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� ��UN CURRICOLO FORMATIVO SFIDANTE�PER EDUCARE GLI ALLIEVI AL’AUTONOMIA NELLA COMPLESSITÀ�

Dario Eugenio Nicoli

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Non solo ripartenza, ma risveglio

  • L’emergenza sanitaria ha posto in primo piano, in ogni ambito della società, il principio della tutela della salute. Questo va però conciliato con il principio d’azione, ciò che gli esseri umani fanno quando sono mossi da forze di vita e desiderano conoscere, condividere, costruire, celebrare.
  • L’opera dell’educazione deve fronteggiare una duplice crisi, quella della riduzione del lavoro a tecnica e quella della mancanza di un vero e proprio curricolo formativo; quindi la ripartenza richiede una proposta di educazione al lavoro ed un canone del risveglio espressione della responsabilità generativa di tutta la comunità, in modo da fornire ai giovani un percorso unitario ed essenziale (ciò che è indispensabile trasmettere alle nuove generazioni perché possano esercitare una libertà positiva nel «mondo dopo»), che valorizzi quanto appreso sia dalle esperienze di DaD sia dalle loro mancanze, entro una prospettiva non più individuale o sperimentale, ma sistematica.
  • È un’operazione che ha al centro la relazione fiduciosa, l’educazione alla bellezza («risonanza»), i laboratori ed i compiti di realtà, l’apprendimento cooperativo, infine l’assunzione di iniziativa da parte degli allievi in attività significative entro alleanze territoriali che offrono percorsi di ingresso al lavoro significativi e adeguatamente accompagnati.

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Il profilo e il curricolo

IL PROFILO: dove voglio portare lo studente

Il profilo finale del percorso formativo indica il nesso tra il tesoro di saperi e valori la cui trasmissione ai giovani ci sta a cuore e la «fiamma etica» che intendiamo accendere in loro in quanto disposizione buona nei confronti degli altri, della realtà, di sé e del compito che in essa intendono / sono chiamati ad assumere per contribuire a rendere più umano il mondo e lasciare la propria impronta originale.

IL CURRICOLO: come predispongo il cammino formativo

  • Ciò che è indispensabile trasmettere alle nuove generazioni perché siano in grado di esercitare la loro libertà positiva nel «tempo dopo».
  • Cosa vale per l’uomo? Come si deve vivere (per essere felici)? Cosa vale conoscere del patrimonio culturale della tradizione, e quindi quali valori / virtù si intendono sollecitare nei giovani?
  • Documento strutturato che indica l’intesa dell’équipe circa il percorso formativo offerto agli studenti, definito in base a tappe di crescita personale («compimenti») così che possano riconoscere i propri talenti e metterli in gioco al massimo delle proprie capacità.

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Il modello blended (o DID)

  • Si propone un modello formativo ed organizzativo di tipo blended (o DID – didattica integrativa digitale), sia adeguato alle fasi 3 e 4 del lockdown sia adatto ad una formazione che mira a mobilitare i dinamismi intrinseci degli allievi: meraviglia, curiosità, innovazione, desiderio di operare per il bene della comunità mostrando il proprio valore . Questo comporta che il curricolo sia:
  • - essenziale: centrato su saperi, competenze e soft skill di riconosciuta rilevanza;
  • - cooperativo: fondato su un’intesa e su una pratica comune tra docenti e dipartimenti;
  • - modulare: organizzato per periodi didattici corrispondenti alle tappe di crescita degli allievi;
  • - strutturato: non basato (solo) sull’approccio intuitivo tradizionale, ma pensato in modo da consentire più combinazioni di differenti metodologie didattiche: in presenza in aula, in laboratorio, a distanza, presso l’ente ospitante per il PCTO – ASL.

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Tre fattori decisivi per un’effettiva formazione

  • 1. Curricolo fondativo: la risonanza
  • 2. Curricolo fondativo: educazione della ragione
  • 3. Parte specialistica: apprendimento autentico del lavoro.

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La parte fondativa: la risonanza

  • Per risonanza si intende quel “legame vibrante” tra noi e il mondo, che proviamo quando abbiamo la sensazione che la vita giri per il verso giusto, quando viviamo un rapporto di fiducia con gli altri e sentiamo nostri gli spazi che abitiamo.
  • Si vibra con il mondo quando sperimentiamo un nesso vivo tra il mistero insito nella realtà e l’urgenza di vita che sentiamo dentro di noi.
  • Questo accade quando interrompiamo il tipo di vita semi-stordita, superficiale e scettica che caratterizza buona parte dello spirito del nostro tempo (e non solo quella dei giovani) ed adottiamo uno stile fondato sulla coltivazione di quelli che Hartmund Rosa chiama gli “assi di risonanza”: amore e famiglia, natura e religione, cultura e amicizia.
  • La risonanza accade immettendo l’allievo entro un ambiente che sente di bellezza, comunità, desiderio di verità e di bene, cura del corpo e della natura, relazione con Dio. Questo non in quanto «argomenti», ma come stile derivante da una coltivazione delle buone disposizioni insite in ogni allievo.

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Si tratta della traduzione progettuale ed operativa della Proposta educativa dell’Ente, che segna l’adozione da parte dell’allievo di una disposizione differente da quella della vita ordinaria, realizzata innanzitutto tramite lo stile dei formatori ed inoltre per mezzo di attività formative non disciplinari capaci di smuovere i dinamismi profondi degli allievi: bellezza, comunità, natura, corpo, religione.

Il curricolo fondativo è decisivo per i primi anni, e prevede una dinamica evolutiva anche negli altri anni dei percorsi. È strettamente intrecciato agli assi culturali ed all’area di indirizzo, in quanto offre numerosi agganci per consentire agli allievi una formazione significativa e personale.

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La parte fondativa: l’educazione della ragione

  • Gli assi culturali, tramite l’avventura e la ricerca, hanno lo scopo, di rispondere alle domande fondamentali: in cosa consiste la realtà? chi è l’uomo? qual è il suo posto nel mondo?
  • Ogni ambito culturale possiede un suo «campo» costituito da contesti, sistemi di significati, valori in gioco, modi d’azione e loro regole («disciplina») capacità di sollecitare il potere dell’intelletto e lo stupore. Trattandosi di «porzioni di realtà», nessuno di essi possiede la verità tutta intera, ma quando forniscono all’allievo una visione del reale in tutte le sue dimensioni, permettono di fare esperienza della corrispondenza tra mondo individuale e mondo storico.
  • L’azione didattica, preceduta da una riflessione comune entro i Dipartimenti, è retta innanzitutto dalla capacità di fornire risposte, e metodi dell’apprendimento continuo lungo tutta la propria ita, alle questioni fondamentali sopra indicate.
  • Inoltre, tale azione mira a dotare l’allievo degli strumenti universali del sapere: padronanza delle lingue, ricerca, processi intellettivi (equivalenza, causalità, ipotesi, inferenza, dimostrazione ed argomentazione), elaborazione di testi, progettualità, comunicazione… e di strutture professionali di intervento nella realtà.

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La parte specialistica: �l’apprendimento autentico del lavoro

  • La parte specialistica della formazione non va intesa come una fase additiva del processo educativo nella cultura, bensì come il compimento dell’io in forza dell’accresciuta coscienza del mondo e consapevolezza di sé.
  • La coscienza del mondo deriva sia dagli assi culturali sia dalle esperienze di vita sottoposte riflessione sia dalle attività di laboratorio.
  • La consapevolezza di sé è resa possibile dall’ingaggio dell’allievo entro operazioni culturali in cui esercita una responsabilità di co-conduzione; dove quindi ciò che via via scopre retroagisce sulla propria cultura personale e accende una luce che ne orienta il progetto personale di vita e di lavoro.
  • Infatti il lavoro rappresenta la proiezione esterna della vocazione personale
  • È fondamentale preservare la relazione allievo-maestro in contesto reale, l’ambiente in cui si sollecitano tutte le diverse modalità dell’apprendimento e della crescita personale.
  • Il lockdown è un’occasione per superare i nostri limiti, specie un certo meccanicismo didattico, e realizzare una vera scuola professionale.

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Competenze di cittadinanza europea 2018

Competenze

Esempi di evidenze

Competenza alfabetica funzionale

Parlare in pubblico

Competenza multilinguistica

Glossario in lingua inglese

Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria

Risolvere un problema reale con due incognite

Competenza digitale

Realizzare strumenti informatici per gestire un torneo sportivo

Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare

Progettare e realizzare una visita di istruzione

Competenza in materia di cittadinanza

Svolgere una ricerca sull’occupazione giovanile entro un territorio e presentarla in pubblico

Competenza imprenditoriale

Proposte per ottimizzare l’approvvigionamento alimentare nel tempo del lockdown

Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

Realizzare un torneo sportivo

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I compiti sfidanti

  • Attività didattiche comuni a più docenti, tramite le quali far acquisire agli allievi – a fronte di compiti di realtà - il senso dell’unità del sapere, lo spirito della cooperazione, la capacità di mobilitare le proprie risorse intorno ad un compito-sfida dotato di valore reale che consiste nel saper rispondere alle aspettative di specifici interlocutori-beneficiari (compagni, utenti, committenti, rappresentanti di enti, pubblica opinione) in base a precisi criteri di qualità.
  • Sono pochi e strategici; essi generalmente segnano il compimento le tappe di crescita degli allievi tramite lavori comuni a più dipartimenti.
  • L’allievo passa dal tipo di ingaggio didattico per insegnamenti, in cui viene guidato passo passo all’acquisizione di un sapere documentato e codificato, ad un ingaggio «competente» in cui con i compagni assume un ruolo di vero e proprio ricercatore in grado di mobilitare le risorse acquisite nei moduli, conquistarne altre, in rapporto ad un compito-sfida, ed ai problemi che via via lo solleciteranno ad assumere decisioni ponderate, al fine di realizzare prodotti-servizi capaci di soddisfare le esigenze, i bisogni ed i desideri dei beneficiari.
  • In questo modo avviene il passaggio alla conoscenza potenziale alla conoscenza compiuta o autentica.

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Educazione alla complessità

  • Un contesto è complesso quando la soluzione dei problemi che pone non è riducibile (solo) ad una procedura standard, ma «hanno più soluzioni, implicano giudizi e interpretazioni, richiedono l’applicazione di diversi criteri, comportano incertezza, un apparente disordine, sono compiti faticosi» .
  • Gli adulti formati secondo un approccio “diligente” in riferimento a ruoli predeterminati e standardizzati si trovano spesso in difficoltà nel contesto della complessità; questo ultimo risulta più familiare per i giovani, tanto da suscitare in loro un’attrazione speciale per i compiti sfidanti, che appaiono ricchi di stimoli e di possibili soddisfazioni.
  • Ciò che manca loro è un metodo, ed anche un ancoramento alla realtà “reale” e non a quella proiettata dai loro sogni spesso intrisi di virtualità.

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Cultura progettuale �e gestione della complessità

  • All’inizio l’apprendimento del lavoro avviene per imitazione degli adulti e con problemi “didattici” circoscritti caratterizzati da un numero limitato di variabili e parametri.
  • Nel contempo, tramite i primi compiti reali, specie per piccoli gruppi, che richiedono consegne aperte, crisi, decisioni e processi, che stimolano gli allievi allo sviluppo di problemi autentici ed all’utilizzo di piattaforme tecnologiche, si fa sperimentare loro la fierezza per attività compiute, portate a termine positivamente.
  • Più avanti la didattica per ingaggio è sostenuta da ambienti di apprendimento del tipo mind tools, nella duplice forma di problemi risolvibili tramite approccio iterativo e problemi che richiedono un approccio euristico e permettono di arrivare alla soluzione per approssimazioni successive.
  • L’educazione al lavoro si avvale del metodo delle commesse di lavoro interne ed esterne con imprese (ed enti) madrine. Si approfondisce il legame con le imprese ospitanti, entro veri e propri patti di comunità. L’alternanza formativa si svolge in modalità mista e mira alla realizzazione del project work – capolavoro da presentare all’esame.

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  • Compito semplice: risolvere un’equazione a due incognite.
  • È un problema «didattico» (un esercizio) avulso dal contesto, il cui fuoco consiste nell’applicare correttamente la giusta regola.
  • Compito complicato: elaborare un testo che spieghi il significato di «pandemia» in tutte le sue dimensioni (biologiche, mediche, sociali) facendo un confronto fra quella attuale del Covid 19, la malaria di fine 800 e la Spagnola del 1918 – 1920.
  • La complicazione consiste nel trovare le informazioni necessarie, secondo le tre dimensioni poste,
  • Compito complesso: Realizzare un viaggio di istruzione di 7 giorni in tre capitali europee tenendo conto delle esigenze delle tre classi parallele alla vostra e risolvendo le criticità finanziarie.
  • È complesso in quanto occorre tenere conto di molte variabili senza avere a disposizione né regole né conoscenze reperibili, ma procedendo passo passo per approssimazioni e correzioni successive.

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I moduli X (monografici)

  • La modularizzazione dell’attività formativa procede in direzione della digitalizzazione di alcune componenti del curricolo, connotate da autoconsistenza e versatilità metodologica (in presenza, a distanza, mista).
  • Questi moduli, chiamati X, corrispondono ad argomenti monografici non sequenziali.
  • Sono attività della durata complessiva di due settimane per ogni periodo didattico, composte da più interventi didattici dei diversi insegnanti, che vanno digitalizzate in modo da essere gestibili in forma blended secondo due modalità:
  • A) alla fine del periodo didattico di riferimento come moduli blended / DID
  • B) nel caso di un focolaio Covid, in modalità DAD, in autonomia da parte degli allievi.

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Come valutare le persone competenti

Punto cruciale della valutazione

Consiste nell’ancorare il giudizio non a frammenti isolati del processo di apprendimento, ricostruiti come in un puzzle, ma ad azioni integre, reali ed adeguate che sollecitano l’allievo all’ingaggio in situazioni complesse, nelle quali mostra di saper mobilitare quanto è in suo possesso, e ciò che scopre via via nel reale, al fine di perseguire risultati giudicati positivamente. Queste prestazioni reali ed adeguate prendono il nome di compiti di realtà, le cui caratteristiche sono la sfida, la criticità, il valore sociale e l’autoregolazione da parte degli allievi visti sia individualmente sia entro un gruppo cooperativo. Mentre il compito di realtà rappresenta un’operazione finalizzata prioritariamente all’apprendimento ed alla crescita, la prova esperta / prova autentica indica una tecnica valutativa peculiare della valutazione delle competenze, mantenendo ambedue il carattere interdisciplinare e l’implicazione nella realtà.

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Distinguere tra risorse cognitive, risorse di processo e disposizioni personali

Lungo il percorso formativo occorre che ogni insegnante tenga conto di tre fattori:

  • Le risorse cognitive che evidenziano il cammino di apprendimento degli studenti sono rappresentate soprattutto da conoscenze ed abilità.
  • I processi che indicano il modo in cui lo studente procede dall’intellezione del reale alla concettualizzazione in riferimento al metodo adottato (ricerca delle informazioni, metodo di studio, collaborazione, uso consapevole degli strumenti, procedimenti di soluzione dei problemi: problem posing e problem setting…).
  • Gli atteggiamenti (verso se stessi, gli altri, il compito, la comunità) che indicano le qualità personali o «non cognitive skill», meglio definibili come virtù ovvero la «disposizione naturale a fuggire il male e fare il bene, perseguito questo come fine a sé stesso, fuori da ogni considerazione di premio o castigo» (Treccani).

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Due tipi di voti: notazioni e giudizi

  • Occorre distinguere tra due tipologie di voti:
  • Le notazioni sono riferite alle differenti evidenze dell’apprendimento e della crescita degli studenti, a seconda del tipo di oggetto su cui si svolge la valutazione: si/no (per capire quanti nella classe possiedono specifici requisiti), frazioni per test e interrogazioni a base cognitiva (al denominatore non sempre bisogna mettere il 10, dipende dal numero dei quesiti posti), livelli alfanumerici da rubriche per i compiti di realtà, asterischi per le osservazioni dei processi e delle disposizioni. È questa la parte formativa della valutazione he serve allo studente per capire «dove è» ed all’insegnante per capire «dove si pongono» gli studenti della classe.
  • I giudizi indicano invece i segni unitari e complessivi attribuiti agli studenti alla fine del periodo didattico, dell’anno o del percorso degli studi paragonando le prestazioni con gli standard «oggettivi» ovvero stabiliti dalle autorità competenti. Si tratta di tre fattori «rispecchianti» l’uno negli altri e viceversa: voti, condotta e certificazione delle competenze.

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L’Autovalutazione �come consapevolezza e decisione

Descrivi il percorso svolto

Descrivi le esperienze significative che hai effettuato

Spiega se hai avuto difficoltà / crisi e come le hai risolte

Cosa hai conquistato tramite questa esperienza

- Formazione culturale

- Capacità relazionali e sociali

- Scoperta dei propri talenti e della propria vocazione

Quali desideri di nuova conoscenza ha sollecitato

Come valuti il tuo impegno durante tutto il percorso

Questa esperienza formativa ti ha aiutato a chiarire il tuo progetto personale? Spiega

L’autovalutazione si riferisce alla componente soggettiva del metodo valutativo, centrata, con particolare riferimento ai progetti, sulla consapevolezza dell’allievo circa il percorso ed il senso dell’attività svolta, i processi di apprendimento, i “guadagni” di cui beneficia in termini di saperi, competenze, riflessione e progetto personale.

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Giudizio finale del periodo didattico

Data

 

 

 

 

 

 

 

 

Conoscenze e abilità

(in decimi)

Processi

(per livelli)

Atteggiamenti

(per livelli)

Tipologia

di evidenza

Ingresso

Verifica puntuale

Compito disciplinare

Osservazione

Compito di realtà inter-disciplinare

Osservazione

Prova esperta /autentica

 

 

 

modalità di giudizio

Si / no 

Frazione 

Livello  

*** 

 livello

*** 

 livello

 

 

 

 

studenti

Aa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bb

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cc

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dd

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ee

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ff

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Tipologia di evidenza: attività di ingresso, test, interrogazione, osservazione, compito di realtà, esercizio, elaborato scritto, prova esperta / autentica…

Modalità di giudizio: si/no, livello di padronanza (parziale/basilare/intermedio/elevato) oppure con punteggi con denominatori in decimi o altro (es.: dodicesimi).

  • Due tipi di voti: la verifica è riferita alla singola prova, il giudizio (attribuzione di valore) si riferisce all’insieme delle acquisizioni del periodo didattico / anno /corso.
  • Compiti disciplinari e interdisciplinari e prove esperte corrispondono al piano delle “prestazioni reali e adeguate”, indispensabili per la formazione delle competenze, da definire precedentemente a cura dei Dipartimenti e adattate dal Consiglio di classe.

SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE - Documentazione progressiva della classe

Classe _________Insegnamento ______________________ Periodo didattico ________________________

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Allievi

 Evidenze delle competenze

(compiti di realtà, prove autentiche, progetti, eventi, scambi…)

Data

Competenze chiave mobilitate

Docenti e tutor coinvolti

Modalità

ind

gru

cla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scheda di documentazione dei compiti significativi realizzati dagli allievi

In vista della valutazione e certificazione delle competenze

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Competenze Chiave

Coinvolte

discipline / assi

Giudizio Di Padronanza

Prestazioni

Processi

Voto sintetico

Alfabetica funzionale

Lingua italiana

 

 

 

Multilinguistica

Lingua inglese

 

 

 

Terza lingua

 

 

 

Matematica e

Matematica

 

 

 

In scienze, tecnologie e ingegneria

Scienze

 

 

 

Tecnologia

 

 

 

Digitale

Digitale

 

 

 

In materia di cittadinanza

Storia

 

 

 

Cittadinanza

 

 

 

In materia di consapevolezza ed espressione culturali

Arte

 

 

 

Sport

 

 

 

Atteggiamenti / competenze trasversali / condotta

 

Voto

Verso se stessi

 

Verso gli altri

 

Verso il compito

 

Verso la comunità

 

Voto sintetico

 

SCHEDA DI VALUTAZIONE UNITARIA DI OGNI ALLIEVO

al termine del periodo didattico / dell’intero percorso degli studi

Allievo_____________________________ classe ____________________ anno/ periodo _______________

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Consegna per i gruppi (1)

Compiti sfidanti e Moduli X

1. Elaborare il piano formativo con due componenti:

  • - i Compiti sfidanti, con interdisciplinarità, criteri di valutazione formativa e traguardi di competenza.
  • - i Moduli X (monografici) gestibili anche in fase di lockdown.

2. Progettare:

  • per ogni compito la consegna del progetto e della relazione finale come rappresentazione di un’esperienza di soluzione di problemi alternando approcci iterativi (le procedure) ed euristici (intuizione, visione, approssimazione). Specificare i criteri di valutazione.
  • Per ogni Modulo X la scheda con gli strumenti didattici per l’autoformazione a distanza.

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Consegna per i gruppi (2)

La valutazione formativa

per il miglioramento e il riconoscimento

1. Impostare una scheda di valutazione progressiva della classe da parte dell’insegnante

2. Elaborare una scheda di valutazione dei compiti significativi realizzati dagli allievi n vista della valutazione e certificazione delle competenze

3. Impostare una scheda unitario finale (del periodo didattico / dell’anno)

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Consegna per i gruppi (3)

Progetto ASL / PCTO nelle fasi III e IV

1. Elaborare un piano triennale ASL / PCTO in sicurezza e con elevata qualità formativa

2. Definire il metodo di valutazione e la ricaduta sulla valutazione dei docenti e della classe.