L’uomo a rovescio 

Fred Vargas 

Einaudi, Torino, 2006 

 

L’azione di questo giallo è ambientata in un luogo aspro e inospitale: i monti del Mercantour. Qui, alle spalle di Nizza, hanno fatto la loro ricomparsa i lupi, segnalati per i numerosi attacchi agli ovili che hanno seminato il panico tra la popolazione locale. In un paesino tra questi monti, si è stabilita Camille, che, assieme al biologo Lawrence, un amico ricercatore canadese, indaga su una catena di orrendi delitti. Inizialmente si attribuiscono le colpe di queste morti ai grandi lupi che vagano sulle montagne, poi, mentre le superstizioni e le leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è una bestia, potrebbe essere un “lupo mannaro” il colpevole. I sospetti dei due si incentrano su Massart, uno strano individuo, un “lupo mannaro” redivivo, a cui viene attribuito l’assassinio di una donna del luogo, Suzanne. Ma spesso le soluzioni, anche dei casi più complicati, sono più semplici di quanto si immagini, come scoprirà il commissario Adamsberg, che, accorso in quei luoghi per rivedere Camille, finirà per scoprire la verità.

 

Il suonatore di bandoneón 

Vincenzo Todisco 

Casagrande, Bellinzona, 2006 

 

Questo terzo romanzo di Vincenzo Todisco, nato nel 1964 da immigrati italiani ma grigionese d’adozione, racconta la storia di Pablo Flores, un ragazzino anch’egli figlio di immigrati italiani ma nato e cresciuto in Engadina, che scopre il tango nelle cantine del Grand Hotel Palace subendone immediatamente il fascino morboso che solo questa danza sa offrire. E sarà proprio il tango il filo conduttore della sua vita: ad introdurlo nel suo mondo e nei suoi rituali sono Maria, una ragazzina argentina, già molto brava nell’arte del ballo, e suo fratello Alejandro, giovane e irruente suonatore di bandoneón, strumento per eccellenza per eseguire i pezzi di tango. Più tardi Pablo, nel tentativo di diventare a sua volta un divo del tango, parte per l’Argentina, dove scoprirà e seguirà le tracce di suo nonno Ermanno, anch’egli suonatore di bandoneón, amico di Che Guevara con il quale era sbarcato col “Granma” a Cuba per dare il via alla rivoluzione. Una vita, quella di Pablo, che si divide fra la dimensione mitica delle sue origini ed un’esistenza ormai squallida e complicata accanto alla sua ex moglie Nadja. 

 

 

Cirano di Bergerac

Edmond Rostand

Grandi Tascabili Economici Newton, Roma, 2006

 

Quest’opera teatrale fu scritta nel 1897 ma per gli argomenti che tratta risulta sempre attuale: è un' opera grandiosa, appassionante, profonda, avventurosa e romantica.

E' una commedia eroica incentrata sull' impossibile amore di un valoroso spadaccino dal naso spropositato, Cirano appunto, per la cugina Rossana, innamorata di un giovane, bellissimo cadetto. Quando scoppia la guerra Rossana chiede al cugino di proteggere il suo giovane innamorato, cosa che Cirano farà inappuntabilmente, per compiacere l' amata cugina. Cirano celerà alla cugina l' amore per lei fino al momento della di lui morte, che avviene in tarda età, dopo aver fronteggiato migliaia di sfide e duelli, che l' hanno reso famoso in tutta la Francia.

 

Un amore di zitella 

Andrea Vitali 

Garzanti, Milano, 2004 

 

Questo romanzo breve, o racconto lungo, si legge in un paio d’ore. Ambientato a Bellano, ci si immerge immediatamente nello scenario del lago di Como. Si raccontano piccole storie di paese, con la zitella Iole colta ma sola, la sua collega Iride sempre pronta a mettere zizzania, il segretario comunale con problemi alla prostata, i continui pettegolezzi. Ma tutto ciò Vitali lo fa con una particolare eleganza, con un’accuratezza nelle descrizioni, tratteggia i personaggi e i luoghi con mano da acquerellista: da una quotidianità francamente banale sa trarre una trama che intriga, che obbliga il lettore a leggere fino all’ultima pagina per scoprire che poi, in fondo, le sorprese sono sempre un po’ sopravvalutate e la vita, pur monotona che sia, va comunque vissuta così, giorno per giorno. 

 

 

Il lato oscuro dell’anima

Joe R. Lansdale

Fanucci, 2005

 

È un romanzo del terrore, brutale e durissimo, che pesca a piene mani negli abissi della mente umana e nel degrado più cupo di un'America senza regole né valori, quella dei folli e dei violenti che fanno della barbarie il proprio orgoglioso vessillo. L'epigrafe hitleriana sgombera subito il campo su quello che seguirà: non c'è tempo per giudicare o per educare, non c'è spazio per confezionare messaggi. C'è l'azione, ed è violenza allo stato puro, sesso bestiale e vendetta cieca; ci sono i personaggi, cattivissimi e senza Dio, fragili e assediati dalle paure e dall'incertezza sulla propria consistenza, oppure coraggiosi ma ignoranti e reazionari. Un affresco dipinto con i colori della notte e del sangue, che scorre a fiumi, costruito su una struttura a flash-back alternati con una formidabile abilità cinematografica e un ritmo intensissimo, in grado di far decollare subito la tensione e farla crescere progressivamente fino all'ultima riga.

Scrittura potentissima, suggestiva, veloce, irriverente eppur mai ridicola, a tratti geniale. Questo libro fa ridere, sguaiare, inorridire, fremere, pensare... solo per come è scritto.

 

 

Icaro 

Francesco Guccini 

Mondadori, Milano 2008 

 

Da sempre il famosissimo cantautore bolognese oltre a scrivere i testi dei suoi brani, scrive anche romanzi e racconti. 

Icaro è la sua ultima pubblicazione, la decima: contiene sette brevissimi racconti che spaziano in diverse situazioni mettendo in luce aspetti caratteristici dei personaggi, della società ma anche sentimenti e modi di porsi nei confronti di altre persone… 

Ad ogni finale si può intravedere una morale, un senso; nel racconto che dà il titolo al libro, ad esempio, i protagonisti sono un vecchio e un bambino, proprio come in una sua famosa canzone, ma i loro ruoli sono completamente ribaltati: il giovane è l’essere razionale, che gioca ma non riesce a staccarsi da terra, mentre il vecchio è il sognatore che riesce a volare, anche se in modo tragico. 

La scimmia, invece, è più grottesco: ne fuoriesce il tipico comportamento dei turisti italiani all’estero (in questo caso alle Mauritius), gabbati da un indigeno astuto. In Arriva la libertà, protagonisti sono due giovanissimi partigiani che che nel buio, temendo perfino di accendersi una sigaretta, d'improvviso vedono arrivare le jeep a fari accesi, e si dicono appunto, 'arriva la libertà', non dicono 'ecco gli americani'. Ogni brano è scritto in modo semplice, diretto, pungente proprio come le canzoni per le quali l’autore è così famoso. 

 

 

 

 

Giù le mani dalle officine 

Rossi, Berti, Del Don, Guerra, Marcacci, Marazzi, Greppi, Mazzoleni 

Fontana edizioni, Salvioni Edizioni, ottobre 2008 

 

È sicuramente stato uno degli eventi che più ha mobilitato il Ticino intero negli ultimi decenni: lo sciopero delle Officine di Bellinzona entra dritto nella nostra Storia. “I trentatré giorni che hanno unito il Ticino”, questo uno dei sottotitoli del libro, sono stati determinanti non solo per gli operai che hanno preso parte alla mobilitazione, ma per una regione intera, il Ticino ed il Grigioni italiano. La convinzione dei propri diritti e di un’ingiustizia subita, il grande affetto dimostrato dalla popolazione e il supporto oltre che dalla politica cantonale, anche dalla Chiesa, han fatto sì che lo sciopero fosse un’azione voluta e giustificata. Wuilllemin nella sua introduzione scrive giustamente che questo sciopero “è la vittoria della democrazia attraverso il rispetto dell’essere umano, della solidarietà sull’individualismo” 

In questo bel volume si ricostruisce la storia di quel mese di agitazione, con aneddoti e fotografie. Ma si mette il punto anche sulla nascita, oltre un secolo fa, delle Officine a Bellinzona, di come sono diventate determinanti per tutta la regione ed alla fine si dà voce ai protagonisti, a coloro che erano in prima linea per difendere il loro lavoro, la loro famiglia, la loro Officina. 

 

 

 

La trappola di Dante 

Arnaud Delalande 

Casa editrice Nord, 2007 

 

Venezia, 1756. Sul palcoscenico del Teatro San Luca qualcuno ha allestito una macabra rappresentazione: un giovane e brillante attore è stato ucciso, inchiodato a una croce, e sul suo petto sono stati tracciati alcuni versi inquietanti. Forse si tratta soltanto di un'atroce vendetta, ma il Doge legge in quel delitto l'ultimo e il più allarmante segno di un potere occulto che mira a serrare il cuore stesso della Repubblica in una stretta mortale, un potere che deve essere fermato con qualsiasi mezzo, lecito o illecito. Spia, giocatore, spadaccino, violinista, donnaiolo, Pietro Viravolta sa muoversi come pochi altri nei meandri della raffinata e libertina società veneziana. Ha tuttavia commesso l'errore fatale di sedurre Anna, la sposa del suo protettore, e quell'insolenza lo ha condotto ai Piombi, prigioniero nella cella accanto a Giacomo Casanova. Pietro è disposto a tutto pur di riconquistare il suo bene più prezioso - la libertà -, persino ad accettare l'incarico di condurre un'indagine sul delitto del Teatro San Luca. Seguendo piste oscure e tortuose come le calli di Venezia, parlando con cortigiane e prelati, con gentiluomini e truffatori, Pietro comprende ben presto l'agghiacciante verità: l'assassino sta punendo le sue vittime con gli stessi tormenti infernali immaginati da Dante nella Divina Commedia. 

Si tratta di un romanzo leggibile, purché non si cerchi "troppo" il rapporto con la Divina Commedia. La trama è scorrevole, e l'autore mostra una discreta capacità di creare suspence. Forse un po' didascalico in qualche descrizione veneziana. Tra i personaggi vi compaiono, di sfuggita, Carlo Goldoni e Giacomo Casanova. Una storia che coinvolge sufficientemente. Non è male. 

 

 

 

 

Il treno 

Georges Simenon 

Adelphi Edizioni, Milano 2007 

 

Marcel il protagonista, è un perfetto "uomo mediocre" creato dalla penna di Simenon: fortemente miope, con una storia familiare tragica alle spalle, guarito da una grave malattia, è riuscito a trovare una sua nicchia nel mondo: si è sposato, ha una bambina e un altro figlio in arrivo, un buon lavoro. E' convinto di essere felice, quantomeno è grato e sereno della sua esistenza ordinaria e scandita da piccole abitudini. Ma l'invasione delle Ardenne e la fuga verso sud modificano ogni prospettiva: l"extra-ordinario" entra nell'ordinario, tutto viene sovvertito e ribaltato e Marcel, salito su un treno merci e separato dalla moglie e dalla figlia, si trova a vivere una vera e propria avventura personale con il destino. L'incontro sul treno con una giovane donna di nome Anna darà l'inizio a una passione bruciante e senza tempo, una passione che avrà delle conseguenze... Breve e intenso, Simenon affila il suo coltello delineando perfettamente le passioni e le debolezze umane come uno specchio nel quale è possibile riconoscersi ma in cui non fa piacere guardare. La passione, l'egoismo, la guerra sullo sfondo, tutto è analizzato con stile e precisione, ma senza giudizio. Colpisce la minuziosa descrizione del treno e dei suoi passeggeri. Una lettura da non perdere. Con un finale che ti fa rimanere con il libro chiuso tra le mani per qualche minuto.

 

 

Nindra Maya & Tashi 

Kam For Sud 

Lucia Lafranchi Zatta e Jone Galli 

Armando Dadò editore, 2008 

 

Le maestre Lafranchi Zatta e Galli hanno scritto queste due leggende nepalesi che sono state piacevolmente illustrate dagli allievi delle scuole Kam For Sud in Nepal. Kam For Sud è un’associazione che lavora tra la Svizzera e il Nepal e si propone come ponte tra la nostra cultura e quella Himalayana; nei suoi dieci anni di esistenza l’associazione (www.kamforsud.org) ha costruito una scuola, ne sta realizzando altre due, assicura l’istruzione a un centinaio di bambini in tutto il Nepal mediante la formula dei padrinati a distanza, lavora per il miglioramento dell’igiene e della salute pubblica in un villaggio e sostiene l’attività artigianale di un gruppo di contadine. Nel nostro paese Kam For Sud cerca di portare le ricchezze dell’Himalaya: cultura e simpatia di un popolo sospeso fra tradizioni millenarie e un futuro incerto, un popolo che vive una realtà per certi versi molto lontana eppure anche molto vicina alla nostra. L’intero ricavato della vendita di questo libro per ragazzi è destinato ai progetti che questa associazione sta realizzando in Nepal: un regalo di Natale simpatico e intelligente. 

 

 

 

Ul principe pinin

Antoine de Saint-Exupéry

Traduzione di Marisa e Gianni Ballabio

Istituto Editoriale ticinese, Bellinzona 2008

 

Il Piccolo principe è una fra le opere letterarie più celebri del XX secolo e sicuramente una tra le più vendute della storia: è stato tradotto in più di 180 lingue e stampato in oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo. Ora, fra loro, si è aggiunta la versione in dialetto ticinese! I coniugi Ballabio hanno riscritto la storia di Saint-Exupéry nella parlata tipica del Mendrisiotto, ma comprensibile a tutti gli abitanti del Cantone (e non solo!) mantenendo le illustrazioni della versione originale, famose tanto quanto la storia. Pubblicato nel 1943, è un racconto molto poetico che, nella forma di un'opera letteraria per ragazzi, affronta temi come il senso della vita e il significato dell'amore e dell'amicizia. In un certo senso, costituisce una sorta di educazione sentimentale. La trama sembra tutt’altro che complessa, ma in realtà nasconde molti significati profondi: il tentativo dei bambini di comprendere gli adulti, il totale disinteresse di questi ultimi verso il mondo dei piccoli, o più che altro il non-tentativo di capirlo, il fatto che il piccolo principe, seppur giovanissimo, abbia già visto tutti i lati, soprattutto quelli negativi, dell’umanità, semplicemente incontrando 7 persone, o come i bambini si interessino alle cose semplici (il fiore, i piccoli vulcani…) e le curino, mentre gli adulti sono solo interessati a sfruttarle o a possederle.

 

 

 

Il mio Dante

Roberto Benigni 

Einaudi, Stile libero, Torino 2008 

 

Solo chi ha avuto la fortuna di assistere personalmente ad un suo spettacolo (o almeno visto alla televisione) ha captato la passione che Benigni, famoso attore toscano, ha per = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Divina Commedia di Dante, l’opera più grande della storia letteraria mondiale. Un libro complicato e misterioso spiegato con una facilità disarmante durante le lezioni dantesche tenute dal celebre comico nelle piazze italiane e seguite da persone di tutte le generazioni, proprio perché il capolavoro non ha età. Secoli di letture critiche, di studi approfonditi, di analisi psicanalitiche e strutturaliste non hanno saputo raccontare la Commedia con l’immediatezza e al modernità che gli ha saputo conferire Benigni. In questo suo volume, l’attore fiorentino spiega, analizza le figure retoriche, gli accenti, la filologia, la Storia facendo paragoni anche coi giorni nostri affinché si capisca il senso che Dante voleva dare alla sua opera: un insegnante che tutti gli studenti avrebbero voluto avere per rendere meno pesante e più moderna la lettura della Divina Commedia! 

 

Ticino Nero. Delitti. Sciagure. Truffe. Tumulti.

Plinio Grossi

Fontana Edizioni, Pregassona 2008

 

I dizionari spiegano, a proposito dell’aggettivo «nero», che esso va «inteso come simbolo di morte e di lutto». Il titolo di questo libro significa quindi che le sue pagine sono dedicate ad un Ticino segnato da avvenimenti che non ne fanno certamente un paese festaiolo e felice, invidiato per una sorte che, benigna, gli offre solo momenti ilari e goderecci. È un libro in cui la violenza è criminosa e si aggiunge ad una natura crudele; il destino è spietato e l’angoscia d’obbligo; l’uomo si rivela feroce o truffaldino o fuori di senno in atti che sconcertano e inorridiscono. È la prima volta, nella storia dell’editoria cantonale, che viene pubblicato un libro completamente dedicato ai disastri, ai delitti, ai raggiri che hanno colpito il Ticino e i ticinesi a cominciare dal 1800 e sino al 1900.: una scelta forzatamente incompleta, ma già tale da risultare una rassegna che impressiona, addolora, fa pensare. Questa scelta tematica non è stata ovviamente, dato il numero dei soggetti, facile e si è puntato, in merito, verso quegli argomenti che presentassero, per un motivo o l’altro, un carattere in grado, non solo di distinguerli, ma di renderli, sotto certi aspetti, anche emblematici e riflettenti, di un’epoca, indicatrici particolarità.

 

 

 

 

Il mambo degli orsi 

Joe R. Lansdale 

Einaudi, Torino, 2004 

 

Questo libro, il terzo della serie con protagonisti Hap e Leonard (ma lo si può benissimo leggere da solo!), è sempre ambientato in Texas. Con uno stile allo stesso tempo ironico e drammatico, realistico e romanzato, Lansdale sforna un affresco lucido e disincantato della vera America, fatta di una provincia sconfinata, di tensioni razziali, povertà sommersa, ingiustizia sociale e tutto quello che non ci fanno vedere nei telefilm e nelle produzioni hollywoodiane... tutto questo sullo sfondo di storie gialle ad alta tensione, non sempre a lieto fine e tutt'altro che politicamente corrette.  Il libro è tutto un eccesso: nella violenza, nella volgarità, nelle situazioni, ma un eccesso che lo rende ironico, aiutato dalle battute dei protagonisti. La trama: Leonard, ricco omosessuale di colore, e il suo amico Hap, bianco, rozzo, campagnolo ma molto sveglio, sono dotati di una particolare abilità per cacciarsi nei guai. L'ex fidanzata di Hap, l'avvocato Florida Grange, è sparita mentre stava cercando di scoprire la verità sulla morte in prigione del figlio di un leggendario musicista blues. Visto che i poliziotti sembrano non arrivare a nulla, Hap e Leonard cominciano a indagare per conto proprio. Le tracce della ragazza conducono a Grovetown, una cittadina texana dove spadroneggia un gruppo legato al Ku-Klux-Klan, e dove i due investigatori capiscono subito di non essere i benvenuti...  

 

Icaro 

Francesco Guccini 

Mondadori, Milano 2008 

 

Da sempre il famosissimo cantautore bolognese oltre a scrivere i testi dei suoi brani, scrive anche romanzi e racconti. 

Icaro è la sua ultima pubblicazione, la decima: contiene sette brevissimi racconti che spaziano in diverse situazioni mettendo in luce aspetti caratteristici dei personaggi, della società ma anche sentimenti e modi di porsi nei confronti di altre persone… 

Ad ogni finale si può intravedere una morale, un senso; nel racconto che dà il titolo al libro, ad esempio, i protagonisti sono un vecchio e un bambino, proprio come in una sua famosa canzone, ma i loro ruoli sono completamente ribaltati: il giovane è l’essere razionale, che gioca ma non riesce a staccarsi da terra, mentre il vecchio è il sognatore che riesce a volare, anche se in modo tragico. 

La scimmia, invece, è più grottesco: ne fuoriesce il tipico comportamento dei turisti italiani all’estero (in questo caso alle Mauritius), gabbati da un indigeno astuto. In Arriva la libertà, protagonisti sono due giovanissimi partigiani che che nel buio, temendo perfino di accendersi una sigaretta, d'improvviso vedono arrivare le jeep a fari accesi, e si dicono appunto, 'arriva la libertà', non dicono 'ecco gli americani'. Ogni brano è scritto in modo semplice, diretto, pungente proprio come le canzoni per le quali l’autore è così famoso.

 

 

Un amore di zitella 

Andrea Vitali 

Garzanti, Milano, 2004 

 

Questo romanzo breve, o racconto lungo, si legge in un paio d’ore. Ambientato a Bellano, ci si immerge immediatamente nello scenario del lago di Como. Si raccontano piccole storie di paese, con la zitella Iole colta ma sola, la sua collega Iride sempre pronta a mettere zizzania, il segretario comunale con problemi alla prostata, i continui pettegolezzi. Ma tutto ciò Vitali lo fa con una particolare eleganza, con un’accuratezza nelle descrizioni, tratteggia i personaggi e i luoghi con mano da acquerellista: da una quotidianità francamente banale sa trarre una trama che intriga, che obbliga il lettore a leggere fino all’ultima pagina per scoprire che poi, in fondo, le sorprese sono sempre un po’ sopravvalutate e la vita, pur monotona che sia, va comunque vissuta così, giorno per giorno. 

 

 

La trappola di Dante 

Arnaud Delalande 

Casa editrice Nord, 2007 

 

Venezia, 1756. Sul palcoscenico del Teatro San Luca qualcuno ha allestito una macabra rappresentazione: un giovane e brillante attore è stato ucciso, inchiodato a una croce, e sul suo petto sono stati tracciati alcuni versi inquietanti. Forse si tratta soltanto di un'atroce vendetta, ma il Doge legge in quel delitto l'ultimo e il più allarmante segno di un potere occulto che mira a serrare il cuore stesso della Repubblica in una stretta mortale, un potere che deve essere fermato con qualsiasi mezzo, lecito o illecito. Spia, giocatore, spadaccino, violinista, donnaiolo, Pietro Viravolta sa muoversi come pochi altri nei meandri della raffinata e libertina società veneziana. Ha tuttavia commesso l'errore fatale di sedurre Anna, la sposa del suo protettore, e quell'insolenza lo ha condotto ai Piombi, prigioniero nella cella accanto a Giacomo Casanova. Pietro è disposto a tutto pur di riconquistare il suo bene più prezioso - la libertà -, persino ad accettare l'incarico di condurre un'indagine sul delitto del Teatro San Luca. Seguendo piste oscure e tortuose come le calli di Venezia, parlando con cortigiane e prelati, con gentiluomini e truffatori, Pietro comprende ben presto l'agghiacciante verità: l'assassino sta punendo le sue vittime con gli stessi tormenti infernali immaginati da Dante nella Divina Commedia. 

Si tratta di un romanzo leggibile, purché non si cerchi "troppo" il rapporto con la Divina Commedia. La trama è scorrevole, e l'autore mostra una discreta capacità di creare suspence. Forse un po' didascalico in qualche descrizione veneziana. Tra i personaggi vi compaiono, di sfuggita, Carlo Goldoni e Giacomo Casanova. Una storia che coinvolge sufficientemente. Non è male. 

 

 

 

Il treno 

Georges Simenon 

Adelphi Edizioni, Milano 2007 

 

Marcel il protagonista, è un perfetto "uomo mediocre" creato dalla penna di Simenon: fortemente miope, con una storia familiare tragica alle spalle, guarito da una grave malattia, è riuscito a trovare una sua nicchia nel mondo: si è sposato, ha una bambina e un altro figlio in arrivo, un buon lavoro. E' convinto di essere felice, quantomeno è grato e sereno della sua esistenza ordinaria e scandita da piccole abitudini. Ma l'invasione delle Ardenne e la fuga verso sud modificano ogni prospettiva: l"extra-ordinario" entra nell'ordinario, tutto viene sovvertito e ribaltato e Marcel, salito su un treno merci e separato dalla moglie e dalla figlia, si trova a vivere una vera e propria avventura personale con il destino. L'incontro sul treno con una giovane donna di nome Anna darà l'inizio a una passione bruciante e senza tempo, una passione che avrà delle conseguenze... Breve e intenso, Simenon affila il suo coltello delineando perfettamente le passioni e le debolezze umane come uno specchio nel quale è possibile riconoscersi ma in cui non fa piacere guardare. La passione, l'egoismo, la guerra sullo sfondo, tutto è analizzato con stile e precisione, ma senza giudizio. Colpisce la minuziosa descrizione del treno e dei suoi passeggeri. Una lettura da non perdere. Con un finale che ti fa rimanere con il libro chiuso tra le mani per qualche minuto.

 

 

Amori bicolori. Racconti 

Editori Laterza, Bari 2008  

Masri, Mubiayi, Qifeng, Scego 

 

Lui italiano, lei straniera. Lui straniero, lei italiana. Oppure nuovi italiani, figli a loro volta di genitori di nazionalità diverse. Nella relazione a due le identità si moltiplicano, si mescolano, si frammentano, a volte si contrappongono, diventano un caleidoscopio ricco e complesso. I matrimoni tra stranieri e italiani negli ultimi dieci anni sono triplicati e negli ultimi quattro anni il numero dei bambini nati da loro è aumentato del 22 per cento. In queste pagine, i racconti di quattro autori della nuova letteratura italiana fotografano la società che cambia, ne colgono le sfumature, i dettagli, li rileggono in modo ironico, svagato, intenso. Il figlio in arrivo in una coppia afro-italiana irrompe come un ciclone nelle vite dei genitori e ne stravolge il rapporto. Una ragazza somala racconta con tenero umorismo la fine del suo amore con un italiano, decretata da cause di forza maggiore. Un impacciato ragazzo cinese chiede in sposa un'italiana, ma non ha idea dei guai in cui sta andando a cacciarsi, a voler conciliare le tradizioni millenarie delle rispettive famiglie. Nel Nord Italia un musulmano si incontra e si scontra con il mondo provinciale e piccolo borghese della sua compagna cattolica. 

 
Giornico

Repertorio Toponomastico Ticinese.

Archivio di Stato Bellinzona, Prosito 2007

 

“La toponomastica, che studia l’origine, l’evoluzione e il significato dei nomi di luogo, permette di entrare in contatto con la storia di una comunità e di approfondirne la conoscenza. Questo tipo di ricerca ha il compito di restituire al nome un preciso significato che era divenuto incomprensibile col passare del tempo.” Inizia così, con il saluto del sindaco, il volume pubblicato dall’Archivio di Stato di Bellinzona (e a cura di un gruppo di “patrizi”) dedicato al comune leventinese di Giornico. Ultimo in ordine di apparizione di una lunga collana (sono già 23 i comuni ticinesi studiati dall’RTT), il libro oltre ad indicarci i nomi di luoghi tipici di Giornico, nomi che probabilmente anche molti domiciliati non conoscono, ci mostra anche bellissime antiche fotografie in bianco e nero che presentano le vie del paese all’inizio del secolo scorso. È sicuramente un volume immancabile nelle biblioteche degli abitanti del posto ma oltremodo interessante per coloro che sono appassionati della storia del nostro Cantone.

 

Io e Marley

John Grogan

Sperling & Kupfer Editori, Milano 2007

 

Quando John e Jenny, una giovane coppia della Florida, decidono di adottare un cane per fare pratica come genitori non si immaginano quale uragano sta per abbattersi sulla loro casa. Marley, un Labrador giallo, da adorabile cucciolo si trasforma immediatamente in un gigante maldestro che si lancia attraverso le porte a zanzariera, distrugge le pareti, sbava sugli ospiti, ingurgita qualsiasi cosa attiri la sua curiosità, dai gioielli ai divani, e fugge dai bar tirandosi dietro il tavolino. Insomma, è la vergogna della scuola di addestramento e la disperazione del suo veterinario, che non sa più quale tranquillante prescrivergli. Ma Marley ha anche un cuore puro e innocente. Come rifiuta ogni limite imposto alla sua esuberanza, così la sua lealtà e il suo attaccamento sono infiniti e la sua allegria devastante ma contagiosa sa riconquistarsi ogni volta l'affetto dei padroni. Questo libro è la sua storia, le gesta di una "persona non umana" che ha condiviso le gioie e i dolori della famiglia mentre questa cresceva, se n'è sentito parte anche nei periodi in cui nessuno voleva più saperne di lui e soprattutto è stato, per tutta la sua esistenza, un distruttivo, insostituibile, commovente esempio d'amore e fedeltà.

 

Ticino, terra di ricordi.

Luca Bettosini, Danilo Pagnutti

Fontana Edizioni, Lugano 2005

 

I due autori, già conosciutissimi dal pubblico ticinese grazie ai loro libri e alla loro rivista rivolti alle nostre montagne, tornano con un volume dedicato interamente al Canton Ticino e alle valli Mesolcina  e Calanca.

Con uno sguardo rivolto al passato, essi ci svelano un Ticino forse poco conosciuto dalle nuove generazioni; ma dalle stupende fotografie, rigorosamente in bianco e nero, dai ritagli di giornali dell’epoca e dalla grande conoscenza dei luoghi degli autori, ne nasce un ritratto quasi romantico dei nostri paesi. Uno sguardo a 360 gradi su tutte le regioni descrivendone la miseria, le lotte contro una natura a volte tremenda ma anche gli slanci imprenditoriali che hanno portato il Ticino a quel benessere di cui le nuove generazioni hanno potuto approfittare. Un libro da sfogliare, e da ammirare, adatto a chi ha nel cuore i propri luoghi e che vuol bene al proprio paese.

 

Il giorno in più.

Fabio Volo

Mondadori, Milano 2007

 

Nel nuovo romanzo di Volo, il protagonista è Giacomo, un uomo qualunque, prigioniero del tran-tran quotidiano, uno che non si è mai fatto troppe domande, che si è lasciato piuttosto trascinare dagli avvenimenti vivendo la vita superficialmente: un Peter Pan moderno. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta e continua ad incontrarla tutti i giorni per mesi; quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano per lui il momento più importante della giornata, l’unico momento diverso dalla monotonia quotidiana.
Quando la sconosciuta sparisce, Giacomo sente che deve fare di tutto per ritrovarla e, per la prima volta nella sua vita, capisce che non può continuare a subire gli eventi passivamente. Scopre poi che la fonte della sua tempesta emotiva è partita per New York. Senza pensarci un attimo, decide di salire su un aereo per gli States all’inseguimento del suo sogno, deciso a tutto pur di incrociare di nuovo lo sguardo della sconosciuta.

È un libro che si legge in un fiato, scritto in modo semplice e diretto ma che sa sorprendere il lettore malgrado si parli di temi universali come il viaggio,  l’amore e la paura d’amare.

 

La guglia che sognava il cielo. Novelle sulle montagne ticinesi.

Luca Bettosini

Fontana Edizioni, Lugano 2007

 

“ In un mondo che corre sempre più in fretta, dove il tempo per soffermarsi a riflettere è sempre meno, occorre riscoprire un mondo antico che tanto ha dato all’uomo… il mondo delle leggende.” Inizia così la prefazione del nuovo volume di Luca Bettosini, il conosciutissimo autore di libri e riviste sulle montagne ticinesi. Ma questo è un testo diverso malgrado il soggetto sia sempre la natura alpina; in ventidue novelle Bettosini racconta le leggende e le storie tramandate di nonno in nipote riguardanti le vette più alte del Ticino. Ritroviamo così il motivo per cui il lago Tom, in Leventina, sia a forma di cuore; o il perché i Denti della Vecchia sono anche chiamati le Canne d’Organo o ancora ci introduce nel magico fascino del vecchio castagno delle Centovalli e nella montagna a forma di freccia, il Poncione d’Alnasca, in Val Verzasca. Sono tutte piccole storie colme dell’amore per la montagna e per la natura in generale ma che possono farci guardare con occhi diversi i posti a noi conosciuti.

 

Canto africano

Federica Gazzani

I Viandanti, Edizione Ulivo, Balerna 2007

 

Federica Gazzani, nata e cresciuta in Italia, dopo diverse esperienze professionali nel campo della moda, dell’arredamento e dei media a Canale 5, nel 1982 si trasferisce in Svizzera dove attualmente lavora per la Televisione della Svizzera di Lingua Italiana. Con Canto africano, il suo romanzo d’esordio, racconta, in modo autobiografico, l’avventura che da giovane decise di intraprendere: un viaggio alla scoperta dell’immenso continente nero. Con la tipica incoscienza della gioventù e la voglia di trovare e trovarsi, in men che non si dica la Gazzani si ritrova imbarcata su una nave per Tunisi dove incomincerà il viaggio attraverso l’Africa centrale. Accompagna un africano conosciuto in Italia che gli promette di offrirle un lavoro nella sua band e assieme partono per il Ghana, attraversando il deserto del Sahara e tutte le sue insidie e la sua sconvolgente bellezza, passano dal Niger, dal Benin e dal Togo per giungere finalmente, dopo mille disavventure, a destinazione. In Africa la ragazza conoscerà la paura, la malattia, la malinconia ma pure l’amore e soprattutto sé stessa poiché l’Africa sa dare tanto, specialmente al cuore.

 

Febbre a 90°

Nick Hornby

Guanda, Parma 1997

 

In questo periodo di immersione totale nel calcio e della passione che questo sport suscita da sempre, Febbre a 90° di Nick Hornby è un libro da leggere. L’autore descrive con verità, ironia e, soprattutto, autoironia, la sua passione per il calcio, anzi per l'Arsenal (e chissà quanti tifosi possono riconoscersi), che con grande sincerità definisce un'"ossessione", una "malattia", ma della quale non potrebbe fare a meno, spaventato dal vuoto che lascerebbe se uscisse dalla sua vita. L'intrecciarsi delle vittorie, delle sconfitte e anche dei pareggi della sua squadra si intrecciano con le vittorie e le sconfitte del protagonista. Bellissime le ambientazioni, le considerazioni parallele tra l'andamento delle partite e della vita; rapporti stiracchiati come degli 0 a 0; giornate radiose e improvvise come l'accadere dell'impensabile, la vittoria di uno titolo all'ultimo minuto; e tanta tanta delusione per le sconfitte come la vita vissuta in modo depresso. Un libro impregnato di trovate spassose scritto in modo scorrevole che ti aiuta a capire l'irrazionale, viscerale passione per il calcio e ad essere più indulgente per chi la prova.

 

L’uomo senza casa

Andrea Fazioli

Guanda, Parma 2008

 

Torna Andrea Fazioli con il suo secondo romanzo e torna l’investigatore privato Elia Contini in un nuovo caso che scuote il Ticino. Dopo aver risolto il dilemma del “collier Ruggeri” il detective di Corvesco si trova coinvolto in un intrigo ancora più complicato: la ricerca del suo passato e quindi di sé stesso. Sullo sfondo alla sua storia personale si compiono crimini finanziari e omicidi, tutti collegati alla costruzione, avvenuta vent’anni prima con molti misteri non ancora svelati, di una diga sopra il paese di Malvaglia, in Val di Blenio. Contini è coinvolto personalmente nella faccenda poiché la casa dove è cresciuto si trova ora in fondo al lago creato dallo sbarramento artificiale, luogo che nasconde la verità su suo padre e sulla sua fine. Ma qualcuno non vuole che si scavi nel passato ed ecco quindi le prime vittime. L’investigatore, rischiando la propria vita, comincia ad indagare fra le strade di Bellinzona invase dal carnevale, le vie cittadine di Lugano e Chiasso e la selvatica valle di Blenio fino risolvere il caso e a ritrovare quel posto nel mondo che aveva momentaneamente perso.

 

Chi muore si rivede. 

Andrea Fazioli 

Armando Dadò editore, 2005 

 

Questo libro è sicuramente il “caso letterario” del nostro Cantone! E’ uscito in libreria poco prima del Natale scorso ed è andato letteralmente a ruba, esaurito in pochi giorni; ora è già alla sua seconda edizione, un fatto veramente eccezionale per l’editoria di casa nostra. L’autore è un giovane bellinzonese, Andrea Fazioli, di ventotto anni, ed è al suo esordio letterario (se si esclude il racconto con cui ha vinto il premio Chiara Giovani nel 1998). Chi muore si rivede è un giallo a tutti gli effetti, ambientato in Ticino, tra le vie, per noi familiari, di Lugano. Al centro dell’intrigo raccontato nel libro vi è il furto di un collier di diamanti, un morto ammazzato nel cuore della città sottocenerina, una famiglia di gioiellieri piena di segreti, una giovane latinista inconsapevole di innescare una serie di drammi, un killer imprendibile, un eccentrico investigatore e un usuraio che pare sfuggire ad ogni identificazione.
 
La diretta via verso il sud. Storia della Ferrovia del Gottardo.

A cura di ViaStoria e Kilian T. Elsasser

AS Verlag, Zurigo 2007

 

«Il muro divisorio che separava le Nazioni è caduto, la prima breccia è stata aperta nelle Alpi elvetiche. I Paesi si sono avvicinati e si aprono al traffico mondiale.» . Con questa frase, estrapolata dal discorso ufficiale tenuto dal Consigliere federale Simeon Bavier in occasione dell’apertura della Galleria del San Gottardo nel 1882, si riassume l’importanza che la nostra ferrovia ha avuto per la Storia. Da 125 anni il nord e il sud dell’Europa sono collegati grazie all’immensa opera iniziata più di un secolo fa e sempre in evoluzione.

Non poteva mancare un libro che festeggiasse questo importantissimo traguardo e lo fa in un modo molto elegante, con pagine ricche di aneddoti e ricostruzioni storiche e corredato da bellissime fotografie d’epoca.

 

Cani, camosci, cuculi (e un corvo)

Mauro Corona

Mondadori, Milano, 2007

 

Torna Mauro Corona, lo scrittore-scultore-alpinista di Erto, uno dei paesi colpiti dalla tragedia del Vajont. Torna con il suo stile e con i suoi argomenti preferiti: il bosco e la sua “anima”. La sua scrittura è pulita, efficace, senza forzature. E ci accompagna con leggerezza fin dentro alla foresta. Quasi una lettura “sospesa”, a occhi chiusi, che aiuta a immaginare i protagonisti di quelle storie. Raccontando di gracchi, ai quali Corona porta il pane raffermo sulla vetta del Campanile di val Montanaja, di camosci e armi improprie, di cuculi che cantano fuori stagione. Storie pulite, a tratti crude, poetiche, sospese tra gioia e dolore. Ecco allora Olmo, “Il cane del Vajont”, che qualche ora prima che il monte Toc franasse nel bacino della diga, quel 9 ottobre 1963, abbaiava disperato. E Michelangelo, pastore tedesco che dormiva nel bagagliaio di una Fiat Duna che odorava di pino cembro. E ancora Celio, che dà da bere al suo cane prima che a sé stesso, sul monte Borgà. E poi il cuculo che accorre per salvare il falchetto già nel mirino del vecchio Ota nei boschi della Becola. “Mozart diceva che la musica è tra le note - spiega Corona -. Io allora attraverso queste storie volevo raccontare della difficoltà dell’uomo a rapportarsi con i propri simili. Coi quali a volte c’è vera e propria incompatibilità. E allora ecco l’appiglio dell’amicizia con un animale. Oppure il contrario, attraverso la caccia. Sono storie sospese tra verità e leggenda..

 

LUPO 2.15
Ann Jungman
Adriano Salani Editore s.r.l
(libro per bambini 8-10 anni)

Se pensiamo alla favola di Cappuccetto Rosso, tutti noi abbiamo l'immagine di un lupo brutto e cattivo. Dalla fantasia dell'autrice Ann Jungman, invece, questo lupo, che si torva per errore nel caos della città di Londra, dopo qualche difficoltà iniziale, scopre di poter essere un perfetto, o quasi... "Cane-Lupo cittadino", gentile, intelligente, amico dei bambini e... delle nonne, e con un po' di compagnia finalmente ! Compagnia che fino a quel momento, rinchiuso nel suo ruolo di lupo cattivo della favola, non aveva mai avuto.
Racconto simpatico e divertente, dal quale i bambini possono imparare che un lupo cattivo ha i suoi lati positivi.

 

Diario africano 

Bill Bryson 

Guanda, Parma, 2003 

 

Questo libricino è diverso dai soliti, acquistandolo si aiuta direttamente care International, un'organizzazione umanitaria indipendente che si adopera per combattere la povertà nel mondo. Più specificatamente, si occupa di fornire infrastrutture ai villaggi, istruzione ai bambini e sostenere l'agricoltura locale. 

È il diario di una settimana di viaggio in Kenya di Bill Bryson, un originalissimo giornalista americano con nessuna esperienza d'Africa, che viene invitato a scrivere qualcosa sui progetti realizzati da care International. Con i suoi racconti descrive un paese pieno di problemi, di contraddizioni ma anche di speranza e voglia di andare avanti con uno stile curioso e divertito. La sua narrazione, sempre leggera e brillante (con il suo culmine nel volo tragi-comico su un bimotore traballante), regala delle pennellate di vita e attraverso vivaci ritratti ci fa capire molto di più sul Kenya di qualsiasi guida ufficiale. Vivamente consigliato a qualsiasi persona disposta a conoscere realmente i grandi problemi che affliggono i paesi del Terzo Mondo. 

 

Cento anni di silenzio. 

Daniela Calastri-Winzenried 

Armando Dadò editore, Locarno 2004 

 

L'autrice di questa storia vera è la pronipote della protagonista; Daniela Calastri-Winzenried, una ticinese di origini bernesi, riporta alla memoria le disavventure della bisnonna Rosa proponendoci un ritratto di una società svizzera di inizio Novecento a noi ora incomprensibile e decisamente lontana non solo temporalmente. Ambientato fra l'Emmental, il Marocco e Zurigo, il romanzo narra la vita di Rosa dal momento in cui, giovanissima, rimane vedova e poi costretta ad un matrimonio non desiderato fino alla sua morte in una clinica psichiatrica. Nel mezzo, un'esistenza fatta di sofferenze, di rinunce e di coraggio nel rompere le rigide convenzioni sociali. Una vita fatta di scelte non condivise dalla famiglia che l'ha messa al bando fino a dimenticarla quasi completamente. Ed è proprio per questo motivo che la sua pronipote ha deciso di rendere giustizia a Rosa e di riportarla alla nostra memoria. 

 

Fontamara

Ignazio Silone 

Mondadori, Milano, 1949 

 

Ignazio Silone era uno scrittore abruzzese che ha vissuto da esule in Svizzera (e in Ticino) per quindici anni poiché perseguitato dai fascisti a causa delle sue denunce al regime totalitario di Mussolini. Ha iniziato la sua attività letteraria nel 1933 proprio nel nostro paese, a Davos, dove ha pubblicato Fontamara, oramai divenuto un classico della letteratura italiana. In questo romanzo Silone condanna la dittatura fascista vigente in Italia attraverso la voce dei contadini di questo villaggio immaginario ma tristemente reale. Esistono solo due condizioni nella scala sociale del paese: quella dei “cafoni”, cioè i braccianti, i manovali, i poveri insomma, e quella dei piccoli proprietari protetti dall’alto da una legge che non è uguale per tutti. I soprusi e le ingiustizie subite dai contadini sono divenuti per loro ormai naturali come il sorgere del sole ma una scintilla di speranza nasce dalla ribellione di un giovane che incontrerà sul suo cammino solo violenza ma che farà risvegliare fra la sua gente un moto di rivolta. 

 

 

La volpe e le camelie

Ignazio Silone 

Mondadori, Milano, 1960 

 

La volpe e le camelie è l’unico romanzo di Silone non ambientato nel Sud Italia; l’azione si svolge prevalentemente in Ticino, a Locarno, e a Sciaffusa, cittadina molto amata dai fuorusciti italiani degli anni Trenta. Come in tutti i suoi altri libri, il tema centrale è la lotta al regime e alla cospirazione ed i protagonisti sono sempre i contadini. Lavoratori immigrati che hanno una coscienza “rossa” che cercano di spodestare il potere “nero”, quello dei fascisti, anche al di qua della frontiera. Un confine che costituisce una temibile barriera, che divide non solo gli Stati, ma anche gli uomini, gli amici, le famiglie. È un libro intriso di contrasti con la volpe, simbolo della furbizia e del tradimento, contrapposta alle camelie, i fiori che generano ottimismo. E anche in questo caso, in mezzo al buio s’intravede una luce piena di speranza. 

 

Il Canton Ticino. Storia di una terra contesa 

Giuseppe Salvioni 

Fontana Edizioni e Nuoveparole, Pregassona-Como, 2003 

 

Nato per festeggiare il Bicenternario del Ticino quale Cantone autonomo della Confederazione Svizzera, questo libro percorre la storia del nostro territorio dalle ipotetiche origini, la creazione della provincia romana denominata Raetia Vindelicia Vallis Poeninae nel primo secolo dopo Cristo, ai nostri giorni. Si passano in rassegna gli avvenimenti che hanno determinato la nascita e la crescita di questo lembo di terra, ormai non più italiano ma nemmeno mai sottomesso completamente agli svizzero-tedeschi: dalla nascita delle Vicinie, ai somieri che oltrepassavano le impervie vie del Gottardo; dalle guerre per la conquista di preziosi territori, all'Atto di Mediazione di Napoleone; dalla forte emigrazione dei ticinesi verso una miglior fortuna, all'agonia dell'italiano come lingua nazionale. Questo è un libro che spiega in modo semplice e lineare la nostra piccola ma importante storia.

 

Il mondo non è in vendita. Agricoltori contro la globalizzazione alimentare

José Bové e François Dufour 

Feltrinelli, Milano 2000 

 

Questo libro è una lunga intervista all'agricoltore più famoso di Francia e al suo compagno di protesta. José Bové, diventato celebre per la sua clamorosa azione di sabotaggio ad un McDonald's, e François Dufour, segretario nazionale e portavoce della Confédération paysanne, stanno conducendo una strenua lotta contro la carne agli ormoni, la mucca pazza, la diossina, gli organismi geneticamente modificati e contro il monopolio delle grandi multinazionali che vogliono imporre i loro prodotti a scapito di quelli locali. È un libro-manifesto che non si limita a denunciare la desertificazione delle campagne e le nuovo forme di latifondismo, ma propone soluzioni e vie alternative per preservare le risorse naturali. Gli  autori fanno perno sull'inedita alleanza politica tra agricoltori, consumatori ed ecologisti, uniti a rivendicare il diritto a una produzione alimentare più attenta all'uomo e alla natura. 

 

 

Il mio primo '900 

Angelo Frigerio 

Fontana Edizioni, Pregassona, 2004 

 

"Il passato costituisce le fondamenta del presente e la sicurezza per il futuro". È con questa frase che il Sciur Maestru sintetizza il suo libro-memoria. Dieci racconti che rinnovano la vita dei nostri anziani, il loro mondo, le loro esperienze: l'arrivo del primo autopostale che spaventa i bambini, il bucato lavato con la cenere, i lavori che i ragazzini svolgono invece di andare a scuola, le fatiche che i contadini devono sopportare per portare in stalla un mucchietto di fieno… Racconti che sembrano provenire da un altro mondo ma che tutti i nostri nonni hanno vissuto di persona, soprattutto coloro che vivevano nelle valli. Il libro, arricchito da bellissime vecchie fotografie, è una meravigliosa testimonianza del nostro passato ma, come dice Frigerio, può essere un grande aiuto per "le nuove generazioni davanti ai loro nuovi orizzonti di vita. I tempi cambiano, ma l'uomo resta.". 

 

Il dolore dei contadini 

Corinna Bille 

Armando Dadò editore, Locarno, 2003 

 

Corinna Bille (1912-1979), una poetessa e romanziera romanda, ambienta nel suo Vallese di inizio '900 una serie di quindici novelle che raccontano l'aspra vita che i contadini conducono. Sono affrontati, con grande sensibilità e delicatezza, temi difficili e di scottante attualità come la solitudine, la vecchiaia, l'alcolismo, la violenza sulle donne, la povertà, la morte… Protagoniste indiscusse sono appunto le donne: esse subiscono la dura legge della natura e degli uomini che le circondano e, invece di ribellarsi, nascondono la loro disperazione dietro un mutismo interiore. Sono persone semplici, di grande bontà e dolcezza, prive di egoismo e di orgoglio, con una fede profonda, che non hanno paura della morte: in mezzo a tanto dolore, portano una ventata di speranza e di mistero. Al tutto fanno da sfondo le maestose e aspre montagne e un paesaggio rude che cela la sua bellezza in una natura che viene pian piano toccata dalla modernità. 

 

Il ritorno 

Oscar Peer 

Casagrande, Bellinzona 2006 

 

Il protagonista di questo romanzo dello scrittore engadinese Oscar Peer, Simon, cerca un riscatto per la sua vita. Dopo tre anni passati in prigione a causa di un malaugurato errore durante una battuta di caccia, ritorna al suo villaggio ma non troverà più quello che ha lasciato. La diffidenza e l’inimicizia dei suoi compaesani sono palpabili, sua moglie è morta, il figlio emigrato, la sua casa venduta. Simon deve cercare di ricostruirsi una vita ma a sessantacinque anni è difficile; solo la sua caparbietà e l’amicizia di un ragazzino e di una straniera riusciranno a convincerlo che c’è ancora qualcosa che palpita in lui, che non deve vivere di soli ricordi. Ma inesorabilmente il suo destino sembra segnato e un’ombra, il Fato?, lo segue dappertutto, accompagnandolo fino alla fine. 

Scritto con semplicità, questo libro scorre via veloce, tra le vie del villaggio e le asperità della montagna, in uno stile sobrio, che evita di cadere in una facile idealizzazione della vita alpina. Lo si ama il protagonista, si sta dalla sua parte ma si sa anche che la vita non è una favola e si accetta quindi anche il finale. 

 

La montagna nel Ticino: immagini ed emozioni 

Luca Bettosini 

Fontana Edizioni-Associazione Vivere la Montagna, Pregassona, 2003 

 

Luca Bettosini, guida escursionistica e grande amante delle montagne, ci ha ormai abituati ad osservare le nostre cime con occhi diversi. Attraverso le sue splendide fotografie, percorriamo le alpi con uno sguardo romantico (bellissimi gli scatti dei tramonti) ma anche attento ai minimi dettagli (i germogli su un ramo, gli insetti fra l'erba, il fiorellino che sbuca dai sassi…). Le montagne ed i suoi abitanti sono i protagonisti indiscussi ed i soggetti preferiti del fotografo-escursionista. Ma come non dargli ragione? La natura è capace di cose straordinarie: il cerbiatto addormentato ed il ghiaccio che forma una scultura sui fili d'erba sono lì a confermarcelo. Questo libro è una bellissima testimonianza della ricchezza che, più o meno inconsciamente, noi possediamo. 

 

Leventina e Bedretto, dove nasce il Ticino 

Marco Volken 

Salvioni Edizioni, Bellinzona, 2001 

 

Non c'è regione migliore in Ticino che mostri quanto magnifiche siano le nostre montagne. La Leventina, e ancor più su, la Valle Bedretto, sono le valli alpine ticinesi per antonomasia. Tutti le conoscono (anche al di fuori dei nostri confini cantonali) e almeno tutti, una volta nella vita, hanno passeggiato, preso il sole, raccolto mirtilli sulle splendide alture che si snodano da Biasca fin sui passi del Gottardo e della Nufenen. Questo libro, riccamente illustrato da bellissime fotografie, ci mostra le tranquille cime che sovrastano il via vai del fondovalle leventinese; la flora e la fauna che vi abitano; le nevi perenni; i laghetti incontaminati; i disegni che le nuvole formano sull'orizzonte delle creste. Immagini mozzafiato che tengono il lettore incollato alle pagine.

 

Lupi, orsi, linci e aquile. 

Marzio Barelli 

Jam Edizioni, Prosito 2005 

 

Il nuovo libro di Marzio Barelli (il primo, pubblicato nel 2000 è Fauna sorpresa, una raccolta di stupende fotografie degli animali presenti nel nostro territorio) riguarda un tema di grandissima attualità: la storia dei grandi predatori in Ticino. Con l’assodato arrivo del lupo e l’intercettazione dell’orso nel Canton Grigioni, sembra che il tempo non sia trascorso. Fino ad un secolo fa i nostri avi erano costantemente a contatto con questi animali, sebbene la convivenza non fosse mai stata facile. Con una meticolosa ricerca nelle biblioteche e negli archivi comunali e cantonali, scartabellando antichi statuti, leggi, ordinanze, verbali governativi e  giornali dell’epoca, l’autore illustra tutti i mezzi utilizzati dai contadini, ma non solo, per eliminare i grandi predatori ritenuti pericolosi sia per l’uomo che per il bestiame e per l’agricoltura. 

Un libro interessante, meticoloso, arricchito da diverse statistiche e curiosità che può esser letto tranquillamente sia da chi ritiene dannosa la presenza di questi animali, sia da chi vede di buon occhio il ritorno di specie un tempo molto presenti sul territorio. 

 

Solto com’era. Memoria di Solto Collina negli anni 1940-50. 

Gianni Giussani 

Ferrari Edizioni, Clusone (BG) 2005 

 

Con questo libro Gianni Giussani ci regala un’intensa ed emozionante raccolta di ricordi personali di momenti ed eventi vissuti nei difficilissimi anni del dopoguerra nel bergamasco. Son passati più di cinquantanni da quando Giussani decise di emigrare in Svizzera (ora abita con la famiglia a Faido) per fuggire una situazione dura ma comune a tutti gli abitanti delle campagne italiane e non solo. Con una solida memoria, che non tralascia nessun particolare, l’autore ci spiega come la religione fosse fondamentale per la vita dei contadini, come si vestivano i poveri, i sacrifici che dovevano sopportare per procurarsi il cibo quotidiano, la felicità per l’arrivo di un nuovo figlio e l’angoscia nel veder partire i giovani per una guerra non loro. Sono ricordi di una vita dura, fatta di fatiche e sofferenze, ritmata dal ciclo inesorabile delle stagioni e regolata dalla credenza in Dio. Ma è anche un ritratto di una generazione, non molto lontana dalla nostra, che ha cercato di instaurare dei valori che molto spesso, purtroppo, nel nostro tempo fatto di tecnologia e progresso, dimentichiamo.

 

Quando abbaiava la volpe. Un secolo di vita alpina nel racconto dei protagonisti. 

Benito Mazzi 

Interlinea Edizioni, Novara, 2001. 

 

Quando nelle vallate alpine e nelle campagne imperava solenne la miseria, anche le volpi, affamate, si spingevano alle porte di paesi e “abbaiavano” come cani. In questo libro quarantun persone della Val Vigezzo di età compresa tra i novantaquattro e i trentasette anni rivivono i loro Natali lontani. Scoprono così, in sequenze quasi filmiche, accanto agli aneddoti divertenti o di toccante candore, le nubi plumbee della guerra e della fame, della morte e del dolore, della solitudine e dello sfruttamento, del dramma e dell’abbandono. Squarciate, a fatica, dai raggi della speranza e della fede, del coraggio dell’incrollabile tenacia della gente di montagna. Memoria che si fa letteratura. 

 

Quel che vede la campana. Vedute dai campanili ticinesi. 

Stefano Ember 

Fontana Edizioni, Pregassona, 2004 

 

Il fotografo professionista Stefano Ember ci regala un originalissimo punto di vista sui villaggi e sulle città del nostro Cantone: infatti con il suo obiettivo si è appostato su una novantina di campanili, da Airolo a Chiasso, da dove ha scattato delle bellissime immagini. Il libro è suddiviso in tredici regioni ticinesi, ognuna delle quali introdotte da un emblematico racconto sull'utilizzo delle campane. Così, per esempio, è immancabile il riferimento alla poesia di Alina Borioli, Ava Giuana, dove il ruolo delle campane, che annunciano un lutto a tutto il paese di Altanca, è determinante. Oppure quello di un illustre emigrato in Uruguay, José Morosoli, che con in testa il ricordo dei rintocchi del campanile di Cagiallo descrive le pianure dei gauchos. È un volume da sfogliare per poter letteralmente cambiare il proprio punto di vista! 

 

Valanghe nella storia dell'Alta Leventina 

Tania Dotta 

Armando Dadò editore, Locarno, 2004 

 

Tania Dotta, una giovane airolese, racchiude in questo suo libro i racconti dei testimoni della grande valanga che distrusse il suo villaggio nel 1951. La continua lotta contro le forze della natura, i momenti di angoscia e di profonda tristezza per la perdita di parenti e amici, hanno consolidato nella popolazione un senso di solidarietà ma hanno anche fatto affiorare una ancor maggiore fierezza di appartenere ad una Valle che sa essere così crudele ma che sa anche donare molto. Attraverso una ricca serie di fotografie dell'epoca, Dotta ricostruisce i tristi momenti passati dalla popolazione airolese ma non solo: ci ricorda le varie valanghe cadute in Leventina, le ricostruzioni, la solidarietà, le opere di prevenzione e ci dona le testimonianze degli anziani che hanno vissuto sulla loro pelle la tragedia. 

 

 

Due storie dell'Emmental 

Jeremias Gotthelf 

Armando Dadò editore, Locarno, 1997 

 

Jeremias Gotthelf, un pastore protestante proveniente dall'Emmental, è considerato uno dei più grandi scrittori svizzeri tedeschi dell'Ottocento. È autore di tredici romanzi e tantissimi racconti brevi. I due di questo libretto, Joggeli cerca moglie, la storia di un giovane e ricco contadino che va in cerca di una moglie onesta e laboriosa adottando uno strano travestimento, e Elsi,la strana serva, che racconta l'amore disperato e impossibile tra una "strana serva" e un pretendente che si sente inspiegabilmente rifiutato, sono due esempi della scrittura del pastore. Sono storie ambientate nell'Emmental, in un mondo contadino apparentemente lontano e remoto, ostile a qualsiasi cambiamento e ancorato ad antiche e consolidate certezze. Eppure incredibilmente vive ed attuali, pervase da una nota di malinconia e di disincanto che ha attraversato più di un secolo e mezzo e non ha perso per nulla del suo misterioso e della sua originaria grandezza. 

 

La transumanza e l'alpeggio in Valle Bavona 

Luigi Martini 

Fondazione Valle Bavona, 2003 

 

In questo primo quaderno della collana "Basodino" Luigi Martini (nato a Cavergno nel 1928 e da sempre attivo nella vita pubblica locale) affronta il problema della transumanza e dell'alpeggio dei bavonesi nei secoli scorsi. Su una base rigorosamente storica, con tanto di date che documentano i fatti enunciati, Martini espone la realtà e le condizioni della Valle Bavona che si possono estendere a tutte le valli alpine. 

La descrizione delle fatiche dei contadini, delle loro angosce, delle rassegnazioni e del loro continuo trascinarsi lungo l'impervia valle sono accompagnate da una ricerca di motivazione, del perché lo fanno e di che cosa li spinge a tanto. Sotto questo aspetto il saggio va visto come un interessante apporto di conoscenza e come chiave di lettura antropica che va ben oltre i limiti geografici della Bavona. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

19.02.2009