Una lettera scritta da Diana al suo Totò con il cuore colmo di rammarico e rimpianti...

Ti chiedo scusa se ancora ti annoio con le mie chiacchiere. Ti scrivo dal mio eremo, ho qui con me la lettera che volevo consegnare a Liliana quello che ho scritto subito appena ricevuta la tua ma mi sono un po’ vergognata a dargliela perché mi sembrava che era troppo presto e quindi l’ho ancora con me come ho con me la tua. Per nessuna ragione al mondo la distruggerei è la cosa più cara, all’infuori dei vecchi ricordi che porto sempre con me. Per me sono tutto, non possiedo nulla ma se anche possedessi dei tesori nulla equivarrebbe a questi cari ricordi, tutto è racchiuso in loro, la mia giovinezza, la mia vita perché oggi io vegeto non vivo, non conosco più il piacere di vivere, niente più mi dà gioia e non sento più il desiderio di nulla perché niente riesce a distogliermi da ciò che ho perduto (ed è la vita che ho perduto) non un braccio o una gamba ma tutta la mia vita, tu rappresentavi questo per me ed io non lo sapevo. Oggi so quanto posto tu occupavi per me facevi parte di me stessa e forse per questo non mi rendevo conto. Oggi che più il tempo passa e più tu mi manchi. So io quali sofferenze sto passando, e tutto per colpa mia questa è la cosa più atroce. Perdonami Totò se ti dico cose che forse ti danno fastidio ma io non vivo che di questo, di te di te solo che di te. DIANA

PS: Questa Madonna mi fu regalata da un sig. di Palermo, è benedetta. Pensai subito di mandarla a te ma proprio quel giorno un giornale parlava della felicità della tua nuova paternità ed io non ebbi il coraggio. Se credi la puoi tenere io non posso attaccarla