di Giosué Bove
Uno
La crisi del capitalismo della totalizzazione svela nel suo andamento la possibilità (e non chiaramente la certezza) del superamento del sistema capitalistico, l'apertura di una nuova fase della storia dell'uomo. E proprio in questo frangente rischiamo in Italia la paradossale cancellazione di una forza organizzata comunque "consistente" (sebbene ai minimi termini) dichiaratamente oltre il '900 eppure dichiaratamente comunista: i rischi di una dissoluzione avventurista non sono stati fugati e l'unità di chi ha vinto il congresso resta necessaria. Ma soprattutto è necessario un rilancio della iniziativa sociale e politica di partito.
Due
E' questo che ci proponiamo in questa campagna d'inverno:
- A partire dalle iniziative per la costruzione dei "gruppi di acquisto popolari" avviati con la distribuzione del pane ad un euro, lavoro che riprenderà dopo l'interruzione dovuta al congresso regionale e alle condizioni atmosferiche già a partire dal prossimo fine settimana.
- per passare alla campagna "verso lo sciopero generale del 12 dicembre" che ha visto un appuntamento di approfondimento interno Mercoledì 3 dicembre al comitato politico federale, su significato generale della crisi e che vedrà un approfondimento specifico su piattaforma, rivendicazioni territoriali e iniziative per lo sciopero generale del 12 dicembre nell'assemblea pubblica Martedì 9 (alle 18,00 c/o la sala dibattito di Villa Vitrone, a Caserta in Via Renella, vedi volantino ) con la presenza di Alessandro Giardiello e Giovanni Russo Spena.
- Continueremo con i tavolini: esaurita la fase della raccolta di firme per il referendum sul lodo Alfano, avvieremo la raccolta di firme per la legge popolare sul salario minimo garantito (www.51000.it) alla quale abbiamo aderito come federazione e che ci permetterà di proseguire quella inchiesta di massa necessaria per rafforzare/ricostruire la nostra capacità di iniziativa sociale.
- Sul fronte caldo del razzismo e della camorra intendiamo intervenire con una nostra posizione nel merito del caso Castel Volturno, affiggendo un manifesto (e sembra strano ma non è cosa facile di questi tempi) su tutto il litorale.
- Con il concorso del coordinamento provinciale dei Giovani Comunisti organizzeremo subito dopo le festività natalizie una iniziativa pubblica sulla scuola e l'università provando a fare una riflessione sugli ultimi mesi, sulla ripresa delle lotte, sulla politicità del movimento (nelle parole d'ordine) e sulla distanza dai partiti, su come e se "possiamo renderci utili",
- E subito invece avvieremo una campagna sul "paradosso San Tammaro". E' incredibile ma vero: tutti ormai sanno che la soluzione della crisi rifiuti è nella raccolta differenziata e che per farla c'è bisogno degli impianti di compostaggio, perché solo con questi impianti è possibile recuperare l'umido, la frazione più impattante degli RSU. Ebbene: in provincia di Caserta, a San Tammaro, abbiamo un grande impianto di compostaggio, tecnologicamente avanzato che sarebbe in grado di soddisfare gran parte della richiesta di trattamento dell'umido della provincia. Ma l'impianto non può essere collaudato e messo in funzione perché ... è pieno di eco-balle, dentro, fuori, nei piazzali, sulle strade, dappertutto. Intanto continua il traffico di umido per gli impianti della Sicilia, con grande soddisfazione di chi gestisce i trasporti, e, peggio, continua a riempirsi Ferrandelle di rifiuti indifferenziati e di umido. E' ora che chi ha responsabilità (la Provincia, in primo luogo) se le assuma fino in fondo, anche facendo una battaglia a viso aperto contro il commissariato;
- Mercoledì 10 dicembre alle ore 18,00 terremo l'incontro con la segreteria provinciale del PdCI, per sviluppare terreni comuni di iniziativa politica e sociale;
- Entro questo scorcio di fine d'anno saranno affrontate le criticità di alcuni circoli con incontri tra segreteria provinciale e i direttivi di Marcianise, Calvi, Alvignano, Caserta e Santa Maria C.V., svolgendo incontri in loco sulle problematiche dei circoli;
- Abbiamo ancora l’impegno di portare all’attenzione di questo cpf l’approvazione del bilancio del 2007, già pubblicato sul sito da maggio e del 2008, definendo un modus operandi per quanto riguarda la gestione della cassa corrente e riportando la proposta del nuovo regolamento della gestione finanziaria;
- E’ inoltre nostra intenzione organizzare per il dopo 12 dicembre un incontro al gruppo e uno all'assessorato provinciale sui temi dell'azione istituzionale: 1. allestimenti dei nuovi centri per l'impiego, 2. stabilizzazione le sperimentazioni degli sportelli migranti, disabili e della informatizzazione. 3. fase di valutazione il protocollo per la realizzazione del potenziamento della rete di ispezione pubblica sulla sicurezza del lavoro. 4. l'evoluzione della questione rifiuti; 5. la questione Terra di Lavoro; 6. la questione trasporti; 7. la questione piano energetico (e la vicenda Presenzano); 8. il piano cave (e la questione Pietravairano-Moccia); 9. il rinnovo degli statuti e degli organi delle agenzie AGISAP (agenzia impianti sportivi) ALSSI (agenzia locale sviluppo sostenibile integrato); 10. il progetto tecno distrect
- Dobbiamo esprimere, alla luce dei fatti, la posizione politica rispetto alla vicenda IXFIN dal punto di vista sociale e giudiziario in un comunicato stampa.
- Su Terra di Lavoro è necessario intervenire contro le assunzioni clientelari e per la massima trasparenza nella gestione dell'azienda di proprietà interamente pubblica e che, con il nuovo statuto, e questo è un fatto estremamente positivo, resterà interamente pubblica, con le quote a disposizione solo di enti locali. Per questo, pur mantenendo un profilo estremamente critico e con la opportuna prudenza, riteniamo che vada avviato subito la discussione nell'ambito della coalizione sulla futura gerstione della società: una gestione più efficiente, è più trasperente e meno clientelare ed un rilancio delle attività. Intendiamo provare ad incidere nel concreto della gestione della società per: 1) una moralizzazione delle assunzioni, che dovranno avvenire sulla base di reali esigenze produttive e attraverso i canali pubblici dei centri per l'impiego; 2) un impegno politico a favorire la partecipazione al capitale di altri enti locali (Comuni) allargando le possibilità operative della società e moralizzando il settore dei piccoli appalti di manutenzione, contro il clientelismo, il lavoro al nero e insicuro; 3) un cambio netto della direzione generale dell'azienda garantendo requisiti professionali, morali e interessi non in contrasto con lo sviluppo dell'attività.
tre
Dentro questa "campagna d'inverno" è necessario affiancare alla "centralità del fare" del lavoro di radicamento sociale, la "centralità dei contenuti generali", proprio perché generale e radicale è la crisi e necessariamente generale e radicale deve essere la risposta all'altezza della sfida storica che abbiamo di fronte: per questo da gennaio dovrà iniziare anche una attività di confronto, nella forma del seminario e del dibattito, sui fondamenti della critica dell'economia politica e sulle radici della crisi attuale del capitalismo e i possibili sviluppi del conflitto di classe nelle forme contemporanee. Dovrà essere un investimento di cultura politica non distaccato ma complementare al "fare", per scansare i rischi del pragmatismo plebeista e dell'intellettualismo elitario. La "lunga traversata nel deserto" è cominciata: ma chi si aspettava di trovare solo sabbia e roccie è rimasto stupito nel vedere quanta vita invece sgorga spontaneamente dalla società, come un fiume carsico, dal suo ventre profondo. E dunque è un deserto meno solitario. Ora si tratta di continuare, anche nel nostro piccolo.
quattro
E se "fuori" abbiamo detto già del grande investimento nel profilo culturale ed in quello del radicamento sociale, dentro il partito è davvero necessario archiviare le tensioni del congresso. Dopo la conclusione dell'ultima tappa, quella del congresso regionale, e le determinazioni che con tutta evidenza si sono imposte, si tratta di costruire/recuperare una dimensione unitaria innanzitutto dell'intera maggioranza uscita a Chianciano e che a Caserta ha confermato la sua esistenza con il documento approvato dal comitato politico provinciale. Naturalmente questo implica una maggiore chiarezza del profilo culturale, della linea politica e della "consistenza" (ovvero della non autoreferenzialità) di ogni sensibilità costituita o costituente: che non significa "ulteriori divisioni", ma al contrario costituisce il presupposto metodologico per una migliore collaborazione nella chiarezza e nel rispetto delle diverse posizioni generali, con la ricerca della sintesi e del "massimo comun denominatore". In questo senso a gennaio dobbiamo aprire una "ricerca" su quale forma può esprimere meglio l'esigenza di coordinamento delle varie sensibilità della maggioranza e come questa maggioranza possa costruire/recuperare, contro ogni tentazione settaria, un dialogo alto, sulla politica, con le/i compagne/i dell'associazione "per la sinistra". Così, nella chiarezza delle differenze, potremo, collaborare unitariamente, producendo quella resistenza e quel rilancio necessario a questa fase.