Considerazioni operative sulle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole�
Cristina Costarelli
2 dicembre 2025
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Quadro di riferimento per la scuola
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RUOLO DELL’IA NELLA SCUOLA
Passaggio importante
«A tal fine, l’implementazione dei sistemi di IA non può che avvenire nel rispetto dell’art. 5, par. 1, dell’AI Act, il quale elenca le pratiche vietate, tra le quali rientrano:
• l’uso di tecniche subliminali o volutamente manipolative o ingannevoli;
• la valutazione o classificazione delle persone fisiche sulla base del loro comportamento sociale o di caratteristiche personali, con attribuzione di un punteggio sociale e conseguente applicazione di trattamenti pregiudizievoli ovvero sfavorevoli;
• l’uso di sistemi di categorizzazione biometrica che classificano individualmente le persone fisiche sulla base dei loro dati biometrici per trarre deduzioni o inferenze in merito a razza, opinioni politiche, appartenenza sindacale, convinzioni religiose o filosofiche, vita sessuale o orientamento sessuale;
• con particolare riferimento al settore dell’istruzione, i sistemi di IA in grado di individuare le emozioni di una persona fisica nell’ambito degli istituti di istruzione, tranne laddove l’uso di tali sistemi sia destinato a essere messo in funzione o immesso sul mercato per motivi medici o di sicurezza (art. 5, lettera f);»
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Si precisa inoltre che, nell’ambito della gestione dei sistemi di IA, l’Istituzione scolastica opera in qualità di «deployer», qualificato dall’art. 3, par. 1, n. 4, dell’AI Act, come «una persona fisica o giuridica, un’autorità pubblica, un’agenzia o un altro organismo che utilizza un sistema di IA sotto la propria autorità, tranne nel caso in cui il sistema di IA sia utilizzato nel corso di un'attività personale non professionale».
Secondo quanto stabilito dall’AI Act, gli obblighi del deployer variano in base al livello di rischio dei sistemi di IA utilizzati, come di seguito individuati:
- sistemi di IA ad alto rischio, elencati all’interno del Capo III dell’AI Act. Nello specifico, un sistema di IA è considerato ad alto rischio se:
• presenta determinate caratteristiche/finalità, secondo quanto previsto dal Regolamento (i.e., art. 6, par. 1, AI Act e Allegato III all’AI Act). In particolare, nel settore dell’istruzione e della formazione professionale, il predetto Allegato classifica ad alto rischio i sistemi utilizzati per:
• effettua la profilazione di persone fisiche;
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In tale contesto, il Regolamento individua specifici obblighi in capo ai soggetti a vario titolo coinvolti.
In particolare:
• i fornitori devono, tra gli altri:
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Ripercorriamo il testo – 4 sezioni
4 PILASTRI
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Le Linee guida insistono su tre categorie di requisiti:
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Aspetti chiave
Centralità dell’uomo
L’IA deve essere adottata con un approccio antropocentrico, ponendo la persona al centro delle innovazioni tecnologiche. In ambito educativo ciò significa che il pieno sviluppo di ogni studente e il benessere di tutti gli attori (studenti, docenti, personale) costituiscono il criterio guida nelle scelte di implementazione dell’IA.
Le Linee guida sottolineano il ruolo centrale e insostituibile dell’uomo nel governo dei sistemi di IA, soprattutto quando le decisioni automatizzate possono incidere su opportunità formative o risultati educativi degli studenti.
In tal senso, ad esempio, le Linee guida affermano che l’IA deve supportare la crescita personale e l’acquisizione di competenze autentiche, promuovendo il pensiero critico e creativo senza sostituirsi all’impegno e alla riflessione individuale.
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Tutela dei dati personali e della privacy
Un secondo caposaldo delle Linee guida è la tutela dei dati personali e, più in generale, dei diritti fondamentali alla privacy e alla non discriminazione. Nel documento si ribadisce con forza che l’introduzione dell’IA a scuola deve garantire il pieno rispetto della normativa su protezione dei dati personali, in primis il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il Codice Privacy italiano.
Viene richiamato espressamente il principio secondo cui il diritto alla protezione dei dati deve essere garantito durante l’intero ciclo di vita del sistema di IA, in linea con i principi di privacy by design e privacy by default. Ciò implica che sin dalla progettazione gli strumenti di IA destinati alle scuole debbano adottare impostazioni che minimizzino la raccolta di dati personali (solo quelli necessari per finalità didattiche esplicite e legittime) e che prevedano configurazioni predefinite orientate alla massima tutela della privacy. Le Linee guida insistono, inoltre, su misure tecniche quali l’anonimizzazione dei dati, l’uso di identificatori aggregati e la limitazione dei dati identificativi, per ridurre al minimo i rischi di violazione della riservatezza.
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Equità e inclusione
Un terzo fondamento è il richiamo costante all’equità. Le Linee guida affermano che l’IA, specialmente nei contesti educativi, deve promuovere l’equità, garantendo che tutti abbiano pari accesso alle opportunità e ai benefici derivanti dalla tecnologia.
Questo principio implica diverse azioni: innanzitutto progettare e utilizzare sistemi di IA imparziali e inclusivi, evitando che barriere tecnologiche possano escludere alcuni studenti (ad esempio, studenti con disabilità o provenienti da contesti socio-economici svantaggiati).
Inoltre, significa monitorare durante l’intero ciclo di vita dei sistemi l’eventuale insorgere di pregiudizi o distorsioni (bias) nei dati o negli algoritmi, così da correggerli e prevenire trattamenti ingiusti o discriminatori.
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Innovazione etica e responsabile
Equilibrio tra slancio innovativo e prudenza etica
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Ruoli e responsabilità del dirigente�
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Il dirigente scolastico viene indicato dalle Linee guida come la figura-chiave per guidare la scuola nel percorso di transizione digitale centrato sull’IA.
In primo luogo, al dirigente spetta una funzione di leadership strategica: egli deve favorire l’innesco di processi innovativi, orientando la comunità scolastica verso l’uso consapevole dell’IA e adattando l’istituzione alle sfide della società digitale. Le Linee guida sottolineano che il dirigente può avvalersi dell’IA per rafforzare la propria leadership organizzativa, ad esempio ottimizzando i processi routinari e ottenendo analisi più efficaci a supporto delle decisioni.
Ma, soprattutto, il dirigente scolastico viene investito di una responsabilità cruciale di governance e sorveglianza: è lui il garante ultimo che l’adozione dell’IA avvenga nel rispetto delle norme e dei principi etici. In pratica, dunque, il dirigente deve assicurare che siano effettuate le dovute valutazioni d’impatto privacy, che i fornitori di soluzioni IA scelti dalla scuola rispettino i requisiti di sicurezza e conformità, che i docenti vengano formati e seguano le linee di condotta, e che vi sia un controllo umano sulle decisioni automatizzate importanti.
Compiti e responsabilità dei docenti�
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duplice responsabilità:
- da un lato, i docenti devono utilizzare essi stessi gli strumenti di IA in maniera ponderata e conforme alle linee guida;
- dall’altro, fungono da guide educative per gli studenti, insegnando loro come interagire con l’IA in modo critico e produttivo.
Spetta al docente la progettazione didattica integrata con l’IA: valutare se e quali strumenti di IA adottare nella propria disciplina per migliorare l’apprendimento..
Docente garante dell’uso etico dell’IA e mediatore�
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L’insegnante deve vigilare affinché gli studenti usino gli strumenti di IA in modo corretto. Ad esempio, se si introduce un assistente di scrittura basato su IA per migliorare le abilità di composizione in italiano, il docente dovrà spiegare agli studenti i limiti dello strumento (possibili errori o bias) e impedire che lo utilizzino in modo passivo o per plagiare contenuti.
La “sorveglianza umana” in ambito didattico significa che il docente monitora costantemente gli output forniti dall’IA agli studenti, ne verifica l’accuratezza e interviene per correggere eventuali informazioni scorrette o interpretazioni fuorvianti.
Inoltre, il docente deve garantire equità nell’uso dell’IA: assicurarsi che tutti gli studenti abbiano l’accesso necessario e che nessuno sfrutti impropriamente le tecnologie per avvantaggiarsi. Paradossalmente, più l’IA diventa presente come tutor o assistente, più è fondamentale il ruolo di mentore del docente. Non a caso i docenti sono chiamati ad essere i mediatori pedagogici dell’IA.
Anche se l’IA può semplificare e potenziare la preparazione delle lezioni (si pensi alla generazione di materiali didattici diversificati, citata come opportunità dal documento), resta sempre al docente il compito di validare i contenuti, adattarli al contesto della propria classe e soprattutto mantenere viva la relazione educativa e la motivazione degli studenti.
Ruolo degli studenti�
Anche gli studenti sono parte attiva nell’ecosistema IA a scuola.
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IN SINTESI, Gli obiettivi dichiarati delle linee guida sono:
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Discrezionalità scolastica �tra libertà e alcuni vincoli�
Ci sono degli aspetti positivi e rassicuranti: alle Istituzioni scolastiche viene lasciata discrezionalità nell’attivare iniziative in materia di IA e vengono date alcune finalità definite “esemplificative e non esaustive”, presentate come suggerimenti.
La discrezionalità necessariamente passare attraverso la presentazione di un progetto, che poi dovrà essere approvato e inserito nel PTOF
Le finalità indicate sono:
• migliorare l’apprendimento e valorizzare potenzialità, talenti e inclinazioni individuali degli studenti;
• promuovere l’inclusione, favorendo interventi mirati che potenzino i processi di integrazione e contrastino la dispersione scolastica, creando al contempo ambienti sicuri e stimolanti per l’apprendimento;
• semplificare e ottimizzare i processi interni delle Istituzioni scolastiche attraverso l’automazione e la digitalizzazione delle attività amministrative, riducendo il carico operativo del personale scolastico e delle segreterie amministrative;
• potenziare la qualità e l’efficienza dei servizi rivolti a studenti e famiglie, garantendo un’esperienza più accessibile e reattiva alle loro esigenze;
• garantire una preparazione continua e specifica per l’adozione di nuove tecnologie, creando le condizioni per un’efficace integrazione dell’IA nei processi educativi e promuovendo un ambiente scolastico capace di innovarsi e di rispondere alle esigenze degli studenti e della società.�
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Coinvolgimento della comunità scolastica nell’implementazione dell’AI�
Le Linee guida prevedono che se i sistemi di IA sono legati principalmente ad attività didattiche o di supporto all’apprendimento “è necessario coinvolgere gli studenti e, quando opportuno, le loro famiglie tramite gli organi collegiali e rappresentativi, come i consigli di classe, i consigli di istituto o i comitati dei genitori e degli studenti, al fine di garantire che la comunità studentesca sia informata sulle innovazioni introdotte”;
Se invece utilizzate come supporto alle attività di pianificazione didattica o gestione amministrativa, occorre coinvolgere il personale e i loro rappresentanti (dipartimenti disciplinari, collegio dei docenti, rappresentanze sindacali).
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Aspetti positivi: flessibilità e prospettive di miglioramento�
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Opportunità didattiche, di inclusione e di amministrazione dell’IA a Scuola�
L’integrazione dell’IA offre numerosi vantaggi per la scuola:
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Spunti pratici per un avvio responsabile�
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Cosa devono fare ora le scuole…
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Definire le misure organizzative per l’utilizzo dell’IA
Costituire un gruppo di lavoro sull’argomento, possibilmente mettendo in rete scuole dello stesso ordine di studi
Riservare una sezione nel PTOF alla progettualità sull’IA
Elaborare un regolamento di utilizzo dell’IA
Definire strumenti e azioni didattiche interdisciplinari
(integrare il curricolo digitale)
Avviare la formazione del personale
Attivare un processo di comunità: consapevolezza degli alunni e dei genitori
Per concludere…
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Le Linee guida del Ministero sull’IA offrono alle scuole un’occasione importante: non soltanto introdurre strumenti tecnologici innovativi, ma ripensare in chiave nuova l’organizzazione e la didattica.
Al tempo stesso, rimane centrale il ruolo di dirigenti e docenti: l’IA non sostituisce l’educazione, ma la arricchisce, a patto che chi la utilizza sappia governarla, interpretarla e orientarla. La sfida è dunque culturale prima ancora che tecnologica: formare una comunità scolastica capace di adottare l’IA con spirito critico, consapevolezza etica e attenzione alla persona.
Come ricordato nell’AI Act europeo, «i sistemi di intelligenza artificiale nell’istruzione devono promuovere un’istruzione digitale di alta qualità, sostenere lo sviluppo delle competenze e garantire che nessuno studente venga discriminato o escluso». È in questa cornice che la scuola italiana è chiamata a muoversi: coniugando innovazione e valori, per diventare il luogo privilegiato in cui sperimentare un’IA al servizio dell’apprendimento e della cittadinanza democratica.
Grazie