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L’ACQUA LA CONOSCIAMO?

Dalla chimica alla risorsa

PFC

Aula Ederle palazzo del Bo

venerdì 10 gennaio 2025 Nicole Schmidt

naturalista e biologa

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ACQUA E ……….

  • Acqua e vita: formula chimica, caratteristiche chimico –fisiche, origine, ciclo idrologico
  • Acqua da bere (principio nutritivo): rubinetto (potabile) e in bottiglia (acque minerali)
  • Acqua usi e abusi: agricoltura, industria, energia, uso domestico
  • Acqua e cibo: quantità d’acqua negli alimenti (acqua virtuale)
  • Acqua e ambiente: (acqua a rischio) qualità, inquinamenti, dissesto idrogeologico, dighe, desertificazione
  • Acqua e idrosfera: acqua marina (oceanografia) e continentale (criosfera, acque sotterranee e superficiali)
  • Acqua e cambiamento climatico: siccità e inondazioni
  • Acqua e energia: energia idroelettrica, macchine ad acqua (idrogeno)

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ACQUA E ……….

  • Acqua e cultura: acqua nella storia sociale e religiosa (a livello mondiale e locale)
  • Acqua e povertà: distribuzione geografica-disponibilità
  • Acqua e salute: le malattie e l’acqua
  • Acqua e pace (acqua oro blu): conflitti per l’acqua
  • Acqua e servizio idrico: captazione, potabilizzazione, distribuzione, fognatura, depurazione
  • Acqua e gestione: costruzioni idrauliche, gestione sostenibile
  • Acqua e diritto (acqua bisogno o diritto?): normativa, legalità
  • Acqua e responsabilità individuale: rispetto, risparmio, riuso, riciclo, stili di vita
  • Acqua e responsabilità collettiva: sviluppo sostenibile, gestione partecipata, consigli dei cittadini, solidarietà, Agenda 2030
  • Acqua bene comune: acqua per tutti

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SCALETTA

  • Perché H20?
  • Da dove viene?
  • Perché è alla base della vita?
  • Quanta ne abbiamo?
  • Come è distribuita?
  • Quanta ne consumiamo?
  • Quanta ve ne è nel cibo?

  • E’ un bisogno o un diritto?
  • E’ merce o Bene Comune?
  • E’ un obiettivo dell’Agenda 2030?

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PERCHÉ H20?

O ha 8 protoni e 8 elettroni

(e anche 8 neutroni, nel nucleo)

H ha 1 protone e 1 elettrone

Regola dell’ottetto: gas nobili stabili

TAVOLA PERIODICA

Ne ha Numero atomico 10 = elettroni,

(e 10 protoni) è un gas nobile,

orbita esterna completa

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PIANETA TERRA O PIANETA ACQUA?

«Noi chiamiamo Terra la nostra dimora nel cosmo, ma Acqua sarebbe un nome più appropriato.» H2O. Una biografia dell’acqua. Philip Ball

Prima foto dell'intero pianeta scattata da un essere umano (William Anders)

21 dicembre 1968 - Missione Apollo 8

Gli oceani ricoprono il 71% della superficie terrestre

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DA DOVE VIENE L’ACQUA? Mistero

I ipotesi: dal sistema solare

Al momento della formazione della Terra, 4,6 mld di anni fa, la temperatura era troppo elevata per permettere la condensazione dell’acqua.

Studi sulla composizione isotopica dell’acqua

Isotopi dell’idrogeno

Su 1 mln di molecole d’acqua 150 di HDO

Fra i 3,8-4 mld anni

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DA DOVE VIENE L’ACQUA?

II ipotesi: dai vulcani

Dai vulcani fuoriesce acqua (vapore acqueo) e si sono formati gli oceani.

Fondamentale la Tettonica a Placche (non si sa quando è iniziata, ma nel sistema solare solo sulla terra).

Forse all’inizio le rocce che formavano la Terra contenevano dell’ossigeno che, una volta liberatosi nell’atmosfera, si sarebbe legato all’idrogeno già presente creando dell’acqua.

Nel 2014 (studi Nestola Fabrizio, dip Geoscienze) all’interno di un diamante superprofondo (660 km) preveniente dal Brasile si è trovato un significativo contenuto d’acqua (non liquida, dentro i minerali, OH).

Nel mantello vi è riserva d’acqua.

Da 4,6 mld di anni

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PERCHÉ L’ACQUA È ALLA BASE DELLA VITA? �H2O Proprietà chimiche

Legame covalente polare:

ineguale condivisione degli elettroni,

gli atomi mantengono una leggera carica (H positiva e O negativa)

la molecola viene definita polare.

Acqua miglior solvente:

scioglie sostanze polari e

sostanze ioniche (sali)

Legame covalente

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PERCHÉ L’ACQUA È ALLA BASE DELLA VITA?�H2O Proprietà fisiche

Legami a idrogeno

(forze intermolecolari)

responsabili di:

  • Tensione superficiale (goccia)
  • Coesione e adesione
  • Capillarità (trasporto di nutrienti)
  • Densità ghiaccio < densità acqua liquida (vita sotto ghiaccio laghetti)
  • Calore specifico elevato (resistenza agli sbalzi termici)
  • Calore di fusione elevato
  • Calore di evaporazione elevato (effetto rinfrescante)

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QUANTA ACQUA NELL’UOMO?

L’acqua costituisce circa:

  • 67% dell’adulto
  • 80-90% del neonato
  • 50% dell’anziano

Nella donna il contenuto d’acqua è minore (55-60%) per una maggiore presenza di tessuto adiposo.

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ACQUA PRINCIPIO NUTRITIVO

Funzioni dell’acqua:

    • digestione e assorbimento dei principi nutritivi
    • trasporto nutrienti e sostanze
    • l’escrezione dei residui catabolici
    • reazioni metaboliche cellulari
    • composizione costituenti cellulari
    • termoregolazione
    • idratazione pelle e mucose
    • lubrificazione articolazioni e tessuti

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ACQUA PRINCIPIO NUTRITIVO

Fabbisogno: 2-2,5 l/die

Bilancio idrico:

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QUANTA NE ABBIAMO?

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ACQUA NEL MONDO

La superficie del nostro pianeta è coperta:

- per il 71% da acqua

- per il 29% da terra

Il 97% dell’acqua sul nostro globo è salata, quindi contenuta nei mari e negli oceani.

Solo il 3% è acqua dolce.

Ma di questo 3%, circa 2/3 è trattenuta nei ghiacciai e nelle nevi perenni.

MENO DELL’1% DEL TOTALE DI ACQUA PRESENTE NEL MONDO È DISPONIBILE PER L’UOMO!

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DOVE SI TROVA L’ACQUA PRESENTE SULLA TERRA?

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ACQUA NEL MONDO

L’acqua dolce (il 3%) è 35 mln km3, è così suddivisa:

ACQUA BENE PREZIOSO

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ACQUA NEL MONDO

Acqua dolce 35 mln km3

Riserva idrica (utilizzabile) 11 mln km3

Focus sulla disponibilità assoluta è fonte di distrazione

Acqua dolce è risorsa rinnovabile

Focus iniqua distribuzione

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COME è DISTRIBUITA?

  • circa 700 milioni di persone non ha accesso all’acqua potabile

(una fontana entro 1 km,

o 30 minuti di cammino);

  • circa 2,4 miliardi non ha accesso ai servizi di fognatura.
  • l’80% dell’acqua potabile mondiale viene consumata solo dal 20% della popolazione.

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RISORSE IDRICHE PRO CAPITE

2011

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STRESS IDRICO

Almeno il 50% della popolazione mondiale (circa 4 miliardi di persone) è soggetto a stress idrico estremo per almeno un mese all’anno (secondo il World Resource Institute).

Nel 2019 il World Economic Forum ha classificato la water scarcity come uno dei rischi globali più gravi per il prossimo decennio.

Entro il 2040 saranno ben 33 gli Stati che dovranno affrontare uno stress idrico estremo (rapporto WRI).

Indice che esprime la quantità percentuale di risorse idriche utilizzate in rapporto a quelle disponibili in una certa zona.

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STRESS IDRICO NEL MONDO

Aumento della captazione

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QUANTA NE ABBIAMO?

Disponibilità (potenziale) di acqua dolce:

- nel 1950: 17.000 m3 anno/procapite�- nel 2024: 8.470 m3 anno/procapite

In media ogni abitante del pianeta consuma oggi il doppio di acqua rispetto all’inizio del 1900,

e globalmente, il consumo mondiale di acqua è circa decuplicato solo nell’arco di un secolo.

Stress idrico: <1700 m3 anno/procapite

Scarsità idrica: <1000 m3 anno/procapite

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CAUSE SCARSITA’ ACQUA

CAUSE NATURALI:

  • ineguale distribuzione (anche altre risorse)

CAUSE UMANE :

  • mancata costruzione di strutture (acquedotti, pozzi…)
  • siccità imputabile al Cambiamento Climatico
  • inquinamento delle falde
  • spreco nella modalità di produzione agricola

nelle modalità di produzione industriale

nelle modalità di uso domestico

  • crescita demografica (aggravante, non causa scatenante)

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ACQUA E CIBO

L’acqua è il principale fattore che limita la produzione di cibo

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ACQUA E SALUTE

MORTI a causa mancanza o acqua infetta:

30.000 morti al giorno, specie bambini e anziani.

Quasi 3 milioni di persone all’anno:

  • 2 mln per diarrea, ma anche:
  • Schistosomiasi, colera, epatite, tifo.

6 milioni diventano ciechi a causa del Trachoma.

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QUANTA NE ABBIAMO IN ITALIA?

L’Italia è prima in Europa per quantità di acqua prelevata con 39 miliardi di m3 all’anno.

Dato che messo in rapporto alla disponibilità (130 miliardi di m3), ci dice che nel nostro paese i prelievi idrici ammontano a circa il 30% della disponibilità idrica annua (dati 2017, ultimo anno disponibile).

L’Italia uno dei paesi europei con la maggior disponibilità di acqua: è al terzo posto nella classifica europea che ne misura il volume totale: con 130 miliardi di m3 ogni anno.

(secondi soltanto a Svezia e Francia)

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USO DELL’ACQUA

In Italia 31% 12% 57%

Laboratorio REF

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ACQUA CAPTATA IN ITALIA

L'Italia preleva la più alta quantità pro capite dopo Canada e Stati Uniti: 980 m3 per abitante

(media UE 640; Grecia 490; Francia 700).

L’Italia si conferma il paese con i maggiori prelievi idrici

in Europa.

L’Italia è seconda, dopo

la Spagna, per i prelievi idrici destinati all’agricoltura (16 mld nel 2017),

prima per consumi industriali (8 mld m3),

Consumi civili (più 9 mld m3),

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ACQUA IN ITALIA

  • uso domestico: circa 250 l/giorno per abitante (in Francia 156 e 162 in Austria)
  • 155 miliardi di mc disponibilità annua teorica d’acqua per usi civili e produttivi
  • 2700 mc la quota teorica pro-capite per abitante, ridotta di un terzo circa per perdite, quella utilizzabile è stimata in circa 920 mc a persona l’anno
  • Il 15% della popolazione italiana, per quattro mesi l’anno (giugno-settembre) è sotto la soglia del fabbisogno idrico minimo
  • un terzo dell’acqua utilizzata per l’irrigazione in Italia è destinata alla produzione di mangimi per la filiera zootecnica
  • L’estate appena trascorsa, quella del 2024, ha messo in ginocchio il Sud Italia costringendo Sicilia, Sardegna e Basilicata a fare i conti con carenze d’acqua senza precedenti, paralizzando le attività agricole

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IN ITALIA LA RETE IDRICA FA ACQUA

  • perdita media di acqua della rete: circa 40%, (dato 2022) dal 65,5% (Basilicata) al 29,7 % Emilia Romagna.
  • perdita di 157 litri al giorno per abitante
  • circa 13.500 acquedotti trasportano 8.000 milioni m3 acqua all’anno
  • circa 150 mila Km condutture da controllare
  • età media rete idrica: 32 anni
  • L’inquinamento costituisce il maggior pericolo per le riserve idriche
  • Solo nel 2004 è entrato in funzione il depuratore dell’acqua a Milano

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CONSUMO DOMESTICO QUOTIDIANO�

  • uno statunitense: 400 litri di acqua
  • un europeo: 200 litri
  • un israeliano: 300 litri
  • un palestinese: 70 litri
  • un haitiano: 20 litri
  • un africano: 20 litri

Secondo l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) al di sotto della soglia di 50 litri al giorno per abitante si può parlare di «sofferenza per mancanza d’acqua».

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CONSUMO DOMESTICO

250 l di un italiano al giorno:

  • 39% bagno o doccia
  • 20% usi sanitari (gabinetto)
  • 12% bucato (lavatrice)
  • 10% lavaggio stoviglie
  • 6% uso in cucina
  • 6% lavaggio auto e giardino
  • 6% altri usi
  • 1% per bere (soltanto!)

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FABBISOGNO MINIMO

Secondo l’OMS

il fabbisogno minimo giornaliero di acqua è di circa 50 litri per persona:

2 litri per le bevande

5 litri per la preparazione del cibo

20 litri per l’igiene personale

23-25 litri per gli scarichi WC

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COSA SI’ E’ FATTO

  • Sensibilizzazione
  • Decennio dell’acqua
  • Giornata dell’acqua

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MANIFESTO INTERNAZIONALE CONTRATTO MONDIALE SULL’ACQUA

IL DIRITTO ALLA VITA Veniamo dall’Africa, dall’America Latina, dal Nord America, dall’Asia e dall’Europa. Ci siamo riuniti nel 1998¹ con nessun’altra legittimità o rappresentatività se non quella di essere cittadini preoccupati dal fatto che

1 miliardo e 400 milioni di persone del pianeta su 5 miliardi e 800 milioni di abitanti non hanno accesso all’acqua potabile.

Questo è intollerabile. Ora il rischio è grande che nell’anno 2020, quando la popolazione mondiale sarà di circa 8 miliardi di esseri umani, il numero delle persone senza accesso all’acqua potabile aumenti a più di 3 miliardi. �Questo è inaccettabile. �Possiamo e dobbiamo impedire che l’inaccettabile diventi possibile. �Come? E’ nostra convinzione che sia possibile raggiungere un tale obiettivo se si seguono i principi e le regole qui descritti.

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¹A Lisbona, Valencia su iniziativa del gruppo di Lisbona e della Fondazione Mario Soares,

grazie al contributo finanziario della Fondazione C. Gulbekian, della Generalitat Valenciana, dell'Istitutito da Agua e del Grupo IPE-Agua do Portogallo

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IL MANIFESTO DI LISBONA

L’ACQUA “FONTE DI VITA” E’ UN BENE COMUNE CHE APPARTIENE A TUTTI GLI ABITANTI DELLA TERRA

In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, l’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune.

A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata.

L’acqua è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. Non può essere oggetto di scambio commerciale di tipo lucrativo. 

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IL MANIFESTO DI LISBONA

2. IL DIRITTO ALL’ACQUA E’ UN DIRITTO INALIENABILE INDIVIDUALE E COLLETTIVO

L’acqua appartiene più all’economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all’economia privata dell’accumulazione individuale ed altre forme di espropriazione della ricchezza. Mentre nel passato le condivisione dell’acqua è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l’accesso all’acqua come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo.

E’ compito della società, nel suo complesso e ai vario livelli di organizzazione sociale, garantire il diritto di accesso, secondo il doppio principio di corresponsabilità e sussidiarietà, senza discriminazioni di razza, sesso, religione, reddito o classe sociale.

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IL MANIFESTO DI LISBONA

3. L’ACQUA DEVE CONTRIBUIRE AL RAFFORZAMENTO DELLA SOLIDARIETA’ FRA I POPOLI, LE COMUNITA’, I PAESI, I GENERI, LE GENERAZIONI

 

Le risorse d’acqua sono distribuite in modo ineguale.

Questo non significa che deve esserci anche ineguaglianza nell’accesso all’acqua fra le persone, le comunità e le regioni. Inoltre, l’ineguaglianza nella distribuzione dell’acqua e della ricchezza finanziaria non significa che le persone ricche d’acqua e ricche economicamente possano farne l’uso che vogliono, anche venderla o comprarla) all’estero per derivarne il massimo profitto (o piacere).

Queste ineguaglianze devono essere rimosse.

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IL MANIFESTO DI LISBONA

4. L’ACCESSO ALL’ACQUA NECESSARIAMENTE AVVIENE TRAMITE PARTNERSHIP

 La cittadinanza e la democrazia si basano sulla cooperazione e il rispetto reciproco. Un partnership per l’acqua è il principio ispiratore che sta dietro a tutti i progetti che ha permesso la risoluzione di conflitti che in certe regioni del mondo hanno tradizionalmente avvelenato le relazioni fra paesi appartenenti allo stesso bacino idrografico.

Noi sosteniamo una vera partnership pubblica, pubblica a livello locale, nazionale, mondiale. Una gestione dell’acqua sostenibile non solo può, ma deve essere fondata sul rispetto delle diversità culturali e sul pluralismo socio-economico.

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IL MANIFESTO DI LISBONA

5. CREDIAMO CHE LA RESPONSABILITA’ FINANZIARIA PER L’ACQUA DEBBA ESSERE COLLETTIVA E INDIVIDUALE SECONDO I PRINCIPI DI RESPONSABILITA’ E DI UTILITA

 Assicurare l’accesso all’acqua per i bisogni vitali e fondamentali di ogni persona e di ogni comunità umana è obbligo per l’intera società. E’ la società che deve assumere collettivamente i costi relativi alla raccolta, produzione, deposito, distribuzione, uso, conservazione e riciclo dell’acqua, in vista della fornitura e della garanzia di accesso all’acqua nella continuità e nella qualità minima indispensabile.

I costi sono costi sociali comuni che devono essere sostenuti dall’intera collettività. Il finanziamento deve essere assicurato mediante una ridistribuzione collettiva.

I meccanismi di fissazione dei prezzi individuali, secondo un sistema di progressività, intervengono a partire da un livello di utilizzazione dell’acqua oltre il minimo vitale indispensabile: oltre questo minimo vitale, è infatti corretto che i prezzi siano in funzione della quantità usata.

Vi è però un limite all’uso: ogni eccesso deve essere considerato illegale.

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IL MANIFESTO DI LISBONA

6. L’ACQUA E’ “L’AFFARE” DEI CITTADINI

 Creare le condizioni necessarie per assicurare l’accesso all’acqua, effettivo e sostenibile, è un problema che concerne tutti i membri della società.

E’ anche un tema iter-generazionale. E’ compito infatti delle generazioni attuali di usare, valorizzare, proteggere e conservare le risorse d’acqua in modo tale che le generazioni future possano godere della stessa libertà di azione e di scelta che per noi oggi auspichiamo.

I cittadini devono essere al centro del processo decisionale.

Le gestione dell’acqua integrata e sostenibile appartiene alla sfera della democrazia. Gli utenti possono e devono giocare un ruolo chiave mediante scelte e modi di vita più ragionevoli, equi e responsabili necessari per assicurare la sostenibilità ambientale, economica e sociale.

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IL MANIFESTO DI LISBONA

7. LA POLITICA DELL’ACQUA IMPLICA UN ALTO GRADO DI DEMOCRAZIA A LIVELLO LOCALE, NAZIONALE, CONTINENTALE E MONDIALE

 Per definizione l’acqua richiede una gestione decentralizzata e trasparente. Le istituzioni esistenti di democrazia rappresentativa devono essere rafforzate. Nuove forme di governo democratico devono essere create. La democrazia partecipativa è inevitabile. Questo è possibile con o senza le nuove tecnologie informatiche e comunicative, a livello di comunità locali, città, bacini, regioni. Nuove e coerenti cornici regolative a livello internazionale e globale devono essere disegnate e attuate accrescendo la visibilità di una politica dell’acqua sostenibile a livello globale, ad opera della comunità globale. I parlamenti sono luogo e gli attori naturali a questo riguardo. Questo è il motivo per cui crediamo che sia urgente ed essenziale (ri)valorizzare le pratiche tradizionali locali di gestione dell’acqua. Un’ importante eredità di conoscenze, competenze e pratiche della comunità molto efficienti e sostenibili, è stata dilapidata e si è persa. C’è il rischio che venga ulteriormente distrutta negli anni futuri.

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ACQUA COME

DIRITTO O BISOGNO?

LA DIFFERENZA TRA BISOGNO E DIRITTO È SOSTANZIALE!

BISOGNO

FONDAMENTALE

DIRITTO UMANO

La collettività ha il dovere di garantire le condizioni perché il bene acqua sia goduto da tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche

Spetta ad ogni individuo darsi i mezzi economici e tecnici per soddisfare il bisogno in base alle proprie capacità ed al proprio reddito

SI

NO

COMPORTA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA?

DEFINIZIONE IMPEGNATIVA?

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ACQUA COME

BENE COMUNE O MERCE?

LA DIFFERENZA TRA BENE COMUNE ED ECONOMICO È SOSTANZIALE !

BENE ECONOMICO

BENE COMUNE

È un bene che viene usufruito da tutti i membri della comunità locale. Il bene comune non appartiene né al soggetto pubblico, a quello privato, ma alla comunità nel suo insieme che fruisce della risorsa acqua e che ha la responsabilità di salvaguardarla.

È un bene di rilevanza economica, affidato agli strumenti della concorrenza e del mercato quali la gara, la tariffa, la società per azioni…

per poter trarre profitto. L’acqua diventa quindi merce.

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ACQUA BENE COMUNE

  • Un “bene comune” è tale perché:
    • è un bene disponibile e accessibile a tutti, la disponibilità deve essere universale;
    • è un bene essenziale e insostituibile alla vita, cioè senza i quali è difficile vivere, si vive male, si ha una vita indegna di un essere umano.
  • I beni comuni appartengono per essenza al campo dei diritti umani, diritti collettivi.
  • Un diritto umano è per definizione universale, indivisibile, imprescrittibile.
  • Non si sceglie un diritto. Un diritto appartiene a tutti.

Il diritto è un” titolo” inerente alla natura della dignità umana, cioè all’essere membri di una stessa famiglia l’ “umanità”.

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ACQUA BENE COMUNE

L’acqua è un Bene Comune perché :

  • è una condizione essenziale per la dignità, per la vita di ogni essere umano
  • è un elemento indispensabile per la sopravvivenza del nostro pianeta Terra che è prevalentemente composto di acqua
  • è il simbolo della vita di ogni essere vivente, perché tutto nasce e sopravvive solo in presenza di acqua
  • è la vita umana : il nostro corpo è fatto al 70% di acqua
  • è un simbolo di civiltà e di benessere collettivo
  • è una risorsa indispensabile per il benessere fisico

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ACQUA BENE COMUNE

L’acqua è un patrimonio della umanità perché:

  • La sacralità dell’acqua è una concezione comune a tutte le civiltà, culture e religioni.
  • Tutte le civiltà si sono sviluppate intorno all’acqua
  • L’accesso all’acqua per tutti gli esseri viventi è una condizione, per una convivenza fondata sulla pace, giustizia, convivenza, rispetto della dignità umana.

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COSA SI’ E’ FATTO

Nel 2010

Riconoscimento del diritto umano all’acqua (su iniziativa di alcuni Paesi Latino‐americani) L’Assemblea Generale dell’ONU e il Consiglio dei Diritti Umani hanno approvato due importanti Risoluzioni che sanciscono “il diritto umano, universale e inalienabile all’acqua ed ai servizi igienico‐sanitari” come un diritto “autonomo e specifico”, “presupposto per tutti gli altri diritti”.

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COSA SI’ E’ FATTO

  1. La Risoluzione  64/92 (28 luglio) riconosce che “il diritto all’acqua potabile ed ai servizi igienico sanitari è un diritto dell’uomo essenziale alla qualità della vita ed all’esercizio di tutti i diritti dell’uomo”         �
  2. La Risoluzione 15/9 del Consiglio dei Diritti Umani (30 settembre) afferma che “il diritto umano all’acqua ed ai servizi igienico‐sanitari deriva dal diritto ad un livello di vita adeguato ed è indissolubilmente legato al diritto a migliorare lo stato di salute fisica e mentale così come al diritto alla vita ed alla dignità”.

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REFERENDUM 12-13 GIUGNO 2011

ANDARE A VOTARE È UN ESERCIZIO

DI DEMOCRAZIA DIRETTA

IL REFERENDUM È UNO STRUMENTO

DI DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA

-

L’acqua va al referendum

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REFERENDUM 12-13 GIUGNO 2011

PRIMO QUESITO: Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

Votando sì, si è fatto cadere l’obbligo per gli enti locali di cedere ai privati la maggioranza delle quote nelle società per azioni di gestione dell’acqua.

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REFERENDUM 12-13 GIUGNO 2011

SECONDO QUESITO: Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

Votando sì, si voleva far cadere l’interesse dei privati a partecipare alla gestione dei servizi idrici, nell’impossibilità di ottenere profitti.

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COSA SI E’ FATTO

  • 27 mln di italiani hanno detto che sull’acqua non si può fare profitto

MA a 5 anni dal voto

  • il 15 /3 2016 è stato abrogato dalla Commissione Ambiente alla Camera

art. 5 «Obbligo che la gestione sia pubblica».

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COSA SI E’ FATTO

Gli Stati non hanno dimostrato nessuna volontà politica di applicare le Risoluzioni dell’ONU:

solo alcuni, sotto la spinta dei Movimenti, hanno introdotto nelle loro Costituzioni il principio del diritto umano all’acqua, o hanno adottato leggi‐quadro, senza però mai definire le modalità con cui garantire il diritto umano.

La discrezionalità lasciata ai singoli Stati rischia di inficiare il carattere universale del diritto umano all’acqua, mentre all’orizzonte non si profila nessun impegno da parte degli Stati.

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COSA SI’ E’ FATTO

Durante il World Water Forum (Marsiglia 2012) si è decretato il raggiungimento di uno degli Obiettivi del Millennio “dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non hanno un accesso sostenibile all’acqua potabile”.

Alla fine del 2010, l’89% della popolazione mondiale (ovvero 6,1 miliardi di persone) ha avuto accesso all’acqua potabile (l’1% in più rispetto all’Obiettivo del Millennio).

E’ migliorato, ma non in modo sufficiente per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, l’accesso ai servizi igienico-sanitari.

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AGENDA 2030

  • Programma d’azione per riorientare l’umanità verso uno Sviluppo Sostenibile
  • Firmato dai 193 Paesi membri dell’ONU nel 2015

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COSA SI PUO’ FARE? In Italia

  • Ammodernare le strutture attuali per ridurre le perdite nella distribuzione
  • Riutilizzare le acque depurate in ambito agricolo
  • Rendere i sistemi irrigui più efficienti (come quelli a goccia o di precisione)
  • Scegliere colture compatibili e meno idroesigenti
  • Potenziare la capacità e il numero degli invasi (Piano Laghetti)
  • Investire maggiormente in impianti di desalinizzazione (Tara in Puglia, PNRR)
  • Orientarsi anche verso l’utilizzo di acque sotterranee
  • Il contrasto alla crisi idrica è tra le priorità del Pnrr approvato dalla CE nell’aprile 2021 (inserita nella sezione missione 2 componente 4 «Tutela del territorio e della risorsa idrica») (finanziamento previsto di 880 mln di euro)
  • Migliorare la gestione della risorsa idrica potenziando il ruolo delle Autorità di bacino distrettuali, enti pubblici non economici istituiti nel 2015 in ciascun distretto idrografico per assicurare la difesa del suolo, il risanamento idrogeologico e la tutela della risorsa idrica.

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COSA PUOI FARE

  • Ogni volta che fai la doccia anziché il bagno, risparmi 100 l
  • Chiudere il rubinetto mentre ti lavi i denti (in una famiglia di 3 persone questo consente di risparmiare fino a circa 8.000 l/anno)
  • Aggiungere ai rubinetti e alle doccia di casa un riduttore di flusso (un piccolo strumento che dimezza il consumo)

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COSA PUOI FARE

  • Riparare i rubinetti, lo sciacquone o il water che perdono o gocciolano

(un rubinetto che perde 30 gocce al minuto spreca circa 200 l al mese e 2400 l l’anno;

uno sciacquone che perde acqua nel water scarica in un giorno oltre 2.000 l di acqua)

  • Usare la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico (si risparmiano tra 8.000 e 11.000 l di acqua potabile all'anno per famiglia)

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COSA PUOI FARE

  • Installare nel bagno uno sciacquone a leva, a rubinetto o a manovella, invece di quello a pulsante (si risparmiano così circa 26.000 l di acqua all'anno)
  • Lavare la macchina con un secchio anziché una pompa (si risparmiano 130 l a lavaggio)
  • Spazzare i vialetti e i marciapiedi anziché pulirli con l’acqua dell’innaffiatoio (si possono risparmiare fino a 10.000 l l’anno d’acqua)

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COSA PUOI FARE

  • Bere l’acqua di rubinetto
  • Sensibilizzare alla responsabilità d’uso
  • Vivere in modo più sostenibile
  • Mangiare in modo più sostenibile
  • Calcolare la propria impronta idrica tramite il Water Footprint Calculator (media mondiale è di 1385 m3/anno pro capite)

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ACQUA VIRTUALE

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ACQUA VIRTUALE – IMPRONTA IDRICA

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ACQUA VIRTUALE – IMPRONTA IDRICA

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ACQUA

UNA DELLE PIU’ GRANDI SFIDE CHE L’UMANITA’ DEVE AFFRONTARE !

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