OGM-TRANSGENICO?...
NO, non ne vale davvero la PENA !



work in progress.jpgUn documento work in progress (QUI trovate il Sommario con links diretti) che è al contempo una raccolta di documenti, ricerche scientifiche, inchieste, articoli, pareri informati, news ... un docu-inventario che è anche un docu-inchiesta, per essere nel mondo, nonostante si sia fatto di tutto per tenerci al di fuori dalle leve di comunicazione dello stesso... almeno sullo scottante argomento del transgenico. Sì, infatti lamentiamo scarsità di informazione e spesso disparità di trattamento sui media. D'altro canto all'allettante desco del business del trasgenico le cifre sono stratosferiche, in un mondo dominato dalle multinazionali. Un agro-teach che coinvolge il presente e, speriamo molto meno il futuro del Pianeta, chiamando in causa temi come: la biodiversità, la sovranità alimentare, l'autodeterminazione di scelta alimentare dei cittadini e dei popoli, la salute pubblica, l'inquinamento.. temi vissuti sulla pelle di ognuno, temi che s'intrecciano senza soluzione di continuità con giurisdizioni di stati e continenti, con le economie delle regioni e dei territori, fino alla scala macro-economica planetaria, con sistemi agricoli che reggono le sorti di piccoli agricoltori e comunità, ma coprono anche vaste distese e territori dove l'agro-business impera... Brevemente, una testa d’ariete, che punta dunque al mondo, alla sua penetrazione, alla sua conquista, che in parte è purtroppo già avvenuta, nel nome, nel brevetto e nel profitto massimo di pochi, anzi di pochissimi (le corporations), il transgenico sta provando a far saltare i grimaldelli dove ancora resistono. Ma non è ancora detta l'ultima parola. Poichè quelle sacche di resistenza che si esprimono per minoranze, ma rappresentano senza dubbio la maggioranza del consenso (seppur silenzioso), sono tutt'altro che rassegnate, e anzi, sono decise a “far sapere” a tutti e a tutte, e a rivendicare sacrosanti e inalienabili diritti:

- Diritti economici (ricordiamo a questo proposito le comprovate contaminazioni genetiche che rovinano i contigui raccolti non transgenici, e minano alle fondamenta il diritto d'impresa, arrecando un danno economico certo);

- Diritto al rispetto della liberà di scelta per il tipo di agricoltura intrapresa (non solo il diritto a non essere contaminati, ma negli U.S.A. manca perfino, per certe specie vegetali, la libertà di poter scegliere il tipo di seme non transgenico da utilizzare, la soya per esempio);

- Diritto alla salute dei cittadini, e alla riduzione drastica delle soglie delle quantità di pesticidi (insetticidi e diserbanti) immesse nell'ambiente, ricordando che i pesticidi sono fra le 12 sostanze chimiche più pericolose al mondo e sono usati ancor più massicciamente nei prodotti transgenici (vedi le colture OGM "Roundup resistenti");

- Diritto a veder salvaguardato VERAMENTE (almeno, ma non solo !, in Europa) il Principio di Precauzione;

- Diritto a preservare l'ambiente, l'ecosistema e la biodiversità, in buono stato, e in ogni luogo sul pianeta, visto che è l’unico che abbiamo, ed è la nostra casa comune;

- Diritto ad essere correttamente informati da organismi scientifici indipendenti, o da scienziati, o team di scienziati, indipendenti dalle multinazionali, che sono coinvolte a vario titolo nel business del transgenico; e allo stesso tempo diritto ad una Ricerca scientifica non unilaterale com’è spesso ora, Ricerca che attualmente è quasi ad esclusivo appannaggio dei soliti detentori di marchi e brevetti, che se la possono permettere.

- Diritto alla sovranità alimentare, che è il diritto dei popoli a un cibo salubre, culturalmente appropriato, prodotto attraverso metodi sostenibili ed ecologici, in forza del loro diritto a definire i propri sistemi agricoli e alimentari. Questo diritto difende perciò i bisogni di coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti, tenendo in debito conto le future generazioni.

- Diritto dei consumatori e fruitori, alla sicurezza alimentare e alla trasparenza di tracciabilità in etichetta dei prodotti contenenti componenti transgenici, anche qualora nella catena alimentare, nel caso dei prodotti di origine animale, ci si riferisca ai mangimi e/o a loro componenti;

- Diritto a facilitazioni per “modelli agricoli alternativi e agro-ecologici” come l’ agricoltura biologica su piccola scala e a misura d'uomo, che secondo l' agenzia dell’ONU, UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) è "l'unica via concreta per sfamare il mondo";

- Diritto e facilitazioni che incoraggino sempre più a proteggere, sperimentare, diffondere, migliorare e scambiare le sementi autoctone che hanno caratterizzato per secoli e millenni intere culture. In questo ambito occorre promuovere il Miglioramento Genetico Partecipativo per organizzare la ricerca agricola in maniera da conciliare la salvaguardia della biodiversità, produrre cibo più sano e sfamare le popolazioni, costituendo vere e proprie banche del seme vivente ed in evoluzione. Così come occorre sostenere la Marker Assisted Selection (MAS) ovvero la: "Selezione assistita dei marcatori" che consente di fare appunto una selezione delle piante non solo in base al fenotipo, ma anche al genotipo, migliorandone nel tempo i parametri di resistenza, migliore adattamento, e resa.


N.B. Nota per la Consultazione: Cliccando sui TITOLI che interessano particolarmente, il LINK vi porterà direttamente all’argomento prescelto.

SOMMARIO

CHE COS'E' UN OGM ?

IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

a) IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. E il Principio di RESPONSABILITA'

b) COME IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E' STATO INTRODOTTO IN EUROPA

NEWS/NOTIZIE     

(la dicitura “NEW!” che può precedere il titolo, indica che è stato: “pubblicato recentemente”)

New! AIUTIAMO GLI AGRICOLTORI A NON COMPRARE PIU' I SEMI (Miglioramento Genetico Partecipativo)

New! Castagni transgenici e ...consigli per gli acquisti

New! Colza transgenica rilevata in Svizzera, nonostante il divieto di semina

New! - Mozambico: Patate dolci NON transgeniche per colmare le carenze di vitamina A
-
La verità sulla tossina Bt

- "L'etichettatura dei cibi che mangiamo è un diritto fondamentale"

- Regione italiana VALLE D’AOSTA: OgmFree
-
Rilevazione di residui del diserbante glifosato negli animali e nell'uomo

- BIODIVERSITA' DA PRESERVARE e attività in sostegno dello scambio dei semi

- Diserbanti al glifosato lungo le strade: dannosi e purtroppo autorizzati

- Eliminare gli oppositori: ecco come l'Industria degli OGM risponde alle critiche

- Pesticidi e Agricoltura, correlazioni con patologie

- Il Glyphosate e il suo prodotto di degradazione (AMPA) trovati spesso e ampiamente nei suoli e nelle acque USA

- Erbicida “Dicamba” (sale dimetilamminico), per i legislatori U.S.A. i consumatori sono solo... carne da macello

- L’agricoltura Bio non è produttiva? Non è vero. Lo dice una ricerca Usa

-

New! - Alimenti Biologici: Maggior capacità Antiossidante

New! - Le 10 ragioni per cui non abbiamo bisogno degli OGMtransgenici

New! - Uno scienziato ex Pro-OGMtransgenico ammette che gli OGMtransgenici non sono sicuri

New! - Agricoltura biologica sempre più forte, soprattutto al Sud

New! - Sono presenti Organismi Geneticamente Modificati nei cibi?

New! - Per l'Italia essere Ogm free è un benefit

New! - Ogm, basta mistificazioni: non sconfiggono fame e malnutrizione

New! - Le api muoiono a causa di un gene «marcatore» che è utilizzato nella modificazione della colza OGMTRANSGENICA canadese

New! - Ogm: Ue, Commissione uscente non ne autorizzerà dei nuovi

New! - Gli Ogm non sono affatto economici. Anzi, sono tra i più costosi perché si raccolgono le royalty su ogni seme venduto

New! - AGRICOLTURA: BOLZONELLO, FVG RIFERIMENTO PER MODIFICHE DIRETTIVA OGM

New! - Con il biologico si guadagna di più e si crea più lavoro

New! - Gli ogm fanno male alla democrazia

New! - Coldiretti, ‘Ogm falsa opportunità; a rischio il Made in Italy’

NEW! - IL TRANSGENICO IN POCHE CIFRE
NEW! - Il glyphosate, il controverso diserbante contenuto nel Roundup della Monsanto e contenuto come gene di resistenza nell'80% dei semi transegenici, trovato da una ricerca scientifica nei suinetti malformati in Danimarca

New! - L'utilizzo di insetticidi ed erbicidi sulle colture OGMtransgeniche è alle stelle!

New! - Vandana Shiva: «Il Ttip? La fine della democrazia»

New! - Forte vento a favore del SI’ per etichettatura OBBLIGATORIA dei cibi OGMTransgenici negli USA. Monsanto spende milioni per tentare di spingere per il NO. Occorre battere Monsanto!

New! - Le colture OGM e il tratto digestivo del ratto: una revisione critica per studi risultati difettosi, scarsi, insuffiecienti, lacunosi, e che portano alla conclusione che persiste la mancanza di prove per dimostrare che queste varietà di colture transgeniche sono sicure da mangiare

New! - Ecco perché gli ogm non sfameranno il mondo

New! - Il Texas tenta l'ultimo disperato attacco alle infestanti super resistenti, il glifosato non funziona più

New! Straordinaria e vittoriosa resistenza di Malvinas Argentinas contro Monsanto/OGM

New! - Legame tra pesticida Roundup ready (Monsanto) e declino Apis mellifera

New! - Rischi sanitari diretti e indiretti del glyphosate (pesticida Roundup Monsanto) 

New! Il pesticida glyphosate potrebbe essere peggiore del DDT che ora uno studio del 2014 collega all’Alzheimer

New! Il pesticida glyphosate danneggia le vacche da latte

New! Uno studio afferma che gli OGMTransgenici sono ovunque nei cibi negli Stati Uniti e dovrebbero essere etichettati

New! IL PERICOLOSO ERBICIDA 2,4-D SDOGANATO dall'Agenzia di Protezione dell'Ambiente (EPA U.S.A.)

New! API: la multinazionale dei semi transegenici e dei pesticidi Monsanto, sta pensando di modificare geneticamente le API, per renderle più resistenti (..ai suoi pesticidi?)

New! La multinazionale del transgenico e dei pesticidi Monsanto eroga $ 4,7 milioni a favore della coalizione del No all'etichettatura obbligatoria dei cibi transgenici in Colorado in vista del prossimo referendum in questo stato

New! Czeslaw Siekierski, da alcuni mesi presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sul TTIP (Trattato di libero scambio U.S.A.-UE) 

New! In Africa ci sono 87 milioni di ettari di suolo acquistati dal 2007 a oggi dalle multinazionali americane e cinesi che potrebbero fare da apripista a tutto il continente (seppur anche li ci sono Stati che si sono opposti e si oppongono) per i  transgenici

New! - La BAYER lancia una nuova soia OGM resistente sia al glifosato che al glufosinato

New! - Vandana Shiva: "Io, spina nel fianco dell'industria Ogm. Vogliono screditarmi ma continuo a lottare"

New! - Nuovo attacco biotech: Monsanto apre un centro di ricerca in Messico, il governo Cinese prova ad “educare” i cittadini con giornali e tv al consumo di OGM

New! - Cina, i comandi militari stoppano le forniture di cibi OGM transgenici

New! - Ogm: commissario Andriukaitis, riesame norma entro 6 mesi

New! - Ministro dell’Agricoltura Martina: si' a ricerca in campo agricolo ma senza Ogm

New! - L'agricoltura biologica è rivoluzionaria!

New! - LA SOVRANITA’ ALIMENTARE, UN DIRITTO INALIENABILE

New! CONFERMA DI CIO' CHE SI E' SEMPRE SAPUTO! Trasferimento geni da cultura a infestante

New! Rivoluzione bio in India: 5 mln di agricoltori in 100mila villaggi

New! Nuova contaminazione da frumento sperimentale OGMtransgenico rilevata in un centro di ricerca nel Montana dove non era affatto prevista !

New! Principi di precauzione colpevolmente ignorati

New! Non vogliono assolutamente che il consumatore sappia che dentro c'è il loro transgenico. Monsanto e altre multinazionali in campo contro l'etichettatura obbligatoria degli alimenti contenenti componenti OGMtransgeniche

New! TRANSGENESI: LE NUOVE innaturali e potenzialmente pericolose FRONTIERE, Symbio vanilla, la vaniglia da biotecnologia sintetica

New! L'Olanda dice No a Monsanto e mette al bando l'erbicida Roundup

New! Insetti ogm: è allarme 

New! L'evoluzione dei parassiti rispetto alle piante biotech era stata prevista dagli scienziati ma la sua diffusa conoscenza non fu resa possibile dalle multinazionali dalle sementi transgeniche

New! "Ogm? Poche le garanzie, meglio tenerli lontani"

New! Le opportunità di un'agricoltura "Ogm free"

New! BIODIVERSITA' FONDAMENTO DELLA VITA, invece gli OGM ingrassano solo le multinazionali del transgenico e riducono la biodiversità

New! Frédérique Ries, relatrice del Parlamento europeo per la direttiva sulle colture OGM, spiega qual è il punto di vista degli eurodeputati sul tema

New! Il Ministro Martina marcatori molecolari SI’ ! Coltivazione OGM NO !

New! Messico: al magistrato Marroquín è stata ratificata e confermata la legittimità a proseguire il processo sulla misura precauzionale di sospensione contro la semina di mais transgenico. Monsanto che si era opposta, perde una battaglia

New! OGM: TASK FORCE, 85% DEGLI ITALIANI VOGLIONO L’EXPO SENZA BIOTECH

 

ARCHIVIO NOTIZIE

ATTI DEI “DECISORI”: DIRETTIVE, DECRETI … DELL’ITALIA, E DELL’ UNIONE EUROPEA

- Ministero della Salute: organismi geneticamente modificati (OGM)

- Direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati

- Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 212

- DECRETO LEGGE 8 luglio 2003, n. 224 Attuazione della direttiva 2001/18/CE concernente l'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati

-  Ogm, nuova “filosofia” dell’Ue: se uno Stato non li vuole chieda l’esenzione alle multinazionali
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Miele, Consiglio Ue: sì a origine in etichetta, Ogm solo se supera lo 0,9%
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Accordo Ue in attesa della seconda lettura: "gli Stati decideranno se coltivarli" ma dubbi su eventuali ritorsioni e impossibilità di utilizzare le motivazioni legate ai rischi per salute e l'ambiente

- OGM: IN ITALIA IL DIVIETO DI COLTIVAZIONE E’ PUNIBILE CON MULTA FINO A 50.000 €

-  L’Italia è libera di non coltivare Ogm. Il Consiglio Ue ratifica l'accordo su libertà di coltivazione per gli stati
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IL TTIP (Trattato di libero scambio) COINVOLGERA' ANCHE IL TRANSGENICO?

- Il Principio di Precauzione sotto la mira del TTIP ?

- L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) respinge la richiesta della Francia che chiedeva il divieto di coltivazione del mais Ogm in Europa

- Iniziato il percorso di regolamentazione europea sulla possibilità di restringere o proibire la coltivazione degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati)

- Programma di controllo sulla presenza di OGM nelle sementi di mais e soia - Campagna semine 2013/2014

- Frédérique Ries, relatrice del Parlamento europeo per la direttiva sulle colture OGM, spiega qual è il punto di vista degli eurodeputati sul tema

- Ministro dell’Agricoltura Martina: si' a ricerca in campo agricolo ma senza Ogm

- Ogm: commissario Andriukaitis, riesame norma entro 6 mesi

- Czeslaw Siekierski, da alcuni mesi presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sul TTIP (Trattato di libero scambio U.S.A.-UE)
- Vandana Shiva: «Il Ttip? La fine della democrazia»
-
 Ogm: Ue, Commissione uscente non ne autorizzerà dei nuovi

- Sono presenti Organismi Geneticamente Modificati nei cibi?

- PARLAMENTO EUROPEO: L’Europa potrebbe aver voltato le spalle agli Ogm

- Rassicurazioni sul TTIP in merito agli OGM...ma chi ci crede?

- Ogm, prima la contaminazione, poi le regole, questa la strategia delle multinazionali dell'agritech

- "I Paesi Ue che vogliono bandire la coltivazione di Ogm non potranno usare evidenze di danni ambientali" 

DI COSA SI TRATTA QUANDO SI PARLA DI MAIS TRANSGENICO IN FRIULI Venezia Giulia ?

a) MAIS "MON810". Una storia di mais, farfalle e rischi inutili

b) Ogm, sentenza storica: il Tar dice no alle semine di mais Monsanto in Italia

c) Ma cos’è il Mais MON810 ?

d) Come è stato autorizzato il MON810

e) Dove colpisce il MON810

f) Disposizioni relative all'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura. LEGGE REGIONALE 8 aprile 2011, numero 5

- SEGUITO DELL’ ”AFFAIRE” OGM IN FRIULI V.G. a partire da maggio 2014

1) Nuova semina di mais Ogm in Friuli. Pellegrino: «E la Regione che fa?»

2) Agenti del corpo forestale passano allo scanner i campi sospettati di semine transgeniche

3) Il Consiglio di Stato è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva

4) Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar del Lazio di bloccare le semine biotech in Friuli

5) Multa da 40 mila euro per le semine Ogm

6) Semine Ogm, esposto in Procura a Udine e Pordenone

7) Fvg: rimozione forzata degli Ogm. Il vicepresidente Bolzonello ha dato cinque giorni di tempo per l’estirpazione delle colture geneticamente modificate

8) ORDINE DI RIMOZIONE SEMINE TRANSGENICHE ILLEGALI
9) “L’ecologia non può aspettare i tempi della burocrazia, si ripristini subito la legalità”

10) A noi sembra incomprensibile che pur in presenza di leggi specifiche hanno deciso di non decidere

11) Legittimità della MORATORIA ANTI OGM REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

12) La Procura ordina la distruzione del mais Ogm del campo di Colloredo di Montalbano (UD) 

13) SEQUESTRATO E DISTRUTTO CAMPO SEMINATO A MAIS MON810 TRANSGENICO, A COLLOREDO DI MONTALBANO (UD)

14) Il gip convalida il sequestro del campo di mais ogm
15)
 Interrogazione parlamentare per sapere se c’è stata una nuova semina di transgenico in FRIULI V.G. , da dove provengano le sementi eventualmente impiegate e QUALI PROVVEDIMENTI intendano assumere i ministri interrogati

16) “VIA LA MONSANTO DALL’ITALIA GRAZIE AL CASO FVG”

17) Monsanto smentisce, nessun abbandono Italia

18) Monsanto, OGM e STRATEGIE DI MERCATO IN ITALIA E IN FRIULI V.G.
19) Distrutto il campo a mais trangenico di Fanna (PN) 

20) Salta la propagandata nuova semina di mais transgenico nel campo dissequestrato a Colloredo di Montalbano (Friuli V.G.) e si rivela essere solo … una “piccola prova”
21) Mais Ogm, il Riesame dichiara improcedibile il ricorso di Fidenato

22) Come si è arrivati al non facile traguardo della distruzione dei campi di mais transgenico in Friuli V.G.
23) AGRICOLTURA: BOLZONELLO, FVG RIFERIMENTO PER MODIFICHE DIRETTIVA OGM

PARERI” INFORMATI:

A) Sono ben 1.528 le pubblicazioni scientifiche sugli impatti negativi per la salute e l'ambiente degli Ogm e annessi pesticidi

B) PERCHE’, ECCEZION FATTA PER GLI INCASSI DELLE TRE MAGGIORI MULTINAZIONALI  DETENTRICI DEI BREVETTI...IL TRANSGENICO E’ UNA “TECNOLOGIA FALLITA”, VECCHIA E PERICOLOSA?

C) L'INUTILITA', LA NOCIVITA' DEGLI OGM E LA SFACCIATA DISINFORMAZIONE SCIENTIFICA

 

D) LE PIANTE GENETICAMENTE MODIFICATE (transgeniche): QUESTIONE DI SCIENZA O, QUESTIONE SOCIALE ED ECONOMICA?

 E) CONFUTARE GLI ARGOMENTI pro OGM

1)  "Hanno un inserimento mirato di un solo gene" , invece s'è visto che non è così, quindi è falso

2) "Evitano l'uso dei pesticidi" , ma.. non è vero!

3)  "Producono di più", non è vero!

4)  "Possono risolvere la fame nel mondo" , falso!

5)  "Possono permettere di coltivare in condizioni svantaggiose" , falso!

6)  "Riducono i costi di produzione." Non è vero però

7) "Sono più sicuri dei prodotti naturali." Falso! Fantasia pura

8)  "Non ci sono mai stati problemi per l'ambiente (e per la salute umana)." Falso!

Impatti sull'ambiente

8a)  Le tossine emesse delle piante OGM resistenti agli insetti, colpiscono anche gli insetti utili

8b) Nelle aree coltivate con soya e mais transgenici, l'uso dei pesticidi è aumentato notevolmente

8c) Elenco di tutte le piante ed erbe infestanti, che nelle diverse zone del mondo dove si coltivano gli OGM, sono diventate resistenti agli erbicidi

8d)  Il transgenico suscita timori per la biodiversità

9) Gli OGM sono un modo per impedire un'agricoltura diversa!
10) Non ci sono mai stati problemi per la salute umana. Falso!

10a) Rischi da allergie e intolleranze

10b) Rischi da geni di resistenza agli antibiotici

10c) Rischi da metaboliti di diserbanti

10d) Rischo da alterazione del funzionamento dei geni

10e) L'RNA

10f) Veleni “inside”

10g) Il glyphosate è responsabile, ed è correlato ad un tumore piuttosto grave

10h) Studi dimostrano in animali che si nutrono di mangimi OGM che la soya transgenica altera il loro fegato

10i) Alterazioni nel peso degli animali alimentati con quel mangime OGM e disturbi e in certi casi, addirittura, ridotta fertilità

10j) Rischio nel caso della possibilità che i geni pre esistenti vengano alterati

F) CENTINAIA E CENTINAIA GLI STUDI SCIENTIFICI SUGLI IMPATTI NEGATIVI DEL GLIFOSATO

G) Il trasferimento genico orizzontale: il flagello dell’ingegneria genetica


H) EVIDENZE SUI DANNI PROCURATI DALLE COLTURE transgeniche ad ingegneria Bt

I) EVIDENZE SUI DANNI DA GLIFOSATO, E DA COLTURE TRANSGENICHE RESISTENTI AL GLIFOSATO

L) Impatto ambientale delle piante transgeniche coltivate

M) "Altro che soluzione alla fame nel mondo. Ecco che cosa rischiamo con gli Ogm"

N) Perché le coltivazioni transgeniche sono una minaccia per i contadini, la sovranità alimentare, la salute e la biodiversità nel pianeta

O) Monsanto e il giornalismo embedded (“arruolato”)

P)
"Ogm? Poche le garanzie, meglio tenerli lontani"

CINQUE NUOVI MOTIVI CHE LA “SCIENZA” DI MONSANTO* NON CALCOLA 

1. Il Roundup (Glifosato) della Monsanto legato ad una malattia renale cronica fatale

2. Il Roundup (Glifosato) della Monsanto, persiste nel suolo e nell'acqua

3. Le Colture OGMtransgeniche hanno portato ad un aumento nell'uso di pesticidi ed erbicidi non ad una loro diminuzione 

4. I pesticidi sono più pericolosi di ciò che noi pensiamo

5. L'Agricoltura biologica su piccola scala: necessaria per nutrire il mondo, non il transgenico OGM

- ARTICOLO ORIGINALE in Inglese: Five New Reasons Monsanto’s ‘Science’ Doesn’t Add Up  

*MONSANTO. Chi è Monsanto?

b)*Cos'è la Monsanto?

c) Monsanto. La storia 

d) Ai nostri giorni, la Monsanto Company

e) "Il mondo secondo Monsanto”

f) Il Friuli secondo... Monsanto

g) Monsanto dovrà ripagare i veterani sudcoreani della guerra in Vietnam

h) La multinazionale Monsanto è inserita profondamente nelle strutture portanti del potere americano

i) Elevati livelli di PCB sono stati rilevati nella scuola media di Westport ma non è che la punta dell’iceberg. La Monsanto che produceva il materiale, chiamata in causa
j)
 Nuovo rapporto su Monsanto dettaglia l'influenza e il potere di una delle multinazionali più pericolose

OGM – L’ARROGANZA E IL SOPRUSO DELLE MULTINAZIONALI

1) GLI AGRICOLTORI BIOLOGICI (E QUELLI CONVENZIONALI) PAGANO IL PREZZO DELLA CONTAMINAZIONE CAUSATA DALLE COLTURE OGM

2) MONSANTO SI APPROPRIA DI ALTRI 250 DNA NATURALI

3) ECCO COME FANNO PER BYPASSARE FISICAMENTE I DIVIETI. Sementi di  mais contaminate da OGM vendute in Francia

4) La situazione invasiva degli OGMtransgenici in Sud Africa

5) I dubbi sulle speculazioni dell’autodenuncia Monsanto

6) L'EPA (chissà come mai...) ha votato a favore della multinazionale Monsanto e contro la salute pubblica
7) Monsanto, Pubblicità TOSSICA

8) Monsanto, brevetto fraudolento su pomodori non OGM e biopirateria. Come è possibile aggirare le regole dei brevetti

9) LA “SCIENZA” CHE DISCRIMINA LA RICERCA. LO STUDIO SERALINI

- LE 4 VERITA’

9a) Monsanto: violentissimo attacco allo studio Seralini. Come provare a distruggere un ricercatore

9b) La ricerca Seralini

9c) Il ritiro della ricerca Seralini
9c1)
Monsanto vuole il controllo della scienza

9d) Milletrecentocinquantotto (1358) scienziati boicottano il ritiro dello studio dell'equipe del Prof. Seralini

9e) Scienziati contro la rivista Elsevier per la retrazione della ricerca Seralini”

9f) L'EFSA ha approvato (luglio 2013) le nuove linee guida sulle ricerche a lungo termine, validando di fatto il lavoro dell'equipe Seralini

9g) Perchè l'EFSA ha utilizzato due standard diversi per valutare il lavoro di Seralini e quello della Monsanto sul medesimo mais OGM?
9h) RIPUBBLICATO LO STUDIO precedentemente RITIRATO dell'equipe SERALINI: tossicità a lungo termine dell' erbicida Roundup e tossicità del mais OGM resistente all'erbicida Roundup

10) The Ermakova affair: La"Correzione preventiva" degli studi scientifici critici sugli OGM

11) FINO A QUANDO CI SARA' IL "TRUCCO" non potrà mai esistere un dibattito onesto, razionale e scientifico

12) Le corporations del transgenico controllano la ricerca

13) LA PROPAGANDA MONSANTO AI DODICENNI
14) La multinazionale "Coca-Cola" ha contribuito con $ 3,2 milioni per sconfiggere le leggi sull'etichettatura dei prodotti OGM, in California e nello stato di Washington

15) Nonostante l’insuccesso ventennale ancora si insiste con il “golden rice”, e si testa  illegalmente su cavie umane, il riso ogm “golden rice”

16) Monsanto nasconde al mondo le prove sull'erbicida Roundup

17) "Senza liberta' e indipendenza non c'e' scienza, ci sono soltanto abili strategie di comunicazione e propaganda" 

18) DAI PRODUTTORI DEL TRANSGENICO NESSUN ACCESSO AI SEMI OGM, PER GLI SCIENZIATI INDIPENDENTI

19)  LE MULTINAZIONALI DEL BIOTECH VIETANO LA RICERCA INDIPENDENTE SUGLI EFFETTI DEL TRANSGENICO

20) Scarseggiano i finanziamenti per le ricerche indipendenti.. chissà perchè?

21) Molte delle firme più note che in Italia si dichiarano a favore degli OGM non hanno esperienza di cosa siano le piante GM in agricoltura

22) Pesante interferenza degli Stati Uniti e Gran Bretagna sulle ricerche condotte dalla task forze medico-scientifica incaricata di confermare o meno il bando sugli OGM in Africa

23) Il vero nodo che pongono gli OGM è: il BREVETTO SUL VIVENTE

24)  ESPERIMENTI DI NUOVI PRODOTTI TRANSGENICI DIRETTAMENTE SUGLI UMANI, SUCCEDE NEI CIVILISSIMI U.S.A. IN BARBA AL CODICE DI NORIMBERGA

25) La Bayer lancia una nuova varietà di soia ogm

26) Come addomesticare e falsificare uno studio

27) L'inganno degli OGM

28) Politici statunitensi comprati e a tutti gli effetti "di proprietà" delle grandi imprese Biotech (Monsanto fra queste).. e risultano "venduti" anche certi media… che succeda anche altrove?
29)
Per convincere l'Europa ad accettare gli Ogm nel trattato Ttip gli Usa faranno di tutto e di più. Come già avvenne con Berlusconi

30) L'evoluzione dei parassiti rispetto alle piante biotech era stata prevista dagli scienziati ma la sua diffusa conoscenza non fu resa possibile dalle multinazionali dalle sementi transgeniche

31) TRANSGENESI: LE NUOVE innaturali e potenzialmente pericolose FRONTIERE, Symbio vanilla, la vaniglia da biotecnologia sintetica

32) Monsanto e altre multinazionali in campo contro l'etichettatura obbligatoria degli alimenti contenenti componenti OGMtransgeniche

33) Principi di precauzione colpevolmente ignorati

34) Nuovo attacco biotech: Monsanto apre un centro di ricerca in Messico, il governo Cinese prova ad “educare” i cittadini con giornali e tv al consumo di OGM

35) Vandana Shiva: "Io, spina nel fianco dell'industria Ogm. Vogliono screditarmi ma continuo a lottare"

36) La BAYER lancia una nuova soia OGM resistente sia al glifosato che al glufosinato

37) La multinazionale del transgenico e dei pesticidi Monsanto eroga $ 4,7 milioni a favore della coalizione del No all'etichettatura obbligatoria dei cibi transgenici in Colorado in vista del prossimo referendum in questo stato

38) IL PERICOLOSO ERBICIDA 2,4-D SDOGANATO dall'Agenzia di Protezione dell'Ambiente (EPA U.S.A.)

39) Le colture OGM e il tratto digestivo del ratto: una revisione critica per studi risultati difettosi, scarsi, insuffiecienti, lacunosi, e che portano alla conclusione che persiste la mancanza di prove per dimostrare che queste varietà di colture transgeniche sono sicure da mangiare

40) L'utilizzo di insetticidi ed erbicidi sulle colture OGMtransgeniche è alle stelle!

41) In Africa ci sono 87 milioni di ettari di suolo acquistati dal 2007 a oggi dalle multinazionali americane e cinesi che potrebbero fare da apripista a tutto il continente (seppur anche li ci sono Stati che si sono opposti e si oppongono) per i  transgenici

42) Gli ogm fanno male alla democrazia
43) Monsanto acquista la Blackwater, il maggiore esercito di mercenari del mondo

44) Studio finanziato dall'UE sull’alimentazione con mais OGM, sospettato di manipolazione
45) Secondo l'attivista Jeffrey Smith il suicidio è collegato al fallimento delle colture di cotone Bt

46) OGM: No all’etichettatura in Colorado e Oregon, la vittoria delle multinazionali

47) Castagni transgenici e ...consigli per gli acquisti

48) Colza transgenica rilevata in Svizzera, nonostante il divieto di semina

49) Eliminare gli oppositori: ecco come l'Industria degli OGM risponde alle critiche

BUONE NOTIZIE E….A VOLTE SI VINCONO BATTAGLIE !

1) A VOLTE LI “PIZZICANO”: Monsanto costretta al ritiro della pubblicità ingannevole

2) La Monsanto ci ha provato anche in Cile, ma il governo l'ha bocciata!

3) Strasburgo dice no a commercio e coltivazione mais OGM 1507
4) I maya ce l’hanno fatta! Vietata la coltivazione di soia geneticamente modificata

5) Sentenza storica per il Brasile annullato rilascio autorizzazione mais OGM Bayer

6) La Francia vieta la coltivazione del MON 810

7) Ogm, sentenza storica in ITALIA: il Tar dice no alle semine di mais Monsanto in Italia

8) La Russia dice no alle importazioni del transgenico e sceglie il biologico

9)  ETICHETTATURA OBBLIGATORIA degli OGM. GRANDE VITTORIA nel VERMONT !

10) Costarica, il popolo per uno sviluppo sostenibile e no OGM

11) Gli inganni della Monsanto costretta a pagare

12) PROIBITI GLI OGM IN DUE CONTEE DELL'OREGON (U.S.A.)

13) Grano OGM: stop del Giappone alle importazioni dagli USA, richiesti accertamenti da Taiwan

14) La Global GMO Free Coalition (GGFC) ha raggiunto i 4.5 milioni di membri, riuniti in 60 gruppi aderenti in tutto il mondo

15) L’IAASTD mette in guardia sul transgenico
16) Le Hawaii mettono fuori legge gli Ogm, le multinazionali si ribellano

17) Perù, il Paese che non vuole Ogm, almeno per 10 anni !

18) Coldiretti e Cia ricordano che il 76 per cento degli italiani si dichiara contrario all’uso di Ogm in agricoltura

19) No Ogm, l’Ue non ignori il 70% dei cittadini contrari

20) Niente mais ogm Bt, nè pestici, per la difesa biologica meglio i droni, complessivamente costano MENO* e NON INQUINANO !

21) La Tasmania (stato dell’Australia) proroga indefinitamente il divieto al transegenico

22) UNA REGIONE OGM FREE ! A Remanzacco (Udine) il "Forno Rurale" raddoppia, per un pane "Ogm free"

23) Usa: Bayer condannata per ogm non autorizzati

24) “TOSCANO” a lavorazione artigianale, con tabacco Kentucky, rigorosamente Ogm free, naturale al 100%

25) La Rete Europea delle Regioni OGM-free

26)  Monsanto obbligata a pagare $ 93 milioni ai cittadini avvelenati in una cittadina statunitense, dedita alla produzione del cancerogeno AGENTE ORANGE

27) Monsanto dovrà ripagare i veterani sudcoreani della guerra in Vietnam
28) Kenya, No ai prodotti OGM

29) SALVARE L’UMANITÀ DAI CIBI TRANSGENICI: APPELLO AL PAPA DA ESPERTI DI TUTTO IL MONDO. IL VATICANO DA IL VIA LIBERA ALLA DIFFUSIONE DELL’APPELLO E DELLA LETTERA CHE LO ACCOMPGNA

30) Guatemala. Mobilitazioni contadine contro la “Legge Monsanto” hanno successo. E nell’articolo: SINTESI della situazione delle lotte in Sud America

31) OGM: il 77% degli italiani è contrario

32) Storica sentenza in Costarica contro gli Ogm 

33) La Monsanto lascia il Venezuela, gli agricolori scrivono una nuova legge su i semi

34) OGM: TASK FORCE, 85% DEGLI ITALIANI VOGLIONO L’EXPO SENZA BIOTECH

35) Messico: al magistrato Marroquín è stato ratificata e confermata la legittimità a proseguire il processo sulla misura precauzionale di sospensione contro la semina di mais transgenico. Monsanto che si era opposta, perde una battaglia

36) Il Ministro Martina marcatori molecolari SI’ ! Coltivazione OGM NO !

37) L'Olanda dice No a Monsanto e mette al bando l'erbicida Roundup

38) Cina, i comandi militari stoppano le forniture di cibi OGM transgenici

39) Uno studio afferma che gli OGMTransgenici sono ovunque nei cibi negli Stati Uniti e dovrebbero essere etichettati
40)
Straordinaria e vittoriosa resistenza di Malvinas Argentinas contro Monsanto/OGM

41) Forte vento a favore del SI’ per etichettatura OBBLIGATORIA dei cibi OGMTransgenici negli USA. Monsanto spende milioni per tentare di spingere per il NO. Occorre battere Monsanto

42) Per l'Italia essere Ogm free è un benefit

43) Ogni tanto qualcuno ha quello che si merita!

44) Dopo gli attacchi “disperati” dei media pro-OGM, risponde Vandana Shiva: «Non saranno le polemiche a fermarmi»

45) COMUNI OGM FREE

46) CRESCE IL FRONTE ANTI-OGM PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ

47) Neil Young, il musicista canadese, contro Starbucks e Monsanto

48) OGM, le Hawaii dicono stop alla coltivazione, Monsanto sconfitta dal Referendum

49) McDonald's dice "no" alle patate ogm

50) Regione italiana VALLE D’AOSTA: OgmFree

OGM – IL FALLIMENTO DI UNA INNOVAZIONE

1) Le colture non-OGM sono più produttive e redditizie, negli U.S.A. un numero crescente di agricoltori sta abbandonando il transgenico

2) CONTAMINAZIONE DA OGM TRANSGENICI

  2a) CONTAMINAZIONE DA OGM, il COMUNICATO DELLA F.A.O.

  2b) Percy e Louise Schmeiser, e la contaminazione da OGM

  2c) IL CASO DI STEVE MARSH, CONTAMINAZIONE e DANNEGGIAMENTO da OGM, IN AUSTRALIA

  2d) I SEMI DEL DUBBIO. Le esperienze degli agricoltori Nord Americani con le colture GM e la CONTAMINAZIONE
 
2e) La Contaminazione da transgenico dei raccolti convenzionali e biologici negli U.S.A.

  2f) L'industria degli OGM non è in grado di tenere sotto controllo la diffusione degli organismi geneticamente modificati. I casi di contaminazione sono tanti

  2g) Nuova contaminazione da frumento sperimentale OGMtransgenico rilevata   in un centro di ricerca nel Montana dove non era affatto prevista !
  2h) I transgeni possono sfuggire al controllo e sono un rischio per l'ambiente

3) Fallimento anche in ambito di mercato. Il cotone Bt 

4) IL VALORE DELLA QUALITA'. L'ONU BOCCIA GLI OGM-TRANSGENICI e dice che l’Agricoltura Biologica è l’unico modo per sfamare il mondo
5) L'U.S.D.A. * (United States Department of Agriculture) ammette: gli OGM possono causare gravi rischi ambientali

6) Gli scienziati dichiarano assenza di consenso sulla sicurezza degli OGM

7) Il diserbante Roundup e suoi metaboliti a livelli estremi nella soia GMO (OGM-transgenica)

8) La Cina dice no al mais transgenico MIR 162 della multinazionale Syngenta e gli Usa perdono 2,9 mld di $

9) Fallimento ogm, da uno studio Neozelandese

10) Critiche striscianti addirittura da parte dell’USDA, nonostante la sua posizione pro-ogm

11) Individuata in U.S.A. specie di Diabrotica virgifera virgifera RESISTENTE alla tossina Bt (Bacillus thuringiensis) del mais transgenico Cry3Bb1

12) RESISTENZE. L’Helicoverpa armigera, uno dei peggiori parassiti del cotone in Cina sviluppa resistenza alla tossina Bt

13) Le coltivazioni Ogm sono più costose di quelle tradizionali. Aumentano i parassiti secondari o non-target

14) Roundup Monsanto: altri 5 motivi per mettere al bando il glifosato

15) Il numero di paesi che coltivano colture geneticamente modificate è per la prima volta in diminuzione, può significare il declino di questa tecnologia, dice l'associazione "Amici della terra"

16) I contadini africani contro la rivoluzione “verde” (Ogm) di Bill Gates e Rockfeller

17) Sono ben 1.528 le pubblicazioni scientifiche sugli impatti negativi per la salute e l'ambiente degli Ogm e annessi pesticidi

 18) CENTINAIA E CENTINAIA GLI STUDI SCIENTIFICI SUGLI IMPATTI NEGATIVI DEL GLIFOSATO

19) La rivista Science in Society ha prodotto una relazione completa sui rischi sanitari e ambientali degli Ogm

20) Agricoltura e biotecnologie: il fronte della ricerca, tra un’avanguardia silenziosa e un’innovazione (gli OGM) oramai superata

21) IN EUROPA E’ UNA PERCENTUALE IRRISORIA, LO 0,08 %, QUELLA COLTIVATA A  TRANSGENICO

22) Una coesitenza impossibile. Spagna. Mais Ogm fa calare produzione di mais bio

23) India: disastroso raccolto del cotone gm Mahyco

24) Guerra alle erbacce con il "DUO MORTALE" perchè il Roundup da solo NON FUNZIONA PIU'

25) Gli Ogm non possono essere il futuro

26) Polline di soia GM incide sull’export del miele messicano

27)  L' EPA (l'Agenzia di Protezione dell'ambiente statunitense) nega la richiesta di soccorso del Texas di utilizzare diserbante pericoloso su 3 milioni di acri di cotone transgenico

28) LA TRANSGENESI PUO’ DARE ORIGINE A FORMAZIONE DI SEGMENTI DI RNA, IN ORIGINE ASSENTI
29)
In Brasile i parassiti stanno diventando resistenti al mais Bt 1507, solo tre anni dopo l'introduzione del prodotto transgenico sul mercato

30) Cinque cose che vanno peggio dopo l’ingresso degli Ogm in India

31) RESISTENZA AGLI ERBICIDI SVILUPPATA DA PIANTE INFESTANTI

32) Perchè si può affermare che gli OGM in agricoltura sono pericolosi

33) Il vero nodo che pongono gli OGM è: il brevetto sul vivente

34)  I dolori che procura la coltivazione di colza OGM agli agricoltori che la coltivano

35) Crisi agraria e ogm tra le cause dei suicidi degli agricoltori indiani "emarginati"

36) Sviluppata resistenza dal coleottero Diabrotica del mais all'insetticida Bt, anche in Pennsylvania (U.S.A.)

37) Riso Ogm, la Cina blocca le sue ricerche

38) Trasferimento geni da cultura a infestante

39) Il glyphosate potrebbe essere peggiore del DDT che ora uno studio del 2014 collega all’Alzheimer

40) Rischi sanitari diretti e indiretti del glyphosate

41) Il Texas tenta l'ultimo disperato attacco alle infestanti super resistenti, il glifosato non funziona più

42) Ecco perché gli ogm non sfameranno il mondo

43) IL TRANSGENICO IN POCHE CIFRE
44) Coldiretti, ‘Ogm falsa opportunità; a rischio il Made in Italy’

45) Gli Ogm non sono affatto economici. Anzi, sono tra i più costosi perché si raccolgono le royalty su ogni seme venduto

46) Ogm, basta mistificazioni: non sconfiggono fame e malnutrizione

47) Uno scienziato ex Pro-OGMtransgenico ammette che gli OGMtransgenici non sono sicuri

48) Le 10 ragioni per cui non abbiamo bisogno degli OGMtransgenici

49) Secondo il parere della Dottoressa Stephanie Seneff : "entro il 2025, la metà dei bambini potrebbe essere autistica a causa del pesticida glifosato"

50) Behind the label”, il docufilm che indaga il dramma ambientale e sociale causato dalla coltivazione di cotone Ogm in India

51) STUDIO CONFERMA OGM COME PESSIMO INVESTIMENTO

52) Passare all’offensiva contro gli Ogm: messa al bando del glifosato e l'etichettatura della filiera completa, inclusi i foraggi usati

53) Rilevazione di residui del diserbante glifosato negli animali e nell'uomo

54) La verità sulla tossina Bt

DANNI CAUSATI DAGLI OGM AGLI ORGANISMI SUPERIORI

- 1) OGM - DANNI AGLI ORGANISMI SUPERIORI – ANFIBI

a) Roundup, impatto letale su acquatici e anfibi terrestri

- 2) OGM - DANNI AGLI ORGANISMI SUPERIORI - VERTEBRATI

2a) Con Roundup proliferazione di batteri mortali nel microbiota

2b) Gli Ingredienti cosidetti inattivi in formulazioni di erbicidi, sono attivamente tossici

2c) Il Roundup prodotto dalla multinazionale Monsanto è 125 volte più tossico del suo principio attivo, il glyphosate

- 3) OGM - DANNI AGLI ORGANISMI SUPERIORI - MAMMIFERI

3a) Alterazioni al sistema immunitario intestinale con il mais MON 810

3b) Cambiamenti morfologici e biochimici nei ratti nutriti con mais ogm

3c) Uno studio tossicologico collega gli OGM nei mangimi animali ad infiammazioni allo stomaco nei maiali in generale, ed ingrossamento dell'utero nelle scrofe

3d) Gli OGM, il glifosate e il domani

3f) Il mais OGM provoca la morte degli spermatogoni

3g) Gli OGM (tossine Cry) collegati a disturbi delle cellule del sangue e leucemia

3h) Il diserbante “Roundup” della Monsanto distrugge il testosterone e provoca la sterilità maschile

3i) Il diserbante Roundup sopprime la crescita dei batteri intestinali benefici

3j) Scoperto nelle colture OGM un gene virale nascosto

3k) Ingestione del gene resistente all’antibiotico (contenuto negli OGM) in relazione con la perdita di efficacia degli antibiotici sui patogeni

3l) DANIMARCA. Chieste ulteriori indagini sui residui di glifosato nella soia OGM, dopo le inquietanti scoperte rilevate degli allevatori di maiali e di galline

3m) Allevatore danese incolpa i mangimi OGM per le nascite dei suoi maiali, nati morti o deformi
3n) Effetti su animali (topi) di un’alimentazione contenente soia OGM
3o) Il destino metabolico del DNA transgenico

3p) Un confronto sugli effetti) di tre varietà di mais OGM sulla salute dei mammiferi

3q) DNA transgenico e i suoi effetti metabolici nei caprini

3r) Il glyphosate danneggia le vacche da latte

3s) Mangiare cibi OGMtransgenici cambia i batteri intestinali

- 4) OGM - DANNI AGLI ORGANISMI SUPERIORI - UMANI

"Chi controlla il mercato dei semi finisce anche per controllare la nostra salute poichè l'alimentazione viene in buona parte dai semi."(Prof. Salvatore Ceccarelli, genetista)

4a) Tracce di Bt e dei fitofarmaci glifosato e glufosinato associati agli OGM trovate nel sangue di un gruppo di donne incluso donne in stato di gravidanza oltre che nei feti

4a.bis) COS’E’ IL GLIFOSATO ?

4b) Come il diserbante Roundup ® danneggia il cervello

4c) Comprovato, il Roundup si accumula nel cibo OGM

4d) Diserbante trovato nelle urine umane in tutta Europa

4e) Diserbante Monsanto Roundup: causa malformazioni genetiche?

4f) Glifosato (Roundup) collegato al cancro del tessuto linfatico

4g) Studi dimostrano come Il Glifosato sia collegato a gravi patologie quali: diabete, alzheimer e cancro

4h) Il DNA da OGM può trasfersi alla persona che li mangia

- Studio:  possibilità di trasferimento di frammenti di DNA dal cibo al sangue umano

4i) Il diserbante più venduto al mondo causa malformazioni genetiche. E l’Ue non fa nulla

4j) Ogm potrebbero essere responsabili dei disordini legati al glutine

     - USA- CAN GENETICALLY-ENGINEERED FOODS EXPLAIN THE EXPLODING GLUTEN SENSITIVITY?

4k) Altri ricercatori, Anthony Samsel e Stephanie Seneff, sottolineano come il Roundup della Monsanto causa intolleranza al glutine 

4l) Roundup trovato nel 75% dei campioni di aria e pioggia

4m) In esseri umani malati cronici, livelli di glifosate più elevati che in quelli sani

4n) Erbicidi Monsanto collegati a malattie renali mortali

4o) Gli argentini attribuiscono le malattie ai pesticidi della Monsanto

   - Estratti dall'intervista radiofonica alla Dott.ssa Maria Seveso autrice dello studio su OGM e agrotossici in Argentina

4p) Il Glifosato induce la crescita di cellule cancerose al seno umano attraverso i recettori degli estrogeni

4q) Effetti sulle cellule umane, di una formulazione a base di glifosato a diluizioni molto più basse di quelle delle comuni applicazioni agricole

4r) Bt proteina tossica per le cellule umane
4s) Ogm e leucemia: la tossina Bt sotto accusa

4t) Il Roundup (glifosato e additivi) diluito oltre il 90% ancora distrugge il DNA umano

4u) Effetti del DNA contenuto negli Ogm sul sistema immunitario umano

4v) Il glifosato è distruttore della salute umana e della biodiversità
4w)
Interazioni fra Glifosato e micronutrienti

4y) GLIFOSATO COME IL DDT

4x) Ogni volta che mangiamo soia transgenica stiamo prendendo una dose di Roundup con essa

4z) Ingestione del gene resistente all’antibiotico (contenuto negli OGM) in relazione con la perdita di efficacia degli antibiotici sui patogeni
4a1) Effetti del DNA contenuto negli Ogm sul sistema immunitario umano. L’Efsa non è imparziale

4a2) Il Roundup (con componente principale: glifosato) aumenta la crescita dei funghi che producono aflatossine

4a3) Se le cavie vengono sperimentate per stabilire se un prodotto è o meno adatto all’utilizzo umano, dobbiamo concludere che gli OGM non fanno certo bene all’uomo

4a4) Rischi per la salute sottolineati dagli studiosi e scienziati nell'appello al pontefice

4a5) Miscela di Glyphosate e atrazina aumenta la tossicità citogenetica

4a6) Enorme aumento negli USA di malattie croniche collegate al glyphosate, il pesticida contenuto negli OGM resistenti al Roundup e usato in modo abnorme in tutto il mondo, specie negli USA

4a7) Le analisi scoprono che il mais transgenico OGM della Monsanto è nutrizionalmente morto oltre ad essere altamente tossico
4B) Pesticidi e Agricoltura, correlazioni con patologie

DANNI ALL’ECOSISTEMA E ALLA BIODIVERSITA’

1) Gli OGM aumentano l’uso del glifosato e causano il peggioramento della quantità e della resistenza delle infestanti

2) Il glifosato per gli, e negli OGM, trovato nei fiumi USA

3) La proteina Bt è oramai "comune" nei corsi d’acqua

4) Il mais Bt provoca danni all’ecosistema del suolo e ne riduce la fertilità

5) Alcuni tipi di mais Ogm mettono in pericolo la vita delle farfalle

6) Salmone transgenico, rischi da ibridazione interspecifica

7) Roundup trovato nel 75% dei campioni di aria e pioggia

8) Il glifosato contamina le acque sotterranee

9) Il Roundup (glyphosate) persiste in mare e minaccia la Barriera Corallina

10) OGM - DANNI ALLA BIODIVERSITA’ Il problema delle erbe infestanti resistenti agli erbicidi

11) CONTAMINAZIONE TRANSGENICA attraverso il TGO (Trasferimento Genetico Orizzontale) 

12) Il trasferimento genico orizzontale: il flagello dell’ingegneria genetica

13) La nuova genetica e i pericoli delle modificazioni genetiche che "probabilmente mai potranno essere sicure"

14) Trasferimento di geni resistenti agli antibiotici, da piante transgeniche di tabacco (Transplastomic) ai batteri
15)
La COESISTENZA fra colture convenzionali e biologiche con quelle transgeniche E’ IMPOSSIBILE

16) L'EQUIVALENZA SOSTANZIALE E LA SICURA CONTAMINAZIONE

17) DANNI ALL'ECOSISTEMA, DANNI AI MICRORGANISMI UTILI

Effetti di Roundup e del glyphosate su tre microrganismi alimentari

18) BIODIVERSITA' FONDAMENTO DELLA VITA

19) Il pesticida, erbicida, diseccante Roundup della Monsanto innesca oltre 40 malattie delle piante e mette in pericolo la salute umana e animale. Referenze scientifiche

20) I transgeni possono sfuggire al controllo e sono un rischio per l'ambiente

21) Diserbanti al glifosato lungo le strade: dannosi e purtroppo autorizzati

22) Il Glyphosate e il suo prodotto di degradazione (AMPA) trovati spesso e ampiamente nei suoli e nelle acque USA

DANNI ALL’ECOSISTEMA: INSETTI
1)
La cocinella Adalia bipunctata è influenzata avversamente da tossine Bt

2) Quando coltivare gli OGM fa male alle farfalle

3) Le api boicottano le piante Ogm… le piante transgeniche comportano rischi per le api?

4) Resistenze in lepidotteri bersaglio e riduzione lepidotteri sensibili, non-bersaglio

5) Aumentano i parassiti secondari o non-target

6) RESISTENZE. L’Helicoverpa armigera, uno dei peggiori parassiti del cotone in Cina sviluppa resistenza alla tossina Bt

7) Parassiti. Rapida evoluzione delle specie target
8) RESISTENZE SPECIE TARGET Pectinophora gossypiella sta acquisendo la capacità di resistere al suo cotone Ogm o è una trovata della Monsanto?

9) IL RISCHIO DEGLI INSETTI GENETICAMENTE MODIFICATI

10) Declino della farfalla monarca legato alla diffusione delle colture geneticamente modificate transgeniche  SPECIE NON TARGET
11) Insetti ogm: è allarme

12) API: la multinazionale dei semi transegenici e dei pesticidi Monsanto, sta pensando di modificare geneticamente le API, per renderle più resistenti (...ai suoi pesticidi?)

13) Legame tra Roundup e declino Apis mellifera

14) Le api muoiono a causa di un gene «marcatore» che è utilizzato nella modificazione della colza OGMTRANSGENICA canadese

15) Mais OGM: in Canada una nuova semina ha causato la morte di 37 milioni di api

PERCORRERE LA VIA MAESTRA

- Ben oltre gli OGM e in alternativa ad essi

- IL MIGLIORAMENTO GENETICO PARTECIPATIVO, NON GLI OGM!

- SELEZIONE PARTECIPATIVA. Esperienza e pratica italiana

- M.A.S. Selezione assistita da marcatori

- IL VALORE DELLA QUALITA'. L'ONU BOCCIA GLI OGM-TRANSGENICI e dice che l’Agricoltura Biologica è l’unico modo per sfamare il mondo

- Le colture non-OGM sono più produttive e redditizie, negli U.S.A. un numero crescente di agricoltori sta abbandonando il transgenico

- IL metodo di selezione noto come MAS (“Marker-Assisted Selection”) applicato con successo alla vite, dall'Universita' di Udine
-
«Serve un marchio per la nostra soia non transgenica»

-  I vantaggi per la biodiversità conseguiti con l'agricoltura biologica non sono adeguatamente conosciuti

- Se permangono forti dubbi sui transgenici nel cibo per umani e nei mangimi, viceversa, ricerche peer-reviwed confermano che Il cibo biologico fa molto bene

- Mentre il transgenico guarda esclusivamente al profitto di chi è in cima alla filiera, I principi fondamentali dell'agricoltura biologica riconfermano la sua validità e convenienza, multitask

- “Breeding by design”, ovvero selezione operata mediante maker molecolari

- Secondo la FAO, l’agricoltura Biologica, risparmia e assorbe CO2, non solo, intensifica la produzione in modo sostenibile e sarebbe in grado di assicurare cibo a tutta la popolazione mondiale 
- Il BIOLOGICO raggiunge in Italia il 10% dell’intera superficie coltivata nazionale

- In Bordeaux un vigneto pesticidi-free. E le viti non sono CERTO Ogm !

- Le opportunità di un'agricoltura "Ogm free"

- Rivoluzione bio in India: 5 mln di agricoltori in 100mila villaggi 

- LA SOVRANITA’ ALIMENTARE, UN DIRITTO INALIENABILE

- L'agricoltura biologica è rivoluzionaria!

- Con il biologico si guadagna di più e si crea più lavoro

- Agricoltura biologica sempre più forte, soprattutto al Sud

- Alimenti Biologici: Maggior capacità ossidante

- Ricerca: Pomodori biologici risultano essere più gustosi e più nutrienti dei convenzionali
- Le api per la moderna agricoltura sono più importanti dei fertilizzanti

- Mozambico: Patate dolci NON transgeniche per colmare le carenze di vitamina A

- BIODIVERSITA' DA PRESERVARE e attività in sostegno dello scambio dei semi

- "L'etichettatura dei cibi che mangiamo è un diritto fondamentale"

- AIUTIAMO GLI AGRICOLTORI A NON COMPRARE PIU' I SEMI (Miglioramento Genetico Partecipativo)

- L’agricoltura Bio non è produttiva? Non è vero. Lo dice una ricerca Usa

 

DOCUMENTAZIONE MEDIATICA Pubblicazioni, Video, Conferenze sul transgenico

- Scienza incerta e dubbi dei consumatori, il caso degli organismi geneticamente modificati

- Estratti dal libro inchiesta: "Il mondo secondo Monsanto"

- "Lotta contro Monsanto: Resistenza di base al potere corporativo dell'agrobusiness nell'era dell' "economia verde' con un clima che cambia"

- Conferenza del prof. Gianni Tamino sugli OGM organizzata da Civiltà Contadina il 22 Maggio 2013

- CHE COS'E' UN OGM ?

OGM significa organismo geneticamente modificato. Tuttavia occorre chiarire la differenza all'interno dello stesso termine OGM. Diremmo che un OGMtransgenico è «un organismo artificiale il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l’accoppiamento e/o la ricombinazione genetica naturale». La modifica avviene tramite tecniche di ingegneria genetica, altrimenti note come tecniche di Dna ricombinante. Con questo metodo si intende la combinazione in vitro di diverse molecole di Dna per creare un nuovo gene, che viene successivamente inserito in un organismo che può essere vivente o meno. Erroneamente si suole indicare tutti gli organismi Ogm come transgenici, in realtà si parla di transgenesi solo quando si inseriscono geni esogeni in un altro organismo, ovvero un ente strutturato riceve dei geni non suoi; mentre si parla di organismi cisgenici quando si ricombinano geni dello stesso organismo. In entrambi i casi si tratta sempre di Ogm, ma sono OGMtransgenici solo quelli che hanno, come detto, ricevuto geni esterni al proprio organismo e che in natura non avrebbero potuto fecondarsi: ad esempio batteri con cereali, o diserbanti con la soya... Questi organismi artificiali, i cui brevetti comportano una privatizzazione della vita, sono proprietà privata di una o di pochissime altre aziende multinazionali, sono creati a scopo di lucro, ovvero per esserne gli esclusivi produttori e rivenditori (semi transgenici assieme agli "allegati" pesticidi) sul Pianeta. Un grande potere di controllo economico e anche sulla catena alimentare, nonchè sulla salute. Il tutto si tiene.. assomiglia ad una "strategia di conquista", per ottenere un..DOMINIO.

- IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

- "L'essenza del principio di precauzione può anche essere considerato come una generalizzazione moderna del principio di Ippocrate: "Primum non nocere". La precauzione è la limitazione di rischi ipotetici o basati su indizi. Il principio di precauzione si applica quindi non a pericoli già identificati, ma a pericoli potenziali, di cui non si ha ancora conoscenza certa."

"Il principio di precauzione permette di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell'ambiente. Infatti, nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio, il ricorso a questo principio consente, ad esempio, di impedire la distribuzione dei prodotti che possano essere pericolosi ovvero di ritirare tali prodotti dal mercato. " Il principio di precauzione è citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (UE). Il suo scopo è garantire un alto livello di protezione dell’ambiente grazie a delle prese di posizione preventive in caso di rischio. Tuttavia, nella pratica, il campo di applicazione del principio è molto più vasto e si estende anche alla politica dei consumatori, alla legislazione europea sugli alimenti, alla salute umana, animale e vegetale." http://europa.eu/legislation_summaries/consumers/consumer_safety/l32042_it.htm

- IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. E il Principio di RESPONSABILITA'

- Sul PRINCIPIO DI PRECAUZIONE il Prof. Gianni Tamino (docente di Biologia generale e dal 2001 di Fondamenti di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova; fa inoltre parte del corpo docente del Corso di specializzazione in Bioetica a Padova) si è così espresso nel corso di una conferenza svoltasi nel maggio 2013 in provincia di Vicenza:

"Il Protocollo sulla Biosicurezza, in applicazione della Convenzione sulla Biodiversità, costituisce un importante documento internazionale, in cui si prevede una gestione cautelativa (PREVENZIONE) del problema degli OGM, riconosciuti come potenziali portatori di rischi e pertanto da manipolare, utilizzare e trasferire in condizioni di sicurezza.

- Il Protocollo sulla Biosicurezza, indica all'articolo 10.6 che: "la mancanza di certezze scientifiche dovute a insufficienti informazioni e conoscenze riguardante la portata dei potenziali effetti negativi di un organismo vivente modificato sulla conservazione e l'utilizzazione sostenibile della diversità biologica nella parte d'importazione, tenendo conto anche dei rischi per la salute umana, non dovrà impedire a tale parte di adottare decisioni adeguate rispetto all'adozione di OGM al fin di evitare o di limitare tali effetti potenzialmente negativi."

- Anche il Trattato dell'UE prevede l'applicazione del Principio di Precauzione (e specifiche direttive lo richiamano nel caso di OGM) non riconosciuto però dagli U.S.A.

Gli U.S.A. infatti hanno fatto una guerra molto forte all'Europa che ha ci ha costretto attraverso l'Organizzazione Mondiale del Commercio a pagare delle multe rilevanti perchè è stato detto che l'Europa non adottava il Principio di precauzione perchè gli OGM erano pericolosi, ma come forma protezionistica per i nostri prodotti. Il che non è vero in quanto anche l'Europa è in grado di fare questi OGM.

Applicare il Principio di Precauzione significa che quando non si sa che effetti ha una sostanza:

- se si sa che effetti ha ed è negativa, si usa la "prevenzione",

- se invece non si sa che effetti ha ma si può sospettare ragionevolmente che abbia effetti negativi, si usa la precauzione e perciò prima si cerca di capire come funziona quella sostanza e poi casomai la si mette in commercio, non l'inverso, ovvero prima la metto in commercio e poi vado a vedere cosa succede! E' il "famoso" discorso di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Oltre al Princio di Precauzione dovrei anche applicare il PRINCIPIO DI RESPONSABILITA', accettare i due Principi significa: accettare il dover di informare, e impedire l'occultamento di informazioni su possibili rischi per la salute. Anche perchè la Monsanto ha nascosto un sacco di dati che dimostravano la pericolosità degli OGM (pericolosità che poi comunque è stata dimostrata).

"Evitare che si continui a considerare l'intera specie umana un insieme di cavie sulle quali saggiare tutto quanto è capace di inventare il progresso tecnologico". Lo ha affermato il Prof. LorenzoTomatis, uno dei più importanti oncologi al mondo che ha messo in piedi l'agenzia internazionale per le ricerche sul cancro e che è stato mestro di tutti noi medici che facciamo parte dell'Associazione medici per l'Ambiente di cui lui è stato uno dei fondatori. "

- COME IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E' STATO INTRODOTTO IN EUROPA:

*"A seguito della Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Earth Summit) di Rio de Janeiro del 1992, a cui parteciparono più di centottanta delegazioni governative da tutto il mondo, venne ratificata la Dichiarazione di Rio[1], una serie di principi non impegnativi riguardanti le responsabilità ed i diritti degli Stati, per cercare di mettere insieme le esigenze dello sviluppo con quelle della salvaguardia ambientale.

Il principio di precauzione venne definito dal principio 15 come segue:

« Al fine di proteggere l'ambiente, un approccio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli Stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l'assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l'adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale»

Il testo parla esplicitamente solo della protezione dell'ambiente, ma con il tempo e nella pratica il campo di applicazione si è allargato alla politica di tutela dei consumatori, della salute umana, animale e vegetale.

Tale punto di vista è stato promosso dall'Unione Europea, ratificando la Convenzione sulla diversità biologica di Rio de Janeiro (93/626/CEE,[2]), ed esplicitando la politica comunitaria con la Comunicazione della Commissione COM(2000) 1 Final (2 febbraio 2000). In tale documento si legge: «Il fatto di invocare o no il principio di precauzione è una decisione esercitata in condizioni in cui le informazioni scientifiche sono insufficienti, non conclusive o incerte e vi sono indicazioni che i possibili effetti sull’ambiente e sulla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante possono essere potenzialmente pericolosi e incompatibili con il livello di protezione prescelto.»

Il Trattato di Maastricht ha introdotto il principio di precauzione (poi ripreso dalla Costituzione Europea art. III-233 attualmente enunciato all'art. 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dove si sostiene che la politica dell'Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela ed «è fondata sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente e sul principio "chi inquina paga"».

La sopracitata Comunicazione COM(2000) 1 della Commissione Europea esplicita i termini in cui il principio di precauzione deve essere adottato come approccio per prendere delle decisioni su specifiche materie.

Il principio di precauzione viene definito come una strategia di gestione del rischio nei casi in cui si evidenzino indicazioni di effetti negativi sull'ambiente o sulla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante, ma i dati disponibili non consentano una valutazione completa del rischio. L'applicazione del principio di precauzione richiede tre elementi chiave:

Nel caso venga applicato il principio di precauzione, essendo stati identificati rischi per i quali non sia possibile avere una valutazione scientifica conclusiva, le misure adottate possono essere diverse, tuttavia esse devono rispettare determinati criteri, in particolare, tali misure devono essere proporzionali al livello di protezione ricercato e dovrebbero essere prese a seguito dell'esame dei vantaggi e oneri derivati, anche in termini di una analisi economica costi/benefici.

Inoltre tali misure possono essere mantenute finché i dati scientifici rimangono insufficienti, e sono da considerarsi provvisorie e sottoposte a modifica in funzione dei dati resisi successivamente disponibili....Nel caso degli alimenti derivati da organismi geneticamente modificati, il principio di precauzione è stato invocato negli anni scorsi da diversi Paesi Europei (tra cui l'Italia) per bloccarne la commercializzazione e la coltivazione. Nell'ambito del dibattito sugli OGM, secondo alcuni pareri il ricorso al principio di precauzione era motivato più da ragioni di ordine economico e protezionistico, che da reali indizi di potenziali rischi. Questo punto di vista è supportato dal fatto che gli Stati in questione non sono stati in grado allora di fornire prove scientifiche** a supporto di queste misure, motivazione alla base dell'annullamento di alcune delle misure stesse." Ora invece, e probabilmente anche allora, quelle prove scientifiche ci sono, anzi abbondano.

* http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_precauzione

**L'onere della prova

"Nella maggior parte dei casi, i consumatori europei e le associazioni che li rappresentano devono dimostrare il pericolo associato a un processo o a un prodotto messo sul mercato, eccezione fatta per i medicinali, i pesticidi o gli additivi alimentari.

Tuttavia, nel caso di un'azione presa a titolo del principio di precauzione, si può pretendere che sia il produttore, il fabbricante o l’importatore a dimostrare l’assenza di pericolo. Questa possibilità deve essere esaminata caso per caso; non può essere estesa a livello generale all’insieme dei prodotti e dei processi messi sul mercato." http://europa.eu/legislation_summaries/consumers/consumer_safety/l32042_it.htm

ATTI DEI “DECISORI”: DIRETTIVE, DECRETI, … ITALIANI E DELLA COMMISSIONE EUROPEA

-  Ministero della Salute: organismi geneticamente modificati (OGM):


OGM in generale

Piano nazionale OGM

Relazioni Piano nazionale OGM

Etichettatura

- Direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati.
“...Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente direttiva si intende per:

1) "organismo", qualsiasi entità biologica capace di riprodursi o di trasferire materiale genetico;

2) "organismo geneticamente modificato (OGM)", un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento e/o la ricombinazione genetica naturale. (LINK)

Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 212
"Attuazione delle direttive 98/95/CE e 98/96/CE concernenti la commercializzazione dei prodotti sementieri, il catologo comune delle varieta' delle specie di piante agricole e relativi controlli"

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 8 giugno 2001
http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/01212dl.htm

STRALCI:
E m a n a il seguente decreto legislativo: Art. 1.

………………...

4. La Commissione di cui al comma 3:

a) esprime pareri sulle condizioni tecniche da seguire nella messa a coltura di prodotti sementieri di varieta' geneticamente modificate al fine di garantire gli obiettivi del comma 2;

b) definisce, nel caso di eventuali deroghe concesse ai sensi del comma 1 dell'articolo 37 della legge n. 1096 del 1971, come sostituito dall'articolo 10 del presente decreto, i criteri per il rispetto del principio di precauzione e delle disposizioni del decreto legislativo n. 92 del 1993, e successive modificazioni;

c) accerta che sia stata verificata l'assenza di rischi di cui all'articolo 20-bis, comma 1, lettera b), della legge n. 1096 del 1971, come aggiunto dall'articolo 9 del presente decreto, d'intesa con le regioni interessate ai sistemi agrari soggetti alla verifica stessa;

d) esprime parere vincolante alla commissione di cui al quinto comma dell'articolo 19 della legge n. 1096 del 1971, sulla richiesta di iscrizione di varieta' di sementi geneticamente modificate nell'apposita sezione del registro delle varieta' di cui all'articolo 17 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065;

e) individua i criteri in base ai quali e' effettuato il monitoraggio dei prodotti sementieri di varieta' geneticamente modificate, compresa la definizione dei criteri da adottare per la verifica della presenza fortuita di sementi geneticamente modificate in lotti di prodotti sementieri convenzionali.

5. Chi mette in coltura prodotti sementieri di varieta' geneticamente modificate senza l'autorizzazione di cui al comma 2, e' punito con la pena dell'arresto da sei mesi a tre anni o dell'ammenda fino a 100 milioni di lire. La stessa sanzione si applica in caso di revoca o sospensione dell'autorizzazione.

6. Chi non osserva le prescrizioni stabilite nel provvedimento di autorizzazione di cui al comma 2, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 15 milioni a lire 90 milioni.

7. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro dell'ambiente e il Ministro della sanita', sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite norme di applicazione delle disposizioni relative ai prodotti sementieri di varieta' geneticamente modificate, con riguardo alle modalita' e criteri per la messa a punto di protocolli tecnici di analisi e controllo e all'individuazione e messa a punto di piani di monitoraggio e sorveglianza sull'uso corretto di tali prodotti, sugli effetti prodotti dalla coltivazione degli stessi e sulla loro messa in commercio.

- DECRETO LEGGE 8 luglio 2003, n. 224 Attuazione della direttiva 2001/18/CE concernente l'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati

Art. 1.
                       Campo di applicazione
 1. Il  presente  decreto  stabilisce, nel rispetto del principio di
precauzione,  le misure volte a proteggere la salute umana, animale e
l'ambiente  relativamente  alle  attivita'  di  rilascio di organismi
geneticamente  modificati,  in  seguito denominati OGM, nei confronti
della:
   a) emissione  deliberata  per  scopi  diversi dall'immissione sul
mercato;
   b)  immissione  sul  mercato  di  OGM  come  tali  o contenuti in
prodotti.
 2.  Ai  fini  del  presente  decreto,  i riferimenti agli OGM vanno
intesi  in senso estensivo ricomprendente, oltre ai singoli OGM, come
tali o contenuti in prodotti, anche le loro combinazioni.
 3.  
E'  comunque  vietata l'emissione deliberata o l'immissione sul
mercato  di  OGM  al  di  fuori  delle  ipotesi previste dal presente
decreto
.

(LINK)

- Ogm, nuova “filosofia” dell’Ue: se uno Stato non li vuole chieda l’esenzione alle multinazionali

In realtà, leggendo anche i due articoli di stampa internazione (ai rispettivi link, in fondo all’articolo) ho potuto capire meglio che: senza rinazionalizzare la procedura di autorizzazione, il nuovo quadro prevede che gli Stati membri che non sono d'accordo con le coltivazioni OGM e hanno deciso di vietare la coltivazione di un OGM, su tutto o parte del suo territorio per motivi diversi da quelli riguardanti la salute e l'ambiente come possono essere la sistemazione del territorio, l'ordine pubblico e la lotta contro la disseminazione del materiale genetico transgenico, possano rivolgersi esclusivamente alla Commissione europea e per suo tramite chiedere alle aziende sementiere OGM di escluderli dalle richieste di autorizzazione per colture OGM nuove, nel Paese dato, non possono cioè in quanto stati escludere direttamente le aziende. Se le aziende sementiere del transgenico si rifiutano di escludere lo stato dalle loro richieste di introdurre il nuovo seme transgenico, lo stato può prendere la decisione di vietare la coltivazione di tale OGM.

L’Unione Europea ha trovato un accordo sulla nuova “filosofia” con cui approcciarsi agli Ogm Ora gli Stati membri non possono vietare sul rispettivo territorio una coltura geneticamente modificata che ha ricevuto il semaforo verde dall’Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) e dell’Ue, a meno di non invocare nuovi elementi scientifici: proprio questo è l’elemento chiave delle sentenze che consentono all’Italia di bloccare provvisoriamente il mais Mon 810. Un domani, per evitare gli Ogm, uno Stato dell’Ue dovrà chiedere alla Commissione Europea di chiedere a sua volta alle multinazionali sementiere di esentarlo dagli Ogm. E’ un po’ come se l’unica via per non essere disturbati dai piazzisti di aspirapolvere fosse quella di chiedere all’amministratore di condominio di chiedere ai piazzisti di non suonare il campanello. Secondo vari osservatori questa nuova “filosofia” aprirà la strada alla massiccia coltivazione di Ogm in Europa. Antefatto. Gran parte dell’opinione pubblica europea vede le colture e il cibo Ogm come il fumo negli occhi. Anche i Governi di alcuni Stati membri dell’Ue sono contrari agli Ogm. Però l’Ue non è riuscita, alcuni anni fa, a concretizzare la proposta di lasciare agli Stati la decisione sulle colture Ogm nel rispettivo territorio. Le divergenze interne hanno finora rallentato i procedimenti burocratici attraverso i quali il vialibera dell’Efsa ad un Ogm si traduce nella sua effettiva messa a coltura. Di fatto il mais Mon 810 è l’unico Ogm ammesso alla coltivazione: anzi, l’autorizzazione è scaduta da tempo ed è valida in regime di proroga, dato che il suo rinnovo procede a passo di lumaca. Eppure sono 14 anni che le multinazionali delle sementi vorrebbero vendere le loro varietà Ogm in tutta l’Europa. Così, riferiscono concordemente le agenzie di stampa Reuters e Afp (quest’ultima via Le Point), ieri si è svolto un summit europeo a porte chiuse per delineare una nuova “filosofia” in grado di permettere sia una qualche forma di no nazionale agli Ogm sia la velocizzazione degli iter burocratici relativi alla loro autorizzazione.

L’accordo è stato trovato. Ci si attende che sia ratificato ed ufficializzato il 12 giugno dai ministri dell’Ambiente. La procedura di autorizzazione alla messa a coltura di un Ogm continuerà a dipendere esclusivamente dall’Unione Europea (e quindi dalle valutazioni dell’Efsa), però gli Stati membri avranno la possibilità di vietare la coltivazione di un Ogm sull’intero suolo nazionale, o su parte di esso, per ragioni tipo ordine pubblico e gestione del territorio. Ma agli Stati dell’Ue non sarà concesso di agire in questo senso in totale autonomia ed in qualsiasi momento. Dovranno cogliere l’attimo in cui una multinazionale delle sementi si rivolge all’Unione Europea chiedendo di autorizzare la messa a coltura di una varietà Ogm. In questa fase, uno Stato membro del’Ue avrà la facoltà rivolgersi alla Commissione Europea affinchè essa chieda alla multinazionale di escluderlo dall’autorizzazione. Gli articoli con cui Reuters e Afp presentano l’accordo non dicono che la multinazionale avrà l’obbligo di accogliere richieste di questo tipo.

http://blogeko.iljournal.it/ogm-nuova-filosofia-dellue-se-uno-stato-non-li-vuole-chieda-lesenzione-alle-multinazionali/79837#comments

ARTICOLI:

http://www.lepoint.fr/environnement/l-union-europeenne-s-ouvre-aux-ogm-28-05-2014-1829007_1927.php

E:

http://www.reuters.com/article/2014/05/28/us-eu-gmos-idUSKBN0E81AZ20140528?feedType=RSS&feedName=environmentNews

Ho cercato di capire, certo gli ostacoli aumentano, ma se la Francia l'ha accettato, ed è pur sempre un compromesso, mi pare che ancora si riesca a VIETARE il transgenico proposto. Il tutto deve passare attraverso la Commissione che si fa carico di chiedere all'azienda di NON includere (cioè di escludere) lo stato che ne ha fatto esplicita richiesta nel novero di quelli "disponibili" ad accettare il transgenico in questione. E questo se ho capito bene deve avvenire per ogni singola varietà di OGM transgenico l'EFSA approvi. Certo che c'è perdita di sovranità nazionale! Ma il divieto è possibile.

P.S. Se la multinazionale sementiera dovesse rifiutarsi di escludere lo stato dalle loro richieste di introdurre il nuovo seme transgenico, ALLORA lo stato decide di VIETARE, LECITAMENTE, la coltivazione di tale OGM. Macchinoso, ma ancora possibile quindi VIETARE gli OGM sul suolo del proprio stato, a cui però viene purtroppo concesso il diritto di transito... speriamo che i sacchi non ...SIANO BUCATI !!!!!!!

- Miele, Consiglio Ue: sì a origine in etichetta, Ogm solo se supera lo 0,9
Arriva l’indicazione sull’etichetta del miele del paese o dei paesi di origine in cui il prodotto è stato raccolto, mentre la presenza eventuale di Ogm verrà indicata solo se superiore allo 0,9%, come per gli altri alimenti. Questo quanto prevede la nuova direttiva europea approvata dal Consiglio europeo, che prevede l’indicazione sull’etichetta “del Paese o dei Paesi d’origine in cui il miele é stato raccolto”. Quanto all’eventuale presenza di polline Ogm nel miele, l’informazione dovrà essere riportata sull’etichetta del prodotto solo se la presenza é superiore allo 0,9%, come per tutti gli altri alimenti.Il provvedimento del Consiglio Ue, nella parte in cui disciplina l’indicazione degli Ogm, viene però criticato da Coldiretti, in quanto l’informazione dovrà essere riportata solo se la presenza è superiore allo 0,9%. Per la Coldiretti si tratta di “una interpretazione che non rispecchia la sentenza della Corte di giustizia, del 6 settembre 2011, secondo la quale il polline è un ingrediente del miele e quindi la presenza di Ogm va indicata in etichetta. A preoccupare è il fatto che – sottolinea la Coldiretti – la coltivazione di un campo Ogm è in grado di determinare la contaminazione del miele attraverso il trasporto del polline da parte delle api”. A preoccupare Coldiretti è soprattutto il miele importato da paesi nei quali sono diffuse le coltivazioni biotech. Spiegano gli agricoltori: “La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione ‘miscela di mieli originari della CE’; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta ‘miscela di mieli non originari della CE’, mentre se sitratta di un mix va scritto ‘miscela di mieli originari e non originari della CE’”. L’etichetta sull’origine si applica dal 24 giugno 2015 per permettere ai commercianti di esaurire le scorte del prodotto che riporta le vecchie etichette”.

http://www.helpconsumatori.it/alimentazione/miele-consiglio-ue-si-a-origine-in-etichetta-ogm-solo-se-supera-lo-09/82500   Torna al SOMMARIO

- Accordo Ue in attesa della seconda lettura: "gli Stati decideranno se coltivarli" ma persistono dubbi su eventuali ritorsioni e impossibilità di utilizzare le motivazioni legate ai rischi per salute e l'ambiente

Il testo approvato al consiglio Ambiente di oggi dovrà tornare al Parlamento europeo per la seconda lettura. Ministro italiano Galletti: "Ribadisco il no". Ora tocca alla presidenza italiana.

Accordo politico dei ministri dell'ambiente dell'Ue, a Lussemburgo e dopo quattro anni di dibattiti, che lascia liberi gli Stati membri di coltivare o di vietare - parzialmente o completamente - gli Ogm sul loro territorio. La palla passa alla presidenza italiana per trovare un accordo legislativo con il nuovo Parlamento europeo.

Galletti: "Dossier entro l'anno". In mattinata il ministro dell'Ambiente italiano Gian Luca Galletti, aveva twittato la sua posizione contraria agli OGM: "A Lussemburgo per consiglio dell'ambiente Ue, ribadisco no Italia a ogm. Partita da vincere, come quelle di Brasil2014". Successivamente, il ministro ha twittato soddisfatto dell'accordo: "Su #ogm in ue vince la linea italiana. Orgogliosi dell'accordo raggiunto. #Libertàdiscelta per gli stati e l'italia dice no agli #ogm". "Chiedo a ogni Paese Ue un aiuto per arrivare a chiudere entro la fine dell'anno il dossier" sulla libertà di coltivazione o meno Ogm nell'Ue, ha poi detto Galletti ai partner europei. Da parte dell'Italia "c'è il massimo impegno. E credo che se riuscissimo a ottenere questo obiettivo, daremo un segnale molto forte ai nostri Paesi anche sull'unità dell'Europa". Un accordo che non piace a Greenpeace e Slow Food, che ritengono che il testo attuale della cosiddetta ri-nazionalizzazione' degli ogm "rischia di trasformarsi in una trappola per i paesi che non vogliono gli ogm". Infatti, "il testo presentato dalla Grecia da poche garanzie di reggere in sede legale. Quei paesi, come l'Italia, che vogliono dire no agli ogm sarebbero esposti alle ritorsioni legali del settore biotech", dichiarano Greenpeace e Slow food. Che esprimono preoccupazione anche per il fatto che il testo "darebbe alle aziende biotech un ruolo formale nel processo di messa al bando della coltivazione di ogm". Questo testo, inoltre, "impedisce agli stati membri di utilizzare le motivazioni legate ai rischi per salute e l'ambiente derivanti da colture ogm per limitarne la coltivazione a livello nazionale". Greenpeace e slow food chiedono ai parlamentari ue di "rafforzare la legge norma sulla ri-nazionalizzazione per garantire reale solidità giuridica alle iniziative di quegli stati membri che intendono vietare la coltivazione di ogm sul proprio territorio". In questo contesto, il semestre della presidenza italiana del consiglio Ue, che inizierà a luglio, "deve essere l'occasione per affermare un ruolo da protagonista del nostro paese per salvaguardare agricoltura, ambiente ed economia italiana dai pericoli degli ogm", concludono le associazioni. In ogni caso, il testo approvato al consiglio Ambiente di oggi dovrà tornare al Parlamento europeo per la seconda lettura. http://www.repubblica.it/ambiente/2014/06/12/news/ogm_accordo_ue_gli_stati_decideranno_se_coltivarli-88736020/

“Per l’Italia si tratta di tutelare la propria agricoltura di qualità, e il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, auspica che l’iter per un'adozione rapida della Direttiva possa concludersi positivamente durante il semestre di Presidenza italiana.” http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/784/ogm-normativa-ue-libert-di-decidere-sulle-semine-transgeniche e anche: http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/envir/143178.pdf

- “La European Gmo-Free Regions Network aveva ribadito con un documento inviato alla Presidenza Greca l’importanza per ogni Stato di decidere autonomamente se autorizzare o meno coltivazioni gm, segnalando però alcune perplessità sul testo in discussione. Tra le altre cose, viene indicata dalla rete delle regioni europee libere da Ogm l’importanza della collaborazione tra stati confinanti per prevenire eventuali contaminazioni e l’applicazione del principio “chi inquina paga” in quelle situazioni in cui uno Stato imponga restrizioni sull’uso di Ogm e quello confinante non lo faccia.”
Il documento della European Gmo-Free Regions Network:
http://slowpress.slowfood.it/upload/201406/2f7fb7ab0e6fcb764e80e32429b4d82b/files/gm_crops_ban_gmofreeregions_paper_9.pdf

tratto da: http://www.slowfood.it/sloweb/2f7fb7ab0e6fcb764e80e32429b4d82b/ogm-giornata-a-luci-e-ombre

-”Purtroppo, dietro alla maggiore flessibilità concessa agli stati membri nel decidere se impedire o ammettere le coltivazioni di OGM sul proprio territorio, si nasconde una trappola.

Due gli elementi di grande criticità:

  1. Si potrà esercitare il divieto di coltivazione solo se lo Stato è in grado di dimostrare che i motivi di impedimento non riguardano la questione ambientale e la salute sui quali si può pronunciare solo l'EFSA
  2. Ogni Stato può vietare solo una coltura GM per volta

Quindi i principali motivi di rischio legati alla contaminazione e all'assenza di conoscenze sull'evoluzione dei geni impropri nell'ambiente e nell'organismo animale non sono un buon motivo e la delega all'EFSA, notoriamente parziale continua a preoccupare. Inoltre la scelta di avere produzioni libere da OGM non è una scelta strategica legata al mercato e alla tutela della sovranità alimentare ma una trattativa legata ad una tipologia di GM.

E' oltremodo evidente che le lobby continuano a far valere il loro peso nelle trattative economiche e commerciali, sostenute anche da una folta schiera di fedeli servitori.

Basti guardare le pagine dei maggiori giornali che a ridosso di scadenze come per esempio le sentenze, pubblicano pagine e pagine di esperti che dicono che gli OGM fanno bene e il Bio fa male. Il problema è che questi giornali sono proprio quelli di area liberale e liberista che continuamente ci spiegano che è il mercato a regolare ogni cosa per il meglio. Peccato per loro che il mercato ha già dato la sua risposta perché i consumatori hanno detto e ridetto di non volere gli OGM nel piatto. Qual è la ditta che fatta un'indagine sul mercato sul proprio prodotto e riscontrato che non riscuote successo lo fa lo stesso?

Nessuna! Allora se le multinazionali e i signori liberisti non se ne fanno una ragione la posta in gioco non è vendere seme per qualche ettaro in Friuli ma la sovranità alimentare del pianeta. La strada è ancora lunga ma non dobbiamo mollare e come ci ha insegnato Chico Mendez saremo fermi come un albero e liberi come un uomo. A cura di Vincenzo Vizioli, Presidente AIAB http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2722:ancora-unaltra-vittoria-per-unitalia-libera-da-omg&catid=189:bioagricoltura-notizie-20-giugno-2014&Itemid=163     Torna al SOMMARIO

- OGM: IN ITALIA IL DIVIETO DI COLTIVAZIONE E’ PUNIBILE CON MULTA FINO A 50.000 €  (AGENPARL) – Roma, 28 giu – In Italia il  decreto legge n. 91 del 24 giugno 2014  ha introdotto nuove norme di diritto penale  contro  la violazione del divieto di coltivazione degli Ogm.  Le pene previste sono il  carcere da 6 mesi a 3 anni e multe da 10 mila a 30 mila euro. Con l’ art. 4 comma 8 del decreto legge n. 91,  per la prima volta è stato introdotto nel nostro ordinamento uno specifica fattispecie di norma  penale per punire la violazione del divieto di coltivare Ogm nel nostro Paese. Nel  decreto  è stato introdotto il  reato di coltivazione di Ogm,  in conseguenza a ciò, spetterà alle Regioni definire nell’ambito del proprio territorio, sulla base dei rilievi effettuati dagli organi di polizia giudiziaria le modalità e i tempi e misure che il trasgressore dovrà adottare a proprie spese per rimuovere le coltivazioni vietate. http://www.agenparl.com/?p=63205 In dettaglio, il decreto legge n. 91 del 24 giugno 2014 art. 4 comma 8 così recita:

"Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque viola i divieti di coltivazione introdotti con atti adottati, anche in via cautelare, ai sensi degli articoli 53 e 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002, e' punito con la reclusione da 6 mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 a euro 30.000. L'autore del delitto di cui al presente comma e' tenuto altresi' a rimuovere, a propria cura e spese, secondo le prescrizioni del competente organo di vigilanza, nell'esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria, le coltivazioni di sementi vietate ed alla realizzazione delle misure di riparazione primaria e compensativa nei termini e con le modalita' definiti dalla regione competente per territorio."
AGGIORNAMENTO: Non rischia più la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 30.000 euro ma solo una pesante sanzione pecuniaria fino a 50.000 euro chi semina Ogm in Italia in violazione del divieto. Lo prevede un emendamento al piano 'Campolibero' per l'agricoltura contenuto e approvato nel dl competitività. In base all'emendamento, le parole: "con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da 10.000 euro a euro 30.000" sono sostituite da "con la multa da euro 25.000 a euro 50.000" http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/orgagricole/2014/07/25/ogmnon-piu-carcere-per-chi-seminama-fino-50mila-euro-multa_a1635201-20f9-45d2-bd13-9995156aa552.html

BENE ORA LA LEGGE C'E', E' ENTRATA IN VIGORE IL 25/06/2014, Deve essere applicata in tutti i casi ove si riscontri coltivazione illegale di semi transgenici.

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- L’Italia è libera di non coltivare Ogm. Il Consiglio Ue ratifica l'accordo su libertà di coltivazione per gli stati
Formalizzata l'intesa raggiunta dai ministri dell'Ambiente a giugno. Sarà la Presidenza italiana a occuparsi dei negoziati con il Parlamento.
Ratificato dal Consiglio generale dell'Ue l'accordo politico sugli
Ogm che dà agli Stati membri libertà di coltivazione o di divieto sul territorio nazionale, dopo l'intesa raggiunta dai ministri dell'Ambiente dei 28 a giugno. "Abbiamo approvato la posizione del Consiglio sulla proposta di direttiva che concede agli Stati membri più liberta nel decidere se coltivare o meno Organismi geneticamente modificati", ha detto il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Sandro Gozi al termine della riunione del consiglio. Tocca ora alla Presidenza italiana di turno dell'Ue occuparsi della questione, perfezionando la procedura, a inizio autunno nell'ambito dei negoziati con il nuovo Europarlamento.
"
L’Italia è libera di non coltivare Ogm come ha fatto fino ad ora e come chiedono quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono al biotech nei campi". E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.“Il divieto di coltivazione da misura provvisoria e legata al principio di precauzione per motivi ambientali e sanitari diventa giustamente – precisa Moncalvo - una decisione permanente assunta sulla base del modello di sviluppo che ogni  singolo Paese intende sostenere. Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del made in Italy". http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2014/07/24/ogm-il-consiglio-ue-ratifica-l-accordo-su-liberta-di-coltivazione/39237?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_content=2344

- Venezia, 23 luglio 2014. “Il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina convochi a breve la task force anti – ogm, così da raccogliere le forze e lanciare un messaggio forte da parte del sistema agricolo italiano: il nostro Paese e la sua economia agricola devono essere ogm free. L’Italia prenda insomma una posizione chiara e inequivocabile”. Lo ha chiesto l’assessore all’agricoltura del veneto Franco Manzato, riferendosi alla formalizzazione dell’accordo politico, raggiunto a giugno dai ministri dell’ambiente dei 28 Paesi mebri dell’Unione Europea, che dà agli Stati membri la libertà di scelta sulla coltivazione o meno degli ogm sul territorio nazionale.

“La posizione italiana dev’essere limpida – ha concluso Manzato – anche per dare più forza al ruolo della presidenza di turno italiana dell’UE, cui spetta l’avvio dei negoziati con il nuovo Europarlamento”. http://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=2736222

- Ogm, stop consiglio UE conferma no di 8 italiani su 10

“L’Italia è libera di non coltivare Ogm come ha fatto fino ad ora e come chiedono quasi 8 cittadini su 10 (76%) che si oppongono al biotech nei campi”.

http://giovanimpresa.coldiretti.it/pubblicazioni/attualita/pub/ogm-stop-consiglio-ue-conferma-no-di-8-italiani-su-10/

IL TTIP (Trattato di libero scambio) COINVOLGERA' ANCHE IL TRANSGENICO?

I prossimi mesi vedranno al centro delle questioni globali il negoziato sul Trattato di libero scambio (Ttip) fra Usa e Ue. Sarà un passaggio storico non solo per il suo valore economico (oltre il 40% del Pil mondiale) ma per i suoi obiettivi di “armonizzazione degli standard” che, per molti ambiti, significa deregolamentazione. Il rischio è che anche i nostri prodotti agricoli, tipici e di qualità, debbano fronteggiare l’importazione di prodotti d’oltreoceano. Molti temono che tale deregolamentazione includa anche la possibilità di introdurre in Europa tutti gli organismi transgenici approvati in U.S.A.

I maggiori media ne parlano poco. Unione Europea e Stati Uniti stanno negoziando il Ttip, un trattato di libero scambio per l’abolizione delle barriere doganali tariffarie (che sono perlopiù modeste) e delle barriere non tariffarie, che sono invece corpose. Se si tratta di abolire le barriere non tariffarie, inevitabilmente dovranno essere – diciamo – armonizzate le norme Usa ed Ue che riguardano fra l’altro gli alimenti. Non riesco ad immaginare gli Usa che capitolano di fronte all’obbligo vigente nell’Ue di segnalare sull’etichetta dei cibi la presenza di Ogm: il Vermont, che andrà controcorrente a partire dal 2016, sta già accantonando i soldi per affrontare le spese legali. Così ho messo insieme un piccolo e non certo esaustivo catalogo dei cibi vietati nell’Unione Europea ma permessi negli Usa: latte agli ormoni, bibite ai ritardanti di fiamma eccetera. Rischiamo appunto che il Ttip ce li faccia arrivare in tavola.

Attenzione. Il contenuto di cui si va riempiendo il Ttip è uno dei segreti meglio custoditi dell’Ue. Non hanno ottenuto informazioni neanche i parlamentari europei. Quindi nessuno è in grado di dire quali cibi arriveranno qui grazie al liberoscambismo transoceanico. Ho comunque attinto esempi di alimenti e additivi permessi negli Usa ma vietati nel’Ue da questo articolo di un sito americano dedicato all’alimentazione e alla salute. Cita anche la papaya Ogm: tuttavia più in generale, come ho già detto, nell’Ue sono ammessi al consumo umano pochi Ogm, che – al contrario degli Usa – vanno etichettati come tali. Ecco comunque gli altri esempi dei cibi che possono arrivare qui...(segue): http://blogeko.iljournal.it/ogm-latte-agli-ormoni-e-i-cibi-che-possono-arrivare-in-europa-col-ttip-fra-usa-ed-ue/79649

Grazie ad un documento segreto reso pubblico oggi dall’Institute for Agriculture and Trade Policy (IATP) il TTIP rischia di essere una minaccia per la salute pubblica e per la sicurezza alimentare in Europa. Il documento è un capitolo riguardante i temi del negoziato SPS (Sanitary and Phytosanitary) all’interno del TTIP e che normalmente è accessibile solamente ai negoziatori e ai rappresentanti delle imprese. Secondo un’approfondita analisi dell’IATP  “questa bozza non dice molto sugli obiettivi dei negoziati sulla sicurezza alimentare, ma ci dice abbastanza per aumentare le nostre preoccupazioni”. Mentre i dettagli fondamentali non sono stati divulgati al pubblico o rimangono da negoziare, il capitolo indica chiaramente come i negoziatori continuino a subordinare norme SPS alla massimizzazione del commercio. Il testo, per esempio, sostiene l’approccio degli Stati Uniti di non richiedere ispezioni alimentari e test ai porti di ingresso, il che significa possibili focolai di contaminazione alimentare di cui sarà più difficile rintracciarne l’origine e valutarne le eventuali responsabilità. Una vittoria per le aziende statunitensi di carni e prodotti alimentari, la cui deregolamentazione potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza alimentare dei consumatori. Inoltre, il testo indica come l’accordo commerciale potrebbe rendere più difficile limitare le importazioni da paesi colpiti da malattie animali o vegetali, come il morbo della mucca pazza.

Secondo molti, un accordo di libero scambio come il TTIP potrà andare a scapito della qualità dei cibi che avremo sulle nostre tavole. L’obiettivo sarà di avere prezzi più bassi per tutti gli alimenti utilizzando cibi oggi non consentiti (come i prodotti OGM), accettare carne agli ormoni, carcasse di pollo lavate con il cloro e quelle di mucca con l’acido lattico, eccetera. Tutte procedure da noi non consentite. http://stop-ttip-italia.net/2014/07/24/il-ttip-una-minaccia-per-la-salute-pubblica-e-la-sicurezza-alimentare/ Per i cibi trattati con OGM e pesticidi, dobbiamo valutare come negli Usa siano 70 milioni gli ettari con coltivazioni OGM TRANSGENICHE e circa il 70% i cibi lavorati e venduti nei supermercati statunitensi. Così come l’uso di grosse quantità di pesticidi in agricoltura, dove la legislazione Usa pone limiti ridotti rispetto agli standard europei. Più del 90% del manzo Usa è prodotto con ormoni della crescita bovina, che invece in Europa subiscono restrizioni dal 1988. Bruxelles si è già espressa in tal senso respingendo carne che contenga cloridrato di ractopamina, un medicinale usato per gonfiare il tasso di carne magra di suini e bovini. Senza considerare l’uso del cloro per disinfettare i polli e tacchini permesso negli Usa e bandito in Europa dal 1997 e l’uso di interferenti endocrini, dove l'Unione europea ha già fissato livelli massimi di contaminazione. Gli aspetti finora trattati sono molto importanti per la salute di tutti noi, ma la questione più delicata per la nostra agricoltura è legato ai possibili danni ai marchi a denominazioni d’origine. Il sistema delle produzioni del Dop e Igp, che in Italia genera un fatturato di circa 7 miliardi di euro, al consumo di circa 12,6 miliardi di euro e un valore di export pari al 32%, potrà essere messo in seria difficoltà, con prodotti a basso costo proveniente dal resto del mondo.

http://www.agrinotizie.com/articoli/news.php?id=3061

"Il colosso americano McDonald’s, con una lettera alla sezione tedesca di Greenpeace, ha ammesso di avere ripreso nei fast-food della Germania l’uso della carne di pollo allevato con cibi transgenici, meno costoso ma considerato veleno dagli ambientalisti. In questo modo, il colosso Usa del fast-food si è rimangiato un impegno che aveva preso tredici anni fa. Del caso dovrà ora occuparsi il governo tedesco, che dovrà decidere in base alle leggi nazionali, integrate eventualmente con i regolamenti di Bruxelles. Dunque, una disputa in cui saranno rispettate la sovranità tedesca e quella europea nel tutelare la salute dei consumatori. "http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=48433

"L'Unione europea deve mettere fine ai negoziati di nuovi accordi di libero scambio e in particolare il TTIP con gli Stati Uniti, deve sospendere l'applicazione degli accordi già in atto, e deve adoperarsi a rinegoziare gli altri accordi in modo che essi possano avvantaggiare le popolazioni. Per natura, gli accordi commerciali detti di "libero" scambio avvantaggiano solo le multinazionali, a scapito dei piccoli produttori" , ha dichiarato Geneviève Savigny.

"Il Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche deve essere applicato in Europa affinché il diritto inalienabile dei produttori a produrre, riprodurre e vendere i loro semi sia riconosciuto. La coltivazione di OGM deve essere vietata su tutto il territorio dell'Unione Europea ", ha detto Andrea Ferrante. http://www.comitatomst.it/node/1068

Più rassicurante il sito http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/questions-and-answers/index_it.htm alla domanda: L'UE sarà costretta a modificare la propria legislazione in materia di organismi geneticamente modificati (OGM)?

Così si risponde:

"No. Le leggi fondamentali, come quelle in materia di OGM o in difesa della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali o dell'ambiente e degli interessi dei consumatori, non rientreranno nei negoziati.

In base alla normativa UE, gli OGM approvati per l'alimentazione umana e animale o per la semina come colture possono già essere venduti nell'UE. Le domande di riconoscimento sono valutate dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), quindi inoltrate agli Stati membri UE che esprimono il loro parere. Finora sono stati autorizzati 52 OGM. La valutazione della sicurezza che l'EFSA effettua prima che un OGM sia immesso in commercio e la procedura di gestione dei rischi non saranno intaccate dai negoziati.

L'UE e gli Stati Uniti si scambiano già informazioni riguardo alle politiche, alle normative e alle questioni tecniche in materia di OGM. Una collaborazione di questo tipo contribuisce a ridurre al minimo gli effetti dei nostri rispettivi sistemi di autorizzazione degli OGM sul commercio. Il TTIP rappresenta un'opportunità per consolidare tale collaborazione." breve video nel merito della controversia: https://www.youtube.com/watch?v=F1lGUvX4n3c

Tuttavia i gravi rischi legati al TTIP sono legati anche al sistema di arbitrato internazionale che permette alle lobby di citare in giudizio uno stato per aver adottato delle politiche che limitano i loro interessi. Gli stessi contratti di lavoro nazionali vengono definiti come barrire non doganali, in quanto limitanti degli interessi commerciali delle imprese. Di fronte ad un potere così forte e sovrastatale, i timori e i dubbi sulla vera essenza e sulle conseguenze del TTIP non fanno che accrescersi. Sono circa 60 associazioni europee, politicamente trasversali, si sono coalizzate per denunciare le maggiori storture del Ttip, accusando governi e partiti di colpevole negligenza rispetto alle ricadute del nuovo trattato Usa-Ue, considerate per lo più negative. Una polemica destinata a salire di tono visto che il trattato Usa-Ue potrebbe essere pronto per la ratifica in coincidenza con il semestre italiano di presidenza europea.

Vedi anche: Si chiama Tisa (Trade in Services Agreement) il documento che si è in grado di rivelare grazie all'organizzazione di Assange. Un trattato internazionale di lobby e governi per liberalizzare i servizi: dai dati personali alla sanità passando per le assicurazioni. Sarebbe la vittoria definitiva della finanza sulla politica: http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/06/19/news/wikileaks-ecco-l-accordo-segreto-per-il-liberismo-selvaggio-1.170088

 - Il Principio di Precauzione sotto la mira del TTIP ?
“Nel giugno scorso il Segretario all’Agricoltura Usa, Tom Vilsack, non ha fatto mistero di aver adottato l’agenda delle corporations. Sulla stessa linea si è schierato (vedi: http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/prodtipici/2014/07/08/senza-accordo-su-agricoltura-congresso-usa-blocchera-ttip_da860f80-0083-4643-be10-aed3fc3cfabe.html) l’ambasciatore a stelle e strisce presso l’Unione, Anthony Luzzatto Gardner: «Assicuro che il Congresso direbbe no a un trattato di libero scambio con la Ue senza un accordo sui prodotti agricoli». L’intenzione dell’agribusiness americano è attaccare gli standard europei sugli Ogm, il pollame lavato nel cloro e la carne di animali gonfiati con gli ormoni. Per scardinarli è indispensabile abbattere il principio di precauzione (vedi: https://docs.google.com/document/d/1f-cL74u9Lm0csPIm_fl1MsQeiWqOSg3DKO6JBT3p_5s/pub#id.sex661pd9t2i), che la vulgata Usa declassa a “falsa scienza”. Mettere dei limiti a tali prodotti su questa base non è accettabile – sostengono i tifosi del T-tip – perché mina alla base il libero commercio.” http://comune-info.net/2014/07/t-tip/

- L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) respinge la richiesta della Francia che chiedeva il divieto di coltivazione del mais Ogm in Europa
Secondo la Francia, la coltivazione di questo mais Ogm comporta un “
rischio di danno grave e irreversibile per l’ambiente”, legato allo sviluppo della resistenza da parte di alcuni parassiti bersaglio della tossina Cry1Ab presente nel mais Mon 810 e ai danni per alcuni invertebrati. http://www.ilfattoalimentare.it/ogm-in-europa-francia.html

- Iniziato il percorso di regolamentazione europea sulla possibilità di restringere o proibire la coltivazione degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati)

“La regolamentazione degli OGM si rende necessaria perché, senza una cornice normativa definita, ci troviamo in una situazione in cui si rischia di consentire comunque, e senza basi certe, la richiesta e l’ottenimento di autorizzazioni alla coltivazione di organismi geneticamente modificati tramite  altri percorsi, come ad esempio attraverso il ricorso  alla Corte di Giustizia. “

Così Giovanni La Via, Presidente della commissione Ambiente sanità pubblica e sicurezza alimentare dell’Eurocamera, a margine dell’incontro di stamattina.

Entrando nel merito della posizione del Consiglio, il punto cardine è rappresentato dalla facoltà lasciata agli Stati Membri di decidere se autorizzare o meno la coltivazione degli  OGM nel proprio territorio e tra i punti più discussi vi è proprio quello relativo alla lista di motivazioni che renderanno possibile per uno Stato procedere a tale rifiuto.

“Si tratta di temi delicati, che coinvolgono da vicino la tutela della salute dei consumatori e molto sentiti dall’opinione pubblica. Rispetto ad essi, ci metteremo subito al lavoro, avviando un importante dibattito che vedrà protagonisti i deputati della Commissione ambiente in vista del voto in plenaria, che costituirà il mandato negoziale del Parlamento, che mi auguro possa consentire di raggiungere un accordo” -conclude La Via. Per quanto riguarda la tempistica, dopo il voto previsto per il mese di Novembre, si darà il via al negoziato tra Parlamento e Consiglio, in vista di un accordo sotto la presidenza italiana. http://www.agenparl.com/?p=86575

- Programma di controllo sulla presenza di OGM nelle sementi di mais e soia - Campagna semine 2013/2014

Il programma di controllo relativo al prelievo dei campioni delle sementi di mais e soia

destinate alle semine 2014 attuato in osservanza al D.M. 27 novembre 2003 ha avuto come

obiettivo principale quello di campionare e sottoporre ad analisi le sementi circolanti in Italia,

in modo da garantire agli agricoltori materiale sementiero privo di OGM. Il programma di vigilanza ha visto impegnati i sottoelencati organi di controllo, che

hanno operato nelle seguenti fasi:

• Il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei

prodotti agro-alimentari (ICQRF): presso i centri di stoccaggio delle sementi provenienti

dagli Stati dell’Unione Europea e dai Paesi extracomunitari;

• il Centro di sperimentazione e certificazione delle sementi (CRA-SCS): presso le ditte

sementiere che selezionano meccanicamente lotti sia di produzione nazionale, che

provenienti da Stati membri o da Paesi terzi sottoposti a riconfezionamento in Italia;

• l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: nei punti di entrata terrestri e portuali siti nel

territorio nazionale, anche in collaborazione con alcuni Osservatori fitosanitari regionali.

L’attività di analisi dei campioni prelevati dal CRA-SCS e dall’ICQRF è stata svolta dal

CRA-SCS che ha provveduto ad effettuare le analisi presso il proprio laboratorio di

Tavazzano (LO). I campioni prelevati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono stati

analizzati dai laboratori della medesima Agenzia.

Di seguito si illustrano i risultati dell’attività di controllo effettuata.

Attività di controllo sulle sementi di mais

Le superfici coltivate a mais in Italia nel 2014 si stimano in circa 1.010.000 ettari (Stime

Assosementi). I campioni prelevati hanno riguardato lotti di mais per un quantitativo complessivo pari a circa kg 14.508.152 (circa il 72% delle sementi destinate alla semina della superficie stimata).

L’attività di controllo svolta ha portato al prelievo di complessivi n. 1332 campioni di

mais (Tabella 1 vedi link sotto), dei quali 25 (pari all’1,9% del totale) sono risultati irregolari per presenza di OGM. Per i campioni risultati positivi per la presenza di OGM provenienti da prelevamenti effettuati dall’ICQRF e dal CRA-SCS si è provveduto al sequestro penale della merce ed all’inoltro dell’informativa di reato all’Autorità giudiziaria territorialmente competente. Il prodotto sequestrato, pari a kg 227.988,44 rappresenta circa il 1,57% della quantità

complessivamente campionata (kg 14.508.152). Tale dato conferma che sul territorio

nazionale è stata accertata una percentuale sufficientemente contenuta di presenza di OGM

nelle sementi circolanti. Tra i campioni prelevati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

sono risultati positivi 7 campioni: conseguentemente è stato vietato l’ingresso sul territorio

nazionale delle intere partite di cui tali campioni facevano parte……. (segue al link sotto).

Attività di controllo sulle sementi di soia

Nel 2014 la superficie investita a soia è stata stimata pari complessivamente a circa

250.000 ettari (Stime Assosementi).

Nel 2014 sono stati campionati 13.156.844 kg di semente di soia (circa il 66% delle

sementi destinate alla semina della superficie stimata).

Nella Tabella 3 (al link sotto), di seguito riportata, sono riassunti i risultati conseguiti nell’attività di controllo nel 2014. Sono stati prelevati ed analizzati 600 campioni, di cui 13 (pari al 2,2% del totale) sono risultati positivi per presenza di OGM. La maggior parte dei campioni risultati irregolari si riferiscono a sementi provenienti dal Canada. Il prodotto campionato da CRA-SCS ed ICQRF e risultato irregolare alle analisi (kg.

59.938) è stato sequestrato, mentre quello campionato, analizzato dalle Dogane e risultato

irregolare, non è stato introdotto sul territorio nazionale. Per i campioni risultati positivi per la presenza di OGM provenienti da prelevamenti effettuati dall’ICQRF e dal CRA-SCS si è provveduto al sequestro penale della merce ed all’inoltro dell’informativa di reato all’Autorità giudiziaria territorialmente competente. Il prodotto sequestrato, pari a kg 59.937,60 rappresenta circa il 0,46% della quantità complessivamente campionata (kg 13.156.844). Tale dato conferma che sul territorio nazionale è stata accertata una percentuale contenuta di presenza di OGM nelle sementi circolanti. Tra i campioni prelevati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono risultati positivi 11 campioni: conseguentemente è stato vietato l’ingresso sul territorio nazionale delle intere partite di cui tali campioni facevano parte. La totalità dei casi di positività è riconducibile ad una presenza di OGM molto bassa (contaminazione dello 0,1% ). segue: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7967

- Frédérique Ries, relatrice del Parlamento europeo per la direttiva sulle colture OGM, spiega qual è il punto di vista degli eurodeputati sul tema

Nelle prossime settimane Parlamento e Consiglio UE cominceranno i colloqui per trovare una posizione comune sulla nuova direttiva sulle coltivazioni OGM in Europa. Quali sono i principali obiettivi del Parlamento?        

        - L'obiettivo principale è semplice: rispondere ai cittadini. La grande maggioranza dei cittadini e degli Stati membri dell'UE non vuole le colture OGM. Ci sono 5 paesi che li coltivano, tutti gli altri cercano di vietarli ma non hanno armi legali per farlo. Noi eurodeputati vogliamo dare agli Stati un elenco di ragioni valide dal punto di vista legale per far sì che possano decidere di limitare o vietare le coltivazioni OGM sul loro territorio.

        Oltre ai motivi legati alla tutela della salute e dell'ambiente, già esaminati dall'Agenzia per la sicurezza alimentare europea (EFSA), vogliamo aggiungerne altri. Lo abbiamo già fatto nel 2011, abbiamo esteso la lista dei motivi cui i paesi possono appellarsi con esempi molto precisi in materia di resistenza, di pesticidi, di utilizzo dei suoli, degli habitat e anche di costi economici e sociali.

                Tutto questo emerge anche dalla posizione del Consiglio, ma in maniera troppo vaga. Il nostro timore è che la lista del Consiglio non permetta agli Stati di difendersi in sede legale. Anche la questione della contaminazione incrociata e transfrontaliera è essenziale, perché le filiere convenzionali e quelle biologiche possono subire danni enormi da questo tipo di  contaminazione. Infine, intendo battermi perché l'EFSA mantenga il suo ruolo centrale nel processo di autorizzazione a livello europeo.

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=2100

e video: https://www.youtube.com/watch?v=HMPxc-P7zvI

- Ministro dell’Agricoltura Martina: si' a ricerca in campo agricolo ma senza Ogm

Bisogna tutelare la biodiversita' dei territori (ASCA) - Milano, 29 set 2014 - Si' alla ricerca in campo agroalimentare ma che tuteli la biodiversita' dei territori, no invece, agli Ogm. E' l'indicazione del ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, che, a margine di un incontro a Milano, ha risposto cosi' a una domanda se Expo possa aprire la porta a una politica comune in Europa sugli Ogm.         

"Expo e' una piattaforma di discussione aperta dove e' giusto ospitare i pro e i contro anche sul tema degli Ogm. Il nostro approccio - ha precisato Martina - e' che l'Italia deve tutelare la propria biodiversita' dei territori collocandola dentro nuovi scenari globali. Non sono convinto che l'Italia possa omologarsi ad altri sistemi produttivi. La nostra caratteristica principale e' quella di costruire linee di ricerca in campo agricolo che salvaguardino la biodiversita' e non bisogna andare oltre questa soglia. Ma questo non vuol dire - ha concluso il ministro - rinunciare a fare ricerca". Lzp/Sar

http://www.asca.it/news-Martina__si__a_ricerca_in_campo_agricolo_ma_senza_Ogm-1429656-ECO.html

                

- Ogm: commissario Andriukaitis, riesame norma entro 6 mesi

BRUXELLES - "Entro i primi sei mesi del mio mandato riesaminerò la legislazione che si applica all'autorizzazione degli Organismi geneticamente modificati, come ha indicato il Presidente eletto della Commissione europea Jean Claude Juncker nei suoi orientamenti politici". Lo ha affermato il commissario europeo designato alla salute e alla sicurezza alimentare, il lituano Vytenis Andriukaitis, in risposta alle domande scritte postegli dalla commissione salute, sicurezza alimentare e ambiente del Parlamento europeo. In relazione ai pesticidi - ha aggiunto Andriukaitis, "nel medio periodo procederemo ad una valutazione parallela della legislazione sui prodotti fitosanitari e sui livelli massimi di residui". La maggior parte di questi testi - secondo il commissario designato - richiederà anche l'adozione di numerose misure di esecuzione, alle quali - assicura - "dedicherò la mia piena attenzione". Ciò significa anche - ha proseguito - "che dovremo avanzare nell'adempimento del nostro obbligo di definire i criteri per gli interferenti endocrini (quei composti che possono provocare gravi danni agli organismi che vi sono esposti ndr). Intende anche provvedere "affinché la legislazione sul benessere degli animali sia debitamente applicata". Tra le priorità di Andriukaitis, c'é "la lotta contro le frodi alimentari al fine - dice - di garantire la salute delle persone ed un elevato livello di sicurezza e qualità dei prodotti dell'Ue". http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2014/09/30/ogm-uecommissario-andriukaitis-riesame-norma-entro-6-mesi_f33caa3f-1ac8-4a07-98c7-5b3bfde3ae19.html

Sicurezza alimentare prima del Ttip. Tra le priorità del Commissario designato rientra il fatto che “i cittadini europei possano continuare a fruire degli alimenti più sani a livello mondiale”, un'esigenza che lui stesso ha chiarito viene “prima di ogni accordo commerciale” compreso il negoziato di libero scambio Usa-Ue (Ttip).

Gli eurodeputati hanno infatti espresso non poche preoccupazioni in merito a questo negoziato per quanto riguarda gli standard ambientali e della protezione dei consumatori europei.

L'Europa può essere orgogliosa del proprio sistema di sicurezza alimentare, intendo sfruttare qualsiasi opportunità per mantenere e migliorare tale sistema oltre a promuoverlo a livello globale”, ha aggiunto.

Sono un medico, e come tale ho fatto un giuramento di non arrecare male a nessuno”, ha detto Andriukaitis, che ha poi aggiunto ironicamente: “Non ho paura di fronteggiare interessi forti. Mi sono apposto al Kgb e sono stato arrestato durante i tempi dell'Unione sovietica". http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2014/10/02/ue-il-commissario-designato-andriukaitis-quotsicurezza-alimentare-prima-di-tuttoquot/40053

- Czeslaw Siekierski, da alcuni mesi presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sul TTIP (Trattato di libero scambio U.S.A.-UE)
Come intende rispondere alle preoccupazioni di molti europei in merito ai possibili effetti nocivi sugli standard qualitativi dei prodotti agroalimentari importati in Europa in seguito al trattato Ttip?

"Si tratta di un argomento troppo importante e troppo complesso per essere lasciato interamente nelle mani degli esperti di mercato della Commissione europea. Non possiamo sacrificare l'agricoltura europea e gli interessi dei nostri agricoltori e dei consumatori per qualche incerto e insicuro beneficio in qualche altro campo". Intervista a Czeslaw Siekierski, da alcuni mesi presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2014/07/31/quotpac-piu-semplice-e-guadagno-minimo-per-gli-agricoltoriquot/39307

- Vandana Shiva: «Il Ttip? La fine della democrazia»

Intervista a Vandana Shiva, l’attivista ecologista indiana, sotto attacco per le posizioni anti Ogm. L’hanno accu­sata di par­lare di Ogm come fos­sero il dia­volo, e di non avere i titoli per poter soste­nere, da un punto di vista scien­ti­fico, la dan­no­sità di quella bio­tec­no­lo­gia. Fac­ciamo chia­rezza: lei è con­tra­ria gli Ogm prin­ci­pal­mente per­ché li reputa gene­ri­ca­mente nocivi, oppure per­ché dif­fida delle mul­ti­na­zio­nali che attual­mente li pro­du­cono e ne finan­ziano la ricerca, oppure ancora per­ché è pro­fon­da­mente con­tra­ria alla bre­vet­ti­bi­lità dei semi? Sono cri­tica con­tro gli Ogm per­ché essi sono parte inte­grante del sistema dell’agroindustria e noi già sap­piamo che quello è un sistema nocivo. Sap­piamo già che gli agenti chi­mici sono un pro­blema mon­diale per la salute: il disa­stro di Bophal è stato, 30 anni fa, una chia­mata d’allarme per tutta l’umanità, per dirci che quella era una strada nociva. E quella stessa indu­stria, respon­sa­bile allora di quel disa­stro, oggi ci pro­pone gli Ogm. Io nel 1987 ho par­te­ci­pato a un incon­tro in cui dice­vano sere­na­mente che la ragione per cui biso­gnava intro­durre gli Ogm era la pos­si­bi­lità di bre­vet­tare i semi. Allora lo dice­vano paci­fi­ca­mente, oggi addu­cono altre ragioni e par­lano di neces­sità di sfa­mare il mondo. Ma noi sap­piamo che il cibo per sfa­mare il mondo viene dalla terra e dalla pre­senza di ter­reno fer­tile, dal lavoro dei pic­coli agri­col­tori. Ce lo dicono i dati delle Nazioni unite, quelli che noi stessi del movi­mento Nav­da­nya abbiamo rac­colto, e quelli dell’Iaastd (la Valu­ta­zione inter­na­zio­nale delle cono­scenze agri­cole, scien­ti­fi­che e tec­no­lo­gi­che per lo svi­luppo) che nel 2002 con un pool di 400 scien­ziati riu­niti da tutte le agen­zie Onu arrivò a que­sta con­clu­sione: si può sfa­mare anche più dell’intero pia­neta con il ricorso ad agri­col­ture di pic­cola scala non inten­sive. E non c’è alcun biso­gno degli Ogm per farlo. Quindi la que­stione dei bre­vetti e quella della sicu­rezza non sono separabili. Può anche non con­vin­cere del tutto, l’indiana Van­dana Shiva, guru dell’ambientalismo mon­diale e fiera oppo­si­trice della glo­ba­liz­za­zione libe­ri­sta, che in que­ste set­ti­mane gira l’Italia e il sud Europa come por­ta­voce del movi­mento Nav­da­nya Inter­na­tio­nal (nove semi) da lei stessa fon­dato nel lon­tano 1987, per dare senso a quel «Nutrire il pia­neta, ener­gia per la vita» che rischia di rima­nere lo slo­gan vuoto dell’Expo 2015. Si può non rima­nere sen­si­bili al cari­sma che ne fa una star dell’ecologismo glo­bale e non con­di­vi­dere le sue posi­zioni estreme sugli Ogm, ma forse non a caso Shiva ha subito recen­te­mente più che in pas­sato vio­lenti attac­chi non solo dalle mul­ti­na­zio­nali che deten­gono i bre­vetti dei semi modi­fi­cati, ma anche da auto­re­vo­lis­sime testate come il «New Yor­ker».Dun­que secondo lei il mondo non ha biso­gno di Ogm, inu­tile sta­bi­lire se fanno male o meno alla salute?

Guardi, l’incoerenza del modello Ogm e il fatto che sia total­mente non scien­ti­fico sono due aspetti che emer­gono dagli argo­menti usati per la pro­pa­ganda. Per­ché quando si tratta di sta­bi­lire la pro­prietà intel­let­tuale dei semi, allora gli Ogm ven­gono riven­di­cati come un’invenzione, qual­cosa di total­mente nuovo. Men­tre quando si tratta la sicu­rezza ali­men­tare di quel seme, allora si dice che stiamo par­lando di pro­dotti natu­rali, che non si disco­stano molto da ciò che tro­viamo in natura. Ecco, que­sto mec­ca­ni­smo lo chiamo schi­zo­fre­nia ontologica.

In Ita­lia la spe­ri­men­ta­zione è vie­tata, lei è con­tra­ria alla ricerca?

So che in Ita­lia stanno pre­sen­tando la que­stione come se quando si parla di bio­si­cu­rezza e di prin­ci­pio di pre­cau­zione allora si sta bloc­cando la ricerca. Ma non è così, quello che viene bloc­cato è la com­mer­cia­liz­za­zione irre­spon­sa­bile di pro­dotti. Le leggi dell’Italia, dell’Europa e dell’India dicono che non si pos­sono fare ricer­che a campo aperto ma que­sto non vuol dire bloc­care la ricerca in labo­ra­to­rio. Le leggi sulla sicu­rezza non osta­co­lano in alcun modo la ricerca e chiun­que dica il con­tra­rio è parte della com­mer­cia­liz­za­zione degli Ogm, anche se lavora in una uni­ver­sità pubblica.

Lei è stata scelta come «ambas­sa­dor» dell’Expo 2015. Come pensa di sfrut­tare que­sta oppor­tu­nità, quale mes­sag­gio vorrà lan­ciare da quel palcoscenico?

Quando è stata scelta l’Italia come sede dell’Expo è stato subito chiaro che si sarebbe trat­tato il tema di come sfa­mare il mondo, a par­tire dalla cono­scenze scien­ti­fi­che ma anche a par­tire da quella che è l’esperienza ita­liana di pro­du­zione ali­men­tare soste­ni­bile, attra­verso la diver­sità, e di buona qua­lità. L’Italia ha dato al mondo occi­den­tale al tempo stesso soste­ni­bi­lità, gusto, alta qua­lità dei pro­dotti, diver­sità ed eco­no­mia. La cul­tura ita­liana del cibo dà dignità anche al più pic­colo caffè, bar o azienda agri­cola che sono a tutti gli effetti fonte di sosten­ta­mento. Il mes­sag­gio dell’Expo dovrebbe essere que­sto. E io sono estre­ma­mente grata di avere l’occasione anche per­ché que­sto è lo stesso mes­sag­gio che io ritengo di aver appreso sulla base del mio lavoro tren­ten­nale. Spero che a Milano venga vei­co­lato il modello ita­liano anzi­ché il modello di agri­col­tura sta­tu­ni­tense che è fatto di Ogm e mono­cul­ture a mais e soia, con la Mon­santo che con­trolla la for­ni­tura di semi, altre mul­ti­na­zio­nali che con­trol­lano il com­mer­cio del cibo e tutti che man­giamo sem­pre peg­gio. E un terzo della popo­la­zione che sof­fre di obe­sità. Noi pos­siamo fare il mondo migliore di così.

Sono in corso i nego­ziati tra Usa e Ue per siglare il Trat­tato tran­sa­tlan­tico per il com­mer­cio e gli inve­sti­menti (Ttip). Lei cosa ne pensa?

Il Ttip è un trat­tato sul libero com­mer­cio che dice subito nel pre­am­bolo che è un’iniezione al Wto. E cosa ci ha dato il Wto? Ci ha dato la bre­vet­ti­bi­lità dei semi, la pos­si­bi­lità di imporre royal­ties sulle sementi, e i sui­cidi dei con­ta­dini indiani. Ci ha dato l’imposizione quasi da bulli di un sistema che ha com­ple­ta­mente distrutto le fonti di sosten­ta­mento degli agri­col­tori, e ci ha dato cibo non sicuro. E il Ttip ci darà tutto que­sto, attra­verso tre mec­ca­ni­smi. Il primo è l’eliminazione del prin­ci­pio di pre­cau­zione; il secondo sta nel raf­for­za­mento delle leggi sulla pro­prietà intel­let­tuale fatto in modo da sup­por­tare la Mon­santo e inde­bo­lire gli agri­col­tori. E il terzo asse por­tante è l’istituzione di tri­bu­nali sovra­na­zio­nali, diversi da quelli degli Stati, a cui le imprese potranno rivol­gersi se le leggi nazio­nali non rispet­tano i loro dik­tat. Que­sto signi­fi­cherà isti­tuire un vero e pro­prio potere delle mul­ti­na­zio­nali che potranno atten­tare ai diritti sta­bi­liti nelle costi­tu­zioni nazio­nali. Costi­tu­zioni nate dall’impegno dei popoli in secoli di bat­ta­glie per la con­qui­sta delle libertà indi­vi­duali. Quindi, quello che por­terà il Ttip è la fine della demo­cra­zia, la fine della sicu­rezza ali­men­tare e la fine della pos­si­bi­lità per tutti noi di costruirci una vita dignitosa. "Il Manifesto" Eleonora Martini, 22.10.2014 http://ilmanifesto.info/il-ttip-la-fine-della-democrazia/

- Ogm: Ue, Commissione uscente non ne autorizzerà dei nuovi

I Verdi accusano: De Gucht pronto a firmare otto nuove autorizzazioni per gli OGM

“Il commissario uscente al Commercio Karel De Gucht sembra sia pronto ad emanare nuove otto autorizzazioni per gli Organismi Geneticamente Modificati”, denunciano Rebecca Harms e Philippe Lamberts eurodeputati del gruppo dei Verdi europei, .

“Siamo allarmati per queste autorizzazioni che potrebbero avere il via già domani” dichiarano i due esponenti ambientalisti, “e anche se potrebbe essere legalmente possibile, sarebbe politicamente uno scandalo”. In più, su questo tema, il Commissario sarebbe in contatto con le autorità Usa per allentare le restrizioni su alcune importazioni dall’Unione. I Verdi puntualizzano come il presidente eletto della Commissione Jean-Claude Juncker ha dichiarato che la sua Commissione adotterà un approccio diverso in merito alle autorizzazioni OGM. “Speriamo intervenga per assicurarsi che queste nuove autorizzazioni non riguardino OGM”, concludono i Verdi.

http://www.eunews.it/2014/10/15/i-verdi-accusano-de-gucht-pronto-ad-emanare-otto-nuove-autorizzazioni-per-gli-ogm/23198

Ogm: Ue, Commissione uscente non ne autorizzerà dei nuovi

(ANSA) - BRUXELLES, 22 OTT - Non é prevista nessuna autorizzazione per la messa sul mercato nell'Ue di nuovi Ogm da parte della Commissione europea uscente di José Manuel Barroso: lo rendono noto all'ANSA fonti comunitarie vicino al dossier, nonostante la richiesta avanzata da diversi gruppi. Le richieste provengono dalle organizzazioni degli agricoltori e delle cooperative europee (Copa e Cogeca), dalla Federazione Ue dei fabbricanti di mangimi (Fefac), dai produttori di oli vegetali e proteine per l'industria (Fediol), dall'Unione europea del commercio di animali (Uecbv), dai trasformatori e commercianti di pollame nell'Ue (Avec).

Le organizzazioni chiedono l'autorizzazione di otto nuove varietà di grano geneticamente modificato per l'importazione, e la trasformazione di mangimi in quanto - sostengono - si tratta di Ogm "che sono scientificamente sicuri". Il loro obiettivo: "evitare il rischio di ritardi e interruzioni nella fornitura di alimenti e mangimi in Europa, oltre a garantire l'equilibrio del mercato, trattandosi di prodotti essenziali per l'industria del bestiame". Questa decisione é invece stata fortemente contestata dal Gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, che ha messo in guardia la Commissione Ue dal decidere nuove autorizzazioni. Le richieste riguardano il mais MON 87460; la colza GT 73; la soia 305.423; la soia MON87708; la soia MON87705; la soia BPS-CV127-9 soia; il mais T25 e il cotone T304-40. (ANSA).

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2014/10/22/ogm-ue-commissione-uscente-non-ne-autorizzera-dei-nuovi_9be42e1e-3d68-4cb0-b1c2-0bd279d008af.html

- Sono presenti Organismi Geneticamente Modificati nei cibi?

Il Regolamento CE n. 1829/2003 ha stabilito che gli ingredienti geneticamente modificati devono essere dichiarati in etichetta se presenti in quantità superiore allo 0,9 per cento. Tale percentuale si riferisce al singolo ingrediente

Secondo il Centro per la sicurezza alimentare, ci sono 64 Paesi nel mondo che richiedono l’etichettatura dei prodotti contenenti Ogm. Addirittura, negli Stati Uniti, la politica della Fda è quella di sostenere l’etichettatura Ogm volontaria piuttosto che obbligatoria e, secondo l’Usda, il 90% di tutto il mais e la soia coltivata negli Stati Uniti è OGM. In Europa, invece, dal 2004, l’etichetta di alimenti e mangimi contenenti Ogm deve indicarne esplicitamente la presenza, anche se questi non sono rilevabili nel prodotto finito. Solo se la quantità di OGM è minore dello 0,9% l’etichetta si può omettere, purché la quantità sia accidentale o tecnicamente inevitabile. Non siamo quindi sicuri di non mangiare cibo contenente materiale transgenico, anche perché se non direttamente nel cibo, gli OGM potrebbero essere stati nei mangimi degli animali. http://www.ehabitat.it/2014/10/17/alla-scoperta-delle-etichette/

SOLO I PRODOTTI BIOLOGICI garantiscono l'assenza di componenti transgenici. L'agricoltura biologica infatti fa espressamente divieto di usare prodotti transgenici.

http://prodottibiologici.it/agricoltura.php?pag=2

- PARLAMENTO EUROPEO: L’Europa potrebbe aver voltato le spalle agli Ogm

L’Italia è libera di non coltivare Ogm come ha fatto fino ad ora e come chiedono quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono al biotech nei campi.

Deciso cambio di rotta nelle nuove norme approvate in Commissione Ambiente l'11 novembre 2014: più facile per gli Stati vietare la coltivazione di Ogm nel proprio territorio. Via libera della Commissione Ambiente dell’Europarlamento che ha approvato (53 sì, 11 no, due astensioni) la nuova normativa , che prevede la possibilità per i 28 Stati membri di limitare o bandire le coltivazioni di Ogm sul proprio territorio anche se autorizzate a livello Ue. Ora manca solo l’accordo di compromesso sul testo finale della Direttiva. La novità rispetto al testo iniziale è l’inserimento del criterio “ambientale” nell’elenco delle motivazioni alle quali possono ricorrere gli Stati membri per imporre lo stop agli Ogm; va ad aggiungersi a quelli socioeconomici, di uso dei terreni e pianificazione urbana già contemplati dalla norma. Nel corso della procedura di autorizzazione di un Ogm ogni Stato potrà, dunque, pretendere di adeguare la portata geografica del divieto di coltivazione senza, tuttavia, dover trattare con l’impresa multinazionale titolare del brevetto, com’era previsto nella proposta iniziale. La richiesta dello Stato viene comunicata alla Commissione ed è automatica: questo significa il pieno recupero della sovranità allo Stato mentre, sulla base delle procedure europee in vigore, dovranno essere presi in considerazione anche effetti a lungo termine degli Ogm sulla salute umana e sull’ambiente, con un deciso rafforzamento del principio di precauzione. Il voto degli eurodeputati «mostra un ampio consenso fra i partiti politici del Parlamento europeo su questo tema sensibile – ha commentato Frédérique Ries, la relatrice della proposta di direttiva sulla regolamentazione degli Ogm -. Le misure adottate assicureranno la flessibilità per gli Stati membri di limitare, vietare (oppure no), le coltivazioni di Ogm. Allo stesso tempo, abbiamo garantito un processo chiaro di autorizzazione degli Ogm a livello Ue, migliorando le tutele, con un ruolo chiave dell’Efsa». Fino ad ora le autorizzazioni vengono concesse da Bruxelles e avevano validità su tutto il territorio dell’Unione europea. Ora, invece, la proposta di nuova direttiva prevede un diverso iter autorizzativo a livello comunitario sulla base di un parere scientifico da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Nelle prossime settimane si attende la finalizzazione della nuova legge direttiva da parte di Parlamento, Commissione, e governi, ma i rischi non sono scongiurati e il semestre di presidenza italiana sarà decisivo per fare in modo che la proposta di legge non venga manipolata.

Secondo Greenpeace, il voto della Commissione ambiente «fornisce agli Stati membri basi legali solide per bandire la coltivazione di Ogm dai propri territori, rendendo difficile per l’industria biotech contrastare i bandi nazionali nei tribunali». «Gli europarlamentari hanno migliorato il testo del Consiglio, fortemente influenzato dalla linea britannica pro Ogm», ha afferma Marco Contiero, direttore per le politiche agricole di Greenpeace Ue. L’Italia è libera di non coltivare Ogm come ha fatto fino ad ora e come chiedono quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono al biotech nei campi.

E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare il via libera della Commissione ambiente dell’Europarlamento alla nuova normativa che prevede la possibilità per i 28 Stati membri di limitare o bandire la coltivazione di Organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio anche se autorizzata a livello Ue. L’Europa da un lato, le Alpi e il mare dall’altro, renderanno l’Italia – sottolinea Moncalvo – finalmente sicura da ogni contaminazione di Ogm a tutela della straordinaria biodiversità. Tra gli emendamenti approvati dall’Europarlamento si segnala l’ampia serie di fattori che possono risultare alla base della decisione del divieto da parte degli Stati che possono riguardare – precisa la Coldiretti – obiettivi di politica ambientale, degli impatti socioeconomici, dell’uso del suolo e dell’ordine pubblico. Nel corso della procedura di autorizzazione di un Ogm ogni Stato potrà, dunque, pretendere di adeguare la portata geografica del divieto di coltivazione senza, tuttavia, dover trattare con l’impresa multinazionale titolare del brevetto com’era previsto – continua la Coldiretti – nella proposta iniziale. La richiesta dello Stato viene comunicata alla Commissione ed è automatica e questo – conclude la Coldiretti – significa il pieno recupero della sovranità allo Stato mentre, sulla base delle procedure europee in vigore, dovranno essere presi in considerazione anche effetti a lungo termine degli Ogm sulla salute umana e sull’ambiente, con un deciso rafforzamento del principio di precauzione. http://www.lavocedelnordest.eu/ogm-coldiretti-8-italiani-su-10-favorevoli-a-liberta-divieto/ http://www.tekneco.it/ambiente/leuropa-volta-le-spalle-agli-ogm/

Fino ad oggi la questione è stata regolamentata dalla direttiva 2001/18/CE, che all’articolo 26 (“libera circolazione”) e prevede che gli Stati membri non possano vietare, limitare o impedire l’immissione in commercio di OGM autorizzati a livello europeo. Ogni nazione può limitarne o vietarne l’uso e la vendita sul proprio territorio solo temporaneamente, in seguito a nuove valutazioni su rischi per la salute o l’ambiente. L’ultima parola, però, spetta alla Commissione che deve valutare se ritenere fondate le motivazioni o respingerle (nel qual caso il divieto nazionale provvisorio deve decadere). Questo ultimo testo quindi è davvero una “svolta” per l'agricoltura europea, la Commissione ambiente dell’Europarlamento ha tolto di mezzo la necessità di “trattativa” con i titolari dei diritti: lo Stato membro può esercitare la propria sovranità senza dover negoziare con le industrie sementiere, lasciando finalmente gli Stati decidere loro stessi sulle proprie terre.

http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2900:ogm-leuropa-rende-autonomi-gli-stati&catid=207:bioagricoltura-notizie-21-novembre-2014&Itemid=163

vedi anche: http://www.ecolifestyles.eu/it/node/206

Sperando che:

- non ci siano nelle legge cavilli ai quali i "multimilionari" delle multinazionali possano aggrapparsi - che la proposta di legge non venga annacquata e che

- il testo non si trasformi in un cavallo di Troia durante le negoziazioni in sede europea,

RICORDIAMOCI che occorre CONTINUARE ad essere vigili, attivi e a mobilitarsi:

1) contro l'importazione di ogm a scopo mangimistico e non solo;

2) a favore della tracciabilità di ogni uso degli OGM nella catena alimentare, con una chiara e completa etichettatura;

3) impegnandosi a svelare attraverso tutti i mezzi mediatici, incluso il passa parola, i disastri già in corso ai vari livelli cui sono diretta causa i transgenici e i loro associati pesticidi

4) contro la prospettiva dell'approvazione del TTIP, il trattato di "libero" scambio che rischia di sradicare i diritti e le tutele fin qui conquistate dai cittadini europei per far posto ad un mercato ancora più selvaggio e sregolato, dove un'oligarchia di stockholders multimilionari, impone i suoi diktat anche sopra gli Stati sulle nostre teste, appunto.

Noi andiamo avanti, essere liberi di scegliere un’agricoltura e una VITA sostenibile, ecologica e libera da Ogm è un diritto di tutti!

- Rassicurazioni sul TTIP in merito agli OGM...ma chi ci crede?

Made in Italy, Calenda: nel TTIP né norme UE su OGM né principio di precauzione

Il viceministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda è stato ascoltato in audizione in commissione Agricoltura, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sugli sviluppi del controverso (e segreto) negoziato sul Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti, meglio noto sotto l'acronimo TTIP, ed avrebbe assicurato che non saranno oggetto della trattativa "né le normative europee in materia di OGM né l'applicazione del principio di precauzione". Il viceministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda è stato ascoltato in audizione in commissione Agricoltura, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sugli sviluppi del controverso (e segreto) negoziato sul Trattato         transatlantico per il commercio e gli investimenti, meglio noto sotto l'acronimo TTIP. Già al quotidiano Avvenire1, il viceministro Calenda assicurava: "Noi (Italia, ndr) non rinunceremo al principio di precauzione: cioè si può fare entrare un alimento         solo quando ci sono le prove scientifiche che esso non è dannoso. Per l’Italia poi, nello specifico, c’è la questione         dell’italian sounding, cioè la lotta a quei prodotti che sembrano italiani ma non lo sono".

Dopo l'audizione alla Camera, il         PD sembra essere rimasto soddisfatto delle rassicurazioni di Calenda, poiché il viceministro avrebbe ribadito che "non         cambierà il principio di precauzione che ci divide dagli americani         che invece adottano il principio di evidenza scientifica" come riporta in una nota il deputato PD, Nicodemo Oliviero. L'esponente         democratico aggiunge: "Il fatto, per esempio, che oggi sia stato escluso che oggetto della trattativa non saranno né le normative europee in materia di OGM né l'applicazione del principio         di precauzione rassicura un comparto, quale quello agroalimentare, che ha fatto della qualità il principio cardine del Made in Italy". Il capogruppo in commissione Agricoltura infatti precisa: "Occorre che l'accordo porti a raggiungere nuovi benefici economici per gli operatori, attraverso la revisione o l'abbattimento delle tariffe,         senza - però - in alcun modo abbassare la guardia in ordine alla sicurezza e alla tutela della qualità dei prodotti agroalimentari".         

Buono anche il giudizio espresso dalla deputata PD Colomba Mogiello, componente della commissione Agricoltura e vicepresidente commissione parlamentare d’inchiesta sulla Contraffazione, che dopo l'audizione di Carlo Calenda afferma come le dichiarazioni del viceministro indichino "con chiarezza che l'Italia continuerà a puntare sulla produzione di cibo ad alto contenuto di qualità e         tipicità". Mogiello però avverte: "Dobbiamo essere         consapevoli che negli Stati Uniti si concentra la gran parte del         fatturato realizzato dalle imprese che producono fake food con cui         si specula su l'italian sounding quando non sulla contraffazione vera e propria - concludendo - Mi auguro quindi che l'accordo preveda rafforzamento dei protocolli di sicurezza e soprattutto la tutela delle indicazioni geografiche per garantire il nostro Made in         Italy".

http://www.mainfatti.it/Made-in-Italy/Made-in-Italy-Calenda-nel-TTIP-ne-norme-UE-su-OGM-ne-principio-di-precauzione_071575033.htm                 

        

- Martina: Ogm non rientrano nel Ttip, nessun rischio per sicurezza alimentare Il ministro italiano per l’Agricoltura risponde alle perplessità sull’accordo di libero scambio tra Usa e Ue e assicura che l’Europa potrà vietare i prodotti per cui non esistono sufficienti evidenze         scientifiche che ne escludano la nocività, come gli organismi         geneticamente modificati “Ci sono preoccupazioni sul fatto che gli Usa pretenderanno l’abolizione della normativa europea sugli Ogm. Sono preoccupazioni infondate perché il mandato non prevede che gli Ogm siano oggetto del Ttip (Partnership transatlantica per il         commercio e gli investimenti)”. Con queste parole il ministro         dell’Agricoltura Maurizio Martina risponde ad alcune perplessità relative all’accordo di libero scambio tra Usa e Ue.

Davanti alla commissione Agricoltura della Camera, Martina precisa che “è fatto salvo il principio di precauzione” vigente nell’Unione europea. La pratica in base alla quale, cioè, se su un prodotto non ci sono sufficienti evidenze scientifiche che ne escludono la nocività, ne viene bloccato il commercio in attesa di indagini più chiare. Un orientamento opposto a quello statunitense, che prevede la possibilità di vendere ogni prodotto fin quando non sia dimostrata la sua pericolosità per la salute. “Il mandato per le trattative prevede per ciascuna delle parti il diritto a impedire gli scambi qualora le evidenze scientifiche non siano sufficienti – sottolinea il ministro – quindi non ci sarà nessun rischio per la sicurezza alimentare dei cittadini europei”.

http://www.eunews.it/2014/11/19/ttip-martina-gli-ogm-non-rientrano-nel-trattato-nessun-rischio-per-sicurezza-alimentare/25481

- Ogm, prima la contaminazione, poi le regole, questa la strategia delle multinazionali dell'agritech

Dagli Stati Uniti all’India, l’industria agritech degli ogm pare proprio attuare la politica del “prima contaminiamo poi si penserà ad una regolamentazione delle autorizzazioni”. “E’ evidente dunque come la contaminazione del nostro cibo sia una strategia deliberata dell’industria” spiega Colin Todhunter (1), giornalista investigativo che ha scritto per il Deccan Herald, il New Indian Express e l’inglese Morning Star.

Malgrado la maggioranza dei cittadini europei abbia espresso chiaramente la propria contrarietà agli ogm, la discussione viene distorta e gli interessi commerciali vengono fatti passare come “bene comune”, spiega con chiarezza Todhunter. “Monsanto e le altre società dell’agritech stanno anche facendo pressioni perché passi il TTIP, il trattato transatlantico che aprirebbe tutte le porte al profitto delle multinazionali. Le stesse società vogliono indebolire il quadro regolatorio pan-europeo cercando di ottenere modalità per poter imporre gli ogm nazione per nazione (2,3)". Peraltro la contaminazione sta già avvenendo attraverso le importazioni dagli Usa con cibi ogm che finiscono sugli scaffali dei supermercati senza dire nulla in etichetta. E non solo vegetali o lavorati industriali, ma anche carne e derivati di animali nutriti con mangimi ogm. Per non parlare degli enzimi ogm che favoriscono la lunga conservazione, degli esaltatori di sapidità, dei micro-organismi ogm che aiutano la fermentazione…

L’Efsa, European Food Safety Authority, ha concluso che gli organismi geneticamente modificati sono sicuri, ma ormai la diffidenza nei confronti dei membri dell’Efsa è diffusissima a causa dei documentati conflitti di interesse (4); stessa cosa vale per le commissioni scientifiche della UE (5).

Cosa fare dunque? Innanzi tutto, se avete la possibilità, cultivate voi ciò che mangiate; non acquistate in supermarket che non garantiscono l’assenza di ogm; partecipate alla mobilitazione contro il TTIP. E’ certamente meglio che sedersi e attendere che altri combattano per noi.

1]  http://www.globalresearch.ca/genetically-engineered-poison-first-regulate-later-the-criminality-of-the-gmo-biotech-industry/5412810

2]  http://www.gmfreeze.org/actions/42/

3]  http://corporateeurope.org/food-and-agriculture/2014/05/biotech-lobbys-fingerprints-over-new-eu-proposal-allow-national-gmo

4]  http://corporateeurope.org/efsa/2013/10/unhappy-meal-european-food-safety-authoritys-independence-problem

5] http://corporateeurope.org/sites/default/files/attachments/ceo_-_sanco_sc_conflicts_of_interest.pdf

- "I Paesi Ue che vogliono bandire la coltivazione di Ogm non potranno usare evidenze di danni ambientali"

"A Bruxelles raggiunto accordo di principio Consiglio-Commissione-Parlamento: decisione finale su libertà Stati per Ogm a portata di mano". Così, su twitter, il ministro per l'Ambiente, Gian Luca Galletti comunica l'esito della riunione fiume a Bruxelles circa il delicatissimo negoziato sulla coltivazione degli Ogm in Europa.

A questo punto, l'intesa dovrà essere formalmente approvata dal Comitato degli Ambasciatori Ue (Coreper) e dalla Commissione parlamentare Ambiente. L'Italia é la nona presidenza dell'Unione che tenta di portare in porto una decisione estremamente importante per il settore. Per questo, è stato lo stesso ministro per l'ambiente, Gian Luca Galletti, a guidare i negoziatori del Consiglio Ue. Il Parlamento europeo era rappresentato, tra gli altri, dal deputato Giovanni La Via (Ncd/Ppe), presidente della commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare, mentre la Commissione europea dal responsabile per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis.

Galletti, vicino riconoscimento autonomia singoli Stati

"L'accordo di principio raggiunto tra Consiglio, Commissione e Parlamento Ue a Bruxelles ci porta molto vicini ad un grande traguardo europeo sotto la Presidenza di turno italiana dell'Ue: il riconoscimento della sovranità e dell'autonomia dei singoli Stati nella coltivazione degli Ogm". Così il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, commenta l'esito del lungo negoziato, cui ha partecipato direttamente, che si è concluso la scorsa notte a Bruxelles sulla proposta di direttiva riguardante gli organismi geneticamente modificati. "Con questo testo, ancora soggetto a una riconferma formale da parte del Coreper (dai Rappresentanti permanenti presso l'Ue dei 28 Stati membri ndr), abbiamo raggiunto - spiega Galletti - un compromesso equo e bilanciato, attento a valorizzare le realtà dei singoli Stati, che crea finalmente le condizioni necessarie per garantire la libertà di scelta a livello nazionale sulla coltivazione degli Ogm". "Su un argomento così delicato, che riguarda tutta la società, dagli agricoltori ai consumatori, credo sia arrivato dalle istituzioni europee - conclude Galletti - un segnale di grande responsabilità e attenzione".

I punti cardini dell'accordo Ue

Maggiore flessibilità per gli Stati membri nella limitazione o divieto degli Ogm. E' uno dei punti cardini dell'accordo di principio, a quanto si apprende da fonti del Consiglio, raggiunto a notte fonda al termine del vertice a Bruxelles sul delicatissimo         negoziato circa la coltivazione degli Ogm in Europa. Secondo le stesse fonti, l'intesa prevede anche la fine di ogni limite di tempo per vietare una coltivazione. Inoltre, se il richiedente non solleva obiezioni, il campo di applicazione geografica dell'autorizzazione         comunitaria escluderà automaticamente quel territorio. Non viene quindi rimesso in questione il ruolo, le competenze e la valutazione scientifica dell'Efsa, l'Autorità europea per la Sicurezza Alimentare. Infine la Commissione avrà due anni di tempo per aggiornare gli allagati della Direttiva 2001/18 sulla valutazione del rischio ambientale.

Greenpeace, Ue espone Stati ad attacchi aziende biotech         

I negoziatori delle istituzioni Ue hanno concordato, la scorsa         notte a Bruxelles, il testo di una futura legge europea che concede ai Paesi Ue il diritto di vietare la coltivazione di Ogm sul loro         territorio. Tuttavia, il testo concordato al termine di una lunga         trattativa, "non dà ai governi solide basi legali per poterlo fare. I Paesi Ue che vogliono bandire la coltivazione di Ogm non potranno usare evidenze di danni ambientali. Questo li lascia esposti ad attacchi legali da parte dell'industria biotech". Lo afferma Marco Contiero, direttore delle         politiche agricole di Greenpeace Ue, secondo cui "il testo concordato è giuridicamente debole e ignora le richieste del Parlamento europeo di ripristinare il diritto dei Paesi di utilizzare motivazioni di carattere ambientale per giustificare i bandi nazionali". Il Parlamento europeo dovrebbe approvare l'accordo in Aula a gennaio, al momento della votazione in plenaria.         http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/europa/2014/12/04/ogm-galletti-raggiunto-in-ue-accordo-di-principio_cc0c6dc7-1e49-4d32-b311-37b7c8c2d812.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

        

        

DI COSA SI TRATTA QUANDO SI PARLA DI MAIS TRANSGENICO IN FRIULI V.G. ?

a) MAIS "MON810". Una storia di mais, farfalle e rischi inutili***

"Il 2 aprile 2013 l’allora ministro della Salute italiano, Renato Balduzzi, inviò al direttore generale della Divisione Salute e Consumatori (DG SANCO) della Commissione Europea una richiesta, cortese ma chiara, chiedendo l’adozione di adeguate misure di gestione per la coltivazione del MON810, un mais OGMtransgenico della Monsanto, “valutando altresì l’opportunità di sospendere l’autorizzazione alla messa in coltura di mais MON810 nei Paesi dell’Unione Europea”. La lettera e il dossier tecnico che la accompagnava (contenente la bibliografia qui citata) sono disponibili a questo link: http://www.infogm.org/IMG/pdf/italie_lettre_moratoire_mon810_avril2013.pdf

Quella dell’ex Ministro Balduzzi è una richiesta che, alla luce della documentazione presentata nel dossier prodotto alla Commissione - e redatto dal CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) - sembra quasi scontata. In un sistema votato alla difesa della produzione agricola e dell’ambiente, non avrebbe nemmeno dovuto esser posta: le Autorità Comunitarie hanno infatti tutte le informazioni che servono per bloccare la coltivazione di questo mais.

Ė quindi incredibile che, dopo aver posto con forza una questione di tutela ambientale e dei sistemi agricoli, l’Italia abbia lungamente traballato, con un rimpallo di competenze tra ministeri (Salute, Ambiente e Politiche Agricole) nel procedere all’emanazione di un decreto che era l’esito ovvio dell’atto compiuto dall’ex Ministro Balduzzi. La Commissione Europea non ha fatto nulla e toccava all’Italia intervenire. E in fretta.

Occorre anche sapere e ricordare che l'8 maggio 2013 la Corte di Giustizia Europea ha emanato l'ordinanza che non consente ad uno stato membro di proibire la semina di OGM: "..uno stato membro non può intraporre una autorizzazione amministrativa, come fatto nel caso della semina di prodotti OGM, ad una autorizzazione di inserimento di determinati semi OGM nel catalogo comune delle varietà e delle specie delle piante agricole". Tuttavia il 23 maggio (2013) il Senato italiano ha prodotto un atto di indirizzo verso il governo, volto all'adozione della clausola di salvaguardia prevista dall'art. 23 della direttiva 2001/18/CE “a tutela della salute umana, dell'ambiente e del modello economico e sociale del settore agroalimentare italiano”. Analoga clausola è già stata adottata da altri otto Paesi dell’UE ed il Ministro De Girolamo ha commentato in modo chiaro: “Quella geneticamente modificata è un tipo di agricoltura che non risponde alle esigenze e alle caratteristiche del nostro Paese”. Tuttavia essendo in mira della Corte di Giustizia Europea, la Legge Regionale 5/11 del Friuli Venezia Giulia ("Disposizioni relative all'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura": http://lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2011&legge=5&fx=lex&db=DBC#) le autorità competenti regionali si vedono costrette ad abrogare il Regolamento attuativo della legge stessa (LR5/11), per il rischio di infrazione. In questo modo si tenta di mettere in sicurezza la normativa regionale (F.V.G.) in materia di OGM.

Intanto a livello governativo è stato finalmente firmato il 12 luglio 2013 il Decreto interministeriale, e quindi, anche se tardivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stata ufficialmente vietata la semina di mais OGM in Italia, sottoforma di di Moratoria valida 18 mesi. Tuttavia i campi seminati a mais transgenico, inspiegabilmente, non sono mai stati decontaminati.

Com’è noto infatti, un ristretto gruppo appartenente al Movimento Libertario, ha seminato ("illecitamente", come sottolineato dal Ministero delle Politiche Agricole) mais MON810 in provincia di Pordenone e nonostante l'evidenza non si è intervenuto per arrestare la contaminazione. Il Decreto interministeriale concede alle Regioni diciotto mesi di tempo per definire le necessarie misure per assicurare la “coesistenza” tra mais tradizionale e mais OGM.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha discusso all'inizio di quest'anno (2014) l'approvazione del regolamento regionale sulla "coesistenza" tra Ogm e colture convenzionali e biologiche, che ha poi notificato alla Commissione Europea prima della definitiva emanazione. Nell'attesa che il regolamento passi il vaglio della Commissione Europea, sapendo comunque che, a detta del vice Presidente Bolzonello nonchè assessore incaricato, le sue stringenti norme impediranno di fatto la messa a coltura dei transgenici, la Regione Friuli V.G. ha approvato il marzo scorso (2014) una MORATORIA DI 12 MESI con sanzioni fino a 50mila euro e ordine di distruzione delle colture illegali eventualmente impiantate nel frattempo, questo fintantoché l'Europa deciderà, fors'anche per l'autodeterminazione degli stati membri, in materia. Dunque da marzo (2014) il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana con più strumenti per districarsi nel ginepraio delle norme, e delle "non scelte" europee, e nell'ipocrisia di quelle italiane. Il Friuli V.G. è anche la regione più avanti sulla strada di un' Agricoltura OGM-FREE. Non si è assolutamente trattato di una scelta idelogica, ma dell'applicazione di un principio di precauzione e di una scelta politica: l'agroalimentare italiano e quello regionale possono competere soltanto sulla TIPICITÀ e sulla QUALITÀ dei propri prodotti, sulle filiere corte e sulla diffusione dell'agricoltura biologica. Gli OGM non possono avere cittadinanza in un sistema agricolo come quello italiano che punta sulla qualità. “Un aspetto rilevante riguarda l’introduzione delle sanzioni: un chiaro segnale che la Regione manda anche a livello nazionale, dato che il decreto interministeriale dello scorso luglio non prevedeva alcun apparato sanzionatorio rivelando quindi, di fatto, la propria inapplicabilità. In tal senso sarà importante una forte azione di monitoraggio da parte del Corpo Forestale regionale soprattutto in un’ottica di prevenzione”. Alessio Gratton, consigliere e Presidente della II Commissione (agricoltura e foreste..) del Consiglio Regionale del Friuli V.G. Ora bisogna vigilare che non avvengano semine abusive transgeniche sul territorio. E' necessario che la Regione appronti un piano di vigilanza, controllo e sanzionamento di tutte le violazioni. In tal senso è importante mantere un buon coordinamento con il Corpo Forestale regionale, affinchè si svolga una forte azione di monitoraggio soprattutto in un’ottica di prevenzione. Inoltre "..In questa battaglia contro gli Ogm è importante l’aiuto e l’intervento delle istituzioni e del Governo attraverso interventi mirati per tracciare la strada verso un modello agricolo che sia basato sulla qualità delle produzioni locali e soprattutto sulla varietà e l’utilizzo di sementi autoctone"(Elia Mioni, presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia: http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/mais-ogm-il-friuli-venezia-giulia-verso-laddio-definitivo/).

L'attuale Ministro delle Politiche agricole in carica, Maurizio Martina, ha dichiarato nel marzo 2014 che: "L'Italia non ha bisogno di Ogm" puntando ad "un marchio Italia sui prodotti dop per rafforzare un settore di eccellenza che entro il 2020 potrebbe far crescere il Pil di più di 6 miliardi". (http://www.repubblica.it/ambiente/2014/03/18/news/martina-81287068/).

Da segnalare anche le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti di aprile 2014: "...La difesa a oltranza delle coltivazioni biologiche e tradizionali dalla possibile contaminazione ogm reiterando, se necessario, il decreto di blocco delle coltivazioni transgeniche..."

http://www.repubblica.it/ambiente/2014/04/09/news/galletti_difendiamo_le_coltivazioni_biologiche_il_ministro_dell_ambiente_a_repubblica_tv-83129586/?ref=HRER2-1

Potremmo anche pensare, come stato italiano, di emulare o copiare gli altri 8 stati UE (sono otto in quanto la Francia ha da poco riconfermato*) che hanno scelto con saggezza la CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA.

*(http://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do;jsessionid=DC2862A36ED34B5DF110EF67E611E582.tpdjo06v_3?cidTexte=JORFTEXT000028724829&dateTexte&oldAction=rechJO&categorieLien=id&idJO=JORFCONT000028724513)
RIASSUMENDO: Attualmente nella regione Friuli V.G. per 12 mesi (a partire dal marzo 2014) VIGE la MORATORIA, ed inoltre, per ciò che concerne le semine sperimentali di transgenici in pieno campo, esse devono ottemperare alle disposizioni della LR 5/2011 art 2 bis: "Nel territorio regionale possono essere effettuate emissioni di OGM a fini sperimentali purché autorizzate, ai sensi del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224 (Attuazione della direttiva 2001/18/CE concernente l'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati), al fine di impedire il rilascio e la diffusione di materiale genetico modificato e la conseguente commistione delle colture convenzionali e biologiche."

b) Ogm, sentenza storica: il Tar dice no alle semine di mais Monsanto in Italia
FINALMENTE il 23 aprile 2014 il Tar del Lazio si è espresso contro il ricorso dell'agricoltore pro-OGM che voleva seminare liberamente mais OGMtransgenico prodotto della Monsanto. La sentenza del Tar si rifà al principio di precauzione in quanto sono state evidenziate le conseguenze potenzialmente negative per l’ambiente derivanti dalla contaminazione del mais Mon 810. Pertanto la sentenza conferma definitivamente il divieto di coltivazione in Italia. L'agricoltura italiana resta dunque libera dagli Ogm come chiede il 76% e più degli italiani! "Questa sentenza serve innanzitutto a ripristinare la legalità : nessuno può coltivare impunemente Ogm in Italia. Il Governo Italiano s’impegni quindi nel semestre europeo affinché l’Ue adotti una nuova regolamentazione che consenta agli Stati membri di vietare coltivazioni Ogm anche per ragioni economico-sociali"! Le due sentenze del TAR del Lazio: sono la numero 04410/2014 (rigetto del ricorso numero 10302/2013 di Fidenato) e la numero 4411/2014 (rigetto del ricorso numero 09965/2013 di Dalla Libera).
“Legambiente non ha dubbi: «E’ una sentenza storica. L’Italia è libera da Ogm. Una grande vittoria per l’agricoltura italiana di qualità». La decisione del Tar del Lazio che ha confutato tutte le motivazioni dell’agricoltore friulano Fidenato, che voleva seminare liberamente mais biotech, cosa che avrebbe dovuto far cadere il decreto interministeriale di agosto per il quale “la coltivazione di varietà di mais Mon 810, proveniente da sementi geneticamente modificate è vietata nel territorio nazionale fino all’adozione di misure comunitarie di cui all’art.54, comma 3, del Regolamento CE 178/2002 e comunque non oltre diciotto mesi dalla data del presente provvedimento”.

Legambiente sottolinea che «La sentenza del Tar si rifà al principio di precauzione in quanto sono state evidenziate le conseguenze potenzialmente negative per l’ambiente derivanti dalla contaminazione del mais Mon 810».

Secondo il presidente nazionale del Cigno Verde, Vittorio Cogliati Dezza, «Questa sentenza serve innanzitutto a ripristinare la legalità : nessuno può coltivare impunemente Ogm in Italia. Il Governo Italiano s’impegni quindi nel semestre europeo affinché l’Ue adotti una nuova regolamentazione che consenta agli Stati membri di vietare coltivazioni Ogm anche per ragioni economico-sociali».

Anche Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, plaude alla sentenza con cui il Tar del Lazio «ha bocciato il ricorso, francamente pretestuoso, di Fidenato. Con il pronunciamento di oggi si scrive una bella pagina a tutela della nostra agricoltura e del made in Italy di qualità. Al di là di motivazioni di ordine ambientale e sanitario, infatti, la scelta Ogm è completamente sbagliata per l’Italia. Il futuro della nostra agricoltura non è certo legato agli organismi transgenici, ma alla qualità, al territorio, alle tipicità, alla tracciabilità dei nostri prodotti. L’agricoltura italiana è un settore da Guinness, con i suoi 263 prodotti tipici, oltre un milione di ettari condotti con metodo biologico e un export che nel 2013 ha fatto segnare il record di 33 miliardi di euro. Un settore che è cresciuto nel segno della qualità, che da un contributo importante all’attrattività del made in Italy nel mondo e che non può che svilupparsi ulteriormente scegliendo la via dell’eccellenza».

Le 39 associazioni della task force per un’Italia libera da Ogm non hanno mancato di dirsi «pienamente soddisfatte della sentenza per la sua chiarezza espositiva e soprattutto perché rimette al centro della questione Ogm il principio invalicabile di precauzione», mentre Francesco Ferrante – candidato nella lista Green Italia Verdi Europei per le prossime elezioni europee – si spinge a disegnare su questo fronte anche la necessità di un forte impegno italiano nell’imminenza del semestre europeo sotto la nostra presidenza. «Il tribunale amministrativo – afferma Ferrante – ha fatto valere innanzitutto una questione di legalità, mettendo nero su bianco il fatto che seminare Ogm in Italia è un reato. Grazie anche all’impegno della task force ‘Per un’Italia libera da Ogm’ il nostro Paese può mantenere integro il suo patrimonio dell’agroalimentare, e sarebbe molto importante che il governo italiano durante la presidenza del semestre europeo si attivi per l’adozione di una nuova regolamentazione che consenta il divieto di coltivazioni Ogm a tutti gli stati dell’Unione»

http://www.greenreport.it/news/ogm-sentenza-storica-tar-dice-alle-semine-mais-monsanto-in-italia/

«La sentenza del Tar del Lazio mette la parola fine alle polemiche sulle coltivazioni di mais Mon810 in Italia. Da oggi sarà più facile tutelare la nostra agricoltura e il made in Italy di qualità». Lo afferma la deputata friulana di Sel, Serena Pellegrino, commentando la sentenza.

«Ancora una volta - aggiunge - è dovuta intervenire la magistratura e non la politica, su di un tema che riguarda i diritti di tutti. Una supplenza che dimostra come ci sia stata una sorta di standby trasversale di molti politici per vedere se convenisse o no insistere sul tema. Ringrazio l'ex ministro Orlando per aver creduto nella possibilità di trovare una soluzione». Ora «per evitare nuovi casi come quello del Friuli Venezia Giulia, il governo si attivi affinchè il semestre di Presidenza italiana dell'UE affronti il tema delle coltivazioni geneticamente modificate in ambito europeo. Non è più possibile accettare legislazioni diverse in paesi confinanti, ma è necessario un pronunciamento unico da parte di tutti gli stati europei». Il governo, conclude la deputata di Sel, «metta definitivamente una pietra sopra alla possibilità di coltivare mais transgenico e estenda anche ad altri tipi di coltivazioni transgeniche il divieto». http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2014/04/24/news/il-tar-boccia-il-ricorso-stop-alle-semine-ogm-1.9101284

c) Ma cos’è il Mais MON810 ?

Vediamo finalmente da vicino cos'è allora questo mais transgenico MON810 prodotto dalla multinazionale Monsanto. Si tratta di un evento ("trait") transgenico che innesta nel genoma del mais la capacità di produrre una tossina in grado di uccidere alcuni parassiti della pianta. La tossina è una delle numerose varianti tra quelle prodotte da un batterio, il Bacillus turingensis (Bt: per questo si parla di mais "Bt”). In particolare, questa variante ("Cry 1Ab") dovrebbe selettivamente uccidere un parassita del mais: Ostrinia nubilalis. E' importante notare che le spore del Bt sono uno strumento utilizzato in agricoltura biologica per combattere gli insetti infestanti. Tuttavia, e qui sta la fondamentale differenza, le “modalita'” dell’utilizzo sono molto diverse. In primo luogo in agricoltura biologica, le spore del Bt sono utilizzate quando l’infestazione è in corso. In secondo luogo, le spore contengono una pro-tossina, che si attiva in una tossina efficace solo quando la pro-tossina è ingerita da un insetto “target”. Senza questa attivazione, estremamente specifica, la pro-tossina è inefficace.

Invece l’effetto di una coltura di mais transgenico Bt è quella di inondare l’ambiente con una tossina continuamente attiva che rischia di colpire insetti innocui comprese specie “utili” (ad esempio predatori che controllano le popolazioni di insetti infestanti) e specie a rischio. Inoltre, poichè la tossina e rilasciata nell’ambiente circostante, attorno al campo OGM si crea un “alone” con dosi decrescenti di tossina attiva: le condizioni ideali per far sviluppare una resistenza alla tossina negli insetti “target”. Con la conseguenza di rendere inutilizzabile per gli agricoltori un importante strumento di controllo delle infestazioni cha ha il vantaggio di impatti ambientali praticamente nulli.

d) Come è stato autorizzato il MON810

Il MON810 è l’unico mais OGM autorizzato nell’UE, dal 1998 Siamo alla preistoria degli OGM in Europa e si suppone che da allora avremmo dovuto adottare misure piu efficaci per la valutazione e gestione dei rischi degli OGM. Otto Stati Membri hanno attivato misure (Clausola di Salvaguardia) volte a vietare la coltivazione di questo mais transgenico MON 810 (Francia, Germania, Lussemburgo, Austria, Grecia, Ungheria, Bulgaria e Polonia) che, nonostante eclatanti annunci della lobby pro OGM, ha “raggiunto” un record piuttosto scarso di superficie coltivata: meno di 115 mila ettari prevalentemente in Spagna. Altri Paesi in cui si coltiva questo mais sono Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Romania e Portogallo. Per fare un confronto, solo in Italia si coltiva mais convenzionale e biologico in circa un milione di ettari.

Nel 2007, Monsanto chiede in pratica il “rinnovo” dell’autorizzazione. In attesa di decisioni al riguardo, il prodotto continua a essere autorizzato. A seguito della richiesta di rinnovo, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha emesso un primo parere, nel giugno 2009. Il parere, adottato sulla base delle “vecchie” linee guida dell’EFSA sulla valutazione del rischio OGM, era sostanzialmente favorevole.

Ma le cose cambiano. Nel 2010, l’EFSA adotta nuove linee guida per le valutazioni degli OGM e sulla base di queste linee guida valuta un altro “mais Bt”, il "Bt11" che ha “problematiche” che sono assolutamente identiche a quelle del MON810. Il risultato è ribaltato: l’EFSA sottolinea la presenza di rischi ambientali associati alla coltivazione del mais Bt. Guarda caso, nel 2011 l’EFSA conferma esattamente quello che molti (compreso Greenpeace) sostengono almeno dalla metà degli anni ’90:

- l’insorgenza di resistenza alla tossina Cry1Ab nelle specie bersaglio con la conseguenza di un maggior uso di pesticidi e quindi con un impatto ambientale non irrilevante;

- la riduzione di specie di farfalle che non solo non sono parassiti del mais, ma sono anche, in alcuni casi, specie protette: queste farfalle (o meglio i loro bruchi) sono esposti al polline “contaminato” dalla tossina Bt che si deposita sulle piante che le ospitano.

Abbiamo quindi due mais OGM simili e due valutazioni di rischio (una su linee guida sorpassate, l’altra su basi piu aggiornate) opposte. Ulteriori pubblicazioni scientifiche (non disponibili al momento della valutazione EFSA del "Bt11") confermano il rischio.

Vediamo di che si tratta.

e) Dove colpisce il MON810

- Diffusione della tossina Bt: i frammenti di mais OGM si disperdono dopo la raccolta e sono stati rinvenuti nell’86 % dei 227 siti della rete idrografica monitorata. La tossina Cry1Ab e stata trovata nel 13 % dei corsi d’acqua e nel 23 % delle colonne d’acqua analizzate (Tank et al., 2010)

- Persistenza della tossina Bt: è stata dimostrata l’alta stabilita della tossina Cry1Ab che potrebbe spiegare la persistenza della sua tossicità (Sander et al., 2010). La persistenza della tossicità in acqua (nei frammenti di foglie di mais, sei mesi dopo il raccolto) è stata dimostrata dal citato studio di Tank et al. (2010).

- Comparsa della resistenza negli organismi bersaglio: è stata dimostrata la comparsa di resistenza alla Cry1Ab in Busseola fusca (Kruger et al. 2009 e 2011) e Spadoptera frugiperda (Storer et al., 2010). La resistenza può insorgere (B. Fusca) nonostante siano state attuate apposite strategie di prevenzione come quella di lasciare aree di mais non OGM (rifugi) tra i campi transgenici.

- Incremento di altri parassiti (non bersaglio): il MON810 favorisce la sopravvivenza di Striacosta albicosta (una farfalla Noctuidae) “nuovo” parassita del mais (Dorhout e Rice, 2010). La cicalina (Dalbulus maidis, un emittero), un altro parassita del mais, si sviluppa maggiormente nei campi di mais Bt che in quelli non Bt (Virla et al., 2010).

Inoltre, sul cotone Bt, in Cina, è stata registrata una “epidemia” di miridi (Lu et al. 2010).

- Impatto su specie predatrici di parassiti del mais (non bersaglio): eliminando completamente le popolazioni di Ostrinia nubilalis, il mais Bt elimina anche gli insetti che la predano come le vespe appartenenti ai Braconidae e Ichneumonidae (Marvier et al., 2007; Wolfenbarger et al., 2008; Naranjo, 2009).

- Impatto su altre specie (non bersaglio): in laboratorio, sono stati dimostrati “effetti avversi” sul crostaceo acquatico Daphnia magna, un organismo “modello” per gli studi ecotossicologici, nutrito con frammenti di mais Bt (Bohn et al., 2010). Sempre in laboratorio, sono stati verificati effetti negativi del MON810 sulla lumaca Cantareus aspersus (Kramarz et al., 2009). Ancor più preoccupanti i rischi (sottolineati anche dalla valutazione dell’EFSA sul mais Bt11 che cita Lang e Otto, 2010 e Perry et al. 2010, 2011) su specie di farfalle non bersaglio, i cui bruchi possono ingerire polline di mais Bt (contenente la tossina Cry1Ab). Secondo EFSA, la mortalità “locale”

(presso il campo OGM) potrebbe arrivare al 100% nelle condizioni piu sfavorevoli.

Queste preoccupazioni sono state confermate da uno studio piu recente* (non citato nel dossier inviato alla Commissione Europea) che conferma la complessità dei sistemi viventi e quindi delle relative valutazioni di rischio. In breve, gli autori concludono che i bruchi della Vanessa Io (Inachis io) sono esposti al rischio dell’ingestione di polline Bt (sulla superficie delle foglie di ortica di cui si nutrono…) a causa del particolare ciclo vitale (un ciclo “doppio”, con due generazioni per anno) di

questa specie vulnerabile nell’Europa centrale e meridionale. Nel nord Europa, dove la specie compie un solo ciclo annuo, i rischi sono molto inferiori perchè la dispersione del polline del mais è asincrona rispetto alla presenza dei bruchi.

Nell’Europa centrale e meridionale invece la seconda generazione dei bruchi è presente sulle foglie d’ortica quando queste sono “ricoperte” dal polline del mais e sono quindi a rischio! Ovviamente, questo studio si focalizza su una singola specie (importante, perchè vulnerabile), ma gli autori sottolineano che, ad esempio, in Austria il 70 % delle specie di farfalle è presente nelle aree agricole.

Conclusioni

Il mais Bt, compreso il MON810, è un rischio evidente per l’ambiente e per i sistemi agricoli, non solo in Italia, ma in tutta Europa. L’adozione di misure d’emergenza per bloccarne la coltivazione nel nostro Paese è stato solo un primo passo. L’esperienza del mais Bt, e del MON810 in particolare, mostra che troppi “effetti indesiderati” sono stati scoperti dopo che le autorizzazioni sono state concesse (anche se, a dire il vero, gran parte dei rischi erano stati da subito identificati). Non possiamo aspettare, ogni volta, di scoprire “dopo” quello che abbiamo combinato. Gli OGM sono un rischio inutile e inaccettabile, non offrono vantaggi significativi a nessuno se non alle aziende che li brevettano.

* N. Holst et al. Increased mortality is predicted of Inachis io larvae caused by Bt-maize pollen in European farmland. Ecological Modelling 250 (2013) 126– 133 http://hejdagmo.files.wordpress.com/2011/06/increased-mortality-is-predicted-of-inachis-io-larvae-caused-by-bt-maize-pollen.pdf

e anche: http://www.researchgate.net/publication/235915936_Increased_mortality_is_predicted_of_Inachis_io_larvae_caused_by_Bt-maize_pollen_in_European_farmland

*** http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/agricoltura/MON810-2013-briefing.pdf

f) Disposizioni relative all'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura. LEGGE REGIONALE 8 aprile 2011, numero 5

- SEGUITO DELL’ “AFFAIRE” OGM IN FRIULI V.G. a partire da maggio 2014

1) Nuova semina di mais Ogm in Friuli. Pellegrino: «E la Regione che fa?»
«È una violazione delle norme regionali e nazionali» [23 maggio 2014]
È stato reso noto dal Ministero delle Politiche agricole che il 17 aprile nel Comune di Vivaro è stato nuovamente seminato mais geneticamente modificato. La Regione Friuli Venezia Giulia ne ha avuto comunicazione e l’ha girata al Ministero per le politiche agricole, che ha avuto modo di rendere pubblica l’informazione in Parlamento e pronunciarsi sull’argomento, ricordando che la competenza ad intervenire è di livello regionale. Siamo in attesa di capire in che modo la Regione intende agire nei confronti dell’iniziativa. Infatti, se è ben vero che non sussiste per ora il problema della contaminazione da pollini, visto che le piante sono lontane dalla fioritura, l’aver effettuato la semina costituisce innanzitutto violazione delle norme regionali e nazionali che vietano la coltivazione di mais OGM.
Ed è inoltre manifestazione di aperto dispregio ideologico – giocato sul tavolo dove si misurano gli immensi poteri economici e gli altrettanto immensi diritti delle persone che il legislatore italiano vuole tutelare – della volontà dei cittadini in materia di ambiente, agricoltura, alimentazione, salute.
di Serena Pellegrino,
componente della commissione Ambiente della Camera
http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/nuova-semina-mais-ogm-in-friuli-pellegrino-regione-fa/

2) Agenti del corpo forestale passano allo scanner i campi sospettati di semine transgeniche
La forestale sta controllando a tappeto i campi dove agricoltori pro-OGM dicono di aver nuovamente e malgrado i divieti, messo a dimora i semi transgenici. Auspichiamo che stavolta, forti del decreto interministeriale del luglio 2013 e del recente pronunciamento del TAR del Lazio che ha detto NO alle semine del mais della Monsanto MON 810, se accertato quanto sopra, si passi al totale sequestro dei campi inquinati e alla distruzione completa e definitiva del materiale transgenico eventualmente rinvenuto. http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/06/05/news/ogm-controlli-a-tappeto-nei-campi-della-regione-1.9366181

3) “Il 12 giugno 2014, il Consiglio di Stato è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva a seguito dell’impugnazione della sentenza del Tar Lazio da parte della Monsanto sotto le mentite spoglie del Sig. Fidenato che, dopo essersi fatto beffa del Decreto interministeriale, ha nuovamente e provocatoriamente violato anche la sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio, seminando nuovamente mais geneticamente modificato, in Friuli Venezia Giulia.

Oggi la Regione Friuli, ha tutti gli strumenti tecnici e giuridici per intervenire tempestivamente in virtù del Decreto interministeriale, confermato e potenziato dalla sentenza del TAR e della sua legge regionale recentemente approvata. Ci attendiamo quindi un intervento tempestivo, forte e chiaro, perché non ci possono più essere alibi che risulterebbero solo come omissione di atti d’ufficio, su cui tutto il movimento è pronto ad intervenire.”
http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2704:massima-attenzione-sulla-questione-ogm&catid=187:ban-6-giugno-2014&Itemid=163

4) "Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar del Lazio di bloccare le semine biotech in Friuli rinviando la definitiva decisione nel merito al 4 dicembre quando di fatto sarà già in vigore la normativa europea che lascia la libertà di non coltivare Ogm ai singoli Stati Membri. Nel frattempo, infatti, a Lussemburgo, i ministri dell'ambiente dell'Ue, dopo quattro anni di dibattiti, hanno stabilito di consentire ai singoli Paesi autonomia nella scelta se coltivare o vietare - parzialmente o completamente - gli Ogm sul loro territorio. La palla passa alla presidenza italiana per trovare un accordo legislativo con il nuovo Parlamento europeo. Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, in sede comunitaria ha ribadito il no dell'Italia e lo ha anche twittato: "A Lussemburgo per Consiglio Ambiente Ue, ribadisco No Italia a Ogm. Partita da vincere, come quelle di #Brasil2014". "Chiedo a ogni Paese Ue un aiuto per arrivare a chiudere entro la fine dell'anno il dossier sulla libertà di coltivazione o meno degli Ogm, dopo l'accordo politico raggiunto con due sole astensioni, quella di Belgio e Lussemburgo”, ha ribadito Galletti. Da parte dell'Italia "c'é il massimo impegno a chiudere la questione. E credo - ha detto - che se riuscissimo a ottenere questo obiettivo, daremo un segnale molto forte ai nostri Paesi anche sull'unità dell'Europa".

Intanto sui campioni prelevati dal Corpo Forestale sui campi friulani seminati a presunti OGM, s'è arrivati a conclusione analisi? Cosa s'è trovato? E se si è trovato materiale transgenico si sanzionerà?

http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Ogm-points-_confermato_il_divieto_di_semina/2/132949

5) Multa da 40 mila euro per le semine Ogm

Dopo i controlli arrivano le sanzioni ad opera del Corpo forestale dello Stato

PORDENONE. Dopo i controlli arrivano le multe. Il Corpo forestale dello Stato ha comminato a Giorgio Fidenato, l’agricoltore che da anni conduce la sua battaglia a favore delle semine Ogm in Friuli, quattro sanzioni del valore di 10 mila euro ciascuna. Una per ogni appezzamento Le sanzioni non sono l’unico provvedimento che dovrebbe colpire Fidenato. A giorni, infatti, potrebbe arrivare dalla direzione regionale alle politiche agricole l’ordinanza che impone la distruzione – secondo precise procedure disciplinate dalla legge regionale – delle colture che Fidenato sta continuando a coltivare. Intanto il coordinamento tutela biodiversità del Fvg incalza: «Ci preoccupa la totale assenza di una risposta critica da parte dell'Ersa a queste continue pagliacciate – si legge in una nota riferita alla dimostrazione fatta a Colloredo – O forse i nostri enti pubblici sono celatamente interessati e coinvolti? E’ questa la ricerca che come contribuenti dovremmo finanziare? Se vogliono dimostrare il contrario distruggano immediatamente quelle illegali colture Ogm e pongano fine a questa commedia che si protrae ormai da troppo tempo». http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/06/14/news/a-fidenato-multa-da-40-mila-euro-per-le-semine-ogm-1.9423540

6) Semine Ogm, esposto in Procura a Udine e Pordenone
UDINE. I deputati di Sel Serena Pellegrino Franco Bordo hanno presentato alle Procure della Repubblica di Pordenone e di Udine un esposto per chiedere se sia ravvisabile ipotesi di reato nelle avvenute semine di mais Ogm nelle campagne di Vivaro, Mereto di Tomba e Colloredo di Montalbano. “L’apparato normativo su cui possiamo far conto nel rivolgerci alla Magistratura è una costruzione solida e non ci sono passaggi segreti e porte di servizio per interpretazioni  che si discostino dal divieto di coltivare mais Ogm in Friuli Venezia Giulia e in Italia. Dico questo perché le norme nazionali e quelle regionali si incastrano l’una nell’altra senza  falle, e l’interrogazione parlamentare presentata recentemente da Franco Bordo ha illustrato perfettamente il meccanismo di cui disponiamo.  Ulteriore conferma di questa situazione è giunta proprio nei giorni scorsi  da Palazzo Spada, attraverso il rigetto dell’istanza di sospensiva della sentenza del Tar del Lazio con la quale due mesi fa è stato bloccato l’ennesimo assalto al divieto di coltivazioni transgeniche stabilito con decreto interministeriale  a luglio dell’anno scorso. Assodata la sincronia dei meccanismi giuridici sul problema della coltivazione degli  Ogm abbiamo letto con entusiasmo la sentenza del Consiglio di Stato, pochi giorni fa, nella quale ci viene ricordato che la tutela dell’ambiente è imposta da precetti costituzionali ed assurge a valore primario ed assoluto, con la conseguenza che il diritto all’ambiente, quale espressione della personalità individuale e sociale, costituisce un limite ai princìpi d’iniziativa privata previsti dagli artt. 41 e 42 della Costituzione. Se a ciò si aggiunge la prospettiva che i ministri dell’ambiente europei hanno  definito pochi giorni fa e sulla quale ora si attende un proficuo lavoro da parte dei parlamentari a Strasburgo  per realizzare effettivamente la libertà per ogni Stato membro di non accettare coltivazioni di Ogm, direi che l’orizzonte su cui , in ultima analisi, si svolge  il conflitto tra i diritti e le libertà da un lato e gli interessi  economici delle multinazionali dall’altro, è ormai privo di ombre. L’iniziativa di Franco Bordo e mia ha un’altra motivazione che risiede nella necessità di avviare azioni sanzionatorie anche per impedire le operazioni di protesta che si verificano nei campi dove cresce il mais ogm: impossibili da giustificare, le azioni che clamorosamente esprimono il dissenso alle semine nelle campagne friulane non avranno più nemmeno ragione di esistere nel momento in cui l’illegittimità di quelle coltivazioni sarà sancita e perseguita penalmente dalla magistratura e sanzionata in via amministrativa con gli strumenti di cui  la Regione FVG si è opportunamente attrezzata.
*Serena Pellegrino (Sel), componente della Commissione Ambiente

*I  deputati di Sinistra Ecologia Libertà Serena Pellegrino, componente della Commissione Ambiente e Franco Bordo, componente della Commissione Agricoltura, hanno presentato alle Procure della Repubblica di Pordenone e di Udine un esposto per chiedere  se sia ravvisabile  ipotesi di reato nelle avvenute semine di mais Ogm nelle campagne di Vivaro,  Mereto di Tomba e Colloredo di Montalbano. 16 giugno 2014 - See more at: http://www.greenreport.it/news/consumi/ogm-esposto-sel-per-avviare-indagini-in-friuli/#sthash.6Ng1DktN.dpuf e: http://www.greenreport.it/news/consumi/ogm-esposto-sel-per-avviare-indagini-in-friuli/

E: http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/06/16/news/semine-ogm-esposto-in-procura-1.9435120

7) Fvg: rimozione forzata degli Ogm. Il vicepresidente Bolzonello ha dato cinque giorni di tempo per l’estirpazione delle colture geneticamente modificate

ERA ORA! “Il vicepresidente e assessore alle risorse agricole e forestali Sergio Bolzonello ha confermato oggi, incontrando a Trieste i rappresentanti del coordinamento delle associazioni No Ogm, che la Regione, nella giornata odierna, ha emesso l'ordinanza di rimozione delle colture Ogm presenti in Friuli Venezia Giulia, con l'indicazione del termine di cinque giorni per l'estirpo.

Nel momento in cui, ha osservato il vicepresidente Bolzonello, l'estirpo delle colture non avesse luogo, verrà indirizzata una comunicazione in merito alla Procura della Repubblica ed "autonomamente - ha dichiarato - il corpo Forestale regionale provvederà alla rimozione delle stesse. La Regione, dunque, ha espletato tutti i passi che doveva e poteva compiere per ribadire la sua posizione no-Ogm; nel prossimo semestre Ue, a presidenza italiana, auspichiamo vengano concretizzate le annunciate direttive comunitarie affinché ciascun Paese europeo possa legiferare proprie norme in merito alle coltivazioni Ogm", ha concluso Bolzonello. I rappresentanti delle associazioni No Ogm hanno espresso oggi il loro apprezzamento per le decisioni assunte dalla Regione. 26/06/2014 http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Fvg-points-_rimozione_forzata_degli_Ogm/2/133418

8) ORDINE DI RIMOZIONE SEMINE TRANSGENICHE ILLEGALI
«Mercoledì 9 luglio – si legge nell’ordine firmato dal direttore del Servizio regionale, Massimo Stroppa – a partire dalle 9 l’amministrazione regionale, direttamente o tramite terzi, provvederà alla rimozione delle coltivazioni, effettuate in violazione dell’articolo 1 comma 1 della legge regionale 5/2014». L’atto relativo alla coltivazione di Colloredo – circa seimila metri quadri – evidenzia che i sopralluoghi fatti nelle vicinanze dei terreni seminati a mais transgenico «hanno confermato la presenza di campi di mais convenzionale posti a meno di 600 metri dalle coltivazioni Ogm e che si trovano in stadio fenologico compatibile con la possibile impollinazione incrociata con la coltura Mon 810 in atto per la quale è prevista la fioritura dalla seconda settimana di luglio». Medesimo ordine è arrivato per Mereto di Tomba mentre a Vivaro ci hanno pensato i disobbedienti ad abbattere le piante. Le ultime superstiti sono state già trebbiate secondo le disposizioni della Regione.
http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/07/08/news/ogm-la-regione-ordina-la-rimozione-fidenato-fa-muro-1.9560073

9) “L’ecologia non può aspettare i tempi della burocrazia, si ripristini subito la legalità”.
Oggi (9-07-14) tutto si sarebbe dovuto concludere riguardo alla vicenda friulana degli OGM e con essa il rischio di contaminazione dei campi limitrofi.

Invece il campetto di Colloredo di Montalbano è ancora lì, con le piante che vanno velocemente incontro alla fioritura, rendendo così concreto il rischio di contaminazione dei campi vicini. Tale rischio è reale e comprovato, dichiarato anche dai sostenitori del Mon 810 nelle loro “cosiddette sperimentazioni” degli scorsi anni. La Task Force regionale NO OGM (formata da AIAB, Aprobio, ISDE, Legambiente, WWF) chiede una rapida azione al riguardo e sollecita la magistratura, cui ora è stata demandata la decisione su come gestire il campo di Colloredo, a provvedere al più presto (in quanto la fioritura è imminente) al sequestro in modo da evitare ogni rischio e alleggerire la tensione. La Task Force suggerisce anche alla Regione di verificare l’eventuale presenza di Mon 810 nei campi degli alfieri che si sono schierati a protezione dell’appezzamento di Fidenato, perché tanto ardore nel perorarne la causa lascia spazio a più di un dubbio.” http://www.ilgiornaledelfriuli.net/cron/ogm-si-ripristini-legalita-lecologia-non-puo-aspettare-i-tempi-burocrazia/

Tuttavia “Il Corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia il 9 Luglio ha distrutto il campo di mais Ogm seminato da Giorgio Fidenato, terreno di circa 100 metri quadri nella zona di Mereto di Tomba (Udine)....“La mietitrebbia della Forestale che ha distrutto il mais Ogm seminato illegalmente da Giorgio Fidenato in circa 100 metri quadri nel terreno in provincia di Udine, rappresenta plasticamente la vittoria della legalità e dello Stato di diritto sul tentativo di aggirare le regole in spregio delle ragioni della sicurezza ambientale e alimentare”. Questo è il commento di Francesco Ferrante, esponente di Green Italia. Ferrante continua. “Quella di oggi è una buona notizia per le migliaia le aziende che puntano su un’agricoltura di qualità legata alle varietà delle coltivazioni, ai presidi delle biodiversità e dei territori. Infatti al di al di là dei rischi di carattere ambientale e sanitario legati all’uso degli OGM –continua l’esponente di Green Italia –la scelta degli organismi transgenici è in evidente contraddizione con la missione dell’Italia, che è legata alla qualità. Il futuro dell’agricoltura è legato al territorio, alle tipicità, alla tracciabilità dei prodotti e l’Italia vanta il primato europeo di produzioni di qualità e prodotti riconosciuti”.

In Italia coltivazioni Ogm legali non avranno luogo, se ne facciano una ragione tutti coloro che per ragioni di convenienza o per un distorto concetto di progresso si stracceranno le vesti per l’opera meritoria della trebbiatrice della Forestale”. Finalmente si iniziano a vedere i primi frutti delle estenuanti battaglie giudiziarie degli ultimi mesi intraprese dalla Task Force NO OGM e questo primo e positivo risultato dimostra dell’efficacia dell’impegno ma anche della forza d'azione ancora necessaria da imprimere alla nostra “battaglia". http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2746:distrutto-il-primo-campo-illegale-di-ogm-italiano&catid=192:bioagricoltura-notizie-11-luglio-2014&Itemid=163

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10) A noi sembra incomprensibile che pur in presenza di leggi specifiche hanno deciso di non decidere

Udine, 15 luglio 2014. Un vertice presso la Procura della Repubblica di Udine alla presenza dei Corpi forestali dello Stato e della Regione sulla vicenda delle semine illegali di mais Mon810 avrebbe deciso di non decidere. AIAB, Aprobio, ISDE, Legambiente e WWF scrivono alla Procura chiedendo di applicare il Decreto Ministeriale 12 luglio 2013 nonché la Legge Regionale 5/2014 e avvertono che a Colloredo è imminente la dispersione del polline OGM in assenza di controlli e prevenzione di danni a terzi.

Come spesso accade le tematiche della sostenibilità e della tutela ambientale così finiscono per impattare con il degrado del contesto sociale ed istituzionale italiano nel quale crescono ed imputridiscono. Dopo l’ILVA, il MOSE, la TAV e mille altre vicende tocca ora alle semine illegittime di mais transgenico in Friuli.

Se quanto sembra si sia deciso diventerà la scelta operativa finale delle istituzioni, e cioè che in nome di questo o quel cavillo, più o meno oggetto di dubbio o di diversa interpretazione, tutti “si gireranno dall’altra parte”, facendo finta di non vedere, non sapere e non sentire, l’unico risultato sarà che chi, come i seminatori abusivi di sementi transgeniche che con tutta evidenza non sono uno solo, opera scelte di forza e mette tutti di fronte al fatto compiuto ha comunque ragione, è impunito, e vince “per abbandono del terreno di gioco” da parte di chi dovrebbe fare le leggi, dovrebbe farle applicare e dovrebbe punire chi non le rispetta.

È la legge del più forte e del più furbo che ha devastato questo Paese a partire dagli abusi edilizi per finire con quelle opere pubbliche commissionate solo perché producono tangenti e ruberie a danno dei bilanci pubblici. Ed è chiaro che a pagare sono sempre i più deboli e quelli che, invece, credono nel rispetto delle leggi.

Queste associazioni intendono segnalare, a chi se ne sia dimenticato, che è proprio a partire da comportamenti come questi che trova giustificazione chi sceglie l’azione diretta nei campi per la distruzione del seminato. Azioni che non abbiamo mai condiviso, promosso o giustificato. Ma che rischiano così di diventare “oggettivamente” l’unica alternativa alla prepotenza dei seminatori illegittimi e delle multinazionali della manipolazione genetica.

Si vuole convincere tutti che farsi giustizia da sé sia l’unica strada che rimane? Si vuole la contrapposizione frontale fra pezzi di società che hanno opinioni diverse? Si vuole che la gestione del principio di precauzione e la decisione sui modelli futuri dell’agricoltura italiana sia lasciata alla prepotenza di 200 seminatori illegali di sementi OGM? Task Force regionale NO OGM

- In seguito alla mancata distruzione delle colture a mais Ogm nei terreni di proprietà dell'agricoltore Giorgio Fidenato, a Colloredo Di Monte Albano, la task force per un’Italia libera da Ogm, e di cui fa parte anche Movimento Consumatori, ha deciso di scrivere al ministro Orlando chiedendo se l’operato della procura della Repubblica di Udine, che ad oggi non ha disposto il sequestro conservativo richiesto, si possa ritenere corretto.

“Ci chiediamo come un cittadino/agricoltore possa da solo  permettersi di sfidare l’opinione pubblica italiana, il governo che ha introdotto il 24 giugno scorso nel nostro ordinamento il reato di semina abusiva, la stessa Regione Friuli Venezia Giulia che ha vietato la coltivazione del mais Ogm e la magistratura amministrativa che si è già espressa su questa vicenda – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento Consumatori – la nostra associazione crede nello stato di diritto come unico strumento possibile di risoluzione dei conflitti e per questo non accetta la sfida sollevata da Fidenato, sfida che farebbe crescere solo la tensione sul territorio, creando problemi di ordine pubblico”. “Non accettiamo la giustizia fai da te  - continua Mostaccio - per questo chiediamo alle istituzioni di affermare il principio di legalità, prima che sia troppo tardi e senza raccogliere la disponibilità di migliaia di cittadini di unirsi al Movimento Consumatori e a tutti i soggetti della task force per ottenere per le vie di fatto quello che la Repubblica italiana non riesce a garantire. E’ inaccettabile che le strategie agricole italiane debbano piegarsi agli interessi e agli obiettivi di una delle più grandi multinazionali della chimica. L’Italia ha già detto il proprio no alla coltivazone degli Ogm”. http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Task_force_contro_gli_Ogm/2/134054

- Interrogazione bipartisan al Ministro della giustizia Orlando

Comunicato stampa 16 luglio 2014. NAZIONALE

OGM: SEL A ORLANDO, IN FRIULI SI RISPETTI LA LEGALITA’. IL MAIS OGM DEVE ESSERE DISTRUTTO COME PREVEDE LA LEGGE

Quanto sta avvenendo in Friuli è incredibile e molto grave. Si è impedito alla Guardia Forestale di intervenire, così come previsto dalla normativa regionale e come imposto dal decreto legge 24 giugno 2014 n.91, per distruggere le coltivazioni di mais OGM e impedire la contaminazione delle campagne e dell’ambiente circostanti.

Lo afferma la deputata di Sel Serena Pellegrino cofirmataria insieme al deputato di Sel Franco Brodo dell’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Interrogazione sottoscritta anche da Nicodemo Oliverio, Giorgio Zanin e Alessandro Bratti (PD), Adriano Zaccagnini (Gruppo Misto), Walter Rizzetto, Aris Prodani e Filippo Gallinella (M5S).

Il ministro Orlando chiarisca le ragioni per cui in Friuli Venezia Giulia l'applicazione del diritto traballa e effettui le opportune verifiche attraverso gli organi ispettivi ministeriali, prosegue la deputata di Sel che un mese fa ha depositato un esposto alle Procure della Repubblica di Pordenone e Udine sulle coltivazioni OGM in Friuli V. Giulia.

Non è possibile che in Friuli Venezia Giulia non si rispetti la legge. Occorre intervenire con urgenza perché il mais OGM è in fioritura e disperde i pollini nell’ambiente circostante. Siamo a rischio contaminazione, conclude la deputata di Sel Serena Pellegrino. Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel (Sinistra Ecologia Libertà)

11) Legittimità della MORATORIA ANTI OGM REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

TRIESTE - Il Ministero dello Sviluppo economico ha comunicato alla Regione Friuli Venezia Giulia che non è giunta né dall'Unione Europea né dagli Stati comunitari membri alcuna osservazione in merito al disegno di legge regionale che dispone il divieto delle coltivazioni Ogm su tutto il territorio (della regione Friuli V.G.). Il dato è emerso oggi (16-07-2014) nel corso della seduta della Quinta commissione del Consiglio regionale. http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/istituzioni/2014/07/16/ogm-no-osservazioni-ue-contro-divieto-fvg_d1408e2f-b8c6-4ab5-ae11-720a450c2f1b.html e anche: http://www.lavitacattolica.it/stories/economia/5312_lue_approva_la_legge_regionale_friuli-vg_ogm_free/

E’ la conferma da parte della COMMISSIONE EUROPEA della legittimità della MORATORIA ANTI OGM che la REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA aveva approvato qualche mese fa. Il provvedimento sarà presto posto all'attenzione dell'Aula.
“È una vittoria di tutti coloro che, come noi, hanno creduto che applicando le normative a maglie strette dell’Unione sarebbe stato possibile ottenere questo risultato storico e fondamentale per dire no agli OGM e dire sì ad un’agricoltura moderna ed innovativa, attenta all’ambiente, alla salute e alle tradizioni locali” ha detto Emilio Gottardo della Task Force regionale NO OGM...Ora il Consiglio Regionale deve trasformare immediatamente in legge il provvedimento licenziato dalla Commissione Europea, senza frapporre indugi – ha proseguito – e soprattutto bisogna che la Regione concluda questa importante iniziativa politica allargando i controlli su tutti quegli agricoltori che hanno sostenuto le semine OGM, se è vero che in FVG sono state acquistate sementi transgeniche per milioni di euro.

Ora il Friuli Venezia Giulia può davvero essere d’esempio a tutte le altre Regioni italiane che vogliono seriamente impostare la propria politica agraria nel senso della tutela dei prodotti tipici, di qualità, biologici e biodinamici.

La strada è aperta; ognuno può seguirla, auspicando che il semestre italiano di presidenza UE sia davvero il momento per dire basta definitivamente agli OGM in Europa.” Task Force NO Ogm FRIULI V.G. http://cms.legambientefvg.it/temi/biodiversita-aree-tutelate-e-rurali/961-ogm-una-settimana-rovente.html


12) La Procura ordina la distruzione del mais Ogm del campo di Colloredo di Montalbano (UD)

Il provvedimento sarà applicato per il campo in cui era stato bloccato l'intervento della Forestale. La Regione si è rivolta alla magistratura che ha ordinato sequestro e distruzione."

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/07/18/news/la-procura-ordina-la-distruzione-del-mais-ogm-1.9616242

“Il decreto di sequestro preventivo urgente, che porta la firma del pm Viviana Del Tedesco, era stato preannunciato ieri in un vertice in Prefettura a Udine al quale avevano preso parte anche il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, e il responsabile del Corpo forestale. Il provvedimento potrebbe essere eseguito già domani (19-07-2014).”  http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Via_libera_alla_distruzione_del_campo_di_mais_Ogm_a_Colloredo_di_Monte_Albano/2/134141

Attualmente la coltivazione in Italia del mais ogm transgenico MON810 è vietata da ben 3 normative: 
-
il Decreto interministeriale del 12 Luglio 2013 con moratoria di 18 mesi, denominato “Adozione delle misure d’urgenza si sensi dell’art. 54 del Regolamento CE n.178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810” pubblicato sulla GU Serie Generale n.187 del 10-8-2013. In seguito alla pubblicazione del Decreto sono seguite 2 sentenze: del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato, che si sono opposte al ricorso fatto contro il suddetto Decreto.

- il Decreto Legge n. 91 del 24 Giugno scorso (2014) pubblicato sulla GU del 25/06/2014 che prevede l’arresto da 6 mesi a 3 anni per i trasgressori, e multe da 10 mila a 30 mila euro;

- nonché la Moratoria di 1 anno per il mais ogm transgenico inserita nella Legge regionale del FVG n. 5 del 2014 , confermata dalla Commissione UE, che contiene delle norme sanzionatorie che prevedono multe da 5 a 50000 euro e la distruzione delle colture transgeniche in atto.

13) SEQUESTRATO E DISTRUTTO CAMPO SEMINATO A MAIS MON810 TRANSGENICO, A COLLOREDO DI MONTALBANO (UD)

“La distruzione avvenuta questa mattina del campo in questione rappresenta una bella notizia per l’ambiente, per il futuro dell’agricoltura italiana di qualità, per la legalità e per la salute pubblica. Crediamo e vogliamo un’Italia libera dagli Ogm, per questo chiediamo al Governo Italiano di impegnarsi nel semestre europeo affinché l’Ue adotti una nuova regolamentazione che consenta agli Stati membri di vietare coltivazioni Ogm anche per ragioni economico-sociali”. http://www.greenreport.it/news/distrutto-campo-mais-ogm-colledoro-in-friuli-venezia-giulia/ “E' in corso l'opera di distruzione con mezzi meccanici di tutte le piante transgeniche seminate. La distruzione procede a rilento e con molta attenzione perché i Forestali hanno rinvenuto numerosi chiodi metallici infissi all'interno delle piante che possono danneggiare le macchine operatrici. Nell'ambito dell'inchiesta risultano indagato sia i proprietari dei campi, sia il coltivatore.” http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Ogm-points-_sequestrato_e_distrutto_un_campo_di_mais_a_Colloredo_di_Monte_Albano/2/134162

«Sugli Ogm giustizia è fatta», così commenta il coordinatore regionale di Sel, Marco Duriavig, dopo la distruzione su ordine della Procura di Pordenone del campo di mais Ogm seminato da Giorgio Fidenato a Colloredo di Monte Albano (Udine). Sel ha voluto essere presente, politicamente ed istituzionalmente, a Colloredo di Monte Albano per esprimere il proprio sostegno all’operato della Guardia Forestale e delle forze dell'ordine. Mentre, con uno striscione che recitava "Fvg Ogm free" aspettavano l'arrivo della parlamentare Serena Pellegrino, sono stati tenuti a distanza dalle forze dell'ordine per evitare scontri con gli agricoltori che difendevano la coltivazione. «Questa - afferma Duriaving - è una grande vittoria che rende merito all'impegno di tanti cittadini e delle associazioni della Task force No ogm che in questi anni si sono battute per affermare il diritto ad una coltivazione libera da Ogm. Abbiamo sempre creduto che, anche se con un percorso non sempre facile, dentro le istituzioni vi fosse il margine per una vittoria legale di fronte alle pericolose manovre di Fidenato e Futuragra».

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/PORDENONE/distruzione_campo_mais_fidenato_udine_sel_pordenone_giustizia_fatta/notizie/808670.shtml

Un video dell’operazione: http://video.gelocal.it/messaggeroveneto/locale/mais-ogm-la-distruzione/32114/32570

- Mais OGM distrutto in Friuli. Onorevole Serena Pellegrino (SEL) : “Debole l’iniziativa delle istituzioni, si poteva agire mesi fa.

Comunicato stampa 19 luglio 2014.

“Oggi, a Colloredo di Montalbano, il Corpo forestale ha distrutto la coltivazione di mais Mon 810 che ancora ufficialmente sussisteva nelle campagne friulane. Ma si sarebbe potuto certamente intervenire già il 10 aprile scorso, all'indomani della sentenza del TAR del Lazio che riconosceva piena validità al decreto interministeriale." Questo il commento della parlamentare Serena Pellegrino, capogruppo di SEL in Commissione ambiente, che aggiunge: “ Dobbiamo interrogarci sulle conseguenze di ordine generale del mancato intervento in tutti questi mesi, sull’incertezza e soprattutto sulla debole iniziativa delle istituzioni nel rispondere e far fronte ad una sfida che va ben oltre i campi di mais OGM friulani e mira a far soccombere fondamentali diritti civili sotto il peso immane delle multinazionali e dei poteri economici.”

“Infine – conclude Pellegrino - chi ci garantisce che non esistano altri campi seminati abusivamente a mais MON 810, vista la difficoltà a veder applicate le norme che lo vietano?

Per queste ragioni prosegue con la massima determinazione la mia attività di sindacato ispettivo e legislativo per impedire semine di OGM sul territorio regionale e nazionale e per ripulire la filiera agricola e alimentare da mangimi e prodotti a base di OGM .” Intanto il consigliere regionale, del Friuli V.G., Alessio Gratton, ha intanto fatto sapere che “per questa stagione l'Ersa ha previsto 1000 campionamenti sul mais e 100 sulla soia per monitorare la situazione, che non sono pochi per una regione come il Friuli V.G.”

- “Le leggi vanno rispettate anche per evitare i rischi di contaminazione in un Paese in cui 8 italiani su dieci (76 per cento) si oppongono al biotech nelle campagne per difendere ambiente e distintività delle produzione agricole. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento alla distruzione delle coltivazioni illegali di mais Mon 810 transgenico da parte del Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con la Forestale regionale e su delega della Procura della Repubblica di Udine. Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura - sottolinea Moncalvo - non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy”. Secondo una analisi della Coldiretti nell’Unione Europea nonostante l’azione delle lobbies che producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo cinque, sui ventotto, i paesi a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico MON810 piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna (136.962 ettari). Si tratta quindi di fatto di un unico Paese (la Spagna) dove si coltiva un unico prodotto (il mais MON810). In Italia il decreto legge del 24 giugno 2014, n. 91 ha finalmente previsto le sanzioni a carico di chi semina Ogm che – ricorda la Coldiretti – vanno dalla reclusione da sei mesi a tre anni con una multa che può arrivare anche a trentamila euro. Alle Regioni - precisa la Coldiretti - spetterà di definire, nell’ambito del proprio territorio e sulla base dei rilievi effettuati dagli organi di polizia giudiziaria, modalità e tempi delle misure che il trasgressore dovrà adottare, a proprie spese, per rimuovere le coltivazioni vietate. La disposizione nazionale – conclude la Coldiretti - si va ad aggiungere all’accordo politico raggiunto in Europa dai ministri dell'Ambiente dell'Ue che, dopo quattro anni di dibattiti, lascia liberi gli Stati membri di coltivare o di vietare gli Ogm sul loro territorio.” http://www.coldiretti.it/News/Pagine/496--%E2%80%93--19-Luglio-2014.aspx


14) Il gip convalida il sequestro del campo di mais ogm
Il provvedimento era stato firmato d'urgenza dal pm Viviana Del Tedesco ed eseguito il 19 luglio dal Corpo forestale con la distruzione del raccolto
GIP UDINE CONVALIDA SEQUESTRO PREVENTIVO CAMPO MAIS
Il gip di Udine ha convalidato il sequestro del campo di Colloredo di Monte Albano coltivato con mais transgenico Mon810 dal leader dei pro-ogm, Giorgio Fidenato. Il provvedimento era stato firmato d’urgenza dal pm Viviana Del Tedesco ed eseguito il 19 luglio dal Corpo forestale con la distruzione del raccolto. Il gip ha anche emesso un decreto di sequestro preventivo per impedire “il pericolo di reiterazione del reato mediante la messa a dimora di nuove coltivazioni non consentite”.
http://www.tabletquotidiano.it/ogm-gip-udine-convalida-sequestro-preventivo-campo-mais/


15) Interrogazione parlamentare per sapere se c’è stata una nuova semina di transgenico in FRIULI V.G. , da dove provengano le sementi eventualmente impiegate e QUALI PROVVEDIMENTI intendano assumere i ministri interrogati
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE Per chiedere ai ministri Martina e Galletti la provenienza dei semi OGM che gli agricoltori pro-OGM dicono di aver di nuovo piantato in comune dui FANNA (PN)
"Alla Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali
Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare
di
 Serena Pellegrino e Franco Bordo di Sinistra Ecologia Libertà e Susanna Cenni e Giorgio Zanin (PD).
Per sapere,

- premesso che:
il Decreto Legge numero 91 del 2014 e successive modificazioni e integrazioni “Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia” norma il reato per la coltivazione sul territorio nazionale di alimenti ogm, già introdotto con il Decreto interministeriale di adozione delle misure di urgenza ai sensi dell’articolo 54 del Regolamento Ce 178/2002 del 12 luglio 2013; in seguito a tale norma la Procura di Udine ha disposto: il 9 luglio scorso, con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato, la distruzione di circa 100 metri quadrati di terreno seminato con mais transgenico, in un terreno nei pressi di Mereto di Tomba (Udine); il 19 luglio scorso, con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato, il sequestro dei terreni nel comune di Colloredo di Monte Albano (Udine) dove sono state piantumate coltivazioni di mais transgenico su una superficie di 6.500 metri quadrati e la distruzione con mezzi meccanici di tutte le piante transgeniche seminate; il 6 agosto il proprietario dei terreni seminato con mais Ogm, Giorgio Fidenato, ha dichiarato all’agenzia di stampa Ansa che “continuerà a seminare alimenti ogm”; da notizie di stampa (
http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Mais_Ogm-points-_spunta_un_nuovo_campo/2/134788) sembrerebbe essere avvenuta una semina con mais ogm illegale in un ulteriore terreno, sempre di proprietà di Giorgio Fidenato, a Fanna (Pordenone) già sottoposto a prelievi ed accertamenti del Corpo Forestale dello Stato; il 23 luglio scorso è stato formalizzato l'accordo politico Ue, raggiunto dai ministri dell'ambiente il 28 giugno che dà agli stati membri la libertà di scelta sulla coltivazione o meno degli ogm sul territorio nazionale. Il Consiglio affari generali ha infatti adottato la sua posizione in prima lettura sulla proposta di Direttiva sugli ogm che la Commissione Ue aveva presentato nel 2010 e già passata dal Parlamento europeo. Ora la tematica sarà affrontata dalla presidenza italiana di turno dell'Ue, che dovrà cominciare a inizio autunno i negoziati con il nuovo Europarlamento; il Parlamento italiano, attraverso mozioni specifiche, si è già espresso sulla volontà di vietare colture ogm;il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha più colte dichiarato che “il modello agricolo italiano può fare a meno della coltivazione degli ogm”; il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha recentemente dichiarato in audizione alla commissione ambiente dell'Europarlamento: “il nostro principale auspicio è raggiungere un accordo entro fine anno con il Parlamento Ue sulla direttiva che dà agli stati membri facoltà di scelta sulla coltivazione degli ogm. In campo ambientale, il dossier ogm rappresenta la priorità legislativa della presidenza italiana”.
-
Se la notizia corrisponda al vero, se si conosca la provenienza delle sementi in oggetto che consente l'arrivo in Italia, e quali provvedimenti urgenti intendano assumere i ministri interrogati, in relazione alle loro rispettive competenze, agli indirizzi approvati dal Parlamento ed alle nuove norme in materia, per evitare che vengano effettuate semine illegali di ogm sul territorio nazionale, anche al fine di prevenire e limitare il rischio di contaminazione delle coltivazioni tradizionali. Cenni, Zanin,Bordo,Pellegrino.

 - Quattro deputati, Serena Pellegrino, Franco Bordo,  (Sel ) Susanna Cenni  e Giorgo Zanin (Pd),  hanno chiesto con un’interrogazione ai ministri dell’ambiente e delle politiche agricole se sanno che «in Friuli Venezia Giulia si continua a seminare mais Ogm» e che dicano come intendono intervenire.  I deputati di Sel e Pd  chiedono spiegazioni su quanto da alcuni giorni si paventa in Regione: ulteriori semine di mais Ogm a Fanna, in provincia di Pordenone. La Pellegrino capogruppo Sel  in Commissione ambiente della Camera, spiega:  «L’avevamo previsto, era stato minacciato ed è puntualmente accaduto: in Friuli Venezia Giulia  le controverse modalità di gestione e soluzione della questione Ogm  da parte delle istituzioni pubbliche non hanno  neanche lontanamente blindato, con la recente distruzione della coltivazioni Mon 810 a Colloredo di Montalbano , il divieto a seminare e coltivare mais transgenico. E’ una sfida aperta  allo stato di diritto con in più il sapore della beffa . Insieme ai deputati  Susanna  Cenni , Giorgio Zanin e  Franco Bordo, attendo di sapere quali provvedimenti i ministri interrogati intendano assumere. Pur vergognosamente emendata della previsione concernente la reclusione,  una specifica norma dello stato  ha ribadito pochi giorni fa il divieto a coltivare mais Ogm in Italia, riassumendo altre previsioni normative, sentenze e prese di posizioni  ufficiali a livello nazionale ed europeo. Riteniamo inconcepibile avere gli strumenti per ripristinare la legalità e i diritti violati e non utilizzarli». http://www.greenreport.it/news/sel-pd-nonostante-i-divieti-in-friuli-si-coltiva-mais-ogm/


16) “VIA LA MONSANTO DALL’ITALIA GRAZIE AL CASO FVG”
La Monsanto ha deciso, in via definitiva, di non commercializzare più semi OGM in Italia proprio a partire dal "caso Friuli". Che la Monsanto abbia deciso ciò è un buon segno che sprona tutti ad accelerare le richieste alla Regione ed alle categorie agro-alimentari di filiere OGM-free, di progetti precisi e specifici in tal senso, a chiedere scadenze e a fare verifiche che ciò accada; di chiedere, inoltre, al Governo, che presiede il semestre europeo, di assumere definitivamente le decisioni necessarie ad allontanare in via definitiva gli OGM dal nostro Paese”, così si è espresso Emilio Gottardo di Legambiente FVG.“È evidente, ha commentato Cristina Micheloni di AIAB-FVG, che senza il caso Friuli, la Monsanto non avrebbe "mollato" e questo non può che confermare il fatto che la battaglia che abbiamo condotto è stata giusta ed importante”. Mentre Mauro Braidot, di AproBio, ha fatto sapere che a breve la Task Force NO OGM del FVG incontrerà l'assessore Bolzonello per proporgli una serie di impegni anti OGM che diano il segnale di una svolta forte per l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia proprio all'avvio del PSR e con l'EXPO alle porte. L’abbandono della vendita delle sementi transgeniche è un primo risultato che deve rafforzare la scelta delle Regioni e dello Stato italiani e degli altri Stati europei, di restare fuori dal mondo delle sementi transgeniche, aprendo all’agricoltura biologica ed alle tecniche di selezione naturale ed assistita, costruendo filiere alimentari OGM-free, assicurando l’assenza di componenti transgenici anche nei prodotti finali.
Task Force NO OGM del FVG 

- Monsanto lascia Italia grazie Friuli

"La Regione Friuli Venezia Giulia si è assunta un ruolo, non semplice e non comodo, di apripista per ottenere alla fine il risultato di vedere riconosciuto il suo territorio libero dal mais geneticamente modificato". “

„Lo ha affermato il vicepresidente della Regione e assessore all'Agricoltura Sergio Bolzonello, commentando la notizia che, sulla scorta dell' opposizione in Friuli Venezia Giulia, la Monsanto Company avrebbe deciso, in via definitiva, di non commercializzare più i semi Ogm in Italia.

 http://www.udinetoday.it/politica/monsanto-lascia-italia-grazie-friuli.html

- “Nel ricordare la recente legge regionale 15/2014 art. 2 comma 26, con cui viene inserita nel corpus giurisdizionale del Friuli Venezia Giulia la norma preliminarmente approvata dall'Unione Europea, che determina una regione ''OGM free'', Bolzonello sottolinea la ''volonta' che ha sempre guidato, anche nei momenti piu' difficili, l'attuale Amministrazione regionale nel tutelare l'autenticita' e la tipicita' dei prodotti locali, in un territorio che non potrebbe, per la sua peculiare natura, tollerare senza pregiudizio la coltivazione di Ogm''. ''La nostra non e' stata una battaglia 'contro' Monsanto ma - precisa Bolzonello - in difesa e in favore della nostra agricoltura. E in questo ci sembra giusto rivendicare un primato''. http://www.uncem.it/news-territorio2_31073_uncem.html

17) Come era facile prevedere: Monsanto smentisce, nessun abbandono Italia, https://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/2014/08/22/ogm-monsanto-smentisce-nessun-abbandono-italia_f5c5f7c4-d7df-4d19-81e8-b233dbff81de.html

18) Monsanto, OGM e STRATEGIE DI MERCATO IN ITALIA E IN FRIULI V.G.
Pare assolutamente saggio quanto afferma di seguito la parlamentare friulana di Sinistra Ecologia Libertà, Serena Pellegrino, sempre molto attiva in prima persona sulla questione del transgenico, tenendo anche presente che nel giugno 2013 Monsanto attraverso notizie media distorte faceva balenare la medesima (o similare) idea su un suo ritiro commerciale...addirittura dalla UE... :

“L'abilità del "signor" MONSANTO nel dichiarare che non entrerà nel mercato italiano fino a una chiara definizione con il Governo rischia di essere solo una perfetta strategia di marketing. Tutti sappiamo che non è vietata la vendita dei semi OGM in Italia e nemmeno il prodotto finale da introdurre nella filiera zootecnica: è vietata solo la semina e la coltivazione. Nell'irrisorio mercato italiano, i semi OGM destinati a pochi coltivatori abusivi già non vengono commercializzati. I coltivatori hanno sempre dichiarato di aver acquistato i semi dall'estero. Non possiamo, purtroppo, parlare ancora di vittoria e Monsanto e i suoi lo sanno bene. Le dichiarazioni di aver fatto nuove semine in FVG sono la sfida palese. Nascondere questo, all'attenzione pubblica, dichiarando vittorie è fuorviante. Definire invece una volta per tutte da quale parte il Governo vuole stare è onesta politica. I Ministri Martina e Galletti si sono dichiarati NO OGM. Ora attendiamo le risposte all'interrogazione, la chiara definizione legislativa e una seria discussione in sede europea. Non ci accontentiamo di Vittorie di Pirro!

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Comunicato stampa

Questione OGM. Serena Pellegrino: l'arretrare di Monsanto dai mercati nazionali è solo strategico. In Friuli ancora campi OGM. 19 agosto 2014

Commercializzare mais transgenico non è vietato in alcun paese UE. In Italia, coltivarlo è illegale. L'arretrare di Monsanto dai mercati nazionali è solo strategico.

Il commento di Serena Pellegrino, capogruppo SEL in Commissione ambiente, riporta l'attenzione sul permanere di coltivazioni ogm in Friuli Venezia Giulia.

“Temo abbiano un peso soltanto politico le dichiarazioni di Monsanto che ci comunica non commercializzerà il suo mais ogm sull’inesistente mercato italiano: le sementi contenenti l’evento genetico Mon 810 utilizzate in Friuli, per esplicita ammissione degli utilizzatori, provengono da altri paesi europei. In Italia è vietata e sanzionata la coltivazione del mais transgenico, non l’immissione sul mercato delle varietà autorizzate.” Lo afferma la parlamentare Serena Pellegrino, capogruppo SEL in Commissione ambiente, che precisa: “Il proclama della multinazionale nulla ha a che fare con l’osservanza delle norme e con le azioni intraprese fino ad ora. Sarà invece decisivo e determinante l’atteso pronunciamento delle Procure della Repubblica di Pordenone e Udine in seguito agli esposti presentati, assieme al collega Franco Bordo, il 16 giugno scorso: il caso Friuli non è risolto.” La campagna mediatica di questi giorni lascia in ombra la questione di quanto è avvenuto e continua ad avvenire illegalmente nelle campagne friulane: nuove semine di mais ogm minacciano le coltivazioni tradizionali e l’ambiente. Sarà rilevante la risposta all’interrogazione presentata alcune settimane fa ai Ministri dell’agricoltura e dell’ambiente.

Prosegue Pellegrino: “ Al proposito di Monsanto di non commercializzare prodotti Mon 810 in Italia auspichiamo faccia seguito un atto governativo e legislativo diretto a controllare l’utilizzo di ogm destinati alla zootecnia nazionale, i cui prodotti sono fulcro del nostro agroalimentare di qualità.” E conclude: “Questa perdurante mancanza di chiarezza rischia di far perdere autorevolezza al ruolo della presidenza italiana UE per rendere operativo il principio, già ratificato, della libertà degli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio.” http://www.camera.it/leg17/465?area=4&tema=852&OGM+e+utilizzazioni+agrarie

19) Distrutto il campo a mais trangenico di Fanna (PN) 

(ANSA) - FANNA (PORDENONE), 21 AGO - E' stato distrutto questa mattina su disposizione del Tribunale di Pordenone il campo di mais Ogm di Fanna. Lo rende noto il conduttore del fondo. Link: http://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2014/08/21/ogm-distrutto-campo-a-fanna_a39ddc0c-9ecb-4dcd-ab28-1af552396f65.html 

Il quadro conferma, e qui è l'importanza della notizia, che altri campi sono stati seminati a transgenico e quindi questo campo transgenico distrutto potrebbe essere solo la punta dell'iceberg dell'illegale sommerso. Senza contare la dispersione dei pollini OGM per via aria, insetti e volatili anche per chilometri attorno ai campi OGM transgenici. E che dire poi dell’inquinamento già in corso in loco?  Il TGO trasferimento genetico orizzontale al suolo e ai batteri del suolo, inquina il terreno, i micro organismi, le falde acquifere, i corsi d’acqua ecc. Leggi qua: https://docs.google.com/document/d/1f-cL74u9Lm0csPIm_fl1MsQeiWqOSg3DKO6JBT3p_5s/pub#id.ifiv5j2qs0h

20) Salta la propagandata nuova semina di mais transgenico nel campo dissequestrato a Colloredo di Montalbano (Friuli V.G.) e si rivela essere solo … una “piccola prova”
Un piccolo gruppo di sostenitori delle coltivazioni transgeniche si è riunito nel campo, dissequestrato nei giorni scorsi dalla Procura di Udine dopo la distruzione della prima semina. Solo un piccolo appezzamento di terreno è stato ri-seminato a mais transgenico, a titolo di prova.

 (ANSA) http://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2014/09/07/ogm-salta-semina-in-campo-friuli-solo-piccola-prova_9d942590-7555-4e38-8970-816ead6a657d.html

21) Mais Ogm, il Riesame dichiara improcedibile il ricorso di Fidenato

 Dopo il provvedimento di sequestro e distruzione del campo di Colloredo di Monte Albano (UD), l'agricoltore si era rivolto al tribunale che ha dichiarato il suo ricorso “improcedibile per sopravvenute carenze di interesse”. "Il pubblico ministero ha restituito il fondo prima della data del riesame ed è quindi venuto meno l'oggetto della misura cautelare.“ Il provvedimento di sequestro era stato avviato su ordine del Pm Viviana Del Tedesco.http://www.udinetoday.it/cronaca/tribunale-riesame-udine-dichiara-improcedibile-ricorso-fidenato.html

22) Come si è arrivati al non facile traguardo della distruzione dei campi di mais transgenico in Friuli V.G.

Vittoria sul campo. A luglio 2014 la Forestale ha distrutto i campi di mais Mon 810 biotech coltivati illegalmente in Friuli. Ma raggiungere questo risultato non è stato facile. Questa volta la politica ha mantenuto le promesse, sul fronte ogm. In Friuli lo scorso luglio il Corpo forestale dello Stato ha distrutto i campi coltivati illegalmente da Giorgio Fidenato a mais biotech Mon 810 di Monsanto. E, prima in Europa, questa regione si è dichiarata ogm free, con una legge su cui l’Ue non ha avuto nulla da eccepire. Lo scenario si è clamorosamente rovesciato, rispetto a poco più di un anno fa. «Eravamo in pochi a credere che potesse passare una linea così netta contro gli ogm – dichiara Emilio Gottardo, di Legambiente del Friuli Venezia Giulia – Siamo orgogliosi di questo risultato, ma adesso è importante andare avanti, lavorare per un nuovo modello culturale e agricolo, sostenibile e di qualità, per produrre reddito e lavoro».

Per capire come si è arrivati fino a qui, occorre fare qualche passo indietro, tra campi e aule di tribunale. Tutto inizia nel 2010, quando Fidenato semina ogm in provincia di Pordenone senza autorizzazione. Eppure viene assolto nel 2013 perché, secondo la Corte di giustizia europea, le colture già avallate da Bruxelles, come il Mon 810, non possono essere vietate da uno Stato membro. Il 12 luglio 2013 i ministri della Salute, delle Politiche agricole e dell’Ambiente corrono ai ripari firmando un decreto che vieta la coltivazione di questa varietà Monsanto in Italia per 18 mesi. Ma non basta a fermare Fidenato, che nell’estate 2013, con Silvano Dalla Libera, coltiva di nuovo impunemente il Mon 810, anche perché il decreto interministeriale non stabilisce alcuna sanzione per i trasgressori.

La svolta arriva quest’anno. In marzo la Regione Friuli Venezia Giulia approva una moratoria che vieta la coltivazione di ogm per dodici mesi, in attesa di conoscere il parere di Bruxelles sul disegno di legge con cui vuole bloccare in maniera definitiva l’introduzione di organismi geneticamente modificati nell’agricoltura friulana. «È vero che la Corte di giustizia dice che non si possono vietare colture autorizzate in Europa, ma questo vale solo se non esistono norme sulla coesistenza tra ogm e non», chiarisce Gottardo. «Il Friuli Venezia Giulia non ha fatto altro che stabilire le regole sulla coesistenza – prosegue – dimostrando che le caratteristiche dell’agricoltura regionale sono tali per cui sarebbe impossibile impedire la contaminazione delle colture limitrofe agli ogm, quindi anche la coesistenza è impossibile».

Intanto si muove anche il governo: con il decreto legge 91 del 24 giugno stabilisce che chi semina e coltiva ogm in campo aperto rischia da sei mesi a tre anni di detenzione e una multa fino a trentamila euro, oltre a dover rimuovere a proprie spese le coltivazioni illegali e risarcire eventuali danni dovuti per esempio alla contaminazione dei campi limitrofi. «Per la prima volta viene individuata una sanzione adeguata per la violazione del divieto di coltivazioni transgeniche – commenta Maria Grazia Mammuccini, vicepresidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica – In attesa di una nuova normativa comunitaria, sulla questione ogm viene detta una parola chiara, che stabilisce certezza del diritto». I diritti sono quelli dei consumatori, ma anche degli agricoltori biologici, che rischiano di perdere la certificazione se i loro prodotti sono contaminati da ogm. Durante il semestre italiano di presidenza europea, al nostro paese spetta un compito cruciale sul tema ogm: portare avanti i negoziati con il neoeletto Europarlamento per l’approvazione di una nuova direttiva in materia, che dia libertà di scelta ai singoli Stati membri.  http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=12487&contenuto=Notizia

23) AGRICOLTURA: BOLZONELLO, FVG RIFERIMENTO PER MODIFICHE DIRETTIVA OGM

(AGENPARL) –Udine, 23 ott –“Il Friuli Venezia Giulia sarà Regione di riferimento per le prossime proposte di modifica della direttiva comunitaria in materia di Ogm che lo Stato si appresta ad inviare all’Unione Europea”.  Lo ha affermato il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, a margine della riunione della Commissione Politiche Agricole, che si è tenuta all’interno del Salone del Gusto al Lingotto di Torino, al quale ha partecipato anche il ministro Maurizio Martina.  “La Regione si è assunta un ruolo di apripista per ottenere il riconoscimento del diritto a un territorio libero dal mais geneticamente modificato, per tutelare l’autenticità e tipicità dei prodotti locali: mettiamo a disposizione la nostra esperienza”, ha commentato Bolzonello. http://www.agenparl.com/?p=110068


-  PARERI INFORMATI

A) Sono ben 1.528 le pubblicazioni scientifiche sugli impatti negativi per la salute e l'ambiente degli Ogm e annessi pesticidi

Alla Faccia dei propagandisti/rivenditori di fumo OGM !! Quando dicono che le nostre affermazioni non sono scientifiche!

Questa raccolta di ricerche è un esempio dei riferimenti scientifici, fra cui oltre 1500 studi, indagini e analisi, scientifiche, che suggeriscono/dimostrano i vari impatti negativi e i potenziali impatti negativi delle colture (GE/OGM) geneticamente ingegnerizzati, cibi, e pesticidi correlati. Questa lista contiene i riferimenti al transgenico per quanto riguarda:

- l'impatto sulla salute,

- gli impatti sull'ambiente, compreso quello sugli organismi non bersaglio (NTO),

- la resistenza di organismi bersaglio,

- la deriva dei pesticidi,

- la contaminazione genetica,

- il TGO o trasferimento orizzontale di geni,

- gli effetti indesiderati o collaterali,

- come pure i riferimenti per quanto riguarda i rendimenti, l'impatto sociale, l'etica, l'economia e i regolamenti.

Nella maggior parte dei casi, i collegamenti sono forniti di abstract per i riferimenti, o link ai siti dove lo studio può essere letto, scaricato, letto in anteprima, e/o acquistato. http://gmofreeusa.org/gmos-are-top/gmo-science/

B) PERCHE’, ECCEZION FATTA PER GLI INCASSI DELLE TRE MAGGIORI MULTINAZIONALI  DETENTRICI DEI BREVETTI ... IL TRANSGENICO E’ UNA “TECNOLOGIA FALLITA”, VECCHIA E PERICOLOSA ?
“...la tecnologia dell’ingegneria genetica, introdotta nei primi anni Settanta da genetisti e biologi molecolari batterici, rappresentava una tecnica innovativa basata sul trasferimento artificiale di geni, e quindi di nuove funzioni, da un organismo a un altro, generalmente appartenente a specie distanti dal punto di vista evolutivo. Operazione diversa dal miglioramento genetico tradizionale, basato sull’incrocio fra individui della stessa specie che – è bene chiarirlo ai non addetti – hanno tutti gli stessi geni con le stesse funzioni anche se in forme varianti (dette alleli) diverse….Il primo prodotto immesso in commercio fu il pomodoro Flavr Savr nel 1994, dotato di un gene che impediva la marcescenza, che dato lo scarsissimo successo sul mercato fu ritirato; successivamente nel 1996 fu autorizzata la commercializzazione di piante resistenti a insetti e tolleranti a diserbanti, ambedue ottenute con geni batterici. Da allora, incredibilmente, la tecnologia della trasformazione non è praticamente cambiata, e infatti dal 1996 nessun nuovo carattere è stato inserito con reale successo di mercato. Ora come allora solo quattro piante modificate (per due caratteri) vengono ampiamente coltivate: il mais, il cotone, la soia e la colza. Il resto a livello commerciale è poco significativo. Al momento sono anche in corso tentativi di introdurre sul mercato riso e grano GM, sempre modificati per la resistenza a insetti e la tolleranza a diserbanti.

Senza dubbio migliaia di altre PGM sono state modificate per altri caratteri, ma non sono mai uscite dai laboratori o dai campi sperimentali, nonostante gli scoop giornalistici che talvolta ne davano notizia: o hanno avuto poco successo o addirittura sono state ritirate perché molto al di sotto delle aspettative di chi le aveva disegnate….La ragione di questo fallimento sta nel fatto che le interazioni fra i geni introdotti e la pianta non sono di tipo additivo e portano a un altissimo livello di imprevedibilità del risultato, sempre in qualche modo diverso da quello atteso. Quando si effettua una trasformazione, infatti, non siamo in grado di prevedere a priori il numero di copie del frammento di DNA che si inseriranno nel corredo genetico dell’ospite, dove questi frammenti andranno a inserirsi provocando possibili danni al DNA preesistente, se saranno rimaneggiati dalla pianta o no, se potranno esprimersi e quanto. Non si sa che effetto avranno le nuove proteine introdotte, come si integreranno i nuovi metaboliti nella rete metabolica preesistente, come interagirà la pianta geneticamente modificata con l’agroecosistema in cui è inserita.

Gli effetti più immediatamente negativi dell’alto livello di imprevedibilità delle operazioni di ingegneria genetica sono di due ordini. Intanto, come per il Golden Rice, le piante soffrono le modificazioni del genoma, spesso, quindi,

1) sono poco produttive e talvolta mostrano un fenotipo diverso dal previsto.

2) Secondariamente l’imprevedibilità degli effetti dell’ingegnerizzazione desta preoccupazioni anche per la sicurezza alimentare del prodotto. La diffidenza dei consumatori è giustificata dal fatto che il sistema di tutela della sicurezza alimentare presenta alcuni punti oscuri.

L’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) non convince completamente perché, nelle sue valutazioni sugli OGM non si appoggia a laboratori indipendenti, ma chiede alle imprese produttrici di compiere analisi e test per valutare la sicurezza alimentare. Le linee guida per la valutazione del rischio sono considerate obsolete, gli studi di pericolosità degli alimenti vengono condotti su poche decine di topi, usando metodi statistici controversi per l’analisi dei dati. Nei casi in cui laboratori indipendenti hanno compiuto analisi sulle PGM che hanno avuto un parere positivo dall’EFSA, sono state trovate sequenze geniche non previsteil sistema ufficiale di prevenzione dei rischi è carente. Quello che sorprende, a questo punto, è che le grandi multinazionali non sembrino avere alcun interesse a trovare tecniche che permettano di ridurre l’imprevedibilità, cosa che potrebbe aiutare la creazione di prodotti più vari e con possibilità di essere accettati; anzi, come risulta da molti dati, hanno ridotto l’intensità di ricerca e quello che ne rimane serve solo a introdurre gli stessi geni di cui ho parlato in più specie di piante. La mia personale opinione è che queste ricerche non vengano fatte perché, per ragioni che vedremo, alla multinazionali non serve ottenere prodotti innovativi veramente competitivi per qualità, ma servono invece pubblicità, annunci di nuove scoperte, spesso inesistenti, o di qualche Paese che finalmente accetti gli OGM, per fare alzare il titolo in borsa delle imprese e di conseguenza le royalties poste sui prodotti commerciali”.

Marcello Buiatti, Docente di Genetica, Università di Firenze
Visti tutti gli aspetti dubitativi e negativi, inclusi gli effetti irreversibili sugli ecosistemi, direttamente relazionati al rilascio di organismi transgenici (OGM) nell’ambiente, la transgenesi applicata all’agricoltura sembra davvero non riservare alcun vantaggio reale, se si escludono quelli esclusivi... legati alla catena della proprietà del brevetto. Ma, brevettare il vivente… non ci pare proprio una via da percorrere, nè ora ne mai. Diverso invece il discorso dell’ingegneria genetica nelle applicazioni bio-mediche, beninteso(!), esenti da rischi sanitari e ambientali a breve e a lungo termine.

N.B. Un esempio che sconfessa un’affermazione incoerente dei pro-ogm secondo la quale gli ogm sarebbero sempre esistiti. “L'inclusione della caratteristica di resistenza al freddo indotta ad esempio nelle fragole attraverso l'inclusione della sequenza di DNA che nei pesci artici determina una maggior tolleranza alle basse temperature non sarebbe mai stata possibile con le tecniche di incrocio finora utilizzate in agricoltura. Per questo motivo sostenere che gli OGM sono “sempre stati creati” non ha alcun fondamento.” http://www.greenpeace.it/ogm/domandefrequenti.html

- C) L'INUTILITA', LA NOCIVITA' DEGLI OGM E LA SFACCIATA DISINFORMAZIONE SCIENTIFICA
Nicolais (Cnr) e altri: “Gli Ogm sono sani”. Falso, è vero il contrario
di Pietro Perrino*

Mi riferisco all’appello “Gli Ogm sono sani”, sottoscritto tra gli altri dalla senatrice a vita, Elena Cattaneo, e dal presidente del Cnr, Luigi Nicolais, di cui ha dato notizia La Stampa del 9 aprile scorso. Questo l'incipit: «Tutti gli studi condotti da scienziati indipendenti provano che la creazione di Ogm e la loro coltivazione non comportano rischi significativi per l’ambiente e non minacciano la sicurezza e la qualità degli alimenti». E’ falso. Non c’è nessuno studio che prova che gli Ogm siano esenti da rischi per l’ambiente e per la sicurezza alimentare. È vero il contrario. Gli Ogm sono inutili e nocivi.

I) Della INUTILITA' degli OGM

I presunti scienziati della materia affermano, reiteratamente, fino alla noia, che gli Ogm permettono di ottenere rese più alte e che pertanto sono necessari per risolvere il problema della fame nel mondo. Che ciò fosse falso lo sapevamo, ma ora lo ha dimostrato anche un gruppo di ricercatori, coordinato da J. A. Heinemann (2013). Il gruppo ha fatto la cronistoria di 50 anni (1961-2011) degli agroecosistemi delle principali colture del Midwest (USA) e del Canada, culle degli Ogm, e l’ha confrontata con quella dell’Europa Occidentale (EO), sostanzialmente libera da Ogm. Per il mais, le produzioni medie negli USA sono aumentate da 40 a 100 q.li/ha, mentre in EO sono aumentate da 35 a 100 q.li/ha. Per la colza, in Canada la produzione media di 10 q.li/ha del periodo 1961-1985 (prima della colza Ogm) è aumentata a 15 q.li/ha nel periodo 1986-2010 (dopo l’ingresso della colza Ogm), mentre in EO, la produzione media è aumentata da 21 a 32 q.li/ha. Questi dati, da soli, mostrano che negli ultimi 50 anni le produzioni medie di mais negli USA e di colza in Canada, culle degli Ogm, non sono aumentate di più di quelle dell’EO. Anzi, le produzioni dell’EO sono aumentate di più e nel caso della colza sono addirittura doppie. Ergo, non solo non è vero che il mais e la colza Ogm producono di più delle varietà non-Ogm, ma è semmai vero il contrario. Nel 2013, La Conferenza delle Nazioni Unite (UNCTAD) ha pubblicato i dati di un’analisi dal titolo “Svegliatevi Prima che sia Troppo Tardi” con il sottotitolo “Ora ci vuole un’agricoltura veramente sostenibile per una sicurezza alimentare in un clima che cambia”. Nel capitolo su “Ingegneria genetica e biotecnologia per la sicurezza alimentare e per la mitigazione del cambiamento climatico: potenzialità e rischi”, l’autore J. A. Heinemann, confronta l’andamento delle produzioni di kcal/persona/giorno del periodo 1992-2007 di 5 paesi non-Ogm (Cile, Columbia, Venezuela, Perù e Bolivia) con quelle di 4 paesi Ogm (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), e mostra che nei paesi non-Ogm i miglioramenti nella sicurezza alimentare sono molto simili, mentre nei paesi Ogm ed in particolare in quelli con una più rapida crescita delle colture Ogm si rileva una maggiore inclinazione ad aumentare l’insicurezza alimentare. In generale, i paesi che hanno introdotto massicciamente le colture Ogm fanno parte di quei paesi dove non c’è stato alcun miglioramento (es. USA) o c’è stata addirittura una diminuzione della sicurezza alimentare (es. Argentina).

II) Della NOCIVITA' degli Ogm

La prima parte di questo articolo è stata dedicata all’inutilità degli Ogm, la seconda la dedichiamo alla nocività degli stessi. Vediamo prima qualche dato sulle dimensioni del problema. Dopo 20 anni di ingegneria genetica. Le piante Ogm sono coltivate solo in 27 paesi (su un totale di 196), 19 emergenti e 8 industriali. La superficie agraria interessata è nei primi di 95 m ha (54%) e nei secondi di 81 m ha (46%). In totale fanno 176 m ha, di cui:

- 100 m ha per Ogm tolleranti agli erbicidi (TE),

-26 m ha per Ogm resistenti agli insetti (RI)

- e 45 m ha per Ogm TE e RI.

La superficie coltivata mondiale è di ca. 1.600 m ha. Pertanto, gli Ogm occupano l’11,45% della superficie totale contro l’88,55% delle colture non-Ogm. Sono dati dell’ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-Biotech Application), che si dichiara indipendente. Sono gonfiati? Forse. Comunque, l’incremento annuo di superficie coltivata a Ogm è di un modesto 3%. Ciò premesso, la NOCIVITA' degli Ogm è evidente a diversi livelli:

1) si verifica un aumento delle popolazioni di specie d’insetti resistenti alla tossina prodotta dagli Ogm RI (Bruce E Tabashnik et al. 2013), a danno di quelle suscettibili, tra cui molte specie utili all’ecosistema;

2) si verifica un aumento della tolleranza delle erbe infestanti agli erbicidi, tra cui i pericolosi glifosati (MW. Ho 2010), con conseguente creazione di superinfestanti (Food & Water Watch 2013), tanto che dopo i primi anni gli erbicidi perdono la loro efficacia;

3) si verifica un impoverimento della microflora e quindi una riduzione della fertilità del suolo, in quanto le molecole degli erbicidi uccidono i microrganismi e bloccano i microelementi del suolo rendendoli indisponibili alle piante coltivate, incluse le stesse piante Ogm TE, che pertanto diventano più vulnerabili a malattie ed avversità (G.S. Johal e D.M. Huber 2009), producendo cibi vuoti;

4) diversi esperimenti condotti sugli animali hanno messo in evidenza la cancerogenicità dei cibi Ogm, tra cui uno degli ultimi è quello di Gilles-Eric Séralini, pubblicato nel 2012 (e ripubblicato nel 2014 ndr.)

Infine, la relazione dell’ISP (Gruppo di Scienziati Indipendenti) del 2003 spiega perché no agli Ogm: i cibi Ogm non sono sicuri; l’ingegneria genetica genera supervirus; il Dna transgenico può essere assorbito dai batteri patogeni dell’intestino; ci sono relazioni tra Dna transgenico e cancro; quella degli Ogm è una storia di falsità e occultamenti di prove scientifiche; le colture GM (geneticamente modificate) non hanno portato i benefici promessi e pongono problemi sempre più gravi; non può esservi coesistenza tra agricoltura GM e non-GM; la sicurezza delle colture GM non è mai stata provata, ma al contrario le prove già emerse sono sufficienti a suscitare serie preoccupazioni circa i rischi posti dagli Ogm.

III) Perché, nonostante la loro negatività, gli OGM resistono

La prima e la seconda parte di questo articolo sono state dedicate all’inutilità e alla nocività degli Ogm. Ora, invece, cerchiamo di esporre i fatti per cui, nonostante le loro negatività, gli Ogm esistono. Il motivo fondamentale è nella sfacciata disinformazione scientifica, come nell’appello dei presunti scienziati della materia, i quali spacciano per vere delle falsità. La disinformazione scientifica sugli Ogm è diffusa ed è più evidente rispetto a qualsiasi altra area in cui la scienza è diventata complice del profitto aziendale. La battaglia per rivendicare i diritti alimentari degli esseri umani diventa sempre più intensa in tutto il mondo perché i fallimenti e i pericoli degli Ogm non possono più essere nascosti dietro l’incessante propaganda.

Negli ultimi due anni, associazioni scientifiche, riviste scientifiche e (presunti) scienziati si sono uniti alla "lotta" (ben remunerata dai pagatori), diffondendo false affermazioni come le seguenti:

- "il dibattito scientifico è finito e gli alimenti geneticamente modificati (GM) sono sicuri";

- "le colture GM sono un grande successo e sono miracolose, in quanto sono necessarie per sfamare il mondo".

Un esempio di come anche alcune riviste scientifiche “prestigiose” si siano unite a questo tipo di "lotta" lo troviamo su Scientific American del 20 agosto del 2013, dove gli autori scrivono: “Labels for GMO are a bad idea” (Etichettare gli OGM è una cattiva idea). In sostanza, non si vuole che la gente sappia cosa mangia.

La più recente campagna di disinformazione mondiale è stata accuratamente orchestrata. La biologa molecolare Anne Glover, dell'Università di St. Andrews in Scozia, è stata nominata primo consigliere scientifico e capo della Commissione Europea (CE) nel 2012 e, da subito, si è servita di tutta una serie di interviste televisive per promuovere gli Ogm.

La Glover fu voluta da J. M. Barroso, primo Ministro della CE, che segretamente (G. Lean, 15 marzo 2014) decise di accelerare la diffusione degli Ogm.

In una lettera aperta (del 14 febbraio 2014) indirizzata alla Glover, il dr. Brian John, del Cymru liberi da Ogm, scrive: "La tua affermazione che non vi è alcuna evidenza di effetti negativi degli Ogm è una bugia". John Brian si basava su un elenco del gruppo “USA libera da Ogm” (http://gmofreeusa.org/gmos-are-top/gmo-science/), composto da più di 1.500 pubblicazioni scientifiche (1528, per la precisione, al momento) sugli impatti negativi per la salute e l'ambiente degli Ogm e annessi pesticidi. Si tratta di una carta firmata da quasi 300 scienziati, i quali dichiarano che non vi è alcun consenso sulla sicurezza degli Ogm (http://www.i-sis.org.uk/Scientists_Declare_No_Consensus_on_GMO_Safety.php).

Alla luce della nuova genetica, la rivista Science in Society ha prodotto una relazione completa sui rischi sanitari e ambientali degli Ogm (http://www.i-sis.org.uk/Ban_GMOs_Now.php).

Dunque, non facciamoci avvelenare.”

Pietro Perrino - Già Direttore dell’Istituto di Genetica Vegetale del Cnr di Bari - pietro.perrino4@gmail.com

http://www.usirdbricerca.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3133:nicolais-cnr-e-altri-gli-ogm-sono-sani-falso-e-vero-il-contrario-&catid=81:cnr&Itemid=458

- D) LE PIANTE GENETICAMENTE MODIFICATE (transgeniche): QUESTIONE DI SCIENZA O, QUESTIONE SOCIALE ED ECONOMICA?

Marcello Buiatti, Docente di Genetica, Università di Firenze

European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility (ENSSER)

Riassunto

Sin dall’immissione sul mercato delle prime Piante Geneticamente Modificate (PGM) il dibattito sui rischi potenziali del loro uso si è incentrato attorno ai possibili pericoli per la salute umana e animale, e in parte agli effetti sull’ambiente. È in gran parte mancata, invece, la discussione circa la reale innovatività delle tecniche usate, l’utilità dei prodotti commercializzati, gli effetti economici e sociali riscontrati nelle agricolture e nelle comunità umane del Nord e del Sud del mondo. Il presente intervento vuole aprire il dibattito su queste lacune. Si dimostra, innanzitutto, il fallimento di una tecnologia che ha immesso in commercio con successo solo quattro piante trasformate per due caratteri dagli anni Ottanta del Novecento. Si discutono, poi, le ragioni scientifiche del fallimento, legate a effetti imprevedibili a priori che destano anche preoccupazione sul piano della sicurezza alimentare. Si chiariscono, infine, le ragioni della diffusione di prodotti di scarsissima utilità su vaste superfici attribuendole al controllo, su gran parte della filiera alimentare, di pochissime grandi imprese, riportando dati precisi sui risvolti economici e sociali delle PGM nel Sud del mondo.

Introduzione

Da molti anni, in particolare nei paesi sviluppati, il dibattito sugli organismi geneticamente modificati (OGM) si è concentrato sulla presenza o meno di pericoli per la salute umana e animale, considerando solo in piccola parte gli effetti ambientali, sulla biodiversità naturale e delle piante coltivate, sulle agricolture. L’opinione pubblica e anche molti divulgatori delle due parti in gioco hanno sempre implicitamente data per sicura l’innovatività della tecnologia del DNA ricombinante e la presenza sul mercato di molti prodotti geneticamente modificati (GM). Anche per questo modo di trattare il problema, con l’eccezione delle organizzazioni di piccoli coltivatori, si è generalmente trascurato il significato economico e sociale dell’introduzione delle piante geneticamente modificate (PGM). Sono stati infatti i piccoli coltivatori, che sono ancora la maggioranza della popolazione in molti Paesi del Sud del mondo, a sollevare il problema del controllo della filiera alimentare da parte di poche multinazionali, cosa che contraddice l’antico principio della sovranità alimentare. In questo i contadini del Sud del mondo hanno trovato alleati gli agricoltori dei Paesi mediterranei che, per la bassa dimensione media aziendale e per l’antica storia di selezione di prodotti di alta qualità, sono competitivi sui mercati sul piano di quest’ultima, ma non possono esserlo su quello della quantità.

L’ingegneria genetica ieri e oggi

È passato ormai molto tempo da quando Mary Dell Chilton, nel 1981, ha messo a punto il primo metodo di ingegnerizzazione delle piante, utilizzando il batterio Agrobacterium tumefaciens, di cui aveva scoperto la capacità di inserire parte del suo DNA nei vegetali. È ora quindi di valutare i risultati di questa tecnologia, innanzitutto per quanto riguarda i risultati ottenuti, non nei laboratori ma sul mercato. Sarà bene chiarire subito che la tecnologia dell’ingegneria genetica, introdotta nei primi anni Settanta da genetisti e biologi molecolari batterici, rappresentava una tecnica innovativa basata sul trasferimento artificiale di geni, e quindi di nuove funzioni, da un organismo a un altro, generalmente appartenente a specie distanti dal punto di vista evolutivo. Operazione diversa dal miglioramento genetico tradizionale, basato sull’incrocio fra individui della stessa specie che – è bene chiarirlo ai non addetti – hanno tutti gli stessi geni con le stesse funzioni anche se in forme varianti (dette alleli) diverse. Fu nel 1983 che Chaleff presentò una pianta di tabacco in cui erano stati inseriti geni di Bacillus thuringensis che conferivano la resistenza agli insetti.

"Il primo prodotto immesso in commercio fu il pomodoro Flavr Savr nel 1994, dotato di un gene che impediva la marcescenza, che dato lo scarsissimo successo sul mercato fu ritirato; successivamente nel 1996 fu autorizzata la commercializzazione di piante resistenti a insetti e tolleranti a diserbanti, ambedue ottenute con geni batterici. Da allora, incredibilmente, la tecnologia della trasformazione non è praticamente cambiata, e infatti dal 1996 nessun nuovo carattere è stato inserito con reale successo di mercato. Ora come allora solo quattro piante modificate vengono ampiamente coltivate: il mais, il cotone, la soia e la colza. Il resto a livello commerciale è poco significativo. Al momento sono anche in corso tentativi di introdurre sul mercato riso e grano GM, sempre modificati per la resistenza a insetti e la tolleranza a diserbanti.

Senza dubbio migliaia di altre PGM sono state modificate per altri caratteri, ma non sono mai uscite dai laboratori o dai campi sperimentali, nonostante gli scoop giornalistici che talvolta ne davano notizia: o hanno avuto poco successo o addirittura sono state ritirate perché molto al di sotto delle aspettative di chi le aveva disegnate. Un caso recente è quello del Golden Rice prodotto da Syngenta, presentato come il toccasana per evitare le carenze nutritive di vitamina A, che alla sua prima uscita è stato bloccato dalla stessa ditta produttrice in quanto sintetizzava il precursore di questa vitamina in quantità talmente bassa da costringere chi volesse raggiungere il dosaggio sufficiente a mangiare otto chili di riso modificato al giorno. Adesso, l’impresa produttrice sta reclamizzando un’altra linea della stessa pianta con contenuto maggiore di pro-vitamina, che però non è ancora stata immessa sul mercato.

La ragione di questo fallimento sta nel fatto che le interazioni fra i geni introdotti e la pianta non sono di tipo additivo e portano a un altissimo livello di imprevedibilità del risultato, sempre in qualche modo diverso da quello atteso. Quando si effettua una trasformazione, infatti, non siamo in grado di prevedere a priori il numero di copie del frammento di DNA che si inseriranno nel corredo genetico dell’ospite, dove questi frammenti andranno a inserirsi provocando possibili danni al DNA preesistente, se saranno rimaneggiati dalla pianta o no, se potranno esprimersi e quanto. Non si sa che effetto avranno le nuove proteine introdotte, come si integreranno i nuovi metaboliti nella rete metabolica preesistente, come interagirà la pianta geneticamente modificata con l’agroecosistema in cui è inserita.

Gli effetti più immediatamente negativi dell’alto livello di imprevedibilità delle operazioni di ingegneria genetica sono di due ordini. Intanto, come per il Golden Rice, le piante soffrono le modificazioni del genoma, spesso, quindi,

1) sono poco produttive e talvolta mostrano un fenotipo diverso dal previsto.

2) Secondariamente l’imprevedibilità degli effetti dell’ingegnerizzazione desta preoccupazioni anche per la sicurezza alimentare del prodotto. La diffidenza dei consumatori è giustificata dal fatto che il sistema di tutela della sicurezza alimentare presenta alcuni punti oscuri.

L’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) non convince completamente perché, nelle sue valutazioni sugli OGM non si appoggia a laboratori indipendenti, ma chiede alle imprese produttrici di compiere analisi e test per valutare la sicurezza alimentare. Le linee guida per la valutazione del rischio sono considerate obsolete, gli studi di pericolosità degli alimenti vengono condotti su poche decine di topi, usando metodi statistici controversi per l’analisi dei dati. Nei casi in cui laboratori indipendenti hanno compiuto analisi sulle PGM che hanno avuto un parere positivo dall’EFSA, sono state trovate sequenze geniche non previste. Con questo, sia ben chiaro, non si vuole necessariamente dire che le PGM siano pericolose, ma semplicemente che il sistema ufficiale di prevenzione dei rischi è carente. Quello che sorprende, a questo punto, è che le grandi multinazionali non sembrino avere alcun interesse a trovare tecniche che permettano di ridurre l’imprevedibilità, cosa che potrebbe aiutare la creazione di prodotti più vari e con possibilità di essere accettati; anzi, come risulta da molti dati, hanno ridotto l’intensità di ricerca e quello che ne rimane serve solo a introdurre gli stessi geni di cui ho parlato in più specie di piante. La mia personale opinione è che queste ricerche non vengano fatte perché, per ragioni che vedremo, alla multinazionali non serve ottenere prodotti innovativi veramente competitivi per qualità, ma servono invece pubblicità, annunci di nuove scoperte, spesso inesistenti, o di qualche Paese che finalmente accetti gli OGM, per fare alzare il titolo in borsa delle imprese e di conseguenza le royalties poste sui prodotti commerciali.

Ricerca sugli OGM e interessi economici

È, come vedremo, per le politiche economiche e per le pressioni politiche sui governi da parte delle multinazionali che, nonostante la cosiddetta innovazione sia vecchia di più di vent’anni, la soia, il mais, il cotone e, in misura minore, la colza resistenti a insetti e tolleranti a erbicidi hanno avuto grande fortuna, tanto che nel 2010 148 milioni di ettari sono stati coltivati nel mondo con piante geneticamente modificate. Di questi, 66,8 si trovavano negli Stati Uniti, 25,4 in Brasile, 22,9 in Argentina, 9,4 in India e 8,8 in Canada, insieme a Cina, Paraguay e Sud Africa, che superavano anch’essi il milione di ettari di produzione per nazione. Gran parte della superficie coltivata a OGM è costituita da soia tollerante a diserbanti e, in misura minore, resistente a insetti, seguita dal mais, mentre le altre due piante (cotone e colza) hanno avuto un po’ meno successo. Questa situazione assume tratti paradossali se si considera che l’utilità di questi prodotti non appare sensazionale. Le piante in commercio, infatti, non producono più di quelle non trasformate, come mostrano i dati reperibili sul sito dell’USDA (Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti) in cui troviamo che le produzioni unitarie di mais e soia sono andate aumentando costantemente dal 1977 al 2007 sempre con la stessa velocità, che non è cambiata dopo l’introduzione delle PGM, avvenuta, come si diceva, nel 1996. L’aumento di produzione, quindi, non è dovuto alle modificazioni genetiche ma al miglioramento delle tecniche di coltivazione e al lavoro dei miglioratori genetici tradizionali, che hanno continuato a selezionare gli ibridi migliori tra quelli non GM. Le trasformazioni genetiche non hanno neanche ridotto la quantità di diserbanti e insetticidi consumati, dal momento che, essendo le piante GM tolleranti a certi erbicidi, la tendenza spesso è di fare trattamenti di diserbo in tutte le fasi di coltivazione fino alla raccolta. Per quanto riguarda la resistenza agli insetti, inizialmente il consumo di insetticidi è effettivamente calato, ma ora pare che le cose stiano cambiando in peggio. Innanzitutto, relativamente in poco tempo, la presenza delle piante produttrici di insetticida ha provocato la selezione di insetti resistenti; al contempo però la distruzione di questi parassiti ha facilitato l’aumento delle popolazioni di altri insetti dannosi e quindi l’uso rinnovato di pesticidi. Qualcosa di simile sta avvenendo, anche se lentamente, pure per quanto riguarda i diserbanti, in quanto alcune infestanti hanno sviluppato resistenze specifiche. A conti fatti un vantaggio economico reale, ma solo nel caso di piante tolleranti agli erbicidi, sta nella diminuzione del costo della manodopera utilizzata per il diserbo.

Il dubbio che il successo parziale delle PGM non derivi dalla loro competitività per la qualità del prodotto ma da ragioni economiche e, in particolare, dal processo di accumulo e dal controllo dell’intera filiera alimentare, è suffragato dal recente studio di Howard (2009) che ha dimostrato che quattro imprese del settore hanno il controllo del 59% del mercato dei pesticidi e del 56% dei semi attraverso l’aggregazione di produttori complementari che puntano al controllo della filiera produttiva agricola, un processo facilitato dalla concentrazione dei brevetti nelle mani di pochi. Lo strumento del brevetto industriale, infatti, è stato esteso, con la nascita dell’ingegneria genetica, alle piante e agli animali sotto forma di brevetto di sbarramento sia di prodotto sia di processo, che copre tutti i materiali in cui è contenuto il gene o che sono stati prodotti con un certo processo. Anche per questo motivo il coltivatore deve comprare ogni anno il seme dall’impresa produttrice invece di produrlo da solo, non può usarlo per ricerca e ulteriore miglioramento e deve pagare le royalties anche se una sola pianta geneticamente modificata viene trovata nel suo campo. In questo momento tre imprese dominano principalmente il mercato (Monsanto, Dupont e Syngenta, in ordine di grandezza). Si tratta di imprese chimiche in possesso di brevetti agrochimici che a partire dagli anni Novanta ne hanno assorbite altre dello stesso tipo, sia farmaceutiche sia sementiere. Così Monsanto, produttrice di diserbanti negli anni Sessanta, fondendosi con Pharmacia e Upjohn, ha acquisito le grandi sementiere Cargill, Dekalb Genetics Corporation, Delta e Pine Land, Seminis, Holden Foundation Seeds e controlla oltre duecento sementiere in India, Cina e Brasile. La Dupont ha acquisito la Pioneer High Bred e, infine, resta Syngenta, derivata dalla fusione fra Novartis agricoltura e Zeneca, che ha acquistato la Wilson Seed allargando a ormoni vegetali e fungicidi la sua produzione. Queste imprese, Monsanto in particolare, trattano da pari a pari con gli Stati e con l’Unione Europea e dispongono di una rete potente di laboratori che, pur riducendo progressivamente l’intensità delle ricerche (Schimmelpfennig et al., 2004), costituiscono il nucleo fondante per la campagna di propaganda sui vantaggi delle PGM, particolarmente pesante nei paesi in via di sviluppo, dove si esplica anche attraverso la presenza negli organismi pubblici di controllo e negli editoriali di molte riviste internazionali, come risulta da una sintesi critica della letteratura sul cotone resistente agli insetti in Cina, India, Sud Africa, condotta da D.Glover nel 2009 per conto dell’Economic and Social Research Council (ESRC) inglese.

In molti lavori, Glover nota una evidente parzialità che, ad esempio, porta in Cina a non conteggiare come lavoro quello familiare svolto nelle piccole aziende, a notare che il vantaggio delle PGM c’è solo in casi di attacco forte dei parassiti, che l’uso dei pesticidi non si è abbassato, che nuovi insetti sono diventati pericolosi in seguito alla distruzione del parassita target da parte delle PGM (Wang et al., 2008). Analogamente l’autore nota che in India le poche aziende che hanno un vantaggio economico lo ricavano da aiuti tecnici e monetari mirati da parte dello Stato, sono in partenza più ricche delle altre e usufruiscono di sistemi di irrigazione efficienti. Il quadro assume così caratteristiche diverse ed è supportato anche da altri lavori non riportati da Glover. In India, ad esempio (Ramasundaram et al., 2007), in alcune regioni come l’Andhra Pradesh e il Maharashtra, per la presenza di ben 150 specie di insetti parassiti a cui le varietà PGM non oppongono nessuna resistenza, si sono dovuti usare più pesticidi, cosa che, insieme alla riduzione del prezzo del cotone sul mercato e agli attacchi virali a cui le varietà locali sono resistenti a differenza delle PGM, ha portato a un aumento di suicidi nelle popolazioni locali. Gioca in questo, come in molti altri casi, la riduzione della variabilità genetica delle piante coltivate, iniziata in India al tempo della rivoluzione verde, ma diventata più pesante con il passaggio a poche varietà GM.

La situazione è molto diversa in America Latina, in particolare in Argentina, Brasile, Paraguay, in cui la PGM più importante è la soia tollerante ai diserbanti. Un aspetto preoccupante è che la coltivazione di soia GM è stata accompagnata dalla distruzione dell’agricoltura di sussistenza, dalla riduzione del numero di imprese agricole, dall’aumento della dimensione media di ciascuna di loro, dal passaggio dalla coltivazione di piante per provvedere al fabbisogno alimentare locale a quella di soia da esportazione. In Argentina, per esempio, l’aumento della produzione di soia dell’11.8% dal 1996 al 2004 è andata di pari passo alla riduzione del grano del 2.3%, della patata del 3.3%, del miglio del 19.1%. Contemporaneamente il numero di imprese agricole si è quasi dimezzato dal 1966 al 2002, sono sparite le imprese familiari e si sono ingrandite quelle industriali, con il raddoppio del rapporto tra capitale e lavoro. In sintesi il tessuto di aziende contadine è stato sostituito da imprese di dimensioni maggiori, spesso unite in reti con un unico direttore e che impiegano braccianti, con una riduzione del lavoro di più del 50%, così come della variabilità genetica di piante e animali. In Brasile l’esplosione delle coltivazioni di soia ha provocato anche espropriazioni dei contadini da parte dei sojeros e dei grileiros (speculatori), contadini che, come quelli argentini, si sono spostati nelle favelas, abbandonando le sementi e perdendo le loro culture, il tutto accompagnato dal rapido aumento della deforestazione. Tutti questi fenomeni sono avvenuti in modo più cruento in Paraguay, paese in cui gran parte della terra è gestita da stranieri, tanto che dei 60000 produttori di soia il 40% è brasiliano, il 36% tedesco o giapponese e solo il 24% paraguaiano.

Conclusioni

Tirando le conclusioni di quanto finora detto, gli OGM rappresentano il simbolo di un’agricoltura non mirata alla soluzione del problema della fame (solo il mais fra le piante in commercio ha un significato da questo punto di vista) e alla produzione di cibo, ma alla creazione di reddito e al controllo dei mercati mondiali da parte di poche imprese multinazionali agevolate dalle regole del WTO. Anche per questo la ricerca di OGM utili pare essersi fermata e tutto è accentrato sulla propaganda, sulla brevettazione, sulla speculazione finanziaria. Questo cambiamento, che sembra preludere all’uso della terra per le energie alternative e per la produzione non alimentare (vedi, ad esempio, la patata Amflora per la produzione di carta), ha già provocato e sta provocando problemi economici e sociali molto più gravi di quelli temuti sul piano della sicurezza alimentare. Questi aspetti sono condivisi anche dagli agricoltori italiani che, con pochissime eccezioni in pianura padana, non vogliono le PGM perché appunto non sono produttive, non spunterebbero prezzi plausibili sul mercato, ma soprattutto introdurrebbero le grandi imprese produttrici del transgenico con la possibile conversione dei terreni e la perdita delle caratteristiche di eccellenza dei prodotti agricoli delle piccole aziende italiane, i cui profitti sono basati sulla qualità. Tratto da "SCIENZA INCERTA": http://www.slowfood.it/sloweb/C27451721b6b718E28mg690BC335/scienza-incerta-e-dubbi-dei-consumatori-il-caso-degli-organismi-geneticamente-modificati-

- E) CONFUTARE GLI ARGOMENTI pro OGM

( parte 7°: http://www.youtube.com/watch?annotation_id=annotation_337477&feature=iv&src_vid=fM3paqFhNw4&v=AIWZsrn9d0g del video: https://www.youtube.com/watch?v=qA6gQotPrLo

Conferenza per Civiltà Contadina del Prof. Gianni Tamino, docente di Biologia generale e dal 2001 di Fondamenti di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova; fa inoltre parte del corpo docente del Corso di specializzazione in Bioetica a Padova

"Tutti quelli che propongono gli OGM sostengono che sono "miracolosi". Dicono che gli OGM:

1) - "Hanno un inserimento mirato di un solo gene" , invece s'è visto che non è così, quindi è falso.

I geni agiscono secondo una logica a rete, tipica di un sistema complesso, in cui ogni gene interagisce con tutti gli altri.

A tal proposito, così si espresse il biologo e medico italiano, il premio Nobel Prof. R. Dulbecco (in un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica il 22-11-2002) parlando nello specifico dei problemi della transgenesi*: "Ci sono molti esempi che dimostrano una connessione, tra le funzioni di geni apparentemente indipendenti. Per esempio, con i metodi oggi a disposizione è possibile determinare il grado di attività di tutti i geni in una cellula, ed è stato dimostrato che introducendo un nuovo gene in una cellula, la funzione di un gran numero di altri geni viene alterata: non è sufficiente introdurre un gene in un organismo per determinarne l'effetto, che invece dipende da quali altri geni sono presenti. " Ovviamente nella transgenesi non sappiamo quali sono i geni che saranno alterati, nè sappiamo quando, saranno alterati! Queste due variabili che restano che restano sconosciute ci permettono di affermare, anche in base al principio di precauzione, che in effetti la transgenesi è tutt'altro che "un inserimento mirato" ed è invece una specie di "bomba (genetica) ad orologeria" in cui esiti nell'arco del tempo sono totalmente SCONOSCIUTI.

N.B. *Transgenesi = Organismi che ricevono geni esterni al proprio organismo.

2) - "Evitano l'uso dei pesticidi" , ma.. non è vero! Perchè anche nel caso (che è minoranza), quello della resistenza agli insetti (ingegnerizzazione "Bt"), poi però gli insetti "sopravvissuti" alla tossina Bt diventano "più forti" di prima, ovvero sono resistenti al pesticida, e poi specialmente nell'altro caso, che corrisponde all'80% dei casi totali, cioè è quello del transgenico resistente al diserbante, con una pianta dal seme ingegnerizzato (seme transgenico) che ha bisogno del diserbante per funzionare, perchè è appositamente studiata e ingegnerizzata per questo, ovvero per tollerare il diserbante (ed è perciò che, infatti, paghiamo il seme trangenico ben più salato del convenzionale!), e quindi se ne usera' ben piu' di prima e molto di più che sulle piante convenzionali che non potrebbero reggere simili dosi di diserbante!

"La tecnologia delle colture resistenti agli erbicidi (transgenici) ha portato negli Stati Uniti tra il 1996 e il 2011, ad un aumento dell'uso di erbicidi pari a 239 milioni di kg. (527 milioni di libbre)" (http://www.enveurope.com/content/24/1/24/abstract)

3) - "Producono di più", non è vero, perchè in assenza del parassita, o con sistemi diversi di eliminazione del danno da parassita (per esempio avendo piante naturalmente resistenti), la pianta OGM produce di meno perchè costretta a produrre sempre e comunque quella tossina o quella proteina e questo distoglie energie materiali, per una cosa che non serve, anzi fa morire ( nel caso della tossina "Bt") gli insetti utili. “Gli OGM non si sono dimostrati affatto più produttivi dei semi convenzionali, tradizionali o biologici. E’ perciò falso che soia e mais transgenici siano più produttivi di quelli non modificati questo lo si può osservare guardando il sito del Dipartimento della Agricoltura statunitense in cui si trovano i dati delle rese unitarie di mais dal 1977 al 2007. Dato che le piante geneticamente modificate sono state immesse sul mercato nel 1996 ci si aspetterebbe un’ impennata produttiva a cominciare da quell’anno, impennata che invece non risulta affatto, anche se nel trentennio considerato si registra effettivamente un aumento di produzione, che però è costante non improvvisa, ciò si deve probabilmente all'introduzione di innovazioni, nelle tecniche culturali.” http://magazine.quotidiano.net/ecquo/buiatti/2010/02/26/ogm-prodotti-della-scienza-o-strumento-finanziario/

4) - "Possono risolvere la fame nel mondo" , falso!   Ricordarsi della questione Argentina durante il periodo di crisi (nel 2001 e anni seguenti il Paese esportava prodotti transgenici coltivati dai latifondisti, per mangimi animali, e al contempo registrava malnutrizione diffusa, e addirittura bambini morti di fame nella città di Tucuman), il fatto è che queste piante: colza, cotone, mais, soya non servono per l'alimentazione umana, salvo rare eccezioni. Possono anche essere mangiate (eccetto il cotone), infatti sono impiegate o per produrre ad esempio l'olio di colza, o comunque prodotti che però finiscono in pasto agli animali, quindi NON risolvono assolutamente i problemi dei popoli poveri e della fame nel mondo. Infatti chi alimenta gli animali con i mangimi? Solo le popolazioni ricche che se lo possono permettere (sfruttando spesso e massicciamente i terreni delle popolazioni povere, all'estero). Le altre popolazioni utilizzano il foraggio, come si è sempre fatto, perchè fra l'altro un bovino non è fatto per mangiare soya e mais, se ha un rumine è perchè deve ruminare non per lasciarlo li, vuoto.

Allora (19.20) Non è certo con gli OGM che si risolve la fame nel mondo:

- Oggi secondo dati FAO, il cibo prodotto è più che sufficiente per tutti gli abitanti del pianeta.

- Nel Sud del mondo manca l'accesso al cibo, a causa della povertà.

- Nel mercato globale si produce dove costa meno (Paesi poveri) e si vende dove si è disposti a pagare di più (Paesi ricchi).

- Gli OGM non risolvono questo problema, ma anzi lo aggravano (controllo delle multinazionali sul seme e sui pesticidi) .

- Emblematico il caso dell'Argentina come già riferito poc'anzi. L’Argentina era all'epoca il secondo paese produttore di OGM, dopo gli USA, con 13,5 milioni di ettari coltivati nel 2002. Nello stesso anno, metà della popolazione 18 milioni di persone su 37 viveva in condizioni di insicurezza o vulnerabilità alimentare (a pag.34 di

http://www.eticamente.altervista.org/Documenti/failasceltagiusta/alimentazione/OGM_panacea.pdf). A questo proposito Save the children spiega (19.31) come mentre i bambini morivano di fame si esportava carne e soya transgenica. Successe durante la crisi argentina del 2001-2002: un Paese potenzialmente in grado di sfamare dieci (10!) volte tanto la sua popolazione, era in crisi alimentare. Comunicato di Save the Children del 27/11/2002:

"Tre bambini muoiono ogni giorno in Argentina per fame o per malattie legate alla malnutrizione. Il 63% dei nati nell'ultimo anno, circa 222.000 bambini, sono figli di famiglie indigenti, con scarse possibilità di soddisfare il fabbisogno alimentare minimo. Sono in tutto 8,6 milioni i bambini e gli adolescenti argentini che vivono in povertà. Almeno 2,6 milioni di loro hanno meno di 5 anni. Dall'inizio dell'anno sarebbero morti per patologie legate alla malnutrizione quasi 1.000 bambini, ma soltanto nelle ultime settimane i medici hanno cominciato a denunciare con regolarità la causa dei decessi."La replica dei produttori di OGM è che quelli erano gli OGM di prima generazione e forse non "c'erano venuti così bene", quelli di seconda generazione sono molto più "importanti". Intendono gli OGM cosidetti "nutraceutici" cioè quelli a cui si aggiungono fattori nutrienti importanti. Questi ultimi (i nutrienti importanti, ndr.) li troviamo normalmente nel cibo, se mangiamo cibo variato. E' solo se si mangia cibo monotono che ci mancano. Il loro ragionamento allora è il seguente: c'è una parte della popolazione dell'Asia che mangia solo riso, per giunta brillato, queste persone hanno carenza di vitamina A, e la vitamina A è indispensabile per gli occhi e coloro, bambini, che non assumono cibi con vitamina A diventano ciechi. La loro soluzione è mettere un gene che produce il betacarotene che è il precusore della vitamina A nel riso. Così quando mangiano il riso hanno anche il betacarotene. Ma devo proprio fare un lavoro di questo genere? Che tra l'altro poi non funziona perchè bisogna mangiare grandi quantità di riso di questo tipo per avere la dose normale di vitamina A...la loro ipotesi prevedeva di regalare a queste popolazioni come aiuto umanitario il riso OGM. Ma se gli si da invece un po' di carote e pomodori non si fa prima? Senza poi aver bisogno di mangiare chili di riso al giorno. La soluzione non è quella di mettere il betacarotene nel riso, bensì nel dar da mangiare assieme al riso (tradizionale) qualcos'altro ! In India, ad esempio, il riso viene da sempre condito con un olio ricco di betacarotene. E nessuno ha mai avuto problemi. Ci vuole tanto a riflettere un attimo e trovare semplici ma efficaci soluzioni invece di complicarsi la vita con soluzioni che poi neppure funzionano? Stessa cosa era uscita con clamore, anche del Prof. Veronesi... ah adesso i tumori li sconfiggiamo mangiando i "pomodori viola" peccato che pomodori neri o viola ce ne sono già in abbondanza da coltivare senza doverne fare in OGM (22'05'') I pomodori sono naturalmente ricchi di sostanze anti-cancerogene e quindi fare questo non ha nessun senso, quando queste sostenze sono efficaci solo se associate ad una dieta molto equilibrata. Una dieta monotona vanifica gran parte di questi effetti. "Il matrimonio fra OGM e fame è letteralmente contronatura: una tecnologia frutto di un approccio riduzionistico e meramente votato al massimo profitto non ha in sé la possibilità di dare soluzione a un problema di carattere complesso.Teniamo conto anche che i transgenici attualmente più prodotti (soia, mais, cotone e colza) sono colture di scarso interesse nutrizionale, destinati soprattutto alla zootecnia intensiva che sempre più drena un’enorme quantità di risorse alimentari, sottraendo superficie agricola all’alimentazione umana diretta." Se si vuole davvero aiutare le popolazioni dei Paesi poveri occorre andare verso altre forme di selezione, le cosidette selezioni partecipative, non imporre una semente dall'alto, ma fare in modo che siano le popolazioni locali a selezionare le sementi di cui hanno bisogno. Questo lo fa per esempio il Prof. Ceccarelli nelle zone della Siria e in varie zone dell'Africa. Zone come il Mali, il Centrafrica, hanno nella loro tradizione molti piatti a base di riso. Non sempre quelle zone hanno acqua per fare la coltivazione, ci sono i fiumi ma non dappertuttto. Quindi nelle zone dove l'acqua scarseggia non si può coltivare il riso nella risaia classica. Esiste in Africa un'altra varietà di riso che però ha una produttività molto scarsa, ma non ha quasi bisogno di acqua. Dei ricercatori hanno ibridato le due specie che normalmente non si ibriderebbero. Ma fondendo cellule dell'uno e dell'altro sono riusciti ad ibridare, senza aggiungere nessun gene nuovo, ma soltanto mescolando i geni dell'uno e dell'altro, creando quindi una nuova varietà chiamata NERICA (new rice for Africa crossing O. glaberrima and O. sativa http://en.wikipedia.org/wiki/New_Rice_for_Africa). Operando in questo modo si ottengono tante varietà, i ricercatori hanno dato ai vari agricoltori delle varie zone, dei vari Paesi del Centrafica che vivono in zone più di montagna, più di collina, più di pianura, con più acqua, con meno acqua, hanno dato quindi, i semi dicendo di selezionare i migliori nella loro zona. Quando sono stato al Social Forum che si è tenuto in Senegal dagli agricoltori che fanno anche agricoltura biologica, ho comprato un sacchetto di Nerica, l'abbiamo mangiato, ma non si può coltivare perchè lo vendono spezzato. Teoricamente qualche seme anche spezzato potrebbe germogliare."

Prof. Gianni Tamino, docente di Biologia generale e dal 2001 di Fondamenti di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova; fa inoltre parte del corpo docente del Corso di specializzazione in Bioetica a Padova

5) - "Possono permettere di coltivare in condizioni svantaggiose" , falso! Nessuno dei due geni inseriti nei semi serve a questo., uno è un gene della resistenza al diserbante e l'altro è un gene per la produzione della tossina Bt, insetticida.

6) - "Riducono i costi di produzione." Non è vero però, perchè devo pagare i brevetti e i diserbanti... oltre che i semi costano più dei convenzionali. Nel 2012, il prezzo medio delle sementi di mais OGM era salito a 263 dollari per unità, mentre le varietà convenzionali si attestano su una media di 167 dollari. (http://m.greenpeace.org/italy/it/high/ufficiostampa/comunicati/Verso-Expo-2015-Nutrire-il-Pianeta-senza-OGM/) Inoltre, secondo uno studio della Washington State University, è previsto un aumento significativo dei prezzi delle sementi OGM resistenti agli erbicidi rispetto ai semi convenzionali, nel momento in cui tali colture venissero autorizzate nell'Unione Europea. "Le sementi OGM costano certamente di più, a meno che, come innovatori incaricati d’aprire la via al "progresso", non godiate di condizioni speciali che, in ogni caso, non dureranno." Jean-Pierre Berlan, Directeur de Recherche INRA/CTESI, Montpellier.
P.S.” l’80% dei terreni coltivati a transgenico si concentra in 3 Paesi:
 Stati Uniti, Argentina e Brasile. Terreni che non sono in mano ai produttori locali, ma a 4 multinazionali che, negli Usa, controllano la quasi totalità del mercato di soia e mais ogm. Un giro d’affari pari a 18 miliardi di dollari l’anno. E i contadini che utilizzano gli Ogm? Nel periodo 1995-2011 il costo medio di un campo di mais e soia è aumentato del 300% circa. Inoltre, la semina Ogm crea dipendenza. Uscire dal giro delle multinazionali è davvero difficile, le penali per recedere il contratto sono salatissime. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/15/ogm-chi-ci-mangia/951227/

7) - "Sono più sicuri dei prodotti naturali." Falso! Fantasia pura. Basta leggere quello che dice il premio nobel Renato Dulbecco sul fatto che "introducendo un nuovo gene in una cellula, la funzione di un gran numero di altri geni viene alterata" e non si sa quali. (allora più che “sicuro”...è pericoloso!) "È una tecnologia talmente nuova che ci vorranno decenni per rendersi conto dei reali effetti. Si pensi ai pesticidi. Ci sono voluti più di venti anni di utilizzo intensivo prima di comprendere quanti e quali danni abbia fatto il ddt. Dobbiamo imparare dagli errori del passato. Stiamo parlando del cibo che mangiamo. Ci sono rischi potenziali enormi per la salute e per gli allevamenti. Stiamo appena iniziando a vedere gli effetti sulle piante con la creazione di ibridi che potrebbero sfuggire di mano e danneggiare tutta l'agricoltura mondiale. I pochi dati che abbiamo evidenziano rischi catastrofici. Andare avanti senza ulteriori approfonditi studi è irresponsabile". Prof. Carlo Leifert, del Dipartimento di agricoltura dell'Università di Newcastle è stato Direttore e curatore della Stockbridge Technology Centre Ltd (STC)

8) - "Non ci sono mai stati problemi per l'ambiente (e per la salute umana)." Falso!

Fino a poco tempo fa si diceva che si ha da pochi anni un prodotto nuovo e in quantità modeste, non posso aver verificato niente, fra l'altro ho detto e ripeto che è una bomba ad orologeria, quindi finchè non scoppia non fa danni. Ma oggi non è più così. Oggi cominciamo ad avere prove dei danni. (2'56'')

Impatti sull'ambiente:

8a) In un lavoro fatto in Svizzera nel 2012 spiega che le tossine emesse delle piante OGM resistenti agli insetti, colpiscono anche gli insetti utili , le larve di cocinella (http://www.enveurope.com/content/24/1/10). Era stato dimostrato anni fa sulle farfalle monarca che sono un simbolo degli U.S.A. Ora viene dimostrato dallo studio svizzero sulle larve di cocinella. Se uccido una cocinella, questa non mangerà più migliaia e miglia di insetti dannosi come gli afidi. Se per eliminare qualche afide uccido qualche cocinella ho fatto un danno maggiore di quanto siano i benefici dell'OGM.

8b) Altro esempio, uno studio che viene fatto periodicamente negli U.S.A. Dal professore Charles Benbrook, Washington State University professor: (http://www.nlpwessex.org/docs/benbrook.htm , studio: http://www.enveurope.com/content/24/1/24/abstract)] dimostra che fra il 1996 e il 2008 nelle aree coltivate con soya e mais transgenici, l'uso dei pesticidi è aumentato notevolmente ("Compared to the first five years of commercial use (1996-2000), today’s GE corn and soybeans in the U.S. require: * About twice as much herbicide per acre, with glyphosate/Roundup accounting for essentially all the growth;"). La conseguenza di questo incremento è la proliferazione di molte piante spontanee resistenti al glifosato, utilizzato nella coltivazione di soya transgenica. Quindi il discorso non è più teorico ma è purtroppo già realizzato, parliamo di dati che riguardano fatti già avvenuti.

8c) Nella foto (4'20'' del video*, o al link: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10203190364672302&set=a.1328319740415.2045588.1603594232&type=1&theater) c'è l'elenco di tutte le piante ed erbe infestanti, che nelle diverse zone del mondo dove si coltivano gli OGM, sono diventate resistenti agli erbicidi (dati anno 2011). Ovunque si sono coltivati gli OGM, compresa la Spagna, sebbene in quello stato di OGM non se ne siano coltivati molti, si è avuto un aumento di incidenza di piante spontanee resistenti.
“La resistenza al pesticida Roundup (prodotto dalla stessa distributrice di OGM: la multinazionale Monsanto) si è diffusa ad alcune piante infestanti (amarantacee, chenopodiacee...) al punto tale che nel 2012 il 60% degli agricoltori di OGM della Georgia (USA) è dovuta ricorrere sul 40% delle loro culture al diserbo manuale riportando l'orologio dell'agricoltura indietro di alcuni decenni... (prof. Salvatore Ceccarelli, genetista). Le piante spontanee diventate resistenti nel mondo sono circa una trentina e se ne registrano ogni anno di nuove, mentre aumenta ovunque la diffusione delle resistenti.

8d) Il transgenico suscita timori per la biodiversità. Altro dato, questo americano e canadese, e anche messicano, hanno deciso che il mais trangenico in Messico non si deve coltivare, (4'57'') perchè il Messico è la patria del mais. La biodiversità originaria va salvaguardata, perchè potrebbero averne bisogno anche loro come multinazionali. Il Rapporto della Commissione della Cooperazione sull'ambiente, del Nord America (una struttura prevista nell'ambito del NAFTA, cioè l'accordo di libero scambio fra U.S.A. Canada e Messico) raccomanda di macinare tutto il mais statunitense che entra in territorio messicano (il Messico è luogo d'origine di tutto il mais è una zona di origine "Vavilov") per evitare la contaminazione del mais locale, ed invita il Messico a mantenere la moratoria sulla coltivazione del mais transgenico. Questi rischi sono stati dimostrati nel 2004 e sono stati riportati dalle più prestigiose riviste scientifiche americane (5'21''). La rivista PNAS (Proceedings of National Accademy of Sciences che è l'Accademia nazionale delle Scienze) aveva comunicato che un'erba geneticamente modificata per essere resistente al diserbante della Monsanto (glyfosate Roudup ready), ed utilizzata nei green dei campi da golf, avrebbe contaminato piante spontanee, lontane più di 10 chilometri. Negli U.S.A. hanno enormi estensioni coltivate con irrigazioni con attorno zone semideserte in quanto aride. In questi casi la contaminazione è difficile, ma in Europa è diverso: ci sono piccoli appezzamenti e uno è fisicamente attaccato all'altro. Il Centro di Ricerca Europeo che ha sede nel comune di Ispra (Varese http://www.ispra.enea.it/ilcentro.html) in un rapporto del 2002 sulle contaminazioni da OGM ci comunica che se si vuole mantenere una presenza "accidentale" di OGM (6'28'') dentro la soglia dello 0,3% "occorre cambiare i sistemi di coltivazione, ed i costi di questi cambiamenti sono sproporzionatamente alti per quanti producono in azienda le proprie sementi (ovvero le "risemine")" (cioè coloro che vogliono un'agricoltura sostenibile, coloro che vogliono riprodursi da sè le sementi ecc.). "Dentro la soglia dello 0,3 %"** nel mais vuol dire 200 piante per ettaro poichè 0,1% è 70 ! Un'enormità! Altro che contenere! E' contaminazione dichiarata !

** Rapporto JRC – EU sulla contaminazione delle sementi da OGM, 2002)

9) Gli OGM sono un modo per impedire un'agricoltura diversa!

E questo lo diceva il Presidente dell'Associazione degli agricoltori nel 2002, intervistato da Elio Cadelo Rai Gr2 ore 7.30 del 13-06-2002 (7.15) Bill Christianson (Presidente dell'Associazione degli agricoltori) degli U.S.A. ha dichiarato che: "I prodotti geneticamente modificati NON CONTRIBUISCONO AD AUMENTARE LA PRODUTTIVITA', e tutte le caratteristiche che vengono pubblicizzate dalle varie multinazionali, in realtà NON SONO VERE, in quanto i prodotti eneticamente modificati non aiutano ad aumentare le rese. Nè sarà possibile avere coltivazioni OGM free accanto a coltivazioni di prodotti geneticamente modificati perchè questo è assolutamente impossibile, o l'uno o l'altro." (7'44'').

10) - Non ci sono mai stati problemi per la salute umana. Falso!

Al di la dei danni ambientali, che sono riconosciuti anche da quelli che sono pro OGM, vengono sempre negati i danni alla salute dell'uomo.

Ci sono almeno 3 studi (Laboratorio Privato Scozia, Università italiana, USA-Monsanto), in realtà molti di più adesso che (8'06'') che indicano danni ad animali alimentati con OGM e tenete presente che gli OGM servono sorattutto per gli animali (mangimi).

10a) Rischi da allergie e intolleranze e quasto vale soprattutto per la soya che è l'unica che viene utilizzata anche a livello umano, e anche il mais, negli U.S.A. ;

10b) Rischi da geni di resistenza agli antibiotici; se infatti si nutre i bovini, ad esempio, con mais o soya resistente agli antibiotici (perchè inserire il gene resistente all'antibiotico costituisce il modo di verificare se quell'altro gene che si inserisce nel seme è andato a buon fine) ovviamente l'animale frammenta il materiale genetico contenuto nella pianta e i frammenti contengono anche il gene di resistenza che può essere assorbito dai batteri intestinali del bovino. Questa resistenza agli antibiotici viene trasferita dai batteri intestinali anche ai batteri patogeni del bovino (o il cavallo o il pollo, l'animale insomma che è stato nutrito con OGM resistenti, agli antibiotici). Qualunque intestino animale e anche umano contiene batteri enteropatogeni, contiene "campylobacter" ( http://it.wikipedia.org/wiki/Campylobacter) che da problemi, contiene clostridi (http://it.wikipedia.org/wiki/Clostridium>) che sono pure problematici, se questi acquisiscono la resistenza all'antibiotico, è evidente che l'uomo ha di conseguenza un'arma spuntata (antibiotici). Occorre dire che è un'arma già spuntata in quanto s'è abusato con gli antibiotici,anche in veterinaria e anche per farne un uso diverso da quello di colpire una malattia, ma questo ha portato come risultato che oggi si hanno salmonelle, escherichie coli, campylobacter, completamente resistenti a tutti gli antibiotici conosciuti. Questo è un dramma e gli OGM lo aggravano.

10c) Rischi da metaboliti di diserbanti; il glyphosate produce metaboliti (prodotto finale o intermedio del metabolismo) che sono cancerogeni.

10d) Rischo da alterazione del funzionamento dei geni. E' quello che spiegava il premio Nobel *Dulbecco, e questo può riperquotersi anche a livello umano. * Dulbecco:"Ci sono molti esempi che dimostrano una connessione, tra le funzioni di geni apparentemente indipendenti. Per esempio, con i metodi oggi a disposizione è possibile determinare il grado di attività di tutti i geni in una cellula, ed è stato dimostrato che introducendo un nuovo gene in una cellula, la funzione di un gran numero di altri geni viene alterata: non è sufficiente introdurre un gene in un organismo per determinarne l'effetto, che invece dipende da quali altri geni sono presenti."

In uno studio di inizi anni 2000 spiega (10'25'') come è del tutto possibile che gli OGM diano allergie. Lo studio è a cura di due medici dell'Ospedale di Lavagna (GE): G. Napoli e L.Callegarini hanno appunto puntualizzato in un articolo apparso su "Ambiente, Risorse, Salute" (n. 73 del 2000) che: "anche se solo presenti tracce di allergeni nei cibi transgenici, non si può escludere che tale alimento sia allergenico. Poichè il soggetto probabilmente non avrà sintetizzato anticorpi verso tali allergeni in precedenza, essi non presenteranno fenomeni allergici alla prima esposizione, ma, se tale allergene diviene un componente comune dell'alimento, l'allergenicità si svilupperà per esposizione continuata." Il tipo di mais che è stato autorizzato solo per uso animale perchè riconosciuto provocare allergie nell'uomo, è finito ovviamante e purtroppo, nella catena alimentare umana e ha dato gravi problemi, anche economici, perchè grandi industrie (10'52'') come la Kellogs e altre importanti americane, hanno dovuto ritirare dal commercio tutti i prodotti e ancor oggi a distanza di 7-8 anni, c'è ancora materiale contaminante tipico dello "Starlink" (mais OGM non per alimentazione umana) ancora in circolazione, in qualche modo, probabilmente per "aiuti umanitari" perchè quando non si sa cosa fare si fanno "aiuti alimentari" ai Paesi del Sud del mondo. Slide: Gli U.S.A. Contaminano l'America Centrale con il mais Starlink. Le Associazioni di ambientalisti, consumatori e agricoltori di sei regioni dell'America Centrale e dei Caraibi hanno denunciato la presenza del granturco StarLink nelle forniture distribuite dal World Food Programme sotto l'egida delle Nazioni Unite e in quelle importate dagli U.S.A. In Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, Costa Rica, e Repubblica Dominicana e analizzati in un laboratorio indipendente, più dell'80% sono risultati positivi ai test per il rilevamento della presenza dello StarLink. Tale prodotto non è mai stato approvato per il consumo alimentare umano a causa dei componenti allergenici derivanti dalla modificazione genetica delle sue proteine. ("Genet" 16-02-2005).

(11'27'') 04-12-2007 Effetti del DNA contenuto negli OGM sul sistema immunitario umano. Studio realizzato dal Prof. Werner Mueller e Anna Jaschok. Questo studio (http://stopogm.net/sites/stopogm.net/files/HumanImmuneSys.pdf) ha dimostrato che il dna sintetico degli OGM,una volta immesso nel corpo umano, non viene interamente degradato nel tratto intestinale ma penetra nel sistema linfatico e nel sangue e si deposita negli organi. Li svolge una funzione immunomodulatoria dagli effetti ancora sconosciuti. Allora si capisce che il dna contenuto negli OGM modifica il nostro sistema immunitario. Perchè non è vero come si pensava una volta che nell'intestino tutto viene digerito, magari fosse così! Allora non ci sarebbe mai stata "mucca pazza", perchè mucca pazza si verifica solo se un'intera proteina viene assorbita come tale. Analogamente intere porzioni di dna possono essere assorbite. E questi possono arrivare attraverso il tratto intestinale, penetrando appunto nel sistema linfatico e nel sangue e avendo come detto effetti sconosciuti sul sistema immunitario. Questo è stato accertato ! (nel 2007)

10e) L'RNA. Ma la cosa più preoccupante è che si è scoperto che micro RNA sono fondamentali in quel sistema di regolazione dei geni. Piccole porzioni di un'altro acido nucleico, l'RNA. Normalmente le piante che mangiamo ovviamente hanno micro rna e quindi questi vengono assorbiti dal nostro intestino e partecipano alla regolazione. Quindi noi ci siamo adattati (nel corso dell'evoluzione, ndr.) ad un intreccio di regolazioni che sono in parte endogene ed in parte esogene, frutto di quello che troviamo nel cibo. Quando si dice "siamo quello che mangiamo", c'è una ulteriore conferma. Però questo preoccupa perchè se i micro rna dei vegetali contribuiscono alla regolazione, i micro rna degli organismi geneticamente modificati sono uguali? Sono diversi? Possono avere effetti? E' un dubbio che ovviamente lascia un bel po' perplessi.

10f) Veleni “inside”. Un altro studio condotto su 69 donne di cui 30 incinta, ha messo in evidenza tracce di pesticidi ed erbicidi (13.30) associati alla coltivazione di OGM. Il problema è di queste 69 donne nessuna viveva in campagna. E quindi tutto questo risultato è legato alla loro alimentazione, di prodotti OGM. E' uno studio condotto dall'Università di Sherbrooke in Canada. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Reproductive Toxicology (13'38'') è stata quindi condotta su 69 donne, 30 delle quali incinte, di cui sono stati misurati i livelli ematici degli erbici a base di glifosato e glufosinato. L'indagine ha meso in evidenza l'evidenza di tracce di pesticidi ed erbicidi associati alla coltivazione di OGM. Poichè gli individui selezionati non sono mai entrati in contatto diretto con gli erbicidi, la loro presenza nel corpo umano è stata attribuita all'alimentazione, lasciando ipotizzare un identico rischio di esposizione per la maggioranza della popolazione a causa della forte presenza nella dieta canadese di cibo OGM.

10g) Il glyphosate è responsabile, ed è correlato ad un tumore piuttosto grave: il Linfoma non Hodgkin, e questo è stato dimostrato già da una decina d'anni (13.48) e ricordiamo che il 75% delle coltivazioni transgeniche contengono il gene di resistenza al glyphosate.

10h) Altri Studi dimostrano in animali che si nutrono di mangimi OGM che la soya transgenica altera il loro fegato (14.01) In base ad una ricerca dell'Università di Urbino e di Pavia, la soya OGM altera il metabolismo delle cellule epatiche nelle cavie (alterazione al nucleo degli epatociti) Risultati pubblicati sulla rivista "Cell Structure and Function", Vol. 27 2002 No. 4 pag. 173-18

10i) Ricerche fatte in Francia nel 2008 mostrano alterazioni nel peso degli animali alimentati con quel mangime OGM e disturbi e in certi casi, addirittura, ridotta fertilità. L'Istituto di Ricerche francese Crigen ha fatto studi pubblicati nel 2008 sia sul mais NK 603 che sul MON 810 evidenziando che il primo provocava alterazioni nel peso degli animali alimentati con il mangime che lo conteva, mentre il secondo mais, in base a studi fatti dalla stessa Monsanto, produttrice dei due mais transgenici, altera alcuni parametri nei reni e nel fegato degli animali alimentati, indicando un disturbo agli organi deputati alla disintossicazione. Anche in questo caso vi erano alterazioni nella crescita ( decremento di oltre il 3% del peso).

10j) Uno studio del 2008, commissionato dal governo austriaco al Prof. J. Zentek, dell'Università di Vienna, ha evidenziato che i topi nutriti con mais OGM hanno dato vita ad una prole nella terza e quarta generazione ridotta di numero e di peso, e tali differenze sono statisticamente rilevanti. I topi alimentati con mais non OGM si sono riprodoti in modo più efficiente.

10k) Recentemente è uscito un lavoro che ha creato molto scalpore (14'20'') perchè insieme con questo autore che conosco abbastanza bene (Prof. Seralini) lavora la Dr. Manuela Malatesta che per prima 7-8 anni fa denunciò che aveva scoperto che i mangimi contenenti soya transgenica determinavano danni negli animali che li mangiavano, per questo motivo, per questa sua denuncia è stata allontanata dalla sua città, poi è finita a Verona, ecc. ecc. Chi dice queste cose viene cacciato via. In questo studio a lungo termine di Seralini, Malatesta e altri sul Roudup ready (glyphosate) e sull'uso di mais resistente al Roundup ready (prodotto dalla Monsanto) (15'43'') hanno trovato che provoca tutta una serie di danni, compreso incremento di tumori negli animali dopo un certo numero di generazioni. Per trovare questo hanno fatto lo stesso studio fatto dalla Monsanto per ottenere l'autorizzazione a vendere qusto tipo di mais. Solo che l'equipe di Seralini ha prolungato lo studio, invece di farlo durare alcuni mesi, per un tempo molto più lungo in modo da determinare la tossicità a lungo termine. Ciò vuol dire almeno un anno e anche due e più. Passando da pochi mesi ad anni si evidenziano quegli effetti a lungo termine che non si vedono a breve termine. I critici hanno detto che ciò non dimostra niente. Perchè questo succede solo negli animali e su questo si può essere d'accordo. Ma perchè non hanno detto la stessa cosa quando hanno autorizzato il mais transgenico visto che la Monsanto ha presentato uno studio sugli stessi animali, stesso ceppo, per uno stesso numero di maschi e femmine, ma ciò per i critici non va bene perchè dicono che per uno studio a breve termine quel numero (di cavie, ndr.) va bene, invece per uno studio a lungo termine ce vogliono di più. Seralini ha detto che ciò può essere vero ma che non aveva i soldi per aumentare il numero di cavie, visto che nessuno ha soldi in eccedenza da dare alla sua equipe, a differenza della Monsanto e delle equipe che può permettersi... E comunque Seralini e la sua equipe di ricercatori ha voluto vedere cosa succedeva a quegli animali se l'esperimento si prolungava nel tempo, allora, sulla base di quei loro dati, si faccia uno studio maggiore. E che questo nuovo studio sia fatto da voi, Monsanto, visto che avete i soldi... Ma Monsanto, non vuole, ovviamente. Si è detto che era tutto falso (lo studio di Seralini-Malatesta) però lo stesso studio fatto dalla Monsanto è verità, e sulla base di quello studio si mette in commercio il prodotto OGM, lo stesso studio prolungato nel tempo che produce danni alle cavie, è falso perchè non è attendibile. Qui si dovrebbe introdurre il conflitto di interessi, perchè tutti gli studi che vengono fatti a favore dei transgenici sono pagati dall'industria, quelli che danno risultato "contro" non sono attendibili perchè fatti con mezzi minori, ovvero con meno soldi e quindi risultano, per Monsanto & Co.... non attendibili.

10j) Per quanto concerne il rischio nel caso della possibilità che i geni pre esistenti vengano alterati, anche in base a ciò che diceva Dulbecco, una prova c'è. In Australia hanno cercato di metter una resistenza alle larve che bucano i fagioli, nei piselli, che vengono ugualmente bucati. Entrambi sono quindi suscettibili di essere attaccati e bucati da queste larve. Hanno trovato un fagiolo che aveva naturalmente una resistenza a questo tipo di parassita. Questo gene risulta assolutamente innocuo, mangiare questi fagioli non crea nessun problema. Allora hanno preso il gene e l'hanno messo nei piselli per tentare di renderli egualmente resistenti alla larva. Fagioli e piselli fanno parte della stessa famiglia botanica. Messo il gene nei piselli, i piselli sono realmente resistenti all'insetto, al parassita. Ma i piselli con quel gene (di resistenza) aggiunto creano allergie. Però i piselli senza il gene di resistenza (dei fagioli) sono assolutamente senza problemi per gli uomini e anche per gli animali, non causano nessuna allergia, anche i fagioli che contengono naturalmente quel gene di resitenza non presentano nessun problema, a livello alimentare per entrambi uomini e animali. E' evidente che non può essere quel gene di resistenza il responsabile dell'allergia, ma è soltanto l'alterato meccanismo di regolazione che ha indotto produzioni di proteine che producono l'allergia. Nel dettaglio (18'41'') Un team di ricercatori australiani e statunitensi ha scoperto che un gene assolutamente innocuo, presente nel fagiolo, provoca delle forti allergie quando è inserito nella pianta di pisello. I ricercatori della Csiro (Commonwealth scientific and industrial reesearch organization) avevano appunto inserito un gene presente nel fagiolo, in piante di pisello, allo scopo di renderle più resistenti agli attacchi di un insetto. Il gene in questione "era stato studiato per molti anni e non si era mai dimostrato pericoloso per la salute di uomini o animali". Topi nutriti con fagioli e piselli normali sono rimasti sanissimi, ma quelli nutriti con i piselli OGM hanno sviluppato forti infiammazioni ai polmoni e una reazione allegica diffusa. Non solo: i topi sono diventati allergici anche ad altre sostanze.

F) CENTINAIA E CENTINAIA GLI STUDI SCIENTIFICI SUGLI IMPATTI NEGATIVI DEL GLIFOSATO

Centinaia e centinaia le pubblicazioni scientifiche sugli impatti negativi per la salute, l'ambiente, gli animali, gli insetti, i pesci, l'ecosistema... del famigerato glifosato, base del Roundup, il diseccante della Monsanto utilizzato in larga quantità sulle coltivazioni transgeniche, e non solo, resistenti al glifosato stesso.

GLYPHOSATE STUDIES on:

1. Human Health NHL/Cancer(Glyphosate), Parkinsonism(Glyphosate)

2. Non-Target Organisms Actinopterygii (..Fish), Amphibians, Arachnids, Arbuscular mycorrhizal fungi, Crustaceans, Insects, Mammals, Mollusks, Reptiles,

3. Nutrient/Anti-nutrient/toxin,

4. RR Corn feeding

5. RR Soy feeding

6. Roundup/Glyphosate Drift

7. Tolerant weeds

8. Urine(Glyphosate)

9. Water(Glyphosate)

10. Yield/Plant health(Glyphosate)

11. Others fields

http://gmofreeusa.org/gmos-are-top/gmo-science/glyphosate-studies/

G) Il trasferimento genico orizzontale: il flagello dell’ingegneria genetica

Dottor Pietro Perrino, Dirigente di Ricerca del CNR .- Istituto di Genetica Vegetale (ex Istituto del Germoplasma) c/o Facoltà di Agraria – Bari

ABSTRACT

E’ necessario sottolineare la differenza tra DNA transgenico e DNA naturale, in quanto molto spesso vengono considerati, erroneamente, identici. Il DNA transgenico è un cocktail di diversi pezzi di DNA di diversa origine, tra cui una sintesi approssimativa del gene che si vuole trasferire (e non il gene come spesso affermano i fautori dell’ingegneria genetica) nella pianta o animale, che vengono chiamati organismi geneticamente modificati (OGM) o transgenici. Questo cocktail si chiama "costrutto" e contiene anche il DNA per la resistenza agli antibiotici. Nel cocktail ci sono anche pezzi di DNA virali, spesso mortali. il DNA per la resistenza agli antibiotici deve essere aggiunto obbligatoriamente poiché senza di esso è impossibile individuare le cellule trasformate, cioè quelle nelle quali si è riusciti ad inserire il DNA transgenico. A volte non è sufficiente un costrutto, ma ce ne vuole più di uno per raggiungere l’obiettivo. Più costrutti formano una cassetta. I legami interni tra promotori (start) e terminatori (stop) del DNA transgenico sono deboli e si rompono facilmente, ragione per cui gli OGM sono instabili. Il DNA transgenico contiene punti caldi alla ricombinazione e ciò contribuisce alla formazione di nuovi legami con altro DNA disponibile e quindi alla formazione di nuovi virus, nuovi batteri e nuove malattie. Una delle conseguenze del comportamento del DNA transgenico è che esso, in tutto o in parte, si trasferisce orizzontalmente anche tra specie lontane e ad una frequenza di gran lunga superiore a quella del trasferimento genico orizzontale naturale. Con la differenza che il trasferimento genico orizzontale naturale (TGON) non avviene per caso, ma è causale (promosso o provocato da motivi ambientali) ed è preciso, mentre il trasferimento genico orizzontale artificiale (TGOA), cioè provocato dal DNA transgenico, è casuale, impreciso ed inaffidabile. Inoltre, il TGON avviene con una frequenza pari a 1, mentre il TGOA avviene con una frequenza pari a 1000. Non a torto, c’è chi asserisce che l’ingegneria genetica ha aperto delle vere e proprie autostrade al trasferimento genico orizzontale (TGO). Una conseguenza drammatica di questa alta frequenza del TGO del DNA transgenico è che il DNA transgenico presente nei residui delle piante transgeniche si trasferisce anche a specie lontane e non solo alle colture non transgeniche della stessa specie. Questo è un aspetto gravido di conseguenze, ma, stranamente, è sempre ignorato, come se non esistesse. Tutte le discussioni sulle distanze tra campi coltivati con colture convenzionali o biologiche e campi coltivati con colture geneticamente modificate o colture transgeniche sono sempre basate sul trasferimento genico verticale, cioè il trasferimento genico che avviene attraverso il polline (il cosiddetto flusso genico), ignorando completamente il trasferimento genico orizzontale del DNA transgenico e la ricombinazione. L’informazione che il trasferimento orizzontale del DNA transgenico esiste e che è pericoloso quanto il trasferimento via polline (se non di più), è fondamentale. Questa informazione spiega anche perché la coesistenza è impossibile. Le due colture convenzionali e transgeniche non possono coesistere, in quanto la contaminazione o trasferimento del DNA transgenico dalle colture geneticamente modificate a quelle convenzionali è matematicamente certa. Alcuni studi hanno dimostrato che il DNA transgenico si trasferisce orizzontalmente ad una velocità o frequenza notevolmente superiore a quella del DNA naturale. Il DNA transgenico è il vero flagello dell’ingegneria genetica e questa è la ragione per cui il problema degli OGM sta proprio nella tecnica, che deve essere abbandonata prima che faccia altri danni. http://www.biodinamica.org/2010/09/dna-transgenico-il-vero-flagello-dell%E2%80%99ingegneria-genetica/

1) Significato del trasferimento genico orizzontale

In un processo normale di riproduzione, che ovviamente si verifica tra individui della stessa specie, i geni (DNA) vengono trasferiti dai genitori ai discendenti a mezzo delle cellule germinali. Recentemente, questo processo viene indicato anche come trasferimento genico verticale per distinguerlo dal trasferimento genico orizzontale, che indica, invece, il trasferimento di materiale genetico (DNA) tra individui appartenenti alla stessa specie o a specie diverse, attraverso processi diversi da una normale riproduzione.

Normalmente, il trasferimento genico orizzontale avviene tra batteri che si scambiano tra loro dei geni, superando le barriere naturali esistenti tra le specie. Ciò avviene in tre modi: la coniugazione, la trasduzione e la trasformazione.

1) Nella coniugazione, il DNA viene trasferito da una cellula all’altra attraverso strutture lunghe e sottili chiamate pili (singolare pilus);

2) nella trasduzione, il DNA viene trasferito da una cellula all’altra attraverso l’infezione da virus;

3) nella trasformazione, il DNA è assorbito dalla cellula direttamente dall’ambiente circostante.

Ma, attenzione, affinchè il trasferimento genico orizzontale avvenga realmente, il DNA estraneo deve integrarsi nel genoma della cellula ospite e qui essere mantenuto stabilmente in alcune altre forme, come ad esempio di un plasmidio (un pezzo di DNA di un parassita genetico) in cellule batteriche e di lieviti, o come un episoma, un pezzo replicato di DNA (generalmente virale) nel nucleo di cellule animali, ma fuori dai cromosomi. Durante questo processo di integrazione il DNA può essere soggetto a riarrangiamenti o ricombinazioni. Il trasferimento genico orizzontale e la ricombinazione tra virus hanno luogo quando diversi virus infettano e si moltiplicano nella stessa cellula. I genomi virali spesso si integrano nel genoma delle cellule ospiti come provirus (un virus che ha inserito il suo genoma o una sua copia complementare nel genoma della cellula ospite), per replicarsi con il genoma della cellula ospite. Quando i provirus sono attivati per svilupparsi in virus infettivi, mentre infettano altre cellule, possono agganciare geni vicini o sequenze di DNA dell’ospite. I virus possono anche agganciare pezzi liberi di materiale genetico nel proprio genoma, avvolto da un mantello proteico. Il trasferimento genico orizzontale e la ricombinazione hanno giuocato un ruolo fondamentale nella creazione di nuovi virus e batteri associati a malattie infettive esplosive e nella diffusione della resistenza ad antibiotici e a medicine tra i patogeni, rendendo le infezioni molto difficili da trattare o curare.

Per molto tempo, nessuno sospettava che il trasferimento genico orizzontale poteva estendersi a piante ed animali superiori. Negli ultimi dieci anni, comunque, è emerso chiaramente che il trasferimento genico orizzontale si estende all’intera biosfera, con batteri e virus che funzionano sia come intermediari per geni trafficanti e sia come recipienti per la moltiplicazione e ricombinazione di geni e possiamo dire che il trasferimento genico orizzontale è diventato molto più frequente con l’avvento dell’ingegneria genetica.

2) Il trasferimento genico orizzontale in organismi superiori

Potenzialmente ci sono molte vie per il trasferimento orizzontale di geni a cellule vegetali ed animali. La via principale è la trasduzione, in quanto ci sono molti virus che infettano piante ed animali e ci sono molte opportunità per i virus di prelevare geni e di trasferirli da un ospite all’altro. La trasformazione è potenzialmente molto importante per le cellule di animali superiori, incluse quelle dell’uomo e più di una decade di ricerca di terapia genica non ha lasciato dubbi. E’ stato accertato che una grande varietà di materiali genetici nudi è prontamente assorbita da tutti i tipi di cellule, semplicemente attraverso l’applicazione di gocce negli occhi, lo strofinamento sulla pelle, materiali iniettati o ingoiati. In molti casi, i costrutti di geni (vedi sotto) estranei finiscono con l’essere integrati nel genoma, inclusi quei costrutti che non sono progettati per essere integrati. Alcuni di noi sono stati avvertiti per anni dei danni causati dall’integrazione di tali costrutti di geni estranei nel genoma delle cellule, tra cui il cancro e la proliferazione incontrollata di certe cellule. La trasformazione diretta può non essere importante per le cellule vegetali, le quali generalmente hanno pareti cellulari spesse e protettive.. Ma i batteri del suolo appartenenti al genere Agrobacterium sono capaci di trasferire il segmento T (tumore) del plasmidio inducente-tumore (Ti) nelle cellule vegetali, in un processo che somiglia molto alla coniugazione. Questo T-DNA è largamente sfruttato come veicolo per il trasferimento genico nell’ingegneria genetica vegetale ed ha sollevato seri problemi di sicurezza.Il materiale genetico estraneo può anche essere introdotto nelle cellule delle piante e degli animali dagli insetti ed artropodi con i loro apparti boccali ben affilati. Inoltre, i patogeni batterici che entrano nelle cellule delle piante e degli animali possono essere vettori del trasferimento genico orizzontale. Pertanto, non ci sono pressoché barriere a prevenire l’entrata di materiale genetico estraneo nelle cellule di qualunque specie terrestre. Le barriere più importanti al trasferimento genico orizzontale esistono dopo che il materiale genetico estraneo è entrato nella cellula. La maggior parte del DNA estraneo che entra in una cellula, così come quello presente nel cibo ordinario, viene rotto per produrre energia e costruire i mattoni necessari a crescere ed a riparare eventuali guasti. Ci sono molti enzimi deputati a rompere il materiale genetico estraneo. Nell’eventualità che il materiale genetico estraneo venga incorporato nel genoma, una modificazione chimica può ancora metterlo fuori causa oppure potrebbe essere eliminato.

Ma, in determinate condizioni ecologiche, ancora scarsamente comprese, il DNA estraneo sfugge alla rottura e si integra nel genoma delle cellule. Per esempio, shock termici e inquinanti, come i metalli pesanti, aumentano il trasferimento genico orizzontale; anche gli antibiotici possono aumentare la frequenza del trasferimento genico orizzontale da 10 a 10.000 volte. Alcuni materiali genetici possono resistere alla rottura, specialmente quelli dei parassiti genetici, come virus, plasmidi e trasposoni. Virus, plasmidi e trasposoni non solo sopportano il trasferimento orizzontale, ma possono anche agire da vettori (carriers) per il trasferimento di altri geni ed essere usati come tali nell’ingegneria genetica.

Questi parassiti genetici hanno segnali speciali e strutture globali che li proteggono dagli enzimi (DNAasi) che rompono il DNA. Un virus ha il suo materiale genetico avvolto in un mantello di proteina di cui si spoglia quando entra nella cellula. Esso può quindi depredare la cellula per fare molte copie di sè stesso o il suo materiale genetico può saltare direttamente nel genoma delle cellule per diventare un provirus. I plasmidi possono essere mantenuti indefinitamente nelle cellule separatamente dal genoma delle cellule. I trasposoni - geni saltatori – sono blocchi di materiali genetici che hanno l’abilità di saltare dentro e fuori dai genomi, con o senza moltiplicazione di sè stessi. I trasposoni possono saltare dentro i plasmidi per propagarsi, lontano dai cromosomi, e per trasferirsi con i plasmidi. I geni che chiedono un passaggio (autostop) a virus, plasmidi e trasposoni o si saldano intenzionalmente in essi, e hanno una grande probabilità di essere trasferiti con successo nelle cellule ed essere integrati nei genomi. Questo spiega perché questi parassiti genetici sono considerati dei veri e propri vettori per il trasferimento genico orizzontale. In natura i parassiti genetici esistenti possono contare su un numero limitato di specie ospiti che possono infettare, per cui, per esempio, i virus dei suini infettano i suini e non l’uomo e i virus dei cavolfiori non infettano i pomodori. E’ il mantello proteico che avvolge il virus che determina la specificità dell’ospite. Questo spiega perché i genomi virali nudi (il materiale genetico virale spogliatosi del mantello proteico) generalmente hanno un numero di specie ospiti più ampio rispetto ai virus intatti, cioè quelli il cui materiale genetico è vestito di mantello proteico. I provirus dormienti nei genomi sono particolarmente pericolosi, poiché quando incontrano cellule di altre specie spesso diventano virus infettivi, attaccando le cellule delle specie ospiti. Questo costituisce uno dei maggiori rischi dei xenotrapianti, il trapianto di cellule, tessuti e organi da animali, come i suini, nell’uomo. Analogamente, i segnali per la propagazione di plasmidi e trasposoni sono generalmente specifici per un limitato numero di specie ospiti, benché ci siano delle eccezioni. Alcuni trasposoni sono noti per essere molto promiscui e possono infettare un vasto numero di specie. Questi trasposoni sono particolarmente popolari agli ingegneri genetici che li usano come vettori “universali” per il trasferimento genico. L’ingegneria genetica ha creato una grande varietà di costrutti (promotore + gene + terminatore) artificiali e vettori attraverso la ricombinazione del materiale genetico dei più promiscui e pericolosi batteri, virus, plasmidi e trasposoni, che vengono progettati per attraversare tutte le barriere tra le specie e per invadere essenzialmente tutti i genomi (vedi seguito: "Riquadro 1"). In altre parole, l’ingegneria genetica artificiale (cioè quella eseguita dall’uomo) aumenta notevolmente il trasferimento genico orizzontale, il processo che crea nuovi batteri e virus, che causa malattie infettive e diffonde tra i patogeni la resistenza ad antibiotici e medicine.

3) (Riquadro 1) I vettori artificiali aumentano il trasferimento genico orizzontale

- Sono ottenuti da parassiti genetici che mediano efficacemente il trasferimento genico orizzontale.

- Hanno origini assai miste, contenendo materiali genetici derivanti da patogeni virali, plasmidi e trasposoni di molte specie di ogni regno e quindi possiedono omologhi (sequenze simili) a tutte le specie. Questo facilita la diffusione del trasferimento genico orizzontale e la ricombinazione. In condizioni naturali, la ricombinazione tra omologhi è circa un milione di volte più frequente della ricombinazione tra non omologhi.

- Contengono, di routine, geni marcatori per la resistenza agli antibiotici (Riquadro 2), che aumentano il loro successo nel traferimento orizzontale in presenza di antibiotici, sia quando applicati intenzionalmente sia quando presenti nell’ambiente come inquinanti. E’ risaputo che gli antibiotici aumentano il trasferimento genico orizzontale da 10 a 10.000 volte.

- Spesso hanno “origini di replicazione” e “sequenze trasferite” segnali che facilitano il trasferimento genico orizzontale ed il loro mantenimento nelle cellule in cui vengono trasferite

- Sono noti per essere strutturalmente instabili, cioè, hanno legami deboli e tendono a frammentarsi o rompersi e rilegarsi in modo non corretto con altro DNA; ciò aumenta la propensione al trasferimento genico orizzontale e ricombinazione.

- Sono progettati per invadere genomi e per superare meccanismi che rompono o disabilitano il DNA estraneo, cioè, per aumentare il trasferimento orizzontale.

4) (Riquadro 2) Che cosa sono i geni marcatori della resistenza agli antibiotici

Gli antibiotici sono sostanze chimiche che uccidono i batteri e le cellule. Ci sono molti tipi di antibiotici. Un gene per la resistenza agli antibiotici codifica per una proteina che rende i batteri o le cellule resistenti ad antibiotici specifici. Un gene marcatore per la resistenza agli antibiotici è un gene che accompagna altri geni estranei che l’ingegneria genetica progetta di trasferire nelle cellule ospiti. Il gene marcatore viene sistemato nel costrutto vicino ai geni estranei, per cui le cellule che incorporano il costrutto diventeranno anche resistenti all’antibiotico. Ciò permette di selezionare le cellule trasformate, semplicemente attraverso l’uso di antibiotico(i) facendo fuori (uccidendo) il resto delle cellule.

Tutti i vettori sono dei mosaici, essendo stati originati da parassiti genetici di diverse specie di batteri, animali e piante. Attraverso la creazione di una tale vasta gamma di varietà di vettori promiscui, l’ingegneria genetica ha effettivamente aperto delle autostrade al trasferimento genico orizzontale ed alla ricombinazione, mentre precedentemente questi processi erano strettamente regolati, con accesso ristretto, attraverso sentieri piccoli e tortuosi. Queste autostrade del trasferimento genico orizzontale mettono in comunicazione specie di ogni regno e dominio con popolazioni microbiche di Escherichia coli, attraverso il misto vassoio universale dell’ingegneria genetica. Attualmente, in nessun paese, c’è una legislazione atta a prevenire la fuga e/o rilascio nell’ambiente di vettori artificiali e di costrutti di DNA nudo. Terje Traavik, Direttore scientifico dell’Istituto di Ecologia Genica dell’Università di Tromsø (Norvegia), fu il primo ad avvertire il suo governo e la comunità internazionale dei pericoli legati ai costrutti di DNA, che realizzati in maniera crescente dall’industria biotecnologica vengono scaricati nell’ambiente. Traavik fu allarmato dal fatto che durante uno dei suoi esperimenti di routine, insieme ai suoi colleghi, iniettando del DNA nudo di un virus della poliomielite umana in conigli, come controllo, osservò che il virus intatto non determinò alcuna infezione, mentre con sua grande sorpresa il genoma del DNA virale nudo determinò, nei conigli iniettati, un ‘infezione esplosiva. Pertanto, la semplice manipolazione di genomi virali nudi usati dall’ingegneria genetica è di per sè un pericolo.

5) Pericoli derivanti dal trasferimento orizzontale del DNA transgenico

Siccome i vettori artificiali ed i costrutti artificiali sono costituiti prevalentemente da materiale genetico proveniente da virus e batteri che causano malattie, essi si ricombineranno facilmente con le razze naturali. In questo processo potrebbero essere create nuove razze più pericolose. Questo è quanto ci dice anche il buon senso comune. Quanto la crescita commerciale dell’ingegneria genetica ha contribuito all’aumento dell’uso di medicine e antibiotici per malattie infettive nel corso degli ultimi 30 anni? Con l’idea che la risposta potrebbe essere positiva, Mae Wan Ho e collaboratori avviarono una grande inchiesta pubblica. Naturalmente, l’ingegneria genetica non era la sola da accusare; l’abuso e super abuso di antibiotici, la distruzione ecologica, il deterioramento della sanità pubblica, la malnutrizione, la povertà, la disintegrazione sociale, l’aumento dei viaggi e dei trasporti, le guerre, ecc., hanno fatto la loro parte. L’indagine fu pubblicata nel 1998 sulla rivista Microbial Ecology in Health and Disease (Ecologia dei microbi nella salute e malattia), edita da un ecologista microbiologo dell’Istituto di Karolinska, Stoccolma, Svezia. Già allora, vi erano ormai rimasti pochi dubbi per i genetisti microbiologi medici che il trasferimento genico orizzontale e la ricombinazione sono stati responsabili della creazione di nuovi patogeni e diffusione della resistenza dei patogeni ad antibiotici e medicine. Si può affermare che la frequenza e portata del trasferimento genico orizzontale possono essere aumentati da quando è iniziata l’ingegneria genetica. La pubblicazione fu inviata a diverse agenzie nazionali ed internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO: World Health Organization) e l’Esecutivo della Salute e Sicurezza (HSE: Health and Safety Executive) del Regno Unito (UK). La WHO inizialmente rispose subito con un categorico no, ma dopo rispose che l’argomento sollevato era stato preso in considerazione; dopo di ciò, il più completo silenzio. L’HSE sembrò molto più sensibile e dopo una serie di scambi epistolari, autorizzarono la loro propria indagine alla Timms-Wilson e colleghi del Laboratorio di Ecologia e Microbiologia Molecolare (Molecular Microbial Ecology Laboratory), Istituto di Virologia e Microbiologia Ambientale di Oxford. L’indagine giunse alle seguenti conclusioni. “Questo rapporto mostra che, nonostante si riconosce un ruolo al trasferimento orizzontale nell’evoluzione dei patogeni, è improbabile che una razza benigna si trasformi in una razza patogena attraverso l’acquisizione di geni trasferiti orizzontalmente da un MGM (microrganismo geneticamente modificato)”. In conclusione, il rapporto raccomanda che l’accertamento dei rischi sarà considerato sulla “base di caso per caso”, un cliché burocratico nella gestione della biosicurezza, che effettivamente permette al mondo degli affari (business) di continuare indisturbato come prima. C'è da dire che il gruppo di Ho non fu il primo a sospettare che l’ingegneria genetica può inavvertitamente creare nuovi virus e batteri infettivi. I pionieri dell’ingegneria genetica, verso la metà degli anni 70’, chiesero una moratoria - la famosa dichiarazione di Asilomar – precisamente perché si preoccuparono di questa ovvia possibilità. Sfortunatamente, gli scienziati cedettero alle pressioni commerciali e la moratoria ebbe vita breve. Questo argomento non fu mai risolto. Anche se, scoperte successive hanno fatto crescere di molto la sua rilevanza e specialmente la persistenza di DNA in tutti gli ambienti, tra cui l’intestino lungo dell’uomo, dopo la morte degli organismi che lo abitano, e la facilità con cui tutte le cellule, comprese quelle degli esseri umani, assorbono il DNA estraneo.

6) Creazione incidentale di virus assassini con l’ingegneria genetica

A gennaio 2001, il sospetto della creazione di virus assassini attraverso l’ingegneria genetica venne alla luce. Alcuni ricercatori in Australia, durante un esperimento di ingegneria genetica, apparentemente innocente, trasformarono incidentalmente il virus innocuo dell’esantema del topo (mouse-pox virus) in un patogeno che uccideva tutte le sue vittime. Inoltre, i ricercatori mostrarono uno dei modi in cui questo potrebbe avvenire: inserendo nel virus un gene codificante per una proteina che sopprime il sistema immunitario, interleuchina-4. Geni simili a questo sono presenti nelle colture farmaceutiche esistenti nei campi sperimentali in Canada, come scoperto da Joe Cummins. Ci sono molte opportunità per virus benigni, presenti nell’ambiente, di diventare simili a virus assassini, semplicemente attraverso l’assorbimento dalle colture farmaceutiche del gene che codifica la proteina che sopprime l’immunità. Il trasferimento genico orizzontale insieme alla ricombinazione è una delle principali strade per generare patogeni (l’altra è la mutazione) e, come già detto, l’ingegneria genetica non è altro che un’agevolazione al trasferimento genico orizzontale. E’ come giuocare alla lotteria – dal punto di vista del patogeno virulento – più biglietti uno compra più aumenta la probabilità di vincere. Ma ciò non è tutto, i genetisti hanno intenzionalmente creato super virus ibridi in laboratorio, durante ricerche di routine, su patogeni pericolosi e per produrre vaccini. C’è un virus chiamato SHIV, un virus ibrido tra virus dell’uomo e virus AIDS della scimmia, che uccide in qualche settimana, usato di routine come virus per combattere e saggiare i vaccini di AIDS. Molti vaccini AIDS stessi - fatti con geni di glicoproteine (gp 120) del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) – sono così pericolosi che un gruppo di virologi diretti da Veljko Veljkovic dell’Istituto di Scienze Nucleari, Belgrado, Serbia, ha richiesto di bloccare gli esperimenti clinici. Il gene gp 120 è simile alla regione variabile (V) degli anticorpi dell’immunoglobulina umana che lega gli antigeni estranei e può perciò interferire con la risposta all’immunità. Il gene gp 120, inoltre, ha speciali “punti caldi per la ricombinazione” (recombination hotspots) siti in zone del DNA particolarmente incline alla ricombinazione. Questi siti sono simili a quelli presenti nelle immunoglobuline umane come in quelle di molti virus e batteri, e quindi possono facilmente essere ingaggiati nel trasferimento genico orizzontale e ricombinazione per creare nuovi e pericolosi patogeni. La società ProdiGene, querelata per aver contaminato colture alimentari con colture farmaceutiche ingegnerizzate al fine di produrre vaccini e medicine, ha inserito il gp 120 nelle piante di mais. Veljko Veljkovic e Mae Wan Ho dichiararono al giornale AID Science che questo modo di fare equivale alla messa in circolazione di una lenta e sottile arma biologica. La maggior parte dei patogeni mortali prodotti dall’ingegneria genetica saranno creati e liberati nell’ambiente quando nessuno se l’aspetta. Ecco perché notevoli quantità di DNA transgenico, con geni virali e batterici, ricchi di novità e combinazioni innaturali con geni di altri organismi, sono di routine liberate nell’ambiente dalle attrezzature usate come contenitori dei residui di DNA transgenico, ancora con il presupposto, pienamente screditato, che il DNA una volta scaricato nell’ambiente si disintegra subito. Il DNA transgenico è anche rilasciato deliberatamente nell’ambiente con le colture GM (geneticamente modificate) che generano polline, polvere e avanzi; tra le colture GM ci sono quelle ingegnerizzate con materiali genetici che producono medicine e vaccini. I genetisti microbiologi possono allevare e identificare meno dell’uno percento di tutti i batteri presenti nell’ambiente. Le possibilità di creare nuovi patogeni attraverso il trasferimento genico orizzontale e la ricombinazione del DNA transgenico sono infinite.

7) Il DNA transgenico ed il cancro

Mae Wan Ho parlando di cancro ha affermato che esso può essere generato dall’integrazione di geni estranei - inseriti nei costrutti – nel genoma delle cellule attraverso la terapia genica. La terapia genica è semplicemente la “modificazione genetica” di cellule umane, usando costrutti molto simili a quelli usati nella modificazione genetica di animali e piante. La cosa allarmante su i casi di cancro in Francia è che sono stati ottenuti pochi (9 in tutto) successi, dopo 14 anni di prove cliniche e ricerche in terapia genica in Europa e negli Stati Uniti. I pazienti furono trattati con una procedura disegnata apposta per minimizzare i rischi di cancro. Invece di esporre i pazienti umani direttamente al costrutto contenente il gene estraneo (transgenico), furono prelevate dal midollo spinale del paziente alcune cellule e furono trasformate, fuori dal corpo del paziente, usando un vettore ottenuto da un retrovirus (originatosi da RNA) contenente il costrutto transgenico. Tra tutte le cellule trasformate si scelsero quelle desiderate e si rimisero nel paziente. La domanda rimasta senza risposta, anzi la domanda mai posta durante l’inchiesta che ne seguì, è se il costrutto transgenico si mosse di nuovo, dopo che le cellule furono ritrapiantate nel paziente. La caratterizzazione molecolare non fu eseguita sino a quando non accadde la prima tragedia. Nel primo paziente, il vettore retrovirale che conteneva i geni estranei erano saltati in un gene, LM02, la cui super-espressione condusse alla proliferazione incontrollata dei globuli bianchi, contenenti questa aberrazione, che è responsabile della leucemia. Venne fuori che il vettore retrovirale si era integrato nello stesso gene nel secondo paziente per sviluppare la leucemia. Da allora, una simile terapia è stata identificata in un terzo bambino che almeno dopo poco tempo non mostrava ancora segnali di leucemia. Il 10 febbraio del 2003, i membri dell’Istituto Nazionale della Salute (NIH: National Institute of Health) degli Stati Uniti, e quelli del Comitato Consultivo sul DNA Ricombinante (RAC: Recombinant DNA Advisory Committee) si incontrarono e decisero di raccomandare che questo particolare tipo di terapia genica dovrebbe essere applicata solo se i pazienti non rispondono ad altri trattamenti, come al convenzionale trapianto di midollo spinale prelevato da donatori compatibili. Essi, comunque, omisero di dire che altri vettori comportano lo stesso rischio, tralasciando il fatto che tutto il DNA transgenico comporta gli stessi rischi.I pericoli del trasferimento genico orizzontale provocati dall’ingegneria genetica sono riassunti nel Riquadro 3.

Riquadro 3

8) Pericoli potenziali del trasferimento genico orizzontale causato dall’ingegneria genetica

  1. - Generazione di nuovi virus, attraverso incroci tra specie diverse, che causano malattie.        
  2. - Generazione di nuovi batteri che causano malattie.

        

  1. - Diffusione di geni per la resistenza a medicine ed antibiotici tra patogeni virali e batterici, rendendo incurabili le infezioni.

        

  1. - L’inserzione dei costrutti a caso nei genomi delle cellule producono effetti dannosi, cancro incluso.

        

  1. - Riattivazione e ricombinazione con virus dormienti (presenti in tutti i genomi) può generare virus infettivi.

        

  1. - Diffusione di nuovi geni pericolosi e costrutti di geni mai esistiti.

        

  1. - Moltiplicazione di impatti ecologici dovuti a tutti i fattori su elencati.

9) Il DNA transgenico non è uguale al DNA naturale

I fautori dell’ingegneria genetica amano rassicurare il pubblico affermando che il DNA è DNA, non importa come si fa o si ottiene. Essi dicono, abbiamo mangiato una quantità di DNA con i nostri cibi e non siamo mai diventati cavoli o mucche. Quindi, perché dovremmo preoccuparci del DNA transgenico?

E’ stato già spiegato perché dovremmo preoccuparci del DNA transgenico (vedi Riquadro 3). E’ bene notare che il DNA transgenico oltre ad essere fatto prevalentemente da geni di virus e batteri che causano malattie, questi geni sono messi insieme in combinazioni che non sono mai esistite in miliardi d’anni d’evoluzione.bPer vedere quanto è diverso il DNA transgenico da quello naturale è necessario conoscere la sua struttura di base. I geni non vengono mai trasferiti da soli. Essi svengono trasferiti in unità detti costrutti, noti come cassette di espressione di geni. Ciascun gene deve essere accompagnato da uno speciale pezzo regolatore di materiale genetico, il promotore, che segnala alla cellula di accendere il gene, cioè, di agganciare i fattori della trascrizione e l’RNA polimerasi che trascrive la sequenza del DNA del gene in RNA. All’altro estremo del gene ci deve essere un altro segnale, un terminatore, per fermare la trascrizione e far si che quanto è stato trascritto possa essere ulteriormente processato e tradotto in proteina. La più semplice cassetta di espressione è simile a questa: Generalmente, ciascun pezzo del costrutto (promotore, gene, terminatore) deriva da una fonte diversa. Il gene stesso può anche essere composto da pezzi di diversa origine. Diverse cassette sono, frequentemente, legate in serie o “accatastate” nel costrutto finale. Almeno una delle cassette di espressione sarà quella con il gene marcatore per la resistenza all’antibiotico, che consente alle cellule, che hanno introdotto il costrutto estraneo, di essere scelte con l’uso di antibiotici, che spesso restano nell’organismo transgenico. I blocchi di materiale genetico del costrutto, sopra disegnato, di diversa origine, sono legati da semplici linee per indicare la potenziale debolezza dei legami che tengono uniti i materiali genetici. Tali costrutti artificiali sono noti per essere strutturalmente instabili, rispetto al DNA naturale, tendendo a rompersi ed a riarrangiarsi, tanto che l’instabilità dei vettori artificiali meriterebbe una trattazione a parte. L‘instabilità strutturale aumenta il trasferimento genico orizzontale e la ricombinazione. Inoltre, certi tipi di costrutti transgenici sono extra-instabili, quindi particolarmente inclini al trasferimento genico orizzontale e ricombinazione con tutti i rischi annessi e connessi.

10) Il "promotore" CaMV 35S

Il virus del mosaico del cavolfiore (CaMV) infetta piante della famiglia dei cavoli. Uno dei suoi promotori, il promotore 35S, è stato ampiamente usato in colture GM sin dall’inizio dell’ingegneria genetica, prima che venissero alla luce alcuni suoi caratteri preoccupanti. Il più serio di questi è che il promotore 35S sembra avere un “punto caldo per la ricombinazione” (recombination hotspot), per cui esso tende a ricombinare con altro DNA, benché ciò apparve evidente, definitivamente, solo molto più tardi.

Sin dall’inizio degli anni 1990, sono sorti maggiori dubbi a proposito della sicurezza di geni virali che erano stati incorporati nelle piante GM per renderle resistenti agli attacchi da virus. Molti dei geni virali tendono a ricombinare con altri virus per generare nuove ed a volte super infezioni da virus. Joe Cummins, Professore Emerito all’Università del Western Ontario, Canada, nel 1994, fu per lo più una voce solitaria nel fare delle osservazioni sul promotore CaMV 35S.

11) Promotore Gene Terminatore

Nel 1999, l’evidenza definitiva sul punto caldo alla ricombinazione del promotore CaMV 35S venne fornita da due lavori pubblicati indipendentemente da due gruppi di ricercatori. E’ abbastanza singolare il fatto che Mae Wan Ho e collaboratori incapparono in uno dei due lavori consultando la bibliografia in internet sotto la voce “instabilità transgenica”. Ciò spinse il gruppo di Ho a fare un’analisi critica sulla sicurezza che comporta questo ed altri risultati relativi al promotore CaMV 35S, al fine di avviare un dibattito tra scienziati o almeno così pensavano. Il gruppo mise in evidenza che il punto caldo alla ricombinazione del promotore CaMV 35S è affiancato da diversi elementi, noti per essere coinvolti nella ricombinazione, praticamente simili ad altri punti caldi alla ricombinazione, ivi inclusi gli estremi del vettore del DNA di Agrobacterium tumafaciens, frequentemente usato per ottenere piante transgeniche. Il sospettato meccanismo della ricombinazione – rottura della doppia elica di DNA e successiva riparazione – richiede qualche o nessuna sequenza omologa di DNA, tanto che la ricombinazione tra transgeni virali e virus infettivi è stata ampiamente dimostrata. Inoltre, il promotore funziona con efficienza in tutte le piante, alghe verdi, lieviti ed Escherichia coli. Il promotore ha una struttura modulare, con parti comuni a, ed interscambiabili con, promotori di molti altri virus di piante e animali. Queste scoperte suggeriscono che i costrutti transgenici con il promotore CaMV 35S dovrebbero essere particolarmente instabili ed inclini al trasferimento genico ed alla ricombinazione, con tutti i rischi che ne conseguono: mutazioni geniche dovute a inserzioni casuali, cancro, riattivazione di virus dormienti e generazione di nuovi virus. Queste considerazioni furono particolarmente rilevanti alla luce del rapporto di Ewen e Pusztai, pubblicato sulla rivista The Lancet, nel quale si evidenziava che certe patate transgeniche contenenti il promotore CaMV 35S possono essere nocive per i ratti. Gli autori suggerirono che una parte significativa degli effetti potrebbe essere dovuta “al costrutto o alla trasformazione genetica (o a entrambi)”. Conseguentemente, Il gruppo di Ho chiese l’immediato ritiro di tutte le colture GM contenenti il promotore CaMV 35S. Quando, finalmente, il lavoro del gruppo di Ho fu accettato per la pubblicazione, la rivista, Ecologia di Microbiologia per la Salute e la Malattia (Microbial Ecology in Health and Disease), venne fuori con un articolo pubblicato sul proprio website intitolato un “argomento caldo”. Nel giro di un giorno, qualcuno di nome Klaus Amman organizzò almeno nove critiche che rimbalzarono in internet, andando dall’abusivo e condiscendente al relativamente moderato. Dopo si apprese che Klaus Amman è una figura chiave nello stabilire (o insidiare) gli standards della sicurezza a livello internazionale. Amman è Direttore dell’orto botanico dell’Università di Bern, Svizzera. Amman, insieme a John Beringer, Julian Kinderlerer, Alan McHughen and Mark Tepfer (autore di una delle critiche), formò la Società Internazionale per la Biosicurezza della Ricerca, di cui cura la rivista La Ricerca per la Biosicurezza Ambientale (Environmental Biosafety Resaerch). Egli inoltre siede nel Comitato Direttivo dei seguenti gruppi: La Fondazione per la Scienza Europea; Accertamento degli Impatti delle Piante Geneticamente Modificate (AIGM); Gensuisse; Gruppo per la Promozione di MG, fondato dall’industria farmaceutica Interfarma e Internutrition; Gruppo per la promozione dei cibi GM, il cui gruppo di lavoro è formato da rappresentati dell’industria alimentare, come Nestlè, Monsanto, Hoffmann La Roche, DuPont e Syngenta. Amman è anche co-editore del website la Bio-Sfera Francofirte-Berna (Bio-Scope Frankfurt-Bern), sostenuto da Europabio, un gruppo industriale per MG. Amman con CS Prakash e altri firmò una “lettera aperta alla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite” (aprile 2000). La lettera avvertiva la Commissione contro la “necessità di una super regolazione” delle MG e che “un’aderenza molto stretta alle regole di precauzione potrebbe significare una vera minaccia per l’ambiente e le popolazioni di esseri umani intorno al mondo”. Ovviamente, detta lettera era destinata ad essere contro il Protocollo sulla Biosicurezza di Cartagena che fu finalmente accettata in gennaio del 2000, dopo una lunga e difficile negoziazione avviata almeno nel 1995. In effetti, la proposta per un protocollo internazionale sulla biosicurezza, per regolare l’ingegneria genetica, fu presentata per la prima volta dalla Malesia alla Convenzione sulla Diversità Biologica delle Nazioni Unite, intorno al 1990. Il principio di precauzione è custodito gelosamente, come una reliquia, nella Protocollo sulla Biosicurezza di Cartagena, che dopo (4 marzo 2003) fu siglato da 45 Paesi, ivi inclusa l’Unione Europea; benché non siano diminuiti i tentativi di scalzarlo. Amman, inoltre, è editore di una lista elettronica fortemente pro-MG e da allora è stato accusato di svolgere un ruolo di leader, insieme a CS Prakash, nel mobilizzare gli attacchi sul lavoro di David Quist and Ignacio Chapela, pubblicato su Nature e riguardante la contaminazione transgenica di razze locali di mais. Per quanto riguarda gli attacchi mossi contro il lavoro del gruppo di Ho sul CaMV, curiosamente, la critica più moderata fu quella della Monsanto, mentre la più violenta fu quella di Paul Christou, il leader di una delle tematiche di ricerca al JIC (John Innes Centre) che aveva fornito l’evidenza molecolare del punto caldo della ricombinazione, ma aveva sbagliato nel tirare le conclusioni, quelle che al gruppo di Ho sembrarono le più ovvie. Il gruppo di Ho rispose a tutte le critiche in un lavoro che fu fatto circolare in internet, e successivamente pubblicato in una rivista scientifica. Ad oggi, nessuno ha reagito alle loro risposte.

Sfortunatamente, le osservazioni più oltraggiose e violente furono inserite in un pezzo “analysis” scritto da un editore di Nature Biotechnology con il titolo “Business and regulatory new” (Nuovi affari e regolatori) pubblicato in gennaio 2000. Quella ”analysis” mescolando opinioni con “sentito dire” conteneva diffamazioni e calunnie tali che convinsero la rivista a dare, giustamente, al gruppo di Ho la possibilità di rispondere. Con grande ritardo e disinvoltura l’ufficio di Nature biotechnology prese in considerazione le e-mails di Mae Wan Ho. La risposta fu finalmente pubblicata diversi mesi più tardi, cui seguì, tuttavia, un altro attacco, ma questa volta, Nature biotechnolgy si rifiutò di dare al gruppo di Ho la possibilità di replicare. Tutte le critiche scientifiche sostanziali apparvero finalmente in un lavoro pubblicato in una rivista nella quale apparve anche il lavoro originale del gruppo di Ho. Roger Hull, del JIC, fu il primo autore e Phil Dale, un membro della ACNFP, il terzo autore. Le loro principali critiche scientifiche sbollirono nelle seguenti.

Primo, la gente ha mangiato virus di cavoli e cavolfiori infetti per anni senza subire danni, perciò perché dovremmo preoccuparci del promotore CaMV 35S? Secondo, le piante sono già cariche di sequenze di pararetrovirus, non diversi da CaMV, perciò perché ci dovrebbero essere dei rischi? Il gruppo di Ho confutò tutte le critiche in un lavoro, più lungo dell’originale, pubblicato subito dopo nella stessa rivista, dove mise in evidenza, tra le altre cose, che la gente non ha mangiato il promotore CaMV 35S strappato dal suo contesto genetico evolutivo naturale ed inserito nel DNA transgenico. Il fatto che le piante sono “cariche” di sequenze di pararetrovirus simili al CaMV ed altri potenziali elementi mobili può solo peggiorare le cose. I pararetrovirus sono virus che usano la trascriptasi inversa, ma per la replicazione non dipendono dall’integrazione nel genoma dell’ospite. I pararetrovirus includono una famiglia che contiene i patogeni umani, il virus dell’epatite B. E’ importante sapere che il promotore CaMV 35S potrebbe attivare i virus dormienti come quello dell’epatite B, che come sappiamo si integrò, nel corso dell’evoluzione, in alcuni genomi umani e sembra essere associato alla malattia.

Tutti, o quasi tutti gli elementi integrati nei genomi nel corso dell’evoluzione dovrebbero essere stati “addomesticati” e quindi non sono più mobili. Ma l’integrazione dei costrutti transgenici contenenti il promotore 35S può mobilizzare detti elementi. Elementi che a loro volta possono fornire funzioni di aiuto per destabilizzare il DNA transgenico e funzionare da substrati per la ricombinazione e per generare più elementi esotici invasivi. Da allora è emersa l’evidenza che l’integrazione di geni estranei in genomi associati alle modificazioni genetiche di Arabidopsis possono davvero attivare trasposoni e sequenze provirali, conducenti alla destabilizzazione del genoma. Perciò, il gruppo di Ho non era lontano dalla verità.

A Roger Hull gli fu chiesto da un gruppo locale chiamato “Cittadini Interessati di Wivenhoe” di rispondere al gruppo di Ho. Hull inizialmente promise che avrebbe risposto, ma dopo un lungo ritardo, scrisse dicendo che ne aveva discusso con il Direttore dello JIC e decise di non rispondere, ma di “redigere un documento istruttivo rivolto a decisori e opinionisti”. Nel corso del dibattito con i critici, il gruppo di Ho trovò persino prove più schiaccianti.

Emerse che benché il CaMV infetta solo le piante e la famiglia dei cavoli, il suo promotore 35S è promiscuamente attivo in tutte le specie viventi, non solo batteri, alghe, funghi e piante, ma anche animali e cellule umane, così come apparve in un lavoro scientifico datato 1990. I genetisti che avevano incorporato il promotore CaMV 35S praticamente in tutte le colture GM ora commercializzate sembrano ignorare tutto ciò e, comunque, ancora oggi non lo ammettono pubblicamente. ACRE (Advisory Committee on Releases to the Environment) non ha scuse per l’omissione di detta informazione nel suo ultimo Rapporto, poiché su questo Mae Wan Ho ha, più volte, richiamato l’attenzione, sia per iscritto sia oralmente, a diversi incontri aperti al pubblico. Al di là delle scenate, comunque, il promotore CaMV 35S è stato silenziosamente ritirato. Esso non appare più nella maggior parte della produzione di colture GM.

La recente evidenza relativa alla contaminazione transgenica di razze locali di mais messicano suggerisce che le previsioni del gruppo di Ho riguardanti il promotore CaMV 35S siano state accettate.

12) Perché il DNA transgenico è più predisposto al trasferimento orizzontale

Il DNA transgenico è diverso dal DNA naturale per molti aspetti, i quali contribuiscono tutti ad aumentare la predisposizione al trasferimento orizzontale in genomi di organismi non imparentati, nei quali il DNA transgenico può ricombinarsi anche con nuovi geni (Riquadro 4).

13) (Riquadro 4) Maggiore probabilità alla diffusione orizzontale del DNA transgenico

- Il DNA transgenico è stato progettato per saltare nei genomi.

- I costrutti genici innaturali tendono ad essere strutturalmente instabili e quindi si rompono e si legano o si ricombinano con altri geni.

- I meccanismi che permettono ai costrutti di geni estranei di saltare nei genomi consentono loro di saltare di nuovo fuori e di reinsirirsi in un altro sito o in un altro genoma. Per esempio, l’enzima integrasi, che catalizza l’inserzione del DNA virale nel genoma ospite, funziona anche come disintegrasi, catalizzando la reazione inversa. Queste integrasi appartengono ad una superfamiglia di enzimi simili, presenti in tutti i genomi, dai virus e batteri alle piante superiori ed animali. Le ricombinasi ed i trasposoni sono simili.

- Le estremità dei più comuni vettori usati per piante transgeniche, il T-DNA dell’Agrobacterium, sono dei punti caldi per la ricombinazione (siti che finiscono per rompersi e rilegarsi). Inoltre, un punto caldo per la ricombinazione è associato anche al promotore del virus del mosaico del cavolfiore (CaMV) ed a molti terminatori, il che significa che tutto o parti del DNA integrato avrà o avranno una aumentata inclinazione ad un trasferimento genico orizzontale secondario ed alla ricombinazione.

- Una recente evidenza indica che i costrutti di geni estranei tendono ad integrarsi nei genomi in corrispondenza dei punti caldi alla ricombinazione, che di nuovo tenderebbe ad aumentare i cambiamenti del DNA transgenico disintegrandosi e trasferendosi orizzontalmente.

- Il DNA transgenico spesso ha altri segnali genetici, tali come origini di replicazione lasciati dai vettori plasmidi. Anche questi sono punti caldi di ricombinazione e inoltre possono permettere al DNA transgenico di essere replicato indipendentemente come plasmidio, cioè pronto per essere trasferito orizzontalmente tra i batteri.

- Lo stress metabolico sugli organismi ospiti dovuto alla continua super espressione dei geni estranei legati a promotori aggressivi, come il CaMV 35S, aumenteranno anche l’instabilità del DNA transgenico, facilitando quindi il trasferimento genico orizzontale.

- Il DNA transgenico è tipicamente un mosaico di sequenze di DNA provenienti da molte specie diverse e loro parassiti genetici; queste omologie indicano che il DNA transgenico sarà più incline a ricombinarsi con, e trasfersi con successo verso, genomi di molte specie con la stessa efficacia dei loro parassiti genetici. Generalmente, la ricombinazione tra omologhi si verifica con una frequenza che è di mille o un milione di volte superiore a quella con cui si verifica la ricombinazione tra non omologhi. Per approfondimenti si consiglia la lettura del libro “Living with the Fluid Genome” di Mae Wan Ho, pubblicato nel 2003 da “The Institute of Science in Society” PO Box 32097 London NW1 OXR, UK and The Third World Network 121-S Jalan Utama 10450 Penang, Malaysia. Mae Wan Ho è Direttrice del “The Institute of Science in Society” PO Box 32097 London NW1 OXR, UK, ed è Editore della prestigiosa rivista trimestrale “Science in Society”. Il libro “Living with the Fluid Genome” è una grazia divina, in quanto contiene verità che ci aiutano a comprendere quanto sia pericolosa l’ingegneria genetica e quindi quanto sia fondamentale che i nostri governanti siano adeguatamente informati al fine di promulgare leggi atte ad evitare che il flagello dell’ingegneria genetica, cioè il trasferimento genico orizzontale, crei problemi di sopravvivenza, tra l’altro irreversibili, alla specie umana ed a tutta la biosfera. http://issuu.com/quarantina/docs/ogm

e anche: http://www.disinformazione.it/trasferimento_genico_orizzontale.htm

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H) EVIDENZE SUI DANNI PROCURATI DALLE COLTURE transgeniche ad ingegneria Bt

Le Colture Bt sono state vendute con la premessa di aumentare le rese e ridurre l'uso dei pesticidi; invece non solo hanno provocato troppi raccolti mediocri, ma ad esempio, l'introduzione del cotone Bt, è stata riconosciuta essere responsabile dell'escalation di suicidi agricoli in India.
Ecco comunque
le principali EVIDENZE sui DANNI PROCURATI dalle colture Bt:

1. Le colture Bt rivendicano che la riduzione dei pesticidi utilizzati è basata sul fatto che la tossina Bt prodotta dalle colture escluda totalmente i 'pesticidi applicati'; tuttavia le tossine Bt percolate dalle piante persistono nel suolo e nell'acqua, con impatti negativi sulla salute e sull'ecosistema paragonabili a quelli dei pesticidi convenzionali.

2. I trattamenti del mais e della soia a base di fungicidi e insetticidi sono aumentati drammaticamente dall'introduzione delle colture Bt.

3. Il declino dei tratti Bt a causa della resistenza dei parassiti bersaglio e dei parassiti secondari ha portato ad aumentare l'uso dei pesticidi convenzionali; e le aziende di pesticidi stanno segnalando un aumento delle vendite quantificabile dal 5 al 50% per il 2012 e il primo trimestre del 2013.

4. Contrariamente alla affermazione dell'industria sul fatto che la tecnologia Bt è innocua verso le specie non bersaglio, studi indipendenti hanno invece dimostrato che le tossine Bt suscitano la risposta immunitaria nei mammiferi, in alcuni casi paragonabile a quella procurata dalla tossina del colera. Questo è coerente con i rapporti dei lavoratori agricoli i quali registrano sintomi allergici che interessano gli occhi, la pelle e le vie respiratorie.

5. un nuovo studio ha scoperto che le proteine Bt sono tossiche sia per lo sviluppo di globuli rossi, che per le cellule del midollo osseo nei topi.

6. La tossicità del Bt per le cellule umane del rene è stata osservata in vitro, coerente con gli esperimenti in vivo negli animali di laboratorio mostrano tossicità al cuore, rene e fegato.

7. Le colture Bt non riescono a controllare i parassiti bersaglio a causa dell' insufficiente efficacia ("expression") delle tossine Bt, promuovendo così l'evoluzione della resistenza.

8. Le colture Bt producono l'emergere di parassiti secondari quando vengono uccisi i parassiti bersaglio. La questione dei parassiti primari e secondari è già fonte di enormi problemi in USA, India e Cina e ora questi parassiti, da quando il mais Bt è stato introdotto in questo Paese, stanno colpendo ancor di più le colture del mais Bt in Brasile.

9. Per cercare di controllare l'evoluzione accelerata della resistenza alla tossina Bt, si pensa a varietà "truccate" contenenti più (diverse) tossine Bt, questo perchè si è constatato che la resistenza a una tossina sembra accelerare l'acquisizione di resistenza ad ulteriori tossine.

10. Le tossine Bt danneggiano specie non bersaglio, tra cui le pulci d'acqua, insetti come la Crisopa (insetto dell'ordine dei Neurotteri), la farfalle Monarca, Le farfalle Pavone, e le Api, che stanno mostrando preoccupanti segni di declino della popolazione in tutto il mondo.

11. Nelle colture Bt, le tossine Bt percolano nel terreno attraverso le radici nel suolo dove possono persistere per 180 giorni; Questo è stato collegato all'emergere di nuove malattie delle piante e alla riduzione di produzione delle colture.

12. Le tossine Bt persistono anche in ambienti acquatici, contaminando i flussi e le "colonne d'acqua" (le "colonna d'acqua" è un'espressione utilizzata dagli scienziati per descrivere le diverse caratteristiche trovate in acqua di mare a diverse profondità) e danneggiare importanti organismi acquatici quali ad esempio il tricottero (http://it.wikipedia.org/wiki/Trichoptera)

Tratto da: Ban GMOs Now, Health & Environmental Hazards, Especially in the Light of the New Genetics By Dr Mae-Wan Ho e Dr Eva Sirinathsinghji:

http://www.i-sis.org.uk/Ban_GMOs_Now.php

I) EVIDENZE SUI DANNI DA GLIFOSATO, E DA COLTURE TRANSGENICHE RESISTENTI AL GLIFOSATO

Il Glifosato, e le colture transgeniche resistenti al glifosato

L'utilizzo del glifosato è cresciuto nettamente in tutto il mondo dall'introduzione delle colture geneticamente modificate transgeniche, resistenti al glifosato. L'impiego degli erbicidi, per acro, è raddoppiato negli Stati Uniti negli ultimi cinque anni, rispetto ai primi cinque anni di coltivazione commerciale di colture GM, l'aumento è quasi interamente dovuto ai diserbanti contenenti il glifosato. Il glifosato ha contaminato il nostro approvvigionamento alimentare, l'acqua, l'aria e la terra. Si sono accumulate e sono schiaccianti le prove dei suoi gravi danni alla salute e all'ambiente, ma se la corporation Monsanto vince la partita, i livelli massimi attualmente ammissibili per il glifosato sono destinati ad aumentare di 100 fino a 150 volte nell'Unione europea, con ulteriori escursioni crescenti per i già inaccettabilmenti alti livelli, negli Stati Uniti.

1. Le prove scientifiche accumulate in 30 anni: documenti su aborti, difetti di nascita, carcinogenesi, disturbi endocrini, danni al DNA, tossicità generale concernente le cellule, neurotossicità, e la tossicità per fegato e reni del glifosato sebbene a livelli ben al sotto di quelli del suo uso agricolo.

2. Il principale coadiuvante (ingrediente) assieme al glifosato nelle formulazioni di Roundup è il POEA che è di gran lunga il più citotossico per le cellule umane, ancor più del glifosato e del suo metabolita. Inoltre il POEA amplifica gli effetti tossici del glifosato.

3. Un recente articolo scientifico incolpa il glifosato per praticamente tutte le malattie moderne, come ad esempio la sua azione chelante generale la quale colpisce numerose funzioni biologiche che richiedono cofattori metallici. È il più pervasivo degli inquinanti chimici ambientali al punto che inibisce anche gli enzimi coinvolti nella detossificazione di xenobiotici, aumentando così la loro tossicità. Inoltre, uccide i batteri benefici intestinali che impediscono a quelli patogeni di colonizzare l'intestino e promuove quindi la crescita di nuovi batteri patogeni, che portano all'autismo e ad altre malattie.

4. I ratti nutriti con Roundup contaminato e con mais resistente al Roundup hanno dimostrato dopo i 90 giorni previsti dall'esperimento una sorprendente gamma di effetti nefasti sulla salute. Le femmine avevano molta più probabilità di sviluppare tumori mammari e da 2 a 3 volte più la probabilità di morire (rispetto alla media di controllo). Nei maschi, le necrosi e le congestioni del fegato erano da 2,5 a 5,5 volte più frequenti, mentre le malattie renali erano da 1.3 a 2.3 volte (sempre rispetto alla media di controllo). I maschi inoltre sviluppano tumori renali o della pelle 4 volte, rispetto la media di controllo, e fino a 600 giorni prima della media di controllo. Gli effetti nocivi sono stati rilevati in animali alimentati con il mais geneticamente modificato che non è stato irrorato con Roundup, così come su cavie che furono invece alimentate con mais transgenico irrorato con Roundup, ciò sta a dimostrare che il mais GM ha la propria tossicità, e non è quindi solo l'erbicida Roudup ad essere tossico.

5. Le malattie rilevate al bestiame, e derivate dai mangimi trasgenici resistenti al glifosato, comprendono problemi riproduttivi, diarrea, gonfiore addominale, aborti spontanei, riduzione dei nati vivi, sistemi digestivi infiammati e carenze nutrizionali. Sono anche emerse prove di botulismo cronico nei bovini e anche a carico degli agricoltori, sempre come risultato dell'uso del glifosato.

6. Il glifosato si è rivelato essere letale per le rane e il Roundup è persino peggio; incrementa le fioriture tossiche ed accelera il deterioramento della qualità dell'acqua. L'utilizzo del glifosato coincide anche con la scomparsa delle farfalle monarca.

7. Il Glifosato avvelena i terreni e le colture uccidendo i microrganismi benefici e favorendo lo sviluppo di agenti patogeni. Al momento quaranta tipi diversi di malattie che colpiscono le colture sono state collegate all'uso del glifosato, ma il numero è in aumento.

8. Le erbe infestanti resistenti al glifosato sono diffuse su 120 milioni ettari a livello mondiale (61,8 m acri negli Stati Uniti) e stanno continuando a diffondersi; è un fattore di contabilità importante per l'enorme aumento nell'utilizzo dei pesticidi, poiché queste colture transgeniche resistenti ai pesticidi furono introdotte appositamente per non aver bisogno dei pesticidi.. invece..

9. In Spagna e negli U.S.A, è stata documentata la contaminazione delle riserve idriche del terreno, la contaminazione della pioggia e dell'aria. E' stato scoperto anche che i cittadini residenti nella città Berlino hanno concentrazioni di glifosato superiori ai livelli permessi per l'acqua potabile in Europa (UE).http://www.i-sis.org.uk/Ban_GMOs_Now.php

L) Impatto ambientale delle piante transgeniche coltivate

Intervento di Manuela Giovannetti, Professore Ordinario di Microbiologia agraria, già Preside della Facoltà di Agraria all’Università di Pisa, intervenuta al convegno “Verso Expo 2015: Nutrire il pianeta senza Ogm”, organizzato dalla Task force “Per un’Italia libera da OGM” il 5 aprile 2014. Estratto dell’intervento:

"La scienza ha acquisito sempre più consapevolezza dell’impossibilità di conoscere le reazioni degli esseri viventi, soprattutto piante e animali, alle modificazioni genetiche prodotte attraverso l’uso dell’ingegneria genetica (Firn e Jones, 1999; Wolfenbarger e Phifer, 2000; Makarevitch et al., 2003). Al contrario, i mass media continuano a rappresentare l’ingegneria genetica come una tecnologia assolutamente predittiva. In realtà, l’inserimento di qualsiasi gene estraneo in un organismo può provocare reazioni imprevedibili se va a interferire con il funzionamento di vie metaboliche fondamentali e se non è opportunamente regolato nella sua espressione. I dati recenti derivati dal sequenziamento dei genomi di decine di organismi, compreso quello umano, hanno confermato che molto rimane ancora da capire riguardo alla regolazione dei geni, cioè alla loro attivazione e disattivazione in tempi e siti diversi. L’estrema semplificazione del dibattito ha generato confusione nell’utilizzazione di alcuni termini, gettando una luce negativa sulle biotecnologie e l’ingegneria genetica in particolare. In realtà le biotecnologie classiche sono utilizzate da millenni per produrre cibo (pane, formaggio, yogurt), bevande (vino, birra) e prodotti industriali (antibiotici, cortisone). Anche attraverso l’ingegneria genetica, che permette l’aggiunta di nuovi geni negli organismi viventi, si producono sostanze fondamentali per la vita di molte persone, basti pensare all’insulina umana e agli interferoni.

Il dibattito vero sugli organismi geneticamente modificati (Ogm) è iniziato quando dalla coltivazione di batteri transgenici, nell’ambiente confinato delle industrie farmaceutiche, si è passati alla coltivazione di piante transgeniche in campo aperto. Per cercare di dare risposte alle domande di politici e cittadini, gli scienziati hanno valutato l’impatto ambientale delle colture transgeniche da molti punti di vista (Butler e Reichardt, 1999; Giovannetti, 2003a). Si sono chiesti, per esempio, se esista il rischio di trasferimento dei geni per la resistenza agli antibiotici, presenti nelle piante transgeniche, ai microrganismi del suolo durante il ciclo colturale, se i geni per la tolleranza agli erbicidi possano diffondersi nell’ambiente originando piante “superinfestanti”, se la produzione di tossine insetticide da parte delle coltivazioni transgeniche sia rischioso per gli organismi non-target. I risultati delle ricerche effettuate dal 1996 in poi sono stati pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche del mondo, cominciando da Nature, Science e Nature Biotechnology. Solo per fare un esempio, una copertina di Nature del 1999, dedicata agli Ogm, poneva la domanda «How safe is ’safe’?» (Quanto sicuro è ciò che noi definiamo sicuro?).

Prima di discutere dei dati scientifici più importanti relativi all’impatto ambientale delle coltivazioni transgeniche, è bene soffermarsi a riflettere su quali siano le specie interessate. In altri termini: di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di poche specie vegetali, utilizzate prevalentemente per l’alimentazione del bestiame – mais, soia, cotone, colza – e di solo due tipi di modificazioni genetiche, che conferiscono alle piante resistenza ad alcuni insetti e ad alcuni erbicidi. La modificazione genetica che ha avuto più successo nel mondo è quella della tolleranza agli erbicidi, che permette alle grandi compagnie biotecnologiche che ne possiedono il brevetto di vendere non solo i semi transgenici ma anche l’erbicida chimico da somministrare. Non è un caso che la gran parte della superficie coltivata a piante transgeniche, circa l’85% nel mondo, sia costituita da colture transgeniche resistenti agli erbicidi, il cui consumo (di erbicidi) negli anni 1996-2003 è aumentato dell’11,5%.

Alla luce di quanto specificato sopra, possiamo considerare quali di queste piante potrebbero essere coltivate con successo in Italia. Certamente non il cotone, poiché il nostro clima non permette una crescita che sia economicamente vantaggiosa. Certamente non la soia e la colza, la cui coltivazione in Italia interessa solo l’1% e lo 0,2 %, rispettivamente, della superficie totale agricola. Inoltre, la coltivazione della colza transgenica per la tolleranza agli erbicidi porrebbe diversi problemi, in quanto l’Europa rappresenta il centro d’origine e di biodiversità del genere Brassica, a cui la colza appartiene, e le eventuali ibridazioni tra specie coltivate e spontanee rappresenterebbero un rischio reale. L’unica coltura transgenica che potrebbe essere presa in considerazione sarebbe quindi il mais, una specie utilizzata prevalentemente come mangime animale e per produzioni industriali, dall’amido alla plastica.

Impatto ambientale delle piante transgeniche

Nel 1996, quando è iniziata la coltivazione di piante transgeniche, si conosceva poco dei loro effetti su tutti gli altri componenti dell’ecosistema, né si conoscevano le interazioni dei residui della coltivazione con i microrganismi benefici del suolo. Sapendo però che in natura “tutto va dappertutto” e che i geni possono essere trasferiti da un organismo all’altro, esattamente come in laboratorio (Doolittle et al., 1990; Heinemann e Sprague, 1989), non ci possiamo meravigliare che siano avvenuti quelli che sono stati da qualcuno definiti “eventi inattesi”. Dopo solo quattro anni dall’inizio delle coltivazioni transgeniche, gli scienziati Wolfenbarger e Phifer, in un articolo apparso su Science, sottolineavano «... mancano gli esperimenti chiave sia sui rischi che sui benefici ambientali. La complessità degli ecosistemi presenta considerevoli sfide sperimentali per determinare rischi, benefici e inevitabili incertezze sulle piante geneticamente modificate. Collettivamente, gli studi esistenti sottolineano che i rischi variano spazialmente, temporalmente e in dipendenza del tratto e della cultivar modificati». (Wolfenbarger e Phifer , 2000).

Tra gli eventi inattesi che hanno posto problemi relativi all’impatto ambientale delle piante transgeniche, quelli più importanti sono rappresentati da:

• diffusione di transgeni attraverso l’ibridazione di piante transgeniche, con specie e varietà selvatiche;

 resistenza delle piante infestanti agli erbicidi;

resistenza degli insetti alle tossine transgeniche;

trasferimento di geni ingegnerizzati dalle piante transgeniche ai batteri del suolo;

rilascio nel suolo di tossine transgeniche da radici di piante transgeniche."

http://www.slowfood.it/sloweb/e98b774b4b19f5b1ed49ca52962b9269/impatto-ambientale-delle-piante-transgeniche-coltivate-

Articolo completo su Scienza incerta e dubbi dei consumatori, il caso degli organismi geneticamente modificati, una pubblicazione scientifica per parlare di Ogm a 360° non solo per esperti, ma utile al consumatore e all’agricoltore. Formato Pdf

Le slides dell'intervento

M) "Altro che soluzione alla fame nel mondo. Ecco che cosa rischiamo con gli Ogm"

Mais, cotone, soia e colza sono colture usate nei paesi ricchi. Le piante geneticamente modificate che resistano a malattie e siccità non esistono. Parola di Manuela Giovannetti, professore di microbiologia agraria dell'Università di Pisa, già Preside della Facoltà di Agraria all’Università di Pisa

"Sono una scienziata che ha fatto e continua a fare ricerca sulle piante transgeniche (Gm). Non ho posizioni “antibiotech”, anzi non mi stanco mai di ripetere che senza biotecnologie dovremmo rinunciare non solo a pane, birra, vino, yogurt, antibiotici e cortisone, ma anche a insulina, interferone e molte altre sostanze fondamentali per la nostra salute, prodotte con tecniche di ingegneria genetica. Sono convinta che le biotecnologie siano uno dei campi su cui puntare per lo sviluppo della società e dell’economia della conoscenza, in Italia e in Europa. Tuttavia nutro alcune riserve sulla coltivazione in pieno campo delle piante Gm, basate sui dati pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche.

Il primo problema riguarda il tipo di trasformazione genetica delle colture più diffuse - mais, soia, cotone e colza - modificate nella misura dell’83 per cento con un gene che le rende capaci di tollerare erbicidi. Poiché il transgene è presente anche nel polline, si può diffondere, per esempio nel caso della colza, a distanze di alcuni Km e ibridare con specie infestanti compatibili, che possono così acquisire la capacità di tollerare erbicidi, diventando “superinfestanti”. Con grave danno per gli agricoltori, che non disporrebbero più di mezzi per combatterle.

Il secondo problema riguarda l’insorgenza della resistenza alle tossine Bt - presenti nel mais Gm - da parte degli insetti nocivi. La strategia messa a punto negli Usa per ritardare nel tempo questo fenomeno consiste nell’adozione di zone rifugio, coltivate con varietà di mais non transgenico, che devono essere almeno il 20 per cento dell’area totale coltivata a mais Bt.

Uno studio recente, pubblicato su “Nature Biotechnology”, ha riportato che, nonostante queste zone rifugio, la resistenza si è evoluta in campo e da una sola specie resistente nel 2005 abbiamo oggi ben 5 specie di insetti resistenti alle tossine Bt. Così le colture transgeniche Bt diventano uno strumento di selezione di insetti nocivi resistenti alle tossine Bt che avrebbero dovuto sterminarli.

Per quanto riguarda il problema della fame nel mondo, occorre chiarire che mais, cotone, soia e colza sono colture industriali. In particolare soia e mais sono utilizzate principalmente per produrre mangimi animali e quindi carne, latte e formaggio, che certamente non sono destinati ai mercati dei paesi poveri e affamati. Non escludo che nel futuro possano essere sviluppate piante Gm altamente produttive, resistenti alle malattie, a siccità, salinità e alte temperature, ma per adesso non esistono. E comunque, se fossero sviluppate, perché le popolazioni povere ne potessero trarre giovamento, i loro semi non dovrebbero essere sottoposti a brevetto, e ai costi aggiuntivi relativi, né comportare l’uso massiccio di fertilizzanti chimici ed erbicidi, i cui costi sono proibitivi per l’agricoltura africana.

Per concludere vorrei ricordare la difficoltà di adozione delle distanze di sicurezza e delle zone rifugio, data la ridotta dimensione delle aziende agricole italiane. Il problema che si presenterà nel caso della coltivazione di mais Bt (cotone, soia e colza sono poco rappresentative della realtà agricola italiana) non sarà solo quello di un’adeguata regolamentazione, ma del rispetto delle regole. Alle quali è stato dedicato un lungo articolo su “Nature”, in cui si analizzano i problemi posti dall’eventuale introduzione su larga scala di riso transgenico in Cina.

Professore Ordinario di Microbiologia Agraria, Università di Pisa

http://espresso.repubblica.it/visioni/scienze/2014/07/15/news/agricoltura-cosa-rischiamo-con-gli-ogmdi-manuela-giovannetti-1.173269

N) Perché le coltivazioni transgeniche sono una minaccia per i contadini, la sovranità alimentare, la salute e la biodiversità nel pianeta

Introduzione.

Quasi venti anni di coltivazione transgeniche che cosa hanno prodotto? Al contrario di quanto promettevano le imprese, la realtà delle coltivazioni transgeniche, che si basa sulle statistiche ufficiali degli USA – il maggiore produttore di transgenici a livello globale –, mostra che i transgenici hanno ottenuto minore produttività per ettaro rispetto ai semi già presenti sul mercato e hanno portato a una crescita esponenziale nell’uso dei veleni agricoli. Ciò ha prodotto anche un forte impatto negativo tanto sulla salute pubblica quanto sull’ambiente. Inoltre, le coltivazioni transgeniche sono state lo strumento chiave per favorire un’enorme concentrazione di prodotti agricoli nelle mani delle imprese. I transgenici sono serviti per alleviare la fame nel mondo? No, anzi, dal 1996 - anno in cui si cominciano a seminare transgenici - è aumentata la quantità di malnutriti e obesi, un fenomeno che è sinonimo di povertà, non di ricchezza. (FAO, 2012; OMS, 2012). È una grande diversità di sistemi alimentari contadini e di piccola scala ad alimentare attualmente il 70% della popolazione mondiale (un 30-50% degli alimenti proviene da piccole coltivazioni, un 15/29% da orti urbani, un 5/10% dalla pesca artigianale, un 10/15% da caccia e raccolta). È una produzione di alimenti più sana, in gran parte libera da veleni e transgenici. Il sistema alimentare agroindustriale, al contrario, fornisce solo il 30% degli alimenti, ma usa l’80% delle terre coltivabili e il 70% dell’acqua e dei combustibili per uso agricolo. Dalla raccolta al consumo, il 50% degli alimenti della catena industriale finisce nei rifiuti (ETC Group, 2013a). I transgenici hanno aggravato i problemi ambientalidel pianeta. A partire dallo stesso periodo in cui si sono cominciate a realizzare le coltivazioni transgeniche, si è aggravata seriamente la crisi climatica e si è registrata la gran parte dei problemi ambientali più gravi del pianeta: è ciò che lo Stockholm Resilience Center ha definito come “limiti planetari”, quelli cioè che non possiamo superare se vogliamo che il pianeta sopravviva. Il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità, l’acidificazione degli oceani, la contaminazione e l’esaurimento dell’acqua dolce, l’erosione dei suoli, l’eccessiva quantità di fosforo e azoto che finiscono nei mari e nei suoli e la contaminazione chimica sono direttamente in relazione con il sistema industriale delle imprese legate alla produzione di alimenti, nel quale i transgenici rappresentano il paradigma centrale (Rockström, 2009; ETC Group, 2013a, GRAIN, 2013).

1. Una tecnologia imprecisa che suscita molte incertezze. Al contrario di quanto afferma l’industria biotecnologica, la tecnologia dei transgenici è imprecisa, nel senso che manca il controllo delle conseguenze. È abbastanza facile isolare diverse sequenze del DNA di organismi diversi e unirle per formare un transgene. Tuttavia, non è possibile fino ad ora introdurre questa sequenza intatta in un determinato locus del genoma. Né è possibile controllare quante copie intatte o parti della sequenza modificata saranno integrate nel genoma dell’organismo ospite. E ancora più difficile è evitare qualsiasi interazione di queste sequenze con gli altri geni dell’ospite. È impossibile controllare l’espressione genica dei transgenici inseriti e la dispersione o rottura dei transgenici in diversi luoghi del genoma.

2.Coltivazioni transgeniche: uno strumento di controllo dell’agricoltura da parte delle imprese. Non c’è mai stata nella storia dell’agricoltura e dell’alimentazione una concentrazione di semi così grande, nelle mani di appena 6 imprese. I transgenici assumono grande importanza per queste imprese perché sono resistenti ai veleni agricoli e ne assicurano la vendita. Inoltre, essendo frutto dell’ingegneria genetica, vengono brevettati e quindi vanno comprati ogni anno. Oltretutto, agli agricoltori i cui campi vengono contaminati dai transgenici si può persino esigere il pagamentoper “appropriazione indebita”. Per assicurarsi il controllo totale degli agricoltori, le imprese dell’agribusiness hanno anche messo a punto la tecnologia “Terminator”, diretta a produrre semi che diventano sterili una volta utilizzati (tecnologia condannata a livello internazionale e soggetta a una moratoria delle Nazioni Unite, ma che, in seguito alle pressioni delle imprese, potrebbe essere presto legalizzata in Brasile). Quindi permettere la coltivazione dei transgenici in un Paese vuol dire cedere a poche transnazionali la propria sovranità, la possibilità di decidere su unaspetto fondamentale della sopravvivenza come l’alimentazione, ed è un attentato al diritto dei contadini di conservare i propri semi, diritto riconosciuto dalla FAO come eredità di 10.000 anni di agricoltura contadina.

3.Si produce meno. Molti studi, condotti in particolare da università statunitensi - tra cui uno studio molto approfondito coordinato dal Dr. Doug Gurian-Sherman, “Failure to Yield” (Gurian-Sherman, 2009) che analizza 20 anni di coltivazione e 13 di commercializzazione di mais e soia transgenica negli USA, basato su dati ufficiali - mostrano che le coltivazioni transgeniche, in media, producono, per ettaro, meno delle coltivazioni ibride.

4. Si usano più veleni agricoli, sempre più pericolosi. Le coltivazioni transgeniche hanno portato a un aumento senza precedenti dell’uso di veleni agricoli (erbicidi e altri antiparassitari sempre più tossici). Ciò si traduce in gravissimi problemi ambientali di salute pubblica, in particolare nei tre principali Paesi produttori di transgenici: Usa, Brasile e Argentina (insieme coprono quasi l’80% della produzione). Poiché le piante infestanti sono sempre più resistenti ai veleni agricoli, le imprese stanno mettendo a punto prodotti sempre più forti e quindi tossici e cancerogeni. Il Brasile, per esempio, è diventato il maggiore consumatore mondiale di veleni agricoli con più di 850 milioni di litri consumati ogni anno. In Argentina si usano 250 milioni di litri all’anno di glisofato e 600 milioni di litri complessivi di prodotti chimici in una superficie occupata da 11 milioni di abitanti.

5. Esistono alti rischi per la agrobiodiversità e l’ambiente. Un forte rischio per la biodiversità viene dalla contaminazione dei semi naturali e autoctoni. La biodiversità e le conoscenze locali e contadine sono molto importanti per l’adattamento al cambiamento climatico. I transgenici non sono “una possibilità in più” come poteva succedere con gli ibridi, perché la contaminazione delle altre piante è inevitabile, per esempio con l’impollinamento attraverso i venti e gli insetti (alla base anche di denunce per “uso indebito”). Si possono registrare gravi danni alle varietà native, che possono anche diventare sterili (Kato, 2004). Ciò produce gravi effetti economici, sociali e culturali su contadini/e e indigeni. Particolarmente preoccupante è la contaminazione nei luoghi di origine di alcuni prodotti. Anche l’inquinamento di acque e suoli legato all’uso massiccio di veleni agricoli ha assunto proporzioni devastanti che si riflettono sulla salute. In Mato Grosso (municipio di Lucas do Rio Verde) si sono rilevati dati allarmanti di residui di veleni agricoli nel latte materno e nell’urina e nel sangue di insegnanti delle scuole locali (Pignati, Dores, Moreira etal., 2013).

6. Rischi per la salute. Tra gli effetti negativi dimostrati da numerosi studi, si parla di seri rischi di infertilità, invecchiamento accelerato e anche effetti tossici su fegato, pancreas, reni, apparato riproduttivo, oltre ad alterazioni ematologiche e immunitarie e possibili effetti cancerogeni (Dona y Arvanitoyannis, 2009). L’uso della tossina Bt può provocare allergie, infiammazioni di stomaco e intestino e molti altri effetti negativi (Schubert, 2013). C’è poi un fortissimo aumento dei residui dei veleni agricoli negli alimenti (Bøhn y Cuhra, 2014). In Europa, dove il consumo disoia transgenica è alto a causa dell’uso di mangimi animali che la contengono, si sono trovate tracce di glisofato nell’urina del 45% di un campione di cittadini in 18 città (2013). È stato dimostrato in molti studi che il glisofato ha effetti teratogeni:è capace, cioè, di produrre deformazioni congenite (Carrasco, Paganelli, Gnazzo, et al2010). Nel Chaco, in Argentina, c’è stato un incremento di malformazionidel 400%. Negli individui esposti al glisofato aumenta fortemente anche la possibilità di contrarre il cancro, come dimostrano studi relativi alle località di Brasile e Argentina dove la produzione di transgenici è più elevata. Gli studi che contengonoquesto tipo di conclusioni (come quelli del Dr. Gilles-Eric Séralini - CRIIGEN, Università di Caen, Francia) vengono duramente combattuti dalle multinazionali come la Monsanto attraverso scienziati vicini all’impresa, denunce ecc.

7. Ci sono vantaggi con la coltivazione dei transgenici? Dopo quasi 20 anni di sperimentazione, il 99% dei transgenici piantati nel mondo riguarda prodotti per l’esportazione gestiti da grandi imprese (soia, mais, colza, cotone). Il 98% dei transgenici è seminato solo in 10 Paesi, 169 Paesi non permettono la loro semina. Le grandi promesse relative alla creazione di prodotti resistenti alla siccità o di prodotti come il “riso dorato” ricchidi vitamina A si sono rivelate fallimentari. I soldi spesi nel progetto del riso dorato, per esempio (più di 100 milioni di dollari donati da istituzioni filantropiche), avrebbero potuto risolvere il problema della mancanza di vitamina A in molti Paesi usando metodinaturali gestiti dai contadini.

8. Chi guadagna e chi perde con i trasgenici? Non c’è alcun dubbio che quelli che traggono maggiore vantaggio dalle coltivazioni transgeniche siano le 6 transnazionali che controllano il 100% dei semi transgenici: Monsanto, Syngenta, DuPont, Dow Agrosciences, Bayer, Basf. Le stesse imprese controllano anche il 76% del mercato mondiale dei veleni agricoli e il 75% di tutta la ricerca privata sulle coltivazioni. Dove i transgenici sono stati autorizzati, gli studi sui loro effetti sono stati realizzati solo dalle imprese che li producono. Chi perde con i transgenici è la maggior parte delle popolazioni del pianeta, dai piccoli agricoltori ai consumatori delle città a tutti quelli che soffrono della contaminazione chimica di alimenti, acqua e suoli. La grande maggioranza dei consumatori non vuole mangiare transgenici, le imprese lo sanno e per questo si oppongono alla etichettatura dei prodotti.

Di seguito, la lettera che è stato presentato dagli studiosi e scienziati, nella versione integrale, a Papa Francesco: (https://www.dropbox.com/s/nrio4p1gnj7za8s/PAPA%20FRANCESCO_Lettera%20OGM.doc)  il profilo dei firmatari e la sintesi del documento: (https://www.dropbox.com/s/t0p4k6ovyp0ozba/PAPA%20FRANCESCO_Documento%20OGM.docx)

O) Monsanto e il giornalismo embedded (“arruolato”)

‘La buona scienza e le tecnologie collaudate non hanno bisogno di Pr, intelligence o governi corrotti per mettere a tacere la voce di scienziati e cittadini’

di Vandana Shiva (Traduzione di Tiziana Finelli) La Monsanto insieme ai suoi amici – l’industria biotech, i lobbisti, la stampa a gettone – continua a spingere per avere il monopolio alimentare mondiale attraverso la fornitura delle sue sementi. Un impero costruito su false fondamenta: la vita non può essere progettata e lavorata come fosse un iPhone.

 GRAZIE ALL’ECOLOGIA E ALLA BIOLOGIA sappiamo che la vita si fa da sola, non può essere “fabbricata”. Questo vale anche per la produzione di cibo attraverso la nuova scienza dell’agroecologia, che ci dà una più profonda comprensione scientifica di come i processi ecologici avvengono a livello dei sistemi del suolo, dei semi e del cibo. Le promesse fatte dal settore biotech – aumento delle rese, riduzione dell’uso di prodotti chimici e controllo di infestanti e parassiti – non sono state mantenute. Lo scorso giugno un fondo di investimento ha fatto causa alla DuPont per ottenere un risarcimento pari a un miliardo di dollari per aver promosso colture resistenti agli erbicidi ben sapendo che non sarebbero riusciti a controllare le erbacce, ma anzi avrebbero contribuito alla nascita di super infestanti. Se da un lato l’industria biotech reclama diritti di proprietà e royalties sui semi, dall’altro distrugge sistematicamente le leggi internazionali e nazionali in materia di biosicurezza, sostenendo che i loro prodotti sono “come natura li ha fatti”…

 È DAL VERTICE DELLA TERRA di Rio del 1992 che la Monsanto e i suoi amici cercano di negare ai cittadini il diritto al cibo sicuro. Attualmente stanno tentando di smantellare le leggi nazionali sulla biosicurezza in India, Pakistan, nell’Unione Europea, in tutta l’Africa e in America Latina. La loro macchina di public relations sta attaccando, in modo non scientifico, gli scienziati che lavorano sulla biosicurezza come Arpad Pusztai, Ignacio Chapela, Irina Ernakova, Eric Seralini e me. Giornalisti senza alcuna conoscenza scientifica sono diventati i soldati di questo assalto mediatico. Privilegiati uomini bianchi come Mark Lynas, Jon Entine, Michael Specter, senza alcuna esperienza pratica in agricoltura, vengono utilizzati per minare reali scoperte scientifiche circa l’impatto degli ogm sulla nostra salute e sugli ecosistemi. L’industria biotech utilizza questi pupazzi per affermare falsamente che gli ogm sono una soluzione alla fame nel mondo.

 NEL 2010 LA RIVISTA “FORBES” mi ha inserito fra le sette donne più potenti del mondo per aver messo le donne al centro del dibattito su come risolvere la questione della sicurezza alimentare nel mondo in via di sviluppo. Quest’anno un giornalista chiamato Jon Entine ha scritto nella sua rubrica sul sito di Forbes, dicendo il falso, che non ho studiato Fisica. Non solo l’ho studiata a livello post laurea facendo un dottorato sui Fondamenti della teoria quantistica, ma ho passato quarant’anni a studiare l’ecologia in fattorie e foreste dell’India, in stretta relazione con la natura e saggi contadini come insegnanti. È questa la base della mia esperienza in agroecologia e biosicurezza.

LA BUONA SCIENZA e le tecnologie collaudate non hanno bisogno di Pr, agenzie di intelligence o governi corrotti per mettere a tacere la voce di scienziati e cittadini. Se credono che per plasmare il futuro bastino degli attacchi infondati a una donna scienziato di un paese in via di sviluppo si sbagliano. Non vedono la crescente indignazione dei cittadini contro il monopolio della Monsanto. In alcuni paesi nei quali la forza e le amicizie della Monsanto sono limitate, le persone e i loro governi stanno rifiutando il suo monopolio e la sua fallimentare tecnologia. La Russia ha completamente bandito gli ogm, la Cina li ha vietati nelle forniture alimentari militari. L’Italia ha approvato una legge che punisce chi pianta colture gm con una multa di 10-30.000 euro.

 CIÒ CHE VIENE SCRITTO SU RIVISTE come Forbes e The New Yorker non fermerà il risveglio di milioni di agricoltori e consumatori: sempre più coscienti dei reali pericoli degli ogm nel nostro cibo e delle carenze e dei fallimenti di un sistema alimentare industriale che sta distruggendo il pianeta e la nostra salute.  http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=12474&contenuto=Notizia

P) "Ogm? Poche le garanzie, meglio tenerli lontani"

“OGGI non siamo in grado di dire che gli Ogm sono sicuri, per cui continuiamo nella ricerca ma teniamoli lontani dai campi e dalla tavola". Il fondatore di Slow Food Carlo Petrini è contrario alla coltura in Italia per un "principio di precauzione". Perché ritiene che sia meglio vietarla?

"Non abbiamo garanzie scientifiche sulla sicurezza della coltivazione di Ogm, non conosciamo gli effetti che possono avere sul lungo periodo per l'organismo umano. Ciò che conosciamo, al contrario, sono le conseguenze sulla biodiversità: le piante modificate geneticamente sono sempre uguali a se stesse ma modificano l'ambiente circostante, il patrimonio genetico delle coltivazioni vicine".

Quali sono i valori che il divieto garantisce?

"Il principale è la sovranità alimentare di chi coltiva e di chi consuma. I pollini si muovono, volano e si spostano e questo fa sì che un campo coltivato a Ogm vada per forza di cose a contaminare il vicino campo biologico o convenzionale. Questa a me pare una violenza".

Nei fatti però ce li ritroviamo nel piatto, perché tanti prodotti tipici derivano da animali nutriti con mangimi a base di Ogm, importati dall'estero. Non è un paradosso?

"È indubbio che questo sia un problema serio: manca una normativa che imponga di etichettare e tracciare adeguatamente i mangimi. Ma molti agricoltori si stanno organizzando. Aggiungo che per tutti i prodotti biologici certificati è escluso qualunque Ogm: se compro un salame biologico sono certo che gli animali con cui è stato prodotto non abbiano mangiato Ogm".

Quali sono le opportunità di un'agricoltura "Ogm free"?

"La forza del made in Italy alimentare sta nel nostro grande patrimonio di biodiversità. Le sementi Ogm, uguali in tutto il mondo, lo impoverirebbero". http://www.repubblica.it/cronaca/2014/09/24/news/petrini_ogm_poche_le_garanzie_meglio_tenerli_lontani-96531186/


- CINQUE NUOVI MOTIVI CHE LA “SCIENZA” DI MONSANTO* NON CALCOLA

 

“Ascoltare il venditore di antiparassitari e/o di cibo spazzatura del mondo raccontare la storiella, interrogandosi sul valore, la legittimità o la sicurezza delle colture OGMtransgeniche, è talmente ingenuo, antiscientifico e irrazionale, che rasenta l'isteria. Ma per quanto tempo ancora la Monsanto può ignorare le reali prove scientifiche che dimostrano che la loro tecnologia non solo non riesce a sopravvivere alle loro stesse promesse, ma sta mettendo seriamente a rischio la salute pubblica? Jim Goodman, agricoltore, attivista e membro, come consulente assicurativo in consiglio dell'associazione dei consumatori biologici, ha recentemente scritto sul tema dell'utilizzo ingannevole da parte di Monsanto (http://www.organicconsumers.org/articles/article_29362.cfm) dell'espressione "sound science" 'scienza sound':

- Ma, 'scienza sound' (lett. Suono di scienza, con significato che: "è scienza") non ha nessuna definizione scientifica. Non significa "peer rivisto" (ovvero passato attraverso revisione paritaria scientifica) o supportato da ricerca ben documentata. "Sound science" è solo un termine, un termine ideologico, utilizzato per sostenere un particolare punto di vista, una dichiarazione politica o anche "tecnologica". 'sound science' è poco più che le opinioni dei cosiddetti 'esperti' che rappresentano gli interessi delle imprese. Mettiamola così, 'sound science' supporta sempre: la posizione dell'industria sulla testa delle persone (contro, l'interesse delle persone), l'utile aziendale che prevale sulla sicurezza alimentare, sull'ambiente, e sulla salute pubblica (a discapito quindi della sicurezza alimentare, dell'ambiente e della salute pubblica).

Ci sono cinque nuovi rapporti e studi, pubblicati negli ultimi due mesi, che producono enormi buchi nella storiella della 'sound science' della Monsanto. Rapporti e studi che riguardano un po' tutto, dal Roundup (Glifosato) della Monsanto che sta causando malattie renali croniche fatali a come, contrariamente alle affermazioni dell' industria, il diserbante Roundup della Monsanto persiste per anni contaminando il suolo, l'aria e l'acqua. E non dimenticando che NO! Le colture OGMtransgeniche non nutriranno il mondo, né esse hanno mai ridotto l'uso di erbicidi e pesticidi.

- 1. Il Roundup (Glifosato) della Monsanto legato ad una malattia renale cronica fatale Article in Journal of Environmental Research and Public Health, February 2014  (Ecco lo studio da link diretto: http://www.mdpi.com/1660-4601/11/2/2125) Cosa succede quando si mescola il glifosato (http://www.organicconsumers.org/articles/article_27530.cfm), che è il principio attivo chiave nell'erbicida Roundup della Monsanto, con acqua 'dura' ? Cioè con acqua che si trova naturalmente nel terreno e che contiene ioni metallici come calcio, magnesio, stronzio e ferro, e anche derivanti dall'uso di fertilizzanti chimici. Quando questi due elementi s'incontrano, il glifosato diventa 'estremamente tossico' per i reni. Questa è la teoria (http://www.organicconsumers.org/articles/article_29403.cfm) portata avanti da ricercatori, che cercando di scoprire il mistero di migliaia di decessi causati da malattie renali croniche fra le persone che vivono nelle zone agricole in Sri Lanka, El Salvador e Nicaragua.

- 2. Il Roundup (Glifosato) della Monsanto, persiste nel suolo e nell'acqua. Relazione U.S. Geological Survey report in Environmental Toxicology and Chemistry, February 2014 Monsanto ha sempre insistito (nonostante l' evidenza del contrario) che il suo erbicida Roundup è innocuo, che la sua tossicità non persiste. Ma ciò è solo la metà della realtà... l'altra metà sta nello studio pubblicato nel mese di febbraio 2014 sulla rivista Environmental Toxicology and Chemistry. I ricercatori dicono che se si studia solo il fondamentale principio attivo, glifosato, è possibile, come la Monsanto sostiene, stabilire che il Roundup non ha effetti collaterali. Tuttavia, ci sono altri ingredienti nel Roundup, tra cui uno chiamato acido Aminomethylphosphonic, o AMPAe lo studio, denominato: 'Pesticidi nel Mississippi, aria e pioggia: un confronto tra il 1995 e il 2007' , ha trovato che il glifosato e il suo sottoprodotto tossico, l'AMPA, sono stati rinvenuti in oltre il 75 % dei campioni d'aria e di pioggia testati nello stato del Mississippi nell'anno 2007. Che cosa significa questo? Secondo un' analisi (http://www.organicconsumers.org/articles/article_29354.cfm)' respirando l'aria presa in esame si inalano circa 2,5 nanogrammi di glifosato per metro cubo d'aria. È stato stimato che l'adulto medio inala circa11 metri cubi (o 388 piedi cubi) di aria al giorno, che sarebbe uguale a 27,5 nanogrammi (miliardesimi di grammo) di glifosato, in un solo giorno. Gasp!

- 3. Le Colture OGMtransgeniche hanno portato ad un aumento nell'uso di pesticidi ed erbicidi non ad una loro diminuzione

 U.S. Department of Agriculture (USDA) report, February 2014.

L'USDA, per dare una misura della sua storia, non ha mai espresso un'opinione negativa motivata su una coltura di OGM, e ha pubblicato un rapporto probatorio su ciò che scienziati responsabili, indipendenti hanno detto in merito agli OGM. L'ingegneria genetica non comporta maggiori rendimenti (come l'industria vorrebbe farci credere), ma ha portato ad un AUMENTO (non a una diminuzione, come l'industria vorrebbe farci credere) dell'uso di pesticidi (insetticidi) e diserbanti. Per essere onesti, la relazione dà in generale recensioni favorevoli alle colture OGM. Non sorprende, dato il rapporto intimo (http://www.organicconsumers.org/usda_watch.cfm) dell'agenzia USDA con la Monsanto. Ma ciò che rende il tutto ancora più pesante è il fatto che la USDA oltre a difensore fedele delle colture OGM è ora quella che solleva domande (decisamente non provate e non scientifiche) sull'industria a lungo termine, e sostiene che la biotecnologia è la cosa migliore dopo... il pane affettato! (ovviamente.. con grano OGM).

Sustainable Pulse (http://www.organicconsumers.org/articles/article_29374.cfm) fa comunque un buon lavoro spulciando nella relazione dell'USDA che ci rivela le critiche (SORPRENDENTE !) dell'agenzia USDA alle colture OGM.

- “Negli Stati Uniti, dove le coltivazioni transgeniche sono diffuse da vari anni, è stata realizzata una ricerca sugli impatti ambientali di tali coltivazioni. Nell’ampio studio “Impacts of Genetically Engineered Crops on Pesticide Use: The First Thirteen Years” (Benbrook, 2009) viene ampiamente documentato che, tra il 1996 e il 2008, nelle aree coltivate con soia o mais transgenici, l’uso di erbicidi e di insetticidi è aumentato in misura notevole. La principale conseguenza di questo incremento è stata la proliferazione di molte piante spontanee resistenti al glifosato, l’erbicida utilizzato nella coltivazione di soia transgenica. Lo studio dimostra non solo che i semi transgenici non riducono l’uso di pesticidi, ma anche che vi è un veloce adattamento di alcune infestanti al glifosato, aumentando i costi.” Prof. Gianni Tamino Università di Padova

degli agricoltori e diminuendo la produzione.

- 4. I pesticidi sono più pericolosi di ciò che noi pensiamo.   Articolo in BioMed Research International, (http://www.hindawi.com/journals/bmri/2014/179691/) February 2014. Ancora cattive notizie sui pesticidi (http://www.organicconsumers.org/articles/article_29289.cfm).

Uno studio pubblicato in BioMed Research International nel febbraio 2014 dice che non è solo delle sostanze tossiche che dobbiamo preoccuparci nei pesticidi, ma occorre stare attenti all'interazione fra gli ingredienti inerti, e quelli attivi, cioè quelli tossici. In genere, gli studi condotti per determinare la sicurezza dei pesticidi si focalizzano esclusivamente sui principi attivi. Ma gli scienziati dell'Università di Caen hanno testato nove prodotti commerciali, tra cui il Roundup e hanno scoperto che otto di loro erano centinaia di volte più tossici rispetto al loro principio attivo, da solo. Quale prodotto ha vinto il premio del 'più tossico ?... Il Roundup della Monsanto ovviamente, che è stato trovato essere 'di gran lunga il più tossico dei diserbanti e degli insetticidi testati,' sempre secondo lo studio.

- 5. L'Agricoltura biologica su piccola scala: necessaria per nutrire il mondo non il transgenico OGM  U.N. Commission on Trade and Development (UNCTAD), Wake Up Before It Is Too Late, December 2013 Nel Dicembre 2013 la Commissione U.S. Per il Commerico e lo sviluppo (UNCTAD), ha pubblicato i risultati di uno studio approfondito, che produce un' enorme falla nella rivendicazione preferita della Monsanto, quella per cui avremmo bisogno di OGMtransgenici per sfamare il mondo. Lo studio, intitolato: "Svegliatevi prima che sia troppo tardi", è arrivato a questa conclusione: "l'agricoltura biologica su piccola scala è l'unico modo per sfamare il mondo. Svegliamoci prima che sia troppo tardi". Secondo l'analisi (http://www.organicconsumers.org/articles/article_29363.cfm) di uno dei collaboratori dello studio, il report contiene sezioni approfondite: sullo spostamento verso un'agricoltura sostenibile e resiliente; sulla produzione di bestiame e sui cambiamenti climatici; sull'importanza della ricerca e del suo ampliamento; sul ruolo e sull'utilizzo della terra; sul ruolo delle possibili riforme delle regole del commercio globale.

Più di 60 esperti provenienti da tutto il mondo hanno contribuito alla relazione. Chiaramente le prove, prove reali e scientifiche contro le colture OGM stanno crescendo, infatti nello spazio di un paio di mesi sono usciti ben cinque nuovi studi anti-OGM. Quando decideranno l'USDA, l'US Food Drug Administration (FDA) e l'US Environmental Protection Agency di smettere di sostenere un'industria OGM sotto attacco da parte della comunità scientifica? E quando si comicerà a mettere la salute pubblica prima dei profitti aziendali? Nel mese di dicembre, oltre 200 scienziati, medici ed esperti provenienti da settori pertinenti, hanno firmato una dichiarazione attestante che l'industria biotech inganna il pubblico quando afferma che gli OGM sono sicuri (http://www.i-sis.org.uk/Scientists_Declare_No_Consensus_on_GMO_Safety.php). Il gruppo dei 200 scienziati ha detto, che NON C'E' 'consenso scientifico' alle richieste di sostegno provenienti dall'industria del transgenico che chiede agli scienziati di dire che gli OGM sono sicuri. Invece, come nuovi studi dimostrano ogni giorno, è diventato sempre più chiaro che tra scienziati e medici credibili, l'opinione dominante è quella secondo la quale sarebbe meglio svegliarsi al più presto presto, per i rischi e le minacce di una tecnologia spericolata e per troppo tempo incontrollata, a cui è stato consentito dominare il nostro cibo e i sistemi dell'agricoltura.

http://www.organicconsumers.org/articles/article_29419.cfm

- ARTICOLO ORIGINALE in Inglese: Five New Reasons Monsanto’s ‘Science’ Doesn’t Add Up  

http://www.organicconsumers.org/articles/article_29419.cfm

For Related Articles and More Information, Please Visit OCA's Genetic Engineering Page, and our Millions Against Monsanto Page.

To hear the pesticide and junk food marketers of the world tell it, anyone who questions the value, legitimacy or safety of GMO crops is naïve, anti-science and irrational to the point of hysteria. But how long can Monsanto ignore the mounting actual scientific evidence that their technology is not only failing to live up to its promises, it’s putting public health at risk? Jim Goodman, farmer, activist and member of the Organic Consumers Association policy advisory board, recently wrote about Monsanto’s deceptive use of the expression “sound science.”

But, ‘sound science’ has no scientific definition. It does not mean peer reviewed, or well documented research. ‘Sound science’ is only a term, an ideological term, used to support a particular point of view, policy statement or a technology. ‘Sound science’ is little more than the opinions of so-called “experts” representing corporate interests.

Simply put, ‘sound science’ always supports the position of industry over people, corporate profit over food safety, the environment and public health.

Here are five new reports and studies, published in the last two months, that blow huge holes in Monsanto’s “sound science” story. Reports of everything from Monsanto’s Roundup causing fatal, chronic kidney disease to how, contrary to industry claims, Roundup persists for years, contaminating soil, air and water. And oh-by-the-way, no, GMO crops will not feed the world, nor have they reduced the use of herbicides and pesticides.

1.   Monsanto’s Roundup linked to fatal, chronic kidney disease. Article in Journal of Environmental Research and Public Health, February 2014 http://www.mdpi.com/1660-4601/11/2/2125

What happens when you mix glyphosate, the key active ingredient in Monsanto’s Roundup, with “hard” water? That is, water that contains metals, such as calcium, magnesium, strontium and iron, either found naturally in the soil, or resulting from the use of chemical fertilizers?

The glyphosate becomes “extremely toxic” to the kidneys.

That’s the theory put forth by researchers trying to uncover the mystery of thousands of deaths from chronic kidney disease among people in farming areas of Sri Lanka, El Salvador and Nicaragua.

2.   Monsanto’s Roundup persists in soil and water. U.S. Geological Survey report in Environmental Toxicology and Chemistry, February 2014

Monsanto has always insisted (despite evidence to the contrary) that its Roundup herbicide is benign, that its toxicity doesn’t persist.

But that’s only half the story, according to a study published this month in Environmental Toxicology and Chemistry. Researchers now say that if you study only the key active ingredient, glyphosate, you might, as Monsanto claims, determine that Roundup is benign. But there are other ingredients in Roundup, including one called Aminomethylphosphonic acid, or AMPA. The study, called "Pesticides in Mississippi air and rain: A comparison between 1995 and 2007," found that glyphosate and its still-toxic byproduct, AMPA, were found in over 75 percent of the air and rain samples tested from Mississippi in 2007.

What does that mean for you? According to one analysis, “if you were breathing in the sampled air you would be inhaling approximately 2.5 nanograms of glyphosate per cubic meter of air. It has been estimated the average adult inhales approximately 388 cubic feet or 11 cubic meters of air per day, which would equal to 27.5 nanograms (billionths of a gram) of glyphosate a day.” Gasp.

3. GMO crops have led to an increase in use of pesticides and herbicides. U.S. Department of Agriculture (USDA) report, February 2014.

The USDA, which gauging from its track record has never met a GMO crop it didn’t like, published a report substantiating what responsible, independent scientists have been saying along. Genetic engineering does not result in increased yields (as industry would have us believe)—but it has led to the increased (not decreased, as industry claims) use of pesticides and herbicides.

To be fair, the report gives overall favorable reviews to GMO crops. Not surprising, given the agency’s cozy relationship with Monsanto. But that makes it all the more telling that the once staunch-defender of GMO crops is now raising questions about industry’s long-term, decidedly unproven and unscientific, claims that biotechnology is the best thing since sliced (GMO wheat) bread. Sustainable Pulse does a good job of sifting through the USDA’s report to reveal the agency’s criticisms of GMO crops.

4. Pesticides are more dangerous than we thought. Article in BioMed Research International, February 2014

More bad news on pesticides. A study published in BioMed Research International this month says that it’s not just the toxic chemicals we need to worry about in pesticides. It’s the inert ingredients, and how they interact with the active, toxic ingredients. Typically, studies conducted to determine the safety of pesticides focus exclusively on the active ingredients. But scientists at the University of Caen tested eight commercial products, including Roundup, and found that nine of them were hundreds of times more toxic than their active ingredient alone.

Which product won the “Most Toxic” award? Monsanto’s Roundup, which was found to be “by far the most toxic of the herbicides and insecticides tested,” according to the study.

5. Small-Scale, organic farming needed to feed the world. U.N. Commission on Trade and Development (UNCTAD), Wake Up Before It Is Too Late, December 2013

In December 2013, the U.N. Commission on Trade and Development (UNCTAD) released the results of a lengthy, in-depth study that blows a huge hole in one of Monsanto’s favorite claims, that we need GMOs to feed the world. The study, entitled Wake Up Before it is Too Late, concluded with this warning: Small-scale organic farming is the only way to feed the world. According to an analysis by one of the report’s contributors, the report contains in-depth sections on the shift toward more sustainable, resilient agriculture; livestock production and climate change; the importance of research and extension; the role of land use; and the role of reforming global trade rules. More than 60 experts from around the world contributed to the report. Clearly the evidence—real, scientific evidence—against GMO crops is mounting, when five new anti-GMO studies and reports surface in a matter of a couple of months. How much more will it take before the USDA, U.S. Food & Drug Administration (FDA) and the U.S. Environmental Protection Agency stop supporting an industry under attack from the scientific community? And start putting public health before corporate profits? In December, more than 200 scientists, physicians, and experts from relevant fields, signed a statement declaring that the biotech industry is deceiving the public when it claims that GMOs are safe. There is, the group said, no “scientific consensus” to support industry’s claims that GMOs are safe. But as new studies surface every day, it’s become increasingly clear that among credible physicians and scientists, the consensus is that we’d better wake up, soon, to the risks and threats posed by a reckless technology that has been allowed to dominate our food and farming systems, unchecked, for far too long.

Katherine Paul is Associate Director of the Organic Consumers Association.

Ronnie Cummins is National Director of the Organic Consumers Association

- *MONSANTO Chi è Monsanto?  "Monsanto è il principale produttore mondiale di Organismi Geneticamente Modificati (Ogm) ed è una delle aziende più controverse della storia industriale. Dalla sua fondazione nel 1901, nel corso degli anni, la multinazionale di Saint Louis nata come industria chimica, è stata accusata di negligenza, frode, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario, utilizzo di false prove. Eppure, oggi, questo pericoloso gigante della biotecnologia che si pubblicizza come azienda della "scienza della vita", grazie ad una comunicazione ingannevole, a pressioni e corruzioni, a rapporti di collusione con i vertici politici e amministrativi USA, continua indisturbato ad esportare e imporre in tutto il mondo il pericoloso modello dell'agricoltura transgenica. Un impero industriale con sedi in quarantasei Paesi e un fatturato annuo di 7,5 miliardi, che ha coperto in colture OGM quasi 100 milioni di ettari tra Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, India, Cina, Paraguay, Sudafrica, Spagna, Romania."

http://www.gruppomacro.com/lp/ogm_monsanto

- * Cos'è la Monsanto?

"La Monsanto è una industria che ha costruito parte del suo successo aziendale sulla chimica oggi ‘valorizzata’ grazie alle biotecnologie, le quali naturalmente vengono presentate come tecnologie rispettose dell'ambiente e capaci di lenire gli impatti negativi dei pesticidi. Monsanto è la multinazionale diventata famosa per aver prodotto l'Agente Arancio, il defoliante tossico e cancerogeno usato nella guerra del Vietnam; successivamente si è concentrata sui PCB, i pericolosi composti organoclorurati più nocivi del DDT ora vietati pressoché ovunque, ma che continueranno per millenni ad inquinare fiumi e mari, a causa della loro persistenza. Il grande business della Monsanto è oggi quello biotecnologico, per il quale ha sostenuto grandi investimenti finanziari legati ad esempio all'acquisizione di numerose società di ricerca titolari di brevetti o che devono entro breve termine assicurare la remunerazione del capitale impegnato per evitare la bancarotta. Una tale scommessa spiega l'arroganza che contraddistingue questa multinazionale nel sostenere la promozione delle colture transgeniche. Il processo di concentrazione oligopolistica dell'industria biotecnologica interessa anche altre multinazionali impegnate in fusioni societarie fra giganti o nell'assorbimento di piccole aziende di ricerca. Il controllo in poche mani dei brevetti biotecnologici e delle sementi che ne derivano, mette in serio pericolo quell'agricoltura plurale, sostenibile e ‘bio-diversa’ che tutt'ora occupa il 50% della forza lavoro mondiale, per la quale l'accesso alla terra e alle risorse genetiche è letteralmente fonte di sopravvivenza. Ecco perchè l a Monsanto viene portata ad esempio di una politica commerciale sensibile alle sole logiche del mercato e indifferente alle molteplici conseguenze negative di carattere ambientale e socio-economico." http://www.greenpeace.it/ogm/domandefrequenti.html

- Monsanto. La storia  "Nasce nel 1901 a East St. Louis, nell’Illinois, come produttrice di saccarina. Nella grande crisi del ’29 acquista una ditta che ha messo a punto un nuovo composto, i policlorobifenili, detti PBC. Sono inerti, resistenti al calore, utili all’industria elettrica allora in grande espansione e come liquidi di refrigeranti nei trasformatori. La Monsanto fa i soldi, ma già negli anni Trenta viene fuori che il PCB è un composto chimico tossico, ma l’elettrico è troppo importante, e la Monsanto va avanti pressoché indisturbata.

Negli anni Quaranta si occupa di diossine e comincia a fabbricare l’erbicida noto come 245T, il nome gli deriva dal numero di atomi di cloro del famigerato composto. Così efficace che già negli anni Sessanta le grandi praterie americane, così infestate, diventano «silenti» ed uscirà un libro famosissimo a denunciare «the silent spring», la primavera silenziosa, senza uccelli, che darà il via alle prime campagne ecologiche americane. L’erbicida è così potente che l’esercito americano lo usa come defoliante nella sua guerra in Vietnam, dove concepisce l’idea demenziale che distruggendo tutte le foglie degli alberi del Nord e Centro Vietnam riuscirà a scovare i Vietcong.

La Monsanto, durante tutta quella sciagurata guerra, la prima che gli Americani perdono nella loro storia, ha venduto all’esercito il tristemente famoso «agente orange», un misto di 245T della Monsanto e del 24D della sua rivale Dow Chemical.Scienziati ed opinione pubblica, oltre alle diserzioni in massa dei giovani americani fanno sospendere, nel 1971, lo spargimento dell’agente orange, di cui si conoscono gli effetti delle diossine sull’ambiente. Ed è cancerogeno, ha provocato danni immunitari e alla riproduzione che non hanno finito di fare male ai vietnamiti. Negli anni Ottanta scopre il glifosato, sostanza base per molti erbicidi, e soprattutto del tristemente famoso Roundup. Il Roundup è un pesticida potente, e conveniente, che dà alla Monsanto profitti del 20% annui, proiettandola ai vertici. Però ha un difetto: fa male agli umani. I disordini provocati dal glifosato sono noti e documentati, ma le lobbies pro-pesticidi sono ormai potentissime, inarrestabili. Nel 1997 scorpora chimica e fibre sintetiche e le mette in una società di nome Solutia e spende miliardi (di dollari) che le vengono dai profitti del Roundup nel campo biotech. La grande pensata è questa: fabbrichiamo una specie di semente resistente al glifosato, così possiamo vendere le sementi super-resistenti, che si chiameranno Roundup ready, insieme al Roundup stesso. Così possiamo continuare a prendere due piccioni con una fava: vendere le sementi, e ancor più pesticida Roundup. Così, dal 1997 la Monsanto comincia a vendere soia, mais e colza transgenici, cioè con un gene che li fa resistenti al Roundup quei semi transgenici arriveranno in tutto il mondo.

Nel 1998 una delle nuove aziende Biotech, la Delta e Pine Land, si è inventata e brevettata una tecnica di nome «sistema di protezione della tecnologia» che è una modifica genetica alla pianta, a molte piante, che le fa sterili.

Il brevetto prende il nome di Terminator. La Monsanto, dopo due mesi dal brevetto, si compra la Delta & Pine Land, con l’evidente scopo di vendere le sementi transgeniche, che vengono chiamate «suicide» ai mercati dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina. Un giornale tra i pochissimi, The Ecologist, inglese, fa un numero speciale sul transgenico, e fa i nomi della gente delle lobbies che hanno fatto passare le leggi sui brevetti. Sono spesso quelli che poco prima erano nel biotech: era così e lo è ancora nel farmaceutico come negli armamenti, la chiamano la «revolving door». Entrano nelle multinazionali e escono dalle lobbies o dalle burocrazie ministeriali che decidono, e viceversa, da sempre. La Monsanto e quelli del biotech premono sulla distribuzione del giornale, e lo fanno saltare. Ma alla fine esce, in inglese, in francese e in spagnolo e com’è come non è, in pochi mesi l’Europa si allerta ai transgenici... La Monsanto si fonde con Pharmacia Upjohn, che fa un marchio separato per il transgenico agricolo, Che vogliono spacciare, anche in Italia, nel nome della fame del mondo, e dei prodotti che contengono...Con la connivenza, ovviamente, dei giornali e TV...Se poi ci siete chiesti cosa c’era di così terribile nel numero di The Economist, la risposta è: tutto. Dalla storia che ormai ha fatto il giro del mondo, denunciata in prima battuta da «Pure food» gruppo di ONG che hanno tirato fuori la sempreverde combine della revolving door, della porta girevole che funziona da sempre per le industrie belliche, i ricercatori e gli uomini chiave passano dall’industria alle organizzazioni statali che queste controllano. Cioè controllori e controllati sono sempre le stesse persone, che da quella porta girevole passano, ogni due o tre anni. Nel nostro caso, è una ricercatrice della Monsanto, chiamata dalla FDA a controllare le sue stesse ricerche. Lo stesso per una certa Ann Foster, passata da direttrice dello Scottish Consumer Council alla Monsanto, ed ancora membro di diverse commissioni di consulenza britanniche, tra cui quella degli aspetti medici degli alimenti. Le guardie fanno i ladri, e poi ancora le guardie! Nel gennaio 1997 la procura di New York ha costretto la Monsanto a ritirare annunci pubblicitari che sostenevano che il suo diserbante, l’ormai famigerato Roundup, è biodegradabile e non nuoce all’ambiente, perché menzogneri. Secondo la facoltà di Igiene della Università di California, il glifosato occupa il terzo posto nelle cause di malattie legate ai pesticidi contratte dai lavoratori. Ma la Monsanto, come le grandi multinazionali, può tranquillamente perdere una battaglia, dieci battaglie, perché alla fine vince, grazie ai suoi avvocati, e alle lobbies, le guerre. Anzi è così forte che riesce ad imporre quel che vuole agli organismi mondiali come il WTO." dal libro: «Transgenico NO», Ed. Malatempora http://www.disinformazione.it/monsanto.htm


- "
Ai nostri giorni, la Monsanto Company è un'azienda multinazionale di biotecnologie agrarie, con circa 18.000 dipendenti e un fatturato di 8,5 miliardi di dollari (2007). Produttore di mezzi tecnici per l'agricoltura, è nota nel settore della produzione di sementi transgeniche e, da marzo 2005, dopo l'acquisizione della Seminis Inc, è anche il maggior produttore mondiale di sementi convenzionali. "http://it.wikipedia.org/wiki/Monsanto_Company Monsanto ha chiuso il secondo trimestre con profitti in crescita a 1,67 miliardi di dollari (3,15 dollari per azione) contro gli 1,48 miliardi di dollari (2,74 dollari per azione) riportati nello stesso periodo dell'anno scorso é [(2013) http://www.finanza.com/Finanza/Dati_Bilancio_Mondo/Nord_America/notizia/Monsanto_utili_e_ricavi_trimestrali_in_crescita_e_sopra_le_-416203] La Monsanto, resta la maggiore produttrice e finanziatrice della biotecnologia agricola ovvero dei prodotti geneticamente modificati; ha una lunga e triste storia di distruzione ed inquinamento in tutto il mondo, con alcune delle sostanze più tossiche conosciute dall'uomo come già osservato precedentemente, dai PCB agli Agent Orange fino al Roundup.. "Monsanto pretende di nutrire il mondo con i propri prodotti geneticamente modificati e invece applica una sistematica distruzione ecologica. La Monsanto è stata multata e portata in giudizio moltissime volte per: omessa etichettatura nei containers di Roundup; omissione nel riportare i dati sugli effetti dei propri prodotti sulla salute umana e sull’equilibrio ecologico del pianeta; inquinamento dell'ambiente da perdita di sostanze chimiche e da smaltimento improprio di sostanze chimiche. Il nome Monsanto è, per molti in tutto il mondo, divenuto il simbolo dell'avidità, dell'arroganza, degli scandali e degli affari loschi."

- "Il mondo secondo Monsanto", pubblicato da Arianna Editrice, è un libro inchiesta sulla multinazionale degli OGM che ha fatto il giro del mondo. Oltre 100.000 copie vendute e traduzioni in 11 paesi. E' stato scritto da Marie-Monique Robin che ha vinto il Premio Albert-Londres, il più prestigioso della stampa francese (1995). Giornalista, scrittrice e regista, è autrice di molti documentari che le sono valsi diversi riconoscimenti internazionali e di documentari ripresi in America Latina, Africa, Europa e Asia. L'autrice ha condotto per tre anni importanti ricerche che l'hanno portata in America, Europa e Asia, a scoprire la poco nota storia dell'azienda Monsanto. Avvalendosi di documenti inediti, delle testimonianze delle vittime, di scienziati e di uomini politici, il libro ricostruisce la genesi di un impero industriale che, grazie a una comunicazione menzognera, a rapporti di collusione con l'amministrazione nord americana, a pressioni e tentativi di corruzione, è divenuta la prima azienda al mondo produttrice di semi. Il testo svela inoltre il ruolo giocato da Monsanto nell'estensione planetaria delle colture OGM, senza che ci sia stato alcun controllo serio relativo ai loro effetti collaterali sulla natura e sulla salute umana. Il documentario analizza la questione degli OGM e dei brevetti sulle sementi geneticamente modificate e sui fertilizzanti chimici prodotti dalla multinazionale americana, che attualmente possiede il 90% degli OGM presenti nel mondo. Non solo: grazie alle testimonianze degli agricoltori e agli autorevoli interventi di esperti come Vandana Shiva, il film mostra l'innumerevole serie di cause che coinvolgono la Monsanto, già condannata per negligenza, frode, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario e utilizzo di false prove." https://www.youtube.com/watch?v=03Y3SFqaRp4&index=2&list=PLC0498CBFFD7627DC

- “Il Friuli secondo... Monsanto”. La coltivazione di OGM di produzione Monsanto è giunta anche in Italia: il 12 ottobre 2013 in Friuli V.G. si è svolta la prima trebbiatura illegale di mais Mon810, pure illegale, che in breve tempo ha contaminato colture tradizionali di mais situate nelle zone limitrofe, in merito è disponobile il testo dell'audizione del Capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, alla Camera dei Deputati, del 6 novembre 2013: http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20131107-agricoltura-testo-audizione-cesare-patrone-cfs-su-ogm-1 e seguito l’attività di campionamento eseguita dal Corpo forestale dello Stato ha riguardato anche i terreni limitrofi ai campi seminati con mais Mon810:http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20131107-agricoltura-testo-audizione-cesare-patrone-cfs-su-ogm-2 i risultati analitici ottenuti dimostrano, in effetti, un “inquinamento genetico” del mais transgenico che arriva anche fino al 10%. La

Regione Friuli V.G. ha approvato nel marzo (2014) una MORATORIA DI 12 MESI con sanzioni fino a 50mila euro e ordine di distruzione delle colture illegali eventualmente impiantate nel frattempo, questo fintanto ché l'Europa deciderà, fors'anche per l'autodeterminazione degli stati membri, in materia. Il 23 aprile 2014 il Tar del Lazio si è espresso contro il ricorso dell'agricoltore pro-OGM che voleva seminare liberamente mais OGMtransgenico prodotto della Monsanto. (più informazioni a link: https://docs.google.com/document/d/1f-cL74u9Lm0csPIm_fl1MsQeiWqOSg3DKO6JBT3p_5s/edit#bookmark=id.7l35auvf64js)

g) Monsanto dovrà ripagare i veterani sudcoreani della guerra in Vietnam
Guerra in Vietnam, Corte Seul: “Monsanto risarcisca danni da agente arancio”.

La Corte suprema di Seul (Corea del Sud) ha infatti ammesso che la causa dell’acne chimica di 39 ex militari è strettamente legata al loro contatto diretto con l’agente arancio, il defoliante usato dall’aviazione americana sul Vietnam tra gli anni ’60 e ’70 e prodotto dalla Monsanto….Dal 1999, oltre 16mila militari sudocoreani sono ricorsi per vie legali oltre che contro Monsanto, contro Dow Chemicals un altro colosso Usa della chimica produttore dell’Agente arancio. La vicenda ha subito una svolta nel 2006, quando l’Alta Corte di Seul ha condannato Monsanto a pagare circa 60 milioni di dollari in danni agli ex volontari che in seguito all’esposizione alla sostanza defoliante si sono ammalati di tumore. Era la prima volta che un organo giudiziario sudcoreano si pronunciava contro le aziende produttrici del defoliante a base di diossina….I reduci ce l’hanno soprattutto con il governo di Seul che nel 1984, ha ricordato il quotidiano Hankyoreh, aveva fatto sapere ufficialmente a Washington che non c’erano state vittime per l’agente arancio. Mentre infatti in Australia e Nuova Zelanda in quello stesso anno da Washington erano arrivati 180 milioni di dollari in riparazioni per i danni alla salute creati ai soldati dall’esposizione diretta alla diossina. Di quei soldi a Seul non è mai arrivato nulla, 0 (zero).

Anche Hanoi attende il suo turno. Si stima infatti che, ancora oggi, quasi 5 milioni di vietnamiti, quasi tutti civili, soffrano di patologie che vanno dalle malformazioni neonatali ai disordini nervosi, per arrivare a forme tumorali a causa del contatto con la diossina dell’agente arancio…. Quella dei veterani sudcoreani è però e purtroppo una vittoria a metà: nella stessa sentenza la Corte suprema ha chiesto il riesame di una sentenza dell’Alta Corte di Seul del 2006 secondo la quale la multinazionale americana avrebbe dovuto ripagare 63 miliardi di won (circa 60 milioni di dollari) a 6795 ex militari sudcoreani ammalati di cancro. La causa dei tumori, dice la nuova sentenza, sarebbe molto “complessa” e non ci sarebbero prove sufficienti a provare il legame con l’agente arancio. In totale furono 320mila i soldati sudcoreani impegnati a fianco degli americani nella in Vietnam. Le associazioni di reduci stimano in 150mila i casi di soldati affetti da patologie legate al potente defoliante.” http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/18/guerra-in-vietnam-corte-suprema-seul-acne-chimica-causata-da-agente-arancio/659224/

e anche: http://www.tercerainformacion.es/spip.php?article55113

h) La multinazionale Monsanto è inserita profondamente nelle strutture portanti del potere americano

“La multinazionale Monsanto controlla sia la Casa Bianca che il Congresso U.S.A. Non importa molto chi vince le elezioni presidenziali...Questo efficace articolo scritto da Josh Sager pubblicato un mese prima delle elezioni presidenziali del novembre 2012 documenta attentamente come la Monsanto ha messo con le spalle al muro il sistema politico statunitense. Poco importa chi sarà eletto.. gli interessi della Monsanto saranno comunque serviti . Inoltre, Monsanto controlla anche le nomine chiave al Dipartimento dell'agricoltura americana (USDA) e quelle del Food and Drug Administration (FDA) ...Gli individui che lavorano per l'industria del transegenico vanno a lavorare per il governo, per far passare e rendere pubbliche normative favorevoli, e poi tornare al settore privato, dopo aver lasciato il servizio pubblico.” http://www.globalresearch.ca/monsanto-controls-both-the-white-house-and-the-us-congress/5336422

La seguente info-grafica dà alcuni esempi della "porta girevole" tra Monsanto e il governo degli Stati Uniti:
ogm monsanto-employees-government-revolving-door.jpg

“Inoltre uno dei peggiori esempi non è nemmeno sul grafico, si tratta di Mr. Michael R. Taylor: Taylor ha iniziata come partner presso lo studio legale che rappresentava la Monsanto su questioni GBH (ormoni della crescita artificiali che forzano le mucche a produrre più latte). Poi, come vice-commissario della FDA (U.S. Food and Drug Administration) per la politica, ha scritto le linee guida rBGH sull’etichettatura della FDA – quelli che per intenderci hanno insistito che non c’ era differenza tra rGBH (latte da vacche dopate con ormoni della crescita) e latte normale. Taylor ha anche provveduto ad eliminare i riferimenti ai problemi con cibi OGM, con l'obiezione di personale scientifico. Poi ha trascorso alcuni anni lavorando direttamente per la Monsanto. E ora? Barak Obama lo ha riassunto alla FDA per “sorvegliare” la Monsanto nuovamente, come suo zar di questioni di “sicurezza alimentare”!” Che commistione! http://redgreenandblue.org/2012/02/02/monsanto-employees-in-the-halls-of-government-part-2/

i) Elevati livelli di PCB sono stati rilevati nella scuola media di Westport ma non è che la punta dell’iceberg. La Monsanto che produceva il materiale, chiamata in causa
Scott Summy, azionista di Baron and Budd, ha intentato una causa contro l'azienda Monsanto e suoi successori aziendali a nome della città di Westport e della Comunità delle scuole di Westport, in Massachusetts. La querela si riferisce all'uso di bifenili policlorurati (PCB) nelle scuole. Secondo i documenti del Tribunale, Monsanto presumibilmente conosceva i pericoli del PCB per decenni, ma non avvertì mai la popolazione di questi pericoli. L'obiettivo del processo è quello di forzare la Monsanto a pagare per la rimozione del PCB dalle scuole. L’avvocato Richard M. Sandman di Rodman, Rodman Sandman, P.C. e Robert Gordon di Weitz Luxenberg sono anche  co-difensori nella querela. 'Gli studenti e gli insegnanti non devono essere esposti a PCB, mentre a scuola,' ha detto Scott Summy.'Monsanto sapeva che il PCB era stato aggiunto ai materiali di costruzione che sono stati ampiamente utilizzati nelle scuole pubbliche e non ha fatto per fermare questo. Ora, è il momento per Monsanto di pagare il conto e togliere immediatamente quello stesso materiale pericoloso, dalle nostre scuole.' Purtroppo, il PCB a Westport è solo la punta dell'iceberg. Migliaia di scuole in tutta l'America probabilmente contengono PCB nelle strutture. Tuttavia, poichè non non c'è nessun requisito per testare, molte scuole non sono a conoscenza dell’ esistenza del pericoloso e cancerogeno materiale. I PCB sono sostanze chimiche sintetiche che sono stati ampiamente utilizzate in numerosi materiali da costruzione dall'inizio degli anni cinquanta fino a quando il prodotto chimico è stato vietato negli anni settanta.
http://www.businesswire.com/news/home/20140514006534/en

j) Nuovo rapporto su Monsanto dettaglia l'influenza e il potere di una delle multinazionali più pericolose

April 3, 2013 by Jeff Smith (GRIID)

L'organizzazione nazionale Food & Water Watch ha reso pubblico un nuovo rapporto sulla multinazionale Monsanto. Il rapporto fornisce una panoramica del gigante delle biotecnologie che ora detiene 1.676 brevetti di sementi, piante e altre applicazioni agricole. I pòrodotti di Monsanto sono coltivate su oltre 282 milioni di ettari in tutto il mondo, tra cui il 40 per cento di tutte le superficie coltivabili degli Stati Uniti. La relazione delinea la storia della Monsanto e la sua influenza indebita su legislatori, ispettori, ricercatori universitari e consumatori. 'Anche se non troverete il marchio Monsanto sull'etichetta del contenitore di alimenti o bevande al vostro negozio locale, la Monsanto detiene un vasto potere sopra il nostro approvvigionamento alimentare,' ha detto Wenonah Hauter, direttore esecutivo di Food & Water Watch e autore del libro "Foodopoly". 'Questo potere è in gran parte responsabile di qualcos'altro che non possiamo trovare sui nostri scaffali del negozio di alimentari nè sulle etichette sugli alimenti geneticamente modificati. Infatti non solo Monsanto assieme ad altri complessi agroindustriali hanno impedirono l'etichettatura degli alimenti di OGM transgenici, ma spendono milioni per bloccare gli sforzi della base come il *California Prop 37 (che voleva non solo l'etichettature degli alimenti transgenici ma anche la fine dell'odiosa pratica di etichettare i cibi OGM transgenici con la parola 'naturale') al fine di tenere all'oscuro i consumatori.'Monsanto: Un profilo aziendale fornisce una profonda immersione nella storia della Monsanto in tanto che produttore chimico industriale pesante; una realtà in contrasto con l'immagine "falso-ecologica" con cui l'azienda riempie il mondo e per cui spende milioni di dollari. Il rapporto offre una cronologia delle pietre miliari nella storia dell'azienda, compresi i disastri chimici, fusioni e acquisizioni, e la prima cella di vegetali geneticamente modificati. Il report di 20 pagine copre numerosi aspetti della società, come sua storia, le tattiche che utilizza per imporre la sua volontà al pubblico, tattiche che hanno portata globale, e le sue pratiche di public relation. Altre zone che il report esplora efficacemente sono quelle relative all' influenza politica che la Monsanto intrattiene con la politica federale degli USA, e il rapporto dell'azienda con altre società, dimostrando un sistema ad incastro di potere, come si può vede nei due seguenti grafici. http://griid.org/2013/04/03/new-report-on-monsanto-details-the-power-influence-of-one-of-the-most-dangerous-global-corporations/#comments

*California’s Prop 37: http://en.wikipedia.org/wiki/California_Proposition_37_%282012%29

ogm le infiltrazioni di Monsanto in multinazionali e Università.png

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- OGM – L’ARROGANZA E IL SOPRUSO DELLE MULTINAZIONALI

 1) GLI AGRICOLTORI BIOLOGICI (E QUELLI CONVENZIONALI) PAGANO IL PREZZO DELLA CONTAMINAZIONE CAUSATA DALLE COLTURE OGM  

L’ U.S. Department of Agriculture ha spostato il suo periodo di osservazione sulla fattibilità della coesistenza dell’ingegneria genetica (OGM) con le colture non-OGM, Food & Water Watch in collaborazione con Organic Farmers’ Agency for Relationship Marketing (OFARM), e ha divulgato i risultati del sondaggio che mostrano chiaramente che la contaminazione da parte di colture OGM è in atto, e i coltivatori non-OGM ne stanno pagando il prezzo.

L'indagine rivolta agli agricoltori in17 stati degli USA, ma soprattutto nel Midwest, è uno sforzo per colmare il gap di dati che è stato utilizzato per giustificare una raccomandazione politica inadeguata, dal comitato consultivo USDA su Biotechnology and 21st Century Agriculture (AC21).

Il comitato si è riunito con i sostenitori del biotech, per una serie di incontri nel 2011 e 2012 per stabilire un protocollo per la coesistenza e per progettare un meccanismo di compensazione per gli agricoltori che sono economicamente danneggiati dalla contaminazione di colture OGM. Purtroppo, il comitato non è riuscito a stimare i costi associati alla presenza di OGM sui non-OGM e sull’agricoltura biologica a causa della mancanza di dati. Il loro ultimo suggerimento per un meccanismo di compensazione era una forma di assicurazione del raccolto che comprendeva, in una proposta, un premio a carico dei produttori di colture non-OGM..

"Se USDA davvero voleva sapere se la contaminazione stava avvenendo, tutto ciò che dovevano fare era chiedere ai produttori di granaglie biologiche che compiono enormi sforzi per mantenere le loro coltivazioni prive di contaminazione," ha detto Wenonah Hauter, direttore esecutivo di Food & Water Watch. "Ora USDA non può più rivendicare l'ignoranza su questo problema."

I risultati dell'indagine rivelano che i rischi e gli effetti della contaminazione da OGM hanno ingiustamente gravato sugli agricoltori biologici e non-OGM con lavoro extra, più ore e insicurezza finanziaria, e che ha portato ad un generale scetticismo di convivenza tra le comunità dei biologici. Alcuni addirittura hanno espresso la sensazione che il loro metodo scelto nella produzione sia seriamente minacciato. Nel frattempo, i coltivatori OGM non sono specificamente coinvolti nello sforzo di mitigare il rischio di contaminazione.

Molti dei produttori che hanno risposto, utilizzano i servizi di assistenza di marketing delle cooperative OFARM. "Per cercare di evitare la contaminazione, i produttori aderenti seguono i requisiti costosi degli standard biologici USDA e prendono misure supplementari progettate da OFARM", ha detto Oren Holle, un agricoltore ed allevatore biologico di Bremen, Kansas, e Presidente del OFARM. "Ma troppo spesso, devono affrontare costosi rifiuti causati dalla contaminazione da OGM."

• Quasi la metà degli intervistati è scettica sul fatto che produzioni vegetali OGM e non-OGM possono coesistere.

• Oltre due terzi non pensano che una buona amministrazione da sola sia sufficiente per proteggere gli agricoltori biologici e non-OGM dalla contaminazione.

• Cinque su sei degli agricoltori che hanno risposto sono preoccupati per la contaminazione da OGM che influisce sulla loro fattoria, e con il 60 per cento che afferma di essere estremamente preoccupato.

• Un agricoltore su tre di coloro che hanno risposto all'indagine, ha affrontato la contaminazione da OGM nella sua fattoria. Degli agricoltori contaminati, oltre la metà si sono visti respingere il prodotto dai loro acquirenti per questo motivo. Hanno riferito di un costo medio per carico di semi respinto (circa 1.000 quintali) che si aggira attorno ai $ 4.500.

• Quasi la metà degli agricoltori che hanno risposto non avrebbe scelto di acquistare l'assicurazione delle colture per coprire le perdite associate alla contaminazione da OGM. E di coloro che vorrebbero acquistare l'assicurazione, tre su quattro hanno riferito che i titolari di brevetti OGM, gli utilizzatori di OGM o entrambi tali soggetti, devono sostenere l'onere della responsabilità per qualsiasi perdita economica associata alla contaminazione da OGM.

http://www.foodandwaterwatch.org/pressreleases/survey-organic-farmers-pay-the-price-for-gmo-contamination/

Food and Water Watch (2014),Organic Farmers Pay the Price for Contamination, Report Feb 2014, Food & Water Watch and Organic Farmers’ Agency for Relationship Marketing (OFARM), pp 15. http://www.scribd.com/doc/209881344/Organic-Farmers-Pay-the-Price-for-Contamination il testo completo del documento:

http://documents.foodandwaterwatch.org/doc/GMO_contamination.pdf

- 2) MONSANTO SI APPROPRIA DI ALTRI 250 DNA NATURALI. L’ufficio europeo dei brevetti di Monaco (EPO) ha autorizzato Monsanto ad analizzare e selezionare le piante di soia adattate a certe zone climatiche, l’autorizzazione reca il codice EP08742297. L’associazione No Patents on Seeds invita i governi europei a mobilitarsi.

L’ufficio europeo dei brevetti di Monaco (EPO) ha autorizzato Monsanto ad analizzare e selezionare le piante di soia adattate a certe zone climatiche, l’autorizzazione reca il codice EP08742297. Le piante in questione sono varietà selvatiche e anche coltivate in zone dall’Asia all’Australia. L’autorizzazione consente a Monsanto di passare in rassegna 250 di queste piante per valutarne le caratteristiche con le quali si sono adattate e come varia il grado di maturazione. In questo modo la multinazionale si appropria di centinaia di sequenza di DNA che rappresentano variazioni genetiche naturali per poterle poi utilizzare a fini speculativi e commerciali. L’autorizzazione vale anche negli Usa, in Canada, in Cina e in Sudafrica. “Questa non è altro che biopirateria su larga scala – ha detto Christoph Then della coalizione internazionale No Patents on Seeds – Monsanto sta cercando di controllare l’accesso alle informazioni genetiche che poi le consentiranno di produrre ogm adattabili. I governi europei non possono ignorare questo abuso di EPO, bisogna fermare questo genere di cose”.http://www.aamterranuova.it/Agricoltura-bio/Monsanto-si-appropria-di-altri-250-Dna-naturali
Il 70% di tutte le imprese di soia coltivata negli Stati Uniti dipende da 6 varietà: mandarino, manciù, mandarino Ottawa, Richland, AK, Mukda.

Questa base genetica ristretta rende la coltivazione della soia vulnerabili a parassiti e malattie. Attraverso il brevetto su di screening diversità di soia, la Monsanto ha intenzione di monopolizzare la biodiversità della soia in Asia.

L’Asia è la patria della soia. Quelle che Monsanto chiama varietà "esotiche" sono invece varietà autoctone Asiatiche.

Secondo Tommy Carter di USDA, "i contadini cinesi addomesticarono semi di soia da 30 a 50 secoli fa. “Se riuscissimo a capire come quegli antichi contadini cinesi fecero, potremmo usare tecniche simili per ottenere migliori risultati nella ricerca da varietà asiatiche selvatiche " (puntualizzo che il codice riportato è il numero di applicazione assegnato. Il codice esatto di riferimento del brevetto è EP 2134870 B1)

http://www.navdanya.org/news/419-monsantos-soybean-biopiracy

"Questo brevetto non è altro che bio-pirateria su larga scala. Monsanto sta cercando di prendere il controllo della diversità genetica necessaria per adattarsi colture ai cambiamenti climatici, ad esempio ", dice Ruth Tippe per la coalizione No Patents on Seeds internazionali!. "Dopo la corretta interpretazione delle leggi europee sui brevetti, l'EPA non può rilasciare brevetti sui processi di selezione convenzionale. Ora abbiamo bisogno di una chiara reazione dei governi europei per fermare questi brevetti. "

Già a maggio 2012, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione chiedendo che l'EPA non brevetti prodotti da allevamento convenzionale. L'autorità ha preso in considerazione questa richiesta, ma finora largamente ignorata. Una decisione politica per fermare tali brevetti potrebbe essere presa dal Consiglio di EPO, che è composto da rappresentanti degli Stati membri. Il governo federale tedesco ha già annunciato un'iniziativa a livello europeo. Il Senato francese ha chiesto nel gennaio 2014, il governo della Francia di diventare attivo qui.

Le organizzazioni che stanno dietro "No Patents on Seeds!": Paura che i brevetti continueranno ulteriormente a guidare la concentrazione del mercato nel settore delle sementi e ad avere così le basi della nutrizione che dipendono da poche corporazioni internazionali.

La coalizione Keine Patente auf Saatgut!“ wird von Bionext (Paesi Bassi), la Erklärung von Bern, Gene Watch UK, Greenpeace, Kein Patent auf Leben!, Misereor, Rete Semi Rurali (Italia), Réseau Semences Paysannes (Francia), Red de Semillas (Spagna), dem norwegischen Development Fund e Swissaid getragen è supportata da centinaia di organizzazioni ed è contro la brevettabilità di piante e animali.

https://staseve.wordpress.com/2014/03/02/europaisches-patentamt-unterstutzt-biopiraterie-von-monsanto/

Questa è la cronistoria del brevetto: https://register.epo.org/application?d-16544-s=0&d-16544o=2&tab=event&number=EP08742297&lng=en

e questi tutti i dati relativi alla richiesta e lo status attuale: https://register.epo.org/application?number=EP08742297&tab=main

Il pdf con il testo completo del brevetto:

http://www.no-patents-on-seeds.org/sites/default/files/patente/anmeldung/ep2134870_b1.pdf

3) ECCO COME FANNO PER BYPASSARE FISICAMENTE I DIVIETI

Sementi di mais contaminate da OGM vendute in Francia.

Agricoltori e consumatori francesi truffati

Gli OGM hanno contaminato anche la Francia!

Sei diversi OGM sono stati rilevati nelle sementi di mais "certificate non-OGM" venduto in Francia nel 2013 e 2014 dalla ditta sementiera spagnola Semillas Fitó! Una situazione inaccettabile che condanniamo, mentre la legge sul divieto del mais OGM in Francia è discussa nel dibattito questo pomeriggio presso l'Assemblea Nazionale. Sei varietà OGM sono state rilevate nelle sementi di mais "certificate non-OGM". Abbiamo fatto fare dei test dal laboratorio indipendente Eurofins a 3 campioni casuali di sementi di mais di circa 3 chili, venduti nel 2013 e nel 2014.

Il laboratorio attualmente ha rilevato i seguente OGM.:

- 3 diversi OGM nel campione di mais ORDINO 2014 : il TC1507, e MIR604 DAS-59122;

- 6 diversi OGM nel campione di mais ORDINO 2013 : MON810, MON863, NK603, TC1507, MON88017, DAS-59122;

- 2 OGM differenti, nel campione di mais tauste 2013 : Il TC1507, DAS-59122.

Agricoltori francesi truffati

Gli OGM sono stati venduti, piantati e coltivati in campo, non si sa dove in Francia, all'insaputa di contadini che non volevano piantare OGM! Sono stati ingannati da questo seme, e quindi il mais OGM è potenzialmente presente nella nostra dieta.

La nostra richiesta è chiara: il seme di mais incriminato deve essere immediatamente rimosso dal mercato, il governo deve stabilire misure di controllo reali, e punire severamente le violazioni di queste regole. Ripetiamo: la coesistenza tra colture transgeniche e OGM è impossibile!

La legge che vieta la coltivazione di mais geneticamente modificato in Francia, il dibattito questo pomeriggio presso l'Assemblea Nazionale, è una necessità e una urgenza . Ma questa legge non sarà sufficiente: per lottare efficacemente contro gli OGM, la Francia deve agire a livello europeo per rafforzare la valutazione degli OGM e garantire che tiene conto di tutti gli effetti sulla salute a lungo termine, ambientali e socio-economico. Le ditte sementiere sono manipolatrici e senza scrupoli. Infatti, in alcuni casi, come in Brasile, assieme alle lobby pro-GM hanno introdotto queste colture nei campi, contaminando le colture intorno, e utilizzano la contaminazione de facto per ottenere l’autorizzazione della cultura! E 'una manovra delle ditte sementiere e delle lobby pro-OGM per portare a tutti i costi gli OGM nei paesi che non vogliono?

http://agriculture.greenpeace.fr/les-ogm-contaminent-aussi-la-france#.U01RoTn52os.twitter

Lettera da Greenpeace France a Mr Stéphane Le Foll, Ministro dell'Agricoltura, Agro-Alimentari e Forestali:

Oggetto: sementi di mais contaminato da OGM venduti in Francia

- Abbiamo recentemente testato dal laboratorio indipendente Eurofins, sementi di mais "non-OGM" sospettato di contenere OGM. Questi test sono stati positivi, e hanno rilevarato fino a 6 diversi OGM presenti non autorizzati per la coltivazione in Francia.

Si tratta di semi di mais Ordino e Tauste vendute nel 2013 e nel 2014 dalla sementiera spagnola Semillas Fitò. Abbiamo fatto tre test di campioni casuali di circa 3 chili. Il laboratorio attualmente ha rilevato:

• 3 OGM differenti in campioni di mais Ordino 2014: il TC1507, MIR604 e DAS-59122,

• 6 OGM differenti in campioni di mais Ordino 2013: MON810, MON863, NK603, TC1507, MON88017 e DAS-59122,

• 2 diversi OGM, nel campione di mais Tauste 2013: TC1507 e DAS-59122.

Troverete in allegato i risultati di queste analisi.

Questi semi sono stati distribuiti e commercializzati nel 2013 e di nuovo quest'anno, e possono quindi essere stati, ed essere ancora, acquistati da agricoltori che coltivano senza sapere che contengono OGM. Pertanto vi invitiamo a prendere immediatamente le misure necessarie, soprattutto per la tolleranza zero per gli OGM non autorizzati:

• togliere il mercato delle sementi

• rafforzare i controlli e punire severamente le violazioni di tali norme,

• indagare le culture che sono stati contaminati in questi ultimi anni,

• mettere in luce l'industria a valle, tracciando l'uso del mais contaminato da OGM soprattutto in alimenti e mangimi.

Siamo a vostra disposizione per ulteriori informazioni e vi prego di accettare, Signor Ministro, i sensi della nostra più alta considerazione.

Jean-François Julliard, CEO

http://www.greenpeace.org/france/PageFiles/300718/20140415_Courrier%20semences%20maïs%20contaminées%20OGM_S.LeFoll.pdf

Le analisi del campione di mais Ordino 2013

http://www.greenpeace.org/france/PageFiles/300718/ordino_2013.pdf

Le analisi del campione di mais Tauste

http://www.greenpeace.org/france/PageFiles/300718/tauste_CR.pdf

Le analisi del campione di mais Ordino 2014

http://www.greenpeace.org/france/PageFiles/300718/ordino_2014.pdf

4) La situazione invasiva degli OGMtransgenici in Sud Africa

Comunque gli Ogm hanno invaso il Sudafrica e nel novembre 2013 l’Acb aveva pubblicato il rapporto “GM Maize: Lessons For Africa-Cartels, Collusion And Control Of South Africa’s Staple Food”’ che dimostra come un gruppo di aziende, tra le quali Tiger Brands, Pioneer e Premier Foods, facciano cartello per fissare il prezzo del pane e della farina di mais, occupando l’intera filiera del mais e continuare a spremere i sudafricani poveri. L’ACB ha recentemente dimostrato con il dossier “Food Fascism in South Africa: Tiger Brands, Pioneer and Premier Force Feeding the Nation Risky GM Maize” che l’intero mercato della farina di mais è saturo di mais Ogm.

La Mayet sottolinea che «La maggioranza dei sudafricani non sono solo mangia mais Ogm senza esserne a conoscenza e senza il suo consenso ma non ha scelta o alternative di sorta, anche se i prodotti sono correttamente etichettati. Questo è totalmente antidemocratico e inaccettabile. Sa di vero fascismo del cibo»,

Ma c’è di più e di peggio: il rapporto dimostra che il governo sudafricano, attraverso Public Investment Corporation (PIC) è il più grande investitore in Tiger Brands e che oltre il 50% delle azioni della compagnia sono di operatori stranieri. Il maggiore azionista di Pioneer Foods è la Zeder, il braccio di investimenti nell’agro-alimentare del PSG Konsult Group, una private financial services company. L’80% di Premier Foods è di proprietà all’80% della Braite, quotata all’Euro MTF in Lussemburgo, ma con sede a Malta, fra i noti paradisi fiscali. La Mayet evidenzia che «Questi modelli di proprietà hanno aumentato la distanza tra produttori e consumatori, e sono lucrative autostrade per l’accumulo di capitale da parte di protagonisti lontani da queste imprese locali». Il ricercatore dell’Acb Gareth Jones smonta un altro mito sugli Ogm: «Sembra come se i principali mugnai e rivenditori del Sudafrica stessero facendo bei profitti con il nostro alimento di base e di certo questo non passa per il calo dei prezzi del mais al consumo. Il rapporto dimostra che fra l’aprile 2007 e l’aprile 2013, il costo medio di un sacchetto da 5 kg di farina di mais è aumentato del 43,7% nelle aree rurali, e del 51,8% nelle aree urbane. Questi fortissimi aumenti di prezzo aggravano le condizioni già terribili sotto le quali già vivono milioni di sudafricani. Questo è particolarmente significativo per i poveri, che in media spendono il 41% del loro reddito nel “paniere alimentare”». Gli ulteriori risultati del rapporto sono: Due società Monsanto e Pioneer Hi-Bred controllano il mercato delle sementi di mais; La movimentazione e lo stoccaggio del mais è dominato da tre società: Senwes, NWK e Afgri, tutte ex cooperative; I commercianti internazionali di granaglie Louis Dreyfus e Cargill, dominano il commercio di mais nella Borsa di Johannesburg; Una catena di valore altamente concentrata alimenta un settore food retail altrettanto concentrato, con quattro principali rivenditori: Shoprite/Checkers, Pick n Pay, Spar and Woolworths dominare il mercato. Nel resto del continente africano le cose non vanno molto meglio: Premier e Pioneer hanno ampliato tutte le loro operazioni in Africa. Tiger Brands opera già in 22 Paesi ed è il principale protagonista nella filiera del mais nell’Africa. La Mayet conclude: «’Avendo già rimpinzato i loro margini di profitto sui più poveri tra i poveri in Sudafrica, queste multinazionali stanno ora guardando con bramosia al vasto mercato africano a nord del Limpopo. L’esperienza del Sudafrica dovrebbe servire come un forte avvertimento».

Il rapporto Acb chiede di rompere questo soffocante cartello economico delle grandi companies del mais Ogm attraverso maccanismi che permettano di sviluppare una catena di piccoli operatori lungo tutta la d filiera del mais, dagli agricoltori, ai mugnai ed ai rivenditori. Questo dovrebbe includere la promozione di metodi di produzione agro-ecologica, catene del valore decentrate e programmi pubblici di miglioramento genetico del mais che forniscano l’accesso a sementi che possano essere liberamente condivise e scambiate.

http://www.greenreport.it/news/comunicazione/ogm-la-monsanto-condannata-per-pubblicita-ingannevole/

5) I dubbi sulle speculazioni dell’autodenuncia Monsanto

6) L'EPA (chissà come mai...) ha votato a favore della multinazionale Monsanto e contro la salute pubblica

Lo scorso maggio 2013, l'EPA ("Environmental Protection Agency" ovvero L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente U.S.A.) ha votato a favore della multinazionale Monsanto e contro la salute pubblica, quando ha approvato limiti più elevati per la quantità di residui di glifosato (il principio attivo chiave nel diserbante "Roundup" della suddetta Monsanto) consentito sulla frutta, cereali e ortaggi negli U.S.A. Il Glifosato è pericoloso quanto il DDT ! Gli addetti giardinieri dei Comuni spruzzano Roundup sui bordi delle strade e nei parchi. I proprietari di case, giardini, campi da golf e i manutentori del verde e del paesaggio utilizzano il glifosato per il controllo delle infestanti.Ma l'utilizzo principale del Roudup della Monsanto è per le colture OGM. Il principio attivo del Roundup, il glifosato, può essere biologicamente il più dirompente prodotto chimico rilasciatio finora nell'ambiente, secondo uno studio dell'aprile 2013 pubblicato sulla rivista "Entropia". Lo studio collega il glifosato a debilitanti malattie come disturbi gastrointestinali, malattie cardiache, obesità, diabete, autismo, morbo di Parkinson e di Alzheimer e dice che l'impatto negativo dei composti chimici sintetici sul corpo umano è insidioso e si manifesta lentamente nel tempo, come l'infiammazione che produce danneggia i sistemi cellulari in tutto il corpo.'

http://salsa3.salsalabs.com/o/50865/t/0/blastContent.jsp?email_blast_KEY=1278292

http://www.reuters.com/article/2013/04/25/roundup-health-study-idUSL2N0DC22F20130425

7) Monsanto, Pubblicità TOSSICA
Pubblicità della Monsanto che per le infestanti consiglia ai cerealicoltori uno dei suoi prodotti, "Crop Protection", con il più alto contenuto di glifosate in forma di sale potassico (480 g/lt) da usare 7 GIORNI PRIMA DELLA RACCOLTA!! Attenzione !!! Stiamo parlando di un diserbante che studi scientifici qualificati, hanno classificato come CANCEROGENO!!!! Come si fa, alla luce delle conoscenze scientifiche a sottovalutare tali incombenze pressochè certe sulla salute??

La pubblicità tossica:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2013/06/14/grano-e-orzo-trebbiatura-piu-pulita-e-facile-con-roundup-platinum/33612

Vedi studi: Come il diserbante Roundup ® danneggia il cervello,

Comprovato, il Roundup si accumula nel cibo OGM, Studi dimostrano come Il Glifosato sia collegato a gravi patologie quali: diabete, alzheimer e cancro 

e altri studi e ricerche scientifiche in questo capitolo: OGM - DANNI AGLI ORGANISMI SUPERIORI - UMANI

8) Monsanto, brevetto fraudolento su pomodori non OGM e biopirateria. Come è possibile aggirare le regole dei brevetti

Rappresentanti della coalizione internazionale No Patents on Seeds da Francia, Germania e Spagna hanno presentato un'opposizione contro un brevetto europeo detenuto dalla Monsanto su pomodori coltivati in modo "convenzionale" (EP1812575). Il brevetto rivendica pomodori con una naturale resistenza ad una malattia fungina denominata botrite. I pomodori originali usati per questo brevetto provenivano dalla International gene bank in Gatersleben, Germany. Era già noto che queste piante avevano la resistenza desiderata e erano semplicemente incrociati con altre piante di pomodoro. Monsanto ha poi prodotto un brevetto abilmente formulato in modo da creare l'impressione che l'ingegneria genetica fosse stata utilizzata per produrre i pomodori e per farlo sembrare una 'inventiva'. "Poichè i pomodori incrociati non sono brevettabili, Monsanto ha deliberatamente riformulato il brevetto durante il periodo di esame per far sembrare come se l'ingegneria genetica fosse stata coinvolta. Tuttavia, una lettura attenta del brevetto dimostra che questa operazione è semplicemente stata, fraudolenta. Questi pomodori non sono stati prodotti con il trasferimento di DNA isolato. L'Ufficio europeo dei brevetti avrebbe dovuto capire questo", dice Christoph Poi per No Patents on Seeds! "Questo brevetto dimostra quanto sia facile per le aziende come la Monsanto evitare i divieti esistenti nel diritto dei brevetti." Secondo la legge sui brevetti, "i procedimenti essenzialmente biologici per la produzione di piante e animali" sono esclusi dalla brevettabilità. L'Ufficio europeo dei brevetti concede abitualmente i brevetti su piante geneticamente modificate. Monsanto detiene già diverse centinaia di questi brevetti controversi. Tuttavia, in questo caso, i pomodori sono stati derivati da un incrocio normale, come descritto nel brevetto. Inoltre, è molto improbabile che tali pomodori possano essere creati mediante ingegneria genetica perché la resistenza a Botrytis sembra essere basata sugli effetti combinatori di diversi geni nel genoma dei pomodori. Le sequenze di geni importanti non sono noti nel dettaglio. Quindi, una combinazione del gene desiderato può essere ottenuto incrociando genomi interi, ma non trasferendo singole isolate sequenze di DNA. Per il caso gli attivisti hanno anche accusato Monsanto di biopirateria: I pomodori originari provenivano da una banca genetica internazionale in Germania, che dovrebbe salvaguardare i semi per il bene comune in un ulteriore impianto di coltivazione per garantire la sicurezza alimentare mondiale. "L'utilizzo di semi di banche genetiche internazionali per il deposito di brevetti sulle risorse genetiche e le loro caratteristiche native è niente di meno che un furto, è biopirateria e abuso del diritto dei brevetti", spiega Francois Meienberg per The Berne Declaration.. "I brevetti sulle risorse genetiche conservati nelle banche di sementi internazionali hanno enormi implicazioni per la disponibilità degli agricoltori e degli altri coltivatori, e possono notevolmente ostacolare o addirittura bloccare l'accesso agli impianti necessari per ulteriori coltivazioni."

http://www.no-patents-on-seeds.org/en/information/news/opposition-against-european-patent-tomatoes La coalizione internazionale di No Patents on Seeds sta organizzando l'opposizione. Parte della coalizione sono: Bionext (Paesi Bassi), The Berne Declaration (Svizzera), GeneWatch (UK), Greenpeace, Misereor (Germania), Development Fund (Norvegia), No Patents on Life (Germania), Red de Semillas (Spagna), Rete Semi Rurali (Italia), Reseau Semences Paysannes (Francia) e Swissaid (Svizzera). Le organizzazioni che compongono la coalizione No Patents on Seeds sono preoccupati che tali brevetti possano favorire un'ulteriore concentrazione del mercato, rendendo gli agricoltori e le altre parti interessate della catena di approvvigionamento alimentare sempre più dipendenti da poche grandi società internazionali e, infine, ridurre la scelta del consumatore. No Patents on Seeds chiede una revisione della legge sul brevetto europeo per escludere il materiale di riproduzione, le piante e gli animali e alimenti da essi derivati dalla brevettabilità. La coalizione è sostenuta da diverse centinaia di altre organizzazioni. "European patent specification Patent EP1812575B1, Tomato plants having higher levels of resistance to Botrytis"

http://www.no-patents-on-seeds.org/sites/default/files/patente/anmeldung/ep1812575b1_monsanto_tomato.pdf

Viene richiesta la revoca del brevetto, in alternativa una una pubblica udienza del ricorso. Come motivi di opposizione, l'articolo 53 bis, l'articolo 56, l'articolo 54 e l'articolo 83, l'articolo 53b

http://www.no-patents-on-seeds.org/sites/default/files/patente/einspruch/einspruch_patent_tomate_monsanto.pdf

9) LA “SCIENZA” CHE DISCRIMINA LA RICERCA. LO STUDIO SERALINI.

"Nel settembre 2012 la rivista scientifica Food and Chemical Toxicology pubblicò il delicatissimo articolo del team del Professor Gilles Eric Séralini [prof.di biologia molecolare presso l'Istituto di biologia fondamentale e applicata(IBFA) dell'Università di Caen, Francia e membro del "Comité de Recherche et d'Information Indépendantes sur le génie GENétique"] in cui si mostrava una abnorme proliferazione di masse tumorali- a livello renale ed epatico, con tanto di fotografie shocking- in ratti che avevano assunto mangime a base di mais OGM NK 603 e bevuto acqua e Roundup (fitosanitario a base di glifosato, usato in concomitanza al mais, dotato del gene della resistenza a tale super-erbicida). Lo studio di due anni, aveva visto 200 cavie esposte a dosi di mais e erbicida: con un aumento di morti premature notevole nel gruppo sottoposto al trattamento (50% dei maschi e 70% delle femmine morti prematuramente) rispetto al gruppo di controllo (30% dei maschi e 20% delle femmine). L'aumento di tumori nel gruppo esposto sarebbe dell'ordine del 200% / 300% almeno nelle femmine. In seguito, la rivista Food and Chemical Toxicology, che aveva già riconsiderato l’articolo chiedendo nuovi dati agli autori, al pari di EFSA, avrebbe adottato una prassi editoriale non certo comune: rinnegando la pubblicazione. Di fatto tale scelta è poco seria, e paradossalmente finisce per gettare ombre su una redazione che non è stata in grado di valutare l’adeguatezza scientifica di un articolo (prima ipotesi), o che semplicemente, ora che la rivista tramite l’editor Dr A. Wallace Hayes-ha assunto un nuovo responsabile per le biotecnologie, Richard E. Goodman (ex Monsanto), creandogli un ruolo ad hoc entro la redazione- ha un conflitto di interessi (seconda ipotesi). Comunque vada, e da qualsiasi punto la si voglia osservare, una sconfitta per la reputazione della rivista. Ma anche pert la Monsanto che "s'è vista obbligata" a far assumere uno dei suoi per ricondurre (si fa per dire) le cose all'ordine...

La ritrattazione dell’articolo

Con una lettera, il Food and Chemical Toxicology Journal ha ritrattato la pubblicazione dell’articolo, esponendo alcune argomentazioni. Sebbene lo studio non implichi un tentativo di frode, e nemmeno presenti dati scorretti o manipolati, viene considerato “non conclusivo”. Orbene, sebbene un trial come questo non possa essere in quanto tale considerato mai conclusivo (in ragione del fatto di essere un unico, limitato esperimento su un numero tutto sommato piccolo di cavie), diventa difficile considerare la sua inconclusività- comune ad ogni singolo studio (ad eccezione forse di alcune meta-analisi particolarmente potenti) come motivo sufficiente per ritrattare la sua pubblicazione. Se così fosse, nessuno studio dovrebbe esser pubblicato più sulle riviste. Inoltre, si rileva come almeno i 2/3 degli studi sugli OGM inviati ad EFSA da parte delle industrie, richiedano poi- afferma EFSA pubblicamente- successive integrazioni e dati, in quanto, così come vengono proposti, non sarebbero in grado di arrivare a “conclusività.

Ma c’è di più. Come mette in rilievo GM Watch, la lettera del FCT viola principi di pubblicazione delle riviste, ed è “illecita, illegale e anti-scientifica”. In particolare violerebbe il Committe publication ethics (COPE) di cui il FCT è membro. In base a tale codice deontologico, infatti, uno studio può essere ritrattato solamente se sussista:

1) chiara evidenza che i risultati sono inaffidabili, in ragione di cattiva condotta (“produzione artificiale dei dati”) o errori palesi; o

2) se la ricerca è condotta con principi non etici; o

3) ancora, se vi sono plagi o ridondanze di pubblicazione (ad esempio, se l’autore ha copiato stralci e parti di altri studi).

Questo però non accade assolutamente con la pubblicazione di Seralinì.

Curiosamente invece, è quello che è accaduto nei mesi scorsi ad EFSA: sorpresa a ricopiare stralci degli studi della Ajinomoto (industria proprietaria) sull’affair aspartame. Rea confessa, l’Authority non sembra però aver destato molta sorpresa in questa sua condotta da parte degli addetti ai lavori. Sottolineando una contiguità ormai considerata normale tra industria e regolatori del rischio, con buona pace dell’indipendenza scientifica-principio chiave di legittimazione dell’Authority. C’è di più: in base al COPE, la “inconclusiveness” non può essere una giustificazione sufficiente per ritrattare un articolo, dovendosi limitare ad una “expression of concern” (p.5 del documento). Non si capisce quindi il senso di una richiesta così onerosa, come avanzata da alcuni ricercatori che hanno duramente criticato Seralinì[1]. Se poi si va ad osservare chi ha mosso le critiche a Seralinì, ci si accorge che sono persone con evidenti legami con l’industria biotecnologica. E che non solo hanno mosso accuse pesanti “a caso” (come quella sul benessere dei ratti), ma che hanno cercato di condizionare pesantemente la libertà dell’editor, su questioni sulle quali non avrebbero dovuto interferire. Mentre accusavano inoltre Seralinì di legami con industria, non dichiaravano i propri: che sono poi stati resi noti da GM Watch. E stavolta in base ad una interpretazione letterale delle linee guida COPE-dovrebbero essere ritrattati nella lora pubblicazione.

Revisione dei pari addio

Di più: la rivista sulla quale sarebbero state mosse le accuse è Transgenic Research: di cui Christou Spanou, tra i principali accusatori di Seralinì, è l’editor. Quindi, non vi sarebbe stato un vero e proprio processo di revisione dei pari, ma un uso “personalistico” della rivista. Ricercatore e editore allo stesso tempo, senza filtri intermedi. Spanou -a quanto si apprende da diverse fonti ha un lungo curriculum di legami con l’industria delle biotecnologie, ma non è un tossicologo. Non ha quindi titolo per discriminarare gli studi di Seralinì. Inoltre già in passato aveva fortemente provato ad ostracizzare uno studio pubblicato su Nature, che aveva sollevato il problema-in Messico- della contaminazione di mais GM in raccolti tradizionali. Articolo che aveva fatto forte scalpore, in quanto i ricercatori non si attendevano assolutamente la capacità del mais OGM di colonizzare le altre colture. Infine, un altro aspetto riguarda da vicino il modo in cui la scienza procede. Siccome il dibattito anche successivo ha continuato a svolgersi sulla rivista, con diversi articoli pubblicati sul tema, e come è nello spirito del confronto scientifico, diventa difficile e assurdo, ora per il Food and Chemical Toxicology journal ritrattare un singolo pezzo di questo dialogo. Una censura immotivata, un “non è mai esistito” che non si capisce bene dove possa o voglia portare, come la censura di battute volgari in varietà in prima serata: e che rischia di screditare molto di più chi lo esegue che non chi lo subisce. Intanto il Network Europeo degli Scienziati (ENSSER) per la responsabilità ambientale e sociale ha fortemente contrastato le accuse a Seralinì e soprattutto, l’idea di ritrattare la pubblicazione, non ricorrendone i presupposti. Gesto che sembra un favore fatto all’industria del bioteach, sottolinea il loro comunicato.

Conclusioni

In definitiva, e comunque vadano le cose, lo studio di Seralinì ha raggiunto un grande obiettivo: quello di rendere più trasparente la scienza. Non a caso nel momento in cui EFSA ha chiesto ulteriori dati, Seralinì ha richiesto la pubblicazione di quelli di Monsanto. Pubblicati sul sito di EFSA, la Monsanto ha poi minacciato di azione legale la stessa authority (minando la sua indipendenza). Paradossalmente, è la critica stessa a Seralinì, con richiesta di ulteriori dati, che ha finito per mandare in cortocircuito la logica stessa della valutazione del rischio (Risk assessment) scientifica come svolta dalle agenzie regolatorie (EFSA). Sia in apertura che in chiusura della lettera (“Answers to critics”)in risposta al Food and Chemical Toxicology Journal, Seralinì e colleghi chiedono inoltre di procedere con studi indipendenti, a lungo termine. Come del resto hanno richiesto e raccomandato le agenzie regolatorie francesi. Questa è la dinamica propria del progresso scientifico: possibilità di replicare sperimentalmente gli studi, a parità di condizioni, per arrivare agli stessi risultati.

La Commissione Europea ha risposto, finanziando con un progetto indipendente in materia. A ben vedere, il vero risultato che cercavano Seralinì ed il suo gruppo di ricerca lo hanno ottenuto."

[1] Transgenic Research, February 2013 Plurality of opinion, scientific discourse and pseudoscience: an in depth analysis of the Séralini et al. study claiming that Roundup™ Ready corn or the herbicide Roundup™ cause cancer in ratsGemma Arjó, Manuel Portero, Carme Piñol, Juan Viñas, Xavier Matias-Guiu, Teresa Capell, Andrew Bartholomaeus, Wayne Parrott, Paul Christou

http://www.sicurezzaalimentare.it/dalla-scienza/Pagine/OGM,FoodChemicalToxicologyritiraarticoloSeralin%C3%ACDivampaildibattito.aspx

N.B. Il Roundup è stato somministrato alle cavie a livelli ammessi dalla vigente legislazione USA; e considerati pertanto “sicuri”. Seralinì ha affermato che diversi studi indicano come il potenziale tossicologico nei topi possa valere anche per l’uomo: “diversi test che abbiamo effettuato sulle cellule umane vanno nella stessa direzione”. http://www.sicurezzaalimentare.it/dalla-scienza/Pagine/Seralin%C3%ACpubblicaricercaindipendentesuOGM.aspx

- Sito del Professor Seralini: http://www.gmoseralini.org/en/

- Indice delle rilevanti ricerche del Prof. Seralini e del suo team: http://www.gmoseralini.org/research-papers/

- "La soppressione di prove scientifiche a scopo di lucro deve essere punibile con rilevanze penali. Le corporations del tabacco l'hanno fatta franca per quasi 30 anni prima che il mondo si accorgesse del problema, e anche in quel caso la risposta è stata insufficiente. I rischi posti dalla risposta epigenetico risposta della pianta ai DNA di geni estranei è potenzialmente catastrofica, e SI DEVE applicare il principio di precauzione. La censura della scienza sta giocando con la vita delle persone".

Dr. Bob Abell, autore "Scientists Concerned and Informed on the Environment Speak Out", Kanata, Ontario, Canada.

...riferito allo studio Seralini rimosso dalla pubblicazione. http://scieso.org/aboutScieso.html

- LE 4 VERITA’

1) Lo studio Seralini "minacciava la base dell'industria multi-miliardaria OGM", secondo Claire Robinson, dal gruppo ambientalista GM Watch.

2) Ha inoltre affermato: "Gli attacchi alla metodologia di studio di Seralini sono particolarmente sospetti perché ha semplicemente replicato proprio ad uno studio della Monsanto sul medesimo mais GM, ma esteso in lunghezza (temporale).

3) Robinson, che gestisce un sito web dedicato a difendere il lavoro di Seralini, ammette che nessuno studio è perfetto." Ma quello di Seralini è il più lungo e il più completo ad oggi su un cibo GM e pesticidi associati", ha aggiunto.
4)  "
Ignoriamo le sue conclusioni a nostro rischio e pericolo." http://www.heraldscotland.com/news/environment/why-has-study-saying-gm-could-kill-been-ignored.22027767

9a) Monsanto: violentissimo attacco allo studio Seralini. Come provare a distruggere un ricercatore

Il Professor Gilles-Eric Séralini, professore di biologia molecolare presso l'università di Caen in Francia, sa come infiammare l'industria OGM ed i suoi amici. Per sette anni lui e il suo team hanno messo in dubbio le norme di sicurezza applicate a varietà di mais OGM e ha cercato di rianalizzare gli studi di settore finanziati presentati ai governi. L' industria OGM ha sempre reagito furiosamente e personalmente Séralini è stato ampiamente insultato e infangato in più occasioni.

Ma la scorsa settimana, Seralini si è abbattuto sulla testa dell'intera comunità scientifica e sulle aziende competenti. In una rivista peer-reviewed ha riportato i risultati di uno studio per un ammontare di € 3,2 milioni. Nutriti con una dieta di mais GM Roundup -tolerant della Monsanto NK603 per due anni, o esposti a Roundup, nello stesso periodo, i ratti hanno sviluppato livelli più elevati di cancro con tumori più grandi e muoiono prima degli esemplari di controllo. Séralini ha suggerito che i risultati potrebbero essere spiegati dagli effetti sul sistema endocrino del Roundup, e la sovraespressione del transgene nell’ OGM .Questa era “dinamite scientifica”. Era la prima volta che il mais contenente questi geni specifici era stato testato su ratti in due anni - quasi tutta la durata di vita dei ratti- al contrario delle prove di soli 90 giorni richiesti dai regolamenti. Circa una dozzina di studi a lungo termine di differenti colture OGM non sono riusciti a trovare effetti simili. Lo studio di Séralini ha anche esaminato la tossicità dell'erbicida Roundup se somministrato direttamente ai ratti.

http://www.theguardian.com/environment/2012/sep/28/study-gm-maize-cancer

Lo studio produce molto clamore e le affermazioni del cancro prodotto da mais transgenico resistente agli erbicidi del mais, vengono messe sotto i riflettori.

L'Europa non è mai stata particolarmente affezionata agli OGM, ma questo sorprendente documento di ricerca, sembra destinato a indurire ancor di più l'opposizione pubblica e politica, nonostante sia partito un torrente di scetticismo da parte di scienziati sul lavoro dell'equipe Seralini.

L'esplosione della copertura mediatica per i risultati, ha "eccitato" gli oppositori degli alimenti geneticamente modificati, soprattutto in Europa. Il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault ha detto che se i risultati saranno confermati, il governo dovrà premere per un livello europeo divieto di mais. La Commissione europea ha incaricato l'Agenzia per la sicurezza alimentare europea indipendente ( EFSA) di Parma, in Italia, per valutare lo studio. Molti scienziati, però, hanno già messo in discussione la metodologia ed i risultati dello studio. Essi affermano che i dati presentati nel documento non accogono facilmente le domande per valutare in modo indipendente, e mettono in discussione disegno sperimentale dello studio e l'analisi statistica delle eventuali differenze tra i gruppi trattati e quelli di controllo. Altri scienziati sottolineano che il ceppo Sprague-Dawley di ratti utilizzati negli esperimenti è stato dimostrato essere sensibile allo sviluppo di tumori spontaneamente, soprattutto via via che invecchiano, rendendo difficile l'interpretazione dei risultati. I ratti sono stati monitorati per due anni (quasi tutta la loro durata di vita), rendendo questo il primo studio a lungo termine di mais contenente questi geni specifici. Circa una dozzina di studi a lungo termine di differenti colture GM non sono riusciti a trovare tali effetti sulla salute. Un primo test di mais NK603 nei ratti in uno studio di 90 giorni - l'attuale norma regolamentare - sponsorizzato da Monsanto non ha mostrato alcuna effetto.

In una risposta scritta alle domande, Séralini e Joël Spiroux de Vendômois, presidente di CRIIGEN e un co-autore dello studio, affermano che sono stati sorpresi dalla "violenza" e l'immediatezza delle critiche degli scienziati. Essi sostengono che la maggior parte dei critici non sono tossicologi, e suggeriscono che alcuni possono avere interessi in competizione, anche lavorando per sviluppare colture transgeniche. Gli autori ammettono che ratti Sprague-Dawley non possono essere il modello migliore per questo tipo di studi a lungo termine, ma aggiungono che la prova di 90 giorni di mais della Monsanto NK603 utilizzata per la sua autorizzazione, ha utilizzato la stessa razza di ratti. http://www.nature.com/news/rat-study-sparks-gm-furore-1.11471

E allora vediamola questa letteratura precedente. Questo è l’estratto del lavoro di revisione.

"L'obiettivo di questa revisione sistematica è stato quello di raccogliere dati riguardanti gli effetti delle diete contenenti mais geneticamente modificato, patata, soia, riso, triticale, sulla salute degli animali. Abbiamo esaminato 12 studi a lungo termine (di più di 90 giorni, fino a 2 anni di durata) e 12 studi multigenerationali (2-5 generazioni). Abbiamo riferito degli studi di 90 giorni con mangimi geneticamente modificati per i quali erano disponibili dati di studi a lungo termine o multigenerazionali. Molti parametri sono stati esaminati mediante analisi biochimiche, esame istologico di organi specifici, ematologia e l'individuazione del DNA transgenico. I risultati ed i metodi statistici sono stati considerati da ogni studio. I risultati di tutti i 24 studi non indicano alcun rischio per la salute e, in generale, non ci sono state differenze statisticamente significative nei parametri osservati. Tuttavia, sono state osservate alcune piccole differenze, anche se queste sono cadute all'interno della gamma normale delle variazione del parametro considerato e quindi non aveva significato biologico e tossicologico. Se necessario, uno studio di 90 giorni effettuato nei roditori, secondo linee guida delle prove OCSE, è generalmente considerata sufficiente al fine di valutare gli effetti sulla salute dei mangimi geneticamente modificati. Gli studi hanno lo scopo di dimostrare che le piante geneticamente modificate sono nutrizionalmente equivalenti alle loro controparti non-GM e possono essere utilizzati con sicurezza in alimenti e mangimi."

Peccato che gli autori di questa “revisione” appartengano a AgroParisTech, INRA – Met@risk e che prendano in considerazione lavori i cui autori lavorano per, tra gli altri: DuPont Haskell Laboratory, DuPont Experimental Station, Pioneer Hi-Bred International, Pioneer Overseas Corporation, Dow AgroSciences, EPL North East Inc, EPL-BioAnalytical Services, Monsanto Company, Monsanto Company Metabolism and Safety Evaluation-Newstead, Covance Laboratories… E quando appartengono a istituti di ricerca universitari le studio risulta finanziato dalla The Rockefeller Foundation... "OSTE... IL VINO E' BUONO?..."

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691511006399

Questo invece è lo studio Monsanto di 90 gg, eseguito da ricercatori della Monsanto stessa, e utilizzato.... per ottenere i permessi di commercializzazione: [(...) della serie: "OSTE... IL VINO E' BUONO?..."]

"Il lavoro presenta i risultati di uno studio di 13 settimane con ratti alimentati con mais Roundup Ready ®, che è tollerante al glifosato. La tolleranza agli erbicidi è stata realizzata attraverso l'introduzione di sequenze codificanti CP4 EPSPS nel genoma di mais per la produzione in planta di enzimi CP4 EPSPS. A differenza dei relativi enzimi EPSPS nel mais, gli enzimi CP4 EPSPS non sono inibiti dal glifosato. Secondo Purina TestDiets il mais Roundup Ready in diete di roditori è stato impostato a livelli di 11 e 33 %. Le risposte dei ratti alimentati con diete contenenti mais Roundup Ready sono state confrontate con quelle di ratti alimentati con diete contenenti mais non transgenico. Tutte le diete sono state nutrizionalmente equilibrate e conformi alle specifiche Purina Mills Inc. per i certificati LabDiet 5002. 400 sono stati utilizzati topi suddivisi in 10 gruppi di 20. La salute generale, il peso corporeo, il consumo di cibo, i parametri di patologia clinica (ematologia, chimica del sangue, analisi delle urine), peso degli organi, aspetto microscopico dei tessuti, erano comparabili tra i gruppi alimentati con diete contenenti Roundup Ready e di controllo con granella di mais. Questo studio integra studi sull'alimentazione degli animali con mais Roundup Ready a conferma che è il più sicuro e nutriente tra i mais ibridi commerciali esistenti.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691504000547

A questo punto sullo studio dell'equipe Seralini, si scatena una reazione senza precedenti da parte dell’industria tramite gli scienziati da esse “foraggiati”

"Il Prof Maurizio Moloney, Istituto Rothamsted Research, ha detto: "Anche se questo documento è stato pubblicato in una rivista peer-reviewed, ci sono anomalie in tutto lo studio che normalmente avrebbero dovuto essere corrette o risolte attraverso il processo di peer-review. Per un documento con tali scoperte potenzialmente importanti, sarebbe stato più soddisfacente aver visto il tutto con un'analisi statistica più convenzionale. Stiamo effettuando un'analisi più dettagliata delle statistiche in relazione alle conclusioni, ma per il momento è giusto precisare che normalmente un arbitro avrebbe insistito per mostrare i dati di controllo e la loro varianza in un tale studio."

Prof David Spiegelhalter, Università di Cambridge, ha detto:" A mio parere, i metodi, le statistiche e la comunicazione dei risultati sono ben al di sotto del livello che ci si aspetterebbe in uno studio rigoroso. A dire il vero mi ha sorpreso sia stato accettato per la pubblicazione. E i numeri sono così bassi che non costituiscono prove sostanziali"

Dr Wendy Harwood, John Innes Centre, ha detto : "Non è stato reso disponibile il dataset completo, ma i risultati non contraddicono i risultati precedenti che la modificazione genetica in sé è una tecnologia neutrale, senza rischi per la salute...Senza l'accesso ai dati completi, possiamo solo dire che questi risultati non possono essere interpretati come se dimostrassero che la tecnologia OGM è di per sé pericolosa. Tuttavia essi indicano possibili preoccupazioni per l'esposizione a lungo termine verso il Roundup ciò richiede ulteriori studi".

Prof Ottoline Leyser, University of Cambridge, dice: "Come la maggior parte del dibattito sugli OGM, questo lavoro ha molto poco a che fare con OGM. Gli autori del documento non suggeriscono che gli effetti sono causati da modificazioni genetiche."

Prof Tom Sanders, King College di Londra, spiega: "Non ci sono dati sulla assunzione di cibo e dati di crescita. Questo ceppo di ratto è molto incline a tumori mammari in particolare quando l'assunzione di cibo non è limitato. "Vi è una mancanza di informazioni sulla composizione della dieta. Una preoccupazione è se ci sono state micotossine nella farina di mais a causa di conservazione impropria."

Prof Alan Boobis, Imperial College di Londra, ha detto: "Alcuni degli effetti sono presentati in un modo che rende difficile valutare il loro significato. Per esempio, non sembra esserci un'analisi statistica dei tumori mammari."

In sostanza la maggior parte lamenta la piccola dimensione del campione. Inoltre sostiene che per quasi 20 anni, miliardi di animali nell'UE sono stati nutriti con prodotti derivati da soia geneticamente modificata, principalmente dall'America Latina. Nessun problema è stato segnalato dalle centinaia di migliaia di contadini, funzionari, veterinari e così via.

La stessa rivista pubblica un articolo che non mostra effetti sulla salute di ratti alimentati a mais OGM anche se questo è uno studio di 90 giorni più corto.

http://www.sciencemediacentre.org/expert-reaction-to-gm-maize-causing-tumours-in-rats/

Qualche scienziato però cerca di fare chiarezza, come il tossicologo Domingo dell’Università di Barcellona, critico sulle linee esistenti e che effettua una revisione della letteratura sulla valutazione della sicurezza delle piante geneticamente modificate

Negli ultimi anni , c'è stata una notevole preoccupazione sulla sicurezza degli OGM, una zona importante e complessa di ricerca, che richiede standard rigorosi. Gruppi diversi, tra cui i consumatori e le organizzazioni non governative ambientali, hanno suggerito che tutte gli piante OGM per alimenti dovrebbero essere sottoposte a studi alimentari a lungo termine sugli animali prima della approvazione per il consumo umano. Nel 2000 e nel 2006, abbiamo rivisto le informazioni pubblicate in riviste scientifiche internazionali, facendo notare che il numero di riferimenti riguardanti rischi tossicologici per la salute umana e animale e studi sulle piante OGM per alimenti era molto limitato. L'obiettivo principale del presente riesame è stato quello di valutare l'attuale stato dell’arte per quanto riguarda i potenziali effetti negativi e le valutazione sulla sicurezza delle piante geneticamente modificate per il consumo umano. Il numero di citazioni che si trovano in banche dati ( PubMed e Scopus ) è drammaticamente aumentata dal 2006. Tuttavia, nuove informazioni su prodotti come patate, cetrioli, piselli o pomodori, tra gli altri, non erano disponibili. Mais, riso e soia sono stati inclusi nel presente riesame. E’ stato osservato che attualmente esiste un equilibrio nel numero tra gruppi di ricerca che, sulla base dei loro studi sostengono che un certo numero di varietà di prodotti geneticamente modificati (soprattutto mais e soia) sono sicuri e nutrienti come la rispettiva pianta non-GM convenzionali, e quelli che ancora sollevando serie preoccupazioni. Tuttavia, va notato che la maggior parte di questi studi sono stati condotti dalle società biotecnologiche responsabili di commercializzazione di queste piante OGM. Questi risultati suggeriscono un notevole progresso rispetto alla mancanza di studi pubblicati negli ultimi anni su riviste scientifiche da tali società.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0160412011000055

I blog favorevoli al biotech si scatenano. Uno per tutti:

"L'ultimo esempio audace di distorsione scientifica è venuto la settimana scorsa, nella forma di un controverso studio che ha generato titoli dei giornali di tutto il mondo. Un gruppo di ricerca francese ha presumibilmente trovato che il mais OGM alimentato a ratti ha causato loro lo sviluppo di tumori giganti e muoiono prematuramente.

Entro 24 ore, la credibilità dello studio è stata attaccata da decine di scienziati. Il giudizio del consenso è stato rapido e schiacciante: lo studio era pieno di errori gravi, palesemente evidenti i difetti che avrebbero dovuto essere evitati da valutatori esperti. Molti critici hanno sottolineato che i ricercatori hanno scelto un ceppo di roditori estremamente inclini a tumori. Altri aspetti chiave dello studio, come ad esempio la dimensione del campione e l'analisi statistica, sono stati anche molto criticati. Uno scienziato dell'Università della Florida suggerisce lo studio è stato "progettato per spaventare" il pubblico. Che non è sforzo di immaginazione, considerando la storia dell’autore, Gilles - Eric Seralini, che favorì una campagna contro le colture OGM dal 1997", e i cui metodi di ricerca sono stati "messi in discussione prima" secondo il New York Times. Le circostanze dello studio sul tumore dei ratti di Seralini vengono definite bizzarre (come una rivista francese riporta, è stato condotto in condizioni di clandestinità) e dubbia (finanziamento è stato fornito da una organizzazione anti- biotecnologie) . Pamela Ronald, una genetista UC- Davis, ha sottolineato l'anno scorso su Scientific American: "Vi è un ampio consenso scientifico che le colture geneticamente modificate attualmente sul mercato sono sicure da mangiare. Dopo 14 anni di coltivazione e un totale complessivo di 2 miliardi di acri coltivati, senza effetti negativi per la salute o l'ambiente, sono il risultato della commercializzazione di colture geneticamente modificate." N.B. E' sempre l'OSTE che parla. ;)

http://www.slate.com/articles/health_and_science/science/2012/09/are_gmo_foods_safe_opponents_are_skewing_the_science_to_scare_people_.html

Conscia del pericolo che tale ricerca può costituiure per i suoi introiti si fa durissima la critica della Monsanto: Qui il riassunto del documento:

"Questo studio non soddisfa gli standard minimi accettabili per questo tipo di ricerca scientifica, i risultati non sono supportati dai dati presentati, e le conclusioni non sono rilevanti ai fini della valutazione della sicurezza. Lo studio è stato oggetto delle prime recensioni critiche da parte di più agenzie di regolamentazione. Ad esempio, l' Istituto federale per la valutazione dei rischi ( BfR ), in Germania, afferma che " le dichiarazioni principali degli autori non sono sufficientemente corroborate da evidenze sperimentali, a causa di carenze nella progettazione dello studio e nella presentazione e interpretazione dei risultati."Informazioni critiche su come è stata condotta la ricerca sono assenti, ed i dati presentati non supportano interpretazioni dell'autore. Tra i difetti principali sono :Protocollo di ricerca non soddisfa gli standard dell'OCSE. La fonte e la qualità del mais utilizzato è chiaro. Dettagli critici sulla preparazione dieta e l'apporto alimentare sono assenti. Completa mancanza di dati relativi alle affermazioni di cambiamenti microscopicamente visibili nel fegato o tessuti renali (istopatologia anormale) e risultati di analisi di laboratorio del sangue e analisi delle urine. La mancanza di qualsiasi analisi statistica per la mortalità o di punto finale di incidenza del tumore. Analisi statistica dei decessi Monsanto basato su ravvicinamento visiva dei dati grafici indica una mancanza di significatività statistica anche quando vengono applicati criteri liberali (p < 0,10). I tassi di mortalità e di incidenza tumorale in tutti i gruppi rientrano nelle norme storiche per questo ceppo di topi di laboratorio, che è noto per una elevata incidenza di tumori. I dati presentati sono altamente selettivi, utilizzando (ad esempio) i metodi differenti per maschi e femmine, e non sono sufficienti a sostenere le conclusioni tratte. Vi è una mancanza di relazione dose -risposta per tutto lo studio. Non esiste un meccanismo plausibile per i risultati rilevati con mais geneticamente modificato, ed i risultati sono in contrasto con un ampio corpus di esperienza e di studi scientifici. Ampia documentazione su animali e in vitro, i dati hanno dimostrato che il glifosato non provoca il cancro o tumori, e non è un interferente endocrino. Questo studio non fornisce informazioni che chiami in causa le ampie valutazioni di sicurezza di glifosato o erbicidi Roundup . Biotecnologie vegetali sono in uso da oltre 15 anni, senza evidenza documentata di effetti negativi sulla salute umana o animale o per l'ambiente. Un ampio corpus di prove scientifiche, recensito da agenzie di regolamentazione di tutto il mondo, sostiene la sicurezza di biotecnologia vegetale in generale, così come la sicurezza specifico del mais NK603. http://www.monsanto.com/products/Documents/ProductSafety/seralini-sept-2012-monsanto-comments.pdf

Altro caso di “attacco orchestrato” allo studio Seralini è quello di Paul Christou (di cui s’è accennato nel capitolo:” LA “SCIENZA” CHE DISCRIMINA LA RICERCA. LO STUDIO SERALINI “), che al contrario di Seralini non ha avuto molta difficoltà ad ottenere una delle sue critiche pubblicate nella ricerca transgenica in “Transgenic Research”…. Egli, proprio lui…, è guardacaso il redattore capo del giornale. E, come nel caso Goodman-FCT, Paul Christou è collegato alla Monsanto. Monsanto, infatti, ha acquistato l'azienda di sementi OGM “Agracetus” (che era l’ex datore di lavoro di P.Christou) e Monsanto ora detiene i brevetti per la produzione di colture OGM di cui P. Christou è denominato come l'inventore.  È prassi normale dichiarare di essere inventore di brevetti se si scrivono articoli scientifici, ma P.Christou nella sua critica dello studio Seralini, maldestramente...non ha rivelato nè il fatto che ha gestisce direttamente la direzione editoriale della rivista Transgenic Research e il suo status di inventore di brevetti, nè il suo evidente conflitto di interessi. della serie http://www.independentsciencenews.org/science-media/the-goodman-affair-monsanto-targets-the-heart-of-science/

9b) La ricerca Seralini

Ricercatori francesi hanno studiato segretamente, per due anni, 200 ratti alimentati con mais OGM. Tumori, malattie gravi ... un massacro. Una bomba per l’industria degli Ogm. Il 19 settembre 2012 è esplosa una vera e propria bomba. La rivista americana "Food and Chemical Toxicology" - un punto di riferimento in materia di tossicologia alimentare – ha pubblicato i risultati della sperimentazione condotta dal team francese di Gilles-Eric Seralini, professore di biologia molecolare presso l'Università di Caen. Un cluster bomb: scientifica, sanitaria, politica ed industriale. Di fatto polverizza una verità ufficiale: l’innocuità del mais geneticamente modificato.

Anche a basse dosi, l’Ogm studiato si è dimostrato molto tossico e spesso fatale ai ratti. Tanto che, se fosse un farmaco, dovrebbe essere immediatamente sospeso in attesa di ulteriori indagini. Questo è lo stesso Ogm che si trova sulle nostre tavole attraverso la carne, le uova o il latte.

Fino al 2011, i ricercatori hanno lavorato in condizioni di quasi-clandestinità. Hanno criptato i loro messaggi di posta elettronica come il Pentagono, si sono auto censurati tutte le conversazioni telefoniche e hanno lanciato una finta ricerca tanto temono un colpo violento dalle multinazionali delle sementi. Il difficile recupero di semi di mais OGM NK 603, di brevetto Monsanto, attraverso una scuola agraria in Canada alla fine del 2007, prima di selezionare, in totale segretezza, 200 topi da laboratorio chiamati "Sprague Dawley". Il bilancio? Agghiacciante: "Dopo meno di un anno di menu differenziati a base di mais geneticamente modificati, spiega il professor Séralini, c’è stata una strage tra i nostri ratti, di cui non avrei mai immaginato la grandezza."

Tutti i gruppi di ratti alimentati con mais OGM trattato o non trattato con l'erbicida Roundup, l’erbicida della Monsanto, o alimentati con acqua contenente basse dosi dell’erbicida presente nei campi OGM, sono stati colpiti da un moltitudine di malattie gravi nel 13 ° mese dell'esperimento.

Un confronto devastante: i ratti alimentati con mais OGM hanno sviluppato tumori due o tre volte più di ratti alimentati senza OGM, indipendentemente dal loro sesso. All'inizio del 24°mese, cioè alla fine della loro vita, dal 50% al 80% delle femmine alimentati con OGM sono state colpite contro solo il 30% di quelle cibate senza OGM. Cosa ancora più notevole: i tumori si sono verificati molto più velocemente nei ratti nutriti con OGM. Venti mesi prima nei maschi, tre mesi prima nelle femmine. Per un animale che ha due anni di aspettativa di vita, la differenza è notevole. Per fare un confronto, un anno per un roditore è più o meno l'equivalente a 40 anni per un uomo. La CRIIGEN (Comitato per la ricerca e informazione indipendente sull’ingegneria genetica) è riuscita a trovareil finanziamento per questa ricerca (3,2 milioni di euro) che né l’INRA, né il CNRS, né alcun ente pubblico aveva giudicato opportuno intraprendere. Come? Un'altra sorpresa: chiedendo alla Fondazione svizzera Charles Léopold Mayer. Ma anche i proprietari della grande distribuzione (Carrefour, Auchan ..), che si sono associati per l'occasione. Dal morbo della mucca pazza, infatti, questi vogliono proteggersi da ogni nuovo scandalo alimentare. Tanto che è Gérard Mulliez, fondatore del Gruppo Auchan, ha fornito il finanziamento iniziale.Lo studio del professor Séralini lascia presagire una nuova guerra omicida tra pro e anti-OGM. I vari sistemi sanitari chiederanno con urgenza studi simili per verificare i risultati degli scienziati francesi? Sarebbe il minimo. Monsanto, la più grande società mondiale di semi transgenici, li lascerà fare? Improbabile: la sua sopravvivenza sarebbe a rischio. Per una singola pianta Ogm, esistono centinaia di varietà. Il che implica almeno una dozzina di studi di 100-150 milioni di euro ciascuno. Da: agricoltura italiana on line

http://tempsreel.nouvelobs.com/ogm-le-scandale/20120918.OBS2686/exclusif-oui-les-ogm-sont-des-poisons.html

La ricerca "retracted" dell'equipe Seralini:

G-E. Séralini, E. Clair, R. Mesnage, S. Gress, N. Defarge, M. Malatesta, D. Hennequin, J.S. de Vendômois (2012), "Long term toxicity of a Roundup herbicide and a Roundup-tolerant genetically modified maize",

Food and Chemical Toxicology, Vol. 50, Issue 11, November 2012, Pages 4221–4231

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691512005637

Pdf del testo intero:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691512005637/pdfft?md5=8ad73ad58506791b42b6a1f945e4229e&pid=1-s2.0-S0278691512005637-main.pdf

9c) Il ritiro della ricerca Seralini
L’editore Elsevier ha ritirato il lavoro di Seralini pur ammettendo che non c’è NIENTE di falso o inesatto dopo avere ottenuto dall’autore tutti i dati non pubblici! Inequivocabilmente, il redattore capo NON HA TROVATO alcuna prova di frode o travisamento intenzionale dei dati nello studio SERALINI. Tuttavia, c'è un legittimo motivo di preoccupazione per quanto riguarda sia il numero degli animali in ogni gruppo di studio e il particolare ceppo selezionato. http://www.elsevier.com/about/press-releases/research-and-journals/elsevier-announces-article-retraction-from-journal-food-and-chemical-toxicology La ricerca non è stata "validata" alla fine, e sapete perchè? Perchè il numero di cavie non era sufficiente per il tempo per cui è durata la ricerca, nè secondo i censori era buona la specie di cavie.. Ci sono infatti dei parametri di tempo negli standards scientifici a cui corrispondono un preciso numero di cavie. Seralini e la sua equipe non aveva abbastanza fondi per condurre l'esperimento su un più elevato numero di cavie per un lungo periodo. Hanno comunque deciso di procedere ugualmente con gli esperimenti su un numero di cavie minore di quello dello standard...e allora Monsanto&Co se n'è approfittata e ha fatto invalidare il tutto. ASSURDO ! Così va purtroppo il mondo. Resta il fatto che per tutte le persone sensate l'esperimento è VALIDO ! Eccome !
Elsevier Announces Article Retraction from Journal Food and Chemical Toxicology “Long term toxicity of a Roundup herbicide and a Roundup-tolerant genetically modified maize,” by Gilles Eric Séralini et al. has been retracted by the journal Food and Chemical Toxicology Cambridge, MA, November 28, 2013

Elsevier announces that the article “Long term toxicity of a Roundup herbicide and a Roundup-tolerant genetically modified maize,” by Gilles Eric Séralini et al. has been retracted by the journal Food and Chemical Toxicology (FCT).

9c1) Monsanto vuole il controllo della scienza

The Goodman Affair: Monsanto Targets the Heart of Science

"Successivamente alla pubblicazione dello studio Seralini è stata lanciata sui media un'orchestrata campagna per screditare lo studio e persuadere il giornale scientifico Food and Chemical Toxicology (FCT) che l'aveva pubblicato a ritirarlo. Molti di coloro che hanno scritto lettere a FCT (che è pubblicato da Elsevier) avevano conflitti di interessi con l'industria degli OGM e dei suoi gruppi di lobbing, anche se questi non sono mai apparsi in pubblico.

Il giornale non ha fatto ritrarre lo studio. Ma pochi mesi dopo, all'inizio del 2013 la redazione di FCT ha acquisito un nuovo 'Associate Editor per la biotecnologia,' ovvero Richard E. Goodman. Questa era una nuova posizione, apparentemente fondata soprattutto per Goodman sulla scia dell' 'affaire Séralini'. Richard E. Goodman è professore alla ricerca di allergia alimentare e del programma risorsa, all'Università del Nebraska. Ma egli è anche un ex dipendente di Monsanto, che ha lavorato per l'azienda tra il 1997 e il 2004. Per la Monsanto ha valutato l'allergenicità di colture OGM e ha pubblicato articoli in merito e su questioni di allergenicità e sicurezza relative agli alimenti OGM (Goodman e Leach 2004) dell'azienda." UN "BEL" CONFLITTO D'INTERESSI !! Questo fatto è stato più che un tentativo della Monsanto e dell'industria del biotech di controllare la scienza stessa! E infine, come volevasi dimostrare, lo studio di Seralini, nel novembre del 2013 è stato ritirato. Monsanto ora controlla veramente quali studi sulle biotecnologie possono essere o meno pubblicati sulla rivista Food and Chemical Toxicology (FCT). Fra l’altro FCT aveva importanti ed esperti professori in quel ruolo preso da Goodman, da ricordare José L. Domingo, professore di tossicologia e salute ambientale autore fra l’altro due articoli completi, con studi sulla sicurezza alimentare degli OGM. Entrambi gli studi “però” ….hanno la “pecca” di esprimere, evidentemente in base ai dati scientifici rilevati, giudizi critici sulla tesi che gli OGM sono sicuri, come vorrebbe Monsanto. Di conseguenza.. si capisce perchè è tutt'altro che chiaro il perché FCT abbia bisogno di un 'editore associato per la biotecnologia' (l’ex dipendente della Monsanto Goodman), ma è invece chiarissimo perché Monsanto HA interesse nel garantire a sè stessa che 'l'affaire Séralini' non si ripeta mai più. Pietra tombale.

http://www.independentsciencenews.org/science-media/the-goodman-affair-monsanto-targets-the-heart-of-science/

9d) Milletrecentocinquantotto (1358) scienziati boicottano il ritiro dello studio dell'equipe del Prof. Seralini

Un primo gruppo di 41 scienziati hanno firmato il testo base di una dichiarazione pubblica che condanna il ritiro dello studio sulle colture geneticamente modificate condotto dal Prof. Gilles-Eric Séralini e il suo team presso l'Università di Caen, in Francia. In un'altra iniziativa separata, oltre 1358 scienziati di tutto il mondo hanno condannato il ritiro dello studio Seralini e in una lettera aperta a FCT hanno annunciato che boicotteranno le riviste del gruppo Elsevier. La Dr Angelika Hilbeck, scienziato senior dell'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia, dell'Istituto di Biologia Integrativa IBZ, Zurigo, Svizzera, Presidente della Rete europea degli Scienziati per la responsabilità sociale e ambientale (ENSSER), ha detto : "Il ritiro del documento riguardante la ricerca del Prof. Seralini è privo di qualsiasi fondamento scientifico. Se la mancanza di «conclusioni definitive" fosse un motivo valido per il ritiro, le nostre biblioteche scientifiche sarebbero quasi vuote, infatti si deve ancora vedere uno studio scintifico che abbia dato risultati di conclusività 'definitiva'."

http://www.farminguk.com/news/Scientists-condemn-retraction-of-GM-study_27231.html

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA Firmata al momento da 1358 scienziati del mondo intero.

A: Wallace Hayes

Editor in Chief

Food and Chemical Toxicology (FCT)

Cc Elsevier

re: «Tossicità a lungo termine di un erbicida Roundup e Roundup-tolerant mais geneticamente modificato", di GE Séralini et al, pubblicato in Food and Chemical Toxicology 2012, 50 (11), 4221-31

La vostra decisione di ritirare la carta è in palese violazione delle norme etiche internazionali stabilite dalla commissione per l'etica di pubblicazione (COPE), di cui FCT è membro. Secondo COPE, gli unici motivi di svincolo sono la prova evidente che i risultati sono inaffidabili a causa di cattiva condotta o di un errore onesto, plagio o la pubblicazione ridondante, o ricerca non etica. Avete già riconosciuto che la carta di Séralini et al (2012) contiene nessuno di questi difetti.

Questa arbitraria, retrazione completamente senza fondamento di una carta pubblicata peer-reviewed è senza precedenti nella storia dell'editoria scientifica, e suscita gravi preoccupazioni per l'integrità e l'imparzialità della scienza. Queste preoccupazioni sono accentuate da una sequenza di eventi che circondano il ritiro:

-) la nomina di ex-dipendente Monsanto, Richard Goodman alla nuova funzione di editore associato per le biotecnologie presso FCT
(
http://www.independentsciencenews.org/science-media/the-goodman-affair-monsanto-targets-the-heart-of-science/)

-) il ritiro di un altro studio che denuncia gli effetti potenzialmente nocivi da OGM (che quasi subito è apparso in un altro giornale)

-) il non avere nel contempo ritrattato un articolo pubblicato dagli scienziati Monsanto sulla stessa rivista nel 2004, per il quale è stato individuato un errore grossolano.

La ritrattazione sta cancellando dai risultati informazioni pubbliche che sono potenzialmente di grande importanza per la salute pubblica. E’ la censura della ricerca scientifica, della conoscenza e della comprensione, un abuso della scienza colpisce al cuore della scienza e della democrazia, e la scienza per il bene pubblico. Vi invitiamo a invertire questa terribile decisione, e in seguito, di rilasciare pubbliche scuse a Seralini e ai suoi colleghi. Fino a quando non aderirete alla nostra richiesta, ci sarà boicottaggio Elsevier, cioè, rifiuto di acquistare prodotti Elsevier, pubblicare, revisionare, o fare il lavoro editoriale per Elsevier.

http://www.i-sis.org.uk/Open_letter_to_FCT_and_Elsevier.php

9e) e anche: Scienziati contro la rivista Elsevier per la retrazione della ricerca Seralini”

Scienziati di tutto il mondo si sono uniti per condannare il ritiro da parte del direttore della rivista Elsevier Food and Chemical Toxicology (FCT), dello studio pionieristico sugli organismi geneticamente modificati (OGM) di mais e erbicida Roundup, diretta dal Prof Gilles- Eric Séralini e il suo team presso l'Università di Caen, in Francia.

Lo studio ha trovato che i topi alimentati con mais GM e / o bassi livelli di Roundup nella loro dieta subiscono gravi danni organici, in particolare per il fegato, i reni e la ghiandola pituitaria. Ulteriori osservazioni inattese erano più alti tassi di tumori di grandi dimensioni e la mortalità nella maggior parte dei gruppi di trattamenti

Un gruppo di 41 scienziati ed esperti di biosicurezza hanno firmato una dichiarazione pubblica che condanna la ritrattazione come un "atto di censura scientifica" apparente e chiedendo che la rivista ripristini lo studio, che si dice contenga reperti di importanza potenzialmente critica per la salute pubblica.

Il gruppo invita gli scienziati a firmare la dichiarazione, che è ospitato presso il nuovo sito web: http://www.endsciencecensorship.org/

e http://www.endsciencecensorship.org/en/page/retraction-intro

Sul sito web, molti degli scienziati firmatari spiegano lo studio e le sue conclusioni per il non specialista, oltre a fornire un esame dettagliato delle motivazioni addotte per il ritiro dello studio. Il pubblico è invitato a sostenere l'iniziativa chiedendo che il governo tedesco rilasci gli studi di tossicologia industriale sul glifosato, il principale ingrediente chimico di Roundup. Anche se questi studi costituiscono la base dell' omologazione UE di tutti gli erbicidi contenenti glifosato, essi sono tenuti segreti e sono tenuti dal governo tedesco. Lo studio di Séralini passato in peer review con revisioni minori, è stato pubblicato da FCT nel settembre 2012. Il documento è stato sottoposto ad una sostenuta campagna di attacco da parte di scienziati pro-OGM, molti dei quali avevano legami riservati con l'industria OGM o con le agenzie governative che avevano precedentemente approvati questa o altre colture OGM come sicure.

L'Editor di FCT, il dottor A. Wallace Hayes, ha ritrattato lo studio più di un anno dopo la sua pubblicazione. La decisione è arrivata dopo un secondo esame non proprio trasparente, effettuato da un gruppo di persone anonime, di competenza professionale sconosciuta, e con occulti potenziali conflitti di interesse.

Secondo la commissione per la pubblicazione di etica (COPE), di cui FCT è membro,il ritiro di uno studio è riservato ai casi di cattiva condotta, errore, pubblicazione ridondante o di plagio e ricerca immorale.

Nessuno di questi criteri è applicabile allo studio Séralini, come il dottor Hayes ha ammesso. Il Dr Hayes afferma che il ritiro è basata esclusivamente sulla natura "inconcludente" dei tumori e dei risultati di mortalità; egli ha scritto: "nessuna conclusione definitiva potrebbe essere tratta dai dati inconcludenti".

Tuttavia, gli scienziati dicono che la mancanza di "conclusioni definitive" non è un motivo valido ed è senza precedenti per ritrarre uno studio, dal momento che molti articoli scientifici contengono risultati inconcludenti.

Inoltre, i principali risultati dello studio sono stati i gravi effetti tossici a carico degli organi di animali (cavie) nutriti con mais geneticamente modificato e / o Roundup (diserbante al glifosato). Tuttavia questi risultati, che sono statisticamente significativi e così determinanti, come è possibile siano, sono stati ritirati, solo a causa della presenza di alcuni presunti risultati "inconcludenti" nella carta? Pochi mesi prima della ritrattazione, il dottor Richard E. Goodman*, un ex scienziato della Monsanto, è stato nominato ad una posizione editoriale appena creata nel campo delle biotecnologie a FCT. Subito dopo la nomina di Goodman, un secondo documento che contestava la sicurezza della tecnologia delle colture GM è stato ritirato dal FCT .(anche se è stato subito ri-pubblicato in un'altra rivista). *Richard E. Goodman è professore presso l'Allergy Research and Resource Food Program, University of Nebraska. Ma è anche  un ex dipendente della Monsanto, che ha lavorato per la società tra il 1997 e il 2004. Durante gli anni in cui ha lavorato Monsanto Goodman ha valutato l'allergenicità delle colture OGM dell'azienda, e pubblicato documenti in suo nome sulla allergenicità, sulla sicurezza alimentare, e sulle questioni relative ai prodotti alimentari OGM (Goodman e Leach 2004). (http://www.independentsciencenews.org/science-media/the-goodman-affair-monsanto-targets-the-heart-of-science/)
Al link seguente, la lettera pubblica contro la retrazione dello studio Seralini:

http://www.endsciencecensorship.org/en/page/press-release#.UvE9iz15MyM

Il sito endsciencecensorship.org è stato istituito da parte dei cittadini e scienziati interessati in risposta alla retrazione della rivista Elsevier Food and Chemical Toxicology dello studio del professor Gilles-Eric Séralini e colleghi, L'obiettivo immediato del sito è quello di chiedere il ripristino dello studio Séralini. L'obiettivo più ampio è quello di richiamare l'attenzione sul problema della soppressione delle scoperte scientifiche in questo caso e in tutti i casi futuri che vengono a nostro avviso.

Endsciencecensorship (2014) Retraction of Séralini GMO study is attack on scientific integrity. http://www.endsciencecensorship.org/en/page/Statement#.UvJxl2J5MyO

Il testo completo della lettera e i firmatari:

http://www.endsciencecensorship.org/en/page/Statement#.UvFGKD15MyN

- Un’adesione “tipo”:  
“La sorprendente (fino ad un certo punto) decisione di ritirare lo studio del Prof Seralini e della sua equipe è in dichiarata violazione delle norme etiche internazionali, stabilite dalla COPE, la Commissione per l'Etica di Pubblicazione, di cui la rivista FCT è membro. Secondo il COPE, gli unici motivi per cui si potrebbe giustificare un'azione simile sono:

- la prova evidente che i risultati sono inaffidabili a causa di cattiva condotta o di un errore,

- il plagio o la pubblicazione ridondante,

- oppure la ricerca non etica.

La rivista stessa ha riconosciuto che il lavoro di Séralini et al (2012) NON contiene nessuno di questi difetti. Ne scaturisce che l'arbitrario ritiro di questo studio a revisione paritaria, non ha precedenti nella storia dell'editoria scientifica, e suscita gravi preoccupazioni per l'integrità e l'imparzialità della scienza. Queste preoccupazioni sono inoltre accentuate da una sequenza di eventi che circondano il ritiro.”

9f) L'EFSA ha approvato (luglio 2013) le nuove linee guida sulle ricerche a lungo termine, validando di fatto il lavoro dell'equipe Seralini

Da notare che prima della ritrattazione (28 novembre 2013) dello studio Seralini e team, da parte della rivista Food and Chemical Toxicology Journal dove lo studio era stato pubblicato nel 2012, l'EFSA ha approvato qualche mese prima le nuove linee guida sulle ricerche a lungo termine, validando di fatto il lavoro dell'equipe Seralini.

Evoluzione sulla linea guida delle ricerche a lungo termine.

"L'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato le linee guida per studi di due anni sui prodotti alimentari, per valutare il rischio di tossicità a lungo termine degli alimenti geneticamente modificati."

http://gmoseralini.org/seralini-validated-by-new-efsa-guidelines-on-long-term-gmo-experiments/

- Questo è un "affascinante" documento che convalida in gran parte la metodologia e le scelte del Prof. Gilles-Eric Seralini nel suo Studio 2012 sul mais OGM NK603, metodologia e scelte che l'EFSA e innumerevoli altri critici hanno precedentemente utilizzato per attaccare il Prof. Seralini e la sua equipe.

"Dopotutto, siamo lieti di vedere l'EFSA "prendere a bordo" le nostre lezioni ammonitrici su spurie "referenze" di gruppi di controllo e sullo storico controllo dei dati (anche se nello stesso documento EFSA successivamente, si permette l'uso di entrambi!), così come siamo lieti di vedere resi validi gli aspetti che più furono criticati, dell'esperimento del Prof. Seralini "

Seralini validated by new EFSA guidelines on long-term GMO experiments

The European Food Safety Authority (EFSA) has issued guidelines for two-year whole food feeding studies to assess the risk of long-term toxicity from GM foods.

Il documento: http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/3347.htm

This is a fascinating document which largely validates the methodology and choices of Prof, Gilles-Eric Seralini in his 2012 study on GM maize NK603 – methodology and choices that EFSA and countless other critics previously attacked him for.

1. EFSA admits that “no standardised protocol or guidelines exist for this type of study and [industry] applicants have to adapt protocols” – as Seralini did, too.

2. EFSA says the same strain of rat that was used in the 90-day study on the GM food should be used in the longer study – thus vindicating Seralini’s use of the Sprague-Dawley rat, which Monsanto used in its 90-day study on the same maize.

3. EFSA says animals should be fed ad libitum, which Seralini did, but which critics complained made it impossible to measure individual food and water consumption.

4. EFSA admits that you do not necessarily need a narrow and fixed hypothesis and that such a study can be “exploratory”, in spite of its previous claim that Seralini’s experiment was flawed because it (according to EFSA) didn’t have a clear hypothesis or objective.

5. EFSA recommends against using the extra control or “reference diet” groups commonly included by Monsanto in its 90-day studies and fed a variety of supposedly non-GM diets, on the grounds that the concurrent controls are the valid controls AND what is being tested is the difference between the GM variety and the non-GM comparator. Seralini was criticised by many for not including these spurious extra control groups and for thus having “inadequate controls”.

6. EFSA cautions strongly AGAINST relying on historical control data and if it is used, restricts it to within 5 years of the current experiment and to the same testing facility. This is a much stricter requirement than industry ever applies; industry uses ancient data from a wide variety of sources.

EFSA says: “The use of historical control data should be considered with caution. The historical controls might not be useful because the incidences of neoplastic (or non-neoplastic) lesions would possibly be from control animals kept on different diets than the diet applied in whole food/feed study, and because the diet itself (high/low fat, type of fat, % of carbohydrate, type of carbohydrate, etc.) can influence the formation of neoplastic or non-neoplastic lesions. Where the diet formulation used in the experiment for the control groups cannot be demonstrated to be equivalent to that used for the generation of historical control data, the inclusion may be considered of an additional control group (as similar as possible to the historical controls), in addition to the concurrent control group(s).”It’s unfortunate that in rightly condemning the use of historical control data, however, EFSA allows in those extra control or “reference” groups that it rightly condemned in point (5) above.

7. EFSA recommends a minimum of 10 animals per sex per group for the chronic toxicity phase, the same number that Seralini used.

8. EFSA recommends housing animals in pairs, as Seralini did, so individual food consumption cannot be measured.

9. EFSA requires an a priori power analysis to ensure appropriate sample size, depending on the effect size that is being looked for. We’ve never noticed the GM industry doing one of these, resulting in experiments that are virtually guaranteed not to find anything. For Seralini’s team’s comment on this, see:

http://www.ijbs.com/v05p0706.htm

Overall, we’re pleased to see EFSA taking on board our cautionary lessons on spurious “reference” control groups and historical control data (even if in the same document EFSA subsequently allows the use of both!), as well as validating the aspects of Seralini’s experiment that he was most criticised for.

"Dopotutto, siamo lieti di vedere l'EFSA "prendere a bordo" le nostre lezioni ammonitrici su spurie "referenze" di gruppi di controllo e sullo storico controllo dei dati (anche se nello stesso documento EFSA successivamente, si permette l'uso di entrambi!), così come siamo lieti di vedere resi validi gli aspetti che più furono criticati, dell'esperimento del Prof. Seralini ".

9g) Perchè l'EFSA ha utilizzato due standard diversi per valutare il lavoro di Seralini e quello della Monsanto sul medesimo mais OGM?

Gli studi rispettivi come si sa, hanno dato risultati diametralmente opposti.

"Occorre terminare la pratica “dei doppi pesi e delle doppie misure" nel valutare gi studi di sicurezza sugli OGM. Gli scienziati dicono: 'Le nuove analisi dimostrano che l'EFSA, l'agenzia per la sicurezza alimentare europea, critica solo gli studi che trovano rischi".

“End double standards in evaluating GMO safety studies – say scientists :

"Europe’s food safety agency only criticises studies that find risk, new analysis shows"

The controversy about the Séralini et al. study, which reported negative health effects of Monsanto's NK603 GM maize and Roundup herbicide fed to rats over the long term,[1] is still going on. According to a new review published in Environmental Sciences Europe, the European Food Safety Authority (EFSA) used unscientific double standards to dismiss the Séralini study on genetically modified (GM) maize.[2]

The publication of this latest review comes just days after the retraction of the Séralini paper by Elsevier, the publisher of Food and Chemical Toxicology (FCT), on the unprecedented grounds of the “inconclusive” nature of some of the findings. ENSSER condemned the retraction[3] .

The Séralini study triggered an immediate storm of criticism by scientists and organisations, most of whom are known for their support of GMOs and their pleas for sweeping deregulation of GM plants in the EU and relaxation or even abandonment of risk assessment standards.[4]

Retrospective and selective application of new standards by EFSA

In September 2012, the European Commission asked EFSA to review the Séralini study. EFSA did so by retrospectively applying new standards released in 2011 to scientific work that Séralini planned and started in 2008.[5] EFSA concluded that the Séralini study was “inadequate”.[6]

But EFSA did not apply these same standards retrospectively to the original rat feeding study by Monsanto, even though the underlying design for the Monsanto study was later repeated by Seralini.[7] The Monsanto study concluded that this same GM maize was safe to eat, resulting in the approval for consumption of this GM crop by millions of animals and EU citizens in 2005.

EFSA review undermined the basic principles of science

Hartmut Meyer, one of the authors of the new review, said, “Use of such double standards is a common response from scientists calling for GMO deregulation and, somewhat surprisingly, also from some government authorities, to studies that show negative environmental and health effects of GMOs. Only those studies that find problems are subjected to excessive scrutiny and rejected as defective. This approach appears to be a tactic to avoid dealing with ‘inconvenient’ results, whilst selecting for ‘convenient’ results."

The new review then applied the same criteria used by EFSA to reject the Séralini study to 21 other 1-2-year feeding studies published in peer-reviewed scientific journals during the last 20 years. Those studies did not test feed derived from GM plants but mostly chemicals, used the same strain of rat, similar low numbers of tested animals and likewise modified protocols that extended or diverged to some degree from the strict OECD protocols and EFSA criteria as both Seralini and Monsanto did.

Restore scientific principles of objectivity

Angelika Hilbeck, the second author of the new review and chair of the European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility (ENSSER), said, “ENSSER wants to see scientific objectivity restored. We are calling for an end to the use of double standards, particularly by EFSA, in the evaluation of scientific research on substances that may pose risks to public health. We need a reasoned, respectful debate with the aim of reaching a consensus on the evaluation standards that must be consistently applied to all toxicity and carcinogenicity trials, regardless of whether they have findings that are ‘inconvenient’ for certain parties. EFSA should take the lead here.” “It’s time to stop selectively attacking methods and begin to deal with the results.”

Double standards used to claim GMO safety

Another example of selective scrutiny of study methods in order to avoid dealing with the results is a review of GMO safety studies conducted by Snell et al. (2012)[8]. In their review of 24 animal feeding trials with GM plant-derived feed, the authors noticed severe methodological shortcomings in a majority of the analysed publications, e.g. isogenic lines as controls were only used in 10 studies. However, Snell et al. used these shortcomings as arguments to dismiss those studies stating negative effects – but not those stating safety. Based on this asymmetrical, result-triggered approach, the review incorrectly concludes that no health hazards were found in 24 analysed publications.

Notes for editors

Hartmut Meyer and Angelika Hilbeck are founding members of the European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility (ENSSER). The European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility (ENSSER) was founded in 2009 to improve the quality of basic and regulatory science used in the risk analysis of existing and emerging technologies and their products such as genetically modified organisms, chemicals, food technologies, geo-engineering, nanomaterials, and synthetic biology, including the risk of their military use. To enable such scientific work, ENSSER advocates the creation of spaces for scientific work independent from the influence of the developers and owners of current technologies, supports early-warning scientists and promotes their protection from discrimination and discreditation. ENSSER members are contributing to the current scientific debates on technology and risk assessment in modern biotechnology[9]        17.12.2013

http://www.ensser.org/media/0813/  e anche: http://www.organicconsumers.org/articles/article_29055.cfm  

9h) RIPUBBLICATO LO STUDIO precedentemente RITIRATO dell'equipe SERALINI: tossicità a lungo termine dell' erbicida Roundup e tossicità del mais OGM resistente all'erbicida Roundup

La ripubblicazione su  Environmental Sciences Europe della ricerca dell'equipe del prof. Seralini ripristina lo studio della letteratura "peer-reviewed" affinché possa essere consultata e "lavorata" anche da altri scienziati. Lo studio ha trovato gravi danni renali e al fegato, oltre a disturbi ormonali, in ratti-cavia alimentati con il mais OGM, e bassi dosi (al di sotto di quelli consentiti dai parametri dell'UE nell'acqua potabile) di erbicida Roundup. Gli effetti tossici sono stati trovati nel mais OGM testato da solo, così pure come detto nel Roundup testato da solo, e anche insieme al mais. I risultati supplementari, inattesi, mostrano tassi più alti di mortalità e tumori di grandi dimensioni, ciò nella maggior parte dei gruppi di trattamento rispetto ai gruppi di controllo. Lo studio è stato pubblicato per la prima volta su "Food and Chemical Toxicology" (FCT) nel settembre 2012 [1] ma è stato in seguito ritirato dal capo redattore nel novembre 2013 anche in seguito ad una sostenuta campagna di critica e diffamazione da parte di scienziati pro-OGM.[2] ora lo studio è stato ripubblicato dalla rivista scientifica "Environmental Sciences Europe". La versione ripubblicata contiene materiale nuovo in risposta alle critiche subite dalla pubblicazione originale. Sono stati pubblicati anche i dati grezzi che stanno alla base dei risultati dello studio – a differenza degli studi industriali del settore che sottendono le approvazioni del Roundup, i quali invece sono mantenuti segreti. Tuttavia, il nuovo articolo sulla ricerca presenta gli stessi risultati di prima e anche le conclusioni risultano essere invariate. Lo studio ripubblicato è accompagnato da un commento a parte dell'equipe del Prof Séralini che descrive gli "sforzi d'incitamento" dei sostenitori delle colture OGM per forzare a suo tempo il capo redattore di "Food and Chemical Toxicology" FCT a ritrarre la pubblicazione originale. Il capo redattore di "GMOSeralini.org", Claire Robinson ha così commentato: 'Questo studio ha ora superato con successo non meno di tre round di rigorosa peer-review.' Il primo round fu la pubblicazione iniziale dello studio sulla rivista "Food and Chemical Toxicology" (FCT). E in quel caso lo studio passò con solo lievi modifiche, secondo gli autori.[3] La seconda revisione ha impiegato dei mesi. Si trattava di un esame non trasparente dei dati grezzi dello studio del Prof Séralini da parte di un gruppo segreto di persone senza nome, organizzato dal redattore capo della rivista "Food and Chemical Toxicology" FCT, A. Wallace Hayes, in risposta alle critiche dello studio degli scienziati pro-OGM e avversi allo studio Seralini[4,5] In una lettera al Prof. Séralini, Hayes ha ammesso che i revisori anonimi NON TROVANO NULLA di ERRATO sui risultati presentati dall'equipe Seralini. Tuttavia, Hayes ha sottolineato che è stata la natura 'inconcludente' di alcuni aspetti dello studio Seralini, vale a dire ciò che concerne i tumori riscontrati nei ratti-cavia e le osservazioni sulla mortalità degli stessi, questo ovviamente per giustificare la sua successiva (rispetto alla pubblicazione) decisione di ritrarre lo studio.[6] 'La spiegazione razionale dato per il ritiro dello studio dalla pubblicazione FCT, è stato ampiamente criticato dagli scienziati come un atto di censura e un inchino agli interessi dell'industria OGM.[7,8] Alcuni scienziati hanno sottolineato come numerosi articoli scientifici pubblicati in tutto il mondo contengono risultati "inconcludenti", compreso anche il breve studio (90 giorni) della Monsanto, sullo stesso mais geneticamente modificato che (quello NO!), non è stato ancora ritirato! [9] Il ritiro dello studo Seralini è stato condannato anche da un ex membro del comitato editoriale di FCT.[10] Ora lo studio ha passato un terzo round di peer review organizzato dalla rivista che ora l'ha ripubblicato: Environmental Sciences Europe.[11]

NOTE: 
1. Seralini GE et al, 2012. RETRACTED: Long term toxicity of a Roundup herbicide and a Roundup-tolerant genetically modified maize. Food Chem Toxicol 50:4221–4231.

2. http://www.spinwatch.org/index.php/issues/science/item/164-smelling-a-corporate-rat

3.http://retractionwatch.com/2014/01/16/journal-editor-defends-retraction-of-gmo-rats-study-while-authors-reveal-some-of-papers-history/

4. www.endsciencecensorship.org/en/page/statement#.U6XBuagoyBA;

Hayes AW (2013). Letter to Professor GE Séralini. 19 Nov. Available at: http://www.gmwatch.org/files/Letter_AWHayes_GES.pdf

5. http://www.spinwatch.org/index.php/issues/science/item/164-smelling-a-corporate-rat

6. Hayes AW (2013). Letter to Professor GE Séralini. 19 Nov.

Available at: http://www.gmwatch.org/files/Letter_AWHayes_GES.pdf

7. http://www.utsandiego.com/news/2014/jan/08/science-food-health/ ; Also see article beginning:http://www.endsciencecensorship.org/en/page/Statement#.U6YDUKgoyBA

8.http://www.ensser.org/democratising-science-decision-making/ensser-comments-on-the-retraction-of-the-seralini-et-al-2012-study/

9. http://www.endsciencecensorship.org/en/page/retraction-intro#.U6gKv6gowsk ;

http://www.endsciencecensorship.org/en/page/retraction-double-standards#.U6gLPKgowsk

10. http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691514000039
11. Republished study: long-term toxicity of a Roundup herbicide and a Roundup-tolerant genetically modified maize”: http://www.enveurope.com/content/26/1/14
Conflicts of interests, confidentiality and censorship in health risk assessment: the example of an herbicide and a GMO: http://www.enveurope.com/content/26/1/13

Ecco lo studio del Prof. SERALINI ripubblicato sulla rivista scientifica "Environmental Sciences Europe":

Abstract

Background

Gli effetti sulla salute dei ratti-cavia del mais transgenico OGM NK603 (in percentuale dell'11% nella dieta), somministrato con o senza applicazione di Roundup (erbicida) e Roundup da solo (da 0,1 ppb del pesticida completo contenente glifosato e coadiuvanti) nell'acqua potabile, sono stati valutati per 2 anni. Questo studio costituisce un'indagine di approfondimento dello studio alimentare di 90 giorni condotto dalla Monsanto sulla medesima specie e numero di ratti-cavia e con l'analisi dei medesimi parametri biochimici, al fine di ottenere il permesso per la pubblica vendita di questo mais OGM. La nostra ricerca rappresenta il primo studio "cronico" (di lunga durata) su queste sostanze, in cui tutte le osservazioni, inclusi i tumori, sono riportate in ordine cronologico. Da sottolineare che lo studio non è stato progettato come uno studio sulla cancerogenicità delle sostanze analizzate. Segnaliamo i risultati principali dello studio, osservati su 34 organi, con 56 parametri analizzati a 11 "punti di tempo" (distanze di tempo) per la maggior parte degli organi.

Risultati

Le analisi biochimiche confermano delle insufficienze renali croniche molto significative, per tutti i trattamenti e sui ratti-cavia di entrambi i sessi; il 76% dei parametri alterati erano legate al rene. Nei maschi trattati, le necrosi e le congestioni del fegato sono state da 2,5 a 5,5 volte superiori. Le profonde e gravi nefropatie sono state generalmente da 1,3 a 2,3 volte maggiori.

Nelle femmine, tutti i gruppi di trattamento hanno mostrato un doppio fino ad un triplo aumento della mortalità, e la morte in genere avveniva prima del normale campione. Questa differenza si è rilevata evidente ancher nei tre gruppi di maschi alimentati con mais OGM. Tutti i risultati sono stati ormone - e sesso-dipendente, e i profili patologici erano paragonabili. Le femmine hanno sviluppato grandi tumori mammari più frequentemente, e prima dei controlli; l'ipofisi è stato il secondo organo più colpito; l'equilibrio ormonale del sesso è stato modificato dal consumo di mais OGM e dai trattamenti a base di Roundup. Sui maschi, sono stati riscontrati tumori palpabili fino a 4 volte più grossi rispetto al gruppo di ratti-cavia di controllo, questo a partire da ben 600 giorni prima sempre rispetto al gruppo di controllo, in cui un solo tumore è stato notato. Questi risultati possono essere spiegati non solo per gli effetti del Roudup (erbicida) che alterano il sistema endocrino non lineare, ma anche per la sovraespressione del transgene EPSPS o altri effetti mutageni del mais OGM con le relative conseguenze metaboliche.

Conclusioni

I risultati delle nostre ricerche comportano che devono essere effettuati altri esperimenti alimentari a lungo termine (2 anni) per poter valutare accuratamente e appieno la sicurezza degli alimenti OGM e dei pesticidi nelle loro attuali formulazioni commerciali.

http://www.enveurope.com/content/26/1/14

Commenti degli scienziati.

Il Dr. Michael Antoniou, un genetista molecolare con sede di studio a Londra, ha così commentato: 'Pochi studi sopravvivrebbero ad un tale controllo intensivo dei colleghi scienziati. La ripubblicazione dello studio dopo tre recensioni degli esperti (peer-reviewed) è un attestato al suo rigore, nonché per all'integrità dei ricercatori. 'Se qualcuno dubita ancora della qualità di questo studio, si dovrebbe semplicemente leggere la ricerca ripubblicata. La scienza parla da sé. 'Se anche allora si rifiuteranno di accettare i risultati, allora dovrebbero essi stessi lanciare il proprio studio di ricerca su questi due prodotti tossici che sono stati e sono tutt'ora nell'alimentazione umana e animale e nella catena alimentare da molti anni.'

Il Dr Jack A Heinemann, professore di biologia molecolare e genetica, Università di Canterbury Nuova Zelanda, ha definito la ripubblicazione dello studio Seralini 'un'importante dimostrazione della resilienza della comunità scientifica'. Il Dr Heinemann ha anche affermato che 'la prima pubblicazione di questi risultati ha rivelato alcune delle malvagità che possono essere liberate su ricercatori che presentano conclusioni scomode. Plaudo "Environmental Sciences Europe" per aver presentato il lavoro dopo un altro round di rigorosa "peer-review" e per aver coraggiosamente resistito al processo e le raccomandazioni dei suoi critici, soprattutto dopo essere stati testimoni di spiacevoli eventi che hanno accompagnato la prima pubblicazione. 'Questo studio ha probabilmente prevalso, attraverso il processo di revisione più completa e indipendente, a cui mai è stato sottoposto alcun studio scientifico sugli OGM'. Il lavoro fornisce importanti nuove conoscenze che devono essere prese in considerazione dalla comunità che valuta e riferisce sui rischi degli organismi geneticamente modificati, e su tutte le fonti di pesticidi, nelle nostre catene alimentari e nei mangimi per animali. Questi risultati devono essere verificati nel tempo, con la ripetizione degli studi o devono essere "sfidati" da sperimentazioni in grado di dimostrare il contrario. A mio parere con il tentativo di cancellare, come è stato fatto, questi dati dagli archivi pubblici, non è stato ottenuto o raggiunto nulla di costruttivo per la valutazione del rischio e per la promozione delle biotecnologie OGM.'
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10) The Ermakova affair: La"Correzione preventiva" degli studi scientifici critici sugli OGM

"Non solo i redattori impediscono la pubblicazione nelle proprie riviste delle ricerche che dimostrano che ci sono dei problemi con le colture geneticamente modificate (OGM) ma possono anche efficacemente impedirne la pubblicazione altrove. Nel 2007, la principale rivista accademica "Nature Biotechnology" ha "prodotto" uno "straordinario" attacco al lavoro della scienziata russa, Irina Ermakova (Marshall, 2007). Le sue ricerche di laboratorio avevano trovato una diminuzione ponderale, un'aumentata mortalità e una diminuzione di fertilità in ratti alimentati con soia Roundup-OGM tollerante, e questo in diverse generazioni di ratti (Ermakova, 2006; Ermakova, 2009). L'editore di Nature Biotechnology, Andrew Marshall, contattatò la scienziata Ermakova, invitandola a rispondere alle domande sui risultati della sua ricerca, che lei al momento aveva solo presentato in conferenze. Marshall le disse che era 'l'occasione per presentare i propri risultati e conclusioni dal vivo, invece che continuare a criticare da dietro le quinte'. Ermakova accettò. Il processo che seguì fu tanto ingannevole quanto irregolare. Il capo redattore inviò alla scienziata una serie di domande sulla sua ricerca, alle quali lei rispose. Successivamente le fu mandata una bozza di quello che lei pensava essere il 'suo' articolo, con la sua firma come autore.Tuttavia, l'articolo pubblicato appariva molto diverso. Il sottotitolo della Ermakova era stato rimosso e sostituito con un altro da Marshall. Ognuna delle risposte della Ermakova alle domande fu seguita da una critica di quattro scienziati pro-GM (Marshall, 2007). La bozza inviata a Ermakova, si era rivelata essere una 'bozza fittizia', che non aveva incluso le osservazioni critiche dei 4 scienziati. Inoltre, le è stata negata la possibilità di affrontare e rispondere a queste critiche nello stesso numero della rivista. Nell'articolo finale il redattore conservò i riferimenti alle critiche dei 4 scienziati pro-OGM, ma rimosse molti commenti e risposte della Ermakova, con l'effetto che le sue dichiarazioni apparivano prive di fondamento. Il trattamento subito dalla Ermakova da parte di Nature Biotechnology’s ha scatenato la condanna da molti scienziati. Ed è stato anche fortemente criticato in alcuni punti, dai media. Harvey Marcovitch, ex editore di una rivista scientifica e al tempo direttore del Comitato sulla pubblicazione etica (COPE), comitato che fissa norme etiche per riviste accademiche, così commentò: 'Questo è un tipo di pubblicazione che non ho mai incontrato'. Disse anche che durante la lettura fu colpito da 'alcune cose sorprendenti'. Non era disposto a speculare su quello che era successo esattamente e aggiunse: 'Il capo redattore o stava provando una nuova forma di sperimentazione in cui non tutto è andato secondo i piani, oppure c'era effettivamente una cospirazione o qualsiasi altra cosa uno vuole chiamarla.' Il Dr Brian John del gruppo "Cymru" gruppo NO-OGM del Galles, fu anche più schietto, chiamando il "processo": 'pubblicazione accademico scandalistica basata su inganni, bugie, doppiezza e malcostume editoriale'. In mezzo al tumulto, il capo redattore Marshall pubblicò la sua corrispondenza e-mail con la Ermakova, su internet. Questa pubblicazione delle e-mail dimostrò che non era stato lui a chiedere agli scienziati pro-OGM di commentare il lavoro della Ermakova, come egli aveva inizialmente sostenuto, ma che i quattro scienziati avevano loro stessi "avvicinato" la rivista proponendole la loro 'critica' e, anche se nessuno di loro era tossicologo, Marshall aveva accettato dei "critici" che si erano auto-proposti, per giudicare la ricerca della Ermankova, ricerca che non avevano nemmeno mai visto nella sua forma completa e definitiva, seppur come detto, palesemente viziata dal capo redattore Marshall. Inoltre la rivista Nature Biotechnology non rivelò pienamente i conflitti d'interesse dei critici della Ermakova. Vediamoli: Bruce Chassy è stato "autore di piombo" su due influenti pubblicazioni ILSI, che definisce le metodologie di valutazione del rischio debole per le colture OGM, metodologie che successivamente sono state inserite nelle linee guida dell'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Vivian Moses è stato Presidente di CropGen, un gruppo della lobby dell'industria OGM con Monsanto che lo finanzia. L. Val Giddings, un consulente del settore, ed ex dipendente della Biotechnology Industry Organization (BIO). Nature Biotechnology ha anche omesso di dire che Giddings occupava una posizione senior presso BIO, ovvero era vice presidente per l'alimentazione e l'agricoltura, e che i finanziatori di BIO includono aziende delle colture OGM come Monsanto, Dow e DuPont. L'ultimo dei quattro critici, Alan McHughen, ha sviluppato una varietà di lino OGM chiamato Triffid e che, nel 2009 è stato scoperto aver contaminato forniture di lino dirette in Europa dal Canada. Se questi precedenti dei critici in questione fossero stati resi noti a tempo, i lettori avrebbero potuto giudicare diversamente la critica allo studio della Ermakova."

http://www.independentsciencenews.org/science-media/the-goodman-affair-monsanto-targets-the-heart-of-science/

11) FINO A QUANDO CI SARA' IL "TRUCCO" non potrà mai esistere un dibattito onesto, razionale e scientifico

La pubblicazione dello studio Seralini e la conseguente attenzione dei media, hanno fatto innalzare l'attenzione sul profilo delle sfide fondamentali che la scienza deve affrntare in un mondo sempre più dominato dall'influenza corporativa. Queste sfide sono importanti per tutta la scienza, ma sono raramente discusse nelle sedi scientifiche.

11a) Storia degli attacchi agli studi dove compare l'individuazione del rischio degli OGM

Il Prof. Seralini e i suoi colleghi sono solo l'ultimo di una serie di ricercatori i cui risultati hanno innescato orchestrate campagne di molestie. Un'altro esempio di questi ultimi anni è Ignacio Chapela, temporaneo poi professore assistente a Berkeley, il cui libro sulla contaminazione di OGM del mais in Messico (Quist e Chapela, 2001) ha scatenato una intensa campagna di discredito. Questa campagna da ciò che è stato riferito è stata ideata dal Bivings Group (fra le società partner di Casaleggio), una società di pubbliche relazioni, pecializzata nel marketing virale e spesso utilizzata dalla Monsanto (Delborne, 2008)per le sue "campagne".

La brillante carriera di biochimico di Arpad Pusztai, giunse alla fine quando tentò di riferire i suoi risultati contraddittori sulle patate OGM (Ewen e Pusztai, 1999a). La Royal Society britannica utilizzò di tutto contro di lui: dall' ordinedi fare silenzio al forzato ritiro, dal sequestro dei dati alle molestie sono stati utilizzati per bloccare la sua continua ricerca (Ewen e Pusztai, 1999b; Lattuada, 2003). Più recentemente sono state utilizzate anche minacce di violenza fisica, contro Andrés Carrasco, professore di embriologia molecolare presso l'Università di Buenos Aires, la cui ricerca (Paganelli et al., 2010) evidenziò rischi per la salute a causa del glifosato, il principio attivo del diseccante della Monsanto, il Roundup (Amnesty International, 2010).Non fu una sorpresa, quindi, che quando nel 2009, 26 entomologi del mais fecero una mossa che non ha precedenti, scrissero una lettera anonima direttamente all' EPA americana per lamentarsi del controllo dell'industria nell'accesso alla ricerca sugli OGM.

11b) Il ruolo dei Media della scienza. Un aspetto importante ma spesso inosservato di questa intimidazione è che si verifica frequentemente di concerto con la media della scienza (vedi ad esempio: Ermakova, 2007; Heinemann e Traavik, 2007; Latham e Wilson, 2007). La segnalazione della ricerca di Seralini è avvenuta in modo discutibile sulle testate più prestigiose dei media scientifici: Science, The New York Times, New Scientist e il Washington Post che non sono minimamente riuscite a 'bilanciare' uniformemente la critica alla ricerca con una benchè minima copertura di supporto alle tesi del lavoro di Seralini (Carmen, 2012; Enserick, 2012; MacKenzie, 2012; Pollack, 2012). Tuttavia, dei media dotati di risorse meno copiose, come ad esempio il britannico Daily Mail sembravano non avere alcuna difficoltà a trovare un parere scientifico favorevole sullo stesso studio (Poulter, 2012)

11c) Il Fuorviante Report dei Media. Un motivo chiave degli studi in cui c'è constatazione di rischio è che le critiche espresse nei media, sono spesso false piste, ingannevoli o non veritiere. Così, l'uso di metodologie comuni è stato interpretato come indicativo della scienza scadente quando viene utilizzato da Seralini (2012), ma non quando viene utilizzato dall'industria (vedi arbitri sopra riportati e Science Media Centre, 2012). L'uso di argomenti depistanti è destinato a seminare dubbi e confusione tra i non esperti. Per esempio, Tom Sanders del Kings College di Londra è stato citato per aver detto: 'Il ceppo dei ratti utilizzati nell'esperimento Seralini è molto soggetto a tumori mammari particolarmente quando l'ingestione di cibo non è limitato' (Hirschler e Kelland, 2012). Ebbene lo scienziato non ha però detto, o non era a conoscenza, che la maggior parte degli studi sull'alimentazione commissionati dall' industria hanno utilizzato ratti dello stesso ceppo di quelli di Seralini, e cioè gli Sprague-Dawley (per esempio Hammond et al., 1996, 2004, 2006; MacKenzie et al., 2007). In questi e altri studi di settore (ad esempio Moretti et al. 2007), l'assunzione del cibo è statoa dello stesso tipo di quella dello studio Seralini, ovvero: senza restrizione. I commenti di Tom Sanders sono importanti, perché essi sono stati ampiamente citati e perché facevano parte di una risposta orchestrata scienza Media centro della British Royal Institution allo studio Seralini. Il Science Media Centre ha una lunga storia nel sedare polemiche sugli OGM, e i suoi finanziatori comprendono, guardacaso, numerose aziende che producono OGM e pesticidi.

11d) Il "Regolatore" di colpevolezza. A nostro avviso una grande parte di colpa finale per questa polemica va trovata nei "regolatori". I "regolatori", quali l'EFSA (European Food Safety Autority) in Europa e l'EPA (Environmental Protection Agency) e la FDA (Food and Drug Administration) negli Stati Uniti, hanno sancito i protocolli con poco o nessun potenziale per rilevare le conseguenze negative di OGM (Schubert, 2002; Freese e Schubert, 2004; Pelletier, 2005). Gli OGM sono tenuti a sottoporsi ad alcuni esperimenti, sono esaminati alcune "conclusioni" e i test sono condotti esclusivamente dal richiedente o dai suoi agenti. Inoltre gli attuali protocolli normativi sono semplicistici e basati su presupposti (RSC, 2001), che come previsto dalla prassi, non rileverà la maggior parte dei cambiamenti gentici – a parte per l'obiettivo bersaglio - indotta dal processo di inserimento del transgene (Heinemann et al., 2011; Schubert, 2002).Puzstai (2001) e gli altri di conseguenza hanno sostenuto che gli esperimenti alimentari, ben condotti, sono uno dei modi migliori per rilevare cambiamenti imprevedibili. Inoltre i test alimentari non sono obbligatori per l'approvazione regolamentare, e la credibilità scientifica dei test che sono stati finora pubblicati è stata pure contestata (Domingo, 2007; Pusztai et al., 2003; Spiroux de Vendômois et al., 2009). Ad esempio, lo studio di Snell et al (2012), che ha valutato la qualità di 12 a "lungo termine" (> 96 giorni) e 12 studi multigenerazionali, ha concluso affermando che: 'Gli studi esaminati sono spesso legati a un'inadeguata progettazione sperimentale che ha effetti dannosi sull'analisi statistica... le maggiori insufficienze includono non solo la mancanza di sperimentazione su linee isogeniche (geneticamente identici) ma anche sottovalutazione di potenza statistica [e], assenza di ripetizioni...'.A quanto pare, gli stessi problemi di disegno sperimentale e di analisi sollevati dallo studio di ricerca del rischio (di Seralini) non erano un cruccio per i critici, quando gli studi non avevano identificato alcun rischio, da ciò si capisce che i decisori sono male informati (eufemismo). Allora si può dire che è un grave problema per la scienza e la società, quando si verifica che gli attuali protocolli normativi approvano colture OGM basandosi su nessuno o pochissimi dati utili con cui valutare la sicurezza del prodotto.

11e) Scienza e politica. I governi si sono abituati all'utilizzo della scienza come una sorta di "calcio politico". Ad esempio, in uno studio condotto dalla Royal Society of Canada, su richiesta del governo canadese, sono stati identificati numerosi punti deboli del regolamento per ciò che concerne gli OGM in Canada (RSC, 2001). Il fallimento del governo canadese chiamato a rispondere in modo chiaro ai molti cambiamenti consigliati è stato dettagliato da Andree (2006). Analogamente, le sagge raccomandazioni contenute nella relazione internazionale dello IAASTD, prodotta da 400 ricercatori in oltre 6 anni di lavoro, e secondo la quale gli OGM sono inadatti al compito di far progredire l'agricoltura globale , sono state ignorate risolutamente dai responsabili politici. Così, pur proclamando processi decisionali basati sull'evidenza, i governi utilizzano frequentemente la scienza unicamente quando fa loro comodo.

11f) CONCLUSIONI. Quando coloro che con un interesse particolare tentano di seminare dubbi irragionevoli su risultati scientifici a loro scomodi, o quando governi sfruttano l'opportunità politica, "facendo la cernita" (scegliendo cosa loro fa comodo) dalle prove scientifiche, compromettono la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei metodi scientifici, e mettono anche a rischio i propri cittadini. Le prove di sicurezza, la regolamentazione basata sulla scienza, e il processo scientifico stesso, dipendono fondamentalmente dalla diffusa fiducia in un corpo di scienziati dedicati all'interesse pubblico e alla propria integrità professionale. Se invece, il punto di partenza di una valutazione scientifica del prodotto è un processo di approvazione, truccato a favore della ricorrente e direi sistematica soppressione degli scienziati indipendenti che lavorano per il pubblico interesse, non potrà mai esistere un dibattito onesto, razionale e scientifico.

12) Le corporations del transgenico controllano la ricerca

Gli scienziati devono chiedere il permesso alle multinazionali del transgenico l'autorizzazione prima poter pubblicare una ricerca indipendente sulle colture geneticamente modificate. Tale restrizione deve terminare. ... Le multinazionali agritech hanno il potere di veto sui lavoro di ricerca scintifica dei ricercatori indipendenti. Le ricerca sugli OGM vengono ancora pubblicate, ovviamente, ma solo gli studi che le multinazionali del transgenico hanno approvato. In alcuni casi, gli esperimenti che avevano l'implicito via libera dalla multinazionale, successivamente sono stati bloccati in fase di pubblicazione perché i risultati non erano così lusinghieri… Per acquistare delle sementi geneticamente modificate, il cliente deve firmare un accordo che limita quello che può fare con quei semi. (If you have installed software recently, you will recognize the concept of the end-user agreement.) Agreements are considered necessary to protect a company’s intellectual property, and they justifiably preclude the replication of the genetic enhancements that make the seeds unique. But agritech companies such as Monsanto, Pioneer and Syngenta go further. For a decade their user agreements have explicitly forbidden the use of the seeds for any independent research. Under the threat of litigation, scientists cannot test a seed to explore the different conditions under which it thrives or fails. They cannot compare seeds from one company against those from another company. And perhaps most important, they cannot examine whether the genetically modified crops lead to unintended environmental side effects.

http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=do-seed-companies-control-gm-crop-research

13) LA PROPAGANDA MONSANTO AI DODICENNI
Il lavaggio del cervello praticato dalla Monsanto comincia in tenera età, con la complicità di alcune scuole U.S.A. .... infatti la multinazionale “Monsanto sta visitando le scuole per spiegare ai dodicenni quanto 'bene' sta facendo nel mondo... in tanto che "leader agricolo".... questo si chiama braiwash!

http://www.nationofchange.org/monsanto-visits-local-school-47-minute-propaganda-presentation-1402843006    Torna al SOMMARIO

14) La multinazionale "Coca-Cola" ha contribuito con $ 3,2 milioni per sconfiggere le leggi sull'etichettatura dei prodotti OGM, in California e nello stato di Washington

"Dis-onesto (dis-"Honest Tea") tè nell'acqua calda? Non è la prima volta che abbiamo esortato i consumatori a boicottare Honest Tea. E non sarà l'ultima. Honest Tea è di proprietà della Coca-Cola. E la Coca-Cola ha speso $ 3,2 milioni per sconfiggere le leggi per etichettatura degli OGM in California e nello stato di Washington, una parte di quei soldi riciclati illegalmente attraverso il Grocery Manufacturers Association (G.M.A.) che è un gruppo anti-consumatori, che ha speso milioni di dollari per sconfiggere le leggi sull'etichettatura degli OGM, che ha una legge in Congresso che anticipa (e impedisce) le leggi di stato sull'etichettatura, che ha intrapreso un'azione legale contro il Vermont per sovvertire lo legge sull'etichettatura degli OGM che lo stato ha recentemente approvato. I consumatori, semplicemente, non stanno acquistando quello che lo slogan della società Honest Tea, dice, ovvero: ' piacevolmente onesto ®' (Refreshingly HONEST®"). Pare che ora la Securities Exchange Commission (SEC) potrebbe mettere in discussione l'onestà di Honest Tea. Il Presidente nonchè co-fondatore Seth Goldman, ha ingannato intenzionalmente un reporter del Washington Post quando hanno affermato che la Coca-Cola non avrebbe contribuito direttamente al NO-sulla 522, ovvero la campagna per l'etichettatura dei prodotti OGM nello stato di Washington? Se è così, ha violato le regole del SEC che vieta di dirigenti di imprese pubbliche di rilasciare false dichiarazioni pubbliche. Se non avesse invece tentato di ingannare il giornalista, sarebbe stato lui stesso ad essere ingannato dal suo capo, il boss capogruppo di Coca-Cola. E' proprio così, a tutti gli effetti. I consumatori sono stanchi di essere presi in giro a suon di menzogne! Sono stanchi di annunci, slogan e campagne stampa disoneste e ingannevoli. Sono stanchi di aziende che dicono che gli ingredienti dei loro prodotti sono 'perfettamente sicuri' — salvo poi chiedere al Congresso di approvare leggi che permettono loro di mantenere quegli ingredienti segreti. E siamo stanchi di pagare una tassa per i prodotti biologici, solo per vedere il nostro denaro che se va in direzione dei desiderata di Grocery Manufacturers Association (GMA) — un gruppo commerciale la cui priorità numero uno è la lotta alla verità e alla trasparenza che persegue l'etichettatura degli alimenti e dei prodotti.

http://salsa3.salsalabs.com/o/50865/p/dia/action3/common/public/?action_KEY=9123

e anche: http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2014/06/24/honest-tea-gmo-labeling.aspx     Torna al SOMMARIO

15) Nonostante l’insuccesso ventennale ancora si insiste con il “golden rice”, e si testa  illegalmente su cavie umane, il riso ogm “golden rice”
Il
"Golden Rice" è stato oggetto di ricerca per oltre 20 anni. Le decine di milioni di dollari spese per il "Golden Rice" sarebbero potute essere utilizzate per soluzioni contro la VAD (carenza di vitamina A: Vitamin A Deficiency - VAD) che sono già disponibili e funzionanti, come integratori alimentari, alimenti fortificanti e orti comunitari...L'utilizzo di coltivazioni OGM come risposta ai problemi di malnutrizione è un approccio approccio sbagliato che va in una direzione ben lontana dalle reali soluzioni. Il "Golden Rice" non affronta le cause alla base della VAD, che sono principalmente la povertà e la mancanza di accesso a una dieta varia e salutare. Questo riso OGM è un tentativo di soluzione tecnica che può generare nuovi problemi. Per esempio, l'approccio all'utilizzo del "Golden Rice" come monocoltura potrebbe far peggiorare la malnutrizione poiché incoraggerebbe una dieta basata unicamente sul riso, piuttosto che aumentare l'accesso a una dieta diversificata con frutta e verdura, considerata fondamentale per combattere sia VAD che altre carenze alimentari… nonostante ciò il "Golden Rice" è tornato sotto i riflettori nel 2012 a seguito di una pubblicazione scientifica per la quale alcuni ricercatori hanno somministrato "Golden Rice" sperimentale ad alcuni bambini cinesi (“24 children used as guinea pigs in genetically engineered "Golden Rice" trial), ed è emerso che i genitori di questi bambini non erano stati informati della somministrazione di riso OGM. Questa violazione delle regole etiche ha portato a delle azioni disciplinari (Golden Rice Not So Golden for Tufts) nei confronti dei ricercatori interessati.
La ricerca scientifica: Tang G, Hu Y, Yin S, Wang Y, Dallal GE, Grusak MA & Russell RM (2012) β-carotene in Golden Rice is as good as β-carotene in oil at providing vitamin A to children. American Journal of Clinical Nutrition 96: 658-664.
http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/ogm/OGM1/Giu-le-mani-dal-nostro-riso/Golden-Rice/
Approfondimenti: “Golden rice’s lack of lustre. Addressing vitamin A deficiency without genetic engineering”
http://www.greenpeace.org/international/Global/international/publications/agriculture/2010/Golden%20rices%20lack%20of%20lustre.pdf

 

16) Monsanto nasconde al mondo le prove sull'erbicida Roundup

"Sull'erbicida Roundup hanno qualcosa da nascondere". "La nostra salute sacrificata per interessi commerciali"

«Quest'anno un gruppo di volontari appartenenti a Chinese food safety ha presentato una richiesta al Ministero dell'agricoltura della Cina affinchè divulghi lo studio che ha giustificato il rilascio del certificato di sicurezza per l'importazione in Cina del diserbante Monsanto Roundup. Scrivendo sul sito GM Watch, si dice: 'il Ministero ha risposto che il Roundup è stato registrato in Cina nel 1988, basandosi su un rapporto di prova di tossicologia emesso da una società di collaudo chiamata Younger Laboratories in San Louis, Missouri. Il test è stato un test di tossicità di esposizione acuta (tale test dura al massimo un paio di giorni), il Roundup è stato somministrato via bocca ai ratti di e applicato sulla pelle dei conigli. Hanno sostenuto che non c'è stato alcun effetto su occhi o pelle delle cavie e nessuna allergia. I volontari hanno chiesto al Ministero di rendere pubblico lo studio e il Ministero ha a sua volta girato la richiesta alla mutinazionale Monsanto. Monsanto ha risposto che lo studio costituiva un segreto commerciale, aggiungendo che la società non aveva mai divulgato lo studio nel mondo e non era d'accordo nel divulgarlo ora. I volontari fanno appello contro la decisione'. http://gmwatch.org/index.php/news/archive/2014/15519-the-glyphosate-toxicity-studies-you-re-not-allowed-to-see e: http://www.globalresearch.ca/monsantos-roundup-herbicide-and-regulators-with-something-to-hide/5389977

17) "Senza liberta' e indipendenza non c'e' scienza, ci sono soltanto abili strategie di comunicazione e propaganda"

"I giganti del biotech come Monsanto stanno usando l'ingegneria genetica per arrivare a controllare le nostre vite e i nostri sistemi alimentari, attraverso la menzogna e la paura. Non manipolano solo la vita, ma anche i fatti. Nel libro "L'inganno a tavola" abbiamo le prove di come, negli ultimi anni, le colture e i cibi transgenici siano stati imposti al mondo con la forza. Abbiamo le prove di come la propaganda abbia preso il posto della scienza, di come si siano fatti sparire i rischi mettendo a tacere gli scienziati che lavoravano sui rischi.

L'emergere di nuovi pericoli da nuove tecnologie richiede un'intensificazione della ricerca pubblica, per valutare i rischi e fornire conoscenze ai sistemi deputati al controllo della biosicurezza e della salute pubblica. Ma proprio quando la ricerca pubblica e' piu' che mai necessaria per proteggere la salute delle popolazioni, gli scienziati indipendenti che svolgono studi indipendenti diventano novelli Galileo. Vengono allontanati dalle loro ricerche e dagli istituti in cui lavorano, sotto la pressione degli interessi di gruppi ristretti disposti a introdurre a qualunque costo sul mercato alimenti pericolosi, e impegnati a creare un'atmosfera generale in cui l'ignoranza dei rischi viene presa per garanzia di sicurezza.

Tyrene Hayes, uno scienziato dell'Universita' della California a Berkeley, nel suo laboratorio ha esposto giovani rane a dosi molto basse di atrazina, il diserbante piu' diffuso; i maschi si sono trasformati in ermafroditi, un risultato che fa pensare che l'atrazina possa essere un distruttore endocrino. Syngenta, la multinazionale che e' il principale produttore di atrazina, per prima cosa ha tentato di bloccare questo studio. Quando Hayes ha continuato con fondi propri, ha provato a offrirgli 2 milioni di dollari perché proseguisse le sue ricerche "in ambiente privato". Hayes ha declinato l'offerta e ha pubblicato il proprio lavoro negli Atti della National Academy of Sciences. Syngenta ha continuato ad attaccare quello studio e a fare di tutto perché non divenisse lo strumento di politiche utili alla protezione della salute pubblica e dell'ambiente.

Arpard Pusztai era riconosciuto come la piu' grande autorita' mondiale nel campo delle lectine quando lavorava al Rowett Institute di Aberdeen, in Scozia. Pusztai fu incaricato dal governo britannico di condurre una ricerca per valutare gli effetti sulla salute prodotti dalle patate geneticamente modificate. Cio' che fece fu dare da mangiare le patate transgeniche ai ratti. Cio' che trovo' fu che i ratti manifestavano danni a molti tessuti e al sistema immunitario. Dopo che, con il consenso del suo istituto, ebbe reso pubblici i risultati della sua ricerca, Pusztai venne licenziato e una vasta campagna fu orchestrata per screditare il suo lavoro, campagna che vide tra i suoi protagonisti le piu' alte autorita' dello stato. La sua casa fu svaligiata, i suoi dati e gli appunti rubati. In seguito, i risultati delle sue ricerche furono pubblicati sulla rivista Lancet.

In un altro istituto di fama mondiale, la Cornell University, John Losey ha studiato gli effetti che il mais Bt, ottenuto con l'ingegneria genetica, puo' avere su specie non-target. Ha alimentato larve della farfalla monarca con foglie di una comune erba di campo cosparse di polline del mais Bt. Moltissime delle larve che avevano mangiato le foglie col polline Bt sono morte, mentre le larve del gruppo di controllo nutrite con foglie spolverate di polline non geneticamente modificato sono sopravvissute tutte. Questo studio innocente ha scatenato la furia della Monsanto e della Novartis, che continuano a ripetere che le loro colture Bt, appositamente ingegnerizzate per uccidere parassiti come il "bollworm" del cotone e la piralide del mais, non hanno alcun effetto sulle specie non-target.

Uno scienziato dell'Universita' della California a Berkeley, Ignacio Chapela, ha scoperto che il polline del mais geneticamente modificato ha inquinato le varieta' naturali che crescono in Messico, il centro mondiale della biodiversita' del mais; lo studio di Chapela e' apparso sulla rivista Nature nel novembre del 2001. Quel lavoro avrebbe dovuto suonare come un grosso campanello d'allarme sul fatto che l'inquinamento portato dalle piante transgeniche puo' contaminare la biodiversita' per sempre. E invece il Bivings Group, l'agenzia che cura le pubbliche relazioni per Monsanto, ha lanciato una poderosa campagna attraverso esperti che si sono spacciati per scienziati usando nomi fittizi. Gli editori di Nature, non abituati a forme di pressione cosi' aggressive, hanno fatto qualcosa che non ha precedenti nei 133 anni di esistenza di questa rivista scientifica: hanno pubblicato una prudente lettera di parziale sconfessione del lavoro di Chapela. Le ripetute pressioni dei sostenitori del biotech hanno stroncato la carriera accademica di Chapela a Berkeley.

La strategia di manipolazione dei risultati scientifici e dei sistemi di regolamentazione messa in atto dalle multinazionali pone serie minacce all'indipendenza della scienza e alla salute pubblica.

Nel 2002 Monsanto e' riuscita a manipolare le autorita' indiane in modo da ottenere l'autorizzazione a seminare il proprio cotone GM. Questo cotone si e' rivelato un fallimento. Piu' di 12 ricerche indipendenti, compresi gli studi governativi, hanno dimostrato che, al posto delle 3 tonnellate per ettaro promesse, il cotone GM ha reso soltanto 400 kg per ettaro. I coltivatori, anziché veder aumentare il proprio reddito di 20000 rupie per ettaro, hanno perso 12800 rupie per ettaro.

Questi studi sono stati ignorati. Ed invece Martin Qaim dell'universita' di Bonn e David Ziberman dell'Universita' della California a Berkeley, senza aver mai neppure visto i campi degli agricoltori indiani nella stagione di questi raccolti, hanno pubblicato su Science un articolo in cui dicono che l'esperienza del cotone Bt fatta dall'India e' stata positiva e che il rendimento e' aumentato dell'80%. Qaim e Ziberman hanno utilizzato dati forniti loro da Monsanto-Mahyco, non hanno mai condotto una propria valutazione indipendente. In Kenia la Monsanto si e' servita di Florence Wanbugo per proclamare i supposti miracoli dell'ingegneria genetica della patata dolce. Oggi la falsita' di questi pretesi successi e' un fatto provato. La scienza si sta riducendo a un cumulo di informazioni "delle multinazionali, dalle multinazionali, per le multinazionali". Senza liberta' e indipendenza non c'e' scienza, ci sono soltanto abili strategie di comunicazione e propaganda."

Dalla prefazione del libro: «L’inganno a tavola» Dai semi dell'inganno ai semi della libertà*

di Vandana Shiva, Ecologista e attivista, scienziata e filosofa, Vandana Shiva è una delle più autorevoli voci mondiali in difesa della natura e della sua biodiversità http://it.wikipedia.org/wiki/Vandana_Shiva

http://occupytheseeditalia.blogspot.it/

18) DAI PRODUTTORI DEL TRANSGENICO NESSUN ACCESSO AI SEMI OGM, PER GLI SCIENZIATI INDIPENDENTI

“L’industria del biotech controlla strettamente l’accesso ai materiali OGM-transgenici necessari per fare ricerche e quindi portare prove scientifiche, e non rilascia nè tantomeno rilascerà permessi a ricercatori indipendenti, salvo sotto condizioni che nessuno scienziato serio accetterebbe mai.” http://www.gmwatch.org/index.php/news/archive/2014/15547-why-marc-gunther-can-t-be-trusted-on-gmos


19) LE MULTINAZIONALI DEL BIOTECH VIETANO LA RICERCA INDIPENDENTE SUGLI EFFETTI DEL TRANSGENICO
Le multinazionali dell’agribusiness come Monsanto, BASF, Pioneer, Syngenta ed altre proibiscono la ricerca indipendente. In un redazionale del Scientific American, dell’agosto 2009, viene rivelata la realtà shockante ed allarmante, dietro la proliferazione degli OGM nella catena alimentare del pianeta, dal 1994. Non ci sono, nel mondo a quell’epoca,  studi scientifici indipendenti che siano stati pubblicati in una rivista scientifica qualificata e questo per una semplice ragione: è impossibile verificare in modo indipendente che i raccolti OGM come la soya della Monsanto Roundup Ready Soybeans o il mais  MON8110 GMO si comportino come afferma la multinazionale o che, come la multinazionale comunque afferma, non abbiano effetti collaterali dannosi. Questo perchè le multinazionali OGM proibiscono tali test!
Come  condizione preliminare per comprare le sementi, sia per piantarle per i raccolti o per farci ricerca, la Monsanto e le multinazionali  del gene, chiedono prima di tutto di firmare un “accordo dell’utilizzatore finale” - End User Agreement - con l’azienda. Nello scorso decennio, quando ha avuto luogo la grande proliferazione delle sementi OGM in agricoltura, la Monsanto, la Pioneer (DuPont) e la Syngenta hanno richiesto agli acquirenti delle loro sementi OGM, di firmare un accordo che esplicitamente proibisce che le sementi vengano usate per una ricerca indipendente.
Agli scienziati è proibito testare un seme per indagare a quali condizioni fiorisce o perisce. Non possono paragonare nessuna caratteristica del seme OGM con altri semi NON OGM o OGM di altra azienda. Ancor piu’ allarmante, viene fatto loro divieto di esaminare se i raccolti geneticamente modificati conducano ad effetti collaterali non voluti,  sia nell’ambiente, che negli animali che negli umani.
L’unica ricerca di cui si consente la pubblicazione in riviste scientificamente quotate  e in quelle di peer-review, riguarda quegli studi che sono stati PRIMA approvati dalla Monsanto e dalla altre industrie e aziende OGM.

Tutto il processo con cui i semi OGM sono stati approvati  in USA, a cominciare dalla proclamazione dell’allora Presidente George H.W. Bush nel 1992, su richiesta della Monsanto, sul fatto che il governo non avrebbe condotto alcun test sulla sicurezza dei semi OGM poichè il Presidente li aveva giudicati sostanzialmente equivalenti a quelli NON OGM, è un enigma pieno di interessi di corruzione. Sono le muiltinazionali stesse, come la Monsanto, che forniscono al governo USA i test sulla sicureza e prestazione degli OGM . Non stupiamoci quindi che gli OGM risuonino “positivi”  e che la Monsanto ed altri possano falsamente affermare che gli OGM siano la “soluzione alla fame del mondo”  .

In USA un gruppo di 24 scienziati, di università di grido, specializzati in insetti da raccolto, hanno scritto al governo USA, precisamente  all’Ente per la Protezione Ambientale ( US Government Environmental Protection Agency- EPA-) richiedendo che quest’ultima costringa ad un cambiamento della censura nella pratica delle multinazionali. E’ come se la Chevrolet o la Tata Motors o la Fiat cercassero di censurare articoli per i consumatori, su test comparativi anti urto, relativi alle loro macchine e questo  perchè non gradiscono i risultati dei test. Solo che qui si tratta della catena alimentare di esseri umani e animali. Gli scienziati con ragione hanno discusso con l’EPA sul fatto che la sicurezza sul cibo e la protezione dell’ambiente “dipendano dal fatto di rendere accessibili i prodotti vegetali ad un regolare scrutinio scientifico”

” Dovremmo pensarci 2 volte prima di mangiare i cereali  da colazione americani , se si tratta di grano (corn flakes)  OGM”. http://www.globalresearch.ca/gmo-scandal-the-long-term-effects-of-genetically-modified-food-on-humans/14570

E anche: http://www.informarexresistere.fr/2014/02/06/scandalo-ogm-le-multinazionali-vietano-la-ricerca-indipendente-sui-loro-effetti/ 

Tuttavia e nonostante i grandi intralci posti dalle multinazionali del transgenico, al momento sono ben 1528 gli studi sugli impatti negativi sulla salute e sull’ambiente degli OGM, e annessi pesticidi: https://docs.google.com/document/d/1f-cL74u9Lm0csPIm_fl1MsQeiWqOSg3DKO6JBT3p_5s/pub#id.qro4h1uxoxvr

e CENTINAIA E CENTINAIA GLI STUDI SCIENTIFICI SUGLI IMPATTI NEGATIVI DEL GLIFOSATO

 

20) Scarseggiano i finanziamenti per le ricerche indipendenti.. chissà perchè?
Intervista al Prof. Monastra* Lei ha appena parlato di “sintesi di nuove proteine con effetti del tutto ignoti”. Siamo entrati in un settore molto controverso: il rapporto OGM-salute. Il consumatore chiede: “c’è da fidarsi?”

“Ovviamente nessun ricercatore pensa che gli OGM in commercio siano gravemente dannosi per la salute (d’altra parte – osservano alcuni - certi fenomeni patologici possono apparire dopo molto tempo e in seguito ad un consumo prolungato e rilevante), ma è altrettanto vero che esistono dati sperimentali che dovrebbero spingere a condurre ulteriori ricerche circa l’eventuale impatto sulla salute di alcuni alimenti ingegnerizzati, migliorando così anche la batteria di test a cui sottoporre ogni nuovo evento transgenico in attesa di autorizzazione (faccio riferimento agli studi condotti in vari Enti e Università italiane ed estere da esperti come Infascelli, Malatesta, Bertheau, Magaña-Gómez, Kiliç,  Séralini, Velimirov, Carrasco, ecc.). Chissà perché scarseggiano i finanziamenti per questi approfondimenti sperimentali…! “
*Giovanni Monastra, Biologo, Ricercatore, Direttore Generale dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) di Roma, dove nel periodo ottobre 2002 - settembre 2005 ha svolto le mansioni di Coordinatore Scientifico, organizzando e seguendo lo sviluppo e la realizzazione di vari progetti dell’Istituto, tra cui, in particolare, il Piano di biosicurezza sugli Organismi Geneticamente Modificati: Progetto-Quadro OGM in agricoltura (MIPAF 2003). In seguito dirigente presso il Dipartimento dell’Ambiente del Comune di Roma
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=31746

 

21) Molte delle firme più note che in Italia si dichiarano a favore degli OGM non hanno esperienza di cosa siano le piante GM in agricoltura

D) Prof. Buiatti, sia a livello scientifico che nell’opinione pubblica il dibattito sugli OGM è molto duro. Cosa ne pensa?

R) Lo trovo particolarmente brutto e non onesto, l’opinione pubblica si trova di fronte a un attacco concentrico. Molte delle firme più note che si dichiarano a favore degli OGM non hanno esperienza di cosa siano le piante GM in agricoltura. Penso alla senatrice Cattaneo, che si occupa di ricerca sulle staminali e sulle malattie neurodegenerative, a Veronesi, oncologo, a Corbellini, laureato in filosofia e storico della medicina, a Marco Cattaneo, direttore de Le Scienze, fisico di formazione e giornalista scientifico. Una situazione alquanto buffa. Dall’altra parte abbiamo lEFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che in base alle proprie linee guida non può usare laboratori indipendenti per le sue ricerche! Quando Monsanto, o chi per essa, vuole immettere nel mercato un suo prodotto, l’agenzia, che non ha nemmeno laboratori di ricerca propri, presenta una serie di domande tecniche sull’affidabilità dei prodotti alla stessa impresa, la quale risponde appoggiandosi a ricercatori di sua fiducia: su questi dati EFSA autorizza il prodotto. Una modalità assurda che non garantisce imparzialità, anzi. L’EPA, la Environmental Protection Agency americana, funziona più o meno nello stesso modo, mentre l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel dibattito pro o contro OGM non ha mai voluto entrarci. http://www.greenews.info/pratiche/ogm-buiatti-dire-che-sono-sicuri-non-e-scontato-valutazioni-per-immetterli-sul-mercato-non-imparziali-20140806/

22) Pesante interferenza degli Stati Uniti e Gran Bretagna sulle ricerche condotte dalla task forze medico-scientifica incaricata di confermare o meno il bando sugli OGM in Africa

La National Biosafey Authority – NBA (Autorità Nazionale sulla sicurezza biologica) due settimane fa ha ordinato alla polizia e laboratori scientifici di procedere ad una verifica sulla esistenza di prodotti OGM illegalmente introdotti sul mercato grazie alla mancanza di informazioni sulle etichette. I primi risultati rivelano un network commerciale organizzato dagli Stati Uniti di proporzioni preoccupanti e in netta violazione con le leggi keniote. Washington e Londra avrebbero creato una lobby a favore dei prodotti geneticamente modificati all’interno del mondo medico e scientifico keniota che contesta i lavori del Dottor Thairu, considerati parziali, causa la nota avversità agli OGM di questo ricercatore. La creazione di questa lobby ha permesso a multinazionali anglo americane, tra cui la Monsanto, di effettuare delle ricerche non autorizzate dal governo sulla produzione locale di OGM in Kenya soprattutto su mais, cassava, sorgo e cotone. Alcuni parlamentari hanno chiesto l’apertura di un’indagine su queste ricerche clandestine. Si sospetta la Monsaldo e altre multinazionali alimentari di introdurre nel DNA dei prodotti OGM meccanismi di attacco contro le specie naturali. Inoltre i semi sono strutturati per avere una scadenza annuale e privati delle naturali caratteristiche di fertilità. Un’operazione coscientemente attuata dalla Monsanto per costringere i contadini del Terzo Mondo a diventare schiavi della catena di distribuzione. Non potendo replicare i semi o conservarli nelle banche semi come si usa fare per i prodotti naturali, i contadini ad ogni semina sono costretti a comprare nuovi semi OGM di monopolio della Monsanto. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite la coltivazione mondiale di OGM è aumentata del 10.000%, nonostante le proteste mondiali e le restrizioni decise da vari paesi. Nel 1996 1,7 milioni di ettari erano adibiti alla coltivazione di prodotti OGM. Nel 2012 queste coltivazioni si estendono su 170 milioni di ettari prevalentemente concentrati nei paesi del Terzo Mondo con seri danni alla loro capacità agricola. http://www.lindro.it/politica/2014-08-01/136770-kenya-probabile-riconferma-del-bando-ai-prodotti-ogm

23) Il vero nodo che pongono gli OGM è: il brevetto sul vivente

I dati FAO dicono che il fabbisogno alimentare di oltre il 50% della popolazione mondiale è soddisfatto da solo tre specie (a proposito di povertà); il fatto che deve preoccupare è che controllare tramite brevetto tre specie vegetali, significa controllare la sovranità alimentare del mondo! E’ un problema di democrazia non di innovazione!" Vincenzo Vizioli, Presidente AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica)

e Presidente FIRAB (Fondazione Italiana per la ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica) http://aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2767

24) ESPERIMENTI DI NUOVI PRODOTTI TRANSGENICI DIRETTAMENTE SUGLI UMANI, SUCCEDE NEI CIVILISSIMI U.S.A. IN BARBA AL CODICE DI NORIMBERGA

In quello che sembra essere una 'nuova norma' di moda, i ricercatori OGM stanno andando dritto dalle banane transgenichec a sperimentazioni su esseri umani senza prima fare il passo eticamente necessario delle prove di tossicità su animali.

I ricercatori stanno uinfatti progettando di far testare le loro banane OGM agli studenti in Iowa (USA), apparentemente senza alcun previo test di tossicità animale. Questo sarebbe illegale in Europa, dove gli sviluppatori devono fare prima una breve prova di 90 giorni negli animali.

Andare dritti da un prototipo OGM in sviluppo, alla sperimentazione umana è esattamente quello che è successo con gli esperimenti sul "golden rice" transegenico, dove il riso dorato OGM è stato dato ai bambini senza consenso informato e senza preventiva sperimentazione animale. La mancanza di test sugli animali è stata condannata da scienziati internazionali come una violazione del codice di Norimberga, stabilito dopo la seconda guerra mondiale per impedire una ripetizione degli esperimenti nazisti sugli esseri umani. Analogamente, il pomodoro viola OGM, sviluppato da Cathie Martin presso il John Innes Centre, sembra essere destinato alla sperimentazione umana senza essere prima passato attraverso i test di tossicità animale. I ridotti esperimenti sulle cavie effettuate dal team di Martin non erano un vero test di tossicità. Miravano solo ad accertare la durata di vita delle cavie. L'esperimento non avrebbe così potuto rilevare i comuni rischi per la salute: come la tossicità epatica e renale, e non compaiono neppure ricercatori hche abbiano esaminato i parametri base di tossicologia, come di chimica del sangue e delle urine, lo status degli organi, o i livelli ormonali. Forse questa negligenza delle norme minime di sicurezza è ciò che possiamo aspettarci, quando gli scienziati sono autorizzati a sviluppare nuovi alimenti.... Molti di loro non hanno un background in biologia umana e animale o in tossicologia e semplicemente non comprendono che un impianto di geni può sfociare in tossicità o allergenicità. Gli studenti reclutati per le prove con le banane transgeniche nello stato dello Iowa dovrebbero ricordare il precedente di Porton Down, Wiltshire, Regno Unito, dove gli scienziati condussero esperimenti umani immorali per anni con il falso pretesto che essi erano "sicuri". Ad esempio, ai soggetti era stato detto che essi stavano partecipando ad una 'ricerca sul comune raffreddore' quando in realtà essi erano essere esposti a tossine nervine mortali. Prima di accettare di mangiare la banana OGM, gli studenti dovrebbero chiedere ai ricercatori: 'Dove sono i vostri dati sugli esperimenti animali?' Scienziati responsabili accoglierebbero con piacere tali domande.

http://www.gmwatch.org/index.php/news/archive/2014/15565-another-unethical-gmo-human-trial-planned

e: http://www.desmoinesregister.com/story/news/2014/08/02/isu-researcher-test-genetically-altered-bananas/13502003/

25) La Bayer lancia una nuova varietà di soia ogm

La soia Credenz è resistente al glyphosate e al glufosinate. La Bayer CropScience ha introdotto negli Stati Uniti una nuova linea di prodotti di soia. Conosciuta sotto il nome Credenz è una soia geneticamente modificata immune all'erbicida glifosato e glufosinato. Gli agricoltori quindi possono spruzzare più pesticidi, senza danneggiare il raccolto. "Dopo la pratica, il fallimento delle colture geneticamente modificate resistenti al glifosato attualmente la Bayer cambia improvvisamente. Il gruppo si dimostra essere un profittatore irresponsabile. L'annuncio di un ulteriore prodotto GM, dotato di una nuovo resistenza agli erbicidi espone l'intero concetto come situazione di stallo in cui, purtroppo, può vendere sempre di più e sempre più prodotti agrochimici tossici ". Jan Pehrke dal Vorstand der Coordination gegen BAYER-Gefahren aggiunge: "La linea di prodotti di soia Credenz è un ottimo esempio del modo sbagliato di prodotti agrochimici. A causa dell'uso a lungo termine di glifosato si sono venute a creare numerose specie di superinfestanti, che ora le “agro-giganti” vogliono fermare con una terapia di combinazione di pesticidi. Ancora una volta questo non aiuterà a lungo. " Pehrke chiede un divieto mondiale sul glifosato e glufosinato.

http://cbgnetwork.org/5712.html

Dirk Zimmermann di Greenpeace ha criticato il lancio del prodotto dicendo: “Dopo il fallimento delle piante resistenti al glifosato, adesso la BAYER aumenta la produzione di pesticidi. Dopo essersi unita alla corsa alle armi per la coltivazione globale di soia OGM, la multinazionale si sta dimostrando una irresponsabile speculatrice di guerra. L'introduzione di altre piante geneticamente modificate, resistenti a sempre più erbicidi, smaschera l'intera faccenda e rende chiaro che questa è una strada a senso unico che serve solo a vendere sempre più sostanze tossiche al settore agricolo.” In Sud America, foreste, terre coltivate a rotazione e piccole fattorie, sono state eliminate da massicce piantagioni di soia. I raccolti non vanno a nutrire la popolazione locale, ma sono in massima parte esportati in Europa o USA, per soddisfare l'enorme domanda dei produttori di carne. Inoltre, il boom della soia riduce la produzione dei cibi locali tradizionali.

https://www.bayercropscience.us/products/seeds/credenz

Philipp Mimkes della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) afferma: “L'alto consumo di carne sta causando gravi danni ecologici e sanitari in Sud America. Chiediamo una riconversione all'agricoltura ecologica anche se questo comporta una diminuzione della produzione di carne. Gli erbicidi tossici come il glifosato e il glufosinato devono essere banditi!” Glifosato e glufosinato vengono venduti in combinazione con semi geneticamente modificati, in particolare soia e mais. Poiché il mercato dei semi è controllato da poche multinazionali, molti agricoltori riescono a comprare solo semi geneticamente modificati. http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=13032

Il glifosato, sviluppato dalla Monsanto e commercializzato col nome di "Roundup", è la tossina agricola più venduta al mondo. Il brevetto è scaduto e adesso il principio attivo è venduto anche dalla Bayer e da altre compagnie. Il glifosato è sospettato di causare difetti nel feto, danneggiare il DNA e facilitare l'insorgenza di malattie come il morbo di Alzheimer, il diabete e il cancro. Il glufosinato è ancora più tossico. La Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) afferma che la sostanza è molto rischiosa per i mammiferi. Il glufosinato è stato classificato come reprotossico dopo che esperimenti di laboratorio sui topi hanno mostrato nascite premature, morti intrauterine e aborti. Per questo motivo le vendite della sostanza in Europa dovranno essere sospese al massimo entro il 2017. Questo non ha impedito alla Bayer di annunciare, nel maggio 2013, la prevista costruzione di una nuova, enorme fabbrica di glufosinato negli USA. E' il modo in cui la multinazionale cerca di compensare la crescente inefficacia del glifosato contro le infestanti.

http://www.cbgnetwork.org/2786.html

Ricordo che l’EFSA stà per autorizzare la coltivazione del mais della pioneer 1507 che oltre che essere un mais Bt è anche resistente al glufosinate. Quindi presto questo pesticida ce lo troveremo anche noi nei nelle nostre coltivazioni.

Scientific Opinion updating the evaluation of the environmental risk assessment and risk management recommendations on insect resistant genetically modified maize 1507 for cultivation. EFSA Journal 2011;9(11):2429 [73 pp.]. http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/2429.htm

I raccolti geneticamente modificati, contrariamente a quanto sostengono i lobbisti delle multinazionali, non risolvono il problema della fame nel mondo. L'80% dei raccolti OGM è usato per l'alimentazione animale. I raccolti OGM non sono resistenti alla siccità né hanno una resa maggiore. La loro coltivazione su aree sempre più grandi riduce la produzione di raccolti per l'alimentazione umana, rendendo più difficile la produzione di cibo per le popolazioni locali.

La BAYER, con una fetta di mercato globale del 20%, è il secondo maggior produttore di pesticidi. Dunque i prodotti di questa multinazionale sono responsabili di una parte significativa degli avvelenamenti da pesticidi, che la Organizzazione Mondiale della Sanità stima in circa 20 milioni di casi all'anno, dei quali circa 200.000 mortali.

26) Come addomesticare e falsificare uno studio

Studio del US National Research Council affidato a scienziati pro biotech.

Sessantaquattro (64) * affermati scienziati, ricercatori e professionisti hanno presentato una lettera aperta alla National Academy of Science’s National Research Council (NRC), e hanno fortemente criticato la proposta del Consiglio di un gruppo di esperti con il compito di completare un nuovo studio NRC , "Genetically Engineered Crops: Past Experience and Future Prospects".

Secondo NRC, "il comitato è stato elaborato da candidature presentate, considerando l'intera gamma di competenze e l'esperienza necessarie per affrontare compito di stilare lo studio.

L’"NRC ha offerto al pubblico la possibilità di commentare la composizione del Comitato al 5 agosto http://nas-sites.org/ge-crops/category/committee/

Il comitato ha il compito di condurre un esame di vasta portata nel corso dei prossimi 18 mesi sulla "storia dello sviluppo e dell'introduzione di colture Ogm negli Stati Uniti e a livello internazionale", nonché dei "presunti negativi" e " presunti positivi" impatti delle colture Ogm e delle loro tecnologie associate (ad esempio pesticidi) per gli agricoltori di tutto il mondo.. La relativa relazione, prevista per la pubblicazione nel 2016, è destinata a risolvere ogni possibile confusione derivante da "informazioni contrastanti" che stanno circolando in materia di Ogm, e fornire i risultati di "uno studio oggettivo indipendente" ai politici, al pubblico e "varie parti del governo degli Stati Uniti." Marcia Ishii-Eiteman scienziato senior di Pesticide Action Network, - un co-firmatario sulla lettera - ha spiegato: "Come scienziati e ricercatori, siamo profondamente turbati dalla creazione del NRC di un comitato che appare predisposto a sostenere le colture Ogm, senza intraprendere una valutazione equilibrata e basata su prove degli impatti reali della tecnologia. Un'indagine di successo dei complessi impatti agronomici, ecologici, economici, sociali, politici e culturali delle colture Ogm in tutto il mondo richiede un gruppo di esperti altamente qualificati nelle scienze sociali e nelle analisi multidisciplinari, e avendo esperienza del mondo reale al di là del microscopio. Molti pochi individui nel comitato proposto sono in possesso di questa esperienza, fatto salve poche eccezioni. Così come è attualmente configurato, il comitato di NRC non ha neanche lontanamente l'esperienza accademica e del mondo reale necessaria per produrre un prodotto credibile. "

http://www.panna.org/scientists-challenge-makeup-panel-meant-evaluate-gmo-risks

Nella loro lettera, gli scienziati hanno osservato che il progetto di NRC è "dominato da ricercatori delle scienze biofisiche, la maggior parte dei quali rientrano in un intervallo ristretto di discipline e campi, con la maggior parte degli scienziati che hanno incentrato la loro ricerca a livello cellulare o molecolare ... e [di lavoro] in un quadro di sviluppo delle colture GE."Gli autori hanno sottolineato la mancanza di sufficienti competenze nelle scienze sociali necessarie per rispondere alle grandi domande circa l'impatto delle colture GE, e ha esortato l’NRC per includere nel comitato sociologi rurali e di sviluppo, economisti, geografi, professionisti della salute pubblica, esperti internazionali di sviluppo ed ecologisti addestrati in sistemi agricoli diversificati.

Gli scienziati hanno anche criticato la completa assenza di agricoltori in un comitato che tenta di valutare l'esperienza degli agricoltori. E la lettera conclude che nella sua forma attuale:

"Il Comitato non può sperare di cominciare a svolgere il suo ampio mandato di esaminare gli complessi impatti storici, sociali, politici, culturali e altro degli Ogm e le tecnologie associate per gli agricoltori e le comunità, sia negli Stati Uniti o in tutto il mondo."

http://www.panna.org/sites/default/files/NRC%20GE%20Study%20Letter_2014_0.pdf

In un'altra lettera presentata da 18 scienziati * e ricercatori di oggi, l’NRC è stato fortemente criticato per non aver diversificare la gamma di interessi istituzionali rappresentati dal comitato, portando ad un insieme polarizzato dall'orientamento istituzionale dei suoi membri. Gli autori notano che molti dei relatori provengono dai programmi di sostegno alla Biosicurezza e alle Biotecnologie della USAID e USDA, e al Donald Danforth Plant Science Center, istituzioni affiliata alla Monsanto, e "dedicata alla ricerca, sviluppo, commercializzazione, esportazione e/o commercio di colture GE."

http://www.panna.org/sites/default/files/NRC_Nominations_Letter_2014.pdf

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27) L'inganno degli OGM

Intervista all'autore di: "L'inganno degli OGM". Nel suo più recente libro di saggi, 'L'inganno degli OGM,' scritto insieme con Jeremy Gruber, Sheldon Krimsky*, che dirige il Council for Responsible Genetics (Consiglio per la genetica responsabile), critica l'industria dell'agricoltura e del cibo, per aver modificanto geneticamente il cibo che mangiamo.

Nota: Un paio di rettifiche devono essere apportate alle domande poste dall'intervistatore. In primo luogo, non c'era nulla di 'irrealistico' nello studio di sicurezza a lungo termine dell'equipe del Prof. Séralini sul mais transgenico OGM NK603 e sul diseccante-erbicida Roundup. L'esperimento ha testato bassi livelli di Roundup addirittura sotto i limiti normativi di sicurezza e per ciò che riguarda il mais transgenico OGM, sono state utilizzate le stesse proporzioni della dieta standard che vengono utilizzate ai fini normativi per i test in studi OGM. In secondo luogo, per quanto riguarda la domanda dell'intervistatore, sul fatto di chiedersi se 'questo risultato negativo avrebbe più peso di quello che hanno decine di test positivi?' - si può dire che oltre a questo del Prof. Seralini NON ci sono altri studi sulla sicurezza a lungo termine effettuati sul mais NK603 e allo stesso modo non ci sono nemmeno studi di sicurezza a lungo termine effettuati a fini normativi sulla formulazione completa dell'erbicida-diseccante Roundup tale come è venduto e utilizzato. Lo studio Séralini è dunque l'unico a cui si può ricorrere per esaminarne i risultati. Non è valida per citare i risultati degli studi sugli altri OGM per rivendicare la sicurezza di questo OGM; e non è valido citare studi normativi sul glifosato (senza tener conto della formulazione complteta del Roundup, compresi quindi gli adiuvanti) per pretendere che il Roundup sia sicuro.

Boston Globe, 18 Aug 2014

http://www.bostonglobe.com/lifestyle/health-wellness/2014/08/17/with-sheldon-krimsky/oR1rIk3yspnUcJvHKtrrbM/story.html

Per 30 anni come capo del Consiglio per la genetica responsabile, Sheldon Krimsky ha seguito il dibattito sugli gli alimenti geneticamente modificati. Krimsky, è un professore di lunga data alla Tufts University, ha scritto o previsionato 13 libri sulla scienza e la società. Nel suo più recente saggio, 'The GMO Deception', scritto assieme a Jeremy Gruber, Krimsky critica l'industria agricola e alimentare per il fatto che modificano la composizione genetica del cibo che mangiamo. Sheldon Krimsky afferma di non essere a favore o contro gli organismi geneticamente modificati, ma ritiene che la scienza richieda cautela.
Q.=Question / A.=Answer  

Q. Perché hai scritto questo libro e perché adesso?

A. Vi è un sacco di confusione, ambiguità e polemica sugli gli OGM ed è difficile capire da dove provenga tutto ciò, e perché scienza non sia in grado di risolvere tale situazione. Abbiamo pensato che questo era il momento giusto per mettere insieme un volume su vari argomenti che sono stati oggetto di interesse pubblico e di controversie, come ad esempio: i cibi transgenici sono sicuri? Saranno gli OGM i nostri salvatori dalla fame nel mondo? Gli OGM contribuiscono davvero all'agricoltura sostenibile?

Q.Hai chiaramente preso una posizione anti-OGM nel libro.

R. Non avevamo l'idea di produrre una presentazione equilibrata tipo 'questa è la posizione di Monsanto' e 'questa è la posizione di Greenpeace'. Piuttosto, abbiamo preso un ampio spettro di persone che erano scettiche per motivi diversi, e volevamo che i loro parerei, le loro opinioni fossero rappresentate.

Q. Quindi non sei contrario agli OGM, sei solo scettico?

A. Uno dei valori fondamentali della scienza è lo 'scetticismo organizzato'. Quando vengono effettuate richieste, devi iniziare con lo scetticismo, fino a quando la prova è così forte che lo scetticismo scompare. Non è nella scienza iniziare dicendo 'Sì, mi piace questa ipotesi e deve essere vero'.

D. Perché è diventato così controverso problema della sicurezza con gli OGM?

R. Il problema con gli OGM risale al 1992 dopo che la Commissione Quayle [denominata per l'allora vice presidente Dan Quayle] emanò le linee guida per la biotecnologia. Quel rapporto consigliato dalla U.S. FDA che diceva 'non devi testare qualcuno di questi prodotti'. Hanno semplicemente detto all'industra biotech se vedete dei problemi, fatecelo sapere.

D. Non sei d'accordo con quell'approccio?

A. E' impossibile prevedere cosa sta per accadere ad un organismo se gli inserisci un gene estraneo. Che potrebbe interferire con altri geni, potrebbe sovra-esprimere alcune cose e sotto-esprimerne delle altre. Non puoi fare previsioni senza fare gli esperimenti necessari.

Q. Cioè vuoi dire che se una società (di biotech) inserisce un gene, non possono controllare dove va o cosa fa?

A. I geni fanno più di una cosa. Se si pensa al genoma come un ecosistema piuttosto che un sistema in stile "Lego", da subito un'idea diversa di quali sono le possibilità. Dobbiamo fare esperimenti per capire quello che può fare un gene estraneo (quello inserito) intende fare nell' l&