Capitolo Ventinove: Apoteosi Concorrenti

“C’erano una volta, nella magica terra di Equestria, due regali sorelle che regnavano insieme e creavano armonia su tutte le terre. Per fare questo, la maggiore usava i suoi poteri da unicorno per far sorgere il sole all’alba. La minore faceva apparire la luna per far calare la notte...”

 

 

Cazzo.

Sai qual è l’ironia?”

 

Riconobbi la voce di Scootaloo. Anche se era roca. Anche tra tutti i colpi di tosse, e il ticchettio impazzito, e il rombo del vento tutto intorno a lei.

 

L'ironia è che sembra che abbia speso la mia dannata infanzia per cercare di ottenere il mio cutie mark, e adesso non ce l’ho più.

 

L'ironia è che ho passato la maggior parte dell’ultimo decennio lavorando per salvare Equestria da un megaincantesimo fine-del-mondo…” la voce di Scootaloo si incrinò, seguita da una raffica di tosse, roca e bagnata. “...e poi è successo e non ero nemmeno fottutamente qui. Mi sono rotta la dannata ala in un maledetto stupido incidente mentre testavo la nuova routine per i dannati GALLoPS. Quando finalmente sono uscita dalla clinica per pegasi Hanovaerian, era tutto finito.

 

L'ironia è che sono stata io a nominare Sweetie Belle capogiumenta della Scuderia Due. E stavo iniziando a preoccuparmi per lei. Ora, probabilmente è l’unica tra noi che è sopravvissuta. Io…”

 

La registrazione fu interrotta da un altro colpo di tosse.

 

“… Apple Bloom doveva trovarsi a Fillydelphia. Non posso neanche avvicinarmi a quel posto. Un pony potrebbe morire per le radiazioni in pochi minuti. In realtà ho anche considerato il bussare con uno zoccolo sulla porta della Scuderia Duema poi ho visto tutti i corpi. Sweetie Belle ha fatto bene. Non aprire la porta per nessuno. Non posso permettere che questo veleno entri. Contaminando tutta la Scuderia. Se avessi bussato, Sweetie Belle avrebbe potuto aprire la porta solo per me. E non potevo lasciarlo accadere.

 

Cazzo.

 

Abbandono il mio PipBuck. Lasciandolo qui con questo messaggio. Immagino che, se Apple Bloom dovesse sopravvivere, verrà a cercare qui. In caso contrario, lo farà qualcun altro. Inoltre sono stanca di sentirlo ticchettare. Non ho bisogno che mi urli contro che la neve è radioattiva e che sto respirando veleno. L'aria è fottutamente verde…” Altri colpi di tosse. “’Fatta eccezione per quegli strani vortici rosa che provengono da Canterlot. Quando si può vedere l'aria, sai che è un brutto segno

 

Questa volta i colpi di tosse durarono per minuti.

 

Cazzo. Questo è sangue. Non va bene.

 

Hanno continuato a dirci che la cortina di nuvole era per la nostra sicurezza. Impediva a radiazioni e inquinamento da megaincantesimo di entrare nelle città dei pegasi. Chi credeva che stavano dicendo la verità? Quei bastardi hanno detto che il marchio era per segnarmi come qualcuno che non era stato all’altezza. Contaminata. Ora sapevo che erano merdate. Gliel’ho detto… eh eh. Gli ho detto che ero fiera di cosa aveva fatto Rainbow Dash. Mi sono definita una Dash-ita. Ragazzi, quello sì che gli ha fatto arruffare le piume.

 

L'ironia è… che ho lavorato molto per trovare un modo migliore. Una qualche società o governo o qualcosa che sarebbe stata migliore. Non avrei fatto gli stessi dannati errori che hanno ucciso tutti. E sono intrappolata qui con una moltitudine di pony che sembravano dedicati a trovare il peggiore dei modi. Anche se non avrei testato esperimenti come l’ ‘Enclave’… le Scuderie non sono state impostate per fallire. Diavolo, do all’Enclave pochi mesi al massimo.”

 

La voce di Scootaloo si fermò. Ma nessuna tosse questa volta. Solo respiri aspri. Dopo un momento riprese.

 

Se troverete questoprima che me ne sarò andata…”

 

Fu interrotta da una tosse esplosiva, seguita da alcuni momenti di silenzio. Poi un gemito.

 

Se troverete questoc’è una baracca segnata su di esso. Ho rintracciato Rainbow Dash fino a . Io credo che viva lìo recentemente lo faceva. Non c’era quando ho guardato. Ma sto tornando indietro. Vado ad aspettare lìsperando in un suo ritorno.

 

Dovrei essere lì per lei. Come se lei fosse con me. Qualcuno dovrebbe essere lì…”

 

Scootaloo tossì un’ultima volta.

 

Voglio solo che Dash sappiache non tutti

 

Lei non è sola.”

 

***         ***         ***

 

Posai con riverenza il vecchio e malconcio PipBuck nuovamente nella Roccia del Destino, dove aveva riposato per quasi due secoli. Il PipBuck del primo Dashita giaceva ancora una volta con i tesori scartati dei Dashiti a seguire. Tutti tranne Calamity, che aveva rinunciato al possesso della sua vecchia vita che eravamo venuti a reclamare.

 

Agli zoccoli di Calamity giaceva il carapace nero dell’armatura dell’Enclave. Le punte dei fucili ad energia magica costruiti all’interno tremolavano con una luce malvagia.

 

Lei non mi appartiene di diritto, suppongo,” Calamity disse. “Appartengono al Capitano Deadshot Calamity della Grande Enclave dei Pegasi. Che non è più in giro. Ma dopo aver visto Velvet indossare quel vestito da Zebra, Immagino che potrebbe essere testardo e stupido da parte mia non tirarla almeno fuori e portarla in giro con noi. Nel caso le cose si mettessero abbastanza male da spingermi ad indossarla di nuovo” 

 

Calamity alzò lo sguardo verso di noi, il viso arrossato sotto il suo manto color ruggine. “Sai, visto che dobbiamo comunque re-imballare tutto.”

 

Annuii, ricordando il Bandito del Cielo capovolto e la strisciata di possedimenti sparsi.

 

Quindi il mio stallone era un capitano?” Velvet Remedy fece le fusa, avvolgendo l’Armatura dell’Enclave con la sua magia e fluttuandola via dal terreno.

 

Il mio stallone? Avvertii i fremiti di una risata. Ero certa che Calamity sarebbe finito con l’essere il Calamity di Velvet Remedy, non il contrario. Ma la giumenta di certo non aveva perso tempo.

 

Sorrisi ad entrambi. Questo era un bene.

 

Il mondo intero era pieno di male. I miei amici avevano bisogno di bene, e mi faceva piacere che fossero riusciti a trovarlo l’una nell’altro. Pensai a Homage e le fui grata. Senza Homage non ero sicura che il mio cuore sarebbe potuto essere così generoso.

 

Calamity balbettò, arrossendo ulteriormente.

 

Vuoi parlarne?” Velvet chiese gentilmente, strofinando la sua testa sul collo di Calamity, rassicurandolo e accarezzandolo mentre faceva galleggiare l’inquietante carapace nero al loro fianco.

 

Uh… beh, ha quattro fucili Novasurgeun mio progetto…”

 

Non era quello che intendevo.”

 

Calamity fissò lontano. “Lo so.” Si voltò di nuovo verso di lei. “Veramente, non c’è molto da dire. Mi hanno fatto Capitano. E con la promozione sono arrivati nuovi compiti. Fui assegnato a guidare un’ala di esploratori al di sotto della cortina di nuvole.”

 

Vide la mia sorpresa e spiegò, “L’Enclave non è stupida. Hanno mandato esploratori quaggiù circa due volte l’anno per capire come stavano andando le cose. Poi diramavano rapporti avvertendo i pony cittadini che il mondo qua sotto non era ancora pronto per noi, o che l’aria non era respirabile. Mantenendo tutti felici a sprecare la loro vita là sopra.

 

Solo che in realtà non è più così. Non è stato così da molto tempo. E quando vidi chebeh, ho fatto un po' di casino. Poi, durante la mia terza pattuglia, ho visto un gruppo di razziatori che assalivano un carro…”

 

Sapevo cosa stava per arrivare. “La tua politica?”

 

. Ordinai alla mia ala di eliminare i razziatori. Loro si rifiutarono. Così successivamente li ho fatti rinchiudere per insubordinazione. I miei superiori reagirono sgarbatamente a questo. Dissero che mi avrebbero dato una sola possibilità per correggere il percorso su cui ero, o ci sarebbero state da pagare le pene dell’inferno.”

 

Calamity sbuffò e scavò nel terreno con uno zoccolo. “Mi misero di fronte ad un gruppo per dirgli che non c’era più niente qui sotto da salvare. Dimostrando a tutti come fossi aggiogato e conformato.”

 

Velvet Remedy si rialzò e guardò Calamity. “Beh, è stato folle da parte loro.”

 

Si.” Il muso di Calamity si piegò in un sorriso. “Riconosco che è passato così tanto tempo da quando qualcuno ha fatto incazzare l’Enclave che si sono scordati che potesse accadere. Mi misi là sopra e dissi a tutti che dovevamo scendere là sotto adesso.” Fece una pausa, “…Beh, poi. Sai cosa intendo. Comunque gli dissi che me ne stavo andando e che erano liberi di seguirmi.”

 

Calamity alzò uno zoccolo per grattarsi la criniera sotto al cappello. “Non sentii nulla a riguardo al fatto che probabilmente avessi ucciso i componenti della mia stessa ala fino a circa sei mesi dopo.”

 

Ricordai cosa Calamity aveva detto a Fillydelphia: Molte dittature che conosco andrebbero all’inferno e ritorno per discreditare o distruggere le voci che gli si oppongono. 

Trottai verso Calamity e lo avvolsi con la zampa in un abbraccio (il che, per la cronaca, fu abbastanza complicato visto che era leggermente più alto di me).

"Grazie, Littlepip."

Qualcosa mi passò per la mente. "Perciò..." chiesi a Calamity dopo essermi rimessa su tutti e quattro gli zoccoli, "La maggior parte dei pegasi non sa cosa sta accadendo qua sotto?"

"Non sono cattivi pony, Littlepip," sospirò Calamity. "Sono semplicemente stati monopolizzati dai loro leader. Persino nei governi migliori i pony ai vertici non dicono alle truppe cosa sta realmente accadendo." Trottò sul posto. "Pensi che la gente più raccomandabile di New Appleloosa abbia la minima idea di come siano connessi a Occhiorosso?"

Mi tornò alla mente il modo in cui i pony della Taverna del Casello scherzassero sul fatto che "quel tizio delle robofatine" fosse il leader di tutti. Dall'altro lato, volevo sperare che Sweetie Belle non avesse detto a nessuno dei pony nella Scuderia Due riguardo gli amici e i parenti che stavano morendo al di fuori della porta, frantumandosi gli zoccoli contro di essa mentre pregavano di essere lasciati entrare. 

 

Diavolo, in teoria ero il leader di questi pony e stavo tenendo dei segreti per me (mi vennero in mente la verità sul Ministero della Pace e i megaincantesimi). Quindi immaginai che la dichiarazione di Calamity fosse vera.

“Littlepip, se la maggior parte dei pony lassù vedesse con i propri occhi cosa sta succedendo qua sotto, scalcerebbero via la dannata Enclave per scendere ad aiutare.” La sicurezza di Calamity vacillò. “Beh, almeno più della metà, credo

 

Sentii uno strano strattone a una delle mie borse. Mi voltai e vidi il PipBuck di Velvet Remedy levitare, circondato dalla sua magia. Guardai il lucido dispositivo (con l’incisione personalizzata dell’usignolo cantante di Velvet Remedy) planare nell’aria per posizionarsi gentilmente all’interno della Roccia del Destino vicino a quello di Scootaloo.

 

“Spero di non essere presuntuosa,” disse a Calamity, con tono leggermente apprensivo. “Non sono una Dashita, ma sto lasciando una vecchia vita alle spalle. E credo sia sbagliato prendere qualcosa senza mettere qualcos’altro al suo posto.”

 

“Ti ringrazio molto.” rispose Calamity, approvando la sua decisione.

 

Attivai l’ordinatore dell’inventario del mio PipBuck, cercando in esso finché non mi accorsi con dolore che non avevo niente della mia vita nella Scuderia da dare via.

 

Fissai sconsolata la Roccia del Destino, sentendo che stavo in qualche modo fallendo. Avevo già lasciato tutto della Scuderia Due alle mie spalle. Avrei potuto sigillare una foto di mia madre dentro la roccia, ma non avevo nemmeno quella.

 

No... ma avevo qualcos’altro.

 

Mi morsi il labbro, e presi la ricetta delle Ment-ali Party-Time. Avrei dato questa, ma non volevo che nessun altro ne soffrisse come ne avevo sofferto io. La prima notte all’Esterno avevo scoperto un messaggio da Apple Bloom a Sweetie Belle che usava una codifica speciale. La usai per mandare la ricetta al PipBuck di Velvet Remedy. Nessuno sarebbe stato in grado di leggere la ricetta senza scaricarla sia dal mio che dal suo PipBuck.

Cancellai la ricetta dal mio PipBuck.

Fu sia liberatorio che terrificante.

 

***         ***         ***

 

Scuderia Due. La stavo lasciando di nuovo. Questa volta fece più male. Probabilmente perché sapevo che non sarei più potuta tornare anche se avessi potuto.

 

Mi sentivo spossata oltre la semplice stanchezza. Il tributo mentale della sera prima era stato aggravato dal carico fisico della battaglia, ed ora ero di nuovo esausta. Fissai Calamity, che in qualche modo riusciva a sembrare normale nonostante avesse appena speso tutte le energie come me, ma essendo prima stato per buona parte della giornata a trainare il Bandito del Cielo.

 

Quasi normale. Era stato spietato, come avevo potuto constatare, nella caccia all’ultimo dei Ranger d’Acciaio. Non lo invidiavo. Ma questo andava oltre il suo codice, oltre la sua “politica”. Eravamo i suoi amici più cari, e sarebbe andato all’assalto della nostra ex casa anche da solo.

 

D’altra parte, con l’eccezione di Xenith e Pyrelight, lo avremmo fatto tutti. Per i nostri motivi personali.

 

“Calamity?” chiesi mentre sollevavo il Bandito del Cielo fuori dal terreno. “Quando ci incontrammo per la prima volta, e tu mi rivelasti che non abitavi ad Appleloosa, dicesti di avere un piccolo capanno?” Avevo un sospetto.

 

Calamity atterrò su di esso e ci si collocò. Ora senza peso, il carro passeggeri ruotò facilmente sotto i suoi zoccoli e si mise in posizione verticale.

 

“Eggià,” rispose. “E per rispondere alla tua prossima domanda, eggià anche a quella. Ho ottenuto il marcatore dal PipBuck della prima Dashita connettendolo alla mia corazza. Subito prima che la abbandonassi.

 

“Rainbow Dash è mai tornata al capanno? Voglio dire, lo sai?”

 

“Io non credo l’abbia mai fatto,” dichiarò Calamity, le sue parole mi inondarono il cuore di una tristezza amara. “Quando io arrivai, trovai uno scheletro di pegaso rannicchiato che poi seppellii nel retro. Immaginai che se Rainbow Dash fosse tornata, ce ne sarebbero stati due.

 

Un’altra fitta mi attraversò il cuore. Calamity aveva fatto la cosa migliore per Scootaloo di quello che avevo fatto io per… ognuno avessi incontrato. Sentii una determinazione ferrea crescere nel mio dolore.

 

“Prima di andare, dovremmo seppellire gli scheletri nella cantina del meleto,” Dissi fermamente. “Lo so che siamo in ritardo sul tempo, ma dannazione, non lascerò questo posto prima di averlo fatto.”

 

Calamity annuì proprio come pensavo avrebbe fatto. Velvet Remedy trottò più vicino, levitando un’altra pila di scarti buoni. “Questo sarebbe molto più semplice se avessi nel mio repertorio un incantesimo Trova Ciarpame.”

 

"Sai, se già stiamo facendo tutte queste deviazioni, magari dovremmo fare un salto alla mia vecchia capanna", suggerì Calamity. "Potrei raccogliere un paio di attrezzi. E Lil'pip potrebbe fare un tentativo con quella cassaforte a pavimento che nessuno è mai riuscito ad aprire." Un luccichio gli riempì gli occhi dopo averlo detto. Sentii Velvet soffocare una risatina.

 

Mi colpii la fronte con uno zoccolo. Ecco, ora non stavano esibendo il meglio di loro.

Le pulizie e la Pietra del Destino avevano già impegnato la prima ora di luce del giorno, e le sepolture avevano preso di più. Saremmo stati fortunati ad arrivare a Fetlock al tramonto. Ma in quel caso: piano alternativo! Il piano alternativo era una baracca che sia Rainbow Dash sia Scootaloo avevano chiamato almeno una volta casa… anche se molto per poco... non importava. Il piccolo pony curioso nella mia testa saltellava con entusiasmo, suggerendo ogni sorta di possibili oggetti interessanti o importanti che si potevano trovare là dentro.

 

Girai lo sguardo verso Calamity. “Pensi di poter usare la mia debolezza contro di me così facilmente?”

 

“Eggià.”

 

Sbattei uno zoccolo. “Okay, sì che puoi. Ma solo per questa volta.”

 

“Eggià. Certo.”

 

***         ***         ***

 

Alla fine le sepolture aggiunsero meno di un’ora al tempo della partenza. I Rinnegati di SteelHooves non furono dipinti e pronti a partire finché non fummo a metà dell'operazione.

“Mi fa piacere che tu sia finalmente con noi,” disse a SteelHooves uno stallone paladino di nome Bitter Bright quando iniziarono a marciare verso il Bandito del Cielo.

“Avrei dovuto farlo prima,” affermò torvo SteelHooves. “Avrei dovuto farlo quando c’era la possibilità di una rottura pacifica. Questa sarà una guerra civile. E una molto sanguinosa.”

 

Il paladino Bitter Bright annuì. “Il Paladino Stellato Crossroads ha già chiuso le comunicazioni dell’Anziano Cottage Cheese, e mandato degli avvertimenti agli altri contingenti che potrebbero seguirci. Con un po’ di fortuna saranno in grado di fuggire prima che la notizia di ciò che è accaduto qui raggiunga gli altri Anziani.”

Deglutii. “Cosa succederà dopo?” 

Il paladino Bitter Bright nitrì. “Se avessimo fatto questo anni fa, con un Anziano a guidarci, allora quelli che credevano che i Ranger d’Acciaio dovrebbero seguire la Giumenta del Ministero e aiutare i pony di Equestria si sarebbero semplicemente trasferiti nel contingente del nuovo Anziano. Saremmo stati guardati… male, ma la voce di un Anziano è legge. Adesso…”

Il Ranger d’Acciaio Rinnegato prese un momento di silenzio prima di continuare. “Ora stiamo facendo una secessione. Siamo traditori e ammutinati. Quando gli Anziani lo scopriranno, tutti quelli che tra i loro ranghi simpatizzano con noi saranno sterminati.”

 

Oh. Celestia sia misericordiosa.

 

“Se tutto va bene,” aggiunse SteelHooves, “Quelli che vogliono venire dalla nostra parte riusciranno ad andarsene prima. Galopperano verso la Scuderia Ventinove. Dovremo averla resa sicura entro allora, altrimenti galopperano verso una trappola.”

 

“Beh, eccetto per Trottingham,” disse il Cavaliere Strawberry Lemonade, entrando nella conversazione mentre si metteva fin troppo vicino a SteelHooves. Il mio amico si guardò attorno, cercando qualche compito banale da assegnarle. “A Trottingham ce ne sono più dalla nostra parte che dalla loro. A Trottingham, scommetto che sarà l’Anziano quello che abbandonerà la nave.”

 

Il pony nella mia testa piagnucolò, mentre osservava le mie azioni provocare guerre e spargimenti di sangue. “Mi spiace così tanto...”

 

“Per cosa?” chiese il paladino Bitter Bright. “Niente di tutto questo è colpa tua. Ad esclusione del vostro intervento, senza il quale questa squadra sarebbe morta per zoccolo di Nova Rage o sarebbe ancora rinchiusa in quella scuola della Scuderia in attesa di morire di fame e sete.” Nitrì, “Questa battaglia è cominciata il momento in cui Nova Rage ha ucciso uno di noi e rinchiuso gli altri. E questo è successo ore prima che voi arrivaste. È colpa sua. E nostra. Diavolo, siamo noi che dovremmo scusarci con te per non aver parlato abbastanza prima che gli altri iniziassero a massacrare i poveri pony della Scuderia della Giumenta del Ministero.”

 

“È mia la colpa,” disse SteelHooves, chiudendo la discussione. “È sempre stata mia la colpa.”

 

Mentre camminava con passo stanco verso di me, abbassò l'elmetto e mi sussurrò all’orecchio, “Credo sia stato un bene che mio figlio non mi abbia mai conosciuto.”

 

***         ***         ***

 

Alanera e i suoi Artigli volarono con noi per una parte del tragitto, trasmettendo la notizia della vittoria a Gawd, insieme ai dettagli di un accordo quinquennale che la Capogiumenta e Alanera avevano abbozzato su mio suggerimento.

Sei sicuro che non dovremmo rimanere con te alla Scuderia Ventinove?”

 

,” disse SteelHooves a Calamity. “Questo è un problema interno, ora.”

 

Ascoltai la trasmissione di DJ Pon3 nelle mie cuffie, ma non c’era stata ancora nessuna notizia riguardo la Scuderia Due. Niente che potesse aver preavvisato gli Anziani sullo scioglimento dei loro ranghi. Pregai che il silenzio durasse finché non fossi giunta da Homage.

 

Era stato un altro colpo di fortuna il fatto che la Capanna di Calamity fosse solo poco distante dal nostro percorso per Fetlock e Manehattan. Era, tuttavia, nella direzione completamente opposta alla Splendid Valley. Cominciai a preoccuparmi su cosa Occhio Rosso avrebbe potuto fare se avessimo ritardato troppo a lungo. Sperai che la sua generosità contorta mi avrebbe dato del tempo per riposarmi dopo tutto quello che avevo passato.

 

Che cosa faremo una volta raggiunta la Tenpony Tower?” domandò Xenith.

 

“Quanto vi lascerà proseguire Occhiorosso?” chiese il Cavaliere Strawberry Lemonade, spostandosi su una panchina accanto a me. SteelHooves era riuscito con successo a portare dal suo lato parecchi altri Ranger d’Acciaio, impedendole di raggiungerlo. Trovai la piccola scenetta spassosa, in parte perché la sua voce era acuta (tanto più provenendo da dentro quell’armatura temibile), in parte perché era finalmente il turno di qualcun altro di sentirsi a disagio.

 

“Occhiorosso ha circondato il posto,” dissi, accigliandomi. “Ci spareranno non appena faremo un passo falso. Ma se proviamo ad essere furtivi...”

 

Mi ricordai cosa Homage mi aveva detto nella sua falsa lettera: Poi, più tardi, potremmo incontrarci dove ci siamo incontrati la prima volta, lo prometto Bene, ah-hem, non c’era bisogno di soffermarsi su quello che aveva promesso. La parte importante era, “Io so di un accesso sul tetto che le truppe di Occhiorosso probabilmente non conoscono. E credo Homage lo stia controllando per noi per farci atterrare li.”

 

Gli altri annuirono. Xenith sembrava preoccupata. “Credi che permetteranno ad una zebra di entrare all’interno?”

“Homage lo farà,” la rassicurai. Xenith magari non avrebbe potuto passeggiare nella torre, ma in nessun modo l'avremmo lasciata fuori al freddo.

 

Mentre ci avvicinavamo al punto di deviazione per la baracca di Calamity, Alanera ci piombò vicino, volando a fianco del Bandito del Cielo. Il grifone mi fece un segnale.

 

“Pensi che Gawdyna sarà sodisfatta del pagamento?” strillai sopra il rumore del vento.

 

Alanera latrò una risata. “Penso che sarà sorpresa. Infastidita, forse. Sperava di ottenere il talismano dell’acqua della Scuderia Due. Invece si ritroverà con un contratto per spostare l’intera dannata popolazione della Scuderia Due, compresa di tutte le cose di valore, al suo dominio.”

 

Così come aveva previsto Velvet Remedy, la Scuderia Due non poteva permettersi di rimanere isolata così a lungo. La popolazione aveva bisogno di mescolarsi geneticamente, per introdurre nuovi riproduttori dall’Esterno. Ma non potevano semplicemente aprire la porta della Scuderia. Non con la Scuderia vicino alla Everfree Forest e ad un’ora di trotto dal territorio dei razziatori. Avevano bisogno di spostarsi. Lo Spaccazoccolo avrebbe fornito alla popolazione la sicurezza necessaria.

Con questo piano, il talismano dell’acqua sarebbe stato trasferito alla Giunzione R-7, e l’intero meleto sotterraneo sarebbe stato spostato nelle miniere sotto lo Spaccazoccolo. I pony della Scuderia Due avrebbero iniziato la costruzione delle case nella terra tra la Giunzione R-7 e la vecchia prigione. Sarebbe stata unimpresa enorme, ma la Vecchia Appleloosa era stata costruita dai pony di terra in un singolo anno.

 

Era strano pensare che la mia nuova casa sarebbe diventata la mia vecchia casa. Entro cinque anni, la Giunzione R-7 sarebbe diventata il centro di una città.

 

“Sono più preoccupata riguardo il ritardo,” dissi. “Ci vorranno un paio di mesi, al massimo, prima che i pony della Scuderia Due possano effetivamente iniziare il trasloco. In questo momento l’area all’esterno della Scuderia è semplicemente troppo pericolosa.” L’esodo attraverso la Everfree Forest, però, era solo una parte del problema. Ero ancora preoccupata per la possibile rappresaglia dei Ranger d’Acciaio.

 

Quindi, per ora, la Scuderia era stata sigillata di nuovo. I pony della Scuderia Due avevano bisogno di tempo per elaborare e far fronte al problema. Avevano bisogno di tempo per ripulire la Scuderia e per ricostruire le loro vite. Non sarebbero stati in grado di dimenticare; e una parte di me pensava che questo fosse un bene, per non far perdere loro di vista quello che dovevano fare e le modifiche che dovevano essere apportate.

 

“Gawd pazienterà,” commentò Alanera. “Ma voi avete altri problemi. L’unico modo per trasportare il meleto allo Spaccazzoccolo è per via ferroviaria. E quelle ferrovie passano per Nuova Appleloosa.”

 

Merda. Era vero.

 

“Troveremo un modo,” la rassicurai. “Ma prima devo occuparmi di Occhiorosso.”

 

Sembrai più fiduciosa di quanto mi sentissi. Ma le parole di Calamity mi ricordarono che, anche se ci potevano essere dei pony discutibili e scellerati nei grandi spazi vicino Nuova Appleloosa, la maggior parte degli abitanti erano dei buoni pony. Dannazione, Ditzy Doo viveva lì. 

 

Il pensiero del pegaso ghoul mi fece sentire un’altra responsabilità. Dovevo trovare un modo per ringraziarla. Le dovevamo tutti quanti la vita. Senza quegli StealthBuck che aveva dato gratuitamente per aiutare Alanera a salvare i pony della mia casa

 

Mi mossi lontano dal bordo del Bandito del Cielo non appena Alanera virò, e gli altri grifoni la seguirono compattandosi. Butcher mandò un bacio nella nostra direzione. Penso forse per SteelHooves, ma non avevo idea del perché. Forse per il cameratismo derivato dalla passione comune per le armi dall'eccessiva potenza di fuoco.

 

Calamity ci portò nella direzione opposta. “Non prenderà molto tempo,assicurai a SteelHooves e ai Rinnegati.

 

***         ***         ***

 

“Quella sì che è una brutta e grossa nuvola di fumo nero,” commentò Calamity mentre ci avvicinavamo alla sua baracca.

 

Il fumo dei fuochi nella Everfree Forest avevano colorato l’aria di una feroce tonalità salmone. La baracca di Calamity, annidata a metà di un altopiano aspro, era leggermente più vicina ad Appleloosa di quanto non lo fosse alla Everfree Forest. Ma non era per niente vicino ai fuochi, e il forte vento aveva trasportato il fumo per chilometri.

 

Mi ero abituata alla strana, malaticcia qualità dell’aria all’Esterno, ma il messaggio del PipBuck di Scootaloo me la riportò alla memoria. Quella prima mattina nelle Terre Devastate d’Equestria -- mi aveva completamente colpito la sua stranezza. Questo era completamente differente. Potevo sentire degli odori innaturali permeare il fumo. Sentivo un pungente odore agrodolce ad ogni respiro.

 

È sano respirare questo?” chiesi a Velvet Remedy. Mi ricordai dei pericoli corsi nel lavoro all’inceneritore dei Paraspiritelli. Potevamo sapere cosa portava di male quel fumo proveniente dalla Everfree Forest? Improvvisamente invidiai i Ranger d’Acciaio (Rinnegati e non) per i respiratori presenti all’interno della loro armatura.

 

“Probabilmente no,” disse Velvet Remedy, non facendo assolutamente nulla per placare le mie paure.

 

Le rupi intorno alla baracca erano precarie, senza alcun percorso per salire, e non c’era nessun luogo per far atterrare il carro passeggeri. Era, dopotutto, la casa di un pegaso. Calamity fu costretto ad atterrare alla base delle rupi. Dopo una breve discussione venne suggerito da Calamity che io andassi da sola.

 

“Oh no,” Velvet Remedy sbattè gli zoccoli a terra. “Tu non ci hai portati fino a qui, Calamity, alla tua vecchia casa, per non farmela nemmeno vedere.”

 

Calamity nitrì, apparendo apprensivo e un po’ imbarazzato.

 

“E andiamo,” Velvet chiocciò. “Ti ho mostrato il mio rifugio; ora mostrami il tuo.”

 

Cercai con difficoltà di pensare ad altro. “Sai che ti dico: io mi levito lassù mentre voi ci andate volando.”

 

“Puoi farcela, Li’lpip? Levitare se stessi per un lungo tragitto?”

 

Ad essere onesti non ne ero sicura. L’auto-levitazione era stato sempre il trucco più difficile. Volevo fare un tentativo. Ma non volevo affrontare la caduta in caso di fallimento.

 

“Sarai pronto a prendermi?” chiesi docilmente. Calamity annuì, allargando le ali con sicurezza.

 

(Da qualche parte dietro di me sentii Xenith chiedere a qualcuno, “Perché non si possono fare due viaggi?”)

 

Alzai lo sguardo, puntando il corno verso la baracca. Deglutii nervosamente. Era... Davvero alto.

Il mio corno cominciò a brillare. Concentrandomi, avviluppai il mio corpo in un guscio di magia e mi spinsi via da terra. L’avevo già fatto molte volte; ma esattamente come nella Fossa la mia ascesa aveva presto cominciato a rallentare. Mi concentrai di più e cercai di tirarmi in su.

Stavo ancora rallentando.

Mi concentrai, col sudore che mi imperlava la fronte e scendeva lungo il collo. Un alone avvampò attorno al mio corno, mandando riflessi sulle rocce della rupe.

Smisi di rallentare. Ce la stavo facendo! Stavo sollevando me stessa attraverso l’aria.

Stavo... Rischiando l'esaurimento. Lo sforzo faceva quasi male. Ma ce la stavo facendo.

Stavo volando!

 

***         ***         ***

Ero sdraiata sulla piccola striscia di legno che doveva rappresentare la veranda di Calamity. Le mie gambe non volevano reggermi. Oh, avrebbero potuto se lo avessi richiesto, ma non volevano.

Ne valeva la pena. Giusto per un poco, avevo davvero volato.

Non era stato un grazioso atto di libertà, dato che non ero né un pegaso né un uccello. Era stato faticoso, come galoppare in salita e contro vento. Ma ce l’avevo fatta. E per un attimo tutti gli orrori e il dolore dell’ultimo paio di giorni erano stati dimenticati nell’eccitazione e nello sforzo.

Mi chiesi quando ci avrebbe messo Calamity a volare quassù insieme a Velvet Remedy. Non tanto, rispose in fretta la mia mente. Anzi, ero sorpresa che non fossero già qui.

Mi venne in mente che avevo ancora una sfera di memoria da una delle cassette di sicurezza nella camera blindata del Ministero della Magia di Fillydelphia -- la sfera di memoria dalla cassetta che conteneva anche un mantello (a giudicare dalla reazione di Xenith e dalla mia recente esperienza coi grifoni, dedussi che si trattava di un mantello dell’inivisibilità zebra). Decisi improvvisamente di non voler passare l’attesa sdraiata tutta sudata e grondante sulla veranda di Calamity. Dunque levitai fuori la sfera di memoria e mi concentrai su di essa.

E seppi subito che era un errore, ricordando che la sfera proveniva da una scatola rovinata ed era probabilmente danneggiata essa stessa, ma era troppo tardi.

Il mio corpo esplose, ogni nervo veniva scorticato mentre venivo bruciata più e più volte senza morire. Sapevo che il mio vero corpo stava urlando e dimenandosi, ma il dolore era troppo intenso persino per farmi preoccupare della mia sicurezza. Anzi, cadere nel dirupo e precipitare al suolo in fondo sarebbe stato un sollievo.

Mille coltelli incandescenti mi trapassorono il cervello.

Un batter d’occhio o un’infinità dopo, il dolore smise improvvisamente come era cominciato. E non ero più me stessa...

 

<-=======ooO Ooo=======->

 

Non ero neanche un pony. Quella era una stranezza familiare. E potevo sentire un mantello drappeggiato su di me, con la cappa sopra criniera e orecchie (come anche una bisaccia e qualcosa legato al fianco). Questo era decisamente familiare. Ero di nuovo invisibile.Un fatto anche troppo facile da evincere mentre osservavo uno stallone che si ammirava allo specchio -- uno specchio che doveva riflettere anche il mio ospite da questo angolo, ma non lo faceva. Il mio ospite era una zebra con un mantello invisibile. Probabilmente la stessa di prima.

 

“Se non accetterai la mia proposta, allora dovresti almeno considerare la tua buona fortuna che io sia disposto a posare per la tua nuova pubblicazione,” suggerì lo stallone pavoneggiandosi. Era un regale, altezzoso unicorno bianco, che appariva bello anche se avanti con l’età. “Io sono, dopotutto, il pony migliore.”

 

Forse,” intonò una voce elegante che poteva appartenere solo a Rarity. Se lo stallone aveva notato il lieve tono di disprezzo non lo diede a vedere. “Non c’è posto per i protagonisti o per cacciatori di fama nel Ministero dell’Immagine. Il nostro scopo è aiutare il cliente a risplendere in tutta Equestria, non noi stessi. E il nostro cliente è tutta Equestria stessa. Noi dovremmo rimanere invisibili.”

 

Con un tono garbatamente dolce, l’incorraggiò, “Forse dovresti provare con il Ministero dell’Epicità.”

 

Eravamo in un ufficio. Uno di quelli piacevoli, con tende eleganti e finiture dorate sui rivestimenti in legno. Certamente mancava l’umiltà che avevo imparato ad aspettarmi da un edificio del Ministero dell’Immagine, qualcosa mi diceva che questa non era una succursale dell’MI ma il suo quartier generale nel Viale dei Ministeri a Canterlot -- l’unico luogo dove anche il Ministero dell’Immagine avrebbe dovuto avere un’immagine.

 

“Questo è facile da dire per te,” si accigliò lo stallone. “Sei già a capo di uno dei più importanti rami del nuovo governo della Principessa Luna. Sei già in una posizione di gran lunga migliore di quello che avresti potuto immaginare nei tuoi più sfrenati sogni da provincialotta.”

 

Wow. Sentivo già una forte antipatia per quello stallone.

 

La risposta di Rarity fu controllata, calma, anche affascinate. “L’umilta è una lezione dura da imparare, in effetti. È considerata un segno di maturità. Qualcosa di cui, purtroppo, sembra tu abbia poca conoscenza.”

 

Questa è una sorta di vendetta, non è vero?” Sorprendentemente lo stallone non si era preso ancora la briga di dare un’occhiata alla bella giumenta a cui stava parlando. Se era quello l’oggetto della mia sorveglianza il mantello magico sembrava superfluo.

 

“Una signora non è vendicativa,” lo informò Rarity con un tono raffinato.

 

Ma tu non sei una signora,” rispose sconsideratamente lo stallone. “Tu sei un funzionario governativo.”

 

Avrei voluto riempirlo di mazzate.

 

“Sei abbastanza fortunato che io sia una signora,” rispose Rarity, abbassando la voce. “E che non abbia una torta vicino.”

 

Non avevo idea di come una torta si inserisse nella discussione. Ma almeno il mio ospite rivolse l’attenzione alla splendida unicorno bianco. Ancora una volta sembrava più giovane di quanto mi sarei aspettata, e non c’era grigio tra i suoi capelli.

 

Lei sapeva come prendersi cura di se stessa, pensai con ammirazione. Scommetto che si tingeva la criniera.

 

“E io sono un principe,” informò lo stallone, degnandosi finalmente di girare lo sguardo da se stesso alla giumenta con cui stava parlando.

 

Proposta?

 

“Veramente?” Rarity roteò gli occhi. “Ho a lungo operato sotto l’ipotesi che il vostro comportamento fosse uno scherzo perpetrato dalla Principessa Celestia per…” fece una pausa di riflessione prima di concludere, “…chiunque volesse incontrarti.”

 

Il corno di Rarity brillò.

 

“Se tu accetterai la mia proposta, potrai diventare una principessa,” continuò il principe ignorandola.

Che le Dee mi scopino in un orgia, questo coglione stava davvero facendo una proposta di matrimonio a Rarity? Era questo che voleva dire accettare la sua proposta? Una proposta non è unofferta, è una richiesta.

 

Rarity si guardò attorno, poi sospirò. “Si, e tu guadagneresti lo zoccolo di uno dei più potenti Ministri d’Equestria. O, almeno, questo sarebbe quello che sembra tu stia pensando.” Lo guardò in tralice. “Non riesco a immaginare un mondo in cui ne varrebbe la pena.”

 

Il principe sbuffò. “Parli come se io non sacrificassi niente in questo accordo. In quanto tuo marito, quasi certamente dovrei avere dei rapporti con te.”

In. Cre. Dibile! 

 

Mi concentrai, cercando di far muovere il mio ospite con la forza di volontà per travolgere il principe.

 

Rarity lo fissava in silenzio. I suoi occhi si strinsero rapidamente. Il corno brillò nuovamente. “Questa conversazione è finita. Principe Sangueblu, è ora che tu vada via. Se hai bisogno di qualcos’altro, sei pregato di rivolgerti a chiunque tranne che a me. La tua presenza mi causa sofferenza fisica.

 

“Io sono un principe, una persona molto in alto alla corte di Canterlot. Faresti bene a…”

 

“Ma io non voglio,” lo interruppe Rarity. “Non mi piaci. In realtà, ti trovo alquanto orrendo. Disprezzo il fatto che la mia posizione mi imponga di riconoscere la tua esistenza, e molto peggio, dedicarti occasionalmente  parte del giorno. Ma questo tempo sta per terminare. Addio.”

 

Il Principe Sangueblu sbuffò, alzandosi. “Tu non hai motivi per lamentarti. Sono io che dovrei…”

 

“Oh, non mi sto lamentando,” gli occhi di Rarity si strinsero pericolosamente. “Sto piagnucolando. Lamentare suggerirebbe che c’è un’autorità superiore a cui ci si può lamentare. Ma non c’è; sono la massima autorità di questo Ministero. Osserva.”

 

Rarity trotterellò fino alla scrivania e premette un pulsante con il suo zoccolo. “Oooh, guardie!”

 

Si voltò sorridente verso lo stallone unicorno appena la doppia porta alla fine della stanza si aprì e apparvero due guardie pony. Il Principe Sangueblu fece marcia indietro, spaventato. “Per favore, scortate il principe fuori dalla proprietà. Se oppone resistenza, arrestatelo.”

 

Mi sarei divertita a quello spettacolo ma il mio ospite indietreggiò, col cuore che batteva leggermente più veloce. Girò la testa e lo sentii mordere l’oggetto legato al fianco. Era l’elsa di una arma nel fodero, e la zebra la estrasse silenziosamente.

 

Le guardie fecero come richiesto dalla Giumenta del Ministero. Il Principe Sangueblu mostrò abbastanza intelligenza da non opporre resistenza. Avevo sperato che una volta andati il mio ospite avrebbe rinfoderato la spada, ma la zebra aveva altri piani.

 

Eravamo da soli con Rarity nell’ufficio. E lei non poteva vederci.

 

“Incredibile!” nitrì, ripetendo il mio pensiero di prima. L’anziana unicorno ci dava le spalle, abbassò la testa concentrandosi su qualcosa sulla scrivania quando il mio ospite strisciò più vicino.

 

No! Provai a gridare un avvertimento.

 

La zebra girò la testa. puntando la lama sulla nuca di Rarity, proprio sulla lussureggiante criniera. Sentii il mio ospite prepararsi a sferrare il colpo. Rarity si spostò leggermente, e il suo corno brillò mentre una delle gemme sulla scrivania scivolò di lato, rivelando una serratura segreta che impegnava la sua attenzione.

 

Per favore no!

 

Sentii qualcosa muoversi nella bisaccia della zebra. Un nuovo peso. Improvvisamente, il mio ospite indietreggiò freneticamente. Sentii l’esplosione, provai una pressione brutale ed un dolore lancinante, poi nulla. Il mio ospite cadde. Tranne che per una contrazione riusciva a malapena a sentire. Era come se tutto il suo corpo si fosse intorpidito.

 

“Semplicemente incredibile,” ribadì Rarity girandosi elegantemente, fissando il punto dove eravamo crollati invisibili sul pavimento.

 

Sentii il mantello venire sfilato dal mio ospite, rilucendo di un campo magico blu che si rifletteva a forma di spirale sul corno di Rarity. Nel momento in cui fu rimosso, sia il mantello che il mio ospite diventarono visibili. Rarity non ci prestò attenzione, fluttuando il mantello verso di lei e rivoltando il tessuto grezzo finché non trovò un fermaglio a gemma.

 

Eccoti, mia bella,” disse, liberando telecineticamente la gemma, rompendo il fermaglio nel processo. “Oh, tu sì che hai una magia interessante,” disse valutando la gemma, gettando il resto del mantello da parte. “Twi non vedrà l’ora di darti un occhiata più da vicino!”

 

Realizzai come fossero nati gli StealthBuck.

Mi ricordai di un messaggio che avevo trovato in un centro di reclutamento: l’intelligence suggerisce che le zebre abbiano sviluppato feticci dell’invisibilità, ma somigliano molto a qualcosa progettato dal Ministero della Magia. Nella paranoia che pervadeva in Equestria durante la guerra, qualcuno aveva temuto il peggio, non sapendo che Twilight Sparkle sapeva. Ma le zebre non avevano ottenuto questa magia da noi; eravamo noi che l’avevamo presa da loro.

 

La lunga, malvagia lama giaceva sul tappeto dove era caduta, fuori dalla sua portata. Il mio ospite provò a muoversi verso di essa, ma il suo corpo non rispondeva.

 

“Ti ho messo una granata stordente nella bisaccia,” lo informò Rarity, togliendogli la gemma dalla vista. “Mi piace pensare di essere una manipolatrice di vestiti decisamente esperta. Anche se non riesco a vederli.”

 

La zebra strisciò verso la lama.

 

Sul serio?” disse Rarity deridendolo. Spostò la lama lontano, rivolgendoci uno sguardo di disprezzo. “Un assassino zebra si è infiltrato nel mio ufficio e ha cercato di uccidermi nascondendosi con questa gemma incantata?”

 

Si sporse più vicino, “Ti spiegherei come ho ottenuto il mio Cutie Mark, ma non servirebbe a niente visto il posto dove stai per finire.”

 

Un altro alone di luce blu avvolse un auricolare sulla scrivania e fluttuò sopra la sua testa, scivolando delicatamente in posizione fra le orecchie e il muso.

 

Mi domando, stavi cercando di assassinare uno dei consiglieri di ‘Nightmare Moon’?” chiese, dandoci la coda mentre apriva il vano nascosto nella scrivania. “O eri qui per questo?

 

Rarity galoppò verso di noi. Fluttuante sopra di lei c’era un potente, oscuro tomo rilegato in un contorto cuoio nero.

 

Nel momento in cui vidi il libro capii subito che conteneva un’infinità di segreti. Tante cose che aspettavano solo me per essere lette.

 

“Bene, suppongo che lo scopriremo, non è così?” promise Rarity.

 

Sollevò uno zoccolo all’auricolare, la sua espressione cambiò subito in una che a malapena conteneva la gioia. “Oooh Piiiinkie Pie! È Rarity. Ho un regalo per te!” Sorrise. “Lo amerai di sicuro.”

 

<-=======ooO Ooo=======->

 

Mi ripresi su una culla logora e muffita nella capanna di Calamity. Velvet Remedy giaceva sul pavimento, ansimante e grondante di sudore. Calamity stesso apparve torreggiante su di me, adombrato dalla luce che entrava da una finestra sopra un banco di lavoro alle sue spalle.

 

Cosa è successo, Li’lpip?”

 

Dove?” Sbattei gli occhi, guardandomi attorno. “Cosa…?”

 

Ti sei alzata in piedi sulla veranda,” asserì Calamity. “Ti ho visto farlo. Ma eravamo a buon punto della salita quando hai urlato, agitandoti come se fossi in fiamme e ti sei gettata dalla veranda!”

 

“Sono caduta?” I miei occhi si spalancarono. Mi girai, guardandomi attorno. La porta della baracca era aperta. Sbattei le palpebre mentre l’immagine di un libro nero mi galleggiava davanti -- come dopo aver fissato una luce bianca e la rivedi danzare davanti agli occhi. Ma nulla in una sfera di memoria mi aveva mai lasciato un segno simile all’esterno dell’esperienza.

 

Sbattei gli occhi, schiarendomi la vista. Potevo vedere la veranda dove mi ero distesa. La sfera di memoria non si vedeva.

 

Dannazione se sei caduta!” ribattè Calamity. “È stata una maledetta impresa portarti su, anche dopo che ti sei afflosciata. Mi sono sentito male dalla paura. Che diavolo è successo?”

 

“Io…” Guardai di nuovo verso la veranda vuota. Il mio istinto mi diceva di mentire. Ma non c’era bugia che non avrebbe finito con il far preoccupare inutilmente i miei amici. “Ho fatto un errore. Mentre aspettavo ho toccato una sfera di memoria. Solo che era danneggiata…”

 

“Tu cosa?” sbottò Calamity. “Sulla veranda? Li’lpip, ti ho acchiappata a mala pena!”

 

Mi tirai indietro facendomi piccola, fissando il mio amico pegaso, e i miei zoccoli spinsero il panno sulla branda quando la schiena sbattè dolcemente contro il muro.

 

Sai, è difficile volare mentre si trasporta un pony. Non posso farlo con due, soprattutto quando il secondo si contorce e urla come se stesse per venire mangiato dall’interno!” urlò Calamity. Sgradevoli incubi sui paraspiritelli attraversavano la mia mente. “Sai, eri vicina a farci precipitare! Velvet Remedy ha dovuto usare la sua magia per trasportarti. E lei, ti ricordo, non è lontanamente brava come te con la magia!”

 

Lanciai un'occhiata nervosa a Velvet. Era così sfinita che riuscì a malapena a ricambiare il mio sguardo.

 

“E non credi che dopo tutto quello che ha passato ieri notte, che magari non si meriti che tu ci spaventi a morte perché magari stai morendo per qualcosa nel fumo?”

 

Oh Dee. Il peso di quello che avevo sconsideratamente fatto loro mi cadde addosso. Iniziai a tremare. Il peso della vergogna e la rabbia di Calamity ruppero gli argini, e improvvisamente una corrente di emozioni represse da più di una settimana mi distrusse. Gli orrori della schiavitù a Fillydelphia, la Fossa, la minaccia ad Homage, il massacro alla Scuderia Due, mia madre...

 

“Mi dispiace!” gli urlai, scoppiando a piangere. “Ho fatto una cazzata! È stato orribile! Mi dispiace!

 

Porca puttana, Li’lpip!” Calamity ringhiò con rabbia, “La tua curiosità ti farà ammazzare, uno di questi giorni. E oggi ci hai quasi portato tutti con te!”

 

Mi dispiace!”

 

Calamity sbuffò, torvo, mentre scoppiavo in pianto. Velvet Remedy, tremante, sbuffò alzandosi in piedi, e mi venne incontro, spingendomi sul lettino con uno sforzo penoso.

 

“Okay,” insiste Calamity. “Regole di base. Da ora in poi, non si gioca con una di quelle cose a meno che non si è a terra, fuori combattimento, al sicuro da qualche parte. E se nessuno di noi ti tiene d’occhio.”

Avendo stabilito le regole, Calamity addolcì la sua espressione. La sua assoluta frustrazione si manifestò negli occhi. Mi avvolse gentilmente con unala.

 

Rimasero con me fino a quando la tempesta non passò.

 

“Su col morale, Li’lpip,” disse infine Calamity, incitandomi con l’ala. “Hai intenzione di dare un’occhiata a quella cassaforte da pavimento sì o no?”

 

Annuii, anche se per la prima volta non mi parve giusto saziare la mia curiosità. Scivolai lentamente fuori dal lettino e mi diressi al piano di sotto.

 

Era, al massimo, una serratura media. Anche con la mia angoscia potevo aprirla facilmente, con o senza attrezzi. La cassaforte si aprì.

Tra bisacce senza valore e degli effetti personali ammuffiti, un oggetto riluceva incontaminato dal tempo. Una statuetta di Rainbow Dash. La sua posa era possente, ali spiegate e un grande sorriso sul volto…

 

“Avanti,” disse delicatamente Calamity. “Prendila. Lo so che ti piace collezionare queste cose.”

 

“Ma... non la vuoi?” domandai, sorpresa.

 

“Ho già il suo Cutie Mark inciso sui fianchi. Figurati se voglio un altro segno con me.”

 

Annuii, la misi via accuratamente con la magia, vivendo un improvviso sollievo non appena la magia toccò la statuetta. Mi sentivo... meglio. Mi sentivo come se avessi potuto essere sempre migliore di come ero prima. Potevo fare qualunque cosa. Agile, aggraziata… ma molto più di questo. Ero, in una parola, più figa.

 

L’incisione sotto la statuetta di Rainbow Dash diceva:

 

“Sii Fantastica!”

 

***         ***         ***

 

Calamity uscì dalla sua capanna e venne avvolto da quell’aria strana di colore rosso-arancio. Si era infilato nel terrificante carapace nero della sua vecchia armatura dell’Enclave. Le punte dei suoi quattro fucili Novasurge luccicavano maliziosamente. Testò le ali e la coda da scorpione.

 

Poi chinò la testa e abbassò l’elmetto con uno zoccolo. Sollevò la testa, lasciando che il vento fumoso smuovesse la sua criniera arancione. Sembrava strano senza il cappello in testa.

 

“Lasciamo perdere,” sbuffò sbattendo uno zoccolo. “Non andrò in giro conciato così.” Si voltò e trotterellò all’interno della capanna. “Preferisco che mi sparino piuttosto.”

 

Gli ci volle meno di un minuto per rimuovere l’armatura. Velvet Remedy la avvolse con la sua magia, avendo cura di raccogliere anche il casco lasciato sul portico. Beh, almeno portiamola con noi. Potresti cambiare idea quando vedrai le forze di Occhiorosso attorno alla Tenpony Tower.”

 

“Bene,” borbottò. “Ho preso tutto quello di cui ho bisogno. Andiamocene.”

 

Mi fermai. “Calamity? Lo so che speri di vendere un bel po’ di armi degli schiavisti alla Tenpony, ma credo sia meglio darle a Ditzy Doo. Sai, come segno di riconoscenza per quello che ha fatto per la Scuderia Due.”

 

Velvet Remedy nitrì. “Questo sarebbe un regalo piuttosto freddo, Littlepip. Forse anche doloroso, considerando quello che le hanno fatto gli schiavisti.” Mi accigliai, imbarazzata. “Inoltre, vuoi davvero dare più armi ad Appleloosa di quante già non ne abbia?” Dovetti ammettere che non lo volevo.

 

Invece Velvet Remedy lanciò un’occhiata a Calamity, “Sai di qualche cosa che potrebbe piacere a Ditzy Doo? Sono d’accordo con Littlepip: dobbiamo farle un regalo, qualcosa per ringraziarla dell’aiuto che ci ha dato.”

 

“Beh,” pensò Calamity. “Lei adora i muffin…”

 

Velvet lo guardò scioccata. “I ghoul possono mangiare?” A quanto pare non dovevano, ma potevano farlo.

 

Sorrisi. Tra Homage e Xenith avevamo i migliori cuochi delle Terre Devastate d’Equestria.

 

***         ***         ***

 

Passai la maggior parte del viaggio cercando di non pensare a una qualsiasi delle cose successe recentemente. Sapevo che se l’avessi fatto avrei ricominciato a piangere.

Provai piuttosto a concentrarmi sulle discussioni fra i Rinnegati, ma si addentrarono in politica interna dei Ranger d’Acciaio e sentii la mia attenzione spostarsi altrove. Il Cavaliere Strawberry Lemonade era seduta accanto a me, intervenendo nelle conversazioni dei membri più anziani ad ogni occasione.

Strawberry Lemonade, pensai, suonava delizioso.

 

Gemetti, trattenendomi prima che la mia immaginazione si spostasse troppo a sud. Avevo bisogno di Homage. Guardai oltre il bordo del vagone passeggeri. Il crepuscolo si stava allargando sulle terre devastate mentre ci avvicinavamo a Fetlock. Al di sotto individuai le rovine per lo più crollate di quel primo cottage, ma il mercante girovago e il suo gufo meccanico se n’erano andati.

Mentre ci avvicinavamo a Fetlock individuai una tenue colonne di fumo salire dal tombino che portava alla Scuderia Ventinove. Ce n’era ancora di più che saliva a spirale dalle grate di drenaggio vicino. Non si sentivano suoni di combattimento.

“Può essere sia un gran bene”, commentò SteelHooves, “che un gran male.”

Mentre ci avvicinavamo un Ranger d’Acciaio uscì dalle ombre. Ci fu un lampo di luce. Mi accovacciai, aspettandomi un impatto.

Ma non era stata un’arma. Era un razzo di segnalazione.

“Grazie Applejack”, credetti di sentir mormorare SteelHooves. Erano buone notizie.

 

Rilasciai un sospiro. Era anche ora che le Terre Devastate d’Equestria ci concedessero una pausa.

 

***         ***         ***

 

La nostra fortuna continuò a persistere mentre avanzammo per tutta la notte all’interno delle rovine di Manehattan. Avvicinandoci alla cima della Tenpony Tower, potevo vedere, al di sotto, le luci provenienti dai fuochi negli accampamenti di Occhiorosso che accerchiavano la torre a terra e illuminavano la Linea Celestia. Avevano preso l’esterno della stazione Four Stars.

 

Grifoni volavano in formazione intorno alla torre, ma volavano basso, in cerca di bersagli a terra. Realizzai all’improvviso che Occhiorosso non sapeva dell’esistenza del Bandito del Cielo. Sapeva che avevamo un pegaso, perciò poteva sospettare che avessimo un mezzo di trasporto veloce. Ma doveva considerare la possibilità che fossimo a piedi. E se fosse stato vero, saremo a malapena arrivati a Manehattan se avessimo viaggiato direttamente da Fillydelphia.

 

Avevamo tempo.

 

Avevamo un problema. C’era un alicorno appollaiato sul tetto della Tenpony Tower. Il suo scudo era abbassato, per meglio individuare le Littlepip in arrivo. Potevo spararle. Il fucile zebra silenziato sarebbe stato perfetto. Ma nel momento in cui fosse morta, ogni alicorno nell’area lo avrebbe saputo. E c’era una buona probabilità lo avrebbe saputo anche Occhiorosso.

 

Il carro passeggeri sobbalzò duramente. “Oh merda,” grugnì Calamity mentre iniziavamo a perdere quota. Le batterie magiscintilla erano agli sgoccioli. E il nostro povero pegaso era troppo esausto per compensare l’improvviso cambio di peso. Per poco non svenne per lo sforzo. Iniziammo a precipitare.

 

Mi concentrai avvolgendo freneticamente il Bandito del Cielo con la magia. Se riuscivo a sollevare me stessa in aria, forse potevo sperare di rallentare o addirittura invertire la caduta.

 

Il mio corno brillò. La tensione mi scioccò facendomi cedere le gambe, ricordandomi che non dormivo da più di un giorno.

Stavamo ancora precipitando.

 

Mi sforzai di più, ansimando, col corpo tremante. Un lampo di energia scaturì dal mio corno. La punta iniziò a scintillare.

 

La luce attorno al Bandito del Cielo divenne brillante. Attirò l'attenzione di uno dei grifoni di sotto mentre precipitavamo verso il loro tragitto di pattugliamento. Il grifone si girò verso di noi, alzando il fucile da cecchino, e sparò.

 

Ora tutti sapevano dov'eravamo. Ma non dovevo pensarci. Stavo usando tutte le energie che mi erano rimaste per cercare di rallentare la caduta. Un secondo alone luminoso circondò il mio corno. Raggi di luce ne fuoriuscirono.

 

Iniziammo a rallentare.

 

Oh, diavolo gemette debolmente Calamity, quasi svenuto nell’imbragatura, quando l’alicorno decollò dal tetto lanciandosi in picchiata contro di noi mentre alzava il proprio scudo.

 

Urlai, attingendo in qualche modo da una forza che non possedevo (Sii Forte! Sii Risoluta! Sii Fantastica!). Un terzo strato luminescente avvolse il mio corno. Il Bandito del Cielo si fermò immediatamente, sospeso in aria.

 

Poi iniziammo a risalire.

L’alicorno spalancò gli occhi e arrestò la sua discesa. Il suo corno luminescente iniziò a scoppiettare di elettricità mentre si preparava a scagliarci contro un fulmine.

Il grifone sparò di nuovo. Questa volta il proiettile colpì il vagone, lasciando un piccolo foro sul tetto. Il grifone iniziò a ricaricare, e fu inghiottito da fiamme verdi. Pyrelight fischiò allegramente e planò verso di noi.

 

Velvet Remedy lanciò il suo scudo attorno al Bandito del Cielo. Il primo fulmine lo colpì e lo scudo implose, ma ci evitò di venir colpiti. Parte della mia testa realizzò che la scossa di un colpo avrebbe potuto cancellare la mia concentrazione e saremmo caduti verso la nostra morte.

 

L’alicorno stava volando verso l’alto, di nuovo verso il tetto, mantenendo la distanza tra lei e noi mentre il suo corno scoppiettava nuovamente per l’elettricità.

 

Pyrelight atterrò accanto Velvet Remedy, con sguardo fiero.

 

Xenith aveva frantumato sul pavimento un altro flacone e lo stava calpestando. Quando il secondo fulmine ci colpì, la zebra prese la mia criniera fra i denti e mi tirò sulla sua schiena. La potente saetta elettrica colpì il Bandito del Cielo, inarcandosi per tutta la struttura di metallo. Velvet diede un urletto da signorina e svenne. Pyrelight strillò e crollò sul pavimento del vagone passeggeri.

Xenith e io restammo illese, protette dalla sua pozione isolante. Continuammo a salire. Non c’era altro che potevamo fare.

L’alicorno atterrò di nuovo sul margine del tetto. Granelli di magia cominciarono a formarsi ad anello intorno a lei, assumendo la forma di dardi arcani.

Da qualche parte del tetto, un flagellante raggio di energia cosmica colpì l’alicorno, deflagrando lo scudo nel punto in cui lo trapassò, colpendo il mostro direttamente. Lo scudo implose mentre l’alicorno veniva ridotto a luminosa cenere color luna.

Feci fluttuare il Bandito del Cielo sul tetto. Homage era lì ad aspettarci, l’arma aliena che le fluttuava accanto. Appena mi vide galoppò dentro al vagone passeggeri e mi avvolse in un abbraccio.

Homage!

Potevo annusarla, sentire il suo soffice manto e il calore del suo corpo. Il mio si allentò nel suo abbraccio, e ancora un volta, cominciai a piangere.

***         ***         ***

 

“Una zebra!”, squittì felicemente Homage. Xenith indietreggiò quando Homage le offrì lo zoccolo.

“Non... le piace essere toccata”, dissi alla sexy unicorno grigia. Homage abbassò lo zoccolo e annuì.

“E chi saresti tu?” chiese Xenith, sollecitando le presentazioni.

Venni colta dall’ispirazione. “Homage, le concederesti...” Mi bloccai. “Potresti chiedere a DJ Pon3 se Xenith può passare del tempo nella STEMSA?”

 

Homage e Xenith mi guardarono entrambe con curiosità. “Per favore?” chiesi a Homage.

“S-sono sicura che potrebbe essere organizzato”, disse Homage fiduciosamente.

Mi girai verso la mia amica zebra. “DJ Pon3 ha telecamere sparse per tutte le Terre Devastate di Equestria. Forse una di esse ha visto tua figlia o la sua tribù?”

Gli occhi della zebra si allargarono. Vidi un barlume di speranza.

Homage sorrise. “Sì, prego. E sono sicura che riuscirò a convincere DJ Pon3 a farti dare un’occhiata a un paio dei filmati in archivio. Ti mostrerò come fare, poi ti lascerò in privato.” Arrossì leggermente, “Littlepip e io saremo occupate, ma non saremo lontane.”

“Le piacciono le sculacciate e il bondage”, disse Velvet a Homage in un sussurro cospiratorio fin troppo forte.

 

La fissai, con gli occhi sgranati, arrossendo violentemente. “Non è vero!”

Homage alzò un sopracciglio. “Voi due avete parlato di passioni per bondage e sculacciate?”, chiese innocentemente.

“No. Voglio dire, sì, ma...”

“Oh”, finse di comprendere Homage, “Quindi avete parlato di quanto a Velvet piaccia il bondage?

“No, a me. Ma...” Oh merda.

“Quindi sì che ti piace!” Homage aveva un sorriso fin troppo largo. Mi arresi, chinando la testa e accettando di essere spacciata.

 

Strinsi gli occhi, sussurrando alla giumenta dal manto color carbone, “Tutte quelle volte che ho fantasticato su di te? Era prima che scoprissi che sei malvagia.”

 

“Non preoccuparti”, disse Homage, avvolgendomi con una zampa mentre sorrideva, i suoi occhi scintillanti mentre lanciava un’occhiata verso Velvet. “L’ultima volta ho appreso che sei multi-orgasmica. Stanotte riuscirò a scoprire esattamente quanti ne puoi avere prima di svenire.” Mordicchiò una delle mie orecchie. “Poi scoprirò se riesco a risvegliarti con uno. Quindi... un po’ di bondage potrebbe essere necessario.”

Mi sentii inondata da calore e imbarazzo. Avevo contemporaneamente voglia di lasciarmi legare da lei e farle fare qualunque cosa desiderasse... e di scappare e nascondermi per sempre sotto un sasso. Vacillai, sentendomi debole, e caddi quasi a terra. Delicatamente, Homage mi guidò verso la porta del tetto.

“Wow”, disse Xenith, stando insiame agli altri mentre noi ce ne andavamo, con la sua voce esotica che acquisì un tocco di melancolia. “Con tutte le tue provocazioni stavo cominciando ad avere compassione per la piccola. Adesso provo solo gelosia.”

 

“Sì”, concordò Velvet Remedy, suonando un poco sbalordita. “Anch’io.” Si girò verso Calamity. “Non per offenderti.”

 

“Offendermi? Diavolo, io sono geloso.

Homage ridacchiò. Poi si girò verso gli altri. “Venite?”

Mi fermai, pensando all’inizio che li stesse invitando a guardare. Questo... non potevo proprio... no!

Ma i piani di Homage erano meno crudeli. “Vi ho fatto preparare la stessa suite di prima. È tutto stato predisposto.” 

***         ***         ***

 

Velvet Remedy and Calamity presero congedo, Velvet menzionò qualcosa riguardo la spa trascinandosi dietro il povero pegaso. Homage, Xenith ed io rimanemmo da soli nella stanza con la grande fontana d’acqua a forma di alicorno.

 

Per quanto fossi fisicamente esausta, emozionalmente provata, e dolorosamente arrapata, non potevo cercare di soddisfare i miei bisogni fino a quando non avessimo finito il nostro lavoro. Per prima cosa far visitare a Xenith la Stazione di Trasmissione di Emergenza. Gli occhi di Xenith si illuminarono non appena prese posto davanti alla parete piena di monitor. Molti trasmettevano sfarfallii e immagini distorte, ma tutti erano operativi.

 

“Questo è… stupefacente,” la zebra prese fiato. “Cosè questo posto?”

 

Homage disse, spiegandole, “Le immagini che vedi provengono da altre guglie come quelle di Fillydelphia. Fino a poco più di tre giorni fa quella di Fillydelphia era oscurata. Occhiorosso la stava usando per qualcosa e questo mi impediva di ottenere un segnale. Ma grazie a Littlepip, DJ Pon3 ora ha anche gli occhi nel cuore del territorio degli schiavisti.” Homage rivolse a Xenith un sorriso comprensivo pieno di speranza. “Ora finalmente potremo iniziare a dare un aiuto concreto anche laggiù.”

 

La zebra annuì. Nelle ore successive Homage spiegò alla zebra i controlli delle telecamere e l’accesso agli archivi. Xenith capì tutto anche se non senza difficoltà. Nel frattempo, per lo più mi limitavo a guardare. A casa di Homage mi sentivo finalmente al sicuro. Non ero più sul filo del rasoio, non dovevo combattere o correre, e il mio corpo continuava a provare a cadere addormentato. 

 

Dovevo, in qualsiasi modo, farmi promettere da entrambe che avrebbero cucinato dei muffin. Ditzy Doo sarebbe presto diventata la migliore e più grande società di consegna di muffin nella storia delle Terre Devastate d’Equestria.

 

Poi, finalmente, Homage ed io rimanemmo da soli all’ingresso, in piedi accanto alla fontana.

 

“E io che devo fare con te, mia Eroina delle Terre Devastate?” disse con tono sornione Homage. “Per prima cosa, intendo.”

 

“Homage,” dissi riluttante. “Dobbiamo parlare.”

 

Cielo. Sembra serio.”

 

Annuii. Lasciandomi cadere sui fianchi, cominciai a parlare. Iniziai con le verità riguardo SteelHooves e Capo Stellatriste, scusandomi profusamente per non averglielo detto prima. L’espressione di Homage era preoccupata, ma mi perdonava.

 

Poi le dissi di Occhiorosso e del megaincantesimo.

 

“Dobbiamo evacuare la torre,” dissi infine. “Rapidamente, e di nascosto.”

 

“Non possiamo lasciare la Tenpony Tower,” disse Homage, scuotendo la testa.

 

“So che vi hanno circondati. Ma forse con il Bandito del Cielo… o attraverso i tunnel?” Mi spazientii. “Non può essere impossibile.”

 

Homage scosse di nuovo la testa. “No. Parte della popolazione, forse. Ma anche in quel caso, non posso andarmene. Non possiamo permettere che Occhiorosso prenda questo posto.”

 

“Lo so che DJ Pon3 è importante, ma non importante quanto la tua vita.” Non poteva capire, naturalmente. Ma io avevo visto i Giardini d’Equestria. Io sapevo.

 

“Tu sottovaluti seriamente il bisogno che ha questo mondo in rovina di una voce di verità e speranza,” mi disse Homage. “DJ Pon3 dà ai pony che vivono nelle Terre Devastate d’Equestria avvertimenti e consigli di cui hanno bisogno per sopravvivere. Ma più che questo, gli dà il conforto e la speranza che danno un valore alla sopravvivenza.”

 

Distolsi lo sguardo e annuii, vergognandomi. Aveva ragione.

 

“E anche se vorrei direi che DJ Pon3 è la cosa più importante da proteggere e preservare qui, non è il solo tesoro all’interno di questa torre.”

 

La guardai sorpresa. Questa era nuova.

 

Homage sfiorò i miei capelli con tenerezza, anche se la sua criniera blu le cadeva sugli occhi. “Littlepip, amore,” disse, e quella parola mi diede un forte brivido, accendendo desideri e sogni. “La Tenpony Tower era un importante centro del Ministero delle Scienze Arcane. Non era un hotel o un centro commerciale. Ci sono segreti, qui.”

 

“Segreti?” chiesi, col maledettamente curioso pony nella mia testa che saltellava alla sola idea. “Che sorta di segreti?” Potevo intuire che Homage si stava chiedendo se dirmelo o no. Ma solo per un attimo.

 

“Littlepip, ti sei mai chiesta come potrei stare qui, come pubblica assistente di DJ Pon3 quando tutti questa gente ottusa lo disprezza tanto?Dovetti ammettere che non mi ero mai posta la domanda.

 

“C’è una società segreta all’interno della Tenpony Tower. Sono quelli che, oserei dire, sono realmente al comando.” Arretrò e si guardò intorno. “Ci sono dei luoghi in questo edificio che sono sigillati per il normale pubblico. Luoghi dove si svolgevano i segreti del Ministero. Ogni sorta di ricerca e sviluppo magico.”

 

Mi guardò, scostandosi i capelli dagli occhi. “Sai il fastidioso incantesimo di scudo che tutti gli alicorni posseggono? È stato sviluppato qui.

 

Mi ritrovai a guardare la statua in bronzo scurita dall’età. L’alicorno nella stanza.

 

“E tu non hai visto quanto potente possa diventare quell’incantesimo se solo si pompa abbastanza potere in esso,” mi disse. “La sola ragione per cui è possibile perforare gli scudi degli alicorni con le armi giuste è perché non lo manifestano nemmeno lontanamente alla piena potenza.”

 

In realtà,” dissi, ricordandomi dell’alicorno iper carico dal cratere di Fillydelphia che attraversava l’edificio, con lo scudo che distruggeva pareti e supporti, “credo di averlo visto.”

 

Homage mi costrinse a raccontarle dell’accaduto. Quando ebbi finito, annuì visibilmente scossa. “Penso tu abbia ragione,” ammise.

 

Poi continuò, “Nelle settimane prima della fine uno degli altri centri del Ministero delle Scienze Arcane aveva creato una sorta di sub-incantesimo che usarono per migliorare l’incantesimo di scudo,” continuò lei. “Non per renderlo più potente, ma per fare in modo che pony specifici potessero superarlo come se non ci fosse. Iniziarono a creare generatori di scudi incantati, piazzandoli dentro stanze o sezioni di edifici che volevano rendere sicure.”

Con quello, Homage saltò sul bordo della fontana e picchiettò ritmicamente con lo zoccolo anteriore destro sulla statua dell’alicorno. Spalancai la bocca quando il corno lampeggiò magicamente e l’aura brillante di uno scudo magico percorse i muri. “Lo STEMSA e l’Ateneo di Twilight erano tra le aree più sigillate della Tenpony Tower,” disse con un sorriso. “Per chi sta sotto, DJ Pon3 è sempre stato uno strano eremita che vive in una parte della torre a cui nessuno può accedere, e che comunica sempre con il mondo esterno tramite intermediari.”

Mi cascò la mascella.

 

“Una volta avviato, l’unico modo di disattivare lo scudo è dall’interno, e gli unici pony che possono entrarci sono coloro designati dal sub-incantesimo...”

 

“Incantesimi di Elusione,” dissi, richiudendo lentamente la mascella. Homage mi rivolse uno sguardo confuso. “Il sub-incantesimo, si chiama di Elusione. Twilight Sparkle l’ha ricavato da un incantamento zebra.” Come gli StealthBuck, pensai. Schermi protettivi che avrebbero permesso soltanto a specifici materiali di passarvi attraverso il mio culo.

 

Dannazione.

 

Alla fine avrei dovuto davvero uccidere la Dea per Occhiorosso. Non solo era l’unico modo per proteggere Homage e i pony della Tenpony Tower, era anche l’unica via per evitare che Occhiorosso guardasse troppo da vicino questo posto.

 

“Possiamo muovere tutti i pony della torre nelle aree dotate di scudo?” chiesi.

 

“Non per molto,” rispose Homage. “E non credo che sia una buona idea. Se la Bomba al Fuoco Magico esplode, distruggerà le fondamenta e tutto ciò che non è protetto. Tutti gli scudi di Equestria non ci salveranno dalla caduta.”

 

Tristemente ammise “Gli scudi che avrebbero dovuto proteggere l’intero edificio non hanno più funzionato dopo la prima.”

 

“Lo so,” le dissi, raccontandole di come una svolta sbagliata nelle fondamenta mi aveva portato in una stanza piena di generatori. Non le dissi del pony della manutenzione che era morto quando il megaincatesimo li aveva sovraccaricati facendoglieli esplodere addosso.

 

Mi colpì un’altra rivelazione. “Occhiorosso sta cercando un modo per ingannare l’Elusione,” la avvertii. Se questi scudi erano stati usati per proteggere le ricerche più vitali di almeno uno dei Ministeri... cosa stava cercando? Era qui? “Non ha ancora avuto molto successo, ma ha dei pony che ci stanno lavorando sopra.”

 

Homage si accigliò. “Non è un bene.” Saltò giù dalla fontana. “Grazie per l’avvertimento, Littlepip.” Si avvicinò a me, “Il problema è che c’è già un modo per ingannare una... Elusione, giusto?”

 

Annuii.

 

“L’Elusione si basa sulla genetica. E non è accurato come il Ministero delle Scienze Arcane pensava. I parenti più prossimi dei pony designati, o anche un loro diretto discendente, possono passare attraverso un’Elusione. È per questo che posso entrare anche se gli scudi sono alzati.” Homage guardò l’alicorno e poi me.

 

“Gli scudi della Tenpony Tower erano impostati per permettere solo a Twilight Sparkle e a tre degli unicorni di più alto grado del centro MSA di Manehattan di passarci attraverso. E guarda un po’, sono una diretta discendente di uno di questi unicorni di alto grado,” mi rivelò. “Proprio come i pony che attualmente controllano la Tenpony Tower. Per questo mi vogliono qui.” Homage aggiunse con cautela, “Finché non causo troppi problemi.”

 

Oh. Oh wow.

“Lo ammetto, ho parlato un bel po’ ora. E penso di essere vicina a convincere gli altri a venire. Non ci vorrà molto prima che possa mettere le speciali risorse di questa torre ai tuoi zoccoli.” Homage sorrise dolcemente. “Permettimi di farti fare il tour completo.”

 

***         ***         ***

 

L’incantesimo scudo era solo all’inizio. Homage mi guidò attraverso corridoi nascosti e camere schermate uni dopo gli altri, spegnendo gli scudi per farmi passare e ripristinandoli subito dopo.

 

Camminammo fino a una grande camera rituale con molti angoli, dipinta del bianco più luminoso. Il pavimento era un intricato mosaico di mattonelle bianche su bianco, composte in un meraviglioso e arcano disegno. C’era un camino coperto di specchi che portava ad un lucernario, diretto verso l’oscurità delle nuvole al di sopra.

 

“Cosè questa?”

 

“Questa,” disse Homage, “è una camera per megaincantesimi.”

 

Inciampai. “Aspetta… si può lanciare un megaincantesimo da qui?”

 

Homage ridacchiò. “Sì e no. Si può lanciare un megaincantesimo specifico da qui. Se hai abbastanza unicorni che conoscono l’incantesimo. Ogni camera dei megaincantesimi è, a quanto pare, costruita per un incantesimo specifico.”

 

Ridacchiai, con la bocca improvvisamente secca. “Quante… camere per megaincantesimi… ha la Tenpony Tower?”

 

“Solo questa,” ammise tristemente Homage. “Ed è inutile.”

 

“Inutile?

 

Homage si mosse verso uno dei trentadue angoli della camera. Fece fluttuare una registrazione audio. “Trovai questa nello studio di registrazione. A quanto pare non è mai andata oltre il montaggio.”

Homage avviò la registrazione e ne uscì una piacevole musica incalzante, pizzicata e pennata da un’arpa dal suono profondo. Chiusi gli occhi e mi ritrovai ad ondeggiare al ritmo della musica. Era misteriosa, diversa da qualsiasi cosa avessi mai sentito prima.

 

“Cerco di tirarla fuori una volta all’anno per una trasmissione in tarda notte. La adoro, ma non è per nulla DJ Pon3.”

 

Annuii, desiderando che stesse zitta. Mi stavo godendo la musica. Mi stava parlando, andando a toccare i dolori dell’ultima settimana, ma senza farmi male.

 

La musica finì con una sonorità ondeggiante che lentamente riecheggiò in lontananza.

 

Udii una voce femminile nella registrazione, sembrava la voce di un pony che parla attraverso un microfono da studio. “Questa era magnifica, Lyra. Ora proviamo…”

 

Ma una discussione nel sotofondo della registrazione, all’inizio troppo quieta per essere sentita, stava diventando rapidamente sempre più forte. Dalla stanza di registrazione la voce di una giumenta che assunsi fosse Lyra chiese “Cosa sta succedendo?”

 

Um… Tu non l’hai sentito da me, ma sono tre giorni che Twilight Sparkle non dorme cercando di prepararsi per l’ispezione della Principessa, e oggi è rimasta tutto il giorno in modalità stronza suprema. Suggerisco di evitarla. Non ti preoccupare. Non credo che verrà qui.”

 

Le voci che discutevano all’esterno dello studio di registrazione erano abbastanza alte e vicine da riuscire a distinguere le parole.

 

“… Beh, è semplicemente fantastico, Twilight. Ora è in bagno che piange a dirotto.

 

Beh, mi spiace. Ma questi risultati sono semplicemente inaccettabili. Non posso andare dalla Principessa e dirle che abbiamo dato il suo nome ad un megaincantesimo che è... è inutile!

 

I pony nello studio di registrazione si zittirono completamente. La discussione era appena fuori dalla loro porta. Twilight Sparkle e una voce maschile che suonava vagamente familiare.

 

“Ci sono modi migliori di gestire la situazione piuttosto che prendere un pony, indicare il vuoto e dire ‘Guarda, là ci sono tutte le migliaia e migliaia di cadaveri dei pony che sono morti poiché il tuo incantesimo fa schifo. Spiegalo a loro.’ Come diavolo dovrebbe aiutare?

 

“Non lo capisci,Spike? Le zebre hanno missili ai megaincantesimi. Centinaia. Se li lanciassero, quei missili raggiungerebbero Equestria dalla terra delle zebre in pochi minuti. E questo Celestia One, o Celestia Prime, o come cavolo si chiama, non può nemmeno essere lanciato se non c’è il sole. Non posso dire alla Principessa che la nostra unica difesa contro i missili non funzionerà in caso di maltempo. E se le zebre decidessero di attaccare durante la notte?”

 

“…”

 

Sai una cosa? Lascia perdere, Twilight. Io vado a farmi una dormita. E sinceramente dovresti farlo anche tu.

 

“Tu stai sempre a dormire. Qui c’è del lavoro da fare.

 

Fa lo stesso. Svegliami quando la Twilight che conosco e amo non avrà deciso di fare visita. Fino ad allora non ti voglio nemmeno parlare.”

 

“Urrgh. Va bene.”

***         ***         ***

 

“Qui,” disse Homage, muovendo uno zoccolo verso una tentacolare zona agricola[1], “abbiamo scoperto che il Ministero delle Scienze Arcane aveva perfezionato un incantesimo che purifica l’acqua, elimina le radiazione e purga persino la contaminazione.” Restai di sasso. Se solo quel dottore ghoul pazzo avesse saputo. Quanti aveva ucciso per ottenere...

“Sfortunatamente,” mi informò Homage, “gli incantesimi funzionano solo su una scala estremamente piccola. Con molto sforzo possiamo purificare un albero e i suoi frutti maturi saranno succulenti e perfetti per il consumo... ma non si può fare nulla per impedire ai veleni di continuare a filtrare, e l’area influenzata è così piccola ci ci vorrebbe un esercito di unicorni per pulire una parte abbastanza grande di un campo da far crescere un giardino senza bisogno di preoccuparsi che il suolo diventi cattivo prima del raccolto. Ma è perfetto per delle meravigliose piante in vaso.”

“Ma, se potessi lanciarlo dovunque, tutto in una volta. Purgare tutto...” Capii cosa stavo vedendo. Questi erano i componenti del Giardini di Equestria.

 

“Direi che ti illudi, ma sto parlando con la mia Littlepip. Ti conosco.”

 

Era ora di dirglielo.

 

Quando finii, Homage collassò. “Me?” Mi guardò, come se mi pregasse di rinunciare alla verità. “La... salvezza di tutta Equestria... è sulle mie spalle?”

 

Annuii. “Tu. Ditzy Doo. E altri quattro. Ma non sappiamo ancora chi.”

 

“Questo incantesimo... sistemerà tutto?”

 

“In teoria sì,” annuii. “Ma ci sono cose che bisogna fare prima. Non sono io la Salvatrice delle Terre Devastate, Homage. Sei tu. Tu e loro.” Le rivolsi un sorriso agrodolce. “Io sono solo quella che prepara la strada.”

 

Homage mi fissò per un lungo periodo. Poi si rialzò. “Ho bisogno di un drink...”

 

***         ***         ***

 

Al diavolo mia madre e la mia vulnerabilità alle dipendenze. Eravamo tornati nell’Ateneo, e Homage si stava annegando nel whiskey di mela e io ero proprio accanto a lei, sbronza come... come qualsiasi cosa i pony fossero da ubriachi.

 

“… E poi,” Homage farfugliò, continuando una storia che si era confusa con un’altra storia la quale era saltata fuori dalla storia originale di quattro storie prima, “Jokeblue disse, 'pfft, bell’affare. Tu hai una scatola che è più grande fuori che dentro. Bene, Mister Whooves, io ho quattro bisacce, e posso portarvi dentro circa trenta fucili e più munizioni di quante tu ne possa indicare con lo zoccolo. Diamine, dovresti vedere quanti rastrelli posso stipare nella cassetta degli attrezzi a casa.’" Homage sbatteva la bottiglia di whisky di mela sul tavolo per dare enfasi.

 

Mi fermai, agitando gli zoccoli mentre provavo a misurarlo con l’immaginazione. Ero ubriaca e probabilmente mi sfuggiva qualcosa, perché non c’era modo di infilare un rastrello in una cassetta degli attrezzi. Alla fine rinunciai, decidendo che si fosse trattato di uno scherzo.

 

“Jokeblue è un nome ridicolo. Come lo ha ottenuto?”

 

Homage diventò più cupa, sebbene non più sobria. “Difetto di nascita. Sua madre fu colpita da una quercia assassina[2] durante la gravidanza. Per fortuna uno di loro è sopravvissuto.”

 

“Ah,” dissi, non capendo veramente, ma comunque allungai una zampa per confortarla. Mi sembrò la cosa più giusta da fare, anche se finii per rovesciare per terra alcune botttiglie di whiskey di mela. Per fortuna la maggior parte di esse era vuota.

 

Un ricordo mi colpì e iniziai a piangere di nuovo.

 

“Lit… pip? Che succede?”

 

Con un respiro tremante, raccontai, “Ho ucciso una Ranger d’Acciaio. Colpendola alla nuca. Penso che fosse quella che aveva ucciso il mio vecchio istruttore, ma… non ne sono sicura.

 

“Beh, mi sembra che la puttana se lo meritava. Mi sembra che tutti i Ranger d’Acciaio lo meritassero.”

 

“Sì, lo so… ma sono sgattaiolata alle sue spalle e ho sparato. E ho continuato a sparare. Anche dopo che fu morta. Le ho scaricato addosso tutta la Piccola Macintosh.” Il mio petto venne scosso da un brivido. “Io… Non mi piace cosa sto diventando. Credo che mi sto perdendo.” La voce mi si strozzò. “Monterey Jack aveva ragione. Sto consumando la me stessa da salvare.”

 

Homage era al mio fianco. Non ricordavo di averla vista lasciare la sedia. Per la seconda volta in quella notte mi sostenne mentre cominciavo a piangere.

 

Mi condusse gentilmente verso il suo letto. “Vieni qui, Littlepip. Ora riposa.”

***         ***         ***

 

Se Occhiorosso aveva qualche problema nel sapermi ferma alla Tenpony Tower, non fece niente per mostrarlo. Persino la perdita dell’alicorno e del grifone sembravano passate inosservate. Sapevo che questo doveva preoccuparmi. Invece lo ignorai. Invece mi rilassai. Andai persino alla spa con Homage. Due volte.

Non volevo pensare a me stessa come una pony egoista; ma al diavolo Occhiorosso, ne avevo bisogno. E non me l’ero meritato almeno un po’? Forse no, considerando i miei errori -- la sfera di memoria danneggiata, i piani di battaglia veramente stupidi, andare dietro al Muro da sola. Io forse no, ma di sicuro se l’erano meritato i miei compagni.

Avevo sperato che Xenith e Homage andassero d’accordo. Ma mentre a Homage sembrava piacere la zebra, Xenith mantenne un comportamento riconoscente ma distante, persino un po’ freddo. Rese le sessioni di preparazione dei muffin nella cucina così imbarazzanti che passai quel tempo in libreria, sedendomi al tavolo, facendo ricerche e leggendo.

 

Avevo appena finito una lettura comparata della versione integrale della libreria di Gemmologia applicata con la mia e stavo fissando il grande dipinto della Splendid Valley quando Xenith entrò.

 

Nessuna fortuna nel cercare tua figlia?chiesi, cercando di suonare casuale nel ricordarle quale eccezionale ed unico strumento Homage avesse messo a disposizione della zebra.

 

“Sì e no” rispose Xenith. “Ho trovato segnali della sua tribù. Hanno vissuto sulle colline ai piedi delle Rovine di Canterlot, poi aggiunse rapidamente “al sicuro fuori dalla Nuvola. Ma non ho trovato tracce di mia figlia. Ancora, ti ringrazio per questo...

 

“Dovresti ringraziare Homage.”

 

“L’ho fatto.”

 

“Allora perché sei così... fredda accanto a lei?

 

La zebra mi squadrò. Giudicandomi. Poi infine disse, “Non hai visto l’arma che usa? La tua amante è stata toccata dalle stelle. È maledetta. Non porta niente di buono.”

 

Xenith uscì.

 

Bene, cazzo. Sembra che non ci sia verso di far ragionare una zebra quando si tratta di queste sciocchezze. Probabilmente ero fortunata a non essere inciampata nel sangue della Progenie delle Stelle o avrebbe potuto pensare che anche io fossi maledetta.

 

“Non esistono le maledizioni!” le urlai per la frustrazione.

 

Con un profondo sospiro seppellii la testa nella confusione dei libri.

 

Pochi minuti più tardi Homage entrò a grandi passi, con uno sbuffo di pastella di muffin sul naso. “Allora,” sussurrò con voce roca dopo aver lanciato le sue zampe attorno a me. Arrossii, sentendo una piacevole e incontrollata sensazione svolazzante che permeò il mio corpo come se fossi caduta in un letto di farfalle. “Dov’ero?” Quello sfarfallìo si concentrò nelle mie parti basse, diventando molto caldo e piacevolmente difficile da sopportare. “Venti... trè, non è vero?”

 

Oh Dee! Li stava davvero contando!

 

***         ***         ***

 

Il Bandito del Cielo solcava i cieli mentre ci avvicinavamo alla Splendid Valley. Il cielo era increspato e leggermente macchiato dal fumo. La valle sottostante era un deserto del tutto sterile e privo di vita.

 

Piccoli buchi sparsi erano gli unici avvertimenti che le grotte al di sotto erano abitate da dozzine, se non da centinaia, dei mostri più pericolosi d’Equestria. Canemoni.

 

Levitai il binocolo fuori dalle bisacce e guardai verso l’orizzonte. Una dolina di diverse miglia segnalava l’epicentro dell’esplosione della bomba al fuoco magico. La bomba era stata messa in un sotterraneo e poi fatta esplodere. La parte superiore era successivamente crollata sui tunnel pieni di tossine.

 

Nel corso degli ultimi duecento anni la dolina era stata erosa dagli agenti atmosferici e si era trasformata in un ampio cratere. Brillava debolmente, anche alla luce del giorno. Era costellato da centinaia di buchi.

 

Al limite del cratere, vidi i muri sgretolati di Maripony. Una volta stazione di estrazione delle gemme, l’edificio aveva più cose in comune con lo Spaccazoccolo che con gli altri Centri dei Ministeri che avevo visto. Sarebbe potuta passare per una fortezza, ma una devastata. L’esplosione e la dolina avevano distrutto parte delle fondamenta e fatto crollare il resto. Circa un terzo dell’edificio era crollato nel cratere. Il resto aveva subito un mega terremoto.

 

“Whoa ragazzi! Se le Dee sono sopravvissute a quello, gli riconosco che si sono probabilmente guadagnate due secoli di vita.”

 

“Qual è il piano, piccola?” chiese Xenith.

 

“Piano?” Velvet Remedy ridacchiò, “Penso che il piano di Littlepip sia andare là a spararle.”

 

I miei amici avevano passato gli ultimi due giorni in un ben meritato riposo, come avevo fatto io. Nonostante la crescente disperazione della nostra missione erano tutti in forma e ben riposati. Se stavo per fallire e morire, ero felice che accadesse così. Insieme a questi pony.

 

No, aspetta. Le zebre non erano pony. Con queste persone.

 

Allora è stata una gran bella cosa che ho venduto tutte quelle armi e ho comprato un sacco di munizioni. Sono riuscito a trovare anche dei proiettili incantati per la Piccola Macintosh. Non so se sono incantati con un Ammazza-Dee, ma possiamo sperarci.”

 

Controllai il mio PipBuck e attivai il mio EFS. Controllai la data e l’ora. “Ditzy Doo dovrebbe aver ricevuto i muffin a quest’ora.” Sorrisi a Xenith. “Grazie per avermi aiutato per quello. Sono sicura che li adorerà.”

 

Mi colpì il fatto che quando Xenith ed io avevamo superato il fossato e il Muro, ero stata nelle Terre Devastate d’Equestria per sole cinque settimane. Ora erano quasi sei. In sei settimane da Apprendista Tecnico PipBuck ad aspirante ammazza-dee.

 

“La mia vita è surreale.”

 

Velvet Remedy si avvicinò. “Allora, a quanto sei arrivata?”

 

Arrossii in modo evidente e nascosi il viso tra le zampe.

 

“Guarda attentamente” disse Calamity. “In arrivo ad ore otto!”

 

Mi riscossi all’improvviso. Tirai di nuovo fuori il binocolo. Cinque globi luminosi, scudi di alicorni, si dirigevano da Maripony verso di noi.

 

“Dannazione, avrei dovuto mettere quella dannata armatura dell’Enclave, dopo tutto,” maledì Calamity. “Li’lpip, riassembla il Tuono di Spitfire. Sarà una corsa movimentata!”

 

Levitai il fucile anticarro magico dalla fondina di Calamity e cominciai a montarlo.

 

Quattro alicorni blu notte apparvero improvvisamente, affiancandoci.

 

Che le stelle mi maledicano di mille stupri col corno di Nightmare Moon,” sussurrò Xenith accanto a me, scioccandomi quasi quanto l’arrivo degli alicorni.

 

“Sei stata vicino a Littlepip troppo a lungo,” suggerì Velvet, facendo fluttuare il suo fucile da battaglia. Gli alicorni stavano già sollevando gli scudi.

 

{{BENVENUTI NELLA MAGIONE DELLA DEA!}}

 

La voce rimbombò nella mia testa, riverberando con i suoi echi.

 

“Oh…” gemette Velvet, indietreggiando. “Questo non è un bene.”

 

{{METTETE DA PARTE LE VOSTRE INSULSE ARMI E VIENITE! SIETE MIEI OSPITI! PERCHÉ IO, LA DEA, NON HO NULLA DA TEMERE DA VOI!}}

 

Oh no. Nonononono!

 

Ma se non ha nulla da temere da noi, perché tanto spettacolo? Diavolo, perché non ci ha semplicemente impacchettati?”[3]

Xenith ci guardò. “Di cosa state parlando?”

 

Ma io lo sapevo. Per le Dee -- quelle vere -- lo sapevo.

 

Dissi pesantemente, “Perché vuole che facciamo qualcosa per lei.”

 

***         ***         ***

 

Fummo guidati all’interno della costruzione fatiscente. Quando atterrammo notai almeno altre tre dozzine di alicorni in piedi sulle rovine fatiscenti. Con un singolo movimento, in perfetta sincronia, voltarono tutte la testa verso di noi per osservarci.

 

Era la cosa più incomparabilmente raccapricciante nella storia di sempre.

 

Venimmo scortati attraverso le porta dai quattro alicorni blu notte. Avevano abbassato i loro scudi. Onestamente non ne avevano bisogno. Eravamo completamente soverchiati.

 

Rimasi stupefatta quando gli alicorni ci portarono in quella che sembrava una sottostazione di sicurezza all’interno dell’edificio. Questa stanza sembrava rimasta per la maggior parte integra, intaccata solo dal tempo. Il resto delle stanze e dei corridoi che avevamo visto erano danneggiati e fatiscenti, distrutti dall’esplosione sotterranea ed erosi dai secoli e dal tempo. Questa stanza sembrava quasi… intatta.

 

Non c’erano Dee qui. Non c’era niente tranne qualche sedia, un banco con quattro monitor polverosi, uno schedario e un paio di tazze di caffè ridicolmente pulite. Lo spazio sopra i monitor era di vetro, ma la grande finestra non si affacciava a nulla perchè aveva un muro di metallo posto a pochi centimetri di distanza. La parete di fronte terminava con una porta scorrevole. C’erano strani solchi sulla parete.

 

“Credo che questa sia la nostra cella” disse Calamity. Se era così c’era da soffocare. Per non parlare dell’affollamento, se almeno uno degli alicorni avessero provato a stare dentro qui con noi.

 

{{NOI PARLEREMO! MA PRIMA, LA DEA DESIDERA CHE VOI VEDIATE! PER COMPRENDERE, E MERAVIGLIARVI!}}

 

La voce della Dea non si limitava a riecheggiare, realizzai. Pre-echeggiava. Come se ci fossero dozzine di voci più piccole e deboli dentro quella voce, e che tutte cercassero di dire la stessa cosa nello stesso momento, senza troppo successo. La voce delle Dee era un coro.

 

Comprendere cosa?” chiese Velvet Remedy. Xenith la guardò, confusa.

 

{{LA DEA!!}}

 

I monitor di sicurezza tremolarono alla vita sotto la polvere. Uno di loro mostrava pony colorati in camici da laboratorio indaffarati in una versione molto più grande di questa stanza, piena di schermi e maneframe e file di luci intermittenti. “Pronto quando lo sei tu,” disse un pony verde chiaro con una provetta piena di un liquido verde e ribollente come cutie mark, guardando di noi attraverso lo schermo.

 

Queste immagini sono di un passato lontano,” intonò Xenith.

 

Il secondo schermo dominava su un vasto piano di una fabbrica. Lo stabilimento era occupato da sei enormi vasche interconnesse piene di poltiglie agitate e luminescenti, che gorgogliavano con toni lavanda ed erba al di sotto di coperchi di vetro, e la loro luce proiettava ombre colorate su ogni cosa. Apparacchiature arcane pendevano dal soffitto. Passerelle circondavano le vasche e un’altra era sospesa dal soffitto sopra e tra loro, interrompendosi a mezz’aria in mezzo alla stanza con una sorta di pannello di controllo alla fine.

 

Ancora con quell’estetica a passerelle-sopra-i piani-delle fabbriche dell’Equestria dei tempi bellici,” brontolai.

 

Quella è…?” iniziò a chiedere Velvet Remedy quando una singola pony apparve sul terzo monitor. Una pony anziana dal manto color lavanda e con striature grigie sulla sua criniera viola. La sala alle sue spalle era quasi della stessa misura di questa, occupata dalla stessa attrezzatura di monitoraggio. Ma mentre noi vi vedevamo solo un muro di metallo, la sua finestra panoramica guardava al piano della fabbrica nel monitor due.

 

“Twilight Sparkle,” annuii.

 

Uh, vostra deosità,” disse Calamity all’aria, picchiettando sull’ultimo monitor. “Spero che sappiate che questo è rotto?” Il monitor era interamente percorso da una crepa e mostrava solo macchie arcobaleno.

 

{{ROTTO? COSA? CERTO CHE LO SO! LA DEA SA TUTTO!}}

Le piccole sub-voci continuarono a riecheggiare telepaticamente le ultime due parole per diversi secondi dopo che la Dea aveva “parlato”.

“Splendido”, disse Velvet Remedy maliziosamente.

“Pronti a iniziare la sperimentazione sui pony”, disse Twilight Sparkle, con appena una punta di nervosismo. “Fatela entrare.”

“In ingresso il Soggetto di Sperimentazione Uno”, annunciò il pony sul monitor uno.

“Non chiamarla così!” ammonì Twilight. Trottò dall’altra parte per guardare fuori dalla finestra, facendo fluttuare alle labbra una tazza riempita di qualcosa che sembrava tè, sorseggiando cerimoniosamente. Mise da parte la tazza e sporse il muso verso un microfono. Sul monitor due, un’incantevole unicorno blu con una criniera che era invecchiata fino a diventare di uno sfarzoso color argento si diresse lentamente verso la passerella sospesa.

Si girò e guardò in alto verso la finestra. “Twilight Sparkle, volevo solo nuovamente ringraziarti per avermi dato questa opprtunità. Significa talmente tanto per me.”

“Non c’è di che, Trixie”, disse gentilmente Twilight Sparkle. Il nome mi faceva suonare un campanello in testa, ma mi ci volle un po’ per collocarlo. Trixie: la giumenta del cottage al di fuori di Fetlock. Era andata a Manehattan per un incontro con Twilight Sparkle e non era mai più tornata.

La pony color lavanda premette un bottone con lo zoccolo e una coppa ornata d’oro si levò dalla console alla fine della passerella. Dei tubi portarono un liquido color viola e verde da una tinozza ad un’apparecchiatura al di sopra. Poi un flusso sottile si versò nella tazza.

 

Trixie attraversò la piattaforma e annusò la tazza. “Sa di rose?”

 

Twilight ridacchiò piano. . Ho aggiunto il profumo. Speriamo che abbia anche il sapore delle rose.”

 

“Veramente?” Trixie alzò lo sguardo stupito verso Twilight Sparkle.

Le orecchie di Twilight si abbassarono. “Sfortunatamente, è improbabile.” Esitò. “Trixie, sai che non sei obbligata a farlo…”

 

“Oh, io lo voglio,” insistè l’unicorno blu. “Voglio darti una mano. E... questo mi renderà più forte? Come Luna e Celestia?”

 

“Beh, non quel livello di potenza. Ma molto più potente sì.”

 

“Come te, allora?”

 

Twilight Sparkle sembrava a disagio. “Speriamo in qualcosa di più di questo.”[4]

 

“Ed... è sicuro, vero?”

 

Assolutamente,” Twilight Sparkle assicurò l’unicorno blu che stava nella passarella sotto di lei. “Tutti i test hanno avuto dei risultati eccellenti. L’unica variabile è, beh, il dosaggio. Per questo abbiamo bisogno di volontari pony come te. Con un po di fortuna, se azzecchiamo il dosaggio giusto, sarai il primo nuovo alicorno dalla nascita di Luna.”

L’unicorno alla fine della passerella annuì. E borbottò qualcosa come “grande e potente ha il profumo delle rose”, poi la guardò con gli occhi spalancati. “Sei sicura che non dovresti iniziare con una dose maggiore, allora?”

 

Twilight Sparkle soffocò una risata. “No, Io-“

 

Sui monitor, tutto accadde nello stesso istante.

 

Da quello rotto potevo potevo sentire un boato tremendo e le macchie arcobaleno mutarono una luce accecante.

 

Sugli altri tre, il mondo oscillò.

 

Nel primo cadevano pezzi di soffitto, alcuni pony morirono all’istante, uno bloccava la porta. Un maneframe si rovesciò in una pioggia di scintille.

 

Nel secondo monitor l’intero pavimento della fabbrica si stava scuotendo. Sentii delle sferzate molto forti quando i cavi che tenevano la piattaforma ancorata al soffitto si spezzarono. Sezioni della passerella precipitarono. Due delle vasche si ruppero quando un terzo del soffitto rovinò a terra, spargendo il luminoso contenuto sul pavimento della fabbrica. Potevo vedere i sistemi automatici recidere e sigillare i contatti tra le altre vasche. Trixie gridò quando metà dei cavi che sorreggevano la sua passerella si spezzò, trasformando il passaggio in una piattaforma ondeggiante .

 

Sul terzo monitor gli allarmi ripetevano: Rilevato picco di radiazioni!” “Rilevata attività sismica!” “Allarme contaminazione tossica!” “Camere di sicurezza sigillate!”

 

“No!” gridò Twilight come una porta corazzata sigillò la porta della sua stanza. Si girò verso la finestra mentre enormi persiane blindate si chiusero dall’alto.

 

“TRIXIE!”

 

Sul monitor due la piattaforma di Trixie oscillò, inarcandosi. L’unicorno scivolò lungo la superficie inclinata, cercando appigli, mentre l’estremità inferiore del segmento di passerella impattò sul coperchio di vetro di una delle vasche, frantumandolo. L’unicorno blu finì nella vasca.

 

Tutti i monitor ebbero un guizzo e diventarono neri.

 

Noi quattro ci trovavamo nella camera di sicurezza, tremanti, staccammo gli occhi dal monitor per guardarci.

 

Il monitor tre si illuminò di nuovo.

 

“Caro pony. Qui è il la Giumenta del Ministero della Magia, Twilight Sparkle,” disse una debole Twilight. “Sono passati due giorni da quando il megaincantesimo ha colpito Maripony. Posso solo suppore che, vista la mancanza di soccorsi, questo non fosse un attacco isolato.”

 

“Sto lasciando questa registrazione in caso venga qualche pony. Sono intrappolata nella Camera di Sicurezza Tre nel Piano Vasche di Maripony.” L’anziano pony color lavanda si rivolse alla telecamera. “Le salvaguardie che dovrebbero permettermi di aprire le porte non funzionano; e, per mia sfortuna, ho progettato queste stanze perché sopportassero lo scoppio ravvicinato di un megaincantesimo, quindi la stanza è più che una sfida per le mie capacità magiche.”

 

Calamity, Velvet Remedy, Xenith ed io guardammo il monitor, realizzando che stavamo vedendo la lettera d’addio di Twilight Sparkle. I miei occhi iniziarono ad inumidirsi. Cercai con tutte le mie forze di non piangere. Avevo pianto abbastanza per questa settimana. Ma le lacrime mi rigarono lo stesso le guance.

 

“Sono a corto di viveri, e il talismano dell’acqua della stanza sembra sia stato corrotto.” Fece un sorriso ironico dicendolo, Almeno, sono abbastanza sicura nell’affermare che l’acqua pura non sia di quel colore. Sto iniziando anche a soffrire di allucinazioni. Penso di stare sentendo le urla dei pony della Maripony, come se gli stia accadendo qualcosa di orribile. Ma so che è impossibile. Questi muri sono insonorizzati.

 

“Continuo a sentire la voce di Trixie nella mia testa, e urla. A volte, diventa così terribile...”

 

Il pony color lavanda si agitò. “Non è importante. Quello che importa è che ci abbiamo provato. Ci abbiamo provato, e siamo arrivati così vicini. Un’altra settimana, magari solo qualche giorno in più, e il lavoro svolto qui non solo avrebbe cambiato le sorti della guerra, credo avremmo potuto persino ottenere una risoluzione pacifica.

”Quello che importa ora è che abbiamo ancora una possibilità. Trovate Spike. Lui è il mio assistente più fedele... Il mio assistente numero uno. ...Trovatelo...

 

Twilight Sparkle sembrò cadere addormentata. Il monitor si spense di nuovo.

 

“Spike?” chiese Xenith.

 

Il monitor tornò di nuovo in vita. Il volto emaciato di Twilight Sparkle era premuto alla telecamera. Sembrava atrofizzata, pazza. Sta succedendo qualcosa. Io... Io non so cosa. Ma è male. Se sei all’interno della Maripony, esci. Esci fuori finchè puoi e lancia un altro missile zebra su questo posto…”

 

Improvvisamente ci fu un forte stridore metallico provenire dagli altoparlanti sotto il monitor due. Sullo schermo vedemmo la porta metallica sollevarsi, e le persiane metalliche si spostarono.

 

Il monitor due prese vita. La sala vasche era un disastro. Il pavimento era impregnato da un mix di fluidi. Qualcosa nuotava nell’acqua. No, non nuotava… il corpo di un pony color rosso chiaro veniva trascinato nel liquido da una tentacolo telecinetico. Vedemmo la forza trasportare il corpo fuori dalla piscina vicino al bordo di una delle vasche. Un secondo dopo il corpo scomparve oltre il bordo ed scivolò nella vasca.

 

Striature di sangue vennero a galla in molte delle vasche.

 

Sul monitor tre Twilight Sparkle stava strisciando verso la porta, troppo debole per la fame e la disidratazione per stare sulle zampe. Incapace di alzarsi, non poteva cosa ci fosse appena fuori dalle finestre.

 

Una luce si accese nella stanza. Una luce blu che prese la forma di Trixie. L’unicorno blu stette, splendente, davanti a Twilight Sparkle. Da questa angolatura, potevamo distinguere chiaramente il suo viso mentre parlava all’unicorno che una volta aveva portato L’Elemento della Magia. L’illusione di Trixie parlò, non uscì nessuna parola.

 

“Mi dispiace, Trixie,” piagnucolò Twilight Sparkle.

 

Mentre la bocca dell’illusione di Trixie continuava a muoversi, Xenith mi spinse da parte e si avvicinò. la nostra zebra cominciò a leggere la bocca dell’illusione.

 

“… di cui essere dispiaciuta. Il tuo esperimento ha funzionato, dopotutto. Ha funzionato più meravigliosamente di quanto avessimo mai sperato. Non essere dispiaciuta. Sii felice. Vivremo per sempre, tu in Me.

 

Sentii un profondo e oscuro brivido e pregai che Xenith avesse tradotto male.

 

“Cosa?” chiese una stupefatta Twilight.

 

“Mi dispiace che mi sia servito così tanto tempo per diventare abbastanza forte da salvarti, Twilight Sparkle.”

 

Velvet Remedy boccheggiò quando dei tentacoli di energia telecinetica blu serpeggiarono nella stanza avvolgendosi ad ognuno degli zoccoli di Twilight.

 

“No!” Twilight Sparkle lottò con più forza di quanto avrebbe dovuto essere possibile.

 

È tempo di salvarti ora, Twilight Sparkle,” Xenith continuò a parlare per l’illusione di Trixie. “Stiamo per diventare molto unite ora, Io e te.”

 

“Oh Dee,” Velvet gemette e nascose il viso nella criniera di Calamity mentre i tentacoli trascinavano lentamente Twilight Sparkle, che scalciava e urlava, verso una delle vasche.

 

Stavo tremando. Volevo -- così disperatamente volevo -- voltarmi. Ma non potevo.

 

Twilight Sparkle emise un ultimo grido mentre veniva trascinata oltre il bordo della vasca più lontana. Una parola, un nome credo, ma non riuscii a capire quale fosse.   

 

I due monitor si spensero. E questa volta lo rimasero.

 

***         ***         ***

 

Oh Dee! oh Dee! oh Dee!

Ero completamente paralizzata dall’orrore. Velvet Remedy piangeva. Calamity aveva uno sguardo più torvo che mai.

 

La stanza tremò e l’aria si riempì dello stridio del metallo che cede quando le imposte alla nostra finestra si sollevarono.

 

Guardammo fuori verso le vasche. Non era una stanza simile. Era la stessa stanza.

 

I secoli non erano stati gentili con la stanza di fronte. Un altro terzo di soffitto era crollato, come avevano fatto due delle vasche. La piscina sul pavimento si era riempita di un fango malaticcio pieno di detriti galleggianti.

 

Vortici di luce colorata filtravano dalle due vasche ancora intatte. Danzavano nell’aria, scoppiettando come fuochi d’artificio. Nella mia testa sentivo l’eco di fanfare quasi dimenticate, ma non provenivano da alcuno dei miei ricordi.

 

{{LA GRANDE E POTENTE DEA VI DÀ IL BENVENUTO!}}

 

Bene, come cazzo uccidiamo quella?

 

“Calamity!” sibilai.

 

Altri turbinii di luce si sollevarono dalle vasche. Brillavano, fondendosi insieme, fino a quando l’enorme volto di Trixie non incombette sopra di noi. Ma non solo Trixie, perché occasionalmente dei piccoli granelli dei volti di altri pony schizzavano alla superficie come brufoli, strisciando lungo la testa e la criniera di Trixie prima di venire riassorbiti.

 

{{NON ABBIATE TIMORE! PERCHÉ IO, LA DEA, GIÀ CONOSCO IL MOTIVO PER CUI SEI VENUTA! OCCHIOROSSO, QUEL PONY TRADITORE, DESIDERA LA MIA MORTE. MA LA DEA NON È PREOCCUPATA, PERCHÉ LA DEA È GRANDE E POTENTE E OCCHIOROSSO NON LO È!...}}

 

In qualche modo, attraverso il puro e folle orrore di quello che stavo vedendo e di ciò a cui avevo assistito, la piccola pony nella mia testa mi impose di prestare attenzione. Non le piaceva la piega che la faccenda stava prendendo.

 

Non abbiate timore,” iniziò Xenith, “Perché io, la Dea, già...

 

“Puoi smettere, ora,” sibilò Velvet Remedy.

 

{{...ANCORA.}}

Squittii. Poi lottai per ritrovare la voce. “Occhiorosso ha visto queste registrazioni, vero?

 

{{NON IMPORTA SE LE HA VISTE.}}

 

Questo era un sì.

 

{{QUELLO CHE IMPORTA È CHE MI HA DISOBBEDITO E HA COMPLOTTATO CONTRO DI ME! QUELLO CHE IMPORTA È CHE SI È ALLONTANATO DA ME! OCCHIOROSSO NON MI HA MANDATO UN SOLO UNICORNO IN OLTRE UN ANNO E LA DEA CREDE CHE PRESTO SI OPPORRÀ DEL TUTTO ALLA MIA UNITÀ!}}

 

“E... fammi indovinare,” dissi. “Hai bisogno di noi per uccidere Occhiorosso?” Fa che non sia qualcosa di così stupido. Non ci sarebbero abbastanza facehoof nel mondo.

Gli illusori fuochi d’artificio mutarono. Una girandola di filamenti di fiamme cremisi turbinò dietro il viso galleggiante della Dea, sottolineando eccessivamente il suo dispiacere.

 

“Ugh,” sussuVelvet Remedy, arretrando. “Anche per una vera Dea, questo è un po’ troppo.” Nitrì. “Onestamente, se noi dobbiamo avere una sovrannaturale ‘Dea’ da incubo delle scienze arcane, deve essere anche una dea da spregevole spettacolino carnevalesco?”

{{NON ESSERE RIDICOLA! LA DEA PUÒ UCCIDERLO IN QUALSIASI MOMENTO SCELGA! MA…}}

 

Ed ecco che arriva.

 

{{È POSSIBILITE CHE ABBIA SCOPERTO QUALCOSA CHE POTREBBE ESSERE UNA MINACCIA PER IL NUOVO, GLORIOSO MONDO CHE STIAMO COSTRUENDO! E PRIMA CHE LA DEA LO DISTRUGGA, NOI... IO... DEVO SCOPRIRE DI COSA SI TRATTA!}}

 

Bene. D’accordo. Così ha molto più senso.

"Disse la divinità che aveva affermato di "sapere tutto" appena venti minuti fa" borbottò Velvet Remedy.

Calamity le tirò un colpo con l'ala. “Potresti gentilmente non far alterare l’insieme psico-telepatico?”

E perché noi?”

 

{{PERCHÉ IL SEGRETO CHE OCCHIOROSSO STA CERCANDO, IL SEGRETO NASCOSTO ANCHE ALLA GRANDE E POTENTE DEA, È CHIUSO A CHIAVE IN UN MAGAZZINO NEL VIALE DEI MINISTERI A CANTERLOT!...}}

 

Oh! Quindi era quello il posto in cui Occhiorosso stava cercando di entrare. Mi ricordai di una conversazione con l'Osservatore :

 

Sì, una delle eroine d’Equestria decise che il suo Ministero sarebbe stato il Ministero dell’Epicità. Hanno anche costruito una Sede Centrale del Ministero per esso nel Viale dei MinisteriDopo qualche anno Luna ordinò di imballare il tutto, ed iniziarono ad usare il QG dell’MdE come magazzino.

{{… CON CONTROLLI CHE POSSONO ESSERE UTILIZZATI SOLO DA UN PEGASO...}}

 

Astuto. Così la Dea non aveva realmente bisogno di me. Aveva bisogno di Calamity. Mi chiedevo come Occhiorosso stesse progettando di passare oltre a quello.

 

{{… E OLTRE UNO SCUDO CHE SOLO UNA GIUMENTA DEL MINISTERO PUÒ OLTREPASSARE!}}

 

E questa sarebbe dovuta essere l’Elusione che Occhiorosso attraverso la quale stava cercando di passare. Ma perché…?

Oh! Certo. I parenti più prossimi o anche un loro diretto discendente. La Dea aveva bisogno anche di Velvet Remedy. Ancora una volta ero solo quella che puliva la strada.

 

{{INOLTRE, RIMANE UNA COSA CHE IMPEDISCE L’UNITÀ. UN... DIFETTO NEL PROCEDIMENTO CHE DEVE ESSERE CORRETTO PRIMA CHE POSSA ESSERE PORTATO AD OGNI PONY IN QUESTA TERRA MALEDETTA!}}

 

“Sai, ora che ho visto cos’è questa Unità, mi va bene così.”

 

{{QUESTO PERCHÉ SEI SOLO UN PONY! LA TUA SPECIE NON PUÒ PROSPERARE OLTRE IN QUESTO MONDO! SOPRAVVIVETE SOLTANTO! E ANCHE A FATICA! MA I MIEI FIGLI POSSONO PROSPERARE! I MIEI FIGLI SONO PIÙ FORTI! MAGGIORMENTE IN GRADO DI AFFRONTARE I MUTATI PERICOLI DI QUESTO MONDO! GLI STESSI VELENI CHE UCCIDONO VOI RENDONO I MIEI FIGLI PIÙ FORTI!}}

 

“I tuoi figli non possono nemmeno riprodursi,” precisai. “Ogni singolo alicorno che ho visto è una giumenta. Tu non hai stalloni. Ora sono d’accordo che potrebbe essere divertente; ma quando parli di “prosperare”, è davvero un problema bizzarro!”

 

La voce imperiosa della Dea rimase in silenzio per un istante. Fiammate e fuochi d’artificio continuarono a esplodere dietro la luminescente faccia-coperta-di-facce. Sussurravano con incoerenza nella mia mente, dandomi il mal di testa.

 

{{COME HA DETTO LA DEA, UN DIFETTO! MA UNO CHE PUÒ ESSERE CORRETTO CON LA GIUSTA MAGIA!}}

 

“Fammi indovinare. Tu vuoi il libretto nero di Rarity.” La Dea aveva bisogno di me, dopotutto. Le serviva un pony in grado di forzare una serratura.

 

***         ***         ***

 

Mentre la nostra scorta di alicorni ci conduceva di nuovo al Bandito del Cielo, tutti i miei amici si chiedevano la stessa cosa che anch’io mi domandavo: ed ora?

 

Tutti voi sapete leggere le labbra?” chiese Xenith. Va bene, non tutti i miei amici si stavano facendo la stessa domanda.

 

Occhiorosso mi teneva ancora in una botte. Ma

 

Mi fermai come se fossi stata colpita in faccia da una balla di fieno. Persi la sensibilità negli zoccoli mentre un’intuizione ancora più orrida dilagava dentro di me.

 

“Li’lpip?” chiese Calamity. Qualcosa nella mia espressione lo preoccupava molto.

 

“Ha detto... che Occhiorosso non le ha più inviato unicorni da oltre un anno.” Mi tornarono alla mente le esperienze con gli schiavisti. E ai piccoli dettagli per cui Occhiorosso, o almeno Stern, fosse particolarmente interessato agli unicorni.

 

E pure un altro unicorno. Renderà una bella cifra, questa.

 

Se non fosse un unicorno avrei detto di ributtarla nel lago.

 

“Ma se Occhiorosso non stava inviando unicorni alla Dea…” dissi cupamente, “Allora li sta tenendo per se stesso.”

Mi voltai e guardai gli altri con disperazione. “Occhiorosso mi ha parlato del controllo del clima, di muovere la luna e il sole. Non può farlo se diventa soltanto un alicorno. Ma lui non sta puntando a diventare un alicorno. Sta puntando a diventare uno di... di...” Puntai uno zoccolo verso Maripony. “Quelle!

 

L’unico modo in cui poteva sperare di ottenere quel tipo di potere era duplicare quello che era accaduto a Trixie. E lui poteva. Aveva visto il video. E sulla base della sua affermazione che la fortezza nella Everfree Forest era stata progettata come una nuova casa per la Dea, stava costruendo un duplicato delle vasche di Maripony nella Cattedrale.

 

Non stava mandando unicorni alla Dea perché gli unicorni sono i pony con più forza magica e li stava tenendo da parte per consumarli lui stesso!

 

 

Nota: Nuovo Livello.

Livello Massimo.

Nota abilità: Furtività ha raggiunto il 100%

Nuovo vantaggio: Telecinesi Livello Celestia. – Le cose che puoi fare con la tua magia di levitazione sono leggenda. Puoi effettivamente volare con l’abilità di un pegaso novizio. Chi sa, magari potresti addirittura muovere il sole?


[1] Nell’originale, sprawling agricultural bay. Non siamo certi del significato.

[2] Nell’originale, killing joke. La traduzione scelta è aderente a quella orrenda della serie ufficiale, in cui poison joke è stato reso con “quercia scherzosa”; in realtà la poison joke è un richiamo alla poison ivy, l’edera velenosa, vegetale tossico tipicamente nord americano e non più alto di un metro.

[3] Nell’originale, why not jus’ send us packin’.

[4] Ricordiamo che FoE è stato scritto ben prima che Twilight Sparkle diventasse una principessa.