Liceo scientifico bilingue “Vilfredo Pareto”, Svizzera | LA LOCANDIERA DEL LICEO PARETO LA PADRONA DELLA LOCANDA | Mod. Rem. Data 27/05/14 |
Scena terza
LA PADRONA DELLA LOCANDA
Mirandolina, ha ascoltato da dietro una porta la conversazione del Marchese e del Conte, e anche tutte le affermazioni misogine del Cavaliere. Rimasta sola, inizia a parlare (con il pubblico).
Mamma mia! Che cosa dicono questi gran signori!
Il Marchese mi vuole per lui solo… Ma se mi volesse davvero sposare, ci sarebbe un piccolo problema, io non lo vorrei! E poi la nobiltà non va bene per me, proprio no, mi interessano di più i soldi, questa locanda la devo mandare avanti con il denaro, non con la protezione del Marchese, che è un povero disgraziato.
Il Conte sarebbe una buona scelta. E’ buono, è generoso e soprattutto egli è enormemente ricco! Sì, ma… se mi sposassi non sarei più padrona, la locanda diventerebbe sua e io dovrei fare come vuole lui.
No no no, il matrimonio non fa per me! Il mio unico piacere è di essere servita e adorata, ed essere padrona del mio destino, esser libera.
E bisogna dire che fino a oggi, qui alla locanda, tutti mi hanno servita e adorata! Tutti i clienti, tutti i viaggiatori e anche il mio impiegato, Fabrizio, che pago un baiocco al giorno, tutti mi amano e mi desiderano, e io grazie a loro, mi arricchisco, perché i viaggiatori spendono nella mia locanda, e Fabrizio lavora dalla mattina alla sera e non si lamenta dello stipendio.
Tutti mi amano… a parte uno… Questo Cavaliere che dice di odiare le donne…
Povero pazzo! Non ha ancora trovato la donna giusta che gli farà vedere le stelle. E quando la troverà, si metterà in ginocchio e parlerà d’amore, e regalerà fiori e farà promesse… Aspetta un attimo, quella donna che lo farà innamorare l’ha già trovata! Prima di sera voglio farlo innammorare di me! Sì sì, deve diventare il mio servo, un vero cagnolino, altro che misogino!
Che ore sono? Mezzogiorno, mi rimangono sei ore. Il cavaliere deve essere mio!