Intervento di Roberto de Micco                       

COME SI È SVILUPPATO IL NORD

Nella situazione attuale si assiste ad un affermarsi di una politica, di destra e di sinistra, incapace di opporsi ad una richiesta, da parte del Nord, arrogante e crescente, di concentrare più risorse al Nord a scapito del Sud.

La motivazione è, ovviamente, di egoismo economico e, anche se la qualità della vita, la qualità dei servizi è decisamente a favore del Nord, si chiede di aumentare le risorse in quella parte del paese e a nessuno  sembra più interessare il principio costituzionale di assicurare uniformità dei servizi essenziali su tutto il territorio nazionale.

Il popolo del Nord si sente forte o, meglio, la parola giusta è SUPERIORE al popolo del Sud.

Questo per due ragioni/cause:

La prima è dovuta alla pubblicità negativa dei “Mass Media” nazionali, nei confronti del Sud, che mette in prima pagina ogni malefatta capiti da noi e tace su analoghi fatti accaduti al Nord.

(Ad esempio al nostro quartiere Scampia, allo stesso livello, Milano può rispondere con: Lambrate, Mecenate, Quarto Oggiaro, Scalo Romana, Rogaredo. E Torino, può mettere in campo: Crocetta, Porta Palazzo, Borgodora.)

È un bombardamento in negativo sul Sud, nascondendo le notizie positive: quanti hanno saputo dai Mass Media che la Campania nel 2016 ha prodotto il PIL maggiore fra tutte le Regioni Italiane? con un 2,4%, a fronte di una media nazionale del 1,4%.

Per analoghe situazioni, in passato alcune Regioni del Nord, venivano definite “Trainanti” dell'Economia Nazionale, invece nel caso della Campania, nemmeno l’informazione.

In particolare il bersaglio primario è Napoli, perché potenzialmente fa paura e poi deve essere delegittimata, in particolare, presso la stessa gente del Sud, per non avere, così, nessun punto di riferimento.

La seconda ragione è che, anche la storia dello sviluppo industriale è stata scritta a senso unico.

Il popolo del Nord è stra-convinto che il loro sviluppo sia dovuto UNICAMENTE alle loro eccelse capacità che, partendo da “0”, ha consentito loro di arrivare dove sono e invece noi, pensano e dicono, non ci siamo riusciti.

Ma rivediamo, velocemente, come è veramente avvenuto lo sviluppo del Nord.

Dopo la conquista del Sud, con la scusa del Brigantaggio, usando le leggi speciali, hanno chiuso le scuole e per 11 anni, pur esigendo le tasse, non una lira del bilancio nazionale è stato investito al Sud. Quindi, di conseguenza, TUTTO il bilancio nazionale si è concentrato al Nord dove hanno costruito infrastrutture e finanziato sviluppo. Senza contare i fondi trafugati al Regno delle Due Sicilie.

Quindi siamo già partiti con 11 anni, non di ritardo, ma di NULLA. Pensate, tanti anni senza una lira per investimenti, infrastrutture, servizi.

Arriviamo alla Grande Guerra del 15-18.

L’Italia si prese un anno per prepararsi al conflitto, giustamente.

E, giustamente, vista l’inaffidabilità dei primi veicoli e vista la “inadeguatezza” delle linee ferroviarie Sud-Nord, si pensò di avere una “corta” distanza Logistica, costruendo tutta la nuova industria, a fondi governativi, in Lombardia e Piemonte. In Veneto No! Perché c’era il fronte, ecco perché rimase povero.

Fu così che, a fine guerra, quelle due Regioni si ritrovarono con l’industria pesante regalata.

E arriviamo al Veneto.

I Veneti sono, anch’essi, convinti di essere stati, da soli, gli artefici del Miracolo Economico del Nord-Est e credono, fermamente, che dalla povertà del dopoguerra allo sviluppo siano passati, diversamente da noi, grazie alle loro capacità e voglia di lavorare.

La cosa è vera, ma in parte.

Poveri, si che erano poveri, non avevano gli occhi per piangere. Dopo la guerra, le badanti e le domestiche, a Napoli, erano Venete.

Ma cosa è successo veramente?

Beh! Dopo la guerra è cominciata la “Guerra Fredda” e forte era la convinzione di un possibile attacco da parte del “Patto di Varsavia”.

All’Italia fu affidato il compito di difendere la Soglia di Gorizia, per quanto più tempo possibile, in modo da permettere alle Forze Statunitensi e Canadesi di arrivare in Europa per il Contrattacco.

Fu, per questo, deciso di stanziare TUTTE le Forze Armate nazionali, nel Veneto.

300.000 uomini che dovevano essere alloggiati, in breve tempo e poi vivere in quella Regione.

A fondi NATO furono costruiti, in brevissimo tempo: CASERME, AEROPORTI, DEPOSITI, CENTRI DI COMANDO, CENTRI DI ADDESTRAMENTO, ETC. Tanto numerose che ogni paese aveva un paio di installazioni militari.

Quindi una grande quantità di Fondi furono concentrati in una sola Regione, consentendo la piena occupazione.

Ma i Sottufficiali e gli Ufficiali, a migliaia, avevano le famiglie, quindi servivano alloggi nuovi, per loro e per i locali che ora se lo potevano permettere. Altre costruzioni!

Ma tutto il personale militare doveva spendere.

I soldati di leva spendevano i soldi mandati dai familiari, gli Ufficiali e i Sottufficiali spendevano in loco gli stipendi. Quindi aprirono un gran numero di esercizi commerciali, di tutti i tipi.

Questa massa di soldi doveva essere conservata, nacquero così, un certo numero di Banche Locali che investirono, prestando fondi per nuove attività create dai locali e….. così si arriva al Miracolo del Nord-Est.

Bisogna dar atto alla gente Veneta del loro buon operato, ma Nulla Nasce dal Nulla. Il Sud, dall’unità d’Italia, non ha mai avuto tale opportunità.

Nella situazione attuale, quindi, dove c’è una strategia del Nord che si impernia, non più sulla secessione, ma su una azione continua e crescente per aumentare le risorse al Nord e far sprofondare sempre di più il Sud, bisogna UNIRSI per pensare e applicare una nostra Strategia.