Capitolo Diciassette: La Cattiva di Turno

Vi porto la verità, non importa quanto faccia male.”

Risposte.

Per settimane mi ero aggrappata all’illusione che tutte le mie domande avrebbero avuto risposta, se solo avessi raggiunto la Tenpony Tower e parlato con DJ Pon3.

Seduta di fronte ad Homage al suo piccolo tavolo, parlando davanti ad una Sparkle~Cola ghiacciata, mi ritrovai a chiedermi come mi fossi autoconvinta di ciò. Per esempio non era stata in grado di dirmi nulla riguardo ad Occhiorosso; apparentemente le sue operazioni si svolgevano in uno dei pochi luoghi che lei non poteva vedere. Se non altro Homage aveva molte più domande di quante ne avessi io. Nel tempo che ci misi per raccontarle l’intera storia di quel che era realmente successo allo Spaccazoccolo e del perché avessi fatto le scelte che avevo fatto, l’unica vera rivelazione fu la realizzazione che aggrapparsi con tutte le proprie speranze ad un assunto non porta a nient’altro che farsi male.

“Grazie, Littlepip, disse Homage, offrendomi un’altra fetta di anguria appena uscita dalla lattina. “Parlo sempre ai miei ascoltatori nel modo più accurato che le mie risorse mi permettano. Tu non hai idea di quanto sia riconoscente per avere qualche pony che colmi le lacune.

Annuii. “Ed io sono riconoscente per la possibilità di esprimere il mio punto di vista della storia. La mia... reputazione sembra stia iniziando ad andare fuori controllo.

Homage sorrise, “Immeritatamente? Puntò un zoccolo verso di me. “Forse pensi alle cose che fai come niente di speciale, ma lo sono. Semplicemente trattando il modo in cui metti te stessa in pericolo per aiutare gli altri come un qualcosa che qualunque pony avrebbe fatto mostri alle terre devastate un modo per essere migliori.”

Homage sollevò una fetta di anguria conservata da secoli tra gli zoccoli e lo mangiucchiò prima di continuare. “Hai ragione; quello è come i pony dovrebbero trattarsi l’un l’altro. Ma nelle Terre Devastate d’Equestria è abbastanza raro per un pony essere disposto a consumare preziose munizioni per soccorrere da lontano uno sconosciuto, specialmente quando sa che forse avrà bisogno di quei proiettili l’indomani per salvare se stesso o la sua famiglia. Mettere vita e zampe in pericolo?

Homage scosse tristemente il capo. Aveva una bellissima criniera di corti peli blu che le caddero sul volto mentre lo faceva. Mi allungai per spostarglieli dagli occhi in modo che non dovesse posare la sua anguria. “Temo che alle Terre Devastate d’Equestria non manchino i Monterey Jack, ma debbano fronteggiare una paralizzante mancanza di Littlepip.

***        ***        ***

“Perché avrebbe dovuto farlo? Camminai per la frustazione. La menzione di Monterey Jack aveva fatto deragliare la precedente conversazione. “Non riesco a capirlo.

Homage mi guardava, sorpresa dalla mia agitazione. “La mia ipotesi sarebbe l’orgoglio. Da come hai detto non sembra proprio dispiaciuto per quello che ha fatto.

“È una legge stupida,” affermai con un colpo di zoccolo.

Homage non sembrò d’accordo. “La Tenpony Tower ha, come deterrente, leggi estremamente severe riguardo tutto quello che cade sotto le attività da razziatore. Ricordati, siamo bloccati tra i razziatori dello Spaccazoccolo e gli schiavisti del Cratere di Fillydelphia. La Tenpony non solo vuole tenere fuori gli indesiderati, ma vuole anche mandare un chiaro messaggio ad ogni pony di entrambi i gruppi nel caso pensassero di mettere zoccolo vicino a questo posto.

Dannazione. Odiavo ammetterlo, ma aveva senso. Quello che per me non aveva ancora senso era il perché Monterey Jack avesse confessato. La speranza che venisse liberato poiché non era stato un bandito di successo appassì.

Mi fermai e guardai Homage, “Lui... doveva sapere che... Mi sentivo insicura, come se mi stessi arrampicando sugli specchi. E, ancora peggio, mi sentivo responsabile. Come Homage aveva sottolineato poco prima nella conversazione, Monterey Jack era quello che aveva tentato a derubarmi, ed era quello che aveva fatto la schiacciante confessione. Per quel che le riguardava io non avevo ragioni per sentirmi in colpa. Ma non cambiava come mi sentissi. Nel momento in cui avevo visto Monterey tutta la sensazione di tradimento era stata ricacciata da giusta indignazione. Ed avevo tirato fuori la collera. “C’è qualche possibilità che lui non sapesse di poter essere giustiziato per... quello che ha ammesso?

Homage scosse la testa. “Ogni cittadino della Tenpony conosce la legge. Ottenere la residenza permanente richiede molto tempo, e conoscere la legge è uno dei requisiti più semplici da soddisfare. Gemetti interiormente, confusa ed agitata. Homage aggiunse fermamente, Monterey Jack ha qui quel negozio di formaggi da ormai cinque anni, e prima di quello era una guardia della carovana di mercanti da cui il vecchio proprietario del negozio si procurava le scorte. Monterey conosce la legge.”

Dannazione.

***        ***        ***

Homage ed io camminavamo assieme attraverso l’Ateneo di Twilight Sparkle. Ogni parete era coperta di librerie tranne per una coppia di angoli di lettura e tre ampie finestre a volta, che permettevano alla luce di mezzogiorno, ingrigita dalle nuvole, di riversarsi nella biblioteca. Ogni scaffale era pieno di tomi, manuali, romanzi ed opere raccolte in volumi. Ogni pilastro era circondato da altri libri. C’era un grande tavolo al centro che si sorreggeva non sulle delle gambe, ma su un anello di librerie. Ogni sedia aveva spazio sotto i braccioli riempito con ancora altri libri. Sotto le finestre c’era un letto senza né libri né librerie, uno degli sparsi pezzi di arredamento (insieme al tavolo, il frigorifero, le sedie ed un vecchio fonografo) che mi fecero capire che quello fosse il posto che Homage aveva reso casa sua.

Quelli sonoun sacco di libri.”

Homage trot verso il tavolo dove risiedeva un antico terminale, che versava il suo bagliore verde attraverso uno strato di polvere. La graziosa unicorno grigia lo colpì con lo zoccolo e ne uscì fuori una voce elegante.

“Twilight, cara. Dobbiamo davvero incontrarci presto. Sono secoli. E, posso parlare onestamente? Hai bisogno di riposo. Se qualche pony conosce il sovraccaricarsi di lavoro quella sono io. Per favore, perché non ti prendi solo una mattina libera? Unisciti a Fluttershy e me questa settimana. Faremo anche un salto a Manehattan; non c’è bisogno di tornare a Canterlot. Sono sicura che hanno delle adorabili spa anche a Manehattan.

Ora la ragione del perché ti sto chiamando sulla linea riservata: ho appena sentito che il mio Ministero è in procinto di purgare la Libreria di Ponyville dai libri ideologicamente incompatibili, e ho capito subito che vorresti tenerteli. Così ti sto dirottando anche questa spedizione. Spero che tu abbia spazio. So che il Ministero della Magia sul Viale dei Ministeri dispone di una biblioteca molto più grande, ma non possiamo proprio deviare questi carri verso Canterlot, non è vero?

Se stai finendo lo spazioora non ti arrabbiarema potresti chiedere aiuto a Pinkie Pie. Il suo Ministero ha una sede anche a Manehattan, dopotutto. E sembra sempre trovare abbastanza spazio per qualsiasi cosa. Io non so come faccia.

Comunque, mi dispiace dover essere così breve, ma devo scappare. I progetti per le copertine dei libri revisionati sono pronti, e non posso semplicemente lasciarle andare in stampa senza essere sicura che ognuna sia perfetta.”

Distolsi lo sguardo da Homage e lo diressi verso le librerie con rinnovato rispetto. Non solo un sacco libri, ma anche un sacco di preservate versioni originali dei libri.

Homage alzò lo sguardo verso una parete che era solo prevalentemente coperta di libri. Sopra la libreria vi era un quadro (rappresentante una vista panoramica di una valle desolata di terra e rocce) e posato sulla libreria vi era un piccolo orologio di legno ed ottone. Il grande zoccolo era a metà strada tra l’otto e l’uno[1], il piccolo zoccolo puntava dritto in basso verso il quattro. “Mi dispiace, ma devo davvero tornare alla radio. Ci sono rapporti su cui indagare, ed ho bisogno di controllare se gli schermi hanno catturato qualcosa. Ma per favore, sentiti libera di stare qui e sfogliare i libri finché non torno. Mi piacerebbe parlare ancora un po’se non hai niente di urgente da fare.”

Non avevo fatto o detto molto, anche se sapevo che avrei dovuto fare in modo che i miei compagni venissero a conoscenza di quello che era successo. Mi scusai, promettendole che sarei tornata subito. Appena cominciai ad andarmene dall’Ateneo mi ricordai delle registrazioni. Voltandomi verso Homage le tirai fuori e le feci fluttuare verso di lei. Lei le fissò con gli occhi spalancati, come una pony che compie gli anni che realizza che uno dei suoi regali è proprio delle dimensioni del giocattolo che aveva chiesto incessantemente.

Le ho trovate in una delle Scuderie,” dissi, cercando di non scoppiare in una grossa sghignazzata per la sua espressione. “Ho pensato che potresti trovare un buon uso per loro.”

Saltellò su e giù strillando di gioia. Per la prima volta dal negozio di formaggi mi sentivo felice con me stessa.

Il corno di Homage si illuminò quando prese possesso delle registrazioni. “Tu non hai idea di quanto questo significhi! Non solo per me, ma per Equestria!”

Stavo sorridendo brillantemente quando presi l’ascensore per tornare al mio piano.

***        ***        ***

Mi sentivo ancora felice mentre trottavo verso la porta della nostra suite. Ma le voci al suo iinterno mi freddarono.

“…il dottore di qui dice che ha un trattamento che può porre rimedio alle dipendenze,” stava affermando Velvet Remedy. Sentii la felicità venire drenata via da me, rimpiazzata dal malumore. Seriamente stavano parlando di quello? Alle mie spalle? Avevano parlato anche con un dottore di ciò? Un estraneo, non di meno?

Cosa, come semplicemente dare una pillola a Littlepip?” La voce dubbiosa di Calamity cancellò ogni dubbio che non stessero parlando di me. “La inghiotte e tutti i suoi problemi vanno via?”

“Oh, no,” Rispose Velvet Remedy. “Primo, è piùcomplicato di così. E prenderà buona parte della giornata. Secondo, il Dottor Helpinghoof[2] è stato chiaro, il trattamento pulisce dalla droga solo il corpo del paziente ed inverte la sua dipendenza fisica. Gli elementi psicologici della dipendenza probabilmente rimarranno con Littlepip per il resto della sua vita. Ma questo renderà le cose molto più semplici per lei.”

Alzai uno zoccolo per sbatterlo sul pavimento con furia. Ma poi lo misi giù, non volendo farmi sentire da loro. C’erano così tante cose sbagliate in tutto ciò! Primo, come osavano?! Secondo, quale dipendenza? Più semplice come? Io ero perfettamente a posto. Non avevo preso una Ment-ali Party-Time da quanto, due giorni? Che razza di tossicodipendente può dire una cosa del genere? E terzo… “Helpinghoof”? Seriamente?

Non ne sono sicuro…” Grazie, Calamity. Ora dille di andare a farsi fottere.

Invece, nitrì, “Littlepip non gestisce esattamente molto bene il sentirsi tradita. Ho visto la sua reazione alle Scuderie in cui siamo stati…”

“Oh, . E quello non è niente comparato al modo in cui è partita con il proprietario del negozio di formaggi,” concordò Velvet Remedy. Perfetto. Quindi era quello ciò che stava facendo quando le avevo chiesto di esaminare le leggi per l’imminente esecuzione di Monterey Jack? Parlava ai dottori dei problemi che pretendevano avessi?

“…Dobbiamo stare molto attenti su come gestiamo la cosa,” Velvet Remedy stava continuando con la sua assurdità. “Anche se riusciamo a far curare Littlepip, non sarà nulla di buono se la perdiamo a causa di ciò. Senza amici, chi la aiuterà anche solo dal prendere…”

Avevo sentito abbastanza. Sarei tornata indietro alla biblioteca. Se Velvet Remedy e Calamity non sapevano dove mi trovavo e si fossero preoccupati bene, se lo meritavano.

 

***        ***        ***

Homage era una cortese padrona di casa, cosa cui fui particolarmente grata dato che non avevo nessuna voglia di vedere Velvet Remedy o Calamity in tempi brevi. La graziosa unicorno grigia mi aiutò a trovare qualche libro che mi interessava, quindi mi lasciò a leggere e scomparve nella stazione di trasmissione.

Nelle ore successive studiai con attenzione le edizioni originali de Il Grande Libro delle Scienze Arcane e di Serrature Moderne, facendo lettura comparativa con le copie che già avevo, prendendo appunti, ed imparando parecchio su entrambe le materie. Apparentemente rendere i libri “ideologicamente compatibiliimplicava anche il rimuovere il genere di informazioni avanzate che avrebbero potuto ispirare dei piantagrane. Sorrisi leggermente, realizzando che le mie attività di ricerca del mio cutie mark durante la mia giovinezza mi avrebbero decisamente messo nella categoria “piantagrane”.

Homage trottò nell’Ateneo di Twilight Sparkle poco più di due ore dopo; faceva fluttuare al suo fianco le registrazioni ed il vecchio fonografo che avevo visto poco prima. Mentre leggevo lei si sedette ad ascoltare la musica, con la testa che dondolava dolcemente a ritmo.

I miei studi vennero interrotti solo una volta. Homage era a circa metà di una canzone piuttosto energica (riguardo il rammendare un’amicizia, da notare -- nel ritornello l’asserzione, piuttosto rozza, che la vita senza amici facesse cagare colse acutamente nel segno e non riuscii comunque a concentrarmi sulla lettura). All’improvviso Homage fermò la canzone e la fece ripartire dall’inizio. Mi attraversò la mente il pensiero che che magari anche lei sentisse una connessione con il testo, ma fu cancellato quando proclamò:

Va bene, va bene. Non posso semplicemente ascoltare questa canzone. Devo ballarla.”

Alzai lo sguardo ed annuii garbatamente. Poi tornai alla lettura.

“Oh no,” battè uno zoccolo sul pavimento. “Non ballerò di fronte ad un’ospite che non sta ballando a sua volta. Sarebbe troppo imbarazzante.” Il sussurro di un pensiero si era appena iniziato a formare quando lei lo obliterò con un “Quindi alzati.”

La mia testa si sollevò di scatto, sorpresa. La canzone non mi faceva venire realmente voglia di ballare, non importa quanto fosse bizzarramente allegra la musica in relazione al testo; ed io mi sentivo goffamente timida al mostrare la mia completa mancanza di abilità nel ballare di fronte ad Homage. Ma non me la sentivo di dirle di no, specialmente considerando che quella biblioteca era casa sua e che io le avevo fatto quel regalo.

Quindiballammo.

E sebbene all’inizio fu imbarazzante nemmeno Homage era una grande ballerina, ma colmava la sua mancanza di abilità con vigore creativo. Il suo sorriso e la sua energia erano contagiosi, e mi ritrovai a lasciarmi andare. Verso la fine della canzone mi stavo davvero divertendo, e sentii una fitta di tristezza quando la canzone finì.

La canzone successiva era molto più lenta e per un momento mi sentii imbarazzata, ma distrassi entrambe domandando del quadro al di sopra dell’orologio.

È un dipinto della Splendid Valley,” dichiarò Homage, togliendosi i peli della criniera dalla faccia.

Alzai un sopracciglio. “Non ha un aspetto splendido.”

“Oh, non lo è. È un posto terribile. Fa sembrare il campeggiare nella Everfree Forest invitante quanto una giornata alla spa.” Homage mise uno zoccolo sulla mia spalla. “Stanne molto lontana.”

Non avevo mai sentito parlare della Splendid Valley, men che meno avevo qualche desiderio di andare in quella zona. Ma mi fece pensare, “Perché Twilight Sparkle avrebbe dovuto tenere il dipinto di un posto del genere nella sua libreria?” Mi sentii marginalmente sciocca nel chiederlo -- ovviamente non era terribile prima dell’apocalisse. D’altro zoccolo non era certamente splendida, non era nemmeno carina. Era arida e poco allettante. Ed il dipinto non si adattava al resto dell’Ateneo, né per i colori né per l’umore. Era come un ospite indesiderato.

C’è un impianto del Ministero della Magia laggiù,” rispose Homage.

“Non una sede come questa,” chiarì Homage. “C’è una gigantesca rete di cave e caverne sotto la Splendid Valley. Poco dopo la creazione del Ministero l’MSA sfrattò i nativi di quelle caverne ed iniziò un’operazione di estrazione di gemme. Dopo aver ripulito la valle dalle gemme iniziarono ad usare le caverne vuote come luogo di smaltimento per alcuni deisottoprodotti degli esperimenti magici del Ministero.”

La mia mente evocò immagini di mostri e grottescherie. Homage sembrò intuire la direzione della mia immaginazione e gentilmente la rediresse. “Fusti pieni di strane tossine magiche. Negli ultimi mesi della guerra il Ministero della Magia stava apparentemente riattrezzando l’impianto per qualcos’altro, ma non penso che l’abbiano mai finito. La Splendid Valley fu il centro del secondo megaincantesimo lanciato. La maggior parte dei ponybeh, quelli che si prendono la briga di imparare almeno un po’ di storiacrede che fosse Manehattan la seconda. Ma la Splendid Valley fu colpita pochi minuti prima.”

Presi nota di evitarla. Strane tossine magiche e radiazioni da magaincantesimo probabilmente non si mischiavano bene.

***        ***        ***

Il pomeriggio stava sanguinando in sera; Homage era tornata alla stazione di trasmissione per rivestire i panni di DJ Pon3. Questa volta la seguii, guardandola trasformarsi sia nella voce che nei modi quando si mise di fronte al microfono.

“...ed è ora per un altro consiglio di sopravvivenza per pony di DJ Pon3. Oggi voglio parlarvi di due dei più grandi pericoli su cui potete incappare nelle Terre Devastate d’Equestria. No, non i radigatori, i pipistrelli vampiro od addirittura i canemoni. No, bambini, oggi vi voglio parlare delle loro madri. Esatto, prendete una sedia, perché è l’ora per DJ Pon3 di parlarvi dei rischi delle radiazioni e della contaminazione...”

C’era qualcosa di meraviglioso nel vedere quella a me similmente piccola pony unicorno diventare la voce delle Terre Devastate d’Equestria.

“...La radiazione magica, come tutti sappiamo, è un effetto collaterale delle magie potenti e malvage rilasciate violentemente su Equestria. Naturalmente le più grandi e peggiori zone di radiazione si trovano in posti come il Cratere di Fillydelphia, il centro città di Manehattan... praticamente ovunque abbiano colpito i megaincantesimi tranne che per Cloudsdayle e Canterlot (entrambe le quali dovrebbero essere evitate per altre ragioni). Ma anche una carrozza volante esplosa di recente può essere radioattiva. Fortunatamente fintanto che portate sempre con voi il vostro rilevatore di radiazioni, ragazzi, quei posti possono essere evitati.

“La minaccia più insidiosa delle radiazioni è che si insinuano nel cibo e nell’acqua. Bevete sempre acqua purificata ogni qual volta che potete. Assicuratevi di trasportare numerose borracce ogni volta viaggiate, e riempitele ad ogni fonte d’acqua sicura. Mantenete una sana scorta di RadiaVia...”

La maggior parte di quelle cose la sapevo già, grazie alla Guida alla Sopravvivenza nelle Terre Devastate, quindi stavo ascoltando solo a metà. Dovevo ammettere che, nonostante Monterey Jack e la stupidità dei miei amici, quello era stato uno dei giorni migliori della mia vita. Ma si stava facendo tardi e la mia rabbia verso Velvet e Calamity, anche se ancora decisamente presente, si era smussata agli angoli. Era ora di tornare da loro.

“... La contaminazione, d’altro zoccolo, è una zebra dalle strisce molto diverse. Nessun pony conosce esattamente che cosa sia la contaminazione o da dove provenga, ma conosciamo i suoi effetti mutageni sui mostri e le sue fatalmente maligne ripercussioni sui pony. Ricordate, gente: alla contaminazione non importa cosa state indossando. Nessun completo protettivo la tiene fuori. E non c’è cura. L’unico modo per poter dire in sicurezza se un posto è contaminato è dalla sua reputazione. Scopritene uno in qualunque altro modo e sarà probabilmente troppo tardi...”

Mi suonò come se il modo migliore per nascondere qualcosa fosse infilarlo in una caverna ed appendere fuori un cartello con scritto “Pericolo: Contaminazione”.

“E per le altre notizie, uno dei più piccoli insediamenti nelle Rovine di Manehattan, Gutterville[3], è diventato silenzioso. Se qualche pony sta viaggiando in quella direzione, per favore ci ficchi un po’ la testa e veda cosa sta succedendo. E poi lo faccia sapere al vostro vecchio amico DJ Pon3.”

Alla fine, DJ Pon3 chiuse le notizie con un annuncio speciale:

“Ora, so cosa tutti voi vi state in realtà chiedendo: che ne è di quella eroina d’Equestria dalla Scuderia Due? Che cosa sta facendo?”

Trasalii, rivolgendo ad Homage un’occhiata supplichevole. Ma chiederle di contenersi mentre era DJ Pon3 era come chiedere a SteelHooves di togliersi l’armatura -- semplicemente non sarebbe mai successo.

“Bene, ho delle notizie incredibili: la Puledra della Scuderia vi ama! Esatto, tutti voi! E sapete come lo so?...”

Ora stavo rabbrividendo.

“...perché mi ha mandato una piccola pony riparatostapane con una consegna speciale. A partire da domani saranno aggiunte alcune nuove canzoni alla nostra trasmissione. Quindi rimanete sintonizzati, fedeli ascoltatori, perché non vorrete essere gli ultimi pony in giro ad aver ascoltato i dischi che farò girare per voi domani! Ed adesso, nuovamente, ecco Sapphire Shores che canta che il sole non si può nascondere per sempre.”

Il bagliore del corno di DJ Pon3 si spense e fui di nuovo in stanza con Homage.

“Stai un po’ esagerando, non ti pare?”

Homage sorrise radiosamente. “Ho solo detto la verità, come faccio sempre.”

Risi. “Beh, tranne che per l’intero espediente dell’identità segreta.”

Homage mi fissò con un’espressione seria. “Pensi che agli altezzosi pony della Tenpony Tower piaccia l’idea di avere una simpatizzante dei ghoul nella loro torre? Ed ancor meno che trasmetta da essa? Se sapessero chi sono non avrei la libertà di dire le cose come stanno. Anzi, probabilmente mi bandirebbero direttamente dalla torre.”

“Qualche volta,” disse, “essere onesti significa sapere quando non esserlo.”

***        ***        ***

C’erano ancora due cose che volevo chiedere ad Homage, e solo una che potevo spingermi a chiedere, così quando tornammo dalla stazione di trasmissione finalmente tirai fuori la questione.

“Questa mattina hai detto che ti serviva il mio aiuto?”

Homage arrossì. “Beh, stavo tipo sperando che tu fossi disposta a rischiare la vita in una commissione per me, ma mi sento un po’ ridicola a chiedertelo ora.”

Alzai un sopracciglio, la mia curiosità stimolata. “Continua.”

La straordinaria unicorno grigia dalla criniera blu che continuava a caderle sugli occhi sembrò pensarci su, poi scosse la testa.

“Dimmelo”, dissi dandole una piccola gomitata.

“Uhm... Preferirei di no. È stupido adesso.”

“Dimmelo,” pressai, il suo rifiuto mi rendeva ancora più curiosa.

Esasperata, si rifiutò.

Mi fermai un poco. “Dimmelo. Dimmelo. Dimmelo!”

Homage agitò uno zoccolo. “Va bene, va bene. Visto che proprio lo vuoi sapere...” Prese un respiro profondo. Poi rilasciò tutto in fretta. “Voglio che tu ottenga delle nuove canzoni per me. Canzoni specifiche. So che Sweetie Belle era molto vicina alle altre due fondatrici della Stable-Tec, una delle quali era Scootaloo. E Scootaloo fondò anche la Red Racer, i cui uffici e fabbriche sono proprio qui a Manehattan. Sono capitata su informazioni qualche anno fa secondo cui la cassaforte dell’ufficio di Scootaloo dovrebbe ancora contenere qualche demo per canzoni che non sono mai state ascoltate prima. Voglio ottenerle ed acoltarle sin da allora. Ma non posso perché è veramente pericoloso. Il posto è semplicemente infestato di manticore.”

Wow. Va bene, sì, potevo decisamente capire perché Homage la potesse considerare una richiesta stupida, considerando i precedenti. Ed ancora non sapeva nemmeno di Velvet Remedy.

Ciò mi ricordò che dovevo tornare da Velvet Remedy e Calamity, gli amici che stavano tramando alle mie spalle, e dirgli che non avevo alcuna idea migliore sulla prossima cosa da fare rispetto a prima di arrivare. Avevo bisogno di una distrazione. E, seriamente, era per una buona causa. Per non parlare del fatto che volevo veramente vedere il viso di Homage illuminarsi di nuovo.

“Va bene. Lo farò.”

Homage stava fissando il pavimento, raschiandolo con uno zoccolo. Alle mie parole la sua testa scattò su, guardandomi con incredulità. “P-perché?” balbettò.

Considerai di rendere il mio ragionamento più nobile, o falsificarlo del tutto. Ma una parte più grande di me sentiva che le menzogne non avevano posto nel dominio di DJ Pon3. Quindi, invece, le dissi “Perché non ho idea di quale sia la prossima cosa da fare. Ed i miei compagni si aspettano che ritorni con un piano. E, seriamente, perché me lo hai chiesto.” Indorando le mie parole giusto un poco, aggiunsi “Sarei felice di fare un piacere ad Homage.”

Strabuzzò gli occhi. “Va bene, ti sei persa la parte sulle manticore?”

Ridacchiai. “No. Ma ho ottenuto qualche nuova arma dall’ultima volta che ne abbiamo combattuta una. Credo che le possiamo gestire. E non preoccuparti,” aggiunsi, non volendo farla sentire colpevole, “se sembra troppo pericoloso torneremo indietro.”

Homage annuì fermamente, accettandolo. Ciò le fece cadere nuovamente i peli della criniera sulla faccia. “Va bene. Ma se hai intenzione di fare qualcosa di così rischioso per me, non lo farai senza una ricompensa. E so proprio che cosa!”

Piegai la testa, non proprio in cerca di una ricompensa e pronta a declinare l’offerta, ma troppo curiosa per rifiutarla senza prima sentirla.

“Ho sentito che il tuo amico Calamity sta cercando in giro un regolatore di flusso. Beh, mi capita giusto di averne uno.”

***        ***        ***

Non ero sicura di volere veramente un regolatore di flusso. L’idea di viaggiare in giro su una bomba a traino pegaso aveva un dubbio fascino.

Prima di tornare dai miei compagni feci un’altra sosta. Sospettavo che Velvet Remedy fosse stata meno che diligente nel seguire la questione di Monterey Jack (considerando che invece aveva visitato dei dottori riguardo me), ma sapevo che le dovevo concedere il beneficio del dubbio. E, da quello che io stessa avevo imparato, Velvet Remedy poteva essersi scontrata contro un muro molto presto.

D’altro zoccolo avevo bisogno di parlare io stessa con Monterey Jack prima di fare ulteriori piani, specialmente se quei piani avessero significato lasciarlo al suo destino. Sfortunatamente, le guardie della Tenpony Tower non erano disposte a lasciare una piccola non-cittadina come me ad andargli minimamente vicino.

Nessun problema.

Una scarica di gusto di menta più tardi ed il mondo esplose di vivida lucentezza. Farmi strada tra le guardie parlando fu facile. Ero un’affascinante ed intelligente giumenta; anche se non avevo alcun interesse verso di loro, loro naturalmente avevano interesse verso di me. Fui anche in grado di convincere uno di loro a darmi la sua matita ed un blocco per gli appunti. Era un’ottima cosa perché, ora che la mia mente era stata liberata dalla sua naturale indolenza, stavo avendo idee!

Il regolatore di flusso sarebbe stato un beneficio stupefacente. Dopo aver finito gli affari alla Tenpony Tower saremmo tornati indietro ad aggiustare il Bandito del Cielo. Magari fatto un viaggetto indietro a casa alla Giunzione R-7 per un po’ di manutenzione delle attrezzaturee e riordinamento dell’inventario. Poi saremmo stati in grado di andare diretti a Fillydelphia, evitando tutti i pericoli lungo il cammino...

“Che cosa vuoi?” La voce acida di Monterey Jack per la mia brillantezza potenziata dalle Party-Time fendette la preoccupazione. Alzai lo sguardo e lo trovai ritto su un letto di paglia ammuffita sul retro di una cella chiusa da sbarre.

Mi riorientai sul dove mi trovavo e del perché mi trovassi lì. Fissando lo sgradevole stallone beige, tagliai corto ed andai al punto, “Perché nel nome di Celestia hai ammesso quello che hai fatto? Sapevi che saresti stato arrestato e probabilmente ucciso per questo.”

Monterey Jack mi fissò con sguardo freddo. E finalmente, come se stesse parlando ad una bambina, “Perché le Terre Devastate d’Equestria esigono sacrifici. Non sei stata all’esterno abbastanza a lungo per capirlo…” Mi squadrò. “Ma immagino che tu abbia iniziato. Non sei più la piccola innocente puledra che eri solamente tre settimane fa, vero? Hai ucciso. E non solo mostri, hai ucciso altri pony. Dimmi, quando sei uscita fuori da quella Scuderia, eri un’assassina?

Feci un passo indietro, scioccata. Non avevo idea di cosa quello avesse a che fare, ma sapevo cosa stava dicendo. L’avevo visto nel modo in cui Velvet Remedy mi guardava, come se fossi stata immersa nel sangue fino ai fianchi. La maniera in cui vedevo me stessa nei tempi bui e negli incubi.

So che hai depredato cadaveri. Che mi dici del rubare ai razziatori o da altri pony che sono altrettanto cattivi, distorti e resi meschini dalle terre devastate, ed è semplice giustificare praticamente tutto ciò che gli si fa? Che mi dici del rubare a coloro cui è più difficile giustificare il furto… oppure adesso è ugualmente semplice rubare ad ogni pony?” Le parole di Monterey Jack evocarono i ricordi dell’irruzione nel fienile di Silver Bell.

Hai già tradito qualche pony? Lasciato qualche pony a morire per salvarti la pelle? Ucciso un innocente poiché era l’unico modo per proteggere te e le tue cose?” Mi fissò, leggendo il disgusto nei miei occhi. “No? Che mi dici delle cose più piccole. Hai semplicemente tirato dritto?

La mia mente mi mostrò un flash di una pony blu inseguita dai suoi stupratori. Ma quello non contava! Avevamo salvato la sua vita. Calamity le aveva anche portato pozioni curative. Non è che l’avessimo lasciata in mano al destino. Avevamo aiutato! e poi l’avevamo lasciata. Velvet Remedy, realizzai con l’acume migliorato dalle MPT, non ci avrebbe mai lasciato andar via senza prima aver scortato la ragazza a casa al sicuro se non fosse stata traumatizzata dalla vista di Calamity trucidare un puledro. Ma perché io non avevo insistito? Che cosa c’era di sbagliato in me?

Monterey Jack stava aspettando. L’unica risposta che riuscii a fare fu annuire. Non stavo annuendo a nessuna delle sue domande nello specifico, ma al fatto che stavo seguendo il suo discorso.

Le Terre Devastate d’Equestria esigono sacrifici. Ti mangiano un pezzetto alla volta fino a quando non riesci più a riconoscerti. Quindi trovi una virtù. Trovi qualcosa in te stesso in cui credere, per cui non fai compromessi. Mai. E fino a quando riesci a preservare quella parte di te stesso, quell’unica cosa buona, puoi riuscire a sopportare di guardarti allo specchio ogni mattina. Diventa il tuo sostegno, la cosa che ti lascia vivere con te stesso.

La mia virtù, il mio sostegno, è che sono un pony onesto. Mantengo la mia parola. Non ho mai fregato un cliente. Non mento. Fino a quando potrò guardare a me stesso e sapere che sono ancora un pony onesto, allora potrò sopportare tutto quello che devo fare per fornire un posto sicuro ai miei puledri e puledre.”

Ma…” lo fissai, senza voler capire. “Avresti potuto non dire niente!”

Mi guardò, “Per quanto a lungo? Ritorno, e tu sei su tutta l’intera dannata radio. I miei bambini la ascoltano ogni giorno per le notizie del tuo dannato da Celestia eroismo. Quanto cazzo ti idolizzano. Ed ogni giorno so che ho incontrato il loro idolo e che ho cercato di derubarla. Ed io rimango in silenzio, ma l’omissione volontaria è comunque una menzogna. E quel veleno mi stava uccidendo quanto qualsiasi cappio.”

Stringendo gli occhi premette la faccia contro le sbarre, per avvicinarsi quanto più possibile a me. “Non pensare che abbia parlato per te. Ho parlato per salvare me. Anche se questo mi uccide.”

Indietreggiai. Non ero sicura se Monterey Jack fosse pazzo, stupidoo terribilmente, terribilmente sano. Mi voltai per andarmene.

Mentre varcavo la porta mi urlò contro. “Se non hai ancora trovato la tua virtù farai bene a muoverti. Finché rimarrà ancora qualcosa di te da salvare.”

***        ***        ***

Quando tornai finalmente dagli altri ero ancora sotto il fantastico effetto delle Ment-ali Party-Time. Quindi convincerli ad unirsi a me in una caccia alla musica fu uno scherzo (temevo l’insorgere di un litigio; ma quando arrivai Velvet Remedy era persa nella Sfera di Flutteryshy, dandomi la possibilità di parlare prima con gli altri). Calamity fu con me nel momento in cui menzionai il regolatore di flusso. Formulai la cosa a Velvet Remedy come una possibilità per impressionare DJ Pon3 e magari riuscire a farle registrare qualcuna delle sue canzoni. Mi ricordò che era una pony medico e non un qualche usignolo di Scuderia, ma era riluttante solo a metà e riuscii a convincerla suggerendo che avrebbe permesso alla sua musica di volare libera. Con SteelHooves non ci volle nessuna persuasione, non era né entusiasta né riluttante.

La fabbrica della Red Racer non era minimamente vicina alle Linee Luna o Celestia, quindi dopo mezz’ora stavamo camminando attraverso la distruzione urbana della Rovine di Manehattan. I postumi delle Ment-ali erano peggiorati e l’unica cosa che mi tratteneva dal mangiucchiarne un’altra era la promessa a me stessa che l’avrei fatto una volta giunti alla Red Racer. Non potevo combattere in quelle condizioni, stupida e mezza cieca. Mi serviva quel qualcosa in più. E se ne avessi presa un’altra in quel momento, avrei corso il rischio di avere i postumi nel mezzo del combattimento. Non potevo rischiarlo.

Rallentai per camminare a fianco a SteelHooves, notando come Calamity e Velvet Remedy avessero cambiato inconsciamente il passo per mettere distanza tra di loro. Roteai gli occhi. Andavano già abbastanza male prima. La depressione si stava consolidando, e la loro stupida lotta silenziosa non stava aiutando.

Quindiperché sei ancora con noi?” chiesi a SteelHooves in quello che speravo non fosse un tono brusco o dissuasivo. “Ci hai già scortato alla Tenpony Tower.”

Vuoi che me ne vada?” la profonda voce parlò dall’interno dell’armatura del Ranger d’Acciaio.

Agitai uno zoccolo. “No, no, non intendevo quello. Voglio solomi piacerebbe sapere perché un pony come te voglia continuare a viaggiare con me.”

Magari non ho niente di meglio da fare.”

Fissai in avanti, non credendogli minimamente. Però perché dovrebbe mentire? Sembrava come se tutti i miei compagni fossero sul punto di voltarmi le spalle. Ero paranoica? O SteelHooves era una minaccia?

Immersa in quella oscura contemplazione non notai che gli altri davanti a me si erano fermati. Urtai contro il sedere di Calamity, raschiandogli la bardatura con il corno.

Ehi. Perché…?” inizia a chiedere, infastidita, ma le parole mi caddero dalla bocca quando i miei occhi furono catturati da un grande poster su un solitario muro sgretolato.

Il poster ritraeva un pegaso completamente rivestito da una lucente armatura nera. L’armatura sembrava quasi insettoide, intimorente. La bardatura da combattimento sembrava un carapace in onice con due antenne che spuntavano fuori, le cui punte scintillavano di energia magica verde. Come quella di SteelHooves anche la coda del pegaso era protetta da una corazza segmentata; ma al contrario dell’armatura del Ranger d’Acciaio quella coda serviva anche da arma, terminando in un crudele e luminoso artiglio. Mi sentii come se stessi guardando una versione da incubo dell’armatura dei Ranger d’Acciaio. Sotto il pegaso, che si librava in una posizione decisamente minacciosa, erano sparse delle zebre, morte od in fuga.

NON TEMERE, EQUESTRIA!

NOI TI SALVEREMO!

Calamity infine nitrì, deridendoli. “Proprio così. Un giorno, la Grande Enclave dei Pegasi[4] scenderà in picchiata giù dal cielo per salvare tutti voi piccoli pony. Magari dopo che avranno finito con i loro pisolini.”

Si sporse vicino e sussurrò rumorosamente. “Non trattenete il respiro. Non. Accadrà. Mai.”

“Calamity...?” iniziò Velvet Remedy, apparentemente dimenticando che era arrabbiata con lui.

Voltandosi disgustato dal poster iniziò a trottare via. “Pigri. Arroganti. È come se avessero preso la migliore di noi e l’abbiano spogliata di ogni cosa buona ed ammirabile fino a quando non è rimasto altro che i suoi difetti e deciso ehi, andiamo avanti così!

***        ***        ***

Penso che ci stiano seguendo,” annunciò SteelHooves mentre attraversavamo un cortile diroccato, avvicinandoci ad un edificio a torre annerito e mezzo mangiato dall’esplosione apocalittica. Stavo osservando l’incantesimo di automappatura del mio PipBuck; la fabbrica della Red Racer sarebbe dovuta essere di fronte a noi. Alle parole del Ranger d’Acciaio mi voltai, muovendo gli occhi sulla bussola dell’EFS, confinando nella luce calante più su di essa che sulla mia stessa vista.

Il cortile era coperto di immondizia portata dal vento; l’erbaccia spuntava dalle crepe nella lavorata pietra grigia. Guardai oltre la piattaforma che formava il centro del cortile; una piattaforma che un tempo aveva vantato diverse statue di pony. Le statue erano a pezzi ed in rovina; solo gli zoccoli dei pony rimanevano, spuntando grottescamente dalle pedane. Mi voltai prendendo una completa visione di ciò che ci circondava fino a quando tornai a guardare SteelHooves e l’edificio logorato dall’inferno che ci dominava dall’alto. Ma né io né il mio Eyes-Forward Sparkle individuammo niente. Non ancora.

Ero sicura che SteelHooves avesse ragione. L’avevo individuato anche io diverse volte, cosa che probabilmente era un piccolo miracolo considerando quanto sentissi oscuri i miei sensi. Ma no, c’era un qualche pony o qualcosa che si mantevena al limite della capacità d’individuazione dello Sparkle. La luce sulla mia bussola lo indicava come non ostile, lasciandomi a dubitare se si stesse tenendo a distanza per timidezza o perché comprendesse i limiti della tecnologia arcana della Stable-Tec.

Come se fosse d’accordo una nota comparì sul lato superiore del mio Eyes-Forward Sparkle. Avevo scoperto il “Battizoccoli”. Mi voltai per guardare nuovamente l’edificio, osservandolo sorpresa. Sapevo cosa era stato un tempo quel grattacielo: era la sede di Manehattan del Ministero della Morale. L’avevo vista dal tetto della Tenpony Tower. Eppure, con abbastana sicurezza, la facciata di fronte a noi si auto proclamava (in piena sfrontatezza di stile e lettere al neon) come il centro della rumorosa ribellione musicale urbana.

A differenza della sede locale del Ministero della Magia, quella del Ministero della Morale non si annunciava con dei cartelli lungo la Linea Celestia e nemmeno con un nome scritto in piccolo da qualche parte sul muro. Era un grattacielo impersonale ed anonimo. Modestamente monolitico dal terzo piano in sù. I primi due piani, tuttavia, erano dedicati a quello che stavo già pensando come una delle più popolari discoteche di Manehattan (ricordando il passato accenno di Velvet Remedy che Pinkie Pie e Vinyl Scratch si fossero esibite assieme al Battizoccoli almeno una volta). Anche il mio PipBuck non lo etichettava come una sede Ministeriale, come se fosse un segretoma uno che ogni pony già sapeva.

A suo tempo la sede del Ministero della Magia si era rivelata esattamente quello che mi aspettavo da un edificio Ministeriale, comprese le folli difese magiche che lo avevano protetto dalla bomba al fuoco magico. Dall’apparente mancanza di difese della sede dell’MdM al fatto che poggiasse su un locale pubblico per party, quella decisamente non lo era.

Avanzai attratta dalla facciata del Battizoccoli spalancata e dai vetri in frantumi. Cercai di immaginarlo pieno di pony che ballavano quella canzone che Velvet Remedy aveva iniziato a cantare sul palcoscenico dello Spaccazoccolo. Quando superai in trotto Calamity e Velvet una luce rossa apparve sul mio EFS e poi una seconda. Ed una terza. Mi fermai, indicandogli di rimanere indietro. Tenendomi bassa mi mossi verso la facciata del Battizoccoli, fino a quando raggiunsi un punto dove il marciazoccoli era coperto dal metallo accartocciato di un’edicola.

Diversi altri punti comparvero quando sbirciai cautamente dietro l’angolo.

Ti sei persa la parte sulle manticore?

La fabbrica della Red Racer era letteralmente dall’altra parte di un vicolo laterale del Battizoccoli. Ammassi rosso ed arancione composti da manticore girovagavano per tutta la struttura. Guardai diverse spiccare il volo da una terrazza al dodicesimo piano ed iniziare a girare attorno all’edificio prima di atterrare una ad una su nuovi posatoi. Due di loro erano da sole nel vicolo, una mi dava la schiena, la sua coda era a pochi centimetri dalla mia faccia. L’altra stava scavando in un bidone dell’immondizia più avanti.

Mi ritrassi dietro l’angolo e lanciai agli altri un’espressione angosciata. Mi fissarono tutti ansiosi. Era per pura fortuna che non ce ne fosse nessuna nel cortile. Potevo sospettare cosa fosse sucesso alle statue dei pony.

Luna mi guidi. Che fare? Pensa. Pensa

Quello che mi serviva era un’altra Ment-ali Party-Time. Ero certa che con solo una masticata la scarica di ragione e percezione avrebbe risolto il problema. Ma visto il comportamento dei miei compagni non potevo rischiare che mi vedessero prendere un’altra. Non avrebbero capito.

Mi voltai, cercando di bloccare la loro linea visiva mentre attivavo l’incantesimo di gestione dell’inventario del mio PipBuck e facevo fluttuare fuori la scatola. Tenni la testa bassa e sperai che la luce dal mio corno non fosse abbastanza forte da essere notata da loro nello strano crepuscolo grigio. Feci levitare una MPT e la ficcai avidamente in bocca.

Come mi aspettavo il sapore era delizioso ed avevo appena ingoiato, mentre mettevo via la scatola, quando la pellicola grigia venne tolta dai miei occhi ed il mondo divenne così più chiaro e migliore. Diedi un’altra occhiata dietro l’angolo, ancora più cautamente. Sembrava che la manticora non si fosse mossa. Anche la sua coda era quasi nella stessa posizione. La sua compagna aveva abbandonato il bidone dell’immondizia e si stava dirigendo verso il successivo.

Guardai in alto il cielo. Ero abbastanza abile da poter gestire due manticore. Nessun problema. Ma anche in quello stato non potevo assolutamente gestire l’intero branco. Considerai di farci trasporare in volo uno ad uno da Calamity su uno dei cornicioni, ma anche le manticore potevano volare. Erano creature pesanti e goffe, e non sembrava che volassero mai molto in alto, ma

I miei occhi colsero qualcosa di rosso in alto nel cielo. Qualcosa che non era una manticora. Per nulla.

La Red Racer era una fabbrica che produceva, tra le altre cose, monopattini. Era, da quel che potevo dire, meglio conosciuta per i suoi piccoli monopattini rossi. E chiaramente la Red Racer era piuttosto fiera di loro, visto che la fabbrica un tempo era stata decorata da un gigantesco monopattino rosso lungo quasi dieci metri. Il gigantesco monopattino simbolico non era più appoggiato sulla sua intelaiatura sul tetto. L’intelaiatura si era arrugginita ed era collassata; il monopattino era caduto e si era incastrato tra la sede del Ministero della Morale e la fabbrica della Red Racer a circa quindici piani d’altezza.

Creando un ponte.

Sapevo come entrare nella fabbrica della Red Racer.

***        ***        ***

Sei proprio pazza,” commentò infine SteelHooves dopo aver sentito il piano. Velvet Remedy mi stava lanciando delle occhiatacce, come se il fissarmi abbastanza duramente le avrebbe spiegato il mio cambio d’umore.

Quello là è un grosso edificio dall’aria instabile, Littlepip. Penso che magari sia meglio dividerci in coppie per cercare di trovare la miglior via d’ascesa. Altrimenti ci vorrà un’eternità.”

Concordai. Non solo volevo muovermi velocemente in modo che la mia MPT non esaurisse il suo effetto prima che fossimo saliti ed avessimo attraversato, ma pensavo veramente che i piani in quell’edificio non dovessero essere sottoposti al peso di più di due di noi allo stesso tempo. Specialmente quando uno di loro era SteelHooves.

“Io andrò con SteelHooves. Sono la più leggera, e posso usare la levitazione quando necessario.”

Velvet Remedy diede un’occhiata a Calamity ed esclamò, “No! Io… Io dovrei andare con te e SteelHooves dovrebbe andare con Calamity. Lui vola. Non un minimo di peso.”

Calamity nitrì e roteò gli occhi. “Quello che vuoi, principessa. Quindi, Ranger, ti dispiace un po’ di saccheggio?”

No, finché trasporti tu,” mise in chiaro SteelHooves e seguì Calamity attraverso una delle vicine cornici senza vetro del Battizoccoli. Velvet Remedy alzò altezzosamente il naso in aria, facendo coppia con me mentre li seguivamo.

Quando entrammo nell’oscurità Velvet Remedy si concentrò, illuminando il suo corno. La prima cosa che notai fu un distributore di palline di gomma. Le palline all’interno si erano fuse e bollite, ed erano diventate un blocco solido all’interno dell’alloggiamento deformato.

L’area centrale del Battizoccoli era composta da tre piani di balconate sopra una pista da ballo che occupava la maggior parte del pianterreno. La piattaforma del musicista era stata un tempo appesa al soffitto con dei cavi. Penzolava inclinata ed un angolo si era sfracellato sulla pista da ballo come una nave che iniziava ad affondare.

È un male che sia gelosa di questo posto e dei pony che si sono esibiti qui?” mi chiese Velvet Remedy mentre passavamo sotto file di altoparlante pendenti, ognuno più grande di uno stallone adulto. “O che mi disturbi il fatto di vederlo distrutto in questo modo?”

Scossi la testa. “Solo perché sogni di essere una pony medico non significa che ti piaccia di meno cantare.” In qualche modo sapevo che quelle erano le parole giuste. Doveva essere l’acume e le maniere che le MPT concedevano ad un pony, perché non ero sicura di poter capire da sola che cosa la preoccupasse. “Non stai tradento i tuoi sogni o la tua libertà perché ti piace cantare.”

Velvet Remedy fece una pausa. Quindi nitrì, sorridendo. “Grazie, Littlepip.”

Sorrisi di ricambio, evitando uno scheletro bruciacchiato. Quindi mi fermai, guardandolo. A differenza delle strade al di fuori, dove i pony erano stati vaporizzati in un lampo, quelli all’interno furono bruciati vivi. Trasalii, cercando di non immaginare le fiamme in corsa penetrare nella discoteca, riempiendola di fuoco. Realizzai che la sede del Ministero della Morale doveva aver avuto delle sue protezioni, ma non magicamente forti quanto quelle attorno alla sede Ministeriale diretta da Twilight Sparkle. Dovevano aver resistito solo un istante, probabilmente solo per un battito d’occhi, prima di cedere. L’inferno che aveva consumato il posto non era stato niente meno di un olocausto.

***        ***        ***

La bomba al fuoco magico delle zebre piazzata nel cuore di Manehattan fu detonata nella tarda mattinata. La popolazione del Battizoccoli era probabilmente al suo picco minimo dell’intera giornata. Lo stesso non poteva dirsi per la sede Ministeriale al di sopra. Concentrai la mia magia per creare un passaggio attraverso gli scheletri anneriti dei pony che coprivano buona parte del pavimento.

Punti rossi chiazzarono la bussola del mio EFS. Scioccamente, il mio primo pensiero fu dei fantasmi di cui il pony mercante con il gufo meccanico ci aveva parlato. In un certo senso non ero andata molto lontano.

Who?[5]” domandò la piccola civetta robot che si librava nel corridoio. Mi fermai. Non per paura ma in completo stupore. Civette robot di sicurezza ostili? Seriamente?

La civetta meccanica aprì il becco, ed una sottile linea di energia magica rosa tagliò l’aria, colpendo un vaso annerito dal fumo sopra ad un bancone accanto a me. Il vaso volò all’indietro, splendendo fieramente di rosa, e si disintegrò in una fine cenere luminosa prima che potesse toccare il pavimento.

Quindi sì, seriamente.

Sentii la bardatura da combattimento di Calamity sparare da qualche altra parte sul piano. Feci scivolare il mio fucile da combattimento fuori dalla sua custodia, facendo fluttuare la bocca di fuoco verso l’uccello meccanico e quasi sparai a Velvet Remedy quando corse davanti a me, trafiggendo la creatura metallica con il suo corno.

Mi sentii tremare -- presa tra panico, sollievo e rabbia -- quando Velvet Remedy si fermò, con gli occhi fissi sull’inerte robot impalato sul suo corno. Scosse la testa, cercando di rimuoverlo.

“Littlepip?” disse infine, suonando disperata e dall’aspetto comico. “Un aiutino per favore?

Solo. Se prometti. Di non correre. Di nuovo. Davanti ad un’arma carica.”

Si fermò, guardandomi con la civetta robot morta sul corno, i suoi occhi si allargarono quando le cadde lo sguardo sul mio fucile fluttuante. “Oh cara.”

“Oh cara decisamente,dissi cupa anche se la mia rabbia stava scemando via. Avvolsi la civetta rotta con la mia magia e la sfilai via. Volevo essere incazzata, ma aveva un aspetto così carino conciata in quel modo.

***        ***        ***

Pffatt. Pffatt. Pffatt.

Il proiettile attraversò la prima civetta, facendo incendiare i suoi componenti interni al suo passaggio. Altri due passarono innocuamente attraverso l’aria, impattando sul muro della cucina dietro con lampi di fuoco. Mentre il guardiano meccanico cadeva cambiai bersaglio con la praticata perfezione del SATS. Premendo nuovamente il grilletto mandai altri tre proiettili alla seconda civetta.

Una filo rosa colpì la mia schiena, bruciando dolorosamente, ma misericordiosamente senza trasformarmi in cenere rosa. Senza nemmeno aspettare di vedere la seconda civetta meccanica cadere, feci girare la canna attorno per puntarla a quella dietro di me e telecineticamente premetti nuovamente il grilletto. Tre proiettili, una ventata di fuoco, e la terza civetta cadette sul pavimento in fiamme. L’aria odorava di ozono, cavi bruciati ed interiora robotiche ribollenti.

Esauriti, gli incantesimi di puntamento caddero. Mi guardai attorno ma li avevo presi tutti. Controllai il caricatore del fucile zebra.

Stavo rapidamente utilizzando le munizioni perforanti che il fucile zebra poteva usare. L’arma non sembrava avere la capacità di sparare un solo colpo alla volta, e ne serviva solo uno per attraversare quelle creature. Avevo bisogno di cambiare arma ma il fucile da combattimento si era già dimostrato troppo impreciso alla distanza a cui preferivo ingaggiare quelle creature. Erano facili da uccidere, ma le loro armi ad energia magica avevano la possibilità, anche se sottile, di disintegrare qualsiasi cosa colpissero. Non volevo che si avvicinassero abbastanza da avere un buon tiro.

Sospettavo che la Piccola Macintosh avesse potenza più che sufficiente per perforare la pelle metallica di quelle cose senza usare munizioni perforanti. Il che era un bene perché la Piccola Macintosh era l’unica arma di cui non avevo munizioni di quel genere (a parte la pistola a dardi, che era completamente inutile contro quelle piccole cose).

Cambiando arma iniziai a muovermi verso la parete di frigoriferi, intenta a scoprire quali chicche il Ministero della Morale avesse stipato su quel piano con una quantità di conservanti sufficienti per l’eternità. Ogni altro piano della sede dell’MdM aveva una cucina, anche se solo piccola. C’erano più cucine che bagni, cosa che non potevo pensare fosse logisticamente salutare. Ed alcuni piani come quello non erano nient’altro che cucina. I poster sul muro erano tutti marroni e sfaldati, o bruciati del tutto, ma quelli che erano ancora leggibili mi avevano convinto che Pinkie Pie avesse in realtà creato un’industria governativa basata sullo sfornare feste di compleanno per piccoli e bravi puledri e puledre. Sei stata brava quest’anno, Littlepip (fidati di noi, noi sappiamo!). Quindi ecco la tua torta, inviata direttamente dal Ministero della Morale. Con un biglietto di auguri di compleanno firmato da Pinkie Pie stessa!

Quello che avevo immaginato era ridicolo ed impossibile, ma in qualche modo credevo che in realtà fosse vero.

Velvet Remedy mi fermò, insistendo per guardare la mia ferita sulla schiena prima di farmi fare un altro metro. Così mi sedetti sulle cosce e guardai con desiderio la porta del frigorifero.

Tu e Calamity,” disse seccata Velvet Remedy. “Quando sognavo di essere una pony medico era per spendere la mia vita ad aiutare pony. Molteplici. Non solo due, ancora ed ancora.”

Potresti sempre lasciarmi OW!” Trasalii quando premette qualcosa che mi punse sulla bruciatura prima di versare un gel piacevolmente freddo su di essa.

Ecco, sarà come nuova in pochissimo tempo. Un po’ rosa, forse, e potrebbe volerci qualche giorni perché il manto ti ricresca, ma non farà una cicatrice.” Non come la linea a sinistra sul mio collo, intendeva.

***        ***        ***

“...ed anche solo cercare di convincerlo a farsi un bagno è come cercare di infilare una mela nella cruna di un ago...Una volta che Velvet Remedy era entrata nell’argomento Calamity semplicemente non si era più fermata. Volevo coprirmi le orecchie con gli zoccoli, ma non potevo farlo e contemporaneamente camminare. Almeno la sua voce era calata, fatta più timida dall’arredamento del corridoio.

Eravamo riuscite a raggiungere uno dei tanti piani che erano stati dedicati alla setacciatura delle enormi quantità di intelligence ottenute collegandosi ad ogni conversazione “privata” trasmessa da tecnologia arcana, come dai terminali. Il Ministero della Morale era in ascolto.

Lungo tutto l’oscuro corridoio vi erano dei poster anneriti dal fumo di Pinkie Pie. Ci stavano guardando, sembrava che gli occhi seguissero i nostri movimenti. Le parole in grassetto “PER SEMPRE risaltavano dal basso del poster.

Il più inquietante. Più raccapricciante. Corridoio. Di sempre!

Feci fluttuare fuori uno dei muffin che avevamo trovato nel frigorifero e gli diedi un morso. Era un po’ stantio, ma ancora sorprendentemente commestibile dopo due secoli. Chiunque li avesse cucinati era od una dea della cucina, od una fattucchiera davvero oscura.

“…spara senza riflettere. Come quando ha sparato al drago prima ancora che potessimo provare a parlarci. Come ha sparato a te…”

La stavo ancora ignorando quando raggiungemmo la fine del corridoio. Sinistra, destra o dritte attraverso le porte davanti? Iniziai a sentire scemare gli effetti delle Ment-ali Party-Time. Alla prima occasione ne avrei presa un’altra. Non potevo rischiare di avere i postumi in un posto così buio einquietante. O, del resto, attorno a Velvet Remedy mentre era così

“Whoa!”

Avevo aperto le porte e mi trovai a fissare il cielo. Una sala uffici tre volte le dimensioni dell’Atrio di una Scuderia si apriva davanti a noi, riempita con file e file di scrivanie con terminali, aprendosi su uno spazio vuoto. Il sole si stava appena muovendo sotto la copertura di nubi, colorando il cielo di un arancione apocalittico. Mi ero in qualche modo scordata che metà dell’edificio era andato.

Per la prima volta in settimane fui colpita da delle grandi ed incapacitanti vertigini. Mi ero abituata all’immensità dell’esterno, ma averla all’improvviso ed inaspettatamente gettata in faccia risvegliò la puledra agorafobica dentro di me. Con attenzione, tremando leggermente, chiusi la porta.

***        ***        ***

“…potrebbe effettivamente piacere un bruto come lui?” Velvet Remedy si fermò per respirare. Ringraziai Celestia per il momento di quiete, pregandola dispettosamente di poter mandare la voce di Velvet Remedy in una vacanza lunare.

Secondo le mie stime, eravamo un piano al di sopra di dove si era incastrato il monopattino. Rampe di scale collassate ci avevano forzato a salire di più e stavamo cercando una via per scendere nuovamente.

È solo che mi fa cosìcosìincazzare,” Velvet Remedy esplose pestando il pavimento. Ed ecco la fine del potere della preghiera. “Sai, penso seriamente che dovrei riconsiderare le mie opzioni. Ci sono un sacco di altri stalloni nelle Terre Devastate d’Equestria…”

Sentii una fitta di gelosia. Iniziai a scavare un buco in cui sotterrarla.

“…O,” disse Velvet Remedy con una improvvisa dolcezza. Mi fermai. Potevo sentire il suo respiro sul mio orecchio sinistro. Quando si era avvicinata così tanto? Con una voce sensuale dolce quanto il cioccolato fuso suggerì, “O magari una giumenta?”

Sentii mancarmi le ginocchia. Il mio cuore saltò un battito. Le mie interiora si riscaldarono ed il mio stomaco si riempì di farfalle.

Quindi la realtà dura e fredda mi crollò addosso, spegnendo il calore ed uccidendo le farfalle con il gelo. Mi voltai verso di lei, istantaneamente e freddamente furiosa.

“NO.”

Velvet Remedy fece un passo indietro sorpresa.

“No. Sei troppo percettiva per non sapere che ho una cotta per te.” Feci un passo avanti, con la voce fredda e brusca. “Non ti farò giocare con il mio cuore, offrendomi ciò che bramavo, solo per cercare di riavvicinarti a Calamity.”

Velvet Remedy indietreggiò con le orecchie all’indietro, balbettando.

Per l’amore delle Dee, Remedy!” sbraitai. “Sei una seguace di Fluttershy. Non puoi essere così cattiva.

Velvet Remedy spalancò gli occhi. Le sue orecchie erano appiccicate all’indietro sul cranio e si ritraeva da me ranicchiandosi.

Bene.

Mi voltai e camminai via, non volendo guardarla nuovamente. La lasciai che era ancora lì quando voltai l’angolo. Qualcosa si stava spezzando dentro di me e non volevo che lei lo vedesse.

Non dovresti essere qua,” disse una voce che suonava inqueitantemente come una Pinkie Pie meccanica. “Sei stata una pony cattiva!”

La griglia di una robofatina brillò di un arrabbiato rosso-rosa e mirò la sua arma ad energia magica verso di me..

***        ***        ***

Da dove vengono?” urlò Velvet Remedy quando altre cinque robofatine circondarono il vano della porta ed iniziarono a vaporizzare le nostre barricate di tavoli e frigoriferi.

Conoscevo la risposta, ma non avevo tempo per spiegare ad alta voce. Era ovvio, seriamente. Prima che ci fosse l’Osservatore a guardare ogni pony, c’era Pinkie Pie. Ma certo che le robofatine erano sue. Le immaginai fluttuare per le strade pre apocalittiche di Ponyville, Appleloosa, Manehattan… onnipresenti. Ovunque. Svolazzando in giro riproducendo allegra musica di tuba e tutte le altre piccole ed insensate canzoni felici che suonavano. Piccoli ambasciatori di incoraggiamento dal Ministero della Morale. Piccole spie.

Sparai colpo dopo colpo, abbassandomi solo per ricaricare. Le ondate stavano arrivando più velocemente, e ce n’erano abbastanza di loro che il mio incantesimo di mira si scaricava prima che potessi finirle tutte. Fortunatamente erano bersagli facili. Sembrava non capissero il concetto di evasione.

La chiarezza delle MPT era svanita, lasciando il mio cervello come una lumaca. Ogni istante non speso a mirare e sparare era speso a sperare per un’occasione per mangiare un’altra Ment-ali. Ma con Velvet Remedy ranicchiata di fianco a me non c’era modo di farlo. Ero ancora freddamente arrabbiata con lei, e l’ultima cosa che volevo era darle la soddisfazione di vedere qualcosa che avrebbe interpretato come la prova di avere ragione.

Tuttavia mi stavo chiedendo perché proprio quel piano.

Altre quattro piombarono dentro attraverso la finestra in frantumi. Gli lanciai contro un frigorifero. Tre rimasero schiacciate da esso. La quarta fu spinta lontano. Di fianco a me Velvet sparò con la sua pistola a dardi ancora ed ancora contro di essa. Aveva una brutta mira ma alla fine la colpì. Il dardo rimbalzò contro il robot corazzato senza fare danni.

Il robot rispose al fuoco, sparandole attraverso la criniera.

Bene,” si arrabbiò con una determinazione signorile. Fui sorpresa dal sentire il fucile da combattimento fluttuare fuori dalla sua fondina. “Proviamo questo qua.”

BLAM!!

La robofatina esplose in una cascata di scintille.

***        ***        ***

L’ufficio era stato, un tempo, effettivamente piuttosto carino. Una gigantesca finestra dava su quella che un tempo sarebbe stata una visuale panoramica di Manehattan. La finestra si era frantumata verso l’interno e l’intelaiatura era frastagliata di denti di vetro. Quattro casseforti, coperte di bolle ma intatte, erano incassate nella parete a fianco della finestra. Davanti ad essa c’era una scrivania sciolta.

Nell’angolo più lontano c’era una piccola cucina. Sul bancone un terminale dava un leggero bagliore rosa. Non ne avevo mai visto uno prima che non brillasse di quel malato verde mela. Il telaio era deformato e bruciacchiato e richiese qualcuno degli strumenti speciali che avevo recuperato dalla Scuderia Ventinove solo per interfacciarmi con esso, ma lo schermo era ancora leggibile.

Sull’altro angolo più lontano della stanza, opposto alla cucina, c’era un altro scheletro annerito di un pony. Mi ero appena seduta per provare gli zoccoli per penetrare nel terminale quando lo notai, e qualcosa era sepolto tra le ossa.

Incuriosita mi alzai e trottai verso di esso. Quella che avevo intravisto era una zona di colore, pulita, non danneggiata dal fuoco magico che aveva divorato il posto. Guardando più da vicino vedi una statuetta nella la cassa toracica del pony morto da tempo. Una giovane unicorno viola con strisce rosa e viola nella criniera lavanda. Twilight Sparkle.

Cautamente, feci fluttare la statuetta fuori dalla cassa toracica e le diedi uno sguardo più da vicino. Immediatamente, sentii uno strano bagno di chiarezza che spinse via la nuvola che si era posizionata sopra il mio cervello. La sensazione non era minimamente potente rispetto al mangiare una Ment-ali Party-Time, e nemmeno saporitama non potevo negare che non mi sentissi più pulita in qualche modo.

Alla base della statuetta: “Sii Brillante”.

Sorridendo un poco infilai via la statuetta e feci tornare la mia attenzione al terminale.

Quello era oltre le mie capacità. Nemmeno con i nuovi trucchi che avevo imparato comparando i libri fui in grado di violarlo.

“Littlepip…” iniziò Velvet Remedy, avvicinandosi cautamente mentre io mi arrendevo disgustata. “…per favore, riguardo a prima…”

La fissai in avvertimento. “Guarda, semplicemente non parlarne.” Ricacciando indietro una replica più aspra, “Anzi, perché non vai fuori per un poco? Ho bisogno di un po’ d’aria fresca.

La vidi diventare ancora un po’ più piccola. Annuì, senza dire altro, ed entrò nell’ufficio oltre la strana porta a forma di muffin.

L’instante in cui la porta si chiuse, feci fluttuare fuori le mie Ment-ali Party-Time e ne ingoiai una. Andai prima alle cassaforti, scassinando ognuna facilmente. E, con mia gioia, il contenuto della terza cassaforte comprendeva dozzine di scatole di Ment-ali Party-Time! Ero in realtà più felice per quella scoperta che non per i due StealthBuck che trovai nella quarta.

Quindi diressi la mia attenzione all’insolente terminale mentre la mia mente raggiungeva nuovi livelli di intelletto. Richiese altri quattro tentativi, costringendomi ripetutamente ad uscire dal sistema prima che si bloccasse. Ma infine lo fregai. Feci un gridolino di gioia!

“Littlepip?” la voce di Velvet Remedy suonò attraverso la porta -- timida, cauta.

Le spalle mi si abbassarono. Sospirai. Alzandomi dal terminale, mi diressi verso la porta e la aprii. “Va bene, guarda. So che ti dispiace. E che non lo volevi fare. Ma non cambia il fatto che hai cercato di farlo. E questo non smetterà di far male in tempi brevi.”

Annuì, con le lacrime agli occhi. Mi sentii male. Perché mi sentivo male?

Chiusi gli occhi e sospirai nuovamente. Stavo vedendo la situazione più chiaramente. Anche se non lo volevo. Le Ment-ali Party-Time erano rivelatrici dalle pari opportunità. “E, per quanto possa valere, ti capisco. So cosa significa mettere la propria fede in qualcosa cui credi in un modo piuttosto che per quello che è in realtà.” Cercai un esempio che non rivelasse che non avevo effettivamente ottenuto nessun suggerimento da DJ Pon3. Non volevo ancora ammetterlo. E, fortunatamente, non mi ci volle molto per trovare un esempio migliore.

Quando misi zoccolo all’esterno ero completamente disorientata. Non lo capivo minimamente. L’unica cosa che capivo erano le Scuderie. O, per lo meno, è quello che pensavo. In real l’unica cosa che capivo era la Scuderia Due. E quando le altre Scuderie non si rivelarono all’altezza delle mie aspettative, ionon sono riuscita a gestire bene la cosa.” Battei uno zoccolo sul pavimento, sollevando della cenere. “Diamine, non ci volevano nemmeno tutti quei bizzarri e perversi esperimenti socialimi agito se l’architettura non è giunon è la stessa. Non è quel che io penso sia giusto.”

Velvet Remedy mi stava fissando pensierosa.

Quando qualche cosa, o qualche pony, non sono all’altezza delle tue assunzioni su di lui, allora devi accettare che non lo conoscevi bene quanto pensavi, e sforzare di conoscere meglio il vero lui… oppure inizia a, beh…”

Fare quello che sto facendo ora?” ofrrì Velvet Remedy.

Eggià.” Le sorrisi. Quindi roteai gli occhi, “Ed io sono totalmente la pony sbagliata a cui chiedere questi consigli quando non riesco nemmeno a gestire la cosa da sola.”

Grazie, Littlepip,” disse sinceramente Velvet mentre io sparivo nuovamente attraverso la porta a forma di muffin per guardare ancora una volta il terminale.

***        ***        ***

C’era solo un pezzettino recuperabile di dati dal terminale. Un messaggio audio:

Ciao Twilight. Sono io

Ho cercato di mandarti messaggi sia al tuo ufficio a Canterlot che quello che hai qua. Ogni pony dice che sei di nuovo alla Splendid Valley, quindi sto provando pure lì adesso. Spero veramente che tu non mi stia semplicemente evitando. Io… Io non ti biasimerei se lo stessi facendo.”

La voce era ansiosa, triste e spezzata. Conoscevo la voce di Pinkie Pie; l’avevo sentita nel ricordo di Vinyl Scratch. Era quasi la stessa, ma molto più fragile. Possibilmente anche cupa.

Sono andata alla rimpatriata a casa di Spike e l’ho portata proprio come hai chiesto. Tutti i miei amici erano lì tranne te… Spike ha detto che era perché non potevi allontanarti dal lavoro, ma Era perché io sarei stata presente?

“Twilight, mi dispiace così tanto. Avevi ragione. Completamente ragione. L’ho saputo per tanto tempo. È solo

Non posso.

Voglio dire, non potevo. Ma lo farò. Ho preso appuntamento alla Clinica Helpinghoof. Per domani. Loro dovrebbero avere delle robe… medicine che possono aiutare questedipendenzead andare via.

Pensi che possano essere in grado di mettere la medicina in un torta? O magari in una crostata? Mi piacciono le crostate!”

Sentii sulla registrazione il suono di un battito e la porta aprirsi. Una seconda voce interruppe.

Signorina Pinkie Pie? Il Ministero delle Tecnologie Belliche ci ha mandato una dozzina di Ranger d’Acciaio. Sono in posizione con i nostri agenti.”

Pinkie Pie parlò nuovamente, ma rivolta al pony intruso. Non si era preoccupata di modificare la registrazione; l’ha lasciata semplicemente andare avanti.

Oooh, quei pony della Four Stars sono dei pony cattivi! Quei pony devono essere esiliati. Quindi essere rinchiusi nel posto in cui sono stati esiliati. Ma prima abbiamo bisogno di ottenere i segreti dalle loro cattive, proprio cattive teste di pony per essere sicuri che non ci siano altri di loro. Quindi di’ ai miei pony che li vogliamo vivi

“OH! Idea! Falli partire in uno dei miei Palloni Pinkie[6]!”

Il pony intruso sembrò insicuro, colto alla sprovvista dal suggerimento. Signorina? Vuole che facciamo irruzione alla Four Stars usando ungigantesco dirigibile con la forma della sua testa?”

Uh huh! Voglio che sappiano che sto venendo a prenderli!”

Non potevo trattenere la mia mente dall’immaginare un gigantesco pallone rosa con la stessa faccia che fissa come quella sul gigantesco cartellone. Non ero sicura se fosse ingegnoso o folle.

Sentii sulla registrazione lo scatto della porta che si chiudeva. Pinkie Pie ritornò a rivolgersi alla sua (ex?) amica, Twilight Sparkle.

Scusa per l’interruzione. Tunon crederesti a quello che sta succedendo. Ma non preoccuparti. Se supereremo questa giornata, tutto andrà per il meglio.

Dopo oggi potrò fare quello che volevi che facessi. Potrò cercare di essere nuovamente la tua Pinkie Pie. Mi dispiace che non abbia provato primama semplicemente non potevo. So che non mi crederai maprova a ricordare i paraspiritelli.

Ho fatto cose brutte, Twilight. Cose orribili. Ed ho lasciato i pony del mio Ministero fare cose ancora peggiori. E mi dispiace davvero, davvero tanto. Non so se potrò essere nuovamente la tua Pinkie Pie. Ma proverò. È una Promessa Pinkie Pie!

“Io…

“Le Ment-ali Party-Time sono cattive. Rovinano i pony. So di essere in rovina. Più che mai. Ma ne avevo bisogno. La vecchia e normale Pinkie Pie è brillante e può sentire quando le cose stanno per succedere. Ma le Ment-ali Party-Time mi rendonodi più. Non migliore. Ora lo so. Madi più. E ci serviva di più. Equestria richiede di più.

Con le Ment-ali Party-Time il mio Senso Pinkie è molto, molto più Sensoso[7]. Ed è l’unica cosa che ci tiene uno zoccolo avanti alle cose molto, molto brutte. Il mio naso brucia da tutto il giorno. È come un naso che prude ma molto, molto peggio. Quelli sono pony cattivi, Twilight, e vogliono farci del male. Far male a tutta Equestria. E la sola Pinkie Pie normale non può fermarli

Ma dopo oggi, andrà di nuovo tutto bene. Semplicemente lo so. Dobbiamo solo superare oggi

“…E domani ho quell’appuntamento. Ee

E Twilight? Pensi chemagaripotresti venire con me? Sonopiuttosto spaventata. E non è il genere di paura che va via ridacchiando.

Voglio dire, ti ho qua con me adesso, quindi saresti più o meno con me in ogni caso. Ma non è lo stesso. Voglio la vera Twilight Sparkle. Io…

Io rivoglio la mia amica.

“Per favore?

Farò qualunque cosa…”

La registrazione finì. Rimasi seduta, stordita. C’era un turbine di pensieri nella mia mente, ma nessuno di esse si focalizzò abbastanza.

Le Ment-ali Party-Time rovinavano i pony.

L’aveva detto Pinkie Pie stessa. Ma aveva anche detto che la rendevanodi più. Sapevo che era vero; stavano rendendo me di più proprio in quel momento.

Pinkie Pie voleva liberarsene. Ma non poteva. Non solo perché ne era dipendente, ma perché doveva fidarsi dell’aiuto per poter fare il suo lavoro. Per cercare di salvare milioni di pony. Come poteva questo non essere più importante di un’amicizia?

Le Terre Devastate d’Equestria richiedevano sacrifici.

La registrazione audio finiva con un allegato:

Errore. Connessione con il terminale Maripony #42 fallita.

Messaggio non inviato.

Twilight Sparkle non aveva mai ricevuto l’ultima chiamata di Pinkie Pie.

Ti ho qua con me adesso

Gli occhi mi caddero sullo scheletro di pony dal quale avevo recuperato la statuetta di Twilight Sparkle. Una tristezza sgorgò dentro di me. Sentii le lacrime colarmi sulle guance.

“Possano Celestia e Luna essere con te, Pinkie Pie,” dissi, senza sapere cos’altro dire.

***        ***        ***

Il sole stava calando oltre l’orizzonte, dipingendo le nuvole al di sopra con strisce di rosa e viola. I colori di Twilight[8].

Calamity e SteelHooves ci stavano già aspettando quando Velvet Remedy ed io raggiungemmo il piano inferiore e trovammo la punta del monopattino fuori misura della Red Racer, saldamente incastrato in quella che un tempo era stata l’intelaiatura di una gigantesca finestra, leggermente sbilanciato. Il modello rosso scricchiolava nel vento.

“Oh . Ha un aspetto sicuro,” commentò SteelHooves.

Velvet Remedy si risollevò quando vide Calamity, fissandolo fino a quando ricambiò lo sguardo, quindi distolse apposta lo sguardo.

Va bene, penso che questa volta Velvet Remedy e Calamity dovrebbero andare assieme,” suggerii fermamente. Avevano delle cose di cui parlare e, prima lo facevano, meglio sarebbe stato per loro e per me. “Io andrò con SteelHooves e lo aiuterò levitandolo sul monopattino.”

Il cielo al di sopra stava diventando percettibilmente più scuro. Dovevamo sbrigarci. Misi uno zoccolo sul bordo e feci l’errore di guardare in basso. Una grande, paralizzante vertigine mi colpì. Eravamo quattordici piani sopra il vicolo. I piccoli punti rossi delle manticore riempivano il terreno molto, molto al di sotto. Un’altra volò attraverso il vicolo più o meno a metà tra me e loro. Sentii sudore freddo colarmi in mezzo alla fronte.

Non pensavo di poterlo fare!

Senza offesa, ma non voglio che tu mi leviti, bambina. Hai l’aspetto di qualcuno che sta per svenire.”

Cambio di piani,” annunciò Calamity. “Littlepip, allontanati dal bordo. Riprendi fiato. Velvet, vai tu per prima. Non preoccuparti,” aggiunse, vedendo la sua espressione spaventata. “Sarò lì a prenderti se cadi. Littlepip, quando sei pronta, usa la tua levitazione per alleggerire il carico di SteelHooves. Dopo di ciò, ti trasporterò in volo.”

Tutti concordammo. Una volta lontana dal bordo, mi sentii molto meglio.

Velvet Remedy andò per prima, provando il monopattino. Vibrò leggermente nel vento, scricchiolò allarmantemente quando raggiunge la metà, ma resse. Per un istante mi chiesi perché Calamity non poteva trasportare pure lei in volo. Ma realizzai che non c’era modo che potesse trasportare pure SteelHooves. Ed era meglio avere qualche pony più leggero attraversare per primo, con Calamity pronto a fiondarsi, piuttosto che sottoporre subito il monopattino al Signor Pony Pesante.

Velvet Remedy saltò giù dall’altra punta del monopattino che si era incastrato a circa l’altezza di un pony dalla terrazza della Red Racer su cui era incastrato. Sorrise debolmente e fece un piccolo cenno. Feci un cenno di ritorno. Fu allora che li notai.

Individuai l’impalcatura spezzata che un tempo aveva sorretto il gigantesco monopattino della Red Racer diversi piani più sopra. Annidate all’interno vi erano le scure e coriacee figure dei pipistrelli vampiro. Il sole era affondato completamente dietro l’orizzonte, la luce stava svanendo dal cielo, e loro stavano iniziando a muoversi.

Feci levitare fuori il fucile zebra, pensando che se gli avessi sparato mentre erano ancora annidati assieme, il fuoco avrebbe potuto eliminare l’intero nido. Ma SteelHooves stava mettendo zoccolo sul monopattino; che fece un lamento di protesta da far tremare le ossa e diressi la mia concentrazione sul circondarlo in un bozzolo telecinetico, annullando il peso delle sue borse ed armatura. Pesava probabilmente meno di me in quel momento.

Il primo pipistrello vampiro spalancò le ali e prese il volo, in caccia di una preda.

Calamity gli sparò. La figura barcollò a mezz’aria, quindi cadde sgraziosamente dal cielo. La detonazione mandò tutti gli altri pipistrelli vampiri a svolazzare in aria!

Calamity si voltò, sparò nuovamente, ed un altro cadde. Ma altri due si diressero verso di lui, sentendo la cena. Il pegaso si girò in aria e volò via, attirandoli lontano da noi.

Pffatt. Pffatt. Pffatt.

Divisi la mia concentrazione tra lo sparare il fucile zebra e tenere la maggior parte del peso di SteelHooves giù dal monopattino. Focalizzarsi su due compiti differenti non era come sollevare due oggetti, ma potevo farlo -- solo non facilmente. E non potevo usare l’incantesimo di mira senza perdere la presa sul Ranger d’acciaio.

La maggior parte dei miei colpi non andò a segno.

Sentii lo scoppio degli spari dalla posizione di Velvet Remedy. Aveva ancora il mio fucile da combattimento, e con il suo secondo colpo uno dei pipistrelli vampiri esplose spargendo interiora. Vidi un altro volare alto nell’aria sopra di lei. Una scia curva di fuoco gli corse incontro, il missile SteelHooves esplose all’impatto. Le ali coriacee si agitarono nella caduta; non rimaneva nessun segno del corpo a cui un tempo erano attaccate..

Con un tonfo la mia visuale della battaglia fu coperta dalla faccia di un pipistrello vampiro quando atterrò sulla punta del monopattino della Red Racer e mi afferrò con le sue zanne simili a pugnali. Incapace di vederlo persi la presa su SteelHooves. Il monopattino fece un lamento doloroso di metallo contro cemento.

Pffatt. Pffatt. Pffatt.

Mancai. Era proprio davanti alla mia faccia, sentivo il suo respiro rancido, e mancai!

Il pipistrello vampiro piegò le ali, spingendosi attraverso la finestra mentre mi mordeva. Sentii la gigantesca creatura pipistrello collidere con me, la lordura del suo fetore mi fece strozzare. Le sue zanne vogliose di sangue raschiarono contro la mia corazza, cercando di penetrarla.

Sentii un colpo da Calamity, ed il pipistrello vampiro fece uno stridio spacca timpani. Si ritrasse fuori dalla finestra, cercando il suo assalitore, e fiori di sangue fiorirono da due buchi nella sua testa quando Calamity sparò nuovamente.

Ho pensato che volessi un po’ d’aiuto, compagna!” urlò Calamity, piegando il cappello all’indietro mentre volava davanti. Quattro pipistrelli vampiri lo stavano inseguendo!

SteelHooves aveva appena finito di attraversare. Fissai il monopattino. Si era spostato con il peso di SteelHooves. Sembrava ancora meno stabile di prima. Ma Calamity era occupato; avrei dovuto farla da sola.

Puoi farcela,” dissi a me stessa ad alta voce. “Era il tuo piano.”

Misi zoccolo sul monopattino, con le zampe che tremavano leggermente.

***        ***        ***

Ero a metà strada, madida di sudore, movendomi un centimetro alla volta, quando il pipistrello vampirò piombò su di me. Alzai il fucile zebra verso il mio assalitore e premetti il grilletto.

Pffatt. Pffatt. Pffatt.

Il pipistrello vampiro strillò, avvolto dalle fiamme. Spalancai gli occhi quando vidi il pipistrello infuocato precipitare verso di me. Accelerando ad un galoppo spaventato corsi verso la fine del monopattino.

Il cadavere infuocato del pipistrello vampiro si schiantò dietro di me sul monopattino, staccandolo dalla finestra del Ministero della Morale con uno stridio terrificante. Sentii il ponte su cui stavo correndo barcollare e mancarmi da sotto gli zoccoli, lasciandomi in caduta libera.

Circondandomi nella mia stessa magia cercai di spingermi in avanti, aggiungendola al mio slancio.

Per la grazia di Luna mi stavo tuffando verso una finestra piuttosto che verso una parete di cemento. E, visto che le Terre Devastate d’Equestria mi odiavano, era l’unica finestra nell’intera fabbrica della Red Racer con dei pannelli di vetro ancora perlopiù intatti.

Il vetro mi tagliò, nuovo dolore eruppe da punti del mio corpo quando mi ci schiantai attraverso ed atterrai duramente, rimbalzando su un tavolo e schiantandomi su diverse sedie. Tutto divenne nero.

***        ***        ***

Quando mi riebbi, mi ritrovai nei resti di una sala conferenze. Il mio intero corpo dolorava. Ero separata dai miei amici da diversi piani. Era passato abbastanza tempo per esaurire l’effetto delle Ment-ali Party-Time.

Ed una manticora mi stava annusando.

Brontolai. Cercai di spingermi sugli zoccoli, ma era troppo difficile. Mi chiesi cosa si sente quando si viene mangiati. E se la manticora mi avrebbe punto prima.

La manticora si piegò su di me e mi morse la criniera. Quindi mi sollevò tramite essa ed iniziò a trasportarmi come una gattina. Faceva male, Il retro del collo e dello scalpo mi bruciavano, ma mi faceva troppo male in ogni altra parte per potermi lamentare.

La manticora si voltò ed iniziò a dirigersi verso un buco nella parete. Individuai il mio fucile zebra tra le sedie in frantumi e mi concentrai, facendolo fluttuare verso di me. La manticora o non lo notò o non ne sapeva abbastanza per fregarsene.

Realizzai che avrei potuto spararle; ma mi stava portando in qualche posto, ed ero curiosa di sapere dove (anche io dovevo andare in qualche posto, e con la mia fortuna sarebbe stato lo stesso qualche posto. In ogni caso, per quanto mi facesse male essere trasportata via criniera non volevo nemmeno camminare da nessuna parte). Due piani più tardi scoprii dove, quando la manticora mise zampa fuori da una rampa di scale su una balconata che abbracciava il piano industriale. Piccoli monopattini rossi dalle dimensioni normali erano sparsi ovunque in diversi stati di assemblaggio. Tra i nastri trasportatori consumati e gli antichi macchinari decrepiti qualche pony aveva posizionato delle gabbie. Tante di loro erano piene di pony. La maggior parte di loro era piena di cadaveri orribilmente gonfi, distorti e deformati, che un tempo erano stati pony. La loro vista mi attorcigliò lo stomaco e mi pugnalò il cuore.

Le manticore si muovevano liberamente tra le gabbie come cani da guardia.

La mia catturatrice si piegò sul bordo della balconata ed aprì la bocca, facendomi cadere attraverso la cima aperta di una delle gabbie. Atterrai su un sottile strato di paglia con un pesante e doloroso tonfo.

Cautamente, accedetti all’incantesimo di ordinamento dell’inventario del mio PipBuck e feci fluttuare fuori la pozione ristoratrice extra-forte che avevo intascato precedentemente nella Scuderia Ventinove. Bevvi avidamente, e mi riposai mentre il mio corpo iniziava a rammendarsi.

Impossibile,” sussurrai quando guardai la gabbia di fronto a me, sull’altro lato di un nastro trasportatore pieno di ruote di monopattino. All’interno vi era una giumenta blu marino dall’aspetto familiare. Gemetti. Non poteva essere vero.

Mi individuò. Cosa che non era in realtà molto sorprendente considerando la mia entrata. “Hey!” Si spinse sugli zoccoli e fece un gesto verso di me attraverso le sbarre della sua gabbia, sussurrando fortemente. “Sei tu!”

La guardai addolorata ed annuii. “Mi dispiace! È colpa mia. Avrei dovuto rimanere con te. Portarti al sicuro a casa.”

La pony blu si guardò attorno spaventata. “No. Lui mi stava aspettando là.”

Lui? Lui chi?

Ha preso ogni pony a Gutterville,” sibilò spaventata. “Ci ha circondato con quei suoi mostri.” Mi squadrò. “Hai ancora le tue armi! Quando torna devi ucciderlo!”

La mia mente era annebbiata dalla depressione e stupidità post Ment-ali. Mi sbrigai per aggiornarmi. “Chi? Cosa?” Ed infine, “Perché?”

Il dottore. Ci sta torturando a morte!” mi disse sbrigativamente. “Dice che sta facendo esperimenti su di noi! Prende un pony e lo porta in quella stanza, quindi ci sono urla terribili ed orrende. E quando li riporta indietro la maggior parte di loro sono morti. I fortunati lo sono. Alcuni respirano e sentono ancora gli stimoli, ma non per molto. I loro corpi sono tutti contorti e sbagliati.”

Celestia abbia pietà.

Mi alzai, guardando le file di gabbie. Dozzine di facce di pony mi fissarono in risposta, la maggior parte delle espressioni erano di orrore e disperazione. Alcune mi guardarono speranzose. Altri pony mi guardarono con compassione ed una straziante accettazione che presto sarebbero morti, dissacrati ed urlanti, e non c’era niente che si potesse fare. Due pony fissavano il nulla, le loro menti erano incapaci di accettare quello che stava succedendo.

Non quando ancora respiravo!

La manticora, il “mostro” di quel dottore, mi aveva messo in una gabbia. Le gabbie non potevano trattenermi. E mi aveva lasciato con le mie armi. Mi concentrai, sollevando per primo il fucile zebra e quindi la pistola a dardi avvelenati, fluttuando ognuna ad un mio fianco. Non ero stata preparata per civette meccaniche o sciami di robofatine o pipistrelli vampiri. Ma avevo un piano per le manticore. Le sbarre lo rendevano ancora più semplice. L’unico modo con cui potevano prendermi era dall’alto.

Scivolai nel SATS. Non avevo mai usato due armi in quel modo prima, ma quanto poteva essere difficile? Il veleno dalle code delle manticore era paralizzante per i pony, fatale a dosi abbastanza alte. Non sapevo se le manticore avessero una sorta di immunità alle proprie punture; se no, il veleno almeno le avrebbe dovute rallentare. Proiettili potenziati con il fuoco avrebbero dovuto fare il resto.

Riempii il caricatore sul fucile zebra ed iniziai a scegliere i bersagli.

***        ***        ***

Scassinare la serratura della mia gabbia sarebbe stato decisamente più semplice senza la manticora morta con me nella gabbia. Ma mi arrangiai.

Quella manticora era stata l’unica ad atterrare all’interno della mia gabbia prima che potessi ucciderla. I dardi avvelenati non facevano più alle manticore che alle robofatine e gufi, quindi l’avevo scartata a favore della Piccola Macintosh. La manticora era riuscita a tagliarmi piuttosto seriamente, lasciandomi diversi sfregi sanguinanti sul petto, prima che la Piccola Macintosh la riempisse della sua morte rumorosa.

La pistola a dardi ed il fucile zebra erano silenziosi. La Piccola Macintosh era rumorosa. Ma tanto anche le manticore infuocate erano rumorose. La fabbrica era piena di fumo ed odore di carne di manticora cotta.

La porta della mia gabbia si aprì e corsi verso la gabbia della pony blu mare, lavorando sulla serratura il più velocemente che potevo senza rompere una forcina. “Questa volta ti scorterò a casa,” promisi. Ma prima, “Dov’è il laboratorio di questo cosiddetto dottore?”

Indicò la strada. Ma non ci andai fino a quando non aprii le serrature di ogni gabbia che ospitava un pony vivo. Incoraggiai coloro che sembravano più mentalmente stabili ad aiutare i pony che non erano in grado di lasciare le proprie gabbie da soli. Mi costrinsi a non guardare troppo a lungo o troppo da vicino quelli morti.

Ogni pony rimanga qua. Torno subito, e poi vi scorterò tutti fuori da questo posto fino a…” guardai la pony blu mare e mimò con le labbra il nome del suo villaggio, “Gutterville.”

Detto ciò mi accucciai ed inizia a muovermi verso il laboratorio. Non appena lasciai il piano industriale attivai uno degli StealthBuck. Quel dottore non mi avrebbe visto arrivare.

***        ***        ***

Superai un’altra manticora, prendendo una nota mentale su dove si trovava così da poterla uccidere dopo essermi occupata del dottore. Non volevo fare più rumore di quanto non ne avessi già fatto.

Alla fine del corridoio vidi le doppie porte che portavano a quella che un tempo era stata la clinica di emergenza della fabbrica della Red Racer (cosa diceva sugli originali livelli di sicurezza della fabbrica?). La luce sgorgava attraverso la piccola finestra quadrata sulle porte e tra le crepe.

Cautamente aprii piano la porta, il più silenziosamente possibile, e mi infilai all’interno.

La figura marcia di un pony terrestre ghoul in un camice da laboratorio si muoveva tra tavoli di materiali chimici ed equipaggiamenti medici. Diversi letti ospedalieri erano allineati ad una parete, con macchie scure che probabilmente non erano solo di sangue. Sul più lontano, un pony di terra marrone era legato supino, con gli occhi spalancati e morti, ed una gigantesca bolla era cresciuta malignamente dal suo torace. Al centro della stanza vi erano i cadaveri squarciati di manticore. Sembrava che fossero state dissezionate. Sopra una parete vi erano dozzine di code di manticora. Nell’angolo più lontano erano impilati fusti alti due pony. Ognuno mostrava un’etichetta gialla a forma di diamante con segnali di pericolo viola scuro.

Sottoprodotti magici tossici.

Proprietà del Ministero delle Scienze Arcane.

NON TOCCARE, INALARE o FISSARE.

“No, no,” borbottò fra sé e sé il dottore ghoul. “Sono così vicino. L’ultimo lotto aveva quasi funzionato. Che cosa sto dimenticando?”

Trottò verso un terminale, fissando schermate di dati. Quindi si voltò verso una pila di manticore morte. “Guardatevi. Avete lo stesso aspetto che avevate prima delle bombe...”

Eccetto, immaginavo, non così morte e soggette ad autopsia.

“…La radiazione non vi tocca. La contaminazione non vi danneggia. Siete le creature perfette.”

Feci fluttuare fuori la Piccola Macintosh. Il Dr. Ghoul non era del tipo razziatore sadistico; era totalmente fuori di testa. Esitai a sparare, lasciandogli finire il suo perverso sbraitare. Volevo sapere per cosa erano morti così orribilmente quoi pony. Anche se non avrebbe avuto alcun senso.

Il dottore si fermò, fissando il bordo di un tavolo. Tra i blocchi degli appunti e le bilance elettroniche vi era una sfera di memoria. Si allungò e la toccò, facendola rotolare sotto il suo zoccolo. Quindi si voltò. “So che il segreto è nel vostro veleno,” annunciò ai corpi squarciati delle manticore. “Semplicemente non ho ancora perfezionato la formula. Qualche altra piccola correzione, qualche altro piccolo testMa riuscirò a decifrarlo!”

Si diresse verso lo stallone morto sul letto ospedialero. Trottandogli incontro, il dottore sussurrò incoraggiantemente, Non ci vorrà molto. Ogni pony vi ricorderà. Tutti voi. E, più degli altri, me. Stiamo per dare ai pony d’Equestria la cura per la Contaminazione! Penso che la chiamerò Contami-Via[9]…” Fece una pausa, come se il cadavere di pony avesse risposto. “No, hai ragione, è un nome stupido.”

Indietreggiando, agitò uno zoccolo verso il cadavere, sorridendo. No, no, figurati. Non c’è bisogno di ringraziarmi. Sono stato felice di porterti rendere partecipe!”

Buona. Dea. Celestia.

Il dottore si fermò in un momento di rivelazione. “Avrò bisogno di altri pony.”

***        ***        ***

La curiosità prese il sopravvento su di me. Ero invisibile, e quello psicopatico non stava per ferire nessun pony nell’immediato. Pensai di avere tempo.

Mi mossi verso il tavolo più lontano, abbassai il corno, e mi focalizzai sulla sfera di memoria. Il mondo reale cadde attorno a me

<-=======ooO Ooo=======->

rimpiazzato da un ufficio lussuoso. Trofei erano allineati sugli scaffali. Un modello dalle dimensioni molto più piccole di un monopattino della Red Racer pendeva dal soffitto. Ogni cosa era ricoperta di una tinta rossastra e la mia visuale continuava a sobbalzare e dondolare, facendomi venire il mal di mare.

Dietro una grosse scrivania modellata su legno scuro vi era una giumenta dal manto arancione e dalla criniera viola che mostrava le prime solide strisce di grigio. “Ancora niente?” La voce era dannatamente familiare.

Solo una per ora,” una voce venne non da me ma da vicino a me. Realizzai all’improvviso che quel ricordo era distintamente e terrificantemente diverso. Potevo vedere ed udire, ma non potevo sentire od odorare o gustare. Non avevo minimamente il senso di un corpo.

La mia prospettiva si agitò follemente all’improvviso, lasciandomi a guardare il soffitto. Quindi si riaggiustò nuovamente. Ancora un po’ ed avrei vomitato, possibilmente rivelando la mia posizione. Ma ero rinchiusa in quel ricordo fino a quando non fosse finito. Realizzai che avevo fatto un grave errore tattico.

Stavo sobbalzando verso una libreria. Poi stavo fissando il soffitto attraverso la tinta rossa. Lentamente la mia visuale ruotò fino a quando stavo guardando la faccia di una austera unicorno bianca dalla criniera scarlatta ed un corrispondente bagliore scarlatto attorno al corno. Mi stava fissando. Quindi il suo corno smise di risplendere e la tinta rossa sparì, lasciando la stanza in un colore perfetto e nitido. La unicorno trottò attraverso la stanza, ed il corno iniziò a brillare nuovamente mentre esaminava l’arredamento sul lato più lontano. Quando il corno passò vicino una delle lampade essa emise un luccichio rosa brillante. Il luccichio rosa si illuminò ulteriormente con il rumore di un palloncino che scoppia e sparì.

Questa è l’ultima, Signorina Scootaloo. La sua stanza è pulita da ogni ficcanaso del Ministero della Morale,” disse l’unicorno. “Devo farle entrare adesso?”

Scootaloo annuì, facendo una smorfia. “Per favore. Le mie amiche hanno aspettato abbastanza a lungo.” Guardò l’unicorno uscire dall’ufficio e si vide intorno con un sospiro. Il suo sguardo cadde su di me.

“Oh, Sèttete[10]!” urlò diretta all’unicorno. “Hai lasciato la tua…” La voce si abbassò con un sospiro, “…Sparkle~Cola.”

Ero una Sparkle~Cola? No, aspetta Ero un dispositivo di spionaggio inserito all’interno di una bottiglia di Sparkle~Cola. Scootaloo trottò verso di me, si abbassò ed afferrò quella che immaginavo fosse la cima di una bottiglia di cola, la sollevò e mi trasportò verso il suo cestino. La mia visuale si rigirò stranamente mentre cadevo, atterrando a faccia in su tra la spazzatura. Mi fissò attraverso la circonferenza del cestino, quindi trottò fuori visuale.

Sentii la porta aprirsi. Tutto quello che potevo vedere era il soffitto.

“Apple Bloom, Sweetie Belle, sono così contenta di vedervi. Voglio dire, non potete immaginare!” disse Scootaloo, suonando sollevata. Poi una tensione strisciò nella sua voce. “Non siete state seguite, vero? Nessun pony vi ha visto?”

Contente di vederti anche da parte nostra,” disse Apple Bloom con un pizzicio di allegria. “E no, siamo state prudenti. Ma pensi davvero che sia una buona idea avere una riunione segreta ad un edificio di distanza dal Ministero della Morale?”

Sai, ho scelto questo posto pensando che non si sarebbero mai aspettati nessun pony pianificare qualcosa proprio sotto al loro naso. Ma Sèttete ha trovato altre due cimici Ministeriali nel mio ufficio proprio prima che entraste.”

Chi è Sèttete?” chiese la dolce voce di Sweetie Belle.

Pony capo della mia sicurezza personale,” rispose Scootaloo. Quindi battè uno zoccolo sul pavimento, “Io odio tutto questo!”

“Scoots?”

Scootaloo grugnì in frustrazione. “Odio tutto questo nascondersi e muoversi furtivamente. Non è più divertente!”

Non è mai stato divertente,” commentò Apple Bloom.

“No. Hai ragione. È malato.” Scootaloo entrò parzialmente nella visuale, agitando uno zoccolo verso la finestra del suo ufficio. “Stiamo avendo incontri clandestini, creiamo nuovi tipi di doppia codifica, ci aggiriamo in Scuderie incomplete solo per poter parlare liberamente l’una con l’altra. Quelle sono le pony che rispetto di più, due di loro sono vostre sorelle, e noi dobbiamo nasconderci da loro per poter fare qualcosa!”

Ehi aspetta, non c’è niente di male con Applejack!”

“Rarity èsolo sotto pressione.”

Scootaloo sembrò aver ceduto. “Va bene, garantito, Applejack non ha fatto realmente niente di male. E sono orgogliosa che Rainbow Dash sia ancora buona. Ma le altre? Pinkie Pie? E, seriamente, Sweetie Bell… il Ministero dell’Immagine? Ma. Che. CAZZO!

Smettila di parlare di mia sorella in quel modo,” chiese Sweetie Belle con un pizzico di avvertimento nella voce.

Eggià. Sappiamo tutti la questione. Non c’è bisogno di girare il coltello nella piaga.” suggerì Apple Bloom, “Parliamo di qualcos’altro.”

Come le Scuderie di Manehattan,” propose Sweetie Belle. “Ho sentito che hai già iniziato a mandarci dentro dei pony…”

Eggià, o perché continui a cambiare i progetti delle mie Scuderie.”

Scootaloo sospirò. “Ne abbiamo già discusso, Apple Bloom. Qualche volta dobbiamo cambiare la struttura e le attrezzature delle Scuderie per adattarsi agli Esperimenti.”

Ma i miei progetti erano perfetti!” si lamentò Apple Bloom.

“Esatto,” replicò la pony arancione dalla criniera viola. “I tuoi progetti sono sempre perfetti. È per questo che ogni pony li usa. I tuoi progetti hanno messo un terminale in ogni casa senza nessun zoccolo in aiuto…”

Pfft. I terminali erano un progetto precoce. I PipBuck sono molto meglio.”

“…Ma,” insistette Scootaloo, “Ogni Scuderia non può essere perfetta. Non per far funzionare gli Esperimenti.”

Ma perché no?”

Scootaloo gemette, uscendo dalla visuale. Apple Bloom la seguì, entrando in visuale. Vedevo solo parte della sua testa, ma era una pony carina giallo pallido con un brillante manto rosa. Immaginai che fosse della stessa età della giumenta arancione.

Voglio dire, so che se mai dovremo usare le Scuderie è importante assicurarsi che i pony non facciano semplicemente gli stessi errori dopo che ne escono. Ma è ugualmente importante assicurarsi che ne escano, giusto? Quindi perché cambiare un progetto inteso per ottimizzarne le possibilità? Io solonon capisco perché…” Apple Bloom diede un’occhiata verso di me. “…ehi, quando hai ricominciato a bere Sparkle~Cola?”

Non riuscivo a dire se Scootaloo fosse infastidita o grata per il cambio di argomento. “Non ho. Sai che non riesco a toccare quella roba dopo aver sentito dell’incidente allo stabilimento. Era di Sèttete.”

Oh,” disse Apple Bloom, distogliendo o sguardo. “E che mi dici riguardo a te che inizi già a mandare pony nelle Scuderie di Manehattan. I Protocolli Omega non sono stati ancora attivati.”

Iobeh, sai dove si stanno dirigendo le cose. Pensi davvero che avremo tanto preavviso quando lo faranno? Abbastanza per un’evacuazione?”

Sweetie Belle rispose. “No.”

Eva bene, sarò onesta. Ho iniziato ad avere dei ripensamenti su alcuni degli Esperimenti, specialmente quelli nelle Scuderie di Manehattan. Sono… rischiosi,” ammise severamente Scootaloo. “Vorrei fare un test a secco, solo per essere sicuri che non ci siano dei problemi prima della vera cosa.”

Apple Bloom alzò la testa. “Maciò non direbbe ad ogni pony quello che stiamo facendo? Ciò rovinerebbe gli Esperimenti.” Dalla voce non sembrava che lo volesse più di quanto lo voleva Scootaloo.

Lo so,” Scootaloo battè uno zoccolo sul pavimento cupamente. “Quindi terremo i pony di Manehattan nelle Scuderie fino a quando la minaccia di questa guerra non sarà finita. Dopo di ciò non importerà più.”

“Io… non penso di poterlo sopportare,” disse cautamente Sweetie Belle. “Ci vedranno come pony cattivi che sperimentano su prigionieri inermi. Come possiamo giustificarlo se poi salta fuori che non era affatto necessario?”

Non ti preoccupare,” disse solennemente Scootaloo. “Ho organizzato le cose in modo che voi due siate pulite. Sembrerà che sia stata tutta una mia idea.” Con una risata non divertità notò, “Seriamente, più o meno lo è stata in ogni caso.”

“Scoots…”

Eggià, non possiamo fartelo fare.”

Uno zoccolo colpì la scrivania con abbastanza forza da far tremare il cestino (finii per fissare un involucro dall’Emporio Muffin).

Sì che potete. Perché dovete,” il tono di Scootaloo era aspro e, sospettai, sull’orlo delle lacrime. “Non possiamo lasciare che accada nuovamente. Rainbow Dash, Applejack, Rarity, Pinkie Pie… tutte loro. Amo anche loro. Ma la cosa che hanno creato è andata fuori controllo. E sta facendo male ad ogni pony. E non posso permettere che accada nuovamente. Mai!

Questa non è più la nostra Equestria! Non è il mondo felice, sicuro e piacevole in cui siamo cresciute. Non capisco come abbia fatto a finire in questo modo. C-comecome ha p-p-potuto peggiorare così! Qualche pony deve capirlo! E correggerlo! Eee

E se devo diventare la cattiva di turno per farlo, allora lo diventerò.”

<-=======ooO Ooo=======->

La realtà si riassestò senza preavviso. E seppi immediatamente di essere nei guai. Il ricordo era stato molto più lungo degli altri. L’incantesimo di invisibilità si era esaurito. Ad un certo punto ero semplicemente apparsa nella stanza, paralizzata dalla sfera di memoria.

Ero sul tavolo ospedaliero, legata da catene. Le mie armi erano state rimosse e messe da parte, probabilmente vicino ma sempre fuori vista. Stavo ancora indossando la mia bardatura da lavoro corazzata. Era intrisa del sangue dagli sfregi che mi attraversavano il torace ed ero stordita dalla perdita di sangue.

Il dottore ghoul trottò verso di me. “Oh ciao, ci siamo? Sei tornata con me? Bene. Non preoccuparti, aiuterai un sacco di pony…”

Il dottore uscì di vista e ritornò con una siringa in bocca. Mi fissò.

E continuò a fissarmi.

E rimase a fissarmi, paralizzato, fino a quando la giumenta blu mare si avvicinò, con la mia pistola a dardi avvelenati in bocca, e ribaltò il dottore paralizzato con una spinta del suo zoccolo.

Le diedi uno sguardo grato.

Sì voltò, guardò in basso, ed iniziò a calpestare furiosamente il dottore ghoul. Sentii il cranio spezzarsi e frantumarsi. La pony sembrò sfogare tutto il suo dolore e la sua rabbia sul ghoul, pestandolo e pestandolo e pestandolo a lungo dopo quella che doveva essere la sua morte.

Mi diede il tempo di far fluttuare fuori il mio cacciavite ed una forcina ed aprire ogni mia catena. Erano lucchetti semplici, ma ero ferita ed allarmantemente stordita. Ruppi tre forcine prima di essere libera. Per tutto il tempo, la giumenta blu mare sbattè gli zoccoli su quello che era diventato più impasto che corpo.

Non si fermò fino a quando la strinsi in un abbraccio e la sorressi.

***        ***        ***

Sedevo su un bordo, guardando dall’alto la deprimente cittadina di Gutterville mentre il sole mattutino si alzava. Al di sotto Velvet Remedy si stava prendendo cura dei pony che avevamo aiutato. Calamity e SteelHooves avevano discusso le possibili difese che potevano essere aggiunte attorno al gruppo di casupole. Calamity stava spiegando dello schieramento di torrette che avevamo assemblato alla Giunzione R-7.

Mi ero incontrata con i miei amici nella fabbrica della Red Racer circa mezz’ora dopo la morte del dottore ghoul. Erano riusciti a trovare la cassaforte che interessava a DJ Pon3, ma non c’era modo che la potessero aprire. Allora SteelHooves aveva fatto saltare in aria l’intera parete attorno alla cassaforte e l’aveva trascinata in giro dietro di sé con una imbragatura. Calamity aveva depredato tutto il resto.

All’interno vi erano due registrazioni demo. “Chiudi gli occhi[11] (Versione Manehattan Non Dorme Mai)di Sweetie Belle, ed una canzone chiamata “Cantala[12]delle Cutie Mark Crusaders. Sperai che a Homage piacesse il dono.

L’Osservatore fluttuava silenziosamente di fianco a me. Dopo la sede del Ministero della Morale non ero sicura che avrai mai visto di nuovo quelle piccolo robofatine allo stesso modo.

Non è abbastanza, vero?” chiesi, rompendo il silenzio. “Conoscere la propria virtù, intendo.” Ricordai la lista dell’Osservatore delle Grandi Virtù dei Pony. Ma quelle virtù, avevo imparato, non erano grandi da sole; avevo visto la versione oscura e deformata di tante di loro. La dolorosa e triste risata di Pinkie/Silver Bell. La lealtà solo al contratto ed alla moneta di Gawd. L’onestà per pura disperata immagine di sé di Monterey. Avevo quasi collezionato un set.

“No,” rispose l’Osservatore in quella inespressiva voce meccanica dietro la quale si nascondeva l’Osservatore. “C’è unascintilla che è richiesta. Senza essa, una virtù non è niente di speciale.”

Qual è la scintilla?” chiesi sconsolata. Non sapevo nemmeno la mia virtù. Mi serviva pure una scintilla?

Amicizia,” disse semplicemente l’Osservatore.

Alzai lo sguardo verso la robofatina fluttuante, ed il cambio di posizione fece sfregare le bende sul mio torace. “Amicizia?” mi voltai per guardare Velvet Remedy bendare la zampa di uno stallone rosa. Vidi Calamity ridere spontaneamente a qualcosa che SteelHooves aveva detto. Amicizia.

Io avevo l’amicizia. Sentii una fitta di gioia mentre la comprensione tagliava lo strato di meschina gelosia ed inquietante paranoia che minacciava di sopraffarmi. Avevo degli amici.

Si può dire che io abbia fatto uno studio sulla materia,” ammise l’Osservatore. Quindi, prima che potessi chiedere, uno schicco di statico annunciò la scomparsa dell’Osservatore. La robofatina fluttutò via con una musica tamburellante.

***        ***        ***

Homage sorrise, facendo fluttuare le due demo lontano da me. “Grazie. A tutti voi. DJ Pon3 stava aspettando di ascoltarle da tanto tempo. Non può dirvi quanto lui lo apprezzi.”

Beh, potrebbe iniziare dicendocelo di persona,” suggerì severamente SteelHooves.

Mi dispiace,” si scusò Homage. “È molto occupato a preparare il prossimo spicchio di notizie. Ma ha mandato me per assicurarsi che sappiate quanto sia emozionato. E per darvi questo.”

Il corno di Homage brillò mentre guidava il regolatore di flusso tra gli zoccoli di Calamity.

“Aww,” intò Velvet Remedy con chiaro disappunto. “Stavo sperando di incontrarlo. E cantare per lui.”

Sussultai, realizzando che non avevo ancora menzionato la cosa ad Homage. La carina unicorno grigia mi diede un’occhiata inquisitoria. “Uhmdomani,” farfugliai. “Sono sicura che DJ Pon3 avrà tempo per noi domani. Ed è stata una giornata così luuuunga, qualcuno di noi vuole davvero incontrarlo senza prima aver riposato un po’?” Ingoiai, guardando speranzosa gli altri. “Ed un bagno?”

Fu quello a convincere Velvet Remedy, che annuì cerimoniosa. “Oh, giusto! Che cosa stavo pensando?”

E tu non vuoi dare a quellacosa,” puntai l’arcano arnese mentre parlavo a Calamity, “una bella occhiata prima di andare da qualche parte?”

Eggià.”

Guardai SteelHooves. Non avevo niente. Ma sembrò recepire il messaggio e si voltò per andarsene. “Vieni con noi, Littlepip?”

“Uhm… vi raggiungerò,” offri, avendo bisogno di rimanere indietro abbastanza a lungo per dare l’idea della musica di Velvet Remedy ad Homage.

I miei amici misero zoccolo nell’ascensore e si voltarono. Velvet mi stava sorridendo, facendomi sapere ancora una volta quanto era grata della nostra chiaccherata e del mio perdono. Calamity toccò la punta del suo cappello rivolto a me.

Le porte si chiusero. L’ascensore iniziò ascendere, portandoli giù verso la suite.

Grazie, Puledra della Scuderia,” disse piano Homage. “E non solo per le demo. Ho già avuto notizie da Gutterville.”

Ricordando il trucco dell’Osservatore al nostro primo incontro, sentii un colpo. “Tu losapevi?”

Ma gli occhi di Homage si spalancarono innocentemente. “No. Se l’avessi saputo te l’avrei detto. Perché se l’avessi saputo, e te l’avessi detto, sapevo che saresti andata semplicemente per aiutarli.”

Annuii e le sorrisi grata. Speravo che ogni pony mi trattasse come mi trattava Homage.

Quindi, Velvet Remedy… è brava?

Sogghignai. “La migliore. Discendente diretta di Sweetie Belle.” Catturò l’attenzione di Homage. “E non ha solo ereditato le sue capacità, penso che le abbia superate.”

Bene, allora devo proprio ascoltarla.”

Colpii il pavimento con lo zoccolo, pensare a Velvet Remedy mi riempiva di malinconia. C’era una cosa che non avevo avuto il coraggio di chiedere prima. Ed il mio cuore doleva dal desiderio di sapere. “Homage… posso chiedere a te un favore?”

Certo,” l’unicorno grigia sorrise luminosamente. “Che cos’è, hai qualche bisogno?”

Feci un respiro profondo. Sarebbe stato umiliante. Ma Homage aveva occhi praticamente ovunque. Se qualche pony poteva trovare qualche cosa per me, era lei. “Tu guardi l’intera Equestria… le parti che puoi vedere. Hai mai individuato là fuori una giumenta a cuibeha cui io possa piacere?” Chiusi gli occhi, quasi affogando nell’imbarazzo. “Voglio dire, una giumenta a cui piacciano le giumente a cui possa piacere una giumenta come me?”

Ogni secondo in cui Homage rimase in silenzio sembrò come se una incudine mi cadesse sulla testa. Seguita da un carro da fieno. Seguito da un pianoforte.

“Io potrei…” disse cauta Homage.

Sussultai, sentendomi sia sollevata ma anche mortificata. “Allorapotresti indicarmi la direzione giusta? Dirmi dove?”

Sentii uno zoccolo toccarmi gentilmente la spalla.

“Littlepip, ho detto che io potrei.”

Mi voltai per guardarla, senza comprendere. Poi, guardandola negli occhi, sentii una scintilla di comprensione. “Oh….” strabuzzai gli occhi. La sua espressione si ammorbidìsensualmente

La scintilla tramutò in un fuoco. “OH!”

Homage sorrise meravigliosamente.

Grazie, Celestia!

Nota: nuovo livello.

Nota abilità: Scienza ha raggiunto il 100%.

Nuovo vantaggio: Puledra d’Azione (livello due) – Conosci il tuo incantesimo di mira come il retro del tuo zoccolo, rendendoti circa il 20% più figa in combattimento. Per ogni livello di questo vantaggio ottieni +15 punti azione nel SATS.


[1] La descrizione delle lancette farebbe pensare ad un orologio a 8 ore invece che alle consuete 12, che in effetti compare almeno una volta nella serie regolare (nella stazione ferroviaria di Canterlot, ma potrebbero esisterne anche altri). Di contro ci sono anche orologi regolari, come quello da taschino di Spike. Probabilmente Kkat ha solamente scelto l’alternativa più bizzarra.

[2] Letteralmente, “Zoccolo in aiuto”.

[3] Letteralmente, “Città di Fogna”.

[4] Nell’originale, Grand Pegasus Enclave.

[5] Gioco di parole tra who, onomatopea del verso di gufi e civette, e who, parola che significa “chi”.

[6] Nell’originale, Pinkie Balloons.

[7] Nell’originale, Sense-y, la y è aggiunta per rendere la parola un avverbio.

[8] Doppio riferimento ai colori di Twilight Sparkle ed i colori del crepuscolo (che, in inglese, è per l’appunto Twilight).

[9] Nell’originale, Taint-Away.

[10] Nell’originale, Peek-a-Boo.

[11] Nell’originale Hush now, quiet now, ninna nanna cantata da Fluttershy alle CMC nell’episodio 17.

[12] Nell’originale, Sing It.