Se farsi la guerra è una caratteristica propria di Homo sapiens, se i conflitti sono sempre esistiti, vuol dire che gli esseri umani sono destinati a combattersi per sempre? Oppure la guerra – come afferma John Horgan in The end of war – in quanto creazione umana, e non un fatto biologico, deve a un certo punto avere una fine?
Le metafore della guerra pervadono il nostro linguaggio, eppure la guerra, quella in cui intenzionalmente gli esseri umani si feriscono e uccidono di proposito, nella nostra parte di mondo era un tabù, qualcosa che da almeno trent'anni aveva smesso di riguardarci direttamente.
Poi il 24 febbraio 2022 l’Ucraina diventa teatro di un conflitto per il quale non si intravede ancora la concreta possibilità di conclusione. Di guerre se ne combattono a decine nel mondo, ma nessuna di queste è così vicina a noi e alle nostre democrazie, nessuna, secondo diversi analisti, dopo la caduta del muro di Berlino ci ha fatto temere così tanto l’uso delle “armi nucleari” e la possibile escalation verso una terza guerra mondiale.
Davvero ci sono persone pronte a devastare nuovamente il continente? A un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina, ci interroghiamo sulla natura, i meccanismi e gli impatti della guerra usando le consuete “lenti” della ricerca in UniTo.
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