COMUNICATO PER OSSERVAZIONI AL PIANO BOTTA

Il progetto Botta pare destinato ad una lunga discussione in città, questo confronto democratico e civile fondato su basi concrete come l’urbanistica, penso sia un bene per la nostra città.

Tuttavia percepisco da qualche tempo un amore e una volontà quasi di difesa per la nostra città da parte del “Comitato che Botta!” che in questi mesi di discussione e approfondimento del Piano di via Muccini non avevo percepito.

Come ho detto più volte credo che il confronto che si è aperto in città da oltre un anno, a parte in alcuni momenti, abbia fatto bene alla politica e abbia anche cambiato il modo di confrontarsi tra l’amministrazione comunale i cittadini e/o comitati che siano. Soprattutto credo abbia giovato alla democrazia e alla partecipazione, che spesso è difficile trovare anche in strutture politiche ben più organizzate come i partiti. Questo a mio giudizio è un elemento di crescita culturale e sociale del nostro territorio e come ho detto anche nel consiglio comunale del 9 luglio scorso, è anche un importante momento di crescita e arricchimento politico per la città.

Penso che la politica sia chiamata ad ascoltare per poi decidere, in modo particolare chi è stato eletto dai cittadini. Ciò non vuol dire decidere sempre ad ogni costo e comunque ma utilizzare il mandato popolare per ciò che si ritiene giusto per la propria città, questo si! Semmai c’è da interrogarsi come poter ricercare i metodi più democratici e partecipati per arrivare a comprendere ciò che i cittadini realmente chiedono e di cui hanno bisogno e poi tradurre tutto ciò in atti amministrativi. Insomma penso che bisogna sforzarsi di comprendere al meglio la società per poi interpretarne i bisogni e dare risposte concrete ai cittadini. Con il Progetto Botta si è cercato di fare proprio questo, forse un po’ alla “sarzanese” forse un po’ alla “buona” e la conseguente eliminazione della torre è la traduzione politica prima, tecnica dopo, di ciò che secondo molti era un elemento di disturbo non solo visivo ma anche sociale e culturale.

Molto probabilmente tutto ciò non è bastato a giudicare dal numero di osservazioni prodotte e ci tengo a dire che come Presidente della Commissione Territorio nei prossimi giorni pianificherò assieme agli altri commissari all’amministrazione comunale e all’ufficio urbanistica un calendario di sedute (come già fatto in occasione della discussione del Piano Botta lo scorso inverno), per analizzare tutte le osservazioni integralmente prima del consiglio comunale.

Sempre nei prossimi giorni è mia intenzione parlare con il dirigente dell’Ufficio Tecnico, perché vengano portate tutte le osservazioni in Commissione Territorio per poterle comprendere e discutere all’interno con i dovuti tempi.

Questo percorso verrà definito appena possibile e non appena l’Ufficio Urbanistica sarà in grado di poter istruire la pratica. Credo che questa sia la fase più “delicata” e importante di tutto l’iter fino ad oggi adottato. Sono anche convinto che non debbano esserci “accelerazioni” nella valutazione delle osservazioni garantendo la massima trasparenza nelle procedure che verranno adottate.

A tal proposito mi sento di dire che la Commissione Territorio non si sottrarrà al ruolo di garante delle procedure e ovviamente anche di organo preposto alla valutazione delle osservazioni tecniche che sono state presentate. 

 

 

 

Massimo Baudone

Presidente Commissione Territorio

 

 

Sarzana, 18 agosto ‘09