COMUNICAZIONE
E RELAZIONE
Principi e tecniche
di comunicazione e relazione interpersonale
DEFINIRE LA COMUNICAZIONE
un elemento costitutivo della trama delle relazioni umane.
"Il linguaggio, prima di significare qualcosa, significa per qualcuno" (J. Lacan)
da "cum" (con) e "munire" (dotare)
comunicazióne s. f. [dal lat. communicatio -onis].
"communis" = comune, appartenente a più persone
"communico" = metto in comune
MESSA IN AZIONE cioè CONDIVISIONE
di idee, pensieri, informazioni, emozioni ecc.
COMUNIC-AZIONE
PROCESSO
di SCAMBIO di informazioni e di INFLUENZAMENTO RECIPROCO che avviene in un determinato contesto
un "semplice"
TRASFERIMENTO di informazioni
NON è
Saper parlare non significa saper comunicare.
PERCHÈ È IMPORTANTE
qualità della comunicazione
qualità delle relazioni umane
Non si può non comunicare.
Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione.
La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione.
La comunicazione umana è composta da codici analogici e numerici.
Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari.
Ogni atto è comunicativo.
SI PUÒ NON COMUNICARE?
Gli assiomi della comunicazione della Scuola di Palo Alto
1
2
3
4
5
ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE
messaggio
referente
contesto
emittente
codice
ricevente
canale
feedback
rumore
ridondanza
Elementi della comunicazione di Jakobson
In una COMUNICAZIONE avremo, in breve:
2 o più comunicanti
un messaggio
i processi di codifica e decodifica del messaggio
IL SISTEMA DELLA COMUNICAZIONE
di Jakobson
FORMALE
La comunicazione
INFORMALE
La comunicazione
CONTESTO E REGISTRO
UNA COMUNICAZIONE SU PIÙ LIVELLI
Il "vocale non verbale", tutto ciò che "sta vicino alle parole", il "come".
Il livello PARAVERBALE
"Linguaggio di relazione", tutto ciò che non è verbale.
Il livello NON VERBALE
I segni linguistici, le parole.
Il livello VERBALE
Dal latino "verbum" = parola.
Per comunicare l'uomo si serve di un sistema molto evoluto e complesso, fondato su segni linguistici: le parole. Quello verbale è il livello privilegiato, che permette un maggior controllo e che può essere adattato a seconda dei contesti.
Convenzionale, univoco, economico, ricco, astratto.
IL LIVELLO VERBALE
IL LIVELLO PARAVERBALE
Il "vocale non verbale", il "come" delle parole".
tono
timbro
frequenza
volume
velocità
pause
vocalizzazioni aggiuntive
IL LIVELLO NON VERBALE
Il "linguaggio di relazione", tutto ciò che non è verbale.
postura
espressioni facciali
movimenti
movimenti oculari
(sguardo, contatto visivo)
prossemica
aptica
sistema cinesico
LA COMUNICAZIONE FACE-TO-FACE
Permette di instaurare una relazione diretta tra emittente e ricevente.
Rende possibile uno scambio interattivo di informazioni utili a percepire i bisogni e influenzare le decisioni.
In questo tipo di comunicazione, gli individui sono coinvolti nel processo comunicativo nella loro totalità psico-fisica.
IL LIVELLO NON VERBALE
Il "linguaggio di relazione", tutto ciò che non è verbale.
postura
espressioni facciali
movimenti
movimenti oculari
(sguardo, contatto visivo)
prossemica
aptica
sistema cinesico
Gli aspetti corporei e motori hanno un ruolo importante nella produzione di significati che si attua nei processi comunicativi.
Fattori che influenzano l'utilizzo, l'organizzazione e la percezione dello spazio: contesto, relazione con l'interlocutore, attitudini personali, questioni sociali e culturali.
Lo spazio prossemico è quello spazio che ci fa sentire a nostro agio nelle relazioni sociali
LA PROSSEMICA
Anche lo spazio interpersonale rappresenta un vero e proprio canale di comunicazione. La prossemica indaga il significato che viene assunto nel comportamento sociale dell'uomo, dalla distanza che questi interpone tra sé e gli altri (distanza interpersonale).
Una "bolla" (o un uovo) invisibile"
La postura può essere definita come la posizione che ciascun individuo assume nello spazio, di momento in momento, rispetto all’ambiente circostante, alle esigenze e al vissuto emozionale.
Il corpo è sempre portatore di un'informazione e di una intenzione, a partire dall’assetto posturale.
LA POSTURA
La postura assunta è la risultante di un insieme di fattori strutturali e psicologici che si influenzano reciprocamente.
stati corporei
stati emotivi
LA GESTUALITÀ
Per gesto si intende un movimento discreto del corpo con cui si esprime un pensiero, un sentimento, un desiderio in maniera sia volontaria che involontaria, o con cui si accompagna la parola per renderla più espressiva.
La gestualità è un elemento fondamentale della comunicazione non verbale, in particolare quella che coinvolge i movimenti delle mani e del capo.
Il volto esprime in maniera più evidente rispetto alle altre parti del corpo gli stati interni.
LE ESPRESSIONI FACCIALI
Anche i movimenti oculari fanno parte degli aspetti cinesici della comunicazione non verbale.
Vi siete mai chiesti perché negli ascensori non ci si guardi mai negli occhi ma sempre per terra o in un angolo vuoto?
MOVIMENTI OCULARI
LE BARRIERE DELLA COMUNICAZIONE
Una barriera alla comunicazione è un qualsiasi elemento che si frappone alla trasmissione, ricezione e interpretazione di un messaggio.
#1 ESSERE IMPERATIVI, ORDINARE, ESIGERE.
Le 12 barriere di Gordon.
#2 AVVERTIRE, MINACCIARE.
Le 12 barriere di Gordon.
#3 FARE LA MORALE, FARE LA PREDICA.
Le 12 barriere di Gordon.
#4 DARE SOLUZIONI GIÀ PRONTE O CONSIGLI NON RICHIESTI.
Le 12 barriere di Gordon.
#5 CERCARE DI PERSUADERE CON ARGOMENTAZIONI LOGICHE.
Le 12 barriere di Gordon.
#6 COMPLIMENTARSI O ELOGIARE IMMERITATAMENTE.
Le 12 barriere di Gordon.
#7 GIUDICARE,CRITICARE.
Le 12 barriere di Gordon.
#8 UMILIARE, RIDICOLIZZARE, PRENDERE IN GIRO, ETICHETTARE, STEREOTIPARE.
Le 12 barriere di Gordon.
#9 DIAGNOSTICARE, ANALIZZARE I COMPORTAMENTI ALTRUI.
Le 12 barriere di Gordon.
#10 CONSOLARE, MINIMIZZARE.
Le 12 barriere di Gordon.
#11 CAMBIARE ARGOMENTO, FARE SARCASMO.
Le 12 barriere di Gordon.
#12 INQUISIRE, INTERROGARE, METTERE IN DUBBIO.
Le 12 barriere di Gordon.
COSA SIGNIFICA SAPER COMUNICARE?
rispettare ritmi/turni
presenza (coscienza) degli attori della comunicazione
lettura del contesto (ambiente fisico e psicologico)
rispetto (consenso)
attenzione verso l'altra persona
consapevolezza del messaggio che si sta producendo (rispetto al contenuto)
ascolto
intenzione
feedback (responsività)
LA COMUNICAZIONE EFFICACE / 1
Comunicare in modo efficace significa:
LA COMUNICAZIONE EFFICACE / 2
Comunicare in modo efficace significa fare in modo che il messaggio che io (emittente) desidero comunicare all'altro (ricevente) arrivi in modo da poter essere compreso, ricordando che può esserci "rumore di fondo", cioè possono esserci interferenze sia esterne che interne che interferiscono con l'espressione o la comprensione del messaggio.
LA COMUNICAZIONE EFFICACE / 3
Una comunicazione è efficace se:
CHI STABILISCE SE LA COMUNICAZIONE È STATA EFFICACE?
Uno scambio comunicativo è da considerarsi riuscito quando è giudicato tale da tutti gli attori coinvolti, perché la comunicazione è un processo circolare.
In una relazione circolare avvengono processi di influenza e interdipendenza reciproca. La comunicazione è il risultato di una serie di passi nel corso dei quali ci si condiziona a vicenda.
Si è al tempo stesso emittenti e riceventi, tutti/e egualmente parte della situazione e cooperanti nella creazione dell’intero processo.
GLI STRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE
assertività
empatia
domande
feedback
ascolto attivo
1. ASSERTIVITÀ
Capacità comunicativa (e quindi relazionale) che consente alle persone di esprimere e far valere i propri punti di vista, bisogni ed esigenze nel pieno rispetto delle esigenze e dei diritti altrui.
affermazione di sé
rispetto dell'altro/a
COMPORTAMENTO
PASSIVO
AGGRESSIVO
ASSERTIVO
2. EMPATIA
Capacità di mettersi nei panni dell’altro/a, di vedere il mondo come lo vedono gli altri e di riconoscere le emozioni degli altri come fossero le proprie.
3. DOMANDE
Le domande “giuste” sono quelle che permettono di decentrarsi, spostando il focus da se stessi per entrare in connessione con gli interlocutori. Le domande pongono l’altro/a al centro dell’attenzione e permettono di raccogliere informazioni essenziali per comprenderlo.
4. FEEDBACK
Prestare attenzione al feedback permette di migliorare la qualità complessiva della comunicazione e significa:
5. ASCOLTO ATTIVO
L'ASCOLTO ATTIVO
«Ascoltare equivale a percepire non solo le parole ma anche i pensieri, lo stato d’animo, il significato personale e persino il significato più riposto e inconscio del messaggio che viene trasmesso dall’interlocutore».
C. Rogers
ASCOLTO = STRUMENTO DI CONOSCENZA
L'ASCOLTO ATTIVO
L’ascolto attivo è un’importante competenza emotivo-relazionale e comunicativa che serve per mostrare alle persone con cui si sta comunicando che si sta realmente prestando attenzione a loro e a quello che stanno dicendo.
La differenza tra un ascolto attivo e uno passivo sta nell’ “ASCOLTARE”, piuttosto che “sentire”.
L'ASCOLTO ATTIVO
ORECCHIO
OCCHI
ATTENZIONE UNITARIA
CUORE
ASCOLTO ATTIVO
FONDAMENTALE PER INSTAURARE UN RAPPORTO DI FIDUCIA
TRA OSS E PAZIENTE
AIUTA L’OSS A RIFLETTERE SULLE PROPRIE SENSAZIONI, PENSIERI ED EMOZIONI
L'ASCOLTO ATTIVO, IN PRATICA:
COSA SIGNIFICA SAPER COMUNICARE?
rispettare ritmi/turni
rispetto (consenso)
consapevolezza del messaggio che si sta producendo (rispetto al contenuto)
presenza (coscienza) degli attori della comunicazione
ascolto
attenzione verso l'altra persona
lettura del contesto (ambiente fisico e psicologico)
feedback (responsività)
intenzione
assertività
empatia
GRAZIE PER L'ATTENZIONE!
...e in bocca al lupo! :)