La rissa delle bionde repubblicane
McCain-figlia contro le «estremiste»
Meghan, 24 anni: «Mi dicono da sempre che sono grassa, ho imparato a piacermi. Mi aspettavo obiezioni politiche»
Come si dice in America, «blondes have more fun», le bionde si divertono di più. Anche quando sono repubblicane, e il loro partito ha perso gioco-partita-incontro, e loro scatenano una rissa multimediale - la più seguita online dopo le notizie su Obama e la recessione - usando un linguaggio diretto e prepolitico: «Sai offendere e insultare»; «E tu sei una cicciona»; «Io sarò una cicciona ma tu bacia il mio grasso culo». Scusate i termini, ma a parlare (di baci eccetera) in tv è la figlia dell'ex candidato alla Casa Bianca John McCain: Meghan, giornalista-blogger, ventiquattrenne bellissima non magra.

Meghan McCain (Reuters)
A dare a Meghan della scema che parla di politica solo perché non l'hanno presa nei reality in quanto «taglia forte» è stata, nel suo talk show alla radio, Laura Ingraham, famosa commentatrice ultraconservatrice; quarantenne secchissima. Proprio come Ann Coulter, altra pundit di destra (ma tanto di destra, pensa che gli ebrei dovrebbero «perfezionarsi» e diventare cristiani), autrice di bestseller politici, ancora più magra; è lei che McCain-figlia aveva attaccato sul sito The Daily Beast, in quanto simbolo della parte più estremista del partito repubblicano; dedita «a perpetuare i peggiori stereotipi», incapace di riguadagnare consensi tra i moderati e i giovani. McCain è giovane, meno colta di Coulter e Ingraham, a tratti simpaticamente suonata. Subito invitata a parlare al Rachel Maddow Show (Maddow è conduttrice politica di culto; iper-liberal, militante lesbica, con capelli corti scuri) si è rifiutata di parlare della crisi: «Non ne capisco niente, non ho fatto neanche un corso di economia all'università». Ha espresso sorridente la sua attualissima idea di privacy: «Racconto tutto su Twitter (social site in cui si dice di continuo cosa si sta facendo in 140 battute) e sul mio blog, sono curiosa di me e degli altri».

Ann Coulter (Ap)
Apparentemente sprovveduta, ma efficace; a una deliziata Maddow che le diceva «si rende conto che la massacreranno» ha risposto: «È importante per il partito che i moderati trovino la loro voce, non lo fa nessuno, sono nota e ci provo io». McCain non vuole far politica, dice, sta cominciando a fare la giornalista, e con questa «battle of the blondes» è diventata all'istante, pure lei, una commentatrice-celebrità. Imparando dalle bionde nemiche a esibirsi in scrittura e video, integrando col Web 2.0. La battuta decisiva, il «kiss my fat ass», l'ha fatta in televisione, nel seguitissimo The View (si può vedere online). Prima però aveva replicato sul Daily Beast: «Mi dicono da sempre che sono grassa, ma ho imparato a piacermi. E anche se fossi ancora più grassa, sarebbe ridicolo criticarmi per questo. Mi aspettavo obiezioni politiche, volevo creare una discussione sul futuro dei repubblicani. Ma il problema resta: perché dopo decenni di vittorie femministe, una donna attacca un'altra donna sul peso? Oggi il peso delle donne è una delle ultime frontiere del pregiudizio socialmente accettato». Vero. Ingraham ha risposto che se McCain vuol essere una figura pubblica, deve accettare l'ironia. Ma al momento, nella battaglia delle bionde, è Ingraham che perde. Meghan è pienotta e fresca, e ha vent'anni meno di lei. E oggi l'età delle donne è un altro degli ultimi pregiudizi socialmente accettati, si sa.
Maria Laura Rodotà
18 marzo 2009