Capitolo Quindici: Sussurri nell’Oscurità

“Psst! Pinkie Pie, stai già dormendo?”

Riposo.

Il sonno venne a singhiozzi. Avevo un serio e disperato bisogno di riposo, ma ogni volta che chiudevo le palpebre i sogni febbrili degli orrori delle terre devastate si scagliavano contro gli occhi della mia mente.

Vidi dei pony caricare bagagli su una carrozza passeggeri (Viaggi Bandito del Cielo). Nella mia mente, erano famiglie in viaggio verso una giornata di risate e divertimento al parco divertimenti del Ministero della Morale -- genitori che lanciavano calorosi sorrisi ai loro puledri e puledre che saltellavano sul posto con trepidazione (non so perché, ma ero certa che il MdM avevesse costruito dei parchi divertimenti, e che fossero regolarmente pieni di bambini urlanti). Vidi madri esortare i loro puledri a non arrampicarsi sui sedili, padri assicurarsi che le loro videocamere avessero il nastro. Ed un grande muro di fiamme verdi con sinistri riflessi arcobaleno che correva verso di loro e che per qualche ragione nessun pony poteva vedere.

Vidi una pony di nome Trixie lasciare un messaggio sulla porta del proprio cottage, sogghignando certa che la sua intera vita stesse per cambiare. La vidi allontanarsi da quella porta (che nel sogno per qualche motivo ero diventata io) anche quando la chiamai dicendole di tornare indietro, sapendo che se se ne fosse andata non avrebbe mai vissuto abbastanza da rivedere di nuovo il suo piccolo cottage. La chiamai, invocai, piansi. Ma lei non poteva sentirmi e camminò via.

Vidi pony dare ai loro cari la grande notizia che erano stati selezionati per una Scuderia. Li guardai mentre loro - pony luminosi, colorati e vivi - trottavano nella loro nuova casa, con l'orologio sulla parete sopra di loro che segnava il conto alla rovescia dei minuti fino a quando un incidente non avrebbe condannato tutti ad orrore e morte.

Mi risvegliai agitata.

Giacevo... da qualche parte. Un letto. Ma ogni volta che cercavo di ricordare esattamente dove mi trovassi, o come ci fossi arrivata, i ricordi scivolavano via. Aprii gli occhi. La stanza era buia, ma la luce filtrava attraverso la fessura di una porta aperta. Non riconobbi le pareti con i loro manifesti in ombra od il soffitto con la sua immobile e silenziosa torretta.

Sentivo il mio corpo sbagliato. Mi faceva male, mi sentivo terribilmente debole. Avevo i brividi, quando non stavo sudando copiosamente. Il mio stomaco era agitato. La mia bocca era molle e sentivo uno strano sapore.

Delle ombre trottarono vicino alla porta. Sentii la voce di Calamity. “Pensi che abbia preso qualcosa nella Scuderia?”

La voce di Velvet Remedy, morbida e chiara, rispose: “Oppure potrebbe essere causato dallo stress. Sono preoccupata per lei. Penso che le terre devastate stiano entrando in lei.”

Mi sembra che a te vada meglio,” osservò Calamity, con la sua voce bassa per non svegliarmi.

Velvet fece una beffarda (ma molto femminile) risata. “Non bene come pensi, mio nobile abitante dell’esterno.” Era sarcasmo? Od affetto? Non avrei saputo dirlo, e provare a pensarci su faceva nuotare i miei pensieri. “Ed io dovrei fare meglio di Littlepip; sono più di un decennio più matura di lei.”

Grande. Per lei ero una bambina. Bellissimo. Sono una fottuta puledra. La stessa puledra della prima volta in cui ci incontrammo alla Cute-ceañera di una qualche puledra più grande. La mia vita non avrebbe potuto andare meglio.

“E tutte quelle droghe che sta prendendo... di certo non aiutano.”

Il mio stomaco si strinse violentemente. Avrei voluto piangere. Le mie palpebre erano troppo pesanti per guardarmi ancora intorno, e non le combattei quando si chiusero da sole. Mi voltai via dalla lama di luce che veniva dalla porta, cadendo di nuovo in un sonno agitato.

***        ***        ***

“Vuoi stare qui con lei per tutta la notte?”

La voce di Calamity era un sussurro, molto vicino al mio letto. Non ero del tutto sicura di essere sveglia, ancor meno sapevo dove le maree del sogno mi avessero deposto sulle spiagge della consapevolezza. Ricordavo vagamente un cambio nell’oscurità, una fluttuazione della luce, forse l’apertura di una porta.

“Almeno finché le passa la febbre”, il sussurro della voce di Velvet Remedy arrivava da vicino alla mia testa. Le mie orecchie si contrassero.

“È sveglia?”

“Entra ed esce dal sonno. Dormirà meglio una volta che la febbre sarà scesa.”

Meraviglioso. Il mio corpo mi sembrava alieno. La mia mente era un’orribile foschia in movimento. Dissi una silenziosa preghiera a Celestia, implorandola di togliermi la malattia e spedirla sulla luna.

“Sono più preoccupato per te,” disse Calamity. “E non solo perché anche tu hai bisogno di dormire.”

Celestia, mi odi? La mia malattia e miseria stava gli stavano dando tempo per legare. La mia mente cominciò a tormentarmi con immagini di come avrebbero potuto spendere il loro tempo assieme, adesso che ero effettivamente fuori di scena.

“Oh?” Il mio cervello febbricitante insistette che lei suonasse compiaciuta ed anche stranamente accondiscendente.

“Il tuo incantesimo di scudo non è nemmeno lontanamente forte quanto quello degli...” Calamity fece una pausa. “...Alicorni, direi che li chiamiamo così ora.” Era disgusto quello nella voce di Calamity? No, non disgusto. Ma qualcos’altro. Qualcosa di spiacevole, come se la parola non avesse un buon sapore.

“Qual è il punto?”

“Se vuoi prendere l’abitudine di usare il tuo corpo per fare da scudo ad altri pony, hai bisogno di cominciare ad indossare delle protezioni,” insistette Calamity. Yay Calamity. Glielo volevo dire anche io. Solo... non ne avevo avuto la possibilità...

Sentivo la testa pesante. Anche solo ascoltare sembrava richiedere sforzo. Il mio corpo era troppo caldo, le lenzuola erano inzuppate di sudore, ma i miei arti erano troppo pesanti da muovere. Il sonno stava strisciando su di me come una manticora pronta ad attaccare, con l’intenzione di trascinarmi di nuovo negli incubi.

“...non mi farai indossare nulla portato da quegli schifosi razziatori,” stava dicendo Velvet. Mi accorsi di essermi persa parte della conversazione.

“Non ne ho l’intenzione. Corazze da schiavisti nemmeno. Brutta idea. Chiedi a Littlepip quando ne sarà in grado,” sussurò Calamity con fermezza. “Ma quando arriveremo alla Tenpony ti compreremo della roba adeguata alle Terre Devastate d’Equestria.”

Il mio sconforto evaporò a quelle parole. Uno strano senso di sollievo, deviato dalla malattia, mi corse addosso. Una parte di me, realizzai, aveva avuto paura che mi avrebbero abbandonato.

Mi sentivo condannata a vagare fino a quando non avessi trovato il mio posto in quell’infernale esterno... o lo avessi sistemato. Almeno, per quello che potevo. Supposi che stessi cercando la mia virtù, come aveva suggerito l’Osservatore, come una puledra che stesse cercando di invocare il proprio cutie mark. Ma Calamity e Velvet Remedy non erano gravati dalla mia missione, o dalla mia sensazione di essere completamente persa. Perché non vorrebbero lasciarmi da sola con essa nel caso trovassero un posto dove stare? La Tenpony Tower, per esempio. Perché non dovrebbero?

Sentirli parlare di trovare una corazza per Velvet Remedy (qualcosa con cui ero fermamente d’accordo con Calamity che ne avesse bisogno, anche se non riuscivo ad immaginare il mio elegante idolo indossare nient’altro che vestiti di classe) -- sapere che stavano pianificando futuri viaggi nelle Terre Devastate d’Equestria, presumibilmente con me -- riempiva il mio cuore di sicurezza e di speranza.

Ma, a dispetto del calore di quei sentimenti, quando scivolai nuovamente nel sonno la mia mente cominciò di nuovo ad avventurarsi su sentieri oscuri. Mi trovai a chiedermi cosa, se non altro, si sarebbe potuto fare per salvare tutti i pony della Scuderia Ventinove. Tra l’esposizione alla fatale superficie ed il talismano dell’acqua morente, tutto quello che vedevo erano centinaia di pony intrappolati in un sarcofago sotterraneo. Già sotterrati, in attesa di morire.

Non avevano bisogno, insisteva la mia mente, di morire con così tanta violenza ed orrore. Ma l’unico modo che riuscivo a pensare per salvarne anche solo uno di loro...

No, quello sarebbe stato troppo aberrante per prenderlo in considerazione.

...l’unico modo per salvarne anche uno sarebbe stato assicurarsi che il logorio sul talismano dell’acqua fosse così minimo che il suo deterioramento richiedesse svariati decenni. Qualcosa che si sarebbe potuto fare se, invece di ridurre inizialmente la popolazione di quel minimo 0,02%...

Mi rannicchiai in me stessa, rivoltata dal poter anche solo pensare una cosa del genere.

Mi svegliai nuovamente ore dopo boccheggiando silenziosamente, fradicia e rabbrividendo per un freddo che mi entrava nell’anima. Il senso di quello che stavo sognando collassò in un abisso oscuro che venne velocemente sigillato dal risveglio. Rimase solo qualche frammento di ricordo; ero piuttosto certa che avesse qualcosa a che fare con la Biblioteca di Ponyville, gatti morti e l’essere bruciata viva da un drago.

Trovai una borraccia che era stata appesa al fianco del letto. Bevvi avidamente da essa e quindi caddi nuovamente negli orrori del sonno.

***        ***        ***

“No! Non andatevene! Sono intrappolata!”

Urlai, con le zampe posteriori schiacciate sotto una parete crollata, ma Velvet Remedy e Calamity semplicemente camminarono via.

Per favoreNon lasciatemi qui!”

Velvet Remedy appoggiò la testa contro la criniera di Calamity e gliela strofinò contro. La distanza tra di noi stava aumentando. Stavano a mala pena camminando, ma si allontanavano sempre di più. Le nuvole si scioglievano, diventando nebbia, circondandoli ed oscurandoli mentre il mio cuore minacciava di ingripparsi. Sapevo che quando sarebbero scomparsi sarei morta

Mi svegliai piangendo e colpii con uno zoccolo il mio cuscino.

La disperazione contaminava la mia speranza, come un muffin con della cenere mischiata all’impasto. Sarebbero rimasti con me, ma li stavo perdendo tra loro.

Le mie orecchie si alzarono. Non c’erano voci. Oh Luna… Ero da sola! Mi avevano lasciato! Mi sentii in trappola. Alzai la testa di scatto, guardandomi attorno freneticamente. Luce diurna grigia che entrava attraverso pesanti tende (era una recinzione rinforzata?) aveva aumentato l’illuminazione ambientale nella stanza. Qualcosa di pesante mi premeva sul fianco. Girandomi, trovai Velvet Remedy addormentata, la sua testa era finita lì dal letto di fianco a me, appuntandomi sotto le coperte.

Il conforto fu come un’ondata di antidolorifici, e soppresse le paure irrazionali dei miei terrori notturni che si aggrappavano a me come sanguisughe. Ero felice per Velvet e Calamity. No, lo ero davvero! Mi sentivo solosola.

Sola, e

Frustrata.

Distolsi lo sguardo da Velvet e mi ritrovai a fissare un gigantesco poster sulla parete, di un rosa abbagliante, pubblicizzante il Parco Divertimenti di Fillydelphia Fabbrica del Divertimento(“Tutto quello che il Gran Gala Galoppante sarebbe dovuto essere,” assicurava Pinkie Pie, “Tutti i giorni, per sempre!”). Bene, ora sapevo da dov’era venuta quell’idea.

Sulla parete opposta c’era un’altra copia del poster di reclutamento (“Puoi essere anche tu un Ranger d’Acciaio!”). Realizzai dove dovevo essere. Alzando il mio PipBuck controllai l’automappatura. Capanna di SteelHooves. Collassai nuovamente sul letto, sentendomi incredibilmente esausta, fisicamente e mentalmente.

E, ancora peggio, mi sentivo arrapata. Che non era una sensazione che si mischiava bene con la malattia. Magari era l’avere Velvet Remedy così vicina, con la sua testa premuta contro il mio fianco mentre dormiva in parte sul mio letto. Il mio stomaco si contorse in avvertimento. Non mi importava.

Ero troppo accaldata, troppo malata. Ciononostante, mente mi giravo sulla schiena, cercai di evocare fantasticherie che avrebbero potuto mitigare almeno uno dei miei sintomi, con gli zoccoli sotto le coperte. Mi voltai per non guardare Velvet Remedy, umiliata.

Contemplai Candi, ma il suo volto e le sue sembianze erano già sbiaditi nella mia mente (e la fine della mia relazione con Nuova Appleloosa avrebbe inacidito ogni fantasia). Considerai la giumenta dalla criniera arcobalendo dalla sfera di memoria. Ma non importa quanto bene fosse invecchiata, era sempre più vecchia di quanto avrei voluto fantasticare. Ed anche se la immaginavo più giovane, la connessione tra lei e Calamity l’avrebbe resostrano. Infine, decisi di fantasticare sulla giumenta da una delle mie statuette, la mozzafiato ed attraente pony unicorno bianca con la sua fantastica criniera e coda viola.

Godei quanto il mio corpo devastato dalla malattia permiseper forse mezz’ora. Quindi, come una secchiata d’acqua fredda, realizzai che la giumenta su cui stavo fantasticando era la pro, pro, qualcosa-del-genere prozia di Velvet Remedy. Quello assassinò la mia fantasia e danzò crudelmente sul suo cadavere. Il peso della testa di Velvet Remedy si fece improvvisamente più presente di prima. Potevo sentire il calore che irradiava, ed il mio stomaco si annodò per il senso di colpa.

All’improvviso sentii qualcosa di pesante dentro di me, ed il sapore della bile. Spingendomi dal letto vomitai nel passaggio tra il bordo e la parete.

Ancora con i conati di vomito, con la bocca che bruciava e con un sapore orribile, con gli occhi lacrimanti, sentii Velvet Remedy che si svegliava. La mia caduta era completa. Ora ai suoi occhi, invece di essere una bambina, sarei stata la pony che vomitava. Ora non avevo più possibilità di rubarla a Calamity… non che ne avessi mai avute (o che l’avrei mai fatto! Non sono quel genere di pony geloso ed egoista. Maper direse fossi stata quel genere di pony, quello sarebbe stato il chiodo finale nella bara delle possibilità che avevo avuto). Sentii il peso di Velvet sollevarsi dal letto mentre lei si ritraeva da me.

“Oh… Littlepip, stai bene?” Che domanda stupida. Nonostate quello io annuii, con la testa premuta contro la parete. “Lascia che ti prenda dell’acqua…”

Aspettai che se ne andasse, piangendo solo un poco contro la parete, con il manto reso opaco dal sudore, con la testa che bruciava contro il muro.

Dea, sono patetica.”

Velvet Remedy tornò per darmi dell’acqua, per pulire la parete ed il pavimento dal mio vomito, per lavarmi e per sostituire le lenzuola del mio letto. Non ero nello stato per potermi godere nulla di tutto ciò. Ma mi potevo giustamente meravigliare che spendesse il suo tempo con una pony come me.

***        ***        ***

La febbre passò in un qualche momento di quella sera e finalmente scivolai in un sonno ristoratore senza sogni.

Mi svegliai sentendomi come non mi ero sentita per giorni: sana.

Il mio corpo era debole ma non esausto, ed io ero calda e per fortuna riposata. Avevo la bocca impastata ma lo stomaco era a posto. E mi ritrovai abbastanza assetata.

Rotolai sul letto, chiedendomi quanto a lungo fossi stata semi-delirante, ed individuai Velvet Remedy accovacciata sul pavimento, profondamente addormentata. Il mio cuore balzò a lei, riconoscendo quanto dovessi al più anziano unicorno. La sua testa riposava su una vecchia giacca, e qualche pony aveva posato una coperta sopra di lei mentre dormiva. Ero sicura che fosse stato Calamity, e mi fece piacere.

Mentre sollevavo la borraccia dalla spalliera del letto, la profonda e risonante voce di SteelHooves entrò dall’altra stanza. “Scusa, ma proprio non la bevo.”

“Non ti capisco,” sentii rispondere Calamity. C’era qualcosa nel tono di entrambi i pony che catturò la mia attenzione. Le orecchie mi si rizzarono, e bevvi silenziosamente mentre ascoltavo.

“Il tuo gruppo è come l’inizio di una brutta barzelletta,” elaborò SteelHooves. “Un’agente sotto copertura, una principessa discendente dall’aristocrazia pre apocalittica ed un reietto da una civiltà avanzata trottano in un saloon e cercano di dire ai pony che loro sono completamente normali.”

Quasi mi strozzai. Rapidamente e senza rumore tappai la borraccia e la riappesi al letto.

“Pensi che stiamo mentendo?” Grazie, Calamity, per suonare offeso.

“Penso che o tu stia mentendo a me, o che loro mentano a te.”

Sentii un calcio al pavimento che assunsi fosse di Calamity. “Cosa ti fa pensare...?”

“Perché ero cosciente, anche se a malapena. Eravamo tutti con i secondi contati[1]. Quell’alicorno era nel pieno della forza, indenne, il suo scudo magico si scrollava di dosso le granate. Poi, un istante più tardi, era morta,” la voce bassa fece un resoconto lapidario del nostro scontro come un insegnante che leggeva i voti dei compiti in classe. “Un singolo foro di proiettile, dritto nel cervello. Vuoi farmi credere che l’abbia fatto una qualche giovane ed innocente giumenta solo da alcune settimane fuori da una Scuderia? E tu ci credi pure?”

Non mi piacque come rimase silenzioso Calamity prima di dire, “Eggià, ci credo. Perché è quello che è successo.”

“Una giovane ed innocente giumenta,” ripetè SteelHooves, “appena uscita da una Scuderia. Con raffinate abilità criminali che le permettono di forzare ogni serratura e di penetrare in ogni computer, anche quando nessun altro pony in duecento anni ne aveva avuto la capacità.”

Mi accigliai. Dovevo ammetterlo, mi ero interrogata io stessa sulla carenza di altri scassinatori. Ma sapevo anche che avevo affinato la mia capacità di levitazione di precisione per anni nel mio tentativo di evocare il mio cutie mark. Il mio CAT aveva dimostrato che i miei talenti naturali erano focalizzati sulle scienze mondane ed arcane, ed i miei studi come tecnico PipBuck e gli strumenti del mio mestiere mi davano una competenza a manipolare terminali che pochi abitanti dell’esterno potevano avere. Ma soprattutto sapevo che quando avevo lasciato la Scuderia Due non ero nemmeno lontanamente vicina alla bravura in entrambe le cose rispetto a come lo ero diventata da allora. Avevo letto libri e fatto un sacco di pratica.

SteelHooves continuò, “Riguardo a quello, una Scuderia che è ancora chiusa ed operativa? È già abbastanza difficile trovare una Scuderia la cui popolazione sia sopravvissuta.” A quello una nube oscura si addensò nella mia mente.

La voce di Calamity era bassa, e forse un poco minacciosa. “Stai suggerendo che non vengano da una Scuderia?”

“No. Sono sicuro che provengano da una Scuderia”. La voce era fredda e piatta. “Solo trovo più credibile che siano agenti altamente addestrati in missione... magari da un qualche posto simile ad una struttura segreta del Ministero dell’Epicità... piuttosto che dei turisti dagli occhi spalancati provenienti da un rifugio per pony civili.”

Cosa? Mi sembrava che Calamity avesse detto che il Ministero dell’Epicità non facesse realmente nulla.

Clamity nitrì. “Questo è... ridicolo.”

“Davvero?” chiese SteelHooves. “È sopravvissuta ad un treno precipitato da un dirupo.”

“L’ho presa io!”

SteelHooves fece una pausa, e sembrò concedergliela. “Come l’hai conosciuta?”

Il mio amico esitò. Poi, con un sospiro triste, “L’ho quasi ammazzata.”

“Era appena uscita da Ponyville, dove aveva ripulito un covo di razziatori,” spiegò Calamity. “Era coperta di sangue ed indossava una corazza che aveva recuperato da loro, quindi la scambiai per una razziatrice. Sono piombato fuori dalle nuvole e cominciai a sparare.” Potevo sentire il rimorso nella sua voce.

Sentii una fitta al cuore per lui. Ma feci anche una smorfia alla sua descrizione. Anche Calamity sembrò ripensarci sentendo come suonava, perché dopo una pausa continuò velocemente con “Erano razziatori, ricordatelo. I razziatori non sono difficili da ammazzare.” Poi, sembrando ricordarsi lo schianto del vagone, corresse “Se sei almeno un po’ fortunato. E col terreno dalla tua.”

“Capisco”, disse impassibile SteelHooves. “Non è una mortale pony agente segreto. È solo fortunata. E riguardo all’altra?”

“Velvet Remedy? Lei è...” Calamity ridacchiò, “lei è una civile. È un medico ed una cantante. Come si infila questo nella tua teoria della struttura segreta?”

“Qualche altro talento?”

“Essere la più meravigliosa pony che abbia mai incontrato conta?” Potevo sentire il sorriso nella voce di Calamity. “Oltre a quello, no. Voglio dire, beh... ha un bizzarro talento per ottenere quello che vuole. Nel baratto, voglio dire. E nel convincere la gente a fare cose, quando non sta...” Calamity ammutolì.

Bravo ragazzo, Calamity. Non finire quella frase.

“Una diretta discendente di una delle tre fondatrici della Stable-Tec. La fondatrice che, credo, era il volto della Stable-Tec per le pubbliche relazioni ed anche la sorella di una delle otto figure più potenti nel governo pre apocalittico. Una discendente con abilità in seduzione, commercio e diplomazia.” SteelHooves intonò ironicamente, “No, hai ragione. Sembra proprio una pony civile.”

Gemetti interiormente. Come diamine era riuscito SteelHooves a fare ciò? Io stavo iniziando a dubitare della mia storia, e l’avevo vissuta.

Sentii Calamity sospirare. Sperai fosse per l’esasperazione. “Va bene, facciamo finta, solo per un minuto, che i miei compagni mi abbiano raccontato balle tra i denti.” Oh no, Calamity, ti prego non farlo. Siamo stati onesti. So che suona male quando la racconta così, ma...

Calamity finì, “A quale scopo?”

“Ebbene,” tuonò la voce profonda e mascolina, “sono marciate nel mezzo di una battaglia tra razziatori e schiavisti, in qualche modo hanno ottenuto di far sedere i capi delle due fazioni nel mirino della piccola, e poi hanno proceduto non solo ad eliminare quello che non gli piaceva, ma anche ad uccidere il drago che dirigeva lo spettacolo, assicurandosi che quella che volevano rimanesse in carica...”

Calamity interruppe, “Oso dire di averci avuto a che fare anch’io.”

SteelHooves continuò, non dissuaso. “A me, quello suona un sacco come un’unità speciale che riassesta le strutture di potere locali per adattarle ai propri scopi. Qualsiasi possano essere quegli scopi.”

Le Dee lo maledicano. È quello che i pony pensavano? Ed ero stata mortificata dalla mia reputazione quando ero presumibilmente solo un’eroina. Ciò era... folle.

Almeno Calamity sembrò essere d’accordo con me su quello. “Ceeeeerto. Va bene allora, che ne dici di questo? Se Littlepip è un qualche tipo di pony agente segreto, come diamine potrei averla quasi uccisa?”

“Perché le strutture di addestramento sotterranee non sono esattamente il posto migliore per imparare a combattere avversari volanti. Dubito che riusciresti di nuovo a colpirla dall’alto.”

Calamity stava lottando per non cascarci, benedetto sia lui. “Guarda, sono stato con loro. Tu invece no. So che sono... sorprendenti. Ma se inizi a conoscerle...”

“Vedrò che non sono per nulla spie?” La voce di SteelHooves sembrò sull’orlo di una risatina.

“Eggià.” Grazie, Calamity.

“Non un solo subdolo e malizioso pelo nelle loro criniere, allora?”

“Neanche uno.”

“Lo sapevi che Littlepip quando dorme fa una leggera e tenera russatina?”

Io non ru... oh merda!

***        ***        ***

Puoi ripetere?”

Avevo appena finito di vestirmi e stavo levitando le mie bisacce al loro posto quando il pony nell’armatura magicamente potenziata entrò e fece il suo annuncio.

“Vi accompagnerò alla Tenpony Tower. Dopo avere rischiato per salvare la mia vita, scortarvi in sicurezza alla vostra destinazione è il minimo che possa fare.”

Non ero certa di come mi sentissi al riguardo.

SteelHooves, comunque, puntò gli zoccoli. “Insisto.”

Aggrottai la fronte, guardando intorno la stanza mentre pensavo. La capanna aveva tre stanze, la camera da letto, la sala principale ed un laboratorio sul retro. Una volta guardatala nella sua interezza realizzai che SteelHooves mi aveva dato il suo letto per dormire e che ogni pony aveva riposato sul pavimento tranne me. Mi fece sentire grata e colpevole.

Quella non era la stanza da letto, dove avevo passato malata gli ultimi lunghi giorni, ma la stanza principale della capanna che aveva un tavolo da pranzo, file di armadietti metallici, una scrivania con un terminale luminescente ed alcuni trofei sparsi come decorazioni. Sopra la scrivania c’era un’insegna: una mezza mela con intarsiate tre scintille magiche circondate da ingranaggi, tenuta da ali a forma di falce di luna e con sovrapposta una spada da guerra con un’elsa da morso. Era lo stesso emblema che adornava il fianco dell’armatura da combattimento di SteelHooves, proprio dove il suo cutie mark sarebbe nascosto al di sotto.

I Ranger d’Acciaio.

Sospirai. “Dovrai chiederlo agli altri,” dissi, agganciando strette le mie bisacce. Iniziai a mettermi le cinghie per le fondine e le imbragature per le mie armi.

“Ne ho già parlato con loro al riguardo. Dicono che sei il loro capo.”

Cosa? Perché? Ero veramente la meno qualificata per il comando. Perché la radio continuava a dire così? Lo aggiunsi alla lista delle cose da dire a DJ Pon3 una volta giunti alla Tenpony Tower.

Cercai Velvet Remedy, ma era sdraiata sul pavimento, con la mente persa nella sfera di memoria di Fluttershy.

Nella stanza sul retro potevo sentire Calamity che lavorava sulle armi che si era procurato nell’armeria della Scuderia Ventinove. Le nostre tasche erano ora piene di comuni munizioni di piccolo calibro che non si adattavano a nessuna delle armi che preferivamo usare, e Calamity stava scambiando parti ed effettuando riparazioni su piccole pistole e fucili a basso potenziale per usare quei proiettili. Non che ci aspettassimo di usarle -- solo la scorta dell’armeria di cartucce per fucile avrebbe probabilmente trovato impiego -- ma sia le armi che le munizioni sarebbero state preziose merci di scambio.

Una radio nella stanza sul retro era sintonizzata sulla stazione di DJ Pon3. Le sonorità di un quartetto di pony lasciarono spazio ad una melodia di dolore, paura e speranza ed alla piacevole voce di uno stallone che era morto da duecento anni.

“Voglio calmare la tempesta, ma la guerra è nei tuoi occhi.

Come posso proteggerti dagli orrori e le menzogne?

Quando tutto quel che aveva significato è in frantumi, distrutto, sanguinante

Ed i sussurri nell’oscurità mi dicono che non sopravviveremo?”

Dopo aver legato il mio fucile da cecchino in posizione, finalmente guardai SteelHooves. Ma la mia risposta sbiadì quando vidi che stava guardando lontano, con lo suo sguardo focalizzato su una piccola foto in un angolo della stanza che non avevo notato prima. L'immagine di un’anziana giumenta arancione, con la criniera gialla variegata di grigio sotto il suo cappello da cowpony. Si dondolò leggermente. Sentii un certo peso nella stanza che mi disse di non parlare.

Mi avvicinai per dare un'occhiata più da vicino, ma sapevo di aver già visto prima quella giumenta. Molte volte. La sua statuetta era nelle mie bisacce, così come il ricordo di lei a quello che fu l'ultimo party di Pinkie Pie. Ero ormai certa che anche il ricordo di SteelHooves fosse in quella sfera.

Sotto la foto c’era una teca da esposizione. All'interno, perfettamente conservata, c’era un'altra statuetta della pony arancione scalciante ("Sii Forte"), nella gloria della sua giovinezza. In cima alla teca c’era un piccolo box foderato di seta, molto simile a quello che avevo trovato nella cassaforte di Vinyl Scratch, all'interno del quale giaceva una singola sfera di memoria.

SteelHooves si mosse di nuovo solo quando la canzone finì, con l’ultimo ritornello che riecheggiava fino a scomparire.

La conoscevi, non è vero?” domandai delicatamente, gentilmente.

SteelHooves si voltò verso di me. “Come avrei potuto? È morta secoli fa.”

Lo fissai, non giudicandolo, solo che sapevo. Rimase rigido contro il mio sguardo per diversi minuti, fino a quando finalmente guardai altrove.

La voce di DJ Pon3 eruttò dalla stanza sul retro. "Avete le orecchie ritte, fedeli ascoltatori? Perché vi ho parlato, ed alcuni di voi non sono stati a sentire. Per anni vi ho ricordato che ghoul e zombie non sono la stessa cosa. I ghoul sono pony che hanno avuto la sfortuna di essere esposti ad una massiccia dose di radiazioni magiche e non morire. Quella roba distorce ed imputridisce i loro corpi ma, a differenza degli zombie, le loro menti sono ancora come quelli di un qualsiasi altro pony, e meritano di essere trattati come tali.

“Beh, alcuni di voi pony su alla Tenpony Tower non hanno ricevuto il messaggio. E quando lo Sceriffo Codaputrida[2] ha insistito che a lui ed ai suoi ghoul fosse permetto di entrare, proprio perché erano stufi di essere braccati dalle manticore e massacrati dai pipistrelli vampiro[3], Capo Stellatriste[4], il comandante della sicurezza della Tenpony, ha risposto assumendo un gruppo di mercenari per setacciare le case popolari lungo la Linea Celestia e spazzarli via tutti.

“In un'intervista, alla domanda su come fosse riuscito ad essere una così suprema testa di cazzo, Capo Stellatriste aveva questo da dire:”

Un’altra voce, aspra ed irritata, uscì dalle casse della radio. “Vai a farti fottere. Ho fatto ciò che era giusto per quelli che ho giurato di proteggere.”

La voce di DJ Pon3 ritornò. “Riscalda il cuore sapere che ci sono pony che difendono costantemente pregiudizi e bigottismo, vero? Grazie, Capo Stellatriste, e che possa Celestia benedirti con un bacio dal sole.” L’ultima parte suonò certamente come se fosse stata detta attraverso il digrignare dei denti.

Scossi la testa. Da uno zoccolo ero veramente sollevata dal sentire delle notizie che non fossero riguardo a me. Ma dall’altro avevo avuto esperienze sia con pony ghoul come Ditzy Doo che con veri pony zombie. Conoscevo la differenza. E l’idea che qualche pony appoggiasse un massacro su larga scala di ghoul innocenti perché non si preoccupava di distinguerli dagli altri mi faceva male e mi tingeva la vista di rosso.

La profonda e mascolina voce di Steelhooves nitrì dall’interno del suo elmetto metallico. “Non sei una fan di chi supporta i ghoul, deduco?”

Lo guardai con una confusione che confinava con diverse emozioni oscure. Il mio disgusto era stato chiaramente evidente sulla mia faccia o nel mio linguaggio del corpo; non mi era venuto in mente che la mia reazione potesse essere facilmente fraintesa come diretta contro DJ Pon3.

Uno dei pony più saggi e gentili che ho mai incontrato in questo maledetto inferno è una pony ghoul!” gli sputai contro. “Il suo nome è Ditzy Doo, e vale facilmente quanto tre Ranger d’Acciaio messi assieme. Non per le abilità di combattimento o per le belle armi, ma per la qualità del suo carattere.” Battei a terra una zampa anteriore forte abbastanza da slogarmela. “DJ Pon3 ha ragione. E se non lo capisci, non c’è posto per te nei nostri viaggi.”

SteelHooves non disse nulla. Ma iniziò a fare fagotto.

***        ***        ***

Osservai i pezzi avanzati sparsi sul banco di lavoro lasciati da Calamity. Ora che avevo ottenuto tutte le parti per costruire la mia pistola a dardi velenosi avrei dovuto usare quell’opportunità per metterla insieme. Ricorrendo alla mia unica capacità magica iniziai a pulire il posto, mentre allo stesso tempo tiravo fuori gli schemi dalle mie bisacce.

“Buongiorno, Littlepip.” Calamity trottò nella stanza. “È bello rivederti sui tuoi zoccoli.”

Sorrisi sovrappensiero, facendogli un cenno con la testa. La conversazione della notte scorsa gettava ancora la sua ombra nella mia mente. Sapevo di cosa Calamity ed il Ranger d’Acciaio avevano parlato, ed il modo convincente con cui SteelHooves aveva tessuto i suoi dubbi. Calamity sapeva che avevo origliato. Ma nessuno di noi aveva detto nulla.

“Sembra che ci siamo guadagnati un nuovo compagno di viaggio. Almeno per un po’,disse Calamity

in modo colloquiale. “Che ne pensi di lui?”

Alzai le spalle. Non sapevo ancora cosa pensare del Ranger d’Acciaio. Avevo visto ombre sia buone che cattive in lui, ma era ancora troppo presto per saltare[5] alle conclusioni.

Dal tono cauto di Calamity potevo dire che aveva dei dubbi riguardo a SteelHooves. “Lo ammetto, ci potrebbe essere comoda la sua potenza di fuoco,” offrì gentilmente. “Sarà dannatamente utile avere un specialista in ordigni esplosivi come quello in sella con noi se incapperemo in altri di quegli... alicorni.”

Annuii, avendo iniziato a preoccuparmi per la prossima volta in cui avremmo incontrato quelle creature. Se i miei sospetti erano giusti

“D’altro zoccolo,” Calamity iniziò a parlare, poi si fermò come se si stesse chiedendo se la sua opinione valesse la pena di essere espressa. Mi girai a guardarlo e feci un cenno con uno zoccolo per dirgli di andare avanti.

“Beh, diciamo soltanto che i Ranger d’Acciaio non hanno esattamente la reputazione di gente che si batte per i pony comuni.”

Ah già. Reputazioni. La conversazione notturna incombeva di nuovo su di me. I miei occhi guardarono oltre Calamity, portando distanza fra di noi. Mi chiesi se il divario fosse più che fisico. I miei ricordi tirarono via una coperta da un quasi dimenticato sogno in cui ero intrappolata sotto una parete e guardavo i miei amici camminare semplicemente via.

“Hey, Littlepip, stai bene?” Chiaramente portavo le mie preoccupazioni come un cutie mark. Sbuffai all’umorismo nero della cosa: che grande spia segreta che sarei stata.

Calamity trottò vicino a me e poggiò gentilmente uno zoccolo sulla mia schiena. “Non ti preoccupare. Niente delle cose dette da quell’individuo pianterà semi di sfiducia fra di noi.”

Lo guardai, con gli occhi spalancati. Mi sorrise. “Ho visto il tuo cuore, Littlepip. Vuoi sinceramente aiutare la gente, e metti la tua stessa vita in pericolo per farlo, anche quando alcuni di loro non se lo meriterebbero. Non inizierò a mettere in discussione quello che so riguardo a te perché qualche pony che non sa di cosa sta parlando capisce le cose in modo contorto.”

Potevo sentire le lacrime raccogliersi nei miei occhi. Lanciai le zampe attorno al grosso pony color ruggine e lo abbracciai con tutta me stessa.

***        ***        ***

Puoi guardarci dentro se vuoi.”

Fu la prima cosa che SteelHooves mi disse dopo la mia sfuriata di più di un'ora prima. Velvet Remedy era nella stanza a controllare le nostre provviste. Calamity stava riempiendo le nostre borracce dal depuratore d'acqua di SteelHooves. Avevo finito di fare fagotto ed i miei occhi vagavano senza scopo; il mio sguardo curioso alla fine cadde sulla sfera di memoria insediata sotto la foto di Applejack, giumenta del Ministero del...

Realizzai che in realtà non sapevo quale Ministero del governo di Luna fosse assegnato ad Applejack. Avevo giusto abbastanza indizi per fare qualche informata ipotesi.

“Vai avanti”, mi incoraggiò SteelHooves. “Non è stato visto da tanto, tanto tempo. Qualche altro pony dovrebbe ricordare.”

Considerai prima il Ranger d’Acciaio, poi la sfera. Mi chiesi perché qualche pony diverso da un unicorno vorrebbe tenerne una, dal momento che solo gli unicorni possono accedere ai ricordi archiviati all'interno. Non aveva senso, mi resi conto, a meno che il pony la tenesse perché fosse condivisa. O per custodirla - ma custodirla era come gettarla via se nessun pony vedeva mai ciò che c’era all’interno.

Annuii, rispettosa di quello che mi veniva offerto. Poi mi sporsi in avanti, puntando il mio corno verso la sfera e toccandola con la mia magia.

Il mio mondo cadde lontano.

<-=======ooO Ooo=======->

Eravamo in piedi dietro le quinte, nascosti nell’oscurità da una pesante tenda. Applejack era accanto a me e stava fissando il buio palcoscenico di pietra, il podio con microfono e gli altoparlanti, la folla mormorante che riempiva l'auditorium di fronte ad esso, con l'enorme logo d’ottone dell’MTB sulla parete della scena.

Io (o almeno il pony di cui stavo cavalcando le memorie) avevo occhi solo per lei. Lei sembrava nervosa, per non dire a disagio nel suo abbigliamento formale.

Non posso farlo.”

Mi sentii parlare, sentii la voce provenire dalla mia bocca, “Andrai bene.” La voce era profonda e forte, come quella di SteelHooves ma nemmeno lontanamente così austera.

Mi odiano. A metà di loro già brucia il culo perché ho iniziato a mettere gli zoccoli nel Ministero invece di lasciargli semplicemente fare quello che volevano. Ma introdurre i pony di Twilight?” Dal suo tono, quello apparentemente non era andato tanto bene.

Avvolsi una zampa anteriore attorno al suo collo (permettendomi di intravedere il colore verde mela del mio manto) e la strofinai gentilmente, una senzasione che trovai piuttosto piacevole. “Dopo di oggi lo capiranno tutti, e ti ammireranno tutti per quello.”

Io (o più precisamente, il pony che stavo cavalcando”) mi piegai in avanti e le sussurrai nell’orecchio. “Ora vai là fuori e fai la storia. O sarò costretto a sculacciarti.

Oh Dea Celestia!

La pony arancione arrossì e diede al suo incoraggiatore uno sguardo che avrei pagato a qualunque prezzo per avere una giumenta che lo facesse a me. “Più tardi, donnaiolo.” Sorrise, almeno più allegramente di prima, ed avanzò verso la folla. Il pony che stavo cavalcando la guardò avanzare, il suo sguardo deviò ripetutamente sui suoi fianchi, portando il mio sguardo con il suo. Sebbene non lo potessi biasimare mi stava facendo sentire decisamente a disagio. Quella era una strana memoria da condividere.

Poi notai che aveva una fondina legata ad una zampa, per lo più nascosta sotto il suo vestito formale. L'impugnatura d'avorio balenò con tre mele rosse mentre camminava.

L’accoglienza non fu il rispettoso ed ammirato silenzio che aveva ricevuto Fluttershy. Ma Applejack si drizzò sul podio, si schiarì la gola, e parlò lentamente e chiaramente.

Ora ascoltate. So che siete un po’ addolorati riguardo all’avere pony dal Ministero delle Scienze Arcane a lavorare con voi. So che vi dedicate a migliorare Equestria alla maniera dei pony terrestri, e la magia è piuttosto il contrario di tutto questo. Ma ci sono delle cose che sono semplicemente troppo importanti per lasciare che del cocciuto orgoglio si metta in mezzo ad una richiesta d’aiuto. Fidatevi di me. Lo so.

E voglio che sappiate quanto sono fiera di essere qui oggi, in grado di mostrarvi i frutti dei vostri sforzi. La maggior parte di voi non sa su cosa abbiamo lavorato. Era importante tenere queste cose…” La parola seguente non sembrò uscirle naturalmente, “…compartimentalizzate per tenere questo progetto fuori dagli zoccoli delle zebre. Ciò che avete compiuto in solo un annonon c’è un gruppo di pony terrestri che abbia fatto un lavoro migliore in meno tempo da quando abbiamo costruito Appleloosa.”

Fino a quel punto le sue parole avevano avuto un sottofondo di sdegnati brontolii ed opinioni sussurrate. Ora la sua voce calò in un tono sia cupo che funestamente serio. I pony nella folla iniziarono a zittirsi. Non per lei, ma per gran rispetto di quello di cui parlò.

Quando ero giovane mio fratello, Big Macintosh, c’era sempre per me. Era il mio parente più vicino, e non mi ha mai abbandonato. E quando Equestria ha avuto bisogno di lui, nuovamente non ci ha abbandonato. Ha servito eroicamente nel nostro esercito, lottando per il nostro stile di vita per tre anni. E poi, quando abbiamo avuto ancora più bisogno di lui, ha fatto il sacrificio finale.

Quando quel proiettile zebra penetrò attraverso la corazza di mio fratello e gli trafisse il cuore, spezzò anche il mio.” Potevo vedere che Applejack stava iniziando a lacrimare. La sua voce tremò, ma andò avanti. La sala era ora di un silenzio di tomba, tranne che per lei.

Un anno fa abbiamo seppellito mio fratello, Big Macintosh. E quel giorno giurai che nessun altro pony sarebbe morto inutilmente in battaglia. Stanno rischiando le loro vite là fuori. Gli dobbiamo di più. Ed ora, a partire da oggi, gli daremo di più.”

Il mio compagno di ricordi iniziò a camminare verso il palcoscenico. Sentii le corde attaccate a me sollevarsi e tendersi, con la bardatura che mi scavava nella carne. Sentii la resistenza ed udii le ruote del carro che stavo trainando iniziare a muoversi.

“Pony del Ministero della Tecnologia, vi do i Ranger d’Acciaio!”

<-=======ooO Ooo=======->

Pochi istanti dopo il ricordo collassò, e l’ultima visione persistette nella mia mente mentre il mio mondo si riassestava: uno sguardo indietro al carro da esibizione ed all’armatura potenziata magicamente che stava trasportanto. Guardai SteelHooves, sentendo che ora lo capivo molto di più rispetto a qualche istante prima.

***        ***        ***

Il grigio chiaro delle nuvole era calato, avvolgendo il paesaggio nella nebbia. Tutto attorno a noi le macerie degl edifici abbattuti dalla detonazione e demoliti dal tempo creavano ombre ed ostacoli. Dovevo regolarmente controllare la bussola del mio EFS per essere sicura che stessimo ancora andando nella giusta direzione. Anche Calamity stava a terra per evitare di perderci.

Adesso stavamo entrando nella periferia di Manehattan. Sentii una fitta di disappunto per il non poter propriamente vedere la città. Calamity e Velvet Remedy si erano messi davanti. La mia frequente attenzione al mio Eyes-Forward Sparkle era tanto per individuare creature ostili quanto per navigare.

Un altro punto rosso apparve di fronte a noi poco a sinistra. “Calamity, ad ore sette.”

Calamity annuì e si accucciò strisciando in avanti. La nebbia lo avvolse, nascondendolo alla mia vista, ma la bussola del mio EFS segnalava la sua posizione. Velvet stette poco indietro, ma lo tenne fisso nel suo campo visivo, col suo corno che brillava debolmente mentre lei si preparava a lanciare uno scudo attorno al pegaso dalla criniera arancione coperta dal cappello desperado nero.

Un istante dopo risuonò un singolo doppio colpo.

Calamity ritornò. “Grosso radiporco.” Una delle creature simili ad un maiale che avevo incontrato sotto il ponte ferroviario.

Spero che tu non stia pianificando di cucinarlo e mangiarlo,” intonò denigratoriamente Velvet Remedy. “Non credo che tutta la carne che hai mangiato negli ultimi giorni ti abbia fatto del bene.”

Le lanciai un’occhiataccia che probabilmente non poteva vedere e non dissi nulla.

Vedi, è per questo che siete tutti vegetariani,” rise Calamity. “Non avete mai provato la pancetta. Fidatevi di me, se i pony fossero fatti per mangiare solo frutta, avena ed erba, allora l’esistenza della pancetta sarebbe la prova che il mondo è semplicemente crudele e malvagio.”

Oh fantastico. Ora dovevo provare a mangiare il radiporco.

Qualche istante dopo, avevamo acceso un fuoco e Calamity mi stava spiegando esattamente quali parti del radiporco fossero le più deliziose. Velvet Remedy aveva scelto di unirsi a SteelHooves nell’ignorarci.

La sua voce delicata tagliò l’aria quando disse a SteelHooves, “Ora, se finiamo in una battaglia, spero che avrai il buon senso di lasciare che se ne occupino Calamity e Littlepip. Senza offesa -- sono davvero grata che tu sia venuto a salvarci -- ma sono andata più vicino alla morte per tutte le tue esplosioni che per gli alicorni.”

Non ci avevo pensato in quel modo, ma Velvet Remedy aveva colto un punto importante. Le armi di SteelHooves erano tutte estremamenteeccessive. E, mentre era molto valido per combattere manticore od alicorni a buona distanza, poteva essere letale per ogni pony a distanza ravvicinata o negli spazi chiusi.

Avrei dovuto convincere SteelHooves a starsene di riserva finché non fosse necessario. Non ero sicura su come l’avrebbe presa il Ranger d’Acciaio. Viaggiare con altri e prendere delle precauzioni per tenere i suoi compagni in vita non era, sospettai, qualcosa che SteelHooves aveva dovuto affrontare da molto tempo.

***        ***        ***

“…vecchia canzone,” Calamity stava parlando con Velvet Remedy mentre tornavano davanti. “Se ne canto un pezzettino (male, probabilmente) la tua magia può creare un po’ di musica per accompagnarla?”

Beh,” disse Velvet incerta. “Di sicuro posso provare.” Quindi, con un sorriso rassicurante, “E la tua voce è piuttosto buona. Se prendessi delle lezioni di canto saresti molto gradevole da ascoltare.”

Roteai gli occhi. Quella era la mia Velvet.

No, quella era la Velvet di Calamity, ribadii a me stessa. E quindi cancellai l’intero pensiero; Velvet Remedy era la Velvet di Velvet, e lo sarebbe stata fino a quando non avesse detto altrimenti. Ed anche a quel punto, solo fino a quando l’avrebbe permesso. Calamity sarebbe diventato il Calamity di Velvet.

Ed io non sarei diventata una terza ala gelosa.

SteelHooves prese posto sul resto. Rallentai, scegliendo di conversare con lui piuttosto che dilungarmi sui due pony davanti a me. Cercando di iniziare una conversazione gli dissi che avevo una domanda riguardo al ricordo che avevo visto.

Che domanda?” La sua voce suggeriva che c’erano tante domande che sospettava potessi avere e che la maggior parte di esse non fossero proprio affari miei.

Il Ministero della Tecnologia -- perché M.T.B.?”

Quando l’inosservabile pony parlò potei sentire un tocco di sollievo nella sua voce. “Ufficialmente era il Ministero delle Tecnologie Belliche. Ma Applejack odiava quel nome. Era sempre la prima a far notare che le innovazioni tecnologiche dell’MTB difendevano e portavano benefici per tutta Equestria, non solo allo sforzo bellico.”

Annuii, ascoltando attentamente. Era un argomento che stava un po’ a cuore a SteelHooves. Ma un piccolo lampo verde nel cielo sopra di noi distrasse il mio sguardo. Guardai in alto ma non vidi nulla. Mi voltai per chiedere a SteelHooves se avesse visto qualcosa, ma lui stava continuando a parlare del Ministero di Applejack; dubitavo che lo schianto di una carrozza volante avrebbe potuto destare la sua attenzione.

Sotto la guida ed il supporto del Ministero fiorirono per tutta Equestria dozzine di industrie dalle tecnologie innovative, quelle già esistenti diventarono molto più potenti, ed i loro prodotti diventarono parte della vita quotidiana di ogni pony. Compagnie come la Ironshod, Four Stars, Equestrian Robotics ed anche la Stable-Tec.” Diresse il suo sguardo elmettizzato verso il mio PipBuck. “Quindi perché usare un nome incentrato sulla guerra? Sarebbe dovuto essere il Ministero della Tecnologia.”

Sentii della musica. Non Velvet Remedy o Calamity. Musica patriottica da festa sussurrata attraverso la foschia. Mi fermai, girando su me stessa fino a quando il piccolo puntino di luce apparve sulla mia bussola.

Ogni pony, per favore aspettate. Voglio controllare una cosa.”

Da sola?” chiese SteelHooves.

,” annuii. “Va tutto bene. Torno subito.”

Lo fa spesso?” lo sentii chiedere ai miei compagni mentre mi immergevo nella foschia, seguendo il suono.

Fare cosa?” nitrì Calamity. “Gironzolare? Deviare dal percorso per esplorare rovine a casaccio? Tutto il tempo.”

***        ***        ***

Mi stavo avvicinando ad un edificio. Metà di esso era un gigantesco granaio con larghe finestre in frantumi. L’altra metà sembrava un castello nella foschia. Il mio PipBuck segnalò un nome sul mio EFS: Stazione Principale ed Uffici Centrali Four Stars.

La musica si interruppe con un schiocco ornato di statica. “Ciao, Osservatore.”

Ciao, Littlepip. Vedo che ti sei fatta un nuovo amico.”

Forse,” dissi, senza commentare ulteriormente.

Come se fosse una battuta da copione, la profonda voce di SteelHooves risuonò attraverso la foschia. “Littlepip, tutto bene?” Wow. Furtivo non lo era.

“Hey,” disse la voce meccanica dell’Osservatore, “Quella voce suona familiare.” Ciò non mi sorprese. La voce di SteelHooves era molto particolare. E se l’Osservatore aveva curiosato per le Terre Devastate d’Equestria da un po’ di tempo, poteva molto probabilmente aver spiato i Ranger d’Acciaio.

Osservatore: ora sì che c’era qualche pony che si meritava di essere sospettato di essere un pony agente segreto sotto copertura.

Mi guardai attorno cercando la robofatina, ma la nebbia lo nascondeva in modo pratico. Individuai invece una coppia di distributori automatici: Sparkle~Cola e Sunrise Sarsaparilla. Ed una terza solo pochi metri distante da loro: Emporio Munizioni della Ironshod. L’ultima era stata aperta e saccheggiata a fondo. Rabbrividii immaginando il mondo pre apocalittico, dove potevi comprare munizioni insieme alle tue bibite dal distributore a bordo strada. Nessun contatto con altri pony era necessario.

Osservatore, c’era un Ministero dell’Epicità?” Era solo una domanda di riscaldamento; naturalmente già lo sapevo.

“Ah , Rainbow Dash.” L’incorporea voce artificiale in qualche modo riuscì a suonare divertita anche se non aveva alcun tipo di inflessione. “, una delle eroine d’Equestria decise che il suo Ministero sarebbe stato il Ministero dell’Epicità. Hanno anche costruito una Sede Centrale del Ministero per esso nel Viale dei Ministeri. Presumo che l’abbia menzionato Calamity?”

Annuii. Poi, quando realizzai che l’Osservatore forse non poteva vedermi meglio di quanto io potessi vedere la robofatina (anche se mi avrebbe veramente sorpreso se quello fosse il caso), dissi, “.”

Viale dei Ministeri. Avevo già sentito di quel posto prima, ma non avrei esattemente messo lo zoccolo sul dove o quando.

Dopo averci ponderato senza risultato, infine chiesi, “Che cosa faceva il Ministero dell’Epicità?” Odiai (detestai) dover domandare qualcosa che Calamity mi aveva raccontato, specialmente basandomi su quello che SteelHooves aveva detto. Ancora di più dopo che Calamity non aveva fatto lo stesso.

Non molto,” disse l’Osservatore con mio grande sollievo. “Voglio dire, Rainbow Dash buttò avanti due o tre progetti -- il Progetto Singolo Pony era uno dei loro, per esempio -- ma più che altro, semplicemente oziavano in giro e non facevano niente. Dopo qualche anno Luna ordinò di imballare il tutto, ed iniziarono ad usare il QG dell’MdE come magazzino.”

Mi venne un’altra domanda. Attivai l’incantesimo di gestione dell’inventario del mio PipBuck ed aprii le mie bisacce. Quindi mi fermai, chiedendo per sicurezza: “Puoi vedermi?”

, Littlepip. Posso vederti.”

Ci avrei giurato.

Feci fluttuare fuori le due statuette che avevo trovato. “Cosa sono queste?”

Ovviamente l’Osservatore conosceva la risposta. “Edizione Limitata dei Pony dell’Armonia. Hai davvero dei piccoli e graziosi artefatti magici con te. Ne hanno fatte solo quarantadue.”

Quarantadue?” Mi aspettavo un numero più vicino a sei.

Le eroine d’Equestria, le sei pony amiche le cui virtù corrispondevano agli Elementi dell’Armonia. Ne hanno fatti sette serie -- una per ognuna di loro ed una che Luna si è tenuta per sé. Le pony se li scambiavano generalmente l’un l’altra, anche se qualche statuetta è stata passata ai parenti od alle persone amate.”

Aveva senso. Sweetie Belle aveva quella della sorella. Applejack diede una sua rappresentazione ad Applesnack. Mi chiesi se quella che avevo trovato alla vecchia Appleloosa era stata in origine un regalo per Braeburn.

“Oh. Ora mi ricordo a chi suona simile il tuo amico.” Il nome che l’Osservatore mi disse mi fece sentire lieta che non stessi bevendo di nuovo della Sparkle~Cola.

Chi era…?” Non riuscii a finire la domanda. Uno schiocco di statica sostituì la voce dell’Osservatore con quella di Occhiorosso, che era nel mezzo di un racconto rivolto a tutti su come razziatori, ghoul e canemoni fossero cattivi. La sua voce si affievolì quando la robofatina vagabondò senza scopo via da me fino a quando non venne ingoiata completamente dalla foschia.

***        ***        ***

La Four Stars era una compagnia di ferrovia sopraelevata che una volta provvedeva il trasporto pubblico per la metropoli di Manehattan. SteelHooves suggerì che, se la monorotaia era ancora intatta, sarebbe stata la via più facile attraverso la città, portandoci sopra il labirinto di macerie e lontano dalla maggior parte delle aberrazioni distorte dalle radiazioni e dagli occasionali razziatori che infestavano le rovine.

Sembrava un buon piano, così mi fermai ad un cartello ancora illuminato rappresentante le linee. Quella stazione era parte della Linea Luna. La Linea Celestia, che la incrociava in diversi punti, portava direttamente alla Tenpony Tower.

Calamity aveva finito di rovistare tra i bidoni dell’immondizia, e tornò con una sorprendente collezione di oggetti vendibili e qualche dozzina di tappi di bottiglia. Velvet Remedy roteò gli occhi. “Bene, spero che quelli siano abbastanza per te per pagarti un bagno appena arriviamo a Tenpony.”

Guardai attraverso la sala d’attesa verso le pesanti porte della struttura d’uffici simile ad un castello. C’erano pannelli anneriti che sembravano postazioni per torrette che erano state distrutte secoli fa. Curiosa, trottai verso la porta e la provai. Chiusa.

Beh, mi stava semplicemente pregando di aprirla.

Che cosa stai facendo?” chiese SteelHooves quando lui e gli altri si unirono a me.

Voglio vedere cosa c’è dentro,” dissi semplicemente, concentrandomi sulla serratura. Quella era difficile. La Four Stars non voleva cedere i suoi segreti facilmente. Cosa che mi rese più determinata sullo scoprire quali fossero quei segreti.

Sentii Calamity fare un nitrito che si traduceva chiaramente come “te l’avevo detto”.

La serratura scattò. Trionfalmente, spalancai la porta.

In un batter d’occhi registrai l’estensione dell’ingresso grigio, con la sua scrivania semicircolare fortificata con sacchi di sabbia e barricate di fortuna. In quel rapido sguardo vidi i corpi sparsi di una dozzina di Ranger d’Acciaio -- armature potenziate magicamente che trattenevano i resti ossei dei pony. E vidi i tre buchi bruciacchiati nel soffitto che una volta ospitavano le torrette.

La torretta rimanente del soffitto dell’ingresso della Four Stars girò su sé stessa ed aprì il fuoco. Fui colta di sorpresa, ma Velvet Remedy si era preparata. Il suo scudo mi circondò mentre l’aria si riempiva del rat-tat-tat-tat del fuoco di mitragliatrice. Tuttavia lo scudo non diede protezione; i proiettili gli passarono dritti attraverso. Quindi attraverso la mia corazza ed attraverso di me. Il mio corpo venne fatto a pezzi in agonia, ed al mio interno dozzine di cose andarono orribilmente male tutte assieme mentre almeno sei colpi passavano senza problemi attraverso di me e si infilavano nelle piastrelle del pavimento.

Sentii a malapena il ruggito esplosivo del lanciagranate automatico di SteelHooves quando collassai, con i suoni e la luce che mi abbandonavano. Era come se stessi cadendo in un pozzo. Tramite il cerchio distante sopra di me, potevo vedere il soffitto detonare in un ammasso di palle di fuoco, quindi venne giù con un rombo distante, collassando nell’ingresso di sotto.

***        ***        ***

Tornai nelle terre devastate dei viventi, in allerta e dolorante; Velvet Remedy mi stava versando un’altra pozione ristoratrice extra-forte giù per la gola. Mi strozzai, ansimando.

Bentornata, Littlepip. Siamo stati molto vicini al perderti,” la voce di Velvet era aspra dalla preoccupazione.

C-che cosa è successo?”

La voce Calamity venne da qualche parte più avanti tra le macerie. “Proiettili perforanti.” La sua voce suonava incredula ed allarmata.

Fermati!” ordinò SteelHooves. Fui colta dal panico, chiedendomi che cosa stessi facendo che potessi smettere di fare, ma la sua esclamazione era diretta verso Calamity. “Non ti lascerò depredare i corpi dei Ranger caduti.”

“Hey,” ribattè Calamity, “Nel caso non l’avessi notato, non usano più ‘sta roba. E le munizioni che quella tua ridicola bardatura da combattimento spara in giro non sono economiche e non sono il genere di roba che trovi nelle casse di munizioni dei razziatori o nei cassetti delle scrivanie nei palazzi d’uffici. Dobbiamo raccattarle dove possiamo, quando possiamo.” Calamity si zittì un istante, quindi trottò in vista con un missile in bocca. Hehondo mhe, hon hi manherà.

Posò il missile in una pila che stava ordinando, guardando in cagnesco SteelHooves.

Guardai Velvet Remedy che mi stava pungolando a bere di più. “Bene. D’ora in poi, entriamo furtivamente negli edifici che possono non essere amichevoli.”

SteelHooves tornò da me. Mi chiesi quanto super-pony-mortale-sotto-copertura gli sembrassi in quel momento, con la corazza piena di buchi e coperta del mio stesso sangue appiccicoso (avrei dovuto pulirla e ripararla una volta giunta alla Tenpony Tower. O magari prima. Supposi che non dovevo sembrare molto meglio rispetto a quando me ne stavo andando via da Ponyville).

Hai decisamente la mia attenzione,” disse e si girò verso il Ranger morto più vicino. “Adesso anche io voglio sapere di più su questo edificio.”

Annuii. “Va bene. Dividiamoci.” Considerai di tenere Velvet Remedy al mio fianco, ma realizzai che non era il piano migliore. “SteelHooves con me. Velvet, ti dispiacerebbe stare con Calamity? Voi due guardate nel resto di questo piano e nel seminterrato. Noi controlleremo gli uffici di sopra.”

Velvet sorrise. E quindi mi fissò con uno sguardo pungente. “Fa’ attenzione. Molta più attenzione rispetto a prima.”

Promisi.

***        ***        ***

All’Attenzione di Tutti i Dipendenti della Four Stars:

In accordo con i nuovi protocolli di sicurezza ed antinfortunistici, a tutti i dipendenti sarà fornita un’arma da fuoco militare d’ordinanza. Quest’arma da fuoco dev’essere portata costantemente addosso mentre si è sulla proprietà della compagnia. In tale mancanza, od in caso di incapacità nel tenere la propria arma da fuoco ben mantenuta e propriamente caricata, ci saranno i presupposti per la terminazione sotto la politica gestionale dipendenti uniformata 13-B.

Nell’improbabile evento di un’incursione sulla proprietà privata della Four Stars da parte delle forze governative, a tutti i dipendenti è richiesto di proteggere la proprità privata della Four Stars ed il personale esecutivo. A tutti i dipendenti è pertanto richiesto frequentare almeno uno dei tre programmi d’addestramento Sviluppo-della-Difesa-e-del-Lavoro-di-Squadra-Four-Stars nei fine settimana di questo mese. In tale mancanza ci saranno i presupposti per la terminazione sotto la politica gestionale dipendenti uniformata 6-F.

Daisy May[6] offrirà qualcuno dei suoi amati biscotti ai fiori fatti in casa come rinfresco dopo gli esercizi SDLSFS. Gnam!

Avevo già letto quel messaggio prima; era in ogni terminale in cui ero penetrata. Non aveva per me più senso in quel momento rispetto alla prima volta. Guardai SteelHooves, controllando per assicurarmi che tutto fosse a posto, prima di visualizzare il successivo.

Mi resi conto che quello era un buon momento per chiedere, “SteelHooves, hai mai sentito parlare di qualcuno chiamato Flutterguy?”

SteelHooves nitrì. “Perché me lo chiedi?”

“Oh, ho sentito qualche pony dire che la tua voce suona come quella di Flutterguy.”

SteelHooves calciò leggermente il pavimento. “L’ho già sentita questa.” Le mie orecchie si rizzarono. Realizzai che avrebbe potuto essere un fuoricampo se SteelHooves avesse saputo qualcosa sul pony che l’Osservatore aveva menzionato. Aprii la bocca per chiedere, ma mi zittì. “È solo una presa in giro.”

Oh. Quanta perspicacia. Tornai ai messaggi sul terminale.

Politica Gestionale dell’Evacuazione, Versione Dipendenti:

Noi qua alla Four Stars apprezziamo il vostro impegno per la compagnia. Nell’estremamente improbabile evento di una incursione federale, o peggio, un attacco con megaincantesimi, è dovere di ogni dipendente proteggere il personale chiave e garantire l’evacuazione sicura di tutti i dipendenti nel seguente ordine:

1) Presidente della Four Stars ed ogni Azionista sulla proprietà

2) Membri dell’Amministrazione Esecutiva

3) Ricercatori Capi

4) La Segretaria del Presidente, Daisy May

5) Membri dell’Amministrazione di Medio Livello

6) Assistenti Ricercatori con autorizzazione di livello Rosso, Nero od Oro

7) Assistenti Ricercatori con autorizzazione di livello Arancio o Bianco

8) Supervisori di Piano

Una volta che tutti i sopracitati sono stati evacuati in sicurezza dalla proprietà, vi incoraggiamo ad assicurare la vostra stessa sicurezza.

Per garantire la vostra sicurezza stiamo fornendo munizioni perforanti di tipo militare a tutti i dipendenti sopra alla posizione di Supervisore.

Mi appoggiai allo schienale del terminale e promisi a me stessa che, se mai in qualche modo fossi tornata indietro nel tempo, non sarei mai andata a lavorare in quel posto.

C’era una quantità sorprendente di tecnologia arcana ancora funzionante in quell’edificio. O, almeno, c’era stata. SteelHooves non era delicato, ed ogni volta che faceva fuori uno dei robocervelli della sicurezza od una delle guardie robot simili a ragni, provocava danni imponenti ad ogni cosa in prossimità. Il saccheggio si era ridotto al trovare cose all’interno delle scrivanie di metallo o depredare le casse di munizioni.

Fortunatamente c’erano un po’ di entrambe le cose. Nessun pony era entrato incolume in quel posto da secoli, e le sole casse di munizioni avrebbero potuto supportare un piccolo esercito. Calamity aveva ragione. Nessuna delle casse includeva missili o granate. Ma avevamo abbastanza di tutto il resto, inclusi un sacco di proiettili perforanti, per durare un bel po’ di tempo. Con extra da vendere. La prevalenza di munizioni perforanti convinse SteelHooves che quel posto si era fortificato principalmente contro i Ranger d’Acciaio.

Ce n’era ancora uno. E quello sembrava un messaggio privato, non ancora duplicato su nessun altro terminale.

Risposta: Satin:

Ho sentito che il Ministero della Morale l’ha presa. Accusata di sedizione. Gli agenti dell’MdM lo scorso fine settimana hanno fatto irruzione in casa sua nel mezzo della notte e l’hanno portata via.

L’Amministrazione si sta infuriando di sopra; sembrano essere sicuri che Satin dirà qualcosa o, peggio, ricordi qualcosa. Tutto quello che so è che mi aspetto che qualche gorilla in armatura del Ministero sfondi la porta da un giorno all’altro.

Fanculo a quegli spara contadini[7]. Inizierò a portare la mia arma da casa!

***        ***        ***

SteelHooves si voltò, preteggendomi il fianco, mentre strisciavo in avanti. Divisi la mia attenzione tra la sala e la bussola del mio EFS mentre perlustravo più avanti -- controllare stanze, cercare dentro scrivanie e frugare tra le librerie, fino a quando un altro schizzo rosso si accese sulla mia bussola. Indietreggiando, indicai a SteelHooves la direzione del nemico in prossimità; quindi mi soffermai in una stanza laterale, non volendo essere colpita dalle ripercussioni che accompagnavano ogni attacco che faceva in uno stretto corridoio.

Una voce robotica urlò, Questa è proprietà privata, maiali federali! Arrendetevi e fatevi annientare! La voce fu immediatamente seguita dal sibilo di un missile. Il corridoio eruttò fiamme. Con mia sorpresa sentii SteelHooves colpire il pavimento.

Luna che caga rocce lunari! Veniva dal robot della sicurezza! Che genere di robot spara missili?

Tirai fuori il mio fucile da cecchino, caricandolo con munizioni perforanti. Quindi, tenendomi accucciata, diedi un’occhiata dietro l’angolo.

Il robot occupava la maggior parte della sala, e sembrava il figlio mutante di un Ranger d’Acciaio e di un carro armato. Le sue quattro zampe finivano in sfere che lo spingevano lentamente per il corridoio. Contai come minimo tre armi, incluse una torretta lanciamissili ed una mitragliatrice a canne rotanti in una postazione girevole sul petto che poteva ruotare di 180 gradi attorno al telaio del robot.

La mia mente cercò un appropriato livello di profanità, ma il risultato fu bianco come il fianco di un neonato.

La cosa stava rullando verso SteelHooves, che si stava muovendo ma era incapacitato. La mitragliatrice a canne rotanti sul petto si voltò verso il Ranger caduto. Ero piuttosto certa che pure quella avesse munizioni perforanti.

Lanciandomi oltre l’angolo, alzai il fucile da cecchino e guardai nel mirino telescopio. La mitragliatrice a canne rotanti smise di dirigersi verso SteelHooves ed iniziò a rivolgersi verso di me mentre io scivolavo nel nirvana di mira del SATS. Il fucile da cecchino ruggì con tre colpi in rapida successione.

I primi due proiettili fecero dei piccoli buchi nella “testa della sentinella simil carro armato, con il solo apparente effetto di aver leggermente intaccato la sua mira. La mitragliatrice a canne rotanti della sentinella fece a pezzi la parete, ed un singolo proiettile lacerò la mia corazza creando una profonda escoriazione che mi attraversava il fianco sinistro.

Il mio terzo colpo colpì in pieno la torretta missilistica, che puntualmente esplose. I missili erano stati progettati per far fuori un Ranger d’Acciaio; erano allo stesso modo efficaci nel rendere inerte la sentinella.

La mia zampa anteriore sinistra era malferma, il sangue fresco si stava mischiando con l’appiccicoso disordine del mio manto arruffato. Zoppicai verso SteelHooves. La sua armatura gli stava amministrando pozioni curative e lo stava imbottendo di droghe. L’incantesimo di auto riparazione dell’armatura stava consumando metallo di scarto da un compartimento corazzato sul suo fianco destro, ricostruendosi. Mi fermai un istante meravigliata da quello che Applejack ed il suo Ministero avevano creato.

Starai bene?” chiesi. SteelHooves annuì, sforzandosi di non gemere. “Allora sarò subito di ritorno. Voglio sapere a cosa stava facendo la guardia quel mostro.”

***        ***        ***

La sentinella robot stava facendo la guardia all’ufficio del Presidente della Four Stars. La scrivania era corazzata, progettata per essere usata come una barricata, e c’era un pannello nascosto nella parete beh, sarebbe stato nascosto se fosse stato chiuso. La scrivania era chiusa a chiave. Forzarla mi costò una forcina e mi guadagnai quella che sembrava una tessera lasciapassare di sicurezza. Nitrii all’ironia, sospettando che la tessera mi avrebbe permesso di aggirare tutta la sicurezza robotica che avevamo dovuto sfondare per arrivare lì.

Diverse casse di munizioni chiuse erano nascoste sotto la scrivania. Quando aprii la prima trovai una mezza dozzina di granate spezza matrice. Compresi immediatamente che erano progettate per spezzare la matrice d’incantesimi delle armature dei Ranger d’Acciaio, rendendoli impotenti proprio come aveva fatto l’attacco dell’alicorno a SteelHooves. Ma non potei non pensare a come quel genere di granate avrebbero spezzato le più mondane tecnologie della maggior parte dei robot, incluso quello a guardia di quella stanza. Fucile magico trucida draghi nella stanza del drago, decisamente.”

Dovetti fare diversi tentativi per penetrare nel computer, ogni volta ritirandomi prima che riconoscesse l’intrusione e mi chiudesse fuori completamente.

Politica Gestionale dell’Evacuazione, Versione Esecutivi:

Nelle circostanze in cui Manehattan subisca un megaincantesimo -- o peggio, se il Ministero della Morale organizza un’incursione su questa proprietà -- tutti gli ufficiali esecutivi della Four Stars dovranno dirigersi alla scuderia nel seminterrato in conformità delle procedure d’evacuazione ZS 1A – 5D, sotto elencate. Per favore attenetevi alle vostre direttive.

La Scuderia Four Stars è garantita per tenervi protetti e sicuri nell’eventualità di qualsiasi catastrofe, ha cibo, acqua e scorte mediche per sopravvivere anche nell’eventualità di un megaincantesimo -- per quasi dodici intere settimane!

L’SFS include anche un’armeria, un poligono di tiro per tenersi in pratica e materiale da leggere in abbondanza per tenervi occupati. Questo include i manuali di istruzioni su come acclimatarvi alle nuove condizioni esterne una volta che gli effetti postumi delle detonazioni dei megaincantesimi saranno cessati, ed il cerimoniale adatto per accogliere le nostre benefattrici zebre.

Okie. Dokey. Lokey.

I Ranger d’Acciaio non erano del Ministero della Morale. Qualche pony aveva chiamato i grossi calibri. Ed ancora peggio, i pony al comando se lo stavano aspettando. Che cosa stavano facendo?

Secondo la mappa inclusa, la scala “nascostaci avrebbe portato dritto nel seminterrato. Saremmo dovuti essere in grado di incontrarci con Calamity e Velvet Remedy in fretta da là.

Iniziai a forzare la serratura dell’armadietto delle armi. Come il terminale, spinse all’estremo le mie abilità. Ero tentata di usare una delle mie Ment-ali Party-Time per darmi quel qualcosa in più. Ma, proprio prima di arrendermi e farlo, l’armadietto si aprì.

All’interno c’era un vestito corazzato diverso da tutti quelli che avevo visto fino a quel momento -- rosso e nero con delle ornature oro, perfettamente conservato. Lo tirai fuori e lo misi sulla mia schiena, pensando che Velvet Remedy sarebbe stata sbalorditiva con esso. Insieme alla corazza c’era anche un elmetto, ma fui tentata dal lasciarlo lì. Le piume rosse che lo adornavano quasi urlavano “bersaglio”.

All’interno c’erano diverse carabine d’assalto dal progetto peculiare ed impressionante. Una di esse aveva un mirino telescopico ed era fornita di silenziatore. Aveva un’impugnatura personalizzata di legno intagliato tinto a strisce bianche e nere.

***        ***        ***

Ti stavamo aspettando, Littlepip.” Calamity mi sorrise quando mi unii a loro nel seminterrato. Lui e Velvet Remedy erano di fianco ad una porta chiusa con un terminale. Guardando il terminale, fui compiaciuta dallo scoprire che aveva un occhio magico per la scansione di tessere lasciapassare. Quella dannata cosa sarebbe stata utile dopo tutto.

Offrii a Velvet l’abito che aveva trovato. Declassò l’elmetto come “appariscente”, ma presto aveva Calamity che l’aiutava ad indossare il vestito corazzato. Diressi la mia attenzione al terminale, facendo fluttuare la tessera lasciapassare.

Dove diamine l’hai trovato?” la voce di SteelHooves rimbombò quando finalmente ci raggiunse. Mi voltai a guardarlo mentre tenevo ferma telecineticamente la tessera lasciapassare. SteelHooves si fermò in fondo alle scale e stava fissando Velvet Remedy.

“Littlepip l’ha trovato in un armadietto di sopra,” rispose Velvet Remedy, baldanzosa. “Come pensate che mi stia addosso?”

Splendidamente,” rispose Calamity sospirando. “Il rosso e l’oro si abbinano con le strisce nella tua criniera e coda.” Quindi con un ghigno imbarazzato, “E non ho mai visto niente del genere. Ciò significa che nessun pony ti scambierà per una razziatrice od una schiavista e ti sparerà per sbaglio.”

L’occhio magico del terminale guardò la tessera lasciapassare e bippò allegramente. “Benvenuta, Signora Presidente!” Meccanismi interni iniziarono a sibilare e sfregare mentre la porta iniziò ad aprirsi. Non era niente di sofisticato rispetto alla porta della Stable-Tec, ma era certamente un paio di gradi sopra qualsiasi cosa che avevo visto nelle terre devastate.

Io potrei spararle,” brontolò SteelHooves. Lo fissammo tutti con occhiatacce ed espressioni perplesse.

Quella,spiegò, “È un’uniforme da Legionario Zebra.”

Calamity fischiò. Velvet Remedy all’improvviso sembrò a disagio. Mi voltai, scegliendo piuttosto di guardare dentro l’oscurità della mini scuderia aperta di fronte a me.

Brillando nell’oscurità, gli occhi di almeno una dozzina di pony zombie mi fissarono. Quindi ci ripensai. Zombie, . Ma non pony.

Nota: nuovo livello.

Nuovo vantaggio: Puledra d’Azione (livello uno) – Conosci il tuo incantesimo di mira come il retro del tuo zoccolo, rendendoti circa il 20% più figa in combattimento. Per ogni livello di questo vantaggio ottieni +15 punti azione nel SATS.


[1] Nell’originale, I saw all of us down for the count: “vidi tutti noi a terra per il conteggio”, riferito ai secondi contati dall’arbitro nel pugilato.

[2] Nell’originale, Rottingtail.

[3] Nell’originale, bloodwings.

[4] Nell’originale, Grim Star.

[5] Nell’originale hop, skip and jump, citazione della canzone di Pinkie Pie nel settimo episodio della prima stagione.

[6] Letteralmente, “Margheritina di maggio”

[7] Nell’originale, appleseeds, in riferimento agli hayseeds, contadini.