Impatto economico dello sport in italia
IL TENNIS COME ALTERNATIVA DI SVILUPPO
Alessandro Maselli
Marco Petrelli
CORSO DI LAUREA IN MANAGEMENT DELLO SPORT
FINAL WORK
INDICE FASI AFFRONTATE:
Lo Sport in Italia
Impatto socio-economico dello sport in Italia;
Tennis come alternativa di sviluppo ;
Ipotesi concrete per lo sviluppo del tennis ;
Conclusioni.
Lo sport in Italia
A livello nazionale, un sistema sportivo solido può essere rappresentato come una sorta di tessuto organizzativo che permette a milioni di cittadini di accedere nonché svolgere tutte le attività sportive essenziali, garantendo tale servizio anche alle fasce di popolazione più svantaggiata. L’efficienza del tessuto organizzativo sportivo deriva dalla collaborazione e dalle sinergie tra il settore pubblico e privato, basti pensare ad esempio alle collaborazioni del CONI con le varie associazioni ed enti sportivi privati operanti su tutto il territorio nazionale.
Un contributo importante per lo sviluppo dello sport in Italia è dato da Sport e Salute S.p.A., la società ha come obiettivi, il perseguimento del programma di Governo e le linee programmatiche del Ministero dell'Economia e delle Finanze nelle materie di sua competenza; la valutazione, con criteri di misurazione, delle azioni svolte dalla Società stessa e delle politiche messe in atto. Tali politiche riguardano prevalentemente:
1°Calcio
Più di un milione di persone in Italia gioca a calcio, migliaia di ragazzi ogni giorno si allenano nelle scuole calcio professionistiche per ambire un giorno al sogno di giocare con i campioni di oggi e domani. A livello professionistico sono riconosciute fino a quattro leghe (Serie A, Serie B, Serie C e Serie D), ma ci sono anche altri campionati di livello inferiore come l’Eccellenza, la Promozione e i tornei di Prima e Seconda categoria. Conta oltre 1 milione di giocatori
Volendo analizzare la composizione dei vari sport praticati, vediamo certamente : Calcio, Pallavolo, Basket, Tennis, Atletica leggera.
2°Pallavolo
La generazione di fenomeni, capace di trionfare tre volte consecutive nei Campionati del Mondo (1990, 1994 e 1998) è stata una fonte di ispirazione per migliaia di persone in Italia. Oggi la pallavolo è il secondo sport più praticato in Italia, alle spalle soltanto del calcio, con oltre 350 mila iscritti. Ancora oggi la Nazionale di pallavolo, sia quella maschile che quella femminile, regalano grandi gioie ai tifosi, nonostante questo sport venga praticato principalmente dalle donne (77%).
3°Basket
Un campetto da basket, due canestri e una palla da mettere in rete. La semplicità (soltanto apparente però) della pallacanestro ha contagiato in Italia oltre 300 mila iscritti, che praticano regolarmente questo sport a livello agonistico. Chi inizia a giocare da piccolo sogna un giorno di diventare uno dei grandi campioni dell’NBA (il campionato di basket professionistico degli Stati Uniti d’America) e magari un giorno di indossare l’anello (il simbolo della vittoria del basket statunitense). Di recente, un atleta italiano è riuscito in questa impresa. Lui è Marco Belinelli, che ha coronato il proprio sogno con la maglia dei San Antonio Spurs. oltre 300 mila iscritti.
4°Tennis
Giù dal podio finisce il tennis, anche se per poche migliaia di iscritti (-30 mila rispetto al basket), uno sport che riesce ad appassionare in maniera trasversale grandi e piccoli. Le recenti imprese ottenute dagli atleti azzurri sui palcoscenici più importanti (non ultima l’impresa di Matteo Berrettini agli US Open, dove è stato eliminato in semifinale dal campionissimo spagnolo Rafael Nadal) potrebbero avere un effetto benefico lato iscrizioni nel corso dei prossimi mesi. Inoltre, occorre anche sottolineare l’imminente (tra virgolette) trasloco delle Atp Finals a Torino, dal 2021 fino al 2025. Oltre 270 mila praticanti, con il numero che va un po’ alla volta crescendo.
5°Atletica leggera
L’atletica leggera acciuffa la quinta posizione, entrando così nella top 5 degli sporti più praticati in Italia. Secondo gli ultimi numeri ufficiali del Coni, poco meno di 200 mila persone nel nostro Paese pratica l’atletica leggera, soprattutto i giovani e i giovanissimi. Negli ultimi anni, l’intero movimento è riuscito a raccogliere i primi frutti della programmazione di cui tanto si era parlato in epoche precedenti. Oltre alla star Gianmarco Tamberi, l’atletica italiana può contare su talenti assoluti come Filippo Tortu (100 e 200 metri), Davide Re e Libania Grenot (400 metri).
impatto economico dello sport in italia
L’attività fisica rappresenta uno dei principali strumenti per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, per il mantenimento del benessere psico-fisico e per il miglioramento della qualità della vita, in entrambi i sessi e a tutte le età.
Tutti questi elementi impattano indirettamente sul Bilancio dello Stato in quanto permettono una riduzione nel corso del tempo dei costi del Sistema Sanitario Nazionale oltre che dei costi legati alla gestione di quelle fasce di popolazione che necessitano di supporto a causa di comportamenti non in linea con uno stile di vita sano.
Il mondo sportivo vede al suo interno numerosi stakeholders ed un’intensa connessione con il settore economico ed industriale, quello turistico, e, principalmente con quello della sanità. L’economia di un qualsiasi stato vede nello sport il suo traino, sia a livello economico che di immagine.
DATI STATISTICI
Il valore della produzione direttamente o indirettamente attivato dallo sport è calcolato, secondo il Focus del servizio studi BNL sull’industria dello sport, in 17.5 miliardi di euro e in quasi tutti i Paesi europei è finanziato principalmente dagli individui e dalle famiglie (seguono le aziende private, il 90 per cento delle cui sponsorizzazioni è destinato all’ambito sportivo, e i finanziamenti pubblici nel 54 per cento sostenuti dai Comuni). In Italia, la voce principale di spesa da parte di individui e famiglie è legata all’abbigliamento e alle calzature (6,7 miliardi di euro), seguita dalle spese per lo sport attivo (3,3 miliardi) e dal turismo sportivo (2,9 miliardi) e le conclusioni del Forum del Comitato Leonardo individuano nell’industria dello sport un importante volano di crescita del Made in Italy, con esportazioni per oltre 2 miliardi, che in sette anni hanno registrato una crescita cumulata del 28 per cento in valore e che è chiamato ora alla conquista di nuovi mercati e nuove fasce di consumatori (tra cui quelli asiatici)
Lo sport è un’industria, un contenitore socio-economico, di assoluta rilevanza per il Sistema Italia. Ecco perché non ci si può permettere, proprio in questa crisi contingente, di perdere una ricchezza costruita e consolidata negli anni. Già nel 2012, infatti, il Coni, nel suo “Libro dello Sport”, indicava, nella misura dell’1,6%, il contributo concreto del settore in esame nella composizione del Pil.
A distanza di otto anni questa percentuale è cresciuta in misura costante (raggiungendo il tetto dell’1,9%), così come il valore complessivo della produzione “diretta” (30 miliardi).
PREVALENZA DEL CALCIO NELLA COMPOSIZIONE ECONOMICA DELLO SPORT ITALIANO
Continua a crescere il peso economico del Sistema Calcio a livello professionistico: nel 2017-2018, il valore della produzione dei 3 campionati professionistici ha superato per la prima volta i 3,5 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Aumenta leggermente anche l’incidenza del valore della produzione sul PIL nazionale, che passa dallo 0,17% del 2013 allo 0,19% del 2017. Questa crescita è stata sostenuta in particolare da un incremento delle componenti dei ricavi da stadio (+22,4%) e dei ricavi da sponsor e attività commerciali (+9,5%).
Considerando tutto il Sistema Calcio, il fatturato complessivo è pari a 4,7 miliardi di euro. Si tratta, secondo il Report Calcio, di una delle 10 principali industrie italiane, mentre a livello calcistico ha un impatto pari al 12% relativamente al PIL del calcio mondiale.
Tennis alternativa di sviluppo (i due lati della stessa medaglia)
A lungo praticato quasi esclusivamente da classi élitarie, il Tennis si è diffuso moltissimo a partire dal secondo dopo-guerra coinvolgendo un po’ tutti gli strati della popolazione e rappresentando, per molti versi, il più chiaro esempio della rivincita, sul piano economico e sociale. Con gli anni intorno allo sport, approfittando di una crescita che è andata ben al di là della pura e semplice pratica (agonistica o amatoriale), si è sviluppata tutta una serie di attività, direttamente o indirettamente collegate, che si sono tradotte in crescenti investimenti di capitali, nella nascita di nuove iniziative, in maggiori opportunità di lavoro e, più in generale, in un incremento nella capacità di generare valore. Su questa linea d'onda con gli anni si è andato manifestando in maniera sempre più evidente quel fenomeno di “commercializzazione” che ha portato progressivamente le organizzazioni sportive a mirare soprattutto all’utilizzo economico, indirizzandosi verso logiche gestionali maggiormente focalizzate al raggiungimento di elevate performances, istituzionalmente più orientate al profitto, utilizzando modalità e formule più dinamiche e privilegiando aspetti manageriali e gestionali in passato poco considerati.
Esempio pratico di questo nuovo approccio è il lavoro che la FIT sta portando avanti ormai da anni:
1. INTERNAZIONALI BNL ITALIA
Negli ultimi anni gli Internazionali BNL d’Italia hanno acquisito un valore e un'importanza sempre più rilevanti nel panorama degli eventi sportivi italiani. Grazie alla partecipazione dei migliori tennisti al mondo e alla costante crescita della fan base di appassionati, l’evento ha generato un'attrattiva sempre maggiore, sia in termini di riscontro di pubblico che di aumento di finanziamenti da parte degli sponsor coinvolti.
La competizione tennistica si svolge nel meraviglioso Foro Italico a Roma, una struttura che riesce a coniugare in modo suggestivo la passione per il tennis e la magia della storia della città. Ogni spettatore può camminare a pochi passi dai campi sfiorando statue marmoree, fermarsi presso i numerosi stand e acquistare pregiato materiale tecnico ed ha anche la possibilità di incontrare di persona alcuni giocatori.
L'insieme di questi elementi rende gli Internazionali un evento senza pari in Italia in ambito tennistico. Per queste ragioni, tale manifestazione è diventata un’opportunità preziosa per tutti i brand che abbiano interesse a mettere in campo azioni di marketing all’interno dei grandi eventi.
"Tutti sanno che questo è uno dei miei tornei preferiti, non c’è dubbio". "Torneo secondo a nessuno come importanza" Rafael Nadal
Gli Internazionali d’Italia occupano una posizione di primaria importanza per tutti gli agenti coinvolti, dagli organizzatori sino ai giocatori, passando per i media ed il pubblico. È per queste ragioni che l’evento ha un impatto fortissimo sulla città ospitante e su ciò che la circonda.
Prendendo in considerazione l' impatto economico diretto generato dagli IBI (costi e ai ricavi derivanti dall’organizzazione e dalla gestione dell’evento) si può desumere un'importante crescita costante negli anni del torneo con un valore diretto economico generato nel 2015 di € 26.582.810, nel 2016 di € 30.207.999, nel 2017 di € 30.919.229 per poi arrivare ai circa € 33.000.000 del 2019 (con una cifra record di incassi di ben 13,2 mln di euro). Gli IBI si collocano all’undicesimo posto nella lista dei tornei più remunerativi al mondo con un montepremi pari a 5.207.405.
2. ATP CLASSIFICA ITALIANA
GLI ITALIANI SEMPRE PIÙ SU
�Il tennis italiano conferma il suo momento d'oro dopo gli Internazionali d'Italia, con ben quattro giocatori tra i Top 30. Berrettini intoccabile nella top 10 della classifica, Jannik Sinner con il suo best-ranking (17), con entrambi sempre in corsa nella Race. Sonego fa un balzo in avanti dopo la semifinale a Roma, scalzando Fognini come terzo miglior italiano. Sono 9 gli azzurri tra i primi 100 del mondo.
I NUMERI DELLA FIT
Negli anni ’80 e ’90 si è assistito ad una lenta ma costante contrazione del movimento tennistico. Dal 1995 al 2001 il numero dei tesserati alla Federazione Italiana Tennis (FIT) scese da 186.533 a 129.797 mentre le società affiliate passavano da 3.936 a 3.209. Il calo della domanda si faceva ovviamente sentire anche sul fronte degli impianti, tanto che molti campi da gioco (specie quelli in superficie veloce) furono sostituiti per far spazio ai nuovi campi da calcetto, di gran lunga più redditizi.
Dagli inizi del Duemila la svolta, con un deciso cambiamento di rotta nella gestione strategica delle attività e di tutto il movimento grazie all’avvento di un nuovo gruppo dirigenziale che ha intrapreso una strada diversa,( basti pensare all'eccellente lavoro svolto dalla FIT nel portare 9 Italiani in top 100).
Dal 2001 il numero dei tesserati è cresciuto progressivamente raggiungendo alla fine del 2015 quasi 307.000 unità e collocando il tennis al primo posto tra gli sport individuali e al quarto posto in assoluto.
Oggi, con 372.964 atleti, la Federazione Italiana Tennis (FIT) è la seconda federazione sportiva italiana per numero di atleti tesserati dopo la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).
Quelli censiti dalla FIT sono 9.926. Di questi la grande maggioranza, oltre i 3/4, sono in terra battuta all’aperto e si configurano come una tipologia di impianti che, se da un lato risponde molto bene alle esigenze della base ricreativa, dall’altro è sicuramente meno funzionale alle necessità dell’agonismo di un certo livello. Nel tennis attuale, in-fatti, la diversificazione delle superfici su cui ci si allena rappresenta un prerequisito fondamentale per la costruzione di giocatori con un bagaglio tecnico completo. Dal punto di vista territoriale, la distribuzione dei campi affiliati appare ancora molto squilibrata tra le diverse aree del paese: il Nord ne ospita, in-fatti, il 53,4%, il Centro il 25,1%, il Sud il 21,5%. A livello regionale, è la Lombardia ad averne il nume-ro maggiore (1.486, pari al 15% del totale), seguita da Lazio (13% circa), Emilia-Romagna (9,3%), Veneto (9%) e Toscana (8,8%); tra quelle meridionali ne hanno più di 400 solo la Sicilia (487), la Campania (413) e la Puglia (404). Da segnalare la dotazione di campi della Sardegna (351) e soprattutto del Trentino Alto Adige che ne ha ben 437 nonostante condizioni fisico-ambientali non propriamente compatibili con la pratica del tennis.
Quanti sono oggi i campi da tennis in Italia?
Su gran parte di questi campi viene organizzato l’insegnamento attraverso scuole che, seconda delle loro caratteristiche, si suddividono in cinque diverse tipologie: Top School, Super School, Standard School, Basic School e Club School. Le prime sono le più importanti: vi sono insegnate tutte le fasi del percorso formativo (minitennis, avvia-mento, perfezionamento, specializzazione, allenamento) e possono essere organizzate soltanto in quei circoli che si avvalgono di personale tecnico con il massimo delle qualifiche, campi coperti che consentono una continuità didattica, superfici di gioco diverse, palestre attrezzate. Attualmente ve ne sono 69 (26 al Nord, 25 al Centro, 18 al Sud, con Lazio e Lombardia che ne accolgono il maggior numero, rispettivamente 14 e 13). Le 21 Super School (5 al Nord, 6 al Centro, 10 al Sud) hanno gli stessi parametri tecnico-organizzativi delle Top School con la sola eccezione della non obbligatorietà dei campi coperti, ma possono in-segnare solo le prime quattro fasi del percorso formativo. Le altre tre categorie sono naturalmente le più numerose (506, 247 e 715), avendo meno vincoli delle due precedenti sia in termini di docenza che di impianti; a scalare, possono in-segnare rispettivamente soltanto tre, due ed una fase del percorso formativo.
Nonostante i grandi successi ottenuti dalla FIT nella propaganda e nello sviluppo sportivo legato al Tennis; tutt'ora esso rimane in molti suoi aspetti, lo stesso sport d'èlite degli anni 70/80. Anche se vi è stato un aumento considerevole dei tesserati nonché dell'approccio all'infanzia di questo sport, le inuguaglianze si fanno sentire. Esse riguardano principalmente due macro aree molto importanti:
Volendo fornire un esempio concreto delle problematiche precedentemente elencate, di seguito esponiamo un caso relativo al nostro Comune di residenza, Acquaviva delle Fonti.
Nel territorio acquavivese (abitato da circa 23.000 abitanti) è presente un solo campo da tennis appartenente ad una struttura privata e, per giocarci ,bisogna essere iscritti ad un circolo, il quale richiede oltre ad una tassa di 100 euro annui, una somma di 7 euro all'ora, nonostante le scarse condizioni di manutenzione del campo. Il campo dovrebbe essere in cemento.
Ad Acquaviva è presente il Palazzetto dello Sport "Tommaso Valeriano" di proprietà del Comune. La struttura, comprende nel suo complesso: Un palazzetto coperto, un campo duttile coperto, oltre che a 2 campi da basket all'aperto ed uno da Tennis, sempre all'aperto.
Con il passare degli anni la scarsa manutenzione ed i fondi, hanno portato al quasi totale abbandono del complesso; delle precedenti strutture elencate, rimangono agibili solo il palazzetto ed i cambi da basket.
Uno degli unici due campi da tennis presenti sul territorio Acquavivese, ormai da anni, è stato "trasformato" e "riadattato" a campo da beach volley.
Recentemente era stato presentato in Consiglio Comunale, visto l'arrivo dei fondi sportivi, un progetto di riqualificazione del palazzetto che prevedeva la costruzione di due campi da tennis comunali. Tuttavia i fondi sono stati destinati alla costruzione di un solo skatepark.
Questo è dovuto al fatto che i comuni sono "costretti" a dover scegliere come utilizzare tali fondi, tra le diverse necessità e i vari sport.
Recentemente la struttura, principalmente il palazzetto, è sato riadatto a centro covid, per ospitare uno dei centri di vaccinazione.
Campo "coperto" centro sportivo Tommaso Valeriano
Skatepark recentemente costruito
Condizioni dei campi da basket, prima delle leggere manutenzioni per renderli agibili
IPOTESI CONCRETE PER LO SVILUPPO DEL TENNIS
A nostro avviso, le principali ipotesi, a sostegno di uno sviluppo a 360° del tennis sono atte a colmare i gap che abbiamo precedentemente esposto. Il tennis come secondo sport per tesserati in Italia, dovrebbe godere della stessa importanza e attenzione data al Calcio. Le più concrete ipotesi da noi delineate sono le seguenti:
CONCLUSIONI
Per rendere ancor più magnifico questo sport, a nostro avviso dovrebbero essere risolti gli importanti Gap da noi precedentemente elencati.
Il Tennis è uno degli sport più storici e belli al mondo e per questo deve godere dell'attenzione che merita. Agli importanti traguardi raggiunti dalla FIT negli ultimi anni, dovrebbero essere aggiunte una serie di riforme volte a "potenziare" il Tennis nel suo complesso. Se al momento, i professionisti del Tennis in Italia ad aver scalato le classifiche e raggiunto la top 100 sono 9, dove saremmo adesso se fossero sanate le disuguaglianze tra Nord, Centro e Sud? Basta guardare i numeri, tutti e 9 i tennisti in Top 100, sono nati e cresciuti nel Nord Italia, ad eccezione di Berrettini, nato a Roma.
L'unico meridionale ad aver raggiunto la top 100 (70°) nella sua carriera è stato Thomas Fabbiano, nato e cresciuto a Grottaglie in provincia di Taranto. Se vogliamo rendere l'Italia tennistica una delle più vincenti nel panorama europeo e mondiale, come abbiamo già fatto nel calcio, dobbiamo ancor di più pubblicizzare e sensibilizzare, soprattutto nel infanzia, questo fantastico sport.
Il tennis è ben più di uno sport. È un’arte, come il balletto. O come il teatro. Quando scendo in campo mi sento come Anna Pavlova, o come Adelina Patti, anche come Sarah Bernhardt. Vedo le luci della ribalta, sento i gemiti del pubblico.
(Bill Tilden)
SITOGRAFIA
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BIBLIOGRAFIA