Information Architecture per i siti museali: due casi reali
Francesca Marangoni
f.marangoni@arsweb.it
Abstract
Questo contributo presenta due casi di redesign di siti web nel settore culturale:
il sito del Museo Storico in Trento o.n.l.u.s., in Internet, URL http://www.museostorico.tn.it, progettato e sviluppato nel 1997, da allora ha mantenuto la struttura originaria, nonostante siano stati aggiunti nel tempo alcuni contenuti, spesso in modo disorganico. L'attività di redesign, iniziata qualche mese fa, ha concluso attualmente la fase di progettazione dell'architettura informativa
il sito del Museo Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali, http://www.buonconsiglio.it, progettato e sviluppato tra il 1999 e il 2000. È stata avviata una attività di redesign, attualmente in fase di analisi, che vedrà un ampliamento delle informazioni e dei contenuti relativi ad altre tre sedi museali1.
Obiettivo del paper è mostrare come sono stati applicati ai due progetti alcuni principi e metodologie di design dell'architettura informativa, evidenziando le attività e le soluzioni considerate particolarmente strategiche per gli obiettivi richiesti da ciascun sito.
Saranno presentati, con l'aiuto di schemi ed esempi di carattere prototipale:
1. Obiettivi e ambito problematico
entrambi risentono di una impostazione superata, con forti problemi di usabilità, navigabilità e reperibilità delle informazioni
per entrambi si pone l'esigenza di ampliare e ridefinire i contenuti, di dotarsi di una architettura informativa più flessibile e user oriented, basata su un modello relazionale e che possa sostenere ulteriori sviluppi e ampliamenti, nella prospettiva della costruzione di un “portale di servizi” museale, capace di porsi come canale dell'offerta culturale complementare a quelli tradizionali
i soggetti che li promuovono richiedono l'introduzione di un CMS
è necessario per i due siti un nuovo design visuale, che sia progettato secondo gli standard de facto di usabilità dei siti web
è strategico, anche se vincolante solo per il Museo Castello del Buonconsiglio, riprogettare i siti secondo i requisiti di accessibilità dei siti web previsti dalla Legge provinciale 10 settembre 2003, n. 8 (rif. art. 23)2.
I siti condividono inoltre alcune caratteristiche:
afferiscono allo stesso settore (beni culturali)
presentano una complessità informativa di un certo rilievo
hanno contenuti affini per tipologia e per schemi organizzativi
richiedono alcuni servizi comuni (gestione del bookshop, di servizi informativi di base quali la pubblicazione di news e la gestione della newsletter).
Si differenziano invece per alcuni aspetti:
il target d'utenza:
nel primo caso (Museo Storico in Trento) il pubblico è costituito prevalentemente da studiosi (docenti e ricercatori, studenti universitari, scuole e insegnanti, esperti e appassionati). Nell'attività del Museo la ricerca e la cura del patrimonio (servizi di catalogazione e conservazione, ricerca negli archivi) svolgono un ruolo centrale, sebbene sia presente una certa attività espositiva tipicamente museale
per il Museo Castello del Buonconsiglio i destinatari sono principalmente i visitatori dei castelli e degli eventi espositivi di argomento storico-artistico, costituiti prevalentemente dal grande pubblico (turisti, famiglie, ecc.)
il focus dei contenuti:
nel primo caso è prevalentemente orientato a presentare i contenuti dei progetti e delle attività di ricerca e della produzione editoriale, nonché dei servizi relativi alla cura e alla promozione del patrimonio conservato
nel secondo caso è orientato soprattutto alla presentazione delle sedi museali (esse stesse oggetto di visita) degli eventi espositivi e della produzione editoriale.
2. Le soluzioni proposte
Nella soluzione individuata si è ritenuti indispensabile porre al centro della progettazione il design dell'architettura informativa, individuando alcuni aspetti e attività considerati strategici.
Una volta censito l'inventario dei contenuti, per entrambi i progetti è emersa l'esigenza di classificare i contenuti secondo un approccio multidimensionale, che permettesse:
a) nel progetto del sito del Museo Storico in Trento, per supportare una classificazione dei contenuti che permetta collegamenti tra prodotti culturali diversi (pubblicazioni, ricerche, esposizioni) afferenti ad una stessa tematica
b) nel progetto del sito del Museo Castello del Buonconsiglio per supportare una classificazione dei contenuti e dei servizi condivisa dalle diverse sedi museali e che in futuro, potrebbe essere sempre più basata sui target d'utenza
Secondo questo diagramma l'entità “Prodotti culturali” rappresenta, attraverso i sottotipi definiti dalla IsA, l'insieme dei servizi e delle attività erogati dal Museo al proprio pubblico. Le istanze di queste entità andranno a costituire i nodi informativi dei livelli inferiori del sito (la descrizione di un servizio, la pagina informativa di un'esposizione, la scheda di una pubblicazione). La relazione ricorsiva permette di inquadrare un servizio o un'attività all'interno di altri servizi e/o attività (ad esempio una mostra realizzata come risultato di un progetto di ricerca, un seminario pubblico che si tiene nell'ambito di una mostra temporanea).
“Domini dell'offerta” è invece un'entità introdotta per classificare i prodotti culturali all'interno di quelli che comunemente sono considerati gli ambiti nei quali si declina l'offerta culturale di un museo. Un'analisi competitiva, condotta sui siti di alcuni tra i più famosi musei in ambito nazionale e internazionale4, ha fatto emergere come i siti dei musei online tendano a presentare nel primo livello della gerarchia, ovvero nel menu di navigazione globale, item che si riferiscono ai tradizionali servizi erogati da un'istituzione culturale (esposizioni, collezioni o patrimonio, servizi educativi o formazione, eventi, pubblicazioni o bookshop, ecc.) e che rispondono ai criteri con i quali gli utenti sono probabilmente abituati a classificarne l'offerta.
Le entità “Argomenti” e “Tipologie di utenti” rappresentano criteri alternativi per la classificazione dei “Prodotti culturali”: vedremo più avanti come possono agire ai livelli intermedi e profondi della gerarchia, nella presentazione dei contenuti in home page, negli strumenti di ricerca e selezione e quali problematiche emergono rispetto agli schemi organizzativi che richiedono.
Gli “Oggetti informativi” sono contenuti disponibili o fruibili online e, a vario titolo, sempre riferiti ad un determinato nodo informativo. Sono quindi tendenzialmente presentati come contenuto contestuale, dipendente dal nodo cui si riferiscono. Può trattarsi di un link ad una risorsa esterna al sito, un documento di approfondimento legato al contenuto (pianta di un percorso espositivo, guida breve della mostra, ecc.).
Gli “Attori” corrispondono a persone fisiche o giuridiche e servono a descrivere, di volta in volta, l'erogatore del servizio, il referente per le informazioni, l'autore di una pubblicazione, l'organizzatore di un'iniziativa, il partner/sponsor dell'iniziativa. L'attributo “ruolo” della relazione permette di definire il ruolo assunto di volta in volta da un attore nella relazione con il prodotto culturale.
Le entità “Sedi” e “Luoghi” definiscono la sede e il luogo di erogazione di un servizio o in cui opera un attore (dove si tiene il seminario, dove trovo il responsabile di un progetto di ricerca, dove si trova la biblioteca, ecc.).
3.2 Interfaccia utente
La complessità informativa determinata dalla quantità e dal tipo di contenuti che devono essere ospitati sul sito, richiede che siano usati ed efficacemente integrate strutture organizzative eterogenee, che si riferiscono a schemi organizzativi esatti per alcuni contenuti, aree o funzionalità del sito, e a schemi ambigui per altri.
Ai primi livelli della mappa del sito, una struttura gerarchica definisce il menu di navigazione globale e locale:
nel livello più alto (navigazione globale) la classificazione è basata , come si è accennato, su ambiti o domini dell'offerta culturale, nei quali gli utenti riconoscono l'organizzazione dei tradizionali servizi e attività di un museo. Gli item del menu di navigazione globale sono individuati, nel diagramma entità-relazioni, dalle istanze dell'entità “Domini dell'offerta”. Fa eccezione, rispetto a questo schema, il primo item “Il Museo”, che contiene informazioni di servizio e relative all'istituzione
nei livelli immediatamente inferiori (secondo e terzo), raggiungibili attraverso il menu di navigazione locale, i servizi e le attività sono organizzati in base a criteri non omogenei per tutte le aree ma sempre secondo uno schema organizzativo esatto: così, ad esempio, le mostre sono suddivise in temporanee e permanenti (secondo uno degli standard più comuni a tutti i musei), mentre i servizi formativi sono classificati in base alla tipologia dei destinatari.
Figura 2: Mappa strutturale di alto livello per il sito del Museo Storico in Trento
Scendendo in profondità nella navigazione, al livello delle pagine che descrivono i singoli servizi o attività, l'utente raggiunge unità informative che, si auspica, rispondano ai suoi obiettivi di ricerca e navigazione. A questo livello opera la navigazione contestuale, che ha il compito di:
proporre contenuti contestuali in senso stretto
garantire una navigazione “trasversale”, presentando servizi e attività attinenti ad altri ambiti, ma correlati a quello presente nella pagina.
Il primo compito è svolto dai link contestuali contenuti all'interno della pagina. Il modello relazionale permette infatti di generare dinamicamente gran parte dei link contestuali. Si tratta prevalentemente di collegamenti riconducibili alle relazioni tra l'entità “Prodotti culturali” e le entità “Attori” e “Oggetto informativo”. Tali collegamenti vengono comunque a trovarsi all'interno di aree informative (evidenziate in colore azzurro nella Figura 4) generate da queste entità, ma, da un punto di vista dell'architettura della pagina, integrate all'interno del nodo informativo relativo al prodotto culturale.
Il secondo compito è invece affidato ad un menu di navigazione contestuale strutturato (in giallo nella Figura 4), collocato a destra del corpo della pagina, e che propone collegamenti a contenuti delle altre sezioni del sito, aggregati in base a label che corrispondono a quelle del menu di navigazione globale. Nel diagramma entità-relazione è la relazione ricorsiva dell'entità “Prodotti culturali” a permettere la selezione degli item del menu contestuale strutturato, che presenta appunto i collegamenti trasversali tra i sottotipi della IsA nella quale si specificano servizi e attività.
Data la complessità e l'eterogeneità dei contenuti del sito, si rende necessario introdurre alcune zone di ricerca, per favorire il ritrovamento di informazioni caratterizzate da una struttura comune. Le zone individuate riguardano:
il catalogo delle pubblicazioni
gli indici delle riviste (e, nel caso di riviste gratuite, l'archivio degli arretrati disponibile per il download)
eventualmente, il catalogo delle attività educative (corsi di formazione per insegnanti, laboratori per le scuole, ecc.).
Non è improbabile però, che in un sito con questa tipologia di contenuti e con l'architettura proposta, che suggerisce di associare contenuti diversi accomunati da una stessa area di interesse, l'utente possa avere o maturare il bisogno di trovare contenuti appartenenti ad aree diverse e correlati in base a criteri trasversali, quali potrebbero essere tipicamente gli argomenti.
Si pone allora l'esigenza di realizzare, oltre al comune sistema di ricerca semplice, un'interfaccia di ricerca avanzata che possa rispondere, ad esempio, all'obiettivo di trovare tutti i contenuti e le risorse prodotte dal Museo su un determinato argomento (es. “guerre mondiali”), siano essi pubblicazioni, progetti di ricerca, seminari e convegni.
Su questi aspetti e, in particolare, sulla classificazione per argomenti, vi sono alcune problematicità non ancora risolte.
3.3 Questioni aperte
Una delle caratteristiche che il modello ancora non supporta efficacemente e che si vorrebbe implementare riguarda la possibilità di classificare alcuni contenuti in base agli argomenti. I contenuti in questo caso sarebbero selezionati tra quelli che si suppone possano essere oggetto di ricerca da parte di utenti che sanno cosa cercare e che eventualmente conoscono il dominio: pubblicazioni e indici delle riviste, seminari e incontri pubblici, progetti di ricerca, attività espositive, attività educative.
La classificazione per argomenti, come spiegano Rosenfeld e Morville5, è uno dei più tipici e comuni casi di classificazione ambigua, ma anche uno dei più utili. Questo tipo di classificazione deve essere definito in base alle aspettative degli utenti (e di diversi tipi di utenti), favorendo una modalità di ricerca tipicamente esplorativa.
Nel nostro caso le problematiche relative alla classificazione per argomenti sono le stesse già evidenziate dai due autori e sono dettate prevalentemente dall'eterogeneità degli utenti e dall'ambiguità nell'uso dei termini:
eterogeneità degli utenti: diversi tipi di utenti tendono a classificare gli stessi contenuti in modo diverso: nel nostro caso possiamo distinguere tra utenti con un approccio scientifico ai contenuti (docenti, studiosi, ricercatori, esperti, studenti universitari) e utenti con un approccio che potremmo definire più divulgativo (studenti delle scuole o dei primi anni dell'università, pubblico dei non specialisti). La differenza non riguarda solo e tanto il nome assegnato a ciascun contenuto, ma soprattutto la granularità che i diversi utenti possono applicare nella classificazione dei contenuti: un livello di dettaglio ampio (es. “Guerre mondiali”) sarà significativo per il pubblico non specializzato, ma sarà poco utile nella ricerca per un esperto, mentre un livello di dettaglio più ristretto (es. “Testimonianze di vita quotidiana nelle Guerre mondali”) sarà sicuramente privilegiato dagli specialisti, ma potrebbe essere poco eloquente per gli altri utenti
ambiguità nell'uso dei termini: riguarda l'ambiguità che si genera quando un termine o un oggetto è classificato nell'uso comune in modo diverso da come sarebbe in uno schema esatto, tassonomico, venendo quindi a produrre un'ambiguità di fatto che non si può ignorare, perché rientra “nell'uso” degli utenti (anche specialisti). Nel nostro caso può accadere che qualcosa che originariamente non è un tema di ricerca (ad esempio “Scrittura popolare” è una metodologia di ricerca) venga ad essere trattato dagli utenti come un “tema” e quindi ad essere riconosciuto come potenziale termine per una ricerca per argomenti. Tuttavia si tratta di un tema che include al proprio interno altri argomenti (guerre mondiali, Irredentismo, storia della società, ecc.).
Volendo garantire la reperibilità dell'informazione in uno schema organizzativo di questo tipo, la soluzione ottimale è rappresentata dal thesaurus classico, caratterizzato da relazioni di equivalenza, gerarchiche e associative. I problemi che si affacciano nel caso specifico del Museo Storico in Trento riguardano proprio la possibilità di fare una classificazione ad hoc, svolgendo analisi e test con gli utenti, in mancanza di risorse adeguate nell'ambito specifico della Storia Moderna e Contemporanea che costituisce il dominio di ricerca di questa istituzione (spesso di carattere sperimentale e “originale” o legato a tematiche relative alla storia regionale e del territorio)6.
4. Secondo caso: il Museo-castello multi sede
4.1 Architettura di back-end: estensibilità del Diagramma Entità Relazioni
Il secondo caso che presentiamo riguarda un museo che eroga i propri servizi e le proprie attività su quattro sedi (tra le quali una è considerata “centrale” e le altre “periferiche” per posizione geografica e rilevanza culturale) e che, oltre ai “Prodotti culturali” già visti, include i monumenti (castelli) che costituiscono le sedi museali.
In questo caso sarà sufficiente aggiungere un sottotipo dell'entità “Prodotti culturali”, che denominiamo “Monumenti”, tra le entità della IsA in cui i “prodotti culturali” si specializzano, come illustrato dal dettaglio nella Figura 6.
Questa nuova entità andrà ad alimentare i contenuti relativi ai castelli intesi come monumenti, quindi a tutto ciò che ne costituisce la visita e che solo fisicamente coincide con la sede (ma non concettualmente). Attraverso la relazione con l'entità “Sedi” saranno invece organizzati i contenuti nei livelli interni della gerarchia, in modo da poter legare i contenuti relativi ai servizi (orari di apertura, facilities, “dove siamo”, contatti) con quelli relativi al contenuto della visita e dell'offerta (monumento, collezioni esposte, mostre temporanee, attività didattiche, eventi di vario tipo) presso una determinata sede.
La struttura gerarchica è molto simile a quella già vista nel caso del Museo Storico, con alcune variazioni nelle label, ma la flessibilità del sistema permette di adattarla alle esigenze di questo nuovo sito:
al livello più alto della struttura, che coincide con il menu di navigazione globale, è stato introdotto un item “Le sedi” (o “I Castelli”) che presenta al suo interno i contenuti e i servizi della visita organizzati in base alla sede
ai livelli inferiori (navigazione locale) i contenuti sono aggregati di volta in volta secondo il criterio considerato più idoneo per la reperibilità di quel tipo di contenuto: possiamo notare come in questo caso, oltre ad avere introdotto la “sede” come criterio organizzativo, anche le attività e i servizi didattici non sono più organizzate secondo il target degli utenti, ma secondo la tipologia di attività. L'indicazione rispetto ai destinatari (“laboratori per le scuole”, “attività didattiche per famiglie”) è in questo caso una “label” che aiuta a descrivere le diverse attività in relazione agli utenti per cui sono pensate, ma che non costituisce un criterio prioritario di classificazione del servizio. Questo avviene perché in questa sezione sono presentati alcuni servizi per i quali non è possibile definire in modo esatto il target dei destinatari, rivolgendosi potenzialmente ad un pubblico più ampio e indefinito (“Visite guidate”, “Lezioni-conferenze”).
Il design del layout e la navigazione contestuale sono del tutto analoghi a quanto già visto nel primo caso e prevedono la stessa distinzione tra navigazione contestuale all'interno della pagina e navigazione contestuale strutturata (a destra dei contenuti). Le differenze possono eventualmente riguardare aspetti implementativi del menu di navigazione globale e locale, nella dispositio (orizzontale o verticale) e nella tipologia (gerarchico o meno) del secondo e terzo livello. Queste sono però scelte che riguardano anche aspetti specifici di usabilità e che ci porterebbero lontano dal focus di questa trattazione.
Può essere invece interessante vedere è come si possa organizzare il layout della home page, sfruttando alcuni aspetti della flessibilità offerta dal modello concettuale.
Ad un livello più generale, il modello relazionale permette di organizzare i contenuti dell'home page in modo da evidenziare contenuti e informazioni dei livelli interni in base a criteri diversi, come nell'esempio riportato nella Figura 9, dove si offre modalità alternative di accesso alle informazioni del sito:
in base ad un criterio cronologico: agenda degli appuntamenti, esposizioni in corso o future, novità editoriali, ecc.
per target d'utenza: servizi, facilities o tariffe agevolate in base al target di utenti
Per verificare l'estensibilità del modello e la sua potenziale adattabilità ad altri casi, si è provato ad immaginare l'architettura informativa di alto livello di un ipotetico portale per una piccola rete di musei, all'interno della quale anche parte dei servizi e dell'organizzazione potrebbero essere diversificati, condividendo però la gestione comune e la politica di promozione.
In questo caso possiamo immaginare che il primo livello della gerarchia sia definito in base alla sede museale e che, solo ad un livello successivo, sia presentato lo schema tassonomico dei “prodotti culturali” già visto nei casi precedenti.
In questo modo verremmo ad avere una sorta di menu trasversale, ma posto gerarchicamente al di sopra del livello di quello che finora abbiamo considerato il menu di navigazione globale. Questo “mnu trasversale superiore” servirebbe all'utente per spostarsi dal sito di un museo a quello di un altro.
Ci si trova in questo modo ad avere un livello in più nella navigazione gerarchica del sito, e questo potrebbe comportare problemi nel caso gli utenti dovessero scendere troppo in profondità prima di raggiungere l'informazione cercata, come pure dover fare troppi “click” per passare da una sezione ad un'altra.
Il problema evidenziato per la mappa strutturale del sito potrebbe essere risolto dal punto di vista dell'architettura della pagina e del design della navigazione, aggiungendo un tipico menu a “tab” , che possa essere percepito come una possibilità di passaggio trasversale da un sito all'altro al più alto livello della gerarchia, ma in qualche modo “al di sopra” di quello che viene percepito come menu di navigazione globale.
In questo caso, la home page, la pagina di ingresso al sistema dei siti, può sfruttare la flessibilità del modello per presentare contenuti aggregati in base a criteri indipendenti dalle sedi museali (eventi, iniziative, servizi condivisi), ma contemporaneamente evidenziare la specificità dei contenuti e dell'offerta delle diverse sedi.
Sebbene i siti si trovino ancora in fase di progettazione, è possibile trarre alcune considerazioni sui punti di forza e sulle criticità dei metodi e delle soluzioni adottati.
I metodi di progettazione adottati hanno permesso di sviluppare un modello di sito che potenzialmente garantisce l'accesso multidimensionale all'informazione e quindi contribuisce enormemente al miglioramento della navigabilità e dell'usabilità del sito, attraverso l'integrazione tra classificazione gerarchica dei contenuti (navigazione globale e locale) e modellazione dati di tipo relazionale (navigazione contestuale interna alla pagina e strutturata).
La modellazione dei dati (ERD) permette la flessibilità e l'estensibilità del modello. Con un'appropriata attività di analisi e classificazione è possibile scegliere i criteri descrittivi (per target d'utenza, per tematiche, per tipologia di attività, contenuto o servizio) sui quali basare di colta in volta le strutture organizzative da applicare alla navigazione, all'architettura della pagina e alle zone di ricerca, eventualmente estendendo il diagramma originario.
6.2 Criticità
Le criticità sono riconducibili prevalentemente al lavoro vero e proprio dell'architetto dell'informazione e cioè all'analisi e alla classificazione dei contenuti in base agli obiettivi che gli utenti devono poter raggiungere navigando nel sito.
Più in particolare si rende necessaria un'analisi con gli utenti per definire schemi di classificazione ambigui che possano supportare la ricerca (e l'eventuale navigazione) per argomenti, considerando la complessità già descritta per il caso del Museo Storico e che potrebbe facilmente ripresentarsi in altri casi.
Più prematura appare invece la possibilità di stabilire classificazioni ambigue in base al target di utenza, sia per la difficoltà di svolgere indagini approfondite presso gli utenti, sia per i problemi intrinseci di questo criterio di organizzazione già evidenziati dagli esperti7.
Oltre alle criticità già evidenziate, si può accennare ad alcune delle principali prospettive di sviluppo che riguardano oggi l'evoluzione dei siti e portali nel settore dei beni culturali e che sempre più si pongono all'attenzione dei soggetti che, a vario titolo, si occupano della promozione del patrimonio culturale attraverso il canale Internet e che hanno come obiettivo la realizzazione di servizi online complementari e integrati a quelli tradizionalmente erogati dai musei.
Mi riferisco in primo luogo alla possibilità di realizzare contenuti e servizi direttamente fruibili online, quali tutorial interattivi, contenuti multimediali, ipertesti e Topic Map, attività didattiche online (eLearning).
È evidente che un'espansione del sito museale verso questo tipo di contenuto comporta la progettazione di interfacce ad hoc, l'uso di formati e tecnologie diverse da quelle dei comuni e anche più complessi CMS (piattaforme per i corsi online), il ricorso in certi casi alla creazione di portali o siti dedicati ad una determinata funzione (il portale della formazione, piuttosto che delle collezioni).
È anche vero però che, nell'ambito della gestione della conoscenza e della valorizzazione del patrimonio culturale, il Web offre possibilità in gran parte ancora inesplorate a livello implementativo, ma che hanno già prodotto una vasta letteratura8 che non riguarda solo il web design tradizionalmente inteso e che interseca ambiti quali il design di prodotti multimediali, i metodi di progettazione della formazione a distanza online e, negli anni più recenti, i linguaggi del web semantico.
Le opportunità sono quelle offerte dai “nuovi” linguaggi del Web per la gestione dei metadati, per l'interoperabilità (delle informazioni e degli schemi concettuali), per la creazione di reti semantiche e ipermedia complessi, per il riuso delle informazioni.
È in quest'ambito, credo, che si pongono oggi le frontiere per una utile e ricca valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il Web.
8. Note
1Il museo si articola su quattro sedi nel territorio della Provincia di Trento e comprende, oltre al Buonconsiglio di Trento, il Castello di Stenico nelle Giudicarie, Castel Beseno nei pressi di Rovereto e Castel Thun in Val di Non.
2La legge costituisce attualmente il riferimento normativo in materia di accessibilità dei siti web per gli uffici e i servizi della Provincia Autonoma di Trento, i suoi enti funzionali e le società controllate o partecipate dalla Provincia stessa. La legge 4 gennaio 2004 non si applica alla Pubblica Amministrazione della Provincia Autonoma di Trento.
3Nel senso indicato in modo molto chiaro da Luca Rosati: «Un tema che mi sta particolarmente a cuore è quello di fornire all’utente sempre spunti ulteriori di navigazione, anche quando questi abbia (presumibilmente) raggiunto il proprio obiettivo di navigazione (l’item cercato - il dettaglio di una notizia, la scheda di un servizio o prodotto). Questo approccio aiuta fra l’altro a smembrare un contenuto complesso in più unità (chunks), ciascuna corrispondente a un diverso stadio di consultazione e approfondimento (e quindi a un diverso tipo di esigenza o obiettivo). Ma aiuta anche a stabilire correlazioni profonde fra i diversi contenuti e le diverse sezioni di un sito, o fra il nostro sito e altre risorse esterne, stabilendo quella che io chiamo circolarità virtuosa dell’informazione.» In Luca Rosati (6 giugno 2004 ), Architettura, dimensioni e circolarità dell’informazione, Trovabile (in Internet, URL http://trovabile.org/architettura_dimensioni_e_circolarita_dellinformazione).
4I competitor sono stati individuati tra quelli che presentano una quantità e complessità delle informazioni pari a quella che dovrà essere supportata dal sito del Museo Storico, più che all'importanza e alle dimensioni del museo o al dominio scientifico.
5L. ROSENFELD, P. MORVILLE, Architettura dell'informazione per il World Wide Web, Milano, 2002, 2ª ed., pagg. 52-53
6Attualmente il Museo Storico in Trento fa ricorso ad un vocabolario controllato (il soggettario della Biblioteca Nazionale Italiana) solo per la classificazione dei libri e dei documenti bibliografici, ma si tratta di un soggettario non specialistico e quindi inadatto per il dominio dei contenuti del sito. “Archivi del '900” ha avviato un progetto per la costruzione di un thesaurus per gli archivi (in Internet, URL http://www.archividelnovecento.it/attivita_the.htm), ma pensato prevalentemente per la classificazione di contenuti scientifici (schede di fondi e archivi).
7L. ROSENFELD, P. MORVILLE, Architettura dell'informazione per il World Wide Web, Milano, 2002, 2ª ed., pagg. 61-62
8A titolo d'esempio, si vedano i contributi proposti alla conferenza “Museums and the Web” proposta annualmente da “Archimuse” (in Internet http://www.archimuse.com ) o, ancora quelli prodotti dal progetto “Digicult” (in Internet http://www.digicult.info/).