FUD-  Fattoria Urbana Diffusa

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        FUD

Ci dovrebbero essere giardini per tutti i mesi dell’anno,

in ciascuno dei quali di volta in volta possano esservi
cose belle di stagione.  (Francis Bacon)

Abbiamo fatto tesoro di esperienze passate, interventi nei giardini pubblici con “persone sensibili”, laboratori con le scuole, progettazione partecipata di comunità, costruendo un PROGETTO ORGANICO dove tutte queste componenti possano trovare finalmente la loro collocazione.

CONCEPT

Il progetto sta mettendo in rete varie tipologie di giardini, pubblici e privati, che vogliono intraprendere un percorso di progettazione/cura/gestione che si ispira ai principi della Permacultura.


Un gruppo di volontari, accompagnato da professionisti si sta concentrando sulla cura di
“spiazzi verdi” da recuperare. Attualmente stiamo già  progettando, realizzando e gestendo alcuni luoghi.  Partendo dalla grande richiesta di collaborazione con la nostra associazione, soprattutto da parte di scuole ed enti pubblici ma anche di semplici cittadini, abbiamo sentito il bisogno di costruire un progetto più strutturato ed articolato creando un’’organizzazione professionale”  che possa assicurare ai nostri volontari e ai nostri partner un futuro che persegue i principi della sostenibilità.

LE AZIONI

  1. creazione di una scuola pratica e permanente per formare un gruppo di professionisti “giardinieri/ortolani/curatori di luoghi”,  la “Brigata Verde”.
  2. organizzazione di un team operativo permanente per la gestione del progetto e dei sottoprogetti.
  3. convenzioni con enti pubblici per la gestione di “giardini aperti e condivisi di quartiere
  4. gestione del portale  www.fud.email che avrà al suo interno varie rubriche “sociali” come il “tazebao del cerco/offro” e la promozione di tutte le attività dell’associazione FUD e del progetto Milleungiardini.
  5. Mappatura di tutti gli spazi verdi della Laguna di Venezia e loro classificazione a seconda del tipo di proprietà, attuale stato e possibile utilizzo futuro (vedi mappa).
  6. realizzazione della card “GUD, Giardino Urbano Diffuso”, che permetterà di visitare i giardini e partecipare alle attività dell’associazione e diffusione della tessera “GUD card”
  7. Identificazione e mappatura di orti/campi incolti per mettere in relazione proprietari con possibili gestori/utilizzatori per la produzione di ortaggi a km 0 come da direttive nazionali e regionali (Legge Nazionale legge 440/1978, e Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto deliberazione n. 2593/2014 vedi Banca della Terra Veneta http://www.avepa.it/banca-terra-veneta)

LE ATTIVITÁ: “i cinque sottoprogetti”
FUD sta  sviluppando cinque sottoprogetti:  G.U.D. Giardino Urbano Diffuso,  la “Scuola della Brigata Verde”, l’Ospedale delle Piante”, “Adotta un Seme” e Milleungiardini che hanno la finalità di strutturare una comunità attiva che rigenera le città con modalità partecipative. G.U.D. Giardino Urbano Diffuso è una mappa che darà la possibilità di visitare tutti i luoghi verdi aperti (e anche aperti con meno frequenza) della città usufruendo dei servizi erogati in questi luoghi, la “Scuola della Brigata Verde” formerà i nuovi “curatori di luoghi”, l’Ospedale delle Piante troverà probabilmente collocazione nello spazio verde di un vero e proprio ospedale cittadino, Adotta un Seme e il suo archivio dei semi troveranno ospitalità in uno storico palazzo veneziano e Milleungiardini mette in rete  giardini da curare e persone desiderose di prendersi cura di questi luoghi creando “percorsi verdi” all’interno delle città.


  1. G.U.D. Giardino Urbano Diffuso: la mappa

Stiamo disegnando una mappa (su carta e  on-line) che permetterà di conoscere ed identificare tutti i luoghi verdi della città (progetto già avviato sperimentalmente a Venezia in collaborazione con WPI (Worcester Polytechnical Institute of Massachusetts).  

Ogni “spazio verde” è dotato di una specifica scheda tecnica e descrittiva per sapere se il luogo è aperto al pubblico e con quali modalità, per conoscere le sue caratteristiche e il suo “stato di salute” e come potervi accedere.

Lo studio fin d’ora effettuato dal nostro team evidenzia già delle criticità in alcune zone della città insulare prive totalmente di spazi verdi pubblici dove sia i visitatori, sia i residenti possano fermarsi e trovare ristoro.

Questa mappatura, nel caso di Venezia (la prima città coinvolta nel progetto), “congestionata” dai turisti che intasano le calli , potrebbe diventare sia una valvola “di sfogo” per i flussi stranieri sia un punto di riferimento e di aggregazione per i residenti.

Il progetto, che verrà testato a Venezia potrà poi essere replicato in altre città e consiste essenzialmente nell’acquisto di  una card che permetta  di accedere ad una serie di informazioni e servizi su ognuno dei luoghi inseriti nel percorso (dalle toilette, all’area pic-nic, al servizio di baby-sitting e dog sitting, l’accesso a spettacoli, laboratori e altro ancora).

Per i residenti:

Per i turisti:

 Sviluppando un nuovo tipo di ricettività, attraverso la nostra rete virtuale sarà possibile sapere  in tempo reale quante persone stanno frequentando ogni giardino e quindi quanti turisti abbiamo “tolto dalle calli”.

2)     I diversi luoghi saranno curati e presidiati dalla “BRIGATA VERDE”
Un gruppo di cittadini si sono già formati grazie ad un percorso di due anni denominato “Oltre il Giardino”, organizzato da FUD e finanziato dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Venezia.

A questo gruppo iniziale si stanno affiancando volontari che nel tempo hanno partecipato a varie iniziative di FUD (il martedì della Permacultura,  la Masterclass in Permacultura organizzata a gennaio 2019 ed altri eventi pubblici).

L’idea è quella di organizzare una “Scuola Esperienziale Autogestita” che opera in autoformazione; la scuola,  a seconda delle esigenze dei partecipanti organizza percorsi tematici di approfondimento sui più disparati argomenti legati alla sostenibilità ambientale e ai principi etici della Permacultura. In questo modo si formano delle persone che condividono un “linguaggio” comune dove ognuno potrà mettere a frutto le proprie capacità nella “comunità di curatori di luoghi”. Non solo giardinieri quindi, ma persone in grado di progettare uno spazio, relazionarsi alle persone che frequentano i giardini, conoscitori e guardiani della microcomunità di quartiere; dei veri e propri “connettori” in grado di alimentare le energie dal basso, partendo dai bisogni primari come la cura della terra,  l’attenzione alla persona. e la gestione sostenibile delle risorse ambientali.

3)     OSPEDALE DELLE PIANTE

Molto spesso, quando una pianta si ammala o non ha più i fiori o quando le persone traslocano, viene buttata. Abbiamo notato che ogni anno i grandi alberghi, le grandi strutture pubbliche e private,  adottando una politica di “ready made” (come è consuetudine chiamarla): estirpano e gettano nei rifiuti migliaia di piante vive che vengono semplicemente “sostituite” con una frequenza di almeno 2 volte a stagione.

Da questo malcostume, ci è venuta l’idea di creare un luogo con diverse funzioni:

In questo modo, l’ospedale diventerebbe un centro di “ri-collocamento” di piante, che potrebbero essere curate e poi “date in adozione” ai privati che ne facessero richiesta , e soprattutto essere donate a scuole, ospedali ed enti pubblici in genere, allo scopo di arricchire il verde cittadino.

4)    ADOTTA UN SEME

Abbiamo immaginato le città, con i loro giardini e i loro orti, recintati o murati, come paradigma di biodiversità. Ogni spazio è diverso dall’altro, delimitato da confini netti e quindi adatto ad accogliere piante diverse l’una dall’altra.

La nostra attuale banca dei semi, che conta soprattutto varietà antiche di verdure e centinaia di varietà diverse di fiori, verrà condivisa con  milleungiardini.

 A tale proposito, pensavamo alla possibilità di assegnare ad ogni giardiniere una singola varietà  da curare nelle diverse fasi di semina, crescita e raccolta. In primis il nostro pensiero è indirizzato alle nuove generazioni e ai futuri giardinieri in erba che frequentano le scuole della nostra città.

L’obiettivo ambizioso è quello di raccoglierne i semi e di restituirne ogni anno una parte alla “Banca Centrale”,  in modo da creare  un archivio “vivente” che si adatta continuamente alle condizioni climatiche e alle caratteristiche pedologiche di ogni luogo.

Per Venezia, nello specifico, proponiamo una collaborazione con i Padiglioni della Biennale.  Se ogni Padiglione donasse un seme particolare e lo stesso seme fosse piantato in uno dei nostri giardini, si darebbe un senso ed un respiro ”internazionale” all’iniziativa. Per una città d’acqua,  intrinsecamente così fragile e fluttuante, non sarebbe un paradosso diventare sede permanente di un progetto per accogliere e “incubare” tutti i semi della Terra?

5)     MILLEUNGIARDINI

Milleungiardini è un progetto che collega luoghi e persone, sia città sia in piccoli borghi, è partito dell’area veneziana ma sta già coinvolgendo  diversi luoghi  in Italia ed in altre parti del mondo. Il desiderio è quello di agire a livello locale per poi raggiungere un respiro internazionale.  L’obiettivo è mettere in rete  giardini da curare e persone desiderose di prendersi cura di questi luoghi creando “percorsi verdi” all’interno delle città.

Vista la pluriennale esperienza di FUD in progetti di rigenerazione urbana, siamo certi che la cura di un luogo significhi anche e soprattutto “autocura” per le persone.
Ci siamo concentrati sul concetto di
CURA che riteniamo fondamentale, in un periodo storico così particolare e delicato dove stiamo rimettendo in discussione i valori fondamentali della nostra esistenza e fra questi la relazione essere umani/Biosfera.

I GIARDINI TEMATICI

Tutto nasce da un gioco fatto con i bambini, che ci ha spinto ad osservare un luogo, magari abbandonato o solamente anonimo. Attraverso il gioco ci siamo messi a fantasticare e abbiamo re-immaginato questo spazio, pensando ai suoi futuri utilizzi, ai suoi nuovi abitanti o fruitori.

Ritornati alla realtà, abbiamo iniziato (in via sperimentale) una capillare mappatura delle aree verdi dell’isola della Giudecca a Venezia. Abbiamo individuato spazi piccoli e grandi, privati e pubblici, curati ed abbandonati e abbiamo iniziato a riprogettarli, immaginando una nuova vita per ognuno di loro. Ci sono venuti in mente una serie infinita di giardini tematici, attrattivi, accoglienti, ognuno diverso dall’altro, che ti fanno venir voglia di essere scoperti, uno ad uno, in una sorta di caccia al tesoro.

Dal gioco, che abbiamo fatto con i  bambini dotati di un’immaginazione infinita, è uscito  milleungiardini, un nome che contiene in sé infinite sfumature e possibilità: il giardino delle farfalle e della poesia, quello  rosso, il giardino buio e  luminoso, il giardino degli specchi e degli spaventapasseri, il giardino in movimento e quello dei lego, il giardino delle api, dei suoni, del silenzio, delle amache, dei bonsai, delle viti, della paura, delle fragole,  dei pomodori, degli alberi dimenticati, del deserto e dell’Oriente,degli intrecci, dell’amore, degli scacchi, dell’acqua, degli agrumi, dei vasi, dei cani e dei gatti e così via via fino ad arrivare a milleungiardini.

CHI

FUD (permacultori urbani)

PARTNER e COLLABORATORI

Outdoor Designers

URBAN TERRA

la Brigata Verde

Permacultura in corso
Bottega d’Arte Gibigiana
proprietari dei giardini
Worcester Polytechnic Institute Massachusetts - WPI

Enti Pubblici

I LUOGHI

giardini privati, orti e campi incolti, terrazze, balconi, altane, tetti di palazzi, verde pubblico (parchi, giardini scolastici, case di cura, ospedali), aziende agricole

I TEMPI

FASE DI AVVIAMENTO

prima fase (il presente):

seconda fase (avviamento):

FASE OPERATIVA

PERCHÉ SUPPORTARE IL PROGETTO

COME SUPPORTARE IL PROGETTO

Diamo diverse opzioni ai possibili sostenitori, a seconda delle possibilità.

IL SETTORE
Attualmente non esiste una formula di Social Business simile a quella che FUD intende mettere in atto con il progetto milleungiardini. Esperienze simili si limitano, da una parte al volontariato che si occupa della cura di singoli luoghi (pubblici o privati),  dall’altro alle attività professionali di Cooperative (spesso sociali) che operano nel settore del verde.

Possiamo così analizzare le due macro-categorie organizzative precedentemente citate:

Il tipo di struttura “alternativa” proposta alle due formule citate prima consiste nel creare due “Entità” distinte ma dialoganti. L’Associazione FUD Fattoria Urbana Diffusa e la Cooperativa GUD Giardinieri Urbani Diffusi.

Associazione FUD
Promuove i progetti alla popolazione, stringe relazioni con le amministrazioni locali, gestisce i volontari, organizza corsi e laboratori specifici, si occupa di fare formazione a volontari e professionisti, organizza eventi socio-culturali all’interno dei luoghi della rete.

Cooperativa GUD
Gestisce il personale addetto alla guardiania e alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei luoghi, progetta gli interventi a breve e a lungo termine.

PROMOZIONE

Social

Nella prima fase ci stiamo concentrando sulla gestione del sito web che descrive in forma schematica il funzionamento dell’iniziale struttura operativa. Sul sito web sono già presenti dei link a Facebook, Instagram e Pinterest.

Relazioni di vicinato e promozione cittadina
Il progetto è  stato esposto in alcuni incontri pubblici e a piccoli gruppi di persone da tempo impegnate sul campo, per poter partire  con una rete già consolidata di persone e luoghi.  L’Associazione FUD è da tempo in contatto con altre numerose associazioni cittadine nella difesa dell’ambiente e nella promozione di uno stile di vita responsabile.

Lavoro di rete con agenzie nazionali e internazionali

FUD collabora da tempo con varie organizzazioni internazionali che si occupano di permacultura. Promuove i suoi eventi (soprattutto quelli legati alla formazione) a livello internazionale. Su input dell ’Associazione sono stati prodotti vari studi e tesi di laurea sempre legati alla mission dell’’associazione.

L’Evento Inaugurale

E’ previsto per il mese di ottobre il “minifestival di milleungiardini“che si focalizzerà su tre giardini situati vicino alle Zattere (a Venezia) e in un grande orto-giardino all’Isola delle Vignole, sempre nella Laguna di Venezia.. Durante questo festival sarà possibile visitare i giardini, conoscere il progetto, partecipare a laboratori per piccoli ed adulti, seguire spettacoli e proiezioni nei singoli giardini.

LINK

LA PERMACULTURA “in pillole”

Il termine“permacultura” è stato creato da Bill Mollison e da David Holmgren a metà degli anni ‘70 in Australia per descrivere un sistema integrato ed evolutivo di specie vegetali ed animali, perenne o auto-perpetuante, ed utile all’uomo.

Deriva da permanent culture e permanent agriculture, cultura e agricoltura permanente. Si basa su: scienza, ecologia, ricerca, tradizioni e saggezza popolari, buonsenso, e molto altro. La permacultura è un metodo di progettazione per realizzare ecosistemi umani stabili, sostenibili, resilienti, efficienti. E’ utile anche chiarire cosa intendiamo per ecosistema e cioè:  un’unità funzionale fondamentale in ecologia è l’insieme degli organismi viventi e delle sostanze non viventi con le quali i primi stabiliscono uno scambio di materiali e di energia, in un’area delimitata, per es. un lago, un prato, un bosco ecc.

Obiettivo generale della permacultura è quindi realizzare ecosistemi umani stabili, sostenibili, resilienti, efficienti.

Quindi si parte dal centro (prima direttiva) per estendere il proprio operato seguendo Etiche, Principi, Strategie e Tecniche/Strumenti. Le strategie possono essere pensate come obiettivi che è possibile utilizzare per priorità e concentrare gli sforzi nella creazione e nell'implementazione del progetto. Le tecniche sono modi concreti di realizzare tali obiettivi.

La prima direttiva (come ci dice Mollison) è “prendersi la propria responsabilità”

Le etiche a cui aderire sono:

I Principi progettuali/attitudinali
I principi sono linee guida progettuali, vanno applicati al progetto, qui riportiamo solo quelli di Holmgren.