Diario dei ragazzi di Villa Emma
DESCRIZIONI
31 agosto 1942
Caro diario,
che dire di questa villa? Te la disegno a parole, all’esterno. Mi viene meglio così che con la matita! E’ un parallelepipedo a due piani, con un tetto quasi spiovente e due logge: una al pianoterra e l’altra al piano superiore. La sua solidità è rassicurante. È circondata completamente da alberi; sul retro due ali delimitano un cortile. Davvero poche linee per una descrizione, VERO? Eppure ce l’ho messa tutta! Forse è colpa della stanchezza… Magari ci ritento domani oppure no, e devi accontentarti solo di questo.
Eva Reich
DESCRIZIONI
DESCRIZIONI
20 novembre 1942
Sempre più operativi! Con il trasferimento qui, a Nonantola, del magazzino della Delasem da Genova, dopo i vari bombardamenti, confezioniamo in porzioni più piccole il materiale che giunge sui camion da quella città. Indumenti, di solito usati, pezze di stoffa nuove ed oggetti vari: dalle matite colorate ai termometri, dai martelli ai rotoli di filo elettrico, il tutto destinato a ebrei italiani, chiusi nei campi di concentramento per civili, nei ghetti o nei domicili obbliga-tori. Siamo felici di aiutare i nostri fratelli. Siamo fortunati a non trovarci nelle loro condizioni … Ma quanto durerà?
Ursula Karger
18 ottobre 1942
Grazie a Joseph (Indig), detto Yoshka, e a Marko (Schoky), la villa è ritornata abitabile: ci hanno messo tutti sotto anche per occupare la mente e tenere lontani i pensieri più tristi. Divisi in gruppi pulia-mo, lucidiamo, ripariamo le cose rotte. Le ragazze e le bambine la-vano il bucato. Nell’arco della giornata facciamo ginnastica, pre-ghiamo e, per buona parte del pomeriggio, studiamo, soprattutto l’ebraico moderno, perché siamo diretti in Palestina, dove nascerà un nuovo Stato. E lì dovremo portare le basi per fondare una nuova nazione. Ernesto Leonardi, il mezzadro, ci insegna a lavorare i cam-pi: anche questo, ci hanno detto, ci servirà in futuro, nella nuova vi-ta in Palestina.
Laszlo Toeroek
PAROLE
PAROLE
3 dicembre 1942
Dopo una parola brutta una bella, anzi due, o tre addirittura.
E stavolta voglio spiegare io cosa vogliono dire.
ACCOGLIENZA: far sentire gli altri come a casa propria, e prendersi cura di loro.
COLLABORAZIONE: mettere insieme tutte le forze per il bene comune.
AMORE: riassume le prime due e non ha bisogno di spiegazioni.
È un sentimento umano naturale.
Tre parole preziose per la nostra sopravvivenza qui.
Betti Endzweig
3 dicembre 1942
Oggi parole nuove per te! E per di più strane! Già il suono non fa pensare a niente di buono! E fra poco scoprirai che non mi sbaglio proprio! Faccio fatica anche a pronunciarla.
“AN-TI-SE-MI-TI-SMO”: “odio contro gli ebrei”
E che vorrà dire poi? Non siamo nati tutti uguali? E allora perché questo odio verso di noi? Io non lo so. So solo che un certo Hitler in nome di questo antisemitismo ci ha costretti a fuggire, abbandonando
i nostri genitori. E Mussolini? L’ ha seguito a ruota per non essere da meno, lui! I fascisti vanno dicendo in giro che siamo il più grave peri- colo mondiale. Poveri noi!
Il piccolo Benno Goldberg
SENTIMENTI
PAROLE
3 marzo 1943
Da quando sono qui, a Nonantola, mi sento serena. La villa è un
ambiente confortevole e la gente del posto è cortese, disponibi-
le e generosa. Un’iniezione di benessere quotidiano per il mio
carattere già di suo solare e positivo. Vedo sempre il bicchiere
mezzo pieno e questo mi aiuta a risollevare l’animo di chi, inve-
ce, si lascia prendere dallo sconforto.
Voglio sperare con tutte le mie forze che i nostri sacrifici sa-
ranno ricompensati e che un giorno saremo liberi, liberi, li-
beri…
Gerda Tuckner
7 FEBBRAIO 1943
UN –ISMO CHE RISCATTERA’ GLI EBREI.
“SIONISMO”: IL TERMINE DERIVA DA SION, IL NUCLEO PRIMITIVO DELLA CITTA’ DI GERUSALEMME, E INDICA UN MOVIMENTO POLITICO, VOLTO ALLA CREAZIONE DI UNO STATO EBRAICO IN PALESTINA.
FINALMENTE, SE LA SORTE SARA’ DALLA NOSTRA PARTE, PO-TREMO REALIZZARE QUESTO SOGNO.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE ALLA NOSTRA SALVATRICE, RECHA FREIER. È LEI CHE HA ORGANIZZATO IL NOSTRO LUNGO VIAGGIO.
JOACHIM KIRSHENBAUM
SENTIMENTI
SENTIMENTI
15 maggio 1943
Caro diario,
oggi giornata grigia fuori e dentro. Il cielo triste mi
dà tanta malinconia. È vero, sono ancora vivo, ma
quanto è cambiata la mia vita! Sono lontano dai miei
amici, dalla mia casa, dai miei affetti. Nessuno potrà
restituirmi quello che ho perso. Passa il tempo, ma
la ferita non si rimargina. È davvero molto dura
andare avanti così. Un velo di lacrime mi bagna il
viso.
Danko Sternberg
17 aprile 1943
Io sono arrivata proprio da poco e ho una storia diversa:
vengo da Spalato. Parlando serbo-croato farò fatica a inse-
rirmi nel gruppo, e poi è sempre difficile entrare in un siste-
ma organizzato secondo certi ritmi. Mi auguro di riuscirci.
Sono un tipo insicuro, temo tutto e le vicende che ho vissu-
to hanno peggiorato la situazione. Sin da quando, dopo il
rastrellamento del ghetto, a Sarajevo, sono finita nel cam-
po di concentramento ustascia di Djakovo, la paura
è la mia compagna fissa. Lì ho assistito a scene crudeli e
ho rischiato grosso. Quando ci penso, provo tanto dolore
per chi, a differenza di me, non ce l’ha fatta a salvarsi.
Sarina Attias
RICORDI
RICORDI
2 giugno 1943
Chiudo gli occhi e rivedo la figura di mio padre seduto di fronte a
me nel treno che ci avrebbe portato a Monaco. Un treno molto
diverso dalla Mariannina. Una volta lì fui affidata a una signora
che mi avrebbe condotto in auto a Salisburgo. Lasciai la mano
di papà per quella dell’estranea. Il gelo mi bloccò il cuore.
Improvvisamente tra me e lui e la mamma, rimasta a casa per la
sua salute malferma, un muro alto, alto, sempre più alto... Intuii
che per sopravvivere dovevo svuotarmi degli affetti e dei rimpian-
ti. Più nessun coinvolgimento emotivo.
Lola Schindeleim
15 giugno 1943
Una musichetta mi risuona nelle orecchie: è quella
canzone che ho imparato da bambina. Parla della
libertà dei pensieri. Nananana na nà nananana nana
nana. Ecco, ecco… Fa così:
Die Gedanken sind frei, wer kann sie erraten?�Sei fliehen vorbei wie nächtliche Schatten
Kein Mensch kann sie Wissen, kein Jäger erschiessen�Es bleibet dabei: die Gedanken sind frei�Es bleibet dabei: die Gedanken sind frei
M‘immergo e sprofondo nella libertà che ora, da
profuga, non mi appartiene più.
Fanni Senft
EVENTI
RICORDI
12 luglio 1943
30 giugno 1943
Ora un passo indietro nel tempo, per ripercorrere con te le tappe della nostra odissea fin qui. Dopo aver raggiunto la Jugoslavia, nel febbraio del ‘41 blocco a Zagabria. Il territorio era controllato dai nazisti e dai fascisti. Allora spostamento verso la Slovenia, dove fu messo a nostra disposizione il castello di Lesno Brdo, una località sperduta tra monti e fitte foreste. Ma poi anche lì il pericolo. Così, grazie all’avvocato Lelio Valobra, breve soggiorno a Lubiana e, infi-ne, per intervento del generale Pieche, dirottamento dalla prevista Verona per Modena. Arrivo a Nonantola.
Kurt Schneider
Radio Londra ha annunciato: le truppe degli Alleati
anglo-americani sono sbarcate in Sicilia, nella parte
sud-occidentale. Pare che vogliano aprire un fronte
nell'Europa continentale, invadere e sconfiggere l'Italia
e infine concentrare, in un secondo momento, i propri
sforzi contro la Germania nazista.
Di certo ci saranno delle novità. Sono proprio curiosa di
sapere che cosa succederà, come evolverà la faccenda.
Saranno i nostri liberatori? Boh! In attesa di buone,
incrocio le dita.
Flora Kajon
EVENTI
o
EVENTI
9 settembre 1943
27 luglio 1943
Udite! Udite! L’altro ieri è successo un fatto importante:
il duce è stato tagliato fuori dai suoi stessi sostenitori ed
è stato arrestato per ordine del re Vittorio Emanuele (III).
Gli italiani sono stufi della guerra e di lui, che li ha por-
tati a combattere. Se lo meritava proprio: un uomo de-
bole dietro una maschera di potenza. La Germania sem-
pre a correre in suo aiuto dopo le sue sconfitte.
Ora il governo è in mano al maresciallo Pietro Badoglio.
Cambiamenti in vista! Cosa accadrà? Mah!
Lezo Kaweson
Badoglio ha firmato l’armistizio con gli Alleati.
Voltafaccia dell’Italia. Vabbè! Ma la guerra è cessata
e si potrà tornare finalmente alla normalità. Non se
ne poteva più, più, più. Bombardamenti, carri armati,
distruzioni, povertà…
Ecco! Dopo l’entusiasmo iniziale un attimo per capire
che i soldati nazisti, appostati sul Panaro, occuperan-
no il territorio dei traditori italiani e reagiranno con-
tro di noi. Il rischio aumenta. Questione di vita o di
morte. Panico.
Tina Gaon
RIFLESSIONI
RIFLESSIONI
3 ottobre 1943
Chi l’avrebbe mai detto! Un intero paese coinvolto
in un miracolo di solidarietà per evitare che noi gio-
vani ebrei finissimo nelle grinfie dei nostri persecu-
tori. Gente semplice, popolazione perlopiù di conta-
dini, avrebbe potuto denunciarci e invece…
Capendo che avevamo bisogno di amici e di aiuto
ci ha “adottato”. E così siamo entrati a far parte di
un’enorme famiglia.
Che gran cosa è la solidarietà!
Salli Maierowitz
2 ottobre 1943
“La necessità aguzza l’ingegno”: è proprio vero. E allora carte d’identità false per tutti, in cui non figuri più la di-citura “di razza ebraica”, utili per poter espatriare in Svizzera. E ancora, 40 cappotti per i più piccoli, tutti uguali, per farli passare come collegiali in gita.
Davvero una bella trovata!
Niente problemi. L’onestà e la correttezza vadano pure a farsi benedire quando c’è in ballo la vita!
Valermin Halpern
PREVISIONI
RIFLESSIONI
10 ottobre 1943
Ultimi sforzi e ancora tanta, tanta fortuna e giunge-
remo in Svizzera, per il momento la nostra meta. E
non so come e neppure quando, ma sento che suc-
cederà, a ricompensa di tutti i sacrifici, finalmente
l’arrivo nella Terra Promessa, dove potremo rico-
minciare e riacquisire la nostra identità di popolo.
Eppure è difficile pensare che non ci sarà nessun
ostacolo nel riappropriarci del nostro territorio do-
po tanto tempo. Non staranno aspettando certo noi!
Manfred Korenstein
5 ottobre 1943
Salvezza fisica e cura dello spirito: la ricetta
per andare avanti. Per la prima, espedienti,
aiuto e tanti colpi di fortuna e, per la seconda,
credere fermamente nel valore dell’educazione
e dell’istruzione. E quindi esercizio assiduo
della mente su libri, libri, libri. Materie diverse,
argomenti diversi, lezioni diverse. In pratica
scuola, fin dal tempo di Lesno Brdo. La cultura
rimane sempre importante.
Leo Kaffler
PREVISIONI
PREVISIONI
15 ottobre 1943
La mia più che una previsione una promessa, che farò
in modo di mantenere a tutti i costi. Ritornare a Villa
Emma, dove ho vissuto una vita “normale”, circondata
da tanto calore umano. Una parentesi di serenità per
circa un anno. Un’esperienza indimenticabile.
Rimettere piede nel paese che mi ha ospitato sarebbe
come ristabilire quel legame, in verità mai interrotto,
con una realtà di cui ho fatto pienamente parte. Ma-
gari potrei rincontrare alcune persone conosciute, cui
riserverò perennemente la mia gratitudine.
Ruth Drucker
14 ottobre 1943
Davvero molte le persone di Nonantola a prender-
si cura di noi: assistenza, costante e piena disponi-
bilità. Tra gli altri, in particolare, il prete, don Ar-
rigo Beccari e il dottor Giuseppe Moreali. Compli-
ci tra di loro al fine della nostra salvezza, hanno
provveduto a nasconderci nel seminario, in abita-
zioni, in negozi ecc. Due persone degne di ricono-
scimenti per la loro opera prestata a favore del
prossimo.
Otto Liebling
G
IMMAGINI
IMMAGINI
Castello di Lesno Brdo
la nostra casa
IMMAGINI
G
FOTOGRAFIE
G
IMMAGINI
Recha Freier, fondatrice della Gioventù Aliyah
L’avvocato Lelio Valobra, Presidente della Delasem
Don Arrigo Beccari, prete di Nonantola
Il dottor Giuseppe Moreali, medico di Nonantola
NOI
GE
IMMAGINI
E per concludere un disegno…
Chissà se mai qualcuno vorrà pubblicare
questo diario! Pretesa troppo grande!!!