Notaio e intercultura
Sondaggio a cura dell'Accademia del Notariato
L’Accademia del Notariato è da tempo impegnata in un percorso di approfondimento e condivisione dei temi legati all’intercultura, quale strumento di integrazione e facilitazione dei rapporti tra professionisti e stranieri che a vario titolo chiedono il nostro aiuto. Il progetto intercultura è stato presentato in due incontri tenuti a Roma e Milano nel corso dell’ultimo anno: stiamo lavorando per creare un corso di formazione per esperti interculturali; molto lavoro è già stato fatto, altro è da fare. Per questo chiediamo il tuo aiuto, un po' del tuo tempo per rispondere a questo semplice questionario che verrà da noi elaborato per indirizzare meglio i contenuti del corso.
Si trova spesso a svolgere la propria professione nei confronti di clienti stranieri o comunque di cultura diversa da quella italiana (per esempio, africani, islamici, indiani, cinesi ecc.)?
In caso di risposta positiva, gli atti/consulenze richieste dai soggetti stranieri (residenti e non residenti in Italia) sono superiori o inferiori a dieci pratiche all’anno?
Quali tipi di atti le hanno richiesto di ricevere?
È sempre riuscito a capire le intenzioni del cliente straniero?
È sempre riuscito a capire i suoi bisogni concreti?
È sempre riuscito a intendere le sue finalità anche al di là dell’atto che lui le richiede di ricevere?
Ha sempre potuto accogliere la volontà della parte o in alcuni casi si è dovuto rifiutare di ricevere l’atto?
Crede che, almeno in alcuni casi, la necessità del rifiuto possa essere dipesa da difficoltà di comunicazione e di comprensione reciproca?
Pensa che il cliente abbia sempre capito le finalità dell’atto?
E ritiene di riuscire sempre a fargli capire il significato delle leggi italiane utilizzate nel redigere l’atto stesso?
Ha mai pensato che una migliore comprensione delle effettive intenzioni del cliente straniero o di altra cultura potrebbe giovare a fugare eventuali rischi di responsabilità professionale?
Ha mai pensato che la mancanza di comprensione delle effettive intenzioni del cliente straniero o di altra cultura potrebbe dissuadere il cliente dal concludere l’atto?
Ha mai considerato che avere una preparazione professionale in grado di farle comprendere meglio la cultura e il modo di esprimere i propri interessi da parte dei clienti stranieri, anche in considerazione della loro crescente presenza in Italia, potrebbe aumentare il numero di quanti chiedono assistenza al notaio?
Potrebbe considerare utile, per incrementare la sua attività professionale, la partecipazione sua o di un suo collaboratore già qualificato professionalmente, a seminari di approfondimento e specializzazione pratico-applicativo: a) - che diano gli strumenti “interculturali” per affrontare situazioni giuridiche nelle quali sono coinvolti stranieri o comunque persone di altra cultura (residenti o non residenti in Italia); b) - che diano la possibilità di condividere e analizzare, insieme ai docenti e agli altri notai partecipanti, le esperienze avute con la clientela straniera o comunque di altra cultura?
Ci farebbe piacere se volesse lasciarci il suo nominativo
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