PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA

CATANZARO


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n. 1/2007 Reg.Avoc. PG CZ


DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO D’URGENZA

- artt. 321 e segg. cod. proc. pen., 104 D.Lgs.vo n. 271/89 –

INFORMAZIONE DI GARANZIA

- art. 369 Cod. Proc. Pen. –

INFORMAZIONE DELLA PERSONA SOTTOPOSTA

ALLE INDAGINI SUL DIRITTO DI DIFESA

- art. 369 bis Cod. Proc. Pen. –

NOMINA DEL DIFENSORE DI UFFICIO

- art. 97 Cod. Proc. Pen. –

ELEZIONE DI DOMICILIO

- art. 161 Cod. Proc. Pen. -


I Sostituti Procuratori Generali, dr Domenico De Lorenzo e Alfredo Garbati ed il Sostituto Salvatore Curcio;


Letti già gli atti del procedimento penale n. 1/2007 Reg.Avoc., tra gli altri, nei confronti delle seguenti persone, richiamandosi l’art. 12 lett. c) c.p.p. per i reati connessi a carico di:


1. Apicella Luigi

2. Verasani Dionigio

3. Nuzzi Gabriella

4. Gambardella Patrizia

5. Penna Roberto

6. Senatore Vincenzo

7. Cultore Antonio


indagati per i reati p. e p.


A) dagli artt 181 cpv, 110, 323, 2 comma c.p., perché, in violazione di plurime norme di legge – art. 253 e 371 c.p.p. – ed al fine di occultare i reati perseguiti nel procedimento cd Why Not, n. 1/2007 Reg. Avoc. P.G. CZ, abusando delle loro funzioni di pubblici ministeri disponevano, con decreto abnorme per forma e contenuto, il sequestro dell’intero fascicolo relativo al procedimento cd. Why Not, disponendone materialmente la trasmissione alla Procura di Salerno, arrecando un danno ingiusto e rilevante, con il sottrarre materialmente il procedimento ai Magistrati inquirenti di Catanzaro, prossimi a concludere la fase investigativa e che avevano dato reiteratamente la loro disponibilità per l’acquisizione di copia degli atti utili e necessari all’indagine salernitana; arrecando, ancora, un danno ingiusto alla Regione Calabria ed all’intera collettività del distretto da tempo in attesa della definizione di una indagine avente ad oggetto la distrazione a fini privatistici e clientelari di finanziamenti pubblici per un quinquennio; infine, perseguendo l’interesse privatistico ed utilitaristico connesso alla artificiosa delineazione di un complotto a livello istituzionale contro il dr De Magistris, tra l’altro, ad opera dei magistrati di Catanzaro.


B) dagli artt. 61, n. 1, 2, 9 e 10, 81 cpv, 110, 340, 1 e 2 comma, c.p., perché, agendo in concorso tra loro, Apicella, Verasani e Nuzzi quali promotori ed organizzatori al fine di compiere il reato sub a), per motivi abietti costituiti dal configurare falsamente ed artificiosamente un complotto dei magistrati di Catanzaro contro De Magistris Luigi e contro pezzi delle Istituzioni – l’Ordine Giudiziario, Parlamento e Governo – giuste le sue continue e disparate esternazioni – ed al fine ancora di assicurare al De Magistris il profitto conseguente all’abuso di cui al capo a), tradottosi nel sottrarre indebitamente il fascicolo processuale per convalidare l’ipotesi dei complotto, in tesi, artatamente configurata e costruita ai suoi danni, con abuso dei doveri e poteri inerenti alla funzione giu-diziaria e volti contro magistrati nell’esercizio delle loro funzioni, cagionavano l’interruzione e comunque il turbamento della regolarità dell’Ufficio pubblico della Procura Generale di Catanzaro, impegnata, dopo una lunga e defatigante attività condotta in coordinamento e collegamento con altra Autorità giudiziaria, a definire il procedimento cd. Why Not, sequestrando tutto il fascicolo processuale, nonché elaborazioni e appunti privati dei P.M., nonché i telefonini computer e quant’alto ai Magistrati di Catanzaro trattenuti per costrizione fin dalle prime ore del mattino, per tutta la giornata fino a tarda ora del giorno nelle loro abitazioni, ivi sottoposti taluno anche a perquisizione personale, e nei locali dell’Ufficio per le defatiganti operazioni di sequestro.


Accaduti e commessi in Catanzaro dalle ore 6,30 alle ore 24 del 2.12.2008.


Ritenuto


Vi è fumus dei reati in contestazione, desumibile dal contesto dello stesso decreto di perquisizione e sequestro emesso in data 26.11.2008 dall’ufficio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno e, segnatamente, ictu oculi, dalla strumentalità delle imputazioni elevate e dall’inconsistente materiale indiziante che dovrebbe sostenerle nonché dagli atti di polizia giudiziaria redatti in esecuzione dello stesso, avvenuta, tra l’altro, negli uffici della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro.


La vicenda, costitutiva dei reati connessi con i reati oggetto del procedi-lento “Why Not”, non ha precedenti nella storia giudiziaria italiana e riveste connotazioni eversive e destabilizzanti delle Istituzioni dello Stato; mai un P.M. aveva disposto, per fini di mero favore per una persona, nella specie il dr De Magistris Luigi (sanzionato disciplinarmente dal Consiglio superiore della Magistatura, trasferito dalla sua sede in altra per non essere più idoneo a svolgere le attività di P.M., giudicato, ancora, inidoneo per la nomina a magistrato di appello dal Consiglio Giudiziario in sede, all’unanimità), il sequestro di di un intero procedimento, paralizzando l’attività investigativa e giudiziaria di altri P.M., per giunta pervenuta al culmine di una delicatissima attività istruttoria prossima alla conclusione.


L’utilità perseguita dal sequestro, con il conseguente gravissimo danno per le indagini correlate al procedimento sequestrato, con l’ancora più devastante danno all’immagine della Magistratura italiana e disdoro anche per quella, pur complessivamente sana, inquirente salernitana, è stata quella di avvalorare, mediante l’inconferenza elefantiaca e sovrabbondante della motivazione apparente del decreto di sequestro, la tesi del complotto istituzionale ai danni del dr De Magistris, in forza dell’asserto illegittimamente ritenuto dell’illecita avocazione del proc. cd “Why Not” ed in forza, ancora, della presunta ritenuta illegittima conduzione dell’indagine ad opera dei P.M. di catanzaro, funzionale invece, secondo il pensiero e le azioni criminose degli indagati, ad insabbiare il processo ovvero a favorire tutti o più o taluni degli oltre settanta indagati nel proc. “Why Not”.


Intento criminoso, questo degli indagati, perseguito attraverso lacquisizione, indeterminate nel numero, di deposizioni del dr De Magistris, innumerevoli volte, per l’appunto, sentito come persona informata dei fatti, giuste le dichiarazioni, inconferenti e dal contenuto allusivo ed infamante ai danni di una cerchia numerosa di persone, travasate nel decreto di sequestro del procedimento cd “Why Not, senza alcun tentativo di una benché minima verifica e di un benché minimo riscontro, perseguiti, ancora, attraverso l’acquisizione di intercettazioni telefoniche inutilizzabili per essere stati prelevati da altro diverso procedimento, fuori da ogni condizione di legge, ancora perseguiti attraverso l’acquisizione di dichiarazioni che violano il segreto istruttorio proprio del procedimento cd Why Not”.


Assoluta urgenza riveste, per di più, il congelamento delle risultanze che attengono all’illegale costituzione e conservazione – ad opera del consulente tecnico dr Genchi – di una banca dato, telefonica e telematica, per molti aspetti acquisiti in modo illegale ed in spregio di guarentigie costituzionali, nei confronti delle massime Autorità dello Stato, di Parlamentari, appartenenti all’Ordine Giudiziario, ai Servizi informativi e di sicurezza, specificamente indicati nelle note esito-indagini redatte dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri – Reparto Tecnico di Roma e di cui in atti. Per tali profili, di estremo allarme sociale e pericolo per la stessa sicurezza dello Stato, si rende necessario evitare la diffusione di tali dati inevitabilmente connessa alle conseguenze del sequestro disposto dal P.M. di Salerno, demandando ogni ulteriore valutazione e determinazione alla competente A.G. (art. 3, secondo comma, d.l. 22/9/2006, n. 259).


Sussiste, con allarmante evidenza, l’urgente necessità di impedire che le cose e le carte procedimentali, materialmente sottratte e sequestrate siano trasportate a Salerno, e, di conseguenza, la sempre urgente necessità del recupero di quelle comunque sequestrate e già trasportate in Salerno, onde impedire, da un lato, le conseguenze dell’abuso d’ufficio, ed interrompere, dall’altro, l’interruzione ed il turbamento del servizio Giustizia demandato alla Procura Generale del capoluogo calabrese.


P.Q.M.


visto l’art. 321, 3 comma, c.p.p.


Dispone il sequestro dell’originale del provvedimento 26.11.2008 dei magistrati indagati, delle carte sequestrate del procedimento cd. “Why Not”, di tutte le altre cose anch’esse sottratte ed acquisite, nonché di tutti gli atti coevi e successivi del provvedimento suddetto attraverso perquisizioni, anche personali, nei locali, macchine, furgoni dove le carte possano essere custodite.


Dispone che tutti gli atti del procedimento Why Not e degli atti illeciti compiuti ad iniziativa dell’Autorità giudiziaria di Salerno e di cui si dispone il sequestro siano acquisiti ed immediatamente trasmessi al GIP presso il Tribunale di Catanzaro entro 48 ore dall’eseguito sequestro per la convalida.


Delega per l’esecuzione del presente provvedimento il Signor Comandante Provinciale Carabinieri di Catanzaro ed il Signor Responsabile dell’Aliquota Carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria di Catanzaro. Ai predetti è attribuita facoltà di subdelega.
 
Catanzaro, 3 dicembre 2008.