1 of 16

ATTIVITÀ DI BIOSTIMOLANTI CONTRO FUNGHI FITOPATOGENI: PRIMI SAGGI IN VITRO

TESI DI LAUREA DI RELATORE

Giacomo Fiore Prof. Livio Torta

Matricola: 0744163 CORRELATORE

Dott.ssa Marika Lamendola

ANNO ACCADEMICO 2022/2023

2 of 16

Biostimolanti, definizione

Secondo la definizione dell’EBIC (European Biostimulant Industry Council):

«per biostimolanti delle piante si intendono prodotti che contengono una o più sostanze e/o microrganismi la cui funzione, quando applicati alle piante o alla rizosfera, è stimolare i processi naturali per aumentare/favorire l’assorbimento dei nutrienti, l’efficienza nutrizionale, la tolleranza agli stress abiotici e la qualità della coltura indipendentemente dal loro contenuto di nutrienti»

  • La prima definizione del concetto di biostimolante risale al 1933 (Filatov, 1949);
  • Da un punto di vista scientifico, P. du Jardin individua la nascita del termine all’interno di una rivista online chiamata «Ground Maintenance» nel 1997 (du Jardin, 2015);
  • Il termine biostimolante all’interno della letteratura scientifica viene utilizzato per la prima volta da Kauffman (Kauffman et al., 2007);
  • Il primo a definire e riunire in classi sotto un punto di vista scientifico i prodotti biostimolanti fu du Jardin (2015).

Introduzione

3 of 16

In Europa, Regolamento (UE) 2019/1009:

«un prodotto fertilizzante dell’UE con la funzione di stimolare i processi nutrizionali delle piante indipendentemente dal tenore di nutrienti del prodotto, con l’unico obiettivo di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche delle piante o della loro rizosfera: a) efficienza dell’uso dei nutrienti; b) tolleranza allo stress abiotico; c) caratteristiche qualitative; o d) disponibilità di nutrienti contenuti nel suolo o nella rizosfera.»

In Italia, D.L. 75/2010, rientrano all’interno della categoria merceologica dei «fertilizzanti», dieci «denominazioni del tipo»:

1. Idrolizzato proteico di erba medica; 2. Epitelio animale idrolizzato (solido o fluido), 3.Estratto liquido di erba medica, alghe e melasso; 4.Estratto liquido di erba medica, alghe e melasso; 5.Estratto acido di alghe della Famiglia Fucales; 6.Inoculo di funghi micorrizici; 7.Idrolizzato enzimatico di Fabaceae; 8.A) Filtrato di crema di alghe, B) Soluzione di filtrato di crema di alghe; 9.Estratto umico di leonardite; 10.Estratto fluido azotato a base di alga Macrocystis integrifolia.

Introduzione

Inquadramento legislativo di biostimolanti e corroboranti

4 of 16

Per quanto riguarda i corroboranti, potenziatori delle difese naturali dei vegetali (D.M. 6793/2018):

«mezzi tecnici di origine naturale che migliorano e aumentano la naturale resistenza delle piante nei confronti degli organismi nocivi e dei danni abiotici o incentivando il metabolismo secondario della pianta al fine di contenere gli attacchi da parte di patogeni e parassiti o agendo quali «sistemi fisici isolanti».

Per organismi nocivi si intende:

«qualsiasi specie, ceppo o biotipo appartenente al regno animale o vegetale, nonché altri agenti patogeni nocivi per i vegetali o i prodotti vegetali.»

Introduzione

5 of 16

Scopo della tesi

Considerato il contesto climatico-ambientale, i recenti trattati internazionali (Accordo di Parigi, Green Deal, etc...) e constatata la scarsità di notizie al riguardo nella comunità scientifica, lo scopo della tesi è volto alla valutazione di un’eventuale attività di controllo da parte di prodotti biostimolanti (e non) nei confronti di funghi fitopatogeni ed il relativo grado di contenimento.

6 of 16

Formulati impiegati

OliveSaver

(estratto di corteccia di pino)

Biostimolante

KKelp

(estratto di alghe brune)

Biostimolante

Propoli Serbios

(Propoli)

Corroborante

AgruSaver

(estratto di corteccia di pino)

+

(estratto di alghe brune)

Biostimolante

3 concentrazioni differenti:

  • tal quale (1);
  • 1/2;
  • 1/10.

Materiali e metodi

7 of 16

Microrganismi fungini oggetto di studio

Rhizoctonia sp.;

Pleurotus ostreatus;

Fusarium sp.;

Botrytis cinerea.

Materiali e metodi

Basidiomycota

Ascomycota

8 of 16

Allestimento substrati avvelenati

Preparazione tramite il metodo della diluzione in agar (Balouiri et al., 2016).

Da un punto di vista operativo:

  • Preparazione PDA (Potato Dextrose Agar);
  • Contestualmente al PDA:

-OliveSaver 🡪 12 ml∙l-1;

-KKelp 🡪 3,6 ml∙l-1;

-AgruSaver 🡪 15,6 ml∙l-1 (1), 7,8 ml∙l-1 (1/2), 1,56 ml∙l-1 (1/10);

  • Sterilizzazione e versamento.
  • Ad eccezione di:

-Propoli Serbios 🡪 2,5 ml∙l-1.

Materiali e metodi

9 of 16

Allevamento su piastra

  • Prelievo di dischetti da colonie pure con l’ausilio di un foratappi da 10 mm e deposizione sui differenti substrati;
  • Per ogni microrganismo sono state realizzate due repliche su PDA (controllo) e tre per ogni differente formulato;
  • Incubazione;
  • Osservazioni ogni tre giorni per nove giorni, andando a misurare la crescita del micelio.
  • Calcolo dell’inibizione di crescita tramite la formula di Nduagu et al. (2008):

 

Materiali e metodi

10 of 16

Calcolo dell’inibizione di crescita (Nduagu et al., 2008)

Treatments

Dilution (ml∙l^-1)

Mycelial growth (cm)

Mycelial reduction (%)

PDA (control)

-

7,25±0,73 a

-

KKelp

3,6 ml∙l^-1

7,1±0,73 a

2,8

OliveSaver

12 ml∙l^-1

3,1±0,73 c

56,3

AgruSaver (1)

15,6 ml∙l^-1

5,5±0,73 ab

24,4

AgruSaver (1/2)

7,8 ml∙l^-1

3,2±0,73 c

33,8

AgruSaver (1/10)

1,56 ml∙l^-1

4,8±0,73 bc

34,0

Propoli Serbios

2,5 ml∙l^-1

5,12±0,73 abc

29,4

Treatments

Dilution (ml∙l^-1)

Mycelial growth (cm)

Mycelial reduction (%)

PDA (control)

-

8,5±0,31 a

-

KKelp

3,6 ml∙l^-1

8,5±0,31 a

0,0

OliveSaver

12 ml∙l^-1

7,7±0,31 a

9,8

AgruSaver (1)

15,6 ml∙l^-1

8,5±0,31 a

0,0

AgruSaver (1/2)

7,8 ml∙l^-1

8,5±0,31 a

0,0

AgruSaver (1/10)

1,56 ml∙l^-1

8,5±0,31 a

0,0

Propoli Serbios

2,5 ml∙l^-1

8,5±0,31 a

0,0

Treatments

Dilution (ml∙l^-1)

Mycelial growth (cm)

Mycelial reduction (%)

PDA (control)

-

7,5±0,23 a

-

KKelp

3,6 ml∙l^-1

7,8±0,23 a

-3,6

OliveSaver

12 ml∙l^-1

2,7±0,23 d

63,9

AgruSaver (1)

15,6 ml∙l^-1

5,2±0,23 bc

31,5

AgruSaver (1/2)

7,8 ml∙l^-1

5,1±0,23 c

32,8

AgruSaver (1/10)

1,56 ml∙l^-1

5,9±0,23 b

22,2

Propoli Serbios

2,5 ml∙l^-1

7,7±0,23 a

-2,2

Treatments

Dilution (ml∙l^-1)

Mycelial growth (cm)

Mycelial reduction (%)

PDA (control)

-

4,2±0,06 a

-

KKelp

3,6 ml∙l^-1

4,0±0,06 b

3,0

OliveSaver

12 ml∙l^-1

0,0±0,06 c

100,0

AgruSaver (1)

15,6 ml∙l^-1

1,8±0,06 d

57,0

AgruSaver (1/2)

7,8 ml∙l^-1

2,4±0,06 e

43,0

AgruSaver (1/10)

1,56 ml∙l^-1

2,7±0,06 f

35,3

Propoli Serbios

2,5 ml∙l^-1

3,4±0,06 g

17,7

 

Fusarium sp.

 

P. ostreatus

 

Rhizoctonia sp.

 

B. cinerea

PDA = Potato Dextrose Agar;

KKelp = Estratto di alghe brune;

OliveSaver = Estratto di corteccia di pino;

AgruSaver = Estratto di corteccia di pino ed estratto di alghe brune;

Propoli Serbios = Estratto idroalcolico di propoli.

Risultati

11 of 16

Crescita media dei funghi su substrato avvelenato con OliveSaver (estratto di corteccia di pino)

Risultati

12 of 16

Rhizoctonia sp.

Fusarium sp.

Pleurotus ostreatus

Risultati

OliveSaver (estratto di corteccia di pino)

13 of 16

KKelp (estratto di alghe brune)

Risultati

Rhizoctonia sp.

Pleurotus ostreatus

14 of 16

Attività dei differenti formulati alle varie concentrazioni sui funghi oggetto di studio

Risultati

15 of 16

Conclusioni e prospettive future

  • Una certa attività di contenimento è stata rilevata da parte dei formulati saggiati;
  • Il formulato più efficace è stato OliveSaver, quello meno efficace KKelp;
  • Risultati altrettanto interessanti con AgruSaver e Propoli Serbios;
  • Risultano ancora poco chiare le sostanze attive e le interazioni;
  • In virtù dei risultati ottenuti si potrebbero impiegare tali prodotti per il contenimento di agenti fitopatogeni considerando anche il bassissimo o nullo impatto ambientale;
  • Prospettive future riguardanti le applicazioni in vivo;
  • Ordinamento giuridico (Reg. (UE) 2019/1009, D.L. 75/2010 e D.M. 6793/2018) da rivalutare alla luce dei risultati ottenuti.

16 of 16

Grazie per l’attenzione.