Appello contro lo sgombero dello Studentato Autogestito PDM27 e la repressione del dissenso

VERSION FRANÇAIS AUE DESSOUS/ENGLISH TRANSLATION BELOW/TRADUCCIÓN AL ESPAÑOL A CONTINUACIÓN

Lo Studentato Autogestito PDM27 è nato il 14 novembre del 2015, occupato al culmine della lotta di quelle studentesse e quegli studenti colpiti dalla riforma targata Partito Democratico che modificò i parametri di calcolo dell’ISEE, lasciandoli senza borsa di studio e quindi senza alloggio. Dopo esserci rivolti ad ogni referente istituzionale, l’assenza di risposte concrete all’esigenza di avere una soluzione abitativa concrete ha portato alla nascita dello Studentato.

Come abbiamo sempre sostenuto lo Studentato non è mai stato solo una casa per le centinaia di persone che lo hanno attraversato, ma anche uno strumento degli studenti per continuare ad organizzarsi nella lotta e pretendere che il diritto allo studio sia garantito. L'autogestione si è quindi resa necessaria affinché gli studenti e le studentesse riuscissero a continuare il loro percorso di studi, nonostante dovessero lavorare per sostentarsi. Ripudiamo quindi la retorica di furbetti e di sfaticati di cui ci accusano, ripudiamo lo scarico di responsabilità verso il basso. È necessario continuare ad evidenziare chi sono i veri responsabili di questa situazione: i sindaci di Firenze, i rettori UniFi e i presidenti di ARDSU e Regione che si sono avvicendati negli ultimi anni. Sono questi i responsabili del fatto che in una città come Firenze, da anni non viene costruita neanche una residenza pubblica, né viene avviata una ristrutturazione completa in quelle già esistenti, mentre il mercato immobiliare ha prezzi insostenibili e continuano ad essere costruiti numerosissimi studentati privati.

Lo stabile dello Studentato è sempre stato inutilizzato, frutto di speculazioni edilizie, passaggi di mano di appalti milionari, di collusioni tra politici locali e agenzie immobiliari. Infatti, la costruzione del palazzo si inserisce in una serie di costruzioni selvagge portata avanti inizialmente da "Quadra Progetti" tra 2006 e 2007, finita poi sotto l’inchiesta “mani sulla città” con le accuse di falso, peculato, truffa, abuso d'ufficio e abuso edilizio, monopolizzando l'edilizia privata in città grazie a favoritismi tra la società stessa e il comune. Sebbene l'allora capogruppo PD Alberto Formigli era socio occulto della Quadra Progetti mentre era consigliere comunale, i reparti antimafia vengono diretti contro di noi – criminalizzando la nostra lotta per un’università critica, pubblica e di massa, per un diritto allo studio garantito a tutte e a tutti e contro sfruttamento e oppressione - mentre i veri responsabili restano impuniti.

A seguito dello sgombero dello Studentato Autogestito PDM27 sono stati emessi, per adesso, 5 fogli di via dalla città di Firenze e 4 avvisi orali ai danni degli studenti e delle studentesse che in quel momento si trovavano all’interno dell’edificio, oltre alle denunce per occupazione e concorso.

Strumentalizzando eventi come la scomparsa di Kata a Firenze, si usa in modo pretestuoso il tema tanto caro della “sicurezza” per reprimere le lotte e chi le porta avanti. Così facendo si vende all’opinione pubblica un’azione inaudita di repressione come legittima e ponderata: si usano i reparti antiterrorismo e antimafia contro gli studenti, oltre a contro tutte le organizzazioni politiche e sindacali colpite negli anni da accuse di reati associativi e non solo. La privazione di uno strumento fondamentale come uno Studentato Autogestito si costituisce di fatto come parte di quest'attacco, che si concretizza in un contesto in cui già si scarica sulle classi popolari i costi della crisi economica, che alimenta il clima di guerra e dalla guerra stessa viene inasprita. Lo vediamo con le continue privatizzazioni e i tagli su settori pubblici e diritti fondamentali.

A chi ci governa fa più paura un immobile vuoto e restituito alla collettività piuttosto che la gente lasciata per strada e la rinuncia agli studi di migliaia di studenti l’anno. Si pensi che ogni anno sono più di 135 000 le studentesse e gli studenti che non terminano le superiori, mentre tra i diplomati il 44% decide di non iscriversi a corsi universitari. Tra i giovani universitari una percentuale intorno al 30% non termina il proprio percorso di studi. Questi dati parlano chiaro: l’università pubblica, escludendo in misura sempre crescente studenti poveri e studenti lavoratori dal poter completare un percorso di studi, è di fatto classista. Ne sono esempio l’inadempienza nel garantire il diritto allo studio da parte degli enti responsabili e di chi ci governa, che si fonda sull'ormai avviato paradigma meritocratico del diritto, che a sua volta lascia indietro centinaia di studenti. Per poter usufruire dei servizi, della borsa di studio e impedire l'incremento della tassazione, è necessario "produrre" un determinato numero di crediti formativi: non serve essere statistici per comprendere che i risultati, la durata del percorso di studi e il bagaglio formativo di partenza variano sulla base delle condizioni socio-economiche di ciascuno.

In questo contesto, invece di preoccuparsi delle migliaia di giovani che a causa delle difficoltà economiche decidono di abbandonare la propria formazione, criminalizzano chi lotta per il diritto allo studio. Le misure cautelari stesse rivelano l’accanimento repressivo delle istituzioni e della questura, che con le misure preventive limitano la libertà dell’individuo prima ancora che questi riceva una condanna. Il foglio di via esilia di fatto gli studenti e le studentesse dalla città in cui vivono, studiano e lavorano; quanto agli avvisi orali (del Codice Antimafia!), questi sono provvedimenti di assoluta discrezionalità: impongono a chi li riceve di cambiare condotta di vita, senza specificare cosa questo significhi e cosa ne comporterebbe la violazione. Tali misure costituiscono un marchio pregiudicante che apre alla possibilità di richiedere la sorveglianza speciale: misura che impone coprifuoco, divieto di riunione, divieto di prendere parola pubblicamente e controllo della mobilità.

Questi strumenti, fondandosi su una pericolosità presunta del soggetto etichettato come “socialmente pericoloso” (e dunque sull’arbitrio del questore), hanno lo scopo di controllare i comportamenti individuali e smembrare qualsiasi organizzazione politica del territorio.

L’università che vogliamo costruire non assomiglia all’istituzione che è oggi: competitiva, individualizzante, classista. Quest'ultima è di fatto un esamificio, dove apprendere unicamente le competenze funzionali al mercato del lavoro. Il confronto critico e il benessere degli studenti passa in secondo piano. Noi invece affermiamo convintamente che l’università debba essere un luogo di confronto, di scambio e di aggregazione, sia tra studenti che con professori e lavoratori dell’università.

Tuttavia, ad oggi il sistema universitario rappresenta un polo di riproduzione ideologica e sempre più uno strumento al servizio delle imprese. Questo è dimostrato dalla presenza preponderante dei privati nei CdA, dalla gestione sempre più aziendalistica dell’università, dall’allocazione delle risorse verso i settori di ricerca più profittevoli del mercato.

Senza la velleità di credere che il nostro progetto fosse una soluzione per tutti, avevamo e abbiamo tuttora l’obiettivo di proseguire la nostra lotta.

Con la sottoscrizione di questo appello chiediamo una presa di posizione esplicita da parte di intellettuali, professori, singoli e realtà politiche contro questo sgombero, contro tutti quei dispositivi repressivi atti a ridurre o negare gli spazi di agibilità politica e contro la grave criminalizzazione degli studenti, delle loro lotte e del dissenso politico tout court a cui stiamo assistendo. In tal senso, richiediamo anche una presa di posizione e un'assunzione di responsabilità da parte del Sindaco di Firenze, della rettrice UniFi e dei presidenti di ARDSU e Regione per gli studenti sgomberati e le misure repressive adottate contro questi ultimi.

Invitiamo alla massima diffusione e sottoscrizione di questo testo per porre all’attenzione pubblica la questione abitativa studentesca, e, più in generale, i problemi di diritto allo studio e la stretta repressiva delle organizzazioni in lotta.

ENGLISH VERSION

The Studentato Autogestito PDM27 came to life on the 14th of November 2015, after the building was occupied following a struggle carried out by students who had been hard hit by a Partito Democratico reform that had modified the criteria behind the calculation of the ISEE (the Indicator of each Italian family’s economic situation). As a consequence of this reform, hundreds of students saw their study grants and student accommodation get revoked. After trying, and failing, to obtain answers from the public institutions, these students decided to start the Studentato.

As we’ve always claimed, the Studentato was never just a home for the hundreds of people who lived there, but was also a tool in the hands of many students that allowed them to organise themselves and fight for their right to study. Thus, self-management appeared to be the only way to allow many students (who had to work in the meantime to get by) to complete their degrees. In light of these facts, we feel compelled to deny any claim that we are ”taking the easy way out”, as we have been accused of doing by occupying this building. Moreover, we also refuse to acknowledge any attempt made to force the each and every individual student to shoulder the costs of the ruling classes’ policies. As a matter of fact, we must continue to stress that the current situation was created by a series of institutional figures in the last decades: the Mayors of Florence, the Florentine University’s Vice-Chancellors, and the presidents of the ARDSU and of the Tuscan Region. These people are responsible for the fact that, in our city, no public student accommodation has been built in years, nor have any of the pre-existing ones been refurbished, while the housing market prices have grown at breakneck speed and luxury student accommodations continue to pop up.

The Studentato’s building, before being occupied, had always been abandoned, as it was the product of a housing speculation scheme which consisted in local politicians accepting bribes and having suspicious ties to estate agencies, culminating in the disappearance of millions of euros. In fact, the construction of the Studentato’s building was part of a series of wild constructions that were begun by “Quadra Progetti” between 2006 and 2007, which eventually ended up being investigated in the “Mani Sulla Città” case, being accused of embezzlement, bribery and fraud. After all, the construction of these buildings had been marked by suspiciously close ties between the City Council and the Quadra Progetti company, as shown by the fact that Alberto Formigli (the former local PD head) was a silent partner of the former company. However, even when faced with these multiple instances of corruption, somehow the Antimafia squads are used against us - thereby criminalising our struggle for a more accessible, inclusive and critically-oriented university, for out right to study and against any shade of exploitation and oppression – all the while those who are really guilty of mafia-like practices remain unpunished.

So far 5 expulsion orders and 4 oral notices have been sent to the students who used to live in the building during the eviction of the Studentato Autogestito PDM27. Moreover, they are being brought to court for squatting and for complicity in doing so.

The State and the Police Force have not hesitated to cynically take advantage of the disappearance of a toddler (Kata) in Florence that happened a few months ago so as to justify the authoritarian measure they took to repress those who are involved in many different struggles in our city. Through this opportunistic approach, our state institutions have presented an unheard of act of repression as a well thought out and legitimate one: we’re talking about the involvement of the Antimafia to repress not only students, but even many other political organisations and trade unions, who have been accused of crimes such  as criminal association, as we’ve seen in the last few years. The loss of a tool like the Studentato is an integral part of this onslaught against any type of opposition to the status quo, while being totally coherent with the state’s policy of forcing the working classes to bear the brunt of the economic crisis that has fanned the flames of war and viceversa. All of these factors result in two consequences: the incessant privatisation and cuts to public services on the one hand, whereas on the other hand we can also see a worrying tendency to get rid of some fundamental human rights.

Those who lead our country appear to be more scared an empty building that was refurbished and that was made useful to the general public rather than the hundreds of homeless students and the thousands of people who are forced to give up their university studies. One only needs to give a cursory look to the data: more than 135.000 students are not able to pass their High School exams every year, whereas 44% of those eligible to start a university career decide against it. Last but not least, 33% of students never manage to graduate. The message is clear: our public university system, by excluding more and more students who come from a poorer economic background and/or have to work for a living, is de facto plagued by classism. This can be observed in the Governments refusal to provide its students with the necessary resources to guarantee their right to study, as occurs with the Italian “merit and productivity criteria”. According to such criteria, one has to obtain a certain amount of university credits to be able to obtain and then keep their study grant and university accommodation. However, it seems pretty obvious that based on one’s socio-economic background the challenged posed by this task can vary wildly.

In such a context, instead of worrying about the thousands of young adults who are forced to abandon their university because of their economic situation, the State prefers to depict those who fight for their right to study as criminals. The usage of precautionary measures, a series of legal tools that the Italian police can use to limit one’s freedom before they have even received a verdict in court, reveal how serious the level of repression employed by our institutions is. The expulsion orders used against us allow the Questura to de facto exile students from the city where they live, study and work; as for the “oral warnings” (which are part of the Antimafia code of law!), their application is ludicrously arbitrary while their effects can change one’s life, as they order their recipient to change their daily habits without specifying what this means and what the consequences of not respecting this order are. Such measures pave the way for the imposition of another even more restrictive one upon their recipient, the so called “special surveillance”: a police order that can force a person deemed to be “socially dangerous” to observe a strict curfew, to avoid taking part and speaking in public assemblies, and to have limits upon their freedom of movement.

These aforementioned tools of repression, based on an alleged risk posed by a person who is labelled as “socially dangerous” (and thus based on the police chief’s arbitrary judgement), are aimed at restricting individual behaviour and destroying any political organisation that is not considered desirable in our cities.

We have always envisioned a university system that is radically different from the one we have today, which is grounded in profoundly competitive, alienating and classist principles. For all intents and purposes, universities in Italy today are “exam factories”, where each student is expected to learn nothing but that which is considered relevant to the job market. As for critical thinking and the students’ wellbeing, these are often overlooked. However, we believe that our universities do not have to stay this way: as always, we call for universities that function as places where knowledge can be freely exchanged and where social and intellectual interaction between students and university personnel is encouraged.

Unfortunately, to this day our universities are merely insititutions whose job is to reproduce the dominant ideology and to act as a tool for big businesses. This claim is proven by the strong presence of private entities in our universities’ boards of directors and by the increasingly business-oriented management of our faculties (i.e. the allocation of funds to research sectors that are considered more profitable).

We realise that our political project did not represent a solution to everyone’s problems, but we had and still have the will to continue our struggle.

By signing this appeal, we are asking you to take a public stance against this eviction, against of those aforementioned repressive measures and against any attempt to criminalise students, their struggles and any type of political dissent in general. To this effect, we are asking the Mayor of Florence, the Vice-Chancellor of the University of Florence and the presidents of the ARDSU and the Tuscan Region to publicly express their opinion and take responsibility for the students that have been evicted and the repressive measures employed against them.

Lastly, we would like to ask you to spread this appeal as much as possible, so as to bring to the attention of public opinion the matter of student housing, the problem of students’ right to study, and the repression of political organisations and their struggles.

VERSION FR

Le Studentato Autogeré PDM27 est né le 14 novembre 2015, occupé au plus fort de la lutte des étudiant.e.s touchés par la réforme du Parti Démocrate qui a modifié les paramètres de calcul de l'ISEE, les laissant sans bourse et donc sans logement. Après avoir fait appel à toustes les référent.e.s institutionnels, l'absence de réponses concrètes au besoin d'une solution concrète de logement a conduit à la naissance du Studentato.

Comme nous l'avons toujours affirmé, le Studentato n'a jamais été seulement un foyer pour les centaines de personnes qui l'ont traversé, mais aussi un instrument des étudiant.e.s pour continuer à s'organiser dans la lutte et exiger que le droit aux études soit garanti. L'autogestion était donc nécessaire pour que les étudiant.e.s puissent poursuivre leurs études, même s'ils devaient travailler pour subvenir à leurs besoins. Nous rejetons donc la rhétorique des canailles et des radins dont on nous accuse, nous rejetons la déresponsabilisation vers le bas. Nous devons continuer à désigner les vrais responsables de cette situation : les maires de Florence, les recteurs/rectrices de l'UniFi, les président.e.s de l'ARDSU et de la Région qui se sont succédé ces dernières années. Ce sont elleux qui sont responsables du fait que, dans une ville comme Florence, aucune résidence publique n'a été construite depuis des années et aucune rénovation complète n'a été entreprise dans les résidences existantes, alors que le marché immobilier affiche des prix insoutenables et que de nombreuses résidences étudiantes privées continuent d'être construites.

Le bâtiment Studentato a toujours été inutilisé, résultat de la spéculation immobilière, de transferts de contrats à coups de millions de dollars et de la collusion entre les politiciens locaux et les agences immobilières. En fait, la construction de l'immeuble fait partie d'une série de constructions sauvages initialement réalisées par "Quadra Progetti" entre 2006 et 2007, qui a ensuite fait l'objet de l'enquête "mains sur la ville" avec des accusations de falsification, de détournement de fonds, de fraude, d'abus de pouvoir et d'abus de construction, monopolisant la construction privée dans la ville grâce à un favoritisme entre l'entreprise elle-même et la municipalité. Bien que le chef du groupe PD (Parti Démocratique) de l'époque, Alberto Formigli, ait été un partenaire occulte de Quadra Progetti lorsqu'il était conseiller municipal, les quartiers anti-mafia sont dirigés contre nous - criminalisant notre lutte pour une université critique, publique et de masse, pour un droit à l'étude garanti à toustes et contre l'exploitation et l'oppression - tandis que les vrais coupables restent impunis.

Suite à l'expulsion du Studentato Autogérée PDM27, 5 ordres de quitter le territoir ont été émis par la ville de Florence et 4 avertissements oraux ont été délivrés aux étudiant.e.s qui se trouvaient à l'intérieur du bâtiment à ce moment-là, ainsi que des accusations d'occupation et de concurrence.

En instrumentalisant des événements tels que la disparition de Kata à Florence, le thème si cher de la "sécurité" est utilisé de manière factieuse pour réprimer les luttes et celleux qui les mènent. Ce faisant, une action de répression sans précédent est vendue à l'opinion publique comme légitime et réfléchie : des unités anti-terroristes et anti-mafia sont utilisées contre les étudiant.e.s, ainsi que contre toutes les organisations politiques et syndicales frappées au fil des ans par des accusations de délits associatifs et autres. La privation d'un outil aussi fondamental que le Studentato Autogeré fait en effet partie de cette attaque, qui s'inscrit dans un contexte où les coûts de la crise économique sont déjà répercutés sur les classes populaires, ce qui alimente le climat de guerre et est exacerbé par la guerre elle-même. Nous le voyons avec les privatisations continues et les coupes dans les secteurs publics et les droits fondamentaux.

Celleux qui nous gouvernent ont plus peur qu'un bâtiment vide soit rendu à la communauté que des personnes laissées à la rue et des milliers d'étudiant.e.s qui abandonnent chaque année leurs études. Il faut savoir que chaque année, plus de 135 000 étudiant.e.s ne terminent pas leurs études secondaires, tandis que 44 % des diplômés de l'enseignement secondaire décident de ne pas s'inscrire à l'université. Parmi les étudiants universitaires, environ 30 % ne terminent pas leurs études. Ces données parlent d'elles-mêmes : l'université publique, en excluant de plus en plus les étudiant.e.s pauvres et les travailleur.euse.s de la possibilité de terminer un cycle d'études, est en fait classiste. Un exemple en est l'incapacité des organes responsables et de celleux qui nous gouvernent à garantir le droit aux études, qui se fonde sur le paradigme méritocratique établi du droit, ce qui laisse dérriere des centaines d'étudiant.e.s. Pour pouvoir bénéficier de services, de bourses et éviter les augmentations d'impôts, il est nécessaire de "produire" un certain nombre de crédits éducatifs : il n'est pas nécessaire d'être statisticien pour comprendre que les résultats, la durée des études et le bagage éducatif de départ varient en fonction de la situation socio-économique de chacun.e.

Dans ce contexte, au lieu de se préoccuper des milliers de jeunes qui, en raison de difficultés économiques, décident d'abandonner leurs études, iels criminalisent celleux qui luttent pour le droit d'étudier. Les mesures préventives elles-mêmes révèlent l'acharnement répressif des institutions et de la police, dont les mesures préventives restreignent la liberté de l'individu avant même qu'iel ne soit condamné.e. Le "foglio di via" exile effectivement les étudiant.e.s de la ville où ils vivent, étudient et travaillent ; quant aux avertissements oraux (du code antimafia !), il s'agit de mesures de discrétion absolue : elles obligent le destinataire à modifier son mode de vie, sans préciser ce que cela signifie et ce qu'impliquerait la violation. Ces mesures constituent une marque dommageable qui ouvre la voie à la possibilité de demander une surveillance spéciale : une mesure qui impose des couvre-feux, l'interdiction de se réunir, l'interdiction de parler en public, le contrôle de la mobilité.

Ces instruments, basés sur la dangerosité présumée du sujet étiqueté "socialement dangereux" (et donc sur l'arbitraire du commissaire de police), visent à contrôler les comportements individuels et à démembrer toute organisation politique sur le territoire.

L'université que nous voulons construire ne ressemble pas à l'institution qu'elle est aujourd'hui : compétitive, individualisante, classiste. Celle-ci est en fait une usine à examens, où l'on n'apprend que les compétences fonctionnelles au marché du travail. La discussion critique et le bien-être des étudiants passent au second plan. Nous, au contraire, affirmons fermement que l'université doit être un lieu de confrontation, d'échange et d'agrégation, tant entre les étudiant.e.s qu'avec les professeurs et les travailleur.euse.s universitaires.

Or, aujourd'hui, le système universitaire est un pôle de reproduction idéologique et de plus en plus un instrument au service de l'entreprise. En témoignent la présence prépondérante de personnes privées dans les conseils d'administration, la gestion de plus en plus corporatiste de l'université, l'allocation des resources vers les secteurs de recherche plus rentables du marche.

Sans penser que notre projet est une solution pour toustes, nous avions et avons toujours l'objectif de poursuivre notre lutte.

En signant cet appel, nous appelons à une prise de position explicite des intellectuel.le.s, des professeurs, des individus et des réalités politiques contre cette expulsion, contre tous ces dispositifs répressifs visant à réduire ou à nier les espaces d'agilité politique et contre la criminalisation grave des étudiant.e.s, de leurs luttes et de la dissidence politique tout court à laquelle nous assistons. En ce sens, nous appelons également à une prise de position et à une prise de responsabilité du maire de Florence, du recteur de l'UniFi et des présidents de l'ARDSU et de la Région à l'égard des étudiant.e.s expulsés et des mesures répressives prises à leur encontre.

Nous invitons à une diffusion et à une souscription maximales de ce texte afin de porter à l'attention du public la question du logement étudiant et, plus généralement, les problèmes du droit aux études et de la répression des organisations en lutte.    ADHESIONS    PROFESSURS, CHERCHEUREUSES, PERSONNEL UNIVERSITAIRE


Florencia, Jueves 17 de Agosto, 06:00 horas.


Una decena de estudiantes se despiertan por la mañana con el sonido de un helicóptero. Ha comenzado el desalojo de la Residencia de Estudiantes Autogestionada Pdm 27.

Después de casi ocho años de actividad, compromiso y lucha para garantizar a los estudiantes de Florencia el derecho a estudiar, la Jefatura de Policía ha decidido intentar obstaculizar esta experiencia por la fuerza, desalojando el edificio y denunciando a nueve estudiantes con la esperanza de poniendo fin a todo lo que ha significado hasta ahora el Estudiantado.

¿Pero qué era Pdm?

La residencia de estudiantes se fundó en 2015 cuando, tras la reforma que cambió el cálculo de los parámetros económicos, cientos de estudiantes se quedaron sin becas ni residencia universitaria. Ante la indiferencia del Estado y de la ARDSU (empresa regional por el derecho a la educación), en lugar de rendirse y aceptar un nuevo abuso cometido en nombre de una universidad cada vez más elitista y excluyente, estos estudiantes se organizaron y ocuparon un edificio.
El edificio en cuestión se encontraba en
calle Ponte di Mezzo 27, una propiedad de la ASL (empresa de salud publica local) afectada por supuesta especulación inmobiliaria (por un importe aproximado de 3 millones de euros) y abandonada. Se devolverá nueva vida a dicho edificio, convirtiéndose en la Residencia de Estudiantes Autogestionada PDM 27.

En los últimos ocho años, esta Residencia de Estudiantes ha sido un proyecto político que, además de permitir que cientos de estudiantes continúen sus estudios, nos ha permitido realizar innumerables luchas para hacer valer las razones y necesidades de los estudiantes, creando efectivamente relaciones de poder favorables a quienes se ven obligados a soportar los costes de la crisis y los recortes que este sistema nos sigue imponiendo.


¿Y que puedo hacer?

Nuestra lucha no debe ni puede terminar aquí. No queremos quejarnos de un episodio más de criminalización de la lucha estudiantil. Más bien queremos pedirles su participación, para que podamos reiniciar juntos, más fuertes que antes, nuestras movilizaciones contra los criterios (rigurosos y arbitrarios) de mérito y productividad, contra la apertura de residencias de estudiantes de lujo y contra cualquier intento por parte del Estado, ARDSU y la Universidad para privar a los estudiantes del derecho a estudiar.

Precisamente hablamos de solidaridad, esa arma que nos ha permitido y nos permite levantar la cabeza cuando nos golpea la represión, que nos permite organizarnos y avanzar juntos para exigir lo que merecemos contra quienes quieren vernos solos e indefensos.

La solidaridad se expresa de muchas formas y necesitamos que todos den su contribución para continuar la lucha: participando en momentos públicos, hablando de lo que pasó en su escuela, universidad o lugar de trabajo y tomando una postura ante cualquier abuso, incluso cuando no afectanos directamente.

Sin embargo, la represión no sólo afecta a nivel jurídico y político, a través de la criminalización, sino también a nivel económico, obligándonos a afrontar enormes costes judiciales.

Así como luchamos juntos, juntos también decidimos enfrentar la represión que nos afecta, porque nadie debe quedarse atrás: por eso les pedimos, según la disponibilidad de todos, una contribución financiera que nos permita cubrir a los estudiantes denunciados tras el desalojo de la Residencia de Estudiantes Autogestionada.


Como venimos diciendo desde hace 8 años, ¡nuestra lucha no terminará hasta que el derecho a la educación esté garantizado para todas y todos!


ADESIONI/ADHESIONS

DOCENTI, RICERCATORI E PERSONALE UNIVERSITARIO (PROFESSEURS, CHECHEUREUSES, PERSONNEL UNIVERISTAIRE)

  • Federico Alpi, ricercatore
  • Francesca Bucci, docente UniFi
  • Alessandro Bragagni, assegnista UniFi
  • Maria Rosa Biagini, ricercatore medicina UniFi
  • Michele Boreale, professore UniFi
  • Massimiliano Andretta, Professore Associato di Scienza Politica UniPi
  • Daniele Angella, Professore Università di Firenze
  • Aldini Angela, Docente Scienze della Salute Università di Firenze
  • Adamo Azzarello
  • Leonardo Boncinelli, professore UniFi
  • Laura Remaschi, psicologa-psicoterapeuta docente a contratto scuola psicologia, Università degli Studi di Firenze 
  • Xenia Chiaramonte, Università di Venezia Ca' Foscari, ricercatrice
  • Luca Azzetta, professore Università di Firenze
  • Elisabetta Baldi, docente
  • Neri Binazzi, docente UniFi
  • Leonardo Bargigli, Professore Università di Firenze
  • Gaio Cesare Pacini, professore di agroecologia unifi, presidente associazione italiana di agroecologia
  • Ornella de Zordo, già professoressa UniFi, laboratorio perUnaltracittà
  • Roberto Budini Gattai, già docente di urbanistica
  • Francesca Coin, Sociologa
  • Cristina Gasperini, assegnista di ricerca Unifi
  • Mattia Branca, antropologo ed etnologo
  • Gianluca Croce, Ricercatore Politecnico di Torino
  • Chiara Lombardo, ricercatrice UniGE
  • Federica Buongiorno, ricercatrice UniFi
  • Gabriella Paolucci Già docente di sociologia università di Firenze
  • Federica Frazzetta, Assegnista di ricerca
  • Carmen Betti, già docente universitaria
  • Carlo Gandolfi, Professore Università di Parma
  • Francesco Cantini, dottorando
  • Vincenzo Maccarone, ricercatore
  • Francesca Zinanni RSU CGIL Unifi
  • ilaria bitossi amministrativa unifi
  • Diego Brugnoni, lavoratore UniFi
  • Fausto Barlocco, personale tecnico-amministrativo UniFi
  • Gianmarco Bet, Ricercatore
  • Daniele Bigi, Dottorando Università Roma 3
  • Francesca Tarchiani, Bibliotecaria UniFi
  • Alessandro Rossi, ricercatore CNR Firenze
  • Andrea Cantini, già docente UniFi 
  • Marina Angeloni, personale tecnico-amministrativo UniFi
  • Elena Batzu, personale tecnico-amministrativo UniFi
  • Sandra Teroni, già docente universitario
  • Monica Attanasio, ricercatore Università di Firenze
  • Elisabetta Calabresi, dottoranda UniFi
  • Giulia Giovinazzo, Insegnante
  • Alessandro Giuliani, Insegnante
  • Francesco Dall'Aglio, Ricercatore Accademia delle Scienze di Bulgaria
  • Maria Beatrice Di Castri, Docente scuola superiore Firenze
  • Pietro Gheri, Insegnante
  • Patrizia Linossi, Insegnante, militante La Comune
  • Laura Marcheselli, Militante Firenze Città Aperta, ex insegnante
  • Angelina Mazzella, Docente
  • Marco Ravasio, Ricercatore
  • Lanfranco Rosso, Docente precario
  • Martino Pino, Professore
  • Silvana Vacirca, Insegnante, militante Cobas Scuola
  • Paola Verrucchi, Docente universitaria e ricercatrice in fisica
  • Jonathan d'Onofrio, Liceo "C. Livi" Prato
  • Lorenzo, Ricercatore
  • Alfredo Panerai, insegnante a Firenze
  • Silvia Sorri, RSU CGIL - UniFi
  • Francesca La Bella, personale tecnico-amministrativo UniFi
  • Sara Parenti, insegnante
  • Giacomo Centanaro, collaboratore MIUR
  • Simona Corona, docente
  • Andrea Sacchetti, docente scuole secondarie superiori
  • Bahar Yalcin, ricercatrice
  • Matteo Ferazzoli, giornalista e scrittore
  • Chiara Cruciati, giornalista il Manifesto
  • Laura Torselli, archeologa e guida turistica
  • Paola Chiarugi, professore UniFi
  • Silvia Giagnoni, scrittrice e docente universitaria
  • Marco Cecchi, docente a contratto UniFi
  • Silvio Cristiano, ricercatore
  • Alice Colantuoni, assegnista di ricerca UniFi
  • Sergio Vessella, prof. UniFi
  • Paola Mattei, insengante
  • Stefano Cavalieri, professore UniFi
  • Milva Celli, ricercatrice CNR Sesto Fiorentino (FI)
  • Tommaso Lotti, docente universitario
  • Patrizia Manni, insegnante
  • Alessandro Biscarini, specializzando UniFi
  • Luca Divitini, personale tecnico-amministrativo UniFI
  • Barbara Del Giovane, professoressa UniFi
    Ubaldo Bafile, ex-ricercatore CNR
  • Flavio Coppola, docente
  • Massimo Moraldi, docente UniFi
  • Alice Dragoni, docente
  • Salomé Vuelta, professoressa associata UniFi
  • Marco De Simone, ricercatore
  • Silvio Dolfi, docente UniFi
  • Anna Di Marco, personale tecnico-amministrativo UniFi
  • Alessandro Latterini, ricercatore
    Alberto di Cintio, già docente UniFi
  • Elisabetta Marinai, personale di ricerca IGSG-CNR, Firenze
  • Luisella Consumi, bibliotecaria UniFi CGIL
  • Dimitri Colferai, professore UniFi
  • Teresa Baldi, docente/assistente sociale
  • Tatiana Bertini, professoressa Unifi
  • Giacomo Bucci già docente UniFi
  • Roberta Fabbri, professoressa UniFi
  • Fiorenzo Fantaccini, docente UniFI
  • Giulia Frosecchi, Ricercatrice Unifi
  • Michele Brunetti, CNR Ricercatore
  • Stefano Berti educatore professionale socio pedagogico
  • Giulia Frosecchi, ricercatrice UniFi
  • Fabio Gasparini, docente UniFi
  • Gianna Galli, dipendente UniFi

LAVORATORI, STUDENTI E MILITANTI
  • Beatrice Bernardini, RSU Cobas Comune di Firenze
  • Leonardo Bolognesi, Operaio
  • Sieve Bonaiuti
  • Paolo Albonetti, Operatore di PosteItaliane, militante Cobas Poste Firenze
  • Beatrice Bernardini, RSU Cobas Comune di Firenze
  • Giacomo Bonciani, Dottore in Servizi Giuridici, militante Italia Viva
  • Claudio Brinati, Lavoratore PosteItaliane
  • Dario Caglioti, Militante collettivo fisica Sapienza
  • Lorenzo Calamandrei
  • Sandra Cappelletti, Collaboratrice scolastica
  • Giulio Cappelli, Praticante avvocato, militante Potere al Popolo Firenze
  • Pietro Carnera, Libero professionista cinema
  • Andrea Cassigoli, Ingegnere
  • Cristina Castelli, Biologa
  • Raffaella Caterino, Educatrice professionale
  • Enrico Chiavacci, Militante FISAC CGIL
  • Davide Conti, Studente
  • Vanni Bardazzi, insegnante
  • Caterina Conti, Dottoressa in Scienze Politiche
  • Vincenzo Cosentino, Avvocato
  • Stefania Cosmi, Medico veterinario
  • Rossella Cubeddu, Psicologa
  • Carlo Dami, Militante Cobas
  • Antonio De Matteis
  • Emma Del Conte, Studentessa magistrale
  • Sveva Del Priore, Militante collettivo Ska
  • Maria Paola Dessi, Attrice teatrale Teachersforfuture
  • Erika Di Michele, Militante Potere al Popolo
  • Luigi Digilio, Militante CGIL-SPI
  • Vinicio Dolfi, Operaio
  • Linda Fineschi
  • Raffaella Fittipaldi
  • Fabio Fontanelli, Pensionato
  • Lorenzo Franchi, Psicanalista
  • Dario Furnari, Militante USB Firenze
  • Clelia Fusani
  • Laura Gaccione, Settembre Rosso
  • Marta Giallombardo, Dottoranda UniMoRe
  • Giulia Giustino, Studentessa
  • Daniele Gozzi, Studente
  • Diego Iacopini, Musicista
  • Giulia Imbimbo, Studentessa
  • Filippo Incorvaia, Libero professionista
  • Emma Iraci Sareri, Studentessa
  • Ekaterina Kotova, Studentessa
  • Giovanni Lanini, Metalmeccanico
  • MariaCristina Lascialfari, Militante Partito Comunista dei Lavoratori
  • Riccardo Lucci, Commerciante
  • Samuela Marconcini
  • Tommaso Marconi, Militante End Fossil Occupy, dottore in Scienze Politiche
  • Saverio Marrucci
  • Tommaso Maschio, Giornalista
  • Marcello Masi
  • Susanna Masini
  • Lucia Mazzeschi
  • Alberto Mignani
  • Roberto Montanelli, Consigliere comunale di Potere al Popolo
  • Viola Niccoli, Studentessa
  • Rachele Odescalchi
  • Alessandro Orsetti, Militante Firenze Città Aperta
  • David Parri
  • Marco Peracchio, Militante Oltrarno Antifascista
  • Margherita Pomponio, Militante Ultima Generazione
  • Elena Porciatti
  • Stefano Quaglia, Militante USB Firenze
  • Moïse Leon Rutz, Studente
  • Marina Sartor, Operaia, militante cobas
  • Sergio Scorza, Militante USB
  • Sandra Somigli, Commerciante
  • Paola Sozzi, Educatrice professionale
  • Silvia Sozzi
  • Marzia Stefanelli, Artista
  • Oliviero Tasselli, Dottore in relazioni internazionali
  • Carlo Testagrossa, Militante collettivo liceo Einstein Torino
  • Gianfranco Tolve, Musicista, Militante SI
  • Alessandra Toni, Impiegata
  • Giulia Vannozzi, Attrice/narratrice
  • Viola Ventura
  • Riccardo Venturi, Pensionato anarchico
  • Andrea Zecchi
  • Francesco, Militante collettivo student* Federico II
  • Mattia, Cameriere
  • Francesca, Studentessa, militante La Polveriera spazio comune
  • Zoe, Studentessa
  • Eva, Militante collettivo student* Federico II
  • Lapo , Militante Studenti di Sinistra
  • Omar, Studente
  • Francesco, Potere al Popolo Empolese Valdelsa, dottore in Scienze Faunistiche Scuola di Agraria
  • Vanessa, Organizzatrice teatrale
  • Filippo, Agronomo
  • Alessandra , Militante CPA FiSud
  • Laura, Studentessa, militante Non Una di Meno Empoli e Potere al Popolo Empoli
  • Margherita
  • Alessia, Militante Mensa Occupata Napoli
  • Andressa, studentessa lavoratrice
  • Cosimo, studente
  • Lorenzo, Potere al Popolo
  • Tommaso Capecchi, insegnante
  • Gaia Stefania Destefano, lavoratrice, ricercatrice
  • Andrea Faggianelli, psicologa
  • Tarek Jasim, lavoratore
  • Donatella di Ciaula, maestra in pensione
  • Fabrizio Pinna
  • Sara Ciarpaglini, Metalmeccanica
  • Lucia Cambi, Metalmeccanica
  • Yuri Porcheddu, studente UniFi
  • Francesca
  • Margherita Mastrantoni, studentessa UniFi
  • Andrea Danilo Conte
  • Leonardo Licatalosi, studente
  • Simona Grazzini, dottoressa in economia
  • Giulia, studentessa, Cambiare Rotta
  • Linda Vigiani, artista
  • Massimo, arboricoltore
  • Luca Fioravanti, pensionato
  • Chiara Passeri
  • Alessandra Bonera, insegnante
  • Fiorenza Tosi, Comitato dei lavoratori della scuola di Siena
  • Alessandro Nannini, confederazione Cobas
  • Issa, studente
  • Leonardo Trallori, RSU Regione Toscana
  • Massimo D'Amato, fotografo
  • Giovanni Ragni, dottorando UniFi
  • Alessandro Verna, ingegnere
  • Marika, studentessa
  • Elisa, studentessa UniFi
  • Gilda La Regina, dottoranda presso UniFi
  • Marta, studentessa
  • Elena, studentessa
  • Eugenio Palmieri, dottorato in statistica
  • Marco, Studente
  • Massimo Torelli, Firenze Città Aperta
  • Andrea Guttilla, studentessa UniFi
  • Federica Russo, insegnante
  • Marzia Mecocci, movimento di lotta per la casa Firenze
  • Gianluca Ugolini educatore nidi Comune di Firenze
  • Luca Mangiacotti, studente UniFi
  • Diletta, studentessa
  • Elena De Zordo, psicologa
  • Dmitrij Palagi, Consigliere comunale Firenze (Sinistra Progetto Comune)
  • Clara Fani, antropologa
  • Vanni, studente
  • Julia M. E. Contrino, Cravos Firenze
  • Irene, studentessa
  • Antonio Camerano, pensionato
  • Roberto Fedeli
  • Elena Fantechi, impiegata
  • Michele Nori, agronomo
  • Francesco Polli, infermiere
  • Marco Palanza, Fisioterapista e studente
  • Leo Manoli, rsu
  • Andrea Lovito, educatore
  • Riccardo Sottili
  • Roberto Fabbrini
  • Alessandro Pieretti, Cobas Scuola Siena
  • Andrea Botti, attivista
  • Livia Menabuoni, studentessa
  • Gabriele Tenucci, collettivo studentesco SAV
  • Camilla Ceccherelli, studentessa
  • Alessia Portolani, collettivo studentesco SAV
  • Giulia, bartender
  • Martina Marianucci, Collettivo studentesco scuola di carta Livorno
  • Caterina Russomanno, Collettivo studentesco scuola di carta Livorno
  • Sofia Siccardi, Collettivo studentesco scuola di carta Livorno
  • Francesca, studentessa
  • Vittoria, studentessa
  • Cristina Ronchieri, docente COBAS
  • Patrizia Coveri, impiegata
  • Jaya, Collettivo studentesco scuola di carta Livorno
  • Lorenzo Villani
  • Valentina Sarlo, Potere al Popolo Firenze
  • Davide Beccia, Audit e Potere al Popolo
  • Donatella Goggioli, agronoma
  • Giandomenico Savi, Associazione "San Salvi chi può"
  • Benedetta Volpi, studentessa UniFi
  • Isola Scarpellini, Collettivo studentesco scuola di carta Livorno
  • Giovanni Cioni, cineasta
  • Gilberto Pierazzuoli, Laboratorio Politico perUnaltracittà
  • Architetto Enrico Tomassini
  • Giovanni Rossi, studente UniFi
  • Dario, studente
  • Amos, studente UniFi
  • Sara Perazzi, studentessa
  • Maria Teresa Cao, cittadina
  • Eleonora Boninsegni, laureata in psicologia
  • Luana Agresti, studentessa UniFi e lavoratrice
  • Lucia B., Medico
  • Sara Magrini studentessa
  • Matteo Milli, operaio
  • Chiara Canovai, studentessa
  • Mariella Setzu, Cobas Scuola Cagliari
  • Niccolò Pucci, operaio
  • Mariangela Serra
  • Lisa Montini, studentessa
  • Clio marina Cataldo, assistente sociale
  • Gabriella Falcone, Biblioprecaria
  • Christian Argine, Geometra.
  • Manuela Verdino, studentessa
  • Tiziano Cardosi comitato No Tunnel TAV Firenze
  • Stefano Beci Possibile Firenze
  • Asia Baldini, studentessa
  • Dexter, studente UniFi
  • Lorenzo Nardi socio lavoratore cooperativa
  • Giulia Marmo, Firenze possibile
  • Marianna Rossi, scuola popolare sciangai, psicologa-psicoterapeuta
  • Michele Ricci
  • Laura Moscato, studentessa AbaFi
  • Paola Lorenzi, ingegnera
  • Elena Truglia
  • Emma Mazzanti, studentessa
  • Simona Casciarri Non Una Di Meno Lucca
  • Rowan studente
  • Matteo Geraci lavoratore
  • Riccardo Robaudi
  • Paolo Ricciardi
  • Emma Conticelli
  • Teo Resecotionist , militante antifascista
  • Matteo Lavoratore antifascista
  • Miguel Mateos Rodriguez, Stilista e Direttore Artistico
  • Pierluigi, musicista
  • Giulia, riccardo , alessia , matilde , Noemi , Giulio , mirko militanti antifascisti
  • Jono, operaio
  • Alberto Panza studente
  • Federico Stavola
  • Vania Valoriani, Psicologa
  • Elena Gaia Giannelli, assistente sociale
  • Emma Cini, studentessa
  • Silvia Baracani, architetta
  • Myrtò Psicharis, studentessa Unifi
  • Fabio Bandini
  • Francesco Piano, studente
  • Alessia  Mensuali studente
  • Rima,  studentessa UniFi
  • Alessandro Maestrini
  • Anna Bianchini, infermiera
  • Giancarlo  Bonechi, elettricista
  • Emil  Cencetti studente
  • Arianna  Costa
  • Gaia Ferrini, Dottoressa in Relazioni Internazionali
  • Nina Braccini, studentessa magistrale
  • Sara, studentessa
  • Elia Tedesco
  • Irene Anedda
  • Samuele  Motola, studente,OSA
  • Anna Pappadá studentessa lavoratrice
  • Magni Emanuele Rocco, studente UniPi
  • Bianca Pecchioli, studentessa
  • Elena Papucci, impiegata
  • Francesco Cantini, dottorando
  • Francesco Anzovino, lavoratore poste
  • Elena Papucci, impiegata
  • Bianca Pecchioli, studentessa
  • Alessandro Innocenti, Collettivo di Fabbrica ex GKN
  • Maurizio de Zordo, Architetto
  • Francesco Andriola, lavoratore dello spettacolo
  • Diego Guaymàs, Tecnico elettromeccanico
  • Sara Gallo, studentessa
  • Asia di Francesco, studentessa
  • Yuri Ragunì, Potere al Popolo/lavoratore
  • Gaia Dolfi, dottoranda
  • Chiara Zanoccoli, lavoratrice
  • Emma Biondi, infermiera
  • Francesca Sassi, massoterapista
  • Barbara Bucci, infermiera
  • Emily Falcioni, studentessa
  • Matilde, studentessa magistrale
  • Erica Massa
  • Serena Puccini, medico
  • Sara Lombardini, studentessa
  • Antonio Salvia, studente lavoratore
  • Dariuche Dowlatchahi
  • Franco Romanò, Pensionato
  • Maria Lambardi, Potere al Popolo/impiegata
  • Tito Centomani, studente
  • Matteo Cini, dottorando UniTo
  • Immacolata Tronnolone
  • Angelo Tommaso Vella
  • Martina De Marco Agrosi, dottoranda presso l'Università di Chieti - Pescara
  • Raymond El Asmar, studente magistrale e magazziniere
  • Viola Lotti, studentessa
  • Anna Artemisia Neri
  • Angelina Mazzella
  • Gloria Rigghielli, studentessa
  • Mauro Gori, Solidale SOMS
  • Elia, studente
  • Duccio Valerio, Studente
  • Toni Germani, musicista Jazz
  • Micaela Rodriguez, impiegata
  • Davide Ricci, lavoratore dello spettacolo
  • Miriam Ali, studentessa
  • Massimiliano Sforzi, studente lavoratore UniFi
  • Ilaria Badalassi, infermiera
  • Massimo Niccolai
  • Stefano Maulicino, personale tecnico-amministrativo UniFi
  • Martina Vanacore, impiegata
  • Lorenzo Moriconi, studente
  • Mariella Marzuoli
  • Daniele Zampetti, studente
  • Sara Paoletti, studentessa UniSi
  • Cristina Cattaneo, studentessa universitaria
  • Sophie Moriconi, studentessa
  • Elena Radicioni, borsista UniFi
  • Alessia Pastorello, illustratrice
  • Luca Macchi, Biologo Nutrizionista
  • Matteo Eynard, studente
  • Giulia Zorzi, studentessa
  • Francesco Di Donato, libero professionista
  • Alessandro slim Falco, impiegato export
  • Barbara Gagliardi, impiegata
  • Angela Siciliano
  • Francesco Giubasso, compositore
  • Arturo Baldassini
  • Lorenzo Paccosi, impiegato
  • Sarah Ferraiolo, studentessa
  • Lorenzo Novarese, APS Exalge (MI)
  • Pierluigi Gabellini
  • Giorgio Granata, laureato in scienze filosofiche ed artista
  • Clarice Guasti, studente
  • Mariadonata Pistocchi, medico di famiglia
  • Paola Pomposi, architetta
  • Luciano d'agostino
  • Simone Matteucci, Associazione Giardino San Jacopino APS
  • Paola Baldinotti, educatrice professionale
  • Caterina Sandrini, dottore agronomo
  • Elena Trambusti, operaia
  • Alessandro Casini, studente UniPd collettivo universitario spina
  • Noemi Ignesti, studente
  • Andrea Ceccherini, studentessa
  • Matteo Cateni, militante ex Caserma Occupata
  • Alessandro Nannini, Cobas Firenze
  • Luca Giordano, Cobas Lavoro privato
  • Lorenzo Pedri, lavoratore dipendente
  • Tatiana Bertini
  • Eugenio Conti, dottorando Sapienza
  • Antonio Morese, autista nel trasporto pubblico fiorentino
  • Graziana Cristaudo, studentessa lavoratrice
  • Claudio Pardini,l avoratore esternalizzato SNS Pisa
  • Michele martino, studente unipi
  • Filippo Vinciguerra
  • Antonella Piras per Madri Contro la repressione-Contro l'operazione Lince
  • Antonio Della Rovere/operaio
  • Alessio pezzati studente
  • Filippo Papini, studente
  • Marco Papini, impiegato, USB
  • Fallou Diack studente
  • Laura Montioni, architetta
  • Alessandro conti
  • Giovanni Filiani -dipendente pubblico
  • Angela Gambi Dottore Agronomo
  • Federico Goldin
  • Eda Ventre Fisioterapista 
  • Arianna Rosi, studentessa
  • Riccardo Bonaccini, musicista classico, studente 
  • Marta del Greco, studentessa
  • Giovanni Badii - Lavoratore Igiene Ambiente/ Socio Circolo Arci la Costituzione (Quinto Basso)
  • Giovanni Badii- Operaio Igiene Ambiente, soci circolo Arci la Costituzione (Quinto Basso)
  • Francesco Bizzoco Impiegato
  • Francesca Rosi, studentessa
  • Gabriele Guerrieri, studente
  • Martina Burattin, studentessa
  • Giorgia Bertolini/studentessa unifi
  • Rocco De Santo, studente Unimi
  • Isabella Bayon, studentessa
  • Ulisse Giovanni Loia, studente Unimi
  • Bianca P., studentessa Unifi
  • Luca Paris, studente UniGe
  • Mattia Fonda, studente e bibliotecario
ADESIONE ORGANIZZAZIONI POLITICHE
  • Partito dei CARC
  • Cambiare Rotta/Organizzazione Giovanile Comunista/OSA
  • Movimento di Lotta per la Casa - Firenze
  • Assemblea Piana contro le Nocività
  • Cap 80126 - Centro Autogestito Piperno
  • Laboratorio Politico ISKRA
  • Movimento di Lotta "Disoccuppati 7 Novembre"
  • Villa Medusa Casa del Popolo
  • Collettivo Zam - Zona Autonoma Milano
  • Collettivo Tralatro
  • Casa Rossa Massa
  • Collettivo S.A.V
  • Collettivo Pluralista Etneo - CPE
  • Cravos - associazione studentesca (Firenze, Siena e Pisa)
  • Partito Marxista-Leninista Italiano, Comitato provinciale di Firenze
  • Favoloskə
  • Cellula "F.Engels" Valdisieve, Partito marxista-leninista italiano
  • Federazione di Firenze del Fronte della Gioventù Comunista
  • Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - K100
  • Csa Intifada Empoli/Comunità in Resistenza Empoli
  • Laboratorio politico perUnaltracittà
  • Potere al Popolo - Firenze
  • Le Panche Network
  • Ex OPG Occupato - Je so' Pazzo
  • Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli
  • Mensa Occupata
  • Collettivo Student* Federico II
  • Le Perras Collettivo Artistico
  • Collettivo SUM
  • Collettivo Putilov Firenze
  • Collettivo di Fabbrica GKN
  • Società Operaia di Mutuo Soccorso Insorgiamo
  • SI COBAS Firenze-Prato
  • CPA - Fi Sud
  • Circolo lavoratrici e lavoratori "il Picchetto"
  • followthefrogproject - Organizzazione per la salvaguardia e lo sviluppo di safer-creative spaces
  • Confederazione Cobas Firenze
  • Link Coordinamento Universitario
  • Circolo Arci EX MACELLI QUINTO
  • Collettivo Politico Comunista Levante - Padova
  • Laboratoria Ecologista Autogestita Berta Cáceres
  • Sinistra Per...
  • Madri Contro la repressione-Contro l'operazione Lince
  • Coordinamento dei collettivi indipendenti Studenti di Sinistra
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