Brainstorming Tu, nativo analogico di passaggio…
*vorrei definirmi nativa analogica SOLO per ragioni anagrafiche ma mi sento molto più vicina ai nativi digitali anche se impiego molto tempo a scrivere gli sms. :-D [Mela]
- come hai fronteggiato (e continui a fronteggiare quotidianamente) il passaggio dal mondo della carta a quello dei bit?
- Cerco di avere anzitutto un atteggiamento aperto, disponibile anche a mettere in discussione alcune certezze o consapevolezze; per un docente passare dalla carta ai bit è un passaggio notevole, è come togliere a Linus la propria coperta! Molti passaggi non mi sono proprio chiari chiari allora i casi sono due: o rinuncio o ci provo. Ciò che ha funzionato, ad esempio in questo percorso è stato il fatto di apprendere facendolo, dandosi il tempo necessario per provare e sperimentare. Devo anche dire che sono allergico ad ogni forma di manuale pertanto se ci sono troppi passaggi tecnici e sono solo è probabile che abbandoni l’idea. Tutto ciò che ho imparato è stato guardando e provando, sbagliando e riprovando. [Enrico]
- prendendo il meglio dell'uno e dell'altro, integrandolo e potenziandolo. [MG]
- In passato il senso di inadeguatezza era molto forte, l’ansia da prestazione mi spingeva ad evitare l’uso del pc anche se è stato sempre presente nelle mie varie residenze e mi ha sempre seguito nei miei vari (ahimè!) traslochi. Avevo frequentato un corso di prorammatore e operatore di computer nel lontano 1985, ancor prima dell’avvento di internet, mi era piaciuto, ma era servito a ben poco. Quello che è scattato sicuramente è stata la voglia di farcela da sola, la determinazione di poter essere all’altezza, anche i miei figli sono stati uno stimolo (da loro ho anche appreso diverse tecniche), ho creduto in mè stessa ed eccomi qui, al terzo anno di un corso universitario on line! [Flavia]
-Non sono proprio passata dalla carta al bit ma sono approdata naturalmente al bit, almeno per quanto riguarda la scrittura. Lo aspettavo inconsapevolmente da sempre e mi sono trovata subito a mio agio. [Mela]
-Senza ansie, devo dire, ma con la curiosità che mi contraddistingue, con la voglia di mettermi in gioco e di interagire con altre persone. Questo mi ha dato la spinta a superare i timori, le incertezze, il senso di inadeguatezza che, a volte, ancora oggi, mi prende. La rete per me è stata ed è tuttora una grande “palestra” di vita, mi ha reso più sicura di me stessa soprattutto nella vita quotidiana e nel rapporto con gli altri, anche se rimane ancora in me un fondo di timidezza. [Emanuela]
- quando ti senti fuori posto?
- Mi sento fuori posto quando non conosco bene come funzionano le cose e quali passaggi devo compiere. Ho una scarsa conoscenza dell’inglese e se le indicazioni in inglese sono tante mi perdo e mi scoraggio. [Enrico]
- quando mi distraggo, dimenticandomi che non proprio tutti quelli che circolano in Rete condividono l'ottica della condivisione e dell'arricchimento reciproco. E quindi interagisco dove non dovrei. Ma è un problema anche nella realtà, talvolta ;-) [MG]
- Quasi mai, o meglio: percepisco un velo di incertezza per il nuovo, sempre presente sulla RETE e anche in noi, ma questo è uno degli aspetti più stimolanti: cosa succederà domani? chi incontrerò, cosa imparerò? [Flavia]
- E' una sensazione che ho provato solo quando mi sono iscritta ad un corso per fare un blog scoolastico. Non ne sapevo niente ed altri parlavano con strani acronimi
-Generalmente mai, se non nelle situazioni di assoluta novità, dalle quali cerco di estrapolare i concetti principali che mi permettono di scoprire l'oggetto del desiderio. Devo ammettere che non mi trovo a mio agio nelle situazioni in cui chi sa, fa di tutto per farlo notare e non si mette a disposizione degli altri. [Mela]
-Quando entro in contatto con persone molto competenti e con un grande bagaglio culturale, con persone che parlano di specifiche tecniche che non conosco, quando ho a che fare con documenti in inglese… sigh… mi sento proprio esclusa! [Emanuela]
- Quando conosco bene cosa devo fare. Ad esempio ho visto come si fa una presentazione elettronica.. non ci sono problemi. Ho visto come si realizza un video… non ci sono problemi. Ho capito come aprire un blog… Mi sento un drago quando comincio a pensare come utilizzare con i miei alunni, nella didattica ordinaria queste cose. Se poi in classe funziona!! WOW altro che digital immigrans [Enrico]
- quando manipolo i feed (sono un'invenzione fantastica e vengono generalmente utilizzati in proprorzione infinitesimale alle loro potenzialità) e quando entro in un ambiente/tool nuovo, trovando subito "l'orientamento". [MG]
- quando ho realizzato il mio primo filmato, quando ho portato a termine un lavoro collaborativo attraverso modalità on line e non credevo di poter conciliare i miei tempi frenetici con il lavoro. [Flavia]
-Quando mi accorgo che quello che ho imparato e studiato è talmente automatizzato che riesco a spiegarlo ad altri. [Mela]
-Quando riesco in qualcosa di nuovo, per esempio quando ho imparato a usare Dramweaver e a costruire il sito della classe; quando mi oriento senza difficoltà in un nuovo ambiente; quando vedo apprezzato il mio lavoro. [Emanuela]
- in che cosa trovi più difficoltà?
- Nella comprensione dei termini, sono poco disponibile a fare sempre l’operazione di traduzione in italiano dall’inglese. Nel provare per un ora e non avere fatto nulla; nel dimenticarmi le password… [Enrico]
- chattare con più persone; "frequentare" assiduamente più social network nello stesso periodo. [MG]
- Nella velocità delle connessioni, se tralascio un solo giorno la rete, trovo tantissimo materiale nuovo, post sui blog e sui vari forum e facebook, insomma è una fatica seguire tutto! [Flavia]
-A seguire tutto ed avere tempo di leggere quello che trovo. Scelgo sulla base dell'istinto e della motivazione. [Mela]
-A seguire il filo dei discorsi che si snocciolano in rete senza sosta; a inserirmi in comunità nuove. [Emanuela]
- e cosa, invece, ha potenziato il tuo pensare, il tuo comunicare, il tuo studiare, lavorare, ecc.?
- Il vedere che molte di questi elementi possono essere utili alla didattica quotidiana, nel vedere risultati di apprendimento e di motivazione negli alunni nel proporre ad esempio un blog come collante di una specifica attività o nello scrivere su di un blog. Nell’insegnare loro dei processi piuttosto che dei procedimenti. [Enrico]
- ha favorito una lettura dei libri (di studio, ovviamente) in parallelo e per argomenti; ha elevato all'ennesima potenza velocità e pertinenza delle ricerche bibliografiche; mi permette di portarmi in aula tutti i mille riferimenti che utilizzo per affrontare la spiegazione di un argomento; agevola una comunicazione scritta più divulgativa rispetto a quella che sono abituata a "stilare", perché mi da più occasioni di scrivere di getto. [MG]
- So di aver arricchito la mia professionalità docente, ho appreso (e continuerò a farlo) numerose nuove tecniche che potrò utilizzare a scuola, ho sperimentato l’apprendimento cooperativo prima sulla rete e poi in classe, un’altra cosa importantissima: io amo i libri, ho una libreria piuttosto fornita, ma avrei voluto averne una come quella del film: La bella e la bestia. Adesso mi rendo conto che se devo arrivare ad un’informazione di qualsiasi genere consulto solo internet, solo ‘dopo’ mi ricordo di possedere dei testi sull’argomento, per una figlia di gutenberg (appassionata) come me, c’è da riflettere! [Flavia]
-Ho perso quel senso di solitudine professionale che avevo senza la rete. Ci si rafforza nelle proprie convinzioni, si sperimenta e naturalmente si condivide. Studio di più e di conseguenza mi passano più idee nel cervello, si cambiano anche gli atteggiamenti nella vita prossemica. Ad esempio si attaccano ganci al supermercato :-) [Mela]
-I numerosi corsi a distanza che ho seguito hanno arricchito moltissimo il mio bagaglio culturale e professionale, oltre che umano. Ho capito che non si finisce mai di imparare, che le conoscenze non hanno mai fine e si costruiscono nella mente con una struttura reticolare che va al di là delle discipline. Tutto è connesso e si connette all’infinito. L’incontro con gli altri ha innescato in me una riflessione più profonda e continua che ha prodotto una maggiore consapevolezza dei miei pensieri. Ciò che ho appreso ha avuto ripercussioni anche sul mio essere insegnante: più spazio alle relazioni con ciascuno dei miei alunni, una maggiore attenzione ai segnali di disagio, più ascolto delle diverse esigenze, la ricerca di strategie e stili di insegnamento più consoni ai bambini di oggi, il “coraggio” di cambiare. [Emanuela]
- e cosa ti fa “soffrire”
, cosa ti manca in quella parte di mondo dove è collocata la tua tastiera che invece nella Rete c’è?
- Forse la mancanza di tempo per poter star lì a provare e a non demoralizzarsi. A mio avviso il tempo è una discriminanate reale. [Enrico]
- l'immobilità di cose e persone, che lavorano ognuno per i fatti propri utilizzando il PC come una macchina da scrivere un po' più avanzata, rispondendo (quando lo fanno) alle mail con un ritardo che spesso rende inutile la risposta ma SOPRATTUTTO l'essere guardata come un'eccentrica che si diletta con strumenti d'avanguardia (intendendo per tali anche dei miseri Google Documents condivisi). SIGH! [MG]
- l’immobilismo delle mie colleghe di lavoro, il rifiuto totale a rinnovarsi e a mettersi in discussione delegando ad altri, in questo caso io, visto che uso il pc. [Flavia]
-Direi che non mi manca niente. Per quello che mi riguarda si integrano perfettamente. Del coinvolgimento dei colleghi ormai ho perso la speranza, nel senso che sono disponibile a chi mi chiede ma non mi sento di proporre niente a chi non ne vuole sapere. Ciascuno sia libero di fare quello che vuole, non spetta me decidere cosa. [Mela]
-La mancanza di entusiasmo e di aprirsi al nuovo dei colleghi; il non avvertire la necessità dell’aggiornamento; il non volersi mettere in discussione; la “routine didattica” che contraddistingue la quasi totalità dei colleghi; il fatto che solo pochissimi siano interessati alle esperienze altrui e disponibili alla condivisione e al confronto; il senso di solitudine e di chiusura che domina nel mio ambiente di lavoro. [Emanuela]