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Invecchiamento e accelerazione digitale nelle aree rurali: il caso del lodigiano

Simone Carlo e Francesco Diodati (Università Cattolica del Sacro Cuore)

VI Convegno Nazionale SISCC “Possiamo ancora capire la società. Comprensione, previsione, critica.” Roma, 20-21 giugno 2024

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1. Introduzione

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Invecchiamento di successo come modello normativo

Le sfide e le opportunità dell’invecchiamento delle società:

  • Sostenibilità economica dei sistemi di welfare e nuove sfide per le politiche sociali (Lucifora, 2022)
  • Dare valore del contributo degli anziani per costruire una società più equa (Rossi et al., 2014)
  • I discorsi istituzionali spesso promuovono un modello individualista e liberista di “invecchiamento di successo”, che celebra la responsabilità individuale con scarsa considerazione verso le reti sociali e i fattori di contesto (Cappellato, Mercuri 2021; Van Dyk 2014)
  • Più recentemente, la capacità di utilizzare autonomamente le ICT per accedere a beni e risorse è stata correlata al modello normativo di invecchiamento attivo e di successo (Bonifacio 2021)

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Invecchiamento di successo come modello normativo

Le iniziative e le politiche che:

  • Promuovano il benessere, l'indipendenza e la partecipazione sociale delle persone anziani (Rudawska, 2010; Barrio et al., 2018).
  • Sfidino la visione tradizionale dell'invecchiamento come fase di declino e perdita o, viceversa, come fase dove è necessario/obbligatorio continuare ad essere produttivi e attivi (Boudiny 2013)

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Ageing in Place e buon invecchiamento

  • Si riferisce alle iniziative che aiutano agli anziani a vivere in modo indipendente nelle proprie case e nelle proprie comunità (Ratnayake et al., 2022).
  • Comporta l'adattamento dell'ambiente per supportare le esigenze e le preferenze degli anziani (Gilleard et al., 2007).
  • A tal proposito, viene promosso l’utilizzo delle tecnologie di comunicazione ed informazione (ICT’s) come strumento a sostegno del modello di “ageing in place” (Arthanat 2019; Schomakers, Offerman-Van Heek, Ziefle 2018).
  • E’ connesso con l’idea che l’invecchiamento non è (solo) una questione di declino fisico ma «a phenomenon that is inextricably caught up in and realized through social and cultural practices» (Gilleard 2014, 36) ed è «structurally influenced by the social, cultural and economic context it is immersed in» (Tulle 2008)

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Ageing in Place e buon invecchiamento

Ageing in place:

  • In molti Paesi europei, il modello di “ageing in place” è largamente considerato come la strada da intraprendere a fronte delle sfide economiche e sociali della transizione demografica (Sarlo, Costa, Quattrini 2021).

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Ageing in Place e ricerca sui media

  • Approccio non media-centrico e legato al contesto e a sistemi di valori locali (Couldry, 2004; Krajina et al. 2014; Morley 2019)
  • Studi sociali che adottano una prospettiva critica sull’invecchiamento attivo e allo stesso tempo considerano le tecnologie digitali come integrate in specifici ambienti sociali e culturali (Carlo-Bonifacio, 2021; Soja 2017; Duque, Otaegui 2023; Miller 2023; Walton, Awondo 2023).
  • Ci consente di adottare una prospettiva che evidenzia la percezione degli anziani sul rapporto fra ICTs e buon invecchiamento in specifici ambienti di vita e contesti culturali.

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Ageing in Place, ICT e Covid-19

La trasformazione digitale:

  • L’emergenza Covid-19 ha portato a un incremento sia dell’offerta di contenuti e servizi digitali, sia del loro utilizzo, specie in Italia, un Paese che ha storicamente sofferto un certo ritardo nella diffusione delle tecnologie della comunicazione (European Commission, 2023).
  • Tale rapido (e spesso imposto) processo di digitalizzazione dovuto al Covid-19 ha offerto l’opportunità a nuove fette di popolazione di approfondire la conoscenza degli strumenti digitali (Auditel & Censis, 2022) e ha trasversalmente toccato sia la popolazione urbana, sia rurale.
  • Alcuni studi hanno ipotizzato che questa accelerazione digitale rischi di essere in ultima analisi una spinta transitoria non in grado di ridurre il divario digitale (Lai & Widmar, 2021, Colombo et al., 2023) ma anzi di ampliarlo, così come ipotizzato nel modello della stratificazione delle ineguaglianze digitali (van Dijk, 2005) .

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Ageing in Place e Covid-19

  • In particolare gli anziani, una parte di popolazione che soprattutto in Italia è meno digitalizzata rispetto alle coorti più giovani, hanno dovuto fare fronte alla repentina digitalizzazione delle relazioni (Rolandi et al., 2020) e dei servizi pubblici (NIHR, 2022).

  • Nonostante si pensasse che la pandemia sarebbe stata in grado di diffondere anche tra i più resistenti alle innovazioni l’utilizzo delle tecnologie (in accordo per esempio con le classiche categorie di Rogers, 1962), i primi dati e le prime evidenze empiriche rendono più sfuocata questa ipotesi.

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ICT e invecchiamento attivo in contesti rurali: fra la metropoli e l’area isolata

  • La maggior parte degli studi sull’utilizzo delle ICT in età avanzata nei contesti rurali si è concentrata nelle zone remote, geograficamente isolate, con scarse infrastrutture digitali, e con un’alta presenza di anziani nel territorio.

  • ICT in zone rurali - importanti per l’ampliamento delle relazioni con l’esterno, il mantenimento di rapporti sociali e famigliari, e per l’ampliamento delle possibilità dell’azione sociale degli anziani (Rasi; Kilpeläinen 2015; Carlo, Bonifacio 2021).

  • Individui provenienti da contesti rurali poveri, con scarso accesso a strumenti digitali, sono stati più esposti all’isolamento sociale durante il lockdown (Mandache, Ivan 2024)

  • Demitizzare il rapporto fra zona rurale e ICT

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2. Metodologia e campione

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Metodologia e campione

  • Ricerca qualitativa longitudinale ILQA ILQA-19. Longitudinal Study on Older People’s Quality of Life during the Covid-19 pandemic (2020)

  • Progetto “ACTIVE ageing in changing societies. Older people’s social and digital resources in pandemic and post-pandemic ITaly (ACTIVE-IT)” (Finanziamento Fondazione Cariplo, PI Emanuela Sala - Unimib)

  • Panel di 40 over 65 residenti nel Lodigiano, prima zona rossa d’Italia colpita dalla pandemia e dalle restrizioni (23 febbraio 2020).

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Trend di invecchiamento in Lombardia

  • La provincia di Lodi nel suo insieme presenta un tasso di spopolamento nella media rispetto alla regione Lombardia: 89,4 residenti al 1 gennaio 2023 ogni cento nel 2002.

Lodi

  • L’indice di vecchiaia di Lodi è il secondo più basso dopo Milano
  • La provincia di Lodi non è indicata fra le 14 aree interne di montagna e pianura ad alta marginalità socioeconomica e con gravi carenze di servizi essenziali (Regione Lombardia)
  • Tuttavia lo spopolamento demografico è particolarmente forte nei comuni della bassa lodigiana

Elaborazioni Polis Lombardia su dati Istat Demo

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Partecipanti ILQA per residenza

Città (+5000 ab.)

Paesi (-5000 ab.)

Codogno (26000 ab) : 14

Castelgerundo

(1500 ab.) : 2

Casale (15000 ab.): 14

San Fiorano (1800 ab.): 4

Lodi Vecchio (7500 ab.)*: 2

Castiglione d’Adda (4700 ab.) : 2

Sant’Angelo Lodigiano (27000 ab.)*: 1

Bertonico (1045 ab.)*: 1

Tot: 31

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* Fuori dalla bassa lodigiana

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Metodologia e campione

  • Campionamento a palla di neve

  • Videointerviste online annuali condotte nel 2020 (I wave), 2021/2022 (II wave), 2022/2023 (III wave) al panel, 2023/2024 (IV wave). E’ prevista una V wave nel 2024/2025 (già finanziata)

  • 1 incontro sul territorio

🡪 I risultati qui proposti emergono dalle videointerviste online della wave IV

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Domande di ricerca: Ageing in Place nella quarta Wave di ILQA

In che modo individui anziani in contesti rurali affrontano la transizione digitale delle società post-pandemiche?

R1. In che modo i legami famigliari e comunitari influiscono sulle possibilità di adattamento degli over 65 ai processi di digitalizzazione in cittadine e paesi rurali?

R.2. In che modo gli over 65 percepiscono il poco utilizzo o il non utilizzo degli strumenti digitali in relazioni a modelli culturali locali su invecchiamento e rapporti generazionali di cura?

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Ict in contesti culturali: condivisioni e resistenze ad invecchiamento attivo

  • Approccio non media-centrico e legato al contesto e a sistemi di valori locali (Couldry, 2004; Krajina et al. 2014; Morley 2019)
  • Studi sociali che adottano una prospettiva critica sull’invecchiamento attivo e allo stesso tempo considerano le tecnologie digitali come integrate in specifici ambienti sociali e culturali (Carlo; Bonifacio, 2021; Soja 2017; Duque, Otaegui 2023; Miller 2023; Walton, Awondo 2023).
  • Per approcci critici intendiamo approcci che analizzano l’invecchiamento attivo e i modelli generazionali come una rappresentazione sociale condivisa che prescrive come gli anziani dovrebbero relazionarsi con le ICT e che può essere resistita o rinegoziata dagli attori sociali a proprio vantaggio.

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Trend di digitalizzazione

  • Gli anziani, una parte di popolazione che soprattutto in Italia è meno digitalizzata rispetto alle coorti più giovani, hanno dovuto fare fronte alla repentina digitalizzazione delle relazioni (Rolandi et al., 2020) e dei servizi pubblici (NIHR, 2022). 
  • Alcuni studi hanno ipotizzato che questa accelerazione digitale rischi di essere in ultima analisi una spinta transitoria non in grado di ridurre il divario digitale (Lai & Widmar, 2021, Colombo et al., 2023) ma anzi di ampliarlo, così come ipotizzato nel modello della stratificazione delle ineguaglianze (van Dijk, 2005) . 

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3. I risultati

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Tecnologia e reciprocità generazionale

Mi è stato proposto [l’home banking] ma io faccio due bonifici l’anno per cui li chiedo a mio figlio. Quindi a me non costa chiedere il bonifico a mio figlio. Gianni 69

Allora, mi rivolgo a mio figlio e lui ci pensa ad acquistare, però acquisto poco online perché… Preferisco vedere la merce che acquisto e poi i negozianti stanno chiudendo dappertutto e non vendono più. Rachele 70

Marta, mia figlia [con lo spid] ! Noi genitori abbiamo fatto dei sacrifici, che adesso, davvero, sinceramente, vengono ricompensati, e io sono contenta. […] Lucia 70

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Digitalizzazione e controllo sociale�Le persone di una certa età si affidano ai figli, se hanno i figli, e se sono disponibili… ma Loro devono fare quello che dice il figlio. Se il figlio gli dice che va bene, prenotare la tal visita medica, se gliela prenota il figlio.... Non solo per farsi fare la pratica, cioè. Non leggono ... gli esiti degli esami. Vede tutto il figlio, insomma. Una cosa così, assolutamente ingiusta, perché è vero che non sai fare la... la pratica, però sono fatti tuoi, no? Perché deve decidere tuo figlio questa cosa..

Irina, 71

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Digitalizzazione e servizi nel piccolo paese

Qui l'80% delle persone sono anziane. Non è un paese in via di espansione. Anche se è vicino, però non c'è ferrovia per andare a prendere un treno… devono fare sei chilometri, devono farsi accompagnare. A Codogno, a Casale, a Castiglione è già parecchio... è già più vissuta diciamo. Ma qui quelli che si formano una famiglia vanno via. Ce ne sono pochi. Per una visita o per una ricetta o per quelli che non hanno la possibilità di farlo via online, devono andare a Maleo. Di medici non ce ne sono! Questi paesi saranno molto probabilmente senza medico.

Luca 73

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Percezioni ambivalenti della tecnologia

  • Mi piace quando i ragazzi fanno le videochiamate... Però, gli ho detto: “Mi dà l'impressione che faccia morire tante cose che i nostri vecchi avevano costruito”. Maria 69

  • Tenersi legato al mondo esterno per me, essere entrati nell'associazione, così vuol dire tanto […] Ad esempio, per fare i bilanci è meglio, è il modo più semplice per l'associazione, Excel; ma poi la sostanza è il collegamento con le altre persone. Martino 74

  • Allora io sono diviso a metà. Sono un tipo strano, nel senso che io sono molto legato alla vita di una volta, alle tradizioni di una volta. Da una parte ho i ricordi e li tengo molto volentieri, dall'altra parte invece ho apprezzato la tecnologia. Antonio 70

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Rappresentazioni stereotipate su anziani e digitale

  • Qui sono quasi tutti agricoltori, cambiargli la vita è difficilissimo, loro sono di un abitudinario spaventoso!

  • Allora, con l'istruzione pochi studiavano, pochissimi, per cui vivevano di tradizioni… Io, ad esempio, faccio riferimento a mia mamma. Io adesso capisco che le è mancata questa autonomia, per l'istruzione che mia mamma non ha avuto; poi la patente che non ha avuto; l'uso dei telefonini, che, quando c'era mia mamma, non c'erano ancora, c'era il telefono fisso.

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Digitalizzazione e politiche sanitarie

Ho provato col fascicolo, ma soprattutto è improbabile riuscire ad avere… o hai la possibilità di avere una visita fra un anno, un anno e mezzo. Allora, a volte preferisco chiamare il Cup telefonicamente e vedere se riesco così a prenotare

Non ho mai fatto una prenotazione con il fascicolo perché, sai, ho i miei numeri, so quali sono i miei riferimenti degli ospedali più o meno in zona per certe cose… Guarda, devo dirti la verità, io faccio tutto più o meno a pagamento quindi… Non mi attacco al telefono per avere una prenotazione dal Cup che ti rimandano a fra sei mesi […] No, non ci provo neanche. Te lo dico sinceramente. Grazie a Dio, perché uno deve avere le possibilità per poter fare una roba del genere; però, visto che ce l'abbiamo…

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Discussione

R1. In che modo i legami famigliari e comunitari influiscono sulle possibilità di adattamento degli over 65 ai processi di digitalizzazione in cittadine e paesi rurali?

Modelli di reciprocità generazionale entrano in gioco per le attività considerate le più rischiose o meno necessarie (acquisti online, spid). Alcuni interlocutori lamentano però che questo comporta per alcuni il rischio di perdere l’autonomia su scelte relative a salute e faccende quotidiane.

I paesi (<5000 abitanti) si dimostrano ambienti di vita con una minore presenza di popolazione giovanile, di punti di accesso facilitato ai servizi digitali, presidi sanitari e sociali. Aumenta il rischio di forme di marginalizzazione sociale legata all’età.

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-R2: In che modo gli over 65 percepiscono il poco utilizzo o il non utilizzo degli strumenti digitali in relazioni a modelli culturali locali su invecchiamento attivo e rapporti generazionali di cura?

  • Gli interlocutori hanno una percezione ambivalente della propria età - “terza età” - come a metà fra la vita attiva e il disimpegno, e a cavallo fra la memorie delle tradizioni contadine e industriali e la modernità digitale.
  • Ciò porta in alcuni casi a narrazioni che mobilitano immaginari piuttosto stereotipate sul mondo contadino e sulla vecchiaia (ageiste)
  • Questa narrazione rischia di occultare dinamiche riconducibili a politiche di austerity e di tagli ai servizi sanitari territoriali (Canniti, Guarna, Torrioni 2019; Antonucci, Vittoria 2022).

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Conclusione

Le conclusioni di questo studio suggeriscono che per analizzare la relazione fra ageing in place e digitalizzazione occorra:

  1. Demitizzare immaginario romantico sul contesto rurale e sulla “cura della comunità” (Muehlebach 2012) che non distingue in base a presenza di servizi, dimensioni socio-demografiche, ceto sociale.
  2. Considerare lo scarso utilizzo delle tecnologie non solo come una mancanza di competenze secondo il paradigma dell’invecchiamento attivo (Canniti, Guarna, Torrioni 2019), ma anche come una scelta legata ad ambienti di vita, reti supportive, e significati culturali attribuiti all’età.
  3. Osservare il modo in cui gli individui nella terza età percepiscono la transizione digitale in relazione alla rielaborazione di un senso di appartenenza a comunità agricole, industriali del passato.