Modulo 4�Didattica speciale
Progettare / sperimentare interventi educativo – didattici inclusivi
Pierpaolo Triani
Università Cattolica del Sacro Cuore
Primo incontro
1
Struttura del modulo
Primo incontro
a) Lo stile comunicativo e relazionale del docente
b) La modulazione educativa e didattica con alcune tipologie di difficoltà e disturbo
a) Prosecuzione dell’approfondimento della modulazione educativa e didattica con alcune tipologie di difficoltà e disturbo.
b) La dimensione valutativa
Alcune precisazioni terminologiche
Occorre però fare chiarezza su queste due espressioni perché vi sono posizioni diverse.
Nel rispetto degli obiettivi generali e specifici di apprendimento, la didattica personalizzata si sostanzia attraverso l’impiego di una varietà di metodologie e strategie didattiche, tali da promuovere le potenzialità e il successo formativo in ogni alunno: l’uso dei mediatori didattici (schemi, mappe concettuali, etc.), l’attenzione agli stili di apprendimento, la calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti, nell’ottica di promuovere un apprendimento significativo». (Ibi, pp. 6-7).
La didattica individualizzata infatti consiste in quell’insieme di azioni, supportate naturalmente anche da strumenti, che mirano a promuovere in un singolo alunno gli obiettivi basilari comuni a tutti, attraverso un lavoro ‘ad hoc’.
La didattica personalizzata consiste in quell’insieme di azioni e strumenti che oltre a promuovere nell’alunno il raggiungimento degli obiettivi basilari comuni, intendono valorizzare al meglio le specificità cognitive del soggetto, le sue potenzialità e le sue risorse per garantire il suo più ampio successo formativo.
La specificità della prospettiva pedagogica della didattica inclusiva
La prospettiva pedagogica della didattica inclusiva considera la persona nell’integralità delle sue dimensioni e nella sua concretezza. Considera le sue potenzialità, le sua difficoltà, le sue capacità, i suoi processi di sviluppo.
Considera l’alunno come soggetto attivo, composito, agente (si riprenderà quest’aspetto tra poco).
E’ in quest’ottica che si pone la prospettiva, che verrà affrontata in modulo specifico, dell’ICF.
La prospettiva dell’ICF intende guardare al soggetto umano nella pluralità delle sue funzioni che gli permettono di vivere bene.
La disabilità, perciò, è letta come:
- fenomeno sociale multidimensionale;
- risultante dell’interazione tra funzionamento umano e fattori contestuali.
Le componenti della classificazione ICF
FUNZIONI CORPOREE
STRUTTURE CORPOREE
ATTIVITA’ E PARTECIPAZIONE
FATTORI AMBIENTALI
Occorre considerare che:
Occorre al riguardo riconoscere che vi sono diversi tipi di risorse (fisiche, cognitive, emotive, relazionali, motivazionali, strumentali, sociali, economiche, territoriali..).
Una distinzione importante è tra risorse esterne alla persona ed interne alla persona.
L’azione educativa utilizza le risorse esterne (ad esempio: un tablet), ma mira a promuovere e far crescere le risorse interne (tra le quali c’è anche la capacità di utilizzare al meglio le risorse esterne).
Come si possono accrescere le risorse interne di una persona?
Oggetto/Compito/situazione di apprendimento
Studente
Docente
I diversi destinatari �della didattica inclusiva
Prima categoria
Seconda categoria
Terza categoria
Disabilità | Disturbi evolutivi specifici | Svantaggio socio-economico-culturale | |
‘OBBLIGO’ PEI | DSA ‘Obbligo PDP» | Deficit del linguaggio Deficit coordinazione motoria Deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività - ADHD Funzionamento intellettivo limite (al confine tra disabilità e disturbo specifico) PDP FACOLTATIVO
| PDP FACOLTATIVO |
Le principali componenti del metodo didattico
La forma dell’ambiente organizzativo
La forma del lavoro del docente, individuale e collettivo
La forma del soggetto discente
La forma della relazione educativa
La forma del gruppo di apprendimento
La forma dell’organizzazione dei contenuti
La forma delle pratiche specifiche
Le forme del metodo
(Triani 2013)
LA FORMA DEL LAVORO DOCENTE
E’ il modo attraverso il quale il gruppo docenti e il singolo docente, si confrontano osservano, progettano, costruiscono interventi, valutano, all’interno del loro lavoro.
Nella prospettiva della didattica inclusiva il lavoro docente si specifica per:
Una progettazione/programmazione ‘intenzionale’
Una progettazione ‘circolare’ e ‘dialogica’.
Un orientamento collegiale.
Una concezione della valutazione in termini prevalentemente formativi.
LA FORMA DEL SOGGETTO DISCENTE
La forma del soggetto discente:
E’ il fattore, attorno al quale ruotano tutti gli altri, è il modo attraverso il quale è visto l’allievo.
Sono le azioni, i comportamenti, le relazioni che egli mette in atto nel processo di apprendimento
Un metodo educativo si caratterizza innanzitutto per i processi affettivi, cognitivi, sociali che intende operativamente promuovere nell’allievo.
Chiediamoci: che immagine abbiamo del processo di apprendimento degli alunni? Come questa immagine incide sul nostro modo di organizzare l’azione didattica?
Dalla concezione meccanicistica del discente | Alla concezione dinamica e organicista del discente |
Passivo (apprende in quanto riceve) | Attivo (apprende in quanto elabora) |
Molecolare (le diverse componenti del soggetto sono considerate separatamente) | Molare (le diverse componenti del soggetto sono considerate in modo interdipendente) |
Paziente (il discente è colui a cui manca qualcosa) | Agente (il discente è portatore di risorse) |
LA FORMA DELLA RELAZIONE EDUCATIVA
E’ la forma che va assumendo il rapporto tra l’insegnante e l’allievo, che può essere concretamente declinato attraverso stili diversi.
La didattica generale e inclusiva comportano:
Fiducia: nella possibilità del bambino e del ragazzo di crescere.
Ascolto: delle dinamiche di crescita, degli interessi, delle risposte.
Accompagnamento nella fatica e modulazione della relazione
Responsabilizzazione dell’alunno in ordine ai suoi comportamenti.
Esempio: Studenti con difficoltà nella gestione dell’aggressività (Triani, 2013)
Segnali | Cosa è bene fare | Cosa è bene evitare |
Labilità emotiva Crisi di collera improvvisi Uso reiterato del non rispetto delle regole Uso reiterato della prepotenza, delle minacce, anche attraverso forme poco appariscenti (dispetti, violenze verbali, ricatti) Negazione dei comportamenti ostili messi in atto Frequenti comportamenti di sfida nei confronti dell’insegnante
| Disposizione relazionale verso la persona e ‘ferma’ verso il comportamento aggressivo . Aiuto nel modo di elaborare le informazioni sociali . Aiuto nel riconoscere e gestire le proprie emozioni (es.: distinguendo tra emozione e comportamento) . Aiuto nel modo di gestire i conflitti e nell’imparare le abilità sociali . Presentazione di modelli di comportamento diversi che permettono di rompere il comportamento stereotipato . Evitare che l’aggressività produca benefici Concordare, quando possibile, con la famiglia, alcuni obiettivi su cui lavorare insieme | Manifestare apertamente la propria rabbia . Contrapporre continuamente ad un atteggiamento oppositivo un medesimo stile di opposizione .
|
LA FORMA DEL GRUPPO CLASSE
Riguarda l’insieme delle dinamiche che prendono vita nel gruppo classe che dipende strettamente anche dal modo con cui esso è inteso dall’insegnante: come contenitore, come ambiente, come risorsa…
La didattica comporta:
I principi del Cooperative Learning
LA FORMA DELL’ORGANIZZAZIONE DEI CONTENUTI
E’ l’insieme dei ‘contenuti’ dell’azione educativa, ossia delle attività, delle informazioni e dei concetti che sono resi oggetto dell’azione didattica.
Una didattica attenta al percorso di apprendimento di ciascuno mette fortemente in crisi una organizzazione curricolare rigida e statica.
Essa infatti fa emergere la necessità di operare nell’ottica:
- dell’essenzialità
- della flessibilità.
LA FORMA DELL’AMBIENTE SCOLASTICO
E’ rappresentata dai ‘tratti’ che assumono l’aula e gli altri ambienti della scuola all’interno del quale si compie l’intervento educativo, così come dall’identità istituzionale e culturale della scuola stessa.
Fanno parte di questa forma i linguaggi, i riti, i simboli, i tempi, gli spazi della quotidianità scolastica, ma anche i modi con cui la scuola si rapporta con le famiglie e il territorio.
LA FORMA DELLE PRATICHE SPECIFICHE
E’ rappresentata dalle singole pratiche che sono scelte e messe in atto per svolgere l’attiva educativa
La didattica attuale assume il principio della pluralità metodologica.
I punti chiave della didattica inclusiva
I 7 punti chiave secondo le Edizioni Erickson
I compagni di classe rappresentano la risorsa più preziosa per attivare processi di inclusione. Fin dal primo giorno è necessario incentivare e lavorare su collaborazione, cooperazione e clima di classe. In particolare sono da valorizzare le strategie di lavoro collaborativo in coppia o in piccoli gruppi. L’apprendimento non è mai un processo solitario, ma è profondamente influenzato dalle relazioni, dagli stimoli e dai contesti tra pari
2. L’adattamento come strategia inclusiva
Per attivare dinamiche inclusive è fondamentale potenziare le strategie logico-visive, in particolare grazie all’uso di mappe mentali e mappe concettuali. Per gli alunni con maggiori difficoltà sono di grande aiuto tutte le forme di schematizzazione e organizzazione anticipata della conoscenza e, in particolare, i diagrammi, le linee del tempo, le illustrazioni significative e le flashcard delle regole, così come la valorizzazione delle risorse iconografiche, degli indici testuali e dell’analisi delle fonti visive.
4. Processi cognitivi e stili di apprendimento
5. Metacognizione e metodo di studio
6. Emozioni e variabili psicologiche nell’apprendimento
7. Valutazione, verifica e feedback.
Una didattica che coinvolge la scuola nel suo insieme
Le strategie inclusive vanno dunque pensate in riferimento a tre aree di intervento:
La classe
Il singolo
Il sistema
La logica della progettazione e le sue componenti
Progettazione: Prodotto e processo
Essa, nella prospettiva pedagogica richiamata, richiede:
Le componenti da considerare nella costruzione del PEI
(Per un quadro di possibili strategie inclusive a livello individuale, di classe, di sistema cfr. Allegati 1; 2; 3; Strategie inclusive)
La gestione della classe
La concezione della classe
Un secondo modo è quello di considerare la classe non
come un semplice contenitore, ma spazio vitale (Lewin), contesto di vita (Bronfenbrenner), ambiente di apprendimento (Cousinet).
L’interazione all’interno della classe chiede, perciò, di essere assunta come oggetto di attenzione e di promozione in quanto fattore strutturante i processi formativi dei singoli.
Un terzo modo di vedere la classe è quello che pone una particolare attenzione all’interazioni tra gli allievi non solo come contesto, ma come strumento che può favorire la qualità e ampiezza dell’apprendimento.
Il gruppo classe
Gli studi sui gruppi ci consegnano una pluralità di criteri per classificare i gruppi.
Il gruppo scolastico è:
Dal punto di vista della finalità: Un gruppo di apprendimento, la cui stabilità e reiterazione quotidiana attiva lo sviluppo di dinamiche relazionali composite e profonde;
Dal punto di vista del potere: E’ una realtà etero diretto ed etero costituito che attiva però al suo interno diverse leadership.
Dal punto di vista della forma: E’ costituito formalmente e composto da un numero relativamente ristretto di partecipanti, i quali tendono naturalmente ad aggregarsi in sottogruppi.
Una definizione classica di gruppo
Vita di classe e didattica
Gli aspetti fondamentali
1. Osservare e descrivere la classe
2. Costruire il gruppo classe
3. Agire nell’ordinarietà e strutturare l’attività didattica
4. Affrontare i casi difficili
Osservare e descrivere
(cfr. esempi allegati al materiale)
Gruppo si diventa
Considerare le strutture interattive del gruppo
Le strutture interattive
Struttura comunicativa
Struttura d’influsso
Struttura socio-affettiva
Struttura delle aspettative
(Per i contenuti inerenti le strutture interattive cfr. C. Girelli, Costruire il gruppo classe, La Scuola, Brescia 1999).
Struttura comunicativa
Domande per l’analisi
Suggerimenti
Struttura d’influsso
Domande per l’analisi
Suggerimenti
Struttura socio-affettiva
Domande per l’analisi
Suggerimenti
Struttura delle aspettative
Domande per l’analisi
Suggerimenti
Agire nell’ordinarietà e strutturare l’attività didattica�
I principi generale �della gestione ordinaria della classe
Le attenzioni ideali da avere nella strutturazione della ‘lezione’
(cfr. anche slide 2° incontro, dedicate alle strategie relazionali e comunicative)
La gestione dei conflitti
A) Riconoscere che possono esistere diversi modi di affrontare il conflitto (la ricerca della vittoria, la fuga, la ricerca di una soluzione comune).
B) La ricerca della soluzione comune è un processo che richiede diversi passi.
Il metodo negoziale
1) Identificare e definire il problema
2) Lasciar emergere ogni soluzione possibile
3) Valutare le soluzioni alternative
4) Scegliere l’alternativa migliore
5) Implementare la soluzione
6) Verificare il follow-up della soluzione
Lavorare sugli ambienti
- Isole e lavori in gruppo
‘Carta a T’
Esempio di Carta a T
ASCOLTARE L’ALTRO | |
Comportamenti non verbali | Comportamenti verbali |
| |
Per concludere
Bibliografia di riferimento