Le orchidee, pur resistenti, possono sviluppare alterazioni fisiologiche o patologie dovute a fattori abiotici o biotici.
Gli stress abiotici — luce o temperatura inadeguate, squilibri idrici, accumulo di sali, fitotossicità e substrati degradati — alterano l’equilibrio fisiologico, danneggiano i tessuti e aumentano la vulnerabilità alle infezioni. La gestione è principalmente preventiva; in caso di sintomi, occorrono rimozione della causa, eliminazione dei tessuti compromessi e, se necessario, profilassi con prodotti a largo spettro.
Le cause biotiche comprendono virus, batteri, funghi e oomiceti, responsabili di sintomi che spaziano da mosaici e decolorazioni a marciumi e necrosi. I virus, facilmente trasmissibili e privi di terapie efficaci, richiedono la distruzione delle piante infette. Le batteriosi, accelerate da caldo e umidità, provocano rapidi marciumi e impongono ventilazione adeguata, rimozione dei tessuti colpiti e disinfezione. Funghi e oomiceti rappresentano le principali fonti di malattia, con quadri da lesioni fogliari limitate fino a collasso sistemico.
La prevenzione, basata su igiene, controllo dell'ambiente, quarantena e monitoraggio, resta la strategia cardine. Identificazione precoce, isolamento e rimozione dei tessuti infetti riducono in modo determinante la diffusione dei patogeni.
Con Marco Zuccolo
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