Dossier:"PIAGGIO 11 LAVORATORI ESPULSI
E 5 SOSPESI"

 





Prefazione


Il 29 luglio 2004, alla fabbrica Piaggio di Pontedera, undici lavoratori sono stati raggiunti da lettere scritte tre giorni prima e spedite dalla Commissione di Garanzia della CGIL che li avvertivano della loro espulsione dal sindacato.
 Tutti gli 11 sindacalisti fanno riferimento alla sinistra interna al sindacato, mentre i provvedimenti sono stati inviati dalla maggioranza CGIL. Gli 11 lavoratori colpiti dal provvedimento, 6 delegati e 5 ex-delegati, si sono battuti negli ultimi 10 anni per i diritti dei lavoratori, in particolare svolgendo una lunga battaglia contro gli accordi che hanno portato ad una maggiore mobilità e condizioni di lavoro peggiori con turni massacranti (di notte e il sabato), e all'applicazione del sistema TMC2 in quella fabbrica. I metodi di lotta (scioperi e azioni dimostrative) sono sempre stati alla luce del sole ed hanno visto il coinvolgimento di un gran numero di operai della fabbrica, tuttavia trovando quasi sempre come nemico la maggioranza del sindacato, ormai in aperta concertazione con l'azienda.
Le ragioni con cui la Commissione di Garanzia della CGIL epura dal sindacato la minoranza sono esplicitate nella lettera di 6 pagine spedita agli 11 attivisti: il gruppo viene accusato di "mancanza di spirito di collaborazione", del tentativo di creare "una contrapposizione dentro la FIOM", e di aver dato una "cattiva immagine" del sindacato agli occhi dei lavoratori.
 Ma questi 11 provvedimenti sono solo la punta dell'iceberg, infatti all'interno della Piaggio da diversi anni vengono usati sistematicamente metodi antidemocratici ed illegali per annullare l'opposizione "di sinistra", tramite palesi brogli durante i referendum e le elezioni dell'RSU, per i quali vi sono ricorsi presentati alla magistratura. Tuttavia, nonostante tali brogli, la corrente "Cambiare rotta" ha raggiunto alle ultime elezioni quasi la metà dei voti all'interno della FIOM, il primo sindacato della Piaggio.
 Ai provvedimenti si è risposto presentando un ricorso agli organi nazionali. L'ago della bilancia sembra pendere dalla parte degli espulsi, visto che il segretario nazionale Giorgio Cremaschi si è detto contrario ai provvedimenti.
 Intanto uno sciopero improvvisato alle officine meccaniche, cominciato subito dopo la consegna delle lettere, ha visto la partecipazione di 200 operai Piaggio che si sono recati in corteo sotto la camera del lavoro di Pontedera.
 
 

Lettera degli espulsi all'Unità, Il Manifesto, Liberazione


L'espulsione di undici tra delegati e lavoratori e la sospensione di altri cinque e` un fatto senza precedenti nella storia della CGIL, ed è necessario che tutti possano conoscere i fatti che stanno dietro una simile decisione.
Veniamo accusati di aver pubblicamente e sistematicamente contestato, con interventi in assemblea, volantini, promozione di agitazioni, nientemeno che la linea sindacale della Segreteria provinciale di Pisa della FIOM.
Perché l'abbiamo contestata? Chi conosce la storia sindacale alla Piaggio negli ultimi anni sa bene che dal '95 una serie di accordi tra OO. SS. provinciali e Azienda ha introdotto alla Piaggio forti aumenti dei ritmi di lavoro, oltre 2000 licenziamenti, uso abnorme del lavoro stagionale, flessibilità e sabati lavorativi, senza aumenti salariali.
In particolare, il metodo dei tempi di lavoro TMC2, ben noto perche` alla base della rivolta di Melfi, e` stato introdotto alla Piaggio da un accordo aziendale del 1995. La sua applicazione, anche di fronte alla resistenza operaia, e` stata possibile solo grazie al sostegno delle OO.SS. provinciali, in particolare dalla FIOM.
Questo ha portato dal '95 a oggi a una serie di accordi, che hanno autorizzato la stagionalizzazione della produzione, con l'uso massiccio del lavoro precario e dei sabati lavorativi e hanno acconsentito ai licenziamenti generati dai forti aumenti di produttivita` conseguenti agli aumenti dei ritmi di lavoro.
Nell'ultimo anno, con l'arrivo alla Piaggio di Colaninno, la disponibilita` della FIOM provinciale ad ulteriori concessioni all'azienda  si e` tradotta nella sigla di un accordo integrativo che riduce al minimo gli aumenti salariali, assenti in Piaggio da nove anni, condizionandoli interamente agli obiettivi aziendali, conferma l'applicazione del TMC2, introduce la legge 30 e reimpone i sabati lavorativi, che le lotte operaie avevano resi impraticabili negli ultimi tre anni.
L'accordo è stato approvato a maggioranza strettissima, solo grazie al voto favorevole degli impiegati, in un Referendum fuori delle regole (per es., solo quattro rappresentanti del NO, venti del SI, su otto seggi, un rappresentante del NO e cinque del SI in Commissione elettorale).
Tutto questo stracciando la piattaforma precontrattuale, dai contenuti diametralmente opposti, approvata lo scorso Settembre dai lavoratori a larghissima maggioranza nel quadro delle iniziative della FIOM contro gli accordi separati di FIM e UILM sul contratto nazionale e contraddicendo apertamente tutte le posizioni e gli obiettivi della FIOM nazionale su TMC2, legge 30, flessibilità e salari.
In questi anni noi ci siamo fatti interpreti della resistenza operaia, che si e` espressa all'inizio con scioperi di reparto e ha nel tempo consolidato un gruppo di lavoratori e delegati FIOM, circa la meta` dei 17 FIOM nella RSU prima del suo rinnovo nello scorso Novembre.
La continua crescita del sostegno operaio alle nostre posizioni ha determinato negli ultimi anni uno scontro aperto in fabbrica con la Segreteria provinciale della FIOM.
In Ottobre le dimissioni dei delegati FIOM legati alla segreteria provinciale hanno anticipato il rinnovo della RSU. Le elezioni sono state gestite da una commissione di sole quattro persone, nominate dalle segreterie provinciali di FIOM FIM e UILM e UGL, col disprezzo di ogni regola e garanzia (assenza in tutti i seggi degli elenchi dei votanti, divieto ai componenti dei seggi di siglare le schede elettorali, siglate solo della Commissione elettorale, che ha rifiutato di indicarne il nomero totale, urne facilmente manomettibili e nella disponibilita` della sola Commissione per lunghi periodi, in particolare per quattro ore tra la fine delle votazioni e l'inizio dello scrutinio, durato cinque giorni, rifiuto totale, anche a formale richiesta, di accesso ai verbali).
I risultati hanno ridotto a sei su sedici il numero dei delegati della minoranza nella RSU, con evidentissime discrepanze rispetto alla parallela votazione per l'elezione dei responsabili della sicurezza, dove la minoranza ha avuto tre eletti su quattro FIOM.
I nostri ricorsi agli organismi sindacali sono stati respinti senza motivazioni. Abbiamo ritenuto giusto e necessario rivolgerci  alla Magistratura, ma il giudice di Pontedera ha ritenuto di non essere competente.
Dall'inizio dell'anno sono stati compiuti una serie di atti arbitrari nei nostri confronti, tra i quali l'allontanamento sostanziale dalle trattative per il contratto integrativo, l'esclusione, contro il regolamento, della nostra lista dal Congresso provinciale della FIOM, e infine la richiesta, da parte della Segreteria provinciale alla CGIL regionale dell'avvio del procedimento disciplinare che si e` concluso con 11 espulsioni e 5 sospensioni. Sembra una commedia dell'assurdo: noi che abbiamo rivendicato gli obiettivi della FIOM nazionale contro la diversa linea sindacale della FIOM provinciale e denunciato in tutte le sedi le continue violazioni regolamentari con cui e` stato impedito alla volonta` dei lavoratori di esprimersi, veniamo sanzionati per averlo fatto apertamente e pubblicamente.
La nostra vicenda è solo un episodio di un problema, che si sta imponendo sul piano nazionale e che è già esploso con la lotta degli autoferrotranvieri, di reale e verificabile rappresentanza dei lavoratori, che le organizzazioni sindacali finiscono per trattare come soggetti passivi, privi della possibilità di espressione democratica e del diritto di determinare le scelte di linea sindacale e gli obiettivi delle rivendicazioni, e perciò privi degli strumenti fondamentali di difesa delle proprie condizioni di lavoro.
Questo problema sarà difficilmente eludibile e fa tutt'uno con la necessità di una ripresa dell'iniziativa politica del movimento operaio, oggi subalterno agli interessi e alle prospettive di classi parassitarie e inconsistenti.
 

Paolo Ferrero, responsabile lavoro della segreteria nazionale del PRC ha dichiarato:

 
“La Commissione di garanzia della Cgil toscana ha oggi espulso dall’organizzazione ben 11 lavoratori della Piaggio iscritti alla FIOM. Si tratta di un atto di repressione gravissimo che lede il diritto al dissenso all’interno dell’organizzazione sindacale e che non ha precedenti. La storia della Cgil è storia caratterizzata da una ampia dialettica interna: questo atto di normalizzazione politica lede prima di tutto l’immagine della Cgil e cui chiediamo per tanto di ritornare sui suoi passi, riammettendo nelle proprie fila le compagne ed i compagni espulsi.”
 
 

Grosso guaio a Pontedera. Alla Piaggio la Cgil espelle 11 iscritti. L'ultimo atto di una frattura interna, o forse no.

BEPPE MARCHETTI
 
La commissione di garanzia della Cgil ha espulso dal sindacato 11 iscritti e ne ha sospesi 5 per un anno. Tutti lavorano alla Piaggio di Pontedera, vicino a Pisa; 6 degli espulsi sono delegati. Qui, da anni, è in corso una frattura interna alla Fiom: dissensi politici irranciditi dal tempo, diventati contrasti personali. Una tensione sfociata ieri in una sentenza che è «inevitabile» o «scandalosa», secondo i giudizi. Resta una consapevolezza comune: questa è una gran brutta storia. Quando la notizia delle espulsioni s'è diffusa, in uno degli stabilimenti della Piaggio è scattato uno sciopero spontaneo. Anche qui valutazioni diversissime: «Spiace dirlo ma non s'è fermato quasi nessuno», dice Fabio Barbafiera, un delegato Fiom. Cui risponde Massimo Cappellini, un rsu: «L'abbiam fatto alle meccaniche, direi che l'80% dei lavoratori s'è fermato». Il diverso racconto è facile a spiegarsi: Barbafiera è nella maggioranza Fiom, Cappellini uno degli espulsi. «Ho letto le motivazioni della sentenza - dice accorato - sono ridicole».
Queste motivazioni sono pubbliche, ma non molti le hanno lette. Non Barbafiera, secondo cui «la commissione di garanzia ha lavorato bene, in un clima di serenità». Non Mauro Faticanti, segretario toscano della Fiom: «Vorrei leggerle prima di commentare». Chi le ha viste è il segretario nazionale Giorgio Cremaschi, che le definisce «incredibili». Gli espulsi, in sostanza, erano accusati di manifestare il loro dissenso in modo non proprio. Una contestazione in equilibrio sul crinale della democrazia: chi stabilisce quali modi di esprimere dissenso siano leciti?
Faticanti una risposta ce l'ha: lo statuto del sindacato. Lui tiene a precisare: «La Fiom non espelle nessuno per le sue idee. La commissione verifica comportamenti singoli che siano contrari allo statuto». Tra i fatti contestati uno ritorna con particolare insistenza, nel racconto di tutti: sospettando irregolarità nelle elezioni provinciali della Fiom, gli espulsi si sono rivolti alla magistratura. Ancora Faticanti: «Ci sono organi interni cui denunciare questi sospetti. Andare davanti al tribunale ordinario significa voler spaccare la Fiom». Ma Goffredo Carrara, della segreteria provinciale, non è d'accordo: «Far ricorso alla magistratura potrà anche essere un errore politico, ma non si espelle un compagno per queste ragioni».
Carrara è un altro che ha letto le motivazioni della sentenza: «Contestano cose piuttosto banali, come di aver organizzato riunioni fuori dalle sedi sindacali, o di aver distribuito volantini». Solo volantini, possibile? «Erano pieni d'insulti - secondo Barbafiera - e attaccavano anche nominalmente i compagni della rsu».
Gli espulsi, ad ogni modo, non resteranno senza far nulla. Presenteranno un ricorso che congelerà il provvedimento. «Mi aspetto - dice Cappellini - che la Cgil a livelli più alti non dia seguito alla sentenza». E che la soluzione a questa profondissima frattura non possa venire da qui, da dentro insomma, lo credono in molti. La situazione a Pontdera è troppo compromessa, può risolverla solo qualcuno dall'esterno. Il caso deve diventare nazionale.
La Piaggio di Pontedera, con 3.500 lavoratori, è la fabbrica più grande del centro Italia. I contrasti all'interno della Fiom risalgono almeno al 1995: a quando, cioè, un accordo integrativo fu firmato solo dalla Fiom locale. Poi, tre anni dopo, un altro accordo con l'azienda giudicato disastroso da molti. Fino al precipitare della situazione: a inizio giugno si firma un altro accordo integrativo. A molti lavoratori non piace: si va al referendum, l'intesa passa con il 55% dei voti soltanto. Non solo: come racconta Cappellini, il voto promuove l'accordo solo perché votano anche gli impiegati. «La maggior parte degli operai - assicura - erano contrari».
Chi ha cercato di ricucire la situazione è stato Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom. Ma neanche questo è servito: in occasione del congresso nazionale della Fiom, giugno, i voti della provincia pisana sono stati contestati. E la commissione di garanzia ha detto che a Pisa si deve rivotare: cosa che - ricorda Carrara - non è ancora stata fatta. E poi l'elezione delle rsu aziendali: altro voto, altre denunce d'irregolarità, altri ricorsi. Fino all'epilogo di ieri, che forse epilogo non è.

[Articolo Il Manifesto del venerdì 30 luglio 2004]
 
 

Segreteria Regionale PRC Toscana


30 luglio 2004 per contatti: 3394299025
Con preghiera di diffusione

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato di garanzia Cgil Toscana ha espulso 11 iscritti e ne ha sospesi altri 5: tutti operai/e e delegati/e della Piaggio di Pontedera (tranne uno, già licenziato dal padrone mediante il trucco del trasferimento ad altro reparto, reparto in seguito esternalizzato).
Del resto, questi lavoratori, alcuni di loro iscritti al PRC, sono da sempre oggetto di intimidazioni e provvedimenti disciplinari da parte dell’Azienda.
Da sempre in testa alle lotte, in linea con il recente congresso nazionale Fiom-Cgil, inclusa la critica di accordi sbagliati come il recente contratto integrativo Piaggio che “imbarca” la legge 30 (votato anche dalla FIOM locale).
 
Da sempre, quale autentica sinistra di fabbrica, riconosciuti dai loro compagni di lavoro: in Piaggio, nelle officine meccaniche alle quali questi lavoratori sono addetti, si è immediatamente scioperato contro la sentenza Cgil. La loro limpidezza e il totale disinteresse personale risultano infatti in ogni caso del tutto evidenti.
Consideriamo il provvedimento della magistratura interna Cgil inaudito e inaccettabile in quanto si presenta come una vera e propria epurazione. Esso colpisce i valori del pluralismo e della democrazia nei luoghi di lavoro e nel sindacato.
Non vogliamo pensare, poi, che si intenda lanciare, per questa via, un messaggio contrario alla linea anticoncertativa e democratica sancita dal congresso di Livorno della Fiom-Cgil.
Nel rispetto dell’autonomia e per il bene dello stesso sindacato, Rifondazione si adopererà perché la sentenza sia rimossa, il confronto e la dialettica democratica siano ristabiliti, le lotte dei lavoratori crescano e vincano.
 

Una vera e propria epurazione di massa.



La "controparte" questa volta è la Cgil, che in quel di Pisa ha pensato bene di dar corso al "randello" delle leggi e dei regolamenti interni ed espellere dal sindacato ben undici compagni (tra iscritti e rappresentanti sindacali) della sinistra sindacale. Altri cinque sono stati sospesi. La risposta dei lavoratori, della Piaggio, non si è fatta attendere e a poche ore dalla sentenza, pronunciata dal Comitato di garanzia della Toscana, sono andati a protestare sotto le finestre della sede Cgil. Di che cosa vengono accusati i compagni? La lista è lunga circa dieci pagine. In sostanza li si accusa di essere "fuori linea". «Sentenza inaudita», è il commento del segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi. «Un fatto gravissimo e senza precedenti - continua - che non fa parte della certo della storia della Cgil. Una vera e propria espulsione di massa».

Sulla vicenda è intervenuto anche Paolo Ferrero, della segreteria nazionale del Prc. «Si tratta di un atto di repressione gravissimo che lede il diritto al dissenso all'interno dell'organizzazione sindacale e che non ha precedenti. La storia della Cgil - prosegue Ferrero - è storia caratterizzata da una ampia dialettica interna: questo atto di normalizzazione politica lede prima di tutto l'immagine della Cgil a cui chiediamo per tanto di ritornare sui suoi passi, riammettendo nelle proprie fila le compagne e i compagni espulsi». Alcuni dei lavoratori espulsi sono iscritti a Rifondazione, altri no. «Non è tuttavia la difesa di alcuni nostri militanti - sottolinea Roberta Fantozzi segretaria Provinciale Rifondazione Comunista Pisa - che ci spinge a prendere posizione con nettezza: 11 espulsioni sono di per sè un provvedimento disciplinare pesantissimo. Tanto più la decisione assunta appare grave e ingiustificabile leggendo la motivazione del dispositivo. Una motivazione fondata tutta sul dissenso del gruppo di lavoratori espulsi rispetto ad una serie di scelte della Fiom locale».
 
Fa. Seba.

[Articolo di Liberazione del 30 Luglio 2004]


Alla Segreteria Nazionale CGIL Alla Segreteria Nazionale FIOM

Noi sottoscritti lavoratori della Piaggio di Pontedera siamo stupefatti ed indignati per le espulsioni e sospensioni dalla CGIL di lavoratori e delegati, iscritti alla FIOM CGIL, decise dal comitato di garanzia regionale della Toscana. Riteniamo del tutto infondato e basato su accuse false e pretestuose tale ingiusto provvedimento che colpisce chi in questi anni si è distinto per l'impegno in difesa degli interessi dei lavoratori.
Esprimiamo la nostra completa solidarietà  agli espulsi.
 

Solidarietà agli operai e alle operaie, ai delegati e alle delegate espulsi/e e sospesi/e dalla Fiom alla Piaggio

Bene hanno fatto i lavoratori e le lavoratrici che, con il presidio e gli scioperi, hanno già espresso la loro solidarietà ed il loro sostegno

Le motivazioni con le quali la Commissione di Garanzia della Cgil ha espulso 11 lavoratori (dei quali uno della Filcams) e ne ha sospesi 5 per un anno dalla Fiom sono riportati nella lettera loro inviata: "mancanza di spirito di collaborazione", tentativo di "creare una contrapposizione all'interno della Fiom" e "fornire una cattiva immagine" del sindacato agli occhi dei lavoratori. Al di là di cosa scrive la Cgil, la realtà è che queste avanguardie di fabbrica sono state per un intero decennio una spina nel fianco dei padroni e della concertazione sindacale per aver promosso e organizzato, con grande determinazione e senso di responsabilità, esponendosi anche in prima persona, iniziative di lotta e scioperi contro la "fabbrica integrata", in difesa delle condizioni di lavoro di tutta la classe operaia Piaggio, fino ad essersi battuti nel recente referendum contro l'accordo integrativo che prevedeva, tra l'altro, l'introduzione del sabato lavorativo obbligatorio. Un accordo che ha diviso in due la fabbrica e che, senza l'assenso dei colletti bianchi, sarebbe stato respinto.
Inoltre, è bene ricordare, l'accanimento con cui il padrone ha agito contro Corrado (tra l'altro uno degli espulsi) per relegarlo prima in un reparto confino, e per poi cacciarlo dalla fabbrica.
La verità è che la Cgil ha colpito una risorsa preziosa per i lavoratori e le lavoratrici Piaggio ed ha esposto ancora di più queste avanguardie alla rappresaglia padronale. Se qualcuno pensa, anche con questo provvedimento, di ostacolare la resistenza degli operai Piaggio al peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita (supersfruttamento, maggiore flessibilità, etc.), siamo convinti che si sbagli di grosso, come siamo altrettanto convinti che abbia alzato un masso che gli ricadrà sui piedi.
Il trasferimento e l'allontanamento dalla fabbrica di Corrado, uno dei delegati più combattivi e preparati, fu una grave perdita per la classe operaia, ma è altrettanto vero che quella vicenda rafforzò le avanguardie esistenti e ne fece nascere di nuove. Vergognoso è anche il modo con il quale la Cgil ha deciso di attuare questa vera e propria epurazione, a pochi giorni dalle ferie, nelle migliori tradizioni dei padroni che, quando hanno potuto, hanno atteso periodi di ferie per licenziamenti politici, ristrutturazioni, cassa integrazione, etc. con l'obiettivo di ostacolare e rallentare la risposta dei lavoratori. Tentativo in parte già fallito, in quanto la mobilitazione dei propri compagni di lavoro non si è fatta attendere.
La solidarietà ed il sostegno agli operai ed alle operaie colpiti/e devono essere ampi e allo stesso tempo intensificati, anche in questi giorni di ferie, per respingere al mittente una simile provocazione.


Linearossa e Assemblea Nazionale Anticapitalista



Comunicato stampa - 31.07.2004

 
Fiom. “Forti perplessità sulle decisioni assunte dal Comitato di Garanzia della Cgil Toscana in merito all’espulsione o alla sospensione di sedici lavoratori della Piaggio di Pontedera”
“La Segreteria nazionale della Fiom prende atto con preoccupazione della decisione di prima istanza assunta dal Comitato di Garanzia della Cgil toscana di espellere, oltre a un lavoratore della Filcams, dieci lavoratori iscritti alla nostra organizzazione e di sospenderne altri cinque, tutti dipendenti dalla Piaggio di Pontedera.”
“I preannunciati ricorsi, se confermati, lasciano aperto il giudizio finale e conclusivo sulla loro iscrizione o meno alla Fiom, come previsto dalle norme statutarie.”
“Non è nostra intenzione interferire sull’operato e sulle decisioni degli organismi preposti, a cui confermiamo la nostra fiducia. Ciò che vogliamo ribadire, a fronte di una decisione che ha pochi precedenti, è che l’espressione del pluralismo e della democrazia interna, nelle forme contemplate dalle norme regolamentari, non è in discussione nella vita della nostra organizzazione.”
“L’espulsione rappresenta la sanzione disciplinare estrema, giustificabile in presenza di atti estremamente gravi. Non a caso le norme statutarie prevedono una gradualità nelle sanzioni disciplinari.”
“Da tutto ciò derivano le nostre forti perplessità nell’attesa di un giudizio finale e conclusivo che, in quanto tale, impegna tutta l’organizzazione.”
“Per quanto riguarda gli adempimenti relativi alle vicende congressuali, si conferma la necessità di convocare l’assemblea congressuale della Fiom di Pisa.”
 
Segreteria nazionale Fiom-Cgil
 

Sconcerto per i dissidenti espulsi dalla Cgil. La Fiom nazionale prende le distanze: «Si conferma la necessità di convocare il congresso della Fiom di Pisa». Per Patta si tratta di «un inaccettabile attacco» a "lavoro società"

 
Stupore, sconcerto, preoccupazione. Queste le reazioni della Fiom, della sinistra Cgil di "lavoro società" e del sindacalismo di base di fronte alla decisione del Comitato di Garanzia della Cgil Toscana di espellere dal sindacato undici lavoratori della Piaggio di Pontedera - di cui dieci iscritti alla Fiom e uno alla Filcams - e di sospenderne altri cinque. Sindacalisti la cui unica colpa sarebbe quella di avere espresso il loro dissenso rispetto ad una serie di scelte della Fiom di Pisa.
Un atto di repressione gravissimo, da cui la Fiom nazionale prende le distanze, esprimendo «forte perplessità» rispetto all'accaduto: «Ciò che vogliamo ribadire, a fronte di una decisione che ha pochi precedenti - sottolinea la segreteria della Fiom -, è che l'espressione del pluralismo e della democrazia interna, nelle forme contemplate dalle norme regolamentari, non è in discussione nella vita della nostra organizzazione». Anche alla luce di questi fatti «si conferma la necessità - sottolinea la Fiom - di convocare l'assemblea congressuale della Fiom di Pisa».
Tutti i lavoratori oggetto di provvedimento disciplinare, buona parte dei quali iscritti a Rifondazione, appartengono all'area di "Lavoro società". Gian Paolo Patta, segretario confederale della Cgil, non ha dubbi: quelle sanzioni rappresentano «un inaccettabile attacco» della Fiom di Pisa alla sinistra Cgil. Una decisione, quella della Commissione di garanzia della Toscana, che «non ha precedenti analoghi, in tempi recenti» sottolinea Patta. Appena conosciute le motivazioni "Lavoro società cambiare rotta" «si riserva di intraprendere tutte le iniziative necessarie a tutelare i propri aderenti espulsi o sospesi». Ma Patta ce l'ha anche la Fiom nazionale colpevole, a suo giudizio, di non essere intervenuta «per evitare l'accaduto».
Solidarietà nei confronti degli «11 compagni della Piaggio, iscritti alla Fiom e alla Cgil» colpiti «da un provvedimento sbagliato ed ingiusto, che mira a colpire la diversità di opinione e che utilizza strumenti organizzativi per sopperire al dibattito politico, come invece sarebbe logico e giusto» viene anche da un nutrito elenco di iscritti e dirigenti della Cgil che in Toscana fanno riferimento all'area programmatica Lavoro Società, a detta dei quali «non è possibile in alcun modo» creare contrapposizioni tra "lavoro società" e la Fiom. «Respingiamo - aggiungono - i tentativi di falsare gli orientamenti di lavoro società attribuendoci posizioni diverse da quelle sempre praticate e confermate nel documento dell'Area del 23 luglio 2004».
Rossano Rossi, della segreteria Cgil Toscana e coordinatore regionale della minoranza Cgil ricorda anche come il provvedimento disciplinare sia stato preso «con il dissenso del compagno di lavoro Società presente in Commissione referente e senza la presenza di compagni di Lavoro Società nella Commissione deliberante». Lavoro Società, afferma ancora Rossi «si batte perché i compagni restino in Fiom, venga restituito loro l'onore e la diignità di militanti e di dirigenti e venga stigmatiizzato il comportamento di quei dirigenti della Fiom che hanno voluto questo provvedimento».
Anche il Sincobas, nell'apprendere quanto accaduto alla Piaggio, esprime piena solidarietà a quei lavoratori espulsi dalla Cgil «la cui unica colpa - sottolinea Paolo Sabatini, coordinatore nazionale - è quella di non assecondare scelte sindacali che ritengono sbagliate, opinione peraltro condivisa da ampi settori di lavoratori e lavoratrici». Sabatini definisce le espulsioni «un insperato regalo alla parte più retriva del padronato italiano». Si tratta infatti, prosegue il portavoce del sindacato di base di «un pericoloso segnale che viene lanciato nei confronti di Rsu e lavoratori che non si assoggettano alle imposizioni dei gruppi dirigenti dei sindacati confederali». Esperienza vissuta nel passato dallo stesso Sabatini, «essendo stato a mia volta espulso dalla Cgil nel lontano 1981 per essermi esposto, insieme a tanti altri lavoratori, alla volontà di "normalizzazione" delle Videocolor, fabbrica di cui sono ancora dipendente».

[Articolo di
Liberazione del 31 Luglio 2004]
 

Con le lavoratrici e i lavoratori della Piaggio espulsi dalla CGIL

 
Con i loro delegati/e, con chi non vuole piegare la testa, con gli espulsi dalla fabbrica e dal ciclo produttivo, con i/le giovani a tempo determinato, con gli intermittenti senza diritti della legge 30, con chi lotta, si esprime, si mette in discussione, con chi rivendica vere forme di democrazia partecipata, con chi da battaglia in catena, nelle assemblee, dentro e fuori i cancelli: la Confederazione Cobas sta con questi, da Torino a Melfi, da Genova a Pontedera, contro le discriminazioni, i rapporti disciplinari, la concertazione, le “regole” della democrazia sindacale confederale.
La deriva burocratica che ha portato alle espulsioni e alle sospensioni dei/delle compagni/e in fabbrica la conosciamo bene. E’ lo stesso meccanismo che vorrebbe negarci assemblee, permessi, agibilità sindacale.
Non di meno conosciamo, perché siamo lavoratori e lavoratrici, la passione quotidiana, la misura, il senso di responsabilità, la fatica, di questi compagni.
Gli siamo vicini perché difendono gli stessi valori che sono la base delle nostre scelte. Valori - e lotte per le tutele ed i diritti - che vanno difesi ad ogni costo e che sono una costante nella tradizione del più genuino movimento di classe che unitariamente ci appartiene.
E’ per questo che, pur nelle differenze, esprimiamo piena solidarietà agli/alle espulsi-sospesi della Piaggio, sacrificati sull’altare della fittizia unità sindacale tra CGIL, CISL e UIL. Siamo stati al loro fianco contro il disastroso accordo del 1995 (che è costato migiaia di “esuberi” dalla fabbrica) come lo siamo stati nell’ultimo referendum sul precontratto, come siamo con loro nella lotta contro l’applicazione del TMC2, a Melfi come a Pontedera.
Questi lavoratori vengono puniti per le loro posizioni critiche all’interno di una Fiom e di una Cgil tra le più arretrate d’Italia, che all’indomani della battaglia di Melfi non hanno trovato di meglio che firmare con la Piaggio un’ulteriore accordo
vergognoso che, lontano da miglioramenti salariali, intensifica ritmi produttivi, estende la flessibilità, ricorre massicciamente ai contratti precari e temporanei previsti dalla Legge 30 (Legge Biagi).
I valori della democrazia e delle partecipazione, la sincera battaglia politico-sindacale che questi lavoratori portano avanti non può essere cancellata con un atto di verticismo burocratico.
 
CONFEDERAZIONE COBAS
via San Lorenzo 38, Pisa – tel. 050 8312172 – email: confcobaspisa@inwind.it

 

 Piaggio di Pontedera: Sindacalismo borghese contro Sindacalismo operaio.


I fatti sono noti: La segretreria provinciale Fiom di Pisa, fa fuori dal proprio sindacato 11 operai e delegati di fabbrica e sospendendone altri cinque ! La 'colpa' di questi operai, radicati nel tessuto di lotta e di lavoro della Piaggio, è quella di avere contestato la linea della Fiom locale, con volantini,interventi assembleari etc.Perchè questo ?Perchè secondo gli operai e i delegati, la Fiom locale in barba a tutte le resistenze in fabbrica espresse più volte dagli operai della Piaggio che si battevano contro il TMC2, gli aumenti dei carichi di lavoro, la precarizzazione del lavoro, finiva per appoggiare la line del padrone, incarnata da Colaninno.Con la venuta di Colaninno ai comandi della Piaggio, 'la disponibilità della Fiom provinciale ad ulteriori concessioni all'azienda si è tradotta nella sigla di un accordo integrativo che riduce al minimo gli aumenti salariali , assenti in Piaggio da nove annni, condiziondoli interamente agli obbiettivi aziendali, conferma l'applicazione del TMC2'.Contro tutto questo si sono battuti gli operai e i delagati espulsi dalla Fiom locale.Questi operai si sono battutti contro il padrone che voleva sfruttarli fino in fondo e si sono battutti contro i 'Sidacalisti borghesi' del provinciale, che per ragioni di competitività del padrone, hanno interamente sposato le linee guida dei padroni: far lavorare di più gli operai, fregandosene anche degli accordi esistenti!Questa espulsione di operai e delegati, non è nuova , soprattutto in questi ultimi tempi: delegati sono stati espulsi dalla Fiom perchè non in linea con il sindacato (vedi la storia del delegato legato ai Carc); delegati sono stati butttati fuori dal Cobas spallanzani, anche lì perchè non in linea con quella delle rispettive direzioni sindacali.Ma forse sono stati buttati fuori solo perchè facevano una politica di sindacalismo operaio, che si contrapponeva e si contrappone a quella del sindalismo borghese, che vede solo gli interessi del padrone, dell'azienda, della direzione aziendale e alla fine dell'economia nazionale.In questi ultimi anni di lotte operaie di resistenza, hanno visto contrapporsi al padrone , trasversalmente, delegati e operai di diversi sigle sindacali, che a rischio del licenziamento, portavano avanti le lotte anche contro le linne sindacali: Fiat di Melfi, Autoferrotranvieri, la stessa Piaggio, la Innocenti Presse, la New Holland, e tante altre.Questi operai e delegati facevano e fannno il loro lavoro del sindacalismo operaio, come nel resto dell'Europa gruppi di delegati di vari paesi hanno formato gruppi di ' sindacalismo combattivo' che si vuole battere contro i padroni europei e contro le linnee sindacali filopadronali.Questa è in sostanza quello che hanno fatto gli operai e i delegati della Piaggio!Il sindacalismo operaio è l'unica strada, l'unica forma organizzativa che hano gli operai hanno per resistere al padrone e ai sindacalisti borghesi ! Altro mezzo non c'è per fermare lo sfruttamento dei padroni !
Solidarietà operaia ai delegati e operai della Piaggio!
Il sindacalismo operaio vincerà sul sindacalismo borghese !Fuori i borghesi dai sindacati!

Roma, 4 agosto 2004 Lavoratori della redazione di roma di Operai Contro-aslo , giornale operaio
fonte: operaicontroroma@yahoo.it


Coordinamento Regionale Lavoro Societa' - Cambiare Rotta Toscano 


Siamo solidali con gli 11 compagni della Piaggio, iscritti alla FIOM e alla CGIL, che ieri sono stati espulsi con un provvedimento vessatorio ed ingiusto, voluto dalla FIOM Pisana e dalla maggioranza della Camera del Lavoro di Pisa. A questi compagni si rimprovera di avere avuto opinioni e giudizi difformi da quelli dell'organizzazione. Questo provvedimento è stato preso con il dissenso del compagno di LS - CR presente in Commissione Referente e senza la presenza di compagni di LS - CR nella Commissione deliberante. Lavoro Società - Cambiare Rotta della Toscana solidarizza con i compagni colpiti da un provvedimento sbagliato ed ingiusto, che mira a colpire la diversità di opinione e che utilizza strumenti organizzativi per
sopperire al dibattito politico, come invece sarebbe logico e giusto.
Perciò i compagni sono e devono rimanere della FIOM e della CGIL. I compagni di LS - CR rivendicano l'esperienza collettiva maturata in questi anni, che si è caratterizzata per essere autonoma nell'elaborazione politica da tutti i soggetti, sia interni che esterni alla CGIL. Anzi, proprio la capacità di sviluppare coerentemente la propria opinione politica e sindacale ha permesso a LS - CR di elaborare, attenendosi sempre al merito delle questioni, le proprie posizioni. Noi ci siamo sempre attenuti al merito e ai contenuti; non abbiamo scelto la strada della mediazione politica per "ragioni di partito"o per non dispiacere al gruppo dirigente confederale. E' per questo che siamo stati in grado di apprezzare le positive novità rappresentate dalla FIOM e di guardare, anche durante il recente Congresso Straordinario della FIOM, agli interessi generali dei lavoratori.
Come dimostra l'atteggiamento dei compagni di Lavoro Società - Cambiare Rotta anche nelle recenti vertenze contrattuali, come quelle, ad esempio, degli autoferrotranvieri e dell'artigianato, il nostro giudizio è legato al merito e alla coerenza con i deliberati del XIV Congresso della CGIL.
L'obiettivo della CGIL è rinnovare i contratti, i contratti si firmano quando si ottengono risultati di merito favorevoli ai lavoratori e coerenti con l'impianto rivendicativo della CGIL. Per questo non è possibile in alcun modo creare contrapposizioni tra LS - CR e la FIOM.
Respingiamo i tentativi di falsare gli orientamenti di LS - CR attribuendoci posizioni diverse da quelle sempre praticate e confermate nel documento dell'Area del 23 di luglio 2004. Esprimiamo la nostra solidarietà al compagno Gianpaolo Patta, coordinatore nazionale dell'Area.
 

 Segreteria provinciale dei Comunisti italiani - Pisa

 
"Riteniamo valide le ragioni della Fiom di Pisa e della commissione di garanzia della CGIL, dal momento che crediamo che qualsiasi organizzazione abbia il dovere, oltre ché il diritto, di far valere il rispetto delle regole interne, al fine di perseguire gli obiettivi che si è data nel rispetto dei suoi valori. Quanto tutto ciò è valido per le organizzazioni politiche, tanto più è necessario per un sindacato che ha un compito tanto difficile, come quello di difendere oggi, con questo Governo e in questa realtà sociale, i lavoratori, i pensionati e tutti coloro che risultano più deboli sul mercato del lavoro, che oggi vede venir meno i diritti anche sul piano normativo. Il diritto al dissenso deve essere sempre assicurato e tutelato, come necessario ai fini della democrazia interna e nel rispetto delle diverse posizioni, che siano espresse, però, nel rispetto delle regole che l'organizzazione si è data e che ciascuno ha accettato di aderirvi. Noi comunisti italiani, tuttavia, anche alla luce delle vicende degli ultimi giorni, crediamo opportuno richiamare il sindacato, così come tutte le forze di sinistra, all'unità e al dialogo costruttivo, per il perseguimento di un obiettivo comune, che è quello di arginare l'offensiva del centrodestra ai diritti dei lavoratori e all'organizzazione democratica di questo paese, di cui, da sempre, il sindacato e la CGIL per prima, rappresentano l'espressione più elevata".
 
 

Diritto al dissenso

 
La lettera di espulsioni che la Cgil ha inviato a tutti i compagni e alle tante compagne facenti parte del gruppo della sinistra sindacale alla Piaggio è un vero linciaggio politico, altro che violazioni delle regole. Siamo accusati di esserci opposti negli anni ad accordi che di fatto hanno ridotto l'occupazione e peggiorato le condizioni degli operai e a quelli che hanno precarizzato ulteriormente il mondo del lavoro. Ci siamo opposti, sempre insieme ai lavoratori, anche all'ultimo accordo Piaggio che introduce la legge 30, che lascia un esercito di precari con forme di contratto veramente senza tutele e dignità per i giovani, soprattutto giovani donne. In assenza di un piano industriale è sotto gli occhi di tutti la crisi dell'indotto: altri lavoratori, quindi, pagheranno. E siamo accusati per questo?
Per ripristinare le regole, la prima cosa da fare è riconvocare la platea congressuale come richiesto anche a livello nazionale. O forse l`espulsione mira a facilitare il comportamento di chi ha svolto un congresso con regole inventate al momento, per poter lasciare fuori compagni che hanno espresso il dissenso ma che sono stati votati e che hanno consenso tra tanti lavoratori. È sbagliato politicamente ed è assurda l'espulsione di tanti giovani che hanno deciso di partecipare attivamente alla vita sindacale.
Io, cari compagni, sono iscritta alla Cgil da più di 30 anni, e per quello che ho creduto e per cui mi sono battuta ho pagato già prezzi altissimi. Espellere dal sindacato chi è già tartassato dall`azienda è gravissimo, ed io questo davvero non lo accetto. Noi naturalmente abbiamo fatto ricorso e ci batteremo sempre per rivendicare che l`esercizio del dissenso è un diritto nella Cgil in tutte le sue forme ed è una garanzia di democrazia interna.
 
Angela Recce, Rsu Piaggio
Lari (Pisa)
 

[Dalla posta del Manifesto del 19 Agosto 2004]

RSU della Metro di Ospedaletto (Pisa)

 
La RSU della Metro di Ospedaletto (Pisa) esprime la totale solidarietà per il compagno espulso dalla Filcams e per gli 11 espulsi Piaggio appartenti alla Fiom. La dialettica interna alla Cgil è e deve rimanere una ricchezza che ha fatto del nostro sindacato un punto di riferimento per tutti i lavoratori specialmente in questi 2 anni, per questo chiediamo il loro immediato reintegro.
 
Rsu Metro

Troppo rosse quelle tute blu

Terrorismo  & Fabbriche: La Piaggio Di Pontedera E Il Rischio Di Infiltrazioni
Lavoratori divisi, sindacalisti espulsi, messaggi brigatisti. Nell'azienda della Vespa il clima è sempre più teso. E, fuori, c'è chi potrebbe approfittarne.


All'uscita della Piaggio di Pontedera (Pisa), quando suona la campanella delle 5, uno degli ultimi a uscire tra i 3.600 operai è Renzo, 57 anni, tuta blu da metalmeccanico con 34 anni di servizio sulle spalle. Si ferma volentieri a parlare con il cronista. E sembra di sentire Johnny Stecchino-Roberto Benigni («La piaga di Palemmo? Il traffico») quando annuncia: «Il guaio peggiore qui è il caldo. I condizionatori non funzionano».
In realtà alla Piaggio in questi anni hanno dovuto preoccuparsi di ben altro: il contratto integrativo che non si firmava mai, la spaccatura interna alla Fiom-Cgil, il sindacato dei metalmeccanici più rappresentativo (16 delegati su 33 nel parlamentino di fabbrica), l'allarme terrorismo lanciato dai servizi segreti. Temi diversi che in questi giorni si stanno intrecciando, soprattutto dopo l'espulsione di 11 iscritti alla Fiom Piaggio. Operai duri e puri, le cui vite sono ora passate al setaccio dagli investigatori della Digos di Pisa. Gli stessi che da mesi cercano eventuali contatti tra maestranze e mondo eversivo. Che si tratti delle nuove Br, ben radicate in riva all'Arno, o delle Cellule di offensiva rivoluzionaria, un piccolo gruppo specializzato in attentati incendiari, che, a fine 2003, non hanno fatto mancare un messaggio minatorio all'azienda.
In particolare, sotto osservazione c'è l'Officina 10, quella dove vengono assemblati i motori. Il capannone è la roccaforte di Cambiare rotta, la corrente eretica della Fiom, oggetto a fine luglio della clamorosa espulsione, quando sono stati cacciati sei delegati e cinque candidati. Per altri sette è arrivata l'ammonizione. La motivazione ufficiale è che hanno violato le norme statutarie poiché si sono rivolti alla magistratura, denunciando irregolarità nelle ultime elezioni per la rappresentanza sindacale. In realtà le ragioni sarebbero più politiche. E qualcuno sospetta persino che la Cgil non vedesse l'ora di buttare fuori iscritti così barricaderi.
«È vero, ormai alla Fiom ci sono due organizzazioni contrapposte» ammette David Belcari, 42 anni di cui 25 di Piaggio, il metalmeccanico Cgil più votato alle ultime elezioni. Una, la maggioritaria, è quella che ha firmato in luglio il contratto integrativo dopo nove anni di stallo negoziale; l'altra, raccolta sotto le insegne di Cambiare rotta (vicina a Rifondazione), è guidata da Giuseppe Corrado, un líder máximo che, con le sue battaglie, ai vertici della Piaggio ha sempre dato grattacapi. Sebbene la sua presenza sia ora meno ingombrante, dopo il trasferimento a una società di trasporti ceduta dall'azienda. Studi universitari interrotti alle spalle («Ma se mi fossi laureato non farei l'operaio» scherza), è uno di quei sindacalisti che quando parlano in assemblea non si muove una sedia. Un oratore collaudato che i compagni della corrente più combattiva hanno candidato a rappresentarli alla Piaggio, anche se ormai non ne fa più parte e non è più metalmeccanico. L'interessato preferisce non rispondere a Panorama, in fiduciosa attesa del perdono di mamma Fiom, dove non gli mancano gli amici influenti. Poi si lascia scappare, in confidenza, una considerazione: «La nostra cacciata è stata solo un'epurazione politica». Di terrorismo non vuole proprio sentir parlare: «Niente scherzi, non vogliamo essere confusi con quella roba».
Di certo la firma del contratto non ha migliorato il clima a Pontedera, anzi ha diviso quasi in due i lavoratori: solo il 56 per cento ha votato a favore dell'accordo. E ora Corrado punta a portare dalla sua parte quell'esercito di scontenti. Che il clima sia caldo lo ha capito pure il segretario provinciale della Fiom, Domenico Contino, che nei giorni scorsi ha ricevuto un messaggio «mafioso»: ha trovato l'auto aperta e messa a soqquadro. Le chiavi le ha scovate la sera sul muro di cinta di casa. Lui minimizza: «Non collegherei l'episodio alle espulsioni. Anche perché gli 11 non sono stati mandati via per le loro idee: in Cgil non criminalizziamo le opinioni che rimangono in ambito democratico». Poi sottolinea che gli ultimi scioperi contro il terrorismo hanno avuto un buon successo. E il sindacato vigila in azienda sul rischio eversione? «Non siamo la polizia, ma gli iscritti sono le nostre antenne: se ci sono dei terroristi sono ben mimetizzati».
Più preoccupato il segretario della Uilm toscana, Marcello Casati: «In fabbrica i toni dello scontro tra i lavoratori sono da tempo troppo accesi, ormai non volano più solo gli insulti, ma anche le sedie. E qualcuno potrebbe approfittare di questa tensione».Un allarme già lanciato, nel marzo 2003, dalla relazione semestrale degli 007 al Parlamento, quando la Piaggio veniva inserita tra i possibili obiettivi di Nadia Lioce e compagni, uno di quei bersagli grossi capaci di far traballare i tavoli per il rinnovo dei contratti nazionali. Dopo poche settimane, il 26 maggio 2003, un volantino intitolato «La nostra azione nel progetto Br-Pcc» viene spedito da Firenze al consiglio di fabbrica della Piaggio. Il documento inneggia alla «politica rivoluzionaria» contro il «dialogo sociale» e contro i «sindacati di regime», in particolare Cisl e Uil.
Benedetto Benedetti, alto, capelli color neve, delegato Uilm, l'uomo che ha aperto la busta con la lettera della stella a cinque punte, non sottovaluta il rischio terrorismo, ma precisa: «Non mi sembra ci sia il clima degli anni Settanta, quando lavoravamo a gomito a gomito con poliziotti travestiti da operai». Eppure, il documento br del 2003 è stato dedicato «con amore rivoluzionario» proprio a un vecchio br toscano, Umberto Catabiani. Lo stesso a cui era intitolata la colonna br che negli anni 80 lasciava i suoi comunicati davanti ai cancelli della fabbrica di Pontedera.
Le citazioni che rimandano a un passato che in città vorrebbero dimenticare non finiscono qui. A maggio di quest'anno, fuori dal museo aziendale, è comparsa la scritta: «La Piaggio è una galera come nel 1962», di seguito minacce di morte per il sindaco cittadino diessino Paolo Marconcini, accusato di essere troppo «socialdemocratico». Ai vertici della società non si agitano, impegnati come sono nella trattativa per acquisire l'Aprilia e realizzare un polo motociclistico di livello mondiale. Semplicemente fanno due calcoli: «Nel 2003 abbiamo avuto 72 giorni di sciopero e abbiamo perso 68 mila ore di lavoro. Nei primi sei mesi del 2004 siamo fermi a 11 giorni e 15 mila ore di braccia incrociate». Sarà, ma intanto Cobas e i militanti del gruppo di estrema sinistra viareggino Linea rossa fanno volantinaggi sempre più frequenti davanti ai cancelli Piaggio. Forse perché hanno capito che il terreno è fertile.

Giacomo Amadori

[Articolo di Panorama del 22 Settembre 2004]
 


Atto Senato


SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA

668a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO SOMMARIO E STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 6 OTTOBRE 2004

(Pomeridiana)


MALABARBA, SODANO Tommaso - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in un articolo pubblicato sul settimanale "Panorama" del 30 settembre 2004, dal titolo "Troppo rosse quelle tute blu", vengono trattate le vicende interne alla fabbrica della Piaggio di Pontedera (Pisa); nel suddetto articolo viene riportato che undici lavoratori iscritti alla Fiom sarebbero sotto osservazione della Digos di Pisa ("operai duri e puri, le cui vite sono ora passate al setaccio dagli investigatori della Digos di Pisa");in particolare, oggetto delle indagini sarebbero gli appartenenti alla corrente della Fiom denominata "Cambiare rotta", e guidata da Giuseppe Corrado; alle dichiarazioni dei diretti interessati, che hanno escluso qualsiasi loro coinvolgimento in attività illecite, sono seguite quelle di analogo tenore delle organizzazioni sindacali, che peraltro hanno anche evidenziato l’impegno sindacale degli stessi a difesa dei diritti dei lavoratori;è del tutto evidente che se fossero effettivamente in corso indagini nei confronti degli undici lavoratori appartenenti a "Cambiare rotta" l’informazione sarebbe giunta al giornalista di Panorama direttamente dalla Digos, si chiede di sapere:se corrisponda al vero quanto riportato nell’articolo del settimanale "Panorama"; in caso affermativo, sulla base di quali elementi la Digos di Pisa stia effettuando indagini nei confronti degli appartenenti a "Cambiare rotta", considerando che gli stessi non sono coinvolti in alcuna attività illecita; se non si ritenga grave che la Digos di Pisa proceda ad indagini nei confronti dei suddetti lavoratori esclusivamente in relazione al loro impegno nell’attività sindacale.

(4-07408)

Atto Senato Risposta

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 165
all'Interrogazione 4-07408 presentata da MALABARBA


Risposta. – Con riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, la Prefettura di Pisa ha comunicato che l'articolo pubblicato sul settimanale «Panorama» del 30 settembre 2004 si riferisce alla vicenda di undici lavoratori della Piaggio di Pontedera, esponenti di «Cambiare rotta», corrente minoritaria della FIOM, espulsi in data 29 luglio 2004 da parte degli organi sindacali competenti su richiesta della segreteria provinciale della stessa organizzazione sindacale.
Il contrasto insorto all'interno del sindacato di categoria maggioritario nell'ambito della Piaggio ha avuto ampio risalto sulla stampa locale in ragione della particolare importanza che l'azienda di Pontedera assume per l'economia della provincia.
Inoltre si deve segnalare che tale vicenda è stata richiamata dalla stampa locale in merito ad un episodio di intimidazione nei confronti del signor Domenico Contino, Segretario provinciale della FIOM, dalla cui autovettura il 3 agosto 2004 furono sottratte le chiavi dell'abitazione e della sede della C.G.I.L. di Pontedera.
Non potendosi in effetti escludere che l'episodio in questione fosse connesso con il ruolo svolto dal Contino nella decisione assunta dalla C.G.I.L. di espellere gli undici dissidenti, il Comitato di Coordinamento Tecnico delle Forze di Polizia nella riunione tenutasi il 5 agosto 2004 ha deciso di adottare a tutela del predetto dirigente sindacale la misura della vigilanza generica radiocollegata presso l'abitazione del medesimo, nonché presso la sede provinciale e quella pontederese della C.G.I.L.
Si evidenzia comunque che la Questura di Pisa, interpellata al riguardo, ha comunicato che nessuna attività investigativa è stata svolta nei confronti degli aderenti alla corrente minoritaria della FIOM «Cambiare rotta».
Al riguardo si rappresenta inoltre che la Procura della Repubblica di Pisa, letti gli atti dell'interrogazione parlamentare, ha iscritto il procedimento n. 83/05, mod. 45, in relazione al quale, in data 19 gennaio 2005, ha richiesto al locale GIP l'archiviazione.
Nella suddetta richiesta la Procura di Pisa ha rilevato che le circostanze come evidenziate nell'interrogazione parlamentare si sono rivelate, allo stato, del tutto destituite di fondamento.
Invero, il dirigente della DIGOS di Pisa dott. Calabrese ha chiaramente dichiarato al P.M. procedente che alcuna attività investigativa è stata svolta o è in atto di essere svolta nei confronti degli appartenenti alla corrente della FIOM denominata «Cambiare rotta».
La circostanza, del resto, è stata comunicata al Prefetto di Pisa, che ne chiedeva contezza, dal Questore di Pisa con lettera datata 3 novembre 2004.
Detto procedimento è stato quindi archiviato dal GIP presso il Tribunale di Pisa con decreto del 9 febbraio 2005.

Il Ministro della giustizia Castelli




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