazione labbra, guance e pavimento orale non evidenziano neoformazioni. La mobilità linguale è conservata e i dotti salivari sono pervi. I linfonodi latero-cervicali e pre-auricolari non evidenziano significativi incrementi dimensionali. A livello palatale è presente una tumefazione bilobata che coinvolge quasi tutto l’emi-palato sinistro. La mucosa è iperemica e alla palpazione la neoformazione è soffice-parenchimatosa. Non è presente nessuna sintomatologia né spontanea né alla palpazione della lesione. Non sono evidenti fistole.

Si esegue indagine radiografica che consente di evidenziare lesioni periapicali di 24-25-26-27…

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Si rivolge all’attenzione dei clinici una paziente di 28 anni per la presenza di un’intensa sintomatologia dolorosa nella regione posteriore dell’emimandibola destra.

All’esame clinico si rileva la presenza di una tumefazione dolente, di verosimile origine ascessuale, che interessa il versante vestibolare del processo alveolare in corrispondenza dell’elemento dentario 4.6 che presenta un’estesa ricostruzione conservativa con evidenti segni di infiltrazione cariosa.

L’elemento dentario sottoposto al test di stimolazione termica con spray al cloruro di etilene risulta non vitale.

Viene eseguita un’ortopantomografia, che evidenza una lesione radiopaca circondata da un alone radiotrasparente in continuità con la radice mesiale del 4.6. La paziente viene sottoposta a terapia antibiotica con amoxicillina clavulanata.

Ottenuto il suo consenso informato, si esegue l’apertura della camera pulpare dell’elemento necrotico per favorire il drenaggio della raccolta ascessuale programmandone l’estrazione con contemporanea rimozione della lesione periradicolare che verrà sottoposta a esame istologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 146

Un paziente di 58 anni si presenta all’attenzione dei clinici, inviato dal proprio odontoiatra, per la valutazione di una tumefazione a livello del pavi­mento orale di destra.

Il paziente non riferisce sintomatologia algi­ca e l’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

All’esame obiettivo del cavo orale si evidenzia­no depositi di placca e tartaro e tumefazione del pavimento orale di destra, con apparente aumento di volume della ghiandola sotto­mandibolare. Le mucose appaiono normo-idratate ma lievemente iperemiche specie a livello dello sfintere del dotto di Wharton.

Alla palpazione si riscontra la presenza di una neoformazio­ne di consistenza dura, mobile rispetto ai piani sottostanti a livello del pavimento orale di destra, in corrispondenza del terzo anteriore del dotto escretore della ghiandola sottomandibolare. Si decide pertanto di procedere a inquadramento diagnostico mediante in­dagini strumentali.

Alla TC Cone Beam si osserva la presenza di una lesione radiopaca, di forma cilindrica, di asse maggiore di circa 3 cm, localizzata a livello del terzo anteriore del dotto di Warthon.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 147

Giunge alla attenzione dei clinici un paziente di 10 anni per consulenza specialistica riguardo all’insorgenza, da circa un mese, di una lesione asintomatica sita sul ventre linguale.

Il paziente riferisce cicliche variazioni dimensionali della lesione, con alternanza di periodi di remissione e ricomparsa.

L’anamnesi patologica remota risulta negativa per patologie e allergie.

All’esame obiettivo intraorale è possibile apprezzare una neoformazione sessile, cupoliforme, a localizzazione sottomucosa, di circa 10 mm di diametro, di colore traslucido, situata in posizione mediana sul ventre linguale. La mucosa sovrastante appare di aspetto fisiologico.

Alla palpazione la neoformazione si presenta di consistenza diminuita, mobile rispetto ai piani sottostanti e non dolente. Anche il resto delle mucose orali risulta indenne da lesioni di significato patologico.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 148

Una paziente di 26 anni si presenta alla nostra attenzione presso il pronto soccorso odontoiatrico della clinica Universitaria Giorgio Vogel (ASST Santi Paolo e Carlo, Presidio Ospedaliero San Paolo, Università degli studi di Milano) lamentando forte fastidio e intenso bruciore alla lingua e la presenza di lesioni ulcerative a carico del dorso, del ventre linguale e sul pavimento orale comparse da circa 2 giorni.

La paziente riferisce, inoltre, difficoltà ad alimentarsi e a parlare per la severa sintomatologia. L’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

La paziente non riferisce l’assunzione di farmaci nel periodo precedente alla comparsa delle lesioni. All’esame obiettivo si rileva la presenza di piccole ulcerazioni confluenti, circondate da un alone eritematoso, diffuse al bordo, al dorso e al ventre linguale, nonché al pavimento orale.

Il dorso linguale appare, inoltre, rivestito da una patina bianca asportabile ascrivile a deposito di placca, quale risultato della scarsa igiene orale per il quadro clinico in atto.

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Una paziente si presenta ai clinici per la valutazione di un corpo estraneo intensamente radiopaco presente nel seno mascellare destro. La paziente non aveva mai avuto alcun sintomo. Tuttavia, durante una visita, alla quale si era presentata con un’ortopantomografia recente, l’odontoiatra aveva ritenuto opportuno riferirla ai clinici per un approfondimento, vista anche l’intensa reazione infiammatoria visibile radiograficamente.

La paziente, in buona salute, non assumeva alcun farmaco e riferiva solo di essere allergica al tramadolo.

L’arcata mascellare destra appariva parzialmente edentula, con assenza degli elementi da 1.4 a 1.8 e presenza di un impianto osteointegrato in sede edentula 1.4. Durante la prima visita in patologia orale è stata eseguita una radiografia endorale in sede 1.4, dalla quale non si è riscontrata alcuna lesione.

Clinicamente, la zona edentula era rosea, priva di soluzioni di continuo o lesioni.

Vista la situazione clinica, l’età e la buona salute della paziente, si è deciso di intervenire con la rimozione chirurgica del corpo estraneo in anestesia locale.

In foto il pre e il post trattamento

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 150

Un paziente di anni 74 si presenta all’osservazione dei clinici, inviato dal proprio odontoiatra curante, per la presenza di una neoformazione a livello della cresta edentula mandibolare in zona paramediana de­stra. Il paziente riferiva che la lesione era presente da 4 mesi e l’aumento progressivo delle dimensioni comportava fastidio nel portare la protesi totale mobile inferiore, ad ancoraggio im­plantare.

All’anamnesi il paziente riferisce di essere affetto da morbo di Par­kinson (trattato con selegilina cloroidrato 5 mg e levodopa e ben­serazide cloroidrato 250 mg) e di assumere i seguenti farmaci: tamsulosina cloridrato 0,4 mg per iperplasia prostatica benigna, ramipril 2,5 mg, escitalopram 10 mg e bromazepam.

Il paziente riporta come ultimo intervento odontoiatrico l’inserimento di 2 impianti mandibolari tre anni prima.

All’esame obiettivo la lesione si presenta come massa esofiti­ca, sessile e non dolente. Il diametro era di 4 cm circa con margi­ni netti e intensa flogosi del tessuto perilesionale.

La massa si estende dalla linea mediana mandibolare alla su­perficie mesiale dell’impianto di destra; la mucosa circostante risulta infiammata ed è apprezzabile lo stampo della protesi mobile inferiore.

La TC dentalscan pre-operatoria mostra un’area di osteolisi di 10,05x20,64 mm estesa alla corticale vestibolare.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 150

Un paziente di anni 74 si presenta all’osservazione dei clinici, inviato dal proprio odontoiatra curante, per la presenza di una neoformazione a livello della cresta edentula mandibolare in zona paramediana de­stra. Il paziente riferiva che la lesione era presente da 4 mesi e l’aumento progressivo delle dimensioni comportava fastidio nel portare la protesi totale mobile inferiore, ad ancoraggio im­plantare.

All’anamnesi il paziente riferisce di essere affetto da morbo di Par­kinson (trattato con selegilina cloroidrato 5 mg e levodopa e ben­serazide cloroidrato 250 mg) e di assumere i seguenti farmaci: tamsulosina cloridrato 0,4 mg per iperplasia prostatica benigna, ramipril 2,5 mg, escitalopram 10 mg e bromazepam.

Il paziente riporta come ultimo intervento odontoiatrico l’inserimento di 2 impianti mandibolari tre anni prima.

All’esame obiettivo la lesione si presenta come massa esofiti­ca, sessile e non dolente. Il diametro era di 4 cm circa con margi­ni netti e intensa flogosi del tessuto perilesionale.

La massa si estende dalla linea mediana mandibolare alla su­perficie mesiale dell’impianto di destra; la mucosa circostante risulta infiammata ed è apprezzabile lo stampo della protesi mobile inferiore.

La TC dentalscan pre-operatoria mostra un’area di osteolisi di 10,05x20,64 mm estesa alla corticale vestibolare.

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Patologia orale - Odontoiatria33 - Test diagnostico 151

Un paziente di 46 anni si presenta all’attenzione dei clinici, inviato dal medico curante per la presenza di una lesione gengivale persistente da circa 8 mesi, asintomatica e con segni di sanguinamento intermittente.

Il paziente, ex fumatore, presenta in anamnesi un infarto cardiaco avvenuto circa 3 anni prima, operato con il posizionamento di 4 stent cardiaci ed è, inoltre, affetto da ipertensione arteriosa.

L’anamnesi farmacologica riporta l’assunzione di acido acetilsalicilico a basse dosi, atorvastatina, patoprazolo, bisoprololo e amlodipina.

All’esame obiettivo si rileva la presenza di una lesione in sede gengiva aderente nel versante linguale del III quadrante, in corrispondenza degli elementi 3.3-3.4.

La lesione si presenta esofitica, papillomatosa, a base di impianto sessile, di consistenza molle, di colore roseo-biancastro, non dolente alla palpazione e di diametro di circa 1 cm.

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Un paziente maschio di anni 34 giunge all’attenzione dei clinici, inviato dal proprio odontoiatra, al fine di indagare un’area di dise­pitelizzazione del dorso linguale insorta da una settimana

Non ricorda di avere subito traumi meccanici o termici a carico della zona e riferisce un lieve bruciore all’assunzione di cibi caldi e aci­di.

L’esame obiettivo evidenziava un’area non epitelizzata ben circoscritta e delimitata sulla linea mediana del dorso linguale di 2x3 mm, compatibile con una lesione traumatica o termica.

Si è quindi consigliato al paziente di tornare in visita a distanza di 10 giorni. Al controllo la lesione risultava ingrandita (10x6 mm), pal­pabile e con consistenza dura.

Si osservava, inoltre, un alone biancastro ai margini della lesione con una vasta area periferica di disepitelizzazione. Si associava, inoltre, un ingrossa­mento dei linfonodi latero-cervicali del collo che risultavano mo­bili e dolenti. Non era presente piressia.

Preoccupato dalla rapi­dità di insorgenza, dalla grandezza della lesione e dalla compar­sa di un ingrossamento linfonodale inguinale nell’ultima settima­na, il paziente riferiva di essersi rivolto anche al proprio medico curante che lo indirizzava per una visita specialistica dermatolo­gica.

Esprimeva, inoltre, il desiderio di eradicare totalmente la le­sione linguale in quanto causa di forte stress e preoccupazione per il rischio che si potesse trattare di un carcinoma.

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Una paziente di anni 67 riferisce ai clinici diversi episodi ascessuali a livello del mascellare superiore sinistro, trattati con terapia antibiotica.

L’anamnesi medica evidenzia fibrillazione atriale in terapia con dicumarolici e terapia antipertensiva. Non sono riferite allergie.

All’esame obiettivo del cavo orale sono presenti le radici degli elementi 14, 12, 21 e 22.

Le mucose non mostrano alterazioni significative di forma o colore. I dotti salivari sono pervi e la mobilità linguale è conservata.

Alla palpazione nel contesto di guance, labbra, lingua e pavimento orale non sono apprezzabili alterazioni.

A livello cutaneo, in corrispondenza del solco naso-genieno sinistro, è presente una piccola area arrossata e rilevata con una depressione centrale.

Alla palpazione la lesione non è dolente, è fissa ai piani profondi ma limitata nell’estensione. A livello della depressione centrale è apprezzabile un’invaginatura sondabile con un accesso ai piani sottostanti. Non si osserva alcun drenaggio.

La paziente riferisce che tale lesione è comparsa da diversi mesi. L’indagine radiografica con ortopantomografia pone in evidenza i residui radicolari e un’alterazione con lieve radiotrasparenza all’apice dell’elemento 22.

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Una paziente di anni 83, già nota ai clinici per storia di gengivite desquamativa diagnosticata istologicamente come lichen planus orale, giunge in urgenza lamentando notevole riacutizzazione della sintomatologia a livello delle mucose orali.

La paziente, non fumatrice e astemia, segue una dieta mista con consumo quotidiano di frutta e verdura. L’anamnesi medica risulta positiva per osteoporosi, in terapia con denosumab.

All’esame obiettivo intraorale si evidenziano numerose papule biancastre, confluenti a formare placche, in corrispondenza di fornice e gengiva vestibolare dell’arcata superiore, terzo posteriore delle mucose geniene e fornice inferiore.

La paziente riferisce di avere iniziato da circa 4 settimane ad applicare clobetasolo 0,05% gel sulle gengive e identifica in questa terapia la causa dell’esacerbazione della sintomatologia orale.

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Un paziente di anni 25 richiede una consulenza odontostomatologica per la persistenza in arcata di tre dei quattro canini decidui con annessa mancata eruzione dei corrispondenti permanenti

Ottenuto il consenso informato si esegue un’ortopantomografia (OPT) che evidenzia, oltre all’inclusione di 2.3, 4.3 e 1.3, la presenza di lesioni multiple radiopache e radiotrasparenti.

Come esame di secondo livello si richiede una tomografia computerizzata (TC cone beam) che conferma e definisce meglio le lesioni evidenziate dall’OPT.

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Un paziente di anni 92 giunge all’osservazione dei clinici, riferendo la presenza da circa una settima­na di dolore e gonfiore a livello della gengiva inferiore.

L’anam­nesi patologica remota risulta positiva per osteoporosi primaria in terapia con clodronato, ipertensione arteriosa e ipertrofia pro­statica benigna.

All’esame obiettivo del cavo orale si riscontra la presenza di una neoformazione, esofitica, sessile, di colore ros­so-bluastro, di diametro maggiore di circa 2,5 cm, localizzata a livello della sella edentula in regione corrispondente all’elemen­to 41. Si riscontra, inoltre, un quadro di parodontopatia diffusa, con abbondanti depositi di placca e tartaro e numerosi elementi dentari mancanti. In seguito a un’attenta valutazione clinica si evidenzia mobilità patologica degli elementi 42 e 43.

Tutti gli elementi dell’arcata inferiore risultano vitali a eccezione dell’elemento dentario 42. Tale elemento si presenta, inoltre, do­lente alla percussione.

Si decide di eseguire un’ortopantomo­grafia delle arcate dentarie e una rx endorale periapicale dalle quali è possibile rilevare un diffuso riassorbimento osseo oriz­zontale generalizzato e una radiotrasparenza apicale dell’ele­mento 42 estesa anche alla base della neoformazione.

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Giunge all'attenzione dei clinici una ragazza di 13 anni, inviata dal proprio odontoiatra, per la valutazione di una tumefazione di consistenza dura-lignea a carico della regione mascellare destra, lentamente progressiva nell’ultimo anno.

L'esame clinico intraorale e la palpazione manuale dimostrano la presenza di una massa dura, di consistenza simil-ossea, associata all'assenza dell'elemento dentale 1.6 a livello del mascellare destro.

La giovane paziente si presenta in ottime condizioni cliniche, negativa l'anamnesi farmacologica e patologica remota. Gli unici disturbi riferiti erano collegati alla tumefazione presente a livello del cavo orale.

La paziente porta in visione rx ortopanoramica mostrante un'area radiopaca ben definita a livello mascellare presso la regione dell'elemento 1.6, in inclusione totale, e un'area radiotrasparente similcistica mandibolare posta tra gli apici degli elementi dentali 4.4 e 4.5.

L'esame radiologico in associazione all'anamnesi poneva l'indicazione a procedere con l'iter diagnostico mediante esame TC senza m.d.c. delle arcate superiori e inferiori.

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Un paziente di 45 anni si presenta all’osservazione dei clinici per la valutazione di un’ipercheratosi diffusa a carico delle mucose dei bordi laterali e dei relativi versanti ventrali della lingua.

Le lesioni, presenti da circa 6 mesi, sono aumentate di dimensione nel corso del tempo, pur rimanendo confinate esclusivamente alla lingua. Il paziente riferisce una moderata sensazione di bruciore, ma non assume farmaci e la sua anamnesi patologica è negativa.

All’esame obiettivo locale si evidenzia la presenza, bilaterale e simmetrica, di lesioni bianche con aspetto rilevato sui bordi laterali della lingua.

Di interesse clinico risultano subito importanti due aspetti: il paziente non è fumatore, non ha mai fumato in passato, e non consuma nessun tipo di alcolico; in secondo luogo, a un’osservazione visiva più attenta e ingrandita si evidenzia un aspetto corrugato della lesione, con accentuazione delle strie e dei solchi verticali del margine laterale della lingua in seguito al fenomeno di ipercheratosi marcata (aspetto “a fisarmonica”).

In accordo con il paziente, si procede a biopsia incisionale e a successivo esame istopatologico per la formulazione della diagnosi.

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Una paziente di 26 anni si presenta alla attenzione dei clinici, lamentando forte fastidio e intenso bruciore alla lingua e la presenza di lesioni ulcerative a carico del dorso, del ventre linguale e sul pavimento orale comparse da circa 2 giorni.

La paziente riferisce, inoltre, difficoltà ad alimentarsi e a parlare per la severa sintomatologia.

L’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

La paziente non riferisce l’assunzione di farmaci nel periodo precedente alla comparsa delle lesioni.

All’esame obiettivo si rileva la presenza di piccole ulcerazioni confluenti, circondate da un alone eritematoso, diffuse al bordo, al dorso e al ventre linguale, nonché al pavimento orale.

Il dorso linguale appare, inoltre, rivestito da una patina bianca asportabile ascrivile a deposito di placca, quale risultato della scarsa igiene orale per il quadro clinico in atto.

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Un paziente di anni 60 si sottopone a visita, lamentando la presenza di una neoformazione biancastra e rilevata localizzata nel ventre anteriore destro della lingua.

Riporta, inoltre, di avere notato un lento ma progressivo aumento delle dimensioni della lesione in oggetto.

L’anamnesi medica risulta negativa per patologie sistemiche attuali o pregresse.

All’esame obiettivo la lesione si presenta come un’escrescenza rilevata biancastra di circa 0,5 cm con evidenti digitazioni lunghe e papillari. La lesione appare ben delimitata dai tessuti circostanti e il passaggio tra mucosa linguale sana e lesione è assolutamente netto.

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Un paziente maschio di 12 anni, in buone condizioni di salute generale, giunge all’osservazione dei clinici, riferendo la comparsa, a seguito di un accidentale evento traumatico, di una neoformazione a livello del terzo an­teriore della mucosa geniena destra.

Tale lesione si presenta asintomatica e ha mostrato una rapida e progressiva crescita dal momento della sua insorgenza, avvenuta circa un mese addietro.

L’anamnesi medica è negativa per patologie croniche, terapie mediche e allergie ok

All’esame obiettivo intra-orale la neoformazione appare roton­deggiante, multilobata, di colore rosso-roseo disomogeneo, a base peduncolata con stretta superficie di impianto.

La lesione presenta un diametro di circa 2 cm e mostra una consistenza te­so-elastica alla palpazione.

Non si apprezzano altre alterazioni di forma o colore a carico delle restanti mucose orali.

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Un paziente di anni 92 giunge all’attenzione dei clinici, riferendo la presenza da circa una settima­na di dolore e gonfiore a livello della gengiva inferiore.

L’anam­nesi patologica remota risulta positiva per osteoporosi primaria in terapia con clodronato, ipertensione arteriosa e ipertrofia pro­statica benigna.

All’esame obiettivo del cavo orale si riscontra la presenza di una neoformazione, esofitica, sessile, di colore ros­so-bluastro, di diametro maggiore di circa 2,5 cm, localizzata a livello della sella edentula in regione corrispondente all’elemen­to 41.

Si riscontra, inoltre, un quadro di parodontopatia diffusa, con abbondanti depositi di placca e tartaro e numerosi elementi dentari mancanti. In seguito a un’attenta valutazione clinica si evidenzia mobilità patologica degli elementi 42 e 43.

Tutti gli elementi dell’arcata inferiore risultano vitali a eccezione dell’elemento dentario 42. Tale elemento si presenta, inoltre, do­lente alla percussione.

Si decide di eseguire un’ortopantomo­grafia delle arcate dentarie e una rx endorale periapicale dalle quali è possibile rilevare un diffuso riassorbimento osseo oriz­zontale generalizzato e una radiotrasparenza apicale dell’ele­mento 42 estesa anche alla base della neoformazione.

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Un paziente di 47 anni in buone condizioni di salute generale viene visitato presso il Servizio di Medicina orale dell’Unità ope­rativa di Odontostomatologia II dell’ASST Santi Paolo e Carlo. L’anamnesi medica è negativa per patologie croniche, terapie mediche e allergie.

Il paziente, asintomatico, riferisce riscontro occasionale da par­te del proprio odontoiatra di una neoformazione della mucosa gengivale in corrispondenza del tuber mascellare di destra, comparsa da circa 1 mese.

All’esame obiettivo intraorale la neoformazione appare roton­deggiante, di colore disomogeneo (rosa-rosso-violaceo), pe­duncolata con larga base di impianto. La lesione presenta le di­mensioni di circa 2,5 cm di diametro maggiore. Alla pal­pazione risulta di consistenza diminuita, asintomatica e facile al sanguinamento. Non si apprezzano altre alterazioni di forma o colore delle mucose orali.

Alla radiografia endorale si evidenzia area di lieve erosione os­sea del tuber mascellare, distale all’elemento 2.7.

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Una pa­ziente di 73 anni giunge all’osservazione dei clinici, riferendo dolore persistente alle gengive e alla mucosa geniena destra da circa due settimane.

In seguito a terapia con collutorio a base di clorexidina digluconato la pazien­te non riscontrava particolari be­nefici.

In anamnesi veniva riporta­ta una precedente diagnosi istolo­gica di malattia da IgG4, ottenuta tramite biopsia delle ghiandole la­crimali.

In seguito all’esame obiettivo in­traorale, si dimostrava la presenza di leggeri accumuli di placca e tar­taro, un quadro di erosione dell’e­pitelio gengivale a livello di tutti i quadranti, clinicamente compati­bile con gengivite desquamativa, e una lesione ulcerata a livello del­la mucosa geniena di destra.