Capitolo Diciannove: Tradimento

“Dimmi che i miei amici mi stanno tutti mentendo e mi evitano perché non gli piacciono più le mie feste e non vogliono più essere miei amici!”

Dipendenza.

Come fai a sapere quando sei in trappola? Quando vuoi qualcosa più di ogni altra? Quando ti trovi a mentire ai tuoi amici ed a nascondere loro cose che non vuoi sappiano? Quando non riesci a stare una settimana senza ricadere nella tentazione? Un giorno?

O semplicemente quando insisti che, dato che nessuna delle precedenti si applica a te, stai bene?

Ci eravamo schiantati e tutto era diventato nero, come quando qualcuno soffia su una candela. Giacevo sulla strada, svenuta e gravemente ferita. Ma nel profondo della mia incoscienza stavo ancora cadendo. L’ultimo messaggio di Pinkie Pie tormentava i miei sogni. Nel tempo che ci misi a riprendere conoscenza l’effetto della Ment-ali Party-Time svanì, ed io ero di nuovo impantanata nella mia debolezza. Neppure il multicolore spettacolo pirotecnico che aveva letteralmente consumato i tre isolati dietro di noi era riuscito a penetrare con la sua brillantezza nella nebbia della mia mente. Mentre mi liberavo dalle macerie sparse anche sulla strada l’occhio della mia mente poteva ancora vedere quello scheletro, da solo, nell’angolo... con la statuetta dell’amica ormai caduta dentro la sua cassa toracica.

E tutto quello che volevo era un’altra Ment-ali Party-Time. Per scacciare la nebbia e la confusione. Per rendermi brillante, per poter aiutare i miei amici.

In quel momento realizzai che, anche se non raggiungevo i criteri della mia lista mentale di “segnali di avvertimento”, stavo rischiando di perdere il controllo. Ero ancora io a scegliere se prendere una MPT o no, e potevo rifiutarmi in ogni momento. Ma... ero arrivata ad un punto in cui non mi sentivo giusta -- non mi sentivo nemmeno me stessa -- a meno di avere quell’aumento di chiarezza e carica dalle Ment-ali Party-Time.

Forse, solo forse, avevo un problema?

***        ***        ***

“Yee-HAW!” urlò trionfalmente Calamity mentre tornava svolazzando da noi. “È così che si fa in stile Dashita!”

SteelHooves gemette profondamente mentre il Ranger ricoperto di metallo si rimetteva sui suoi zoccoli blindati. “Per la cronaca,” brontolò, “Nessun pony qua è autorizzato a lamentarsi che le
mie tattiche di battaglia siano eccessive. Mai più.”

“Aaaaah!” gridò uno dei grifoni (Butcher, penso). “La mia ala! Penso sia rotta...”

Velvet Remedy si trascinò fuori dai rottami del carro rovesciato dentro al quale era atterrata. Il suo corpo era lacero e sanguinante, in particolare aveva un profondo sfregio sulla fronte, ma ignorò le proprie lesioni e zoppicò verso il grifone gravemente ferito. A circa metà strada dal grifone si fermò, tremando, mentre fissava il turbinante fuoco prismatico dietro di noi.

“Celestia misericordiosa. Spero che dentro a quegli edifici non vivesse nessun pony.”

Calamity atterrò orgoglioso accanto a lei. “Certo che no. Abbiamo ripulito quel buco dai razziatori ieri sera, ricordi?”

Avevamo fatto che cosa quando?

Velvet Remedy barcollò leggermente e si pulì il rivolo di sangue che le colava nell’occhio. “Oh... Intendi quando tu volavi via e ci lasciavi tremendamente preoccupati per te?” Appoggiò lo zoccolo e fece ancora un passo verso il suo paziente designato, dicendo, “Ti... ti aiuterò. Non ti muovere...”

Fece altri tre passi prima di svenire. “Hey!” Esclamò Calamity afferrandola prima che potesse colpire l’asfalto. La sorresse mentre si accasciava.

Cercai di trottare verso di lei, solo per scoprire che ero sdraiata a terra. Mi sembrò sorprendente. Cercai di alzarmi, ed una fitta di agonia mi attraversò la zampa anteriore destra. La sollevai, cercando di capire cosa ci fosse di sbagliatoe la sentii pesante. I miei occhi videro il tondino metallico per cemento armato che spuntava da essa, proprio sopra lo schermo morto del mio PipBuck.

Oh. Questo non va bene…”

Sollevai lo sguardo per vedere la scura figura di un grifone corazzato che mi si avvicinava, poi i miei occhi si rovesciarono e persi nuovamente conoscenza.

***        ***        ***

“...avevamo già acquisito i codici quando hanno cominciato a metterci alle strette. Pensavamo fosse un colpo di fortuna che ci stessero spingendo verso il tetto, ma quelle puttane hanno trasformato la nostra via di fuga in una trappola.”

Mi svegliai per la seconda volta al suono di Alanera e SteelHooves occupati a discutere. Non pensavo di essere rimasta svenuta per più di qualche minuto. Mi sentivo più debole di quando giacevo sofferente nella capanna di SteelHooves, molto malata, e la mia zampa anteriore destra pulsava così tanto di dolore che non riuscivo a contenere le lacrime.

La mia squadra ha notato gli alicorni controllare almeno un’altra cassaforte nell’edificio,” fece notare SteelHooves. “Sapevano che voi avevate già i codici?”

Alanera rise. “Beh, non l’abbiamo mica pubblicizzato!”

La mia attenzione venne deviata. La bellezza di Velvet Remedy mi si era posata accanto mentre ero svenuta. Velvet Remedy si sporgeva in ginocchio su di me, con il corno guaritore che brillava. Era una posizione in cui mi stavo stancando di vederla. La sua testa era avvolta in bende strette magicamente ed una grande macchia rossa vi filtrava attraverso, sopra la ferita in via di guarigione.

Spero che ti piaccia il sapore della RadiaVia, Littlepip,” disse, sorridendo e cercando di sembrare noncurante. Potevo sentire la tensione nella sua voce, non importa quanto bene la nascondesse. “SteelHooves è l’unico di noi che non ne trangugerà intere scatole, se riesco a convincere il Dottor Helpinghoof a venderci le sue scorte.”

“Velvet… ti senti bene? Sei caduta.”

Velvet mi sorrise dolcemente. “Ho una commozione cerebrale, ma non dovrebbe essere troppo grave. Sono più preoccupata per te, Littlepip.”

Pfft. Sarei stata bene. Qualche pozione curativa e sarei stata buona come nuova. Le dissi così. Velvet trasalì. Perché era trasalita?

“Littlepip... Non puoi prendere una pozione curativa. Non mentre quella cosa è ancora dentro di te.” Guardai l’insanguinato giavellotto di metallo scanalato che aveva grottescamente trafitto la mia zampa anteriore. Velvet Remedy continuò, “La mia magia e le nostre medicine ti possono riaggiustare, si. Ma prima quella sbarra metallica deve uscire.”

Avrebbe fatto male, vero?

Velvet Remedy mi assicurò che avrebbe fatto UN SACCO di male.

Feci fluttuare fuori la sfera di memoria della Torre Ferro di Cavallo, contemplandola per un istante. La serratura della cassaforte era stata la più ardua che avessi mai tentato di forzare. Era stata oltre le capacità magiche dei due alicorni. Quali segreti avrebbe potuto nascondere? Secondo Alanera i mercenari avevano già trovato i codici che stavano cercando da qualche altra parte nell’edificio. Naturalmente gli alicorni non avrebbero potuto saperlo con certezza. Probabilmente stavano solo facendo una ricerca approfondita.

“Al mio tre?” suggerii a Velvet Remedy. Lei annuì, le sue labbra erano strette in una linea sottile.

“Uno.. Due...”

Mi protrassi con la mia magia e toccai la sfera. Nell’istante in cui il corno di Velvet Remedy si illuminava ed il tondino da cemento armato veniva ricoperto di luce, tutti i miei sensi vennero lanciati in un altro mondo.

<-=======ooO Ooo=======->

Ero seduta davanti a dei banchi di terminali, tra due altri pony a cui non prestavo assolutamente attenzione. Un auricolare mi ronzava leggermente nell’orecchio. Lo schermo del terminale non aveva altro che l’icona di un palloncino che si gonfiava fino a scoppiare, per poi riempirsi di nuovo.

La pony che stavo cavalcando era dolorante per l’essere stata seduta nella stessa posizione troppo a lungo. La criniera le prudeva, così come...

Accidenti! Va bene, la criniera gli prudeva. Così come altre parti. Ed all’improvviso volevo veramente, veramente tanto tornare piuttosto alle Rovine di Manehattan per sentire un tondino da cemento armato venirmi strappato fuori dalla zampa.

Il palloncino scoppiò di nuovo e quindi fu rimpiazzato da del testo.

> Trasmissione audio intercettata.

> Origine Trasmissione: Residenza Orange, Torre Ferro di Cavallo, Manehattan

> Ricevente della Trasmissione: [][][][][][]

> Destinazione Trasmissione Codificata. Registrazione chiamata. Richiesta Operazione di Sorveglianza.

“Perfetto,” udii e sentii dire allo stallone attraverso la mia bocca, con una voce tremendamente annoiata. Sentii il mio zoccolo colpire un pulsante senza guardarlo. La statica nel mio orecchio venne sostituita da delle voci.

“...stare con Zio e Zia Orange.”

Riconobbi immediatamente la voce di Apple Bloom. Aveva un timbro strano e rauco, come se avesse pianto molto ed esaurito le lacrime.

Il mio ospite prese una matita in bocca e cominciò a scarabocchiare su un blocco degli appunti. Potevo sentire il sapore della gomma, e sentivo i segni di piccoli morsi sull’impugnatura di legno. Cercai di concentrarmi sul gusto e la vista ed il suono, ignorando categoricamente gli altri sensi.

Hanno detto qualcosa?” L’altra voce era quella di Sweetie Belle. Sembrava nervosa? Preoccupata?

Altre parole si materializzarono sullo schermo davanti a me.

> Codifica Illegale Violata.

> Ricevente della Trasmissione: Pony Perfection, Canterlot

> Procedere con analisi vocale?

Lo stallone che stavo cavalcando sospirò rumorosamente e premette un altro bottone. Quindi tornò a scarabocchiare, guardando lo schermo solo a metà.

> Analisi Vocale in corso.

“No,” affermò severa Apple Bloom. “I dottori pony dicono che mia sorella se la caverà, ma…”

“…Ma?” sembrava che Sweetie Belle avesse paura di sentire la risposta. “Voglio dire, è una notizia fantastica, giusto? Perché non sembri felice?”

La voce di Apple Bloom si abbassò. Mi sentii raddrizzarmi leggermente sulla sedia. Apparentemente i pony che cercavano di non far rumore si meritavano almeno un po’ di attenzione.

C’èuna voce,” confidò Apple Bloom alla sua amica. “Certa gente dice che magari non è stato proprio un incidente.”

Cosa?” ansimò Sweetie Belle, e la sua voce si abbassò in un sussurro nonostante fosse scioccata. “Chi vorrebbe far del male ad Applejack?”

Lo schermo si illuminò mentre nuove informazioni scorrevano rapidamente. Da qualche parte, un maneframe aveva appena capito chi stava parlando, e riguardo a cosa. Ora lo schermo e l’auricolare avevano la completa attenzione del mio ospite.

Diconoche magari è stato qualche pony all’interno del suo stesso Ministero.”

Sweetie Belle dall’altro capo rimase in silenzio. In sottofondo riuscivo a sentire un pony piangere, un pianto leggero da spezzare il cuore; ma non potevo dire se fosse dal capo dell’unicorno o della pony di terra. Non dovetti riflettere a lungo.

Cosa cavolo[1] sta succedendo lì? Sweetie Belle, da dove stai chiamando? Va tutto bene?” E poi un pensiero più oscuro sembrò colpire la giumenta, “Ha avuto un ‘incidente’ anche tua sorella?”

Cosa? Oh, oh no. Mia sorella sta bene. Siamosiamo alla spa sul Corso della Foglia Cadente[2]. Rarity è qui fin da dopo pranzo a cercare di far smettere di piangere Fluttershy.”

Cosaper Applejack?”

Sweetie Belle sembrò in colpa. “Uh… no. Non penso che sappiano ancora cosa sia successo. Rarity mi ha fatto venire qualche ora fa. Parrebbe che quando Fluttershy ha saltato il loro trattamento settimanale Rarity sia andata a cercarla. Ha trovato Fluttershy ranicchiata in un angolo nel suo ufficio al Ministero della Pace. Non so esattamente cosa sia successo, ma…”

Era diventato il turno di Apple Bloom. “Ma?”

“Fluttershy dice che Rainbow Dash l’ha chiamata traditrice!”

Cosa?!” Apple Bloom non era in grado di mantenere la voce bassa come Sweetie Belle. Sentii qualche pony in sottofondo chiamarla domandandole qualcosa.

La voce di Apple Bloom divenne tetra quando rispose, “No, non è successo niente, Zio Orange. Non è all’ospedale. Sto solo parlando con Sweetie Belle.” Poi, dopo una pausa, aggiunse pensierosa, “Sembra che Rarity e Fluttershy non potranno raggiungerci molto presto.”

Apple Bloom parlò nuovamente con chiarezza, rivolta a Sweetie Belle.

“Uh… dovrei andare. Twilight Sparkle dovrebbe teletrasportarsi in qualunque istante. Rimarrà con noi finché Applejack non sarà più critica,” spiegò Apple Bloom, “E sai come il teletrasporto rovini questi terminali. Penso seriamente che potrei progettarne uno migliore mentre dormo In ogni caso, Scootaloo avrebbe giustamente da ridire se sapesse che sto parlando su una linea non sicura.”

Una traditrice?! Apple Bloom, riesci ad immaginarlo? Rainbow Dash è la sua amica di più lunga data. Ed ancora peggio, è la portatrice dell’Elemento della Lealtà!” Sweetie Belle sembrava profondamente addolorata. “È quasi comeavere la lealtà stessa a darti della traditrice!”

Mi chiedo se le piacerebbe se qualche pony chiamasse lei traditrice,” ribattè cupa Apple Bloom.

Come può Rainbow Dash dire una cosa del genere?”

Non lo so,” rispose Apple Bloom, sembrando offesa. “Mi sono arresa a cercare di capire, ormai. Voglio solo che tutto questo finisca.”

Lo so. QuestotuttoQualche volta vorrei semplicemente scavare un buco per terra e nascondermi fino a quando tutta questa stupida guerra sarà finita.”

Lo schermo si illuminò.

> Trasmissione Terminata dal Lato Ricevente.

> Analisi del contenuto in corso.

> Contenuto Etichettato come Priorità Alfa.

> Richiesto Ricordo di Conferma della Sorveglianza.

> Per favore fai Rapporto al tuo Supervisore.

Sentii che mi alzavo e mi toglievo l’auricolare. “Dannazione. Odio l’estrazione del ricordo,” lo sentii brontolare da quella che sembrava la mia bocca. “Spero che quelle giumente muoiano in un incendio.”

<-=======ooO Ooo=======->

Ritornai ad un mondo di oscurità ed incredibile dolore. Ma almeno ero di nuovo una giumenta. Reprimendo un urlo sorrisi debolmente a Velvet Remedy, che stava avvolgendo la mia zampa in bende curative.

“Quello è stato astuto,” si complimentò Velvet Remedy mentre faceva levitare un paio di pozioni rinvigoritrici fuori da una cassetta medica appoggiata di fianco a lei. Notai che non stava indossando le sue e mi guardai attorno. Avrei potuto giurare che le stesse indossando prima che svenissi per la seconda volta, ma non riuscivo a ricordare se le aveva quando mi ero svegliata.

Non lontano vidi Calamity che lavorava sulle sue “bisacce”, rimpiazzando le cassette danneggiate dalla battaglia con alcune nuove sciacallate da... qualche parte.

“Niente di interessante?” chiese Velvet Remedy, indicando con il corno la sfera di memoria.

Abbassai lo sguardo sulla sfera di memoria; i pensieri che aveva provocato stavano combattendo per il predominio nella mia testa:

Avevo già intravisto prima dei segnali che non tutto andasse bene all’interno del Ministero della Tecnologia, ma che qualche pony all’interno del Ministero avesse tanta determinazione ed animosità verso Applejack da cospirare la sua morte... ciò portava il conflitto ad un intero nuovo livello. Ciò piazzava la chiamata in un qualche momento dopo la morte del fratello maggiore di Applejack ed il suo corrispondente sforzo per un maggiore controllo sul suo stesso Ministero. Probabilmente anche dopo il ricordo di Applesnack. Una nuova generazione di terminali rinforzati magicamente avrebbe spiegato perché continuassi a trovarne di funzionanti nelle Terre Devastate d’Equestria. E se quella chiamata aveva avuto luogo quando pensavo, avrebbe spiegato perché la vasta maggioranza dei terminali fossero dei pezzi di rottame distrutti. Solo quelli ritenuti più vitali o posseduti da pony benestanti od importanti sarebbero stati aggiornati.

Stavo anche cominciando a vedere le possibilità che Gawdyna Grimfeathers aveva riconosciuto in un’intera camera blindata piena di ricordi.

Ma quei pensieri erano distrazioni.

Più importante, Velvet Remedy non avrebbe mai dovuto vedere quel ricordo.

“Solo un qualche stallone che stava passando un giorno di lavoro veramente noioso” mentii, sollevandola e facendola fluttuare indietro verso le mie bisacce. “Come sta la grifone con l’ala rotta?”

“Non sarà in grado di volare per un po’. Le sue ferite erano molto peggiori di quando avevano sparato all’ala di Calamity...” disse Velvet, volgendo lo sguardo verso la grifone in questione. Non appena Velvet guardò altrove diedi una spinta telecinetica alla sfera di memoria, facendola volare nell’aria della notte. Con un po’ di fortuna, il lancio l’avrebbe mandata abbastanza vicino all’apocalisse in miniatura del nostro Dashita da far in modo che che almeno i ricordi velenosi sarebbero potuti morire in un incendio.

***        ***        ***

“DJ Pon3 non sta raccontando l’intera storia,” insistette Alanera, parlando con SteelHooves. Il mio compagno ricoperto di metallo aveva oh-così-casualmente chiesto del massacro dei pony ghoul alla stazione della Linea Celestia. “Certo, Stellatriste li voleva morti, ma un po’ di tizi nella Tenpony Tower, come quel dottore, erano interessati ad una soluzione più affabile.”

“Affabile?” disse SteelHooves con una incredulità tinta di disgusto. “Coi ghoul?”

Alanera si curvò. “Eggià, beh, in passato ho incontrato un po’ di pony ghoul che erano più rispettabili della maggior parte dei pony nelle terre devastate.” Il tono della grifone suggeriva che c’era altro che avrebbe voluto aggiungere, ma non avrebbe insultato il Ranger d’Acciaio che aveva appena contribuito a salvarle la vita. “Non sono come i pony zombie; anche se alla fine... beh, lo Sceriffo Codaputrida stava precipitando nella zombitudine, ne sono piuttosto dannatamente sicura.”

“Oh?” chiese SteelHooves in un tono di conversazione manipolativo che stavo cominciando a riconoscere. Mi chiesi se avrei dovuto preoccuparmi. Alanera od i suoi grifoni avevano qualcosa da temere da SteelHooves? E che dire dei pony alla Tenpony Tower?

Non lo pensavo, ma quanto conoscevo bene in realtà SteelHooves? Quanto bene un qualche pony poteva conoscerlo quando ogni mostra di opinione od emozione poteva essere un inganno abilmente tessuto?

“Eggià. Lo Sceriffo Codaputrida non voleva la coabitazione, anche se un po’ di tizi della Tenpony erano disposti a fare una prova. Quel bastardo aveva piani per spazzare via ogni pony in quella Torre e prenderla per se stesso e per la sua banda.” Alanera fendette l’aria in disgusto. “C’è un intero branco di pony zombie nei tunnel di manutenzione vicino alla Tenpony Tower. Aveva cercato di pagarci per sbloccare l’entrata di un vecchio tunnel in modo che potessero infestare il posto.”

SteelHooves rimase in mortale silenzio per un istante. Poi, “Ha cercato di assoldarvi per rompere un contratto? Di certo doveva sapere che l’onore di un grifone non lo avrebbe permesso. Perché non l’ha fatto da solo?”

Vidi come Alanera si gonfiò di orgoglio. “Lo stupido non poteva. Si sblocca solo dall’interno.”

“Per Luna!” sussultò SteelHooves. “Spero che abbiate parlato di questo con Capo Stellatriste?”

Una smorfia prese forma sul becco di Alanera. ”In verità...” Artigliò il suolo. “Non vedevo nessuna utilità nell’alimentare l’intolleranza di quell’imbecille dopo che lo Sceriffo Codaputrida era stato tolto di mezzo. La verità è che non volevamo nemmeno seguire il piano di far fuori gli altri oltre a lui ed i suoi scagnozzi, ma l’intero dannato posto ci è caduto addosso nel momento in cui l’abbiamo abbattuto. Non abbiamo avuto scelta se non ucciderli tutti.”

SteelHooves nitrì. “Beh, chi può biasimarvi. Ma Stellatriste deve sapere di quella potenzialmente fatale falla nella sicurezza della Tenpony. Dov’è l’entrata di questo vecchio tunnel, esattamente?”

***        ***        ***

Butcher fece cadere la sua bardatura da combattimento munita di cannone AA smontato ai miei zoccoli. Strabuzzai gli occhi, senza capire.

Guarda, hai salvato le nostre vite lassù. Siamo in debito con te,” spiegò Butcher. “Alanera probabilmente ti farebbe Artiglio onorario se fossi stata almeno una pegaso. Ma dato che sei un unicorno la cosa semplicemente non prenderebbe il volo.” Sorrise alla sua stessa freddura.

Fissai l’arma ridicolmente enorme. “Non posso, davvero,” balbettai, pensando semplicemente a cosa diamine avremmo potuto fare con quella cosa se l’avessi accettata. “Potrebbe servirti.”

Eggià, beh, la mia vita mi serve di più. E ce l’ho in gran parte grazie a voi. Gli Artigli di Alanera ripagano i loro debiti. E non negare che potresti usarla. La Piccola Gilda[3] qui farà un buco negli scudi degli alicorni se riesci a mantenerla sul bersaglio per un fuoco concentrato di quattro o cinque colpi.” Alzò la testa. “D’altra parte, l’altra idea era una nostra armatura completa, ma non penso che si adatti ad un pony.”

Calamity si alzò in volo e rimase sospeso, fissandola. “In realtà scommetto che potrei montare quella ragazza sulla bardatura da combattimento di SteelHooves…”

Dove?” L’enorme bardatura da combattimento di SteelHooves aveva già un lanciagranate automatico su un fianco ed un lanciamissili sull’altro!

Sulla sua schiena!” Calamity spinse il cappello all’indietro, scaldandosi all’idea. “Certo dovremmo montarla all’indietro, quindi SteelHooves dovrebbe puntare la coda sul bersaglio per farla sparare, ma se la implementiamo in quella gingillosa magia di puntamento…”

Oh no. Avrei fermato quella pazzia all’istante. SteelHooves, se non altro, aveva bisogno di un’arma che fosse meno sovrapotenziata; qualcosa che potesse sparare in sicurezza nei corridoi. “No… piuttosto, che ne dici se semplicemente ci dovete un favore?”

Non tendo molto a dovere favori che potrebbero tornare indietro a strapparmi le piume della coda,” Alanera, che aveva finalmente finito di parlare con SteelHooves, si intromise nella conversazione. “Ma se riesci a pensare a qualcosa di più accettabile entro la fine della settimana, dovremmo essere ancora in giro nell’area.”

Butcher guardò la sua capo squadra. “Qual è il piano?” Si sdraiò vicino alla sua bardatura da combattimento ed iniziò a mettersela addosso. Era chiaramente fin troppo pesante per sollevarla senza telecinesi.

Finire il contratto. Consegnare i codici e ricevere il nostro pagamento. Dopo quello?” Alanera guardò indietro verso l’ultimo membro della sua squadra, che era stato virtualmente mummificato da Velvet Remedy.

Per l’Uovo,” imprecò Alanera, “Mi inventerò qualcosa.”

Calamity sembrò deluso quando Butcher ribardò Piccola Gilda. “Non saprei. Come dovremmo fare per trovarvi?”

Alanera pescò un piccolo dispositivo dalle sue bisacce. Assomigliava un sacco ad uno StealthBuck. “Questo è un trasmettitore. Puoi collegarlo al tuo PipBuck ed usarlo per trasmettere messaggi radio quanto per riceverli. Il tuo PipBuck non è una torre radio, quindi non avrai molto raggio d’azione, ma se hai captato le nostre trasmissioni sai già quali frequenze contattare.”

Annuii, facendolo fluttare nelle mie bisacce. Per prima cosa, avrei dovuto ripristinare la matrice di incantesimi del mio PipBuck. Potevo farlo dall’armatura di SteelHooves proprio come avevo già fatto al contrario. Ma era una procedura complicata che non potevo fare mentre ero ferita. Od al buio. O probabilmente senza Ment-ali Party-Time.

No… No, potevo farlo senza di loro. Anche se non mi sentivo come se potessi. L’avevo già fatto prima, dannazione.

SteelHooves trottò per unirsi a noi. Ero tentata di chiedergli della sua alquanto sinistra conversazione con Alanera, ma diresse la mia attenzione altrove. “Siamo osservati. C’è una robofatina che sta cercando di ottenere la tua attenzione senza farmi sapere che c’è.”

L’Osservatore.

***        ***        ***

Mi congedai dicendo di dover andare dietro alla piccola pila-di-detriti per puledre. Abbastanza sicura la robofatina fluttuò verso di me, silenziosa come il tramonto.

Ciao Littlepip!” L’Osservatore cercò di sembrare noncurante, ma non era un incontro casuale. Se lo fosse stato avrei sentito per prima la musica. “Che cosa state facendo tutti qua fuori? E che cos’era quell’esplosione?”

Mi chiesi se l’Osservatore fosse il timido inseguitore che SteelHooves ed io avevamo già notato. Decisi di provare la teoria.

Beh, Calamity stava giocando con i fuochi d’artificio e SteelHooves ha lasciato che ci seguissi segretamente tutto il giorno senza che lui lo sapesse,dissi cupa. “Cosa stai combinando?”

Tutto il giorno? Non capisco cosa intendi, Littlepip. Sono appena arrivato.”

Bella storia. Non importava. Avevo bisogno dell’aiuto dell’Osservatore. “Osservatore, ho bisogno di un favore. Ho bisogno che contatti Gawdyna e le racconti degli Artigli di Alanera.”

L’Osservatore rimase in silenzio abbastanza a lungo da farmi sentire il bisogno di spiegare.

“Gawdyna sta raggruppando grifoni che non sono attualmente sotto contratto. Alanera ha perso metà dei suoi grifoni a causa degli alicorni ed i sopravvissuti sono gravemente feriti. Probabilmente hanno bisogno di più aiuto di quanto possiamo offrirne. Dovremmo lasciare almeno che Gawdyna gli dia la possibilità…”

“No,” intonò la voce meccanica della robofatina.

“No?” Mi sedetti, sorpresa. “Guarda, possiamo aiutare queste persone. O ti importa solo dei pony?”

Sono stato disposto ad aiutarti prima perché era per salvare vite. Questo non è salvare vite. È più come un progetto di vanità. Io non mi rivelo per una ragione. Ogni volta che lo faccio mi metto a rischio!”

Oh per l’amor di Luna. Mi voltai, mostrando la schiena al robot fluttuante.

Poi l’Osservatore mi sorprese. “Va bene. Lo farò per te. Ma devi accettare di fare qualcosa per me. Ho una missione per te.”

Tu hai che cosa adesso?” strabuzzai gli occhi, mi voltai nuovamente e fissai la robofatina.

C’è un’Opale Nera nella Tenpony Tower. Mi è stata rubata. La rivoglio indietro.”

Timidamente, chiesi, “Che cos’è un’Opale Nera?”

È una gemma speciale. È come una sfera di memoria, ma usata in un Ricollettore[4].” Prima che potessi chiedere che cosa fosse un Ricollettore, l’Osservatore mi illuminò. “Le sfere di memoria contengono ricordi presi dagli altri con la magia degli unicorni, solitamente con la forza. Un Ricollettore è una corona incantata che qualcuno può indossare quando vuole registrare quello che sta vivendo. O per rivivere la suddetta registrazione. Anche se chi lo indossa non è un unicorno.”

Annuii. Quel tipo di progresso aveva perfettamente senso. Come i terminali resistenti alla magia di Apple Bloom sospettai che fosse un passo in avanti della tecnologia arcana che si ebbe solo orribilmente vicino alla fine. Altrimenti sarei inciampata ovunque su di loro.

Così vuoi che io prenda una sfera di memoria, una sorta, dalla Tenpony Tower e te la porti. Cos’è, ti sembro un pony corriere?” Lo guardai in cagnesco. “Ma se questo è quello che mi chiedi per renderti utile, lo farò. Dov’è il coso?”

Credo sia stato preso da quel pony radiofonico, DJ Pon3. Recuperalo per me ed io consegnerò il messaggio.”

Aspetta. Cosa? L’Osservatore voleva che derubassi Homage!?

“Io… Io…” Lottai con un senso di rabbia inarticolata. “Okie… dokey… lokey. Vedrò cosa posso fare.” La mia voce era aspra e calma. “Ma tu manda il dannato messaggio prima.”

La robofatina si librava mentre Osservatore sembrò contemplare la cosa.

Naturalmente. La fiducia va in entrambe le direzioni.”

Beh, forse. Ma l’Osservatore mi aveva appena chiesto di tradire la fiducia di qualche pony a cui tenevo. Ed in quel momento tenevo ed avevo bisogno di Homage molto più di che di un qualche pony che si nascondeva dietro una robofatina e che chiedeva dei favori in cambio della presa d’azione. Quindi avrei chiesto ad Homage dell’Opale Nera. Gentilmente. E se lei avesse detto di no, l’Osservatore sarebbe rimasto a corto di fortuna.

All’improvviso, mi venne in mente un’altra cosa. I miei occhi si spalancarono mentre fissavo la robofatina dellOsservatore.

Che c’è? Perché mi stai guardando in quel modo?”

Non sei scomparso. Le tue piccole visite stavano diventando più brevi. È quasi come se ogni volta che inizio a chiederti qualcosa che ti mette a disagio, convenientemente il tuo tempo nella robofatina finisce. Ma ora che vuoi qualcosa da me, hai…”

Ci fu uno scoppio statico, poi l’allegra musica da marcia (composta da tuba, batteria ed armonica) fuoriuscì dalla robofatina quando l’Osservatore finì il tempo.

Non me la bevevo.

***        ***        ***

Il sole stava iniziando a sorgere, dipingendo le nuvole al di sopra con magnifici colori ed immergendo la città in un labirinto di lunghe ombre.

Mi sarei goduta la passeggiata di ritorno se la mancanza del mio Eyes-Forward Sparkle non mi avesse fatto temere ogni angolo ed ombra, incapace di dire dove i nemici si stessero nascondendo. Se la mia zampa anteriore non avesse pulsato. Se la mia testa non avesse martellato ed il mio stomaco non si fosse contorto e stretto brutalmente. Avevo già vomitato tutto quello che avessi mai mangiato.

Ero arrivata ad una conclusione: odiavo la nausea da radiazioni. Un bel po’. Tenpony Tower, Homage ed il letto sembravano infinitamente lontani.

Velvet Remedy aveva fatto passare le RadiaVia tra di noi (escludendo SteelHooves) prima che gli Artigli di Alanera se ne fossero andati. Quello che non sarebbe esattamente stato abbastanza per purgare le radiazioni da noi tre era stato diviso in porzioni fin troppo piccole per sei. Velvet Remedy continuava ad assicurarci che saremmo stati bene una volta che fossimo tornati alla Tenpony Tower ed avesse potuto prendere più scorte. Anche se non stavamo dicendo niente. Cosa che mi rendeva ancora più preoccupata..

Mi distrassi pensando alla sfera di memoria. E ciò guidò i miei pensieri verso il Ministero della Tecnologia (Bellica). Cosa che mi portò a ricordare il commento di SteelHooves riguardo al Ministero. E chi aveva aiutato.

Compagnie come Ironshod, Four Stars, Equestrian Robotics ed anche Stable-Tec.

Armerie Ironshod: dove avevo imparato che non tutto andava bene nel mondo di Applejack. Equestrian Robotics: non sapevo veramente nulla di loro, ma sospettavo fortemente che il carburante per incubi che erano le robofatine potesse essere ricondotto ai loro zoccoli. Four-Stars: i pony traditori che si erano barricati ed avevano lavorato assieme agli infiltrati zebra e che erano ampiamente responsabili della morte di milioni. E Stable-Tec… sapevo già cosa avevano fatto.

Sotto la guida e supporto del Ministero.

Fui strappata via dai miei pensieri dall’ansimare di Velvet Remedy. Ero rimasta indietro, per via tanto quanto dei miei viaggi mentali quanto per le mie dimensioni e stato fisico. Cercai di galoppare avanti, dove il resto degli altri erano ranicchiati dietro un muro in frantumi, sbirciando da una mezza finestra. Invece barcollai e scoprii che in verità avevo un altro poco in più da poter vomitare.

Pulendo lo schifo dalla mia faccia con leggero disgusto mi avvicinai ad una seconda finestra, non volendo stare troppo vicina agli altri dopo quello che avevo fatto. Di fianco vi era una scrivania metallica; eravamo tecnicamente nel “dentrodell’edificio, guardando “fuori”. Mi fermai per aprire la scrivania, trovando una dozzina di tappi di bottiglia.

La mia mente annebbiata insisteva a chiedersi perché continuavo a trovare tappi di bottiglia in posti del genere. Scrivanie. Cestini dei rifiuti. Armadietti. Schedari. Che genere di pony andava in giro a mettere soldi in posti a caso? Quale processo mentale porta a: Oh, guarda! Una scrivania nella desolatezza urbana. Mettiamoci dentro qualche tappo. Non troppi -- abbastanza giusto per comprare un tramezzino?

Scossi la testa, cercando di ripulire la mente dalle ragnatele che aggroviglavano quei pensieri. Il rimbombo del mio mal di testa si accentuò, facendomi sapere che quella era la cosa sbagliata da fare.

Ricacciando indietro le lacrime, guardai “fuori” la strada. Sentii lo strano trambusto di battito d’ali prima di vederne la fonte. Quando lo feci, i miei occhi si spalancarono. Un istante più tardi, una palla di fuoco verde illuminò la strada quando la fenice di fuoco magico incendiò uno dei pipistrelli vampiro che la stava attacando. Rimasi lì, con la bocca spalancata.

Non tutti i miei compagni si accontentarono del semplice guardare. Facendo levitare fuori il suo fucile da combattimento, Velvet Remedy fece un passo attraverso la sua finestra, con nostra grande sorpresa.

Velvet Remedy non era mai la prima ad entrare in combattimento. La gamma di creature contro cui era disposta ad usare la forza letale stava crescendo, includendo ormai gli alicorni. Ma era sempre stato per legittima difesa, o per la difesa di altri pony. Quando vidi Velvet prendere una posizione da battaglia, sollevando il fucile verso la schermaglia aerea, mi ricordai di quello che aveva detto Monterey Jack e mi chiesi se la stavo lentamente perdendo alle richieste delle Terre Devastate d’Equestria. Stava perdendo se stessa?

Velvet Remedy aspettò fino a quando la figura della fenice di fuoco magico venne interamente coperta dal corpo del pipistrello vampiro.

BLAM!!

Il pipistrello gigante emise uno strillo straziante e cadde a terra. Velvet Remedy spostò la mira verso un altro, aspettando il momento opportuno.

I pipistrelli non glielo avrebbero concesso. Uno di loro cambiò direzione, tuffandosi verso la mia amica. Ci fu un doppio sparo quando Calamity entrò nel combattimento ed il robusto corpo del pipistrello vampiro si schiantò agli zoccoli di Velvet Remedy.

Il cielo risplendette di macchie verdi quando la fenice di fuoco magico cercò di avventarsi sui suoi attaccanti. Uno dei pipistrelli vampiro si voltò e si scontrò con il maestoso uccello verde ed oro, ed i due piombarono all’interno della carcassa di un carro da trasporto,schiantandosi contro casse piene di libri distrutti. Parte di me si chiese se i libri erano diretti verso l’Ateneo di Twilight Sparkle.

La fenice di fuoco magico era bloccata sotto il pipistrello vampiro. Potevo vederla lottare per uscire. Un altro pipistrello vampiro svolazzò fino all’apertura del carro da trasporto, poi indietreggiò rapidamente quando la fenice gli sputò contro fuoco magico. La bella creatura emise un grido lamentoso quando il pipistrello vampiro piegò la testa per affondare le sue zanne nell’uccello. Il secondo pipistrello vampiro discese sull’apertura.

“Littlepip!” gridò sgomenta Velvet Remedy. “Il tuo fucile zebra!” Trasalii, guardandola confusa mentre il mio cervello senza MPT lottava per analizzare quello che lei voleva da me.

Velvet Remedy non era disposta ad aspettare. Il suo corno brillò quando mi strappò il fucile zebra dalle sue cinghie di sostegno ed iniziò a sparare alla cieca nel retro del carro. In pochi secondi tutto l’interno era in fiamme. I pipistrelli vampiro strillarono in agonia. Uno di loro cadde fuori, camminando bizzarremente sulle sue ali in fiamme, un inferno vivente. Collassò sulla strada.

Nient’altro, né fenici di fuoco magico né il secondo pipistrello vampiro, emerse dalla impetuosa fornace che il carro dei libri era diventato.

Spostai lo sguardo dal carro a Velvet Remedy e ritorno senza capire. “Ma la...” Velvet Remedy mi diede uno sguardo teso, poi tornò a fissare il fuoco.

Mentre faticavo a finire il pensiero un’esplosione di cenere partì dalle fiamme. Roteò nell’aria mattutina, catturando i raggi solari che trafiggevano l’apocalittico paesaggio urbano, roteando in un vento completamente unico. Poi, con un’esplosione accecante di luce smeraldo con punte d’oro, la fenice di fuoco magico riapparve.

Velvet Remedy fece uno strillo di gioia. Guardò la strana ma bellissima creatura girare tre volte attorno a noi, fare grido musicale, e librarsi via.

Facendo fluttuare il fucile zebra di nuovo a me, sorrise furbesca. “Non hanno la stessa relazione con l’essere bruciate vive, ricordi?”

***        ***        ***

“Quando torneremo mi farò un lungo bagno,” annunciò Velvet Remedy. “Prenderò la RadiaVia, non appena la clinica del Dottor Helpinghoof apre. A questa andatura non sarà molto dopo il nostro ritorno.”

“Dannazione, quando torneremo io mi farò un lungo bagno!” esclamò Calamity, causando un finto svenimento di Velvet.

Io volevo soltanto dormire. Preferibilmente accanto ad Homage. “Io...” mi fermai, con la mente che combatteva la nausea, l’astinenza da MPT e la privazione del sonno. “Non lo so. Ho bisogno di dormire. Ma non abbiamo molto tempo.”

“Non abbiamo molto tempo? Per cosa?”

“Prima che Monterey Jack sia giustiziato,” dissi a Calamity senza mezzi termini. “Dobbiamo salvarlo.”

Gli altri, tutti, si fermarono.

“Dobbiamo fare che cosa adesso?” Chiese Calamity, come se gli avessi detto che tutti avremmo dovuto farci mordere dai serpenti a sonagli.

“Scusa, non intendevo quello,” dissi, realizzando il mio errore. “Io devo salvarlo.”

“Perdonami, ma continuo a pensare di non aver sentito bene.”

“Posso chiedere perché?” chiese Velvet Remedy.

“Senza menzionare come?!” aggiunse SteelHooves.

Mi voltai per guardare i miei sorpresi e non collaborativi amici. Mi venne in mente che non avevo mai menzionato loro la mia intenzione di salvare l’antipatico unicorno beige.

“Io dico di lasciare che lo impicchino!” disse Calamity, atterrando con un’autoritaria zoccolata sul terreno.

“Hai appena conosciuto...” iniziò Velvet, poi si fermò. “Ci farai cacciare tutti dalla Tenpony Tower per salvare il pony che ha cercato di derubarti? Succederà così, se le guardie semplicemente non ti spareranno. Anche se ha confessato?”

Mi sentii tremare. Non ero affatto nelle condizioni di affrontare quella discussione. Non potevano tutti semplicemente capire che quella era la cosa giusta da fare?

“Dannazione, Littlepip!” Velvet Remedy improvvisamente si arrabbiò con me. Perché era arrabbiata con me? “Monterey Jack non se lo merita! Hai salvato la vita di quel miserabile bastardo e lui ti ha ripagato cercando di fotterti! Non riuscirà a fregare anche la tua felicità!”

Mi ritrassi dal linguaggio di Velvet Remedy così come dalla sua rabbia.

“Concordo,” disse semplicemente SteelHooves.

Alla fine reagii, concentrandomi su Velvet Remedy. “Non importa! Non importa se merita di essere salvato o no. Chiunque sul campo di battaglia, disse Fluttershy, giusto? Quello stallone ha dei bambini! Due puledri ed una puledra. Cosa pensi che gli succederà se lui muore? La Tenpony Tower ti è parsa il tipo di posto che comprende la beneficenza? Qualcuno di voi ha visto un orfanotrofio là dentro, mentre eravate in giro a fare compere?”

Mi voltai verso Calamity e SteelHooves. “Non importa cosa posso perdere se lo faccio. Ma che mi dite di quello che perderò se non ci provo nemmeno?”

Qualche volta, per fare quello che è giusto, devi diventare la cattiva di turno.

Tutti i miei amici si allontanarono di un passo da me. Si guardarono l’un l’altro come se si stessero chiedendo chi dovesse parlare per primo. Alla fine SteelHooves fece un passo avanti. “Bene allora, qual è il piano?”

Con un grosso sospiro di sollievo (e sentendomi all’improvviso così stordita che dovetti combattere per non cadere in ginocchio), spiegai:

“Ho ancora uno StealthBuck. Entro di nascosto. Lo colpisco con un dardo. Solo uno; il veleno lo paralizzerà per qualche ora ma non avrà effetti permanenti. Poi forzo la serratura e lo faccio fluttuare sulla mia schiena. Userò la mia levitazione per diminuire il suo peso. Finché lo sto effettivamente trasportando l’incantesimo di invisibilità dovrebbe coprirci entrambi, proprio come copre le mie bisacce.”

Gli occhi di Velvet Remedy erano umidi, ma fece un passo avanti. “In questo caso abbiamo qualcosa che dobbiamo fare prima che possa godermi il mio bagno.”

La guardai dubbiosa, ma speranzosa.

“Dobbiamo fermarci da quel banco di lavoro, così puoi costruire una nuova pistola a dardi.”

***        ***        ***

Ero morta sui miei zoccoli.

Riuscivo a malapena a rimanere alzata; il banco da lavoro sembrava ondeggiare sotto di me. Velvet Remedy era però al mio fianco, incoraggiandomi gentilmente. Il suo atteggiamento sembrava essere completamente cambiato dopo che avevo menzionato i bambini. Ero sorpresa ma assolutamente compiaciuta.

“Va bene. Ce la puoi fare. Solo concentrati.”

Annuii alla voce di Velvet mentre incollavo con la colla prodigiosa i pezzi di apparentemente casuale spazzatura per formare una potente arma fatta a zoccolo. “Ecco... ha solo bisogno di asciugare, ora.”

Velvet Remedy annuì e si strofinò leggermente contro di me. “Il tuo cuore è sempre al posto giusto, Littlepip.” Si ritrasse, dandomi un sorriso triste. “La tua mente forse non tanto. Ma ho imparato a credere al tuo cuore...” Guardò in basso, strisciando il suo zoccolo sul pavimento. “Ci tengo a te, sai.”

Sentii il mio cuore palpitare e la mia testa ondeggiare. Che cos’era? Non era lei che cercava di ferire Calamity. Ci stava provando con me? Dopo avermi spinto il giorno prima verso Homage? No... dovevo stare interpretando male.

Guardai altrove, dolorante perché sapevo che Homage era così vicina. I miei occhi catturarono un lampo di rosso nell’angolo più lontano sotto una coperta. “Ehi... uh... Velvet, quello è il tuo carretto?” chiesi, sospettando che l’avesse lasciato lì la mattina prima. Immaginai Homage trovarlo e metterlo con cura da parte, anche coprendolo... anche se per prima cosa non riuscivo a ricordare Velvet portarlo dentro.

La guardai di nuovo, ed il pensiero mi abbandonò. Era bellissima e triste da far male al cuore. I suoi occhi stavano brillando di nuovo, ma cambiò argomento. “Per quanto?” deviò, guardando di nuovo la pistola a dardi.

“Oh, la colla prodigiosa è...” cercai una buona parola e fallii. “Prodigiosa. Nessun tempo affatto. Diamine, è probabilmente pronta già adesso.”

“Hai tutti i dardi che ti servono?”

“Dovrebbe servirmene uno solo.” Anche se, dovevo ammettere, nello stato in cui ero me ne sarebbe occorsa qualche dozzina. Sarei stata fortunata a colpire la porta di un granaio.

“Fammi vedere,” tubò Velvet. Feci fluttuare fuori uno dei miei dardi avvelenati e lo infilai nella pistola a dardi. Velvet Remedy avvolse la sua telecinesi attorno ad essa e la sollevò al suo occhio, controllando l’allineamento. Mi venne in mente che un’arma non letale come la pistola a dardi avrebbe dovuto esercitare un certo fascino sulla mia amica più pacifista.

Mi ricordai delle mie precedenti preoccupazioni. Quanto avrebbe potuto beneficiare Velvet, psicologicamente e spiritualmente, dall’essere in grado di gestire i nemici senza bagnare ulteriormente gli zoccoli di sangue e morte? Dannazione, perché non ci avevo pensato prima?

Mi voltai verso di lei, con sulle labbra la promessa che le avrei fatto una pistola a dardi. E mi bloccai smarrita. Velvet Remedy aveva la pistola a dardi puntata dritta su di me. Non lo sapeva che non era sicuro?

Thwap!

Ow! Aprii la bocca, con parole di sorpresa che mi si gelarono sulla lingua.

Velvet Remedy fece cadere una lacrima quando disse “Mi dispiace, Littlepip.”

Cosa... Cosa stava succedendo?

Il corno di Velvet Remedy si illuminò un po’ di più. Sentii il cigolio mentre il piccolo carretto rosso si avvicinava, fermandosi dietro di me. Velvet Remedy si avvicinò e mi diede una spinta gentile con uno zoccolo, scaricando il mio corpo paralizzato sul carretto.

Mi aveva sparato di proposito!

Quando Velvet Remedy sollevò la coperta sopra di me, coprendo il mio corpo, giurai che l’avrei uccisa.

***        ***        ***

Non so quando persi conoscenza. L’ultima cosa che ricordavo era il sentire la vibrazione dell’ascensore attraverso le sponde metalliche del carretto. Un carretto che, devo annotare, era veramente scomodo. Non avevo potuto vedere nulla, e l’unica cosa che potevo annusare era la dannata coperta. Mentalmente avevo realizzato che avrei dovuto essere ribollente di rabbia o tremante di preoccupazione, forse addirittura dovevo temere per la mia vita. Ma ero troppo malata e troppo esausta per avere ancora qualche emozione.

Probabilmente mi ero addormentata.

Mi ritrovai a svegliarmi con l’orrendamente familiare sensazione di essere legata ad un tavolo medico. Un lampo di panico mi percorse, portandomi a forzarmi contro le cinghie che mi tenevano giù mentre immaginavo che lo psicotico dottore ghoul si fosse in qualche modo rigenerato e mi avesse catturato di nuovo. Con l’aiuto di Velvet Remedy!

Collassai indietro, con un dolore nero che cresceva nel cuore. Come aveva potuto farlo? La credevo mia amica!

Realizzai quanto completamente orribile mi sentissi. Oltre il dolore al cuore, oltre il mal di testa ed il malessere fisico. Mi sentivo profondamente ed insopportabilmente sbagliata dentro. Era così che si sentiva la Contaminazione? Gettai indietro la testa sul cuscino (un poco sorpresa che i miei rapitori avessero pensato di darmene uno).

Sopra di me un qualche pony aveva inchiodato un poster al muro. Una giumenta molto giovane vestita con un’uniforme da infermiera rosa a strisce gialle mi guardava, dicendomi come non avessi bisogno di diventare un Ranger d’Acciaio per essere un eroe. Apparentemente eroiche posizioni quali “Tecnico allo Svuotamento Padelle” e “Pagliaccio del Reparto Tumori” mi stavano aspettando.

Non la fabbrica della Red Racer. I miei occhi vagarono smarriti. Il letto medico a cui ero legata era isolato da delle tende. Potevo vedere le sagome dei pony che si muovevano dall’altra parte. L’unica cosa assieme a me era uno strano terminale bippeggiante e diversi tubicini di plastica che portavano liquidi dentro e fuori il mio corpo.

Una delle ombre era Calamity. Potevo dirlo dalla forma del suo cappello.

Dannazione, NO! Non anche lui! Celestia e Luna li dannino entrambi al bruciante...

Eccheddiamine,” sentii parlare Calamity, rivolto ad uno degli altri pony nella stanza, “Ricordi quando abbiamo parlato riguardo al farlo nel modo giusto? Beh, questo. Non. Lo. È.”

“Pensi che volessi farlo?” La voce di Velvet Remedy mi arrivò attraverso le diafane tende che mi chiudevano via. C’era angoscia nella sua voce. Bene! “Littlepip mi ha forzato lo zoccolo.”

“Ed esattamente come l’ha fatto? Mi pare di ricordare che fosse a malapena in grado di camminare dritta.”

All’improvviso il mio corpo iniziò a sembrarmi davvero pesante. Come se una grossa coperta di piombo mi stesse schiacciando.

“Non essere ingenuo! L’hai sentita. L’esecuzione di Monterey Jack è domani. Si sarebbe fatta buttare fuori da questo posto prima che avessimo qualsiasi possibilità di convincerla a fare il trattamento.”

Oh. Ecco cos’era.

Aprii la bocca per dire qualcosa, ma la pesantezza mi coprì le palpebre e non riuscii a tenerle aperte.

***        ***        ***

Quando mi risvegliai di nuovo mi sentivo... meglio.

Ero stanca e debole, affaticata fino alle ossa, ma in una maniera che sentivo normale. Il mal di testa ed il malessere erano andati. Potevo vedere, ascoltare, sentire, pensare. Chiaramente. Non c’era nebbia contro cui combattere.

Cercai di sedermi, ma ero ancora fermamente legata al letto medico. Fui presa da uno scatto di panico ma lottai per reprimerlo. Non ero di nuovo là. Non ero nel laboratorio del ghoul pazzo. Era differente. E se avessi continuato a ripetermelo, magari il mio corpo avrebbe mi ascoltato ed il mio cuore avrebbe rallentato fino alla normalità.

Mi sdraiai, sentendomi già esausta per lo sforzo di alzarmi. Non avevo l’energia per combattere ma ne avevo abbastanza per cominciare ad incazzarmi. I soli amici che avessi mai avuto nella mia vita avevano cospirato contro di me. Velvet Remedy mi aveva paralizzato. Mi avevano legata ad un letto in una clinica a mala pena un giorno dopo la mia terrificante esperienza con il dottore ghoul. Mi avevano costretta a...

Per la grazia dell’esilio lunare, io sapevo di avere un problema. Non è che fossi stupida. Semplicemente... Diamine, sarei venuta lì da sola. Eventualmente. L’avrei fatto; avevo semplicemente avuto cose più importanti, più pressanti...

Un’ombra si mosse fino al divisorio, ed una delle tende venne scostata. Un pony di terra marrone scuro trottò nella mia piccola prigione. Dietro di lui potevo vedere Velvet Remedy rannicchiata su una panchina. Il suo corno stava brillando ed una sfera di memoria era appoggiata sulla panca di fronte a lei. Si era nuovamente ritirata nella Sfera di Fluttershy.

Dee! Come se Velvet Remedy non avesse problemi di suo.

Sentii qualcosa di duro nel fondo del mio stomaco. Avevo ogni diritto di essere furiosa con lei, e lo ero. Ma non potevo odiarla. Invece, anche con la rabbia addosso, provai una fitta di preoccupazione per lei.

“Bene, buongiorno,” disse lo stallone. “Sono il Dottor Helpinghoof. E tu, mi è stato detto, sei Littlepip. Come ti senti questa mattina?”

Diressi la mia rabbia verso di lui. Non sapevo quanta se ne meritasse, ma era almeno un po’. Dopo tutto aveva decisamente acconsentito di sottopormi alla sua cura contro le dipendenze senza il mio permesso; ero paralizzata in quel momento. In più era molto, molto conveniente.

“È un nome veramente stupido.”

Il dottore non colse nessuna delle offese volute. “Sì, suppongo tu abbia ragione. Cambiai il mio nome quando decisi di rilevare la clinica. Le Cliniche Helpinghoof erano centri pre apocalittici per l’aiuto e la riabilitazione. Forse è stato presuntuoso da parte mia.”

Sospirai e scossi la testa. “No. Questo... ha senso.” Il Dottor Helpinghoof era un... omaggio alle Cliniche Helpinghoof. Sentii mio malgrado un sorriso arricciarmi la bocca. Lo combattei, trovando nuovamente la mia giusta ira.

“Perché sono legata?!” domandai.

Helpinghoof rispose cordiale, “Il trattamento delle dipendenze richiede una pulizia completa del tuo corpo. Davvero, non vorresti staccare nessuno dei tubicini mentre il processo è in corso. Potresti causarti dei danni permanenti.”

Oh. “Ma perché sono ancora legata?”

“Beh, onestamente perché la prima reazione della maggior parte dei pazienti nella tua posizione è di galoppare via. E fin troppo spesso assimilare altra di qualsiasi droga da cui li abbia appena ripuliti.”

“La scelta è mia, non è vero?”

“Sì, è certamente vero. E con amici come i tuoi non ho dubbi che domani ti ritroveresti di nuovo qui, se lo facessi. Potrei trarre un profitto costante da te.”

Guardai il soffitto. “Ho bisogno di nuovi amici!” Stavo rapidamente esaurendo quelli che non mi avessero sparato.

“Quell’atteggiamento non è inaspettato. Nessuna buona azione, e tutte quelle stronzate,” disse il dottore. “Ma nel tuo caso ti terrò legata fino a che non sarò sicuro che tu non voglia fare qualcosa di troppo stancante.” Gli rivolsi un’occhiata nera, ma la accolse con una scrollata di spalle.

“Quando sei arrivata qua la dipendenza dalle Ment-ali Party-Time non era certo il tuo unico problema. Stavi soffrendo di una severa esposizione alle radiazioni. Per non menzionare una piccola dose di avvelenamento da manticora. Ed il tuo corpo era chiaramente passato attraverso abbastanza traumi nelle ultime poche settimane da essere sull’orlo di cedere. Ho dovuto fare un sacco di lavoro prima di poter rischiare anche solo di iniziare il trattamento.” Il dottore parlò con onesto avvertimento, “Queste procedure ti hanno lasciata in uno stato debole e fragile. Guarirai propriamente, ora. Ma devi prendertela comoda per almeno i prossimi giorni. Nessuna attività stancante.”

Rimasi calma mentre elaboravo la cosa. In che cattive condizioni ero stata? E se io ero messa così male, com’erano messi gli altri? “Dottore, i miei... ‘amici’? Hanno passato quello che ho passato io. Per favore, hanno bisogno anche loro del suo aiuto.”

Helpinghoof annuì. “Lo so. La tua amica unicorno ha già insistito. Il Ranger d’Acciaio non mi lascia neppure dare un’occhiata, ma ho già avuto sia Calamity che Velvet Remedy sul mio tavolo mentre tu ti stavi riprendendo.”

Naturalmente. SteelHooves non avrebbe voluto che qualche pony realizzasse cosa fosse. “Staranno bene?”

“Fisicamente, sì,” disse il dottore. “Anche se sospetto che il loro grado di guarigione emotiva spetti più a te che a me.”

Fantastico. Scaricate anche quel peso su di me. Non avrei nemmeno avuto l’opportunità di incazzarmi con loro.

“Ora, voglio parlare un poco delle dipendenze,” mi informò Helpinghoof.

Perfetto. La ramanzina. E mi aveva pure legato per farmela.

“Dovresti ormai aver notato che i tuoi sensi e processi mentali sembrano più chiari e più limpidi. Non iper potenziati come quando eri sotto l’effetto delle droghe, ma comunque molto meglio rispetto a quando eri in astinenza. Ho ragione?”

A malincuore, annuii.

“Questa è la spiacevole altra faccia della medaglia delle Ment-ali Party-Time. Sono un acceleratore mentale composto da piante mistiche native solo nelle terre delle zebre, e forse nella Everfree Forest. Non importa quanto spesso le usi, saranno sempre efficaci come la prima volta. Quello che la maggior parte dei dipendenti da MPT non realizzano, tuttavia, è che l’astinenza degrada le tue capacità mentali. Più ne prendi, peggio starai quando non sarai sotto il loro effetto. I pony che le hanno prese per anni hanno raggiunto il punto in cui riescono a malapena a muoversi senza la droga nel loro corpo.”

Helpinghoof sorrise finemente. “Lo stato di chiarezza in cui ti trovi adesso è in realtà come sei sempre stata prima della tua dipendenza dalle Ment-ali Party-Time.”

Che cosa? Ero così prima? Ma mi sentivo molto più all’erta. Era tutto così chiaro. Era così facile pensare. Non iper veloce come quando ero fatta di MPT, ma comunque facile. Se ero così prima delle MPT, perché sembrava una cosa nuova? E perché non ero stata in grado di dire...

Ma in realtà ero stata in grado di dirlo. Sapevo che qualcosa non andava da tanto tempo. Sentii una lacrima nel mio occhio e mi chiesi da dove fosse venuta. Guardai il dottore.

Ora, posso darti consigli, ma non posso fare in modo che tu li segua,” continuò il dottore. “Hai assolutamente bisogno di stare lontana dalle Ment-ali Party Time. Non sarà facile. Il tuo corpo ed il tuo cervello potrebbero non bramarle più od averne bisogno, ma la maggior parte delle dipendenze da droga sono tanto psicologiche quanto fisiche. Quindi non posso dirti che non sarà difficile. Ma da quel che ho sentito hai una forte volontà, ed hai forti amici che ti possono aiutare a superarla.”

Annuii lentamente, senza veramente voler ascoltare la cosa, ma sapendo che ne avevo bisogno.

E ti raccomando fortemente di stare lontana dalle normali Ment-ali, o se è per questo da qualsiasi altra sostanza che crei dipendenza. Buck, Rage, Dash… tutte loro. Le Ment-ali Party Time sono la droga che crea più dipendenza là fuori, ma tante altre non sono molto meglio. E con la tua storia familiare sei molto più suscettibile alle dipendenze della maggior parte dei pony, quindi il mio consiglio è di starne semplicemente lontana.

Iniziai ad annuire nuovamente e mi fermai. Aspetta. “Che cosa centra la mia famiglia in tutto questo?”

La predisposizione verso le dipendenze può essere ereditaria,” mi informò Helpinghoof. “La tua amica Velvet Remedy mi ha detto di tua madre.”

“Mia madre?Non ne aveva alcun diritto!

Era un’alcolista, non è vero?”

Digrignai i denti, guardando tutto tranne il dottore. Lui aspettò pazientemente fino a quando la mia bile e la furia si furono placate abbastanza da rispondere, “Beh, il suo cutie mark era un bicchiere di sidro di mele forte. Che cos’altro sarebbe dovuta diventare?”

Lo sai che i cutie mark non controllano il tuo destino, vero?”

Distolsi semplicemente lo sguardo. Non sarei stata trascinata in una discussione su mia madre. Anche se mi avessero tenuta legata per giorni.

Oh merda. Monterey! Quanto a lungo ero stata priva di conoscienza?

Tentai di guardare l’ora nel mio PipBuck ma la mia zampa anteriore era legata. E, ricordai rapidamente, il mio PipBuck era in ogni caso morto.

“Dottore,” dissi, cercando di non sembrare troppo ansiosa. “Quanto manca prima che Monterey Jack sia giustiziato?” Per favore, Luna, dammi la forza

Il dottore strabuzzò gli occhi. “Il proprietario del negozio di formaggi? È stato due ore fa.” Sentii un peso della dimensione di una fioriera cadermi nello stomaco. Seguito da un’incudine. “Perché, lo conoscevi?”

Avevo fallito.

***        ***        ***

Velvet Remedy fu la prima a visitarmi, fresca da Fluttershy-landia. Parlò cauta, trottando sui gusci d’uovo. Mentre lo faceva il suo corno si illuminò, rimuovendo le cinghie che mi tenevano giù, una alla volta. Resistetti all’impulso di prenderle la gola. Nessuna attività stancante, aveva detto il dottore.

Non mi aspetto che tu mi perdoni…” stava dicendo Velvet.

Bene,” interruppi duramente. “Perché non lo faccio.

Lei trasalì al suono delle mie parole, ma continuò ostinata, …o che le cose tra di noi si sistemeranno. Ma mi aspetto che tu capisca il perché. E capire perché l’abbia dovuto fare ora.”

Perché hai sentito di doverlo fare ora, vuoi dire,” sputai. “E contro la mia volontà.”

Non avresti ricevuto l’aiuto di cui avevi bisogno da sola. Questo potrebbe essere l’unico posto nelle intere Terre Devastate d’Equestria in grado di aiutarti, ed eri sul punto di gettare tutto alle ortiche.”

Avevo già capito di avere un problema,” replicai. “Avrei chiesto aiuto.”

“Oh?” chiese Velvet Remedy, intrappolata da qualche parte fra shock e l’incredulità. “Quando?”

Dopo che ci siamo schiantati. L’ho realizzato allora. Ed avrei probabilmente chiesto aiuto dopo aver dormito un po’.”

“Conveniente.” Si girò dandomi la schiena. Non avevo bisogno di vedere la sua faccia per dire che stava nascondendo le lacrime. Potevo sentirle nel tremore del suo respiro, lo vedevo nei sussulti del suo petto.

Arrrgh! Volevo farla a pezzi con i miei dentima allo stesso tempo non potevo sopportare di vederla ferita. E sapevo che se le avessi parlato ancora, l’avrei ferita soltanto di più. Forse se lo meritava, ma non volevo infliggerle maggior dolore.

“Velvet, non hai bisogno di stare qui.”

Si passò uno zoccolo sul viso prima di guardarmi. I suoi occhi erano rossi e gonfi, ma non mi lasciò vedere le lacrime.

Perché per quel che hai fatto, i figli di Monterey Jack sono senza un tutore e presto saranno senza una casa,” dissi austera, fissandola. A suo merito, rimase immobile ed incassò.

Avevo chiesto al dottore che cosa ne sarebbe stato di loro. Avevo avuto ragione sul fatto che la Tenpony Tower non avesse niente di simile ad un orfanotrofio; ricordai le parole del dottore: secondo Helpinghood la Tenpony Tower è una “meritocrazia”, non una comunità socialista. Coloro che non si sono guadagnati il diritto di rimanere, e che non possono permettersene il privilegio, non possono rimanere. I puledri e la puledra sarebbero stati buttati fuori dalla Torre alla fine del mese.

Così devi aiutarmi a sistemare la cosa. Manda qui SteelHooves. Ho bisogno di parlare con lui. E fagli portare le mie bisacce e la mia bardatura da lavoro. Ho bisogno di far ripartire il mio PipBuck per poter inviare un messaggio agli Artigli di Alanera. Ci restituirà il favore che ci devono; gli farò portare i bambini allo Spaccazoccolo.” Mi accigliai. Non era l’ideale, ma era dannatamente molto meglio di quello che i piccoli avrebbero affrontato da soli nelle Rovine di Manehattan.

Sarà tuo compito dare la notizia ai figli di Monterey, e persuaderli ad andare.”

 Gli occhi di Velvet Remedy si spalancarono, riconoscendo immediatamente quanto emotivamente doloroso sarebbe stato il compito che le avevo assegnato. Ma lei annuì, accettando il fardello come ricompensa dovuta.

***        ***        ***

Mi dispiace così tanto, Littlepip,” disse Calamity, con la testa fra gli zoccoli. Si era infilato nella tenda non appena Velvet Remedy era andata via.

Feci un profondo respiro e mi sedetti con cautela. Era uno sforzo farlo, ma la testa rimase chiara ed i miei intestini non sussultarono. Era una beatitudine non essere ammalati o sotto gli effetti dell’astinenza.

“Non hai niente di cui scusarti, Calamity,” dissi, anche se il pony arrabbiato nel retro della mia testa aveva qualche opinione differente. “L’ha fatto Velvet. E lei... aveva ragione a volermi aiutare. Avevo bisogno di aiuto.”

Calamity alzò lo sguardo su di me. Ero scioccata nel vedere un profondo dolore nei suoi occhi. “No, Littlepip. Sono quello che si deve scusare di più. È tutta colpa mia! Sono quello che in prima battuta ti ha dato quelle mentine maledette dalle zebre.”

Scorregge solari infiammate. Calamity aveva ragione. Per la prima volta considerai cosa l’avermi visto perdere la testa in quelle cose dovesse aver fatto a lui. Era stato dilaniato dal dolore per tutto il tempo? Oh Celestia misericordiosa, che cosa avevo fatto ai miei amici?

Stancante o no, mi spinsi fuori dal letto medico e lanciai i miei zoccoli anteriori attorno a Calamity, strofinandomi contro il suo collo. Non avevo parole, nessuna idea di cosa dire. Ma sperai che se lo avessi abbracciato abbastanza a lungo, avrebbe capito quanto lui fosse perdonato, e quanto io fossi dispiaciuta.

***        ***        ***

Avevo un sacco di scuse da fare.

“Come stai tu?” chiesi a SteelHooves mentre collegavo il mio PipBuck alla sua armatura potenziata magicamente usando gli strumenti dalla mia bardatura da lavoro.

“Non dovresti essere tu quella a cui ogni pony lo chiede?” chiese la voce profonda di SteelHooves.

“Sono stata... assuefatta per tanto tempo,” ammisi. “Mi sono persa delle cose. Cose ovvie. O, almeno, sono stata troppo lenta nell’arrivarci.” Deglutii. “Per esempio, mi avevi detto che il Ministero della Tecnologia fondò la Four Stars. E poi hai scoperto che cosa hanno fatto. Non riesco ad immaginare quanto debba averti colpito...”

“Ho... affrontato la cosa,” tagliò corto SteelHooves.

“Ma non avresti dovuto affrontarla da solo.” Scossi la testa. “Mi sono concentrata su Velvet Remedy e Calamity, e non ho nemmeno visto che tutti i miei amici stavano soffrendo. Non solo quelli rumorosi.”

SteelHoohes nitrì. “Grazie, Littlepip. Ma, come ti ho detto, la sto gestendo.”

Annuii, rispettando la sua determinazione. Il mio PipBuck bippò, domandando la mia attenzione. “Va bene. Ma sono qui per te. Davvero qui, adesso,” aggiunsi. “Se posso aiutare in qualche modo. Se ti serve semplicemente un qualche pony con cui parlare.”

“Preferirei di no.”

Mi zittii. Per la successiva mezz’ora mi concentrai nel far funzionare nuovamente il mio PipBuck. Quando ebbi finito il piccolo dispositivo da zampa operava più fluidamente ed efficentemente di quanto avesse fatto in mesi. Feci levitare il trasmettitore fuori dalle bisacce e mandai il messaggio ad Alanera. Era infastidita dal lavoro che le chiedevo ma più sollevata per averla contattata così velocemente, restituendo il favore con qualcosa che non era niente di peggio che un fastidio.

“Per il Grande Uovo, bimba, sono mezza tentata di dire che questi sono tre favori. Ma poi dovrei capire quanti in più te ne dovrei per averci fatto d’aggancio con le operazioni di Gawdyna allo Spaccazoccolo. Mi sentivo come se qua mi avessero tirato le ali per un po’.”

“Grazie, Alanera. Velvet Remedy farà in modo che i piccoli pony ti aspettino alla stazione Four Star della Tenpony Tower.”

Terminai la trasmissione. SteelHooves rimase silenzioso per un po’.

“Sei sicuro...?” iniziai a chiedere mentre mettevo via i miei attrezzi.

“Littlepip, sei il genere di giumenta che mi fa desiderare di essere un pony migliore.” Suonava... triste? “Solo un’altra giumenta mi ha mai fatto sentire così. E presto o tardi sei destinata ad imparare, proprio come fece lei, che non sono un pony migliore.”

SteelHooves uscì dalla clinica di Helpinghoof.

***        ***        ***

“Dov’è SteelHooves?”

“Sei sicura di poter stare alzata, Littlepip?” chiese Calamity, con gli occhi che si spalancavano per la preoccupazione quando irruppi nella suite.

“Sai dove sia?” Dopo che SteelHooves se n’era andato ero semplicemente rimasta a fissare il vuoto. Ci vollero diversi minuti perché la sensazione d’affondamento mi spingesse pienamente all’azione. E per allora avevo perso traccia di lui.

“Uh... beh, l’ultima volta che l’ho visto stava parlando con Capo Stellatriste.”

No! Mi voltai e galoppai verso l’ascensore.

***        ***        ***

Mi ci volle troppo -- davvero troppo -- per trovare la porta per il seminterrato. Mi spinsi oltre il punto dove sarei dovuta collassare, gareggiando con un orologio invisibile. Quando trovai la porta il mio stato di allarme si intensificò. Sarebbe dovuta essere chiusa a chiave. Invece la porta era socchiusa. Mi fiondai all’interno, poi mi fermai, appoggiandomi ad una fredda parete di cemento, lottanto con la perdita di fiato.

Il seminterrato era un disordinato labirinto. I muri laggiù erano troppo spessi perché il mio Eyes-Forward Sparkle potesse individuare dei pony, amici o nemici, oltre la stanza in cui ero. Ero costretta a cercare con la sola vista. Alla fine, in una stanza sul retro, trovai un pesante gruppo di porte sotto un antico segnale di avviso la cui pittura si stava sfogliando:

Rifugio di Emergenza

Solo Unicorni Autorizzati

Come l’ingresso al seminterrato anche quelle porte erano aperte. Il mio PipBuck si illuminò. Un pony amico.

“SteelHooves?”

Accesi la luce del mio PipBuck e vidi il Ranger d’Acciaio nelle tenebre, di fronte ad un’altra grossa porta fatta d’acciaio spesso, con inserita una minuscola finestra in vetro rinforzato. C’era un pannello di controllo a pochi centimetri dal suo zoccolo destro alzato.

“SteelHooves!” chiamai, ansimando, con una fitta bruciante al fianco. “Non farlo!”

Il Ranger d’Acciaio abbassò il suo zoccolo blindato e si voltò per guardarmi. “Non fare cosa?” chiese con così tanta noncuranza che avrei voluto urlare.

“Non lasciarli entrare!”

Il Ranger d’Acciaio piegò la testa. “Oh. Non ti preoccupare, Littlepip. Nessun pony passerà da questa porta. Mi sono assicurato che non possa mai più essere usata.”

Cosa? Oh. Oh, grazie alle Dee!

Collassai sul freddo pavimento di pietra, sentendomi come se non sarei mai più stata in grado di alzarmi. Ma andava bene. Tutte le mie paure erano state nella mia testa.

SteelHooves trottò verso di me. “Hai davvero pensato che avrei lasciato entrare i pony zombie? Che avrei permesso che tutti gli innocenti pony della Tenpony Tower perissero? Tu proprio non mi conosci per nulla, davvero.”

Trottò oltre di me, lasciandomi lì.

No, ammisi, sentendomi completamente umiliata tanto quanto mi sentivo oltre l’essere esausti. No, non conoscevo SteelHooves. E forse era tempo che la smettessi di pensare male dei miei amici. Iniziare a fidarmi di più di loro. Erano veramente dei buoni pony. E stavano davvero cercando di aiutare.

I miei pensieri vennero interrotti da un colpo. La faccia di Capo Stellatriste apparve dall’altro lato della finestra. La carne era stata strappata dal lato della sua testa. Potevo vederlo fissare l’interno con disperazione ed orrore, mentre colpiva l’altro lato della porta.

Poi i pony zombie gli furono di nuovo addosso, tirandolo via dalla finestra mentre lo facevano a pezzi, mangiandolo vivo.

Nota: nuovo livello.

Nuovo vantaggio: Galoppo del Pony Mietitore – Se uccidi un bersaglio mentre usi il SATS, il 25% dei tuoi PA sono ripristinati dopo essere usciti dall’incantesimo. Questo di solito ricaricherà il tuo incantesimo di puntamento abbastanza per usarlo nuovamente immediatamente per almeno un altro attacco.


[1] Nell’originale, what the hay (hay significa paglia), esclamazione popolare soprattutto nel Regno Unito.

[2] Nell’originale, Leaf Fall Lane.

[3] Nell’originale, Little Gilda.

[4] Nell’originale Recollector, che può essere inteso sia nel senso di collettore che in quello di permettere il ricordo.