Favola uffizio fuoco per bambini

Nel Neolitico si facevano cocci ed utensili di osso, di legno duro e di pietra. Poi iniziò anche il lavoro con i metalli e si riuscivano a produrre delle lastre di metalli colpendo il materiale con ossa o con mazze di pietra. L' arte e la capacità creativa erano molto comuni e, senza ancora essere arrivati a fondere i metalli, i nostri antenati producevano oggetti meravigliosi con quelle lastre di metallo .

I giapponesi laminavano i metalli, prendevano la lastra, la colpivano per ore ed ore fino a renderla finissima. Poi la riscaldavano e la piegavano e di nuovo a colpire. Così si imparò a fare le spade, alcune dure, altre flessibili, altre dure e flessibili allo stesso tempo, a seconda del tipo di metallo e di lavorazione.

Il bronzo per esempio, era molto duro, ma poco flessibile e se riceveva un colpo molto forte poteva rompersi. Quando arrivarono quelli che avevano già fuso il ferro e si scontrarono con quelli che avevano armi di bronzo, gliele rompevano in mano. Ve lo immaginate? Comincia la battaglia e al primo colpo ti si rompe la spada in mano. Fuggiamo! Quasi ridicolo. Corri, corri che ci si rompe il bronzo! Fu così che si passò dall’età del Bronzo a quella del Ferro.

Quelli del bronzo avevano una civiltà superiore, avevano molte produzioni ma non avevano ancora fuso il ferro. Mentre quegli altri erano dei primitivi, ma nella zona dove vivevano non avevano trovato altro che ferro ed erano arrivati a fonderlo facendo armi più resistenti ed è così che vinsero, perché avevano una tecnologia superiore, non perché la loro civiltà era superiore.

Ma che non facciano i furbetti quelli del bronzo, perché anche loro avevano vinto in malo modo quelli del rame. E a loro volta quelli del rame non facciano gli innocenti perché nello stesso modo fecero fuori quelli che andavano a cacciare con bastoni ed ossa… insomma è proprio antica l’arte del “rompersi le scatole”! Di lì passarono le diverse civiltà, e ancora non è finita! Con questa specie non è possibile! Come ti volti ti danno fastidio o ti tirano una cosa in testa! Hanno sempre un pretesto per tirarti qualcosa in faccia. Guarda lì… tu guardi e ti tirano dietro qualcosa. Questi non sono della stessa natura dei metalli, no!

Meglio stare dietro ai materiali, perché la gente crea problemi. Ti sorprendono sempre, mentre i materiali più o meno hanno delle leggi, costanti. Poi ti vogliono ingannare con le leggi delle persone. Macché leggi delle persone! Ognuno fa quello che gli pare! Le persone sono il peggiore dei materiali, il più imprevedibile. Tu dici: se mescoliamo questo con questo viene questo, poi gli dai temperatura e viene fuori quest’altro, tutto va. Ma se ci metti le persone viene fuori qualcosa di inaspettato. Sono imprevedibili!

In generale dove c’è vita ci sono problemi, non ci sono garanzie, può venirti fuori un marziano, un nano o qualunque cosa! Ti stavi aspettando un mammut e arriva un microbo che ti distrugge! Ti stavi preparando per difenderti dai leoni con le lance e arriva una piaga, la peste nera e buonanotte! La vita, come è ecologica!

Ma torniamo a noi che siamo in una caverna a conservare il fuoco per una notte intera. Alcuni antropologi, dato che non avevano mai fatto il fuoco se non con i fiammiferi, credettero che il fuoco prima si produce e poi si conserva, ma non è così. Il fuoco prima si riuscì a conservarlo e poi, molto tempo dopo, a produrlo. Perché il fuoco già esisteva nella natura. Quel fuoco era come un “regalo” della natura, veniva dai vulcani, dagli incendi creati dai fulmini nei boschi, da diverse cose, ma non si poteva disporre di esso. Ma prima di considerarlo un “regalo” si vedeva come un pericolo e una minaccia.

Solo gli ominidi riuscirono a superare la paura e ad utilizzare il fuoco, ancora prima di scoprire come produrlo. Ma gli ominidi che tipo di animale erano che riuscirono a superare la pericolosità del fuoco? che non scapparono come tutti gli altri animali? Loro si avvicinarono mentre tutti gli altri esseri viventi scappavano. Infatti questo segna la differenza tra gli ominidi e le altre specie.

La Natura all’orecchio dice: “Fuggi!” e loro si oppongono e dicono: “Avvicinati”. Questo è un fatto straordinario ed allarmante. Tanto straordinario che se lo racconti a tutti pare naturale e senza importanza. Questo fatto di avvicinarsi fa la differenza fondamentale fra gli ominidi e tutte le altre specie. Ti avvicini molto e ti bruci. Come si fa? Prendi un ramo o una canna e cerchi di conservarlo per un po’, ma la canna si brucia, ti si brucia la mano e corri via spaventato. Vediamo, come facciamo a prendere il fuoco dall’incendio del bosco, dalla lava bollente che brucia dove passa, dal fulmine che incendia quel cespuglio, prima che si estingua e così poterlo prendere e cercare, in un modo o in un altro, di conservarlo mentre già ti si sta spegnendo? E si spegne , sempre ti si spegne e ne vai a cercare dell’altro, quando puoi. Ormai si è spento quell’incendio e da qui a trovarne un altro son passati 20 anni, e tu al massimo avevi 30 anni di vita a quell’epoca. O meno. Sempre se non ti mangiava prima un orso! Avvicinarsi al fuoco! Nessun animale lo fece. Gli ominidi, che ci riuscirono, ne approfittarono per usarlo per  allontanare gli altri esseri viventi che avevano paura del fuoco.

Ma come riuscirono a superare questa paura che nasceva dall'istinto di conservazione che tutti abbiamo? Anche loro avevano paura inizialmente, non fu facile, si avvicinarono con terrore sacro al fuoco. Pensate che ai tempi gli ominidi erano pelosi , con una mascella tremenda, bassotti, con una testolina dalla capacità cubica di un'arancia. brutti, si direbbe ora. "se ci afferrano un braccio con quella mascella ce lo triturano..." Pensate... Sinantropus, Cromagnon, Homo Sapiens, tutti si sono avvicinati al fuoco. Che famiglia!

Non scapparono immediatamente, anzi rallentarono la loro azione per poter deciderne un'altra differente. Nessun altro essere lo ha fatto. Questo si chiama: opporsi all’istinto di conservazione e ritardare la risposta.

[PAUSA: certamente anche voi bambini avete già avuto qualche esperienza dove avete superato una cosa che prima vi faceva paura e poi, dopo averla fatta, vi è sembrato normale farla. Parliamo delle paure allora… (senza chiederlo ai bambini, se abbiamo notato che c’è qualche paura riguardo a questa grotta si può fare un giro con la torcia e sfatarla)]

Abbiamo detto che quello che differenziò l’ominide dagli altri esseri viventi  e che lo rese unico fu la capacità di ritardare la risposta e l’opposizione all’istinto di conservazione andando verso il pericolo.

Eppure tutti avevano la stessa storia. Tutti gli esseri viventi possiedono dei mimetismi: quando c'è un pericolo dissimulano, si camuffano, cambiano colore e sembrano rami e non li vedi. Anche gli ominidi si travestono da rami e in questo modo cacciano, pescano, si mimetizzano con l'ambiente per proteggersi come qualunque insetto. Quando hanno paura fuggono anche gli ominidi.

Passarono molti secoli prima che l'ominide imparasse a produrre il fuoco, ma questo mentre la tigre era come la prima tigre. Invece questi altri, gli ominidi, nascono in un ambiente sociale, dove i bambini vengono curati e poco dopo scrivono, leggono ed approfittano della memoria storica di tutta la loro specie, e non geneticamente come nelle altre specie. Alla tigre ci vogliono milioni di anni per poter trasmettere le esperienze geneticamente alle generazioni successive, la genetica è molto lenta. Non è la stessa cosa.

Negli ominidi la trasmissione dell’esperienza si dà attraverso la scrittura, dalle prime scritture cuneiformi , su tavolette di argilla messe a cuocere nel forno perché resistessero al passare del tempo. Lo fecero gli assirobabilonesi migliaia di anni fa e poi avanti nella storia fino alla scrittura elettronica del computer che sta nelle vostre case.

Ma la trasmissione avveniva anche attraverso la gestualità, attraverso gesti di ogni tipo: il gesto della mano, il gesto dell'atteggiamento corporale, il gesto del viso, ed il gesto della voce che è il suono. Non è la stessa cosa un suono da un altro. Impariamo da questo. Devi sapere bambino che "UU" vuole dire fuggiamo. E "UI" vuole dire, andiamo. Cosicché la trasmissione di informazione non è genetica ma attraverso una "sostanza" che non si tocca, che non è materiale. Si è trasmesso attraverso sensazioni e percezioni, non attraverso trasmissione chimica o genetica. Sono queste cose che non hanno volume, che non si toccano, ma che si trasmettono anche solo con i gesti, senza parlare, quelle che formano le culture e le civiltà.

Anche le formiche hanno un linguaggio chimico, molti cetacei come le balene hanno linguaggi più particolari e se guardiamo alla produzione di utensili ed altro, ci sono animali che costruiscono delle leve, che usano mazze, che si colpiscono tra loro, che fanno buchi e altre cose, hanno certi rudimenti tecnici, sistemano i posti dove si accucciano, dove si distendono nelle loro grotte. Ma coi fuochi... nessuno.

Lo scarafaggio ha 50 milioni di anni, 47 milioni di anni in più degli ominidi. E lo scarafaggio è lo stesso: solido, stabile, non si modifica. Eccolo, perfettamente adattato. L’ominide è un disadattato. Quell'instabilità produce cose interessanti.

Non è stabile. Non è in nessun modo adattato a tutti gli ambienti. Deve trasformare l’ambiente per adattarsi. Deve mettersi pelli di altri animali per combattere il freddo. Perché non si adatta. È un inadattato. Esattamente. È per il fatto di essere un inadattato che ha fatto tante cose, è antinaturale, creatore di nuove forme, non obbedisce alle leggi della natura.

(PAUSA: giochiamo creando un linguaggio per questa sera, come se fossimo degli ominidi. Scegliamo dei nomi per alcuni oggetti e per alcune azioni che faremo e cerchiamo poi di ricordarci di usarli da ora fino a quando lasceremo la grotta domani. Scriviamole in un cartoncino)

Passarono i secoli e quando impararono a produrre il fuoco, la storia si accelerò. Tempo più tempo meno... ed andarono a rompere le scatole su altri pianeti. Una volta prodotto il fuoco possiamo già aspettarli su Marte, sulle lune di Giove, in diversi posti. È solo questione di tempo. Quando lo riuscirono a produrre, cominciarono a costruire ed accumulare, poterono avanzare perché l'esperienza storica per questa specie (noi esseri umani) è cumulativa. Se così non fosse stato, sarebbe rimasta a produrre il fuoco e basta! e con ciò?

Ma come fecero per produrre il fuoco?

Dobbiamo entrare nel meccanismo mentale interno dell'ominide. L’antropologia non ci spiega niente di questo, ma è questo “qualcosa in più” che desta la nostra attenzione.

Gli esseri umani hanno avuto sempre segnali, intuizioni, di quel "qualcosa in più" e si vede nella loro attenzione verso i morti.  Hanno curato sempre i loro morti a differenza degli altri animali.  L'intuizione è anche la base di tutto lo sviluppo scientifico. È chiaro che se c'è direzione, l'intuizione può arrivare.  L'intuizione è alla base del pensiero.  Affinché la ragione possa funzionare abbiamo bisogno dell'intuizione, che viene prima.

(PAUSA: gioco dove si usa l’intuizione: NOME: SE FOSSE...; TIPO: di intuizione; INTERESSE: sviluppare l'intuizione N. PARTECIPANTI: minimo 5 ; LUOGO: aria aperta o sala ; MATERIALE: nessuno.Sviluppo:  un  giocatore esce;  gli altri  scelgono  uno  dei presenti;  il primo giocatore torna e cerca di indovinare chi  è stato scelto.  Per farlo chiede a ognuno degli altri come sarebbe questa persona se fosse un colore, un oggetto, una sensazione, un quadro,  un  animale,  ecc.  Ha tre possibilità per  indovinare, altrimenti farà una penitenza.)

Uno della tribù muore e la cura del suo corpo, a volte con pompa e riverenza, ci mostra l'intuizione del "qualcosa di più" della vita. Quel corpo non veniva mangiato, salvo casi eccezionali. Forse se lo mangiavano quando moriva il gran uomo o la gran persona, per prendere i suoi attributi ed a volte mangiavano i nemici che consideravano onorevoli e che potevano trasmettere le proprie qualità. Ma in termini generali si seppellivano i morti o li si bruciava e non li si lasciava abbandonati in qualunque immondezzaio. C'erano onori al morto e alla sua memoria. Si scontravano con la finitezza della vita e col destino inevitabile di ogni essere umano. Non è come gli animali che non hanno passato, presente o futuro che non sanno se lo sognano o se lo vivono. È interessante leggere dai libri sacri quando dicono che un seme che cade sulla pietra non dà frutti, ma sì quando cade in terra fertile.

Stiamo già in piena tappa di addomesticamento dei vegetali e cominciano i primi insediamenti. Grazie all'osservazione del ciclo agricolo sorge la conservazione dai vegetali che non solo servono per mangiare ma cominciano ad essere custoditi, conservati. Cominciano ad addomesticare i vegetali e non mangiano qualunque cosa. Neanche era questione di mangiarsi tutto ma di mangiarne alcuni e conservare il resto in certi cocci, in alcune grotte. Conservavano quello che avevano raccolto. Dobbiamo mangiare qualcosa e conservare qualcosa. Cosicché conserviamo anche gli animali che portiamo. La metà li mangiamo ed gli altri li conserviamo e li facciamo riprodurre.  Meglio se troviamo un mucchio di animali, li mettiamo in un recinto, li alleviamo, si riproducono, ci mangiamo quelli giovani e ci sono inoltre alcuni che possiamo caricare e farli lavorare per noi. Questo è schiavizzare gli animali, fargli portare cose, "animali da carico" li chiamarono decentemente.  Incominciarono dopo a tirare fuori latte da alcuni animali e le pelli gli servirono per farsi i vestiti. Allora incominciare ad avere animali fu molto interessante per tutti i benefici che portava la conservazione del bestiame. E per fare tutto questo dovettero cambiare le loro abitudini nomadi in abitudini stanziali. Pensarono in qualche modo di stabilirsi, sorgono i primi insediamenti. Allora chiaramente non continuavano ad andare in giro seminando, dovettero definire un posto per avere animali e piante. Proteggersi mutuamente e formare la prima organizzazione sociale. Smettere di essere nomadi. Allora, l'addomesticamento dei vegetali e degli animali fu la condizione importante per gli insediamenti. Dalla tappa di raccoglitori, cacciatori e pescatori fino all'epoca dei primi insediamenti è passato molto tempo. Non si tratta più di una tribù che vive in una grotta e dopo quando viene l'inverno segue gli altri animali nel loro spostamento mangiando frutti, mangiando altri animali, tutti nella stessa storia.

Quando si cominciano a conservare animali e frutti è incominciata la Storia, sempre in avanti, sempre facendo cose che superano le anteriori. Ma allo stesso tempo conservano delle cose e tutto questo va configurando la memoria.

Comprendere da dentro è molto difficile. Comprendere il mondo di ciò che fanno gli ominidi significa mettersi verso l’interno e non soltanto dalla pelle verso l’esterno. Costa un'assurdità. Oggi in questo mondo a volte finisci per pensare solamente ai vestiti. Spariscono le persone e rimangono solamente i vestiti. Tutto periferia.

Le diverse civiltà finiscono per differenziarsi in base ai vestiti e non in base ai loro contenuti. Perché nessuno conosce i contenuti della civiltà altrui. Si vestono in una certa maniera, mangiano certe cose e ballano. Ballano, mangiano e hanno altri vestiti ed ecco tutto. Si danno mazzate perché usano vestiti diversi. Ma che cos’è questo?

Infine, stiamo un po’ maluccio ma impareremo. Bene, credo che impareremo perché si va formando una certa direzione, d'altra parte, come se un'intuizione fenomenale ci spingesse da dietro e verso davanti, sempre spingendo la pietra. Per quel motivo a questa conversazione l’abbiamo chiamata "della pietra". Speriamo che non ci cada nuovamente verso l'origine, la pesante pietra della civiltà, come succedeva ogni volta nel mito greco di Sisifo. I miti sono le intuizioni che vennero prima delle civiltà, sono le basi delle future spiegazioni razionali. Come abbiamo visto nel gioco di prima il se fossi, le intuizioni vengono prima del pensiero razionale. Allo stesso modo i miti vengono prima della storia come ce la insegnano a scuola.

(PAUSA: conoscete qualche mito? Si può raccontare il mito di Sisifo :sfidato gli dei (ha detto al dio Asopo che Zeus aveva rubato sua figlia in cambio di una sorgente d'acqua per la città di Corinto, fu costretto a portare una pietra su un monte che arrivata in cima rirotolava alla base del monte e così Sisifo dovere ripete per l'eternità quell'azione. e quello di Prometeo,cugino di Zeus figlio di un titano, sfida Zeus al quale gli umani non andavano a genio, dando una mano agli umani portandogli  il fuoco che Zeus gli aveva nascosto. portare illustrazioni colorate dei due miti)