Emergenza Adisu
Alla luce della crisi economica e sociale scaturita dall’ emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese, il sempre meno garantito diritto allo studio subisce l’ennesimo attacco. Decenni di privatizzazioni e tagli alla spesa sociale non hanno risparmiato l’istruzione, realizzando così un processo di progressiva esclusione di centinaia di migliaia di giovani delle classi popolari.

Ad una normalità in cui il diritto allo studio per molti costa grandi sacrifici familiari, privazioni, lavoro nero, affitti e tasse carissime, senza alcuna certezza o garanzia per il futuro, si aggiungono difficoltà economiche, scaturite dal lockdown, che hanno colpito molte famiglie tra licenziamenti, contratti non rinnovati, cassa integrazione ed una generale sospensione del lavoro autonomo. Inoltre alla riduzione del reddito familiare si aggiunge che molti studenti hanno dovuto interrompere i lavori con cui contribuivano a pagarsi gli studi. Tutto ciò sommato ad una situazione economica già precaria delinea un quadro emergenziale per molti studenti.

Di fronte a tutto questo non possiamo che denunciare uno stato di totale abbandono in cui l’agenzia regionale per il diritto allo studio, Adisu Puglia, ha lasciato gli studenti in questa emergenza. Non è possibile scaricare il peso di questa crisi sulle spalle degli studenti delle fasce popolari e le loro famiglie, non è accettabile che l’istruzione lasci indietro qualcuno a causa di difficoltà economiche. Questa crisi rende ancora più evidente la natura di classe dell’Istruzione, l'autonomia finanziaria ha già portato a rendere le università di periferia, prevalentemente del sud, ad essere penalizzate. L' assenteismo dell' Adisu Puglia, a differenza delle agenzie di altre regioni, penalizzerà ancora gli studenti Pugliesi e i rispettivi Atenei contribuendo alla formazione di Università di serie A e di serie B.

Non resteremo a guardare, bisogna alzare la voce, organizzarsi e pretendere chiaramente tutele per il diritto allo studio. Questa petizione è il primo passo: Noi la crisi non la paghiamo!
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