Consultazione europea per le PMI sulle informazioni di carattere non finanziario
Confindustria Piemonte, nell'ambito della rete Enterprise Europe Network, sostiene la partecipazione delle PMI piemontesi alla presente consultazione, promossa dalla Commissione Europea. I dati raccolti saranno trasmessi esclusivamente in forma anonima agli uffici della CE incaricati.
Questo documento non rappresenta una posizione ufficiale della Commissione Europea. È uno strumento per esplorare le opinioni degli interessati. I suggerimenti contenuti nel presente documento non pregiudicano la forma o il contenuto di una futura proposta da parte della Commissione Europea.
INTRODUZIONE
Il rapido e significativo aumento della necessità, per gli investitori finanziari, di accedere a informazioni di carattere non finanziario fornite dalle imprese riflette, in parte, la necessità di comprendere meglio i rischi finanziari dovuti all'attuale crisi di sostenibilità globale, ma rispecchia anche la crescente disponibilità di prodotti finanziari finalizzati ad affrontare questioni ambientali e sociali. È quindi sempre più frequente che le banche e gli altri enti finanziari richiedano alla loro clientela commerciale, incluse le PMI, specifiche informazioni di carattere sociale e ambientale. A questo proposito, a partire dal 2021, i fondi di investimento, le banche, le compagnie di assicurazioni e i consulenti finanziari saranno tenuti per legge a riferire in merito alle modalità di investimento dei fondi privati in termini di impatto ambientale, sociale e di governance. Ciò potrà incidere negativamente sulle valutazioni di investimento in imprese che non divulgano tali informazioni; di conseguenza, le imprese che intendono attrarre investimenti potrebbero dover prendere in considerazione la comunicazione delle informazioni sociali e ambientali. D'altro canto, ciò potrebbe rappresentare un’opportunità per le imprese che dispongono di modelli aziendali sostenibili e trasparenti sull’impatto delle proprie attività a livello ambientale e sociale.

Attualmente, le informazioni di carattere non finanziario rese disponibili dalle imprese, non soddisfano adeguatamente le esigenze dei soggetti a cui sono destinate, in quanto non sufficientemente comparabili, attendibili o complete. Al contempo, le imprese devono affrontare notevoli ostacoli e difficoltà per stabilire esattamente quali informazioni di carattere non finanziario comunicare e secondo quali modalità.
In tale contesto, la Commissione europea intende elaborare una proposta di revisione della Direttiva Comunitaria n. 2014/95/UE sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario (https://bit.ly/33MDhhC ), che attualmente impone a talune grandi imprese* di predisporre una dichiarazione non finanziaria nell'ambito dei loro obblighi di rendicontazione pubblica annuale, fornendo informazioni in merito ai seguenti aspetti relativi alla sostenibilità:
• ambiente,
• questioni sociali e attinenti al personale,
• diritti umani,
• corruzione attiva e passiva.
Nel dettaglio, la direttiva richiede di fornire informazioni sul proprio modello aziendale, sulle politiche applicate (incluse le procedure di due diligence), i risultati, i rischi e la gestione del rischio aziendale e sugli indicatori di prestazione pertinenti alla propria attività. La direttiva non introduce né richiede l'utilizzo di una norma o di un quadro di riferimento sulle informazioni non finanziarie e non impone obblighi di informativa dettagliati (es. specifici indicatori per settore).
Le società che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario sono inoltre tenute a riportare informazioni pertinenti relative alla loro catena di approvvigionamento. Pertanto, anche se non rientrano direttamente nell'ambito di applicazione della suddetta direttiva, le PMI possono essere tenute a comunicare alcune informazioni di carattere non finanziario alle grandi imprese alle quali forniscono beni o servizi.

Attraverso la presente consultazione, la Commissione europea intende valutare l'impatto degli obblighi giuridici imposti alle grandi imprese nell’ambito della direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, sulle piccole e medie imprese che fanno parte della loro catena di approvvigionamento. In particolare, l’obiettivo dell’indagine è quello di effettuare una stima dei costi sostenuti dalle PMI per rispondere alla richiesta di informazioni sociali e ambientali provenienti dalle grandi imprese alle quali forniscono beni o servizi, nonché alle richieste provenienti dagli enti finanziari. Le informazioni raccolte verranno utilizzate dalla Commissione europea ai fini di una eventuale revisione dei requisiti per la comunicazione delle informazioni sociali e ambientali previsti dalla direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario (2014/95/UE).

* Per “grandi imprese” si intendono quelle che superano le soglie di almeno due dei tre criteri seguenti:
(a) totale di bilancio: 20 000 000 di euro;
(b) fatturato netto: 40 000 000 di euro;
(c) numero di dipendenti occupati in media durante l'esercizio finanziario: 250.

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