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Incominciamo da una festa

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MITTENTE

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RISPOSTE ESATTE

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COMUNICARE CON SEGNI: ESERCIZIO

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A

SINDACO

C’È UN INCROCIO

PERICOLOSO!

DEVI ESSERE

PRUDENTE!

referente

B

significante

CARTELLO

INCROCIO PERICOLOSO

INCROCIO

PERICOLOSO!

DEVO ESSERE

PRUDENTE!

significato

significato

L’INCROCIO PERICOLOSO NELLA REALTÀ

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C

A

CITTADINO

COMUNICARE CON SEGNI

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A

B

LUCE

significato

referente

UN ALTRO ESEMPIO

LUCE

significante

significato

COMUNICARE CON SEGNI

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A

B

Illumina,

scalda,

brucia,

manda via il buio …

referente 1 (immediato)

Illumina

la nostra vita,

scalda il cuore,

scaccia le tenebre

del peccato …

referente 2 (derivato)

GESÙ È

LA NOSTRA

LUCE

O Dio, tu sei la mia luce.

Dio mio,

rischiara le mie tenebre.

GESÙ È

LA NOSTRA

LUCE

Per capire la frase

«Gesù è la nostra luce» il ricevente deve conoscere due referenti: la luce e Gesù. Come li metterà in relazione? Estrapolando le caratteristiche del primo referente e applicandone alcune al secondo:

COMUNICARE CON SIMBOLI

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Si arriva così a un nuovo livello di realtà

Due realtà che non c’entrano vengono messe in relazione di senso tra loro

COMUNICARE CON SIMBOLI

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Vediamo ora qualche «regola» del linguaggio liturgico

  1. Il principio della non spiegabilità dei simboli.

  • Il principio dell’iniziazione.

  • Il principio del contesto ermeneutico.

  • Il principio della coerenza.

  • Il principio della separazione dal quotidiano.

  • Il principio dello sfondo biblico.

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  1. Il principio della non spiegabilità dei simboli

Un simbolo non si può «spiegare»,

si può solo vivere nel momento in cui accade

QUINDI

conoscere già in precedenza il significato

di un simbolo non basta.

Conseguenza operativa:

quale scegli?

1. Bisogna spiegare un simbolo mentre lo si propone.

2. Non bisogna concentrarsi troppo sulle spiegazioni verbali (monizioni), ma

porre maggiore attenzione al modo con cui viene messo in atto il simbolo.

REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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  1. Il principio della non spiegabilità dei simboli

Un simbolo non si può «spiegare»,

si può solo vivere nel momento in cui accade

QUINDI

conoscere già in precedenza il significato

di un simbolo non basta.

Conseguenza operativa

?

1. Bisogna spiegare un simbolo mentre lo si propone.

2. Non bisogna concentrarsi troppo sulle spiegazioni verbali (monizioni), ma

porre maggiore attenzione al modo con cui viene messo in atto il simbolo.

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REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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  1. Il principio dell’iniziazione

Per apprendere

il linguaggio simbolico

bisogna esercitarlo

Conseguenza operativa:

quale scegli?

1. Durante la catechesi, bisogna far esercitare tante volte i bambini.

2. Non supporre

che chi partecipa a un rito

sappia decifrarlo e compierlo (curare la preparazione delle celebrazioni).

REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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  1. Il principio dell’iniziazione

Per apprendere

il linguaggio simbolico

bisogna esercitarlo

Conseguenza operativa:

quale scegli?

1. Durante la catechesi, bisogna far esercitare tante volte i bambini.

2. Non supporre

che chi partecipa a un rito

sappia decifrarlo e compierlo (curare la preparazione delle celebrazioni).

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REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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  1. Il principio del contesto ermeneutico

Un simbolo non esiste mai isolato.

Ha un senso proprio,

ma

si apre ai suoi ulteriori significati

quando si inserisce

in mezzo ad altri simboli formando una

trama simbolica.

Conseguenza operativa

Se io voglio dare o riconoscere senso a un elemento simbolico

DEVO

leggere il contesto, trovando e collegando gli elementi.

Verrà a visitarci

un sole che sorge per

rischiarare quelli che

stanno nelle tenebre.

REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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  1. Il principio della coerenza

No contraddizioni e «sgrammaticature».

Se

il contesto è importante

allora,

in uno stesso segmento rituale

non si può usare lo stesso simbolo in modo antitetico,

né si può inserirlo in contesti contigui in disaccordo fra loro.

Conseguenza operativa:

quale scegli?

1. Curare attentamente

la progettazione e l’attuazione

del rito.

2. In ogni celebrazione, si può usare un solo simbolo.

REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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  1. Il principio della coerenza

No contraddizioni e «sgrammaticature».

Se

il contesto è importante

allora,

in uno stesso segmento rituale

non si può usare lo stesso simbolo in modo antitetico,

né si può inserirlo in contesti contigui in disaccordo fra loro.

Conseguenza operativa?

1. Curare attentamente

la progettazione e l’attuazione

del rito.

2. In ogni celebrazione, si può usare un solo simbolo.

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REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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Salmo 119

Lampada per i miei

passi è la tua Parola,

luce sul mio cammino

5. Il principio dello sfondo biblico

I simboli cristiani ricevono il loro senso dalla Bibbia.

La possibilità di comunicare dei simboli dipende

dall’origine

umana

ma soprattutto

dalla relazione

con la Parola

e con l’economia di salvezza

in essa rivelata.

Conseguenza

operativa

E’ necessario

riferirsi ai testi biblici

che «spiegano» il simbolo.

REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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6. Il principio della separazione dal quotidiano

per aprire a qualcosa d’altro

Una celebrazione

* interrompe la vita ordinaria

*inserisce in una nuova condizione *permette di rientrare nell’ordinario in maniera rinnovata

l’occasione per aprirsi a Dio.

QUINDI

IL TEMPO, LO SPAZIO, I CODICI, GLI OGGETTI

sono insieme simili e diversi

da quelli quotidiani.

REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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6. Il principio della separazione dal quotidiano

per aprire a qualcosa d’altro

Una celebrazione

* interrompe la vita ordinaria

*inserisce in una nuova condizione *permette di rientrare nell’ordinario in maniera rinnovata

l’occasione per aprirsi a Dio.

QUINDI

IL TEMPO, LO SPAZIO, I CODICI, GLI OGGETTI

sono insieme simili e diversi

da quelli quotidiani.

festa

soglie

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REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.

Amen.

La Grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito santo sia con tutti voi.

E con il tuo spirito.

Buongiorno a tutti!

Buongiorno!

Avanti avanti entrate

e accomodatevi.

Come state?

Bene, grazie !

Il saluto: simile e diverso

REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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Gli oggetti: simili e diversi (Gioco delle carte logiche)

CENTRINO

CALICE DA TAVOLA

ASCIUGAMANI

TAVOLO

CALICE DA MESSA

ALTARE

MANUTERGIO

CORPORALE

ASCIUGAPIATTI

PURIFICATOIO

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REGOLE DEL LINGUAGGIO LITURGICO

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luogo

parole

gesti

azioni

persone

oggetti

ECCO UNA SITUAZIONE IN CUI

I VARI ELEMENTI

DI UNA CELEBRAZIONE SONO ARTICOLATI CORRETTAMENTE

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azioni e cose

parole

sfondo biblico

variazioni rituali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL FUNZIONAMENTO DEL PROCESSO SIMBOLICO (SYN-BALLEIN)

ESERCIZIO

Proviamo a verificare il principio

de-costruendo

un particolare gesto liturgico:

il segno della Croce.

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Ma perché i percorsi catechistici presentano molte celebrazioni

1

Il cammino dei percorsi è integrato

(vedi la dimensione Liturgia e preghiera)

QUINDI

non può non preparare e introdurre anche

all’esperienza celebrativa.

2

Com’è la formazione di base dei nostri bambini e delle loro famiglie all’esperienza celebrativa?

Rispondete voi!

Ottima

Buona

Appena sufficiente

Scarsa

?

?

PERCHE’ CELEBRARE IN CATECHESI

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Come fare

?

Occorre costruire un tessuto di esperienza celebrativa

Per questo

agire

in forma concreta rispettando

grammatica

e regole

rinnovare

la consuetudine

con la celebrazione

e il suo linguaggio

In realtà si parla di analfabetismo liturgico!

UN TESSUTO DI ESPREINZA CELEBRATIVA

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33

a) Spiegare

3 movimenti

b) Esercitare

c) Riprendere per approfondire

Educhiamo i bambini attraverso

TRE MOVIMENTI

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che cosa

Significato

globale +

sfondo biblico

Elementi

simbolici

scopo

rendere significativi gesti o elementi

simbolici

Indicazioni

pratiche

(svolgimento)

a) Spiegare

TRE MOVIMENTI: SPIEGARE

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Esempio di spiegazione previa

Siamo qui per chiedere perdono a Gesù. SIGNIFICATO GLOBALE E SCOPO

Per questo riprenderemo insieme la parabola del Padre buono. SFONDO BIBLICO

Vi daremo un foglio, sul quale scrivere le vostre mancanze di questa settimana: questo foglio rappresenta la vostra vita, sulla quale avete scritto cose belle e cose meno belle. Con questo foglio ognuno di voi incarterà un sasso che prenderete da questo cesto: questo sasso è simbolo del peccato, che appesantiva il figlio della parabola e anche la nostra vita. INDICAZIONI PRATICHE SULLO SVOLGIMENTO + SPIEGAZIONE DEI SIMBOLI

Dopo aver ricevuto il perdono del Padre, potremo scartare il sasso e distruggere il foglio strappandolo in tanti pezzetti piccoli piccoli da lanciare nell’aria. Quando usciremo dalla chiesa, porteremo il sasso nel giardino dell’oratorio e lo useremo per recintare una piccola aiuola, nella quale semineremo alcuni fiordalisi, per significare che dopo il perdono di Gesù la vita riprende più bella di prima.

TRE MOVIMENTI: SPIEGARE

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b) Esercitare

=

attuare la celebrazione

scopo

assunzione esperienziale e personalizzata

TRE MOVIMENTI: ESERCITARE

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c) Riprendere per approfondire

=

ripensare

e fissare

nella memoria

cognitiva ed emotiva

personalmente e comunitariamente i gesti compiuti e

l’esperienza interiore

Si fa dopo, in catechesi

Sedimentazione

Approfondimento

Metacognizione

scopo

TRE MOVIMENTI: RIPRENDERE

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Ricordate che cosa

abbiamo fatto l’altra

volta in chiesa?

Incominciamo dall’inizio:

siamo entrati e …?

E poi che cosa abbiamo

recitato? Perché?

Come fare?

Cartellone e domande

TRE MOVIMENTI: RIPRENDERE

  1. “Ricordate

che cosa abbiamo fatto

l’altra volta in chiesa?

Incominciamo dall’inizio:

siamo arrivati e…”

La catechista chiede, i bambini rispondono, la catechista scrive.

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Saluto a Gesù

La tempesta sedata

Ascolto

Spiegazione:

Gesù è con noi anche

nelle difficoltà.

Introduzione del Vangelo

Accensione di una luce

Alleluia

Preghiera tutti insieme

Preghiera personale

nel silenzio

Musica di sottofondo

Promessa:

nelle difficoltà chiameremo

Gesù, sapendo che ci aiuterà

Padre nostro

e saluto a Gesù

Un esempio

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Saluto a Gesù

La tempesta sedata

Ascolto

Spiegazione:

Gesù è con noi anche

nelle difficoltà.

Introduzione del Vangelo

Accensione di una luce

Alleluia

Preghiera tutti insieme

Preghiera personale

nel silenzio

Musica di sottofondo

Promessa:

nelle difficoltà chiameremo

Gesù, sapendo che ci aiuterà

Padre nostro

e saluto a Gesù

Attesa gioia

noia

Sorpresa gioia

Paura

sorpresa

sicurezza

felicità

amore

Amicizia bellezza allegria

Calma pace amore sorpresa

ascolto

Gioia

sicurezza

serenità

Voglia di portare Gesù con me

2. Che cosa avete provato nel vostro cuore durante i momenti della preghiera?

Un esempio

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Attraverso quattro forme di preghiera

sola preghiera

preghiera

ritualizzata

micro

celebrazione

vera e propria celebrazione

articolata e

complessa

Come inserire l’esperienza celebrativa nelle tappe dell’itinerario?

QUATTRO FORME DI ESPERIENZA CELEBRATIVA

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1. Solo preghiera

Testo recitato insieme

preghiera spontanea

canto

Nessuna componente rituale

QUATTRO FORME DI ESPERIENZA CELEBRATIVA

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2. Preghiera ritualizzata

Preghiera recitata (o canto)

+

gesto

L’elemento rituale è presente,

finalizzato a un maggior coinvolgimento nella preghiera:

attiva la corporeità,

manifesta ciò che la preghiera esprime.

QUATTRO FORME DI ESPERIENZA CELEBRATIVA

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Caratteri celebrativi

più marcati

(semplici riti d’ingresso

e conclusione,

lettura, preghiera

e gesto …).

Semplici, agili, lineari, ma

permettono già di vivere in maniera

effettiva l’esperienza del celebrare.

3. Micro celebrazione

QUATTRO FORME DI ESPERIENZA CELEBRATIVA

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Si tratta di celebrazioni a schema libero

Sono piccole ritualità

variabili e modificabili

mirate ai contenuti catechistici,

ritagliate sui destinatari

Hanno un’utilità pedagogica

per accompagnare e sostenere i passi del cammino formativo,

per creare occasioni di interazione con il linguaggio della ritualità

Sono facoltative

QUATTRO FORME DI ESPERIENZA CELEBRATIVA

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4. Vera e propria celebrazione complessa

e articolata

Si tratta di tutte le celebrazioni

proposte nel percorso

(sacramentali,

riti di consegna,

di passaggio...)

Hanno un rituale prefissato,

da adattare alla situazione (luogo, gruppo).

Sono poche e obbligatorie.

Non rono ripetibili a piacere.

Non sono sufficienti a educare alla celebrazione.

Sono esperienze di preghiera

intrecciate con il rito

QUATTRO FORME DI ESPERIENZA CELEBRATIVA

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DURANTE L’INCONTRO DI CATECHESI, IN UN MOMENTO PARTICOLARMENTE INTENSO,

I BAMBINI AVVERTONO IL DESIDERIO DI RINGRAZIARE GESÙ PER TUTTI I SUOI DONI.

SUBITO LA CATECHISTA INTONA IL CANTO TI RINGRAZIO MIO SIGNORE . I RAGAZZI

CANTANO ED ESPLODE LA GIOIA.

PRIMA DELL’INCONTRO DI CATECHESI, LA CATECHISTA RACCOGLIE I BAMBINI INTORNO

AL TAVOLO DELLA PAROLA, POI DISTRIBUISCE A CIASCUNO DI LORO UNA PREGHIERA

CHE HA PREPARATO A CASA E, MENTRE I RAGAZZI LEGGONO IL RITORNELLO (GESÙ

TU SEI LA MIA LUCE), ACCENDE UNA LAMPADA VICINO AL VANGELO.

IN OCCASIONE DELLA SETTIMANA EUCARISTICA, LE CATECHISTE DECIDONO DI PREPARARE UN INCONTRO DI PREGHIERA, CHE SI TERRÀ NELLA CAPPELLA DELL’ORATORIO, PERCHÉ ANCHE I BAMBINI PARTECIPINO ALL’ESPERIENZA SPIRITUALE DEI PARROCCHIANI. LA CELEBRAZIONE PREVEDE IL SALUTO A GESÙ APPENA ARRIVATI IN CHIESA, LA LETTURA DI UN BRANO DEL VANGELO, UNA PREGHIERA COLLETTIVA A SFONDO EUCARISTICO, LA CONSEGNA A CIASCUN BIMBO DI UN FOGLIETTO CON UNA FRASE TRATTA DAL TESTO EVANGELICO, UN MOMENTO DI SILENZIO E DI PREGHIERA PERSONALE, A PARTIRE DALLA FRASE, E IL SALUTO FINALE A GESÙ

IN OCCASIONE DELLA PRIMA RICONCILIAZIONE SACRAMENTALE, LE CATECHISTE CERCANO NEL MATERIALE ON LINE DELLA DIOCESI LA CELEBRAZIONE PREVISTA E SI RIUNISCONO CON IL PARROCO PER ADEGUARLA ALLA LORO SITUAZIONE.

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C

O

SOLO

PREGHIERA

PREGHIERA

RITUALIZZATA

MICRO

CELEBRAZIONE

CELEBRAZIONE

ARTICOLATA

Indovina

il tipo di celebrazione

QUATTRO FORME DI ESPERIENZA CELEBRATIVA

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DURANTE L’INCONTRO DI CATECHESI, IN UN MOMENTO PARTICOLARMENTE INTENSO,

I BAMBINI AVVERTONO IL DESIDERIO DI RINGRAZIARE GESÙ PER TUTTI I SUOI DONI.

SUBITO LA CATECHISTA INTONA IL CANTO TI RINGRAZIO MIO SIGNORE . I RAGAZZI

CANTANO ED ESPLODE LA GIOIA.

PRIMA DELL’INCONTRO DI CATECHESI, LA CATECHISTA RACCOGLIE I BAMBINI INTORNO

AL TAVOLO DELLA PAROLA, POI DISTRIBUISCE A CIASCUNO DI LORO UNA PREGHIERA

CHE HA PREPARATO A CASA E, MENTRE I RAGAZZI LEGGONO IL RITORNELLO (GESÙ

TU SEI LA MIA LUCE), ACCENDE UNA LAMPADA VICINO AL VANGELO.

IN OCCASIONE DELLA SETTIMANA EUCARISTICA, LE CATECHISTE DECIDONO DI PREPARARE UN INCONTRO DI PREGHIERA, CHE SI TERRÀ NELLA CAPPELLA DELL’ORATORIO, PERCHÉ ANCHE I BAMBINI PARTECIPINO ALL’ESPERIENZA SPIRITUALE DEI PARROCCHIANI. LA CELEBRAZIONE PREVEDE IL SALUTO A GESÙ APPENA ARRIVATI IN CHIESA, LA LETTURA DI UN BRANO DEL VANGELO, UNA PREGHIERA COLLETTIVA A SFONDO EUCARISTICO, LA CONSEGNA A CIASCUN BIMBO DI UN FOGLIETTO CON UNA FRASE TRATTA DAL TESTO EVANGELICO, UN MOMENTO DI SILENZIO E DI PREGHIERA PERSONALE, A PARTIRE DALLA FRASE, E IL SALUTO A GESÙ PRIMA DI ANDARE A CASA.

IN OCCASIONE DELLA PRIMA RICONCILIAZIONE, LE CATECHISTE CERCANO NEL MATERIALE ON LINE DELLA DIOCESI LA CELEBRAZIONE PREVISTA E SI RIUNISCONO PER ADEGUARLA ALLA LORO SITUAZIONE.

SOLO PREGHIERA

PREGHIERA RITUALIZZATA

MICRO CELEBRAZIONE

CELEBRAZIONE ARTICOLATA

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QUATTRO FORME DI ESPERIENZA CELEBRATIVA

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  1. TEMA o OBIETTIVO
  2. PARTECIPANTI
  3. STRUTTURA GLOBALE
  4. PAROLA e TESTI

5. LUOGO

6. GESTI principali e RUOLI

  1. CANTI e MUSICA
  2. RITMO

COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

PER COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE,

METTIAMO TUTTO INSIEME

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  1. TEMA o OBIETTIVO

Che cosa si celebra?

Che cosa si deve vivere?

Lode?

Ascolto?

Intercessione?

Perdono?

Rendimento di grazie?

Curiamo il collegamento con l’itinerario catechistico.

Curiamo il collegamento con l’Anno liturgico.

COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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Nel caso in cui alla celebrazione siano presenti dei bambini con disabilità se ne tenga conto nella programmazione, in modo da valutarne i ruoli , le posizioni logistiche, le possibilità di coinvolgimento, la necessità di linguaggi specifici (LIS, Braille, CAA…), di personale dedicato e/o dell’uso di immagini e di altri strumenti visivi o uditivi e così via.

COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

2. PARTECIPANTI

Numero, età… non tutto va bene per tutti!

3. STRUTTURA GLOBALE

Introduzione, parte centrale, conclusione:

prevediamo accuratamente e articoliamo ordinatamente i diversi momenti.

Nel caso in cui alla celebrazione partecipino dei bambini con disabilità prevediamo se necessario la possibilità di brevi uscite sorvegliate, per favorire attenzione e partecipazione.

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4. PAROLA DA PROCLAMARE E TESTI

Quali testi della Parola scegliere? Perché?

Sono necessari altri testi di ascolto? Quale rapporto funzionale hanno con la Parola?

Nel caso in cui alla celebrazione partecipino dei bambini con disabilità intellettive si valuti l’opportunità di semplificare i testi, oppure di dotarli di immagini.

4. RISPOSTA

Preghiera, gesto, silenzio, canto?

I testi della preghiera: dove collocarli e quali tipi scegliere? (personale, comunitaria, presidenziale?)

I canti e la musica: canti comunitari, di ascolto, ritornelli?

Funzione della musica: di commento? Di sottofondo?

COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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5. LUOGO O LUOGHI

Attenzione all’importanza dello spazio

che ha una forte incidenza

Sul significato del rito

sulla partecipabilità effettiva

Dove ci raduniamo?

In chiesa?

In una stanza?

All’aperto?

In altri luoghi?

OCCORRE CREARE DEGLI SPAZI,

CURARE LA DISPOSIZIONE DELLE SEDIE,

GLI ARREDI…

ATTENZIONE ALLE BARRIERE ARCHITETTONICHE nel caso in cui abbiamo a che fare con bambini con disabilità motorie di vario tipo.

COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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6. GESTI E RUOLI

Prevediamo un gesto centrale? Per chi?

Vogliamo più gesti? Quali posture corporee?

Abbiamo un presidente? Che cosa fa?

Prevediamo degli spostamenti?

Prevediamo delle processioni?

Nel caso in cui alla celebrazione partecipassero dei bambini con disabilità, cerchiamo di coinvolgerli con gesti e /o ruoli semplici e alla loro portata.

COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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7. OGGETTI E MATERIALI

PREPARARE L’ELENCO!

GLI OGGETTI VANNO SCELTI CON CURA

NON DEVONO ESSERE IN SOPRANNUMERO

DEVONO ESSERE DI BUONA QUALITÀ

CHI USERÀ GLI OGGETTI?

QUANDO LI USERÀ?

DOVE?

COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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8. RITMO

Curare la proporzione fra le parti!

Silenzio

Dove? Quanto dura

No buchi o stasi, no dilungamenti

COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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Questa celebrazione è prevista per la fine dell’anno catechistico e ha lo scopo di ringraziare Gesù che ci ha accompagnati durante i mesi trascorsi insieme.

Il tema è il ringraziamento.

I bambini che parteciperanno sono ventiquattro; con loro ci sono due catechiste. Uno dei bambini ha un disturbo dello spettro autistico: non dà particolari problemi, ma non è verbale e presenta delle difficoltà uditive.

La celebrazione avverrà nella chiesa parrocchiale e durerà mezz’ora.

Conduce Giovanna.

La struttura dell’incontro prevede la lettura del Vangelo e la spiegazione, una preghiera litanica di ringraziamento inventata dagli stessi bambini, un momento di silenzio, un canto, il Padre nostro e il saluto finale a Gesù.

Il canto sarà Gesù Gesù grazie.

Durante il silenzio ci sarà una musica dolce e sommessa di sottofondo.

CHE COSA MANCA?

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COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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Questa celebrazione è prevista per la fine dell’anno catechistico e ha lo scopo di ringraziare Gesù che ci ha accompagnati durante i mesi trascorsi insieme.

Il tema è il ringraziamento.

I bambini che parteciperanno sono ventiquattro; con loro ci sono due catechiste.

La celebrazione avverrà nella chiesa parrocchiale e durerà mezz’ora.

Conduce Giovanna.

La struttura dell’incontro prevede la lettura del Vangelo e la spiegazione, una preghiera litanica di ringraziamento inventata dagli stessi bambini, un momento di silenzio, un canto, il Padre nostro e il saluto finale a Gesù.

Il canto sarà Gesù Gesù grazie.

Durante il silenzio ci sarà una musica dolce e sommessa di sottofondo.

CHE COSA MANCA?

Quale Vangelo? Non si prevede nessun gesto?

L’elenco del materiale?

Adattamenti per il bambino con disabilità?

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COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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CACCIA AGLI ERRORI

Questa volta si tratta di una celebrazione penitenziale, per preparare i bambini alla seconda riconciliazione. Il tema è il perdono.

All’incontro partecipano sessanta bambini di dieci anni e sei catechiste. Uno dei bambini è ipovedente grave. Il luogo in cui avviene la celebrazione è la sala giochi dell’oratorio.

Conduce l’incontro Enrica.

I momenti previsti sono i seguenti: preghiera introduttiva; introduzione, lettura e spiegazione del Vangelo; esame di coscienza; preghiera comune per chiedere perdono; dieci minuti di silenzio; formulazione e scrittura di un proposito; canto; Padre nostro; saluto a Gesù prima di tornare a casa.

Il brano di Vangelo che verrà letto è quello della pecora smarrita.

La preghiera è Laudato sii.

Il gesto centrale è l’introduzione del Vangelo: lo compirà una catechista.

Il canto sarà scelto al momento nel Cantemus Domini.

Non servono particolari oggetti o materiali, a parte il Vangelo.

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COSTRUIRE UNA CELEBRAZIONE

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CACCIA AGLI ERRORI

Questa volta si tratta di una celebrazione penitenziale, per preparare i bambini alla seconda riconciliazione. Il tema è il perdono.

All’incontro partecipano sessanta bambini di dieci anni e sei catechiste. Uno dei bambini è gravemente ipovedente.

Come fa a scrivere questo bambino?

Il luogo in cui avviene la celebrazione è la sala giochi dell’oratorio.

Conduce l’incontro Enrica.

I momenti previsti sono i seguenti: preghiera introduttiva; introduzione, lettura e spiegazione del Vangelo; esame di coscienza; preghiera comune per chiedere perdono; dieci minuti di silenzio; formulazione e scrittura di un proposito; canto; Padre nostro; saluto a Gesù prima di tornare a casa.

Il brano di Vangelo che verrà letto è quello della pecora smarrita.

La preghiera è Laudato sii.

Il gesto centrale è l’introduzione del Vangelo: lo compirà una catechista.

Il canto si trova nel nel Cantemus Domini a p. …

Non servono particolari oggetti o materiali, a parte il Vangelo.

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La sala giochi rischia di essere dispersiva; sarebbero meglio la cappella o la chiesa

10 minuti di silenzio per dei bambini sono troppi: meglio non superare 1 minuto.

Non adatta a una celebrazione penitenziale

Occorre precisare prima

Sicuri? Biglietto e penna per scrivere le mancanze?

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In rosso le attenzioni per il bambino con disabilità

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ORA TOCCA A VOI!

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GRAZIE!!!!