Capitolo Undici: Fazioni

“Non conosco nessuno che entrerebbe di sua volontà in questo posto, a meno che non stia cercando guai.

Andati.

“Tutti a Manehattan sono solo... andati. S-stavo parlando con la mia migliore amica, Silver Spoon, su una chat via terminale quando la connessione è caduta. La... la mia migliore amica è morta. Solo che... che non... che non giace morta da qualche parte. Un minuto prima stava parlando con me, raccontandomi del concerto che era andata a vedere la sera prima al Battizoccoli[1], e poi era solo andata. Cancellata.

“D-dicono che i pony in alcune delle strutture dei Ministeri potrebbero essere sopravvissuti... ma non pare realistico. Lo Spaccazoccolo è a più di due giorni di trotto da Manehattan, ed alcune delle guardie hanno detto di aver potuto sentire l’esplosione del megaincantesimo. È stato innaturale, alieno... come se non fosse un vero suono. Qualcuna si è avventurata sulla cresta più alta. Sono tornate indietro descrivendo un’enorme colonna di un perverso fuoco verde con una strana lucentezza multicolore, circondata da anelli di fumo nero, che s’innalzava fino alle nuvole da appena oltre l’orizzonte, proprio dove sarebbe dovuta esserci Manehattan.

“Ora stanno dicendo che anche Cloudsdayle è stata colpita. E che i megaincantesimi d’Equestria sono già stati lanciati contro le zebre. Oh... oh no... le zebre colpiranno Ponyville? È così piccola! Non vorranno farlo, vero? Io... devo avvisare mamma e papà!

“Magari possono entrare nella Scuderia alla Sweet Apple Acres. Oh ti prego, ti prego, fa’ che sia ancora aperta! L’altra settimana Silver Spoon mi ha detto che la Stable-Tec stava richiamando i pony nelle Scuderie attorno a Manehattan, ma era solo una sorta di prova generale. Niente per cui i pony dovessero spaventarsi. Non è che sapessero...”

Spensi la registrazione. Mentre era rimasta in esecuzione ne avevo scaricate molte altre nel mio PipBuck. Stavo trovando frammenti dell’audio diario di quella pony sparsi per tutto l’edificio del corpo di guardia. Avevo tirato fuori un auricolare dalla mia bardatura da lavoro rinforzata e l’avevo collegato al mio PipBuck, per poter ascoltare le registrazioni in un orecchio senza rivelare la mia posizione.

Calamity ritornò dalla sua perlustrazione, segnalando con la coda che il percorso era pulito.

Il movimento attraverso lo Spaccazoccolo si stava dimostrando più rapido di quanto non avessi il diritto di aspettarmi. I nostri progressi erano parzialmente dovuti al cercare di mantenere un profilo il più basso possibile -- senza riempire le nostre bisacce di oggetti che qualcuno potesse cercare (avevo fatto un’eccezione per il contenuto della cassaforte degli Oggetti Smarriti, giustificando il furto ricordandomi che nessuno l’aveva aperta fin dai megaincantesimi, e quindi nessun pony si sarebbe insospettito a trovarla vuota finché l’avessi richiusa e sigillata).

Ma più che quello, quei pony non sembravano considerare che ci si potesse infiltrare nella fortezza; non erano di guardia. Non sono una signora delle ombre, ma avevo a malapena avuto bisogno dei consigli avanzati del Tattiche di Infiltrazione Zebra per scivolare oltre quegli ignari pony (avevo sfogliato il libro mentre Calamity stava recuperando il materasso di copertura). Calamity non era abbastanza bravo ed aveva quasi reso nota la sua presenza ai razziatori dello Spaccazoccolo già due volte, ma eravamo riusciti a nasconderci entrambe le volte. Mi venne in mente che, una volta tornati al treno-fortino di Gawd, gli avrei potuto prestare il Tattiche di Infiltrazione Zebra per studiarlo (non è che i libri si possano leggere una sola volta, dopo tutto).

L’interno della vera Spaccazoccolo era un freddo e monotono grigio -- molto simile alle officine nella Scuderia Due, tranne che lì tutti i muri erano incrinati e scheggiati, il soffitto cadente, con l’illuminazione fioca ed irregolare che proveniva da piccole lanterne che pendevano da chiodi da ferrovia infilati nelle pareti. Il cielo nuvoloso all’esterno, via via più scuro, trasformava le alte serie di finestre inferriate in occhi morti che guardavano fissamente le sale. Da qualche parte lungo il corridoio una radio trasmetteva una canzone terribilmente triste -- eravamo di nuovo nel raggio delle trasmissioni di DJ Pon3.

“...Pony sulla superstrada, senza carattere, senza volto,

Pony che brulicano intorno, arrancando verso luoghi senza nome...”

La canzone toccava corde malinconiche nel mio cuore; la cantante in qualche modo riusciva a rendere l’Equestria di prima della guerra triste e squallida come le terre devastate stesse. Mentre seguivo Calamity considerai di avviare un’altra registrazione dell’audio diario solo per coprirla; ma realizzai che ascoltandola con solo un orecchio, le due si sarebbero probabilmente mischiate in qualcosa di ancora più deprimente.

“...Puledri che aspettano il loro compleanno; fai una festa, sii felice,

crescendo troppo veloci; perdendo le speranze di quel che potevano essere...”

***        ***        ***

“Beh, merda!” mormorai cupamente mentre rimanevo nell’ombra dietro ad un cartello (“Lavoro Duro è Lavoro Felice!”) e guardavo attraverso le larghe file di scrivanie verso la ben illuminata stanza in fondo. All’interno un pony che corrispondeva alla descrizione di Occhimorti fattaci da Gawd stava seduto dietro una scrivania, leggendo un libro (Gemmologia applicata). Era affiancato da almeno un pony di guardia che potevo vedere, e probabilmente altri che non notavo. La cassaforte era direttamente dietro di lui. Non c’era modo di arrivarci non vista. Anche se avessi usato lo StealthBuck, avrebbe sentito l’apertura della cassaforte a poche decine di centimetri dalle sue orecchie.

“È l’ora del piano B”, sussurrai a Calamity. “Ne hai uno?”

Calamity alzò un sopracciglio. “Certo. Caricarli tutti nel vagone di servizio e scalciarli via.” Feci una smorfia mentre mi ricordava come fosse andato il suo ultimo piano.

“Potrebbe essere peggio,” sussurrò sorridendo. “Sono sicuro che il piano di Velvet sarebbe di andare lì e chiederglielo cortesemente.”

Chiusi gli occhi. Dannazione. Non potevamo solo sedere lì, aspettando che il bastardo se ne andasse. Più a lungo stavamo in zona, maggiori erano le possibilità di venire sorpresi. “Va bene,” dissi alla fine. “Faremo così.”

Gli occhi di Calamity si allargarono. “Stavo scherzando!”, sibilò.

Grata alla statuetta dell’eccitante giumenta per avermi restituito un po’ di telecinesi, feci levitare con attenzione il mio fucile da cecchino e quello d’assalto verso Calamity. “Prendi questi. Torna indietro e nasconditi in quella stanza laterale con le vecchie torce”, lo istruii ricordandomi di una stanza che sembrava non essere stata usata per nient’altro negli ultimi mesi. “Vado là a dire ciao.”

“E dopo che tutti ti avranno sparato contro, qual è il piano?”

“Qua sto volando alto, ma se tutto il resto fallisce ho ancora lo StealthBuck. Dovrebbe permettermi di uscire. Se si inizia a sparare non aspettarmi. Torna in sicurezza da Velvet.” Ripensandoci, “Per piacere.”

Calamity fece una smorfia e se ne andò, borbottando sottovoce qualcosa sulla saggezza di lasciar “volare alto” dei pony non pegasi. Feci partire un’altra registrazione audio, ascoltando la quale diedi a Calamity il tempo di posizionarsi al sicuro. La voce della stessa giumenta uscì dal mio auricolare, suonando allarmata.

“La rete di comunicazione è andata. Ho provato e riprovato a raggiungere mamma e papà, ma non ce l’ho fatta. All’inizio sembrava che la rete fosse sovraccarica, e le mie chiamate continuavano a venire rimbalzate. Poi è proprio morta del tutto.

“Non riusciamo nemmeno a raggiungere nessuna delle sedi del Ministero della Morale. Nessun pony si aspettava che quello a Manehattan rispondesse, ma nemmeno Canterlot? Potrebbero... non è possibile che le zebre abbiano distrutto Canterlot! Potrebbero? Cosa... cosa è successo alla Principessa Luna??”

Avendo già sentito parlare delle Rovine di Canterlot conoscevo la risposta. Passai alla successiva registrazione.

“Sta cominciando a piovere fuori; era luminoso e soleggiato meno di un’ora fa. Penso che i pony pegasi stiano oscurando Cloudsdayle.

“La maggior parte delle guardie sono andate, ora. Mi hanno lasciato i codici per aprire le celle. Scoops ha detto che toccava a me. Nessun altro pony avrebbe corso il rischio di lasciare liberi i nostri ospiti. Perché io? N-non sono quella che dovrebbe essere al comando!

“Se non lo faccio, quei pony moriranno di fame qua! Ma se lo faccio... alcuni di loro sono Pony Veramente Cattivi. Alcuni di loro hanno anche confessato di aver aiutato le zebre alla Cresta Spaccazoccolo quando avevano cercato di assassinare la Principessa Celestia. Se li lascio andare... chi lo sa quali danni potrebbero provocare? Cos’è peggio? Lasciarli morire qua? Od infliggerli ad un’Equestria ferita e sofferente?

“No, no, no! Sono solo un’ispettrice. Non sono io a dover prendere questo genere di decisioni!

“Mamma? Papà? Silver Spoon? Che cosa dovrei fare?”

Non ero sicura del perché stessi ascoltando ora quelle registrazioni. Curiosità? O forse, in qualche modo, stavo mostrando il mio rispetto al passato ascoltando? Imparando?

In un modo o nell’altro, non importava. Tempo di andare.

***        ***        ***

“Come sei entrata?” disse Occhimorti aggrottando le sopracciglia e fissandomi. Avevo tre armi ad energia magica puntate alla mia testa (anche se piuttosto il grosso e brutale pony sulla sinistra di Occhimorti sembrava in grado di uccidermi coi denti).

“Io...” Dannazione, pensa! L’Osservatore potrà aver definito l’onestà una virtù, ma a volte l’abilità di coprirsi la coda è anche quella un virtù. “...ho usato la magia. Sono un unicorno, dopo tutto.” Sentii un’ondata di sollievo -- poteva sembrare plausibile. Anche io avrei potuto cascarci se non avessi saputo quanto faccia pietà con gli incantesimi.

“Una domanda migliore è: perché?”

“Perché? Perché sono venuta qua?”

“No, perché le puledre sono diverse dai puledri.” La voce del pony grigio ardesia trasudava sarcasmo. “Cosa ne pensi?”

Balbettando realizzai che avrei potuto pianificare molto meglio il mio approccio. “I-io volevo...” Distolsi lo sguardo, cercando mentalmente un’ispirazione. Gli occhi mi caddero su un articolo di giornale incorniciato, ingiallito dal tempo, che mostrava l’immagine sbiadita di una bella unicorno (“Sweetie Belle si Esibisce in un Concerto Patriottico allo Spaccazoccolo”). I miei occhi scattarono di nuovo ad incrociare quelli di Occhimorti. “...unirmi al tuo gruppo. Siete tutti schiavi scappati, vero? Bene, sono appena scappata dalla vecchia Appleloosa.”

Appena l’ebbi detto realizzai che stavo indossando la bardatura rinforzata della Scuderia e probabilmente non ero per nulla simile ad una schiava fuggita. Occhimorti mi stava guardando con profondo e ben meritato sospetto.

Se iniziavano a sparare ero probabilmente morta. Piccola e veloce è utile contro fuoco da lunga distanza, ma non così tanto contro colpi a bruciapelo da armi che ti avrebbero sciolto in poltiglia. Peggio, il mio cuore sprofondò quando realizzai che Calamity avrebbe quasi certamente condiviso il mio destino. Da quel che sapevo del mio nuovo amico, correre e nascondersi non erano nel suo normale libro delle tattiche. Non importava cosa gli avessi detto di fare, sospettavo che avrebbe scelto di unirsi allo scontro.

“Facciamo così, puledrina,” Occhimorti sembrò finalmente decidere, fissandomi con un’occhiata. “Vediamo come te la sbrighi con un paio di lavoretti. Dimostra di essere utile e ne riparleremo.”

Deglutii. Beh, almeno non mi aveva ancora sparato. “Cosa hai bisogno che faccia?”

“Ho una lettera che deve essere consegnata. Non lontano, appena alla Cresta Collegiallo. Forse ad un’ora di trotto. Ho una mappa che puoi caricare sul tuo PipBuck. Consegnala, ritorna e riparleremo.”

Mentre spingeva la busta sigillata sulla scrivania verso di me mi chiesi se dicesse qualcosa tipo “Uccidi il pony che porta questa lettera.”

“Oh, ed avrai bisogno di questa fascia da zampa. Farà capire a Gawdyna che puoi passare.”

“Chi?” chiesi mentre mi mettevo la fascia, fingendo ignoranza.

“Quella puttana di un grifone che dirige il nostro comitato di benvenuto. Onestamente è più un problema di quello che vale, ma al capo sembra piacere, quindi rimane. Per ora.

“Il capo? Pensavo fossi tu il capo.”

Occhimorti chiaramente non aveva la pazienza di Gawd per le domande. “Scramble, se parla di nuovo inizia a strapparle le zampe.”

Il ghigno del bruto alla sinistra di Occhimorti si allargò con entusiasmo. Me ne andai rapidamente ed in silenzio.

***        ***        ***

Non ero arrivata lontano prima che una delle guardie di Occhimorti arrivasse trottando alle mie spalle. Fece cenno, in maniera apparentemente casuale, di affiancarmi sull’altro lato ad un altro pony dello Spaccazoccolo. Senza dire parole, era chiaro che si stessero assicurando che “trovassi la via di uscita”.

Quando ci avvicinammo alla piccola stanza dove Calamity si stava nascondendo, esclamai più forte che potevo senza suonare sospetta “Così accompagnate i pony fuori. È il vostro lavoro ufficiale? Siete gli accompagna-fuori?”

“Zitta”, disse in avvertimento la guardia di Occhimorti, ma l’altro rispose tranquillamente.

“In realtà no. Sono solo uno spaccapietre.”

Alzai un sopracciglio. “Uno spaccapietre? E qual è la tua storia?”

Sembrava abbastanza amabile. “Gli schiavisti assaltarono il mio podere. Mio fratello ed io li combattemmo, mentre mia moglie provò a nascondere i nostri figli. Hanno ucciso mio fratello, preso la mia bellissima Sugarplum[2] ed i ragazzi e mi hanno dato per morto.” Mentre parlava una nuvola era scesa sul suo viso. Strinse gli occhi ed un tono di ribollente tristezza si insinuò in ogni sua parola. “Sono strisciato fin qua in cerca di protezione. Non sono un razziatore. Non faccio nulla di quella merda. Lavoro solo le rocce e ringrazio le Dee per non essere da solo fuori nelle terre devastate.”

Annuii solennemente. Che altro potevo fare? Nel pesante silenzio che seguì potevo sentire quella radio accesa in qualche stanza vicina. La musica si era interrotta, e DJ Pon3 stava riportando le notizie.

“..avvisavamo ogni pony di stare lontani per qualche tempo da Appleloosa. Bene, sembra che la Puledra della Scuderia[3] o non ha recepito il messaggio, o ha scelto di ignorarlo. Ho ricevuto rapporti confermati secondo i quali la piccola ragazza ha marciato su Appleloosa e ha portato l’inferno sui suoi zoccoli. Ha liberato più di una dozzina di pony, molti dei quali puledri. Sono felice di dirvi che sono tutti sani e salvi. Ma c’è una nota amara in questa canzone. Quando una piccola armata di schiavisti ha cercato di riprendersi i prigionieri, la nostra eroina delle terre devastate si è sacrificata assicurandosi che ogni pony potesse fuggire in sicurezza. E quindi la prossima canzone va a te, Puledra della Scuderia. Possano Celestia e Luna avvolgerti nelle Loro code...”

Inciampai perdendo un passo, la mia mente scioccata nell’improvvisa realizzazione. La radio stava parlando di me. Di nuovo. I poveri pony che avevo aiutato a liberarsi ce l’avevano fatta. Ero morta! ...Beh, secondo la radio; qualche pony doveva aver assunto che fossi morta nello schianto del treno. O quello, o qualche pony che sapeva meglio aveva mentito.

Volevo fermarmi, tornare indietro, ascoltare il resto. Per scalciare o gridare alla radio per farle ripetere in qualche modo tutto dall’inizio.

“Continua a muoverti!” berciò la guardia di Occhimorti quando rimasi momentaneamente indietro. Trottai più veloce per rimettermi tra di loro.

Osservando la guardia, questa volta chiesi a lui, “E qual è la tua storia?”

Con un’occhiata, “Ho vinto il mio posto qua nel concorso annuale Calpesta a Morte un Unicorno Fastidioso.”

Era meglio tornare in silenzio. Stavamo prendendo una direzione lievemente differente e più diretta attraverso il cortile rispetto a quella che avevamo seguito io e Calamity. La sala dove stavamo passando in quel momento aveva numerose porte che si aprivano in una combinazione tra anfiteatro e refettorio. C’era un vecchio palco sul retro con il sipario stracciato ed insozzato, su cui immaginai che Sweetie Belle, la giumenta che sarebbe diventata la prima Capogiumenta della Scuderia Due, si fosse esibita. La stanza era riempita disordinatamente con panche e tavole e dozzine di pony razziatori che stavano mangiando un pallido stufato, il cui odore si mescolava spiacevolmente con la puzza di pony non lavati ed un substrato di marciume secco.

Lanciai la registrazione successiva sul mio PipBuck per distrarmi.

“Non sono stata abbastanza veloce. Avrei dovuto immaginarlo. Nessuna meraviglia che il resto dello staff sia scappato così velocemente. Avrei dovuto sapere che lo Spaccazoccolo si sarebbe sigillato appena il mainframe si fosse accorto di essere stato tagliato fuori dall’esterno. Protocolli per la prevenzione delle evasioni assistite. Nel tempo che ho impiegato per prendere la mia decisione e rilasciare gli ospiti dalle loro celle, eravamo già tutti intrappolati dentro.

“Lo so come va a finire per i deboli. Posso solo immaginare cosa mi faranno quando troveranno un membro dello staff imprigionato assieme a loro.

“Ho preso il cibo dal frigo della guardiola e mi sono chiusa in questo bagno. Ho anche serrato diverse altre porte. Con un po’ di fortuna, penseranno che sia normale che anche questa porta sia chiusa. Poiché se davvero tenteranno di fare irruzione, sono sicura che ci riusciranno.

“Ho, forse, tre giorni di cibo. Abbondante acqua. Un poco di medicine. Spero solo che tutto duri abbastanza da permettere a loro di trovare una via fuori dallo Spaccazoccolo. La mia unica possibilità è che se ne vadano prima di accorgersi che io sono qui.

***        ***        ***

Mentre uscivamo dal cortile, la guardia si voltò verso di me, spingendomi contro il muro. “Vuoi conoscere la mia storia?” grugnì. “Te la racconterò. Ero un mercante su di una carovana che gli Artigli di Gawd dovevano sorvegliare. Li ho visti tentare di rivenderci agli schiavisti ed ho visto lei ammazzarli tutti. Quindi, come sono arrivato qui? Mi ci ha portato in volo. Così come noi sappiamo che ci ha portato te.”

Le mie orecchie fischiarono. Potevo sentire il muro di pietra graffiarmi il dorso.

“Una volta ero uno dei pony la fuori, un seguace di Gawd. Ma non diventi un buon mercante se non sei in grado di inidividuare i cambiamenti nel mercato. Quindi ho ricostruito le mie lealtà con Occhimorti,” il mercante-divenuto-guardia mi informò, la sua voce cavernosa che mi avvisava. “Gawd è diretta al banco del carnefice. E fidati di me, non vorrai ritrovarti con il lato sbagliato quando l’ascia calerà.”

I due, allora, si voltarono verso di me. L’altro ridacchiava, “Prova a ‘teletrasportarti, ora.” Mi lasciarono in un cortile roccioso, chiudendosi la porta alle spalle. Mi guardai attorno, realizzando che una qualsiasi struttura studiata per tenervi prigionieri dei pony avrebbe anche avuto una qualche sorveglianza per impedire agli unicorni di teletrasportarsi semplicemente fuori. Si trattava di una capacità magica rara, ma una che avevano previsto.

Mi recai dove era stato gettato il materasso e mi nascosi, attivando un altro audio diario mentre attendevo Calamity. La voce era tenue, appena soffocata dai suoni di un feroce litigio in sottofondo.

“Finito il cibo. Ho sfruttato al massimo quello che avevo... penso. Non ho un sistema per sapere l’ora qui, ma penso che sia passata una settimana. Come minimo quattro giorni. Dopo che il cibo è finito ho saccheggiato il cesto dei rifiuti. Alcuni vecchi torsoli di mela... erano marroni, molli e con un sapore orrendo.

“Gli ospiti all’esterno se la stanno cavando molto peggio. C’erano meno di due giorni di scorte nella dispensa quando siamo andati in quarantena. Ora stanno morendo di fame. P-Posso sentirli all’esterno... litigano su chi sarà mangiato per primo. Oh, nonono. Non possono, è più che orrendo -- ”

La voce della pony fu interrotta da un grido soffocato. La confusione di sottofondo si fece più forte e potei chiaramente sentire un pony gridare “Fatela a pezzi!”

“NO! Oh nonononono! Non fatemi ascoltare! Celestia, Luna, vi prego! Non posso sentire tutto questo!...

***        ***        ***

La notte ci abbracciò nella sua oscurità mentre Calamity mi portava verso la Cresta Collegiallo. “Ora perché stiamo aiutando anche questo bastardo di un Occhimorti?”

“Stiamo ancora cercando di arrivare a quella cassaforte per Gawd. Ricordati di Velvet.”

“Eggià,” disse cupamente. Volammo in silenzio per qualche altro minuto, poi “Dov’è che dovrebbe essere di nuovo questo posto? Non vedo un accidente qua fuori stanotte.”

Avevo la posizione marcata sulla mappa automatica del mio PipBuck, ma esitavo a sollevare la zampa per guardare; muovermi mentre venivo trasportata da un pegaso volante sembrava poco saggio. Invece avviai il mio EFS per controllare l’indicatore.

Nulla. Od avevo dimenticato di impostare la bussola per tenere traccia della Cresta Collegiallo, od eravamo fuori strada.

“Dannazione, l’ho superato!” Calamity virò, ed il fresco vento della notte penetrò nel mio manto e nella criniera. La curva portò alla vista un certo numero di luci tremolanti. “È quello che stiamo cercando? A me sembra solo un gruppo di campeggiatori.”

Controllai il mio EFS. Ora potevo vedere il marcatore, stava pulsando proprio sul bordo dello schermo. “No, siamo ancora fuori strada. È indietro in quella direzione.”

Calamity non voltò. “Aspetta e fa’ silenzio. Voglio vedere cos’è questo, allora.” Scese un poco più in basso, per passare in volo sopra le luci. Quando ci avvicinammo potei distinguere anch’io la massa di tende, focolai e pony. E, avvicinandoci ancora, bandiere: rosse e nere, con un occhio bianco stilizzato con l’iride cremisi che ne dominava il centro.

I pony in basso erano armati, e ce n’erano un sacco. Individuai due grifoni tra di loro. Mercenari degli Artigli, dalla loro corazza, ma indossavano bandane rosse e nere con il caratteristico occhio. Chiaramente non Artigli di Gawds. Differente compagnia. Oltre il fondo dell’accampamento, scorsi righe di carri degli schiavisti.

Calamity battè le sue ali, grugnendo piano per il dolore mentre ci sollevava in alto nell’oscurità, si spera prima che qualcuno di quelli sotto avesse dato un’occhiata in alto. “Beh, se quello non è un bel barile di mele marce.”

“Calamity,” sussurrai, incapace di ignorare quel grugnito. “La tua ala...”

“Sto bene. Zitta ora.”

Continuammo a volare. Ora stavo tenendo meglio d’occhio il mio EFS. La Cresta Collegiallo era trecento metri indietro verso lo Spaccazoccolo, con abbastanza colline in mezzo che avrebbero reso impossibile per noi individuare l’accampamento se non andandoci direttamente sopra. Questa volta vidi la piccola luce della lanterna in attesa del corriere. Suggerii a Calamity di volare oltre e lasciarmi trottare da sola, arrivando dalla direzione prevista.

***        ***        ***

Occhimorti batté i propri zoccoli l’uno contro l’altro, scrutandomi. Non avevo menzionato nulla dell’armata di schiavisti di Occhiorosso. “Ottimo lavoro,” disse infine. “Prenditi un po’ di riposo. Sembri il giocattolo di un grifone. Torna domani mattina. Avrò un altro lavoro per te. Fallo, e sei dentro.”

Così dicendo, mi allontanò con un gesto. Questa volta, con mia sorpresa, non balzò in avanti nessun pony per scortarmi. Ero solamente alcuni metri più lontana nella sala, quando Occhimorti, accompagnato dalle sue guardie, camminò semplicemente fuori dal suo ufficio, lasciandosi dietro la porta aperta. Si voltarono, muovendosi in un’altra direzione.

Mi fermai. La cassaforte non era sorvegliata. Sembrava... quasi troppo semplice. No, era sicuramente troppo semplice. Mi fermai.

Attivai lo StealthBuck.

La cassaforte era complessa ma entro le mie capacità. Si aprì con uno schiocco. Tutto ciò che vi era all’interno era un registro.

Feci scivolare il registro nella mia bisaccia ed ero intenta a richiudere la cassaforte quando Occhimorti ed il suo entourage tornarono, guardandosi attorno. Se non fosse stato per la magia mi avrebbero senz’altro visto. Occhimorti cominciò a trottare attorno alla parte posteriore della sua scrivania dalla destra, con la sua rozza guardia del corpo che lo fiancheggiava sulla sinistra, intrappolandomi. Non importava se mi vedessero o meno -- un semplice scontro avrebbe reso nota la mia presenza! Mentre si avvicinavano salii sopra la scrivania.

Le altre due guardie, una delle quale era l’ex-mercante, presero posizione presso la porta. Mi voltai verso la scrivania, accuattandomi e preparandomi a strisciare in mezzo a loro. Una di esse chiuse la porta.

Che Luna mi scopi con la luna.

Mi voltai lentamente. Occhimorti si era fermato e stava osservando la sua cassaforte.

“Pensi che l’abbia preso?” domandò il fu mercante. Il mio cuore affondò nello stomaco.

“Oh, penso che la nostra piccola spia abbia fatto qualsiasi cosa Gawdyna le volesse far fare,” Occhimorti sorrise. “Ben venga. Lasciamo che il grifone cuocia nel suo brodo.”

Si voltò verso le sue guardie. “Meglio preparare gli altri. Le forze di Occhiorosso pianificano di saccheggiare Spaccazzoccolo all’alba di dopodomani. Dobbiamo assicurarci che non abbiano alcun problema ad entrare. È l’ora di incontrare il grande capo in persona.”

La mia mente vacillò. Occhimorti stava facendo accordi con gli schiavisti? Avrebbe permesso alle forze di Occhiorosso di arrivare e catturare i pony che doveva proteggere sul posto? L’inganno era simile al tradimento degli Artigli di Gawd, ma su di una scala molto più larga.

Occhimorti scivolò dietro alla sua scrivania e batté gli zoccoli su di essa, costringendomi ad alzarne uno per evitare di essere toccata. Potevo sentire il sudore scivolare lungo la mia fronte mentre, silenziosamente, rimanevo in equilibrio.

Occhimorti si appoggiò in avanti ed agguantò la sua copia di Gemmologia Applicata con i denti. Con terrore, realizzai che ero proprio sopra di essa. Alzai la mia gamba posteriore appena in tempo. Ora il mio equilibrio era molto più faticoso da mantenere. Tutto il mio corpo era dolorante a causa della carenza di sonno. Cercai precipitosamente un posto dove posare uno dei miei zoccoli alzati prima di cadere.

La porta sbatté mentre veniva aperta. Caddi sul pavimento con un tonfo sordo mentre una coppia di pony di terra entravano all’interno. Occhimorti balzò all’indietro, sorpreso, ed il libro cadde sul pavimento.

“Signore, chiediamo scusa per l’interruzione, ma abbiamo un intruso!”

Occhimorti fissò i due pony. “Una piccola unicorno, alta più o meno così?” domandò distrattamente, sollevando il proprio zoccolo.

“No signore. Questo è un pegaso!”

Con la luna!

Il mio PipBuck mi avvisò che l’incantesimo di invisibilità stava per avere termine. Non avevo alcuna scelta. Barcollai sui miei zoccoli ed aggirai rapidamente i pony, riuscendo a stento a scivolargli in mezzo. Poi mi lanciai attraverso la porta aperta.

***        ***        ***

Galoppai verso il punto d’incontro velocemente per quanto le mie gambe stanche permettessero. Calamity mi stava aspettando, nascosto sotto la copertura del materasso. “Non serve più quello. Ti hanno individuato. Ho il registro. Andiamo!”

Decollammo in pochi istanti. Potevo capire quanto fosse stanco Calamity; continuavamo a perdere quota. Feci una smorfia per tutto l’esercizio che stavamo facendo subire alla sua ala ferita. “Torniamo da Gawd e dormiamo. Non mi importa niente, dobbiamo dormire!” Lui non si era lamentato, ma potevo dire che l’ala lo stava uccidendo.

Avviai un’altra registrazione. Questa volta la giumenta non stava più sussurrando, ma potevo a malapena sentirla sopra il baccano.

“Dannazione. Sanno che sono qua. Mi sono svegliata da un incubo con tanta agitazione che ho dato un calcio al cestino della spazzatura, e l’hanno sentito. Presto spaccheranno la porta.”

Potevo sentire uno dei pony sull’altro lato dei bagni gridare promesse abissalmente profane.

“Non ho più bisogno di indovinare cosa mi faranno. Loro vogliono che lo sappia. Ma non glielo lascerò fare.

“Figurati, questa merdosa pistoletta dopo tutto mi salverà. Ho usato l’impugnatura per rompere lo specchio. Farà male... ma se lo faccio velocemente... non farà male a lungo.”

Era rimasta una sola registrazione.

La Giunzione R-7 comparve nel buio. Esausto, Calamity ci fece fare un atterraggio un po’ ruvido. Dei pony ci puntarono contro luminescenti armi ad energia magica da tutte le direzioni. Gawd fece qualche passo in avanti. “Bentornati. Stavo cominciando a preoccuparmi per voi due.” Ci squadrò. “Avete il registro?”

Annuii tremando. “Sì. Ma prima che lo guardi, voglio darci io un’occhiata. E c’è qualcosa che dovresti sapere.”

Gawd alzò un sopracciglio. “Oh?” chiese valutandomi.

“Occhimorti sa. Me lo ha praticamente lasciato rubare. L’ho sentito dire qualcosa riguardo il lasciarti cucinare da sola.”

Gawd si sedette, continuando a guardarmi. Alla fine, “Sono impressionata. Non eri obbligata a dirmelo.” Poi, con uno sguardo sottile, “Quindi perché l’hai fatto? Qual è il tuo interesse.”

Barcollai sugli zoccoli. “C’è dell’altro. Ma te lo dirò solo dopo che io ed i miei amici avremo dormito. Qui. Nella sicurezza della tua protezione.”

Il becco di Gawd si ruppe in un ghigno, con la cicatrice che le alterava un lato. “Va bene. Ti sei guadagnata un accordo.” Pungentemente, “Ma mentre dormite voglio quel registro.”

Annuii. “Quello che mi interessa non prenderà molto tempo.”

Gawd ci guidò indietro verso uno dei carri bestiame. Quando misi uno zoccolo dentro sentii un’ondata di sollievo vedendo Velvet Remedy, rannicchiata su un letto di paglia leggermente ammuffita. Stava parlando dolcemente con un altro pony mentre controllava un terzo la cui zampa posteriore era fasciata con quelle che erano state alcune delle nostre preziose bende. Mi chiesi quante scorte mediche avessimo ancora, se ne avevamo.

Velvet Remedy saltò su al nostro ritorno, rivolgendoci un debole ma radioso sorriso. “Cosa avete fatto voi due, avete preso la strada panoramica?”

“Eggià. Qualcosa del genere,” rispose Calamity.

“E cosa ti avevo detto per l’ala!” Velvet Remedy spinse Calamity verso l’angolo del vagone che era chiaramente diventata la sua clinica improvvisata. “Fammici dare un’occhiata e cambiare le bende!”

Scuotendo la testa in un misto di adorazione e disperazione, mi accodai a lei. Ero troppo stanca anche per apprezzare il suo delizioso lato coda. Trovato un angolo di paglia che sembrava sporco ma morbido, mi accovacciai e feci levitare fuori il registro. Sfogliandolo trovai voci di molti anni prima. Quelle più nuove, mi pareva, erano sospette. Qualsiasi fosse il piano di Occhimorti, avevo pensato che avrebbe falsificato il registo come parte di essa. Ma le vecchie voci, sbiadite com’erano, non sarebbero potute essere falsificate senza saltare all’occhio. Almeno non da un pony terrestre (mi trovai a pensare a come sarebbe potuto essere un cutie mark da falsificatore).

Fu facile trovare la voce che stavo cercando:

Alcuni dei fattori vicini hanno cominciato a fare resistenza. Si sono armati da quella carovana di mercanti che è passata il mese scorso. Uno di loro ha sparato qualche colpo al gruppo di razziatori che avevo mandato verso la zona est. Al Signor Topaz non interessa, vuole solo che le rocce continuino ad arrivare. Ed allora credo sia ora di ricordare a quei coltivatori di rocce perché fare quello che diciamo. Domani manderò qualcuno dei ragazzi alla fattoria Bell per dare un esempio. Gli ho detto di farla molto scenografica, così che gli altri pony non abbiano possibilità di fraintendere.

Richiusi di scatto il libro con più forza telecinetica di quanta pensavo ne avessi ancora in me. Il registro volò attraverso il carro bestiame andando a rimbalzare sulla parete più distante. Ora non volevo dormire. Ora volevo marciare di nuovo là, infilare la Piccola Macintosh giù per la gola di Occhimorti ed aprire il fuoco.

Invece mi alzai, recuperai il registro e camminai fuori per fare due chiacchiere con Gawd.

***        ***        ***

“E quindi adesso?”

Gawd alzò lo sguardo dal registro, lanciandomi un’occhiata attraverso la sua scrivania.

“Ora? Ora vai a dormire. Domani parliamo un po’ durante la colazione, poi sarete liberi di andare. Per allora tutte le pattuglie di frontiera e gli avamposti sapranno che ho detto che siete liberi di passare. Avete fatto il lavoro. Un contratto verbale è comunque un contratto, e non lo rinnego.” Gawd si accigliò un poco. “Peccato, comunque. Avremmo davvero avuto bisogno di un medico abile qua.”

Lasciai cadere il discorso. Comunque non era davvero quello che stavo cercando. “E tu?”

“Io?”

Puntai uno zoccolo verso il registro. “Cosa farai adesso?”

Gawd sbuffò, poi si tirò su. “Il Signor Topaz mi ha preso sotto contratto per proteggere lo Spaccazoccolo ed i suoi pony dai pericoli. E non è difficile dimostrare che Occhimorti sia appena diventato uno di questi pericoli.” Premette un artiglio sul registro. “Non posso ignorare questo. Sapevo che Occhimorti stava organizzando qualcosa di losco, ma questo è inaccettabile.”

Un po’ troppo sotto il muso, pensava una parte di me. Quasi come se il tradimento di Occhimorti fosse stato creato su misura per infilarsi sotto le penne di Gawd. Glielo dissi.

Lei rise, una risata amara ma comunque divertita. “Credi che non lo sappia?”

Potevo indovinare che cosa doveva stare pianificando. Ed un’altra domanda si affacciò alla mia mente. “Cosa faresti con questo posto se fosti al comando?”

Mi diede un’occhiata.

“Lo Spaccazoccolo, intendo. Cosa faresti?”

Lentamente, con tono piatto, intonò “Non sono al comando. Non lo sarò. Anche con Occhimorti andato. Il Signor Topaz controlla questa giunzione, e sono ancora sotto suo contratto.”

Giusto, pensai mentre annuivo. Ma se tu non lo fossi?

***        ***        ***

Velvet Remedy mi venne incontro quando rientrai nel carro bestiame. Ero veramente stanca, ma il mio cuore comunque palpitò un poco al suo avvicinarsi.

“Allora, la grifona ci lascia davvero andare via?”

Annuii. Velvet Remedy pareva più sorpresa che sollevata. “Possiamo passare la notte. Abbiamo bisogno di sonno...”

“Avrei insistito. Calamity ha fatto molto danno alla sua ala con tutto quel volare in giro. Ha bisogno di tempo per guarire.”

Feci una smorfia addolorata. Velvet Remedy cambiò argomento con quello che la mia mente privata di sonno insisteva essere una repentinità stridente.

“Littlepip, ho avuto una conversazione veramente interessante mentre tu e Calamity eravate fuori a rubare.”

Sospirai debolmente. Non ero davvero pronta a ciò.

“Vedi quel tizio laggiù?” chiese, puntando uno zoccolo verso una forma scura che assumevo fosse un pony che dormiva. “Il suo nome è Predicatore[4].”

Annuii, ricordandomi vagamente di Gawd che diceva qualcosa riguardo un Predicatore.

“Dice di essere qua per spargere la parola della Dea sotto lo zoccolo di Occhiorosso.”

Le mie orecchie si rizzarono. Velvet Remedy aveva la mia piena attenzione. “La parola della Dea?” chiesi. Dal modo in cui aveva parlato aveva reso chiaro che non si stava riferendo a Celestia o Luna.

Velvet Remedy anuì. “Afferma che questa sua Dea gli ha parlato in sogno sin da quando era un piccolo puledro.” Il suo tono suggeriva che la sua prognosi non coinvolgesse il divino.

Non ero pronta a chiudere così in fretta la questione. Guardando severamente Velvet Remedy sussurrai in risposta. “Potrebbe avere ragione.” I suoi occhi si allargarono per lo stupore. Prima che potesse aprire bocca per prendermi in giro, elaborai. “Non ti sei chiesta come hanno fatto gli schiavisti ad arrivare davanti al nostro treno in quella maniera? Mi stavo chiedendo se non ci potesse essere un qualche tipo di... magia telepatica? ...coinvolta in qualche modo.”

Sentii l’improvvisa urgenza di andare alla Tenpony Tower e parlare con DJ Pon3. Sembrava avere un’incredibilmente buona, seppur imperfetta, rete di informatori... o magari qualche sorta di magia o tecnologia che gli forniva rapporti. Volevo scambiare informazioni. Scoprire cosa sapeva. C’era un puzzle qua, e mi mancavano ancora numerosi pezzi per vederne la figura. Se un qualche pony aveva quei pezzi, doveva essere DJ Pon3.

Velvet Remedy pareva stare digerendo il mio commento. Finalmente parlò di nuovo. “Beh, se è vero mette il resto del discorso del Predicatore in una luce più minacciosa.” Mi portò verso l’angolo più distante del carro, sussurrando. “Secondo il Predicatore, la Dea sceglie di parlare a pochissimi pony...”

Iniziai a farmi domande. Sceglie? O ci sono delle limitazioni ai poteri della cosiddetta Dea.

“...E quel pony Occhiorosso è quello a cui parla di più. Comunque il Predicatore non è del tutto convinto che Occhiorosso stia...” Velvet Remedy si interruppe, cercando le parole. “...ricevendo correttamente il messaggio. Sembra pensare che la ricezione di Occhioroso sia stata confusa.” Chiaramente Velvet Remedy non era soddisfatta dell’analogia, ma avevo afferrato l’idea.

“O quello,” continuò Velvet Remedy, “o lui semplicemente non sta ascoltando. In entrambi i casi il Predicatore è qui per spargere la ‘Vera Parola’ della Dea. Lontano da Occhiorosso e dalle sue bande di schiavisti.”

Pensai all’accampamento armato a poche ore di trotto fuori dal territorio dello Spaccazoccolo. Il Predicatore non era andato abbastanza lontano.

Esitai a chiedere. “E quale sarebbe questa Vera Parola?” Davvero non volevo chiederlo direttamente al Predicatore. Certo, avrei ottenuto una risposta che non fosse inquinata dai pregiudizi di Velvet Remedy, ma al costo di finire imbrigliata in un sermone. Ero troppo stanca anche solo per contemplare la possibilità, quella notte.

“Parafrasando: pregate Me, adorate Me ed io vi solleverò e diventerete Uno, Uniti sotto di Me.” Velvet Remedy aveva chiaramente sofferto ore di ciò. Potevo capire perché Gawd avesse temuto di aver guadagnato un altro Predicatore.

Annuii a Velvet. “C’è un mucchio di paglia che chiama il mio nome. Parleremo ancora con Gawd domani a colazione, ma dopo di quello siamo liberi di andare.” Non ero così sicura, comunque, di volermene già andare.

Feci partire l’ultima registrazione prima di mettermi a letto. Questa volta i colpi alla porta del bagno erano molto più rumorosi, ritmati. Sembrava che i pony là fuori stessero usando un mobile come ariete. Potevo sentire lo squarciamento strutturale del telaio della porta.

La voce della giumenta era debole, e parlava in un’inquietante cantilena.

“Vi sento bussare ma non potete entrare!

“Vi sento... già, vi sento. Wow... ho appena realizzato che ho tutti questi diari ed i soli pony che mai li ascolteranno siete voialtri figli di puttana. Fottetevi tutti! Dal primo all’ultimo!

“Mio...

“Oh wow... vertigini... Cosa stavo...?

“Sai, credo che il rosso sia il mio colore... Splish splash, clop clop! Ehi, Silver Spoon... Dipingiamo di rosso la città! O... sai... almeno il bagno...

“Oh, continuate a bussare, bastardi!

“...non si abbina al mio cutie mark, però. Va bene, comunque è un cutie mark stupido. Davvero, una tiara di diamanti? Cosa cazzo dovrebbe significare?

“Voglio dire, capisco i diamanti. Celestia sa che ne ho ispezionati abbastanza... Ho mandato i migliori di loro qua sotto per anni. C’è un’altra cosa che non avrete mai! Ah... Ah ah... Proprio come non avrete me!

“Il mio... il mio nome è Diamond Tiara e voi figli di puttana non mi avete preso! Sono andata... andata via!

“Voglio dire... davvero, però... una corona? Cosa voleva dire?

“Eh eeeh eeh! Non potete prendermiiii!

“Voi non...

“...potete...

“...prender...”

Nota: nuovo livello.

Nuovo vantaggio: Galoppo Silenzioso – Hai padroneggiato il movimento silenzioso, permettendoti di muoverti rapidamente e comunque non fare rumore. Puoi Strisciare a piena velocità senza alcuna penalità.


[1] Nell’originale, Hoofbeats.

[2] Letteralmente, “Prugna allo zucchero”.

[3] Nell’originale Stable Dweller, che letteralmente sarebbe “Abitante della Scuderia”. Diventando l’appellativo con cui verrà identificata Littlepip ho preferito una traduzione meno letterale.

[4] Nell’originale, Preacher.