Capitolo Diciotto: Cause Innaturali

“Quel lavoro aveva ‘strano’ scritto da tutte le parti”

Speranza.

Finalmente avevo trovato un’altra giumenta che rispettavo ed ammiravo e che, in cambio, rispettava (e forse addirittura ammirava) me. Una che era attratta dalle giumente e che potevo credere fosse, almeno un poco, attratta fisicamente da me. Non eravamo innamorate, ci conoscevamo appena… ma c’era la possibilità di amare. C’era, in una parola, speranza.

Le ultime sedici ore avevano reso la giornata lunghissima. Per quanto mi sarebbe piaciuto trascorrere le successive molte ore con Homage, aveva subito capito che non ero nella forma per fare altro che dormire. Lei mi fece tornare alla mia suite, dove Velvet Remedy pulì e lavorò sulle mie ferite fino a quando non caddi in un sonno senza sogni per puro sfinimento.

Mi svegliai la mattina molto tardi, affamata… e per più del semplice cibo. Velvet Remedy si era già svegliata ed era scomparsa tra i negozi, per ricavare quanti più tappi possibile da tutto quello che Calamity aveva deciso di sgraffignare dalle rovine della fabbrica della Red Racer e della sede del Ministero della Morale. La maggior parte di quello che Velvet ed io avevamo saccheggiato era destinato all’uso personale -- cibo e munizioni, principalmente, così come le ghiandole velenifere che avevo tagliato dalle manticore.

Dopo quello che aveva passato avevo deciso di consentire alla pony blu mare di tenere la mia pistola a dardi avvelenati. Avevo tutto il necessario per crearne un’altra una volta tornati a casa. Calamity aveva acquistato una postazione di lavoro (attualmente smontata) che avrebbe installato alla Giunzione R-7 una volta ritornati. Cosa che, grazie al pezzo necessario per riparare il Bandito del Cielo, non avrebbe richiesto più di qualche giorno.

Non avevo intenzione di andarmene fino a quando avessi avuto la possibilità di spendere del… tempo di qualità con Homage.

Per qualcosa di più della semplice curiosità sintonizzai il mio PipBuck sulla stazione di DJ Pon3 ed ascoltai la musica mentre mi pulivo e strigliavo. Homage aveva già cominciato ad integrare la nuova musica nella playlist di DJ Pon3. Quella canzone insolitamente orecchiabile riguardante il rammendare l’amicizia che Homage ed io avevamo ballato era in riproduzione mentre mi lavavo i denti e cercavo di snodare tutti i grovigli da criniera e coda.

“EVVIVA!” La voce di DJ Pon3 tuonò sulle onde radio quando la canzone finì. “Celestia e Luna ci benedicano, abbiamo della NUOVA MUSICA!

“E con la nuova musica arrivano anche delle nuove Notizie! Siete pronti? La notte scorsa, la nostra Salvatrice delle Terre Devastate…”

La mia telecinesi implose, facendo cadere tutto quello che stavo facendo fluttuare.

“…quella bimba dalla Scuderia Due, ha trovato e salvato la brava gente di Gutterville! E da quale orrore li ha salvati, vi chiederete? Da uno psicotico scienziato ghoul che stava facendo esperimenti con la Contaminazione e che aveva allevato un suo piccolo esercito di manticore! Questo, gente, è ciò che si intende con schiacciare due radiablatte con uno zoccolo: non solo ha salvato le vite di oltre due dozzine di pony, ma ha anche risolto il problema di manticore di Manehattan!”

Lasciai cadere la testa nel lavandino, facendo un piagnucolante sospiro. La mia reputazione era totalmente fuori controllo. Sentii a malapena la porta della suite aprirsi, mentre mi angosciavo su ciò che i pony pensassero e si aspettassero da me. Parte di me era certa che ad Homage piacesse semplicemente mettermi in imbarazzo.

“Diamine, se vedete la bimba, ditele di fermarsi e di venirmi a trovare. Il vecchio DJ Pon3 vuole darle un gran bacio per quel che ha fatto!”

La mia testa si alzò di scatto, colpendo dolorosamente il rubinetto con il mio corno. “Ahi!”

“Lo sai che ci sono modi più civili per bere un sorso d’acqua piuttosto che lapparla dal lavandino, vero?” La voce di Velvet Remedy risuonò dall’altra stanza.

Indietraggiando mi toccai il corno guardandomi allo specchio, poi mi voltai verso Velvet. Stava trainando un piccolo carretto rosso carico di scorte e vestiti. Fissai gli abiti piuttosto fantasiosi ed eleganti.

“Ho pensato che volessimo apparire al meglio per DJ Pon3” affermò con semplicità. Merda. Mi ero scordata dell’imminente audizione di Velvet Remedy. “Non preoccuparti. Conosco la tua taglia. Ti ho avvolta nelle bende abbastanza spesso da saperla.”

Mi sentii arrossire.

Velvet Remedy fece fluttuare un paio abiti, entrambi semplici ma allo stesso tempo graziosi, verso di me. “Staranno benissimo su di te. Fidati di me. Quello a destra metterà davvero in risalto i tuoi occhi. Quello a sinistra si abbina magnificamente con la tua criniera e coda.”

“Quale dovrei indossare, allora?”

“Sta a te decidere. Oppure, se vuoi fare la misteriosa, entrambi. Trova una scusa per allontanarti e cambiati a metà della serata.” Velvet Remedy fece un sorriso luminoso. “Avanti, prendili. Una ragazza non può mai avere troppi vestiti.”

Annuii, facendoli fluttuare con cura sul mio letto. Poi saltai e diedi un abbraccio a Velvet Remedy. “Grazie!”

“Oh non ci pensare, cara,” nitrì lei gentilmente.

***        ***        ***

Velvet Remedy era in attesa di incontrare DJ Pon3.

Dovevo parlare con Homage per capire come volesse gestire la cosa. Se Homage era stata disposta a rivelarsi a me, confidandomi un tale grande segreto, allora era logico pensare che sarebbe stata ugualmente disposta nei confronti dei miei amici. Parte di me, tuttavia, non lo voleva. Volevo che rimanesse il nostro piccolo segreto -- solo Homage ed io. Qualcosa di speciale tra di noi. Volevo che non confidasse a nessun altro pony, nemmeno Velvet Remedy, un tale dono. Era un pensiero egoista; sapevo che mi sarei dovuta vergognare di me stessa per averlo avuto. Ma mi consolai pensando che quello era il segreto di Homage ed io avrei potuto raccontarlo o meno, quindi il non averlo detto ai miei amici rappresentava un atto di virtù.

Sulla strada per l’ascensore superai un poster. Pinkie Pie, insisteva, continuava a guardarmi. PER SEMPRE.

Sulla parete di fronte vi era un poster di Fluttershy. Questa volta non stava facendo la modella per la Sparkle~Cola, ma per un vero poster del suo Ministero:

Guerra? Paura? Morte?

Dobbiamo Fare di Meglio!

MINISTERO DELLA PACE

Dobbiamo fare di meglio. Dovremmo fare di meglio. Dovrei fare di meglio.

Capii perché Velvet Remedy amava quella pony pegaso gialla. Se solo ce ne fossero state di più come lei le Terre Devastate d’Equestria forse non lo sarebbero mai diventate.

Stavo ancora contemplando il poster quando Homage uscì dall’ascensore. Il viso le si illuminò non appena mi vide. “Ah. Proprio la pony riparatostapane che stavo cercando.”

Non avrei mai sopportato l’imbarazzo.

“Homage,” feci un respiro, sentendo il mio cuore agitarsi mentre buttavo giù il fatto che quella carina unicorno grigia dalla vibrante criniera blu provava effettivamente qualcosa per me. Forse dei sentimenti romantici. O, almeno, era disposta a considerare la cosa. La cosa da sola era più di quanto avessi mai avuto prima da una giumenta. E da una giumenta che mi piaceva davvero. E che era anche carina!

“Si?” disse scherzosamente, facendomi balbettare.

“Io… ehm… io, è che… Quando e come vorresti fare quella cosa in quel posto?”

“Quella cosa in quel posto?”

Agitai uno zoccolo per l’agitata esasperazione “Sai. Velvet Remedy? DJ Pon3? Registrare la sua musica?”

“Oh!” sogghignò Homage. “Quella cosa in quel posto. Ti fidi di lei, vero? I pony della Tenpony Tower mi conoscono come la ragazza tuttofare di DJ Pony3, ma davvero non posso lasciar capire che gli sono un po’ più di vicina di così. Può mantenere un segreto?”

Parte di me non sopportava condividere la verità su Homage, ma sarebbe stato sbagliato non farlo. “Per sempre.”

***        ***        ***

Tu sei DJ Pon3?”

Homage sorrise, godendo chiaramente dell’incredulità di Velvet Remedy.

Velvet Remedy si era preparata splendidamente ed aveva indossato uno dei suoi vestiti nuovi, uno di un punto di viola splendido, il tutto con l'intenzione di fare una prima impressione mozzafiato. Mi stava mandando occhiate frustrate.

“Ho qua un intero studio di registrazione, così la registrazione sarà buona quanto tu lo sei,” disse Homage, mettendosi tra di noi mentre parlava a Velvet. Mi ritrovai a fissare i fianchi di Homage, coperti con un abito di seta color argento che brillava aggrappato così saldamente al…

Velvet mi stava guardando. Mi aveva beccato a fissare, ed il piccolo sorriso sul suo volto mi fece fare un tuffo al cuore. Sarei stata fortunata se il resto dei nostri viaggi non avessero avuto come colonna sonora “Littlepip ed Homage siedono sotto un melo#”.

Homage fece fare a Velvet Remedy un tour molto più breve, saltando completamente il tetto e l’Ateneo ma ma mostrando il piccolo studio di registrazione all’uscita dello STEMSA. Velvet sembrava essere in paradiso. Non importa quanto protestasse, non importa per quanto tempo avesse bramato di diventare un pony medico, l’unico pony che Velvet poteva sperare di convincere che lei non otteneva una gioia impareggiabile dal cantare era Velvet stessa.

Quando Velvet entrò nella camera di registrazione Homage diresse la sua attenzione sugli strumenti di registrazione, muovendo il corno su un banco di interruttori e manopole. Righe di luci colorate si accesero in risposta. Ero stata lasciata a sedere in un angolo a guardare lo spettacolo.

Velvet Remedy si avvicinò al microfono. “Prova suono? Mi senti chiaramente, DJ... come dovrei chiamarti?”

“Homage, quando siamo assieme,” rispose l’unicorno grigia.

Sentii una del tutto irrazionale fitta di gelosia sentendo nominare loro e “assieme”. Mi colpii la fronte con uno zoccolo. Sentimenti del genere erano tanto disdicevoli quanto ridicoli. “Smettila di essere una pony sciocca, Littlepip!” sussurrai sottovoce a me stessa.

“Questa è un’installazione fantastica, Homage”, lodò Velvet. Poi con quasi troppa noncuranza, chiese “Per caso ti capita mica di avere un banco da lavoro, qua attorno da qualche parte?”

Homage alzò lo sguardo dal banco di registrazione. “Si? Perché?”

“Oh, bene. Littlepip ha un progetto, ed ha bisogno di uno spazio di lavoro privato,” dichiarò Velvet Remedy. Mi sentivo davvero stupida per aver provato quella fitta involontaria; anche mentre era sul punto di fare una prestazione che sarebbe stata ascoltata da tutta Equestria, Velvet Remedy stava pensando a come aiutarmi.

“Ho il sospetto che il progetto le prenderà tutta la notte,” mormorò Velvet con fare sornione e cospiratorio. “Va bene se passa la notta con te, vero?”

Per le orgasmiche esplosioni solari di Celestia!#

“Oh, mi farebbe molto piacere poterla...” mormorò in risposta Homage, “...intrattenere per una notte.”

Ero condannata.

“Pronta quando lo sei tu.”

Il corno di Velvet Remedy cominciò a brillare. La camera di registrazione si riempì di luce colorata e di una ricca musica elettrica. Homage era pietrificata dallo stupore. Sorrisi, conoscendo l’impatto di un’esibizione di Velvet Remedy.

“La musica è il mio rimedio#...”

***        ***        ***

Quattro ore più tardi Homage ed io stavamo passeggiando nel centro commerciale della Tenpony Tower. Velvet Remedy era stata fantastica. Dietro sua insistenza Homage aveva lasciato Velvet eseguire ogni canzone più volte, assicurandosi che avesse la migliore registrazione possibile di ognuna. Una volta conclusa l’esibizione la mia compagna dal mantello color carbone era esausta, e ci aveva lasciate per andare a fare un sonnellino.

Homage era stata un torrente di commenti sulla prestazione e sulla nuova musica fino da allora. Fortunatamente non sentii altre ripetute fitte di gelosia per la cosa. Ero, in effetti, abbastanza stupefatta pure io. Homage ed io avevamo passato più di un’ora semplicemente a ricordare l’esibizione come una coppia di puledrine fan dopo un concerto.

La prima canzone era stata a lungo una delle preferite alla Scuderia Due (se avessi dovuto attribuirle un tema musciale, sarebbe stata quella) ed anche la seconda era stata una popolare nei suoi giorni alla Scuderia. La terza era la sua interpretazione di una canzone che una volta mi aveva detto essere stata originariamente eseguita da Pinkie Pie e dal DJ Pon3 originale al Battizoccoli, qualcosa che aveva scelto specificatamente per DJ Pon3 -- era la canzone che aveva iniziato a cantare allo Spaccazoccolo, ed ero emozionata al pensiero di averla potuta finalmente ascoltare fino alla fine! L’effetto su Homage era stato entusiasmante. Adoravo vedere la piccola unicorno grigia fare quei gridolini!

L’ultima era una che avevo sentito Velvet Remedy preparare durante i nostri viaggi. Quella che una volta aveva dichiarato fosse su di me. Non riuscivo a decidere se volevo sciogliermi o nascondermi.

Avevamo raggiunto il bordo di una balconata che abbracciava il piano inferiore del centro commerciale della Tenpony Tower, pieno di negozi di classe (inclusi uno solo per il vino ed un altro di fronte che era solo per il formaggio, ma che era chiuso). Quando ci avvicinammo alle scale mi fermai a guardare di sotto. SteelHooves stava trottando in giro, sbirciando dentro le vetrine ed assorbendo l’arte in mostra, disinvolto per quanto poteva. Tutto intorno a lui i pony si fermavano e lo fissavano, alcuni si allontanavano imbarazzati. Vidi una madre tirare in modo protettivo dietro di sé la propria puledrina curiosa.

“Il tuo amico sta provocando molto scalpore,” osservò Homage.

Ridacchiai. “Credo che l'alta società della Tenpony non sia abituata a vedere un pony in armatura potenziata magicamente.” Mi chiesi se i suoi zoccoli blindati stessero rigando il loro presuntuoso pavimento di marmo lucido.

“Beh, lui è un Ranger d’Acciaio. Questo dà da pensare alla maggior parte dei pony.”

Non era la prima volta che sentivo qualche pony di cui mi fidavo suggerire che i Ranger d’Acciaio avessero una reputazione non proprio splendente. “Perché?”

Homage mi guardò con sorpresa. “Stai viaggiando con un Ranger d’Acciaio,” disse lentamente, “e non sai niente di loro?”

Aprii la bocca per dire che sapevo che erano... che cosa? Li conoscevo dai poster, ma quelli erano vecchi di duecento anni. A dire la verità non conoscevo i Rangers d’Acciao. Conoscevo SteelHooves. Almeno più di quanto i miei compagni conoscessero l’enigmatico pony completamente nascosto dalla sua armatura. Avevo visto una sfera di memoria. Una con un ricordo che assumevo (con ragione) fosse suo.

“No... Suppongo di no. Parlamene tu.”

Homage ci guidò lontano dalle scale verso un tavolo di un piccolo ma costoso ristorante. Una pony cameriera ci portò i menù nel momento in cui ci sedemmo, riuscendo a guardarci con aria altezzosa, come se i suoi clienti le fossero inferiori. Guardando il menù scoprii per l’ennesima volta che tutto quel che c’era su di esso era una versione abbellita di cibo pre apocalittico.

Scossi la testa, spingendo il menù da parte. “Cinquanta tappi di bottiglia per un purè di banane che posso trovare gratis nel frigorifero di un edificio in rovina? No, grazie. Friggerlo in striscioline e tesserle a forma di cestino non vale così tanto.”

Homage sollevò un sopracciglio. “Cerca di ricordare che la maggior parte dei pony di qui non durerebbe un giorno là fuori. Ci sono razziatori, schiavisti, robot di sicurezza fuori controllo e forse anche qualche manticora selvatica, tra loro e quel cibo gratis.” Guardò gli altri clienti, poi si chinò in avanti e sussurrò, “Onestamente non credo che la maggior parte di questi pony sia in grado di gestire le radiablatte. Ne schiaccerebbero una, poi le altre radiablatte li ucciderebbero mentre cercano di raschiare via le viscere dagli zoccoli presi da un incontrollabile disgusto.”

Guardai le giumente d’élite ed i gentilstalloni della Tenpony. Probabilmente aveva ragione.

“Le scorte della Tenpony Tower sono esaurite generazioni fa. Quello che vendono ora è stato acquisito dai pony sciacallo, specialisti nel setacciare le rovine di Manehattan in cerca di alimenti. Fortunatamente c’erano alimentari, ristoranti e drogherie in abbondanza in questa città prima della bomba, quindi sciacallare è stato tanto fruttoso quanto pericoloso. Ma i pony sciacallo non rischiano il collo a buon mercato. E visto che tutta l’acqua è irradiata è difficile per una famiglia di pony purificarne abbastanza per tenere un piccolo orto. Per un ristorante come questo le colture fresche sono fuori questione.”

Considerai la cosa. Poi ripresi il menù.

Ordinai il purè di banane a forma di cestino ed una bottiglia di vino. Erano sorprendentemente pieni di sapore.

“I Rangers d'Acciaio,” Homage spiegò al di sopra dei nostri bicchieri di vino, “sono la vecchia guardia del Ministero delle Tecnologie Belliche. Si vedono come i cavalieri della grandezza del passato, che ritengono essere legata ai progressi tecnologici ed industriali d’Equestria, e custodi della tecnologia che il loro Ministero ha contribuito a creare.

“Onestamente, la maggior parte di loro sarebbe più interessata a salvare il tuo PipBuck che a salvare te.”

***        ***        ***

Dopo pranzo portai Homage alla spa come inizio serata. La volta precedente era stata così assolutamente piacevole che dovevo condividere l’esperienza con lei.

Homage aveva chiesto che la piccola radio nella spa venisse sintonizzata sulla stazione di DJ Pon3. Dall’espressione che le diedero le pony della spa non dovevano approvare molto la ribelle amante dei ghoul, ma erano abituate alla richiesta. Con la nuova musica trasmessa sospettavo che la popolarità della trasmissione si stesse impennando.

Una delle belle pony della spa mi stava tamponando il viso con fango pulente e rivitalizzante quando la voce di DJ Pon3 squillò dalla piccola radio.

“Buona sera, bambini!”

Guardai sorpresa Homage. Lei mi fece l’occhiolino in risposta prima che le coprissero le palpebre con fette di cetriolo.

“Ho una domanda per voi tutti fedeli ascoltatori. Qualcuno tra voi giumente o stalloni ha mai visto... un fantasma? ‘Suvvia, DJ Pon3!’ vi sento dire. ‘Non ci sono cose come i fantasmi! Ci sono storie di fantasmi su Manehattan fin da quando la nonna di mia nonna era una puledra, e nessun pony ne ha mai realmente visto uno. Le storie di fantasmi sono tutte inventate, lo sai!’ Bene, e se ora io, DJ Pon3, la vostra voce nelle terre devastate, vi stessi per dire che ho visto un fantasma? E non intendo eroiche Puledre della Scuderia che miracolosamente sopravvivono cadendo con treni giù da un dirupo, non questa volta.”

Gemetti ad alta voce. Avrei serrato gli occhi, ma erano già stati coperti con vegetali.

“Ora, fu svariati anni fa, e mi ero appena tirata fuori da una situazione a stretto contatto con una di quelle manticore, quindi in quel momento ero sotto Dash e Stampede#. Ma lei era lì, onesta verità di Celestia. Non l’ho mai più vista, o ritrovato l’esatto punto in cui ero incappata in lei. Ma ci sono più cose folli in queste selvagge terre devastate di quanto crediate.”

Più tardi, mentre le pony della spa ci facevano una ponycure ed un trattameto al corno, chiesi ad Homage, “Che cos’è lo Stampede?”

“Oh, una miscela di Rage ed antidolorifici,” rispose Homage. “Un’amica ed io trovammo la ricetta nelle rovine di una clinica dell’MdP quando eravamo giovani.”

La mia curiosità prese il sopravvento. “Un’amica? Avrò l’occasione di incontrarla?”

“No. Sfortunatamente la mia amica non è sopravvissuta agli sforzi per farci entrare nella Tenpony Tower.”

***        ***        ***

Mi sentivo meravigliosamente rinfrescata e rilassata. Il tempo passato alla spa era stato piacevole ed intimo, ed avevo grandi speranze per il resto della serata.

Quando uscimmo dalla spa Homage si sporse vicina e sussurrò “Ho preregistrato quell’ultimo pezzo. È una buona idea farsi vedere occasionalmente in pubblico mentre DJ Pon3 è ‘in diretta’ alla radio.”

Annuii, fissandola appena un po’. Il bagno di fango era stata la prima volta in cui l’avevo vista non indossare né un vestito né un accappatoio da spa. Il suo cutie mark sembrava poter essere sia un altoparlante che un megafono. In entrambi i casi era perfettamente adeguato a lei. E potevo capire perché scegliesse di tenerlo privato vestendosi finemente. Se qualche pony avesse sospettato che lei potesse essere più che la semplice pony tuttofare di DJ Pon3, quel cutie mark non sarebbe stato altro che una confessione involontaria.

Tre piccoli pony galopparono fino a noi, due puledri ed una puledra più giovane. I due più giovani avevano le lacrime agli occhi, il puledro cercava di trattenerle mentre la puledra le stava strizzando via con un’espressione speranzosa.

Sentii Homage gemere al loro avvicinarsi.

“Signorina Homage,” chiese il più grande quando si furono fatti vicini. “DJ Pon3 ha detto che papino ha cercato di derubare l’Eroina delle Terre Devastate, ed è per quello che è in prigione. È vero?”

“L’ha fatto davvero?”

“Papino non l’avrebbe fatto.”

Oh, fottetemi con la luna. Luna, sole, entrambi. Stupratemi con violenza.

Homage sembrava, se non altro, ancor meno a suo agio. Ma rimase fedele alla verità. “Si, bambini. Temo che l’abbia fatto.”

“Ma gli dispiace davvero...” mi intromisi, anche se sapevo che l’unica cosa per cui Monterey Jack fosse davvero dispiaciuto era che la cosa l’aveva messo in una brutta posizione. “...e sono sicura che lo lasceranno andare. Io...”

Mi interruppi, rabbrividendo mentre sceglievo le parole parlando più lentamente. “So che la Puledra della Scuderia è davvero turbata di vederlo in prigione.”

“Lei lo salverà?” disse all’improvviso la puledra con tanta speranza nella voce che quasi mi stese.

“Perché dovrebbe farlo?” replicò il fratello più grande. “L’ha minacciata ed ha cercato di derubarla.”

Guardai Homage senza speranza.

“Non lo lasceranno andare,” disse il fratello di mezzo. “Lo impiccheranno tra due giorni.”

***        ***        ***

Camminai avanti ed indietro per l’Ateneo mentre Homage mi guardava triste. “Non puoi interferire.”

“Oh, sì che posso!”

Homage fece un sospiro malinconico. “Capisco perché senti che dovresti. Anche se ha steso il suo fieno#. Ma da quel che hai detto non mi sembra proprio che voglia essere aiutato.”

Sbuffai. “Allora non ho intenzione di lasciar decidere a lui. Ha tre bambini che hanno bisogno di cure. Devono venire prima del suo distorto codice d’onore.”

“Littlepip,” gemette Homage. “Ci siamo appena conosciute. Non voglio perderti di già.”

Mi fermai, scioccata. “Perdermi?”

Esasperata, Homage spiegò, “Se fai qualcosa, e sopravvivi alle guardie con le loro bardature da combattimento, a te ed ai tuoi amici non sarà più permesso di mettere zoccolo nella Tenpony Tower.”

Mi voltai e la guardai negli occhi. Rilucevano, pronti al pianto.

“Sarò con te, sempre, praticamente ovunque tu andrai. Sintonizzati semplicemente su DJ Pon3 e sarò lì. Ma... tu non sarai in grado di essere con me.”

Caddi sulle mie cosce mentre il peso di quanto stessi sacrificando scendeva appieno su di me.

***        ***        ***

Stava scendendo la notte mentre camminavo lentamente lungo la Linea Celestia. Velvet Remedy e SteelHooves seguivano in riga dietro di me, Calamity stava volando in perlustrazione.

Tutto quello che avevo detto agli altri era che stavo andando a fare una passeggiata. Ognuno di loro aveva insistito per accompagnarmi. Solo Velvet Remedy aveva chiesto se c’era un motivo per cui la facevo, e l’aveva fatto in privato. Vedeva che ero angosciata, ed era allarmata dal fatto che non passassi la sera con Homage. Calamity, pensavo, stava cercando una scusa per stiracchiarsi le ali. SteelHooves si era semplicemente accodato senza commentare; sentivo che sarebbe andato ovunque mi fossi diretta, ed ancora non avevo idea del perché.

La verità era che, per quanto desiderassi passare la notte con Homage, ero troppo in subbuglio interiore per goderne. Avevo bisogno d’aria fresca. Avevo bisogno di schiarirmi la testa. Avevo bisogno di una distrazione.

Fortunatamente la unicorno grigia non solo aveva capito, ma mi aveva incoraggiato.

Il corno di Velvet Remedy forniva la luce; non avevo nemmeno bisogno di quella del mio PipBuck. La quiete della notte ci avvolgeva come un lenzuolo, interrotta solo dalle occasionali grida in distanza o colpi d’arma da fuoco. Ogni volta Calamity svolazzava via per investigare. A volte tornava indietro raccontando di sciacalli che combattevano animali selvaggi; la maggior parte delle volte tornava indietro senza più informazioni di prima. Una volta la sua scomparsa fu seguita da numerosi piccoli tuoni -- riconoscevo il suono della sua bardatura da combattimento ad orecchio. Non sentii fuoco di risposta, ma tutti ci fermammo ed aspettammo e ci preoccupammo alla stessa maniera. Gli ci volle un quarto d’ora per tornare, e quando lo fece era carico di sacchi di merci rubacchiate.

“Tana di razziatori. Un sacco di pony terrestri con lance e mazze,” spiegò con un ghigno. “Nessuno si aspetta un pegaso!”

Atterrò e mi passò un sacco pieno di mele metalliche. “Non avevano nemmeno alcuna munizione, ma avevano queste.” SteelHooves si offrì di prendere le granate. Tra tutti noi lui era l’unico con una reale abilità con quelle cose.

“Uno di questi giorni dobbiamo trovare qualcosa che non faccia danno a zona.”

Calamity passò un altro sacco, chiaramente contenente una scatola quadrata con gli spigoli smussati, a Velvet Remedy. “Il kit medico che avevano era sigillato, così ti ho porto# tutto il coso.”

“Portato”, corresse Velvet mentre prendeva il sacco.

“È quello che ho detto.”

Velvet roteò gli occhi verso di me prima di appendersi il sacco addosso, agganciandolo alla sua bardatura. Non c’era fretta di aprirlo. Potevo forzare la serratura una volta raggiunta la successiva stazione della Four Stars.

Consegnati i regali Calamity volò di nuovo avanti.

***        ***        ***

La successiva stazione della Four Stars aveva l’aspetto di un massacro. Guardai SteelHooves camminare tra i corpi di oltre trenta ghoul. La maggior parte di loro sembrava essere stata smaciullata da un pesante fuoco di mitragliatrice a canne rotanti. Potenti esplosioni avevano creato buchi nei muri della stazione e nelle case che vi erano state costruite dentro ed attorno.

Il posto era impregnato dell’odore umidiccio dei cadaveri dei ghoul. Il ronzio delle mosche era un suono costante che mi ricordava l’acuto lamento delle luci della Scuderia Due.

Velvet Remedy era fuggita lungo la linea poco meno di trecento metri oltre, con lo stomaco incapace di sopportare la cosa. Calamity stava depredando i cadaveri.

“Il gruppo di Codaputrida,” annunciò infine SteelHooves, molto più tardi di quando ero giunta alla stessa conclusione. Mantenne il suo profondo tono di voce neutrale. Desiderai poter vedere la sua espressione sotto la maschera.

“SteelHooves?” Chiesi cautamente. “Stai bene?”

“Perché non dovrei?” chiese, tenendo nuovamente la voce neutra. Troppo neutra. Stava trattenendo qualcosa -- se fossero risate di gioia od una sfuriata di offesa, non riuscivo a dirlo. “Che mi dici di te? Non ti stai abbandonando al saccheggio, ho notato. Come direbbe Calamity, non è che queste creature stiano ancora usando qualcosa. Tanto vale che vadano a nostro uso.”

Per SteelHooves: depredare i ghoul andava bene ma depredare i Ranger d’Acciaio no? La cosa non mi piaceva, anche se dovevo tenere conto del fatto che, dovevo ammetterlo, avrei probabilmente reagito assai peggio alla dissacrazione dei corpi degli abitanti delle scuderie.

“Ho intenzione di cremarli,” annunciai. “Non appena Calamity ha finito di depredarli. Se vuoi, dovresti unirti a lui nel farlo.”

“Interessante,” intonò SteelHooves, ma rimase con me.

Trovai la sua reazione alla mia reazione interessante quanto apparentemente lui aveva trovato essere la mia reazione. Per quanto la collocazione fosse macabra e ripugnante, decisi di scandagliare il nostro nuovo amico. “Ho… sentito parlare dei Ranger d’Acciaio. Non hanno esattamente una… reputazione eroica.”

“È così che ti vedi?” Replicò. “Sei un’eroina?”

Trasalii, ma sospettai subito che stesse cambiando discorso. “Che mi dici di te? Come vedi te stesso?”

“Come un tradizionalista.”

Ok, cosa diamine significava? Provai di nuovo, “Mi hanno detto che la maggior parte dei Ranger d’Acciaio sono più interessati a salvare la tecnologia che salvare i pony. Che mi dici di te?”

SteelHooves rimase silenzioso.

Feci pressione. “Ci stai seguendo in giro per tenere al sicuro il mio PipBuck?”

SteelHooves sbuffò ridendo. Poi, tetro, rivelò un poco di se stesso. “Ogni singolo Ranger d’Acciaio fa lo stesso Giuramento. Ma c’è qualche… divergenza di opinione riguardo a se la fedeltà sia dovuta alla Giumenta del Ministero od al Ministero stesso.”

Parlò “del Ministero” come se ce ne fosse solo uno. O, almeno, come se solo uno avesse importanza.

“C’è così tanta differenza?” chiesi, ma Calamity tornò prima che riuscissi ad ottenere una risposta, e SteelHooves non era disposto a condividere con un pubblico.

“Penso di aver trovato tutto quello che potremmo volere.”

“Hai una schiena molto forte per essere un pegaso,” disse scherzoso SteelHooves. “Sei sicuro di non voler prendere anche i mobili?”

Calamity grugnì, sbattendo le ali. Ignorando la frecciatina del commento di SteelHooves, considerai la verità sottointesa. “Calamity, perché non voli indietro e depositi tutto alla suite? Potrai raggiungerci poi. Saremo ancora sulla Linea Celestia.”

Calamity sorrise, inclinando indietro il cappello. “Sarà fatto!” Poi andò via.

Mi concentrai ed i corpi dei ghoul vennero circondati uno ad uno dalla luce. Li feci levitare in una pila. Poi, allontanandomi su una delle monorotaie con SteelHooves che mi seguiva sull’altra, raggiunsi una distanza di sicurezza. Mi voltai, facendo fluttuare il fucile zebra, e sparai mezzo caricatore nel mucchio di cadaveri. La pila cominciò a bruciare.

Raggiungemmo Velvet Remedy, che stava fissando il rogo di ghoul stranamente affascinata. Guardai indietro, cercando di capire perché la vista catturasse così il suo sguardo.

Una fenice di fuoco magico stava girando attorno alla pira di cadaveri.

***        ***        ***

“...messaggio ripetuto. Di nuovo, qui è Alanera degli Artigli di Alanera che invia una chiamata di soccorso su ogni frequenza amica. Per favore inviate questo messaggio a qualsiasi compagnia di Artigli nell’area. Io e la mia squadra siamo rimasti intrappolati sul tetto della Torre Ferro di Cavallo da forze nemiche. Siamo a corto di munizioni e non possiamo resistere ancora a lungo. Oh... oh no... ne arrivano ancora...!”

Il messaggio radio finiva improvvisamente e poi ricominciava, ripetendo le parole della grifone. Suonava più giovane di Gawd e non dura quanto lei.

Il mio PipBuck aveva cominciato a ricevere il segnale di aiuto ad oltre un chilometro dalla Torre Ferro di Cavallo. Il segnale era debole, ma la Torre Ferro di Cavallo era stata una delle costruzioni più alte di tutta Equestria ed era il più grande grattacielo rimasto nelle Rovine di Manehattan, facendo facilmente impallidire la Tenpony Tower con più del doppio della sua altezza.

“A chiunque stia ricevendo questo messaggio, qui è Alanera degli Artigli di Alanera. Vi prego, abbiamo bisogno di aiuto. Siamo bloccati sul tetto della Torre Ferro di Cavallo da schiaccianti forze nemiche. Siamo a corto di munizioni e cibo ed abbiamo già perso tre della nostra squadra. Abbiamo disperato bisogno di assistenza. Se qualcuno può sentire questo messaggio, per favore portate aiuto. Per favore, fate presto! Non possiamo resistere ancora a lungo. Questo è un messaggio ripetuto. Di nuovo, qui è Alanera...”

Mi tolsi l’auricolare e feci partire la registrazione ad alto volume quando fummo a pochi isolati di distanza. Avevo sperato che Calamity si riunisse a noi prima che avessimo raggiunto la stazione Four Stars del grattacielo, ma non avevo intenzione di aspettare. Ogni ripetizione del messaggio premeva su di me con un crescente senso di urgenza.

“Noi entriamo,” annunciai. Poi, riconsiderando le mie parole, “Io entro. Voi due potete stare indietro se volete. Lo capisco.” Agitai la coda. “Tra l’altro, qualche pony dovrebbe far sapere a Calamity dove siamo.”

SteelHooves nitrì. “Personalmente non vedo l’ora di poter incontrare quei nobili trucidatori di ghoul.” Mi fissò. “E tu entri perché? Stai facendo l’eroina? Ti diverti a rischiare la tua vita per degli sconosciuti? O c’è qualcos’altro riguardo alla Torre Ferro di Cavallo?”

Diedi un’occhiata al mio compagno, poi sorrisi furbetta. “Oh, voglio solo sapere come un gruppo di grifoni possa rimanere intrappolato sul tetto di un edificio.”

SteelHooves ridacchiò. Mi voltai verso Velvet Remedy.

“Tu non entrerai da sola,” insistette Velvet con un sorriso torvo ed un colpo di zoccolo. “E possiamo lasciare un messaggio a Calamity.” Fece una pausa. “Lui sa leggere, vero?”

Feci roteare gli occhi. “Si, e tu lo sai.” Poi considerai l’idea e mi trovai alle strette. Avevo ancora il blocco degli appunti e la matita che avevo preso al poliziotto della Tenpony Tower, ma una nota lasciata sotto un pezzo di cemento sarebbe passata facilmente inosservata. Per fare in modo che Calamity lo vedesse, dovevamo dipingere il messaggio in grandi lettere sul tetto della stazione. Ed anche allora l’avrebbe mancato se non lo avessimo illuminato in qualche modo. Elencai i problemi a Velvet Remedy.

“Nel caso ti fossi persa lo spettacolo di luci di prima, cara, l’illuminazione non sarà un problema,” Velvet sorrise ironica. “Posso gettare un incantesimo sulle lettere che le renderà piuttosto vistose.”

“Puoi far solo brillare le parole?”

Velvet Remedy scosse la testa. “Si, ma solo se resto per mantenerle. Per lasciarmele alle spalle dovrei incantare una scritta esistente. Pittura, preferibilmente, a meno che non riusciamo a trovare un calamaio veramente grande.”

SteelHooves nitrì mentre trottava oltre di noi verso le doppie porte della stazione che portavano nella Torre Ferro di Cavallo. “Allora le dipingeremo col sangue del primo nemico che incontreremo.” Si girò e scalciò le porte abbastanza forte non solo da spalancarle, ma facendone volare una lungo la sala d’attesa all’interno. Feci una smorfia e ringraziai le Dee per il fatto che la stanza non fosse piena di nemici. “Venite?”

***        ***        ***

Aiutai Velvet Remedy a scavalcare il corpo del grifone, dalle dimensioni quasi doppie a causa della bardatura da combattimento dotata di mitragliatrici a canne rotanti gemelle che era ancora legata al suo cadavere. Era il primo corpo che avevamo trovato che non fosse vecchio di secoli. Il pavimento era cosparso di bossoli di proiettile, rendendo il girargli attorno insidioso.

Non sapevo dire che cosa l’avesse ucciso. La cosa mi preoccupava. Mi preoccò ancora di più quando Velvet Remedy le diagnosticò come cause naturali, con la voce carica di incredulità.

“Almeno sappiamo che sono venuti da qua,” osservò SteelHooves. “Stavo iniziando a temere che non ci fosse un modo per salire.”

La maggior parte degli interni della Torre Ferro di Cavallo erano collassati. Le rampe di scale erano crollate, i corridoi si erano incavati. L’intero edificio era diventato un labirinto, costringendoci ad entare ed uscire dalle stanze per andare da una parte all’altra di un corridoio, facendoci scendere di un piano per cercare delle scale che ci portassero su di due.

Sentii scorrere dell’acqua davanti a noi. Il mio PipBuck cominciò a ticchettare leggermente.

L’unico modo per raggiungere la rampa di scale successiva era attraverso una sezione collassata della parete tra due gabinetti. Il talismano dell’acqua dell’edificio stava ancora pompando acqua attraverso le tubature in frantumi. L’acqua aveva un basso livello di radiazioni. La bomba al fuoco magico aveva probabilmente irradiato il talismano stesso.

Controllai con Velvet Remedy, assicurandoci di avere abbastanza RadiaVia con noi. La doccia radioattiva sarebbe stata minima, niente per cui valesse la pena preoccuparsi. Ma era un indizio di problemi più grandi più avanti, e volevo essere sicura che fossimo preparati.

Trattenendo il fiato mi spinsi attraverso gli spruzzi il più velocemente possibile. Incespicai un poco quando il pavimento bagnato dall’altro lato si mosse leggermente.

“Oooookie dokey lokey#. SteelHooves, ti farò fluttuare oltre e ti metterò giù là in fondo,” dissi indicando l’angolo più lontano della stanza vicino alla porta che dava sul corridoio. “Il pavimento non è stabile.”

Velvet Remedy rimase indietro. Mi concentrai su SteelHooves, avvolgendolo in una coltre telecinetica. Lentamente sollevai il pesante Ranger d’Acciaio di mezzo metro e lo condussi attraverso la doccia. Feci un singolo passo all’indietro, sentendo nuovamente il pavimento oscillare pericolosamente, e lo feci planare oltre di me verso un angolo che ero piuttosto sicura fosse asciutto e stabile.

SteelHooves era a metà strada quando qualcosa che vide attraverso la porta aperta lo fece agitare, cercando di conquistare il pavimento.

Prima che potessi metterò giù, prima che potessi anche solo chiedere che cosa avesse visto, l’alicorno attraversò la porta.

La mia magia di letivazione implose mentre boccheggiavo scioccata. SteelHooves cadde duramente, voltandosi per sparare all’alicorno, ed il pavimento cedette sotto di lui. SteelHooves cadde fuori vista. Sentii degli spruzzi dal di sotto. L’alicorno fece un passo avanti, guardando giù nel buco, ed il resto del pavimento collassò. L’alicorno cercò di spalancare la ali per volare, ma si incastrarono contro le cornici della porta e cadde al di sotto assieme a lui.

Mi ritrovai su una tavola bagnata che si sporgeva sul pavimento al di sotto come un trampolino. Cosa appropriata dato che il pavimento al di sotto era una piscina.

Il mio PipBuck iniziò a ticchettare con grande entusiasmo.

Aprendosi un varco tra i detriti galleggianti l’alicorno riemerse. Il suo corno iniziò a brillare. SteelHooves non era visibile da nessuna parte, essendo sicuramente finito sul fondo.

Desiderai il sacco pieno di granate. Dovevo agire rapidamente, ma la mia mente non stava pensando abbastanza velocemente! L’alicorno avrebbe alzato il suo scudo prima che avessi capito che cosa fare!

Ka-BLAM!!!

Un’esplosione a fianco della mia testa mi fece scoppiare i timpani. Il mondo divenne uno sgradevole ronzio acuto. Persi immediatamente il senso dell’equilibrio, cadendo dalla mia postazione. Atterrai su un pezzo di pavimento galleggiante che immediatamente iniziò a ribaltarsi.

Afferrai telecineticamente il pezzo di pavimento, lanciando un urlo che potevo sentire ma non udire. Concentrarsi era diventato straziante.

Di fronte a me vidi l’alicorno galleggiare tra detriti e sangue. Velvet Remedy aveva spazzato via un grosso pezzo del collo della creatura con il fucile da combattimento. Non era morta, ma tra la perdita di sangue e l’affogamento era una corsa per cosa l’avrebbe uccisa per prima.

Guardai con orrore mentre iniziava a guarire, con la ferita che lentamente si richiudeva.

Si rigenerano, porca puttana?

Quello non era giusto! Quello non andava bene!

Con uno scoppio di rabbia iniziai ad afferrare telecineticamete pezzettini di pavimento galleggianti e dentellati ed cominciai a pugnalare il collo dell’alicorno fino a che non lo mozzai crudelmente. La creatura iniziò ad affondare sotto l’acqua radioattiva arrossata.

***        ***        ***

Velvet Remedy era piegata su di me, con il corno puntato sul mio orecchio sinistro. Aveva già ripristinato l’udito a quello destro.

SteelHooved stava di fianco a noi sul bordo della piscina, gocciolando acqua che stava facendo ticchettare selvaggemente il mio PipBuck. Stava litigando con Velvet riguardo a quanta RadiaVia aveva bisogno di bere. Velvet era dell’opinione che avesse bisogno di ogni singola confezione che avevamo; SteelHooves insisteva che non ne aveva affatto bisogno.

Il mio orecchio sinistro iniziò a sistemarasi.

“Non abbiamo tempo per questo,” SteelHooves battè uno zoccolo sul pavimento, rompendo le piasterelle sotto il suo zoccolo blindato. “Quelle creature viaggiano sempre in gruppo.”

“Allora prendi la RadiaVia e smettila di fare il bambino,” ribattè la mia chirurga armata di fucile, guardandolo torvo. “Seriamente, perché tutti i miei pazienti devono essere così difficili?”

Volevo puntualizzare che io ero sdraiata lì in atteggiamento molto non-difficile, grazie.

SteelHooves a quel punto si alzò. Alla fine mi intromisi. “SteelHooves, diglielo.”

Entrambi si voltarono per fissami. O, almeno, assumevo che SteelHooves mi stesse fissando. Il suo visore era puntato nella mia direzione.

“Dirmi che cosa?” mi chiese lentamente Velvet. Poi, voltandosi verso SteelHooves, “Dirmi. Che. Cosa?”

SteelHooves rimase in silenzio.

Sospirai. “Guarda, se sono stata in grado di capirlo, lo farà anche lei. Lei è più intelligente di me.”

Potevo dire che Velvet Remedy si stesse sforzando per non reagire al mio complimento.

SteelHooves infine cedette.

“Io sono un ghoul.”

Velvet Remedy, per sua gloria, non fece un passo indietro. Nemmeno ansimò. Rimase semplicemente stranamente silenziosa per un po’. Abbastanza a lungo che avrei temuto di aver perso nuovamente l’udito se non fosse stato per il tic, tic, tic sulle piastrelle sotto il Ranger d’Acciaio.

“Le radiazioni sono… rigenerative per i ghoul,” ammise SteelHooves. “Ero più in pericolo di affogare.” In verità di quello c’era stato poco pericolo, con il riciclatore d’aria della sua armatura potenziata magicamente.

Ma certo, realizzai, sentendomi lenta e supida: l’alicorno si stava rigenerando perché era nella piscina. Le radiazioni dovevano condizionarle allo stesso modo.

“Bene allora, immagino che tu non abbia bisogno di RadiaVia,” concluse Velvet Remedy con noncuranza, facendo scivolare le confezioni di nuovo in una delle sue cassette mediche aperte.

***        ***        ***

Sapendo di essere la più capace nella furtività determinai che dovevo esplorare più avanti. Individuai le due sorelle dell’alicorno in una stanza un piano più in alto. Le loro code erano puntate verso di me, inconsce della mia presenza mentre sembrava si stessero concentrando per cercare di strappare magicamente dai suoi cardini la porta di una cassaforte. I loro manti erano di un viola scuro, quasi nero. E non era la sola cosa che avevo notato.

Non avevano i cutie mark!

Liberai il mio fucile da cecchino e scivolai nello zen del SATS.

BLAM!!

Il primo alicorno cadde duramente, dipingendo la cassaforte su cui era concentrata col cervello che le uscì dal davanti del cranio. La seconda iniziò a voltarsi, con lo scudo che aveva già cominciato a formarsi. Ma io fui più veloce. E quelle creature non erano molto più resistenti di noi, se beccate ignare e senza i loro incantesimi di protezione in atto.

BLAM!!

Scivolai fuori dal SATS mentre il secondo corpo dell’alicorno crollava sul pavimento. Guardai la cassaforte e gli schizzi di sangue, cervella ed ossa mi ricordarono che non eravamo tornati indietro per dipingere la nota per Calamity.

Aspetta. Ferma.

Stavo guardando le interiora di qualche pony… od almeno di qualche cosa che avevo appena ucciso… e stavo pensando a quello?

Stavo diventando davverò così insensibile agli orrori ed alla violenza delle Terre Devastate di Equestria?

Mi chiesi dove si piazzasse la cosa sulla scala della perdita-di-sé di Monterey Jack.

Mi chiesi anche cosa diamine stessero cercando quegli alicorni. Quindi trottai avanti per scassinare la serratura. La cassaforte, tuttavia, si rifiutò di venire sbloccata. Dopo esami e sforzi realizzai che non era stata inceppata o rotta dagli alicorni. Non ero semplicemente abbastanza brava.

Beh, sapevo come sistemare la cosa.

Mi ritrovai a sorridere quando le Ment-ali Party-Time mi lavarano da tutta la stupidità e lentezza che mi stava trattenendo. Feci un respiro profondo di sollievo! Finalmente, ero di nuovo la vera io. Il mio sorriso scomparve quando mi voltai vedendo Velvet Remedy che mi guardava triste.

***        ***        ***

Altri tre alicorni stavano dall’altra parte di una fossa separatrice. Almeno cinque pavimenti interni erano collassati lasciando un alveare di mezze stanze a circondare l’immenso abisso. Pagliuzze di detriti e cenere fluttuavano nell’abisso che ci separava.

SteelHooves aprì il fuoco con il suo lanciagranate automatico, abbattendone una (e tutte le stanze attorno a lei) prima che potesse erigere completamente il suo scudo. Le altre due si lanciarono in aria, spalancando le ali mentre i loro scudi le circondavano con una bolla.

Feci una preghiera a Luna e feci fluttare fuori una sfera di memoria, assicurandomi che fosse quella con l’ultimo party di Pinkie Pie e non quella che avevo recuperato dalla cassaforte sette piani più sotto. Iniziai a levitare la sfera più vicino alle due.

L’alicorno fece una maligna, aspra e maestosa risata che rimbombò sulle pareti dell’abisso. Usando la sua telecinesi la liberò dal mio manto telecinetico scagliando una sedia. La sfera contenente il ricordo dell’ultimo party di Pinkie Pie cadde nell’abisso al di sotto, rimbalzò, rotolò e sparì in una fenditura, persa per sempre.

La voce dell’alicorno dal manto viola scuro rimbombò con superiorità innegabile. “Pensi che Noi siamo stupide? Noi ricordiamo come Ci hai ucciso prima!”

Oh, eravamo così fottuti!

“Correte!” urlai, voltai la coda e corsi verso le scale.

Velvet Remedy e SteelHooves galoppavano dietro di me, superandomi quando saltai fuori dalla rampa di scale e dentro un corridoio.

Voltandomi, ordinai a SteelHooves di far collassare l’entrata dietro di noi. Il suo lanciagranate automatico era inutile contro un alicorno difeso da scudo, ma era più che sufficiente per far crollare la struttura in cui eravamo. Cemento e legno caddero in una tempestosa nube di polvere.

“Che cos’è successo?” domandò SteelHooves.

Ansimando, spiegai. “C’è un qualche genere di telepatia coinvolta…” Le mie paure si erano rivelate fondate. “…non solo tra quelli che sono assieme. Tutti loro. Ogni volta che ne uccidiamo uno, imparano dall’evento.” Non sarei stata in grado di ingannarli due volte allo stesso modo.

La nostra mossa ci fece guadagnare tempo, ma non molto. Potevo sentirle dall’altro lato liberare un passaggio per raggiungerci.

Con uno scoppio di luce uno degli alicorni apparve tra di noi.

“Possono pure teletrasportarsi!?” esclamò Velvet Remedy, raggiungendo finalmente lo stesso livello di odiosa incredulità che provavo per quelle creature.

L’alicorno stessa sembrava un poco sorpresa. Apparentemente teletrasportarsi in qualche posto che non si può vedere era difficile anche per quelle creature. Non pensavo si aspettasse di essere così vicina. Peccato che non fosse apparsa un metro più spostata in qualsiasi direzione, incastrata in una parete. Ma no, non potevamo essere così fortunati.

O potevamo? Realizzai qualcosa di molto particolare. La sfera scudo dell’alicorno era formata a piena potenza, ma era letteralmente apparsa al centro tra di noi. Parte di ognugno di noi era all’interno della barriera. Incluso il didietro metallico di SteelHooves.

L’alicorno iniziò a lanciare un incantesimo. Sentii una morsa stringersi attorno al mio cuore. I miei zoccoli iniziarono a formicolare.

Un incantesimo di infarto? Sentii il panico crescere dentro di me mentre il mio cuore si dibattava per battere, ed improvvisamente seppi come quelle creature avevano ucciso i grifoni tramite “cause naturali”.

“Muovetevi!” urlai mentre afferravo telecineticamente il sacco pieno di granate. SteelHooves scattò in avanti, lasciando indietro le granate dentro il sacco. Senza aprirlo per rivelarne il contenuto mi concentrai e cercai di rimuovere più linguette che potevo. Sfortunatamente muovere oggetti che non potevo vedere direttamente era difficile per me quanto teletrasportarsi in uno spazio sconosciuto per l’alicorno. Riuscii a rimuovere solo le linguette di tre prima di ritrarmi dallo scudo.

L’alicorno guardò dubbiosa il sacco che cadde ai suoi zoccoli. Il suo scudo contenne l’esplosione piuttosto efficacemente. Fu una visione brillante e viscerale.

***        ***        ***

“Beh, potrebbe spiegare come dei grifoni possano rimanere intrappolati su un tetto,” dissi categorica.

Avevamo dovuto combattere altre quattro creautre prima di raggiungere il tetto. La combinazione della mia furtività e della massiccia potenza di fuoco di SteelHooves ci aveva tenuto in vita, ma stava diventando più difficile. Erano tutte in allerta per noi e sembrava stessero coordinando le loro difese. Dovevamo fuggire ogni volta che avevano gli incantesimi alzati, e non eravamo abbastanza veloci da abbatterne più di due prima che le altre fossero in grado di alzare i loro scudi.

Sul tetto vi erano altri quattro alicorni. Erano sedute, immobili, ai quattro angoli dell’edificio, con l’attenzione rivolta verso il centro. Invece di circondarsi con una sfera di magia protettiva stavano cooperando per mantenere una semisfera di forza magica che stava tenendo in gabbia i tre grifoni mercenari.

“Questa mi è nuova,” borbottò SteelHooves dietro di me.

“Oh, grazie al Grande Uovo,” esclamò una di loro, vedendoci attraverso alla luminescente conchiglia di forza che intrappolava lei e gli altri due grifoni sopravvissuti. Si fermò. “Dov’è il resto di voi?”

Mi guardai attorno. Velvet Remedy e SteelHooves erano ai miei fianchi. Solo le Dee sapevano dove fosse Calamity. Sospettai che stesse girando attorno alla Linea Celestia, sperando di individuarci. Trasalii al pensiero e sperai che non fosse troppo preoccupato. Potevo vedere il debole suggerimento dell’alba in arrivo sull’orizzonte.

Un vento freddo mi scompigliò la criniera, trasportando l’odore salato del porto. Era quasi un peccato che avessimo raggiunto il tetto nel buio della notte. La vista durante il giorno doveva essere fantastica.

Ripensandoci, la vista mi avrebbe potuto paralizzare per le vertigini. Quindi probabilmente era meglio che fossimo lì in quel momento, dopotutto. Voltandomi verso i tre grifoni, “Siamo tutti qua. Solo noi.”

“Beh, non è un grande salvataggio,” disse amaramente uno dei grifoni.

“Gratitudine. Prova a cercarla.”

Mi voltai e guardai gli alicorni. Erano statuarie nella loro concentrazione. Non ero nemmeno sicura che avessero realizzato che noi eravamo sul tetto con loro. Ed erano al di fuori dello scudo che stavano creando. Avremmo potuto abbatterne tre con un attacco coordinato. Sicuramente i grifoni avrebbero potuto abbattere l’ultima. “Che genere di potenza di fuoco avete ancora voi ragazzi?”

Sentii SteelHooves fischiare quando la grifone in fondo camminò in avanti. Stava indossando qualcosa che sembrava un suo tipo di armatura potenziata magicamente, un progetto grifone -- nemmeno lontanamente intricata od avvolgente come quella di SteelHooves, che lasciava artigli, zampe ed ali nudi come la maggior parte del viso -- con la bardatura da combattimento più grande, a tre canne, che avessi mai visto.

“Cannone AA smontato,” disse elogiativo SteelHooves. Non avevo idea di cosa significasse, ma sembrava come la versione non ad energia magica del cannone al plasma che Calamity aveva usato contro il drago.

Beh, avevamo decisamente la potenza di fuoco.

“Solo cinque colpi rimasti,” disse accigliata la grifone. In ogni caso, cinque colpi da quella cosa sarebbero dovuti essere più che…

“E ci sono altre quattro ali di quelle bastarde arrapate in arrivo,” annunciò la prima grifone. Dalla sua voce la identificai infine come Alanera. Mentalmente annotai che io non avrei scelto la parola “arrapate” per descrivere gli alicorni. A meno che Alanera sapesse qualcosa che io non sapevo.

“Quattro ali?” chiesi. “Intendi altre due?”

“No,” si intromise SteelHooves. “Intende altre dodici.”

“Oh. Beh… sassi lunari#.” Aveva senso. Una “ala” doveva essere un gruppo di tre. Spiegava perché ce ne fossero tre a caccia di SteelHooves fuori Fetlock.

“Queste quattro ci hanno tenuto qua in trappola mentre arrivavano i loro rinforzi,” ci informò Alanera.

Aspetta…

Mi rallegrai. “Siamo a posto, allora. Sono piuttosto sicura che le abbiamo fatte fuori mentre salivamo!” Contai mentalmente. Una nella piscina. Due alla cassaforte. Tre all’abisso. Una di loro era sopravvissura, e si era riunita con altre tre. Quindi ne avevamo uccise…

…nove. Ne erano rimaste ancora tre. In qualche modo eravamo riusciti ad evitare una intera ala di alicorni senza che nessun gruppo se ne accorgesse.

E sarebbero probabilmente spuntate sul tetto da un momento all’altro. Dovevamo fare velocemente!

***        ***        ***

Spiegai rapidamente il piano ed ognuno iniziò a prendere la propria posizione. Mentre lo facevano non potevo far altro che dar voce ai miei sospetti con Alanera: “Che cosa stavate cercando te ed i tuoi mercenarai in questo posto che quelle creature vogliono così tanto?”

“Codici per penetrare in una cassaforte nel Ministero dell’Immagine sul Viale dei Ministeri,” disse Alanera, sorprendentemente cordiale. “La cassaforte contiene un artefatto di cui il nostro datore di lavoro vorrebbe davvero tanto entrare in possesso. Salta fuori che la ‘dea’ di questi mostri lo vuole pure lei.”

“Che genere di artefatto?” chiesi, facendo levitare fuori la Piccola Macintosh e controllando le cariche. Avrei usato un proiettile magico, tanto per andare sul sicuro.

“Il Libro Nero. Beh, il Libro Nero di qualcosa o qualcos’altro. Un tomo di alcune delle più brutte magie zebra. Robe che possono fare a pezzi l’anima di un pony, dicono. O far risorgere gli spiriti dalla tomba.”

Necromanzia.

Lo stesso pensiero che certi incantesimi e poteri esistessero veramente mi diede brividi da incubo. Per quel che sapevo nessun pony aveva mai usato quelle arti oscure; era orribile immaginare che le zebre effettivamente potessero. La necromanzia non si supponeva nemmeno che fosse vera -- solo una storia dell’orrore per spaventare giovani puledre ai pigiama party.

Se era per quel genere di brutte cose che il Ministero dell’Immagine faceva retate, la purga dei libri prendeva una totalmente nuova e terrificante luce. Iniziai a chiedermi se lo scopo dietro le confische dei libri “ideologicamente incompatibili” non fosse, almeno in parte, una copertura. Perché, per le Dee, non potevi dire al pubblico che le zebre avevano la necromanzia, tanto meno che libri sull’argomento stessero entrando in Equestria!

La nozione della necromanzia zebra suggeriva una nuova inquietante dimensione sul come lo stare ai margini dell’esplosione di un megaincantesimo avesse trasformato i pony in pony ghoul e pony zombie.

Mentre parlavo con Alanera e riflettevo sulle implicazioni del Libro Nero, SteelHooves e Velvet Remedy stavano discutendo dei nostri nemici. Catturai la fine della conversazione.

“…non hanno tutte gli stessi incantesimi. Solo quelle dal manto viola scuro come quelle delle ali al di sotto possono teletrasportarsi,” le spiegò SteelHooves. “Quelle dal manto blu notte…”

“Invisibilità,” interruppe Velvet Remedy. “Oh sì. Mi ricordo.”

“Quelle verde scuro? Non le ho viste fare niente che le altre non possano fare.” SteelHooves si avvicinò ad uno degli alicorni simil statua e diede una occhiata da vicino al suo manto, un verde foresta così scuro da essere quasi nero. “Fino ad ora.”

Butcher#, la grifone con l’arma pesante, era pronta davanti all’alicorno più lontano. SteelHooves aveva agganciato quella alla mia sinistra. Velvet Remedy aveva il suo (precedentemente mio) fucile da combattimento che si librava ad un centimetro dalla tempia di quella alla mia destra. Feci fluttuare la Piccola Macintosh tra gli occhi di quella di fronte a me.

“Al mio tre. Uno… Due…”

In un tempestoso tuono di colpi d’arma da fuco ed esplosioni, i tre alicorni vennero abbattuti. E lo scudo sparì. L’ultimo alicorno immediatamente tornò in vita, in allerta e…

…la super arma della grifone fece uno scoppio che si sarebbe potuto sentire dalla luna. Il quarto alicorno semplicemente non esisteva più.

Alanera volò in avanti e mi prese nei suoi artigli mentre l’altro grifone, leggermente impacciato, raccoglieva Velvet prendendo il volo. Lanciai un velo telecinetico attorno a SteelHooves, trasportandolo con noi. L’ultimo grifone prese il volo, girando in cerchio per proteggerci la coda.

Eravamo a qualche isolato di distanza quando gli ultimi tre alicorni spuntarono sul tetto. Parte di me voleva ridere sarcastica. Poi ci ricordarono che potevano volare anche loro. E, senza ostacoli, erano molto più veloci e manovrabili.

Circondandosi negli scudi magici volarono in avanti per ridurre la distanza.

Chiusi gli occhi, cercando di forzare il mio cervello potenziato dalle MPT a pensare a qualcosa. Per la prima volta, le Ment-ali Party-Time mi stavano deludendo.

“Beh, sembra che abbiate bisogno di un po’ d’aiuto!”

Solo un’altra volta ero stata così felice di sentire la voce di Calamity ed era stato quando stavo fronteggiando un drago. Aprii gli occhi, fissandolo grata. “Spero che tu abbia un piano. Perché io non ho niente.”

“Semplicemente seguitemi!” Calamity sorrise e si spinse davanti a noi, diminuendo l’altitudine.

Guarda un po’, l’unica direzione in cui grifoni dal carico pesante potessero volar più veloci degli alicorni era verso il basso. Ci inseguirono, ma stavamo aumentando la distanza.

“A meno che ci stiamo tuffando su una fabbrica di materassi,” si lamentò Alanera, “sarà un viaggio molto corto!”

Guardai indietro. C’era una buona distanza tra noi e le tre creature, visibili solo come bolle luminose di energia verde malato che piombavano dal cielo verso di noi.

“Iniziate a cabrare ora!” disse in risposta Calamity.

“Ma ha la minima idea…” grugnì il grifone che stava trasportando Velvet Remedy, “di quanto sia difficile… cabrare… a questa velocità… portando tanto carico?”

Vidi la strada avvicinarsi velocemente mentre iniziavamo a cabrare. Sorrisi, pensando semplicemente a quanta spazzatura Calamity aveva l’abitudine di saccheggiare. Non avevo dubbio che la risposta fosse sì.

I tre grifoni infine livellarono con soli alcuni metri di scarto, sfiorando le cime dei carri più alti. Sentii uno zoccolo sfregare sulla cima di una carrozza passeggeri. Gli alicorni stavano iniziando a ridurre la distanza. Fulmini scaturirono da uno dei loro corni, superandoci.

Più avanti la strada finiva in un immenso parcheggio. File e file di carri da trasporto erano allineate davanti ad un lungo edificio. Con l’eccezionale chiarezza visiva fornita dalle Ment-ali Party-Time fui in grado di vedere un logo sul tetto dell’edificio mentre ci avvicinavano: il simbolo nero di un’omega con un pony terrestre bianco che sembrava far levitare un pacco sulla sua schiena.

Realizzai all’improvviso il piano. Un battito di ciglia prima che Calamity iniziasse a sparare.

Accesi il mio Eyes-Forwards Sparkle, facendo una veloce scansione della vita di sotto. Avevo solo un istante, ma almeno avevo le Ment-ali Party-Time a potenziare il mio acume e giudizio. Tutto ciò che vedevo erano lucette rosse che si muovevano al di sotto. Probabilmente radiablatte. Sentii una serie di scoppi quando sorpassammo i carri da trasporto ed il tetto.

Gli alicorni avevano appena raggiunto il parcheggio, troppo veloci per fermarsi, quando il primo carro da trasporto esplose come una bomba a megaincantesimo molto in miniatura. La prima esplosione fece partire immediatamente il resto, e tre quartieri cittadini eruttarono in una vibrante cascata di luce follemente colorata.

I loro scudi non potevano proteggerli da quello. L’onda di radiazione non poteva curarli da una forza che li fece a pezzi a livello cellulare. Non potevano nemmeno urlare mentalmente. Non c’era tempo. I tre alicorni erano semplicemente spariti.

L’edificio ci fece da scudo abbastanza a lungo da salvarci prima di venire vaporizzato. Il mio PipBuck urlò quando fummo colpiti dalla doccia di calore e radiazioni. Il mio EFS si illuminò di rosso, avvertendomi che stavo subendo avvelenamento di radiazioni prima di schiantarsi assieme al mio PipBuck.

Un istante più tardi ci schiantammo pure noi.

Nota: nuovo livello.

Nuovo vantaggio: Telecinesi Possente (livello tre) – La tua telecinesi è di livello Twilight Sparkle. Puoi gestire oggetti multipli con facilità; e con abbastanza concentrazione puoi probabilmente trasportare in giro una Ursa Minor!