Ancona, 22 febbraio 2008 - COMUNICATO STAMPA


ANCONA: PORTA A PORTA SPINTO SUBITO E REVISIONE DELLA TIPOLOGIA DI IMPIANTO


La città di Ancona, tra i 16 comuni del bacino 1 della provincia, produce una quantità di rifiuti maggiore degli altri comuni e ne differenzia poco più del 20%, una quantità molto lontana dagli obiettivi fissati per legge. Anche se gli amministratori non vogliono parlarne, la realtà è che con l’aumento della produzione di rifiuti e con le discariche in via di esaurimento, a breve potremmo trovarci in una situazione di emergenza.

In questo scenario è prioritaria un’azione decisa per la riduzione della produzione dei rifiuti, per la massima differenziazione e il conseguente riciclaggio di tutti i materiali recuperabili.

Pertanto l’unica soluzione per invertire questa tendenza è partire con la raccolta differenziata porta a porta. In questo modo i rifiuti si differenziano alla fonte, vengono riciclati e le quantità che verranno smaltite in discarica si ridurranno fino al 60%, garantendo così una vita più lunga alle discariche esistenti.

Abbiamo accolto con piacere l’annuncio da parte del Comune di Ancona di partire con la raccolta porta a porta, però chiediamo che questa tipologia di raccolta venga applicata a tutti i rifiuti (umido, carta, plastica, vetro, alluminio, ecc) e che in tempi strettissimi venga estesa a tutto il territorio comunale, e non per la fine del 2009 come annunciato. I tempi per la sperimentazione sono finiti, per troppi anni il Consorzio Conero Ambiente e il Comune hanno aspettato, rimandato e cambiato progetto senza mai scegliere realmente la strada da seguire, ma facendo gravare la loro inerzia sui bilanci comunali e sulle tasche dei cittadini. (ad es. il debito di 3 milioni e mezzo di Euro accumulato verso il Comune di Castelcolonna per i rifiuti mandati in discarica e l’aumento dell’IRPEF).

Chiediamo pertanto all’amministrazione che ad Ancona si applichi una raccolta porta a porta spinta che sia da esempio per tutti gli altri comuni del bacino 1(in primis Osimo e Falconara Marittima).

Una buona raccolta porta a porta dimostrerà a quegli amministratori ancora scettici, che alti livelli di raccolta differenziata permettono di recuperare e riutilizzare risorse preziose, senza avere bisogno del tipo di impianto di selezione e trattamento previsto ad Ancona.

Per chi si chiede come questo sia possibile, la risposta è semplice e logica. L’impianto di Ancona, dovrebbe trattare rifiuti umidi da indirizzare al compostaggio e rifiuti indifferenziati, risultato di una cattiva raccolta differenziata, che verranno impiegati per la produzione di CDR (combustibile da rifiuto) e di Fos. Considerato che il compostaggio è l’unica alternativa che permette di recuperare la parte umida dei rifiuti, dobbiamo valutare le contraddizioni insite nella produzione di CDR. Visto che le leggi italiane ed europee stabiliscono che nel trattamento dei rifiuti si debba privilegiare la prevenzione e il riciclaggio (quindi una buona raccolta porta a porta), non capiamo perché si voglia realizzare un impianto costosissimo, circa 14 milioni di Euro, progettato per trattare enormi quantità di rifiuti che in realtà, grazie al porta a porta, non verranno più prodotti.

Visto che il CDR è composto da materiali riciclabili, l’impianto potrebbe essere progettato per il trattamento meccanico-biologico che permette di fare un’ulteriore selezione da avviare a riciclo, con benefici anche in termini occupazionali, oltre che ambientali.

La tipologia impiantistica va scelta assumendo per scontato che tutti i sindaci del bacino mettano a regime la raccolta differenziata porta a porta, perché le strategie da attuare per raggiungere la riduzione di rifiuti da portare in discarica sono alla portata della nostra comunità e devono essere attuate con la massima priorità.



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