L’ACQUA LA CONOSCIAMO?�
Dalla chimica alla risorsa
PFC
Aula Ederle palazzo del Bo
venerdì 10 gennaio 2025 Nicole Schmidt
naturalista e biologa
ACQUA E ……….
ACQUA E ……….
SCALETTA
PERCHÉ H20?
O ha 8 protoni e 8 elettroni
(e anche 8 neutroni, nel nucleo)
H ha 1 protone e 1 elettrone
Regola dell’ottetto: gas nobili stabili
TAVOLA PERIODICA
Ne ha Numero atomico 10 = elettroni,
(e 10 protoni) è un gas nobile,
orbita esterna completa
PIANETA TERRA O PIANETA ACQUA?
«Noi chiamiamo Terra la nostra dimora nel cosmo, ma Acqua sarebbe un nome più appropriato.» H2O. Una biografia dell’acqua. Philip Ball
Prima foto dell'intero pianeta scattata da un essere umano (William Anders)
21 dicembre 1968 - Missione Apollo 8
Gli oceani ricoprono il 71% della superficie terrestre
DA DOVE VIENE L’ACQUA? Mistero
I ipotesi: dal sistema solare
Al momento della formazione della Terra, 4,6 mld di anni fa, la temperatura era troppo elevata per permettere la condensazione dell’acqua.
Studi sulla composizione isotopica dell’acqua
Isotopi dell’idrogeno
Su 1 mln di molecole d’acqua 150 di HDO
Fra i 3,8-4 mld anni
DA DOVE VIENE L’ACQUA?
II ipotesi: dai vulcani
Dai vulcani fuoriesce acqua (vapore acqueo) e si sono formati gli oceani.
Fondamentale la Tettonica a Placche (non si sa quando è iniziata, ma nel sistema solare solo sulla terra).
Forse all’inizio le rocce che formavano la Terra contenevano dell’ossigeno che, una volta liberatosi nell’atmosfera, si sarebbe legato all’idrogeno già presente creando dell’acqua.
Nel 2014 (studi Nestola Fabrizio, dip Geoscienze) all’interno di un diamante superprofondo (660 km) preveniente dal Brasile si è trovato un significativo contenuto d’acqua (non liquida, dentro i minerali, OH).
Nel mantello vi è riserva d’acqua.
Da 4,6 mld di anni
PERCHÉ L’ACQUA È ALLA BASE DELLA VITA? �H2O Proprietà chimiche
Legame covalente polare:
ineguale condivisione degli elettroni,
gli atomi mantengono una leggera carica (H positiva e O negativa)
la molecola viene definita polare.
Acqua miglior solvente:
scioglie sostanze polari e
sostanze ioniche (sali)
Legame covalente
PERCHÉ L’ACQUA È ALLA BASE DELLA VITA?�H2O Proprietà fisiche
Legami a idrogeno
(forze intermolecolari)
responsabili di:
QUANTA ACQUA NELL’UOMO?
L’acqua costituisce circa:
Nella donna il contenuto d’acqua è minore (55-60%) per una maggiore presenza di tessuto adiposo.
ACQUA PRINCIPIO NUTRITIVO
Funzioni dell’acqua:
ACQUA PRINCIPIO NUTRITIVO
Fabbisogno: 2-2,5 l/die
Bilancio idrico:
QUANTA NE ABBIAMO?
ACQUA NEL MONDO
La superficie del nostro pianeta è coperta:
- per il 71% da acqua
- per il 29% da terra
Il 97% dell’acqua sul nostro globo è salata, quindi contenuta nei mari e negli oceani.
Solo il 3% è acqua dolce.
Ma di questo 3%, circa 2/3 è trattenuta nei ghiacciai e nelle nevi perenni.
MENO DELL’1% DEL TOTALE DI ACQUA PRESENTE NEL MONDO È DISPONIBILE PER L’UOMO!
DOVE SI TROVA L’ACQUA PRESENTE SULLA TERRA?
�ACQUA NEL MONDO�
L’acqua dolce (il 3%) è 35 mln km3, è così suddivisa:
ACQUA BENE PREZIOSO
ACQUA NEL MONDO
Acqua dolce 35 mln km3
Riserva idrica (utilizzabile) 11 mln km3
Focus sulla disponibilità assoluta è fonte di distrazione
Acqua dolce è risorsa rinnovabile
Focus iniqua distribuzione
COME è DISTRIBUITA?
(una fontana entro 1 km,
o 30 minuti di cammino);
RISORSE IDRICHE PRO CAPITE
2011
STRESS IDRICO
Almeno il 50% della popolazione mondiale (circa 4 miliardi di persone) è soggetto a stress idrico estremo per almeno un mese all’anno (secondo il World Resource Institute).
Nel 2019 il World Economic Forum ha classificato la water scarcity come uno dei rischi globali più gravi per il prossimo decennio.
Entro il 2040 saranno ben 33 gli Stati che dovranno affrontare uno stress idrico estremo (rapporto WRI).
Indice che esprime la quantità percentuale di risorse idriche utilizzate in rapporto a quelle disponibili in una certa zona.
STRESS IDRICO NEL MONDO
Aumento della captazione
QUANTA NE ABBIAMO?
Disponibilità (potenziale) di acqua dolce:
- nel 1950: 17.000 m3 anno/procapite�- nel 2024: 8.470 m3 anno/procapite
In media ogni abitante del pianeta consuma oggi il doppio di acqua rispetto all’inizio del 1900,
e globalmente, il consumo mondiale di acqua è circa decuplicato solo nell’arco di un secolo.
Stress idrico: <1700 m3 anno/procapite
Scarsità idrica: <1000 m3 anno/procapite
CAUSE SCARSITA’ ACQUA
CAUSE NATURALI:
CAUSE UMANE :
nelle modalità di produzione industriale
nelle modalità di uso domestico
ACQUA E CIBO
L’acqua è il principale fattore che limita la produzione di cibo
ACQUA E SALUTE
MORTI a causa mancanza o acqua infetta:
30.000 morti al giorno, specie bambini e anziani.
Quasi 3 milioni di persone all’anno:
6 milioni diventano ciechi a causa del Trachoma.
QUANTA NE ABBIAMO IN ITALIA?
L’Italia è prima in Europa per quantità di acqua prelevata con 39 miliardi di m3 all’anno.
Dato che messo in rapporto alla disponibilità (130 miliardi di m3), ci dice che nel nostro paese i prelievi idrici ammontano a circa il 30% della disponibilità idrica annua (dati 2017, ultimo anno disponibile).
L’Italia uno dei paesi europei con la maggior disponibilità di acqua: è al terzo posto nella classifica europea che ne misura il volume totale: con 130 miliardi di m3 ogni anno.
(secondi soltanto a Svezia e Francia)
USO DELL’ACQUA
In Italia 31% 12% 57%
Laboratorio REF
ACQUA CAPTATA IN ITALIA
L'Italia preleva la più alta quantità pro capite dopo Canada e Stati Uniti: 980 m3 per abitante
(media UE 640; Grecia 490; Francia 700).
L’Italia si conferma il paese con i maggiori prelievi idrici
in Europa.
L’Italia è seconda, dopo
la Spagna, per i prelievi idrici destinati all’agricoltura (16 mld nel 2017),
prima per consumi industriali (8 mld m3),
Consumi civili (più 9 mld m3),
ACQUA IN ITALIA
IN ITALIA LA RETE IDRICA FA ACQUA
CONSUMO DOMESTICO QUOTIDIANO�
Secondo l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) al di sotto della soglia di 50 litri al giorno per abitante si può parlare di «sofferenza per mancanza d’acqua».
CONSUMO DOMESTICO
250 l di un italiano al giorno:
FABBISOGNO MINIMO
Secondo l’OMS
il fabbisogno minimo giornaliero di acqua è di circa 50 litri per persona:
2 litri per le bevande
5 litri per la preparazione del cibo
20 litri per l’igiene personale
23-25 litri per gli scarichi WC
COSA SI’ E’ FATTO
MANIFESTO INTERNAZIONALE CONTRATTO MONDIALE SULL’ACQUA
IL DIRITTO ALLA VITA �Veniamo dall’Africa, dall’America Latina, dal Nord America, dall’Asia e dall’Europa. Ci siamo riuniti nel 1998¹ con nessun’altra legittimità o rappresentatività se non quella di essere cittadini preoccupati dal fatto che
1 miliardo e 400 milioni di persone del pianeta su 5 miliardi e 800 milioni di abitanti non hanno accesso all’acqua potabile.
Questo è intollerabile. �Ora il rischio è grande che nell’anno 2020, quando la popolazione mondiale sarà di circa 8 miliardi di esseri umani, il numero delle persone senza accesso all’acqua potabile aumenti a più di 3 miliardi. �Questo è inaccettabile. �Possiamo e dobbiamo impedire che l’inaccettabile diventi possibile. �Come? E’ nostra convinzione che sia possibile raggiungere un tale obiettivo se si seguono i principi e le regole qui descritti.
¹A Lisbona, Valencia su iniziativa del gruppo di Lisbona e della Fondazione Mario Soares,
grazie al contributo finanziario della Fondazione C. Gulbekian, della Generalitat Valenciana, dell'Istitutito da Agua e del Grupo IPE-Agua do Portogallo
IL MANIFESTO DI LISBONA
L’ACQUA “FONTE DI VITA” E’ UN BENE COMUNE CHE APPARTIENE A TUTTI GLI ABITANTI DELLA TERRA
In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, l’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune.
A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata.
L’acqua è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. Non può essere oggetto di scambio commerciale di tipo lucrativo.
IL MANIFESTO DI LISBONA
2. IL DIRITTO ALL’ACQUA E’ UN DIRITTO INALIENABILE INDIVIDUALE E COLLETTIVO
L’acqua appartiene più all’economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all’economia privata dell’accumulazione individuale ed altre forme di espropriazione della ricchezza. Mentre nel passato le condivisione dell’acqua è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l’accesso all’acqua come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo.
E’ compito della società, nel suo complesso e ai vario livelli di organizzazione sociale, garantire il diritto di accesso, secondo il doppio principio di corresponsabilità e sussidiarietà, senza discriminazioni di razza, sesso, religione, reddito o classe sociale.
IL MANIFESTO DI LISBONA
3. L’ACQUA DEVE CONTRIBUIRE AL RAFFORZAMENTO DELLA SOLIDARIETA’ FRA I POPOLI, LE COMUNITA’, I PAESI, I GENERI, LE GENERAZIONI
Le risorse d’acqua sono distribuite in modo ineguale.
Questo non significa che deve esserci anche ineguaglianza nell’accesso all’acqua fra le persone, le comunità e le regioni. Inoltre, l’ineguaglianza nella distribuzione dell’acqua e della ricchezza finanziaria non significa che le persone ricche d’acqua e ricche economicamente possano farne l’uso che vogliono, anche venderla o comprarla) all’estero per derivarne il massimo profitto (o piacere).
Queste ineguaglianze devono essere rimosse.
IL MANIFESTO DI LISBONA
4. L’ACCESSO ALL’ACQUA NECESSARIAMENTE AVVIENE TRAMITE PARTNERSHIP
La cittadinanza e la democrazia si basano sulla cooperazione e il rispetto reciproco. Un partnership per l’acqua è il principio ispiratore che sta dietro a tutti i progetti che ha permesso la risoluzione di conflitti che in certe regioni del mondo hanno tradizionalmente avvelenato le relazioni fra paesi appartenenti allo stesso bacino idrografico.
Noi sosteniamo una vera partnership pubblica, pubblica a livello locale, nazionale, mondiale. Una gestione dell’acqua sostenibile non solo può, ma deve essere fondata sul rispetto delle diversità culturali e sul pluralismo socio-economico.
IL MANIFESTO DI LISBONA
5. CREDIAMO CHE LA RESPONSABILITA’ FINANZIARIA PER L’ACQUA DEBBA ESSERE COLLETTIVA E INDIVIDUALE SECONDO I PRINCIPI DI RESPONSABILITA’ E DI UTILITA’
Assicurare l’accesso all’acqua per i bisogni vitali e fondamentali di ogni persona e di ogni comunità umana è obbligo per l’intera società. E’ la società che deve assumere collettivamente i costi relativi alla raccolta, produzione, deposito, distribuzione, uso, conservazione e riciclo dell’acqua, in vista della fornitura e della garanzia di accesso all’acqua nella continuità e nella qualità minima indispensabile.
I costi sono costi sociali comuni che devono essere sostenuti dall’intera collettività. Il finanziamento deve essere assicurato mediante una ridistribuzione collettiva.
I meccanismi di fissazione dei prezzi individuali, secondo un sistema di progressività, intervengono a partire da un livello di utilizzazione dell’acqua oltre il minimo vitale indispensabile: oltre questo minimo vitale, è infatti corretto che i prezzi siano in funzione della quantità usata.
Vi è però un limite all’uso: ogni eccesso deve essere considerato illegale.
IL MANIFESTO DI LISBONA
6. L’ACQUA E’ “L’AFFARE” DEI CITTADINI
Creare le condizioni necessarie per assicurare l’accesso all’acqua, effettivo e sostenibile, è un problema che concerne tutti i membri della società.
E’ anche un tema iter-generazionale. E’ compito infatti delle generazioni attuali di usare, valorizzare, proteggere e conservare le risorse d’acqua in modo tale che le generazioni future possano godere della stessa libertà di azione e di scelta che per noi oggi auspichiamo.
I cittadini devono essere al centro del processo decisionale.
Le gestione dell’acqua integrata e sostenibile appartiene alla sfera della democrazia. Gli utenti possono e devono giocare un ruolo chiave mediante scelte e modi di vita più ragionevoli, equi e responsabili necessari per assicurare la sostenibilità ambientale, economica e sociale.
IL MANIFESTO DI LISBONA
7. LA POLITICA DELL’ACQUA IMPLICA UN ALTO GRADO DI DEMOCRAZIA A LIVELLO LOCALE, NAZIONALE, CONTINENTALE E MONDIALE
Per definizione l’acqua richiede una gestione decentralizzata e trasparente. Le istituzioni esistenti di democrazia rappresentativa devono essere rafforzate. Nuove forme di governo democratico devono essere create. La democrazia partecipativa è inevitabile. Questo è possibile con o senza le nuove tecnologie informatiche e comunicative, a livello di comunità locali, città, bacini, regioni. Nuove e coerenti cornici regolative a livello internazionale e globale devono essere disegnate e attuate accrescendo la visibilità di una politica dell’acqua sostenibile a livello globale, ad opera della comunità globale. I parlamenti sono luogo e gli attori naturali a questo riguardo. Questo è il motivo per cui crediamo che sia urgente ed essenziale (ri)valorizzare le pratiche tradizionali locali di gestione dell’acqua. Un’ importante eredità di conoscenze, competenze e pratiche della comunità molto efficienti e sostenibili, è stata dilapidata e si è persa. C’è il rischio che venga ulteriormente distrutta negli anni futuri.
ACQUA COME
DIRITTO O BISOGNO?
LA DIFFERENZA TRA BISOGNO E DIRITTO È SOSTANZIALE!
BISOGNO
FONDAMENTALE
DIRITTO UMANO
La collettività ha il dovere di garantire le condizioni perché il bene acqua sia goduto da tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche
Spetta ad ogni individuo darsi i mezzi economici e tecnici per soddisfare il bisogno in base alle proprie capacità ed al proprio reddito
SI
NO
COMPORTA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA?
DEFINIZIONE IMPEGNATIVA?
ACQUA COME
BENE COMUNE O MERCE?
LA DIFFERENZA TRA BENE COMUNE ED ECONOMICO È SOSTANZIALE !
BENE ECONOMICO
BENE COMUNE
È un bene che viene usufruito da tutti i membri della comunità locale. Il bene comune non appartiene né al soggetto pubblico, né a quello privato, ma alla comunità nel suo insieme che fruisce della risorsa acqua e che ha la responsabilità di salvaguardarla.
È un bene di rilevanza economica, affidato agli strumenti della concorrenza e del mercato quali la gara, la tariffa, la società per azioni…
per poter trarre profitto. L’acqua diventa quindi merce.
ACQUA BENE COMUNE
Il diritto è un” titolo” inerente alla natura della dignità umana, cioè all’essere membri di una stessa famiglia l’ “umanità”.
ACQUA BENE COMUNE
L’acqua è un Bene Comune perché :
ACQUA BENE COMUNE
L’acqua è un patrimonio della umanità perché:
COSA SI’ E’ FATTO
Nel 2010
Riconoscimento del diritto umano all’acqua (su iniziativa di alcuni Paesi Latino‐americani) L’Assemblea Generale dell’ONU e il Consiglio dei Diritti Umani hanno approvato due importanti Risoluzioni che sanciscono “il diritto umano, universale e inalienabile all’acqua ed ai servizi igienico‐sanitari” come un diritto “autonomo e specifico”, “presupposto per tutti gli altri diritti”. �
COSA SI’ E’ FATTO
REFERENDUM 12-13 GIUGNO 2011
ANDARE A VOTARE È UN ESERCIZIO
DI DEMOCRAZIA DIRETTA
IL REFERENDUM È UNO STRUMENTO
DI DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
-
L’acqua va al referendum
REFERENDUM 12-13 GIUGNO 2011
PRIMO QUESITO: Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Votando sì, si è fatto cadere l’obbligo per gli enti locali di cedere ai privati la maggioranza delle quote nelle società per azioni di gestione dell’acqua.
REFERENDUM 12-13 GIUGNO 2011
SECONDO QUESITO: Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.
Votando sì, si voleva far cadere l’interesse dei privati a partecipare alla gestione dei servizi idrici, nell’impossibilità di ottenere profitti.
COSA SI E’ FATTO
MA a 5 anni dal voto
art. 5 «Obbligo che la gestione sia pubblica».
COSA SI E’ FATTO
Gli Stati non hanno dimostrato nessuna volontà politica di applicare le Risoluzioni dell’ONU:
solo alcuni, sotto la spinta dei Movimenti, hanno introdotto nelle loro Costituzioni il principio del diritto umano all’acqua, o hanno adottato leggi‐quadro, senza però mai definire le modalità con cui garantire il diritto umano.
La discrezionalità lasciata ai singoli Stati rischia di inficiare il carattere universale del diritto umano all’acqua, mentre all’orizzonte non si profila nessun impegno da parte degli Stati.
COSA SI’ E’ FATTO
Durante il World Water Forum (Marsiglia 2012) si è decretato il raggiungimento di uno degli Obiettivi del Millennio “dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non hanno un accesso sostenibile all’acqua potabile”.
Alla fine del 2010, l’89% della popolazione mondiale (ovvero 6,1 miliardi di persone) ha avuto accesso all’acqua potabile (l’1% in più rispetto all’Obiettivo del Millennio).
E’ migliorato, ma non in modo sufficiente per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, l’accesso ai servizi igienico-sanitari.
AGENDA 2030
COSA SI PUO’ FARE? In Italia
COSA PUOI FARE
COSA PUOI FARE
(un rubinetto che perde 30 gocce al minuto spreca circa 200 l al mese e 2400 l l’anno;
uno sciacquone che perde acqua nel water scarica in un giorno oltre 2.000 l di acqua)
COSA PUOI FARE
COSA PUOI FARE
ACQUA VIRTUALE
ACQUA VIRTUALE – IMPRONTA IDRICA
ACQUA VIRTUALE – IMPRONTA IDRICA
ACQUA
UNA DELLE PIU’ GRANDI SFIDE CHE L’UMANITA’ DEVE AFFRONTARE !