Etwinning Plus - Multilateral seminar – Armenia – 16–20 maggio 2014

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Dei cinque giorni in Armenia sono tante le impressioni e le emozioni ricevute. L'Armenia è un luogo di confine straordinario, terra dove la cultura europea si incontra con l'Asia sovietica e il Vicino Oriente. Quel "plus" che aggiungiamo al nostro eTwinning può avere, in questo caso, davvero il significato di un qualcosa di più, di un prezioso plusvalore offerto. È anche terra di tradizioni antichissime, che ospita una religione cristiana più antica di quella delle chiese Ortodosse, che è riuscita a sopravvivere per un millennio e mezzo, isolandosi e resistendo sia all'Islam di Turchia ed Iran sia alla Ortodossia russa e greca. Un gemellaggio con una scuola armena apre la possibilità di affacciarsi a pezzi di storia importanti.

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L'ospitalità generosa e amichevole dei colleghi di quella terra ha favorito la formazione di progetti, idee e contatti. Gli organizzatori del seminario sono riusciti bene a favorire un clima proficuo. Utile la suddivisione in piccoli gruppi di lavoro, di sei o sette docenti, eterogenei per nazionalità di provenienza, Italiani, Polacchi, Francesi, Ciprioti, Maltesi, Armeni. Nel piccolo gruppo ciascun partecipante ha la possibiltà di esprimersi e confrontarsi. Ci si incontrava la mattina, con un orario di inizio gentilmente posto alle ore 10 per venire incontro alla differenza di fuso orario, con alcune interessanti introduzioni di carattere generale, interventi dei membri delle varie unità nazionali per inquadrare e dare una direzione unitaria ai lavori della giornata. Poi ci si divideva appunto in gruppetti, il momento forse più fruttuoso, dove idee e buone pratiche potevano essere scambiate con facilità. Un rappresentante di tale gruppo relazionava quindi nel pomeriggio sulle proposte di progetti che erano emerse.

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Molta attenzione è stata posta dagli organizzatori ai momenti di convivialità, pasti, pause caffè, gite a luoghi di interesse culturale, serate di festa. Attenzione dovuta certamente a un senso di ospitalità innato negli Armeni, che ha potuto anche favorire dei contatti umani più autentici. Oggi, a distanza di due sole settimane, vedo che già si sono stabilizzate delle amicizie belle. Il luogo di incontro adesso è quello di Internet e dei suoi social network, Facebook e Google+. Quella impressione di grande serietà che i colleghi armeni avevano suscitato di primo acchito viene ora confermata.

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Scopro per esempio, da questo scambio di immagini e files, lavori molto impegnativi fatti fare da una giovane insegnante di matematica ai suoi alunni, elaborazioni di geometria molto complesse, poi delle animazioni realizzate con Scratch, un vero e proprio linguaggio di programmazione, stavolta ad opera di una insegnante di ITC, anch'essa molto giovane. Inevitabile il raffronto con la situazione della scuola italiana, dove è stata addirittura cancellata la terza ora di tecnologia alle medie, l'ora appunto che veniva dedicata all'informatica. Molta importanza viene data anche all'apprendimento delle lingue, Inglese e primariamente Russo (sino al '91 l'Armenia era sovietica). Anche il raffronto con il sistema scolastico dei colleghi polacchi lì conosciuti ci lascia da un canto sfiduciati, dubbiosi nei confronti delle scelte politiche italiane degli ultimi anni, da un altro canto stimolati ad inseguire migliori pratiche e belle idee di colleghi lontani.

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