CALCI E SPUTI E COLPI DI TESTA
Paolo Sollier
Kaos Edizioni, 1976, 186 pp.
«Mi confesso piuttosto sorpreso dello stupore per il mio libro Calci e sputi e colpi di testa. Come, dicono, un calciatore che scrive?! Ma i calciatori non sono quelle cose che rotolano dietro una palla, coi muscoli, coi titoli sul giornale?...
Questo libro a pezzi, a schegge, a proiettili, fratturato in due anni di vita, è un po’ una fotografia. Un’esperienza sistemata in un grand’angolo impietoso. Ci sono anche le cose spiacevoli, le facce sbagliate, le non certezze...
E qui c’è il vero perché del libro: la smitizzazione di un ambiente “intoccabile”, scalpellato con uno strumento semplicissimo: la sincerità. E fa male, a giudicare dalle polemiche e dalla malafede con cui sono stato attaccato. Ma le polemiche sono benzina per tirare avanti, e la malafede, come la fede, pare sia un mistero, un dono, un averne le tasche piene senza sapere il perché.
Certo, scrivere un libro non è difficile. Difficile è sopportare che lo leggano e lo giudichino anche gli imbecilli. Pazienza.»
P.S., “Epoca”, novembre 1976