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Manifesto HomoLogos
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IL MANIFESTO

“Il significato della mia esistenza è che la vita mi ha rivolto una domanda. Oppure, al contrario, che io stesso sono una domanda rivolta al mondo, e devo comunicare la mia risposta perché altrimenti dipendo dalla risposta del mondo.”

Carl Gustav Jung

La riflessione non è pura retorica. Riflettere è un verbo che presuppone un’azione, quello che più comunemente in inglese viene definito un doing verb. La riflessione implica un cambio di prospettiva sul mondo che deriva dalle domande che ci poniamo. L’azione si cela nelle risposte, perché rispondere è attuare dei cambiamenti in base a queste stesse domande. Migliorarsi e migliorare la realtà in cui si vive è un percorso: il punto di partenza si basa sulla domanda che rivolgiamo al mondo, il punto di arrivo si trova nell’azione che compiamo per rendere la nostra realtà un posto migliore, quindi nella risposta che vogliamo essere per noi stessi e per il mondo.

IL NOSTRO OBIETTIVO

L’obiettivo che ci poniamo è quello di sviluppare soluzioni sostenibili a livello socio-ambientale attraverso la ricerca, di formare e divulgare sulle più complesse dinamiche umane. Vogliamo contribuire in maniera attiva alla trasformazione di un mondo che tenga conto della diversità e che sappia rispettarla. Vogliamo dimostrare quanto l’antropologia applicata possa collaborare con le altre discipline e sia in grado di apportare scoperte e conoscenze utili al miglioramento della vita di tutti i giorni.

I NOSTRI PRINCIPI

  1. ANTROPOLOGIA APPLICATA: l’antropologia può essere un principio? Secondo noi sì, perché è una disciplina che studia in maniera olistica l’essere umano. Utilizziamo l’antropologia come una lente d’ingrandimento sul mondo per proporre un’analisi critica della realtà e sviluppare soluzioni sostenibili.

  1. SOSTENIBILITÀ: rendere il mondo un luogo sostenibile significa renderlo interconnesso in ogni suo aspetto attraverso l’educazione alla complessità. Un progetto sostenibile è flessibile per definizione: accoglie nel processo di ricerca l’imprevisto e lo trasforma in un punto di forza. Per noi, la sostenibilità è per definizione contestuale e plurivocale , e accoglie a sé la multidisciplinarietà e la rottura dei pregiudizi con l’obiettivo di comprendere le voci concrete degli attori sociali nel loro contesto di riferimento. La realtà è infatti culturalmente costruita, e non data.

  1. COMPLESSITÀ: siamo esseri sociali, e per questo viviamo in stretta interconnessione gli uni con gli altri. Siamo complessi, multiformi, così come lo è la realtà stessa. Vogliamo aprirci alla complessità e tutelarla perché crediamo che l’eterogeneità sia un elemento indispensabile per rendere la realtà sostenibile.
  2. CREATIVITÀ: sostenibilità e flessibilità aprono le porte alla complessità, e anche all’imprevisto. Una realtà sostenibile è una realtà complessa, un percorso condiviso pieno di variabili difficili da valutare. Per questo occorre attuare cambi di prospettiva che possano contribuire ad azioni mirate per una progettazione. Per noi, la creatività è dunque il poter trasformare e cambiare ciò che ci circonda.

  1. TRASFORMAZIONE: viviamo in una società in continua evoluzione, che ci plasma e che plasmiamo a nostra volta. Riconosciamo la necessità di dover utilizzare e fornire mezzi e strumenti atti alla costituzione di una realtà sostenibile. Ma per poter migliorare la realtà che ci circonda dobbiamo innanzitutto creare soluzioni comprensive della complessità del contesto, tenendo conto delle risorse a disposizione.

  1. INCLUSIONE: includere significa creare senso di appartenenza. È un percorso complesso che presuppone un cambio di prospettiva su noi stessi e sul modo di vedere la realtà. È un processo in continua espansione che si basa sulla collaborazione e sulla valorizzazione delle risorse di cui disponiamo.

  1. CO-CREAZIONE: crediamo che un lavoro di ricerca, sviluppo e progettazione di qualità si debba caratterizzare dell'interconnessione di differenti discipline che, insieme, guardano a uno stesso obiettivo. Per noi, lavorare in uno spazio eterogeneo significa apportare soluzioni innovative che tengono conto di differenti punti di vista.

  1. CONDIVISIONE: la condivisione è alla base delle relazioni sociali e della creazione: mettiamo a disposizione le nostre competenze e conoscenze con lo scopo di costruire una solida rete dentro e fuori l’ambito dell’antropologia applicata che sappia promuovere condivisione, informazione e aiuto reciproco tra le differenti persone e discipline.

        

LA NOSTRA PROPOSTA DI VALORE

Vogliamo creare uno spazio eterogeneo e libero dove diverse discipline possano collaborare tra loro e diventare parte di un unico sistema. Un sistema che vuole contribuire in maniera attiva ai cambiamenti sociali e allo studio e comprensione delle più complesse dinamiche umane.

Vogliamo legittimare l’antropologia facendone comprendere limiti e potenzialità a livello teorico e applicato, portandola all’interno delle dinamiche pubbliche. Vogliamo far irrompere l’antropologia nel quotidiano.

Come? Attraverso le più differenti tecniche di interazione: da strumenti di divulgazione come articoli, podcast e video-interviste, fino a strumenti di formazione come workshop e webinar. Svolgiamo etnografie e sviluppiamo soluzioni sostenibili a livello sociale, facciamo ricerche di antropologia nell’impresa e diamo consulenze aziendali.

Crediamo che la forza di un progetto di qualità risieda proprio nella capacità di co-creazione e collaborazione di diverse discipline tra loro, nell’osmosi tra ambiti differenti che sono sempre stati utilizzati a compartimenti stagni ma che in realtà sono interconnessi.

Per questo motivo siamo un team eterogeneo, formato da antropologi, designer, esperti di marketing, grafici e sviluppatori web.

“È più povero uno di noi che vorrebbe disperatamente un iPod e non può comprarselo o un aborigeno australiano che, se desiderava giocare con un boomerang, poteva costruirselo? La povertà è la frustrazione dei desideri.”

Gian Piero Frassinelli