Capitolo Ventotto: L’Ora del Lupo

“Questo... questo è un massacro da Ranger d’Acciaio.”

 

Furia.

 

Una furia bruciante, esplosiva. Nel momento in cui capii che i Ranger d’Acciaio avevano invaso la mia casa, che stavano uccidendo i pony al suo interno, vidi rosso come mai prima d’allora. I miei nervi erano tesissimi, elettrici. Volevo pestarli. Uccidere quegli stronzi. Dilaniarli e rivoltarli dall’interno e continuare a calpestarli finché non fossero stati solo poltiglia sotto i miei zoccoli.

Ma i miei nemici, gli assassini che stavano profanando casa mia, non erano lì. Ci sarebbero volute ore, anche alla miglior velocità di cui era capace Calamity, prima di arrivare alla Scuderia Due. Volevo far male a qualcuno adesso. Il mio corpo e la mia mente e la mia anima gridavano in nome di giustizia e castigo... e se non potevo averli, almeno colpire qualche pony. Ma gli unici pony vicino a me erano i miei amici.

Così restai in piedi facendomi consumare in silenzio dalla furia.

E gli altri furono saggi abbastanza da non interferire.

 

***         ***         ***

 

“Credi che l’abbia voluto io?” scattò SteelHooves, percorrendo incessantemente l’interno del Bandito del Cielo. “La Scuderia Due ospitava la famiglia di Applejack. Se qualcuno della famiglia Apple è ancora vivo, vive lì dentro...”

“Non dico che l’hai voluto tu,” ribattè Calamity. “E non dico che non hai fatto del tuo meglio per fermarlo. Dico solo che il tuo meglio non è stato abbastanza.” Il pegaso color ruggine non stava lesinando sulla velocità, nonostante fosse ormai esausto. “E adesso tocca a me.”

Xenith stava a osservare la discussione, per una volta non essendo la causa delle urla. Si girò verso Velvet Remedy, con gli occhi spalancati. “Questa... è casa tua? Tua e della piccola? Perché i Ranger d’Acciaio la attaccano?”

 

Velvet Remedy scosse il capo. Ogni battito di ciglia le faceva scivolare altre lacrime lungo le guance color carbone. Il vento le frustava la criniera bianca striata. “Risorse. Nient’altro. Tutto quello che vedono è una Scuderia ancora in funzione. Se anche dovesse andargli male, un talismano d’acqua è inestimabile. Il meleto quasi altrettanto.” Chiuse gli occhi, rabbrividendo con un singhiozzo soffocato. “Se ci riuscissero, la userebbero come base.”

La mia rabbia stava iniziando a diminuire, il fuoco e la furia scemavano senza una direzione in cui colpire. Sentivo torpore, dolore, orrore dietro la mia ira, pronti a sopraffarmi appena quell’inferno di rabbia si fosse consumato.

 

“Non puoi entrare saltellando là dentro e iniziare a uccidere i Ranger,” si oppose SteelHooves.

“Non vedo il problema. Per quanto ne so, sono solo un branco di razziatori high-tech che derubano gli innocenti.” Calamity diede un calcio alla sua sella da combattimento, cambiando munizioni. “Pony come quelli devono morire, e io miro a ucciderli. È la mia politica.”

 

SteelHooves si girò verso Velvet Remedy. “Parlaci tu.”

 

Per dirgli cosa?” La voce di Velvet era fredda e dura come metallo.

 

SteelHooves grugnì. “Che è un suicidio, tanto per cominciare.” Spostò lo sguardo su di noi. “Voi pony pensate davvero di riuscire a sopravvivere a qualche plotone di Cavalieri e Paladini dotati di armature magiche?”

 

Le parole del ghoul andarono a segno. Era una lotta impari. Chi poteva sapere quanti Ranger d’Acciaio ci fossero là sotto, ognuno con armi e armature ed esperienza in combattimento che surclassavano le nostre. Come avrei salvato la Scuderia Due? Come potevo oppormi a una situazione del genere?

 

Cominciai a ricordare ogni pony con cui ero cresciuta. Le mie insegnanti, i miei compagni, ogni pony al mio primo e unico pigiama party... Mi sentivo schiacciata sotto il peso di quella responsabilità. Non riuscivo a respirare.

 

“Ti sorprenderà quello che siamo capaci di fare.”

Il ghoul nell’armatura si girò verso il pegaso. “Sono dalla tua parte, su questa.”

“Lo sei?” chiesi, finalmente rompendo il mio silenzio.

 

Gli altri si girarono tutti per osservare SteelHooves. Il Ranger d’Acciaio, lo stallone soldato eternamente obbediente, era stato spinto in un angolo. Costretto a scegliere tra la lealtà verso di noi e il Giuramento verso i suoi commilitoni.

Se quello era tutto, sapevo che avremmo perso. Ma avevo potuto guardare nella sua mente, nei suoi ricordi. Il Giuramento di SteelHooves non era al Ministero della Tecnologia Bellica. Era a lei. Applejack. E quando si era trattato di difendere lei non c’era mai stato un principio morale abbastanza inviolabile da impedirgli di fare ciò che doveva. Se questo era ancora vero, avevamo una possibilità.

 

SteelHooves non rispose. Non era un buon segno. Ma una decisione del genere era abbastanza dura anche senza forzarlo ulteriormente. Non osai pressarlo. Avevo bisogno di lui. Avevo bisogno di tutti loro.

 

“Beh, perfetto,” brontolò Calamity. “Puoi almeno promettere di non spararci alle spalle quando ti deciderai?”

 

Volevo dire al pegaso di stare zitto. Sapevo che Calamity aveva diritto di dirlo. E adesso, lui era quello che stava valicando tutti i limiti del buon senso solo per portarci là. Ma se avevo anche solo una chance di non deludere la Scuderia Due... di non lasciar morire tutti i pony che avessi mai conosciuto... Avevo bisogno che i miei amici restassero uniti. Avevamo bisogno di essere forti. E invece stavo annegando. E tutto intorno a me, gli altri si stavano frantumando sotto la tensione.

 

Velvet Remedy nitrì in tono di rimprovero. “Allora, se stiamo facendo promesse, magari Littlepip può promettere che, se vinciamo, non adotterà nessuno di loro?”

Inciampai, sentendomi con il fiato mozzo anche mentre lottavo per respirare.

 

“Oh andiamo, Littlepip,” disse Velvet. “Non è che mi sia sfuggito che hai l’abitudine di radunare i pony (e le zebre, ora) che ti hanno quasi ucciso.” Scosse la criniera. “Lo ammetto, a volte mi chiedo se c’è una parte di te che lo fa per ripicca verso di me.”

“Cosa?!” Ma che diamine? 

“Sai, oltre semplicemente ad essere quella che vi rattoppa ogni volta che vi ferite, sono anche quella che è almeno in parte responsabile del tuo essere intrappolata qua fuori, tanto per cominciare,” spiegò Velvet. La sua voce, normalmente soave, sembrava incrinata.

 

Percepivo che questo era il ritorno della Velvet sgradevole e crudele che gestiva l’orrore intorno a lei pensando che i suoi amici fossero idioti. Avevo sperato che questa Remedy fosse rimasta indietro. E invece era lì, sepolta sotto la superficie, in attesa che ci fosse abbastanza pressione lungo le crepe della personalità di Velvet per riuscire a liberarsi.

 

“Sei sicura che non ci sia una parte di te che sta cercando di punirmi circondandomi coi ricordi di tutte le volte che qua fuori sei quasi morta?”

 

“Ohi, là!” Calamity guardò indietro. “È questo che pensi di me?”

Oh Dee. Per favore, non so se riesco a farcela anche con te. Non posso farcela senza di te.

 

“Smettetela! Tutti quanti!” sbattei tutti quanti gli zoccoli, tremando. “Non possiamo dividerci adesso. La nostra casa... la mia casa... hanno bisogno di noi! Che aiuto possiamo dar loro se staremo già morendo dissanguati quando arriveremo là?”

Maledizione[1],” esclamò Calamity. “Hai ragione, Littlepip. Mi dispiace.”

 

“Anche a me,” disse Velvet Remedy. La buona vecchia Velvet era tornata, almeno per adesso. “Non... non so cosa mi sia preso. Immagino di avere difficoltà a gestire bene questa situazione.”

 

“Quindi,” domandò SteelHooves, la sua voce calma come se le discussioni non fossero mai accadute, “Hai un piano?”

 

Sentii il vento scorrermi sul manto e la criniera, agitando la bardatura sotto le sacche e le placche dell’armatura. Guardai ciascuno di loro, sentendomi improvvisamente molto piccola. Lo sguardo mi cadde su Velvet. “Questa... non può essere solo una mia decisione. Velvet, era anche casa tua.” I miei occhi la supplicarono. La implorai silenziosamente di aiutarmi.

Per favore Velvet, per favore non lasciare tutto a me. Questa è casa. Questi sono i nostri pony. Non posso decidere se devono vivere o morire tutta da sola. Semplicemente non posso.

 

Velvet rispose al mio sguardo. Nei suoi occhi commossi vidi una gentilezza che mi disse che aveva capito, e che avrebbe retto con me quante più responsabilità fosse riuscita.

 

Velvet si voltò verso gli altri. “SteelHooves ha ragione. Dubito che abbiamo la potenza di fuoco per sconfiggere i Ranger d’Acciaio. E anche se ce l’avessimo non possiamo sperare di uscirne senza perdite. Quindi, per prima cosa, dobbiamo dare spazio alla diplomazia.”

 

Annuii, piangendo riconoscente. Riuscivo di nuovo a respirare.

 

***         ***         ***

 

C'era uno strano bagliore arancione all'orizzonte, come se un'alba furiosa si stesse avvicinando. Ma il bagliore proveniva dalla direzione sbagliata, e mancavano ancora molte ore ai primi accenni di luce. Il sole e la luna erano impazziti, sorgendo e tramontando secondo il loro capriccio, ma persino questi capricci parevano seguire orari precisi.

"Cosa stiamo guardando?"

"Incendi", rispose Calamity. "Quella là dietro è la Everfree Forest. Sembra che Occhiorosso abbia messo a fuoco l'intero margine sull’altro lato.”

Xenith domandò, "Pensi che le truppe di Occhiorosso potrebbero essere vicino alla Scuderia Due?"

"Naah, impossibile," rispose Calamity. "Quegli incendi sono a più di un giorno di distanza. Non avrebbe senso per loro essere da qualsiasi parte vicino a Ponyville."

Mi appoggiai a Velvet Remedy, usando il suo soffice corpo per sostenermi, inalando il suo profumo per calmarmi. Stavo ancora tremando, cercando di riprendermi, combattendo ondate alternate di collera e cupo dolore. La tensione mi stava avvolgendo finché sentii che sarei esplosa. O caduta a pezzi.

Velvet Remedy si stava concedendo la distrazione di fissare la cortina di nuvole illuminata dagli incendi in lontananza. “Ricordo quando lasciai la Scuderia Due. C’erano degli squarci nella cortina di nuvole. Potevo vedere della vera luce solare. Era la più bella, cosa riscaldante. Più bella di qualsiasi altra cosa avessi sperimentato in vita mia. Pensavo... se qua fuori c’è qualcosa di bello come questo, l’Esterno non può essere cattivo.” Ridacchiò tristemente. “Non ho mai più visto il sole così. A volte mi chiedo se non sia per questo che il mondo si sente così buio e senza speranza.”

Ricordavo squarci simili nelle nuvole, che riversavano la soffice luce della luna di Luna su Monterey Jack e me quando ci eravamo trovati faccia a faccia sul ponte di Ponyville. Sembrava come una vita fa.

“Eggià,” rispose Calamity, non cogliendo l'arte e l'anima del commento di Velvet,”La Everfree Forest non funziona decentemente. I pegasi hanno sempre avuto difficoltà a mantenere la copertura nuvolosa su quel luogo. È come se le nuvole volessero muoversi. Tutto da sole. La cortina nelle aree proprio al di sopra diventa un bel po’ rattoppata, a volte.

SteelHooves stava fissando nella direzione opposta, il suo visore che scrutava nell’oscurità. Infine ammise con un cupo brontolio, “Non capisco perché l’Anziana Blueberry Sabre stia facendo tutto questo.”

Avevo l’impressione che Velvet Remedy fosse stata piuttosto esauriente riguardo a questa questione, prima.

SteelHooves fece un sospiro. “Siamo molto lontani dal suo territorio. L’Anziana Blueberry Sabre è l’Anziana del contingente dei Ranger d’Acciaio di Fillydelphia. La Scuderia Due tecnicamente cade nell’area del mio Anziano e del contingente di Manehattan.”

 

Oh. “Non possono tenere Fillydelphia,” provai a spiegare, sentendo un fresco fiotto di furia mentre i miei pensieri sfioravano quello che stava succedendo proprio in quei momenti. “Occhiorosso continua a diventare sempre più forte. La posizione dei Ranger d’Acciaio sta stagnando, se non addirittura indebolendosi. Credo che Velvet abbia ragione sulla loro necessità di trovare una nuova base.”

 

Il ghoul annuì all’interno della sua armatura. “Ad ogni modo dovrebbe essere l’Anziano Cottage Cheese[2] a prendere la Scuderia Due. Se lui non fosse lì sarebbe... una seria deviazione dal protocollo. E avere due Anziani nello stesso posto sarebbe strategicamente imprudente.”

 

Di fronte Calamity nitrì, portando tutte le zampe all’aria e tirando fuori la sua lingua in un’espressione di disgusto. “Sul serio? Il vostro ufficiale in comando si chiama Cottage Cheese? I suoi genitori lo odiavano o cosa?”

 

SteelHooves ridacchiò malgrado la nostra situazione. “Preferisce farsi chiamare Cottage.”

“Mi piacciono i fiocchi di latte,” dissi con voce molto bassa.

“Ehi, forse il tuo Anziano Cottage Cheese sta facendo a Blueberry Sabre la stessa cosa che è stata fatta a Littlepip.” suggerì Calamity “Mandarla in una situazione che gli sembra essere una gigantesca trappola mortale. Dopotutto non è uno di quelli che crede a idiozie come che il Ministero dell’Epicità possedesse Scuderie per operazioni speciali o altre robe senza senso, no?”

“Beh, forse non del tutto senza senso,” mormorai.

 

Che vorresti dire con questo, Li’lpip?” Merda. Calamity mi aveva sentito.

 

Beh, intendo dire che ho visto Rainbow Dash e Pinkie Pie preparare Zecora per fare la doppiogiochista per Equestria. Rainbow Dash disse che Zecora si era esercitata sotto la guida dei migliori istruttori del Ministero dell’EpicitàQuesto fa sembrare che l’MdE facesse spesso questo genere di cose.”

 

Fui accolta da un silenzio pieno di stupore. Da tutti. Tranne Pyrelight, che tubò con curiosità a Velvet.

 

Mi ero leggermente preoccupata che il menzionare di avere una sfera della memoria di Rainbow Dash avrebbe potuto indurre Calamity a chiedere un ricollettore. Non volevo che il mio amico Dashita si smarrisse nella sfera come spesso faceva Velvet con quella di Fluttershy.

 

“Zecora” chiese Xenith, la sua esotica voce lenta e cauta. “Intendi dire Zecora della capanna di Zecora nella Everfree Forest?”

 

Whoops. “Uhm… . S’è scoperto che era un’amica delle Giumente dei Ministeri. E scelse di…” Era davvero una buona idea dire a Xenith che Zecora lavorava sotto copertura per tradire le zebre?

 

“Zecora era una traditrice!” SteelHooves ruggì pericolosamente. “Vendeva tecnologia bellica alle zebre.” Fece un passo verso di me. “Lei cercò di dar loro la dannata arma che avrebbe penetrato l’armatura dei Ranger d’acciaio!”

 

Oh ragazzi… “Uh, no. Non per davvero. Quello era parte della suacopertura?”

 

“No. Non è vero,” insistette ostinatamente SteelHooves.

“Fluttershy conosceva una zebra?” Chiese la voce di Velvet Remedy. Almeno quella rivelazione, sia lode alle Dee, non avrebbe portato probabilmente su sentieri pericolosi.

 

“Uh, Li’lpip… Forse dovresti raccontare qualcuna di tutte quelle sfere della memoria che sei stata a guardare?”

 

Gemetti. Anche tenendosi alla larga da memorie personali, come le sfere di SteelHooves, o da quelle pericolose come qualunque cosa riguardasse Fluttershy ed i dannati megaincantesimi, avrebbe richiesto del tempo. Ma parte di me era grata per la distrazione. Avevamo ancora un po’ di ore da passare.

 

***         ***         ***

 

Zoccolo che brucia[3] significa cosa!?”

Ha detto così!” Ne ero ancora scioccata come nel momento in cui l’avevo vissuta.

 

“Sto ancora cercando di abituarmi all’idea di Fluttershy che ci prova con Applejack,” ridacchiò Velvet divertita. “Anche se era per una buona causa.” I suoi occhi ammiccarono quando si posarono su di me. Chinai la testa. Ero stata tormentata per un po’ per quel mio commento sulla porta del fienile, e ora avevo l’improvvisa sensazione che Velvet Remedy stesse prendendo ispirazione dal pegaso giallo.

A conferma del mio sospetto, Xenith si avvicinò a me e disse “Sei spacciata.”

SteelHooves era rimasto stranamente in silenzio, persino per lo standard del ghoul taciturno, da quando avevo iniziato a spiegare quella prima memoria. All’inizio avevo pensato che l’avesse colpito la rivelazione su Zecora, o forse la conferma delle sue teorie sul Ministero dell’Epicità. Con il tempo però mi crebbe il sospetto che non fosse per nessuna delle due cose. Sospettai invece che mentre ci stavamo distraendo dal conflitto che ci attendeva alla Scuderia Due, SteelHooves si fosse profondamente immerso nei suoi tormenti interiori, e stesse cercando di uscirne al meglio prima che il momento della scelta fosse arrivato. In un certo modo era più forte di noi. O almeno di me.

 

Il suono di colpi di mitraglia arrivò portato dal vento fino a noi.

 

Ci stavamo avvicinando a Ponyville. La Sweet Apple Acres era ancora lontana; ma nell’immobilità delle Terre Devastate la notte portava i suoni della battaglia a grandi distanze.

 

Velvet Remedy gemette. “Sono un bel po’ di spari.”

 

“Lanciagranate,” notò SteelHooves. “Come il mio. E sono molti.”

Mi sentii tremare mentre la mia immaginazione insisteva a creare immagini di quello che stava capitando. Non avrebbero usato quel genere di armi all’interno della Scuderia, no? E se non le usavano, che stavano facendo? Improvvisamente immaginai tutti i pony della Scuderia Due che marciavano nel campo più vicino di alberi di mele avvelenati, allineandosi... e venendo colpiti dalle granate solo per il crudele piacere di vedere i loro corpi spappolati.

 

Emisi un gemito basso, con le lacrime agli occhi. Cercai di bandire quell’immagine. Di sicuro persino quei mostri non sarebbero stati così perversi, così crudeli. Erano fratelli di SteelHooves, non razziatori, no?

“Mostri!” sibilò Velvet Remedy accanto a me.

 

“Credo tu abbia ragione,” convenne Calamity, facendomi rabbrividire. Per favore no. Non poteva essere quello che stavo pensando. No che non poteva!

 

“I fuochi di Occhiorosso avranno fatto scappare un bel po’ di cose verso Ponyville. Credo che alcune di esse siano arrivate fino alla Sweet Apple Acres.”

 

***         ***         ***

 

Era la parte più oscura della notte. C’era un nome per essa che non riuscivo a ricordare -- quell’ora mistica dove tutto è più oscuro e non puoi dormire, dove il peso dei rimorsi e delle cattive decisioni pesano ancora di più, e dove i mostri grattano fuori dalla porta.

 

Velvet Remedy si alzò e iniziò a frugare nelle provviste che avevamo depositato nel retro del Bandito del Cielo -- tutte cose che tenevamo per commerciare, o che intendevamo mettere da parte alla Giunzione R-7 ma che non volevamo tenere nelle nostre sacche. Inclusa ogni arma che Calamity era stato in grado di prendere dai pony che Stern aveva portato con sé per attaccare i miei amici alla Torre di Fillydelphia.

Iniziai a ricaricare le armi. Le mie scelte erano limitate. La Piccola Macintosh forse era abbastanza potente da riuscire a penetrare l’armatura di un Ranger d’Acciaio se avessi colpito un punto debole, e avevo un solo caricatore di proiettili perforanti per il mio fucile di precisione. Solo il fucile zebra aveva abbastanza cartucce perforanti, grazie al convoglio che Calamity aveva razziato fuori da Fillydelphia e da alcune munizioni che aveva preso dagli schiavisti di Stern.

 

Feci levitare il fucile zebra di fronte a me, osservandolo. La rabbia stava tornando a ribollire, facendo andare via il dolore più sordo. Per una volta in quella notte le eressi contro un muro, cercando di rimanere almeno in parte razionale, non consentendole di prendere il controllo. Volevo davvero usare il fucile zebra contro i Ranger d’Acciaio? In fondo erano i miei nemici e meritavano quello che stavano per ricevere. E il fucile era l’arma migliore che avevo per abbatterne un bel po’. Ma l’incantamento del fucile zebra... i proiettili avrebbero fatto ben più che perforare. Avevo visto cos’era accaduto a un pony che aveva preso fuoco all’interno di un’armatura, e quella memoria mi faceva ancora inorridire. Ero davvero pronta a fare da Spike per quei pony?

 

“Che cosa stai indossando?” esclamò Xenith.

 

Velvet Remedy rispose con grazia, “Stiamo per andare in battaglia contro degli avversari molto pericolosi. Sarei davvero folle se non indossassi un’armatura, no? E questa è la miglior armatura che possiedo.”

 

Velvet Remedy stava indossando l’armatura da legionario zebra.

 

“A meno che, ovviamente, non voglia indossarla tu,” disse gentilmente Velvet. “Credo tu abbia più diritto di me a metterla.”

Xenith prese in considerazione la sua offerta, lanciando uno sguardo a SteelHooves. “No. La mia casa è Equestria.”

“Oh, merda,” borbottò a sé stesso Calamity, fremendo. Poi alzò la voce. “Ehm... Velvet? Littlepip? Ho una richiesta. E siete libere di dire no. So che è chiedere molto e non ho il diritto di farlo.” Fece una pausa, poi si fece avanti. “Ma se dobbiamo attrezzarci per un grosso combattimento, allora ho qualcosina nascosto non molto lontano da qui che potrebbe aiutare. Allungherà di solo quindici minuti al nostro volo, lo prometto. Ma sono quindici minuti in cui i Ranger potrebbero uccidere la vostra gente.”

 

Già sentivo che ogni secondo gocciolava via col sangue. Altri quindici minuti, quando avevamo impiegato già così tanto... non riuscivo nemmeno a pensarci. “No” dissi decisa. “Non possiamo permetterci un minuto di più, ancor meno altri quindici.” Feci un respiro profondo, “Ma se pensi che possa servire allora lasciaci alla porta della Scuderia e vai. Ci rivedremo...”

“No,” mi interruppe Velvet. “Dividersi è una cattiva idea. Non voglio che Calamity vaghi per la Scuderia da solo cercandoci. Andiamo tutti insieme.” Aveva ragione. Il mio era un pessimo suggerimento.

“Calamity, portaci lì,” continuò lei. “Abbiamo impiegato ore per arrivare qui. Se quindici minuti possono fare tutta questa differenza, allora abbiamo già perso. So che non non ne avresti parlato se non credessi che fosse davvero utile. E qualsiasi cosa che ci permetta di uscirne vivi vale quindici minuti.”

 

Calamity distese le ali, cambiando rotta.

 

Sweet Apple Acres si stava profilando all’orizzonte -- le colline di alberi malaticci da cui pendevano frutti avvelenati, il vecchio fenile ancora in piedi, sorprendentemente intatto.

 

Non potrai usare il fienile fino alla prossima primavera.

 

Immaginai improvvisamente che Apple Bloom aveva buttato giù il fienile originale mentre scavavano per creare la Scuderia Due. E poi l’avevano ricostruito. Quando la Stable-Tec costruiva qualcosa, la costruiva per durare.

 

Riuscii a vedere alcuni punti luccicanti nell’aria, come se parte del cielo notturno fosse discesa attraverso le nuvole e fosse atterrata nel centro della fattoria. Un nugolo di stelle malvagie. I piccoli puntini lampeggianti danzavano tutto attorno alla costruzione.

 

Xenith trattenne un respiro. “No!”

 

“Cos’è?”

 

Gli occhi della zebra erano spalancati per l’orrore. “Progenie delle Stelle!”

 

Quello che i Ranger d’Acciaio stavano combattendo era un orrore delle leggende zebra -- una creatura proveniente da oltre la luna, scatenata sul mondo eoni fa come ‘dono’ delle stelle.

 

La creatura era immensa e completamente invisibile a parte per le ondeggianti, lucenti costellazioni viventi che sembravano galleggiare attorno e dentro di essa. Attivai il mio EFS, ma mentre la bussola si riempiva di luci dei pony sul terreno, molti dei quali erano di un ostile rosso, il mio PipBuck non riusciva proprio a individuare l’entità che stavano combattendo. Per l’apparecchio lì non c’era niente.

 

Dai Ranger d’Acciaio si riversarono proiettili nel nulla, e l’aria stellata attaccò a sua volta, schiacciandoli o mandandoli per aria. Razzi esplosero, lambendo nel fuoco parti della creatura abbastanza a lungo da far intravedere la sua forma – Mi sentii soltanto leggermente rassicurata dal fatto che la sua struttura sembrasse almeno vagamente simile a quella d’un pony, con una testa, un corpo e quattro zampe. Un ruggito sovrannaturale proruppe dai cieli velati. Sembrava che il cosmo urlasse di rabbia.

 

Il mio primo istinto fu di cercare di aiutare. Volevo correre in loro soccorso. Impiegai effettivamente un momento per ricordare che quei pony laggiù erano nostri nemici. Ma non tutti loro, almeno secondo il mio EFS, e non era questo abbastanza?

 

Dobbiamo aiutarli,” insistette SteelHooves, dando voce ai miei pensieri. “Volevate la diplomazia? Questo sarebbe il primo passo.”

 

“Non potete sperare di combattere una Progenie delle Stelle!” trasalì Xenith. “Che razza di folli siete? Tutto quello che potete sperare di fare è correre e nascondervi.”

 

Ci conosciamo?” chiese SteelHooves. E con quelle parole, sapevo che aveva fatto la sua scelta.

 

Abbandonata la deviazione, Calamity spiccò verso il fienile e ci trasportò nella tempesta.

 

***         ***         ***

 

BOOM! BOOM! BOOM! BOOM! BOOM! BOOM! BOOM! BOOM! BOOM! BOOM!

 

SteelHooves stava sul tetto del Bandito del Cielo, con il suo lanciagranate automatico che lacerava il mostro praticamente invisibile mentre Calamity ci faceva girare attorno ancora una volta. Il pegaso stava facendo del suo meglio per portarci il più vicino possibile pur tenendoci fuori dalla portata d’attacco della Progenie delle Stelle -- non una cosa da poco, non essendo in grado di vedere bene la creatura.

 

I Ranger d’Acciaio al suolo erano ormai stati decimati. C’erano almeno una dozzina di cadaveri dentro armature schiacciate e deformate. Non erano più neppure lontanamente la forza che SteelHoves aveva stimato fosse stata mandata a occupare la Scuderia. Potevo distinguere tre superstiti per la luce soffusa dei loro visori EFS e i bagliori luminosi delle loro armi. Uno sparò un paio di missili. Esplosero contro la pelle trasparente del mostro. 

 

La Progenie delle Stelle reagì, e un arto invisibile colpì il cavaliere corazzato con uno scricchiolio nauseante.

 

Il pony volò in aria verso di noi. “Yeeeow!” Gridò Calamity, schivandolo. Mentre ci volava accanto riuscii a vedere che il pony era morto, gli organi interni polverizzati all’interno dell’armatura orribilmente ammaccata.

 

Pyrelight scattò oltre a noi, mitragliando la creatura con fuoco magico, lambendo parte della sua schiena con fiamme che morirono in fretta.

Mi concentrai, cercando di avvolgere l’intera entità in un campo di forza. Non avevo alcuna intenzione di spostarla, ma come la magica aura si diffuse attorno ad essa, la creatura si delineò chiaramente. Era molto più grande di quello che pensavo. Ma almeno ora potevamo schivare correttamente il colosso alieno.

 

Velvet Remedy lanciò il suo incantesimo anestetico alla bestia cosmica. La sua magia la colpì esattamente sulla testa. La creatura incespicò, rimanendo confusa solo per pochi secondi, poi emise un altro ruggito spettrale.

 

Dannazione, è troppo grande! Non gli stiamo facendo altro che punture d’api!

 

Te lo avevo detto,” avvisò Xenith, rabbrividendo. “Non puoi uccidere una Progenie delle Stelle. Dovresti ringraziare, questa non è altro che un cucciolo. Una adulta avrebbe divorato tutta Ponyville senza nemmeno accorgersene.”

 

“Questa è solo un cucciolo?” chiesi in stato di shock, mentre il mostro faceva un passo indietro andando a sbattere contro il fienile. L’ultimo edificio in piedi della Sweet Apple Acres, il fienile che aveva resistito ad una apocalisse e duecento anni di terre contaminate, crollò. Sentii una fitta non appena il fienile, testimonianza dei tempi felici di Applejack e dei suoi solari amici, venne cancellato da un passo falso della Progenie delle Stelle.

 

“Littlepip, mantieni salda quell’aura!” ordinò SteelHooves non appena il mio campo telecinetico cominciò a calare. “Calamity, portaci di fronte a quella cosa e sali di quota. Velvet, tieni quella magia pronta per quando ti dico.”

 

Bene, spero tu sia sicuro di quello che fai,” disse Calamity portando il Bandito del Cielo direttamente davanti al muso del mostro.

 

Ora, Velvet.”

 

Velvet Remedy si concentrò, rilasciando un piccolo fulmine di magia che schizzò verso la testa della creatura. Di nuovo, solo per un momento, la creatura fu stordita dalla magia che avrebbe potuto paralizzare per quasi un’ora un canemonio.

 

Una striscia di fumo saettò fuori dalla parte superiore del Bandito del Cielo quando SteelHooves sparò un razzo.Osservai mentre il missile colpiva oltre l’aura della mia magia e dove sarebbe dovuta essere la pelle della creatura, penetrando dentro la trasparente testa cosparsa di stelle del mostro.

 

La Progenie delle Stelle emise un urlo che ci fece precipitare dal cielo. Calamity combattè per riprendere il controllo del mezzo prima di schiantarci nel meleto avvelenato sottostante. Un attimo dopo il missile esplose, la sua esplosione fu accompagnata da un “splatch” di budella fresche.

 

Colpimmo il suolo pochi secondi prima del corpo della Progenie delle Stelle. Rimbalzai rotolando all’interno, sbattendo pesantemente contro le panche e le pareti metalliche, ed esplosioni di dolore affiorarono su tutto il mio corpo. Il Bandito del Cielo rotolò, schiantandosi contro diversi alberi prima di fermarsi. Calamity pendeva floscio dall’imbracatura. Velvet Remedy giaceva tra i rifornimenti sparsi, gemendo. Non riuscivo a vedere dove fosse stato sbalzato SteelHooves. O Xenith.

 

Il mio PipBuck ticchettava follemente. Sentii il caldo appiccicoso avvolgermi la criniera. Mi appoggiai su uno zoccolo. Quel piccolo gesto mi fece vedere le stelle per il dolore bruciante. E poi il buio.

 

***         ***         ***

 

Il faretto luminoso del casco di SteelHooves mi trovò.

 

Xenith gli trottava accanto, apparendo fastidiosamente illesa. Era, come avrei appreso, saltata fuori da un finestrino mentre ci schiantavamo, atterrando con una capriola controllata che l’aveva lasciata incolume salvo la sua criniera.

“State... tutti bene?”, chiesi debolmente.

“Mai stato meglio,” disse SteelHooves. A giudicare dal modo in cui il mio PipBuck stava ticchettando, avrebbe benissimo potuto raccontare la verità.

 

“Sei volato attraverso un albero”, replicò Xenith. “Dovresti avere la schiena spezzata.”

 

“Difficile tenere a terra un ghoul di Canterlot”, rispose SteelHooves. Ebbi il sospetto che godesse dl modo in cui lei sussultò quasi terrorizzata, allontanandosi velocemente da lui.

“È così che siamo”, sorrisi debolmente. “Pieni di sorprese.” Guardai verso SteelHooves. “Come hai fatto a uccidere la Progenie delle Stelle? È stato incredibile!”

 

“Avevo visto un’Ursa una volta, nella guerra tempo addietro”, rispose SteelHooves. “A giudicare dalla tua aura sembrava che i mostri in cui si sono trasformati non fosero tanto diversi fisicamente. Solo un po’ più sgradevoli e molto più difficili da vedere. Quindi ho sparato dove avrebbe dovuto trovarsi l’orbita di un’Ursa e ho sperato il meglio.

Calamity aveva ripreso coscienza con un fiacco gemito. Essendosi trovato appeso a testa in giù nella bardatura del Bandito del Cielo sventolo le zampe posteriori, come se sperasse di riuscire a capovolgere l’intero vagone passeggeri. Non stava funzionando.

“Aspetta, lascia che ti aiuti”, gli dissi e slacciai magicamente la bardatura. Calamity cadde sulla schiena con un tonfo.

 

“Oof!”

 

Velvet Remedy arrancò fuori dal vagone passeggeri, trascinando con se le nostre scorte mediche. Realizzai che probabilmente avevamo sparpagliato i nostri averi lungo centinaia di metri di campo irradiato. Ma quello sarebbe stato un compito per la mattina. Prima avremmo dovuto superare la notte. Almeno non avevo perso le mie armi.

auro

“Pony (e zebra), a raccolta”, disse garbatamente Velvet, facendo cadere a terra le scatole della sua bardatura. “La vostra pony medica provvederà a rimettervi tutti in sesto, riuscendo contemporaneamente a non interpretare come un cattivo presagio il fatto che sia costretta a curare le vostre ferite prima ancora di entrare in quella Scuderia.”

“Altolà, pony!” ordinò una voce dall’oscurità. Due faretti da casco erano inchiodati sul nostro gruppo.

I due Ranger d’Acciaio sopravvissuti alla battaglia contro la Progenie delle Stelle si stavano muovendo verso di noi, armi puntate, con le luci dei loro visori EFS a segnalarmi che avevano i loro incantesimi di puntamento agganciati a noi.

 

“Oh, wow”, venne la dolce voce di una giumenta dalla seconda armatura. “Guarda, è l’Anziano SteelHooves.”

 

Paladino Stellato SteelHooves”, corresse rapidamente l’altro. “E mantieni la tua arma agganciata su di lui, Cavaliere Strawberry Lemonade[4].” Si girò mettendosi di fronte al nostro compagno ghoul. “Abbiamo ordini specifici di mandarla via. Non interferirà con questa operazione.”

 

“È stato fantastico, SteelHooves, signore!”, scoppiò la Cavaliere più giovane, spegnendo il suo E.F.S. “Come ha fatto a uccidere quella cosa?”

 

“Cavaliere Lemonade!” Il Ranger d’Acciaio più anziano si girò con un ringhio. “Riattiva il tuo EFS e aggancialo ai tuoi bersagli.”

 

“Avete almeno idea di quale Scuderia state attaccando?” chiese SteelHooves con tono piatta. “Questa è la Scuderia Due, la Scuderia costruita per preservare la famiglia Apple e i pony di Ponyville. Questa è la fattoria della famiglia Apple. Quel fienile era il fienile in cui la Giumenta del Ministero della Tecnologia Bellica, Applejack stessa, è cresciuta. Quella Scuderia contiene la sua stirpe. State attaccando la famiglia della Giumenta del Ministero della Tecnologia Bellica. Siete voi che dovreste andarvene. Con estrema vergogna.

 

“Abbiamo i nostri ordini. Come li ha anche Lei.”

“Non sei il mio ufficiale in comando, Paladino. Né lo è l’Anziana Blueberry Sabre.” SteelHooves rimase sulle sue posizioni. “E anche se lo fossi, questi ordini sono sbagliati. Quest’operazione è una disgrazia. E ogni pony coinvolto in essa non si merita il titolo di Ranger d’Acciaio.”

 

“Gli ordini che Le sto dando vengono dall’Anziano Cottage Cheese stesso. Deve andarsene immediatamente, e portare i Suoi amici tribali con sé.” Il paladino si girò di scatto verso il cavaliere. “E tu, attiva il tuo EFS e aggancialo al bersaglio. Questo è un ordine.”

“Signore?”, esitò il Cavaliere Strawberry Lemonade, “L’Anz... Il Paladino Stellato SteelHooves ha ragione. Quest’operazione è sbagliata.”

Il paladino si girò a guardare il cavaliere, girando una mitragliatrice leggera montata sulla schiena per agganciarsi a lei. “Attiverai il tuo EFS e lo aggancerai al bersaglio o ti troverai di fronte a una corte marziale per tradimento prima che tramonti il sole!”, ringhiò il paladino. “Sono stato-”

 

Blam!

 

Il paladino cadde con due fori di proiettile gemelli che formavano zeri neri sul suo casco corazzato.

Il Cavaliere Strawberry Lemonade indietreggiò scioccata. Il resto di noi si girò verso Calamity.

“Cosa c’è? Ho dato una possibilità alla diplomazia. Chiaramente non stava per unirsi ai buoni.”

 

***         ***         ***

 

Il corno di Velvet Remedy s’illuminò dolcemente mentre faceva del suo meglio per curare lo sfregio dietro la mia testa senza bloccarmi tutta la faccia con bendaggi. Fortunatamente, disse, che pareva e si percepiva molto più grave di quanto non fosse in realtà.

 

L’Anziano Cottage Cheese sta morendo,” disse il Cavaliere Strawberry Lemonade, informando SteelHooves quanto meglio poteva. “Voglio dire, so che è sempre stato moribondo. Ma proprio quest’ultimo mese sembra che neppure il letto medicale sia più d’aiuto. È concentrato sul prendere la Scuderia Ventinove prima di morire. È lì che si trova, con la Paladina Stellata Crossroads. Ha invitato l’Anziana Blueberry Sabre a guidare l’acquisizione della Scuderia Due, assieme alla Paladina Stellata Nova Rage.”

 

Ovviamente lo ha fatto,” commentò SteelHooves. “La Paladina Stellata Crossroads mi fece pressione perché diventassi un Anziano. Lei ha le stesse opinioni che ho io. Cottage doveva sapere che non ci sarebbe stato modo che Cross acconsentisse alla presa della Scuderia Due.” Sbattè uno zoccolo a terra. “La Paladina Stellata Nova Rage, d’altra parte, è una tradizionalista dell’MTB proprio come l’Anziana Blueberry Sabre.”

 

Calamity dimenò la sua ala sinistra. Era rimasta ferita nell’impatto ed ora Velvet l’aveva mummificata coi bendaggi. “Credi che questo Cottage tizio voglia il Crusader della Scuderia Ventinove? Vivere per sempre in una macchina?”

 

Ma non ha senso,” Affermai. “Il Crusader può prendere un’impronta, una copia della mente di un pony, ma non è che il pony diventa davvero parte della macchina. Cottage Cheese rimarrà comunque morto quando verrà la sua ora.”

 

A meno che,” suggerì Velvet Remedy, “Lui non abbia pensato di potersi davvero inserire in esso, mente ed anima.” Ci misi un po’ a realizzare cosa stesse pensando: una giara spirituale. Il gruppo degli Artigli di Alanera era stato a caccia d’informazioni circa il Nero Grimorio per qualcuno. Ora sospettavo di sapere per chi. Se si può ricavare una giara spirituale da qualunque cosa, perché non un Crusader? Improvvisamente immaginai l’Anziano che aveva ordinato l’attacco alla mia casa vivere per sempre in un calcolatore indistruttibile. Non c’era modo che avrei potuto lasciare che accadesse! Non avrebbe ottenuto la vita eterna come ricompensa per questo assassinio.

 

SteelHooves continuò a parlare al Cavaliere Strawberry Lemonade. Infine, lei gli disse, “Guarda, credo che tu abbia ragione. E sono disposta a farmi da parte. Ma non posso seguirvi all’interno. Non posso attaccare altri Ranger.” Il suo visore si volse verso Calamity, “O cooperare con tribali che lo fanno.”

 

SteelHooves annuì, poggiando uno zoccolo corazzato sulla sua spalla. “Rispetto la tua decisione. Stai facendo la cosa giusta.”

 

Si volse a noi. “Siamo pronti?”

 

Mi drizzai sugli zoccoli, facendo levitare il fucile zebra alla mia destra e la Piccola Macintosh alla mia sinistra. Da quel che ci aveva detto il cavaliere, l’Anziana Blueberry Sabre aveva lasciato un quinto della loro forza a guardia della via d’accesso, una precauzione tanto contro noi quanto contro gli orrori che lentamente si riversavano a Ponyville dalla Everfree Forest. A dire il vero, non ero pronta. Ma ogni momento che passavamo a parlare e curarci era uno in più per le quattro dozzine di Ranger d’Acciaio all’interno per farsi strada nell’ala della Sicurezza e della Capogiumenta e massacrare tutti quelli che non avevano ucciso durante il loro colpo iniziale. Loro non potevano aspettare che io fossi pronta.

 

Andiamo.”

 

***         ***         ***

 

Calamity formava la retroguardia. Le sue abilità da cecchino sarebbero state essenziali se fossimo stati attaccati ai fianchi. Continuavo a lanciare occhiate verso di lui, osservando le sue reazione mentre passavamo atteaverso il tunnel al di sotto del deposito di mele. Non era come la piccola gita asettica che aveva vissuto al Quartier Generale della Stable-Tec.

“Questa è la casa di Velvet Remedy”, mormorò. “La casa di Li’lpip.” Sono abbastanza sicura che non sapesse che potevo sentirlo. Prima della statuetta di Pinkie Pie, probabilmente non ne sarei stata in grado.

 

“Devo essere forte per loro. Non dare di matto. Non posso semplicemente precipitarmi dentro e far fuori ogni stronzetta in armatura che vedo. Devo badare a loro. Devo proteggerle. Posso farcela.”

 

Gli scheletri disseminati per terra erano stati frantumati e distrutti, calpestati da un esercito di zoccoli di metallo. Sentii una nausea distorta sgorgare dalla riserva di rabbia che mi riempiva la testa. Nessuno sapeva chi fossero, ma si meritavano qualcosa di meglio. Sentii una parte della mia collera rivoltarsi contro me stessa. Perché non ero tornata a seppellirli? Erano morti davanti alla porta della mia Scuderia.

D’altro canto, le Terre Devastate d’Equestria erano piene di scheletri. Non avevo trattato meglio nessuno degli altri. Neanche gli scheletri di Apple Bloom o Pinkie Pie. Ma almeno non li avevo violati. Non li avevo fracassati sotto i miei zoccoli senza curarmene nemmeno.

La porta della Scuderia Due era spalancata.

Velvet Remedy e SteelHooves erano i nostri diplomatici, dunque erano in testa. Volevo che il nostro Ranger d’Acciaio tentasse di corteggiare gli altri Ranger prima che fossimo costretti a sparare. Quindi Velvet fu la prima a mettere di nuovo zoccolo nel luogo che un tempo era stata la nostra casa. Si fermò con un doloroso sussulto. Le galoppai incontro.

La stanza all’ingresso era grigia quanto le aree di manutenzione della Scuderia Due erano sempre state, ma adesso vi era una cacofonia di colori schizzati dappertutto. Le belle tonalità di pony color pastello ammassati e spruzzi cremisi che andavano scurendosi.

La Capogiumenta aveva mandato una mezza dozzina di pony a dare il benvenuto a chiunque stesse arrivando. Solo due di essi, guardie della sicurezza della Scuderia, erano armati. Gli altri erano venuti portando solo speranze di amicizia. Sparpagliato vicino al muso aperto di una giovane giumenta dal manto color magenta c’era un mazzo di fiori, un regalo di benvenuto. I petali bianchi erano macchiati di rosso. E i Ranger d’Acciaio li avevano ammazzati.

 

La pony nella mia testa stava vacillando sull’orlo di una immensa spirale oscura. Un sentiero coperto di ossa che conduceva infinitamente giù nell’oscurità. Le correnti della mia collera la tiravano verso di esso, una marea di rosso che si riversava nell’abisso.

La tirai indietro, e la mia collera andò in frantumi. L’orrore e la tristezza e il dolore che si stavano accumulando dietro di essa mi inondò. Crollai sulle mie ginocchia, singhiozzando apertamente.

“Basta così”, sentii dire Calamity. Sembrava lontanissimo. “Fanculo la diplomazia. Chiunque abbia preso parte a questo, chiunque sia anche solo stato lì a guardare, è un pony morto.”

 

Mi accorsi che riconoscevo la giumenta dal manto giallo che giaceva sventrata in un angolo... ma non riuscivo a ricordarmi quando l’avevo incontrata. O quale fosse il suo nome. E questo lo rendeva molto, molto peggio. Perché non riuscivo a ricordare il suo nome? Si meritava che il suo nome venisse ricordato. Si meritava di vivere!

Velvet Remedy, anche lei col viso bagnato dalle lacrime, mi trottò accanto e mi avvolse tra le sue zampe, trascinandomi in un abbraccio mentre mi tiravo su e farfugliavo e piangevo sulla sua corazza e sul suo manto.

“Littlepip è stata forte per troppo tempo”, la sentii dire. “Questa è anche casa mia. Da qui in poi me ne occupo io.”

***         ***         ***

 

Calamity, Xenith ed io formavamo il nostro stealth team. Non appena mi calmai e riuscii a muovermi di nuovo, Velvet Remedy mandò noi tre avanti. Non avevamo più intenzione di negoziare, a meno che non ci avessero offerto bandiera bianca. Dovevamo colpire per primi, velocemente e con decisione.

 

Il primo Ranger d’acciaio che riempii di proiettili del fucile zebra morì in agonia, urlando quando i suoi organi interni scoppiarono in fiamme, cuocendolo dall’interno all’esterno. Non sentii nessun rimorso. Nessuna compassione. Non provavo gioia o nemmeno spietata soddisfazione. Il mio diluvio emozionale mi aveva lasciato ferocemente insensibile e concentrata. L’atto era necessario e giusto, e non mi dava più emozioni di quanto lo facesse lavarmi i denti.

Non sentivo più moti di repulsione per quello che Spike aveva fatto per difendere la sua casa.

 

Passammo altri pony morti in ogni corridoio. L’attacco dei Ranger d’Acciaio era stato brutale. Ma non c’era lo stesso numero di morti che mi sarei aspettata. Il comitato di accoglienza era stata una mossa ben calcolata da parte della Capogiumenta. E quando i Ranger d’Acciaio mostrarono le loro vere intenzioni all’ingresso gli diede sufficiente preavviso per una precipitosa evacuazione nell’ala di Sicurezza della Capogiumenta.

 

La odiavo ed amavo contemporaneamente per questo.

 

Fin’ora l’ala di Manutenzione era quella ridotta in modo peggiore. I Ranger d’Acciao si erano mossi per metterla in sicurezza per prima, probabilmente per evitare che qualcuno sabotasse la tecnologia a cui erano più interessati. I pony laggiù non avevano avuto il tempo di uscire prima che i Ranger li avessero tagliati fuori.

 

Girai il familiare angolo e mi trovai faccia-a-faccia con la stanza del Tecnico PipBuck. Una valanga di emozioni mi colpì non appena vidi le bruciature nere sui muri che una volta avevo pulito. Una scia rosso sangue correva lungo una parete, abbassandosi fino ad incontrare il cadavere del mio mentore. Se ignoravo la gamba mancante potevo fingere che si fosse di nuovo addormentato sul posto di lavoro.

 

Questo non era il murales che avevo un tempo sperato.

Piansi più di una volta e la mia vista si sfocò, rendendo traballanti le luci del mio EFS.

 

La porta nell’ufficio del mio maestro era aperta. C’era del movimento all’interno. Una macchia rossa sul mio indicatore. Feci un gesto agli altri e cominciai a strisciare avanti.

Il Ranger d’Acciaio non mi vide arrivare. Feci levitare la Piccola Macintosh a destra, dietro la sua testa, appena a sinistra delle alette.

 

BLAM! BLAM! BLAM! BLAM! BLAM! BLAM!

 

Gli scaricai l’intero caricatore nel cervello. Probabilmente era morto dopo il primo colpo, ma non mi importava.

 

Mi voltai per uscire e mi congelai appena notata l’amaca del mio mentore. C’era una bottiglia vuota di Sparkle-Cola e un libro di manutenzione (CDA al quadrato: “Cure Dolci e Amorevoli per Cause Disperate e Assurde”)[5] posato sul pavimento. Mi ricordai come il mio istruttore leggesse superficialmente quel libro mentre parlava nella direzione approssimata dove io sedevo attenta. Versando lacrime di dolorosa nostalgia feci fluttuare il libro in una delle mie bisacce.

 

Sentii il suono distinto della bardatura da combattimento di Calamity. Un attimo dopo Xenith e Calamity si fiondarono dentro la stalla del Tecnico PipBuck. Il corridoio all’esterno scoppio in fiamme.

 

“La Piccola Macintosh non è furtiva, Li’lpip!”

 

Xenith tirò fuori dalla sua piccola bisaccia un barattolo che aveva utilizzato per portare le erbe e misture. Lo gettò sul pavimento, dove si frantumò sprigionando una melma dallintenso profumo di liquerizia. La zebra intinse gli zoccoli anteriori nella melma, poi quelli posteriori.

 

Le fiamme lungo il corridoio si arrestarono. Un attimo dopo una granata rimbalzò nella stanza. La avvolsi in un alone telecinetico facendola volare di nuovo fuori nello stesso modo in cui era entrata. Sentii un grido di allarme poco prima dell’esplosione.

 

Dannazione. Odio gli unicorni!” disse il Ranger d’Acciaio, facendoci sapere che era sicuramente sopravvissuto.

 

Mi girai verso Calamity e... dov’era Xenith? Mi guardai attorno. Poi sopra. Stava strisciando lungo il soffitto, la pasta sui suoi zoccoli gli forniva una adesione magica simile all’effetto che gli schiavisti sul treno avevano usato contro di noi settimane prima.

 

Strisciò fino alla porta della stalla e sbirciò fuori, guardando in entrambi le direzioni prima di scivolare indietro mimando “due” con la bocca. Con piccoli cenni della testa, ci indicò dove, dando a Calamity le stesse informazioni che mi forniva l’EFS. Ricaricai la Piccola Macintosh.

 

Xenith si mosse, mantenendosi aderente al soffitto, silenziosa come un fantasma. Calamity aspettò fino al momento in cui lei si lasciò cadere su uno dei Ranger d’Acciaio, poi rotolò rivolto verso l’altro, sparando un solo doppio colpo.

 

Mi precipitai fuori, facendo oscillare lievemente la Piccola Macintosh accanto a me e dando energia al mio incantesimo di mira. Ma Xenith aveva già paralizzato l’altro pony, i suoi colpi di zoccolo risuonavano attraverso l’armatura polverizzando gli organi interni. Spalancai la bocca esterrefatta non appena ebbe finito.

Lo stile del Cesare Caduto mi feceva una paura dannata.

 

***         ***         ***

 

Mentre procedevamo oltre la Manutenzione iniziammo a vedere mucchi ardenti di residui verdi o ceneri rosate -- tutto quello che rimaneva di pony uccisi con armi ad energia magica – sparsi tra i pony massacrati della Scuderia Due. Calamity ne rimase turbato.

Il mio EFS segnalò quattro Ranger d’Acciaio dietro l’angolo, vicino la porta della sala generatori. Indicai la posizione agli altri.

 

“Li prenderemo,” disse Calamity, inoltrandosi in avanti, ma gli misi uno zoccolo sulla spalla e scossi la testa. Calamity agrottò le sopracciglia. Non voleva tornare indietro, ma lo fece comunque. Il pegaso e la zebra tennero la posizione mentre io galoppai in silenzio verso il punto dove Velvet Remedy e SteelHooves stavano aspettando.

 

Un attimo dopo, SteelHooves trottò avanti Xenith e Calamity, e girò l’angolo. La sua rastrelliera era aperta, le armi attivate.

 

“Sono il Paladino Stellato SteelHooves. Dichiaro fine a questa “parodia” di missione. Noi non assaltiamo la Scuderia della Giumenta del nostro Ministero. E noi non massacriamo innocenti quando lei si dedicò a proteggere i pony.” La sua voce tuonò con autorità. “Avete due opzioni. Passate dalla mia parte e adempite ai principi del vostro Giuramento fatto alla Giumenta del nostro Ministero, o schieratevi con l’Anziana Blueberry Sabre e il Paladino Stellato Nova Rage venendo uccisi.”

 

“Allora ammetti di essere un traditore!” disse uno di loro da dietro. “Arrenditi, girati e fatti arrestare.” 

Risposta errata. SteelHooves sparò tutti i missili che aveva nella rastrelliera e il corridoio si lacerò in un tripudio di luce, calore e schegge.

 

“Non penso sarò in grado di portare ancora questa armatura,” disse, arretrando verso il punto dove noi stavamo aspettando, con la corazzatura fumante e penetrata da diverse schegge roventi. “Il che è un problema, visto che non posso toglierla.

 

“Onestamente,”disse Calamity con un sogghigno, “Non ti ho mai visto stare meglio.”

 

***         ***         ***

 

Xenith sgusciò dalla porta sul retro del Saloon della Scuderia Due. La seguii a ruota, ottenendo un sorprendentemente ben definito panorama del posteriore marchiato della zebra. Mi ritrovai a maledire gli schiavisti che l’avevano torturata.

 

Il retro del Saloon era una cucina buia. Beh, oscurata fino a quando Pyrelight volò atterrando su una pentola posata su una stufa. La fenice di fuoco magico era quasi ritornata alla normalità, ma ancora emanava energia sufficiente a brillare come una torcia.

 

Il Signor e la Signora Sidro Frizzante erano abbandonati in un angolo lontano, i loro corpi sanguinanti ammassati l’uno sull’altro. Il Signor Sidro mi aveva sempre regalato dei gelati quando ero più giovane (beh, fino a quando non mi sorprese mentre prendevo del vino dal suo armadietto). Sua moglie era stata una delle amiche di mia madre.

 

Lo zoccolo posteriore della Signora Sidro era agganciato allo sportello del congelatore, lasciandolo aperto. Tutto il gelato dentro si stava lentamente sciogliendo, formando pozze di sorbetto sul pavimento.

 

Sentii una rabbia incontrollabile spazzare via il torpore. Il cuore mi martellava il petto.

“Libero,” mormorò Xenith, guardando con sguardo spento l’interno del Saloon. Trasmisi il messaggio dietro.

 

Un minuto dopo presi posizione accovacciandomi presso la porta, caricando l’ultimo dei proiettili della Piccola Macintosh. Un proiettile magico. Calamity e Xenith rimasero nella cucina, prendendo posto nella retroguardia.

 

SteelHooves entrò nel Saloon, osservando gli oggetti fuori posto tra gli arredi di pseudo-legno. Velvet Remedy però si mosse con uno scopo, salendo sul basamento rialzato del bancone, mentre la magia del suo corno interagiva con un terminale vicino ad un palco. Velvet Remedy aveva un piano. Un attimo dopo si avvicinò al bordo del palco, guardando SteelHooves.

 

La mia mente mi riportò a quando sgattaiolavo nel Saloon, ero ancora un Fianco Bianco minorenne, nascondendomi dietro la folla per vedere le performance musicali di Velvet Remedy. La sua musica mi smuoveva l’anima, spesso era una tortura non poter ballare.

 

“Pronta,” disse e il suo corno avvampò.

 

“Attenzione, Ranger d’Acciaio,” esordì SteelHooves. La sua voce risuonò in tutta la Scuderia Due. Velvet Remedy aveva preso il controllo dell’ impianto di informazione pubblica.

 

“Sono SteelHooves, membro fondatore e più longevo dei Ranger d’Acciaio. Paladino Stellato del Contingente di Manehattan. Vi chiedo di fermarvi e di prendere in considerazione il vostro Giuramento. Considerate dove siete e cosa state facendo. La vostra lealtà non dovrebbe essere verso Applejack, la Giumenta del Ministrero della Tecnologia Bellica, la creatrice dell’Armatura d’Acciaio, che con i suoi zoccoli e con il sudore della fronte creò i Ranger d’Acciaio? O il vostro giuramento vi spaventa, pony avidi che rinnegano tutto quello che ha fatto per noi, trasformandovi in poco più che predoni di tombe tecnologiche, accaparrando giocattoli del passato e chincaglierie perché avete dimenticato cosa significa virtù, la cosa che rende un pony grande? Pony che ora rivolgono i propri occhi sulla casa di Applejack, attuando un massacro per la loro avidità? Questi ordini, questa operazione, sarebbero un abominio agli occhi della Giumenta del nostro Ministero!

 

“Applejack è stata messa a capo del Ministero della Tecnologia Bellica non perché era la portatrice di uno degli Elementi dell’Armonia, ma perché il sovrano di Equestria riconobbe di che stoffa era fatta. Pensate sia stata la virtù della sua anima o il gioiello attorno al suo collo a fare di Applejack la nostra guida?

 

“Oggi, dovete scegliere da che parte del Giuramento state. Abbandonare questo abominio e unirsi al mio fianco, riaffermando il vostro Giuramento alla tutela dei cittadini di Equestria, proprio come fece Applejack. O continuare questo atto vergognoso e affrontare l’ira di quelli di noi che scelgono di stare nel vero!”

 

***         ***         ***

 

Il bagliore intorno al corno di Velvet Remedy si sbiadì. SteelHooves la guardò. “Bene... come sono andato?” Lei rispose sorridendo brillantemente.

 

Tre Ranger d’Acciaio caricarono nel Saloon, le bardature da combattimento riempirono la stanza di proiettili e fiamme. SteelHooves fu abbattuto dalla prima raffica. 

 

Fissai il Ranger d’Acciaio, crollato in una piscina della sostanza che i ghoul chiamano sangue.

 

Scivolai nel SATS e sparai l’ultimo colpo della Piccola Macintosh contro di loro, abbattendone uno e paralizzando il secondo. Lasciai cadere la pistola di Applejack e estrassi il fucile zebra sparando scariche da tre colpi. Dietro di me potevo sentire il colpo esplosivo del Tuono di Spitfire di Calamity decapitare il primo Ranger d’Acciaio che cercava di farsi strada.

 

Uno dei cinque Ranger d’Acciaio rimasti sparò un paio di missili su Velvet Remedy. L’unicorno cantante lanciò il suo scudo non appena i razzi esplosero sulla parte inferiore del palcoscenico, proiettando in aria pezzi irregolari di pseudo-legno.

Un altro si girò verso di me, puntandomi alla testa quello che sembrava un fucile anticarro.

 

“No!urlò Velvet Remedy, il suo corno brillò e la sua voce si amplificò. “Questo è il mio palco!”

 

La stanza ardeva di luce evocata dal corno di Velvet Remedy portandola al centro dell’attenzione. Il Ranger d’Acciaio di fronte a me fu distratto non appena la luce lo accecò. Quella distrazione mi diede il tempo di sparare un raffica con il fucile zebra, e una pallottola passò attraverso la visiera del mio avversario.

 

Uno dei Ranger d’Acciaio rispose a Velvet con un boato fatto dalle sue mitraglie gemelle. Lo scudo di Velvet tenne. Sparai altri tre colpi perforanti con il fucile zebra alla testa del pony mitragliatore, vidi un lampo di fuoco attraverso i fori dei proiettili.

Potevo sentire l’odore di cervello arrosto.

 

Velvet estrasse il fucile da combattimento, sparando agli invasori, ma le loro armature li protessero efficacemente. Non furono, però, protetti dal suo incantesimo anestetico. Il Ranger d’Acciaio che avevo azzoppato andò a terra.

Un altro Ranger d’Acciaio le sparò addosso con un fucile da cecchino montato sulla sua schiena. Il proiettile trapassò il suo scudo e la sua corazza. Vidi lo sgomento e il dolore nei suoi occhi.

Pyrelight si avventò sulla preda, inondando il ranger a terra e gli altri due ancora in piedi con del fuoco radioattivo. Le loro armature li proteggevano anche da esso, ma le fiamme coprirono loro la vista. Entrai e uscii dal SATS, crivellando ogni Ranger d’Acciaio finché non finii le munizioni perforanti.

 

Il Tuono di Spitfire risuonò di nuovo. Un attimo dopo Calamity e Xenith galopparono nella stanza, buttandomi a terra.

Mi resi conto dell’odore di gas.

Da qualche parte giù nella Scuderia sentii un’esplosione profonda che non suonava come un’arma da fuoco o una granata. Preoccupazione mi risalì la spina dorsale mentre mi chiedevo se i Ranger d’Acciaio fossero riusciti a far saltare le porte di sicurezza dietro le quali si stava nascondendo la popolazione della mia casa.

Xenith si girò, mi prese con la bocca e mi tirò via dalla porta.

WRRRRRRRRHHHHHHOSSSSH!!

 

La cucina eruttò, un inferno che si riversava nel Saloon e che mise a fuoco gran parte dei tavoli e delle sedie in pseudo-legno..

 

Non una parola riguardo al mio nome”, ansimò Calamity, guardando verso Xenith. Poi vide SteelHooves e gelò. Un attimo dopo, “Dov’è Velvet?”

Indicai in alto verso il palco. Riuscivo a vedere la sua sagoma caduta. Nel silenzio angoscioso che seguì il combattimento, riuscivo a distinguere il suono delle gocce di sangue che cadevano dal palco sul pavimento al di sotto

Blop. Blop. Blop.

“No.” sussurrò. Le sue ali lo portarono sul palco molto più in fretta di quanto sia Xenith sia io avremmo potuto farcela a zoccoli. Il pegaso dalla criniera arancione atterrò e trasse Velvet Remedy in un abbraccio preoccupato.

“Ahi” sussurrò Velvet.

Ssh, sciocchina”, disse Calamity, sostenendola. “Ti sei fatta sparare. Ma tornerai come nuova in pochissimo tempo. Abbiamo la miglior pony medico in tutte le Terre Devastate di Equestria.”

 

Salii le scale del palco verso di loro. Xenith era dietro di me.

 

Ahi!” disse Velvet di nuovo. Poi aggiunse, “Chi è un pony sciocco?”

 

“Tu sei, Velvet Remedy,” asserì Calamity gentilmente, “Sei una magnifica, bellissima giumenta. Ora ssh.”

 

Raggiunsi il palco giusto in tempo.

 

Non so cosa Velvet aveva iniziato a dire, ma questa volta Calamity la interruppe con un bacio.

 

“Aww,” mi sussurrò Xenith all’orecchio. “Ho aspettato di vedere quei due farlo fin dalla prima volta che li ho visti.

 

Ero sbalordita in primo luogo. Ma poi mi resi conto che il piccolo pony nella mia testa non si sentiva minimamente invidioso o geloso. Non era esattamente felice, ma aveva a che fare con la situazione in cui eravamo e il fatto che Velvet Remedy stesse sgocciolando sangue sopra Calamity da un foro di proiettile.

 

L’aria era satura di uno stravagante, blasfemo suono provieniente da sotto di noi. Un brivido riempì l’aria.

 

SteelHooves si rialzò.

 

La mia mascella colpì il pavimento. Avevo infinitamente sottovalutato cosa significasse essere un ghoul di Canterlot.

 

Non ebbi il tempo di meravigliarmi. “Oh cazzo!” Gemetti non appena due Ranger d’Acciaio presero posizione all’esterno, puntando i loro lanciagranate sulle finestre anteriori del Saloon. “Gente, dobbiamo andarcene!”

***         ***         ***

 

La giumenta del Ranger d’Acciaio passò attraverso la porta sul retro del bagno e iniziò a sparare con il suo lanciagranate, facendo saltare i divisori e gabinetti tra me e lei. Il calore mi arrivò addosso, bruciandomi i polmoni. Delle schegge mi tagliarono l’armatura e la carne, lasciandomi decine di piccole ferite sanguinanti. Fuori Calamity e Xenith stavano strisciando dietro una schiera di armadietti che avevo fatto levitare come barricata. Ci stavamo avvicinando alla scuola dove un volta avevo fatto il mio Test Attitudinale per il Cutie Mark, e il posto pullulava di Ranger d’Acciaio.

Avevo finito le munizioni della Piccola Macintosh e stavo iniziando a temere per il fucile zebra.

Eravamo stati fortunati a combatterne uno o due alla volta, con l’elemento sorpresa dalla nostra parte. Ma adesso erano in allerta e si stavano muovendo contro di noi in forze. Solo i corridoi stretti ci permettevano di non venire circondati o soverchiati numericamente.

 

Un missile volò sopra gli armadietti, esplodendo contro il muro dietro a Xenith e Calamity, facendoli schiantare in malo modo contro la barricata. Calamity si rialzò, stordito e sanguinante. Xenith non si rialzò proprio.

 

“SteelHooves, Velvet” Gridai. “Abbiamo bisogno del vostro aiuto!” I due stavano guardandoci le spalle, e Velvet stava decisamente male anche dopo aver buttato giù entrambe le nostre pozioni ristoratrici extra-forti. Aveva bisogno di stare lontano dai combattimenti più difficili, ma non potevamo nemmeno non farla combattere. Più andavamo avanti più c’erano possibilità che ci prendessero ai fianchi.

Un’altra esplosione risuonò da qualche parte più in profondità nella Scuderia. Seguita da altre.

 

L’acqua stava fuoriuscendo dai gabinetti distrutti. I passi del Ranger d’Acciaio sciabordavano nell’acqua mentre si avvicinava. “Lascia perdere, Littlepip.” Merda. “Arrenditi ora, e l’anziana Blueberry Sabre potrebbe risparmiare te e la maggior parte dei tuoi amici. Non riceverete la stessa offerta da Nova Rage.”

 

Sì, come no.

 

“E se chiedessi a voi di arrendervi a noi?” replicai. “È davvero il ponycidio di massa la Maniera dei Pony di Terra?”

 

“Fottiti!” replicò lanciando un’altra scarica di granate. Circondai tutte le macerie attorno a me con la telecinesi e le misi insieme, creando uno scudo. Non funzionò granchè bene. La prima esplosione sparpagliò le macerie lontano dalla mia presa magica, facendomele finire contro. Sentii le ossa rompersi mentre il dolore crebbe in tutto il corpo.

 

Altre granate detonarono intorno a me. Il mio PipBuck urlò, registrando la menomazione di ogni arto. Il mio Pipbuck mi stava gentilmente dicendo che stavo morendo per le ferite interne. Non riuscivo a sentirle. Il mio corpo era in shock. Tutto ciò che riuscivo a percepire era freddo.

 

Due missili striarono l’aria sopra di me, entrando dalla stanza dietro. Colpirono la Ranger d’Acciaio, facendola cadere a terra. Scivolò sul pavimento bagnato e collassò in un angolo, immobile.

 

“Littlepip” urlò Velvet Remedy da un luogo lontanissimo. Persi conoscenza.

 

***         ***         ***

 

Spalancai gli occhi. Non potevo sentire il mio corpo, ma in qualche modo ero ancora viva. Il mio EFS mi informava che le mie condizioni erano pietose, ma stabili. Stavo guardando in su. Potevo vedere le luci della Scuderia Due sopra di me. Sentii il loro immancabile ronzio.

 

“Dove sono?”

 

“Seriamente, Littlepip,” mi rimproverò gentilmente. “Con la tua predisposizione agli infortuni gravi, non dirmi che non riconosci la clinica della Scuderia Due?”

 

“Calamity? Xenith?”

 

Il viso di Velvet Remedy si inclinò a guardarmi. “La buona notizia è che tutti e tre siete sopravvissuti bonificando questo piano. La cattiva è che per salvarti ho utilizzato tutte le nostre scorte mediche più una parte di quelle della Scuderia.” Distolse lo sguardo. “Alcuni dei miscugli di Xenith, anche.

 

“L’Anziana Blueberry Sabre ha posizionato la maggior parte dei suoi pony all’interno del meleto,” disse SteelHooves. “Ora è preoccupata, e per un buon motivo.”

 

Lei è preoccupata? Ci avevano quasi ucciso, e non eravamo ancora in nessun luogo vicino l’ala di Sicurezza della Capogiumenta. Non capivo perché non ci avesse già cancellato come si fa con degli insetti fastidiosi. Lo dissi.

 

“Perché forse ci sono meno di loro e più di noi,” disse SteelHooves bruscamente. “Circa un quinto dei Ranger che conduceva non ha preso troppo bene quello che stava succedendo quaggiù. Il Paladino Stellato Nova Rage ha ucciso uno di loro per rappresaglia e l’Anziana Blueberry Sabre ha bloccato il resto dei dissidenti dietro una porta saldata…”

 

Spiegò perché la diplomazia non aveva funzionato. Tutti i pony con un potere diplomatico influente che avevano lavorato con l’Anziana erano stati rinchiusi.

 

“Sono intrappolati nella scuola,” interruppè Velvet. “SteelHooves ha parlato con loro. Se saremo in grado di farli uscire, avremo circa una dozzina di Ranger d’Acciaio dalla nostra parte.”

 

“Sfortunatamente in questo stiamo avendo un po’ di problemi. Ma l’Anziana Blueberry Sabre non ne è a conoscenza. L’unica cosa che sa, nel momento in cui abbiamo preso questa sezione, è che ci siamo rinforzati.

 

Cercai di alzarmi solo per rendermi conto che non solo non sentivo il dolore, non riuscivo a sentire niente.

 

Velvet Remedy aveva usato l’incantesimo anestico su di me. Mi provai a rialzare di nuovo, inviando con fervore dei messaggi di movimento dal mio cervello al corpo. Il mio corpo si sollevò e caddi a terra con un tonfo, sanguinando dal naso. Non potevo sentire cosa fosse.

 

“Ora guarda, chi è un pony sciocco,” sghignazzò Velvet Remedy. “Smettila, o dirò ad Homage che ti piacciono il bondage e le sculacciate.” Non mi sentii arrossire, ma sono sicura che lo fossi.

 

Come punizione extra Velvet mi fece giacere sul pavimento mentre concentrava la sua attenzione su Xenith. La zebra era ancora incosciente.

 

Calamity entrò trottando poco tempo dopo. “Mi spiace ma non c’è una maniera semplice per aprire la porta. La cosa migliore sarebbe tagliarla con una fiamma ossidrica, ma ci vorranno delle ore.” Nitrì. “Dal lato positivo, sembra che il nemico stia cercando di isolare un’ala della Scuderia. Solo che quelle porte sono un casino più spesse, e ce nè più di una. Avremo, nelle migliori ipotesi, un paio di ore prima che finiscano.”

 

Costrinsi il mio corpo a girarsi, sentendomi preoccupantemente realizzata quando ci riuscii dopo il terzo tentativo. Mi trovai a fissare il soffitto piuttosto che i miei amici, il che sminuì la mia vittoria di un bel po’.

“Sai, un’arma a energia magica fonderebbe queste porte un bel po’ più in fretta.”

 

“Le bardature da combattimente dei Ranger d’Acciaio non sono equipaggiate con armi magiche,” commentò SteelHooves. “Quello è un progetto dell’Enclave.”

 

Eggià,” disse Calamity con un tono bizzarro. “È quello che pensavo.”

 

Il mio sguardo cadde sulla griglia dei condotti di areazione. Sfortunatamente, anche se ero piccola, non ero una chimera. Non potevo passare di li. Ma…

 

“Pyrelight!”

 

“Cosa c’è, Li’lpip?” chiese Calamity.

 

“Pyrelight può passare attraverso i condotti dell’aria. Lei può portare una fiamma ossidrica ai Ranger d’Acciaio buoni intrappolati dentro l’aula. Lasciamo che si ritaglino una via d’uscita ,” suggerii. “In più potrebbe trasportare cibo e acqua a loro mentre lavorano.”

 

“Ah, mi piace,” disse Calamity, il sorriso era evidente nella suo voce. “Ci renderebbe liberi di proseguire nella missione, mentre li aiutiamo diplomaticamente.”

Avevamo un piano.

 

***         ***         ***

E lo aveva anche l’anziana Blueberry Sabre. Mentre eravamo impegnati la puttana aveva saldato ogni entrata nell’atrio eccetto il passaggio attraverso il meleto.

Il meleto era un enorme spazio vuoto con solo degli alberi esili, praticamente inutili come copertura. Poteva ammassare le sue forze all’interno, permettendo di massacrare chiunque si avvicinasse mentre una piccola parte dei suoi soldati lavorava per superare le porte di sicurezza.

Il miglior piano che fossi riuscita a elaborare consisteva nel far fluttuare più armadietti davanti a noi, formando un cuneo profondo due armadietti e alto due. SteelHooves e Calamity si sarebbero uniti a me. Velvet si era chiaramente presa più cura di noi che di se stessa, riluttante a usare per lei più del minimo necessario di provviste mediche che sarebbero potute servire (e infatti servirono) più tardi. Era ancora parzialmente azzoppata dalla ferita di arma da fuoco, e insistetti perché restasse indietro a fare da “collegamento” insieme a Pyrelight. Xenith promise a Calamity che avrebbe fatto la guardia alla nostra pony medica ferita.

Affermare che fossi in buona forma sarebbe stata una bugia bella e buona. Ma il dolore che sentii quando l’incantesimo finì il suo effetto non era il peggiore che avessi provato (definitivamente meglio dell’essere messi in fiamme da un drago o calciati fra le cosce da un razziatore paurosamente forte); potevo farcela. Le mie zampe, anteriori e posteriori, parevano funzionare tutte, seppur rigidamente. E potevo respirare senza troppa fatica e sentire il mio cuore battere. Inoltre, avevo la mia magia e il mio PipBuck. Non ero in perfetta forma da combattimento, ma davvero non avevo bisogno di altro. E c’erano dei pony che contavano su di me.

 

Avevo già visto troppi pony che conoscevo giacere morti sul pavimento della Scuderia. Non avrei permesso all’Anziana Blueberry Sabre o alla Paladina Stellata Nova Rage di aggiungerne altri.

SteelHooves mi trottò accanto da dietro mentre levitavo gli armadietti in formazione. Un attimo dopo, un altro Ranger d’Acciaio mi trottò accanto... solo che non era un Ranger d’Acciaio. Era Calamity, che aveva addosso l’armatura di un Ranger d’Acciaio dal collo in giù. Il suo cappello nero da desperado era ancora saldamente sulla sua criniera arancione e teneva il Tuono di Spitfire in bocca.

“Cosa ci fai in quell’armatura?” domandò SteelHooves. Calamity gli diede semplicemente un’occhiata. “Va bene, e allora come speri di combattere usando quella? Le armature potenziate magicamente richiedono mesi di allenamento solo per iniziare a capire come usarle.”

 

Whaf mef[6],” provò a dire Calamity mentre teneva in bocca l’unico fucile anti-carro.

 

Scossi la testa, mandando una preghiera a Luna per la nostra prossima battaglia e una preghiera a Celestia per tenere Xenith e Velvet Remedy al sicuro.

 

Aprii telecineticamente la porta.

 

***         ***         ***

 

La mia brillante strategia di battaglia durò circa due minuti. Come con i detriti di prima, la mia magia non poteva reggere gli armadietti contro la forza esplosiva dei loro missili e delle loro granate. Fui costretta a piantare la barriera nel terreno, creando una barricata improvvisata una ventina di metri all’interno del frutteto. I Ranger d’Acciaio ci circondarono rapidamente, sparando sugli armadietti e demolendo rapidamente la nostra protezione.

 

La nostra visuale era limitata a piccole fessure tra gli armadietti, volutamente non troppo grandi da permettere ad una granata di passare. Comunque mi ero concentrata in modo da ributtare indietro magicamente tutte le granate lanciate dai nostri attaccanti fino a quando non smisero di provarci.

 

Le fessure erano troppo piccole per permettere a SteelHovees di aprire il fuoco. Calamity stava usando il Tuono di Spitfire efficacemente, abbattendo un Ranger d’Acciaio ogni volta che uno era tanto stupido da rendersi visibile. Il rumore all’interno della nostra gabbia di ferro era assordante. Le mie orecchie fischiavano così tanto che mi veniva da vomitare, ma rimasi concentrata.

Ma il pegaso era sceso a meno di mezza dozzina delle rare munizioni (anche dopo averne depredate alcune dalla bardatura di combattimento del Ranger anti-carro dentro il Saloon). E la bardatura da combattimento con la doppia mitragliatrice non poteva essere infilata attraverso le piccole crepe.

 

Il fucile zebra aveva esaurito i proiettili perforanti, e il tipo normale non aveva il potere penetrante necessario ad abbattere un Ranger d’Acciaio. Stavo usando il mio fucile da cecchino ora. Anch’esso aveva finito le munizioni perforanti, ma un colpo ben piazzato alle parti deboli delle loro armature sarebbe penetrato. Una parte di me era dispiaciuta nell’essere diventata cosi abile a distruggere la creazione di Applejack.

 

Calamity ed io continuammo a sparare.

 

Figlio di…” pronunciò Calamity appena sparato l’ultimo colpo. Mi fece cenno di aver esaurito le munizioni.

 

La mia speranza era stata che potessimo far fuori abbastanza dei loro da rendere di nuovo possibile spostarsi. Da tutte le luci rosse del mio EFS potevo vedere che avevamo fatto un lavoro egregio... ma eravamo ancora condannati. Ero cascata in una trappola con l’ennesimo piano stupido. E questa volta probabilmente avevo ucciso tutti noi.

 

Non ero ancora pronta a rinunciare. Era il momento di provare una carica al galoppo. SteelHooves e Calamity avevano ancora le bardature da combattimento; e per la prima volta l’unico pony a non aver nessun pericolo di rimanere senza munizioni era il nostro ghoul. La possibilità di poter depredare le munizioni adatte ci aiutava immensamente.

 

Mi concentrai, sollevando gli armadietti e scagliandoli in tutte le direzioni, puntando ai segni rossi indicati sul mio EFS Non gli impressi molta forza, ma rilasciai i dannatamente pesanti pezzi di metallo non appena essi furono proprio sopra i nostri attaccanti. Un coro di tonfi risuonò mentre parecchi Ranger d’Acciaio vennero mutilati e intrappolati al di sotto

Sfortunatamente l’armatura dei Ranger d’Acciaio era creata per resistere. Cominciarono a sollevare i pezzi di metallo più velocemente di quanto mi aspettassi. Partimmo al galoppo, correndo attraverso il meleto verso la porta dal lato opposto.

 

Spari ed esplosioni eruppero intorno a noi. Terra e legno riempirono l’aria. Un missile mi ruggì accanto, scomparendo nel fogliame di un albero di mele prima di esplodere. Sentii purea di mele schizzarmi in faccia.

SteelHooves sparò in avanti, aprendoci una via di fronte. Calamity, lamentandosi della mancanza di ali dell’armatura potenziata magicamente, si girò e riversò fuoco di soppressione dietro di noi. Diversi Ranger d’Acciaio risposero al fuoco con mitragliatrici leggere e a canne rotanti, ma i loro colpi rimbalzarono sull’armatura che aveva addosso.

Calamity si girò di scatto, correndo per raggiungerci prima che uno di essi rispondesse al suo fuoco con un missile o un proiettile da cecchino. Se la stava cavando molto meglio di quanto avesse previsto SteelHooves, in quell’armatura, ma neanche lontanamente tanto bene quanto se l’era aspettato Calamity stesso.

Comunque sembrava che ce l’avrebbe fatta. Mi sforzai quanto il mio corpo stremato e indebolito dal combattimento me lo avrebbe concesso... e fui la prima a raggiungere la porta.

 

Era bloccata. E minata.

Ovviamente.

 

Ma questo non era un problema per me. Beh, non per mancanza di abilità o attrezzi. Era un problema per via del tempo.

Calamity e SteelHooves mi raggiunsero mentre cercavo di disinnescare l’esplosivo. SteelHooves cominciò a dirigermi nel processo, con abilità di gran lunga superiore alla mia, mentre Calamity si girava per affrontare i Ranger in avvicinamento.

“Arrenditi”, gridò l’Anziana Blueberry Sabre mentre i Ranger d’Acciaio avanzavano, circondandoci. Sentii un click mentre la bomba veniva disinnescata. Ora la porta.

Sentii altri click mentre ogni Ranger d’Acciaio ostile nel meleto ricaricava. L’Anziana Blueberry Sabre urlo di nuovo, “Ultima possibilità. Arrenditi.”

 

Sospirai. Dannazione. Era esattamente come sul dannato tetto del Ministero della Morale. “Perché non ci uccidi e basta?”

“Perché adesso ha bisogno di usarmi come esempio”, tirò a indovinare SteelHooves. “E lei sa che il tutto filerà molto più liscio se ha degli ostaggi di cui mi importa.”

 

“O magari ho semplicemente bisogno di una buona scassinatrice”, rispose Blueberry Sabre. “Qualcuna che riesca a portarmi oltre una porta di sicurezza.”

Oh diavolo, no.

 

Rimbombò una profonda esplosione. Uno dei Ranger d’Acciaio cadde a terra, il suo torso squarciato da parte a parte. Diverse luci amichevoli danzarono improvvisamente sulla bussola del mio EFS.

Ma era impossibile, pensai. Ai Ranger d’Acciaio ci sarebbero ancora volute delle ore per liberarsi. Non avremmo ottenuto rinforzi per almeno...

Una pistola ad energia magica apparì puntata alla testa dell’Anziana Blueberry Sabre. Era tenuta da un grifone dall’aspetto familiare, col cappuccio del suo mantello che cadeva all’indietro, rivelando la sua testa.

Alanera?

 

L’Anziana Blueberry Sabre sgranò gli occhi appena si rese conto che la situazione era drasticamente cambiata. “E vo-voi da dove siete venuti?”

Alanera fece un sorrisetto mentre premeva il grilletto, e un raggio verde dalla sua pistola colpì la pony in mezzo agli occhi, tramutandola in un luminoso bagliore verde a forma di pony.

“Mi ha mandato Gawd”.

L’Anziana Bluberry Sabre si ridusse a una pozzanghera luminescente.

 

***         ***         ***

 

La battaglia era cambiata. Archi di energia magica dal piccolo gruppo dei grifoni si scontravano con i colpi di artiglieria dei Ranger d’Acciaio. Calamity e SteelHooves si erano gettati nel combattimento mentre io lottavo per sbloccare la porta con la mia telecinesi.

La porta si sbloccò con un click appagante e si aprì. Oltre potevo vedere l’Atrio. Ma anche prima potevo vederlo, potevo sentirlo. La puzza nauseabonda di peli di pony bruciati e il fetore del sangue sparso, che si raccoglieva e si seccava a litri, mi colpì con la forza di un muro che crolla. Questa stanza era diventata un mattatoio.

 

Pony colorati e innocenti giacevano morti dappertutto. In molti casi, gli stessi pony potevano essere visti in punti diversi -- uno dei Ranger D’Acciaio aveva scatenato un lanciagranate nella stanza. Mentre avanzavo nell’Atrio pestai una zampa rosa staccata all’altezza del ginocchio.

Vidi un pezzo informe di materia giallognola che scivolava giù da un muro, mischiata a sangue. Ci volle un momento per realizzare che non era un pezzo di cervella di pony.

Era una torta.

 

Guardai in alto e vidi lo striscione colorato. I Ranger d’Acciaio avevano interrotto una Festa del Cutie Mark.

 

Sentii rabbia. Rabbia pura e assoluta.

 

Incontrai tre Ranger d’Acciaio nella balconata dell’Atrio alla fine delle scale. Due di loro tenevano delle asce automatiche e stavano aprendosi la via attraverso la terza e ultima porta di sicurezza. Avevano all’incirca un’altra mezz’ora di tempo prima di finire.

 

Presi entrambi con la mia magia, facendoli levitare e lanciandoli l’uno contro l’altro prima che potessero reagire e spegnere le loro asce automatiche. Le lame migliorate magicamente fecero esattamente ciò che erano state create per fare -- tagliare il metallo. La carne sotto non offrì alcuna resistenza. Fu orribilmente caotico.

 

Li lasciai andare, ma tenni le asce automatiche, girandole per confrontarmi con l’ultimo Ranger d’Acciaio. “Il Paladino Stellato Nova Rage, presumo?” notai che la sua bardatura da combattimento aveva un lanciagranate.

 

Il Paladino Stellato mi fissò. “Sì, e tu chi sei?

 

“Corri”

 

***         ***         ***

 

L’adrenalina aveva ancora una volta abbandonato il mio corpo, e mi sentivo male. Fisicamente ed emotivamente. Tutto quello che potevo letteralmente fare era stare in piedi.

Avevo esorcizzato la rabbia, ma quello che mi era rimasto era solo disperazione e una profonda tristezza.

L’ora era finita da un bel po’ -- l’ora più buia di cui non ricordavo il nome dove l’oscurità del mondo echeggiava più pesantemente nell’oscurità dell’anima. Eppure ero ancora intrappolata lì.

 

Alanera mi raggiunse mentre aspettavo Velvet Remedy e Xenith. La Capogiumenta aveva sicuramente visto tutto attraverso il sistema di osservazione della Scuderia “Amica Pinkie[7]”. Però non aveva ancora aperto la porta.

 

“Gawd sa che eravate giunti in nostro aiuto senza contratto, accontentandovi di negoziare un compenso dopo il fatto,” spiegò il grifone. “Quando abbiamo sentito il segnale di soccorso, ha deciso di darvi il beneficio del dubbio e ha chiesto se i miei Artigli volevano aiutare.”

 

“Mi fa piacere che abbiate detto di sì.” Replicai con un sorriso triste. Il mio sguardo continuava a vagare sullo stendardo dai colori allegri della “Felice Cute-ceañera”.

 

Calamity trottò attorno, flettendo le ali, felice di essere fuori dall’armatura dei Ranger d’Acciaio. “Non invidio SteelHooves!” guardò in alto, “Come diavolo sei apparsa accanto all’Anziana in quel modo? Con uno StealthBuck?”

 

Xenith trottò sugli scalini della balconata dell’Atrio. Si fermò di colpo appena vista Alanera. Velvet Remedy andò a sbattere sul suo sedere e cadde con un lamento. Stava di nuovo piangendo. Calamity volò da lei, circondandola con una delle sue ali mentre si avvicinava alla balconata.

 

“Le mie ragazze hanno avuto bisogno degli StealthBuck, sì. Io invece…”

“Dove hai preso quel mantello?” la interruppe Xenith.

 

Alanera diede alla zebra un sorrisetto tollerante. “Sì, come stavo dicendo un mantello di invisibilità zebra. ”Mi fissò con uno sguardo serio. “Hai più amici di quanto immaginassi, ragazza. Avevamo appena superato Nuova Appleloosa quando questo pegaso ghoul e la sua puledrina ci hanno chiesto di scendere. Si è scoperto che avevano sentito anche loro il segnale di soccorso e volevano intervenire. In pratica ci hanno dato abbastanza StealthBucks per entrare mentre voi pony eravate occupati con la Progenie delle Stelle a combattere per noi. Per non parlare del mantello. Che, voglio far notare, ho insistito a pagare.”

Guardai oltre la balaustra agli altri grifoni degli Artigli di Alanera. Capii che le esplosioni che avevo sentito in profondità dovevano provenire per forza dalla Piccola Gilda di Butcher.

“Penso che volesse venire qui di persona, ma… beh, ha una bambina.” Il becco di Alanera si corrugò. “Che spero sinceramente sia adottata. Perché se no… bleah.”

“Ci spiace di non essere arrivati prima,” spiegò Butcher. “Siamo riusciti a finire intrappolati nella sala del generatore per la maggior parte del tempo. Ma poi arrivate voi pony e non solo eliminate le guardie che ci tenevano rinchiusi, ma anche la maggior parte della porta.”

Stavo all’interno di un mattatoio che un tempo era stata la mia casa, eppure mi ritrovai a ridere. Ma non con una risata sana. Era una risata dolorosa, sconvolta, emotivamente a pezzi. La risata di un pony che non riusciva a urlare o piangere.

 

Mi forzai a smettere quando la porta di sicurezza si aprì. La Capogiumenta stava lì, fissandoci. Dietro di lei stava una folla di pony terrorizzati.

 

“È sicuro?” disse uno di loro. Scoprii che non riuscivo a trovare la voce. Ero pietrificata.

 

“Eggià,” rispose Calamity per noi. “Li abbiamo sradicati fino all’ultimo. Quelli nella scuola sono pony buoni che sono si sono trovati in una situazione davvero orribile. Se ne andranno con noi presto.” Le asce automatiche stavano rendendo il lavoro di aprire le porte saldate un compito molto più rapido.

 

“Grazie” ci disse la Capogiumenta. Quindi allontanò gli altri pony all’interno. Non avevano bisogno di vedere altro di ciò che era diventato l’Atrio.

 

“Littlepip, Velvet Remedy, potreste per favore entrare?”

 

La Capogiumenta ci fece cenno di entrare nell’ala prima sigillata. Calamity fece scivolare via la sua ala da Velvet e la spinse verso la Capogiumenta con il naso. Si mosse lentamente, ma con grazia da signora. La seguii, sentendomi goffa, piccola e orribile.

 

***         ***         ***

 

“... e poi c’era sangue dappertutto! Sidro Frizzante ha fatto un gesto con il suo zoccolo, così, ed è caduta...”

Mentre la Capogiumenta ci guidava lentamente attraverso la folla verso il suo ufficio, una voce familiare mi bloccò sul posto.

 

“Madre?”

 

Alzai lo sguardo, ed era lì. Stava in una piccola cricca di amiche (in cui mancava stranamente la signorina Sidro Frizzante). Si voltò e mi guardò con una espressione vagamente scandalizzata. “Ma non è Littlepip?” le chiese una delle sue amiche.

 

L’altra giumenta rispose di sì.

 

“Non l’avevo nemmeno riconosciuta,” disse mia madre. Non con sgomento o malizia, ma come una casuale affermazione della verità

Sentii tutta la mia forza vitale venire succhiata via da me mentre mi guardava. Il sangue si trasformò in acqua ghiacciata. Lo stomaco mi si annodò, poi sprofondò nella parte più profonda del corpo che riuscì a trovare. Sembrava che il mondo mi venisse strappato via.

Mi diede di nuovo le spalle, tornando alla sua conversazione, la mia presenza che serviva semplicemente a migliorare il suo racconto. “Sono rimasta traumatizzata. Insomma, avrò incubi per sempre. Avrò bisogno di una terapia. E per quanto orribile possa sembrare, il mio primo pensiero è stato che ‘non smacchierà mai più quel grembiule!’ (Perché indossava quell’incantevole vestito giallo con le...”

 

Notai il bagliore del suo corno, così delicato. E la bottiglia che levitava vicino, circondata dalla stessa luce. Era ubriaca. Ovvio che era ubriaca... era così che si era sempre protetta da qualunque crisi che credeva di stare passando, e questa era una crisi reale.

Eppure... Era ancora viva. Viva e la stessa di sempre. Ero qui. Di nuovo.

 

Mamma?”

Improvvisamente Velvet Remedy si mise tra di noi, e il suo zoccolo colpì mia madre sul volto così duramente che la gettò a terra.

Sbarrai gli occhi. Velvet Remedy aveva appena colpito mia madre.

 

La voce di Velvet risuonò come se stesse riversando in essa tutto il suo dolore e la rabbia. Non era un urlo, ma in qualche modo era persino più rumoroso.

“Tu. Non hai sofferto. Niente.”

 

Diede le spalle a mia madre dagli occhi spalancati e abbassò la testa, spingendomi via.

 

***         ***         ***

 

“Non potremmo mai ringraziarvi abbastanza per il vostro coraggio ed eroismo,” Disse la Capogiumenta, ringraziandoci ancora una volta per essere andati in soccorso della Scuderia Due.

 

“E Littlepip, ti devo delle scuse. Sarete sempre i benvenuti qui. Questa è la tua casa .”

 

Guardai la Capogiumenta. Poi guardai il mio corpo. Era tutto incrostato di sangue. Forse la metà di esso era mio. “No.”

 

“No?” chiese la Capogiumenta.

 

“Non è il mio posto qui. Non più.” Guardai Velvet Remedy che giaceva sul divano nell’ufficio della capogiumenta di fronte a me. “Sono stata all’esterno per cinque settimane, e guardami. Per quanto ci provi, non sono più la stessa pony di quando sono uscita, e non potrò più esserla. Le Terre Devastate mi hanno cambiato, sporcandomi di sangue… forse avvelenandomi come ha fatto con tutto quello che è fuori. Non posso tornare indietro. Non posso portare quel veleno qui.”

 

“Penso sia già entrato,” disse tristemente la Capogiumenta.

 

Annuii. “Lo so. Ma questi pony sono dei buoni pony. Pony innocenti. Occorre che rimangano tali, e più a lungo possibile. Avete bisogno di lavare via il sangue dai vostri corpi. Provate a ristabilire la Scuderia Due. Stanotte è stata già una notte abbastanza da incubo.”

 

La Capogiumenta annuì. “Allora… c’è qualcosa che posso fare per te in cambio di tutto quello che hai fatto per noi?

 

Ci pensai. La guardai dritta negli occhi. “Sì. Primo, abbiamo bisogno di una sorta di pagamento per i grifoni.”

 

“Pagamento?” La Capogiumenta sbattè le palpebre. “Ah. Capisco. Sono dei mercenari.”

 

“Mercenari che sono venuti in aiuto della Scuderia Due senza un contratto o promessa di pagamento,” Aggiunse Velvet Remedy rapidamente. “Perché loro si fidano di noi e pensano che faremmo del bene ricambiandoli.”

 

Allora io non voglio macchiare la tua reputazione, Velvet cara.” la Capogiumenta si girò verso di me. “E c’è qualcos’altro?”

 

“Si. Voglio avere accesso ai dati della Capogiumenta.” La Capogiumenta si scoraggiò. “Voglio guardare i dati sulla popolazione, niente di più.” In qualche modo, quello le piaceva anche meno.

 

Anch’io voglio,” disse Velvet, alzandosi e affiancandosi a me. Ero ancora in conflitto, volendo contemporaneamente abbracciarla e prenderla a calci per aver colpito mia madre.

Sai,” disse lentamente la Capogiumenta, rivolgendosi a Velvet, “Quando ti diedi gli averi di Sweetie Belle per guardarci dentro, era stato nella speranza che la sua ricca storia da cantante ti persuadesse ad accettare la tua carriera. Non mi ero aspettata che tu usassi l’opportunità per trovare una via di fuga.” Agrottò la fronte. “CMC3MAPS. Chiaramente avrei dovuto dare alle registrazioni di una Capogiumenta precedente un controllo molto più accurato prima di permettere a qualche altro pony di metterci zoccolo.”

 

Velvet Remedy scosse la testa. “Dovevi saperlo.”

 

Io… forse lo sospettavo. Ma ho pensato che volessi fare la scelta migliore.”

 

“Ho fatto la scelta migliore,” disse fermamente Velvet Remedy.

 

***         ***         ***

 

Trovai quello che stavo cercando all’interno degli archivi anagrafici dopo pochi minuti.

Ce l’aveva fatta!

Applejack era riuscita ad entrare nella Scuderia Due. Era qui quando la porta della Scuderia fu sigillata. Secondo gli archivi, era vissuta in pace per altri 25 anni. Felice... o almeno felice quanto un pony potesse essere vivendo in una Scuderia e sapendo che il mondo di sopra era stato annientato.

Comunque fosse, era sopravvissuta. Secondo gli archivi aveva passato dieci anni qui sotto a scalciare il meleto della Scuderia prima che una lesione all’anca non l’avesse costretta ad andare in pensione (un’aggiunta del dottore suggeriva che l’indebolimento dell’anca poteva essere dovuto a una malattia genetica comune nella sua famiglia). Anche dopo, ne trascorse altri dieci a cucinare per gli abitanti della Scuderia nella cucina di quello che ora era il Saloon della Scuderia Due.

Venne a mancare pacificamente, e a differenza degli altri abitanti della Scuderia che vennero inceneriti, la Capogiumenta aveva insistito che venisse sepolta nel meleto. Era...

Interruppi la mia lettura.

 

***         ***         ***

 

Entrai nella stanza di Palette. L’artista sempre disordinata e macchiata di vernice della Scuderia Due era sopravvissuta al massacro e si era già buttata in un nuovo progetto.

 

Il Ranger d’Acciaio rimase immobile di fronte a lei, obbediente e attento, mentre lei dipingeva tre mele rosse sopra il simbolo delle scintille magiche e degli ingranaggi.

 

SteelHooves arrancò verso di me. “Non sono più in grado di indossare l’armatura da Ranger d’Acciaio, ma non riesco a togliermela,” disse mentre squadravo il suo nuovo aspetto. Come il Ranger, anche lui aveva quel simbolo dipinto strettamente somigliante al Cutie Mark di Applejack. La vernice rossa proseguiva da li, accentuando le creste e i bordi di tutta la sua armatura. “Ho pensato che sarebbe stato opportuno.”

 

Ero un po’ sorpresa che non avesse scelto l’arancione, ma non si adattava bene con il colore del Cutie Mark. “Lo stanno facendo tutti?” Chiesi, guardando il Ranger d’Acciaio mentre veniva dipinto in fondo al corridoio.

 

“Chiunque ha deciso di tornare al vero significato del Giuramento. Ovvero, il giuramento che Applejack desiderava.Aveva vinto. “Non potremo più chiamarci Ranger d’Acciaio. Io non potrò più.” Borbottò, “Ci vorrà un po per abituarcisi.”

 

“Come vi chiamerete da oggi in poi?” Suggerii, “I Ranger di Applejack?”

 

“Hmph. Io sono a mala pena degno di questo. Ma… forse. Vedremo. Per ora siamo semplicemente dei rinnegati.” Guardò lontano, oscillando la sua coda metallica. “Devo andare solo per un po’. Devo andare a prelevare gli altri alla Scuderia Ventinove. Mi sono messo in contatto con il Paladino Stellato Crossroad, e lui si è immediatamente unito alla causa. Ho già in programma di rendere la Scuderia Ventinove un posto da cui possiamo operare. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è un talismano dell’acqua funzionante. Ma c’è un altro problema…”

 

“L’Anziano Cottage Cheese?”

 

“Come direbbe Calamity: eggià,” nitrì SteelHooves. “Sembra che tu avessi ragione. Cross dice di aver inviato una squadra di Ranger d’Acciaio alle Rovine di Canterlot per recuperare un “Nero Grimorio” per lui. Ma non sono tornati indietro. Se riusciamo a prendere la Scuderia Ventinove prima di loro...

 

Vi diamo un passaggio.”

 

“Credi che Calamity potrebbe sopportare altri dieci Ranger d’Acc…er Rinnegati a Fetlock?”

 

È un carro passeggeri,” commentai. “A parte questo, ci conosciamo?

SteelHooves sghignazzò. “Tutto ok. Ma dopo aver accompagnato a noi, dovresti fare capolino alla Tenpony Tower. Niente dettagli. Ritornerò piu tardi. È una promessa.”

Annuii solennemente. Gliela avrei fatta mantenere.

 

Iniziai ad allontanarmi, poi mi ricordai cosa dovevo chiedergli. “SteelHooves? Dobbiamo parlare da qualche parte in privato.

 

***         ***         ***

 

“Applejack non ti ha lasciato.”

SteelHooves scosse la testa. “Sì che lo ha fatto. Ha scelto di stare con la sua famiglia. E non la biasimo. Non l’ho mai fatto.” Fece qualche passo. “Noi... non eravamo esattamente... il nostro rapporto era in un brutto momento. Stavamo cercando di rimetterlo insieme, ma... non avrebbe seriamente funzionato, e lo sapevamo tutti e due. Io l’amavo, e la lasciai andare.”

 

Mugolai dentro di me, ma rimasi risoluta. “No, Applesnack”, dissi usando il suo vero nome. “Lei ti amava. Cercò di tornare indietro da te. Ma la Capogiumenta non glielo permise.”

 

Smise di camminare su e giù e mi guardò. “Non glielo permise?”

 

“Accompagnò la sua famiglia nella Scuderia, e la Capogiumenta chiuse la porta. Applejack non sapeva che la Capogiumenta della Scuderia Due aveva precisi ordini di non aprire la porta per nessuno. Sotto qualunque circostanza. Non finché i rilevatori atmosferici e del terreno avessero segnato che il mondo di sopra era nuovamente pulito e sicuro.”

 

“Sono passati duecento anni...”

“Lo so. Stable-Tec sbagliò clamorosamente i calcoli su quanto ci sarebbe voluto. Ma non importa, perché non c’era modo che Sweetie Belle lasciasse uscire Applejack. Applejack voleva andarsene. Voleva trovarti. La documentazione su Applejack è piena di annotazioni riguardo alle discussioni con Sweetie Belle su questo fatto. Ma ovviamente, nelle sue condizioni, e con le misurazioni all’esterno, non c’era modo che Sweetie Belle la lasciasse tornare fuori.”

SteelHooves pestò uno zoccolo. “Aspetta, le sue condizioni? Era ferita? Se quelle zebre...”

Sentii il mio cuore sprofondare. Oh Dee, non lo sapeva.

 

“SteelHooves”, dissi, con una voce che nelle mie orecchie suonava fragile e minuscola. “Applejack era incinta.”

 

***         ***         ***

 

“Giuro”, sbuffò la Capogiumenta. “Ecco perché non volevo che diventassi un pony medico.”

Velvet Remedy le lanciò un’occhiata irritata.

“Non puoi proprio farne a meno. Ficchi il muso dappertutto. Tu e Littlepip siete una bella coppia, sai?”

Velvet trasse un respiro profonfo. “Avete un problema serio qua. Ha mai anche solo dato un’occhiata ai rapporti sulla popolazione? Ha idea di quanti degli abitanti originali della Scuderia fossero membri lontani della famiglia Apple? Per Celestia, persino Littlepip e io abbiamo un antenato Apple in comune sei generazioni addietro!”

Mi ero fermata proprio all’interno dell’ufficio della Capogiumenta, guardando le due giumente mentre discutevano. Nessuna delle due mi aveva notata.

“Non è un gran problema. Sei generazioni sono parecchie...”

“L’intera Scuderia corre il rischio di diventare completamente imparentata”, replicò Velvet Remedy. “Direi invece che è un gran problema. Littlepip aveva torto. Non potete stare rinchiusi qui dentro ancora per molto.”

 

“Scusate?”, dissi finalmente. Le due giumente si girarono per guardarmi con espressione esterrefatta. 

“Forse c’è un altro modo?”

 

***         ***         ***

 

Un’ultima deviazione. Una piccola. Veloce. Quindici minuti al massimo. Saremmo tornati a prendere i Ranger d’Acciaio “rinnegati” e traghettarli a Fetlock prima che se ne accorgessero. E poi sarebbe toccato alla Tenpony Tower.

Avevo bisogno di Homage. Avevo bisogno di semplicemente cadere a pezzi nel suo abbraccio.

 

“Ne ho trovato uno.” Velvet Remedy lesse le parole scarabocchiato in lettere che sembravano scritte da un puledro sul lato del mostro di metallo che stava arrugginendo di fronte a noi. 

Era un cannone. E probabilmente era stato qui ad arrugginire già anni prima della guerra. Solo le Dee potevano sapere cosa ci facesse in questa parte isolata della Sweet Apple Acres. Gli alberi qui crescevano fitti. Il cannone sarebbe stato visibile solo a un pegaso che ci volasse direttamente sopra. E di sicuro non sembrava puntato in una qualunque direzione strategica.

Piccole aree della vecchia bocca metallica erano ancora abbastanza lucide da riflettere la luce arancione del sole sorgente. La base era in parte sprofondata nel terreno in mezzo a diversi massi, facendo inclinare l’arma in modo strano. Vicino c’era un tavolo da picnic fatiscente. C’erano alcune asse di legno inchiodate a un albero morto dietro di me.

“E come questo ci avrebbe aiutato?” chiese Xenith a Calamity. Dovetti ammettere che mi stavo ponendo la stessa domanda. Questo vecchio mostro di metallo non avrebbe certo potuto sparare.

Calamity ridacchiò. “Non il cannone.” Trottò attorno al mucchio di massi al quale la base era in parte appoggiata. Picchiettò con lo zoccolo su uno, poi un altro. “Questo.”

“Un sasso?”, chiesi.

“La Pietra del Destino”, disse il nostro amico pegaso con un largo sorriso enigmatico.

Ero stanca, esausta fisicamente e mentalmente. Non riuscivo a seguirlo. “Il destino è un sasso?” Persino Velvet Remedy sembrava confusa.

Calamity sospirò. “È un sasso scavato”, spiegò. “Questo sasso è stato usato da ogni Dashita fin da quando il primo pegaso fu cacciato e marchiato per essersene andato. È incantata per aprirsi solo a coloro che conoscono la parola d’ordine.” Guardò giù verso la pietra apparentemente speciale. “Ogni Dashita ha messo qualcosa qui dentro. Un qualche simbolo della vita che si erano lasciati dietro.”

 

“Come ha fatto un pegaso ad incantare una pietra?”, chiese Velvet Remedy.

 

Calamity fece spallucce. “Beh, suppongo che l’abbia fatto fare a un altro pony al posto suo.”

 

“O magari fu aiutato da una zebra”, suggerì Xenith.

Calamity trasse un respiro profondo, picchiettò di nuovo la pietra col suo zoccolo e disse con voce alta e chiara:

I cutie mark non contano.

Nota: Nuovo Livello.

Nota abilità: Armi da Fuoco ha raggiunto il 100%.

Nuovo vantaggio: Pony a Potenziamento Zebra – Hai permesso che il tuo corpo venisse permanentemente potenziato attraverso l’alchimia delle zebre. Ottieni +10% alla tua Resistanza a Veleno, Fuoco e Radiazioni e +3 al tuo Limite Danni. (nota: Pony a Potenziamento Zebra e il vantaggio di impianto cibernetico Cyberpony si escludono a vicenda).


[1] Nell’originale Bits and shrews, “morsi e toporagni”. Calamity a volte è imperscrutabile.

[2] Il Cottage Cheese è un tipo di formaggio fresco, un misto tra ricotta e mascarpone, da cui le battute seguenti.

[3] In riferimento alla sfera di memoria di Pinkie Pie, nel capitolo 25.

[4] Letteralmente, “Limonata alle Fragole”

[5] Nell’originale, TLC Squared: “Tender Loving Care for Totally Lost Causes”

[6] Calamity con la bocca piena è ben oltre le capacità di comprensione del team di traduzione.

[7] Nell’originale, Friendly Pie.