Published using Google Docs
Mercurio e Argo
Updated automatically every 5 minutes

Mercurio e Argo

Per nascondere a Giunone la vera indentità di Io, Giove tramutò la

fanciulla in giovenca, ma la dea, gelosa della rivale, volle comunque

ottenere l'animale in dono. Giove, per fugare ogni sospetto di

tradimento, acconsentì alla richiesta, e Giunone pose la fanciulla

sotto la sorveglianza di Argo. Il pastore aveva cento occhi, sparsi

per tutta la testa, e grazie a questi riusciva a non dormire mai,

poichè per riposare ne chiudeva solo due per volta, mentre gli altri

rimanevano aperti. Dispiaciuto per la triste sorte che aveva causato

alla fanciulla, Giove incaricò suo figlio Mercurio di liberarla. Per

riuscire ad avvicinarsi ad Argo, il dio si camuffò da pastore:

dopo essersi tolto l'elmo e le ali, e aver tenuto con sè solo la verga e

la siringa, s'incamminò verso il custode suonando una melodia. Argo,

affascinato dal suono, invitò il dio a sedersi con sé e Mercurio prese a

suonare a lungo, raccontando al pastore la storia di Pan e Siringa, fino

a che non riuscì a far chiudere per il sonno tutti i cento occhi. Allora

il dio prese la spada e gli tagliò la testa, riuscendo così a liberare Io.

Giunone, dispiaciuta per la triste sorte capitata al pastore, prese gli

occhi dalla testa e li pose sulle piume del pavone, suo animale sacro.