Per la manifestazione del 22 novembre  


Il 24 novembre dello scorso anno, una grandissima manifestazione di donne a Roma poneva all’attenzione di donne e di uomini una grande questione materiale, sociale, culturale, simbolica, politica, quella della violenza maschile contro le donne. Ogni forma di violenza.

La manifestazione – dopo un’altra grandissima a Milano per l’autodeterminazione delle donne e la difesa della legge 194 promossa da “Usciamo dal silenzio “- segna la ripresa di un variegato, molteplice, nuovo movimento che pone la questione della violenza contro le donne in modo stringente, politicamente efficace: la violenza è maschile, attiene all’ordine patriarcale, evidenzia una crisi del maschile che si manifesta nel dominio e nella sopraffazione, avviene per lo più dentro le mura domestiche e i santuari familiari. Proviene da maschi di ogni ceto sociale ed età.

Quella manifestazione si è articolata in discussioni anche on-line e in incontri, nai Flat (femministe e lesbiche ai tavoli) che hanno coinvolto centinaia di donne su argomenti di carattere sociale e culturale.

Questo movimento di femministe e lesbiche rifiuta la strumentalizzazione della violenza in funzione di politiche repressive, rifiuta misure securitarie e forme di controllo sociale, rifiuta misure volte a limitare le libertà e/o perseguitare il popolo dei migranti, rifiuta la complicità con misure repressive contro le persone che si prostituiscono (disegno Carfagna), rifiuta altresì di farsi rappresentare dalle donne presenti nelle istituzioni.


Questo movimento agisce in proprio, si nomina antifascista, antirazzista, antisessista. Dichiara di lottare contro le politiche e culture delle destre ispirate a misoginia, violenza, sessismo, omofobia, ma non fa sconti a governi e amministrazioni di centro-sinistra che non sono stati in grado nemmeno di approvare modeste misure volte a garantire diritti civili per coppie di fatto, lesbiche, gay e trans, come da tempo il movimento LGBTQ richiede. Questo movimento è anche fortemente critico verso la sinistra di alternativa che non riesce a praticare l’intreccio tra diritti civili e diritti sociali, un intreccio senza del quale non è pensabile una vera alternativa di società.


Questo movimento sta preparando una manifestazione per i prossimo 22 novembre. Sarà una manifestazione di donne senza simboli di partiti; gli uomini sono benvenuti ma invitati a sfilare in coda. Vogliamo che la manifestazione sia grande e piena di passione, invitiamo tutte le compagne a partecipare e a promuovere la partecipazione delle donne da tutta Italia; chiediamo ai compagni e alle organizzazioni di partito di aprire una discussione profonda e vera sul patriarcato anche di sinistra, sul carattere sessista della nostra società, sulla contraddizione di genere e sui temi posti dal movimento delle donne.


Insomma apriamo una discussione fra di noi e su di noi.  


Odg approvato alla riunione di Direzione nazionale di Rifondazione Comunista del 30 ottobre