di Giosué Bove

Uno
La crisi del capitalismo della totalizzazione svela nel suo andamento la possibilità (e non chiaramente la certezza) del superamento del sistema capitalistico, l'apertura di una nuova fase della storia dell'uomo. E proprio in questo frangente rischiamo in Italia la paradossale cancellazione di una forza organizzata comunque "consistente" (sebbene ai minimi termini) dichiaratamente oltre il '900 eppure dichiaratamente comunista: i rischi di una dissoluzione avventurista non sono stati fugati e l'unità di chi ha vinto il congresso resta necessaria. Ma soprattutto è necessario un rilancio della iniziativa sociale e politica di partito.

Due
E' questo che ci proponiamo in questa campagna d'inverno:


tre

Dentro questa "campagna d'inverno" è necessario affiancare alla "centralità del fare" del lavoro di radicamento sociale, la "centralità dei contenuti  generali", proprio perché generale e radicale è la crisi e necessariamente generale e radicale deve essere la risposta all'altezza della sfida storica che abbiamo di fronte: per questo da gennaio dovrà iniziare anche una attività di confronto, nella forma del seminario e del dibattito, sui fondamenti della critica dell'economia politica e sulle radici della crisi attuale del capitalismo e i possibili sviluppi del conflitto di classe nelle forme contemporanee. Dovrà essere un investimento di cultura politica non distaccato ma complementare al "fare", per scansare i rischi del pragmatismo plebeista e dell'intellettualismo elitario. La "lunga traversata nel deserto" è cominciata: ma chi si aspettava di trovare solo sabbia e roccie è rimasto stupito nel vedere quanta vita invece sgorga spontaneamente dalla società,  come un fiume carsico, dal suo ventre profondo. E dunque è un deserto meno solitario. Ora si tratta di continuare, anche nel nostro piccolo.

quattro
E se "fuori" abbiamo detto già del grande investimento nel profilo culturale ed in quello del radicamento sociale, dentro il partito è davvero necessario archiviare le tensioni del congresso. Dopo la conclusione dell'ultima tappa, quella del congresso regionale, e le determinazioni che con tutta evidenza si sono imposte, si tratta di costruire/recuperare una dimensione unitaria innanzitutto dell'intera maggioranza uscita a Chianciano e che a Caserta ha confermato la sua esistenza con il documento approvato dal comitato politico provinciale.  Naturalmente questo implica una maggiore chiarezza del profilo culturale, della linea politica e della "consistenza" (ovvero della non autoreferenzialità) di ogni sensibilità costituita o costituente: che non significa "ulteriori divisioni", ma al contrario costituisce il presupposto metodologico per una migliore collaborazione nella chiarezza e nel rispetto delle diverse posizioni generali, con la ricerca della sintesi e del "massimo comun denominatore". In questo senso a gennaio dobbiamo aprire una "ricerca" su quale forma può esprimere meglio l'esigenza di coordinamento delle varie sensibilità della maggioranza e come questa maggioranza possa costruire/recuperare, contro ogni tentazione settaria,  un dialogo alto, sulla politica, con le/i compagne/i dell'associazione "per la sinistra". Così, nella chiarezza delle differenze, potremo, collaborare unitariamente, producendo quella resistenza e quel rilancio necessario a questa fase.