PREMESSE
IL CUORE NUOVO E’ IL NUCLEO CENTRALE
DELL’ETICA CRISTIANA
MA E’ LA COMUNICAZIONE DELLA VITA NUOVA DI GESU’ RISORTO.
QUESTO
E’ IL PRINCIPIO
TEOLOGICO
CHE SOSTIENE
LA CATECHESI
ED E’ ANCHE
IL SUO SCOPO
PER QUESTO L’ETICA NELLA CATECHESI NON PUO’ ESSERE FRUTTO DI UN MERO INSEGNAMENTO
PREMESSA
Ora leggiamo Haring dal basso verso l’alto.
1. Società dell’homo homini lupus
2. Scoperta di un cuore nuovo nell’amore
3. Possibilità di una vita felice
4. Possibilità di un futuro buono per l’umanità
Incominciamo con un interrogativo:
nell’educazione dei bambini…
scegliamo l’etica
cioè il buono /il dovere
o
l’estetica,
cioè il bello / il piacere ?
DEVO,
È BUONA COSA CHE STUDI…
O
MI PIACE,
È PIÙ BELLO GIOCARE
Ognuno risponda per sé
?
ETICA (BUONO) (BELLO) ESTETICA
In effetti, tra il buono e il bello c’è una connessione profonda
(Kalòs kai agatòs dicevano gli antichi
=
Il buono è compagno del bello)
Altrimenti
rigida, un insieme di divieti sterile e privatistica
Occorre coniugare etica ed estetica, cioè riconoscere la bellezza
la quale, suscitando meraviglia, gratitudine e gioia, faccia nascere l’etica,
cioè l’attenzione e la cura della vita, soprattutto per ciò che riguarda i più deboli e bisognosi, come le persone con disabilità: così hanno agito i santi.
In realtà, secondo la teoria dell’opposizione polare di Romano Guardini, gli opposti si attraggono, sono complementari.
Etica o estetica?
«Educare significa dare
pane e rose» dice il Freinet: bontà e bellezza.
RIVOLGIAMOCI ALLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
E’ importante, non marginale … perché?
Perché, permettendoci di conoscere meglio il bambino, é funzionale alla programmazione di percorsi di catechesi efficaci,
ma soprattutto perché
l’esperienza umana, il vissuto, è parte integrante della catechesi.
Inoltre non tenere conto dei bisogni di crescita e pretendere l’adesione alle mete ideali dell’adulto può generare sensi di colpa e di vergogna e questo processo potrebbe influire anche sul rapporto del bambino con Dio.
l’identità umana è profondamente relazionale
Secondo le ricerche psicologiche attuali…
Infatti i sentimenti empatici e il comportamento altruistico sono presenti nel bambino fin dalla prima infanzia: sono predisposizioni innate, destinate a crescere ed evolversi…
Che cos’è l’uomo?
(Brain storming: proviamo a dire la prima parola che ci viene in mente)
Psicologia dello sviluppo
Che cos’è l’empatia?
E’ la capacità innata di intercettare gli stati d’animo degli altri
Essa ha delle basi biologiche
…che si trovano nei neuroni a specchio o mirror neurons
…scoperti negli anni ’80 /’90
dal prof. Rizzolatti con la sua équipe
Essi permettono di comprendere e imitare le azioni degli altri.
Consistono in un sistema di scambi a livello neurologico, chiamato legame empatico…
…il quale è alla base del comportamento altruistico
…a sua volta presupposto del comportamento etico.
Neuroni a specchio o legame empatico
Comportamento altruistico
Comportamento etico
Psicologia dello sviluppo
Il sistema dei neuroni a specchio è decisivo perché ci sia un’esperienza comune, all'origine della capacità di agire come soggetti sociali.
Imitazione, comunicazione, possibilità di cogliere le emozioni sono correlate ad aree che hanno proprietà specchio e hanno un riscontro nell'attivazione di specifici circuiti specchio.
L’empatia collega quindi identità e alterità
TU
IO
CONFERENDO LA CAPACITÀ DI ATTRIBUIRE
STATI MENTALI A SÉ E AGLI ALTRI,
DI CAPIRE PENSIERI E DESIDERI DIVERSI DAI PROPRI
E DI PREVEDERE ENTRO UN CERTO LIMITE LE AZIONI ALTRUI
Identità e alterità dal canto loro consentono di entrare in rapporto empatico senza confondersi
Quali sono le condizioni per lo sviluppo dell’empatia e dell’altruismo? Eccole
dal quale deriva
la possibilità di un attaccamento
sicuro
L’adulto che ha un atteggiamento
empatico
si sintonizza
con i bisogni
e gli stati d’animo
del bambino
assume un comportamento
responsivo
Empatia
In seguito…
Psicologia dello sviluppo
Apriamo una parentesi. Empatia e rete
Oggi i bambini sono precocemente interconnessi
(attraverso Internet, you tube, videogiochi … Si tratta di canali emozionali molto significativi)
In questa situazione, il bambino è in grado di sviluppare empatia, oppure la sua comunicazione è superficiale e narcisistica?
Come collegare corpo e rete?
Vedi a questo proposito I colori delle emozioni nel blog mariarosatettamanti.it
21
Occorrono forme di educazione morale
concrete (far provare, sperimentare!) e comprensive degli aspetti emozionali
Psicologia dello sviluppo
… ed è stimolata dall’azione educativa
Da che cosa dipende il comportamento etico, oltre ad avere, come abbiamo visto, delle precise basi psicologiche e neurologiche?
Dipende dalla conoscenza dei valori, dalla volontà di realizzarli
e dalla maturazione delle varie componenti della persona
…una maturazione che segue tappe e ritmi
…in cui la conoscenza non basta, le nostre parole non bastano: occorre mettere in relazione o in conflitto i fattori sensoriali, emotivi e cognitivi.
La formazione della coscienza infatti è frutto di un complesso processo di apprendimento, che incomincia nell’età infantile con lo sviluppo della coscienza prosociale, dalla quale deriva
uno stile di relazione che si chiama comportamento prosociale
risultante di molti fattori tra cui
l’empatia, l’autocontrollo, il superamento di aggressività, passività e competitività, la capacità d’individuare e risolvere problemi, l’assertività.
richiede una sufficiente autostima
… perché chi si sente inferiore agli altri e non riconosce le sue qualità e potenzialità non può vedere l’altro come valore e cerca di assoggettarlo o di assoggettarsi a lui.
La coscienza prosociale
Psicologia dello sviluppo
Stile educativo eterodirigente
con motivazioni solo estrinseche,
concretizzate con l’uso di
ammonizioni, ricompense e punizioni
x ottenere obbedienza in modo
rapido ed efficIente
Totale dipendenza
tendenza all’imitazione
Le regole
causato da…
Insegnamento etico limitato agli aspetti cognitivi e orientato…
+ a reprimere che a sviluppare ;
+ a trasmettere in modo autoritario le regole che a farle interiorizzare attraverso la condivisione (vedi relazione sulla gestione del gruppo);
+ a far conoscere i principi ideali che a far acquisire strategie per superare le situazioni conflittuali concrete (vedi la relazione sulla gestione del gruppo e l’appendice sul gioco e sulle attività relazionali).
Nel comportamento prosociale le regole sono…
una componente fondamentale del contenimento.
Servono per sviluppare le competenze sociali, cioè per interagire in modo fecondo e gratificante con gli altri.
Nell’apprendimento delle regole esiste tuttavia il rischio dell’adattamento acritico
Psicologia dello sviluppo
Giudica senza sforzi per comprendere.
Induce i bambini a pensare che sbagliando perdono il suo affetto.
Viaggio nell’etica dell’errore e della riconciliazione
DI CONSEGUENZA
I bambini negano, mentono, si sentono in colpa.
LA
C
A
T
E
C
H
I
S
T
A
S
O
L
O
E
T
I
C
A
Facilmente ci si allontana da Dio. Un controllo troppo rigido è fallimentare!
Il senso di colpa
E’ rivolto al passato, Non offre nessuna possibilità di
cambiamento, generando un senso
di impotenza. Mina l’autostima.
Non offre il perdono e quindi non dà la possibilità di perdonare. Comunica un’immagine falsa di Dio, lontana dalla misericordia.
ESITO
Il bambino acquisisce un’immagine di sé negativa ( può diventare nemico di sé stesso). In lui insorgono il bisogno di autopunirsi e/o un comportamento altruistico compulsivo, per espiare o garantirsi l’approvazione.
Psicologia dello sviluppo
DI CONSEGUENZA
i suoi bambini sono liberi di sperimentare, aperti al confronto, tolleranti, responsabili, pronti a correre il rischio di crescere.
Fa capire che si può sbagliare, correggersi ed essere perdonati, senza minimizzare
Al contrario, la catechista “etica + estetica”
è possibile sbagliare senza sentirsi sbagliati.
riconosce che l’errore è parte integrante del processo di crescita
Accoglie tutte le emozioni e riflette serenamente sulle motivazioni e sulle conseguenze dei comportamenti.
quindi
Errore e riconciliazione
Psicologia dello sviluppo
Piaget e Kohlberg
Il giudizio morale nel bambino: che cos’è
=
si tratta dei parametri secondo i quali il b/o giudica buono o cattivo un atto o un atteggiamento . Parametri studiati da…
+
neuroscienze
+
ricerche sullo sviluppo e gestione delle emozioni
+
psicologia sociale
Psicologia dello sviluppo
Sviluppo del giudizio morale
Jean Piaget
La capacità di riconoscere e di rispettare le regole, aspetto importante del comportamento morale, si sviluppa attraverso
diversi stadi
…dipendenti
1. dalla maturazione
cognitiva, attraverso la quale si supera l’egocentrismo mentale; 2. dalla maturazione socio/affettiva, in quanto acquisizione della capacità empatica e collaborativa.
Primi stadi
appartengono ad una morale eteronoma (cioè a regole date dall’esterno, quindi non modificabili).
Ultimo stadio
sfocia nella morale autonoma.
Il bambino non pensa come l’adulto, nemmeno in campo morale.
Vedi Rimanete in me e io in voi, p. 167
Psicologia dello sviluppo
La storia di Piaget per testare il realismo nello sviluppo del giudizio morale dei bambini
“Un fratellino e una sorellina sono a casa da soli, perché la mamma è uscita, raccomandando di comportarsi bene e di non combinare guai. Il maschietto vuole la marmellata, che la mamma ha nascosto dietro i piatti. Disobbedendo, il bambino cerca di prendere il vasetto della marmellata, ma nel farlo fa cadere un piatto che si rompe.
La sorellina invece vuole fare una bella sorpresa alla mamma e si mette a lavare i piatti nel lavandino. Purtroppo, mentre li sta riponendo, sei piatti cadono e si rompono. Chi è più colpevole, chi è stato più cattivo?”
Il bambino che abita ancora i territori del realismo morale (almeno fino agli 8 anni) dirà: “La bambina, perché ha rotto più piatti”. Il piccolo non vede le intenzioni del soggetto, ma solo le conseguenze concrete dei fatti.
Psicologia dello sviluppo
Con la capacità del ragionamento astratto, le regole vengono codificate e viste come la struttura della cooperazione. (11 / 12 anni)
Ancora Jean Piaget
Evoluzione del rapporto tra bambino e regole del gioco
All’inizio il gioco è individualista e senza regole / più che altro uno sfogo psicomotorio
In un secondo momento, si accettano le regole perché imposte (eteronome) e quindi intoccabili (6-8 anni)
Si scopre la convenzionalità delle regole, fondata sul consenso dei giocatori, e quindi suscettibili di modifiche purché rispettose dell’accordo tra i partecipanti e della parità delle condizioni di partenza. (9-10 anni c/).
Interviene poi il principio di reciprocità (Do ut des): mi comporto bene con gli altri, osservando le regole, così gli altri si comportano bene con me.
Sviluppo del giudizio morale
Vedi M. Tettamanti, Sviluppo del giudizio morale ed esame di coscienza, pp. 165 ss.
Psicologia dello sviluppo
Si va
dall’eteronomia
all’autonomia
ATTRAVERSO
TENDENZE DI
SVILUPPO
NON
STRETTAMENTE
LEGATE ALL’ETÀ
E NON
ESCLUDENTISI
A VICENDA
Psicologia dello sviluppo
Lawrence Kohlberg - La scala evolutiva del ragionamento morale
Il dilemma di Heinz
In Europa una donna stava per morire per un tipo particolare di cancro. C’era una medicina che i dottori pensavano potesse salvarla. Era un derivato del radium che un farmacista della stessa città aveva scoperto recentemente. Questa medicina costava molto, ma il farmacista chiedeva dieci volte di più di quello che costava a lui farla. Egli pagò 200 dollari per il radium e ne chiese 2000 per una piccola dose. Il marito della signora malata, Heinz, andò da tutti quelli che conosceva per chiedere del denaro in prestito, ma riuscì a mettere insieme solo 1000 dollari cioè la metà di quello che costava il farmaco. Egli disse al farmacista che sua moglie stava morendo e gli chiese di fargli uno sconto o di lasciargli pagare il farmaco in un secondo momento. Ma il farmacista disse: «No, ho scoperto la medicina, e voglio diventare ricco con quella». Così Heinz disperato fece irruzione nel negozio per rubare la medicina per sua moglie. Avrebbe dovuto farlo? Perché?
Questa è la storia più famosa dello psicologo americano Lawrence Kohlberg, attraverso la quale egli, trent’anni dopo il Piaget, poté identificare tre livelli di sviluppo del ragionamento morale (il pre convenzionale, il convenzionale e il post convenzionale) ciascuno diviso in due stadi. Il dilemma veniva raccontato ai soggetti della sua ricerca e seguito da un’intervista semi-strutturata. Egli condusse ricerche analoghe in altre civiltà, ottenendo ovunque gli stessi risultati. Lo stesso autore ricorda che giudizio morale e comportamento morale non sono la stessa cosa e non vanno di pari passo.
Tu che cosa risponderesti e come motiveresti la tua risposta?
Per il bambino, un’azione è positiva o negativa in base alle conseguenze concrete, indipendentemente dalle intenzioni di chi la compie: obbedire, rispettando il potere, ed evitare le punizioni sono valori in sé. La legge vale fino a quando l’adulto è presente (fino a circa 8 anni, vedi anche l’eteronomia secondo Piaget).
Per il bambino sono buone le azioni che soddisfano i bisogni personali e occasionalmente quelli altrui. Nelle relazioni, vale la legge della reciprocità strumentale (6-8 anni, vedi anche Piaget: Do ut des). Non sono ancora evidenti le intenzioni (vedi Piaget)
Il comportamento buono è conformista, cioè è approvato dagli altri. Comincia a essere evidente l’intenzionalità.
L’orientamento etico è verso l’autorità, la convenzionalità (Piaget), la legalità e il mantenimento dell’ordine sociale fine a se stesso. È importante compiere il proprio dovere, osservando le regole. (Nell’età scolare si rileva a questo proposito un certo «legalismo»).
È corretta un’azione che rispetta i diritti generali dell’individuo e gli standard accettati per consenso dalla società, cioè per contratto sociale. Per il resto, il giusto è oggetto di opinioni personali: vige cioè il relativismo dei valori.
Lawrence Kohlberg
La scala evolutiva del ragionamento morale
1a
1b
2a
2b
3a
3b
Vedi M. Tettamanti, Amatevigli uni gli altri come io ho amato voi, pp. 165 ss.
PARTENZA
L’individuo approda ai principi etici di giustizia universale, uguaglianza dei diritti umani, dignità della persona, ritenuti validi indipendentemente dal consenso altrui. L’autonomia morale è totale.
Di che cosa dobbiamo tenere conto durante l’azione educativa?
Soprattutto di quattro cose:
attraverso il confronto e la discussione tra pari o con adulti significativi;
3) è importante capire in quale stadio del giudizio o del ragionamento morale si trovi il bambino, per aiutarlo, attraverso l’induzione di uno squilibrio cognitivo, a salire un solo gradino per volta;
4) i bambini con disabilità intellettive seguono, anche nello sviluppo del giudizio morale, percorsi di durata diversa, spesso in concomitanza con la maturazione cognitiva; per i bambini con disturbi del comportamento (iperattività, disturbo oppositivo provocatorio, disturbo della condotta) il rapporto con le regole è molto difficile e il percorso verso un comportamento etico accettabile è irto di difficoltà. (A questo proposito vedi M. Tettamanti, Criticità e risorse del gruppo di catechesi nella comunità educante, pp. 151-192).
Sviluppo del giudizio morale
Psicologia dello sviluppo
e di ciò che l’uomo è
Etica cristiana ed educazione morale
Esiste però un rischio: l’educazione morale, all’interno dell’etica cristiana, è in bilico tra due pericoli dipendenti da due concezioni sbagliate di Dio.
un Dio che castiga
un Dio funzionale ai desideri, che protegge, ama sempre, non chiede niente
Concezione dalla quale scaturiscono una religiosità eteronoma e repressiva
e un’etica orientata a evitare la punizione anziché a compiere il bene.
Concezione dalla quale scaturiscono una religiosità narcisistica
e un’etica incapace di oblatività.
E allora che cosa possiamo fare?
Educazione morale nella catechesi
CI RIVOLGIAMO A GESÙ.
UN DOTTORE DELLA LEGGE GLI CHIESE:
«Qual è il più grande dei comandamenti?»
Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.
Etica cristiana ed educazione morale
Educazione morale nella catechesi
Educazione morale nella catechesi
L G M E A E
(Anagramma e scopri!)
cioè la relazione con Dio e con i fratelli, così forte da sostenere ogni difficoltà e superare ogni confine, in quanto
FRUTTO DELLA GRAZIA!
Ciò che rende bella la vita è il…
Che cosa dice Gesù al dottore che lo interroga?
Risponde fermandosi alle regole?
No, Gesù dice: «Ama. Ama Dio e il prossimo».
Educazione morale nella catechesi
Entriamo nel testo
I rabbini erano propugnatori di una casistica legalista sottile e opprimente che consisteva in
248 ordini +
365 divieti =
613 comandamenti.
E che cosa fa Gesù? Prende il comandamento che riguarda l’amore di Dio dal Deuteronomio e quello che si riferisce all’amore per il prossimo dal Levitico e ne fa il fondamento di ogni altro precetto.
Un’assoluta liberazione: ci è andata bene!
Unendo questi due comandamenti, Gesù ci dice che, se ci apriamo all’amore di Dio, l’amore per il prossimo non potrà non fiorire dentro e fuori di noi. I due comandamenti sono simili perché l’amore per Dio e l’amore per il prossimo non differiscono né sul piano degli affetti né a livello dell’agire: se amo Dio e per questo voglio fare qualcosa per Lui ho una sola strada: amare e darmi da fare per il prossimo.
Etica cristiana ed educazione morale
Educazione morale nella catechesi
in questa società liquida e nella conseguente e spaventosa liquidità dei legami
Per conservare la speranza nel futuro,
bisogna vivere legami
positivi e forti,
che trovano garanzia nella fedeltà di Dio.
Allora si arriva a dire:
«É bello, mi piace vivere così:
NON devo
ma
POSSO E VOGLIO»,
passando senza soluzione di continuità dall’etica all’est-etica, dove l’etica è conservata, ma vissuta all’interno del bello che piace, cioè dell’amore ,cioè della Grazia.
EST ETICA
Questo vale soprattutto oggi…
NON C’É ESTETICA SENZA ETICA, MA NON CI PUÒ ESSERE UN’ETICA CRISTIANA SENZA L’ESTETICA, CIOÈ SENZA LA BELLEZZA DELLA GRAZIA.
Etica cristiana ed educazione morale
Educazione morale nella catechesi
Altruismo
Abbiamo visto che la formazione integrale della persona è sorretta da un movimento armonico di oscillazione tra due poli:
L’AMORE DI SÈ
L’AMORE PER GLI ALTRI
Ma come comunicare ai bambini che vale la pena amare gli altri ed essere altruisti?
Quali sono i messaggi che arrivano ai bambini a questo proposito?
Società attuale
Catechesi
Modelli e
massmedia
Sii furbo,
competitivo,
menefreghista
se vuoi vivere bene.
Lessico familiare
Pensa a te stesso!
Non aspettarti niente
dagli altri!
Il mondo è dei furbi
e dei prepotenti!
Gesù dice:
“Ama il prossimo tuo
come te stesso”.
Quindi bisogna amare tutti
come ha fatto Lui.
Gesù ci chiede di condividere
ciò che abbiamo
e di donare la nostra vita ai fratelli
È più bello dare che ricevere
IO
TU
Educazione morale nella catechesi
SOCIETÀ?
CATECHESI?
CHI ASCOLTO?
CHI SCELGO?
Il bambino è tra due fuochi
Sì, vale la pena essere altruisti… ma come comunicarlo?
Occorre cioè motivare al comportamento altruistico, unendo anche in questo caso l’etica all’estetica. Infatti…
Il catechista appare come una vittima del suo credo morale, per il quale bisogna sacrificarsi.
Il catechista è testimone di una vita
realizzata, gratificante,
anche se nello sforzo,
nella fatica,
nella disciplina
e nel sacrificio
La motivazione è forte:
è il miglioramento della vita,
cioè un surplus di felicità. Questo sì è un modello che si può imitare.
SOLO ETICA
ETICA + ESTETICA
Educazione morale nella catechesi
Educazione morale nella catechesi
2. ATTENZIONE A SCEGLIERE IL PERCORSO GIUSTO (CIOE’ IL CON TE! )
Un esempio nel quarto sussidio
Attraverso varie attività, che mettono in atto tutti i mediatori didattici, interpellando l’intelligenza multipla dei bambini, i ragazzi scoprono concretamente la legge di Dio come
una legge per volare
una legge amica.
I Comandamenti sono
dono / risposta al desiderio / rispetto reciproco e gioioso.
E poi le Beatitudini, segreto di felicità, e soprattutto la legge dell’Amore, concretamente vissuta dal buon Samaritano e da Madre Teresa di Calcutta, che si sono occupati specialmente dei fragili e dei bisognosi
=
ETICA + ESTETICA O ETICA FELICE
Per scendere sul pratico: la regola aurea in catechesi
Conclusione
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro:
questa infatti è la Legge e i Profeti. (Lc 7,12)
Questa è una massima di condotta che era già nota sia nel mondo rabbinico, soprattutto giudaico, sia nel mondo pagano, ed era conosciuta come “regola d’oro” o “regola aurea”. Qui però siamo in presenza di una differenza fondamentale. Sia tra i rabbini sia tra i pagani, infatti, questa massima era declinata nella forma negativa: “Non fare ad altri ciò che non vorresti venga fatto a te”. Gesù invece utilizza la formula positiva e questo è molto interessante, perché sul piano del vissuto la formula positiva è molto più impegnativa. Proviamo. “Io non voglio essere picchiato, violentato, deriso, umiliato… perciò non picchio, non violento, non derido, non umilio…” e ci mancherebbe, non è così difficile comportarsi in questo modo, vero? Ma provate a dire “Io voglio essere profondamente amato, costantemente aiutato, accettato per quello che sono, perdonato quando sbaglio, supportato… perciò amo profondamente, accetto gli altri così come sono, li perdono se mi offendono, li supporto in tutto e per tutto, li aiuto con costanza…” Eh… qui le cose si fanno difficili mi sa.
Come sempre Gesù alza le asticelle e ci chiede di saltare più in alto rispetto ai non cristiani, più in alto nell’amore ovviamente. «Non solo la legge» dice Gesù «ma anche la parola dei profeti si può riassumere nel fare agli altri ciò che vorremmo venga fatto a noi». Una verità dirompente di una semplicità abbagliante.
Educazione morale nella catechesi
Conclusione
La regola aurea in catechesi
Commentando questa frase con i bambini in catechesi, facciamo dapprima scattare il gioco della negazione: «Che cosa non volete che gli altri facciano a voi e quindi voi non farete agli altri?». Esemplifichiamo per avviare la ricerca e poi diamo la parola a loro.
“Io non voglio essere preso in giro e allora non lo farò agli altri” dicono i bimbi
“Io non voglio essere picchiato e allora non lo farò agli altri…” e così via.
In un secondo momento li portiamo sul piano dell’affermazione, invitandoli a gesti concreti, da compiere subito: «Io voglio essere accarezzato e allora accarezzo… Voglio essere abbracciato e allora abbraccio»… Lasciamo che si aprano in movimenti gioiosi, che scoppino le risate…
In seguito li invitiamo ad alzare l’asticella del salto in alto nell’Amore: «Io vorrei essere amato e allora voglio bene agli altri, vorrei essere aiutato e quindi aiuto chi ha bisogno…» e li aiutiamo a far sbocciare piccoli progetti di belle relazioni. I bambini seguiranno senza problemi, perché sono concreti, mirano al sodo, amano tradurre gli apprendimenti in azioni. I bambini imparano soprattutto se sperimentano.
Educazione morale nella catechesi
«Bambini» disse la catechista mostrando un libro «io vorrei regalare questo libro ai vostri genitori, ma costa troppo e voi siete tanti. E poi vorrei regalare qualcosa anche a voi, ma non so come fare…. Sentite, mi è venuta un’idea. Non potremmo regalare insieme il libro ai vostri genitori? Lo paghiamo metà ciascuno, cioè metà io e metà voi”.
I bambini si guardarono preoccupati: dove sarebbero andati a prendere i soldi? E poi senza dirlo ai genitori, se volevano sorprenderli… “Potremmo fare così, guardate" riprese la catechista: "se voi rinunciate al vostro dono, abbiamo abbastanza soldi per prendere i libri, così il regalo lo facciamo insieme e scriviamo insieme la dedica. Però dovete decidere voi liberamente. Rinuncereste al vostro regalo per prendere insieme a me il libro da dare ai genitori, oppure volete voi il regalo e per mamma e papà non avremo niente?”.
Che cosa credete che abbiano deciso i bambini? Scelsero di rinunciare al dono per loro, in modo da regalare il libro ai genitori insieme alla catechista. E avreste dovuto vedere la loro felicità: stavano sperimentando sì la rinuncia, ma insieme gustavano la gioia di mamma e papà come se fosse stata la loro.
Conclusione
La regola aurea in catechesi: un’esperienza vera e bellissima
Educazione morale nella catechesi
Conclusione
Questo è il vero esito della regola aurea:
non la morale acerba del do ut des, cioè della reciprocità strumentale (e ormai sappiamo che è più o meno questa la fase dello sviluppo del giudizio morale che attraversano i bambini a questa età), non “Io ti do perché tu mi dia”, no, ma la gioia del donare in pura perdita, una delle felicità più intense che c’insegna Gesù, una felicità che però va sperimentata per essere capita. In questo caso siamo in presenza di un apprendimento esperienziale ed emotivo che precede quello cognitivo.
“Gustavano la gioia dei genitori come se fosse stata la loro”: è l’empatia l’emozione alla base della regola d’oro. È accogliendo dentro di me la gioia dell’altro, che scopro una felicità nuova e bellissima.
CON QUESTA E ALTRE ESPERIENZE, FACENDO LEVA SULL’EMPATIA E SUL COMPORTAMENTO ALTRUISTICO INNATI, POSSIAMO PORTARE I BAMBINI A SPERIMENTARE LA GIOIA CRISTIANA DELL’OBLATIVITÀ, SALENDO UN GRADINO NELLA SCALA DEL RAGIONAMENTO MORALE E STACCANDOLI DALLA PURA RECIPROCITA’ STRUMENTALE.
La regola aurea in catechesi: l’esito stupefacente dell’esperienza
Educazione morale nella catechesi
Ora se vuoi scegli il «tuo» dipinto, per rappresentare il logo delle tue relazioni, poi ne parliamo insieme.
Bibliografia
F.F. KANNHEISER, «Vi darò un cuore nuovo» (EZ 36,26). La formazione della coscienza: dinamiche evolutive, in Arcidiocesi di Milano, Servizio per la catechesi, «Che cosa dobbiamo fare fratelli?», Centro ambrosiano, Milano 2018, pp. 53-81.
M. TETTAMANTI, Lo sviluppo del giudizio morale nel bambino e l’esame di coscienza, «Rimanete in me e io in voi», Centro ambrosiano, Milano 2016, pp. 165-183.
M. TETTAMANTI, Un gruppo in cammino con Gesù, in Servizio per la catechesi, «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi», Centro ambrosiano, Milano 2017, pp. 73-115.
M. TETTAMANTI, Giochi e attività per crescere insieme nelle relazioni, in Servizio per la catechesi, «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi», Centro ambrosiano, Milano 2017, pp. 137-163.
M. TETTAMANTI, Lavoriamo con le storie, in Arcidiocesi di Milano, Servizio per la catechesi, «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi», Centro ambrosiano, Milano 2017, pp. 165-186.
M. TETTAMANTI, Criticità e risorse del gruppo di catechesi nella comunità educante, in Arcidiocesi di Milano, Servizio per la catechesi, «Che cosa dobbiamo fare fratelli?», Centro ambrosiano, Milano 2018, pp. 151-192.