Al Ministero della Pubblica Istruzione, On. Maria Stella Gelmini

Al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Dott. Cesare Angotti

Al Sindaco del Comune di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi



I genitori in calce del II Circolo Didattico del Comune di Sesto Fiorentino, riuniti in assemblea presso la Scuola Primaria “L.L. Radice” di Sesto Fiorentino avviata alle ore 21.00 del 8/10/2008 esprimono il proprio dissenso per quanto enunciato dal Decreto Legge n. 137 del 1/09/2008.

I tagli alla scuola pubblica imposti, prima dalla Legge 133 del 6 agosto 2008 e poi dal Decreto 137 “Gelmini” hanno dimensioni e conseguenze a dir poco preoccupanti: una “dieta” che sembra non avere un disegno che ridefinisca un percorso di qualità, ma che procede esclusivamente secondo la logica del risparmiare e del fare cassa.

E queste sono alcune delle gravi conseguenze:

Attualmente il tempo scuola, nelle classi a tempo pieno, prevede la presenza di 2 insegnanti, uno di mattina e uno di pomeriggio (con alcune ore di compresenza), che si suddividono gli ambiti disciplinari. Così concepito il tempo pieno soddisfa la crescente richiesta delle famiglie per le quali rappresenta la risposta più qualificata nel conciliare le esigenze lavorative dei genitori con la garanzia di un’educazione di qualità per i propri figli.

Con la reintroduzione del maestro unico una delle due figure sarà cancellata. Ciò vuol dire che un solo docente dovrà insegnare tutte le discipline (italiano, matematica, storia, geografia, scienze, informatica, educazione all’immagine, educazione musicale, educazione motoria), e non sarà più possibile una didattica di recupero e di arricchimento dell’offerta formativa in classi che, considerando le problematiche che la scuola di oggi deve affrontare, non sono certo paragonabili a quelle di vent’anni fa.

Dunque, un maestro unico che alle 12.30 va via. E poi? Non ci rassicurano le dichiarazioni del Governo sul fatto che il tempo pieno verrà comunque mantenuto: non si tratta solo di una questione di ore, ma di qualità e contenuti. La scuola sarà solo quella del mattino, nel pomeriggio i bambini saranno semplicemente sorvegliati. Chi riuscirà ad imparare da solo e in fretta ce la farà, chi invece farà fatica non potrà essere adeguatamente seguito e aiutato.

La legge prevede un incremento graduale del rapporto numerico tra alunni e docente, da realizzare entro l’anno scolastico 2011/12, che porterà a un aumento di circa 4/5 allievi per classe, e alla chiusura di scuole nei piccoli comuni, come se l’investimento per pochi alunni sia da considerarsi una semplice perdita economica.

Ogni anno, prima dell’inizio dell’anno scolastico, molti, troppi genitori si chiedono con preoccupazione se i propri figli ritroveranno gli stessi insegnati dell’anno precedente. Di fatto, visto che un docente precario costa molto meno di un insegnante di ruolo perché lo si assume solo per il tempo necessario, viene da chiedersi se il futuro della scuola pubblica sarà legato solo alla presenza di insegnanti precari che faranno “risparmiare” miliardi allo Stato. Ma questo perverso sistema del “risparmio” ripaga davvero delle nefaste ripercussioni sul piano didattico e relazionale che investiranno i nostri figli?

La scuola pubblica è un patrimonio e una risorsa,

è il futuro del nostro paese,

è un bene comune da salvaguardare.

L’istruzione è un diritto e un valore da coltivare, non un ramo secco da tagliare!

Ci si auspica che si apra un confronto approfondito, anche con il contributo di quanti operano nella scuola, affinché si possano individuare le soluzioni più adeguate per il miglioramento della qualità del sistema scolastico.



I Genitori riuniti in assemblea