Fischia il vento

Che strano stamattina non trovarmi in macchina per salire al Monte Sant’Angelo. Che strano dover guardare il sole dalla finestra, e non sentire l’odore dell’erba, il vociare diffuso, le riflessioni di tanti amici. Stamattina, accanto a Bella ciao mi ronza nelle orecchie di più Fischia il vento, sarà per quest’aria, che forse avrebbe anche disturbato un po’ la manifestazione.

Fin troppo scontato scrivere una riflessione che prenda spunto dalla situazione attuale. Ma a volte le cose scontate sono anche le necessarie. In questo giorno, anzi, in questo periodo, in cui solitamente ci ritroviamo a discutere e a riflettere sui  valori della Resistenza, sulla Libertà, sui contenuti della Costituzione, tanto più stridente mi appare quello che sta succedendo. In un batter d’occhio mi pare di constatare il fallimento della Democrazia.

Certo, detto così il concetto assume la fisionomia del catastrofismo, però mi sembra quanto mai urgente riflettere sul significato della parola Democrazia e sul senso della nostra Costituzione. Impossibile negare la gravità dell’emergenza sanitaria in corso, ma sentire ripetere incessantemente che il valore più importante è la salute, dai nostri governanti fino alla “gente comune”, mi crea uno stato di apprensione. Non si tratta necessariamente di stilare la scaletta dei valori, ma almeno sullo stesso piano della salute credo che dovremmo mettere la libertà. Mi viene da pensare che senza libertà la salute rischia di diventare pura sopravvivenza.

Mi inquietano i nostri governanti, specie quelli che si dichiarano eredi delle tradizioni della sinistra o del centro-sinistra, e mi inquietano i tanti cittadini che si scoprono paladini dell’ordine costituito. In un Paese devastato dal malaffare e dalla sofferenza che questo porta con sé, vedere tanti “sceriffi” pronti col proprio cellulare a riprendere dal balcone chi si trova invece in strada, a pubblicarlo sul web per condannarlo, ad inviarlo ai telegiornali perché venga trasmesso e collettivamente esecrato mi mette paura. Temo che la situazione che è stata istituzionalizzata possa tirare fuori il peggio che c’è dentro ogni persona. E’ vero che assistiamo a numerosi esempi di solidarietà e sacrificio, ma temo che i “piccoli” esempi di intolleranza quotidiana siano molto più numerosi. Mi inquieta lo “stato di polizia” cui siamo sottoposti. Troverei addirittura comici gli episodi cui ci è toccato assistere in televisione, forze dell’ordine con gli elicotteri impegnate a scacciare dalle spiagge bagnanti solitari, o quelli con i droni che scovano solitari corridori. In altri tempi li avrei trovati al confine del ridicolo, specie per la prosopopea e l’allarmismo con cui questi avvenimenti vengono infarciti. Adesso mi inquietano e mi indignano. Adesso tanta gente che dispone di un potere coercitivo sembra sentirsi spronata ad esercitarlo a proprio soddisfacimento. Dove sono tutte queste forze dell’ordine quando c’è da combattere la criminalità, quella vera, quella organizzata? Dove sono quelli che dal balcone fanno i video? Un episodio, in particolare, mi ha indignato. Un paio di settimane fa, quando in un paese si è organizzata una funzione religiosa. Nel video si vedevano alcune persone che, all’aperto, distanziate e con la mascherina, assistevano ad una proiezione sul muro di una chiesa, col parroco che officiava una funzione. Subito lo sciacallaggio dei mezzi d’informazione ha visto bene di recarsi sul posto, per condannare la “processione”. Ho visto un’intervista al parroco in cui gli si chiedeva conto del suo operato, ho visto il parroco doversi giustificare e mettersi a piangere.

Ma è questo il mondo per cui i nostri genitori e i nostri nonni hanno lottato o si sono addirittura battuti? E’ questo il mondo per cui si sono sacrificati i partigiani? Credo che se ognuno avesse pensato prima alla propria salute che alla libertà ancora staremmo sotto una dittatura. Mi chiedo se tutte le parole versate in occasione delle celebrazioni civili su Libertà, Democrazia, Costituzione siano servite a qualcosa, quando ci troviamo in un contesto in cui ci si lascia privare così facilmente dei propri diritti. In un mondo in cui tanta gente sembra contenta di rinunciare ai propri diritti a tempo indeterminato, condannando poi anche chi non si attiene al loro identico modo di fare, mi viene da pensare che la caccia all’ebreo, al più debole, al diverso non solo non è mai finita, ma si arricchisce di nuovo vigore. Mi chiedo se la Politica non stia facendo un passo indietro di fronte ai “tavoli tecnici”. Non si tratta di rinunciare ad un’indispensabile prudenza, ma adesso mi sembra che dilaghi, o possa dilagare, la tentazione di rinunciare al Diritto. Il processo alle (supposte) intenzioni non era mai stato legale, adesso è possibile tenerlo ogni volta che esci di casa. Temo che se non si proverà ad organizzare un pensiero civico di “nuova resistenza” verso ogni possibilità di svuotamento delle libertà costituzionali, presto ci troveremo di fronte al ripetersi della situazione attuale, forse ingigantita e peggiorata. Mi viene da pensare (forse, per carità, sbagliando) che questo modo di agire, e di governare, vada affrontato né più né meno come il più pericoloso virus della nostra storia recente.

Lucio Tribellini