Nominativi fritti e mappamondi e l’arca di Noè fra duo colonne cantavan tutti ‘Kyrieleisonne’ per la ’nfluenza de’ taglier mal tondi. La luna mi dicea “Ché non rispondi?”. E io risposi “I’ temo di Giansonne, però ch’i’ odo che ’l dïaquilonne è buona cosa a fare i cape’ biondi”. Et però le testuggine e’ tartufi m’hanno posto l’assedio alle calcagne, dicendo:”Noi vogliàn che tu ti stufi”, e questo sanno tutte le castagne: perché al dì d’oggi son sì grassi e gufi c’ognun non vuol mostrar le suo magagne. E vidi le lasagne andare a Prato a vedere il sudario, e ciascuna portava lo ’nventario. Domenico di Giovanni (Burchiello, 1404-1449) Soggetti fritti e mappamondi, e l’arca di Noè fra due colonne, cantavano tutti il “Kyrie Eleison” per evitare l’influenza maligna delle stelle. La luna mi diceva “Perché non rispondi alle mie domande?” E io dissi “Io ho paura solo di Giasone, per quello che sento dire il diachilo è una buona tintura per fare i capelli biondi”. E le tartatarughe e i tartufi mi stringono d’assedio i piedi dicendo: “Non vogliamo che ti stanchi!”, e questo lo sanno anche le castagne perché al giorno d’oggi i gufi sono così grassi che nessuno vuole mostrare i suoi difetti. E vidi le lasagne andare a Prato per vedere il velo di Veronica, e ciascuno portava l’inventario. |