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Digital Club

Progetto pilota di inclusione digitale


Obiettivi

Includere digitalmente il 10% della popolazione entro la legislatura. Le scuole e i  centri civici, già attrezzati con aule informatiche e connettività,  saranno il luogo naturale di formazione. I tutor saranno volontari civici e studenti. Si cercherà cooperazione con tutti gli enti di formazione del territorio.

Argomenti

Visione

Il progetto pilota

Passi operativi

Budget

Il progetto su scala - cenni

Materiale


Visione

        

Background

Il territorio della Provincia di Biella presenta uno tra gli indici di vecchiaia più alto di tutto il territorio nazionale (230,1 su 154,1 del dato nazionale, all’ottavo posto su 110 Province, Dati ISTAT 2014). La popolazione over 65 anni corrisponde a quasi il 27% (dato in continua crescita negli ultimi anni, contro il 21,4% del dato nazionale), mentre la popolazione over 60 anni corrisponde al 33,7% (27,4% è il dato nazionale).

Per quanto concerne l’utilizzo di internet, nel 2014 in Piemonte solo il 36% delle persone ha utilizzato internet tutti i giorni (15° posto su 21 Regioni e Province Autonome) e il 58,4% ha utilizzato internet nell’ultimo anno (12° posto su 21 Regioni e Province Autonome). Se si analizzano questi dati con i dati relativi alle classi di età, si nota che sono le classi di età over 60 ad utilizzare molto meno internet (con una disparità molto più accentuata per le donne).

Persone di 6 anni e più che hanno usato Internet negli ultimi 12 mesi per sesso e classe di età
Anno 2014 (per 100 persone con le stesse caratteristiche)

 

CLASSI DI ETÀ

Maschi

Femmine

Totale

6-10

45,4

43,3

44,4

11-14

78,5

83,2

80,8

15-17                                

89,5

92,3

90,9

18-19                                

93,9

93,6

93,8

20-24                                

87,4

91,0

89,1

25-34                                

85,2

81,8

83,5

35-44                                

78,1

74,1

76,1

45-54                                

70,0

61,5

65,6

55-59                                

59,5

45,4

52,5

60-64                                

49,8

33,5

41,6

65-74                                

28,7

14,4

21,1

75 e più

8,2

1,8

4,3

Totale                                

62,3

52,7

57,3

Fonte: Istat, Indagine multiscopo sulle famiglie "Aspetti della vita quotidiana"

Questi dati sono ancor più significativi per il territorio biellese, in quanto caratterizzato storicamente da bassa scolarizzazione e dal lavoro operaio nel settore tessile. Tale lavoro non presupponeva l’utilizzo del computer e di conseguenza molti Biellesi (che ancora lavorano o che sono appena andati in pensione o che sono in pensione da anni) non hanno mai utilizzato il computer o più in generale internet. Come illustrato in precedenza, queste persone rappresentano una parte consistente dei cittadini e, a fronte della volontà delle Pubbliche Amministrazioni di puntare sempre di più sul canale on line per potersi interfacciare e dialogare con il cittadino, risulta necessario e non più procrastinabile un intervento volto alla cosiddetta “alfabetizzazione digitale”.

Per il nostro territorio, più di altri, emerge per tanto come urgente un’azione di inclusione di questi cittadini per quanto riguarda l’utilizzo di internet come canale di accesso ai servizi, ma anche di informazione, opportunità di crescita personale e culturale e di partecipazione attiva, che possa facilitare e migliorare la loro vita quotidiana e il rapporto intergenerazionale (con i nipoti, i figli, ecc.) ma anche quello tra coetanei e con la pubblica amministrazione e gli altri erogatori privati di servizi on line.        

La formazione oggi

L’offerta formativa attuale nel campo digitale è strutturata soprattutto per rispondere alle esigenze professionali. Il percorso ECDL, che viene ancora oggi inteso come il punto di ingresso universale nel mondo digitale, non risponde ad alcune delle esigenze più comuni dell’utente. Anche nella declinazione “nuova ECDL”, lanciata a settembre 2013, risponde principalmente a necessità professionali, lasciando inespresse tutte le necessità del “cittadino digitale”.

Attualmente la formazione ECDL prevede, nella declinazione “full standard”:

All’interno di questi moduli sono previsti accenni a social media e interazioni online, ma con un focus formale che poco si adatta alle necessità di chi, per esempio, vuole consultare rapidamente una mappa, le previsioni del tempo o il proprio profilo INPS. Fermo restando che in quest’ultimo caso esistono ostativi tecnici legati a privacy e protezione dei dati personali che rendono impervio l’insegnamento, si rende necessario trovare un nuovo paradigma che allontani l’insegnamento a scopo divulgativo dalle logiche di quello professionale.


La formazione domani

Per uscire dalla logica dell’insegnamento accademico, era necessario osservare i modelli di insegnamento che permettono l’apprendimento durante il tempo libero con buon risultati, uscendo dalla logica della classe a presenza obbligatoria.

Il nuovo modello aveva necessità di alcune caratteristiche specifiche:

Un’analisi dei modelli esistenti ha permesso al gruppo di intervento di rilevare grandissime analogie con uno dei modelli più consolidati e remunerativi presenti sul libero mercato: quello delle palestre al libero accesso.

In queste ogni utente dispone di una scheda personalizzata, compilata però con uno standard interno alla palestra. In questo modo qualsiasi istruttore o tutor presente può intervenire sia per seguire le attività dell’allievo, sia per fornire consigli o integrazioni al piano, secondo la propria esperienza e capacità.

Un modello già funzionante, che offre la giusta combinazione di standardizzazione, flessibilità e replicabilità, e che secondo il gruppo di intervento può essere mutuato anche in un settore come l’inclusione digitale.

Da questa osservazione, è nato il concetto di Palestra digitale.

La Palestra Digitale

Il concetto alla base di questo progetto, che verrà analizzato nel paragrafo successivo, è semplice e prende spunto dai meccanismi di insegnamento asincrono e differito già presenti nel mercato.

Ciascun allievo, superato un brevissimo corso introduttivo, necessario come sbarramento iniziale per la valutazione della motivazione, avrà accesso alla Palestra Digitale, uno spazio ad accesso libero ma monitorato. In questo spazio potrà esercitarsi sui moduli concordati, un insieme di contenuti estremamente verticali, chiedendo se necessario l’intervento del docente o dei tutor presenti. Di volta in volta la trasmissione del sapere potrà essere personale, coinvolgere un piccolo gruppo o l’interezza dei presenti, a seconda dell’interesse di ciascuno e della sensibilità di docenti e tutor. In questo modello aperto, molto simile a un laboratorio, l’apprendimento sarà personalizzato, ma con un grande vantaggio in termini di risorse umane richieste, esattamente come nelle palestre tradizionali.

Il punto vincente del progetto è la standardizzazione dei moduli: una volta stabiliti i saperi di ogni singolo modulo, e dopo averli condivisi con tutor e insegnanti, il sistema permette a ciascuna figura docente di insegnare a ciascun allievo in modo indipendente, senza necessità della continuità formativa e della conoscenza diretta che invece richiedono i modelli di apprendimento tradizionali. Un sistema flessibile, innovativo e soprattutto adatto alle esigenze di apprendimento del mondo digitale, che vedono ciascun allievo avere punti di ingresso, competenze iniziali e obiettivi differenti e rendono il modello di insegnamento tradizionale inadeguato.

Il progetto pilota

Per avere una base consistente e che abbia validità statistica, il progetto pilota dovrebbe prevedere l’inclusione digitale di almento 100 cittadini. La fascia inizialmente preferita per la sperimentazione sarà quella della terza età, per diverse ragioni fra le quali la minore propensione di quest’ultima all’utilizzo delle opportunità offerte dal Digitale. Tuttavia la flessibilità del sistema messo in atto permette di mutuare facilmente il progetto in fasce demografiche diverse, con la creazione di moduli ad hoc o con l’adattamento di quelli esistenti. Vista la struttura flessibile del modello non è possibile predeterminare il tempo individuale necessario per portare a termine un primo ciclo, ma ciascun modulo è calibrato in modo da poter essere acquisito in un tempo individuale da 2 a 4 ore, a seconda del background e della propensione individuale. La struttura aperta e libera tuttavia lascia spazio anche per ulteriori approfondimenti o sessioni di recupero, qualora necessarie: la persona che ne sente il bisogno potrà semplicemente presentarsi presso la sede designata e utilizzare le risorse presenti, anche in autonomia, come in una vera palestra. Il progetto pilota prevede dodici moduli, piùuna fase introduttiva, secondo il seguente schema:

Modulo

Durata*

Tipologia

Introduttivo

4*

lezione frontale

Social Media base

2*

lezione frontale

Facebook avanzato

2

accesso libero

Ricerche online

2

accesso libero

Commercio elettronico

2

accesso libero

Smartphone e Tablet

2

accesso libero

Elaborazione immagini

2

accesso libero

Posta elettronica

2*

lezione frontale

Sicurezza e privacy

2

accesso libero

Musica, video e streaming

2

accesso libero

Siti Internet fondamentali

2

accesso libero

Applicazioni e programmi indispensabili

2

accesso libero

Pubblica amministrazione digitale

2

accesso libero

La durata è indicativa per i moduli ad accesso libero, mentre è fissata per le lezioni frontali. Questi tre moduli (Introduttivo, Social Media Base e Posta Elettronica) saranno obbligatori perché, anche in una struttura flessibile, è indispensabile trasmettere alcune conoscenze indispensabili, e la lezione frontale offre la garanzia di poterlo fare. Inoltre questa breve fase introduttiva, che si può terminare agevolmente in una settimana. Inoltre due sessioni frontali offrono anche un’ottima opportunità di misurare la motivazione iniziale degli aspiranti allievi e, qualora fosse necessario, effettuare una prima scrematura dei potenziali utenti coinvolti.

Il modello prevede una logistica semplice, nella quale sarà sufficiente la presenza presso ciascuna sede designata di un docente e/o di uno o due tutor, eventualmente identificati fra gli utenti esperti oppure fra volontari di altra natura. Queste figure garantiranno sia il controllo della logistica dell’area di studio, sia le delucidazioni o gli insegnamenti necessari. Sarà compito dello staff docente stabilire di volta in volta se e come creare gruppi temporanei di apprendimento o procedere con una spiegazione frontale.

I moduli potranno essere seguiti dagli allievi secondo la politica BYOD (Bring Your Own Device), in modo da facilitare la replicabilità dell’apprendimento ricevuto anche in sede privata. Per chi non dispone di dispositivi propri, il progetto potrà fornire, identifcando eventuali collaborazioni, l’accesso a terminali per l’utilizzo didattico.

Per rendere ancora più standard e comprensibile il metodo, ciascun allievo può essere dotato di una propria scheda, nella quale l’insegnante o il tutor segnaleranno i progressi. Tale scheda ha sia una valenza motivazionale per l’allievo, che ha un riscontro sui suoi progressi, sia una valenza formativa. Una semplice osservazione della scheda infatti permette a insegnante o tutori di conoscere i progressi dell’allievo anche al primo contatto, rendendo complete e reali l’intercambiabilità, la standardizzazione e soprattutto il concetto di apprendimento asincrono che sono alla base di questo progetto.

Al termine del corso sarà possibile, per chi avrà completato correttamente tutti i moduli, ottenere un attestato di frequenza complessivo, ed è possibile ipotizzare anche l’erogazione di attestati minori per chi abbia richiesto e ottenuto di ottenere i saperi relativi a uno o più singoli moduli.

Passi operativi

        

Budget

Le voci di costo principali per un tipico progetto formativo sono 3:

Locazione sede

La prima voce di costo potrebbe essere abbattuta grazie al patrocinio di Provincia e Comuni interessati che possono mettere a disposizione i propri spazi non utilizzati, adattati alla bisogna come coworking minimale con uno sforzo minimo, che peraltro riadatterebbe tali spazi anche a eventuali iniziative future. Lo scenario migliore, in cui l’interesse inizialmente manifestato dai partner istituzionali si concretizza completamente, questa voce di costo è pari a zero. Per i moduli obbligatori, che prevedono lezioni frontali del tipo tradizionale, potrebbe essere messa in campo una collaborazione con gli enti formativi del territorio, in modo da abbattere i costi e avere a disposizione infrastrutture adeguate con il minimo investimento.

Acquisto materiali

Per l’allestimento dello spazio è sufficiente una connessione del tipo Wi-Fi. Per tale scopo, qualora l’ente partner ne fosse sprovvisto, sarà sufficiente per la prima fase un punto di accesso basilare da collegare alla rete già presente. Il costo di tale dispositivo non supera i 100 euro e la configurazione può essere facilmente effettuata in pochi minuti da un qualsiasi esperto di materie digitali, docente o volontario.

Qualora si volesse offrire una alternativa alla politca BYOD, si potranno acquistare dispositivi di fascia bassa, più che sufficienti per la didattica. In questo caso il costo indicativo è di circa 70 euro a dispositivo per prodotti del tipo tablet e 250 per computer portatili, che comunque rimarrebbero in dotazione al progetto e potrebbero essere utilizzati per attività successive, abbattendone i costi.

A tali costi vanno aggiunti quelli per il materiale elettrico di supporto (cavi, prolunghe), quantificabili in circa 100 euro per ogni aula da allestire, qualora le infrastrutture elettriche presenti non siano sufficienti.

Docenza

Dai confronti emersi in fase di progettazione dal gruppo di intervento, si è deciso di allineare i costi della docenza a quelli già presenti sul mercato, 50 euro lordi per ora di docenza. In questo caso, immaginando il progetto nella sua declinazione più libera, offrendo due pomeriggi di disponibilità a settimana, il costo per sede sarebbe di 400 euro a settimana. Ipotizzando la presenza di 25 persone contemporaneamente, ogni settimana sarebbero disponibili 200 ore di apprendimento. Il progetto complessivamente ne richiede 2800 per 100 persone, per un totale di 5600 euro di costo docenza. A tale costo dovrebbe essere aggiunto un rimborso spese, da identificare, per il lavoro svolto dai tutor volontari.

Il progetto su scala - cenni

la palestra digitale è stata pensata fin dalla progettazione per poter essere facilmente scalabile ed estensibile nel tempo e nello spazio:

Alcuni esempi di modularità sono:

Materiale

Progetto Rimini NonniSuFacebook

http://goo.gl/ZOVTIy

Nuova ECDL:

http://www.nuovaecdl.it/le-certificazioni/ecdl-full-standard

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